ANNO 2 - N. 1 2009

Commenti

Transcript

ANNO 2 - N. 1 2009
Periodico quadrimestrale - Spedizione in abbonamento postale 45% - art. 2 comma 20/B legge 662/96 - Milano - In caso di mancata consegna restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa.
Anno 2
Gennaio-Aprile 2009
Editoriali
Riccarda Serri
Adele Sparavigna
Pucci Romano
Let’s meet
Ignazio Roberto Marino
Emanuele Bartoletti
Stefania Abenante
Mauro Castiglioni
Guido Maria Filippi
Alberto Massirone
Simona Giogilli
Marco Valussi
Elena Maria Rosella
Vivere, morire, curare
Ignazio Roberto Marino
Ecological and organic cosmetic
Stefania Abenante, Loredana Abenante, Marisa Boggian,
Giovanna Contaldi, Mario Zappaterra
EcodermoNews
Water pollution and the skin
Bibliographic survey by Adele Sparavigna
Editorial board
Editor
Riccarda Serri
Milan, Italy
Volume 2, 1/2009
Editors in Chief
Pucci Romano
Rome, Italy
Adele Sparavigna
Milan, Italy
Editoriali
Riccarda Serri pag. 3
Adele Sparavigna pag. 4
Pucci Romano pag. 5
Associate Editors
Jennifer Parish, Philadelphia, USA
Sergio Chimenti, Rome, Italy
Ketty Peris, L’Aquila, Italy
Helmut Kerl, Graz, Austria
Ignazio Marino, Rome, Italy
Ignazio Roberto Marino pag. 7
Emanuele Bartoletti pag. 8
Stefania Abenante pag. 9
Mauro Castiglioni pag. 10
Guido Maria Filippi pag. 11
Alberto Massirone pag. 12
Simona Giogilli pag. 13
Marco Valussi pag. 14
Elena Maria Rosella pag. 15
Scientific Board
Enzo Berardesca, Rome (Italy)
Umberto Borellini, Milan (Italy)
Giovanni Borroni, Pavia (Italy)
Lucia Brambilla, Milan (Italy)
Mauro Castiglioni, Milan (Italy)
Roberto Cavagna, Milan (Italy)
Leonardo Celleno, Rome (Italy)
Mauro Cervia, Milan (Italy)
Stefano De Filippi, Rome (Italy)
Antonino Di Pietro, Milan (Italy)
Piera Fileccia, Rome (Italy)
Guido Filippi, Rome (Italy)
Marco Fumagalli, Milan (Italy)
Carlo Alberto Bartoletti, Rome (Italy)
Emanuele Bartoletti, Rome (Italy)
Carlo Gelmetti, Milan (Italy)
Simona Giogilli, Milan (Italy)
Alberto Massirone, Milan (Italy)
Tiziana Parasassi, Rome (Italy)
Elena Rosella, Milan (Italy)
Aurora Tedeschi, Catania (Italy)
Marco Valussi, Milan (Italy)
Fabrizio Zago, Verona (Italy)
Mario Zappaterra, Ferrara (Italy)
Vivere, morire, curare
Ignazio Roberto Marino pag. 16
Ecological and organic cosmetic
Stefania Abenante, Loredana Abenante, Marisa Boggian,
Giovanna Contaldi, Mario Zappaterra pag. 17
Water pollution and the skin
Bibliographic survey
by Adele Sparavigna pag. 21
Direttore Responsabile Pietro Cazzola
Direttore Generale
Armando Mazzù
Direttore Marketing
Antonio Di Maio
Consulenza grafica
Piero Merlini
Registr. Tribunale di Milano in corso di registrazione
Scripta Manent s.n.c. Via Bassini, 41 - 20133 Milano
Tel. 0270608091/0270608060 - Fax 0270606917
E-mail: [email protected]
Abbonamento annuale (3 numeri) Euro 39,00
Pagamento: conto corrente postale n. 20350682
intestato a: Edizioni Scripta Manent s.n.c.,
via Bassini 41- 20133 Milano
Stampa: Arti Grafiche Bazzi, Milano
È vietata la riproduzione totale o parziale,
con qualsiasi mezzo, di articoli, illustrazioni
e fotografie senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.
L’Editore non risponde dell’opinione espressa
dagli Autori degli articoli.
Ai sensi della legge 675/96 è possibile in qualsiasi
momento opporsi all’invio della rivista
comunicando per iscritto la propria decisione a:
Edizioni Scripta Manent s.n.c.
Via Bassini, 41 - 20133 Milano
1
Editoriale
SKINECO, one year
of Dermo-Eco-Compatibility.
It is now essential that everybody takes his or her own responsibilities by
evaluating, studying and analyzing the interaction between skin/substances/environment and all the related connections.
These are the values of SKINECO, the first international Association of Ecologic Dermatology.
Founded one year ago, SKINECO has introduced a brand new approach to eco-compatibility: ecologic dermatology.
What does “Ecologic Dermatology” mean?
This is a new concept: we can take care of the planet by adopting ecologic alternatives, but real ecologic alternatives can come from science only.
SKINECO, starting from a professional and strong scientific know-how, and with a deep knowledge of
all the issues related to ecology and environment, can help Companies to plan and develop short-mid
and long term actions that will lead to a progressive improvement of their productive chain, towards an
effective sustainability.
When talking of sustainability, we need to be down-to earth: we cannot change the structure of a
Company in just one day, or one year, but we can commit to take progressive steps that on the midlong term will mean a real ecological alternative.
A cosmetic product should not be ecological only, it must be dermatologically functional, valid, effective, well tolerated by the skin and pleasant to use. “Friendly Chemistry”, and research can gradually
achieve this, thus overcoming the emotional and naive approach that is nowadays used.
SKINECO can support at 360 degrees all the “skin-eco”-friendly companies, who are ready to take
their own ecological responsibility, by analyzing the whole life-cycle of products from the formulation to
the production chain, to the interaction with the skin, to the final disposal.
SKINECO can review products, evaluating the environmental impact, and their interaction with the skin.
SKINECO can help promoting and supporting the study and development of formulations attentive to
the environment, considering the human being as the most important form of “environment”.
To be a partner of SKINECO means a clear, recognizable and positive statement towards consumers.
And means to recognize the new, scientific and technical Dermo-Eco-Compatibility field.
A field created by dermatologists and scientists, that gives major attention to knowledge, to the skin
needs, ad to the progressive improvements of anything comes in contact and is related with our skin.
Riccarda Serri
Presidente SKINECO
3
Editoriale
Un Journal riconosciuto
a livello internazionale.
Sono riconoscente a quanti, tra Colleghi ed Amici che hanno ricevuto il primo numero del “Journal of Ecologic Dermatology” non ci hanno fatto mancare il loro apprezzamento ed il
loro sostegno. E sono orgogliosa di comunicare che solo dopo la prima uscita, l’Organo Ufficiale
di SKINECO ha ottenuto il suo primo riconoscimento internazionale: il Consiglio Nazionale delle
Ricerche, CNR, ha assegnato alla rivista l'ISSN (2035-9543) tale codice identifica la rivista in tutte le biblioteche scientifiche internazionali. Una specie di record! Come editor in chief, nutro delle aspirazioni che spero
possano essere condivise da tutti quanti collaborano a questo progetto: vorrei che fosse sempre più una
rivista di apprezzabile qualità scientifica, innovativa non solo per i suoi originali contenuti ma anche per il
modo di porli. Una rivista culturalmente "aperta". Aperta al lessico informatico, a contenuti "emozionali",
ad altre branche scientifiche (oltre i confini della dermatologia anche se costantemente riferita ad essa), alla
comunicazione mediatica (facendo in modo che si parli della nostra rivista anche al di fuori del mondo scientifico). Inoltre, che abbia una struttura organizzata e coerente. In questo secondo numero del Journal incontreremo altri membri di SKINECO che ci esporranno le motivazioni della loro adesione ed i dati salienti del
loro curriculum professionale. Un appuntamento, quello di “Let’s meet” che abbiamo intenzione di far proseguire anche nei prossimi numeri. Una sorta di “Facebook” della comunicazione scientifica, che ci consenta
di conoscerci in maniera informale e forse più efficace. L’articolo sui cosmetici naturali, ci chiarirà le differenze esistenti tra prodotti organici, biologici ed ecologici. La rubrica Ecodermonews si ispira all’estate in
arrivo: tempo di vacanza, tempo di mare. Ma qual è lo stato di salute dei mari, degli oceani e, soprattutto,
del Mediterraneo? Sembra che sia pessimo. Da una ricerca eseguita da Greenpeace emerge che gli oceani del pianeta sono tutti inquinati: “ospitano”, nel complesso, 6 milioni e 500 mila tonnellate di involucri di
plastica, che non si dileguerà dagli ecosistemi marini prima di 450 anni.
Il Mediterraneo è particolarmente inquinato: giocano, a suo sfavore, il fatto di essere un mare chiuso (e quindi il difficile ricambio d’acqua con l’oceano Atlantico) e l’altissima presenza umana sulle coste.
Parliamo di inquinamento delle acque ma soprattutto dell’impatto delle acque inquinate sulla pelle: la contaminazione chimica e la possibilità che tali sostanze inquinanti penetrino attraverso la barriera cutanea, gli
effetti tossici e teratogeni di tali sostanze, la contaminazione microbica, il preoccupante effetto sulla pelle
delle acque di rubinetto.
Adele Sparavigna
Editor in Chief
Vicepresidente SKINECO
4
Editoriale
SKINECO compie un anno:
è tempo di bilanci.
L’entusiasmo, la serietà e la determinazione con la quale abbiamo abbracciato quest’idea e l’abbiamo convertita in realtà, sono senz’altro parametri solidi, le mura portanti, che
sostengono SKINECO. Mentre cercavo di mettere ordine tra le iniziative e i progetti che abbiamo
realizzato, mi sono resa conto che in un anno, abbiamo fatto tanto! Il 16 maggio 2008 eravamo
tutte e tre, a Milano, (Riccarda, Adele ed io) dal Notaio a sottoscrivere l’associazione.
In fretta e furia, da un fotografo sotto lo studio notarile, ci siamo fatte una foto tutte insieme,( che onestamente, non ci rende giustizia!) da inviare subito alla redazione della “Pelle”. Giorgio Bartolomucci aveva il
numero della rivista di settembre in uscita e voleva comunicare la nascita di SKINECO.
Poi, è stato tutto un fervore e un “fare”, compatibilmente col nostro già bel “daffare”, da Dermatologhe davvero impegnate. A giugno del 2008, eravamo già come Skineco, in galleria a Milano, per l’Ottagono,le giornate della salute. Personalmente mi ricordo il mio intervento: la gente incuriosita, girava intorno, alla pedana allestita per l’occasione. Si parlava di Ecomamme e di come si può contenere l’impatto ambientale controllando la Paidocosmesi, ascoltando i blog inerenti, acculturandoci sulle esigenze delle mamme che, forse
più di tutti, sentono pressante il problema della tutela ambientale. Nasce il concetto di
ECODERMOCOMPATIBILITÀ.
