lettera a ministro per glaxo novartis

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lettera a ministro per glaxo novartis
Siena, 22 Maggio 2014
All'Onorevole Ministro dello Sviluppo Economico
Dott.ssa Federica Guidi
Oggetto: GlaxoSmithKline - Novartis - richiesta di incontro
Onorevole Ministro,
come vicesindaco del Comune di Siena con delega allo sviluppo economico, smart city e società partecipate e anche come convinto sostenitore del progetto di profondo cambiamento del Paese che il Governo Renzi sta portando avanti con coraggio, Le scrivo per parlarle di una questione che a noi sta molto a cuore e
che contemporaneamente assume una valenza strategica nazionale: la permanenza in Italia della divisione vaccini (centro di ricerca e produzione) che costituisce un ramo d'azienda ceduto di recente dalla multinazionale Novartis ad una delle più importanti Big Pharma mondiali quale è GlaxoSmithKline.
So che Lei, come il Presidente Matteo Renzi, vede nel lavoro e nella crescita economica orientata all'innovazione e allo sviluppo sostenibile e responsabile l'obiettivo cui tendere con azioni a tutto campo: normative (semplificazione e massima efficienza della PA) e fiscali (riduzione del cuneo fiscale e dell'Irap, aumento
della tassazione sulle rendite finanziarie) tanto per cominciare. Per non parlare di tutto quello che serve per restituire credibilità, fiducia e attrattività per gli investimenti, che vanno incentivati anche grazie alla semplificazione burocratica ed amministrativa: per questo ci stiamo impegnando anche a livello locale
consapevoli, tuttavia, della necessità di interventi normativi di livello regionale e nazionale.
Le realtà produttive di Siena, città per tanti versi unica e conosciuta in tutto il mondo, sono molte.
Anzitutto, una grande azienda come la Banca Monte dei Paschi (terzo istituto bancario del Paese), da tempo impegnata in un grande sforzo di ristrutturazione e di rilancio che, oggi, anche con la ricapitalizzazione, con la definizione dei nuovi assetti azionari, con la messa in sicurezza del residuo patrimonio della Fondazione MPS
e con la prossima restituzione del prestito statale, speriamo possa delinearsi positivamente per la salute complessiva del sistema creditizio italiano e per il territorio di riferimento.
Vi sono, poi, altre realtà importanti che testimoniano il grande patrimonio di capitale umano e di istituzioni, come le nostre due Università, che continuano a contribuire a tenere altissima la qualità dei saperi e la qualificazione del lavoro.
In particolare, il rapporto tra scienza, sanità e industria è qui rappresentato, oltre che dal Policlinico Universitario, dalla presenza di un vero e proprio Polo delle scienze della vita che trova nella Fondazione Toscana Life Sciences un importante incubatore di imprese del settore.
Ma tra queste realtà d'eccellenza brilla anche un centro di ricerca e di produzione di livello mondiale qual è quello specializzato sui vaccini, sino a poche settimane fa di proprietà di NOVARTIS ed oggi passato, con un investimento consistente (circa 7 miliardi di dollari), nella titolarità di Glaxo-Smith-Kline Si tratta di
due siti industriali e di ricerca che occupano circa 2800 persone: di queste, ben 250 ricercatori costituiscono, come di recente affermato dal noto scienziato Rino Rappuoli, l'UNICO CENTRO DI RICERCHE specializzato sui vaccini in Italia. A Siena, dunque, vi sono 250 ricercatori specializzati sui batteri che stanno
già lavorando ai prodotti dei prossimi venti anni (tanti ce ne sono voluti per la ricerca, la messa in produzione e in commercio dell'unico vaccino al mondo contro la meningite B, il Bexsero). Anche dalla qualità del gruppo di Siena dipenderà la permanenza di questo importantissimo centro di ricerca e di produzione da
qui ai prossimi venti anni: fino ad ora questo è successo e certamente anche grazie all'ecosistema scientifico e culturale qui esistente (Università, Policlinico e Fondazione TLS). L'acquisizione da parte di Glaxo-Smith-Kline, prima Big Pharma di settore a livello globale, della divisione vaccini più innovativa di Novartis
(con esclusione dunque di quella del settore antinfluenzale) rappresenta un fatto nuovo di notevole rilievo che suscita nel contempo attese e speranze ma anche qualche timore.
Come sistema Paese dobbiamo essere in grado di cogliere questa sfida e questa opportunità con la massima attenzione. Mantenere in Italia un sito - l'unico esistente! - di ricerca e produzione in un settore così importante dal punto di vista industriale e sanitario è strategico. Non possiamo permetterci di perdere anche
questo pezzo di eccellenza italiana per l'importanza che esso riveste anche riguardo alla tutela del rischio pandemico. Ad oggi, questo centro fa dell'Italia un punto di riferimento a livello europeo e mondiale. Pochi giorni fa l'amministratore delegato di Glaxo Italia, a seguito di un incontro con il Presidente della
Regione Toscana Enrico Rossi, ha dichiarato che Glaxo-Smith-Kline crede e vuole investire nel sito senese acquisito da Novartis e noi confidiamo che queste affermazioni corrispondano alle linee strategiche di lungo termine della multinazionale.
Starà certo alle istituzioni locali continuare a porre in essere, come sempre hanno fatto, tutte le azioni tese a consolidare il rapporto tra azienda e territorio. Ma ancora più importanti saranno le azioni che il Governo, sia dal punto di vista relazionale con i vertici internazionali dell'azienda, sia sotto il profilo degli
investimenti in ricerca e sviluppo per questo settore, riuscirà a mettere in campo anche per resistere alla forte concorrenza di altri Paesi già in atto da tempo: basti pensare alle ingentissime risorse stanziate dagli USA e dal Regno Unito per l'insediamento, in quei Paesi, di siti produttivi sui vaccini antinfluenzali e non
solo. Una particolare attenzione, a tal proposito, dovrà essere riservata ai destini di quest'ultimo ramo, non oggetto della citata cessione tra Novartis e Glaxo-Smith-Kline, al fine di porre in essere tutto quanto possibile perché questo segmento di ricerca e produzione (l'antinfluenzale, appunto), la cui importanza
strategica per il nostro Paese è evidente, non lasci Siena e dunque l'Italia.
Per tutte queste considerazioni, mi permetto rispettosamente di chiedere alla S.V., così come farò con la Sua Illustre Collega Ministro della Salute, Dott.ssa Beatrice Lorenzin, una riflessione e possibilmente l'elaborazione di una strategia adeguata alla situazione, domandandole sin da ora la disponibilità ad un incontro
sul delicatissimo e importantissimo tema, con il coinvolgimento, se ritenuto opportuno, anche dei vertici della multinazionale. Sono certo che la sensibilità di tutto il governo sarà piena riguardo a questo come a tutti i casi che spingono al rilancio di una politica industriale del Paese che, invece, è in larga parte mancata
nei suoi obiettivi negli ultimi 40 anni, facendo sì, purtroppo, che i pezzi più importanti della nostra industria (dall'elettronica alla chimica, dall'aerospaziale all'automobilistico e alle telecomunicazioni) disegnassero quella che il titolo di un libro di un noto autore (Luciano Gallino) ha definito "la scomparsa dell'Italia
industriale".
La ringrazio moltissimo per l'attenzione che vorrà dedicare a questa mia ed in attesa di poterla incontrare, Le porgo i miei migliori saluti.
Prof. Avv. Fulvio Mancuso