messaggio per la “colletta per la terra santa”

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messaggio per la “colletta per la terra santa”
MESSAGGIO PER LA “COLLETTA
PER LA TERRA SANTA”
(VENERDÌ SANTO 2011)
Ai Fedeli, Sacerdoti, Religiosi/e della Diocesi di Cremona
Carissimi,
è passato più di un mese dal pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, ma ho ancora vivo nel cuore
l'incontro che noi cremonesi abbiamo avuto con la Chiesa locale che mantiene viva la memoria del
Figlio di Dio incarnato. Ricordo l'entusiasmo di padre Ibrahim, parroco di Gerico, responsabile di
una scuola cattolica che ospita centinaia di bambini, oppure l'intraprendenza dei giovani di una
parrocchia periferica di Gerusalemme che per sostenersi hanno aperto, nei locali della loro
comunità, un ristorante che accoglie i pellegrini. Penso anche a mons. Shomali, vicario patriarcale
di Gerusalemme, che ci ha raccontato della fatica del dialogo ecumenico e della speranza che
offrono i cristiani che giungono da tutto il mondo.
Ma è soprattutto la testimonianza di padre Vitores, vicario del Custode di Terra Santa, che ha
ridestato in noi il desiderio di fare di più per questa Chiesa così antica e così fiera. Il religioso ha
descritto il lavoro silenzioso e preciso condotto dai frati francescani: la manutenzione dei santuari e
delle chiese, l'assistenza ai pellegrini e, soprattutto, la cura dei cristiani di queste terre. I dati che
padre Vitores ci ha fornito sono impressionanti: nel 1948 i cristiani a Gerusalemme erano il 20%,
oggi sono l’1,4% e per di più sono divisi in 20 gruppi diversi; negli anni Sessanta del secolo scorso
a Betlemme i discepoli di Gesù erano il 70%, oggi superano di poco il 10%. Una persecuzione
silenziosa, ma efficace sta spingendo molte famiglie ad emigrare per cercare in altre parti del
mondo un futuro sereno che è loro precluso in patria. Tutto ciò è inaccettabile: la Terra Santa che
senza cristiani rischia di diventare un museo di cose passate, deve rimanere memoria viva della
presenza di Cristo nel mondo! Per questo siamo chiamati a farci carico della Chiesa di
Gerusalemme, prima di tutto con la preghiera, perché possa finalmente germogliare la pace, la
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concordia e la libertà per tutti, e poi con l'aiuto concreto. La colletta che verrà effettuata in tutte le
parrocchie durante le celebrazioni del Venerdì Santo sarà proprio destinata ai progetti della Custodia
di Terra Santa: è un'antica e nobile consuetudine, un impegno che risale addirittura all'epoca
apostolica e che è testimoniato da San Paolo nella prima lettera ai Corinti e in quella ai Romani: «È
parso bene, infatti, di fare una colletta per i poveri che si trovano fra i santi in Gerusalemme».
Le offerte raccolte serviranno al restauro dei sacri edifici, al finanziamento di borse di studio per
ben 360 giovani, all'assistenza ai bambini e alle famiglie di Betlemme, al sostegno delle parrocchie
e delle loro scuole, alla costruzione di appartamenti per poveri e giovani coppie e non da ultimo ad
importanti iniziative culturali.
Sostenendo i cristiani di quelle terre non solo tendiamo la mano a dei nostri fratelli bisognosi, ma
sproniamo i membri di quella comunità sorella a ravvivare la coscienza di essere pietre vive,
memorie viventi del messaggio di pace che Cristo ha scritto con il suo sangue sul legno della Croce.
+ Dante, vescovo
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