I temi da affrontare, sviluppare, segnalare, si moltiplicano in maniera quasi esponenziale: la
Ecodermocompatibilità accorpa in sé più concetti. L’interesse si dilata; intuiamo che la presenza nel nostro
comitato scientifico di personaggi alternativi al mondo medico e dermatologico (Chimici, Farmacisti,
Consumatori) è fondamentale per la sinergia necessaria a realizzare nuovi progetti.
A settembre 2008, SKINECO partecipa al Congresso di Termoli e al Festival della Salute di Viareggio.
In Ottobre 2008, siamo a Riccione, al Congresso ADOI.
Durante queste prime uscite, notiamo tra i nostri interlocutori, che pure ci hanno invitate ai loro incontri scientifici, un misto di curiosità, diffidenza, perplessità. Qualcuno, affettuosamente, ci fa notare che la nostra può
essere un’impresa pericolosa, potremmo essere poco gradite alle aziende… Ma queste sollecitazioni ci
fanno del bene! Aiutano a definirci, a capire chi siamo veramente in questa nuova identità scientifica, una
volta superato l’entusiasmo iniziale .
È infatti anche grazie a questi primi confronti, decisamente un po’ “ruvidi”, che abbiamo strutturato la nostra
realtà SKINECO.
Non ci siamo avvilite, né abbiamo cercato la comprensione a tutti i costi. Anzi.
Attraverso momenti anche di duro confronto interno, abbiamo dato il significato definitivo alla nostra asso-
5
Editoriale
ciazione: SKINECO è un’Associazione rigorosamente a carattere scientifico. Pertanto non fa testing, non si
pone in antagonismo con le Aziende, non si cristallizza in atteggiamenti integralisti.
SKINECO crede nell’alfabetizzazione del concetto di ECODERMOCOMPATIBILITÀ e intende diffonderlo.
Con queste poche ma solide certezze, affrontiamo a Milano, nel Novembre 2008, il primo Corso ECM per
Tecniche Nuove di Dermatologia Ecologica.
Nasce il JED, (Journal of Ecological Dermatology), grazie alla disponibilità di SCRIPTA MANENT.
Fin dal primo numero, otteniamo il codice ISSN, che identifica il JED in tutte le biblioteche scientifiche del
mondo. Adele ha lavorato in maniera precisa e impeccabile alla realizzazione della rivista.
Riccarda ed io abbiamo sfruttato tutte le nostre possibilità comunicative, proponendo e parlando di SKINECO ovunque e dovunque fosse possibile.
L’Espresso, La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, varie trasmissioni televisive, hanno scritto e
parlato di noi, come è riportato nella rassegna stampa del nostro sito.
Aprile 2009 è stato un mese intensissimo: abbiamo firmato un accordo con l’agenzia di comunicazione
medica GPAnet di Milano che intende promuovere SKINECO ed occuparsene per tutto quanto attiene alla
parte amministrativa, sito web, iscrizione soci e molte altre cose. Questa è una buona occasione per ringraziare Roberto Pietribiase e tutto lo staff di GPAnet per aver creduto nelle nostre potenzialità.
Sempre in Aprile 2009 abbiamo avuto uno spazio alla Winter Accademy, Pontresina, grazie alla disponibilità di Gino Vena, suscitando interesse, nuovi iscritti, attenzione accademica.
Sergio Chimenti ha accettato per l’Università di Tor Vergata, di farci realizzare il primo Master accademico
di ECODERMOCOMPATIBILITÀ. E di questo lo ringraziamo profondamente.
La nostra casella di posta è piena di messaggi e di richieste di adesione. Che dire? Nell’ordinare questo
concentrato di notizie relativo al nostro bilancio, mi sono un po’ commossa. Consentitemi un momento di
femminile romanticismo. È un’esperienza meravigliosa, anche se con difficoltà, con lentezza, con stanchezza,vedere il realizzarsi e concretizzarsi di un’idea. Poterla condividere con gli altri, intuire che è una scelta
giusta, pensare di migliorarla sempre più.
Approfitto ancora di questa opportunità, per ringraziare tutti i membri del comitato scientifico che aderendo
al nostro progetto, hanno dato la loro disponibilità a sostenere SKINECO e a farla crescere. Pertanto contiamo davvero in un pool dinamico e attivo che ci supporti, e non solo!
Un ultimo ringraziamento, forte e affettuoso, va a Simona Rivetta, che anche se in sordina, ha contribuito
tantissimo alla realizzazione di tutto ciò. Alla prossima!
Pucci Romano
Editor in Chief
Vicepresidente SKINECO
6
Ignazio Roberto Marino
"Sulla nostra pelle".
Ignazio Roberto Marino
nato a Genova il 10
marzo 1955, si è laureato
in Medicina e Chirurgia
con il massimo dei voti
e la lode il 30 ottobre
1979. Specialista in
Chirurgia Generale e
Vascolare, è stato, dal
1980 al 1990, assistente universitario
presso l'Istituto di Patologia Chirurgica,
dell’Università Cattolica (Policlinico A.
Gemelli, Roma), diretto dal Prof. Aureliano
Puglionisi. Nello stesso periodo, ha trascorso 4 anni nei più prestigiosi centri di trapianto del mondo: il Transplant Center della
University of Cambridge, diretto dal
Prof. Sir Roy Y. Calne ed il Pittsburgh
Transplantation Institute, diretto dal
Prof. Thomas E. Starzl.
Nel 1989 ha accettato una posizione universitaria presso la University of Pittsburgh
(Pittsburgh, PA, USA), dove è stato
Professore di Chirurgia. Al tempo stesso è
stato primario di una delle Divisioni del
Dipartimento di Chirurgia della University
of Pittsburgh Medical Center e Direttore
Associato del National Liver Transplant
Center del Veterans Affairs Medical Center
di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al Governo
degli Stati Uniti. Il Prof. Marino ha ricoperto
anche la carica di Direttore della European
Medical Division dell’University of
Pittsburgh Medical Center e di Direttore ed
Amministratore Delegato dell’Istituto
Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad
Alta Specializzazione, da lui fondato a
Palermo nel 1997 (una partnership tra
l’University of Pittsburgh Medical Center e
l’Italia). Dal 1999 al 2002 è stato uno dei 3
Consulenti scelti dal Ministro della Sanità
per la Consulta Tecnica Permanente del
Centro Nazionale per i Trapianti; negli stessi anni è stato membro del Centro
Regionale per i Trapianti della Regione
Siciliana. È stato anche uno dei 5 membri
del Centro Nazionale per i Trapianti istituito
con Decreto del Ministro della Sanità il 24
Febbraio 2000 in ottemperanza alla Legge
Quante volte abbiamo usato questa espressione per spiegare l'importanza di una scelta, il suo peso nella nostra vita.
Attraverso la pelle passa il mondo. E il modo in cui ce ne occupiamo.
Il nostro organo più esteso è una cartina di tornasole, utile a capire come e quanto
stiamo incidendo sul futuro del Pianeta.
Basti pensare alla composizione delle creme con cui idratiamo e nutriamo l'epidermide, ma anche ai fiumi di shampoo e detergenti per il corpo o ai detersivi con cui
laviamo i nostri abiti.
Per questo ho deciso di accettare l'invito a far parte dell'Editorial board di
"Ecological Dermatology", di cui condivido la mission ecologica e l'impegno a farsi
promotore di un nuovo approccio su salute e ambiente, improntato sempre su una
sorveglianza scientifica rigorosa.
Mi auguro che, anche grazie a questo contributo, possa sorgere un nuovo osservatorio scientifico che provveda ad analizzare e qualificare i componenti dei detergenti, spesso derivati da sostanze tutt'altro che innocue e senz'altro inquinanti.
Sono convinto che il percorso verso una "chimica amica" è possibile e che in tale
direzione il contributo di "Ecological Dermatology" possa essere determinante.
Buon lavoro!
n. 91 del 1 Aprile 1999. Dal novembre 2002
è Professore di Chirurgia presso la Thomas
Jefferson University di Philadelphia (PA,
USA), Università presso la quale sino al giugno 2004 ha ricoperto la carica di Direttore
della Divisione Trapianto di Fegato e
Chirurgia Epato-Biliare e dal luglio 2004
all’agosto 2006 ha ricoperto anche la carica
di Direttore della Divisione Trapianti
d’Organo e Chirurgia Epatobiliare.
Ha una casistica personale di oltre 650 trapianti ed è stato uno dei componenti del
team che ha eseguito, il 28 giugno 1992 ed
il 10 gennaio 1993, gli unici 2 xenotrapianti
di fegato da babbuino ad uomo della storia.
Nel periodo 1999-2002 ha eseguito la
prima serie di trapianti di fegato, sia da
donatore cadavere che da donatore vivente,
della Regione Siciliana. Nel luglio 2001 ha
eseguito il primo trapianto italiano in un
soggetto sieropositivo in terapia HAART.
Membro di 30 Società Scientifiche e socio
fondatore di 2, ha ricevuto 78 riconoscimenti nazionali ed internazionali;
è anche membro dell’Editorial Board di
Transplantation, Liver Transplantation, e di
altre 10 riviste scientifiche internazionali.
È autore di 635 pubblicazioni e di 3 libri
scientifici. Nel 2005 ha pubblicato un saggio per la collana “Le Vele” di Einaudi intito-
lato “Credere e curare” che tratta della professione di medico e dell’influsso che su
questo mestiere ha la fede, intesa anche
come credo religioso ma soprattutto come
passione, solidarietà ed empatia verso gli
altri esseri umani. Nel 2007 ha pubblicato
un saggio edito dalla Fondazione
Italianieuropei e intitolato “Sistema salute.
Analisi e prospettive per il futuro della
sanità italiana”. Nello stesso anno ha pubblicato per la collana “I Mestieri della
Scienza” di Zanichelli il libro “Idee per
diventare chirurgo dei trapianti. Una corsa
fra la vita e la morte”.
Dal gennaio 2005, è Presidente
dell’Organizzazione Internazionale non profit
Imagine (www.imagine.org), ONLUS che
opera nel campo della solidarietà internazionale con particolare attenzione alle
tematiche della salute.
Nell’aprile 2006 è stato eletto Senatore
della Repubblica e successivamente
Presidente della Commissione Igiene e
Sanità del Senato italiano durante la XV
legislatura. Nell’aprile 2008 è stato rieletto
Senatore della Repubblica (XVI legislatura) e
dall'8 ottobre 2008 è Presidente della
Commissione parlamentare d'Inchiesta
sull'Efficacia e l'Efficienza del Servizio
Sanitario Nazionale.
9
Emanuele Bartoletti
Medicina Estetica
e rispetto dell’ambiente.
