Educazione fisica, addio! 11 ottobre 2015 Silvia Lolli Vogliamo

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Educazione fisica, addio! 11 ottobre 2015 Silvia Lolli Vogliamo
Educazione fisica, addio! 11 ottobre 2015
Silvia Lolli
Vogliamo focalizzare questo intervento su un punto del comma 7, L. 107/15, nel
quale si parla di potenziamento motorio. E’ importante ricordare che il comma si
riferisce a tutti i livelli di scuola, cioè ogni punto potrà interessare in modo
diverso le IS, cioè dovrà essere declinato secondo i bisogni delle diverse età degli
allievi.
C’è poi un altro comma che ipotizza, finalmente, la presenza dell’educazione
fisica, insegnata da specialisti anche di altri ordini, nella scuola primaria. Il c. 20
prevede l’inserimento, nella scuola primaria, delle così dette educazioni, finora
lasciate insegnare senza alcuna specializzazione: musica, arte, e appunto
educazione motoria.
“Per l'insegnamento della lingua inglese, della musica e dell'educazione motoria nella scuola
primaria sono utilizzati, nell'ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati
all'insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonche' docenti
abilitati all'insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualita' di specialisti, ai quali e'
assicurata una specifica formazione nell'ambito del Piano nazionale di cui al comma 124”.
Non ci facciamo però illusioni, perché se si legge bene il comma potrebbe restare
anche tutto come è attualmente. D’altra parte questo comma, svincolato dagli
altri in cui si parla del piano triennale, finalizzato all’organico territoriale per i
prossimi tre anni, e del piano formativo per l’anno in corso per richiedere
l’organico potenziato sembrano svincolati da questo comma. Per esempio i
docenti “abilitati all’insegnamento per la scuola primaria” possono già essere in
“possesso di competenze certificate”, senza essere diplomati ISEF o laureati in
Scienze Motorie. Non essendoci questa specifica dicitura si può presumere che
tutti i maestri che hanno fatto vari corsi CONI/MIUR negli anni passati siano già
in possesso di competenze certificate e si dovrebbe appurare quanti docenti
abilitati di educazione fisica per le scuole secondarie siano oggi in
soprannumero. Non dimentichiamo che questa legge prevede per le discipline
artistiche un’equipollenza dei titoli, livello di scuola media superiore,
riconosciuti dal Ministero del Turismo.
Speriamo di sbagliarci. Ci piace comunque essere nel torto, almeno una
precedente riflessione potrà non creare false aspettative!
Sarebbe da dire anche agli studenti di Scienze Motorie, ma sappiamo bene che
questi corsi, dopo aver perso dal 2000 la loro identità, ora con l’ennesima
riforma – gelminiana -, sono in balìa di dipartimenti universitari di altre aree di
studio. Quindi a chi interessa l’educazione fisica a scuola? Cultura annullata.
La confusione della L. 107 è così alta che si possono prendere allucinazioni; noi
abbiamo sempre creduto, fin dalla prima lettura, che ha un suo specifico
“spirito”: una visione aziendalista e piegata al privato, nonostante le risorse che
qua e là sono state scritte. Molti i proclami, ma viene lasciata troppo spesso alle
sole scuole la loro implementazione, in nome di un’autonomia certamente mal
interpretata, viste le difficoltà e gli scontri che per esempio si hanno per decidere
le aree per l’organico, in modo prioritario, del piano formativo di quest’anno.
Per l’educazione fisica potrà diventare il definitivo canto del cigno, anche se è
l’unica disciplina che, attraverso il lavoro che si fa sui corpi, potrebbe dare tanti
aiuti per i bisogni attuali degli studenti. Infatti alla fine di ottobre ci piacerebbe di
conoscere quanti docenti di educazione fisica, sia dell’area D04 area
psicomotoria per la scuola di secondo grado dove è prevista sia delle classi di
concorso A 030 e A 029 (educazione fisica per il primo e il secondo grado),
saranno entrati in ruolo a sostenere i bisogni educativi nelle diverse istituzioni
scolastiche.
Sarà pessimismo ma crediamo già di sapere che forse saranno i docenti in
percentuale ancora meno presenti all’interno dei prossimi collegi docenti.
Speriamo di sbagliarci anche in questa previsione.
Tutto però sembra andare in questa direzione.
