Bibbia e Musica

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Bibbia e Musica
Bibbia e Musica
esami conclusivi
Pasquale Troìa
Messiaen:
Quartetto* per la fine del Tempo
Ogni esperienza ha una fine, un tempo improrogabile di estinzione, ma molte non terminano che molto lontano dalla loro apparente conclusione e lo fanno in un Tempo che si fa attendere.
È la differenza tra tempi e Tempo che Olivier Messiaen si preoccupa di sottolineare e per questo esige che nel suo Quartetto
quella parola Temps della fine sia scritta in maiuscolo. E spesso
queste considerazioni insorgono in una situazione limite, anch’essa con il rischio di finire. È l’esperienza di Messiaen nel
comporre il Quatuor pour la fin du Temps (Quartetto per la fine del
Tempo)1.
In un campo di prigionia
Pieno inverno del 1941, Stalag2 VIII A di Görlitz (Slesia, una cittadina che oggi segna il confine tra Germania e Polonia), «un paese
dove il sole si leva solo alle dieci del mattino»: Messiaen3 è uno dei
trentamila internati. È in questa realtà irreale che Messiaen compone il suo Quartetto, facendo un’esperienza dalla quale, come
confessa, «il miglior beneficio che ne ho tratto è che in mezzo a
trentamila prigionieri, probabilmente ero l’unico a non esserlo».
La musica lo rendeva libero, come quella Verità della Persona di
Gesù Cristo in cui credeva. Era arrivato in quel campo con «un tascapane che conteneva tutti i miei tesori, ovvero una piccola biblioteca di partiture d’orchestra tascabili, che sarebbero state la
mia consolazione quando avrei sofferto, come gli stessi Tedeschi,
la fame e il freddo. Questa piccola biblioteca, molto eclettica, andava dai Concerti branderburghesi di Bach alla Suite lirica di
Berg…».
Ed in questa stessa realtà, nella baracca n. 27b dello Stalag, adibita a teatro, avviene la prima esecuzione del Quatuor pour la fin du
Temps: il 15 gennaio del 1941. Messiaen racconta: «Fu preceduta
da una conferenza, che tenni io stesso, sull’Apocalisse di san Giovanni, alla presenza dei preti prigionieri, che comunque hanno
approvato i miei commenti». Con quali strumenti? «Dopo la conferenza venne portato al campo un pianoforte verticale, molto rovinato, i cui tasti della parte destra si abbassavano e non si rialzavano più…, un clarinetto, un violino e un violoncello a tre corde» (quindi ne mancava una!). Più tardi Messiaen ricorderà: «Jamais n’ai-je eu autant d’attention et de compréhension». Dopo
l’esecuzione Messiaen non era il “solo” a sentirsi libero!
Gli interpreti del Quartetto avevano diverse convinzioni religiose: il cattolico Messiaen (al pianoforte) diceva di sé che «era nato
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credente»: Henry Akoka (al clarinetto) proveniva da una famiglia ebrea; Etienne Pasquier (al violoncello) si definiva agnostico,
ma convinto dell'esistenza della divinità (perchè «anche la musica di Schubert è divina»); Jean Le Boulaire (al violino) si considerava ateo.