Emanuele Bartoletti
è nato a Roma il 27
giugno 1966. Nel
1990 si è laureato in
Medicina e Chirurgia
presso l'Università di
Roma "La Sapienza",
con la votazione di
110/110 e lode con
Tesi in Chirurgia Plastica. Nel 1994 Consegue Diploma di Perfezionamento
alla Scuola Internazionale di Medicina
Estetica della Fondazione Internazionale
Fatebenefratelli, in Roma. Nel 1995 consegue Diploma di Specializzazione in
Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso
la Scuola di Specializzazione in
Chirurgia Plastica, Ricostruttiva e
Estetica, dall'Università di Roma "La
Sapienza". Nel 1996 consegue Diploma
di Perfezionamento in Chirurgia Plastica
Estetica presso l’Università degli Studi
di Pavia. Nel 1997 consegue Diploma di
Perfezionamento in Medicina Estetica
presso l’Università degli Studi di Pavia.
Dal 1990 è Iscritto alla Società Italiana
di Medicina Estetica come Socio
Ordinario.
Dal 1993 ad oggi è membro del
Comitato Scientifico del Congresso
annuale della Società Italiana di
Medicina Estetica. Dal 1996 Socio
Ordinario della Società Italiana di
Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed
Estetica. Dal 1996 è docente alla Scuola
Internazionale di Medicina Estetica della
Fondazione Internazionale
Fatebenefratelli di Roma. Docente in
numerosi corsi nazionali ed internazionali: Corso di Base di Medicina Estetica
organizzato dalla Società Polacca di
Medicina Estetica in collaborazione con
il Centro Medico di Formazione post
laurea (Varsavia), Master Universitario in
Medicina Estetica presso la Universidad
de las Islas Baleares;
Corso di Perfezionamento in Medicina
Estetica dell’Università degli Studi di
Pavia; Master di II livello in Medicina
Estetica e Chirurgia Estetica
10
Il rispetto dell’ambiente nei nostri gesti quotidiani non è più una
moda. È una necessità.
Dalla raccolta differenziata dei rifiuti, all’utilizzo di carta riciclata, all’accortezza nell’utilizzo di energie non eco-compatibili, al rispetto della natura
nella formulazione di cosmetici.
Tutto questo, rispecchia oltre alla mission dell’Associazione SKINECO,
anche un modo di vivere che mi coinvolge pienamente. E spero che la
Società Italiana di Medicina Estetica nel futuro, ormai praticamente presente, interessandosi tutti i giorni di cosmetologia, di pelle e di principi attivi, riesca attraverso la divulgazione di questi principi, a sensibilizzare tutti i propri
soci alla condivisione del messaggio che SKINECO promuove con tanta
attenzione e attualità.
È quindi con immenso piacere che aderisco a questa associazione, che mi
troverà a fianco in tutte le iniziative che serviranno a promuovere il rispetto
dell’ambiente nel nostro campo d’azione.
dell’Università di S. Marino. Dal 2003 fa
parte del Comitato Scientifico per l’uso
in Italia della tossina botulinica di tipo A
in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed
Estetica. Dal 2006 è Vice Direttore della
Scuola Internazionale di Medicina
Estetica della Fondazione Internazionale
Fatebenefratelli di Roma. Dal 2007 è
Segretario Generale della Società Italiana
di Medicina Estetica. Professore a
Contratto di Medicina estetica presso
l’Università di S. Marino per il Master di
II livello in Medicina Estetica e Chirurgia
Estetica. Professore a contratto di
Medicina Estetica presso la Scuola di
Specializzazione di Chirurgia Plastica
Ricostruttiva ed Estetica dell'Università
de L'Aquila. Dal Febbraio 2009 è
Direttore Scientifico del Servizi
Ambulatoriale di Medicina Estetica
dell’Ospedale S. Giovanni Calibita
Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma.
Autore di numerose pubblicazioni sui
temi di Medicina e Chirurgia Estetica su
riviste scientifiche italiane e straniere e
numerose presentazioni a Congressi
Nazionali e Internazionali sui temi di
Medicina e Chirurgia Estetica sia come
Relatore, sia come Invited Speaker.
È Autore del testo “Tossina Botulinica in
Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed
Estetica”, edito da Elsevier Italia.
Stefania Abenante
Perché partecipare a SKINECO?
Perché sono sempre stata un’idealista e una sognatrice e mi piace
pensare che semplici gesti quotidiani “collettivi” possano davvero cambiare
le cose.
Partecipare a SKINECO per me significa poter dare il mio contributo personale, come madre e consumatore attento, e professionale, come biologo e cosmetologo, a chi ha fatto propri gli ideali di sviluppo equo-solidale e
produzione ecocompatibile, a chi ha messo al primo posto il rispetto per
l’Uomo e per l’Ambiente soprattutto in un settore come quello della
Cosmesi dove spesso la logica dell’apparire fa dimenticare l’essenza delle
cose.
La mia esperienza nel settore cosmetico mi ha fatto capire, purtroppo, che
spesso le leggi ci sono ma non c’è chi le fa rispettare, che non importa la
qualità del prodotto perché il fatturato viene prima di tutto, che più della
salute del consumatore e dell’ambiente interessa abbattere i costi di produzione.
Poter collaborare con chi non la pensa così è per me motivo di grande interesse, mi “stuzzica” professionalmente e mi soddisfa umanamente!
Stefania Abenante,
nata a Potenza nel 1970,
si laurea nel 1996 in
Scienze Biologiche,
indirizzo FisiologicoBiochimico, presso
l'Università degli Studi di
Ferrara, con la votazione di
110/110 con lode.
Nel 2004 consegue il diploma di specializzazione in Scienza e Tecnologia Cosmetiche
presso l'Università degli Studi di Ferrara, con
lode, e tesi compilativa dal titolo “Cosmetici
Naturali - Sistemi di certificazione”.
Di professione cosmetologo, è anche docente presso diverse scuole professionali per
estetiste.
Tra gli argomenti pubblicati:
I sistemi di certificazione dei cosmetici naturali, Ecolabel Cosmetico, Cosmesi eco e bio,
Reazioni indesiderate ai prodotti cosmetici.
11
Mauro Castiglioni
Una nuova disciplina:
la Ecogalenica.
Mauro Castiglioni,
nato a Castelseprio (VA)
il 01.08.1962, si è laureato in Farmacia presso
l’Università di Milano nel
1986. Abilitato all'esercizio della Professione di
Farmacista dal 1986, ha
ricoperto la carica di
Presidente AGIFAR (Associazione Giovani
Farmacisti) dal 1992 al 1994.
È stato Segretario dell’Ordine Farmacisti
delle Province di Milano e Lodi dal 1999 al
2005. È Consigliere SIFAP (Società Italiana
Farmacisti Preparatori), collaboratore
scientifico di Panorama Cosmetico, NCF,
Kosmetica, docente alla Scuola di Medicina
Estetica "Agorà" Milano, docente alla Scuola
di Medicina Estetica della Società Medica
Polacca, Varsavia.
Relatore a diversi convegni di dermatologia,
farmacia e medicina estetica nazionali ed
internazionali, ha partecipato in qualità di
rappresentante SIFAP a tavole rotonde sulla
Cosmesi in Farmacia (Exposalute - Multilab
Expo - Cosmofarma).
12
Ho accettato con entusiasmo e sono stato molto onorato quando
il Consiglio direttivo di SKINECO mi ha chiesto di partecipare a questo progetto, primo perché ritengo che questo possa rappresentare sicuramente il
futuro, secondo perché da Farmacista credo che il Mondo Eco possa trovare degli sbocchi molto interessanti in Farmacia.
Anche perché la Farmacia si sta sempre più evolvendo verso una Farmacia
dei “Servizi”, le esigenze della gente sono cambiate e l’attenzione verso
l’ambiente è sempre maggiore, di conseguenza la possibilità di consigliare,
di parlare e di proporre prodotti che siano Ecocompatibili sia con la cute
che con l’ambiente può rappresentare sicuramente un aspetto importante.
Ma cosa ci fa un Farmacista in mezzo a tutti questi dermatologi così importanti, e a questi Cosmetologi di fama internazionale? Bene secondo me, e
qui porto la mia decennale esperienza di Farmacista preparatore, si possono fare delle cose molto interessanti a partire da come la preparazione
galenica si può rivolgere a questo mondo andando a scoprire eccipienti e
veicoli nuovi “rivoluzionando” in parte la “vecchia” galenica e creando galenici sempre validi ma ECO.
Questa sarà la mia mission, cercherò di portarvi nell’affascinante mondo del
Preparato Magistrale rivisto e rivisitato in chiave ECO.
Un vecchio Maestro purtroppo scomparso, il Prof. Proserpio aveva coniato
un neologismo allora nuovo e interessante la NEOGALENICA, bene da oggi
noi lanceremo un nuovo termine l’ECOGALENICA.
Guido Maria Filippi
Un equilibrio tra noi
e ciò che ci circonda.
Sono professore associato di Fisiologia Umana presso la facoltà di
Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Il mio interesse scientifico si è sempre focalizzato sul controllo motorio, la mia materia di affiliazione, come ben si sa, studia i meccanismi di funzionamento del nostro organismo in condizioni normali, ovvero in assenza di malattia.
Tale disciplina non può che guardare con grande favore ad un’iniziativa quale
quella proposta da “SKINECO”. La pratica clinica è infatti quasi interamente
volta alla terapia, trascurando fortemente ciò che ha tanto contribuito a rendere dominante sul pianeta, in tutte le latitudini, la nostra specie: la straordinaria flessibilità ed efficacia del nostro stesso organismo.
La validità scientifica, medica e socioeconomica del potenziamento e della
valorizzazione dei nostri meccanismi fisiologici ci è offerta da quanto hanno
realizzato e quotidianamente realizzano i vaccini. Una procedura preventiva e
non terapeutica, destinata a potenziare le nostre difese immunitarie predisponendole ad una difesa efficace da specifiche aggressioni. I costi irrisori ed
i successi di tale strategia contrastano drammaticamente con quelli ottenibili
e riscontrabili quando le patologie sono ormai conclamate.
Il potenziamento dei nostri mezzi fisiologici, siano essi immunitari, o relativi alle
funzioni della cute o al mantenimento e allo sviluppo dei nostri mezzi motori
ritengo sia la chiave per una qualità di vita migliore, per avere costi sanitari
sostenibili anche da Paesi ed individui meno forniti.
Viviamo, al contrario, in ambienti e con abitudini di vita che danneggiano i
nostri sistemi di funzione, indebolendoli od anche demolendoli, situazione che
fa crescere la necessità, fino alla dipendenza, di terapie mediche, costose,
limitate nei successi e, comunque, successive alla malattia.
SKINECO si presenta come un’eccezione nel panorama medico, per altro
rilevando una diffusa esigenza di ritrovare un equilibrio tra noi e ciò che ci circonda. Ritengo infatti che SKINECO parta da ciò che è l’interfaccia naturale
tra il nostro organismo e la realtà esterna, la cute, cercando e promuovendo
le strade per un recupero delle sue funzioni naturali.
Tale ricerca e promozione non si pone pregiudizialmente in antagonismo con
la medicina, ma, partendo dalle conoscenze stesse della nostra medicina,
cerca sinergie con ciò che la natura ci ha fornito, selezionandolo nel corso
dell’evoluzione, potenziandolo attraverso vie quanto più possibile naturali.