Nel documento arrivato dal MIUR (Prot. 0030549 del 21/09/15) per organizzare
le richieste dell’organico in base al POF annuale troviamo ben 7 (8 per il primo
grado) obiettivi per il potenziamento umanistico (nel primo grado si pensa possa
avere queste competenze), 1 solo per il potenziamento motorio, sia per il primo
che il secondo grado. Il problema però più grave è che in entrambi gli ordini di
scuola si mantiene la stessa dicitura del punto g) del c. 7:
“potenziamento delle discipline motorie e sviluppo i comportamenti ispirati ad uno stile di vita sano,
con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica, e allo sport, e attenzione alla
tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica.
Con questa dicitura diventa estremamente difficile poter competere, soprattutto
se si leggono altre frasi contenute nel potenziamento di altre aree.
Il punto e), inserito per il primo ciclo nel potenziamento artistico e musicale e in
quello umanistico socio economico e per la legalità:
“sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della
sostenibilità ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali.”
L’educazione del corpo, attraverso il movimento non porta a costruirsi un
comportamento responsabile?
Del resto anche quando uscirono le norme per l’integrazione e l’educazione dei
BES (studenti con bisogni educativi speciali) e dei DSA (studenti con disturbi
specifici di apprendimento) non si è quasi mai presa a riferimento l’educazione
fisica. Noi docenti siamo ancora visti come subalterni alle altre culture, quelli che
fanno giocare ed organizzano le attività sportive, perché c’è il Coni con le
Federazioni che ci aiutano. Così la scuola primaria potrà contare anche per
questo anno scolastico, come scriveva sulla Gazzetta dello sport Valerio Piccioni
sul programma CONI/MIUR di alfabetizzazione motoria.
Il problema italiano è ormai atavico e mentre si dedicano risorse alla candidatura
olimpica, il Coni laziale sta proponendo alle scuole interventi con i vari campioni,
la scuola perde l’educazione fisica, ma si fa serbatoio sempre più ampio per il
mondo sportivo.
Mondo sportivo che potrà essere foraggiato anche dagli studenti in alternanza
scuola lavoro; gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, alla stregua
dell’altro volontariato (che però deve seguire norme completamente diverse da
quello sportivo), potranno accogliere gli studenti di tutte le scuole di secondo
grado. Certamente l’influenza in Commissione Cultura della Camera del deputato
PD Fossati (ex Presidente UISP) ha avuto qualche effetto. Non troveremo mai un
insegnante di educazione fisica in questo consesso?
Ci preoccupa poi l’ultima news, rintracciata nel blog del collega di Roma Jacopo
Balocco e ripresa anche sulla Gazzetta dello Sport dei giorni scorsi:
Scuola, proposta Pd per ‘sportivizzare’ l’Italia. Coni: “Noi ci siamo”. Una legge sull’educazione e la
cultura sportiva, per tutelare il percorso formativo dei giovani atleti e riconoscere le professioni
relative alle attività motorie e sportive. E’ la proposta di un largo schieramento di deputati che
hanno sottoscritto la proposta presentata oggi alla Camera da Daniela Sbrollini, delegata nazionale
del Pd, con il presidente della Figc Carlo Tavecchio, il capogruppo del Pd Ettore Rosato, il
vicecapogruppo di Sc Bruno Molea.
Centosessanta parlamentari hanno firmato la proposta, in rappresentanza di tutti i gruppi, esclusi i
Cinque stelle. “E’ un passaggio verso una legge compiuta sullo sport– spiega Sbrollini- la
consegneremo alle aule parlamentari, ma anche al governo nell’attesa che venga assegnata la
delega allo sport…”
Si tratta di un progetto di legge, prima firmataria, la PD Sbrollini: “Disposizioni per la
promozione dell’educazione motoria e della cultura sportiva, per il sostegno del percorso formativo
degli studenti atleti e per il riconoscimento delle professioni relative alle attività motorie e sportive”.
Vista la poca informazione che c’è fra i colleghi e nelle nostre associazioni
professionali, sempre poco frequentate dagli insegnanti di educazione fisica, che
cosa ci possiamo aspettare?
Se la cultura istituzionale è questa e noi siamo pressoché assenti e/o poco al
servizio del nostro ruolo professionale, possiamo dire addio all’educazione fisica
italiana.