xxi festival della canzone romana

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xxi festival della canzone romana
XXI
FESTIVAL
DELLA
CANZONE
ROMANA
Insieme ai big
Fiorini, Califano
e Vianello,
premiati i tre
giovani finalisti
con il premio
della Stampa
Campo de’ fiori
una
o
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s
Ti la one
canz ordo
Diario
di b
Venticinque
mo(n)di per
socializzare.
A cena La’...
da Andy
Luotto
Un ricordo per
Marco Simoncelli.
Ciao Sic...
Maggio
2011.
Il “Giro
John Mayall.
Terza età
in blues
Renato
Conti,
100
anni
I social network più
gettonati
278 gli
agriturismi
nella Tuscia.
Campo de’ fiori
2
SOMMARIO
Editoriale:
Per amor di Patria....................................3
L’intervista:
Ti lascio una canzone 2011 - diario di
bordo................................................4-5-6
XXI Festival della Canzone romana..8-9
La forma dell’acqua............................11
Roma che se n’è andata:
Via di Ripetta - Strada di eroi..............12-13
Suonare Suonare:
John Mayall.......................................14-15
Curriculum vitae:
I Bingol Jazz Quartet..............................16
Ecologia e ambiente:
Città in ginocchio....................................18
A cena La’ ... da Andy Luotto..............19
Il trattamento della scoliosi con i
corsetti.................................................21
L’educazione: nuova frontiera dello
sviluppo...............................................22
Venticinque mo(n)di per socializzare23
Quando l’ospitalità è di casa.............24
Come eravamo:
Fornaci e casole, botti e presse, cessi e
lavabi, eppoi.. i piatti..............................25
Sindrome della bandelletta tibiale.....26
Missionari a Fabrica di Roma.............27
Ass. Artistica IVNA:
“Sguardi, dai diritti dell’uomo all’uomo senza
diritti”....................................................28
Eraldo Bigarelli in tour artistico.........29
Nel cuore.............................................29
Il Fumetto:
Raqiya...................................................30
La rubrica dei cognomi.......................31
A spasso con Dio.................................32
Come ali di farfalla..............................32
La Reverenda camera Apostolica.......33
Agostino Paradisi................................34
Ricordo di Marco Simoncelli...............35
Una “Fabrica” di ricordi:
Le botteghe dei botteganti......................36
Presentazione del romanzo “Un nobile
brigante” .............................................37
“Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo”..............................................37
Civita News................................38-39-40
News....................................................41
Federico Campanelli, la passione per il
pool......................................................42
Campo de’ fiori in arte news..............42
Giocando per le vie del centro storico.........................................................43
Foto & foto..........................................43
Le storie di Max:
Ornella Vanoni........................................44
Fabio Andreotti canta per il Club
Rotary Flaminia Romana....................45
I nostri amici.......................................46
Oroscopo .............................................47
Agenda............................................48-49
Messaggi..............................................50
Il Calendario 2012..............................51
L’angolo del poeta..............................52
Roma com’era.....................................53
Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti..............................60-61
Selezione offerte immobiliari .......62-63
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Siate protagonisti della rivista che amate di più!!!
Campo de’ fiori
Per amor di Patria
Macerare nei problemi sociali, affogare nell’incertezza, essere
avviliti, desolati, delusi, amareggiati, tristi, umiliati e sconfitti.
Contrapporre il nichilismo alla fede, il bene al male, l’angoscia
alla speranza, il razionale all’irrazionale… quanta confusione!
Che mondo vecchio!
di Sandro Anselmi
Cadranno i governi, sventoleranno nuovi vessilli di partito, ma
per quanto tempo ancora gli italiani dovranno sacrificarsi per
amor di Patria? E più i giovani!
Vengano allora ad estirpare radicalmente le ingiustizie, a cercare
un nuovo ideale. Riceveranno fede assoluta e, con l’indomita
forza dell’età , avranno tutto il domani ed un mondo che vada
verso un’unione universale dell’umanità !
Meravigliosi, spavaldi giovani, coraggio!
3
Campo de’ fiori
4
“TI LASCIO UNA CANZONE 2011”
V EDIZIONE
b o rd o
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r
Dia
Tutto quello che le telecamere non dicono
Sandro Alessi
con la conduttrice Antonella
Clerici, poi
insieme ad uno
degli ospiti,
Orietta Berti.
Nella foto a dx
con il nostro
lasciapassare
Alessandro
Oliverio. Nella
foto di fianco a
sx, invece, gli
autori durante
la diretta tv.
Da casa non si
Il 17 Settembre è partito proprio per i bampercepisce la passione bini un vero divertita la quinta edizione di
mento e pertanto ho
“Ti lascio una canzoche tutti coloro, che
apprezzato l’idea di
ne”, condotta su Raiuno
girano dietro le
da Antonella Clerici,
Roberto Cenci, seppur contrariato dal
in diretta, quest’anno,
telecamere, mettono
fatto di aver ripropodall’Auditorium Rai del
Foro Italico di Roma,
sto con “Io canto”,
per il proprio lavoro.
che andrà in onda fino
un clone nella stessa
a Dicembre.
stagione televisiva
Questa volta ci sentiamo direttamente
sulle reti Mediaset. Cercherò in queste
coinvolti in quanto abbiamo una mini balpoche righe di farvi assaporare le mie
lerina di famiglia che partecipa al proemozioni vissute ogni settimana accanto
gramma.
agli autori, agli ospiti, all’orchestra, alla
A dire il vero, delle quattro precedenti edigiuria ed alla mitica ed inossidabile
zioni non avevo visto granché , anche perAntonella Clerici.
ché ho sempre ripudiato il modo di fare
La cosa che mi ha colpito immediatamenspettacolo con i bambini. Ma trovandomi
te è l’interpretazione dal vivo dei cantanti
oggi coinvolto, devo dire che ho riscontrain erba che dalla televisione non si riesce
a vivere pienamente e la passione che tutti
coloro che girano dietro le telecamere ci
mettono per fare il proprio lavoro. I piccoli partecipanti sembrano avere tanti genitori che si prendono cura di loro.
A cominciare da Alessandro Oliverio
della “Ballandi Entertainment spa” che non
li lascia un minuto e cura ogni dettaglio
minuziosamente e che ci guida a conoscere il dietro le quinte, per finire al Maestro
Leonardo De Amicis che, abbandonata
la professionalità obbligata, sfoggiata
durante il Festival di San Remo, mette la
sua esperienza a disposizione di tutti,
comprendendo con amore gli errori dei
giovani cantanti.
ANTONELLA CLERICI: tanta tv alle spalle, ma la conduttrice di punta della Rai non
Campo de’ fiori
5
Nella foto in alto
a sx, Sandro
Alessi con i coristi dell’orchestra.
Poi un momento
delle prove. Nella
foto al lato a sx,
invece, le giovani
ballerine ed a dx
Sandro Alessi
insieme alle
coreografe
Simona
Mastrecchia e
Eliana Ghione.
I piccoli
partecipanti
sembrano
avere tanti
genitori che
si prendono
cura di loro!
si dimostra mai
soddisfatta ed ogni
sabato sera si
mette in gioco con
il suo originalissimo modo di presentare
sempre
giocoso.
Si trova a suo agio
tra tanti bambini forse perché anche lei è
ancora giovane oppure perchè si sente
mamma di questa grande famiglia.
GIURIA DI QUALITA’ : Massimiliano
Pani, Francesco Facchinetti ed
Orietta Berti. Hanno il compito di scegliere l’interpretazione migliore e assegnare il premio di qualità alla canzone che
riterranno, alla fine, la migliore della serata.
I GIOVANI INTERPRETI : Beatrice
Coltella (7 anni), Andrea Ascanio (8),
Gaia Cauchi (8), Rebeca Maria
Neacsu (8), Giacomo Ramundo (8),
Elena Soffietto (8), Giorgio Franzè
(9), Valerio Monaco (9), Martina Di
Florio (10), Luana Frazzitta (10),
Anna Morganti (10), Ludovica
Vatteroni (10), Stefan Cristian
Atirgovitoae (11), Chiara Cannabona
Angelis, Gaia Secchi, Martina Sineo,
(11), Maria Cristina Craciun (11),
tutte con un età compresa tra i sette ed i
Irene Puzone (11), Fabrizio Bolpagni
quattordici anni, guidate abilmente dalle
(12), Gioele Albertella (12), Vincenzo
coreografe Simona Mastrecchia e
Belfiore (12), Adelaide Cavallaro
Eliana Ghione.
(12), Giuseppe Picciallo (12), Maryan
Vorremmo raccontarvi anche di tutte quelTancredi (12), Giada Borrelli (13),
le persone che per tutta la settimana si
Nico Bruno (13), Ludovico Creti (13),
danno da fare affinché la trasmissione del
Daniel Vicari (13), Michael Bonanno
sabato risulti la più bella e la più vista.
(14), Nicola Cardinale (14), Antonio
Soltanto le sarte e gli addetti sono una
Cocciolo (14), Angela e Marianna
ventina, tra cui Federica, Lucia,
Fontana (14), Sabrina Pesce (14),
Annalea, Ilaria,
Vittorio Sisto (14),
Tante le persone Sabrina,
Annalisa, Luca, Paola,
ce la mettono proprio
Bice,
Manuela,
Anna,
tutta per far sì che la
che durante la
Beatrice, Pina, Daniela,
canzone scelta per
settimana si
Maria, Alessia, che ci spiegaloro, arrivi al cuore
della giuria e del pubdanno da fare per no come i bambini reagiscano
positivamente a tutte le prove
blico. Ogni sera, lo
la buona riuscita costumi ed abiti, prendendo
ricordiamo,
sono
come un gioco…
coadiuvati dalle splendella diretta: sarte tutto
I parrucchieri (Trucco e
dide voci dell’esperto
e parucchieri in
Parrucco) sono quattro in
Coro, composto da
pianta stabile per l’orchestra,
Marco,
Monica,
primis!
le bambine ed i cantanti, più i
Valentina e Luca.
parrucchieri e le truccatrici personali di
Antonella Clerici. Gianni ci presenta i colLE PICCOLE BALLERINE: Alice Pea,
leghi di lavoro: Annamaria, Chicca,
Francesca Oliverio, Siria Rossi, Giulia
Federica, Robertino, Annalisa, tutti
Buonomini, Emily Neri, Alessandra
indaffarati sulle capigliature ed i volti degli
Curti, Chiara Taraborrelli, Giada Di
interpreti e ci spiega che per ogni acconCapua, Serena Buonocore, Aurora
ciatura il tempo necessario è diverso “si va
Monetti, Virginia Casauia, Lilù De
6
Campo de’ fiori
Ancora dietro le
quinte di
Ti lascio una
canzone,
con i
parucchieri,
intenti a curare
nel miglior
modo possibile
l’immagine di
tutti, e le sarte,
circondate dai
loro
indispensabili
ed inseparabili
strumenti di
lavoro, ago,
filo, centimero e
forbici.
dai 5 ai 45 minuti, dipende da quello che
si deve realizzare…”.
Esce proprio dalla sala “Trucco e Parrucco”
la mitica Orietta Berti e subito le chiediamo cosa consiglierebbe a questi giovanissimi cantanti.
“E’ molto, molto difficile arrivare al
successo, oggi è come vincere un
terno al lotto, ci vogliono i mezzi
vocali, che oggi come oggi sono primari, insieme a molta fortuna e
soprattutto incontrare le persone
giuste al momento giusto. Altro elemento importante è avere una canzone che possa metterti in luce in
modo che un discografico od un produttore ti possa seguire, perché da
solo non ce la puoi fare… Nella trasmissione il nostro criterio di voto è
la nota di merito ad un ragazzino che
ha fatto l’interpretazione migliore;
non guardiamo la canzone ma come
viene interpretata. La giuria di sala e
quella da casa vota invece la canzone
che va in finale. Per un consiglio finale direi a questi mini cantanti di fare
attenzione alla voce che se non curata adeguamente, crescendo, potrebbe danneggiarsi.”
Oggi ci fermiamo qui, ma vi prometto che
continueremo a seguire dall’interno la trasmissione, andando a conoscere il regista
e gli autori.
Alla prossima puntata…
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
8
Il 31 Ottobre al Teatro Olimpico, la serata finale delle premiazioni
XXI FESTIVAL DELLA CANZONE ROMANA
La nostra rivista, per il terzo anno consecutivo, premia i giovani
finalisti Pino Cartella, Paola Ruggeri e Fabrizio Morina
Foto di Adriano Di Benedetto
F
Franco Califano
Lando Fiorini
Edoardo Vianello
Giorgio Onorato
Luciano Rossi
Alberto Laurenti
I ballerini della Crazy Gag in una delle sue coreografie
orse sarebbe il caso di dire “barcolla, ma non molla”! E già , perché
seppur con qualche giorno di ritardo rispetto alla data consueta, anche quest’anno il patron Lino Fabrizi è riuscito a
realizzare la ventunesima edizione del
Festival della canzone romana, di cui è
ideatore dal 1991, per l’appunto. Proprio la
sua tenacia e caparbietà hanno fatto sì
che la manifestazione tornasse più brillante che mai, senza dubbio una delle migliori degli ultimi anni. Tanti i nomi illustri che
rappresentano la musica popolare della
capitale, da richiamare l’attenzione di un
foltissimo pubblico. Ad aprire la serata sul
palco dell’Olimpico, introdotto dallo storico
presentatore del Festival Francesco
Vergovich, affiancato quest’anno dalla
bravissima e giovanissima Benedetta
Rinaldi, Luciano Rossi, con, tra le altre,
la sua famosissima “Ammazzate oh”. A
seguire, poi, Lando Fiorini, accompagnato al piano dal maestro Vincenzo Romano,
sua spalla anche negli spettacoli in scena
Silvana Pampanini con la Rinaldi e Fabrizi
al mitico Puff, per alcuni dei più bei brani
che il repertorio romano offre. Franco
Califano, invece, ha rubato applausi al
pubblico con i suoi migliori cavalli di battaglia, come “Tutto il resto è noia” e
“Minuetto”, che hanno fatto innalzare dalla
platea un gran coro di voci. Edoardo
Vianello, con la sua band, ha invece portato una ventata di leggerezza grazie ad
un mix dei suoi brani più famosi. A concludere lo spettacolo la voce stentorea ed
ancora ben ferma di Giorgi Onorato, che
Campo de’ fiori
Pino Cartella, finalista col brano “La mia città”
Il Patron Lino Fabrizi omaggia la presentatrice
della serata, Benedetta Rinaldi affiancata sul
palco da Francesco Vergovich
Paola Ruggeri, finalista con “Mille fontane”
9
Fabrizio Morina con “Ar pensiero de pensacce”
Il momento della premiazione. Da sx: Benedetta Rinaldi, Fabrizio Morina, Pino Cartella, Ermelinda
Benedetti, che ha premiato i finalisti per la rivista Campo de’ fiori, l’onorevole Claudio Bucci, segretario generale della Presidenza del Consiglio della Regione Lazio, Paola Ruggeri e Lino Fabrizi.
festival a livello di quello di Sanremo!”
è riuscito a guadagnarsi una lunga stanDietro le quinte, intanto, guardando lo
ding ovation finale. Ma tra l’uno e l’altro,
spettacolo in attesa del momento finale
hanno trovato spazio per esibirsi anche
delle premiazioni, abbiamo la possibilità di
Alberto Laurenti, Angelo Blasetti,
scambiare
quattro chiacchiere con gli artiFloriana del Grande fratello, che ha
sti, tra un Giorgio Onorato che se ne sta
recitato una bellissima poesia di Trilussa e
seduto in disparte ad ascoltare; un
i giovani ballerini della Crazy Gag, nonCalifano che, appena arrivato, dopo esseché , ovviamente, i tre finalisti del festival
re stato inseguito dagli altri giornalisti,
con i loro nuovi ed originali brani: Pino
cerca disperatamente una sedia sulla
Cartella, Paola Ruggeri e Fabrizio
quale sedersi non solo prima di entrare in
Morina. Ed è proprio a loro che la nostra
scena, ma anche sul palco, circondato dai
testata, rappresentata dalla sottoscritta,
ragazzi della sua band; una Floriana che
ormai per il terzo anno consecutivo ha
ostenta orgogliosa tutta la sua
voluto assegnare il
romanità ;
Vergovich
che
premio speciale della
1.400 spettatori,
applaude agli artisti al termine
stampa, impegnandoper onorare la
delle esibizioni; la Rinaldi che
si così anche a sostenere il Festival, come
migliore tradizione cerca disperatamente il suo
trench per coprirsi; il corpo di
importante mezzo di
musicale della
ballo che sale e scende per camconservazione delle
tradizioni musicali, ma
capitale, con artisti biarsi di costume e qualche altro
che passeggia nervosamente o
anche culturali e
storici e nuove
osserva attentamente perché
popolari di Roma
capitale. Soddisfatto,
proposte giovanili tutto fili liscio.
Chiediamo allora al nostro
compiaciuto del suo
caro amico Lando come vanno le
operato e ripagato anche stavolta degli
cose: “Siamo in piene prove per ultimare
sforzi profusi per la buona riuscita della
il nuovo spettacolo: Lo stivale in mutansua creatura, Lino Fabrizi ringrazia noi, ma
de”.
ringrazia anche tutti i suoi amici artisti che
Ci sarà Loretta Rossi Stuart, assente
lo sostengono prepotentemente in questo
anche in questa serata? “No, Loretta è ,
progetto e quanti lo aiutano nell’organizbuon per lei, impegnati in altri lavori.”
zazione, come l’ufficio stampa Elisabetta
Quando riaprirà il suo storico locale
Castglioni e l’autore Silvestro Longo, ramtrasteverino? “Presto, molto presto.
maricandosi, però , ci confessa di una
Sono già aperte le prenotazioni”.
cosa “che la difficoltà di mettere in piedi
Monteleone, invece, chitarrista di
ogni anno questa manifestazione sta nella
Giorgio Onorato, ci racconta qualche
mancanza di fondi, perché se ci fossero
piccolo segreto del cantante: “Giorgio,
sarebbe molto più semplice realizzare un
nonostante i suoi ottantatrè anni, ha una
voce eccezionale. Già al mattino presto,
senza aver fatto esercizi vocali di alcun
genere, riesce, a freddo, a prendere note
altissime. Dorme molto poco e anche se la
sera andiamo a letto tardi per aver fatto
delle serate in giro nei locali, lui si sveglia
presto ed è pronto per affrontare una
nuova giornata”.
Ma cosa fa nel tempo libero? “E’ un
vero e proprio mago della micromeccanica
e dell’elettronica. Riesce ad aggiustare
guasti anche in congegni piccolissimi,
come gli ingranaggi degli orologi!”.
Con Benedetta Rinaldi, invece, è nata da
subito una simpatia, dovuta forse anche
alla reciproca curiosità che fa inevitabilmente parte del nostro lavoro.
Benedetta, di cosa ti occupi di preciso? “Lavoro per Rai International, Rai
Italia e Radio Vaticana. Sono autrice dei
programmi che conduco”.
Quanti anni hai? “Ho trent’anni”.
Benché giovanissima, la conduttrice televisiva, ironica, spiritosa e sorridente, l’abbiamo vista anche nel programma di Rai
Uno “A sua immagine”, in onda la domenica mattina, prima della diretta della Santa
Messa.
Tra il pubblico anche l’onorevole Federico
Mollicone, presidente della Commissione
per la cultura di Roma Capitale.
Un saluto a tutti, prima di andar via, con
l’augurio di rincontrarci, oltre che in altre
occasioni, sicuramente il prossimo anno,
per questo appuntamento che deve rimanere fisso.
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
11
La forma dell ’acqua
Per evitare di trovarsi con gli occhiali completamente “annebbiati”,
basta utilizzare semplici lenti antiappannamento.
Un libro, per me, è un
po’ come un vecchio e
caro amico, la cui sola
presenza basta per
farmi rivivere le emozioni comuni. Così come
incontrando un vecchio
amico, per rivivere i bei
tempi andati bastano
Paolo Balzamo
poche parole, un’eresponsabile
spressione di allora, una
formazione e
allusione, riprendendo
informazione
in mano un libro che è
Centri Ottici Lisi piaciuto non sempre
e Bartolomei
occorre rileggerlo intewww.lisi-bartolo- ramente per riviverlo,
mei.com
ma basta sfogliarlo,
annusarlo, scorrerne l’indice per riviverne
la struttura, rileggere qualche brano.
E così è stato per quel libro che riposava
nella mia libreria disordinatissima, tra tanti
suoi colleghi dal millennio scorso. Mi è
ricapitato in mano “La forma dell’acqua”,
quel gioiellino di Camilleri, il quale vede la
Copertina del romanzo di Camilleri
“La forma dell’acqua”
prima apparizione letteraria del
Commissario, che col suo
“Montalbano, sono”, fa da contrappunto al “My name is
Bond, James Bond”. Proprio il
detective siculo si chiede “che
forma ha l’acqua?” e conclude
che l’acqua ha la forma che le
si vuole dare, cambiando il
contenitore. E così , nel
romanzo, si era dato ad un
omicidio “eccellente” la forma
adatta per attribuirlo ad una
innocente “escort”.
Riposto l’amico tra i suoi colleghi, mi sono chiesto “Ma che
forma ha l’acqua, senza un
contenitore?”
Una goccia d’acqua è sferica:
le molecole si attraggono tra
Lente appannata vista al microscopio
loro. Solo quando cade, la resirifugio o in albergo, e trovarsi come in
stenza dell’aria le fa nascere la “codina” ed
un’alba invernale in Val Padana. O ancora
assumere appunto la forma “a goccia”.
scoperchiare una pentola per vedere cosa
Quando però una goccia si forma o cade
bolle, e non solo non riuscire a vederlo,ma
su una superficie, la “forma dell’acqua”
non vedere più né pentola né cucina, ma
varia, perché dipende non solo dalle forze
solo tutto bianco ed ovattato.
di attrazione reciproca delle sue molecole,
ma anche da quanto la superficie riesce ad
Certo non è possibile impedire al vapore di
“attrarre” l’acqua, ossia dalla sua “idroficondensare
su una parete fredda: è un
lia”, e può mantenere la forma sferica o
principio ben preciso di fisica. Oggi però
spargersi in misura diversa sulla superfipossiamo trattare la superficie in modo
cie.
che l’umidità non formi “grumi”, ossia gocLa “nebbia” sulle lenti è formata da miriacioline microscopiche che smerigliano, sia
di di goccioline d’acqua che si depositano
pur temporaneamente, le lenti. Vari tipi di
sulla superficie più fredda mantenedo la
lenti “antiappannamento” sono in comloro forma sferica. Se però questa supermercio già da diversi anni, ma solo oggi la
ficie è “idrofila” le goccioline si spanderantecnologia ci ha regalato risultati davvero
no immediatamente e la lente resterà
soddisfacenti, e per crederci, basta provarumida sì , ma perfettamente limpida.
lo.