Il mio appoggio a SKINECO deriva dunque primariamente dalla mia disciplina: lo studio e la conoscenza dei nostri meccanismi fisiologici per la prevenzione medica.
Guido Maria Filippi,
nato a Roma
il 4 Settembre del 1954,
si è laureato in Medicina
e Chirurgia con 110 e
lode presso l’Università
Cattolica di Roma.
Dopo la laurea si è iscritto alla facoltà di
Ingegneria di Roma seguendo i corsi e
sostenendo gli esami di base della facoltà,
allo scopo di acquisire mezzi più adeguati
alla ricerca.
Negli anni 1986-1987 ha lavorato presso il
Laboratoire de Neurophysiologie del
College de France a Parigi su problemi di
controllo motorio.
La sua attività scientifica si è concentrata
sempre sul controllo esercitato dal Sistema
Nervoso Centrale sul movimento e sulle
strutture muscolari, i suoi risultati sono
stati pubblicati su numerose riviste internazionali.
Negli ultimi anni ha collaborato e collabora
con numerosi centri universitari sulla possibilità di modificare in modo persistente il
controllo nervoso dei muscoli e del movimento attraverso sequenze di microstimoli
meccanici. Procedura applicabile sia su
soggetti sani, sia su soggetti in esito di
patologie neurologiche quali l’ictus, la sclerosi multipla o patologie ortopediche.
Attualmente Professore associato di
Fisiologia Umana presso l’università
Cattolica di Roma è titolare di 11 corsi di
insegnamento di fisiologia Umana.
15
Alberto Massirone
Un corretto ed equilibrato rispetto
della natura e dell’ambiente.
Alberto Massirone nasce
a Milano il 15/07/1946,
si laurea in Medicina e
Chirurgia all’Università di
Milano. È Professore a
contratto di Medicina
Estetica presso
l’Università degli Studi di
Milano, Medico Esperto e
Consulente in Medicina ad Indirizzo
Estetico ed in Scienza dell'Alimentazione.
Specializzato in Idrologia, Climatologia e
Talassoterapia all’Università di Milano, specializzato in Terapia Fisica e Riabilitativa
all’Università di Milano, svolge da oltre 25
anni la libera professione in Medicina
Estetica. Già Membro del Comitato
Scientifico del Centro di Ricerche di
Bioclimatologia Medica dell’Università di
Milano, ricopre la carica di Presidente di:
Agorà Associazione e Centro per l'aggiornamento medico; Agorà Società di
Medicina ad indirizzo Estetico; A.M.I.Est.
(Associazione Medici ad Indirizzo Estetico);
S.M.I.E.M. (Scuola Superiore PostUniversitaria di Medicina ad indirizzo
Estetico); Gruppo per lo studio e la diffusione della Laserterapia e Laserchirurgia;
A.M.I.I.T.T.F. (Associazione Medica Italiana
di Idroclimatologia, Talassologia e Terapia
Fisica (sez. Lombarda). Ricopre, inoltre, i
seguenti ruoli: Esperto del Ministero della
Salute per il Programma di ECM, Membro
della Commissione per l'Aggiornamento
Medico presso l'Ordine dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia
di Milano, Membro del gruppo di studio per
la Carbossiterapia - Università degli Studi
di Siena. È Membro Onorario ASSECE
(Associazione Europea di Chirurgia
Estetica), Socio A.D.I. (Associazione Italiana
di Dietetica e Nutrizione Clinica) e Socio
Onorario A.M.I.A. (Associazione Medici
Italiani Antiaging).
Docente di: Scuola Post-Universitaria di
Medicina ad Indirizzo Estetico di Milano dal
1986; Scuola Post-Universitaria di
Medicina Antiaging di Milano; Scuola PostUniversitaria di Laserterapia e
Laserchirurgia di Milano;
16
È stato per me un grande piacere aderire all’iniziativa delle instancabili e sempre creative Riccarda Serri ed Adele Sparavigna.
La mia vicinanza al mondo della cosmesi, della dermatologia e dell’ambiente
è data dalla mia professione che da tanti anni si è orientata alla medicina ad
indirizzo estetico, alla medicina termale e all’ambiente, condizioni ideali a condividerne gli obiettivi. La qualità di vita, la ricerca di un equilibrio tra aspetto
esteriore (l’estetica) e buona funzionalità interiore ha reso possibile in questi
ultimi decenni costruire un capitolo importante e fondamentale della medicina, quella che viene comunemente acquisita come medicina estetica e del
benessere, che non può essere banalizzata o tantomeno trascurata. Questo
importante e fondamentale settore della medicina non deve essere confuso
con la sola estetica, che sarebbe estremamente riduttivo, ma con quello sforzo medico di riequilibrare l’organismo, cercando di prevenire malattie, partendo dallo studio e dalla valutazione degli inestetismi, che sono segnali
importanti di invecchiamento, di disturbi alimentari, di posture scorrette, di
problematiche endocrinologiche, microcircolatorie, ecc. La medicina termale
che è una medicina che sfrutta le capacità che in natura sono diffuse, rispetta l’ambiente e si confronta e si potenzia con il clima, si inserisce molto bene
nella medicina del benessere, trasferendo tutte quelle competenze che dalla
specificità delle acque, dei fanghi, delle emanazioni dagli aspetti climatici, ci
vengono dal secolare patrimonio crenoclimatoterapico, e che è stato per
secoli un importante capitolo della nostra tradizionale medicina.
Oggi, il termalismo non ha perso minimamente quel significato terapeutico
che gli è stato incontrastato sino agli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ma si
pone a confronto con le nuove parametrazioni farmacologiche, suggerendo,
secondo la secolare esperienza possibilità terapeutiche nuove ed importanti,
che oggi si integrano in un nuovo capitolo, quello del benesere.
Anche nel campo della cosmesi, il mezzo termale ha raggiunto, grazie alle
proprietà farmacologiche naturali contenute nelle acque, un elemento di proposizione certamente non secondario ai più celebrati composti chimici.
È con questa tradizione e con il fascino di una nuova sfida che vedrà sicuramente vincenti gli organizzatori del Journal of Ecologic Dermatology, che mi
associo e che cercherò di portare qualche segmento della mia esperienza, nel
corretto ed equilibrato rispetto della natura e dell’ambiente.
Professore a contratto di Medicina
Estetica applicata alla Chirurgia Estetica
presso la Scuola di Specializzazione in
Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
dell'Università di Milano; Docente presso
l’Università degli Studi di Pavia - Master in
Medicina Estetica; Docente presso
l’Università degli Studi di Siena - Master
in Medicina Estetica; Docente presso
l’Università degli Studi di San Marino Master in Medicina e Chirurgia Estetica.
È altresì membro del Consiglio Scientifico
delle Terme di Salsomaggiore (PR), consulente scientifico Terme Bagno di Romagna
(FO), membro del comitato scientifico editoriale nazionale della rivista Kosmè (rivista di Cosmetologia Medica e Chirurgica Edizione Utet), membro del comitato
scientifico della rivista Antiaging, direttore
della rivista scientifica Agorà (Medicina
estetica, del Benessere e Qualità di vita),
membro del comitato scientifico della rivista scientifica Journal of Ecologic
Dermatology.
Simona Giogilli
Perché ho aderito a SKINECO?
Probabilmente perché mi permette di unire la mia ormai pluriennale esperienza professionale nel campo della cosmesi con le mie prime attività di laboratorio, quando analizzavo gli inquinanti atmosferici, acquatici e
la biodegradabilità delle sostanze.
Probabilmente perché sono arrivata alla conclusione che il prodotto cosmetico, come il detergente e il prodotto per la pulizia, devono essere ovviamente il più possibile gradevoli, realmente funzionali, ma sempre nel rispetto della salute di chi li utilizza e di chi li produce.
Effettivamente questo è molto, ma non basta più a definire un buon prodotto… il prodotto ormai deve essere a basso impatto ambientale, per il
rispetto che dobbiamo a noi stessi e alle future generazioni.
Tutto questo senza demonizzare la chimica ed il progresso tecnologico ai
quali a questo punto non potremmo più rinunciare…
Probabilmente ho aderito a SKINECO perchè mi piace soprattutto l’entusiasmo con cui ti viene chiesto di portare avanti queste ragioni…
Simona Giogilli è nata a
Milano il 13/4/1962.
Laurea in Scienze
Biologiche conseguita nel
1987 presso l’Università
degli Studi di Milano.
Esperienze lavorative:
Dal 1987 al 1989 supplente in materie scientifiche presso in scuola media inferiore e
superiore di Milano e provincia.
Dal 1989 al 1990 tecnico di laboratorio per
ricerca e sviluppo nuove formulazioni di prodotti cosmetici presso lo studio di consulenze cosmetiche ed industriali Dr. Luigi Rigano
- Milano
Dal 1990 al 1995 in qualità di biologo
responsabile del laboratorio per lo sviluppo
e l’esecuzione di valutazioni di prodotti
cosmetici presso la società ISPE Srl
(Institute of Skin and Product Evaluation) Milano. Dal 1995 al 1998 in qualità di
amministratore unico per la Società TEST
S.r.l. di Lodi e in qualità di biologo responsabile del laboratorio.
Dal 1998 presso la società R.Q.A. S.r.l.
(Rodano - Milano), in qualità di biologo
responsabile del laboratorio per verificare la
stabilità chimica, la purezza microbiologica,
la tollerabilità e l’efficacia di prodotti, di
detergenti domestici e di materie prime.
Dal 1990 collabora con la SICC (Società
Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche), in qualità di componente della
Commissione Affari Scientifici e dal 1993
come Membro del Consiglio Direttivo, per
l’organizzazione di giornate informative sulle
normative inerenti la formulazione e il controllo di prodotti cosmetici per tecnici del
settore. Dal 1994 al 2004 ha svolto nell’ambito del corso di Farmacologia e Tossicologia
inerente alla Scuola di Specializzazione in
Scienza e Tecnologia Cosmetiche della
Facoltà di Farmacia (Università degli Studi di
Milano) seminari sui metodi di valutazione
dei prodotti.
17
Marco Valussi
Coevoluzione ed ecologia.
Sono Marco Valussi, dopo
studi di forestale a Padova,
mi sono interessato all’utilizzo degli olii essenziali
nelle applicazioni topiche e
successivamente ho proseguito il percorso laureandomi in fitoterapia presso la
Middlesex University di
Londra. Dopo una iniziale attività clinica sono
ritornato in Italia e mi sono dedicato all’attività
di consulenza e di formazione nel campo della
fitoterapia.
