NUMERO UNO

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NUMERO UNO
I L
P E R S O N A G G I O :
M A R AT
S A F I N
a cura della Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne
Marzo 2005
Roger
Federer
Marat
Safi n
Lleyton
Hewitt
Andy
Roddick
Joachim
Johansson
Andre
Agassi
Guillermo
Coria
Rafael
Nadal
Tim
Henman
NUMERO
UNO
È appena partita
la corsa all’INDESIT
ATP 2005 Race.
Chi sarà in testa
a fine anno?
Proviamo a
scoprirlo insieme
Mario
Ancic
1
INDESIT ATP 2005 Race
Safi n e Federer
al termine del
loro incredibile
match a
Melbourne
FabFour
Non sono tornati i Beatles ma anche il mondo del tennis è
dominato da quattro fuoriclasse che si stanno dimostrando un
gradino sopra tutti. Da Federer a Safin, da Roddick a Hewitt:
chi vincerà la corsa al titolo di numero uno del mondo?
L’
INDESIT ATP 2005 Race è appena cominciata che... pare già
ristretta a due soli giocatori. Roger Federer e Marat Safin sono
stati talmente impressionanti in
Australia che pensare ad un giocatore in grado di avvicinarli pare una vera
follia. Proviamo comunque a pronosticare
quale sarà la top 10 di questa stagione.
A Melbourne ha vinto quello... che doveva perdere. Roger Federer infatti appariva come l’angelo del tennis, una sorta di
macchina perfetta incapace di sbavature,
figuriamoci di uscire sconfitto per un match intero. Invece Marat Safin è riuscito
nella clamorosa impresa in un incontro che
non sarebbe sorprendente rimanesse il più
emozionante della stagione, tanta è stata
l’altalena nel punteggio.
Il fuoriclasse svizzero resta comunque il
grande favorito della stagione. Una battuta
d’arresto capita a chiunque ma alla lun-
Post
scriptum
2
ga la sua maggior solidità e completezza
dovrebbero prevalere. Lui dice che preferirebbe vincere per la terza volta a Wimbledon piuttosto che per la prima a Parigi. In
ogni caso uno Slam o due li porterà a casa.
La notizia positiva è che lo Schumacher del
tennis ha trovato un antagonista.
Dietro il duo di testa, un’altra coppia di
giovani. Andy Roddick e Lleyton Hewitt
devono imprecare contro la malasorte che
li ha fatti nascere nell’era Federer altrimenti
potrebbero dominare il circuito. Per arrivare alla sommità, manca un po’ di tecnica
all’americano ed un po’ di fisico all’australiano. Però il temperamento non è di quelli
che si accontentano del gradino più basso
del podio. Al contrario. Ad ogni modo la
scalata non dipende tanto da loro quanto
da chi sta sopra. E la coppia Federer-Safin
sembra meglio attrezzata.
A far da spartiacque tra i Fab Four ed il
resto della truppa, il “nonnetto”: Andre
Agassi. A Melbourne è stato investito dal
Federer Express al punto da chiedersi se
valeva la pena continuare. Un attimo di
sconforto per un campione del quale sentiremo (purtroppo presto) la mancanza. Se
il 2005 fosse la sua ultima stagione non
sarebbe infatti una sorpresa. L’obiettivo è
quello di emulare il suo rivale storico, Pete
Sampras, che all’ultimo Slam della sua
vita portò a casa un trionfo straordinario
quanto sorprendente. Avrà Agassi la forza per imitarlo? La volontà non gli manca
ma dovrebbe sperare che Federer prenda
l’influenza, che Safin e Roddick si alzino
col piede sbagliato... Insomma le incognite
sono più delle certezze ma a New York, nel
torneo di casa, con tutto il pubblico a sostenerlo, potrebbe riuscire nel miracolo.