In tutti i centri Lisi & Bartolomei potrete
E’ esperienza di tutti i portatori di occhiali
“giocare” con le nuove lenti antiappannadi trovarsi con le lenti appannate e non
mento e verificarne l’efficacia.
vedere più nulla: basta prendere un caffè
Che ne dite, la panna sta meglio sul gelao un tè e soffiare nella tazzina per raffreddarlo, ed ecco che di colpo sembra che
to o la volete ancora sugli occhiali?
un gelataio dispettoso ci abbia spremuto
un sifone di panna sugli occhi. Oppure,
Hasta la vista
durante la settimana bianca, entrare nel
12
Campo de’ fiori
Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Via di Ripetta - Strada di eroi
Percorro la centralissima Via di Ripetta,
originariamente realizzata sul tracciato di
una vecchia strada
romana che univa la
Via Flaminia all’odierno Ponte S. Angelo,
per la quale, nel
Cinquecento, Leone
di Riccardo Consoli
X,
Giovanni
de’
Medici, 1513 - 1521,
promosse una radicale ristrutturazione
commissionando ad Antonio da Sangallo
“il Giovane” la progettazione di una nuova
arteria cittadina, che consentisse il collegamento diretto di Porta del Popolo con
Palazzo Madama, residenza della sua famiglia.
Il cronista dell’epoca annotava che le
spese per la suddetta ristrutturazione vennero in gran parte sostenute con una particolare tassa imposta alle numerose prostitute che esercitavano a Campo Marzio.
Questa strada si chiamò originariamente
Via Leonina, nome che conservò fino al
1704, quando, con la costruzione del Porto
di Ripetta, prese l’attuale nome.
Tre i personaggi: Eleonora Fonseca
Pimentel (1752-1799 ), letterata e
nobile; Angelo Brunetti, detto
Ciceruacchio (1800-1849 ), oste e
capopolo; Ernesto Buonaiuti (18811946 ), prete e storico.
Cosa possono mai avere in comune
persone così socialmente diverse e
vissute in tempi così diversi?
Soltanto la strada in cui sono nate,
Via di Ripetta per l’appunto. Eleonora
Fonseca Pimentel al n. 22, Ernesto
Buonaiuti al n. 110 e Angelo Brunetti
al n. 248.
Ma chi erano costoro?
Erano, innanzi tutto,
persone libere al
punto da non essere
disposte a subire passivamente il sistema
in cui vivevano, ma
non solo, ebbero,
infatti, la pretesa di
adoperarsi per la liberazione degli altri, circostanza, questa, che
li poneva in una situazione di grande pericolo, tanto da determinare un ulteriore
elemento di comunione, quello di l’essere
stati condannati dal
potere.
Via
di R
ipe
tta
Eleonora Fonseca Pimentel, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio ed Ernesto Buonaiuti
Eleonora
Fonseca
Pimentel animatrice e
guida, assieme ad altri
compagni,
della
Vista dall’alto di Piazza del Popolo, con Via del Corso al centro,
Repubblica NapoletaVia del Babbuino alla sua sinistra e Via di Ripetta a destra.
na del 1799, venne
figlio; persona colta con la possibilità di
giustiziata a Napoli dai Borbone e dagli
frequentare l’alta società ; Angelo, un
inglesi il 20 agosto del 1799; Angelo
bravo e affermato lavoratore con una bella
Brunetti, generoso capopolo, durante la
famiglia, era molto amato dalla gente;
Repubblica Romana del 1849, venne fuciErnesto, era destinato a una brillante carlato il 10 agosto del 1849 dagli austriaci
riera ecclesiastica e universitaria arricchita
sul delta del Po assieme ai due figli;
da innumerevoli pubblicazioni, ma gli eroi
Ernesto Bonaiuti, non venne giustiziato,
sono fatti così , capaci come sono di rinunma la Chiesa prima e il Fascismo dopo lo
ciare al loro benessere soltanto perché
emarginarono, privandolo dell’incarico unisentono che gli altri non riescono a comversitario e, spiato di continuo, gli resero
prendere. Qualcosa che si chiama libertà e
la vita difficilissima; a ben vedere, una
proprio in nome di questa libertà i nostri
sorta di esecuzione prolungata nel tempo,
tre eroi hanno voluto dare un senso più
egli morirà a Roma il 20 aprile del 1946.
grande alla loro vita.
Potevano di certo comportarsi diversaMa vediamo di conoscere più da vicimente. Eleonora, una nobile benestante,
no Angelo Brunetti, un uomo impeera moglie di un ufficiale borbonico con un
Campo de’ fiori
tuoso e gioviale, dalla vigorosa eloquenza, che bene sapeva interpretare i sentimenti collettivi; da piccolo lo
chiamavano Ciruacchiotto ossia “grassottello”, nomignolo che divenne poi
Ciceruacchio, con il quale sarebbe passato
alla storia.
Sembra che da giovinetto, fosse stato garzone nel Seminario Romano all’Apollinare,
infatti, sulla porta d’ingresso di una piccola stanza in prossimità delle scale secondarie, si può ancora leggere, lo scritto a
matita: “Angelo Brunetti”.
Uno straordinario personaggio emerso nei
giorni della gloriosa Repubblica Romana
del 1849, quando organizzò il trasporto di
armi e munizioni per la difesa del nuovo
regime, prodigandosi poi per far passare,
attraverso le linee francesi che stringevano
d’assedio la città , bestiame e cibo per la
popolazione.
Durante gli aspri combattimenti Brunetti,
con l’aiuto dei due figli, realizzò ancora
punti di pronto soccorso e di ristoro per
coloro che erano impegnati nella battaglia
e, stando a quanto riferito da chi ebbe
modo di conoscerlo, l’infaticabile oste si
recò ovunque potesse esser di qualche
aiuto ai difensori della Repubblica.
Nato a Roma nel settembre del 1800, nel
quartiere Campo Marzio, era figlio di un
maniscalco; egli stesso fu carrettiere,
commerciante di bestiame e foraggi e
gestì anche una taverna nei pressi di
Porta del Popolo. Un popolano autentico
dal carattere vivacissimo e dalla notevole
intelligenza.
Con il soprannome di Ciceruacchio era
conosciuto da tutti i romani ed era notissimo nella zona del Porto di Ripetta, sulla
sponda sinistra del Tevere; persona brillante e molto socievole, era amato dal
popolo e, anche grazie alla sua capacità
dialettica, parlava esclusivamente il
romanesco, divenne ben presto un rappresentante dei sentimenti popolari, caratteristica, questa che emerse sopratutto con
l’avvento al soglio Pontificio di Pio IX,
Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846 1878.
Egli si fece portavoce dell’ansia popolare
e, nel luglio del 1846, nel corso di una
manifestazione di popolo, dopo avere ringraziato pubblicamente il Papa per aver
concesso la libertà ad alcuni prigionieri
politici, donò alla popolazione alcune botticelle di vino, accendendo un grande
fuoco in prossimità di Porta del Popolo.
Nel periodo primavera - estate del 1847, è
l’organizzatore di manifestazioni popolari
per sollecitare il Papa a continuare nel suo
programma di riforme all’interno dello
Stato Pontificio e, nell’autunno di quello
stesso anno effettua un giro trionfale in
Umbria e in Sabina dove è accolto con
onori e banchetti; a Rieti riceve un attestato di amicizia da parte del poeta Angelo
Maria Ricci.
Da cattolico osservante si schiera apertamente dalla parte degli ebrei quando il
Papa consente l’esercizio delle loro attività
commerciali anche al di fuori del recinto
del Ghetto e partecipa personalmente
all’abbattimento dell’odiato muro. Ma
quando, alla fine del 1847, alcuni componenti della Corte Pontificia prendono il
sopravvento, suggerendo al Papa alcune
misure antipopolari, Ciceruacchio si schiera contro la Curia e diventa punto di riferimento per tutti gli anticlericali.
Nel gennaio 1848, la Principessa Cristina
Trivulzio Belgioioso arriva a Roma con il
compito di adempiere a una missione politica affidatale personalmente da Mazzini.
Qui incontra alcuni autorevoli personaggi
della nobiltà e della cultura, noti per i loro
sentimenti liberali, ma vuole incontrare
anche Ciceruacchio ormai riconosciuto
capopopolo.
Cessata la resistenza contro i francesi,
Garibaldi lascia Roma per dirigersi alla
volta di Venezia insorta e resistente all’assedio austriaco. Ciceruacchio e i suoi figli
seguono il generale diretto a Cesenatico
per imbarcarsi verso Venezia.
La flottiglia garibaldina viene intercettata
al largo di Punta Maestra, Ciceruacchio
con il figlio Luigi, sospettato dell’uccisione
di Pellegrino Rossi e il giovanissimo
Lorenzo di appena 13 anni, si uniscono ad
un piccolo gruppo di sbandati con cui
vagano disordinatamente per alcuni giorni
nella zona del Delta del Po.
La loro presenza è segnalata agli austriaci, il 10 agosto vengono catturati e fucilati
la stessa notte senza alcun processo; allineati sulla golena dell’argine destro del Po
di Tolle, mentre i soldati caricano i fucili,
Ciceruacchio chiede che venga risparmiata
la vita al piccolo Lorenzo, ma il comandante del plotone ordina di sparare proprio
sul ragazzo, dopo di che vengono giustiziati tutti gli altri.
Si concluse così la gloriosa avventura di
Ciceruacchio e dei suoi figli. Le mondine
delle risaie disseminate fra i rami del delta
13
Ritratto di Angelo Brunetti, detto
Ciceruacchio (“grassottello”), personaggio
di spicco nella storia ottocentesca d’Italia,
anche lui nato in Via di Ripetta, come
Eleonora Fonseca Pimentel ed Ernesto
Buonaiuti.
del Po, per molto tempo, intonarono una
filastrocca di origine popolare, ispirata dal
tradimento di cui otto garibaldini erano
stati vittime.
Oggi i loro resti riposano nell’ossario del
Gianicolo, sotto il monumento che custodisce la memoria degli eroici difensori della
Repubblica Romana.
Questa, in estrema sintesi, la storia del
personaggio Ciceruacchio che rappresentò , con la sua forza, con il suo carattere e
con l’attiva partecipazione alla vita politica
della sua città , un esempio per i romani.
In occasione del centocinquantesimo
dell’Unità d’Italia, il monumento a
Ciceruacchio, originariamente in Via di
Ripetta, successivamente spostato in
occasione della creazione del sottovia della
Passeggiata di Ripetta, è stato trasferito al
Gianicolo dove è stato inaugurato il 16
marzo 2011.
Questa nuova e definitiva collocazione, nel
luogo simbolo del Risorgimento Romano,
accanto al viale intitolato al figlio Lorenzo,
ha il significato di restituire il giusto decoro al Monumento dedicato a Angelo
Brunetti detto Ciceruacchio.
14
Campo de’ fiori
di Carlo Cattani
JOHN MAYALL
In concerto il 27 Giugno 2011 alla Cavea Auditorium Parco della Musica/Roma
Terza età in blues
78 x 78 =
John Mayall
che alla sua bell’età di 78 anni è più che
mai on the road con una sfilza di concerti ,78, in giro per il mondo. Il tour
,che partito il 1 maggio si protrarrà fin
oltre la metà di dicembre, ha interessato
anche il nostro Paese con esibizioni a
Brescia ,Roma e Vigevano. Per un artista
di casa nostra, Ivano Fossati, che “molla”
annunciando il suo ritiro dalle scene in
occasione del compimento dei sessantanni
e dell’uscita dell’ultimo album, c’è , altresì ,
l’inossidabile
bluesman Inglese John
Mayall che “je l’ammolla “ ancora calpestando grintosamente, ci auguriamo lo
faccia ancora per molti e molti anni,
le
assi di teatri, arene e club del vecchio e
nuovo continente…..e, badare bene, senza
risparmiarsi! Mentre scrivo queste righe è
nel pieno di un lungo tour in Gran
Bretagna con una nuova edizione dei suoi
“Bluesbreakers”, una band che rappresenta un marchio di fabbrica per il musicista
inglese, nel quale si sono avvicendati, nel
tempo, tanti personaggi tra i quali Eric
Clapton (già negli Yardbirds e poi cofondatore dei Cream), Peter Green e John
Mc Vie (ritrovatisi nei Fleetwood Mac),
Mick Taylor (i Rolling Stones lo chiamaro-
no alla loro corte all’indomani della morte
di Brian Jones come “sponda” chitarristica ,per circa un lustro, di Keith Richards),
Aynsley Dunbar (grande batterista, di
seguito anche accanto a Jeff Beck, Frank
Zappa, David Bowie, Jefferson Starship,
David Coverdale e molti altri). I
Bluesbreakers negli anni si sono sciolti e
ricostituiti ancora sciolti e ricostituiti, sempre con formazioni diverse, in funzione
delle molteplici dinamiche musicali del suo
“lider maximo”, Mayall, pur tuttavia mai
disattento nella selezione dei musicisti da
tenersi accanto per le sue realizzazioni
discografiche e nelle sue esibizioni dal
vivo. Musicista autodidatta e compositore,
abile chitarrista, tastierista ed armonicista,
ha vigorosamente rinnovato e alimentato
con molteplici produzioni discografiche la
scena blues Britannica tanto da conquistarsi l’appellativo di “The Godfather of
British blues” (il “padrino” del blues
Britannico); esordisce,discograficamente
parlando, con un 45 giri per la Decca
Records nel maggio del 1964, “Crawling
up a Hill”, che,nonostante la benevola
accoglienza della critica musicale, vende
solo qualche centinaio di copie. Tuttavia la
Decca, in particolare il produttore Mike
Vernon (quest’ultimo gli sarà accanto nella
produzione per una decina di dischi suc-
cessivi), crede “nel ragazzo”. Per la nuova
occasione la Decca, letteralmente, “stende i fili” da una finestra dei suoi mitici
studi di registrazione Londinesi in
Broadhurst Gardens, nel West Hampstead,
ad un’altra del contiguo night club “Klooks
Kleek” cosicchè la sera del 7 dicembre
1964 i tecnici dell’etichetta immortalano
una performance di Mayall con la prima
formazione dei suoi “Bluesbreakers” e il
risultato, nel marzo del ’65, è la pubblicazione dell’album “John Mayall plays
John Mayall”. Dopo oltre cinquanta pubblicazioni discografiche, l’ultima da studio
è “Tough” del 2009, e qualche migliaio di
concerti, Mayall torna, di nuovo, in Italia
con
l’ultima incarnazione
dei
“Bluesbreakers” per un accattivante tris di
concerti all’inizio dell’estate. La location
della tappa Romana del suo mini tour italico è rappresentata dalla Cavea, lo spazio
scenico all’aperto disposto tra i tre “carapaci grigi ”dell’Auditorium Parco della
Musica, proprio nel cuore del complesso
progettato da Renzo Piano. Il pubblico
affluisce tranquillo e si sparpaglia sulle
gradinate, la strumentazione della band è
ridotta all’essenziale e quasi sembra
“diluirsi” sull’ampia superficie del palco;
c’è un tecnico un po’ attempato e dal
ventre globoso ben poco contenuto sotto
la sua maglietta nera, che gira circospetto
eseguendo gli ultimi controlli della scena,
valutando, in particolare, la posizione di
cavi e aste microfoniche: ultime verifiche
intorno alla batteria e il suo braccio destro
si alza fiero in alto nel classico gesto a
pugno chiuso e pollice alzato a conferma
che si può andare in scena anche per stasera. Sono le 9 P.M,.le luci di servizio si
spengono e di riflesso parte l’immancabile
applauso del pubblico che, come per un’intesa collettiva, si compatta verso la parte
centrale delle gradinate evidenziando che
siamo “ne tanti ne pochi”… ma buoni!
Mayall entra dal lato sinistro (per noi del
pubblico) del palco, con andatura dinoccolata e un po’ incurvato, i capelli bianchi e
Campo de’ fiori
gli occhiali da vista, una camicia bianca a
maniche corte su dei jeans grigi e scarpe
da ginnastica scure. Le luci bianche dei
riflettori ci svelano ai suoi occhi e John ci
saluta continuando a camminare verso il
centro del palco dove sono disposte, in
posizione più avanzata verso il pubblico,
una tastiera e una cassa spia … John dà
un po’ l’idea di mastro Geppetto con quella capigliatura bianca medio corta e diradata, il viso rubizzo, gli occhiali collocati a
metà del setto nasale come chi vuol vedere lontano ma deve anche poter leggere
(...i testi posti a fianco della tastiera...).
L’inizio del concerto è in solitaria, con
Mayall che apre un astuccio e ne estrae
un’armonica, si rivolge alla platea salutando e introducendo un traditional, già nel
repertorio dell’armonicista blues Sonny
Boy Williamson, ”Another man done
gone”; Mayall
parte con l’esecuzione
avvolgendo le sue mani intorno al piccolo strumento steso sulla capsula del
microfono, portando questa sorta di panino metallico- carnoso alla bocca; armonica- strofa- armonica … Mayall inizia ad
“avvitarsi” intorno al microfono; la sua
voce risente degli anni, è decisamente più
roca, ma nel blues ciò può costituire una
valorizzazione dell’interpretazione … ed è
così per John. Termina il primo brano e
sugli applausi di chiusura entrano i tre
membri della band ,tutti di origine
Statunitense: il ben piazzato chitarrista
texano Rocky Athas, il filiforme bassista
Greg Rzab e il corpulento batterista di
colore Jay Davenport, entrambi da
Chicago. “All your love” dall’album “John
Mayall & the Bluesbrea-kers with Eric
Clapton” del 1969 ci infiamma sin dalle
prime note: John è al piano; il brano parte
con un tempo e in concomitanza con l’inizio dell’assolo si velocizza: in questo tratto
del pezzo il
suono della
chitarra
e
alcune note
mi
portano
alla mente l’attacco e l’atmosfera sonora dell’assolo di
“Money” dei Pink Floyd …naturalmente, è
David Gilmour ad essersi ,probabilmente,
ispirato essendo “All your love” precedente alla pubblicazione di “The dark side of
the moon”. Rocky Athas è musicista di
valore, poche concessioni sceniche e una
chitarra (Gibson), che non fa rimpiangere
gli “axemen” dietro le esecuzioni degli originali proposti nel
corso della serata e il pubblico lo
dimostra fragorosamente alla
conclusione dei suoi molteplici
interventi solistici. Anche la
sezione ritmica è adeguata, con
un Jay Davemport, in particolare che è davvero possente come
presenza fisica dietro i suoi tamburi ed esprime coinvolgimento
nel suo volto ad ogni colpo
inferto alle pelli e ai piatti della
sua batteria. Il concerto è una
macchina del tempo che attraversa la produzione di Mayall
proponendo
brani dall’ultimo
album del 2009, ”Though”
(“Though times ahead” ,”Nothing
to do with love”), tornando indietro a pezzi dal 2001 quale
“Early in the morning” presente
sull’album “Along for the ride”,
del 1993 da “Wake up call” (“I’m
a sucker for love”-“Maydel” ), al
1969 con “California” presente
nell’album “Turning point”, del
1966 nel caso del già citato “All
your love”. Alle 22,30 “Have you
15
heard about my baby”, una blues ballad, vuole costituire il congedo di
Mayall ma il pubblico della Cavea lo
reclama con una corposa standing
ovation che riporta nel giro di un
minuto scarso i 4 musicisti sul palco
per l’esecuzione di “Maydell” da
“Wake up call” album del ’93 …sono
gli ultimi spiccioli di una ennesima
coinvolgente
performance
di
“nonno Giovanni”! Cinque minuti,
sigh, e le luci tornano a sovrastare
l’intera area della Cavea con i tecnici al seguito del gruppo che iniziano le attività di sgombero
della strumentazione: un tir è sotto carico
a bordo palco con i fari già accesi, pronto per solcare la notte alla volta della
prossima città da infiammare con la
“musica del diavolo”: God bless John !!!
Carlo Cattani © pics/novembre 2011.
Campo de’ fiori
16
Curriculum vitae
I BINGOL JAZZ QUARTET, quando il Jazz è magia…
E’ da molto tempo che volevamo scrivere
di musica ed alla fine le nostre ricerche
hanno avuto esito positivo. Abbiamo
incontrato, in una delle loro numerose
serate a Roma, i Bingol Jazz Quartet,
un gruppo Jazz formato da Marcello
Colacino (pianoforte), Remy Guidè
(chitarra), Sergio Camassa (contrabasso), Riccardo De Luca (batteria), Sara
Formichetti (vocals) e Lorena Falbo
(vocals). Nati nel 2009 e provenienti dalle
più disparate esperienze musical grazie
all’incontro tra Marcello, Remy, Segio e
Riccardo che avviene nella frequentazione
del laboratorio Jazz, diretto dal Maestro
Ivo Parlati, presso la scuola “Musica
Incontro” diretta
da Riccardo Paddeu.
Al quartetto formatosi si aggiungono
Sara e NlembeBrokelly, due giovanissime cantanti
romane e quest’ultima, trasferitasi all’estero, viene sostituita da Lorena Falbo,
fresca vincitrice del
Festival di Piombino
2010.
Nell’estate
2010 c’è il vero e
proprio esordio dal
vivo e da lì tutto un
susseguirsi di date
anche in posti prestigiosi quali Castel
Sant’Angelo, al Red – locale situato
nella
struttura
dell’
Auditorium Parco della
Musica – ed alla manifestazione Ostia Classic.
La loro musica si rifà allo
spirito del jazz anni ’50,
anni in cui la regola era
cercare di dare il massimo nel primo take (attacco) di ogni pezzo per
abbracciare
brani più
moderni, ballad e bossa
nova. A fine anno il gruppo ha in cantiere la registrazione di un cd com-
posto da brani inediti e brani jazz più
recenti. Ogni concerto muove le corde dell’anima e la loro musica diventa magia
come ci precisa Remy : “Noi appassionati di Jazz siamo un po’ tutti uguali.