Dal 1996 ad oggi ho pubblicato più di 80 articoli di divulgazione tecnico scientifica su argomenti legati al mondo delle piante medicinali
e delle loro applicazioni, ed ho collaborato con
Fabrizio Zago nell’apportare alcune aggiunte
al suo Biodizionario, in particolare riguardo ai
profili tossicologici e/o di qualità di alcuni
estratti vegetali utilizzati in cosmesi e detergenza. Nel 2005 ho sviluppato un database
Open Access sulle piante medicinali
(www.infoerbe.it) e nel 2006 ho pubblicato un
testo sugli olii essenziali edito da Tecniche
Nuove. Lavoro come consulente per varie ONG
italiane e straniere in progetti sulle piante
medicinali nei paesi in via di sviluppo, e per
varie aziende che sviluppano integratori alimentari, salutistici e prodotti di cosmesi a
base vegetale. Dal 2003 tengo seminari su olii
essenziali ed estratti vegetali per i Corsi di
laurea in tecniche Erboristiche dell’Università
di Padova e di Pisa, e per il Master in Piante
Medicinali ed Aromatiche di Pisa
Nel 2006 sono intervenuto come relatore alla
conferenza sulla “Bioecocosmesi” presso
l’Università di Modena, per parlare del ruolo
dell’etnobotanica in cosmesi; nello stesso
anno sono stato invitato alla 12a Conferenza
Internazionale sul dolore (12th International
Pain Clinic) organizzata dalla World Society of
Pain Clinicians a Torino per parlare del ruolo
delle piante medicinali nella palliazione del
dolore. Nel 2007 ho tenuto un seminario su
olii essenziali ed aromaterapia alla European
Traditional Medicine Conference, presso Vinci,
ed uno presso la facoltà di Farmacia della
Bradford University, in Gran Bretagna, sullo
stesso argomento.
18
Sono arrivato al mondo della cosmesi per vie molto traverse, quasi
d’inciampo, quando qualche anno fà ho incontrato Fabrizio Zago ed ho osato
dare qualche opinione sui composti vegetali del suo Biodizionario, sia dal
punto di vista dei rischi di sensibilizzazione sia da quello della sostenibilità.
Come si dice, galeotto fu il forum e chi lo moderava, da allora mi è stato chiesto varie volte di dire la mia sulla funzionalità dei derivati vegetali in cosmesi e
dermatologia. Se all’inizio ero dubbioso di questo mio coinvolgimento, ho ben
presto trovato vari punti di contatto tra i miei interessi professionali e questo
ambito.
In particolare la mia collaborazione con SKINECO parte anche dalla condivisione dell’idea di un approccio responsabile e globale all’idea di ecologia (della
pelle e dell’ambiente), e da interessi specifici, come lo sviluppo di approcci
alternativi ad antiossidanti e conservanti nelle formulazioni cosmetiche, e a
formulazioni innovative rispetto ai processi di degenerazione cellulare. Sono
affascinato dalla possibilità di sviluppare prodotti contenenti molecole di origine vegetale perché sono convinto che la nostra lunga storia coevolutiva con
le piante abbia lasciato tracce nella nostra capacità di gestire meglio le molecole vegetali rispetto a molecole radicalmente nuove.
Proprio la coevoluzione che ci unisce tutti in una rete di interazioni fa si che in
genere i prodotti a base vegetale abbiano un minor impatto sull’ecologia della
nostra pelle ed anche sull’ecologia dei sistemi più ampi di cui facciamo parte.
D’altro canto l’assioma che vuole che il naturale sia per definizione non dannoso è chiaramente falso, ed anche in questo campo c’è bisogno di una valutazione attenta degli effetti sulla pelle e sull’ambiente dei vari prodotti, un altro
dei punti fondanti di SKINECO.
E per ultimo, ma non per importanza, sono impegnato a fare si che l’utilizzo
delle materie prime vegetali sia sempre rispettoso delle culture di provenienza
e della biodiversità.
Nel 2008 ho parlato del ruolo delle piante
medicinali nella terapia oncologica a
Merano nell’occasione del 5° Congresso
Internazionale di Medicina non
Convenzionale ed Oncologia
Nel 2009 sono stato invitato come relatore
alle giornate di studio organizzate
dall’Istituto Italiano Tumori, dal titolo
“Fitoterapia e integrazione alimentare nel
malato oncologico”, e dalla Scuola di
Specializzazione in Farmacologia delle
Università Lombarde per tenere una relazione sulla farmacocinetica delle sostanze
naturali.
Elena Maria Rosella
Infettivologia e SKINECO.
Perché un medico che si occupa di malattie infettive aderisce a
SKINECO?
Perché la pelle è la prima barriera contro la penetrazione degli agenti infettivi
nel nostro corpo e rappresenta un microecosistema il cui equilibrio ci protegge dall’ambiente circostante.
La prova di ciò è evidente, quando per qualunque motivo,un evento traumatico o una procedura medico-chirurgica, superando tale barriera, ci rende vulnerabile all’aggressione di germi patogeni,che a barriera cutanea integra, non
riescono a penetrare nel nostro corpo.
Quindi, comprendere che l’uomo che è in equilibrio con l’ambiente che lo circonda, significa comprendere, un aspetto cardine della prevenzione delle
malattie infettive. Del resto, le recenti acquisizioni sui biofilm batterici ci aiuta
a capire meglio questo aspetto.
I biofilm sono strutture complesse e organizzate consistenti in microcolonie
batteriche, circondate da una matrice esopolisaccaridica (slime), nella quale
sono scavati minuscoli canali d’acqua che si anastomizzano fra loro formando una sorta di sistema circolatorio primitivo. Grazie a questa struttura organizzata, i germi possono resistere agli antibiotici, che arrivano alla barriera ma
non riescono a penetrarla in quantità sufficiente; insomma i batteri hanno
inconsapevolmente elaborato una strategia per cui: “l’unione fa la forza!”
Per contro, una importante quota delle risorse economiche in sanità, viene
consumata per la prevenzione e il controllo delle infezioni ospedaliere,le
cosiddette “infezioni nosocomiali”, in cui l’ecosistema uomo/ambiente risulta
alterato. Proprio in queste condizioni, è acquisito che, la microflora ambientale, è diversa da ospedale ad ospedale e fra ospedale e territorio.
La vision di SKINECO quindi mi è molto congeniale, ed ecco perché aderisco
volentieri a questa associazione.
Rosella Elena Maria,
laureata nel 1984, specialista in malattie infettive
dall’88. Attualmente impegnata nel conseguimento
di un master in Nutrizione
Clinica presso l’Università
Politecnica delle Marche
della durata di due anni.
Decennale esperienza ospedaliera come
vice-primario di malattie infettive, successivamente dirigente medico presso gli ambulatori di malattie a trasmissione sessuale
della ASLMI3
Membro del gruppo SCOLTA (Surveillance
COhort Long-term Toxicity Antiretrovirals)
che raggruppa venticinque divisioni di
malattie infettive a livello nazionale, che studia la tossicità dei farmaci antiretrovirali nel
post-maketing. Con tale gruppo pubblicazioni su JAIDS e altre autorevoli riviste internazionali.
Socio SIMIT (Società Italiana di Malattie
Infettive e Tropicali) e socio AISF
(Associazione Italiana per lo Studio del
Fegato). Autrice di circa cinquanta lavori
scientifici già pubblicati.
Ha partecipato a dirette TV (Antenna 3,
“carta straccia” 25 ott. 2005, su “l’influenza
aviaria” conduttore R. Poletti), docenze a
corsi di aggiornamento per MMG (Medici di
Medicina Generale) e a Corsi di educazione
sulla salute nelle scuole per conto della
ASLMI3. Autrice di alcuni articoli su argomenti di epatologia.
Da tre anni membro scientifico e vicepresidente della fondazione D.O.N.A.R.S.I. onlus
(organizzazione per la lotta contro l’obesità
e l’alcolismo) con eventi di carattere divulgativo nel territorio di Mariano Comense e
Cantù. Docenza per l’anno accademico
2008-2009 presso l’UNI3 (Università della
terza età) per il Corso su: “Alimentazione e
salute”.
Attualmente in servizio presso l’Ufficio
d’Igiene e Sanità pubblica della ASLMI3.
19
Vivere, morire, curare
Ignazio Roberto Marino
Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia
ed efficienza del SSN, Senato della Repubblica Italiana, Roma.
Transplantation Division, Jefferson Medical College,
Thomas Jefferson University, Philadelphia
Un Paese che limita la libertà dei cittadini rispetto all’invasione del proprio corpo
da parte della tecnologia medica, un
Paese in cui i medici sono costretti a
nutrire e idratare artificialmente i pazienti,
perché così prevede una legge e non
un'indicazione clinica.
Un Paese dimentico del suo umanesimo,
del buon senso e forse anche della
carità cristiana.
Questa è l'Italia, all'indomani dell'approvazione, da parte del Senato, della
legge sul testamento biologico.
Disposizioni che impongono una scelta
a tutti i cittadini, decidono per loro, privandoli di un diritto fondamentale: la
possibilità di continuare o di sospendere
alcune terapie e di accettarne le conseguenze sulla base delle proprie convinzioni, della propria cultura e – per chi ce
l'ha – della propria fede.
L'approccio ideologico e insieme emoti-
20
vo, cresciuto sull'onda
della drammatica
vicenda di Eluana
Englaro, ha compromesso il diritto all'autodeterminazione sancito dalla Costituzione.
Nel passaggio del
testo alla Camera si
avrà l'opportunità di
ripensare le misure
approvate, ascoltando i medici: facendosi raccontare, per esempio, cosa
accade nelle rianimazioni italiane, dove
le decisioni sulla fine della vita dei
pazienti vengono prese in continuazione, ogni giorno ed ogni notte, da professionisti che operano in scienza e
coscienza ma che, nella maggior parte
dei casi, non possono conoscere gli
orientamenti dei malati rispetto alle terapie da accettare o meno nelle fasi finali
della vita.
Mi chiedo cosa accadrà, con questa
legge, quando una persona incosciente
sarà portata, contro la sua volontà scritta e contro quella dei familiari, in sala
operatoria per inserirle un tubo nello
stomaco allo scopo di nutrirla forzatamente.
Provo ad immaginare cosa faranno i
familiari, uscendo dall’ospedale: presumibilmente affolleranno i tribunali.
Resto convinto che una legge sia
necessaria perché dovrebbe essere
concessa ad ognuno la possibilità di
lasciare indicazioni su quali siano le
terapie cui si vuole essere sottoposti e
quelle che invece non si ritengono
accettabili.
Sono concetti semplici che ci appartengono perché fanno parte dei diritti
della persona sanciti dalla nostra
Costituzione che prevede il diritto alla
cura ma non il dovere alle terapie.
E se una persona può godere di un
diritto nel momento in cui è in grado di
esprimersi, non vedo perché non
dovrebbe continuare ad avvalersene,
attraverso indicazioni scritte in precedenza, nel caso in cui perda la capacità di intendere e di volere.
Mi auguro che a Montecitorio si apra
una nuova fase di riflessione che coinvolga anche le società scientifiche, i
giuristi, i filosofi e che consenta di uscire dall’impostazione ideologica di questa legge, rendendola utile e fruibile a
tutti. Inoltre, nel ripensamento che
auspico, spero si provveda a realizzare,
attraverso misure concrete, un grande
intervento a favore dei malati terminali
e dei disabili gravi, oggi troppo spesso
dimenticati, troppo spesso vittime
incolpevoli di una sperequazione territoriale nell'offerta di assistenza e cura.