Nella seconda parte della nostra personalissima top 10 arrivano le sorprese. In prima
fila uno svedese che in 365 giorni è passato
da Signor Nessuno ad essere considerato
Il sito Atp è ora disponibile anche in lingua spagnola Gael Monfils ha firmato
un contratto di 5 anni per circa 2 milioni di dollari con la Nike Pete Sampras
sta prendendo in considerazione la possibilità di giocare nel Senior Tour
Tim Henman per attenuare il mal di schiena si è rifugiato nel pilates
stagione è appena iniziata ma ci siamo divertiti a fare dei pronostici e ad indicare quali
Finirà così? Lasaranno
i top 10 a fine 2005, tra star già affermate, volti nuovi e vecchie conoscenze.
1
2
3
4
Roger Federer
Marat Safin
Andy Roddick
Lleyton Hewitt
5
6
7
8
Andre Agassi
Joachim Johansson
Rafael Nadal
Guillermo Coria
9
10
Altri
Altri
Tim Henman
Mario Ancic
Taylor Dent
Tommy Haas
Svizzera, 23 anni
È l’indiscusso favorito della INDESIT Race
2005. Ha dominato la scorsa stagione e ci
ha deliziato con un tennis da favola. Altro
che pecora Dolly: qui bisognerebbe clonare
Roger. Per adesso registratevi i suoi match
e godete.
USA, 34 anni
Non vale più la poltrona di numero 1 del
mondo e probabilmente non vincerà più una
prova del Grand Slam. Ma dietro i mostri
sacri c’è sempre lui, il nonnetto della compagnia che spera di cavar fuori dal cilindro
l’ultimo coniglio.
Gran Bretagna, 30 anni
Il Panda, ultimo vero interprete del serve &
volley, appare un po’ cotto ma sa farci ancora
divertire. Sogna da sempre di vincere Wimbledon: qualche volta ci è andato vicino e chissà
che a fine carriera le favole non diventino realtà. È più un augurio che un pronostico.
Russia, 25 anni
A Federer mancava solo una cosa: un rivale.
L’ha trovato in un Safin ritrovato. Il russo ha
vinto in Australia ma deve dimostrare una
viva continuità di rendimento se vuole tenere il passo di Roger. Non è un numero 2; al
massimo è un 1 e mezzo.
Svezia, 22 anni
Boom Boom per eccellenza, rischia di battere tutti i record di ace della storia. Però non
è solo servizio: gran diritto, rovescio solido
e tanta fiducia nei propri mezzi. Potrebbe
essere già pronto per arrivare in finale in un
torneo dello Slam.
Croazia, 20 anni
Dopo la semifinale di Wimbledon tutti ci
aspettavamo il botto. E lui ha perso sei volte
al primo turno in sette tornei. Però se mette insieme il suo enorme talento diventerà
fortissimo. Quest’anno a Wimbledon è tra i
favoriti.
il nuovo Boom Boom. Si tratta di Joachim
Johansson. L’anno scorso fece fuori Roddick a New York, impresa titanica se ce n’è
una. Pericolo pubblico quando è al servizio,
in Australia ha perso da Agassi, nonostante
i 51 ace messi a segno nell’occasione siano
il record assoluto per una partita di tennis.
Potenzialmente vale già una finale di Slam
perché ha due fondamentali potenti ed una
fiducia in se stesso da far invidia. È fidanzato con la sorella di Hewitt e la frequentazione deve avergli giovato perché sta lavorando tanto sul fisico. Se assembla tutte le sue
caratteristiche è da primo della classe.
Subito a seguire un ragazzino che diventerà l’idolo delle teen-ager: Rafael Nadal.
Già il nome lascia pensare ad una star dello
spettacolo e lui non fa niente per dimostrare il contrario. Si presenta in campo con i
pantaloni alla pescatora ed un diritto che
uccide. Ha l’aspetto da indio e lo sguardo
da bello e dannato. A Parigi sarà già tra i
USA, 22 anni
Un gradino sotto i primi due ma pur sempre competitivo, terra battuta a parte. Se
saprà completare il suo gioco e affinare la
sua tecnica è un pesce duro da catturare.
Riuscirà quest’anno a superare i 250 km/h
col servizio?
Spagna, 18 anni
Ormai è pronto per il grande salto. Se gli
infortuni lo lasceranno in pace, sarà già tra
i favoriti del Roland Garros. Ha messo in cascina una Davis e in Spagna è un vero idolo.
