Test capacità motorie funzionali

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Test capacità motorie funzionali
I.S.I.S.S. Morciano di Romagna - Centro Test Capacità Motorie - A.S. 2011/12 - c.m.
Test capacità motorie funzionali
Con il termine “capacità motorie funzionali” si intendono quelle fisiologiche qualità motorie che permettono, nella vita di relazione
quotidiana, un opportuno “funzionamento” del nostro sistema locomotore, cioè del sistema nervoso e degli apparati muscolare ed osteoarticolare.
Il nostro apparato osteo-articolare necessita di un’ampiezza di movimento adeguata, non esagerata o insufficiente e di un efficiente ed
equilibrato tono dei gruppi muscolari che eseguono azioni opposte e sinergiche.
Il principio fondamentale dei movimenti articolari, infatti, stabilisce che maggiore é la flessibilità minore é la stabilità e viceversa, per cui é
importante conservare un’appropriata armonia tra escursione articolare e tonicità muscolare, tale da consentire la miglior efficienza possibile.
A differenza delle prove di “capacità motorie condizionali e coordinative”, che servono a rilevare le prestazioni massimali dell’individuo, i test di
capacità motorie funzionali vanno alla ricerca di eventuali disarmonie, asimmetrie, squilibri e deficit funzionali dell’apparato artro-muscolare.
Pertanto, la valutazione di queste qualità permette di scoprire, per poter poi contrastare, tali eventuali “disfunzioni” muscolari ed articolari che
vanno a destabilizzare la postura.
La postura, sotto l’aspetto prettamente meccanico, è l’adattamento di ogni individuo all'ambiente fisico circostante; in altre parole, è il
sistema con cui reagiamo alla forza di gravità. Sotto il profilo psico-fisico ed emozionale, invece, è il personale modo di relazionarci con il
mondo esterno, comunicando più o meno coscientemente, attraverso i diversi atteggiamenti (posture), il nostro mondo interiore, il nostro
modo di essere, le nostre emozioni o ciò che vogliamo far apparire di esse. È abbastanza facile, per esempio, notare come individui
emotivamente tesi, spesso evidenzino retrazioni muscolari in vari distretti somatici.
Le retrazioni e/o gli squilibri muscolari non permettono una corretta postura, al contrario, instaurando una relazione impropria tra i vari
distretti corporei, determinano un aumento di tensione sulle strutture portanti che può, altresì, provocare dei danni (dolore, infortuni sportivi
ed in genere), condizionando anche regioni distanti dalla zona di disequilibrio.
È importante sottolineare che anche i giovani che praticano attività sportiva non sono immuni da scorretta funzionalità artro-muscolare; anzi, i
gesti ripetitivi propri di qualsiasi sport, spesso sono la causa che determina retrazioni e squilibri muscolari.
Per svolgere l’indagine sono state eseguiti:
•
Test per valutare la capacità di allungamento muscolare (test di retrazione muscolare); servono a verificare se la lunghezza di un
muscolo o di un gruppo muscolare, é nella norma.
•
Prove di forza muscolare per accertare la funzionalità dei muscoli (o dei gruppi muscolari) durante il movimento e/o la loro capacità di
fornire stabilità e sostegno alla struttura scheletrica.
•
Test per verificare la capacità di controllo neuro-muscolare di determinati movimenti strettamente connessi alla meccanica del rachide.
•
Prove per evidenziare algie della colonna vertebrale.
•
Test per controllare l’ampiezza di movimento di alcune principali articolazioni.
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Più in dettaglio, gli studenti hanno svolto la seguente batteria di 21 test per l’inquadramento funzionale artro-muscolare e
posturale:
Retrazione catena muscolare posteriore (C.M.P.)