L’Apocalisse nell’’apocalisse’ di un campo
di prigionia
Nella prefazione alla pubblicazione (1942) della partitura del Quatuor, Messiaen dichiara che «è stato direttamente ispirato dal testo
biblico di Apocalisse (10,1-7)», ma che «questa citazione è semplicemente il punto di partenza. Non ho voluto in alcun modo fare
un commento dell’Apocalisse, ma soltanto motivare il mio desiderio della Fine del tempo». «Quando ero prigioniero, la mancanza
di cibo mi provocava dei sogni colorati: vedevo l'arcobaleno dell'Angelo e strani turbinii di colori. Ma la scelta dell’“Angelo che annuncia
la fine del Tempo” si basa su ragioni molto più serie. Come musicista
ho lavorato sul ritmo. Il ritmo è, per sua essenza, cambiamento e divisione. Studiare il cambiamento e la divisione, significa studiare il Tem-
*Oltre ad un economico acquisto di un cdrom (come quello n. 8.554824 della Naxos
interpretato dagli Amici Ensemble) e di altre etichette discografiche da quartetti più celebri, in internet è possibile ascoltare in preview alcuni i movimenti, ma soprattutto vederne l’esecuzione grazie a You Tube, in http://www.lastfm.it/music/Olivier+Messiaen e
http://www.ilsussidiario. net/articolo.aspx?articolo=6941. È, inoltre, possibile anche
scaricare (a pagamento) in formato mp3 per cellulare e lettori mp3 vari altre composizioni di Messiaen in http://it.dada.net/audio/8763713/Messiaen/.
1. La fine dell’anno solare (e il suo augurale e sperato inizio), la prossima celebrazione
del “giorno della memoria” (27 gennaio) e del giorno del ricordo (10 febbraio) , il centenario della nascita (1908-1992) di Olivier Messiaen (non molto celebrato in Italia!), il
clima di comunicazione spesso ‘apocalittico’ dei mass media o forse della stessa realtà
mondiale, e la poca letteratura musicale sull’Apocalisse… motivano questa seconda
puntata su “Bibbia e Musica”. Ed in sintonia con queste intenzioni si potrebbe citare
Messiaen: «Il Tempo - determinato, relativo, fisiologico, psicologico - si divide in mille
maniere diverse, e per noi uomini la più immediata è una continua conversione dell'avvenire nel passato. Questa “continua conversione” è il procedere della memoria
musicale, se l'atto stesso di ascoltare richiede il simultaneo esercizio del ricordo».
A proposito dell’ancora inattuale presenza di Messiaen nei programmi dei concerti, il
più accurato studioso italiano di Messiaen, Raffaele POZZI, scrive: Il suo tempo verrà:
Messiaen musicista inattuale, in Musica e dossier, Firenze, Giunti, 1989, pp. 72-75.
2. “Acronimo per Stammlager, campo permanente per prigionieri di guerra” (cfr. dizionario della Fondazione Memoria della Deportazione Biblioteca Archivio Pina e Aldo
Ravelli: http://www.deportati.it/dizionario/).
3. Olivier Eugène Prosper Charles Messiaen (Avignone, 10 dicembre 1908 – Clichy, 27 aprile 1992) è stato compositore, organista e… ornitologo. Nasce in una famiglia culturalmente
molto qualificata: sua madre fu la poetessa Cécile Sauvage, mentre suo padre Pierre fu insegnante di inglese e traduttore di un’edizione di Shakespeare in francese. Talento precoce e
studi musicali con grandi maestri. Nel 1940 viene catturato dai tedeschi e internato nel campo di prigionia di Görlitz, dove compone ed esegue il Quatuor pour la fin du Temps. Docente di composizione, filosofia della musica e di seguiti corsi in diversi conservatori e università.
Dal 1931 fino alla sua morte organista presso la chiesa de La Sainte Trinité, a Parigi. Suoi allievi sono stati i più grandi nomi del Novecento musicale: Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, Iannis Xenakis, George Benjamin (cfr. notizie biografiche e musicali in Wikipedia).
po. Il Tempo – misurato, relativo, fisiologico, psicologico – si divide in
mille modi, il più immediato dei quali per noi è una conversione perpetua dell'avvenire in passato. Nell'eternità queste cose non esisteranno più. Quanti problemi! Questi problemi li ho posti nel
mio Quartetto per la fine del Tempo. Ma a dire il vero essi
hanno orientato tutte le mie ricerche sonore e ritmiche
da una quarantina d'anni a questa parte...»4.
La Bibbia accompagna Messiaen nell’arco di tutta la sua vita. Una lettura meditata, attualizzata
approfondita anche alla luce di teologi moderni
(Romano Guardini, Thomas Merton, Hans Urs
von Balthasar) e antichi come san Tommaso.
