Con Amore, Marc e Bella Chagall

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Con Amore, Marc e Bella Chagall
Con Amore, Marc e Bella Chagall
scritto e diretto da Valentina D’Andrea
con Simone Castano e Valentina D’Andrea
“Ti getti sulla tela, premi il colore dai tubetti e intingi i pennelli: il rosso il nero, il bianco, il blu. E mi
trascini nel torrente dei tuoi colori. A un tratto mi sollevi da terra e tu stesso prendi lo slancio…E
tutt’e due letteralmente ci solleviamo…e ci involiamo. Arriviamo alla finestra e vorremo
attraversarla. Fuori ci chiamano le nuvole e il cielo blu: i muri con tutti i miei scialli variopinti girano
intorno a noi…”
Bella Rosenfeld
E' la storia d’amore tra “il poeta con le ali di pittore” Marc Chagall e sua moglie, Bella Rosenfeld,
la sua guida, la sua musa che volteggerà sulle sue tele dal primo incontro fino alla fine...
Lui, ragazzo dallo “sguardo di volpe negli occhi azzurro-cielo”, figlio di un commerciante di
aringhe. Lei, giovane dalla pelle d’avorio e dai grandi occhi neri, figlia di ricchi orologiai. Due anime
libere, sognanti, che incontrandosi si legano indissolubilmente per la vita.
Entrambi nati e cresciuti a Vitebsk, una piccola cittadina della Russia divisa da un ponte: al di qua
abitano i ricchi come Bella, al di là i poveri come Marc. Entrambi sono ebrei, impregnati di Dio. Un
Dio che si maschera, si nasconde e su quel ponte li fa incontrare. E’ amore, all’istante. E' il 1910.
Qualche mese dopo, Marc che ama la sua pittura quanto Bella, decide di trasferirsi a Parigi, dove
splende il Sole dell'Arte e dove si stanno riversando tutti gli artisti del mondo.
A Parigi Marc entra in contatto con gli ambienti artistici d’avanguardia del novecento, tra cui i
Fauvisti e i Cubisti, ai quali non riesce però a legarsi artisticamente, perché teme ogni tipo di
classificazione, nell'arte come nella vita. Resta libero, a sé, rispetto a filoni artistici che dettano
regole da seguire se di essi si vuole far parte. E' questa sua sete di libertà che lo avvicinerà al
grande poeta Guillaume Apollinaire, che come Chagall non ha paura di essere un diverso perché
“è la diversità a cambiare il mondo. E noi abbiamo il dovere di cambiarlo questo mondo, e di
tenere accese le stelle”
Dopo una prima mostra di Chagall organizzata a Berlino proprio dall'amico Apollinaire, Marc
decide di tornare, dopo quattro anni ,dal suo grande amore Bella, a Vitebsk. Il desiderio è quello di
sposarla per tornare insieme a Parigi, ma la prima Guerra Mondiale chiude il confine Russo e i due
sono costretti a restare.
Qui inizia la loro vita insieme, sullo sfondo di un mondo pericolosamente in fermento tra la Grande
Guerra appunto, la Rivoluzione d’Ottobre, la seconda Guerra Mondiale e il Nazismo che li
costringerà all’esilio prima in Francia e poi negli Stati Uniti.
Una vita, quella di Marc e Bella Chagall che oscilla tra il bisogno potente di sognare un mondo in
cui gli uomini, tutti, fanno le cose con amore, e la realtà cruda “di gente che si scanna e non sa
nemmeno il perché”.
Un amore che parte da loro e abbraccia la terra.
Un racconto delicato che restituisce la bellezza di una storia d’amore poco conosciuta ma rimasta
viva e immortale, impressa nei colori pastello e nelle tinte evanescenti delle tele del pittore. Un
amore gioioso, puro e libero come il volo leggero degli amanti che fluttuano mano nella mano sui
tetti fantastici di città incantate tra violinisti vagabondi e feste danzanti.
Con Amore, Marc e Bella Chagall
scritto e diretto da Valentina D’Andrea
con Simone Castano e Valentina D’Andrea
Recensione di Antonio Mazzuca (Gufetto Mag)
CON AMORE MARC E BELLA CHAGALL: uno
sguardo Luminoso ai Sogni, nell’oscurità della
Storia
Un’opera intensa e appassionata, potrebbe definirsi così “Con amore Marc e bella
Chagall”, il testo scritto e diretto da Valentina D’Andrea. Si tratta di un’opera preziosa,
che fa luce sulla vita del pittore ebreo bielorusso, naturalizzato francese, Marc Chagall e di
sua moglie; un racconto d’amore immerso nella storia più crudele del novecento dove le
due guerre mondiali, la rivoluzione russa e l’avvento del nazismo fanno da sfondo
“rumoroso” ad un amore che si affianca, senza sovrapporsi, alla passione del pittore per la
propria arte.
Il testo viene rappresentato dalla stessa D’Andrea e da Simone Castano nel ruolo di
Chagall: sulla scena pochi arredi, un tavolo ed una scala, ed un fondamentale telo bianco
che si presta a varie funzioni, la più importante delle quali è fare da fondo bianco alle
immagini dei quadri di Chagall riprodotte da un proiettore.
L’interpretazione di Simone Castano è spiritosa e sognante, una giusta caratterizzazione
per un pittore originale, dalla personalità multiforme, capace di adattarsi ai tempi senza
perdere quell'originale purezza infantile cara alla sua vena artistica. Lo Chagall che ci
viene restituito da Castano ama la sua Bella quasi quanto la sua arte, è buffo e
commovente, anche con un naso da pagliaccio e non rinuncia all’ironia su se stesso. Un
ritratto umano e tenero di un uomo straordinario.
Valentina D’Andrea mostra sulla scena una vena spiritosa e dinamica: conferisce a Bella
una personalità non appiattita su quella del proprio compagno ma combattiva, spesso
ispirata, in lotta coi suoi ideali, tanto più “terrena” quanto Chagall è visionario e sognante”.
Animata dalla lotta per i propri Sogni, la figura di Bella è credibile e convincente soprattutto
nei momenti di rabbia e delusione in cui si rivolge direttamente a quel Dio che sembra
manovrare le proprie vite e la Storia, privandoli di quella Libertà artistica ed espressiva
così vagheggiata e ambita.
I due attori si prestano ad interpretare anche altri ruoli durante la piéce, dando vita ad
alcuni familiari e amici dei due protagonisti (spiritosa l’interpretazione dell’amico Apollinaire
da parte della stessa D’Andrea), passando con facilità da un ruolo all’altro e
movimentando la trama.
Completamente a loro agio sul palco, Castano e D’Andrea commuovono e
incantano con la semplicità pura di un amore delicato e difeso contro la Storia,
mostrandosi come “due gocce nel mare, perdute nel Mondo”, una coppia inossidabile in
cui ognuno dei due “porta sotto le scarpe la propria Terra”, (un riferimento alle origini
ebraiche della coppia) e si batte per quella Libertà espressiva, sentimentale e sociale
messa alla prova dal trasecolare degli Eventi del novecento.
Un testo toccante dove i due attori dimostrano un’affinità vincente.
Spiritosa e azzeccata, infine, la scelta di far disegnare agli spettatori i propri sogni prima
dell’inizio dello spettacolo: gli spettatori vengono così coinvolti in un momento chiave della
vita di Chagall, avvicinando il pittore e la sua arte astratta al nostro comune sentire:
Valentina D’Andrea ci permette così di provare a dare vita ai nostri sogni, un’ambizione
“luminosa” propria di Chagall e della sua Bella in uno dei momenti più oscuri della Storia.

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