insieme, altri oggetti, come gli orecchini d`oro con l`impronta di una

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insieme, altri oggetti, come gli orecchini d`oro con l`impronta di una
insieme, altri oggetti, come gli orecchini d'oro con l'impronta di
una moneta bizantina e la rappresentazione di una testa femminile,
presentano una fusione di elementi barbarici e bizantini interpretati
da una artigiano che non era però né un barbaro né un bizantino.
La medesima caratteristica si nota nella quasi coeva croce d'oro
Dzyalinsky, anch'essa probabilmente proveniente dalla Basilicata ,
in cui motivi orientali, come il Crocefisso vestito del colòbio e la
Madonna nello schema della Kyriotissa eseguiti a niello, si affiancano a parti decorate a smalti di tipo barbarico. La terza componente è evidente nel carattere formale dell'esecuzione, nelle iscrizioni
in lingua latina e lettere greche, in modi tipici dei dialetti meridionali e in qualche particolarità linguistica greca che, per apparirvi
eguale, accosta il gioiello ad un altra placchetta d'oro con l'Annunciazione ritrovata nell'Italia meridionale, forse in Basilicata, ed
ora in una collezione berlinese . Questi oggetti che si illuminano
a vicenda si dimostrano così eseguiti in una zona permeata di influenze langobarde e bizantine che tutto porta a credere sia stata
quella posta sul confine calabro-lucano, dove i due popoli convissero a
fianco a fianco, come si potrebbe dimostrare storicamente, accanto
all'elemento locale il cui artigianato attingeva a modelli, a motivi
e a tecnica dell'una e dell'altra arte.
Con il dominio langobardo la Eegione, che aveva già alcuni
luoghi fortificati i quali vennero quindi rinsaldati, come Acerenza
smantellata poi per ordine di Carlo Magno, si coprì di torri di difesa erette in posti strategici e nei castaldati allora costituiti. Un superstite esempio di tali fortezze sembra essere rappresentato da
quella di Moliterno, dall'ampia fronte, mentre le altre sono state
abbattute, come il castello di Teana, o rifatte dalle posteriori dominazioni, a cominciare da quella bizantina che rapidamente si
allargò sulla Eegione non senza ulteriori violazioni langobarde, cui
credo si riferiscano due chiesette rupestri materane : quella di S.
Vito a pianta trìcora e l'altra di San Lorenzo, ambedue denominate " dei Lombardi ".
Se durante il dominio bizantino elementi musulmani si fermarono
nel paese stabilmente, fondando Castelsaraceno e forse Pescopagano,
mentre a Tursi e Tricarico stanziarono in quartieri appartati, detti
volgarmente « rabatane » e dei quali sarebbe interessante uno studio
approfondito, è certo che i bizantini influenzarono profondamente
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A . L I P I N S K Y , Enkolpia cruciformi orientali in Italia, I . Calabria e Lucania, in « Bollett. delle Badia Greca di Grottaferrata »,
Grottaferrata, X I , (1957), pp. 13 ss. e tav. 1,2. L'ipotesi esposta
nel resto trae spunto da quanto nelle citate pagine pensa l'amico
LIPINSKY.
P. V O L B A C H , op.
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cit.,
p.
67 e fig. 13.