Ecological and organic cosmetic
Stefania Abenante*, Loredana Abenante***, Marisa Boggian**, Giovanna Contaldi*, Mario Zappaterra*
* Consultant University of Ferrara
** Department Pharmaceutical Sciences – University of Ferrara
*** Audiology clinic - S. Anna Hospital - Ferrara
ABSTRACT
Ecological and organic cosmetic
While organic food must comply with
the appropriate European Union regulatory framework (EU regulations
2092/91 and 1084/99), a European
legislation on organic and ecological
personal care products is not yet
available.
Cosmetic products, in fact, must
comply with the European Directive
76/768, regulating production, safety,
and marketing of cosmetics.
The regulation, however, has no defin-
ition of what a natural, organic or ecological personal care product is.
That is why the word “organic” strictly defining a food product - is not
properly used referring to cosmetics
(i.e. shampoos, lotions, creams …),
except for those products certified by
an appropriate society.
Private standards for ecological and
organic cosmetics differ in many
ways, that is why the main legally recognized European association for
organic cosmetic certification drew up
a draft of common standards for ecological and organic cosmetics.
CosmOS project (COSmetics Organic
Standard) was presented at Tolosa on
July 10, 2008, by ICEA (Italy),
ECOCERT (France), Soil Association
(UK), BDIH (Germany) and Probila
(Belgium). We hope that this standard
will become a European Directive regulating ecological and organic cosmetics in the EU.
Introduction
Do you want a natural product for your personal care? Why not… You
can chose among several organic and ecological cosmetics!
But… are you sure you are really buying a natural one?
Well… what does it make a cosmetic an organic and/or ecological
one?
If you want organic food there is no problem, because such products
must comply with the appropriate European Union regulatory framework. Organic farming and production is based on the EU regulations 2092/91 and 1084/99.
These legal documents define the basic standards and requirements
for control and policing of organic crop and livestock products.
So foods are organic if they are produced according to acknowleged
production standards. For example:
1. they grow without pesticides, artificial fertilizers, human waste or
sewage sludge,
2. they are processed without ionizing radiation or food additives.
In fact, organic farming is a form of agriculture relying on crop rotation,
green manure, composts, biological pest control and mechanical cultivation to preserve soil productivity and to control pests, strictly limiting
use of synthetic fertilizers and pesticides, plant growth regulators, livestock feed additives and genetically modified organisms.
Unfortunately, a European legislation on organic and ecological personal care products is not yet available.
Cosmetic products, in fact, must comply with the European Directive
76/768, regulating production, safety, and marketing of cosmetics
which are defined as:
“… substance or preparation other than pharmaceutical specialties
and medicinal products intended for various external parts of the
human body, particularly epidermis, hair system, nails, lips and external genital organs or, for usage with the teeth and the mucous membranes of the oral cavity with the exclusive or principal intent of cleaning them or protecting them in order to keep them in good condition, to change their appearance or to correct body odours…”
23
The regulation, however, has no definition of what a natural, organic
or ecological personal care product is.
That is why the word “organic” – strictly defining a food product – is
not properly used referring to cosmetics (i.e. shampoos, lotions,
creams…), except for those products certified by an appropriate
society. In fact, many cosmetic products named “organic”, “ecological” or “biological” are usually made of conventional materials.
The need of either supporting cosmetic manufacturers who prefer
natural raw materials and organic agricultural ingredients and who
preserve the environment through production processes; or, the need
of protecting the consumer from misleading communication, led to
the establishment of private standards for ecological and organic
cosmetics: Ecocert Standards in France, Soil Association Standards
in United Kingdom, BDIH Standards in Germany, AIAB Standards in
Italy, etc.
Beauty care standards were developed according to consumers’
increasing interest in natural and organic products.
Natural products (food and non-food) has become a major trend in the
last few years due to the growing awareness amongst people that we
are responsible for the world in which we live and for our own health.
Everyone can preserve the delicate balance of the natural world, simply using environmentally-friendly products.
TABLE 1 - PRIVATE STANDARDS FOR ECOLOGICAL AND ORGANIC COSMETICS: MAIN DIFFERENCES
24
ECOCERT (France)
SOIL (United Kingdom)
BDIH (Germany)
ICEA (Italy)
Claims
Ecological Cosmetics
Ecological & organic
cosmetics
Organic cosmetics
Natural cosmetics
EcoBioCosmetici
Indications
of conformity
2
min. 5% organic
min. 10% organic
2
95% organic
70-90% organic
1
1
Permitted
Raw Material
Natural ingredients
(plant raw materials,
mineral raw materials,
marine raw materials)
animals raw materials
submitted to restrictions
ingredients from
biotechnologies
ingredients from pure
chemical synthesis
(submitted to restrictions)
Organic and non organic
plants; organic animal
raw materials; mineral
raw materials (max 30%,
positive list)
ingredients from pure
chemical synthesis
(submitted to restrictions)
Organic and non organic
plants; organic animal
raw materials (submitted
to restrictions),
mineral raw materials
(submitted to restrictions),
ingredients from pure
chemical synthesis
(submitted to restrictions)
Organic and non organic
plants (only if there not
certified raw materials)
organic and non organic
animal ingredients
(only if there not
certified raw materials)
mineral raw materials
excluded by negative list
ingredients from pure
chemical synthesis
(submitted to restrictions)
Prohibited
Raw Material
Synthetic colourants
Synthetic perfumes
Synthetic anti-oxidants
Synthetic oils and fats
Silicons
Silicons
Ingredients from
petrochemical industry
Excluded by positive list
Synthetic colourants
Synthetic perfumes
Ethoxylated ingredients
Ingredients from
petrochemical industry
Negative list
Preservatives
Positive list
Positive list
Positive list
Positive list
Production
procedures
Positive list
and negative list
Submitted
to restriction
Submitted
to restriction
Submitted
to restriction
Manufacturing
processes
Low environmental
impact
Low environmental
impact
Low environmental
impact
Low environmental
impact
Packaging
Reciclables formats
Reciclables formats
Reciclables formats
Reciclables formats
Ionizing radiation
Prohibited
Prohibited
Prohibited
Prohibited
OGM
Prohibited
Prohibited
Prohibited
Prohibited
A personal care product which complies to private standards for ecological
and organic cosmetics is a certified
product. Such a product can display
the recognised mark of organic
authenticity on its packaging.
The bio-certified cosmetics indeed
have a unique market edge compared
with other products containing unsubstantiated or questionable organic substances.
Private standards for ecological and
organic cosmetics differ in many ways,
but they all intend:
HOT TO CERTIFY IT
FLOW-CHART
to give preference to natural raw
materials
to promote the use of organic agricultural ingredients
to establish a link between a specific kind of cosmetics and an environmental respect
to guarantee a balanced – solidary
development
to protect the consumer, providing
a transparent and complete information
It is important to work out a single standard for ecological and organic cosmetics so we can avoid the increasing number of new biological brands on the market, confusing the consumer so that he or
she might not give credit to any of them.
That is why the main legally recognized European association for
organic cosmetic certification drew up a draft of common standards
for ecological and organic cosmetics.
CosmOS project (COSmetics Organic Standard) was presented at
Tolouse on July 10, 2008, by ICEA (Italy), ECOCERT (France), Soil
Association (UK), BDIH (Germany) and Probila (Belgium). We hope
that this standard will become a European Directive regulating ecological and organic cosmetics in the EU.
CosmOS proposes two different indications of conformity; one for
organic cosmetics (where 95% of the plant ingredients must come
from organic agriculture) and a natural one. In addition, production
procedures and packaging must be given great attention and, have
a low environmental impact.
Cosmetics certified on the basis of this standard certainly meet the
consumer’s requests for a greater environmental awareness.
Links:
www.soilassociation.org
www.en.wikipedia.org
www.ec.europa.eu
www.ams.usda.gov
www.ifoam.org
www.fao.org
www.eur-lex.europa.eu
www.kontrollierte-naturkosmetik.de
www.aiab.it
www.icea.info
www.ecocert.fr
Standards for ecological and organic cosmetics, Ecocert – January 2003
References
Altea P. Cosmetici biologici e certificazione, entro il 2008 un disciplinare unico.
l’Erborista, gennaio 2008; 22-25
ICEA annuncia CosmOS uno standard condiviso per il cosmetico biologico,
ERBORISTERIA domani, settembre 2008; 32-33
Abenante S, Zappaterra M, Contaldi G. La cosmesi bioecologica, l’Erborista, settembre 2008; 64-69
Abenante S, Zappaterra M, Boggian M. Cosmesi eco e bio, i sistemi di certificazione, l’Erborista, settembre 2007; 38-45
Rossi P. Il ruolo della certificazione “bio”. Kosmetica, aprile 2006; 56-57
Bianchi A, Zappaterra M. Natural e Organic: definizioni cosmetiche. Kosmetica,
maggio 2006; 46-47
Zappaterra M, Contaldi G. Cosmesi e bio eco cosmesi. l’Erborista, gennaio 2004;
40-43
Abenante S, Zappaterra M. I sistemi di certificazione dei cosmetici naturali.
l’Erborista, settembre 2004; 89-94
25
Bibliographic survey
by Adele Sparavigna
Dermatologist, SKINECO Vice President and Editor in Chief of the Journal of Ecologic Dermatology.
CEO of Derming, Clinical Research and Bioengineering Institute (Milan, Italy)
Water pollution and the skin
Water will be one of the
major environmental issues of the 21st century. It's a natural resource that's already in short supply across parts
of the world - and will become even scarcer as our population grows and our climate changes.
Water is typically referred to as polluted when it is
impaired by anthropogenic contaminants and either does
not support a human use, like serving as drinking water,
recreational swimming, diving and/or undergoes a
marked shift in its ability to support its constituent biotic
communities, such as fish.
Water pollution is a major problem in the global context.
It has been suggested that it is the leading worldwide
T
he specific contaminants leading to pollution in water include a wide spectrum of chemicals, pathogens, and physical or sensory
changes such as elevated temperature and discoloration. Many of the
chemical substances are toxic. Organic water pollutants include:
disinfection by-products found in chemically disinfected drinking water,
such as chloroform; food processing waste, which can include oxygendemanding substances, fats and grease; insecticides and herbicides, a
huge range of organohalides and other chemical compounds; petroleum hydrocarbons, including fuels (gasoline, diesel fuel, jet fuels, and
fuel oil) and lubricants (motor oil), and fuel combustion byproducts, from
stormwater runoff; tree and brush debris from logging operations; volatile organic compounds (VOCs), such as industrial solvents, from improper storage. Chlorinated solvents, which are dense non-aqueous phase
liquids (DNAPLs), may fall to the bottom of reservoirs, since they don't
mix well with water and are denser; detergents and various chemical
compounds found in personal hygiene and cosmetic products.