Amiamo l’avanguardia, sappiamo
essere intransigenti più di chiunque
altro, eppure ci basta una voce venuta dal passato per farci fremere ed
eccitare !”
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
Città in ginocchio
Disastri causati dall’uomo, non dalla natura
La triste vicenda di
Genova, avvenuta nei
primi giorni di novembre, dovrebbe
farci
riflettere su come l’uomo, nel corso degli
anni, è stato capace di
stravolgere un intero
habitat naturale. Non
di Giovanni
ha fatto altro che sotFranvcola
tomettere il proprio
territorio a continue forzature, sempre e
puntualmente per ottenere al primo posto
il più alto profitto. Costruire là dove non
ci sono i presupposti, deviare i naturali
corsi dei fiumi, realizzare opere sempre al
ribasso, tutto questo associato ad un
insufficiente monitoraggio e manutenzione
del territorio e ad una perturbazione
meteorologica, al di sopra delle previsioni,
porta inevitabilmente le nostre città a
diventare quello che nessuno mai immaginerebbe. Torrenti al posto di carreggiate
stradali, cassonetti e autovetture portate
via dalla corrente, come se fossero piccoli oggetti, persone che non trovano vie di
fuga adeguate, morte e disperazione.
Insomma città e paesi che assumono un
solo colore, quello del fango. Anche le
comunicazioni vanno in tilt facendo sentire
un senso maggiore d’impotenza. E’ vero
che in passato vicende come quella di
Genova si sono verificate, e proprio per
questo nulla potrà
giustificare il ripetersi di tali sciagure. Prima di questi
tristi avvenimenti si
fanno previsioni, si
è tutti in allerta, si
dispongono misure
precauzionali,
si
avvisa la popolazione di quello che
potrebbe accadere,
ma poi inevitabilmente si assiste a
disastri di enormi
dimensioni, e la
cosa che fa più
male è quella di
sentire dire che Una delle immagini più emblematiche di Genova, colpita dal recente nubifragio
tutto ciò non si poteva prevenire.
da altro materiale che comporta un mal
Prevenire non significa solo una fotografia
funzionamento in caso di pioggia, non
in tempo reale dei rischi, occorre una prevengono eseguite per mancanza di fondi o
venzione a monte, se si vuole davvero evidi personale. Però poi si spendono miliotare tali sciagure. E’ ovvio che se ci sono
ni di euro per ripristinare e far ritornare
case ai bordi di corsi d’acqua, fiumi deviaalla normalità le nostre amate città .
ti, cementificazione ovunque, infrastruttuServe una cultura nuova, una sorta di penre fatiscenti, aree boschive che spariscosiero comune e condiviso, cioè quello di
no in pochi mesi, questo non rientra certo
sentirsi ognuno di noi parte fondamentale
nella parola “prevenzione”. Anche le opee indispensabile di un progetto più ampio,
razioni per la conservazione devono essericominciando soprattutto a rispettare i
re sempre attuate. Purtroppo a volte le più
disegni e i linguaggi di una natura ormai
semplici azioni di manutenzione, come
umiliata e sfruttata all’inverosimile.
quella della pulizia di chiusini da foglie o
Campo de’ fiori
19
A cena La... da Andy Luotto
Inaugurato il 21 Ottobre a Frascati il nuovo ristorante dellartista
Il bouffet in piscina
L’inaugurazione
Andy Luotto
La cucina
Andrea Sposini con due
capopartita
I
n un periodo nel quale chiunque ambisce alla visibilità della televisione,
all’apparire anzichè alla sostanza, c’è
un cuoco che ancora ama stare ai fornelli;
anzi prima stava davanti alle telecamere,
usciva dal tubo catodico, ma poi ha preferito la passione gourmand ed ha dedicato
la sua vita alla cucina. Inizialmente questa
passione è stata mediata passando per i
programmi di canali tematici, successiva-
mente ha preso il sopravvento e lo ha portato alla conduzione di un ristorante. Ora
all’apertura di un nuovo ristorante: Là di
Andy Luotto.
Stiamo parlando di un brizzolato e noto
personaggio che ha fatto della sua passione un lavoro e, come in tutte le cose
seguite con amore e dedizione, è riuscito.
Così questo suo nuovo progetto di ristorazione lo ha portato all’interno di Villa
Mercede, a Frascati, sui colli che dominano la città eterna: vista mozzafiato sulle
mille luci notturne della capitale, una terrazza panoramica dominata da un piscina,
sono l’accoglienza di questo ristorante
appena inaugurato. La sala si articola in
due parti principali sovrastate dalle ampie
vetrate sulla cucina a vista, in cui opera
una brigata di cinque capopartita coordinati da Andrea Sposini, che affianca l’executive chef Luotto nella preparazione dei
piatti. Progetto ambizioso quello che si
prefiggono: 150 coperti per una cucina di
qualità , impronta mediterranea, ricercatezza nelle materie prime e una carta dei
vini che spazia lungo la penisola, ammiccando alle cantine laziali più importanti.
Nulla è lasciato al caso dall’accoglienza
all’elegante mise en place; niente fronzoli,
lineee semplici e pulite, che accompagnino
ed esaltino i piatti. La linea della cucina
sembra rimarcare la storia dell’executive
chef Luotto nella tradizione mediterranea,
con piccoli sguardi verso l’oltralpe nell’affiancare il patè di fegato agli agrumi.
Assoluto rigore nella stagionalità per i funghi porcini e le zuppe, ma anche i grandi
classici di Luotto come il “nudo di ricotta
su salsa di pomodoro”; piatti semplici e di
sapore come le salsicce all’uva rubate alle
case profumate di campagna e la classica
spigola in crosta. Un’accorta e golosa carta
dei dolci spazia tra la frutta e la cioccolata,
per assecondare tutti i gusti di questo
nuovo ristorante che promette bene e
accoglie gli ospiti offrendo servizio accurato e una buona tavola. E come nella
migliore tradizione romana, i Castelli si
confermano luogo di elezione per festeggiare eventi degni di nota come banchetti
di nozze e tutte le ricorrenze che necessitino di un posto speciale e un tramonto
spettacolare.
Giulia Mancini
Campo de’ fiori
21
Il trattamento della scoliosi
con i corsetti
Per scoliosi si intende una deviazione permanente laterale e rotatoria del rachide, alla quale possono conseguire anche gravi
alterazioni estetiche e funzionali.
La deviazione della colonna nella scoliosi è causata dal lavoro di muscoli ipertrofici che lavorano da un lato e muscoli ipotrofici che
lavorano dall’altro.
Le scoliosi si possono classificare in diversi gruppi, a seconda della loro eziologia:
- l’80% di tutte le scoliosi è rappresentato dalla scoliosi idiopatica (senza causa apparente);
- esistono poi le scoliosi congenite (difetti vertebrali, eventualmente associati a difetti di altri organi);
- le scoliosi neuromuscolari (dopo poliomelite, distrofie muscolari, ecc.).
La scoliosi idiopatica è circa sette volte più frequente nelle donne, perché queste hanno uno sviluppo muscolare minore rispetto a quello degli uomini, ed è molto probabilmente ereditaria. Si può manifestare:
- fra la nascita ed i tre anni (forma infantile);
- fra i quattro ed i dieci anni (forma giovanile);
- fra i dieci anni e la maturità scheletrica (scoliosi idiopatica dell’adolescenza).
La curvatura della colonna può essere di diverso tipo, singola o doppia: i tipi più comuni sono la curvatura toracia o toracolombare destra, accompagnata da curve minori e compensatorie, una sovrastante e
l’altra sottostante. Le scoliosi idiopatiche sono di causa sconosciuta, forse già presenti nel feto, quelle
congenite, sono date da predisposizioni ereditarie, quelle acquisite sono conseguenze di vari processi
infiammatori, degenerativi, atteggiamenti viziosi, che comportano poi conseguenze sulla colonna vertebrale.
Le zone della colonna maggiormente colpite dalla scoliosi sono la dorsale e la lombare. Talvolta, le due
possono essere combinate e si parla di scoliosi dorso-lombare. Nei casi di scoliosi poco gravi (atteggiamenti scoliotici con deviazione laterale del rachide inferiore a 20°) si utilizza un trattamento rieducativo,
che mira alla prevenzione dello stabilirsi di alterazioni strutturali, con manovre fisioterapiche. In casi più
gravi ma non estremamente, verrà applicato al paziente il corsetto o busto ortopedico, il quale effettua un esercizio involontario al fine di mobilizzare la curva scoliotica. Esistono vari tipi di corsetti che permettono la correzione della curva scoliotica in diversi modi. Alcuni incentivano il paziente ad effettuare
una auto estensione del rachide, correggendo in tal modo la curva, altri lavorano tramite alcune pelotte
Dott. Daniele Cervoni
di spinta interne al corsetto che svolgono una funzione deflettente e derotante sulle curve patologiche.
Laureato in Tecniche
Ovviamente questi corsetti debbono essere indossati dal paziente giornalmente secondo un programma
Ortopediche
ed un orario personalizzato. Se il corsetto o busto è adatto al problema della persona ci sarà un netto
miglioramento. Nei casi più estremi il trattamento è chirurgico.
Per maggiori
informazioni
o appuntamenti:
Centro
Ortopedico
Flaminio
Tel. 0761.517744
Cell. 339.1816523
Corsetto Boston
Corsetto Cheneau
Corsetto Lionese
Lo staff del Centro Ortopedico Flaminio
Campo de’ fiori
22
L’educazione: nuova frontiera dello sviluppo
E’ necessario insegnare ai giovani una comunicazione corretta,
volta alla verità
Tutti i consorzi intrapresi dall’uomo, se
non tengono in considerazione la verità ,
diventano “le sue
prigioni”. Basta citarne alcuni per capire.
Il primo è la famiglia, poi si potrebbe
mettere il lavoro, poi
del Prof. Massimo
il partito, le associaMarsicola
zioni…; persino i luoghi di “benessere”
come la palestra o la vacanza possono
diventare luoghi infernali.
C’è da chiedersi: perché tutto ciò ? Che
cosa è accaduto dal momento che un
tempo non era così ?
Il perché si può spiegare con il fatto che
si è sempre coinvolti, in ogni ambito, in un
determinato gioco linguistico sul quale si
basa la comunicazione propria a quell’ambiente o ambito. Esso, di per sé , costituisce l’orizzonte di esercizio della propria
personalità che si estende, grosso modo,
secondo questo schema: esperienza –
comprensione – elaborazione della risposta – feedback. Se il gioco linguistico è
basato su una comunicazione anche solo
parzialmente falsa, il soggetto interessato
va soggetto ad un tipo di risposta ad esso
ordinata, cioè falsa.
La seconda domanda, conseguenza della
prima, impone una risposta secca, decisa:
gli umani consorzi mancano di uno degli
ingredienti essenziali per riuscire: la veri-
tà .
La verità , voglio
ripeterlo anche qui,
è l’ossigeno dell’anima. Senza di essa
l’anima muore. Il
disagio che tutti noi
proviamo è indice
degli innumerevoli
attentati che il
nostro spirito subisce ad opera della
menzogna.
Gli altri ingredienti
necessari sono l’onestà , il rispetto, la
giusta finalità , e l’idea costante che ogni azione compiuta da
ciascuno ha sempre ripercussioni su tutti
gli altri. Alla luce di questa sentenza, bisogna aggiungere, tra gli ingredienti necessari, il “senso di responsabilità ”.
Da quello che vedo guardandomi intorno,
mi sembra di poter dire che noi italiani
stiamo un po’ peggio degli altri dal
momento che confondiamo la furbizia con
l’intelligenza.
Anzichè sanzionare duramente chi non
rispetta le regole, lo si giustifica. Se non
correggiamo queste idee e questi comportamenti siamo condannati al declino: una
nazione senza futuro. E per chi lo vuol
vedere lo può vedere già . Certo è che la
società , così come la conosciamo, non è
un modello stabile né definitivo. Presto si
passerà ad un altro modello e Dio voglia
che noi si sia protagonisti dell’affermazione del nuovo modello.
Il modello conflittuale sin qui portato
avanti ha impedito alle intelligenze di
manifestarsi e di dare il loro contributo al
miglioramento delle cose. Ha significato
dispersione di tempo e di danaro. Tutto
ciò ha comportato l’inabitazione di un elevato coefficiente di inaffidabilità che ha
moltiplicato i conflitti e paralizzato la crescita.
E’ necessario dunque, passare dal conflitto alla collaborazione, armonizzando le
risorse così da convergere nel medesimo
sforzo costruttivo. La base di ciò è data
dall’educazione delle giovani generazioni
fuori degli schemi conosciuti.
Campo de’ fiori
23
Venticinque mo(n)di per “socializzare” …
Ecco un elenco ben fornito dei social network più gettonati
Un Social Network
Site (SNS) è una
piattaforma
che
consente di articolare, attualizzare e
gestire
relazioni
sociali. Nella fattispecie si potrebbe
configurare come
un sito, ma il suo
di Patrizia Caprioli
contenuto non restituisce all’utente degli oggetti multimediali,
come potrebbero essere dei files sonori o
audiovisivi o dei semplici testi da leggere,
esso è un contenitore dove è la dimensione relazionale ad essere predominante.
Dentro un SNS ogni persona vede ed
esplora la comunità attraverso la propria
finestra personale, in esso abita il proprio
punto di vista e intorno a questo si costruisce una rete sociale invitando i propri
amici, colleghi e conoscenti a stabilire relazioni permanenti. Ogni SNS ha tre livelli
principali: il primo livello è quello base dell’individuo che pubblica le sue foto, racconta ciò che sta facendo, condivide i
propri interessi culturali e così via; al
secondo livello c’è il gruppo sociale, la cerchia degli amici e dei contatti diretti, che
favorisce la circolazione delle informazioni;
ed infine c’è la comunità nel suo complesso che raccoglie i frutti delle interazioni
collettive facendo emergere di volta in
volta i contenuti più interessanti.
In questo articolo si cercherà di esplorare
in sintesi 25 Social Network che potrebbero interessare gli utenti della rete, in
quanto se è vero che per la ricerca dei
contenuti in Internet non esiste solo il
motore di ricerca Google, è anche pur
vero che per socializzare non esiste solo
Facebook (www.facebook.com) dove si
chiacchiera solo con persone che conosci
nella realtà , almeno nell’95% dei casi è
così ! Gli altri SNS che si proporranno
hanno il preciso scopo di far conoscere
utenti che hanno interessi culturali e socia-
li in comune ed in questo modo lo scambio
di informazioni allarga la propria rete di
conoscenze.
aNobii (www.anobii.com) Si condividono
libri ed interessi di lettura, si commentano
i libri letti, si scambiano impressioni, gusti
ed affinità .
Badoo (http://badoo.com) Social Network
alla maniera di Facebook, ma gli utenti
sono in maggior parte europei.
Bebo (www.bebo.com) Sta per Blog Early,
Blog Often, social network generico americano, dove è possibile la distribuzione
agli iscritti di contenuti di aziende partner.
Digg (http://digg.com) Sito di Social
bookmarking, un servizio dove è possibile
condividere la segnalazione di risorse e
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automatico gli ascolti su computer e lettori portatili di musica digitale.
LibraryThing (http://www.librarything.it)
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preciso per quanto rigurda il profilo biblio-
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Comunità professionale basata sulla condivisione di profili lavorativi.
Meetup
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Piattaforma sociale che aggrega gruppi
intorno a cause condivise.
MySpace(http://www.myspace.com/mys
paceitalia) Luogo di condivisione ed aggregazione dei gruppi artistici musicali giovanili.
Netlog (http://it.netlog.com) Social
Network di origine belga, con un’alta frequenza di utenti europei.
Ning (http://www.ning.com) Piattaforma
sociale per creare propri social network
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Orkut (http://www.orkut.com/PreSignup)
Social Network popolare in Brasile e in
India.
Slideshare(http://www.slideshare.net)
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multimediali e documenti sui più svariati
argomenti e tematiche.
Triplt (http://www.tripit.com) Simile a
Dopplr, ma più ricco di servizi di supporto
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Tumblr
(https://www.tumblr.com)
Piattaforma di blogging. Posta con un’email direttamente sul tuo blog.
Twitter (http://twitter.com) Piattaforma
di microblogging, basata sulla creazione di
messaggi di massimo 140 caratteri. Tra
SMS e social network.
Viadeo (http://www.viadeo.com/it/connexion) Social Network dedicato ai profili
professionali.
Vimeo (http://vimeo.com) Piattaforma di
condivisione di video, simile a You Tube
ma con una durata dei video più lunga.
Xing (http://www.xing.com) Qui si condividono profili professionali come in LinkdIn
e Viadeo, molto popolare in Germania,
Svizzera, Austria e Cina.
You Tube (http://www.youtube.com)
Condivisione a livello mondiale di video.
L’ANGOLO DEL PROF.A cura di Patrizia Caprioli
Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come
supporto didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre nuovi input ai loro piccoli
studenti.
Animali&Animali: http://www.animalieanimali.it/enciclopedia.asp
ANIMALI DALL’AGUGLIA ALLA ZEBRA...
Enciclopedia on line dedicata agli animali, con singole schede descrittive di quelli più famosi nel mondo.
Informazioni scientifiche e curiosità a cura della biologa Stefania Busatta.
24
Campo de’ fiori
Tuscia: gli agriturismi sono 278
QUANDO L’OSPITALITA’ E’ DI CASA
Se dovessimo misucitato dall’altro lago, quello
rare il “benessere”
di Vico, se, nella zona, gli
della Tuscia dal
esercizi agrituristici si
numero di agrituriai
6
di
riducono
smi in esso operanti,
Caprarola, ai 5 di
dovremmo raccontaRonciglione, ai 4 di
re una provincia in
Capranica, ai 3 di
piena salute ed in
Canepina.
Davvero
grande espansione
pochi, come sono ancor
economica. Purtropmeno quelli operanti nella
po
non
è
così
,
per
nostra
area faleritana con
di Secondiano
le
ragioni
che
tutti
soli
4
per
Civita Castellana e
Zeroli
sappiamo, ma è cerCorchiano e 2 a testa
tamente di grande conforto il constatare
per
Nepi
e
Castel
come nella nostra micro-regione l’ospitaliSant’Elia. Va meglio
tà che sappiamo offrire con i nostri agritunel comprensorio della
rismi sia davvero di primo livello.
Maremma che, grazie
Guardando più da vicino la dislocazione
alla vicinanza del
territoriale di queste pregevoli strutture, in
mare, vede la presencui la modernità si fonde con le caratteriza di ben 20 agrituristiche della nostra migliore tradizione agrismi a Montalto, 12 a
cola, notiamo tuttavia una netta differenTuscania,
11
a
za, nel numero di agriturismi, tra la zona
Tarquinia, 4 a Canino e
nord e quella sud della provincia.
1 a Cellere e ad Arlena
A nord di Viterbo ci sono infatti almeno i
di Castro.
due terzi di tali strutture ed è il territorio
Al centro della Tuscia,
attorno al lago di Bolsena che la fa da
il capoluogo di Viterbo
padrone con i 26 agriturismi esistenti
è di poco primatista,
nella
stessa
Bolsena,
i
24
di
con le sue 27 strutture, dislocate a raggieAcquapendente, i 16 di
ra, ma insistenti soprattutBagnoreggio, i 14 di
to nella zona delle acque
Montefiascone, i 10 di
sulfuree del Bulicame.
La maggior
Proceno, i 7 di San
Solleticano poi l’interesse
concentrazione di
Lorenzo Nuovo, i 6 di
dello scrivente, le cosidCastiglione in Teverina
agriturismi si conta dette “Fattorie Didattiche”
e Civitella d’Agliano, i 5
che sono, si, degli agriturinella zona nord del smi, ma che hanno l’ambidi Capodimonte e i 4 di
Marta. Un vero “boom”
zione di insegnare qualcoLazio
di visitatori e non solsa al gradito ospite.
tanto nei mesi estivi,
La
fattoria
didattica
perché oltre all’incantevole lago, è Civita
“Hortus Unicorni” del paesaggista Luca De
di Bagnoreggio, ed in misura minore la
Troia è , ad esempio, costituita da un bel
Rieserva
di
Monte
Rumeno
di
casale inserito in un affascinante parco
Acquapendente, ad attirare stranieri (tedebotanico di circa un ettaro, dove si trovaschi ed olandesi in testa), romani e toscano iris, magnolie e peonie rarissime.
ni. Delude, invece, lo scarso “appeal” eserDavanti al parco si apre il magico scenario
dei calanchi e, sullo sfondo, l’immagine
lunare di Civita di Bagnoreggio. Nella fattoria didattica “La tana dell’istrice” di
Sergio Mottura, recentemente nominato
dal “Gambero Rosso” tra i migliori dieci
viticoltori italiani, si possono seguire corsi
di cucina, effettuare visite guidate alle
vaste cantine e degustare dei vini tipici,
assistere alla lavorazione del noto spumante Mottura.
Uno spumante che piacque molto a Carlo
Azeglio Ciampi, quando era ancora inquilino del Quirinale e che, speriamo, rappresenti un brindisi ideale per un rilancio economico, non solo nella Tuscia, ma dell’intero paese.