Messiaen è il compositore contemporaneo che
più degli altri (e forse secondo soltanto a Bach5),
rintraccia nella Bibbia la sua sorgente e la sua
fonte di creazione musicale.
Ap 10,1-7; il testo biblico ispirativo
del Quatuor
1. Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo,
avvolto nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco.
2. Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto
il piede
destro sul mare e il sinistro sulla terra,
3. gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando
ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce.
4. Dopochè i sette tuoni ebbero fatto udire la loro voce, io
ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che
mi disse: «Metti
sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo».
5. Allora l'angelo che avevo visto con un piede sul mare e
un piede sulla terra, alzò la destra verso il cielo
6. giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli; che ha
creato cielo, terra, mare, e quanto è in essi: «Non vi sarà
più indugio!
7. Nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce
e suonerà tromba, allora si compirà il mistero di Dio come
egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti».
Breve analisi degli otto movimenti del Quatuor
Il Quartetto6 è composto da otto movimenti: «L'otto della luce indefettibile, della pace inalterabile». È la circolarità senza inizio e senza
fine del Tempo oltre il tempo, è l'immagine prediletta per delineare
l'orizzonte sempre inseguito e sempre sfuggente dell'eternità.
L’ascolto del Quartetto7 richiede una preparazione8 se non una
predisposizione alla poetica musicale di Messiaen qui di seguito
brevemente esemplificata per ogni movimento9.
4. I temi musicali del suono, dei colori e degli uccelli mediante i quali Messiaen prefigura l’Apocalisse sono presenti in altre opere che l’Apocalisse stessa ispira: Les Corps
glorieux (1939), Vision de l’Amen, Couleurs de la cité celeste.
5. A differenza di Bach che ‘canta e musica’ le parole della Bibbia, Messiaen prevalentemente se ne ispira componendo una musica che ‘dice senza dire’ le parole della Bibbia, in quell’antica e agostiniana jubilatio per la quale «il suono del cuore è conoscenza» (AGOSTINO, Enarrationes in Psalmos, nell’esegesi del salmo 99).
6. Per le caratteristiche del genere musicale Quartetto e i suoi strumenti vedi l’allegato
“Quartetto e strumenti” nel sito riservato agli abbonati (DALLA RIVISTA - integrazioni
articoli) raggiungibile dal portale www.lascuola.it.
7. Numerose le edizioni discografiche e cdgrafiche del Quatuor (almeno una trentina);
forse una delle più eseguite opere di Messiaen. Come è documentato anche in internet: http://www.lastfm.it/music/Olivier+Messiaen.
8. Alcune indicazioni per una valorizzazione didattica del Quartetto e delle musiche
‘contemporanee’: nel sito riservato agli abbonati l’allegato “Indicazioni didattiche”.
9. Nel sito riservato agli abbonati sono indicati altri elementi di interpretazione nell’allegato “articolo integrale”.
esami conclusivi
Cartoncino di invito alla prima esecuzione del Quartetto stampato
nello StalagVIII A nel campo di prigionia di Görlitz nel 1941.
Le prime tre battute di inizio del Quatuor pour la fin du Temps
di Messiaen. Perché l’esecuzione sia ‘colorata’, notare le puntuali
indicazioni di tempo (bien moderé, expressif, vibrato, legato…), gli
ornamenti [tr(illo)] trillo) e di dinamica [p(iano), pp(ianissimo),
ppp(più che pianissimo)…] molto puntuali ed esigenti ed anche
molto personali, insolite nel lessico musicale [comme un oiseau,
(come un uccello), son flüté, … (suono flutato), en poudroiememt
harmonieux. Elementi che richiedono abilità esecutive ma soprattutto richiedono agli interpreti empatia con il compositore e sensibilità musicali non indifferenti.
II. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
Strumenti: violino, violoncello, clarinetto, pianoforte
presentazione di Messiaen: La prima e la terza parte (molto corte) evocano la
potenza di questo angelo forte, avvolto da una nuvola, l'arcobaleno sul capo,
con un piede appoggiato sul mare e uno sulla terra. Le armonie impalpabili del
cielo sono la parte centrale. Al pianoforte, cascate dolci di note blu e color malva, oro e verde, violetto-rosso, blu-arancione, che avvolgono con il loro carillon
lontano la melopea quasi a canto-piano di violino e violoncello, il tutto dominato da grigi acciaio.
III. Abîme des oiseaux
Strumenti: clarinetto solo
presentazione di Messiaen: l’abisso è il Tempo (Temps). Con le sue tristezze, le sue stanchezze. Gli uccelli sono il contrario del Tempo (Temps); sono
il nostro desiderio di luce, di stelle, di arcobaleni, di vocalizzi giubilanti”.
IV. Intermède
Strumenti: violino, violoncello, clarinetto
presentazione di Messiaen: scherzo [in forma ternaria], di carattere più
esteriore degli altri movimenti, ma legato ad essi, tuttavia, da alcuni "richiami" melodici.
V. Louange à l’Éternité de Jésus
Strumenti: violoncello e pianoforte
presentazione di Messiaen: Gesù viene qui considerato in quanto Verbo.
Una frase ampia, infinitamente lenta, del violoncello magnifica con amore e reverenza l'eternità di questo Verbo possente e dolce “i cui anni non
si esauriranno mai”. Maestosamente, la melodia si dispiega in una sorta
di lontananza tenera e sovrana. “All'inizio era il Verbo, e il Verbo era in
Dio, e il Verbo era Dio”. (Gv 1,1)
VI. Danse de la fureur, pour le sept trompettes
Strumenti: violino, violoncello, clarinetto, pianoforte
presentazione di Messiaen: ritmicamente il pezzo più caratteristico della
serie. I quattro strumenti all'unisono presentano arie di gong e di trombe
(le sei prime trombe dell'Apocalisse seguite da catastrofi diverse, la tromba del settimo angelo che annuncia il compimento del mistero di Dio).
[…] Musica di pietra, formidabile granito sonoro; irresistibile movimenNUOVA SECONDARIA - N. 4 2008 - ANNO XXVI
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to di acciaio, di enormi blocchi di furore purpureo, di ebbrezza ghiacciata. Sentite, soprattutto, verso la fine del pezzo, il terribile fortissimo del tema per aumentazione e cambio di registro delle sue diverse note.
NOVITÀ
VII. Fouillis d’arc-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
Strumenti: violino, violoncello, clarinetto, pianoforte
presentazione di Messiaen: sfolgorio di arcobaleni, per l'Angelo che annuncia la fine del Tempo. Ritornano, qui, alcuni passaggi del secondo
movimento. Appare l'Angelo pieno di forza, e soprattutto l'arcobaleno
che lo copre (l'arcobaleno, simbolo di pace, di saggezza, e di ogni vibrazione luminosa e sonora). Nei miei sogni, sento e vedo accordi e melodie
precise, colori e forme conosciute; poi, dopo questo stadio transitorio,
passo nell'irreale e subisco con estasi un turbinio, una compenetrazione
rotatoria di suoni e di colori sovrumani. Spade di fuoco, colate di lava
blu-arancio, stelle improvvise: ecco lo sfolgorio, ecco gli arcobaleni!
VIII. Louange à l’immortalité de Jésus
Strumenti: violino e pianoforte
presentazione di Messiaen: ampio a solo di violino, che richiama l’ a solo di violoncello del quinto movimento. Perché questa seconda lode? Essa si rivolge più particolarmente al secondo aspetto di Gesù, a Gesù-Uomo, al Verbo fatto carne, resuscitato immortale per comunicarci la sua vita. Essa è tutto amore. Il suo lento salire verso l'estremo acuto, è
l'ascensione dell'uomo verso il suo Dio, del Figlio di Dio verso suo Padre,
della creatura divinizzata verso il Paradiso.