Inorganic water pollutants include: acidity caused by industrial
discharges (especially sulfur dioxide from power plants); ammonia from
food processing waste; chemical waste as industrial by-products; fertilizers containing nutrients-nitrates and phosphates-which are found in
stormwater runoff from agriculture, as well as commercial and residential use; heavy metals from motor vehicles (via urban stormwater runoff)
and acid mine drainage; silt (sediment) in runoff from construction sites,
logging, slash and burn practices or land clearing sites. Macroscopic
pollution-large visible items polluting the water-may be termed "floatables" in an urban stormwater context, or marine debris when found on
the open seas, and can include such items as: trash (e.g. paper, plastic,
or food waste) discarded by people on the ground, and that are washed
by rainfall into storm drains and eventually discharged into surface
waters; nurdles, small ubiquitous waterborne plastic pellets; shipwrecks, large derelict ships. Pathogen pollution: Coliform bacteria are a
commonly-used bacterial indicator of water pollution, although not an
actual cause of disease. Other microorganisms sometimes found in
cause of deaths and diseases, and that it accounts for
the deaths of more than 14,000 people daily.
In addition to the acute problems of water pollution in
developing countries, industrialized countries continue
to struggle with pollution problems as well.
As far as our skin is concerned, it is often immersed in
water for cleansing or recreational activities, thus it
can be damaged by pollutants or can act as an important route for the penetration of pollutants into the
body. Moreover, skin treatments can represent a significant source of pollution for waters related to detergents and various chemical compounds found in personal hygiene and cosmetic products.
surface waters which have caused human health problems include:
Cryptosporidium parvum, Giardia lamblia, Salmonella,Novovirus and
other viruses, parasitic worms (helminths). High levels of pathogens
may result from inadequately treated sewage discharges. This can be
caused by a sewage plant designed with less than secondary treatment
(more typical in less-developed countries). In developed countries, older
cities with aging infrastructure may have leaky sewage collection
systems (pipes, pumps, valves), which can cause sanitary sewer overflows. Thermal pollution is the rise or fall in the temperature of a natural
body of water caused by human influence. A common cause of thermal pollution is the use of water as a coolant by power plants and industrial manufacturers. Elevated water temperatures decreases oxygen
levels (which can kill fish) and affects ecosystem composition, such as
invasion by new thermophilic species. Urban runoff may also elevate
temperature in surface waters. Thermal pollution can also be caused
by the release of very cold water from the base of reservoirs into cooler
rivers. Water pollution may be analyzed through several broad categories of methods: physical, chemical and biological. Common physical
tests of water include temperature, solids concentration and turbidity.
Water samples may be examined using the principles of analytical chemistry. Many published test methods are available for both organic and
inorganic compounds. Frequently-used methods include pH, biochemical oxygen demand (BOD), chemical oxygen demand (COD),
nutrients (nitrate and phosphorus compounds), metals (including copper, zinc, cadmium, lead and mercury), oil and grease, total petroleum
hydrocarbons (TPH), and pesticides. Biological testing involves the use
of plant, animal, and/or microbial indicators to monitor the health of an
aquatic ecosystem.
Almost every coastal state has a beach pollution problem. The most frequently identified pollution source is stormwater. Rain is often a contributing factor to beachwater pollution. Heavy rain can overwhelm sewage systems, forcing raw sewage directly into coastal waters, bypassing
treatment plants. And as rainwater washes over land, it picks up pollu-
27
tants and carries them directly to coastal
waters. Pollutants found in stormwater include trash, motor oil, pet waste, pesticides, fertilizer, animal droppings, and anything else
that washes off developed land when it rains.
Stormwater runoff from three highway sites in
Los Angeles, California, was monitored,
during the 2000 to 2003 wet seasons.1
Correlations among heavy metals, polycyclic
aromatic hydrocarbons (PAHs), and storm
characteristics were performed using datasets collected for 62 storm events. Statistical
correlation analyses of the event mean concentrations (EMCs) and mass first-flush ratios
(MFFs) with storm characteristics were conducted to determine if the first flush is related
to site or storm characteristics.
This study agreed with other highway runoff
characterization studies, in that strong correlations were observed among the heavy
metals and between heavy metals and total
PAHs, and total suspended solids were well
correlated with most heavy metals. Only antecedent dry days among storm characteristics
were reasonably well-correlated with the
EMCs of heavy metals and total PAHs, and
dissolved and total metals exhibited similar
MFFs, with approximately 30 to 35% of the
mass being discharged in the first 20% of the
Children in the proximity of Sarno,
runoff volume.
one of the most polluted rivers in Italy.
Exposure to pathogens, bacteria, viruses
polymerase chain reaction), novel bacterial indicator (Bacteroides), and
and parasites in contaminated beachwater can cause a wide range of
viruses (somatic and male-specific phage, adenovirus, Norovirus) and
diseases, including ear, nose and eye infections; gastroenteritis; hepatiassociations between water exposure and water quality indicators with
tis; encephalitis; skin rashes; and respiratory illnesses. Most waterborhealth outcomes were assessed.
ne disease outbreaks occur during the summer, when population is
Incidence of diarrhea and skin rash were elevated in swimmers commost likely to be exposed to contaminated beachwater. Numerous stupared to non-swimmers (RR 1.36, 95% CI 1.04-1.78),
dies have demonstrated relationships between indicator bacteria and
The main threats to human health from heavy metals are associated
human illness at marine beaches impacted by point sources of pollution
with exposure to lead, cadmium, mercury and arsenic. These metals
with known human fecal contributions, but extrapolating current water
have been extensively studied and their effects on human health reguquality thresholds built upon these relationships at locations where
larly reviewed by international bodies such as the WHO. Heavy metals
nonhuman sources of fecal pollution is uncertain.2 A good example is
have been used by humans for thousands of years. Although several
Mission Bay, CA where tremendous resources have been expended eliadverse health effects of heavy metals have been known for a long time,
minating human sources of fecal pollution, yet 20% of ongoing microexposure to heavy metals continues, and is even increasing in some
biological monitoring samples during dry weather exceed water quality
parts of the world, in particular in less developed countries, though
objectives. This study answered two questions:
emissions have declined in most developed countries over the last 100
1) did water contact increase the risk of illness in the two weeks folyears. Cadmium compounds are currently mainly used in re-chargealowing exposure to water in Mission Bay? and
ble nickel-cadmium batteries. Cadmium emissions have increased dra2) did the risk of illness increase with increasing levels of microbial indimatically during the 20th century, one reason being that cadmium-concators of water quality?
taining products are rarely re-cycled, but often dumped together with
Baseline health at the time of exposure and again two weeks later were
household waste. Cigarette smoking is a major source of cadmium
measured in a cohort of 8,797 beachgoers during the summer of 2003.
exposure. In non-smokers, food is the most important source of cadNearly 2,000 water samples were analyzed for bacterial indicators
mium exposure. Recent data indicate that adverse health effects of
(enterococcus, fecal coliforms, and total coliforms) using both traditiocadmium exposure may occur at lower exposure levels than previously
nal and non-traditional methods (chromogenic substrate or quantitative
28
mental exposure, phasing out any remaining
uses of lead additives in motor fuels should be
encouraged. The use of lead-based paints
should be abandoned, and lead should not
be used in food containers. In particular, the
public should be aware of glazed food containers, which may leach lead into food.
Exposure to arsenic is mainly via intake of
food and drinking water, food being the most
important source in most populations. Longterm exposure to arsenic in drinking-water is
mainly related to increased risks of skin cancer, but also some other cancers, as well as
other skin lesions such as hyperkeratosis and
pigmentation changes. Occupational exposure to arsenic, primarily by inhalation, is causally associated with lung cancer. Dermal
absorption of heavy metal soil contaminants
was tested in vitro 3 with chloride salts of
radioactive nickel (Ni-63) and mercury (Hg203). Aqueous soil suspensions, spiked with
either Ni-63 or Hg-203, were applied to fresh
viable human breast skin tissue in Bronaugh
diffusion cells perfused with Hanks HEPES
buffered (pH 7.4) receptor containing 4%
bovine serum albumin (BSA). Receptor fractions were collected every 6 h for 24 h when
skin was soap washed. Tests were conducted concurrently in triplicate with and without
soil for each skin specimen. Mean percent
Courtesy and © Salvatore Sparavigna (www.salvatoresparavigna.com)
dermal absorption including the skin depot for
anticipated, primarily in the form of kidney damage but possibly also
Ni-63 was 1 and 22.8% with and without soil, respectively, while for Hgbone effects and fractures. Many individuals in Europe already exceed
203, values of 46.6 and 78.3% were obtained. Excluding the skin depot
these exposure levels and the margin is very narrow for large groups.
and considering only absorption in receptor, there was 0.5 and 1.8%
Therefore, measures should be taken to reduce cadmium exposure in
absorption of Ni-63 with and without soil, respectively, and 1.5 and
the general population in order to minimize the risk of adverse health
1.4% for Hg-203. Dermal absorption of heavy metals does occur.
effects. The general population is primarily exposed to mercury via food,
Furthermore, in future studies the potential bioavailability of the skin
fish being a major source of methyl mercury exposure, and dental amaldepot is to be furtherly investigated in relation to dermal exposure to
gam. The general population does not face a significant health risk from
these metals in contaminated soil. Accumulation of heavy metals was
methyl mercury, although certain groups with high fish consumption
also studied in reservoirs for cage aquaculture. Reservoirs built along
may attain blood levels associated with a low risk of neurological damarivers receive domestic and industrial wastes. Water pollution by heavy
ge to adults. Since there is a risk to the fetus in particular, pregnant
metals, such as copper and lead, increases the health risk of humans
women should avoid a high intake of certain fish, such as shark, swordwho consume the fish. A recent study 4 was aimed to evaluate the confish and tuna; fish (such as pike, walleye and bass) taken from polluted
centration of copper and lead in fish, specifically on Cyprinus carpio,
fresh waters should especially be avoided. The general population is
that are widely cultivated in the reservoirs. Two sizes of fish were colexposed to lead from air and food in roughly equal proportions. During
lected from five sampling points around floating-cage area. The liver of
the last century, lead emissions to ambient air have caused considerathe fish was found to contain the highest copper level, followed by gills,
ble pollution, mainly due to lead emissions from petrol. Children are parskin, and muscle. In contrast, lead was also high in the liver, followed by
ticularly susceptible to lead exposure due to high gastrointestinal uptake
skin, gills, and the muscle, but the copper concentration found in the
and the permeable blood-brain barrier. Blood levels in children should
tissues studied was much higher (31.111 ± 17.911 mg/kg dry wt) than
be reduced below the levels so far considered acceptable, recent data
the lead content (0.290 ± 0.346 mg/kg dry wt). The concentration of
indicating that there may be neurotoxic effects of lead at lower levels of
metals in smaller fish was always higher than that in bigger fish. The
exposure than previously anticipated. Although lead in petrol has drametals content was also compared to those in fish exposed in a semimatically decreased over the last decades, thereby reducing environstatic laboratory-scale study using Oreochromis niloticus. After 28 days
29
exposure with 0.01 mg Cu/L, fish accumulated 21.53 mg Cu/kg dry wt,
whereas for Pb exposure of 0.016 mg/L, fish accumulated up to 7
mg/kg dry wt. However, estimates of Cu and Pb intake from C. carpio
consumption were still below the average daily intake (ADI) limit. This
study suggested that monitoring of water quality and heavy metals in
cultured fish is important in protecting human health. A further study 5
investigated the effect of pollution by drugs and personal care products,
Fathead minnows were exposed for a life cycle to environmentally relevant concentrations of a mixture of six common pharmaceuticals and
one personal care product (nominal concentrations: 1,000, 300, 100,
30, or 10 ng/L). Mean measured concentrations of each chemical in the
highest fish exposure aquaria were: naproxen 793 ng/L, gemfibrozil 662
ng/L, diclofenac 331 ng/L, ibuprophen 217 ng/L, triclosan 115 ng/L,
salicylic acid 67 ng/L, and acetaminophen (chemical analysis inconclusive, nominal 1000 ng/L). Fish exposed for a life cycle even to the highest concentrations of the six pharmaceuticals and personal care product
(PPCP) mixture showed no significant changes in growth and development compared to control. Length, weights, condition factors, liver weights, and gonad weights of PPCP-exposed fish were similar to water
and solvent controls (0.000005% ethanol v/v). There were no marked
effects of PPCP mixture exposure on external sex characteristics of the
fish or on egg production. The only parameter that appeared to be
affected was percent larval deformities in F1, which showed a significant
increase in the 100- and 300-ng/L (nominal) PPCP mixture. Larvae from
control fish had 4.7% (water controls) and 3.4% (solvent controls) deformities, compared to 9.3% in the 100-ng/L (nominal) PPCP mixture and
9.2% deformities in the 300-ng/L (nominal) PPCP mixture.