Campo de’ fiori
25
Come eravamo
Fornaci e casole, botti e presse, cessi e lavabi, eppoi…i piatti
entrando, uno strano odore di colla,
anzi una vera e propria puzza, frammista al classico odore dello smalto, e
Eravamo rimasti ai
poi un acre sentore di paglia bagnasanitari rifiniti, messi
ta. Vado subito ad analizzare e spiead essiccare sugli
gare quanto sopra, logicamente a chi
“stangati” di legno.
non ha vissuto quei momenti. I pezzi
Poi, il ciclo manuale
venivano scelti dopo essere stati
continuava con la
appoggiati su dei “banchetti” di
smaltatura degli stessi,
di Alessandro Soli
legno, muniti di un foro atto a ricevequando
venivano
re lo scarico del sanitario. L’occhio
immersi “a pozzo”, nelle grandi tinozze
esperto dello sceglitore, esplorava
piene del liquido bianco, composto dalla
interamente il prodotto finito, lo giravernice amalgamata alla cristallina e agli
va più volte, ne rilevava i difetti, poi
altri componenti che ogni fabbrica teneva
lo classificava, marchiandolo con un
in gran segreto, per rendere il prodotto
gessetto: prima, seconda, terza,
finito unico, possibilmente migliore della
scarto, rottame. Subito dopo, si pasconcorrenza. Il ceramista di allora era
sava ad “incartare” quanto scelto. Ed
veramente professionale in questa operaecco la puzza tremenda, quella che si
zione, perché nell’immergere il pezzo
sprigionava, quando la spugna
doveva dosare l’assorbimento della vernibagnata passava sulla colla della
ce, in poche parole essa non doveva essecarta gommata che avrebbe incartato
re né scarsa, né abbondante altrimenti il
il sanitario. Quella carta, che
risultato finale, all’uscita
“Attenzione
mostrava in bella vista, il mardalla fornace sarebbe
chio stampato della fabbrica,
stato devastante. Solo
togliere con
più tardi, con l’innovatiacqua calda”, e la scritta “Attenzione,
togliere con acqua calda”,
va tecnica “a spruzzo”
recitava quella
quella carta che a volte, diciamomolti problemi furono
eliminati. Purtroppo la carta che a volte, celo francamente, dove possibile,
ceramica da sempre è andava a “coprire i andava a “coprire i piccoli difetti di
soggetta a molteplici
piccoli difetti di smaltatura. Ma erano altri tempi, il
mercato andava così , e così
fattori, che vanno dalsmaltatura
doveva andare. I tempi della
l’impasto, alla lavoraziocarta adesiva plastificata, quindi
ne, alla smaltatura, fino
l’eliminazione della “puzza di colla”, erano
alla fase più delicata: la cottura. Tutto
ancora lontani. E la paglia? Che c’entrava
deve essere perfetto per avere un risultala paglia? C’entrava, c’entrava, perché cari
to perfetto, per sconfiggere i nemici storiamici, siamo arrivati al rito della spedizioci quali “ il cavillo”,” la sbollatura”, “la sfilane. Quando l’ordine veniva approntato,
tura” ecc. Allora saltiamo a piè pari alla
mentre si aspettava il camion per il carico,
fase finale, quella della “scelta”, ed entriai magazzinieri, muniti di “furcine” preparamo nel reparto magazzino. Non dimenticavano “l’imballaggio”, allora veramente
te amici, che sto parlando degli anni ’50“ecologico”, la paglia! Dopo aver sciolto
’60, quando il magazzino si presentava con
le balle di paglia pressata che arrivavano
i sanitari accatastati uno sull’altro, quando,
direttamente dai campi, dopo averla
ormai freddi, venivano ammonticchiati in
bagnata, con colpi di forcina veniva sfaldaattesa di essere scelti. Si percepiva,
...continua dal numero 85
“
“
Protegge i tuoi valori
Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25
01033 Civita Castellana (VT)
Tel.0761.599444 Fax 0761.599369
[email protected]
Foto di Flavia Tronti tratta dal suo libro
“Personale al completo”
ta e resa soffice, poi ammucchiata, pronta
per le mani esperte dell’operaio addetto al
carico. Era un’arte anche quella del caricare, perché se immaginate i camion di allora, con le sponde alte ed in legno, per
mettere in posa dei sanitari, ed evitare rotture e cedimenti, fino a destinazione, bisognava essere dei veri maestri. Eppure si
riusciva, alternando su file ad incastro,
tutte le varie tipologie dei sanitari, ad
essere perfetti anche lì . Come faccio a
spiegarvi queste tecniche di carico? Certo
i più vecchi mi capiranno al volo, e rideranno vedendo i moderni pallets, incellofanati e squadrati, caricati col minimo sforzo
dal “muletto elettrico”, così silenzioso e
maneggevole. E la puzza? C’è ancora,
diversa, ma c’è ancora!!!
Continua sul prossimo numero….
26
Campo de’ fiori
Sindrome della bandelletta tibiale
Nota anche come ginocchio del corridore, la categoria più colpita
dal fenomeno
La sindrome della bandelletta tibiale (più correttamente, ileotibiale),
nota
anche come
ginocchio del corridore,
sindrome da frizione o
sindrome della benderella ileotibiale, è un
del Dott. Patrizio
processo
di
tipo
Lazzrini
infiammatorio a carico
fisioterapista
della zona ileotibiale
che si trova lateralmente al ginocchio ed è l’ultimo tratto
della fascia femorale (o fascia lata), quella che riveste i muscoli superficiali della
coscia. È una sindrome che colpisce in
particolar modo i corridori, ma non è
infrequente anche in coloro che praticano
altri tipi di sport come, per esempio, i calciatori, giocatori di pallacanestro e i pallavolisti.
Le cause. La sindrome della bandelletta
ileo-tibiale può
essere considerata,
sostanzialmente, una sindrome da sovraccarico le cui cause possono essere fatte
risalire al concorso di fattori predisponenti
e di condizioni di tipo sportivo. I fattori
predisponenti sono generalmente di natura anatomica, tra questi ricordiamo il varismo del ginocchio, il varismo della tibia, la
prominenza dell’epicondilo femorale laterale, la dismetria degli arti inferiori e il
piede tendente alla pronazione; le principali condizioni di tipo sportivo che, unite
ai sopracitati fattori, sono causa dei ripetuti microtraumi che alla fine scatenano il
processo infiammatorio, sono la corsa su
fondo inclinato o irregolare, un chilometraggio eccessivo, una brusca modifica in eccesso
dei carichi allenanti o la
scelta di lunghi circuiti
che presentano un’eccessiva alternanza di
salite e discese o, ancora, gli allenamenti per
la forza esplosiva particolarmente intensi. Un
altro fattore predisponente, spesso scarsamente considerato, è il
sovrappeso atletico.
La sintomatologia e la diagnosi. La
patologia si presenta con un dolore generalmente continuo, ma non acuto, sulla
faccia laterale del ginocchio; il dolore si
accentua quando la bandelletta batte
sulla parte laterale del ginocchio e si
infiamma. La dolenzia si sviluppa, di solito, dopo un determinato periodo di tempo
dall’inizio
dell’allenamento e tende a
ridursi con il riposo. La diagnosi si basa
sull’esame obbiettivo che mette in evidenza dolori alla palpazione nella zona del
laterale del ginocchio. Solitamente gli
esami richiesti sono la radiografia del
ginocchio e l’ecografia; molto raramente si
ricorre alla risonanza magnetica nucleare,
quasi mai decisiva per la diagnosi e che,
tra l’altro, può dare false o eccessive
informazioni.
Trattamento. In questo infortunio, poiché l’infiammazione provoca un dolore
continuo, ma non acuto sulla parte esterna del ginocchio, l’atleta è spesso portato
a continuare gli allenamenti, magari riducendoli quantitativamente. Niente di più
errato perché si predispone ad un aggravamento della patologia. Il periodo di stop
consigliato è di 20 giorni con terapie self
(ghiaccio). Se l’infortunio non si risolve, si
interviene di solito con ionoforesi, ultrasuoni, ecc. In alcuni casi, invero molto rari,
è necessario l’intervento chirurgico sulla
bandelletta. Poiché nei casi più gravi, lo
stop è piuttosto lungo, è necessario
riprendere dopo un periodo di potenziamento dei muscoli della zona addominale,
del quadricipite e dei glutei. La prognosi
della sindrome della bandelletta tibiale è
buona nella stragrande maggioranza dei
casi. In ogni caso si può riprendere solo a
completa guarigione.
Campo de’ fiori
27
Missionari a Fabrica di Roma
Una settimana ricca di incontri per aprire le porte a Cristo
La nostra cittadina dal 12 al 23 ottobre è
stata un fiume in piena, percorsa in lungo
e in largo da circa 25 missionari, tra frati,
suore e giovani laici che hanno intrapreso
un cammino di fede. Il tema della Missione
al popolo era: ”Io sto alla porta e
busso. E tu mi aprirai?”. Sembra di sentire, sempre attuali, le parole dell’amato
Pontefice Giovanni Paolo II, quando le
ripete ad una moltitudine di folla, che
sempre gremiva le piazze: ”Non abbiate
paura…. aprite, anzi spalancate le
porte a Cristo”. Le porte non sò se tutti
le hanno aperte, ma immagino che i cuori
“aperti” siano stati molti. I Missionari,
dopo aver ricevuto da S.E. Mons.
Romano Rossi, Vescovo della diocesi, il
mandato e la consegna del TAU, hanno
iniziato con enfasi il loro impegno senza
tralasciare nulla. Hanno organizzato incontri con bambini di ogni età e ordine scolastico, con i giovanissimi sotto la tenda ubicata nei giardini pubblici, messa a disposizione dall’amministrazione comunale. Il
Palarte, invece, ha ospitato ragazzi dai 18
anni in su, questo percorso si è protratto
per ben sette sere. Sono stati anche istituiti centri d’ascolto, nelle case di persone
disponibili all’evento, in cui un religioso iniziava un percorso di fede, toccando tematiche molto significative che sicuramente
hanno lasciato il
segno nelle persone presenti.
Molti di noi adulti,
hanno partecipato
ad incontri per
coppie di sposi da
0- 15 anni e al di
sopra di 15 anni di
matrimonio, non
sono
mancati
neanche gli incontri per single,
separati, divorziati
e
risposati.
Durante
questi
giorni,
naturalmente, sono state
celebrate S. Messe, confessioni, Adorazioni
Eucaristiche, visite alle famiglie, Via Crucis
per le strade del paese, con partenza in tre
diverse località di Fabrica.
Il tutto è stato “condito” da balli, musica,
canti, scenette relative alle tematiche su
Gesù; per far capire a tutti noi che il
Cristo, riempie anche i nostri momenti più
allegri, più gioiosi e non lo troviamo solo
nelle Sacre Scritture.
I Missionari si sono rivelati anche grandi
artisti e attori, rendendo indimenticabile il
RECITAL ispirato alla vita di San Francesco
d’ Assisi, andato in scena sabato 22
ottobre.
Il momento “clou” per me, è stata la
Messa di chiusura della Missione, celebrata domenica 23 ottobre alle 10,30 in
piazza Duomo. Era da tempo che per
una celebrazione religiosa (a parte le
processioni dei nostri S.S. Patroni) non si
vedeva una piazza così affollata.
Il momento che mi ha emozionato di
più, è stato quello del rinnovo delle promesse matrimoniali. Noi persone sposate ci siamo scambiate di nuovo gli anelli
e ripetuto le stesse parole del fatidico
giorno, poi i Missionari ci hanno fatto
dono di una rosa per le donne e un panino per gli uomini a simboleggiare il lavo-
ro ed il pane quotidiano.
La cerimonia si è conclusa con la consegna dei TAU nelle mani del nostro amato
Parroco per la fine Missione. Delle parole
di ringraziamento, vanno spese per questo
giovane Sacerdote che ha portato una
ventata di novità nella nostra Parrocchia;
tutto questo si è potuto realizzare grazie
alla sua passione e al grande impegno che
ha trasmesso a tutta la popolazione di
Fabrica. Infatti, non ci dobbiamo dimenticare di tutte le persone che in questi giorni si sono adoperate per star “vicine” ai
Religiosi. In qualche modo molti si sono
resi partecipi, anche con piccole cose, per
far si, che la Missione centrasse l’obiettivo:
quello di avvicinare alla dottrina di
Cristo le persone e soprattutto i giovani
che ne erano lontani.
Su Facebook un’amica virtuale ha scritto:”…….siete andati via da poco e già mi
mancateee….. non vedo l’ora che è il 31 e
l’1 e ritornate, vi voglio bene!!! Missionari”
ed io ho risposto: “……..anche a me mancano molto…..il cuore ora è meno
arido……a presto Missionari….”.
Anna Francola
28
Campo de’ fiori
Associazione Artistica Ivna
Un progetto come tanti o come tanti senza progetto di vita?
“SGUARDI, DAI DIRITTI DELL’UOMO ALL’UOMO SENZA DIRITTI”
Recensione per gentile concessione del Prof. EDO VERTICCHIO
La Mostra fotografico-didascalica,
sostenuta e favorita
dal Dirigente scolastico Prof. Franco
Chericoni, nelle Ex
officine di meccanica
I.I.S.
“U.Midossi”
della Prof.ssa
sez. ITIS di Civita
Maria Cristina
Castellana composta
Bigarelli
e ricomposta dal
Prof. Edo Verticchio
per la durata di due mesi circa dello scorso anno scolastico ha voluto essere una riidentificazione dell’umanità in un percorso
ri-indirizzato al riscatto della stessa, senza
voler soltanto raccontare, ma con lo scopo
ben preciso di provare, sentire attraverso i
cinque sensi: essere guardati da chi non
ha potuto guardare, ascoltare da chi non
ha potuto essere ascoltato, “calpestare” la
storia dell’orrore di tutti coloro che sono
stati calpestati, respirare quell’aria intrisa
di dolore e negazione della vita di chi non
ha potuto avvalersi del diritto di respirare
il vivere, toccare il silenzio come se fosse
una fonte di profonda comunicazione…
L’iniziativa ha preso corpo grazie all’ ausilio degli studenti curatori dell’impianto
elettrico, e alla multimedialità curata dal
Prof. Marco Cagnetti, alla scrittura dei pannelli da parte della Prof.ssa Cinzia Baffa e
alla perizia del Prof. Edo Verticchio, promotore e direttore tecnico. Il 10% del
lavoro ha interessato, ci dice il Prof.
Verticchio, la parte di sistemazione, pulizia
e ripristino dei locali: GUADAGNARE LO
SPAZIO !
Il tema fondamentale è quello della SHOA
come paradigma di umanizzazione, una
sorta di elaborazione del lavoro fatto anni
prima, proposto e riproposto anche in vari
comuni. Si è voluto sviluppare un percorso che appare tortuoso, perché ha l’intenzione di spingere il visitatore ad assumersi
il senso della responsabilità , ci informa il
Prof. Edo Verticchio; responsabilità nei
confronti dell’assuefazione alla disumanizzazione, per poi mettere lo stesso visitatore di fronte ad una traumatica visione di
quello che è lo sterminio e quindi la SHOA!
Percorso che nella sua seconda parte ci
permette di camminare su immagini traumatiche di fosse comuni o di guerre
dimenticate dove la pannellatura si lega
alle immagini; non si indugia su quest’ultime, che sono particolarmente trucide, che
inondano tutti coloro che passano, perché
calano dall’alto,
predisposte con
didascalie storiche ricostruttive,
esclusivamente
oggettive, rigorose alle quali gradualmente
si
affianca la soggettività , la riflessione su quel presente, passando
attraverso la definizione di genocidio. Una valanga
di memoria in
mezzo a una
pioggia di fotografie
sospese
che saltano in
faccia, una rete
che letteralmente
imprigiona,
Mostra fotografico-didascalica con trenta pannelli della mostra dedicati alla
schiaccia, , porShoah, cui si affianca una postazione multimediale touch-pad. Ex officine di
tandoti
man meccanica I.I.S. “U.Midossi” sez. ITIS Civita Castellana (VT) Anno Scolastico
mano ad affron2010-2011
tare i problemi
attuali della detenzione, in particolare del
pezzeria ad alta identità storica e sociale,
lavoro che si svolge all’interno del carcere.
che ha voluto destare la coscienza oltre
Progressivamente si accede al mondo del
che informare. Le modalità tecnico-artistilavoro odierno in una sorta di separazione
che che l’hanno attivato sono state conper cui le immagini sono in bianco e nero
cretamente possibili grazie al tunnel inteda un lato e dall’altro a colori. Il bianco e
ramente ricoperto internamente da docuil nero rappresentano come noi vediamo la
menti iconografici e fotografici che andapovertà e le nostre miserie attuali: tutte le
vano dal pavimento, alle pareti al soffitto.
immagini sono disposte a muro simbolo di
La tendenza a voler riproporre seppur nelmiseria. Il colore è al di fuori della poverl’arco di pochi minuti esistenziali dell’espotà , ci dice il Professore, nell’ intervista
sizione il significato della storia della negaconcessaci. Si passa lentamente, ma inezione umana con sguardi, persone, visuasorabilmente alla Nakba, equivalente in
lizzazione
di
sagome,
musica
arabo di SHOA, con il suo significato di
conforme…tutto relativo al senso di stordiCatastrofe… quanto avviene in Palestina.
mento e al richiamo alla ripulsa, all’odio
In questa mostra si fa riferimento a tante
per l’odio, alla sopraffazione per la sopraftragedie dell’umanità , anche dimenticate!
fazione e alla sofferenza per la sofferenza.
Al centro dell’ultima sala del “Totem” spicUn’eco perenne delle grida soffocate di
ca un televisore che trasmette un blob
un’umanità repressa e soppressa, susciregistrato, una sorta di “sciocchezzario”,
tando il ribrezzo per quel progetto senza
realizzato dal Prof. Gianluca Tomarchio
vita, bagnato soltanto dalla morte.
Vasta. L’UMANITA’ SENZA DIRITTI IN UN
Inoltrarsi nella mostra degli SGUARDI
PERCORSO FOTOGRAFICO PANNELLATO
parietali, camminare sulla tragicità degli
CALATO DALL’ALTO senza ricorrere a effetuomini ed essere schiacciati da immagini
ti speciali, se non agli speciali effetti della
sospese a una rete hanno indotto il visitaricostruzione pannellata della produttività
tore a “rivivere” le strazianti urla senza
ideologico-repressiva meglio nota come
voce nelle “modulazioni odierne della deupersecuzione
e
annullamento
manizzazione”. NON SOLTANTO PER NON
dell’UMANITA’. Questo lo scopo del progetDIMENTICARE, NON UNICAMENTE PER
to concepito ben due anni fa negli ambienRICORDARE, MA PER RICOSTRUIRE
ti dell’IIS “U. MIDOSSI di Civita Castellana
ANCHE LE NOSTRE COSCIENZE!
allo scopo di allestire un percorso di tap-
Campo de’ fiori
ERALDO BIGARELLI
29
IN TOUR ARTISTICO
TRA PARTECIPAZIONI E RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI
DOPO IL SUCCESSO ALLA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA CITTA’ DI LECCE
NELL’OTTOBRE 2010,CLASSIFICANDOSI TRA I PRIMI DIECI FINALISTI, ERALDO BIGARELLI HA ESPOSTO a Bruxelles presso la Galerie AMARTLOUISE e ha partecipato, in seguito a selezione, alla Triennale
Internazionale dell’Arte Contemporanea al Complesso Museale Galleria L’Agostiniana di Roma con riconoscimenti di respiro scientifico recensito dal curatore Daniele Radini Tedeschi nel volume “Itinerari
d’Arte Contemporanea – Dalla crisi alla figurazione…” edizione Rosa dei Venti.
Il suo percorso verso alti riconoscimenti ottenuti, in seguito alla sua dedizione artistico-esistenziale, rappresentano il frutto della sua storia di Arte e di Vita vissuta, intimamente concepita e appassionatamente contemplata in una cascata di successi e gratificazioni identificate con l’internazionalità dell’Arte
Contemporanea. Il senso globale vissuto nel dialogo tra le diverse e profonde accezioni umane risale
già dalla sua infanzia evolutasi grazie ad esperienze reali e dirette con i popoli più vari della Terra, particolarmente esotico-africani, che gli valsero la collaborazione con l’IFAD e l’inserimento di sue opere
nel Governing Council il cui ricavato andò per la crescita dei Paesi in via di sviluppo, il Titolo di “OMENMA OF OGBA”, cioè “ Colui che fa del bene” e LA MEDAGLIA UFFICIALE DELL’ISTITUTO “AFRICA ILLUSTRIS” EX AFRICA SEMPER ALIQUID NOVI come Premio alla Pittura e alla Carriera consegnata
dall’Istituto Italo Africano.
Dal 15 al 22 Novembre 2011 presso il Teatro Vé sinet di Parigi Bigarelli è presente con le sue Opere
pittoriche in olio su tela. La sua Opera OMAGGIO AL TRICOLORE è esposta da Novembre a Dicembre
a Torino e a Reggio Emilia. La tourné e pittorica 2011 approderà a Firenze in occasione della VIII edizione della Biennale d’Arte Contemporanea a Fortezza da Basso dal 03 all’ 11 dicembre 2011 e nel contempo verrà supportata da numerose recensioni inserite in pubblicazioni scientifiche curate da docenti della Storia dell’Arte.
Nel cuore
A cinque annni dalla sua scomparsa, un caro pensiero corre ancora
all’indimenticato Mauro Anselmi, fratello del nostro direttore, nonchè
nostro instancabile collaboratore, tanto affezionato a questa rivista,
oltre che grande amico.
L’11 Ottobre 2011
è venuta a mancare
Trenti Rosa Capati,
nata il 6 Febbraio 1931,
madre del Sig. Danilo Capati,
presidente dei Coltivatori Diretti di Civita Castellana.
Al cordoglio della famiglia
si unisce tutta la redazione.
Campo de’ fiori
30
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
RAQIYA di Masao Yajima e Boichi
edito da Panini Comics – 2 volumi, in corso
E
mozionante e coinvolgente! Finalmente un fumetto che
tratta il tema religioso, senza ricorrere all’esoterismo o a
sacerdoti muniti di improbabili armi pronti a distruggere il
demone di turno. Qui parliamo di cristianesimo, riferimenti all’ebraismo, alla filosofia agnostica, alla visione di Dio, all’approccio
con la morte, il tutto splendidamente mescolato senza confondere il lettore o calcare la mano su aspetti che parrebbero eccessivamente finti. Un’occasione per imparare a conoscere questi
argomenti, ma soprattutto un’ottima occasione per riflettervi
sopra. Per aiutare il lettore in questo compito c’è un glossario
alla fine del primo numero. Altra menzione speciale va fatta ai
di
disegni che non ricalcano gli stilemi dei manga, essendo uno
Daniele Vessella
stile piuttosto realistico, ma non per questo incapace di regalare sogni ed emozioni. La cura dei dettagli e delle espressioni ci fa immergere nell’opera rendendola viva e ci permette di vivere la storia attraverso gli occhi dei personaggi, ben caratterizzati e vari, con il
loro lato oscuro sia conscio che
represso che porta ad un conflitto
Finalmente un fumetto che
interiore tra commiserazione e distratta di religione, senza
prezzo nel lettore per la protagonista. Un’opera fantastica, davero.
esoterismo. Un’occasione
Lascio l’indirizzo del mio blog:
http://danielevessella.blogspot.com/
per riflettere su questi temi
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Campo de’ fiori
IL NUMERO UNO
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Campo de’ fiori
31
La rubrica dei cognomi
C
ome appare
nella lista di
cui sopra, il
cognome più
diffuso a Castel
Sant’ Elia è
Darida. Adesso
di Arnaldo Ricci
[email protected] vediamone la diffusione e la dislocazione a livello nazionale.