In campo si veste da pescatore ma fa parte
di un personaggio pronto a esplodere.
USA, 23 anni
La Weight Watchers lo mette sotto contratto, lui perde cinque chili e improvvisamente
diventa un grande giocatore. Sul cemento
e sull’erba è da prendere con le molle e se
comincia a disciplinarsi il talento è da vero
top 10.
favoriti ma anche sul cemento può fare la
voce grossa. Chiedere a Sua Maestà Roger Federer che l’anno scorso ci lasciò le
penne sull’hard court di Key Biscayne.
A ruota, il terraiolo principe: Guillermo Coria. L’anno scorso i crampi l’hanno stoppato
sul più bello, mentre dominava Gaudio nella
finale di Parigi. La vendetta va servita fredda ma Guille non vuole aspettare troppo. Ha
saltato per infortunio la seconda parte della
scorsa stagione ma sul rosso sarà ancora
l’uomo da battere perché i Fab Four non
hanno nella terra la loro superficie preferita.
Dietro l’esatto opposto: Tim Henman, ultimo sopravvissuto del gioco serve & volley, alla caccia di quel titolo a Wimbledon
sempre scippatogli a un passo dalla finale.
I tempi migliori sembrano passati ma se
credete alle favole, puntate qualche sterlina sulla sua vittoria ai Championships.
A chiudere la top 10, Mario Ancic. Quando
l’anno scorso arrivò ad un passo dalla finale
Australia, 24 anni
Rusty è tornato, dopo due stagioni da number one
e altrettante di letargo. I bicipiti che ha messo su
quest’inverno l’hanno reso ancora più forte. Unico
dubbio: l’anno scorso è sempre andato sotto facilmente contro Federer, quest’anno ha perso con
Safin. È ancora una gradino sotto al duo di testa
Argentina, 23 anni
Fatica a rientrare dopo un lungo infortunio
ma appena rivedrà l’amata terra rossa tornerà a essere molto competitivo. L’anno
scorso perse per crampi la finale di Parigi.
Quest’anno la vendetta è già pronta.
Germania, 26 anni
Il grave infortunio è alle spalle e il tedesco,
già numero 2 del mondo in passato, è pronto
a tornare ai suoi livelli. Nel frattempo però,
gli avversari son cresciuti e dovrà sudare per
tornare tra i top 10.
di Wimbledon, eravamo pronti a celebrare
la nascita di un nuovo fenomeno. Da quel
momento, SuperMario ha fatto di tutto per
farci ricredere. Ha un gioco complesso, ancor prima che completo. E gli servirà ancora
qualche tempo per metterlo insieme. Appena ci riesce però, saranno guai per tutti.
Compresi quelli che popolano l’Olimpo.
Che dite, ci abbiamo azzeccato? Beh,
fare 10 su 10 sarebbe un miracolo e allora
concedeteci due alternative che chiamiamo Tommy Haas e Taylor Dent. Haas è
rientrato l’anno scorso dopo un gravissimo infortunio ma sembra pronto a tornare
in auge. In carriera è già stato numero 2
del mondo, un traguardo diventato adesso inaccessibile. Ma è pronto a lottare per
un posto nei top 10. Come anche Dent,
figlio d’arte con un talento da attaccante
puro ed un appetito da soddisfare qualsiasi chef. Se perde cinque chili comincerà a far paura.
Carlos Moya, Juan Carlos Ferrero, Tim Henman e Roger Federer hanno deciso di non giocare
la Davis quest’anno Lo spagnolo Alex Calatrava ha messo all’asta sul sito di eBay la possibilità
di sponsorizzarlo in una delle prove del Grand Slam 2005: la base di partenza è di 3.500 euro
Le immagini della finale di Rotterdam sono state trasmesse via Internet dal sito ufficiale del torneo
3
Il personaggio
Essere
Marat
Safin
Infanzia “Quando diventi ricco e famoso
devi pensare solo ad una cosa: da dove arrivi
e quanti soldi avevi. Non puoi dimenticarti di
queste cose”.
Essere russo “Noi russi siamo diversi. Abbiamo una mentalità, un modo di vivere e di
reagire diverso. Ma non posso spiegarlo: non
sono Sigmund Freud!”.