Chronic exposure to environmentally relevant concentrations of seven
PPCP most often detected in Canadian municipal wastewater effluents
(MWWE) did not appear to affect fathead minnow survival, growth, or
egg production, although it produced quantitative increases in deformities in the F1 generation.
Tap water comes from different sources and undergoes proper treatments in order to become drinkable and suitable for human use. Tap
water is mainly distributed through the water system and to be drinkable and delivered, it has to fulfill precise legal requirements. Once legal
requirements are satisfied, water contains a relatively high chlorine content (as disinfectant), it is rather hard (that is contains “encrusting” salts
like calcium and magnesium bicarbonates) and has a neutral pH. As a
consequence of its characteristics, tap water is not very suitable to
come in contact with the skin, alone or with detergents for cleansing
purposes or to be used for cosmetic and therapeutic treatments First of
all, the various substances in tap water (especially chlorine) can be very
aggressive and harmful for the skin: chlorine is aggressive for the skin
(not for the stomach), nitrates are toxic and in certain conditions carcinogenic (they can accumulate in the skin), metal molecules are not available for enzymatic reactions at the level of skin surface (there is no
blood perfusion at this level).
Besides, the more the water is hard the higher quantity of detergents is
required to obtain a good cleansing activity; this results in a more
aggressive contact with the skin, both healthy or diseased. Rinsing off
the skin with tap water after a specific dermatological treatment could
decrease the benefits of the treatment itself. Last but not least, skin surface has normally an acidic pH while tap water has a neutral pH. When
skin is diseased, its pH results altered as well, generally it is more basic
than that of healthy skin. Atopic subjects, for example, show a more
basic pH when compared to healthy controls, both at the level of eczema and, at a lower extent, on apparently normal skin. Interestingly,
higher pH levels on eczematous skin are correlated with a more intense itching. Probably, in such a situation the contact of tap water with the
skin can worsen skin conditions, in particular its barrier function.
Adverse health effects that may result from chronic exposure to mixtures of disinfection by-products (DBPs) present in tap waters may be
linked to both the types and concentrations of DBPs present.
Depending on the characteristics of the source water and treatment
processes used, both types and concentrations of DBPs found in tap
waters vary substantially. The composition of a tap-water mixture also
may change during distribution.
A study 6 evaluated the relationships between mutagenicity, using the
Ames assay, and water quality parameters. The study included information on treatment, mutagenicity data, and water quality data for source waters, finished waters, and distribution samples collected from five
full-scale drinking water treatment plants, which used chlorine exclusively for disinfection. Four of the plants used surface water sources and
the fifth plant used groundwater. Correlations between mutagenicity and water quality parameters were presented. The highest
correlation was observed between mutagenicity and the
total organic halide concentrations in the treated samples.
References
30
1) Lau SL, Han Y, Kang JH, Kayhanian M, Stenstrom MK. “Characteristics of
Highway Stormwater Runoff in Los Angeles: Metals and Polycyclic Aromatic
Hydrocarbons” Water Environment Research, 2009; 81(3):308-318
4) Salami IR, Rahmawati S, Sutarto RIH, Jaya PM. “Accumulation of Heavy Metals
in Freshwater Fish in Cage Aquaculture at Cirata Reservoir, West Java, Indonesia”
Annals of the New York Academy of Sciences, 2008; 1140 (1):290-296
2) Schiff KC, Weisberg SB, Colford JM. “Water Quality Indicators and the Risk of
Illness in Nonpoint Source Impacted Recreational Waters” Proceedings of the
Water Environment Federation, TMDL 2007; 166-192
5) Parrott J L, Bennie DT. “Life-Cycle Exposure of Fathead Minnows to a Mixture
of Six Common Pharmaceuticals and Triclosan” Journal of Toxicology and
Environmental Health (Part A), 2009; 72(10):633-641
3) Moody R, Joncas J, Richardson M, Petrovic S, Chu I. “Contaminated Soils (II): In
Vitro Dermal Absorption of Nickel (Ni-63) and Mercury (Hg-203) in Human Skin”
Journal of Toxicology and Environmental Health Part A, 2009; 72(8):551-559
6) Schenck K, Sivaganesan M, Rice G. “Correlations of Water Quality Parameters
with Mutagenicity of Chlorinated Drinking Water Samples” Journal of Toxicology
and Environmental Health (Part A), 2009; 72(7):461-467
Authors’ responsibilities
Manuscripts are accepted with the understanding that they have
not been published or submitted for publication in any other journal.
The Authors must obtain permission to reproduce figures, tables and text
from previously published material.
Written permission must be obtained from the original copyright holder (generally the Publisher).
Manuscript presentation
Authors can submit the text (MAC and WINDOWS Microsoft
Word are accepted) and the illustrations by e-mail:
[email protected]
As an alternative manuscripts can be submitted by surface mail on disk with
one hard copie of the manuscript and one set of illustrations. Manuscripts
can be written in Italian or English language in accordance with the “Uniform
Requirements for Manuscripts submitted to biomedical journals” defined by
The International Committees of Medical Journal Editors (Ann Intern Med
1988; 258). As a general rule, manuscripts and illustrations are not returned,
whether published or not.
Articles must be subdivided into the following sections:
Title page
It must contain:
a) title;
b) a short (no more than 40 characters) running head title;
c) first, middle and last name of each Author without abbreviations;
d) University or Hospital, and Department of each Author;
e) last name, address and e-mail of the corresponding Author;
f) e-mail and/or fax number to facilitate communication;
g) acknowledgement of financial support;
h) list of abbreviations.
Summary
The Authors must submit a long English summary (300 words, 2000 characters). After the summary, three to ten key words must appear, taken from the
standard Index Medicus terminology.
Text
For original articles concerning experimental or clinical studies and case
reviews, the following standard scheme must be followed:
Introduction - Material and methods - Results - Discussion - Conclusions Summary - References - Tables - Legends – Figures.
Size of manuscripts
Literature reviews, Editorials and Original articles concerning experimental or
clinical studies should not exceed 20 typewritten pages including figures,
tables, and reference list. Case reports and notes on surgical technique
shouid not exceed 10 type written pages (references are to be limited to 12).
Letters to the editors should be not longer than 1000 words.
References
The Author is responsible for the accuracy of the references. References
must be sorted in order of quotation and numbered with arabic digits
between parentheses. Only the references quoted in the text can be listed.
Journal titles must be abbreviated as in the Index Medicus. Only studies
published on easily retrieved sources can be quoted. Unpublished studies
cannot be quoted, however articles “in press” can be listed with the proper
indication of the journal title, year and possibly volume.
References must be listed as follows:
Journal articles
All Authors if there are six or fewer, otherwise the first three, followed by “et
al.”. Complete names for Work Groups or Committees. Complete title in the
original language.
32
Title of the journal following Index Medicus rules.
Year of publication; Volume number: First page.
Example: Starzl T, Iwatsuki S, Shaw BW, et al. Left hepatic trisegmentectomy.
Surg Gynecol Obstet 1982; 155:21
Books
Authors - Complete title in the original language. Edition number (if later than
the first). City of publication: Publisher, Year of publication.
Example: Bergel DIA. Cardiovascular dynamics. 2nd ed. London: Academic
Press Inc., 1974.
Book chapters
Authors of the chapters - Complete chapter title. In: Book Editor, complete
Book Title, Edition number. City of publication: Publisher, Publication year:
first page of chapter in the book.
Example: Sagawa K. The use of central theory and system analysis. In:
Bergel DH (Ed), Cardiovascular dynamics. 2nd ed. London: Academic Press
Inc., 1964; 115
Tables
Tables must be clearly printed and aimed to make comprehension of the written text easier. They must be numbered in Arabic digits and referred to in the
text by progressive numbers. Every table must be typed on a separate sheet
and accompanied by a brief title. The meaning of any abbreviations must be
explained at the bottom of the table itself.
Figures
(graphics, algorithms, photographs, drawings)
Figures must be numbered and quoted in the text by number. The meaning
of all symbols, abbreviations or letters must be indicated. Histology photograph legends must include the enlargement ratio and the staining method.
Legends must be collected in one or more separate pages.
Please follow these instructions when preparing files:
– Do not include any illustrations as part of your text file.
– Do not prepare any figures in Word as they are not workable.
Line illustrations must be submitted at 600 DPI.
Halftones and color photos should be submitted at a minimum of 300 DPI.
Power Point files cannot be uploaded.
Save art as either TIFF or EPS files.
PDF files for individual figures may be uploaded.
Where to send the manuscript
Only manuscript written according to the above mentioned rules
will be considered. All submitted manuscripts are evaluated by the Editorial
Board and/or by two referees designated by the Editors.
The Authors are informed in a time as short as possible on whether the paper
has been accepted, rejected or if a revision is deemed necessary.
The Editors reserve the right to make editorial and literary corrections with the
goal of making the article clearer or more concise, without altering its contents. Submission of a manuscript implies acceptation of all above rules.
Papers submitted for publication and all other editorial correspondence
should be addressed to:
Edizioni Scripta Manent - JED
Via Bassini 41
20133 Milano, Italy
Tel. +39.02.70608091
Fax +39.02.70606917
E-mail:
[email protected]

Documenti analoghi