Darida: (presente in soli 20
comuni d’Italia) le regioni dove esiste
questo cognome, seppur in modo sporadico sono: Lazio, con particolare evidenza
in provincia di Viterbo ed in particolare a
Castel Sant’ Elia, Lombardia, Toscana,
Campania, Calabria. In tutte le altre regioni d’ Italia esso è completamente inesistente. La sua origine è , con molta probabilità , da ricercare in provincia di Viterbo.
Valentini: (presente in ben 1598
comuni d’Italia) questo cognome è
omogeneamente distribuito in tutta l’Italia
centro-settentrionale. Esclusa la Puglia,
dove ne esiste una buona presenza, nelle
I cinque Cognomi più
diffusi a
Castel Sant’ Elia
Tali cognomi in ordine di diffusione sono
i seguenti:
1°
2°
3°
4°
5°
Darida
Valentini
Costantini
Piacenti
Mariani
regioni del sud comprese le isole, esso
risulta
decisamente
sporadico.
Considerata la omogeneità di diffusione, è
alquanto difficile capirne il luogo d’origine.
Costantini:
(presente in ben
1257 comuni d’Italia) esso è maggiormente diffuso nell’Italia centro – settentrionale; una particolare concentrazione si
nota nel Lazio e nelle Marche. Anche se in
Puglia è abbastanza diffuso, in tutte le
altre regioni del sud comprese le isole è
decisamente sporadico. Le sue origini
vanno attribuite con la stessa probabilità ,
nel Lazio o nelle Marche.
Piacenti: (presente in soli 135
comuni d’Italia) anche questo cognome
ha poche presenze; esse sono concentrate maggiormente nel Lazio e in Toscana.
Sia nell’Italia settentrionale che in quella
meridionale il cognome è sporadico. Da
notare che in Val d’Aosta, Liguria, Friuli,
Basilicata e Sardegna non se ne rilevano
presenze. Le sue origini, molto probabilmente sono dell’alta Toscana.
Mariani:
(presente in ben 1888
comuni d’Italia) esso risulta intensamente diffuso in tutta l’Italia centro – settentrionale e decisamente meno in quella
meridionale ed isole. Ne esiste una particolare concentrazione in Lombardia da cui
si evince che la sua origine è proprio in
quella regione e molto probabilmente è
da ricercarsi nel milanese.
Seguirà sul prossimo numero lo stesso
studio per il comune di Nepi.
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Campo de’ fiori
32
Sabato 5 novembre 2011, nella parrocchia “San Giuseppe Operaio” a Civita Castellana
“A spasso con Dio”
Un libro per raccontare la storia e la vita di Don Mario Valeri, Sacerdote e Parroco.
La Parrocchia “S. Giuseppe Operaio” ad un
anno dal suo pensionamento di parroco,
festeggia Don Mario Valeri, con un libro
intitolato: “A spasso con Dio”, che racconta la storia della vita dell’infaticabile e
tenace ottantottenne Don Mario.
A presentarlo sarà il suo successore nella
parrocchia, Don Luca Gottardi, l’autrice
Chiara Taizzani e i rappresentanti delle istituzioni locali, alla presenza di Don Mario
Valeri.
Don Mario Valeri, classe 1923, nei suoi
sessantuno anni di sacerdozio ha partecipato attivamente alla vita delle comunità
di Rignano Flaminio, Ponzano Romano e
Civita Castellana, nei quali ha svolto la sua
opera.
Fondatore del Circolo Culturale “Enrico
Medi”, Don Mario ha animato le comunità
parrocchiali con alte lezioni culturali e
scientifiche, ha fondato innumerevoli corsi
per ragazzi ed adulti e ha dato vita a moltissime attività a sostegno dei lavoratori,
attraverso la sua opera nei circoli Acli.
Nella parrocchia
“S. Giuseppe Operaio”
ha costruito nel corso degli anni, non solo
la struttura della chiesa stessa, con annesse aule catechistiche, saloni e altre strutture, ma anche campi da calcio per l’oratorio e il “parco degli Angeli” per i bambi-
Don Mario e don Luca
ni del quartiere. Dall’incontro con i papi,
Paolo VI e Giovanni Paolo II, alla facilità
dei rapporti con i grandi del suo tempo, il
percorso di Don Mario si è sviluppato per
aiutare e sostenere materialmente i suoi
parrocchiani nei bisogni più immediati e
spiritualmente avvicinarli all’incontro con
Dio nella Sua Parola.
La comunità parrocchiale di San Giuseppe
Operaio e lo stesso Don Luca Gottardi, che
ha approvato il progetto già avviato,
hanno voluto rendere omaggio al sacerdote, che ha guidato per un tanto tempo la
parrocchia di “S. Giuseppe Operaio”, attraverso il libro che descrive la sua storia di
ragazzo e poi di adulto, alle prese con gli
avvenimenti piccoli e grandi della sua
intensa vita sacerdotale.
Breve biografia: Mario Valeri nasce a Faleria
(VT) il 20 agosto 1923 da Savina Nori e
Giuseppe Valeri. Nel 1926 e poi nel 1934 la
famiglia di Mario si sposta per seguire lo zio
prete, Don Novello, fratello di Savina, prima a
Vallerano e poi a Chia. Appena arrivati a Chia,
Mario, undicenne, entra in seminario, ma l’esperienza dura solo un anno. Nel 1939, invece,
a seguito di una visita pastorale del Vescovo
Santino Margaria, Mario entra definitivamente
nel seminario di Orte. Da qui viene mandato
prima a Civita Castellana, dove conclude gli
studi del ginnasio, poi nel Pontificio Seminario
della Quercia a Viterbo. Qui completa gli studi
teologici e viene ordinato sacerdote il 15 ottobre 1950 presso la Basilica della Madonna della
Quercia. Il 5 febbraio 1953 il Vescovo Roberto
Massimiliani sceglie Don Mario come vice-parroco per la chiesa di Ponzano Romano, nella quale
diventerà parroco. A Ponzano Romano Don
Mario resta fino al 1979. Oltre al circolo Acli, a
Ponzano Don Mario fonda il Circolo Culturale
che prenderà il nome del suo più famoso conferenziere “Enrico Medi”. È cappellano degli
operai e dei minatori che stanno lì costruendo
l’Autostrada del Sole e la Ferrovia Direttissima
Roma-Firenze. Nel 1972 il Papa Paolo VI celebra la messa di Natale tra i minatori su invito
del parroco. Dal 1979 il Vescovo Marcello
Rosina trasferisce Don Mario a Civita
Castellana, come “Incaricato animatore dell’attività pastorale giovanile”. Cambiano sede,
così , anche le attività del circolo culturale da
lui creato. Il 30 ottobre 1982 Don Mario viene
nominato parroco della chiesa di San Giuseppe
Operaio di Civita Castellana, dove ha esercitato
il ministero come pastore e maestro del popolo
di Dio a lui affidato per circa 30 anni.
Don Giancarlo Palazzi
“Come ali di Farfalla”
Il breve romanzo della scrittrice civitonica, Roberta Ercolini,
tra presente e passato
Letto in mezza giornata, sotto l’ombrellone, io, con la curiosità di rivivere il travolgente
amore giovanile della protagonista, comune un po’ a tutte le adolescenti, ma stroncato
in questo caso dal destino crudele che a volte la vita ci riserva.
E poi, la sua malattia, anch’essa, purtroppo una sorte sempre più comune per molti. Ed
è proprio nel corridoio di un grigio ospedale, in attesa del suo turno di terapia, che la
protagonista si perde nei ricordi della sua giovinezza ed in particolare di quell’amore, che,
nonostante la vita le abbia riservato poi un percorso diverso, l’ha segnata indelebilmente. Scorrevole e piacevole nella lettura, il romanzo ci fa immedesimare nella storia, più
o meno simile, per tante donne.
Le qualità descrittive dell’autrice, che emergono durante tutta la lettura, hanno toccato
nel profondo i miei sentimenti. E’ per questo che mi sento di incoraggiare Roberta Ercolini
nell’inseguire questa sua passione, perchè possa regalarci altre autentiche emozioni.
Ermelinda Benedetti
33
Campo de’ fiori
La Reverenda Camera Apostolica
contro il Ven. Monastero e Monache dell’Ordine
Serafico di S.Chiara sotto il Titolo di S. Maria delle
Grazie di Civita Castellana
Verso la fine del
Settecento fu discussa
presso la Reverenda
Camera Apostolica,
l’organo finanziario
del sistema amministrativo pontificio, una
controversia con le
monache di S. Chiara,
riguardante quattrodi Francesca
cento ducati che
Pelinga
dovevano essere versati al monastero, con
il ricavato del Diritto del Passo, un dazio
per le merci, le persone e gli animali che
passavano di lì .
Racconta padre Luca Wadding che frate
Alberto da Gubbio nel 1536 fece venire a
Civita delle suore Clarisse, era vescovo
della nostra città Scipione Bongalli, e papa
Paolo III, Alessandro Farnese, pontefice
dal 1534 al 1545, concesse quattrocento
ducati nel 1539 per la costruzione del
monastero. Affidò nel 1548 l’incarico al
cardinale Filonardi anche perché si prendesse la cura di mettervi altre monache
poiché quelle condotte da frate Alberto
erano morte. Si accordò di spendere per
il monastero venti ducati l’anno dei quattrocento assegnati, ma il cardinale non
fece nulla e morì nel 1549.
La comunità civitonica, sempre nel 1548,
pregò il papa di commissionare a frate
Clemente Moneglia di prendere quattro
suore dal monastero di San Cosimato perché le volevano dello stesso ordine: fu
presa suor Agnese badessa, che era di
Civita; suor Placida, vicaria; suor Lodovica
di Sermoneta; suor Filippa di Castello. I
soldi purtroppo non arrivavano e le suore
vendettero un piccolo podere che era stato
a loro lasciato per elemosina per iniziare il
monastero.
Suor Agnese continuò a chiedere al papa
i soldi a loro destinati e nel 1550 anche il
papa Giulio III che, regnò dal 1487 al
1555, e papa Paolo IV nel 1557 disse che
i 200 dei 400 ducati erano stati dati, che il
convento era stato terminato e che le
monache l’abitavano da due anni.
Allora la Sacra Congregazione del buon
Governo, sorse nel 1592 per salvaguardare gli interessi economici, amministrativi
e finanziari dei comuni pontifici, verificare
i bilanci dei comuni, assumendo tutti i
provvedimenti necessari a garantire la
regolarità delle spese e degli appalti,
anche al fine di realizzare un contenimento delle spese locali. La congregazione era
presieduta da un cardinale prefetto (dal 1605 al 1676 di norma il
cardinal nipote del pontefice
regnante) e composta da cardinali
e prelati, detti “ponenti”, cioè relatori delle cause relative ad una particolare area dello Stato della
Chiesa.
Fulcro della congregazione era il
segretario, anch’esso un prelato di
Curia, che gestiva la cospicua corrispondenza con i governatori delle
varie città , chiamati ad agire come
delegati del Buon Governo. Questi
decise che si pagassero i duecento
scudi al monastero. Dovevano
essere ricavati dalla Gabella del
Passo, le persone e le merci che
entravano in città dovevano pagare, ma siccome l’ordine delle monache prevedeva che vivessero di elemosine non c’era bisogno dei duecento ducati.
Alla fine, dopo due secoli, fu deciso
che non si potevano pagare alle
suore i famosi duecento ducati perché a Civita vi erano, oltre loro, il
Seminario, i Cappuccini e le
Maestre Pie e che il loro convento
era il piu ricco della provincia. Le
suore inoltre lamentavano che
senza quell’entrata non potevano
continuare la Vita Comune, dato
che erano diventate ventisei, più sei converse. La Reverenda Camera Apostolica
rispondeva loro che, se non potevano,
dovevano tornare alla vita di prima, che
vestissero il sacro velo e che, se erano
trentadue, si riducessero a meno, o quantomeno alla loro entrata in convento portassero una dote. Si concluse così la controversia.
Verso la fine dell’Ottocento, l’amministrazione del Fondo del culto prima e lo Stato
italiano nella seconda metà del 1800, si
appropriarono di gran parte dei beni della
Chiesa cattolica. Si cedette al Comune di
Civita il fabbricato del convento di S.Chiara
con la chiesa e tutti i mobili e gli arredi religiosi che la giunta affidò alle religiose.
Intanto la caserma Cosenz, che era ospitata nel palazzo Andosilla, aveva esigenza
di locali piu vasti e ne fece richiesta al
nostro Comune, altrimenti avrebbe lasciato la città .
I cittadini del nostro paese fecero una
petizione al Sindaco Midossi e alla giunta
comunale perché venisse dato il convento
delle Clarisse ai militari, ma chiesero
anche che alle suore fosse data una sistemazione adeguata.
Si pensò allora di mandare le dodici suore
al monastero di San Bernardino a Nepi. Il
Ministero della Guerra interpellò il
Consiglio di Stato il quale emise il seguente parere: le religiose erano di ordine
diverso, quindi non si poteva fare.
La giunta comunale chiese allora l’autorizzazione alle autorità ecclesiastiche per
adattare il convento per le truppe militari.
Queste risposero favorevolmente, a patto
che si accollasse le spese per adattare l’ala
nord del Seminario in Via XII settembre,
dove si trovavano la scuola elementare e
l’asilo infantile. Le scuole, allora, furono
trasferite a Palazzo Andosilla.
Fu stipulato il contratto con un affitto di
L.50 e quando il convento non fosse più
servito come presidio sarebbe tornato al
Comune.
Nel 1908 l’amministrazione militare nel
lasciare il convento pagò la somma di
L.100 per i danni recati.
34
Campo de’ fiori
AGOSTINO PARADISI
Civita Castellana 1654 - Modena 1732
del Prof. Architetto Enea Cisbani
... continua dal numero 85
6 maggio 1654, quando viene battezzato nella Cattedrale di Santa Maria
Maggiore di Civita Castellana, con il nome
di Agostino Taddeo figlio di Serafino
Paradisi e Maria Fantibassi.La famiglia,
come si evince dai documenti di archivio,
è composta da un altro figlio, Giuseppe,
che intorno al 1680 lascerà Civita
Castellana per intraprendere la carriera
militare come comandante di un reggimento di fanteria al servizio della
Repubblica di Venezia e che avrà un figlio
di nome Gian Maria, nipote prediletto del
Paradisi e che, come vedremo nel corso
della trattazione, svolgerà un ruolo fondamentale nella disputa legale circa l’acquisizione dell’ingente patrimonio dello zio.
La famiglia Paradisi - come quella della
madre Fantibassi è originaria di
Montalto
Marche,
un
comune
Marchigiano, in provincia di Ascoli Piceno,
già noto alla storia d’Italia e della Chiesa
in quanto città d’adozione del cardinale
Felice Peretti – il padre Francesco, infatti,
è originario di questo centro urbano - eletto al soglio pontificio il 24 aprile 1585 con
il titolo di Sisto V, uno dei più importanti
Pontefici della Chiesa di Roma.
Nella città di Montalto Marche la famiglia
Paradisi è di origine nobiliare: il primo personaggio di cui si ha menzione è nel 1566,
un soldato di nome Giovanni Francesco
Paradisi, che si distingue nella repressione
del banditismo che allora infestava le campagne marchigiane; un canonico Pietro
Paolo Paradisi il 6 ottobre 1716 è Arciprete
della Collegiata di Montalto Marche, fondata da Sisto V il 2 agosto 1585; come
Arciprete della stessa Collegiata è nel
1744 Tommaso Paradisi, nipote di Pietro
Paolo.
Il Papa Sisto V, ha lasciato tracce importanti del suo passaggio a Civita Castellana:
nel 1580 fa edificare dall’architetto
Ticinese Domenico Fontana il palazzo
Peretti in via di Corte, ora Montalto-Belei,
il ponte Felice sul fiume Tevere nei pressi di Magliano Sabina e la fontana di
Corte, su progetto dell’architetto Giacomo
della porta e attualmente collocata agli
inizi di via XII Settembre.
Prima dell’elezione al soglio pontificio,
sono frequenti i viaggi del cardinale Peretti
a Civita Castellana, che prima di essere
eletto Cardinale fu il Priore Generale
dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di
San Francesco, che in quel periodo reggevano l’importante convento nella piazza di
Prato, oggi piazza G. Matteotti, fondato nel
1230 e definitivamente chiuso nel 1802.
Vari componenti della famiglia Paradisi
Firma dell’Avv. Paradisi
intorno al 1570-1580, si trasferiscono da
Montalto Marche, in varie centri dell’Italia
centrale e settentrionale, come Città di
Castello, vicino Perugia, Modena, Parma e
la stessa Civita Castellana.
È singolare che l’arrivo nel nostro centro
avviene nello stesso periodo della permanenza del cardinale Peretti: i Paradisi,
furono una delle famiglie nobiliari al servizio di Sisto V che per dirigere ampi settori
dell’amministrazione pontificia e i numerosi centri urbani facenti parte dello Stato
della Chiesa, si servì di amministratori e
tecnici di sua completa fiducia provenienti
dalle
Marche,
in
particolare
da
Grottamare, dove nacque il 13 dicembre
1521 e dalla stessa Montalto.
Agostino Paradisi, già adolescente viene
inviato a studiare nel Collegio Nazzareno
di Roma e successivamente nell’Università
Romana della Sapienza dove nel 1680,
ottiene la laurea di Dottore in Legge e
sempre in Roma opererà come Uditore di
Rota, l’attuale figura dell’avvocato, pur
rimanendo vincolato alla sua famiglia e a
Civita Castellana, soggiornando nel suo
palazzo di piazza San Clemente.
Come avvocato ed esperto giurista, raggiunse nel volgere di pochi anni una così
elevata fama ed importanza che il 10
marzo del 1703, venne nominato dal papa
Clemente XI consigliere di Giustizia, del
duca di Modena Rinaldo I d’Este.
Carica di grande importanza politica e culturale, che lo costrinse a trasferirsi nella
città emiliana abbandonando definitivamente Civita Castellana, ma non i contatti
epistolari con la sua famiglia.
Per trent’anni fino al 1735, anno della sua
morte, servirà in maniera continua e proficua la casa d’Este e il duca Rinaldo I,
specie nei momenti più delicati della storia
della città di Modena.
Oltre a svolgere l’attività di consulente
legale a servizio della casa d’Este,
Agostino Paradisi divenne negli anni a
seguire un importante letterato, la cui
opera più nota è l’Ateneo dell’Uomo
Nobile, opera in dieci volumi in folio alla
cui stesura lavorerà ininterrottamente dal
1705 al 1730 dedicando tempo e risorse:
un’opera letteraria che successivamente
generò un autentico filone letterario quello del genere storico e che descrive le qualità politiche e militari che deve possedere
un principe nell’esercizio della sua attività
amministrativa, politica e militare.
Nel sua multiforme attività di letterato, il
Paradisi scrisse altri importanti opere quali
L’Eroe e l’importante testo Sapere e/è
Potere, sull’importanza della cultura e
della conoscenza.
Come scrittore intervenne sui temi più
svariati in voga nel tempo, dall’uso del
cioccolato nell’alimentazione fino ad opere
di pratica forense e legale.
A Modena proseguì nel contempo l’attività legale, divenendo Uditore in Bologna
dove nel 1720 aprì un importante studio
legale a cui si rivolgevano tutte le più
importanti famiglie della città .
Scarse le notizie biografiche: Agostino
Paradisi non si sposò , dedicando le sue
numerose attenzioni al nipote Gian Maria e
mantenendo nel tempo i contatti con la
famiglia rimasta a Civita Castellana, dove
conservava nel suo palazzo una ricca e
importante biblioteca, che nel 1733 divenne oggetto di particolari attenzioni nel
primo testamento redatto dallo stesso
Paradisi e che nel 1736, dopo la sua
morte, venne completamente trasferita
nella città Modenese.
Nella sua lunga esistenza, sia come
Consigliere del Duca Rinaldo I che come
avvocato, raccolse un ingente patrimonio
in terre, palazzi e gioielli, stimato nel 1735
come riporta il testamento, in ben 125.000
scudi, diviso tra Modena, Bologna e
Ferrara.
Se pensiamo che uno scudo nel 1735-’40,
ha un valore attuale tra gli 80 – 100 Euro,
possiamo facilmente dedurre quale sia
l’entità della somma in discussione, su cui
si concentra e dipana una autentica lotta
giudiziaria che vedi coinvolti il nipote del
Paradisi, la Comunità di Civita Castellana e
il Vescovo Tenderini.
Tutta la vicenda dell’eredità Paradisi,
ruota
intorno
all’edificazione
del
Seminario Diocesano
di
Civita
Castellana, per la cui fondazione lottò con
tutte le sue forze il Vescovo Tenderini, ma
che venne aperto soltanto nel 1746, dopo
la sua morte avvenuta nel 1739.
Prima di addentrarci nella intricata questione legale, è necessario ritornare indietro nel tempo al 21 febbraio 1571,
quando……….
continua sul prossimo numero...
Campo de’ fiori
35
Ricordo...
23 Ottobre 2011
“Con la tua cascata di riccioli, faremo veramente fatica a distinguerti fra tutti gli angeli del
Paradiso”
Buon viaggio Super Sic...
di Letizia Chilelli
Letizia e Agnese
Carriera e palmarè s di Marco Simoncelli
La carriera di Marco comincia prestissimo, a sette anni, con le minimoto; ha appena dodici anni quando vince il suo primo titolo italiano, la replica arriverà nel 2000.
A 14 anni approda, grazie al Trofeo Honda NR alla 125, dove nel 2002 vince il titolo europeo guadagnandosi finalmente l’accesso al
Motomondiale.
