Atto di indirizzo

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Atto di indirizzo
Dispositivo dell’ Atto del Consiglio comunale della città di Fermo del 23/11/2015 n° 42
OGGETTO: Indirizzi per locazione terreni di proprietà comunale per agricoltura sociale e riconversione al
biologico –
Ricordato che:
- a seguito del Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 1413 del 16 marzo 1989, al Comune di
Fermo sono stati trasferiti i beni dell’Opera Pia Brefotrofio, una istituzione assistenziale che fin dal 1341,
anno della sua fondazione, ha soccorso e sostenuto i ceti e le persone più deboli, in particolare l’infanzia
abbandonata;
- di tali beni è parte rilevante la tenuta agraria di Rocca Monte Varmine, donata nel 1417 da Matteo di
Buonconte, nobile fiorentino signore del feudo di Massa e proprietario dei beni del castello di Monte
Varmine, col preciso vincolo testamentario che fosse ad utilità dei “ poveri, deboli e vaganti senza sussidio”;
- le finalità sociali previste dal legato testamentario sono da considerarsi costitutive di tale patrimonio,
vincolanti ed irrinunciabili, e come tali sono richiamate dal suddetto decreto del Presidente della Giunta
Regione;
- sulla tenuta agraria insiste un significativo patrimonio edilizio, costituito di case coloniche con relativi
annessi e della Rocca medioevale, bene culturale di rilevante valore storico ed architettonico, identificativo
della specificità socio-economica della Valdaso e dell’intero Fermano;
- parte di tale patrimonio edilizio, non più utilizzato, è andato in degrado e la stessa Rocca è fruibile
limitatamente ad una sola ala restaurata mentre per la restante parte è inagibile;
- con Atto di Giunta Comunale del 18/08/2015 n. 124 si è stabilito che gli eventuali fondi che sarebbero
ritornati nel possesso dell’Amministrazione a seguito del mancato rinnovo, avrebbero potuto essere messi
a disposizione per l’avvio di un progetto di valorizzazione del complesso Rocca Montevarmine;
- Dato atto che tutti gli introiti finora percepiti a titolo di affitto nonché il ricavato delle vendite di alcuni
terreni di Rocca Monte Varmine sono stati destinati a finalità sociali, consentendo la realizzazione di opere
e interventi di grande valenza strategica, che altrimenti non sarebbe stato possibile realizzare;
Ricordato inoltre che:
- il Comune di Fermo è proprietario di un terreno di 12 ettari, una casa colonica e di un edificio a un piano (
nelle adiacenze della casa colonica ) in località Montepacini di Fermo ( via IX Febbraio s.n.c. ).
- detta proprietà venne concessa in comodato gratuito, per diversi anni, a partire dalla fine degli anni 80,
alla Comunità “Incontro” di Don Pierino Gelmini e successivamente , dal 2008, all’associazione “Aries”.
- Il 12 marzo del 2012 il Comune di Fermo è rientrato in possesso della proprietà, con l’intento di
promuovere progetti di agricoltura sociale e di inclusione di minori e giovani adulti disabili. In particolare
l’Amministrazione Comunale, in accordo con l’U.O. Disabili e i genitori dei giovani/adulti disabili del Centro
Socio Educativo Riabilitativo “San Giuliano”, ha individuato il sito quale possibile nuova e definitiva sede del
Centro, sulla base di un progetto incentrato sull’agricoltura sociale.
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- Nel giugno del 2012,in attesa del trasferimento definitivo del CSER “San Giuliano” e dei lavori di
sistemazione dell’edificio adiacente alla casa colonica, l’Assessorato ai Servizi Sociali e l’U.O. Disabili hanno
promosso, in collaborazione con la cooperativa sociale affidataria dei servizi di Educativa Territoriale e
alcune associazioni di volontariato e del terzo settore, un Centro Estivo in Campagna, un progetto di
agricoltura sociale, rivolto a minori e minori disabili dai 6 ai 14 anni, incentrato sull’educazione alla pari, le
attività dell’orto, sul rapporto con gli animali (pet therapy, ippoterapia, onodidattica, animali della fattora
ecc.), sui laboratori di creatività e sullo sport.
- Nel 2013 sono stati realizzati lavori di sistemazione dell’edificio adiacente alla casa colonica e della strada
di accesso e, nel contempo, venne acquisita la progettazione per i lavori di recupero della casa colonica, che
sarà la futura sede di una Fattoria Didattica.
- Dal gennaio 2014 l’edificio adiacente alla casa colonica è a tutti gli effetti la sede del Centro Socio
Educativo Riabilitativo ex “San Giuliano”, ora denominato “Montepacini”, che ha ottenuto l’autorizzazione
definitiva di cui alla L.R. 20/2002 (autorizzazione n. 29 dell’08.01.2014) sulla base di un progetto di
agricoltura sociale (Deliberazione G.C. n. 482 del 19.12.2013 “Centro Socio Educativo Riabilitativo – San
Giuliano – Carta dei servizi e progetto generale – Nuova denominazione del Centro in – Montepacini Approvazione”).
