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LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, IL COORDINAMENTO TEATRALE TRENTINO, LA CO.F.AS. E
L’ASSOCIAZIONE STRADANOVA
in collaborazione con
IL CENTRO SERVIZI CULTURALI SANTA CHIARA
e con
I COMUNI DI ALA, BORGO, MEZZOLOMBARDO, ROVERETO, TAIO, TESERO, TIONE
e con il sostegno di
CASSE RURALI TRENTINE, MONTURA, FEDERAZIONE DEI CORI DEL TRENTINO, SISTEMA BIBLIOTECARIO TRENTINO, POLITICHE GIOVANILI
DELLA PROVINCIA, WWF, MUSEO DI SCIENZE NATURALI DI TRENTO, SERVIZIO FORESTE E FAUNA DELLA PROVINCIA, ASSOCIAZIONE
TRENTINA PER LA SCLEROSI MULTIPLA, L’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DEI CLUB ALCOLOGICI TERRITORIALI, SLOW FOOD, MELINDA
PRESENTANO
SACRIFICIO, LO SPETTACOLO DEL TERRITORIO:
UN ESEMPIO DI SLOW THEATRE.
A cura di Elena Galvani e Jacopo Laurino
Sacrificio è un progetto ambizioso di produzione teatrale, che vuole costruire uno spettacolo
che appartenga veramente al territorio e che sia capace di affrontare temi urgenti, di coinvolgere
fin dalle prime fasi della produzione tanti enti e tante persone (soprattutto giovani), facendo
lavorare fianco a fianco professionisti e amatori, affinché tutta la comunità possa essere chiamata
a dare un apporto attivo alla produzione di cultura. A tutto questo Elena Galvani e Jacopo Laurino
dell’Associazione Stradanova hanno dato il nome di slow theatre.
Il testo drammaturgico Sacrificio è tratto dal romanzo omonimo di Giacomo Sartori, edito dalla
casa editrice Pequod nel 2008; l’autore stesso ha curato la trasposizione dal romanzo alla
drammaturgia, collaborando con i registi Elena Galvani e Jacopo Laurino.
La vicenda parla di un gruppo di ragazzi che vivono in una valle secondaria del Trentino. Un
Trentino meno conosciuto di quello dei dépliants turistici. Una terra più oscura, che ha una sua
grandiosità tragica, in cui le vicende quotidiane assumono l’aria di un mito arcaico. Una moderna
tragedia, che vede la sua genesi tra le nostre montagne.
I protagonisti sono sette ragazzi e i genitori di uno di essi.
I ruoli dei genitori saranno interpretati da due attori professionisti.
I ruoli dei sette giovani protagonisti, invece, saranno affidati a sette non-attori, scelti attraverso
provini su tutto il territorio trentino. Nelle selezioni si terrà conto delle caratteristiche fisiche,
vocali, caratteriali, nonché della voglia di mettersi in gioco.
Il 2 maggio 2012 si apriranno le iscrizioni alle selezioni, rivolte ai primi 150 ragazzi tra i 18 e i
35 anni che si iscriveranno. Unica condizione per l’iscrizione alle selezioni sarà quella di non essere
attori professionisti. Si cercano, quindi, attori amatoriali o addirittura persone alla prima
esperienza teatrale. Per chi fosse attratto dal progetto, ma non volesse cimentarsi come attore,
c’è la possibilità di iscriversi ugualmente al concorso per candidarsi come aiuto regista.
Le selezioni si terranno a Trento e nei Comuni produttori di Sacrificio, ossia Ala, Borgo,
Mezzolombardo, Rovereto, Taio, Tesero, Tione.
Sacrificio è una grande occasione di crescita culturale e umana per tutti i giovani trentini.
Verranno selezionati 16 ragazzi, che frequenteranno un percorso di avvicinamento alle pratiche
teatrali totalmente gratuito, in funzione dello studio dei personaggi e dei temi trattati nel testo
teatrale. A questi 16 ragazzi, Montura donerà una divisa per l’attività teatrale.
Alla fine del percorso tra i sedici candidati verranno scelti coloro che entreranno nella
produzione vera e propria dello spettacolo, ricevendo una borsa premio di € 700,00, messa a
disposizione dalle Casse Rurali Trentine.
Lo spettacolo debutterà nella stagione 2012-2013 e sarà presentato a Trento e nei Comuni
produttori, che sono anche sede dei provini: Ala, Borgo, Mezzolombardo, Rovereto, Taio, Tesero,
Tione.
Informazioni più approfondite sul progetto si possono trovare sulla pagina web di Sacrificio,
www.sacrificio.org, da dove sarà possibile anche connettersi al blog e al gruppo facebook di
Sacrificio.
Per partecipare alle selezioni:
www.sacrificio.org
Solo i primi 150 iscritti potranno partecipare.
Da ora, anche Stradanova è sul web, alla pagina www.stradanovaslowtheatre.it
APPROFONDIMENTO. La vicenda dello spettacolo.
Diego, Katia, Aldo, Frank, Roberto, Anna, Marta: sono giovani, ma lavorano tutti; nessuno di
loro è figlio di papà. Diego fa il guardaparco, vorrebbe che il bracconaggio fosse sgominato, che il
nuovo direttore del parco s’imponesse sui potentati degli impianti di risalita. Marta si batte per
fare andare avanti il suo malandato allevamento di trote ereditato dal padre alcolizzato. Ma le
notti sono tutte uguali, e dopo il lavoro non rimangono che la birreria e i tornei di freccette, e poi
la discoteca. Non rimane che ubriacarsi fino a non stare più in piedi, drogarsi fino a vedere i ciottoli
del lastricato palpitare come cellule viventi. Soprattutto in un inverno così diverso dagli altri, un
inverno senza neve. Un inverno di pioggia e muffe. Un inverno senza Andrea, morto cercando di
attraversare con il suo scassato fuoristrada un torrente in piena. L’acqua scura e gelida del
torrente ha riempito i polmoni di Andrea, ha annegato l’entusiasmo di Diego, ha fatto ammalare le
trote di Marta. Andrea è morto per gioco, e il gioco della vita si fa sempre più violento. Violenta la
passione di Katia, che si è appena sposata con Diego, per il biondo bello e tenebroso che le fa la
posta seduto al bancone del bar. Violenta l’amicizia, violenta la gelosia, violento il sesso, violenti i
sogni struggenti di un futuro più felice.