diagnosi di tumore e reazioni psicologiche

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diagnosi di tumore e reazioni psicologiche
DIAGNOSI DI TUMORE E
REAZIONI PSICOLOGICHE
CAMBIAMENTO ED
OMEOSTASI ALL’INTERNO
DEL
SISTEMA FAMILIARE
ASPETTI DELLA MALATTIA
•Il tipo di malattia
•La gravità
•Il livello di cronicità
•L’impatto sociale della malattia
•Le conoscenze scientifiche
•Il dogma della malattia
•La rappresentazione simbolica
GLI ASPETTI DELLA FAMIGLIA
•L’organizzazione relazionale
•La fase del ciclo di vita
•Gli stili di coping
•Le risorse che i medici e i terapeuti
possono mobilizzare in questa situazione
familiare
•La storia e l’antologia familiare attorno al
tema della malattia e della perdita
•Variabili culturali
•Supporto sociale
LA FAMIGLIA
• Indicatori di funzionamento familiare
• Tipologie familiari
• Stadi di sviluppo familiare
• Compiti dell’equipe curante nella relazione con
la famiglia
INDICATORI DI
FUNZIONAMENTO
FAMILIARE
COESIONE
ESPRESSIONE
DELLE
EMOZIONI
GESTIONE
DEI
CONFLITTI
TIPOLOGIE FAMILIARI CON
BUON FUNZIONAMENTO:
• Famiglie con alta coesione ( intimità
adeguata, condivisione della sofferenza,
sostegno reciproco), espressione aperta
delle emozioni, assenza di conflitti irrisolti
• Famiglie con alta coesione, moderata
espressione delle emozioni e moderata
conflittualità
TIPOLOGIE FAMILIARI CON
FUNZIONAMENTO DISCRETO:
• Famiglie con grado intermedio di coesione, di
espressione delle emozioni e della
conflittualità
TIPOLOGIE FAMILIARI
A RISCHIO:
• Famiglie con alta conflittualità (ad es.ostilità
dei figli)
• Famiglie con bassa coesione , bassa
espressione delle emozioni, moderata
conflittualità
STADI DI SVILUPPO DELLA
FAMIGLIA
•
•
•
•
•
La giovane coppia senza figli
La famiglia con bambini
La famiglia con adolescenti
La famiglia con figli adulti
La famiglia con genitori anziani
COMPITI DELL’EQUIPE
CURANTE NELLA RELAZIONE
CON LA FAMIGLIA:
•
•
•
•
•
•
•
Comprendere le dinamiche familiari presenti nella fase avanzata di malattia
Distinguere il ruolo di “paziente” e di “curante” dei familiari nella
relazione di cura
Riconoscere le emozioni che inducono i familiari a “bloccare” le
informazioni al paziente
Favorire una comunicazione chiara ed aperta all’interno della famiglia
Sostenere i familiari nella preparazione alla perdita e al lutto
Riconoscere le situazioni a rischio per lo sviluppo di gravi problemi di
elaborazione della perdita
Riconoscere i propri limiti e rispettare il funzionamento che un sistema
familiare ha sviluppato nel tempo e che non intende modificare
ALCUNE MODALITA’ DI REAZIONE
DELLA COPPIA O DELLA FAMIGLIA
ALLA MALATTIA
•L’UNIRSI
•PROTEZIONE/
•IL CONTRAPPORSI
IPERPROTEZIONE
•L’ISOLARSI
•REGRESSIONE
•L’ATTIVARSI
•PARALISI
•IL DARSI DA FARE
•CRISI CONIUGALE
•L’ARRENDERSI
•CHIUSURA
IL COPING FAMILIARE
FATTORI CHIAMATI IN CAUSA
NELL’INFLUENZARE LO STILE DI COPING
FAMILIARE
•Storia della famiglia e dei suoi
membri
•Stadio di sviluppo della famiglia
•Struttura familiare
•Funzionamento familiare
•Risorse di supporto
STILI DI COPING
ADATTABILITA’
•Famiglie estremamente rigide nella definizione dei ruoli /famiglie estremamente confuse
ed indifferenziate
COESIONE
•Famiglie in cui esiste un notevole livello di distacco tra i propri membri e uno scarso
coinvolgimento rispetto alle singole vicende di ciascuno/ famiglie in cui il livello di
coesione è talmente esasperato da arrivare all’ipercoinvolgimento e alla perdita dell’
autonomia di un membro rispetto all’altro.
LIVELLO DI RELAZIONE
•Vicinanza/ conflittualità
CAPACITA’ DI ESPRIMERE LE EMOZIONI
•Espressione aperta/ repressione
QUALI E QUANTE FAMIGLIE?