- Il progetto di agricoltura sociale, avviato con i giovani adulti disabili del Centro Socio Educativo
Riabilitativo “Montepacini”, sta avendo un riscontro molto positivo e che si sta evidenziando una
significativa valenza educativa e riabilitativa delle attività dell’orto, della cura degli animali, delle
manutenzioni, delle attività all’aria aperta e del rapporto con la natura, nel rispetto dei tempi di ognuno;
- Una ulteriore fase del progetto di agricoltura sociale prevede la locazione del terreno con un auspicabile
coinvolgimento dei genitori dei disabili
Considerato che:
- la crisi economica attuale, oltre ai bisogni delle persone svantaggiate per disabilità, marginalità e diversità
culturale, pone la disoccupazione come urgente problema sociale;
- l’agricoltura è un settore economico dove si aprono possibilità lavorative, specie per i giovani che
mostrano sempre di più interesse alle attività agricole;
- le direttive e i piani agricoli europei e regionali danno priorità e incentivano le agricolture biologiche ed
ecocompatibili, le filiere corte, le aziende multifunzionali, garanti della manutenzione del territorio, capaci
di trasformare i prodotti;
- nelle aziende agricole possono essere previste anche attività sociali volte all’accoglienza di soggetti
svantaggiati e in difficoltà e al loro inserimento nei processi produttivi;
- l’art 1 della legge 141/2015 precisa che per agricoltura sociale si intendono: “le attività esercitate dagli
imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, in forma singola o associata, e dalle
cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, nei limiti fissati dal comma 4 del presente
articolo, dirette a realizzare:
a) inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati, definiti ai sensi
dell'articolo 2, numeri 3) e 4), del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, di
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persone svantaggiate di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, e
di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
b) prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l'utilizzazione delle risorse
materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo
sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita
quotidiana;
c) prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative
finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti
interessati anche attraverso l'ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante;
d) progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché
alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche
riconosciute a livello regionale, quali iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di
persone indifficoltà sociale, fisica e psichica.
L’art 6 della predetta legge recita: “ 1. Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e
ospedaliere possono prevedere, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, quarto
periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, e successive modificazioni, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, criteri di priorità per
l'inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell'agricoltura sociale.
I comuni definiscono modalità idonee di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti
dall'agricoltura sociale nelle aree pubbliche ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
114, e successive modificazioni.
Nell'ambito delle operazioni di alienazione e locazione dei terreni demaniali agricoli e di quelli appartenenti
agli enti pubblici territoriali e non territoriali, di cui all'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, sono previsti
criteri di priorità per favorire l'insediamento e lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale..”
Puntualizzato altresì che gli attuali affittuari dei terreni di Rocca Monte Varmine
hanno aspettative meritevoli di tutela in quanto:
a) titolari del diritto di prelazione.
b) insediati da tempo con le loro famiglie nel territorio di Rocca Monte Varmine.
c) Proprietari di abitazioni che insistono sulla medesima area:
Ritenuto che:
- i terreni di proprietà comunale possano essere valorizzati anche con la locazione a soggetti che attuino
l’agricoltura sociale e la riconversione all’agricoltura biologica;
- il canone annuo possa essere calcolato modulandolo in relazione alla redditività dei terreni a seguito della
riconversione dall’agricoltura convenzionale a quella biologica
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- il canone annuo per la locazione possa essere oggetto di scomputo in termini di prestazione di servizi e/o
forniture di beni resi dall’affittuario al Comune;
Dato atto della necessità di coinvolgere gli attuali affittuari nel progetto di agricoltura sociale e
riconversione al biologico;
Dato atto che la legge 3 maggio 1982 ha fissato, fatta salva la possibilità di contratti in deroga, la durata
minima dei contratti agrari in 15 anni;
Evidenziato che la legislazione in materia agraria non fissa il termine massimo dei contratti e che pertanto
va applicato l’articolo 1573 del codice civile che fissa la durata massima delle locazioni in trenta anni;
Rilevato che, nell’epoca recente il Comune di Fermo ha concesso unicamente contratti in deroga con durata
limitata per periodi inferiori rispetto a quelli indicati dalla predetta legge;
Per quanto sopra esposto, si propone quanto segue:
Di conferire indirizzi alla Giunta Comunale di:
a) Avviare procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione degli operatori cui assegnare in locazione
fondi di proprietà comunale prevedendo, per i motivi di cui in narrativa che qui espressamente si
richiamano, che, ai sensi e per gli effetti della legge 141/2015, la locazione sia destinata agli imprenditori
agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, in forma singola o associata, e alle cooperative sociali di cui
alla legge 8 novembre 1991, n. 381 che riconvertano i terreni dall’agricoltura convenzionale a quella
biologica e che effettuino inserimenti socio-lavorativi di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati
nonché altre prestazioni e servizi come meglio individuati dalla legge 141/2015.
b) Esercitare la facoltà, in relazione alla destinazione dei fondi ad agricoltura sociale e riconversione
biologica , di fissare la durata del contratto di locazione da quindici anni ad un massimo di trenta anni.
c) Stabilire che il canone di locazione possa essere anche calcolato, modulandolo in relazione alla redditività
dei terreni a seguito della riconversione dall’agricoltura convenzionale a quella biologica e prevedendo
altresì la possibilità di scomputo in termini di prestazione di servizi e/o forniture di beni resi dall’affittuario
al Comune.
d) Stabilire che il mancato rispetto degli obiettivi di agricoltura sociale costituirà causa di risoluzione per
inadempimento da prevedere nei contratti di locazione.
e) Condividere con i soggetti interessati ed in particolare con gli agricoltori affittuari un piano agronomico di
agricoltura sostenibile a livello ambientale e sociale da realizzare gradualmente
Pareri espressi ai sensi dell'art. 49 D.Lgs. 18/08/2000 n. 267:
Fermo, 16/11/2015
Parere di regolarità tecnica: favorevole
Il dirigente del settore LL.PP. – Ambiente - Urbanistica
Dott. Alessandro Paccapelo
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Fermo, 16/11/2015
Visto di conformità dell'azione amministrativa
Il Segretario Generale
Dott.sa Serafina Camastra
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