Professionismo “Vuoi startene seduto in
un hotel a 5 stelle a sorseggiare whisky? Allora prima devi essere pronto a girare il mondo e dormire in stanze senza bagno e mangiare il menu da 5 dollari. All’inizio guadagni
100 dollari alla settimana, se tutto va bene.
Nessuno ti regala soldi, fama, gloria...”.
Patria “In Russia c’è un’atmosfera particolare. È la mia patria. Sono nato a Mosca ed è lì
che tornerò a vivere per il resto della mia vita,
quando mi sarò ritirato. E poi a Mosca ci sono
le ragazze più belle del mondo. Garantito”.
Scuola “Non ero un genio, non ero uno stupido. Ero un ragazzo normale che ogni tanto sbagliava un esame. Ma a chi non è capitato?”.
Soldi “Quando guardo un dollaro vedo solo
la fotografia di George Washington ed un
pezzo di carta. I soldi sono solo soldi. Rendono la vita più facile, ma non mi sento sexy
perché ne ho tanti”.
Popolarità “Dopo che ho vinto il primo titolo
dello Slam nel 2000 hanno cominciato a riconoscermi. Ma non abbastanza. A Capodanno
volevo andare in un famoso club di Mosca ma
non mi hanno fatto entrare. Adesso quando
non mi riconoscono e mi chiedono che lavoro
faccio, gli rispondo: ‘Sono un povero studente!’. È più interessante e divertente”.
Prima vittoria Slam “Sarò anche il vincitore degli Us Open ma mi ero dimenticato il
pass all’ingresso e non volevano farmi entrare. Quando ho detto che mi chiamavo Safin,
mi hanno risposto: ‘Mi può fare lo spelling?’.
Motivazioni “La motivazione è come
l’amore: quando lo cerchi disperatamente
non arriva mai. Quando lasci che le cose nascano spontaneamente, arriva subito”.
Post
scriptum
4
È il giocatore più
controverso del
circuito. Intelligente,
arguto, mai banale.
Abbiamo lasciato
a lui la parola per
scoprire la personalità
del campione degli
Australian Open 2005
Sonno “Non mi piace giocare pre-
Marat Safi n
Donne “Certo che mi piacciono un sacco.
Trovatemi un ragazzo che non ami la compagnia di una bella donna. È bello, è naturale. E
non si può lottare contro la natura, vero?”
Hobby “Pescare è meraviglioso. Mentre ero
infortunato, stavo 8 ore al giorno in barca, seduto a bere birra. Avevo tutto ciò che mi serviva. Quel che pescavo si cucinava. Stavo con
gli amici e per cena c’era pure del vino. Relax,
relax, relax: cosa puoi chiedere di più?”.
Aspettative “Voglio vivere la mia vita, non
quella di qualcun’altro. So quello che sto facendo e lo sto facendo da tanti anni. Mi dicono di fare questo, fare quello, di alzarmi
a quest’ora, di andare a letto a quell’ora, di
mangiare questo e non quello. Se vincessi dieci titoli dello Slam e fossi numero 1 al
mondo per anni, la gente direbbe comunque
che avrei potuto fare di più. Devi convivere
con questo pensiero. E cercare di non reagire, altrimenti sono guai”.
Coach “Il mio coach non lo capisco: come fa
a starmi attorno 24 ore al giorno? Comunque
posso anche viaggiare da solo: non ho bisogno di una baby-sitter. E soprattutto non ho
bisogno di qualcuno che cerchi di insegnarmi
troppo. Se qualcuno mi parla dalle 9 del mattino alle 10 di sera mi fa diventare pazzo”.
Sconfitta “Perdere non è una tragedia.
Cosa dovrei fare, chiudermi in una stanza e
cominciare a piangere?”.
sto. Alle 9 del mattino non sono pronto per giocare a tennis ma solo per
dormire”.
Lotta “All’inizio non ero abituato a
lottare. Quando giocavo bene vincevo
facile, quando giocavo male... perdevo
contro mia madre”.