Retrazione muscoli flessori dell’anca ed eventuale squilibrio tra gli stessi
Retrazione muscoli estensori dell’anca ed eventuale squilibrio tra gli stessi
Retrazione muscoli adduttori degli arti inferiori
Segno di Lasègue
Test di sollevamento della gamba estesa (SLR)
Test di flessione del busto
Manovra di Wasserman
Retrazione muscoli erettori del rachide
Forza muscoli estensori del rachide
Forza muscoli addominali (sit-up parziale: busto verso bacino)
Forza muscoli addominali (test di Kendall: controllo della lordosi lombare nella discesa degli arti inferiori verso il piano d’appoggio)
Retrazione muscoli quadricipiti femorali
Forza muscoli quadricipiti femorali
Controllo basculamento del bacino su piano antero-posteriore da decubito supino
Controllo basculamento del bacino su piano antero-posteriore da stazione eretta
Ritmo lombo-pelvico
Prova per tendenza a dorso curvo strutturato
Rapporto forza/flessibilità muscoli dorsali
Mobilità rachide in toto su piano sagittale da posizione quadrupedica
Mobilità spalle ed eventuale squilibrio tra le stesse
Test per evidenziare una eventuale sofferenza radicolare in zona lombare
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N.B.: ▪ Durante l’esecuzione dei test si sono adottate le possibili strategie per evitare le involontarie “azioni di compenso” dei
soggetti. Per esempio: nella misurazione in gradi della capacità di allungamento dei muscoli estensori dell’anca è indispensabile che il
bacino si trovi in retroversione, altrimenti, alla suddetta capacità, si andrebbero a sommare i gradi dovuti al movimento di
basculamento del bacino.
▪ L’attenzione a non forzare la naturale tensione muscolare è la “chiave” di tutte le prove che vanno alla ricerca di
eventuali retrazioni muscolari.
Per la valutazione dei test di capacità motoria funzionale i “valori di riferimento” sono tratti dalla rassegna della letteratura
scientifica.
Le verifiche sono state differenziate in base al tipo di prova:
Retrazione assente
Retrazione presente
Importante retrazione (ove è possibile quantificarne il parametro)
Iperflessibilità (ove è possibile quantificarne il parametro)
♦
Test di retrazione muscolare
♦
Test per verificare eventuali sofferenze radicolari
♦
Test di forza muscolare
♦
Controllo del basculamento antero-posteriore del bacino
Ottima o Buona (ove è possibile quantificarne il parametro)
Sufficiente
Da migliorare
♦ Mobilità articolare rachide ♦
Mobilità articolare spalla
Positivo
Negativo
Mobile
Leggera rigidità
Rigidità dorsale
Rigidità in toto
Ipermobile
Sufficiente
Da migliorare
Assolutamente da migliorare
Controlla il movimento
Non controlla il movimento o Controlla con difficoltà
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Nell’A.S. 2011/12 si sono sottoposti alle prove 68 studenti (39 ragazze e 29 ragazzi), delle 4e e 5e classi o di età ≥ 17 anni.
• A tutti coloro che hanno eseguito i test sono state consegnate le rispettive schede, con riportati i risultati dettagliati delle prove e sono stati
forniti suggerimenti per riequilibrare le eventuali capacità ritenute alterate.
• Per una valutazione più approfondita, per alcuni soggetti, sono stati eseguiti ulteriori test funzionali.
• In caso se ne rilevi la necessità, gli studenti sono invitati a recarsi dal proprio medico, per valutare l’eventuale necessità di uno specifico
controllo fisiatrico.
• I dati relativi alle prove di capacità funzionali rappresentano un valido strumento anche per il percorso didattico del progetto “Back School”.
I dati ed i grafici, riportati nelle pagine successive, prendono in considerazione i risultati di 1027 batterie di test, ognuna
composta di 21 prove, ottenuti da studenti di età ≥ 17 anni, che negli ultimi tredici anni scolastici hanno preso parte al progetto:
1027 studenti
490 ragazze
537 ragazzi
Di seguito vengono riportati:
I test con i relativi valori ed i risultati delle verifiche in percentuale.
Una scheda, come esempio delle schede consegnate agli studenti.
Le tabelle con i valori di riferimento delle capacità motorie funzionali.
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RETRAZIONE CATENA MUSCOLARE POSTERIORE
È il test iniziale della batteria di prove a carattere “funzionale”: da posizione seduta, con arti inferiori distesi e piedi a “martello”, distendere gli
arti superiori verso i piedi, senza forzare troppo la naturale tensione muscolare.