•Tipologia supportiva
alti livelli di intimità tra i membri, capacità di fornire e ricevere
supporto, capacità di cooperare di fronte alle difficoltà
•Tipologia in grado di risolvere i conflitti
Se sono presenti conflitti, questi vengono affrontati e risolti
grazie all’alto livello di coesione e di espressione delle
emozioni
•Tipologia ostile
Alta conflittualità tra i membri scarso livello di coesione e di
espressione delle emozioni
•Tipologia scontrosa
Moderati livelli di conflitti, scarsa coesione tra i membri e
scarsa capacità di esprimere i problemi e verbalizzare le
emozioni
•Tipologia classica ( o ordinaria)
Intermedia alle altre
TIPOLOGIE DI FAMIGLIE
•Famiglie unite
•Famiglie divise
•Famiglie in dissoluzione
LE REAZIONI FAMILIARI
•Distacco fisico e psicologico
•Partecipazione attenta e discreta a
ciò che sta accadendo
•Eccessiva invadenza nella vita del
paziente
•Atteggiamento costruttivo di
sostegno empatico
IL PROCESSO DISADATTIVO E
L’EMPASSE COMUNICATIVO
•Irrigidimento e ripiegamento sulla omeostasi
precedente la malattia
•Sproporzionata iperprotezione
•Ipercoinvolgimento o disgregamento relazionale
•Espressione di conflitti familiari prima latenti
•Incapacità ad attivare adeguati meccanismi di
coping alla malattia
•Pessimismo e sfiducia
•Graduale perdita del network sociale che ruota
intorno alla famiglia fino all’isolamento sociale
CARICO FAMILIARE E
CAUSE DI DISAGIO
ALL’INTERNO DELLA
FAMIGLIA
ASPETTI RELATIVI ALLA RELAZIONE CON IL
CONIUGE MALATO
►aspetti fisici (ad. es. possibile perdita della
autonomia, dolore, fatica, nausea e vomito, effetti
collaterali delle terapie)
►aspetti psicosociali (ad es. modifiche dei ruoli e
trasformazione del ruolo del paziente da soggetto
“indipendente” a soggetto “dipendente”, assunzione
di responsabilità nuove per altri membri, angosce
rispetto l’immagine corporea, alla morte)
►problemi esistenziali e spirituali (ad es.
significato sulla propria esistenza)
ASPETTI RELATIVI ALLA FAMIGLIA
STESSA
►aspetti psicosociali (ad es. spostamento dell’
attenzione e delle riserve psicologiche sulla malattia
del membro familiare malato, senso di perdita,
angoscia di separazione, senso di abbandono, ansia,
senso di inaiutabilità o colpa, cambiamenti di ruolo)
►aspetti fisici ( ad es. fatica, esaurimento fisico,
alterazioni del ciclo sonno-veglia)
►aspetti pratici (ad es. necessità di acquisire
conoscenze tecniche, problemi economici, bisogno
di riorganizzare la vita familiare e i ritmi, problemi
di lavoro, dipendenza dagli altri, alterazione dei
rapporti con gli altri)
ASPETTI RELATIVI ALLA RELAZIONE
CON LE ISTITUZIONI
►aspetti psicosociali (ad es. problemi di
comunicazione con lo staff, ambiguità dei
ruoli reciproci, conflitti con lo staff)
►aspetti pratici ( ad. es. problemi
organizzativi legati ai tempi dello staff,
problemi nei rapporti con le istituzioni,
disponibilità o meno delle risorse cui
accedere)
ELEMENTI CENTRALI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
• Onestà
• Empatia
• Rispetto
EMPATIA
Bisogna essere sufficientemente calmi e disposti
all’ascolto per decodificare il contenuto della
comunicazione nei sentimenti e nelle emozioni
corrispondenti: sentire la gioia, la tristezza,
l’ira, la paura, il turbamento dell’altro, senza
aggiungervi la nostra paura, il nostro
turbamento. La comunicazione empatica è la
forma di comunicazione “non violenta” per
eccellenza, da cui è escluso il giudizio, ma anche
il consiglio e l’interpretazione. Forma il nucleo
di comunità solidali, perché nel momento stesso
in cui agisce da
“riconoscimento”dell’individualità di un’altra
persona (sei importante per me, ho stima di te e
riconosco, rispetto e condivido il tuo
sentimento), accorcia le distanze tra noi e gli
altri.
EMPATIA
•Sintonizzarsi con l’altro e con i significati
che egli sta dando alla propria situazione,
come se fossero i nostri
•Riflettere e rispecchiare le emozioni che
l’altro ci porta
•Accettare quanto l’altro prova, ricordando
sempre che dietro comportamenti o
contenuti comunicativi vi sono emozioni e
stati di sofferenza
I PRINCIPALI BISOGNI DEI
FAMILIARI IN FASE TERMINALE
DI MALATTIA
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Stare con la persona morente
Essere utile alla persona morente
Ricevere rassicurazioni sul fatto che non stia
soffrendo
Essere informato sulle sue reali condizioni
Essere informati sulla vicinanza della morte
Esprimere le proprie emozioni
Ricevere conforto e sostegno dagli altri
familiari
Ricevere accettazione, supporto e conforto
dall’equipe curante

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