Distrazioni “Succede che durante un
incontro cominci a pensare alla cena, alla
macchina, a giocare a golf e qualche volta
anche al sesso. Ma devi stare attento a non
perdere il controllo. Se ci pensi troppo, fai
in fretta a perdere il match”.
Vittoria “Vincere un grande torneo è la
cosa più bella del mondo. Ti rende felice,
orgoglioso. È perfino meglio del sesso.
Giuro”.
Racchette rotte “Nel mio anno di grazia
ho rotto 36 racchette. Ma sono diventato il
numero 1 del mondo, quindi chi può dirmi
qualcosa?”.
Temperamento “Non sono Stefan Edberg. Non sono un robot. Sono un ragazzo
normale che quando qualcosa gli va storto
si arrabbia. Come succede a voi in ufficio.
Al massimo spacco una racchetta, ma che
male c’è. Non ho ucciso nessuno: è solo un
pezzo di grafite!”.
Avversari “L’avversario che detesto di più
è Santoro. Odio giocare contro di lui. Mi ha
battuto cinque volte di fila. Ho bisogno di
due settimane per prepararmi e altre due
per riprendermi”.
Successo “Sono stracontento di girare il
mondo giocando a tennis. Invece di essere
a Mosca a pulire le strade”.
Lavoro “Non mi interessa quello che accadrà domani. Non posso vivere preoccupato per quel che può succedere. E
non voglio le guardie del corpo. Non sono
il Presidente della Russia. Devo solo giocare a tennis e fare un po’ di soldi. E magari far divertire la gente. È questo il mio
lavoro”.
Yannick Noah e Jim Courier saranno inseriti quest’anno nella Hall of
Fame Federer a Dubai ha vinto la 16esima finale consecutiva: è record
assoluto Guillermo Coria ha cambiato racchetta passando alla nuova
tecnologia Prince. È la prima volta che cambia da quando è professionista
Special Ranking
son e Andy Roddick. Per adesso prevale ne Arthurs, fresco vincitore del torneo
di pochissimo il gigante svedese capa- di Scottsdale, che porta a casa oltre 16
ce di realizzare 284 ace in 16 match, al- punti a partita solo con gli ace.
l’invidiabile media di 17,8 ace a incontro. Chiudono la top 5 il gigante francese
Non è che il campione di Austin sia tanto Gregory Carraz con 15,5 ace a partita
indietro. Roddick infatti ha una media di e il bielorusso Max Mirnyi che grazie ai
ace per incontro solo leggermente infe- suoi 14,5 ace per match è stato protagoriore: 16,1. Johansson si è poi reso pro- nista di un ottimo inizio di stagione.
tagonista di un record... al
contrario. Contro Agassi
Ace
agli Australian Open è staGiocatore
Nazione
per match
to capace di realizzare 51
ace (record ogni epoca)
Joachim Johansson
Svezia
17,3
ma... di perdere il match.
Wayne Arthurs
Australia
16,6
È tra l’altro incredibile che
le prime tre prestazioni in
Andy Roddick
USA
15,9
tal senso abbiano visto
il protagonista perdere il
Gregory Carraz
Francia
15,5
match: è successo oltre
Max Mirnyi
Bielorussia
14,5
a Johansson, a Richard
Joachim
Johansson
Aceman
Il servizio è ormai diventata un’arma
fondamentale nel gioco del tennis. Soprattutto sui campi indoor che hanno
caratterizzato gli ultimi tornei di questo
scorcio di stagione. Ma chi è il vero bombardiere del circuito? Beh, il titolo se lo
giocano ad armi pari Joachim Johans-
Non solo ace
Non si può vivere solo di ace. Lo
dimostrano fior di giocatori che
ne hanno realizzati pochini fin qui.
Ecco tra i top 100 quali giocatori si
affidano meno ai servizi vincenti.
Imbattibile!
Roger
Federer
Roger Federer continua
la sua lunga striscia di
finali vinte senza conoscere sconfitta. È arrivato
a quota 16. Una cosa è
quindi chiara: meglio affrontarlo nei primi turni,
quando sente odore di
successo pieno sembra
un toro che vede rosso.
Krajicek nel 1999 (49 ace
contro Kafelnikov) e a
Goran Ivanisevic nel 1997
(46 ace contro Norman).