Un quartetto prima della fine del Tempo
CARL SCHMITT
LA TIRANNIA
DEI VALORI
a cura di P. Becchi
22261 - pp. 80, € 7,00
In poche pagine, con lucidità cristallina, l’autore
mostra non solo la logica che sta alla base di ogni
filosofia dei valori, ma anche quella intrinseca al
concetto stesso di valore. Una riflessione affine a
quella di Heidegger, che aiuta a smascherare il
volto demoniaco di un concetto apparentemente
edificante. Ma queste pagine hanno anche e
soprattutto una pertinenza giuridica con l’obiettivo di
mostrare gli esiti del “neocostituzionalismo”, il
fenomeno che nasce dall’interpretazione della
costituzione come possibilità di applicazione diretta
dei suoi valori.
NS08 4D
Distribuzione in esclusiva
EDITRICE LA SCUOLA
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Messiaen sperimenterà continuamente la possibilità di tradurre in
suoni e colori la sua esperienza di fede. La sua personalità “olica”10, culturalmente “onnivora”, mistica e musicale, ma radicata
nella creazione e proiettata nei colori del cielo e della parusia, nell’attesa dell’Amen dell’Apocalisse cominciata già nell’Amen della
Genesi è coinvolgente, sinestetica a tal punto che o ti ‘prende’ o
‘non ti prende’: è la prerogativa del linguaggio profetico, sia religiosamente parlando che musicalmente, di Messiaen11. In un campo di prigionia, in un rigido inverno del 1941, senza alcuna speranza, un internato, un inaspettato e anonimo critico musicale12 così commenta l’esecuzione del Quartetto da parte di Messiaen e dei
suoi tre amici musicisti: «Penso che il Quartetto per la fine del Tempo sia veramente pervaso dall'idea di Dio, perché l'autore l'ha cercata con assoluta umiltà e con la pazienza della sua fede.
Tra i due movimenti abbiamo pensato: “Questa musica ci onora
tutti”. La natura della vera bellezza è tale che ci attira verso di sé...
Qualcuno disse: “Questo ci riscatta tutti”. È vero. Era un riscatto
sulla prigionia, la mediocrità, e soprattutto, su noi stessi. E può
esistere un elogio più giusto di questo profondo e doloroso pensiero? “La cosa fondamentale, nell'ascoltare questa musica, non è
ritornare dove siamo, ma a ciò che siamo”»13.
Questo articolo, ampliato nel testo e approfondito nelle note, è
presente nel sito www.lascuola.it nell’allegato “articolo integrale”.
Pasquale Troía
Pontificia Università «S. Tommaso d’Aquino», Roma
10. «Je ne suis pas seulement musicien, rythmicien, et apôtre du son couleur, je sui
aussi ornithologue» (Messiaen).
11. Alcune dichiarazioni di Messiaen sulla sua concezione e funzione della musica: nel
sito riservato agli abbonati l’allegato “Funzione della musica secondo Messiaen”.
12. L’1 aprile 1941 su Le Lumignon, il bollettino mensile che si stampava nello Stalag
VIII A del Campo di prigionia di Görlitz, un anonimo V.M. scrive e firma la prima ‘recensione’ dell’evento. [vedi file Recensione Quatuor nel bollettino del campo di prigionia, 1941 sul sito riservato agli abbonati] [vedi file Recensione Quatuor su Le Figaro,
1942 sempre sullo stesso sito]. Ambedue i documenti sono riportati in S. CAPPELLETTO (a cura), L'angelo del tempo. Olivier Eugène Prosper Charles Messiaen, Accademia Perosi Onlus, 2008, pp. 37-42.
13 Circa le modalità di ascolto della musica cosiddetta “contemporanea” e sulla sua efficacia comunicativa, vedi sempre nel sito riservato agli abbonati alcune FAQ (Frequently Asked Questions) come contributo ad una riflessione consapevole.

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