In realtà, entrando in gioco molte variabili (capacità di allungamento dei muscoli erettori spinali, ischio-crurali, gastrocnemio e soleo, lunghezza
degli arti), il test permette solo un primo veloce inquadramento del soggetto e può considerarsi significativo per orientarsi nelle modalità di
somministrazione delle altre prove.
In questo test l’ideale sarebbe raggiungere i piedi con le mani (cm. 0) senza difficoltà, avvertendo solamente una lieve tensione e senza che la
muscolatura permetta di andare eccessivamente oltre (iperflessibilità).
Si sono considerati i seguenti valori:
•
Retrazione assente: da 5 a -4 cm.
•
Retrazione presente: da -5 a -15 cm.
•
Importante retrazione: <-15 cm.
•
Iperflessibilità: da 6 a 15 cm.
•
Notevole iperflessibilità: > 15 cm.
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RETRAZIONE E SQUILIBRIO MUSCOLI FLESSORI DELL’ANCA
Nella postura eretta i flessori dell’anca tendono in basso ed in avanti il bacino, perciò il loro accorciamento produrrà una rotazione anteriore
pelvica, portando la zona lombare in iperlordosi.
La retrazione viene considerata presente secondo i seguenti valori funzionali:
•
•
Femmine: > 0 cm.
Maschi: ≥ 5 cm.
Oltre alla retrazione muscolare, è importante verificare l’esistenza di una diversa capacità di allungamento tra i muscoli di destra e di sinistra.
In questo test lo squilibrio viene valutato solo nei casi di retrazione muscolare:
squilibrio presente quando la differenza tra i flessori dell’anca dx.sx. è ≥5 cm.
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RETRAZIONE E SQUILIBRIO MUSCOLI ESTENSORI DELL’ANCA
Gli estensori dell’anca contribuiscono a stabilizzare il bacino sulla coscia ed agiscono contrapponendosi alla tensione dei flessori.
Il test: da posizione supina, viene esteso passivamente l’arto inferiore.
Valutazione funzionale in gradi:
• Retrazione assente: Femmine >80° - Maschi >70°
• Iperestensione: >95°
Si è verificata la presenza di eventuali squilibri tra i gruppi muscolari di destra e di sinistra, sia in assenza o presenza di retrazione che in
caso di iperestensibilità. Si è considerato lo squilibrio presente quando la differenza tra gli estensori dell’anca di destra e sinistra risulta ≥ 5°.
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RETRAZIONE DEI MUSCOLI ADDUTTORI DEGLI ARTI INFERIORI
Un accorciamento di questa muscolatura può essere responsabile della sindrome “retto-adduttoria”.
La verifica è stata effettuata con goniometro, valutando in gradi l’ampiezza articolare delle anche sul piano frontale: con rachide in autoallungamento, gli arti inferiori sono stati divaricati in modo passivo ed è stato misurato l’angolo al bacino.
Essendo svolta la verifica in modo passivo, si sono considerati i seguenti valori in gradi:
• Retrazione assente: angolo al bacino da >95° a 125°
• Retrazione presente: angolo al bacino ≤95°
• Iperflessibilità: angolo al bacino >125°
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TEST PER EVIDENZIARE EVENTUALI SOFFERENZE RADICOLARI
Si tratta di quattro prove che vanno alla ricerca di segnali neurologici che possono far presupporre sofferenze al rachide lombare.
Segno
di Lasègue
Test di sollevamento
della gamba estesa (SLR test)
Test di flessione
del tronco
Manovra
di Wasserman
se il test risulta positivo è
possibile una sofferenza
radicolare in L4 o L5 o S1
se positivo è possibile una
sofferenza radicolare
in L4 o L5 o S1
se positivo è possibile
una sofferenza radicolare
in L2 o L3 o L4
se positivo è possibile una
sofferenza radicolare
in L2 o L3 o L4
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RETRAZIONE MUSCOLI ERETTORI SPINALI
Occorre toccare le ginocchia con la fronte, il sacro deve essere a contatto del terreno.
▪ La retrazione è presente quando la distanza fronte-ginocchia supera 2 cm.
▪ Un’importante retrazione si ha quando la distanza fronte-ginocchia è > 15 cm.
In caso di retrazione muscolare si andrà a verificare se l’accorciamento muscolare riguardi l’intera porzione rachidea o una zona specifica di
essa.