In mezzo ai due fenomeni
del servizio, Johansson e
Roddick, per adesso si è
inserito l’australiano Way-
USA
13,3
Marat Safin
Russia
13,1
USA
13
Mario Ancic
Croazia
12,5
Thomas Johansson
Svezia
11,6
Jan-Michael Gambill
Ace per
match
Servizio vincente
Filippo Volandri
0,8
Oliver Rochus
1,7
Sjeng Schalken
1,8
Bohdan Ulihrach
2
Tenere un’ottima percentuale di
turni di battuta vinti non dipende
solo dal servizio. Anche se realizzare tanti ace... aiuta. Ecco chi
sono i migliori in questo campo.
Giocatore
Anno
Torneo
Avversario
Punteggio
2003
Vienna
Carlos Moya
6-3 6-3 6-3
TennisMastersCup Andre Agassi
6-3 6-0 6-4
2003
Mardy Fish
2004
Australian open
Marat Safin
7-6 6-4 6-2
2004
Dubai
Feliciano Lopez
4-6 6-1 6-2
2004
AMS Indian Wells
Tim Henman
6-3 6-3
2004
AMS Amburgo
2004
Halle
2004
Wimbledon
2004
Guillermo Coria 4-6 6-4 6-2 6-3
La coppia
più bella
del mondo
% game
servizi vinti
95
Joachim Johansson
Giocatore
Wayne Arthurs
95
Roger Federer
94
Andy Roddick
94
Ivo Karlovic
93
Oltre al singolare è entrato nel vivo anche il
circuito del doppio.
Ecco quali sono le migliori coppie dopo due
mesi di attività.
Pos.
Team
1
Black/Ullyett
231
Andy Roddick 4-6 7-5 7-6 6-4
2
Bryan/Bryan
211
Gstaad
Igor Andreev
6-2 6-3 5-7 6-3
3
Aspelin/Perry
178
2004
AMS Toronto
Andy Roddick
7-5 6-3
4
Bjorkman/Mirnyi
112
2004
US Open
Lleyton Hewitt
6-0 7-6 6-0
4
Bhupathi/Woodbridge
112
2004
Bangkok
Andy Roddick
6-4 6-0
6
Arthurs/Handley
104
TennisMastersCup Lleyton Hewitt
6-3 6-2
7
Damm/Stepanek
101
2004
Mardy Fish
6-0 6-3
Punti
2004
Doha
Ivan Ljubicic
6-3 6-1
8
Erlich/Ram
92
2005
Rotterdam
Ivan Ljubicic
5-7 7-5 7-6
9
Melzer/Waske
90
2005
Dubai
Ivan Ljubicic
6-1 6-7 6-3
10
Suk/Vizner
87
Richard Gasquet, giovane speranza francese, ha saltato l’inizio della stagione per... varicella Bobby Reynlods
ha giocato gli Australian Open perché non ha ottenuto... il visto per un torneo in Brasile. Buon per lui: è arrivato
fino al terzo turno A Roland Garros è stata aperta una mostra dove sono esposte tutte le affiche del torneo
create da grandi artisti negli ultimi 30 anni. Se invece siete interessati alle spille, www.pins-rolandgarros.com
5
Nuovi talenti
Donald
Young
A 15 anni è considerato il
McEnroe nero. Mancino dal
grande temperamento, è
il più giovane numero uno
juniores della storia e ha
già esordito tra i pro.
Sarà lui il fenomeno dei
prossimi anni?
Donald
Young
U
n vecchio detto tennistico
dice che per diventare campioni bisogna nascere orfani.
Non ce ne vogliano mamma
Ilona e papà Donald Sr. (che
ci auguriamo godano sempre
di buona salute), ma in effetti non sono rari i
casi di giovani talenti bruciati per le eccessive aspettative dei genitori. Conscia del pericolo, mamma Ilona non ha voluto esagerare
col piccolo Donald Jr. ed ha aspettato che
da solo, a due anni, prendesse una racchetta
in mano.