Arriviamo al 2003 quando passa ufficialmente alla Matteoni Racing, ma nonostante i tanti piazzamenti a punti, Marco finisce la stagione solamente al 21° posto.
Il 2004 vede Simoncelli, sempre con la Matteoni Racing, piazzarsi undicesimo.
Nel 2005 arriva quinto correndo con la NoCable.it Race.
Nel 2006 passa alla 250 con la Gilera dove chiuderà la stagione al
decimo posto. Anche nel 2007 la sua stagione non sarà entusiasmante.
E’ il 2008 quando Marco stupisce tutti: è il 19 Ottobre, Sepang: il Sic
è Campione del Mondo con ben 281 punti. E pensare che aveva
cominciato la stagione con una moto non ufficiale. Solo dopo una
serie di gare entusiasmanti, infatti, guiderà la sua moto: la Gilera evoluta, che lo accompagnerà nella vittoria più bella della sua carriera.
Grazie a sei vittorie e tre terzi piazzamenti nel 2009 Marco chiude la
classifica al terzo posto.
Nel 2010 debutta in MotoGp dove si piazza in ottava posizione.
23 Ottobre 2011 a Sepang, sullo stesso circuito dove tre anni prima si
era laureato Campione del Mondo, il Sic con il rombo della sua moto
numero 58 ci lascia per entrare nella leggenda, regalandoci il ricordo
di un mondiale vinto, 99 Gp disputati di cui 8 vinti e 19 podi.
(Fonte: Wikipedia e siti internet sul moto Gp)
Campo de’ fiori
36
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
Le botteghe dei botteganti e non i negozi dei negozianti
C
’erano
una
volta le botteghe nel paese,
che fornivano, ciascuna nel suo genere,
ogni merce e sopperivano benissimo alle
esigenze
dell’intera
di Sandro Anselmi popolazione. In un
mondo che non avrebbe mai immaginato i supermercati di oggi,
le botteghe erano luoghi in cui, oltre a fare
la spesa, si fermavano volentieri le donne
per chiacchierare e vi si sedevano, anche
per ore, per poter parlare con quella o
quell’altra, di questo e quello. Tutti questi
piccolissimi esercizi brulicavano per le fitte
vie del paese antico, e l’odore del baccalà ,
misto a quello delle spezie usate dal norcino, aleggiava sulle colle del falegname e
del ciabattino. La fragranza poi del pane
appena sfornato faceva torcere le budella
dalla fame, che però bisognava contenere fino al momento di tuffarsi in un bel
piatto caldo di pasta e fagioli.
Cerco ora di ricordare i nomi dei botteganti di allora, molti dei quali, non ci sono più.
Scendendo dall’alto del paese c’era in Via
San Rocco Bedini il sarto, Bino il falegname e Assunta la pizzicagnola. In Via San
Giorgio c’era il mulino del Conte. In Via
della Vittoria c’erano Eralda e Rosina
anche loro pizzicagnole, Stella la sartora,
Rosa da Titina con i suoi filati davanti al
forno, Zecchino il falegname, lo spaccio di
Chiarina, Antonio il sartore, la frutteria di
Basili. In Via dell’Asilo c’erano Augusto il
calzolaro, Ovidio il molinaro, Ines la varachinara e Gulino l’orefice. In Via delle
Sorgenti c’erano Pierina la carbonara e
Remo il calzolaro. Al cunicello c’erano lo
stabilimento di nocciole e il mulino di
Smaniella. In Via Carbognano c’era la
mazzatora. In Via Alberto Cencelli c’erano
Aldo il macellaio (poi Cristò ), Nicola ‘o
barbiere col suo emporio, Ennio e
Peppe i barbieri, la merceria di
Giulietta, il forno di Ciro, la pizzicheria di Giovannina, Sergio il tappezziere, la bottega di bombole ed
elettricità di Elvio e Oscar, la macelleria di Mario, Paolo il ciabattino, i
tessuti ed i vestiti di Giannino. In
Piazza c’erano il bar di Peppinella, i
vestiti di Antinori, il bar di Paggio’,
lo spaccio di Checca, Angelo il barbiere e Maura col negozio di vestiti.
Alle scalette di Piazza c’erano
Iolanda la fruttarola, Pozzo il pizzicarolo e la farmacia. In Piazza di
sotto c’erano Alfio il barbiere, la
pizzicheria di Martinozzi, la ferramenta di Elsa, Maria Pia la parrucchiera e Vittorio il calzolaro. A Via di
Porta Vecchia c’erano la macelleria
di Augusto, la sartoria di Bruno, la
latteria di Renzo, il nuovo emporio
di Nicola, Righetto l’orologiaro,
Giovannino con le televisioni e le
bombole, Bruno il barbiere, le parrucchiere Gabriella e Doriana, Berto
il calzolaro, le biciclette di Nardelli
ed Ermanno che riparava le televisioni. In Via della Circonvallazione
c’erano l’autosalone di Ferrelli e il
consorzio di Edoardo (oggi di
Nerò ). A For de Porta c’erano la
pizzicheria e lo spaccio di Ponti, il cinema
Smeraldo con il bar di Sora Peppa, il forno
di Padana, la lavanderia di Lucio, l’autorimessa con officina di Liseo, il consorzio
agrario di Matteo e Temistocle, il distributore di benzina di Ivo e Roberto, il ristorante Giardinetto e la norcineria di Sergio.
Al Palazzotto c’era Fra Stoppino, che ferrava i somari. In Via Sotto le Forme c’era
Felicetti il ferraro. Alla Variana c’era la pizzicheria di Ulisse. In Via Roma c’era Giulio
il ferraro. Alla Mola c’erano la pizzicheria di
Mimma ed i fabbri Nicola e Memmo. A
Materano c’erano Francesca e Imperia con
la pizzicheria, la trattoria pizzeria di Bruno
Pucci (poi bar Bottò ), la pizzicheria di
Apponina (poi di Ennio Potere), il distributore di Stefano, il bar di Sora Nina, l’osteria di Checco Pedica, Guido il pizzicagnolo
e il mulino di Salvi. A Viale Italia c’era la
pizzicheria di Viola. In Via della Stazione
della Roma Nord c’era lo stabilimento di
nocciole di Torre.
Chiedo venia per le eventuali, probabili
dimenticanze alle quali cercherò di porre
rimedio con i vostri suggerimenti.
La pubblictà su Campo de’ fiori
è per sempre!
Non è una vela che passa, nè un volantino che vola, nè un manifesto che la pioggia
distrugge, ma un messaggio che arriverà ai vostri figli ed ai figli dei vostri figli.
Campo de’ fiori
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Con il Patrocinio del Comune di Fabrica di Roma
A.I.D.I. Accademia Internazionale d’Italia
VI INVITA ALLA PRESENTAZIONE
DEL ROMANZO
Un nobile brigante
di Augusto Stefanucci
per Le collane di
Campo de’ fiori
®
SABATO 26 NOVEMBRE 2011
SALA CONSILIARE del COMUNE
di FABRICA DI ROMA - Ore 18.00.
Interverranno:
- l’autore, Augusto Stefanucci;
- il presidente dell’Accademia Internazionale d’Italia,
Sandro Anselmi, editrice del libro;
- la giornalista Ermelinda Benedetti, curatrice dell’edizione;
- le Autorità locali.
Seguirà bouffet di saluto.
Il bullismo.
Come riconoscerlo e combatterlo
è un libro unico nel suo genere.
Un manuale guida per cercare di arginare questo
male dilagante!
E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie
della zona, nelle edicole o presso la nostra redazione.
Potete anche ordinarlo versando l’importo di  10.00,
sul c/c postale n. 42315580,
intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.
E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli
insegnanti, che possono inserirlo nel P.O.F. d’Istituto
e nella programmazione educativa annuale del
docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.
AVETE UN VOSTRO SCRITTO NEL CASSETTO E VORRESTE VEDERLO
PUBBLICATO??? CHIAMATECI SUBITO!!!! REALIZZEREMO IL VOSTRO
DESIDERIO! 0761.513117 - [email protected]
Campo de’ fiori
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IVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS
Stato di crisi: in migliaia alla manifestazione per il distretto
industriale di Civita Castellana
Partecipatissima è stata la manifestazione a sostegno della richiesta dello
stato di crisi per il distretto industriale di Civita Castellana. In migliaia si
sono ritrovati all’appuntamento voluto dai sindaci degli otto comuni del
distretto a Piazza della Liberazione, a Civita Castellana. In piazza, insieme
ai moltissimi cittadini, c’erano i rappresentanti delle istituzioni, ad iniziare dal
sindaco del comune
capofila, Gianluca
Angelelli, e ai rappresentanti degli otto comuni, ai consiglieri regionali,
Giuseppe Parroncini e Ivano Peduzzi, all’assessore provinciale Domenico Maria
Francesco Simeone, al vescovo S. E. Mons. Romano Rossi. Il corteo si è snodato da piazza della Liberazione fino a piazza Matteotti, dove si sono ritrovati
sul palco i rappresentanti delle sigle sindacali e delle istituzioni.
Anno della Ceramica
Grande successo per le mostre ed il convegno.
La storia della ceramica ed in particolare quella di Civita Castellana è stata al centro dell’attenzione di studiosi e cittadini che hanno partecipato agli eventi organizzati nel fine settimana trascorso per le celebrazioni dell’Anno della Ceramica.
Venerdì 14 ottobre sono state inaugurate la mostra al Forte Sangallo dal titolo
“Duemila anni di produzioni ceramiche a Falerii” e la mostra di scultura di Gino
Aleandri, curata dall’Associazione Argilla, presso le ex
carcerette, appena ristrutturate, dove rimarrà fino al
23 di questo mese. Sabato 15 ottobre si è invece
svolta la giornata di studi sulla ceramica artistica a
Civita Castellana e nell’Alto Lazio dove si sono alternate esposizioni di studiosi e docenti universitari italiani e stranieri. All’inaugurazione della mostra
“Duemila anni di produzioni ceramiche a Falerii, organizzata dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale in collaborazione con il Comune di Civita Castellana, hanno partecipato il
Sindaco, la responsabile della Soprintendenza, dottoressa Anna Maria Moretti e la direttrice del Forte
Sangallo, dottoressa Maria Anna De Lucia.
La mostra all’interno del Forte Sangallo resterà aperta dal 15 ottobre all’8 gennaio 2012 e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. E’ incentrata sulle
produzioni ceramiche antiche dal VII al III secolo a.c. e proporrà anche reperti attinenti alla giornata
di studi del 15 ottobre.
Presentato il libro “Il colaggio dei sanitari”
L’Anno della Ceramica di Civita Castellana si è arricchito della presentazione del
libro dell’ingegner Domenico Fortuna dal titolo “Il colaggio dei sanitari”. La pubblicazione di carattere scientifico è stata presentata martedì 8 novembre presso la
sala conferenze del Relais Falisco.
“Il libro – ha spiegato l’autore –
nasce dall’esigenza di colmare un
vuoto. C’è pochissima letteratura
tecnica nel settore della ceramica
sanitaria. Questo testo vuole
essere uno strumento per gli operatori del settore ed è focalizzato sulle problematiche tecnologiche relative al colaggio dei sanitari”.
Il libro, proprio per il carattere scientifico, è redatto in italiano ed in inglese.
Fontana Matuccia: al via le opere di urbanizzazione
Hanno avuto inizio i lavori di completamento delle opere di urbanizzazione primaria nella zona artigianale e piccola industria di località Fontana Matuccia a Civita Castellana. Grazie ad una azione coordinata tra i proprietari privati e l’Amministrazione Comunale si stanno asfaltando le strade e realizzando
i parcheggi con l’impianto di l’illuminazione pubblica. I privati realizzeranno le opere, a loro spese, sulla
loro proprietà mentre il Comune sistemerà il tratto stradale pubblico di via Fontana Matuccia. In seguito a regolari collaudi il Consiglio Comunale dovrà decidere sulla presa in carico dei tratti stradali, fognari e della pubblica illuminazione come era previsto nella convenzione di lottizzazione del 1962.
Campo de’ fiori
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S CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIV
Portoghesi al Colasanti per il Parco Ivan Rossi
Si è svolta nella mattinata del 26 ottobre la quarta lezione dell’architetto
Paolo Portoghesi con gli alunni del liceo scientifico “Colasanti” di Civita
Castellana. Nell’aula magna dell’istituto in via Petrarca erano riuniti non
solo gli studenti delle classi quarte del liceo, che stanno partecipando al
progetto di riqualificazione del Parco Ivan Rossi, ma anche altri alunni del
liceo che hanno avuto occasione di conoscere l’andamento del progetto del
Parco e l’architetto Portoghesi che lo sta supervisionando. Alla lezione
hanno partecipato il sindaco, Gianluca Angelelli, il professore e assessore
alla Pubblica Istruzione, Giancarlo Contessa, il consigliere comunale e
membro dell’associazione Ivan Rossi, Maurizio Romani, la preside del
Colasanti, Loredana Cascelli e la madre di Ivan Rossi, Rita Fantera.
Durante la lezione è stato revisionato il progetto che è scaturito dall’unione delle tre bozze elaborate dalle classi durante lo scorso anno scolastico.
Le prossime lezioni, per arrivare alla conclusione del progetto, si svolgeranno con molta probabilità presso lo studio dell’architetto
Portoghesi. Il progetto di riqualificazione del Parco Ivan Rossi è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune
di Civita Castellana.
Festa dell’Albero con i bambini della Sassacci
Si è svolta mercoledì 26 ottobre la Festa dell’Albero
presso la scuola d’infanzia Sassacci di Civita Castellana.
Alla festa insieme i bambini, ai loro genitori ed agli insegnanti c’erano il sindaco Gianluca Angelelli, l’assessore
all’Ambiente Antonio Innocenzi, e gli assessori
Gaspoerini, Alessandrini e Amicucci. “Oggi è una festa
importante - ha spiegato il Sindaco ai bambini - perché
piantiamo alcuni alberi nella vostra nuova scuola e voi
ve ne dovrete prendere cura come se fossero vostri
amici. Gli alberi sono importantissimi e ne stiamo piantando moltissimi a Civita Castellana. Inoltre ne abbiamo fatto un censimento. Adesso li conosciamo tutti, uno per uno, conosciamo il
loro stato di salute e possiamo stabilire di curarli e potarli quando ne hanno bisogno”. Dopo il saluto del Sindaco i bambini hanno ballato insieme ad alcuni animatori e poi è stata offerta a tutti i partecipanti la colazione. Nel giardino della scuola è stato piantato un
albero e presto saranno interrati anche quelli donati alla scuola d’infanzia che si è trasferita nei nuovi locali all’inizio dell’anno scolastico.
Ausili per disabili: consegnato il materiale alle scuole di Civita
I materiali per aiutare lo studio dei bambini disabili che frequentano le scuola primaria e le
scuole medie di Civita Castellana sono da oggi a disposizione degli insegnanti. Sono infatti
arrivati tutti gli ausili che erano stati richiesti dalle varie scuole cittadine e che
l’Amministrazione comunale, utilizzando un fondo regionale, ha fornito loro. Ausilioteca è il
termine che descrive i diversi materiali
che vanno da una lavagna elettronica e
diversi software specifici per l’insegnamento, ai banchi e ai seggioloni per consentire lo studio ai bambini affetti da disabilità che non consentono loro libertà di movimento. L’ausiliteca di Civita
Castellana è affidata alla scuola XXV Aprile, che cura la distribuzione dei materiali
agli altri istituti. Una volta che l’ausilio non serve più per il bisogno specifico del
bambino viene riconsegnato alla stessa scuola XXV Aprile che lo metterà a disposizione per chi ne avrà necessità .
La scuola d’Infanzia Gramsci alla scoperta del Forte Sangallo
Grazie al progetto “Giochiamo all’Archeologo” i bambini della scuola d’Infanzia Gramsci di Civita Castellana si sono recati in visita al
Forte Sangallo insieme all’archeologa Gioia Chilini e all’Assessore alla valorizzazione dei Beni Culturali, Antonio Innocenzi. La visita ha
riguardato i bambini che frequentano l’ultimo anno della scuola materna
del centro storico, che si contraddistingue per essere multiculturale e
multietnica. Proprio con lo scopo di aiutare i bambini ad integrarsi nella
comunità cittadina, le insegnanti Francesca Pelinga, Anita Tusoni e
Annamaria Opessi, hanno dato il via al progetto sulla riscoperta delle
radici storiche della città . La visita al Forte Sangallo è stata solo il primo
appuntamento con l’archeologia e la scoperta della storia cittadina: il progetto prevede anche la costruzione di manufatti in ceramica che riguardano le civiltà che hanno vissuto nel territorio e proseguirà fino a maggio prossimo con la ricostruzione e lo scavo di una tomba.
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Campo de’ fiori
CIVITA NEWS CIVITA NWES CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS CIVITA NEWS NEWS
Sportello per la disabilità: alla Casa Protetta dal 15 novembre
Prende vita a Civita Castellana uno sportello al servizio dei cittadini con disabilità . L’inaugurazione si terrà martedì 15 novembre dalle ore 10,30 alle
12,00 circa all’interno del Centro Socio Educativo “Rosa Merlini Frezza” sito
in Via Berlinguer (ex Casa protetta, località San Giovanni), gestito dalla
Cooperativa sociale “Il Pungiglione”.
Lo Sportello sarà aperto al pubblico il martedì dalle 9,30 alle 12,00 e lavorerà in rete con le realtà presenti sul territorio: i servizi comunali, sanitari,
scuole e formazione professionale, centro per l’impiego, associazionismo.
Lo Sportello intende offrire uno spazio di accoglienza ed informazione per
facilitare l’accesso di cittadini
con disabilità ai servizi esistenti
e alla vita della comunità . Allo
stesso tempo promuove e dà
visibilità al Centro Socio
Educativo, attraverso la costruzione di una rete attiva rispondente ai bisogni emergenti dei cittadini con disabilità e delle
loro famiglie, in collaborazione con le realtà operanti nel territorio.
Si rivolge a tutti i cittadini con disabilità e ai loro familiari che desiderano avere ascolto
rispetto ai loro specifici bisogni. Inoltre facilita l’accesso ai servizi di riferimento. Si rivolge
anche agli operatori del pubblico e del privato che desiderano acquisire informazioni su
temi inerenti la disabilità .
1° Torneo Scarabeo: trionfano gli atleti civitonici
Si è svolto sabato 8 ottobre il primo trofeo Scarabeo di bocce organizzato dal Circolo
Bocciofilo G. Cavalieri di Civita Castellana. Gli atleti civitonici sono risultati vincitori in
una giornata di sport e solidarietà a cui hanno partecipato anche l’assessore ai Servizi
Sociali del comune di Civita Castellana, Letizia Gasperini, e il sindaco Gianluca
Angelelli.
“Ringrazio la Ceramica Scarabeo -ha detto il Sindaco - che nonostante questo momento di crisi si continua a dimostrare vicina alle fasce più deboli. L’attività sportiva è
molto importante per il percorso dei ragazzi diversamente abili che anche in questa
occasione hanno dimostrato il loro valore posizionandosi al primo posto”.
La classifica ha visto Marzo e Marcucci al primo posto, gli atleti del Santa Sinfarosa al
secondo, Del Rugo e Tronti al terzo posto.
Via Bonanni: dal 3 novembre cambio nella viabilità
Dal prossimo 3 novembre ci saranno delle modifiche alla viabilità nella zona di via Bonanni e
via Ugo bassi. Doppio senso di circolazione per il tratto finale di via Bonanni all’incrocio con via
Don Morosini, senso unico a salire sul resto di via Bonanni e senso unico a scendere a via Bassi.
La finalità del cambio nei sensi di marcia attuali è quello di alleggerire il traffico su via Falisca,
consentendo ai veicoli provenienti da via Don Morosini di dirigersi verso la zona di viale Fiume
Treja transitando su via Bonanni anziché obbligatoriamente su via Falisca.
In particolare il tratto finale di via Bonanni, dall’incrocio con via Don Morosini fino a via Anita
Garibaldi, tornerà a doppio senso di circolazione. Per agevolare il deflusso delle auto provenienti da via Don Morosini, in quel tratto di via Bonanni sarà anche previsto un divieto di sosta
permanente con rimozione forzata a partire dalle ore 8,00 del 3 novembre. La restante parte di via Bonanni, da via Anita Garibaldi
a via Tazzoli diventerà a senso unico per i veicoli diretti verso via Tazzoli. Mentre via Ugo Bassi e via Anita Garibaldi diventeranno a
senso unico per i veicoli provenienti da via Tazzoli e diretti verso via Don Morosini.
Porta a porta: il 28 novembre via i cassonetti
E’ fissato per il 28 novembre prossimo l’avvio della raccolta differenziata porta a porta domiciliare a Civita Castellana nelle zone di
Sassacci, Borghetto, Casale Ettorre e Cenciani. I cittadini dovranno conferire i rifiuti nei contenitori forniti gratuitamente
dall’Amministrazione Comunale, provvedendo, entro le ore 9,00 anti-meridiane, all’esposizione degli stessi secondo le seguenti modalità e tempistiche: lunedì : rifiuti urbani non riciclabili; martedì : umido organico; carta e cartone; (esclusivamente per le attività commerciali); mercoledì : plastica; giovedì : vetro e barattolame; (per le utenze private il ritiro sarà quindicinale, mentre per le attività
commerciali sarà settimanale); venerdì : carta e cartone; sabato: umido organico. Dal 28 novembre sarà aperto tutti i giorni anche
l’ecocentro comunale di località Prataroni. Tutti i cittadini delle frazioni di Sassacci e Borghetto, delle zone di Quartaccio, Cenciani e
Loc. Casale Ettorre, impossibilitati a fruire del servizio domiciliare nel giorno o nei giorni prefissati per il ritiro, sono invitati a conferire i rifiuti solidi urbani prodotti presso l’ecocentro sito in Loc. Prataroni – Zona P.I.P. che osserverà i seguenti orari: Lunedi’/
Mercoledì / Venerdì : ore 9,00 – 12,00; Martedì / Giovedì : ore 14,00 – 17,00; Sabato: ore 9,00 – 12,00 / 14,00 – 17,00. Il ritiro dei
kit gratuiti forniti dall’Amministrazione comunale si può effettuare presso il punto informativo di Sassacci il lunedì , il martedì e il
venerdì dalle 9,00 alle 12,00; il mercoledì ed il giovedì dalle 16,00 alle 19,00. Per procedere al ritiro occorre presentarsi con un
documento che attesti l’ubicazione nella zona ora interessata al nuovo servizio, oppure la delega con fotocopia del documento, e la
copia della bolletta tarsu o della lettera tarsu relativa alla tassa rifiuti solidi urbani della uni-tà abitativa.