Ovviamente, è fondamentale valutare se l’eventuale presenza di retrazione sia dovuta a cause morfologiche indipendenti dalla capacità testata.
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FORZA MUSCOLI ESTENSORI DEL RACHIDE
Da posizione prona, con piedi bloccati e mani incrociate a livello lombare, il soggetto iperestende il rachide e, di seguito, resiste ad un pressione
esercitata sul dorso.
Essendo una prova che sollecita in modo negativo le strutture della zona lombare, appena terminato il test, il soggetto viene invitato ad
assumere la postura di decompressione lombare.
La valutazione della forza prende in considerazione due possibilità:
• Buona: il soggetto iperestende il rachide e resiste alla pressione
esercitata.
• Sufficiente: il soggetto iperestende il rachide ma non resiste in
modo adeguato alla pressione esercitata.
Di norma la muscolatura antigravitaria è dotata di una buona forza.
Un risultato “sufficiente” può anche essere dovuto ad una scarsa mobilità rachidea.
Una forza insufficiente dei muscoli estensori spinali, invece, comprometterebbe diversi aspetti funzionali.
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FORZA MUSCOLI ADDOMINALI (sit-up parziale)
Nel test “sit-up parziale” la forza dei muscoli addominali dovrebbe consentire al soggetto di flettere il busto sul bacino di 30° circa, senza avere
i piedi ancorati e mantenendoli costantemente a contatto del piano di appoggio.
La valutazione di questo test viene considerata:
•
sufficiente, se l’azione è compiuta correttamente;
•
da migliorare, se l’azione non riesce.
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FORZA MUSCOLI ADDOMINALI (Kendall)
In questa prova il controllo degli addominali deve permettere di mantenere la zona lombare sempre a contatto del piano d’appoggio,
contrastando così la forza esercitata dal peso degli arti inferiori distesi che scendono verso il basso.
La valutazione della forza, rilevata in gradi, può essere:
• ottima: sino a 10°
• buona: da >10° a <30°
• sufficiente: da 30° a 45°
• da migliorare: >45°
È fondamentale ricordare che stiamo verificando le capacità motorie funzionali, quindi può accadere che, sebbene un soggetto
sia in possesso di una buona tonicità addominale, l’intervento di tale muscolatura non sia altrettanto efficace a svolgere
un’adeguata azione “stabilizzatrice”.
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RETRAZIONE E SQUILIBRIO MUSCOLI QUADRICIPITI FEMORALI
La prova si esegue da posizione prona e consiste nel portare il tallone a contatto del gluteo.
La retrazione è presente in caso di insuccesso.
Oltre a verificare un’eventuale insufficiente capacità di allungamento dei quadricipiti, nei soggetti con retrazione si è valutato anche un possibile
squilibrio tra gli stessi.
La quasi totalità delle retrazioni e degli squilibri muscolari dei quadricipiti femorali, evidenziati nel test, sono causati da traumi
pregressi a carico del ginocchio o da “specifici carichi di lavoro” per gli arti inferiori, a cui alcuni studenti-atleti si stanno
sottoponendo.
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FORZA MUSCOLI QUADRICIPITI FEMORALI
In questo test bisogna mantenere la posizione “seduta” con la colonna vertebrale allineata contro il muro e le braccia incrociate al petto; angoli
tronco-cosce e cosce-gambe a 90°.
Vista l’età dei soggetti la forza viene considerata:
•
sufficiente, se si riesce a mantenere la posizione per 60”
•
da migliorare, in caso contrario
Escluso un esiguo numero di ragazzi, la cui scarsa tonicità muscolare è causata da traumi precedenti a carico degli arti inferiori,
il test isometrico ha evidenziato la scarsa forza (in relazione all’età dei soggetti) di una percentuale significativa di studenti, ciò
è da relazionarsi ad un costante aumento di ipomotricità.
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CONTROLLO DEI MOVIMENTI DI BASCULAMENTO DEL BACINO
SU PIANO SAGITTALE DA POSIZIONE SUPINA
La capacità di controllare i muscoli che permettono i movimenti di “basculamento” del bacino è una qualità fondamentale per apprendere ed
integrare una corretta postura.