Il piccoletto ha presto imparato che uso farne. Nei successivi 13 anni non l’ha più abbandonata e lo scorso gennaio l’ha utilizzata
per vincere la prova juniores degli Australian
Open e diventare, a 15 anni, il più giovane
number one under 18 della storia.
Donald Jr. non è certo una scoperta. Era
atteso da quando John McEnroe, di passaggio a Chicago, chiese un partner per
allenarsi. Supermac si vide arrivare davanti
un ragazzino magrolino, col sorriso furbo
ed un cappellino messo di traverso. Pensò
ad uno scherzo. Poi, quando il bimbo gli
giocò una smorzata vincente, si apprestò
a chiederne le generalità ed a sentenziare:
“Signori, ho giocato contro il futuro numero
1 del mondo”.
Papà Young fu subito d’accordo:“Mio figlio
ha le qualità per diventare il nuovo Sampras.
E poi superarlo. Non abbiamo fretta, farà
tutte le esperienze del caso e poi vedrete di
Post
scriptum
6
cosa è capace”.
La IMG lo ha messo immediatamente sotto
contratto e così sono arrivati i primi sponsor, Nike in testa, che lo vedono come il
possibile Tiger Woods del tennis. Il primo
fiume di dollari è servito per spostarsi da
Chicago ad Atlanta dove esiste un vero e
proprio centro tecnico federale e con un
paio di ore di volo si arriva in Florida,dove
hanno sede le migliori accademie del mondo. A partire da quella di Nick Bollettieri che
in passato ha sgrezzato il talento di Andre
Agassi, Monica Seles e qualche altra decina
di fuoriclasse. “Ha la fredda determinazione
dei grandi campioni – dice Guru Bollettieri –. Te ne accorgi dopo un quarto d’ora che
lo conosci. È un talento fuori dal comune e
le aspettative non sono per nulla esagerate.
Diventerà un grande”.
Scarsamente dotati di originalità, in tanti
l’hanno paragonato ad Arthur Ashe, il più forte giocatore afro-americano della storia, vincitore a Wimbledon nel 1975. Ma a Donald
Jr. il paragone va stretto: “Se vinci solo un
titolo dello Slam può anche essere fortuna.
Se invece ne vinci 14 come Sampras allora
vuol dire che sei stato davvero un numero
uno. E io voglio diventare il numero uno”.
Per adesso deve pensare a crescere. Ma se
con l’età sarà inevitabile, col fisico bisogna
sperare. Un generoso scout l’ha segnalato
un metro e 75. Facciamo finta di crederci e
gli auguriamo di guadagnare quei dieci centimetri che gli mancano per non rischiare di
essere sommerso dai giganti che popolano
i primi posti della classifica mondiale: Marat
Safin è un metro e 93, Andy Roddick uno e
87 e così via. E poi serve una cura vitaminica
Le Coq Sportif ha reso omaggio ad un grande campione scomparso: Arthur
Ashe. Il marchio francese ha infatti rimesso in produzione le scarpe che usava il
vincitore di Wimbledon 1975 Cambio nel calendario ATP: il torneo di Shanghai
viene spostato a Ho Chi Minh City (ex Saigon). Shanghai ospiterà la Masters Cup
e di pesi che facciano mettere qualche chilo
di muscoli ad un ragazzino che pesa 67 chilogrammi (coi vestiti addosso).
Se Madre Natura sarà dunque generosa,
ecco che i progetti paterni potranno trovare soddisfazione. Perché di talento Donald
Jr. ne ha da vendere. Studi scientifici hanno determinato che l’aspetto geniale risiede
nella parte sinistra del nostro cervello e che
di conseguenza i mancini ne sono particolarmente dotati. In campo sa già fare di tutto: servizi slice, smorzatine delicate, volée
pungenti, conditi da un diritto velenoso. Sa
già anche litigare con mamma Ilona quando
i consigli superano la norma: “Mamma, lasciami fare quello che voglio. Sul campo ci
sto io” urlava durante i match agli ultimi Australian Open.
Donald Jr. ha già esordito anche nel tour
professionistico. Non come i comuni mortali, costretti alla gavetta dei tornei futures e
challenger, ma in un evento ATP del circuito
maggiore. È successo a Memphis, dove il
giovane fenomeno ha ricevuto un invito da
parte degli organizzatori. Ha perso all’esordio contro Robby Ginepri, connazionale numero 69 dell’INDESIT ATP Entry Ranking.
