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Capitale: Ouagadougou
AFRiCA
burkina faso
Ordinamento: Repubblica presidenziale
Superficie: 274.200 km²
Popolazione: 17.812.961
Religioni: islamica (61%), cattolica (19%), animista (15%), altre (4%)
Ouagadougou
Livello di criticità:
Lingue: francese, idiomi locali di origine sudanese
Moneta: franco (CFA)
PIL pro capite: 1.400 USD
PoLiTiCa
Protettorato francese dal 1896, il Paese viene integrato qualche anno più tardi nell’Africa Occidentale Francese (AOF)
insieme a Niger, Costa d’Avorio, Guinea e Mauritania. Nel 1947 l’Alto Volta (primigenio nome del Burkina Faso) raggiunge l’autonomia, ma solo nel 1960 viene proclamata l’indipendenza. il 25 novembre 1980 il colonnello Zerbo guida
un golpe che rovescia il governo e istituisce il Comitato Militare di Salvezza Nazionale. Due anni più tardi il colonnello
viene destituito dal comandante Ouedraogo. Nel 1983 un nuovo colpo di stato porta al potere Blaise Compaoré. Un
anno dopo l’Alto Volta, con Thomas Sankara come primo ministro, cambia il nome in Burkina Faso, che in dialetto
moré significa “Paese degli uomini liberi”. il 15 ottobre 1987 Sankara viene assassinato durante un colpo di stato guidato da Compaoré, Zongo e Lengani, i quali formeranno il triumvirato del Fronte Popolare. Dopo qualche tempo, Compaoré accusa gli altri due di tradimento e li fa uccidere. Sarà lui a ricoprire il ruolo di Presidente della Repubblica del
Burkina Faso dal 1987 ad oggi. Le ultime elezioni, quelle del 2010, sono state contestate e dichiarate incostituzionali
ma i risultati, che hanno dato a Compaoré l’83% delle preferenze, sono stati comunque accettati.
EConoMia
il Burkina Faso è stato incluso dall’ONU tra i 25 Paesi più poveri del mondo. Privo di sbocchi sul mare e condannato
da un clima spietato che impone lunghi periodi di siccità, vive una cronica crisi economica con un’inflazione che si
attesta al 3,6%. Gli scambi commerciali si svolgono prevalentemente con Francia e Costa d’Avorio. Le esportazioni
sono rappresentate da cotone, prodotti zootecnici (bestiame vivo, pelli e cuoio), noci di karité, sesamo e arachidi. Le
piccole industrie occupano solo il 3% della forza lavoro e operano nei comparti alimentare e tessile, compensando
solo le richieste del mercato interno. Al momento, il maggior interesse è puntato sui giacimenti di manganese, sui
minerali auriferi e in parte sull’antimonio, lo zinco e i fosfati. il Burkina Faso sta cercando, inoltre, di migliorare la
propria produzione energetica e le proprie riserve idriche, con la costruzione della diga di Ziga, che ha alleviato la
mancanza d’acqua della capitale.
CriTiCiTÀ
Tra i Paesi dell’Africa occidentale il Burkina Faso può essere considerato tra i più sicuri, nonostante negli ultimi anni
sia stato riscontrato un sensibile aumento della microcriminalità. Episodi di brigantaggio si registrano soprattutto
lungo le strade che collegano la capitale a Fada-Ngourma (area est del Paese), al confine con il Ghana e in tutta l’area
di confine con il Benin e lungo il Niger. Un’area altrettanto pericolosa è quella confinante con il Mali e le località di
Oursi e di Markoye, le province di Oudalan, Seno, Soum e Yatenga. Qui sono attive diverse bande armate di terroristi
islamici che vivono di contrabbando e sequestri. A rischio anche i confini con la Costa d’Avorio, considerato che tra i
due Paesi i rapporti rimangono molto tesi. Saltuariamente, il Paese viene colpito da violente alluvioni, che distruggono
raccolti e travolgono villaggi interi, aggravando una situazione sanitaria di per sé già drammatica.

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