Campo de’ fiori
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S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS
CANEPINA CONFERISCE LA CITTADINANZA ONORARIA AL TENORE
ANTONIO POLI: IL GIOVANE CANTANTE E’ ORIGINARIO DEL PAESE
La consegna della cittadinanza onoraria è avvenuta la mattina di domenica 30 ottobre, al giovane tenore
Antonio Poli, che è di origini canepinesi, da molti considerato l’erede del grande Luciano Pavarotti. Ma
nello stesso giorno si sono svolti poi, numerosi altri eventi. Nel pomeriggio la corsa delle “carrettelle” - giunta alla seconda edizione e ormai già diventata un appuntamento clou – e in piazza Garibaldi il concerto
dell’Orchestralunata, che in pochi giorni sono stati ospiti di Rai 1 e Rai 2. Le caldarroste in piazza e le
cene nelle cantine. E, come è tradizione e come è stato venerdì 7 ottobre per “Viterbo con amore” in occasione dell’apertura, per chiudere la 30esima edizione delle “Giornate della castagne” la cena di beneficenza in programma lunedì 31 ottobre in favore dell’Avis locale e della sezione della Croce rossa di
Vignanello, Vallerano e Canepina. L’ultimo week end della manifestazione, insomma, si preannuncia davvero ricco di appuntamenti.
Una cooperativa africana agropastorale intitolata
alla giovane viterbese Manuela Milite
Le donne di Agboville in Costa d’Avorio non hanno dimenticato la generosità della onlus Viterbo con amore che le aiutò ad acquistare un terreno e ricambiano intitolando la loro cooperativa Solidarieté africaine agropastorale a una giovanissima viterbese, Manuela
Milite. Una ragazza dedicata al sociale che aveva nei suoi progetti di vita l’impegno nei paesi più disagiati e scomparsa per una tragica fatalità nello Yemen dove, appunto, prestava la sua opera di volontaria. Un’onda anomala spezzò la sua giovane vita, insieme a
quella di un compagno, prima che potesse realizzare completamente i suoi sogni.
Un passo indietro. Due edizioni fa, l’associazione dell’allora presidente Pino Genovese conosciuta la precaria situazione di un gruppo di
ragazze-madri di Agboville che, per superare le difficoltà economiche, avevano affittato un terreno da dedicare all’agricoltura e all’allevamento di piccolo bestiame, decise di inviare loro un corposo dono in euro. Lo fece tramite un ivoriano ormai naturalizzato viterbese e ora responsabile del Bureau di rappresentanza del partito ecologico ivoriano
in Italia (Brpei), Armand Secka. E il Bureau insieme alla onlus Solidarietà internazionale per lo sviluppo fondata da un gruppo di viterbesi si propongono in un futuro prossimo di aiutare ulteriormente la Cooperativa africana a ultimare la loro sede
che comprende anche un piccolo asilo nido per i figli delle socie. Intanto la cooperativa sta ottenendo un discreto successo ed è passata dalle colture di auto-consumo alimentare a un sistema più organico e redditizio di commercializzare i loro
prodotti su un mercato più vasto e sicuro per un rendimento costante, in modo da
assicurare l’avvenire ai loro figli che non saranno costretti a pensare a una nuova
diaspora. E per questo le donne africane dedicano la loro cooperativa a una giovane donna viterbese che aveva la solidarietà nel dna.
BABY PARKING A RONCIGLIONE,
IL SERVIZIO PROSEGUE FINO A DICEMBRE
Presso i locali dell’asilo nido comunale, è destinato ai bambini
tra i 3 e i 5 anni non ancora compiuti
Baby parking, il Comune di Ronciglione non lascia, anzi raddoppia.
Proseguiranno infatti fino al 31 dicembre i servizi offerti dall’amministrazione la
quale, visti i risultati della precedente esperienza, ha deciso di prorogare le attività a partire dal 15 settembre. Come è stato finora, destinatari saranno i bambini
di età compresa tra i 3 anni e i 5 non ancora compiuti, che potranno usufruire
gratuitamente di 2 ore giornaliere dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18
e il sabato dalle 9 alle 12. Il baby parking, quindi, si configura come un servizio
socio-educativo e ricreativo che accoglie minori sotto i limiti d’età di scuola dell’obbligo ed è destinato a favorire il benessere psicofisico e le opportunità di socializzazione dei bambini.
Un luogo di vita per i bambini, quindi, che fornisce risposte flessibili e differenziate in relazione alle esigenze delle famiglie, attraverso la disponibilità di spazi, organizzati e attrezzati per consentire ai minori opportunità educative, di socialità e di comunicazione con i propri coetanei. Il servizio, iniziato lo scorso marzo, secondo l’iniziale previsione doveva concludersi entro l’estate. Il baby
parking è attivo presso i locali dell’asilo nido comunale ed è gestito dalla cooperativa C’era una volta.
RONCIGLIONE, ATTIVO LO SPORTELLO PER GLI IMMIGRATI
L’obiettivo è favorire l’inserimento e l’integrazione dei cittadini stranieri
Sono iniziate a Ronciglione dal primo settembre le attività dello sportello informativo e di accoglienza per immigrati, ospitato presso l’ufficio del Segretariato sociale in Via Solferino. La decisione, presa dal Comune di Ronciglione la scorsa estate, si
è concretizzata nel giro di poche settimane, dopo la selezione, attraverso un bando pubblico, di un operatore adatto al ruolo.
L’istituzione dello sportello nasce dall’esigenza di creare un ponte tra i cittadini stranieri e le istituzioni pubbliche e private con le
quali essi si trovano in relazione (uffici pubblici, scuole, ospedali) e segue le direttive legislative che favoriscono un servizio di accoglienza per gli immigrati. Lo sportello è aperto il martedì , il giovedì e il venerdì dalle ore 9 alle ore 13 (tel. 0761.629039).
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Campo de’ fiori
Federico Campanelli, la passione per il pool
Il giovane venticinquenne di Corchiano conquista il titotlo nazionale di biliardo
C
i sono tante cose nella vita che ci
appassionano, ma in genere, col
tempo, ne emerge una in particolare,
che per molti diventa il senso della propria
vita, l’unico obbiettivo da raggiungere.
Questo è un po’ quel che è successo a
Federico Campanelli, il campione italiano
di biliardo 2011. Siamo riusciti ad incontrarlo durante una sua breve permanenza
a Corchiano, suo paese d’origine, dove si
allena tra una sfida e l’altra. Federico a soli
25 anni, lo scorso luglio ha conquistato il
titolo nazionale nel biliardo all’americana,
comunemente denominato pool, nella
finale che si è svolta a Treviso.
Come è nata la tua passione per questo sport?
E’ stato mio padre a trasmettermela. Lui si
divertiva a giocare nei locali della zona ed
io spesso lo seguivo.
Quando hai iniziato a praticarlo?
Ho iniziato quando avevo circa 12-13 anni
ed ora ne ho quasi 26.
Quando sono arrivati i primi risultati?
Nel 2008, quando a Verona mi sono classificato terzo nei campionati nazionali. Da
lì ho voluto innalzare il mio livello e poter
puntare sempre più in alto, dedicandomi
completamente al pool. Sono entrato a far
parte del CSB Club ’70, tesserato FIBIS, riconosciuto
dal CONI, ho iniziato a frequentare i corsi da loro
organizzati ed a partecipare
a gare nazionali ed internazionali, fino a coronare il
mio grande sogno, raggiungendo il titolo nazionale.
Dove, come e quanto ti
alleni?
Mi alleno dalle 6 alle 7 ore
al giorno, a casa mia, qui a
Corchiano, seguito via webcam dal mio coach Gabriele
Cimmino, che mi indica gli esercizi da fare
per migliorare. Ma per migliorare veramente, accrescendo la mia esperienza,
amo molto giocare all’estero. Finora ho
avuto la fortuna di giocare in Francia,
Germania e Ungheria, a Sarajevo e a
Mosca, dove mi sono ben posizionato
insieme ai miei compagni Fabio Petroni e
Bruno Muratore, e dove tornerò dal 7 al
10 dicembre per la Kremlin cup.
Qual è il tuo prossimo obbiettivo da
raggiungere?
Vincere l’europeo, o almeno posizionarmi
tra i primo sedici.
Cos’è che ti appassiona di più di questo sport?
Mettermi alla prova, sfidare me stesso e
confrontarmi con i campioni del resto del
mondo. Ma amo il biliardo anche perché
mi offre grandi possibilità di viaggiare,
benché quando mi sposto per le gare,
penso solo al gioco e non al divertimento.
Ma io vivo per questo sport e nella mia vita
ho intenzione di continuare per questa
strada, grazie anche al fatto che il biliardo
prevede diverse fasce di età .
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori in Arte NEWS
GROUPE IN ART E’ con questo nome si raggruppano gli artisti che si appoggiano alla
nostra rivista e che promuovono le loro opere in Corso Bruno Buozzi a Civita Castellana
nella mostra collettiva permanente.
Rinnoviamo l’invito a visitare l’allestimento delle varie creazioni, dalla pittura su tela,
legno e pietra, alla ceramica ed accessori per alta sartoria in porcellana sintetica.
Recarsi nel locale di tanto in tanto, vuol dire poter ammirare e condividere l’alternarsi di
manufatti, quadri ed artisti.
Il Groupe in Art E’ darà un contributo, organizzando delle mostre interattive e laboratori eco-creativi, durante gli eventi che verranno organizzati nel centro storico di Civita
Castellana, ad esempio il 19 novembre 2011, in occasione di “Giocando per le Vie del
Centro” (giornate dedicate alle famiglie con diversi intrattenimenti per i bambini e ghiottonerie) offerte dai Commercianti del Centro Storico CNN.
Basterà presentare l’apposita tesserina distribuita dai negozianti per prenotare una
postazione di laboratorio, animato dai nostri esperti e resi disponibili grazie anche alla
collaborazione de “L’Ecolaboratorio di Lu”, Centro Studi AREA con la sua AREA KIDS e
Ceramiche Saturnia, i quali forniranno supporto tecnico ed i materiali necessari.
E’ un’occasione speciale per tutti!
In questo numero vogliamo evidenziare la componente “in rosa” del Groupe in Art e’
nelle persone di Rita Romagnoli (pittura su pietra e decori), Carla Vaccarelli che espone ceramiche e quadri con tecniche
miste e Luisa Agostinelli ecoartista e creatrice di accessori in porcellana sintetica per alta sartoria.
Vi ricordiamo che anche presso la mostra collettiva potrete trovare i vecchi ed i nuovi numeri di Campo de ‘ fiori, nonché sottoscrivere l’abbonamento per i prossimi numeri.
Vi suggeriamo di regalarVi e di regalare un abbonamento, un cadeau orginale da mettere sotto l’albero del prossimo
Natale…!
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Campo de’ fiori
Civita Castellana, a proposito di sabato 8 ottobre.
Giocando per le vie del centro
storico: “L’unione fa la forza”
E
’ proprio vero che i vecchi detti hanno sempre ragione. Come per
magia davanti ad una vera esigenza, ma soprattutto di fronte alla
grande voglia di sentirci nuovamente cittadini del ostro paese ci
uniamo per affrontare i problemi. Progetti, iniziative e fatti hanno reso
possibile l’impossibile. Eravamo partiti in pochi e siamo arrivati in tanti,
precisamente cinquanta commercianti, insieme “pacificamente” , senza
urla ed insulti, tutti d’accordo per lo stesso obiettivo: far tornare a battere il cuore di Civita Castellana.
...
Sabato 8 ottobre. La prima prova giocando per le vie del centro storico:
una giornata meravigliosa fatta di giochi, divertimento, risate, allegria e
salutari chiacchiere che hanno fatto da contorno ad una festa bellissima.
Bambini che girano da soli per le vie del centro, mentre i genitori fanno
compere, si prendono un caffè o più semplicemente seduti alle panchine
della piazza conversano come i vecchi tempi…
Lunedì 10 ottobre. E’ mattina, ho aperto da poco e sono già stato invaso di telefonate, applausi, applausi, applausi e ringraziamenti di ogni tipo.
Ci siamo riusciti tutti insieme per un pomeriggio abbiamo fatto respirare l’unica e meravigliosa aria, quella del nostro paese, “l’aria di
Civita Castellana”.
GRAZIE A TUTTI
La soluzione ai nostri problemi è più vicina di quanto sembri: SIAMO NOI STESSI!
TORNATE PER LE VIE DEL VOSTRO PAESE…
Un commerciante del centro storico
Cogliamo l’occasione, pubblicando alcuni stralci di questa lettera iniataci in redazione, per ricordare a tutti i nostri lettori che, dopo il successo di questa prima esperienza, l’evento verrà riproposto dai commercianti del centro storico di
Civita Castellana, sabato 19 Novembre. Non mancate!
fOTO & Foto
Il contrasto tra la bellezza ed il fascino del centro storico
e la desolazione ed il degrado delle periferie è evidente
Civita Castellana.
Zona industriale.
In quest’era post-industriale è
triste notare il totale abbandono
della rete stradale e dei suoi
corredi in questa zona, che per tanti anni
ha portato benessere alla nostra cittadina.
E’ vera la crisi, ma perchè tutta questa
incuria che dimostra quasi irriconoscenza?
Per risollevarsi bisognerebbe incominciare
anche da qui, altrimenti che impressione
possono avere quei pochi supersisti clienti che ancora apprezzano i nostri
prodotti ceramici di indiscussa qualità ?
Civita Castellana. Quartiere San Giovanni - Piazza del Bersagliere.
In attesa della raccolta differenziata, i cittadini stipano ostinatamente i rifiuti nei
pochi cassonetti a disposizione, ma lo spazio, come si può ben notare,
non è affatto sufficiente, tanto che i contenitori strapieni rimangono
perennemente aperti ed alcune buste finiscono inevitabilmente a terra.
Campo de’ fiori
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di
e
i
r
o
Le st x
Ma
Ornella Vanoni
Dopo gli esordi di artista ribelle e controcorrente, la grande carriera
...continua dal numero 85
Abbandonato il filone
della canzone-cronaca, come già detto,
Ornella Vanoni si
affaccia al mondo dei
cantautori, esordendovi con un quarantadi Sandro Anselmi
cinque giri che ripropone due brani composti da Gino Palo, Me
in tutto il mondo ed un altro pezzo sempre
scritto da lui, a quattro mani con
Giampiero Reverberi, Però ti voglio bene.
I due giovani artisti italiani si incontrano
all’interno della Ricordi, dove la Vanoni
chiede a Paoli un brano tutto per lei. Ecco
che, mentre si vocifera intanto di una loro
relazione segreta, il compositore genovese
regala alla cantante il brano Senza fine,
piuttosto controcorrente rispetto al
momento musicale che si sta vivendo,
proiettato molto verso il rock’n’roll. Ornella
è entusiasta del pezzo tanto da decidere
di inciderlo immediatamente, completando
il nuovo quarantacinque giri con Se qualcuno ti dirà , dove si esibisce al sax Luigi
Tenco. Senza fine ottiene subito un ottimo
riscontro commerciale, così che lo stesso
autore decide di interpretarlo ed inciderlo.
Ed è proprio questo “valzerone”, che permette alla Vanoni di essere accreditata tra
le voci portanti del miglior cantautorato,
ma nonostante questo si divide ancora tra
canzone e teatro in L’idiota di Marcel
Achard, La fidanzata del bersagliere di
Edoardo Anton, con il quale vince il Premio
Teatrale San Genesio. Appare anche in
televisione nel film Giardino d’inverno ed
al cinema in Romolo e Remo, diretto da
Sergio Corbucci ed interpretato da Steve
Reeves. Intanto incide Cercami di Enrico
Polito e subito dopo la Ricordi le affida il
tema dell’amore di Le piace Brahms? , film
prodotto e diretto da Anatole Litvak, con
Ingrid Bergam, tratto dall’omonimo bestseler di Franç oise Sagan. Il pezzo originale Say no more it’s good bye, viene tradotto da Leo Chiosso in Quando dormirai,
anche se il quarantacinque giri, essendo
legato alla colonna sonora
del film, viene stampato in
un numero esiguo di copie,
oltre che poco pubblicizzato. Lo scarso successo di
questo disco viene però
colmato dalle incisioni successive: Anche se ancora di
Paoli, Attento a te di Polito e
Migliacci, C’eri anche tu di
Reisman e Mogol e Ricorda,
ancora di Mogol e Donida.
Da questa produzione sofisticata emerge un brano
fuori le righe, versione
twist, Coccodrillo, ripreso,
sempre da Mogol, da una
produzione estera. Nello
stesso anno, 1963, è al teatro con la commedia di
Garinei
e
Giovannini,
Rugantino, musicata da
Trovajoli. Di lì a breve, le incisioni fortunate saranno ancora moltissime: Siamo
pagliacci; Poco sole, presentata ad Un
disco per l’estate ’64; Tu sì ‘na cosa grande, arrivata al primo posto al Festival di
Napoli del ’64 e cantata in coppia con l’autore, Modugno; Non dirmi niente di Burt
Bacharach, ripescata nel repertorio di
Dionne Warwick; Abbracciami forte, con la
quale partecipa per la prima volta al
Festival di Sanremo nel ’65; Io ti darò di
più , presentata al Sanremo dell’anno successivo; Caldo di Pino Donaggio, proposta
ad un Disco per l’estate; e La musica è
finita di Bindi e Califano, che al Sanremo
del ’67 la incorona definitivamente prima
donna della canzone italiana, come ancora
oggi, visti i tantissimi altri successi collezionati, è considerata.
Campo de’ fiori
45
Da Mosca a Sutri: Fabio Andreotti canta
per il Club Rotary Flaminia Romana
I fondi raccolti nella serata del 16 Dicembre saranno destinati all’Associazione “I ragazzi del
girasole”, ospiti del Centro socio educativo “Rosa Merlini Frezza” di Civita Castellana.
Il tenore romano al termine di
un
tour
in
Russia il 16
dicembre sarà
presente
alla
serata di gala,
organizzata dal
Club
Rotary
Flaminia
Romana, per una
raccolta fondi.
Nell’antica residenza del 1200
“La Torraccia”, alle porte di Sutri, il tenore
che i russi definiscono il “nuovo Pavarotti”
si esibirà su musiche scritte ed arrangiate
dal Maestro Pino Marcucci, autore prediletto da José Carreras. Una serata che si
preannuncia piena di sorprese, il cui
importo sarà devoluto a iniziative educative e sanitarie destinate a livello internazionale e a livello locale. Il Club, per
quest’anno, ha sposato tre progetti che
hanno valenza internazionale e locale. In
campo internazionale, l’azione è diretta ad
Il C.S.E. di Civita Castellana
CURIOSITA’
aiutare una comunità congolese. Il Congo
è un paese che da anni è dilaniato da
innumerevoli guerre e lotte. A farne le
spese sono sempre i più deboli e i bambini: molti sono i piccoli disadattati e mutilati dalle mine antiuomo. E’ a loro che il Club
Flaminia Romana rivolge la sua attenzione
finanziando un’associazione che strappa i
giovani dalla strada, li istruisce e insegna
loro un mestiere (falegnameria per i ragazzi e cucito per le ragazze). In campo locale l’attenzione è rivolta al territorio di
Civita Castellana, dove da anni esiste una
comunità diurna che si occupa di ragazzi
affetti da sindrome di Down e di altre gravi
patologie. Una struttura unica nel raggio di
chilometri che dà una mano concreta alle
loro famiglie e cerca di alleviare la sofferenza e il disagio di questi giovani che
altrimenti vivrebbero nell’emarginazione.
Qui disegnano, realizzano ceramiche, cucinano, guardano la tv e fanno anche sport.
Si è costituita recentemente l’associazione
“I ragazzi del girasole” voluta dai genitori
per poter essere più vicini ai loro figli. Ad
essa verranno devoluti i fondi della serata
perchè si possano acquistare i
materiali e le attrezzature
tanto necessarie ed utili alla
vita quotidiana che i ragazzi
svolgono all’interno della
struttura. Il terzo progetto è
sempre rivolto al territorio e
punta a fornire un servizio
essenziale e di vitale importanza nei luoghi altamente
Fabio Andreotti
frequentati. Negli ultimi anni, sempre più
vite sono state salvate grazie all’utilizzo
immediato di defibrillatori. L’intento del
Club è quello di acquistarne uno e donarlo alla Croce Rossa. <Tre “piccoli” progetti – si legge nella brochure di presentazione della serata _ ma come
diceva Madre Teresa di Calcutta:
“Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in
ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore”. Per
questo vi aspettiamo la sera del 16
dicembre: e vi assicuriamo che tutto
ciò che faremo sarà fatto con tutto
l’amore che c’è in ognuno di noi>.
Siamo diventati sette miliardi
1650 - Cinquecento milioni
1974 - Quattro miliardi
1804 - Un miliardo
1987 - Cinque miliardi
1927 - Due miliardi
1999 - Sei miliardi
1960 - Tre miliardi
2011 Sette miliardi
Nel 2025 diventeremo Otto miliardi - Nel 2050 saremo in Dieci milardi
La città più popolata del mondo è Tokio con 36,7 milioni di persone
Campo de’ fiori
46
ARGO & TOTO’
2 fratelli trovati e
salvati....già 1 anno fa!
Non hanno ancora trovato una casa,
sono bellissimi...:-(
Si possono adottare
anche separatamente.
Maschi Taglia medio/grande
3391123663
GIULIO per gli amanti della
razza Drahthaar di cui è un
bellissimo esemplare a pelo
duro. Giovane, nel pieno delle
forze, non può marcire in una
gabbia. Su, fatevi sotto: sta
cercando casa. E’ buonissimo
oltre che bellissimo! 3391123663
RINO, taglia medio/piccola a
pelo duro, intelligentissimo, un
po’ vagabondo e un po’ no, vorrebbe provare il calduccio per
tutta la sua giovane vita. Per
ora è in un box da prima dell’estate: facciamo presto!