Un buon modo per bruciarlo, dietro alla smania di successo, del volere tutto e subito. E
magari di qualche manager in febbrile attesa di un’esposizione tivù, di un’intervista alla
CNN, di una copertina su GQ. Tutte cose che
vogliono dire contratti, commissioni, denaro.
Col rischio di vedere un ragazzino avvilito
dal confronto con un mondo che ancora
non può essere il suo. Dice bene Bollettieri:
“Bisogna fare attenzione a scegliere il momento giusto per fare esordire un ragazzino.
Bisogna aspettare che sia pronto, tecnicamente e mentalmente. I tennisti adulti odiano
i ragazzini: ma cosa credete voglia fare un
tipo di 25 anni quando gioca contro un ragazzino di 15? Dargli il benvenuto? Cercherà
di schiacciarlo perché a nessuno piace perdere contro un bambino. Al mio Agassi lo
chiamavano punk, quando aveva 17 anni. Ed
era la parola più gentile”.
Donald Jr. per adesso non sembra preoccupato. Al più, appare afflitto da un complesso
di superiorità. Succede che qualche volta
cominci a giocare con la destra (“Per dare
qualche chance al mio avversario”) o si metta a schiacciare un pisolino un attimo prima
di scendere in campo. Un tipo così può percorrere due sole strade: o diventa un fenomeno assoluto oppure ci scrivono un libro
di barzellette che a confronto quelle su Totti
non fanno nemmeno sorridere. Ancora 12
mesi ed avremo le prime sentenze.
Gael Monfi ls
Teen-ranking
Donald Young non è il solo giovane talento che popola il circuito ATP. Ecco
una classifica under 21 secondo l’INDESIT ATP Entry Ranking. In testa a questo
special ranking, lo svedese Robin Soderling, fresco vincitore del suo secondo titolo ATP a Milano. Non sarà il nuovo
Edberg ma può puntare tranquillamente ai top 20. A seguire il croato Mario
Ancic, talento sopraffino, pronto per
Giocatore
i top 10. E poi Tomas Berdych (potenziale altissimo) ed il già celebre Rafael
Nadal, eroe della vittoria spagnola in
Davis l’anno scorso. Seguono Juan Monaco, Nico Almagro, Marcos Baghdatis,
Janko Tipsarevic e Ivo Minar. Chiude
questa speciale top 10 il 18enne francese Richard Gasquet, un grande talento
ancora troppo fragile mentalmente per
esplodere ad altissimo livello.
Nazione
Anno
Classifica*
Mario Ancic
CRO
1984
23
Rafael Nadal
SPA
1986
31
Robin Soderling
SVE
1984
36
Tomas Berdych
RCE
1985
44
Nicolas Almagro
SPA
1985
89
Juan Monaco
ARG
1984
91
Marcos Baghdatis
CIP
1985
95
Janko Tipsarevic
SCG
1984
101
Ivo Minar
RCE
1984
111
Stanislas Wawrinka
SVI
1985
118
* INDESIT ATP Entry Ranking 28 febbraio
Federer e Ljubicic sono i giocatori che hanno vinto più match nel 2005: 20 Il gigante Ivo Karlovic ha
vinto il 93% dei suoi game di servizio ma solo il 3% (!) di quelli di risposta Tutti i top 100 della INDESIT
ATP 2005 Race hanno commesso almeno un doppio fallo: il minimo sono i 6 di Edgardo Massa Sempre
tra i top 100 della INDESIT ATP 2005 Race, sono 14 i giocatori che servono almeno 10 ace a partita
7
Memorabilia
“
“
Wilson T2000
Mamma mia, che roba è? No, grazie. Sarà anche bella,
storica, ma non si può giocare a tennis con questa cosa
qui. Ci credo che una volta tiravano più piano. Ma come
facevano a prendere la palla? Mah... ridatemi la mia racchetta
8
Robin Soderling dopo aver vinto il torneo ATP di Milano

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