Infatti, essendo il bacino la base d’appoggio della colonna vertebrale, i suoi movimenti di antero-retroversione influiscono sulle curve sagittali
del rachide.
Il test consiste appunto nella capacità di controllare i movimenti di basculamento sagittale del bacino da decubito supino, quindi viene verificato
se il soggetto:
•
controlla i movimenti di basculamento del bacino
•
non controlla o controlla con difficoltà i movimenti di basculamento
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CONTROLLO DEI MOVIMENTI DI BASCULAMENTO DEL BACINO
SU PIANO SAGITTALE DA POSIZIONE ERETTA
La prova è identica alla precedente, ma in questo caso occorre controllare i movimenti di basculamento sagittale del bacino da posizione eretta;
aumentano leggermente le difficoltà.
Come sopra, viene verificato se il soggetto:
• controlla i movimenti di basculamento del bacino
• non controlla o controlla con difficoltà i movimenti di basculamento
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RITMO LOMBO-PELVICO
Per ritmo lombo-pelvico si intende la capacità che dovrebbe possedere il tratto lombare del rachide, in caso di flessione del busto, di modificare
la fisiologica lordosi e portarsi in cifosi.
Quindi il ritmo lombo-pelvico:
•
è conservato se nella flessione del busto il segmento lombare perde la curva lordotica e si cifotizza (norma);
•
in caso contrario il ritmo lombo-pelvico risulta alterato (cifotizzazione lombare assente); una probabile causa potrebbe essere la
retrazione del muscolo “quadrato dei lombi” (R.Q.L.).
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TENDENZA A DORSO CURVO STRUTTURATO
È importante distinguere un “dorso curvo strutturato” da un atteggiamento posturale con le spalle anteriorizzate ed il dorso curvo.
Il test serve appunto a differenziare i due casi, che hanno valenze e trattamenti diversi, per poter intervenire in modo idoneo.
Da posizione seduta con le mani alla nuca, il soggetto porta indietro i gomiti ed estende il rachide mantenendolo allineato; quindi si va ad
apprezzare se anche la zona dorsale risulta ben allineata.
La valutazione è semplice:
• assente: se non si verifica la presenza di cifosi dorsale
• presente: se, nonostante la posizione assunta, persiste la cifosi dorsale
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RAPPORTO FORZA/FLESSIBILITA’ MUSCOLI DORSALI
Un corretto equilibrio tra forza, capacità di allungare
la muscolatura e mobilità articolare è alla base di una
corretta funzione dorso-brachiale.
Il test consiste nel sollevare gli arti superiori distesi,
senza sollevare la fronte dal piano di appoggio, né
allontanare il bacino dai talloni.
La valutazione è la seguente:
4 = solleva entrambi gli arti superiori con fronte
appoggiata a terra
3 = solleva entrambi gli arti superiori ma stacca anche
leggermente la fronte
2 = solleva un solo arto superiore per volta
1 = non solleva le braccia
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MOBILITA’ RACHIDE SU PIANO SAGITTALE
La possibilità di verificare la mobilità sagittale del rachide, attraverso
opportuni “ancoraggi”, ci permette di aggiungere un importante
tassello per l’inquadramento posturale del soggetto.
Il test si esegue da posizione quadrupedica, iperflettendo ed
iperestendendo il rachide, il classico esercizio di “stiramento del gatto”.
La valutazione distingue cinque possibili condizioni del rachide:
• mobile
• leggera rigidità
• rigidità dorsale
•
•
rigidità in toto
ipermobile
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MOBILITA’ ARTICOLARE DELLE SPALLE E SQUILIBRIO
Grazie alla “stabilizzazione” del rachide sul
piano d’appoggio, con questo test si cerca di
isolare la capacità articolare del cingolo
scapolo-omerale.
In questo caso, facendo compiere agli arti
superiori un angolo di movimento di 90°, si
valuta la distanza dei processi stiloidei dal
piano di appoggio:
• Sufficiente: distanza = 0 cm.
•
•
Da migliorare: distanza = da >0 a 10 cm.
Assolutamente da migliorare: distanza > 10 cm.
La verifica dei casi di squilibrio è stata svolta nei soggetti che non riescono a raggiungere con i polsi il piano di appoggio.