3391123663
ZARA bella come il
sole...cerca una famiglia già
da un pò di tempo: non
facciamole trascorrere un
altro inverno in un box!
Per favore...
Taglia medio/grande.
Sterilizzata. Aspetta solo te!
3391123663
EMMA... 7 MESI...DA TRE CHIUSA IN
UN BOX A SCONTARE CHISSA’ QUALE
PENA... ATTRAVERSO LA RETE MI
GUARDI CON I TUOI OCCHIONI
GRANDI... VORREI POTERTI REGALARE
LA FELICITA’, COCCOLE, AMORE. EMMA
E’ UNA CUCCIOLONA,TG MEDIA, SI
TROVA A VITERBO,MA PER UNA BUONA ADOZIONE LA PORTIAMO
OVUNQUE. VERRA’ AFFIDATA VACCINATA E CHIPPATA. CONTROLLI
PRE/POST AFFIDO E FIRMA MODULO ADOZIONE.
RITA 339/1123663 Ass. Incrociamolezampe-Onlus
FLOR rimasto solo soletto in un box cerca
una casa e un padrone tutti suoi. Classico
meticcio che ha un po’ del cane da caccia
saprà ricambiare con la sua riconoscenza.
Taglia media contenuta, pelo raso, carattere
docile...è tuo se chiami il 3391123663.
LEO aspetta anche lui da un certo numero di
mesi di trovare una famiglia che gli voglia
bene. E’ stato trovato moribondo con uno
sparo di cartuccia sul muso: lo volevano far
fuori, ma la sua voglia di vivere è stata più
forte. Aiutatelo a superare questo trauma:
LEO cerca casa! 3391123663
SMARRITO!!!!! ATTENZIONE HELP: a tutti i
nostri contatti di VETRALLA (Viterbo)
Lazio SMARRITO PLUTO 3 mesi cucciolotto
tg piccola in data 4 novembre in Località
Cinelli. E’ soltanto un cucciolo! Chiamare
anche per soli avvistamenti e se potete
prendetelo....0761477827 Siamo disperati!
Non lasciare che il tuo cucciolo
vaghi solo nella notte
Campo de’ fiori
Oroscopo di Novembre
47
by Cosmo
ARIETE 21 Marzo - 20 Aprile
Questo novembre 2011 è
un mese in discesa in cui
raccogliere i frutti del
periodo
trascorso.
Dedicatevi a voi stessi e
chiudete al meglio le tante situazioni che
vi tenevano in ansia. Non perdetevi d’animo, le vostre mille risorse vi aiuteranno.
TORO 21 Aprile - 20 Maggio
Saranno tante le notizie
positive che vi sorprenderanno favorevolmente in
questo periodo. Vivete la
vostra vita sentimentale
più attivamente e non abbiate paura di
sentirvi coinvolti. Curate il corpo quando
ne avete tempo e fatelo divertendovi.
GEMELLI
21
Maggio-21
Un periodo con
poche sicurezze e tante
incognite. Potrete ricercare la causa di queste in voi
stessi. Non dimenticatevi
di ricambiare nel modo giusto chi vi è
stato a fianco e non trascurate gli amici.
Evitate il narcisimo.
CANCRO 22 Giugno - 2
Luglio Per i nati sotto a
questo segno dello zodiaco il periodo è positivo.
Non mettetevi a fare programmi che vadano troppo in là con il
tempo, ma concentratevi sulla quotidianità . Più sentimento nel vivere le vostre
giornate, non siate apatici.
Giugno
LEONE 23 Luglio - 22
Agosto Questo novembre
2011 è per voi nati sotto
al segno del lone, il periodo giusto per rimettersi in
gioco e competere per i
vostri scopi. Evitate le lotte contro i mulini
a vento, ma cogliete al meglio tutte le
buone occasioni che vi si prospettano.
VERGINE 23 Agosto - 22
Settembre Inizio del mese
di novembre sotto le
aspettative per voi della
vergine. In realtà questo
periodo porterà con sé
tante sorprese, ma dovrete saperle attendere nel momento giusto. Fine novembre
all’insegna delle emozioni.
BILANCIA 23 Settembre - 22 Ottobre Nulla
che possa stravolgere le
vostre abitudini e le
vostre aspettative in questo mese. Buona la stabilità e i progressi che state facendo in
amore: vi sapete fare apprezzare. Fatevi
sentire vicino alla vostra famiglia.
SCORPIONE 23 Ottobre 21 Novembre Un mese di
novembre fatto su misura per voi. Poca l’attività
sul lavoro, tanto attiva la
vita sociale: sapete essere intriganti ed interessanti più che mai,
sfruttate tutte le occasioni buone per
divertirvi.
SAGGITTARIO
22
No-
Tante
le cose da fare e gli eventi inaspettati di questo
mese. Non abbiate paura
di puntare in alto, e mantenete alta e costante la fiducia in voi stessi: così facendo i progressi e le soddisfazioni non mancheranno, anzi.
CAPRICORNO 21 Dicembre
- 19 Gennaio Un mese che vi
farà voltare lo sguardo
verso il passato, distogliendovi dalle giuste e
buone pianificazioni per il futuro e per il
presente. Non fatevi sfuggire le buone
occasioni a livello sentimentale, lavorate di
ottimismo.
ACQUARIO 20 Gennaio - 18
Febbraio Un periodo di passaggio in cui non esagerare
con scelte definitive, ma
che vedrà un consolidamento di una già buona
posizione. Cercate di puntare alla stabilità
e siate fieri di ciò per cui avete lottato e
avete ottenuto.
PESCI 19 Febbraio - 20
Marzo E’ questo novembre
2011 il periodo giusto per
cambiarvi in meglio e dare
una felice svolta al vostro
modo di essere. Svecchiatevi se ne avete
bisogno e siate pronti a cogliere il meglio di
tutto ciò che vi sta attorno. Siate meno
riflessivi
vembre - 20 Dicembre
ERRATA CORRIGE
Sul precedente numero di Campo de’ fiori (n. 85 - ottobre 2011), a pagina 29, è stato erroneamente riportate il nome di
Luciano Carenato, anzichè Luciano Caregnato. Ci scusiamo con il professore e con i lettori anche per eventuali altre
piccole imprecisioni.
48
Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
COMUNE DI TARQUINIA - Assessorato alla Cultura
MUSEO PARIGINO A ROMA in collaborazione con la AMBASCIATA DI FRANCIA IN ITALIA
e con il patrocinio del COMUNE DI GRENOBLE - COMUNE DI ILLIERS-COMBRAY
mostra
MONSIEUR PROUST, UN MITO
a 140 anni dalla nascita di Marcel Proust
a cura di Cesare Nissirio
TARQUINIA - Sala Grande della Biblioteca Comunale
Barriera San Giusto - 5 – 20 novembre 2011
Nell’ambito della sedicesima edizione della Manifestazione “A porte aperte. Un Museo nella città ”, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Tarquinia
ed il Museo Parigino a Roma con la collaborazione dell’Ambasciata di Francia in Italia e il patrocinio del Comune di Grenoble e del Comune di IlliersCombray (da dove provengono i Proust), propongono oggi una ricca mostra consacrata ad uno dei miti letterari del Novecento, Marcel Proust, a 140
anni dalla sua nascita. La data dell’apertura al pubblico va dal 5 al 20 novembre 2011, dalle 16,00 alle 19,00 tutti i giorni. Saggi, album fotografici,
numeri speciali di riviste, spettacoli, film, fiumi di parole hanno costellato l’universo proustiano per tutto il secolo scorso. Ci piace riproporre oggi alcune immagini di quell’universo, certi di fare cosa gradita al pubblico italiano, che potrà ammirarle nella prestigiosa Sala Grande della Biblioteca
Comunale di Tarquinia. Le immagini già da tempo appannaggio del Museo Parigino a Roma, arricchite recentemente di documenti d’epoca, di edizioni coeve alla produzione letteraria proustiana, di stampe e riviste illustrate, fotografie, manifesti, propongono questa interessante “rivisitazione” del
mondo proustiano. Una occasione ghiotta e dotta offerta da Cesare Nissirio, inorgoglito da alcune chicche della mostra: alcuni disegni di Lucien
Daudet, storico amico di Marcel, le foto d’epoca di personaggi e luoghi della vita dello scrittore francese, alcune copertine di riviste consacrategli nel
tempo e altre sorprese. Insomma quel profumo e quelle atmosfere affidate alla pagine ingiallite dal tempo, le sole capaci di offrire emozioni che sembravano ormai rintracciabili solo nella densa narrazione della “Recherche”. La mostra accoglie un centinaio di pannelli stracolmi di immagini dai primi
anni della sua vita a quelli conclusivi. Un affresco straordinario!
INFO POINT: 0766 849407 - BIBLIOTECA COMUNALE DI TARQUINIA: 0766 849224
MUSEO PARIGINO A ROMA: 06 44237261 – 347 2571655 – 333 5768914 (Cesare Nissirio)
Auditorium Parco della Musica di Roma - Sala Sinopoli
Domenica 20 novembre 2011 - Ore 19,30
COSIMO CINIERI e LA BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA
DI FINANZA
diretta dal M°LEONARDO LASERRA INGROSSO in
PIERINO E IL LUPO
Per la prima volta tradotta in versi e suonata da una
banda militare
testo teatrale in versi liberamente ispirato alla
favola musicale di Sergej Sergeevic Prokof’ev
GIORGIO WEISS - Pittore GIANCARLINO
BENEDETTI CORCOS
Videografica ALDO DI RUSSO (Unicity)
Movimenti coreografici PAOLA MAFFIOLETTI
ideazione e regia IRMA IMMACOLATA PALAZZO
Scenografia FABIANA DI MARCO
Costumi SABRINA CHIOCCHIO - Luci ANTONIO
GRAMBONE
Foto di scena DANIELE LANCI
Lo spettacolo PIERINO E IL LUPO ha ricevuto un premio di rappresentanza della Presidenza della Camera dei Deputati. In occasione della
Giornata Internazionale del Fanciullo, l’Auditorium Parco della Musica
di Roma ospiterà Pierino e il lupo, notissima fiaba musicale di Sergej
Sergeevic Prokof’ev che proprio quest’anno festeggia ben tre anniversari:
cade infatti il 75° anniversario della ‘prima’ rappresentazione, il 120° della nascita di Prokoviev ed il 25° della Foundation Prokofiev. L’iniziativa, concepita e fortemente voluta dalla regista Irma Immacolata Palazzo, intende sostenere
l’Unicef nel suo lavoro mondiale con i fanciulli ed in particolare nella campagna
IO COME TU (www.unicef.it/iocometu), gode del patrocinio del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di
Roma, Roma Capitale, in collaborazione con Biblioteche di Roma. Lo straordinario evento vedrà protagonista Cosimo Cinieri nella veste del narratore e la
Banda Musicale della Guardia di Finanza, diretta dal M° Leonardo Laserra
Ingrosso. Biglietti: prezzo unico 12 Euro - Gruppi: minimo 10 persone
- biglietto euro 8 - Gruppi scolaresche: minimo 10 persone (giovani)
biglietto euro 5 - Gruppi scolaresche:minimo 10 persone (adulti) euro 8
La compagnia Controcorrente
sarà in scena con una nuova esilarante
commedia:
NERDS
Testo e regia di
EMILIANO LUCCISANO
Interpreti: Claudio Cappotto,
Beatrice Conti, Emiliano
Luccisano, Ilary Artemisia Rossi, Simone Corda e
Alessio D’amico.
Musiche: Alessandro Lozzi
“Viviamo in una società virtuale, in cui le persone ignorano
completamente l’esistenza del ‘contatto umano’. Una società
fatta di fili, di contatti elettrici, di nomi fittizzi, di foto ritoccate, dove non viene più preso in considerazione il caldo
rassicurante di un abbraccio o l’energia positiva di una stretta di mano…”. Nerd è un termine della lingua inglese con
cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per lo
studio e la ricerca intellettuale (e talvolta un quoziente intellettivo superiore alla media), ma è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Cosa succede se due nerds si
innamorano???.. Aggiungete a questo i due bizzarri agenti
incaricati di addestrarli alla seduzione e l’esilarante coppia di
boss dell’agenzia di seduzione…e le risate sono assicurate!!!
DAL 6 AL 18 DICEMBRE AL TEATRO AGORA’
VIA DELLA PENITENZA 33- TRASTEVEREROMA - DAL MARTEDI AL SABATO ORE 21DOMENICA ORE 18- PREZZI: 15/ 12
INFO E PRENOTAZIONI: 348 3444071 [email protected] www.compagniacontrocorrente.it
Campo de’ fiori
49
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Bracciano e il suo Rinascimento con
“Dicembre alla Corte degli Orsini”
1-18 dicembre 2011, Bracciano (Roma)
Museo Civico - Assessorato alle Politiche Culturali del
Comune di Bracciano
Tra Paolo Giordano I e Isabella de’ Medici fu vero amore: i carteggi
dell’epoca lo confermano. Spettacoli, conferenze e concerti per fare
nuova luce sui rapporti della celebre coppia. Partirà il prossimo 1
dicembre a Bracciano la manifestazione “Dicembre alla corte degli
Orsini”, ideata ed organizzata dal locale Museo Civico, che prevede
conferenze, spettacoli e laboratori che illustreranno la vita e l’arte del
Cinquecento tra Bracciano, Roma e Firenze. La manifestazione ruota
attorno alle figure di Paolo Giordano I Orsini, duca di Bracciano, e di
sua moglie Isabella de’ Medici, figlia del granduca di Firenze Cosimo
I, vissuti nella seconda metà del XVI secolo. La storia ufficiale vuole
che Paolo, violento barone
romano, abbia ucciso Isabella
a causa dei suoi molti amanti, ma le centinaia di lettere
che i due si sono scambiati,
conservate nell’Archivio
Storico Capitolino di Roma,
raccontano un’altra storia e
testimoniano il loro profondo
amore, nato nonostante gli
interessi politici alla base del
loro matrimonio e durato
tutta la vita.
Dal 12 Novembre riprende la stagione
teatrale al Puff di Lando Fiorini
con lo spettacolo
“Lo Stivale in Mutande”.
Per informazioni e prenotazioni 06.5810721
Vi Aspettiamo!
Campo de’ fiori
50
La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Tanti auguri di buon compleanno a Daniele
Loiseaux che il 15 Dicembre compie 27 anni,
e a Marta Ricci che il 4 Dicembre compie 16
anni, da mamma, dalla zia Pina, con tanto
affetto e dai genitori, da nonno Alfredo e
nonna Mafalda, da Paolo e da Melania.
Tantissimi auguri
a Cristian Mechelli
Tantissimi auguri ad Adelmo di Fabrica di Roma
che il 10
e Venere che l’8 Ottobre
Novembre ha
hanno festeggiato 50 anni di
compiuto 5 anni,
matrimonio, da tutta la
da mamma Giusy,
vostra famiglia...
papà Diego, i nonni
Peppe, Viliana ed
Aurelia.
21 Ottobre…
il grande giorno è
arrivato!!!
Speciali auguri a
Marco Pegoraro
per i suoi 18 anni,
da mamma, papà e dalla sorella Martina.
23 NOVEMBRE 2011 Goditi
questo compleanno perchè non
sarai più così giovane, ma fai
attenzione perchè non sei mai
stata così vecchia prima
d’ora!!! Tanti auguri per i tuoi
51 anni dal tuo nipotino
Christian, Moira, Francesca,
Sandro, i cugini Maurizio,
Walter e laComare........!!!
Tanti auguri a
Sara Boccini
che compie
9 anni il 30
novembre, da
parte del
nonno Sandro.
Per una mamma così
speciale il nostro augurio
non poteva mancare…
Buon compleanno da
Martina, Marco e
Roberto.
Tanti auguri a
Michele Viviani che il
17 Novembre compie
37 anni, da parte di
mamma Aurelia,
Giusy, Diego e
Cristian.
Tanti auguri a Luigi Del
Priore (Gigetto) di
Civita Castellana che il
7 Novembre ha compiuto 92 anni, da tutta la
redazione di Campo de’
fiori!
Nella foto Gigetto ai
Campionati italiani veterani di atletica leggera.
Cesenatico, settembre
1991.
Campo de’ fiori
51
Il Calendario 2012
Anche quest’anno abbiamo deciso di realizzare un calendario per raccogliere fondi utili ai meno fortunati!
Lo scorso anno, infatti, il calendario di Campo de’ fiori, è stato regalato al centro socio educativo “Rosa Merlini Frezza”
di Civita Castellana. Con il ricavato delle offerte è stato possibile acquistare materiale per le diverse attività con le quali
vengono impegnati i nostri ragazzi speciali: il laboratorio grafico pittorico, quelli di ceramica e di cucina e le attrezza
ture utili per la palestra.
Una vera grande soddisfazione e gioia per noi, che abbiamo potuto concretamente fare qualcosa per loro.
Incentivati da questa soddisfazione, allora, quest’anno ci siamo riproposti l’iniziativa, indirizzando la nostra attenzione
ad un’altra associazione fattivamente operativa sul nostro territorio: l’A.T.A.M.O., dedita all’assistenza dei malati
oncologici. Dotata di automezzi attrezzati, svolge perciò, oltre all’assistenza in ospedale ed in istituti di cura, anche l’at
tività di trasporto degli ammalati.
Siamo certi che anche stavolta le offerte di tutti i nostri affezionatissimi lettori e di quanti vorranno contribuire, saran
no spese bene, a favore di chi ne ha davvero bisogno.
Legata alla realizzazione del calendario di Campo de’ fiori è il concorso 12 scatti per il 2012, le cui foto da voi invia
teci e scelte, andranno a raffigurare i dodici mesi dell’anno, portando la vostra arte fotografica in centinaia di case.
Vi ricordiamo che il termine ultimo utile a far pervenire presso la nostra redazione le vostre foto è il 20 Novembre! Ne
sono arrivate moltissime, continuate ad inviarcele!!!
52
Campo de’ fiori
L’angolo del poeta
Safira
Era una notte senza chiaro di luna,
quando la mamma ti prese per mano
e disse: “Andiamo, cara figlia mia”.
Per tanta gente pigiata sul gommone
Ti stringesti alla mamma, tu Safira
E, paurosa di quel vasto mare,
sulla spiaggia volevi ritornare.
“Rosso in Italia ti comprerò un vestito”.
Ti disse allor la mamma.
E la gioia brillò nel tuo sorriso.
E in quella notte più delle altre oscura,
clandestina partisti su quell’acque nere
che tornarono azzurre la mattina,
senza terra lontana, né vicina.
Per più giorni vedesti solo mare,
e volti grevi e sempre più spauriti.
Poi a tutti mancò e l’acqua e il pane.
A chi moriva era tomba il mare.
Ed in mare vedesti gettar la mamma tua,
mentre anche il tuo sguardo si moriva.
Roberto Marino
Quasi galeotto
Quanno d’estate scoppia la calura,
lavoro solamente la mattina.
Perché la notte porta la frescura
Sotto forma d’arietta palombina.
D’inverno invece, mejo doppopranzo.
Su’ tardi l’aria un po’ s’è stiepidita…
… presto fa scuto, smetto e c’ho davanzo
e all’osteria me faccio’ ‘na partita.
Nun movo paja autunno e primavera,
mejo nun lavora’ de ‘ste stagioni.
Vado a rubba’, me mettono in galera
E me passano pollo e peperoni.
Nun so so contento ma , tuttosommato,
m’adatto a vive in questa condizione,
quella di galeotto in precariato
aspettanno che arrivi la panzione.
Maria Del Priore - Settembre 2006
Ernesto Zuppante
Campo de’ fiori
Roma com’era
Roma. Anno 1882.
Una veduta del fiume Tevere prima della sua attuale sistemazione.
Particolare del ramo sinistro dell’Isola Tiberina, con il Ponte Fabricio Sopra-corrente.
Visita il nostro sito
www.campodefiori.biz
53
Campo de’ fiori
54
Album d
Campo de’ fiori
Civita Castellana.
Metà anni ‘60.
Da sx:
Roberto Dobboloni,
Giorgio Dobboloni,
Vincenzo Dobboloni
(“Cencetto de Bacchino”)
e Elisa Lancianesi
Civita Castellana.
! Maggio 1957.
Al Boschetto.
In piedi da sx:
Carlo Natili,
Renata Accettone,
Vittoria Madeddu,
Isotta Boccini,
Antonietta Casadidio.
In basso da sx: A
dostino D’Abbondanza,
Gabriele Molinari,
Angelo Massari,
Gino Galligani,
Vincenzo Frausilli.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
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dei ricordi
Campo de’ fiori
Ponzano Roanao - Verso il Soratte. 11 Febbraio 1972.
Da sx: Don Bruno Gagliardi, Lia Banditelli, Danila..., Mario Corteselli, Luisa Molinari, Domenico Fortuna, Sandro Verticchio.
1
2
Campo de’ fiori
Civita Castellana. Anno 1961, II elementare. Classe 1953.
Maestro Neri. 1. Alberto Gioacchini, 2. Ulderico Tuia, 3. Vasco Menichelli.
3
56
Campo de’ fiori
Album d
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma.
Anni 50.
Un bel gruppo di giovani.
Foto della Sig.ra
Carmelita Marinelli
Milano - 9 marzo 1941.
Bernardino Alessi, in piedi, e Carosi Paolo, seduto,
giovani miliziani in libera uscita.
Foto di Paolo Carosi.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. Anni ‘90.
In piedi da sx: Quinto Passini, Roberto Vannini, Elvio Mecarelli, Ivano Cencelli, ... Gambini, Fabio Valentini, Giuseppe Tirittera, Renato Surano, Paolo Mastrantoni.
In basso da sx: ...,..., Giulio Di Biagio, ...Iacurto, Piero Martani, ..., Terenzio Mecarelli.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
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dei ricordi
Carbognano. Anno 1929. Scuola elementare, classe terza.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
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Album d
dei ricordi
Campo de’ fiori
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Campo de’ fiori
Corchiano.
Primi anni ‘50.
Scampagnata
in occasione della
festa della
“Poggiata”.
Foto della
Sig.ra Milena Marconi.
Campo de’ fiori
Corchiano.
Anni ‘50.
I due fratelli
Luigi e Desiderio Agostini.
Foto della Sig.ra Maria Nardone.
60
Campo de’ fiori
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