Aprile 2016 - Comune di Castelleone

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Aprile 2016 - Comune di Castelleone
Aprile 2016
Recensioni di alcuni libri acquistati dalla Biblioteca di Castelleone
Il primo profumo che Elettra ricorda è quello del pane appena sfornato e dei biscotti speziati. Nella
panetteria in cui è cresciuta ha imparato da sua madre che il cibo è il modo più semplice per raggiungere il
cuore delle persone. Ma adesso che lei non può più occuparsi del negozio e ha lasciato tutto nelle mani di
Elettra, i dolci non hanno più questo potere, e tutte le domande rimaste in sospeso tra loro non hanno
una risposta, domande su un passato che la donna non ha rivelato a nessuno. Elettra non ha altro in mano
che una collanina con inciso il nome di un'isola misteriosa, l'isola del Titano, un pezzo di terra sperduto nel
Mediterraneo la cui storia si perde in mille leggende. Tocca a lei affrontare il viaggio per scoprire come
mai il vento dell'isola porta con sé gli stessi sapori della cucina di sua madre, perché solo così potrà
ritrovare sé stessa. Tratto da: www.ibs.it
Il signor J.L.B. Matekoni sta provando a rinnovare la propria immagine frequentando un corso per mariti
moderni, mentre la signora Makutsi dopo il matrimonio è alle prese con l’arrivo di un erede, con due
cobra invadenti e un’anziana zia. La signora Ramotswe si trova così ad affrontare da sola i casi che le si
presentano tra una tazza di tè e l’altra. Un ragazzo rivendica l’eredità di una grossa proprietà terriera, ma
l’avvocato che cura le volontà del defunto ha fondati sospetti che si tratti di un impostore e non del vero
nipote. E poi c’è un salone di bellezza appena aperto e già in difficoltà a causa di una serie di piccoli guai
che non sembrano affatto casuali… Tutto bene, insomma, sotto il grande cielo dell’Africa, e nulla che non
possa essere risolto con saggezza, buon umore e un’ottima fetta di torta. Tratto da: www.ibs.it
Che cosa ci fa un morto ammazzato nella sonnacchiosa Montefosca, sperduto paesino alle pendici delle
Alpi friulane? Drago Furlan, l'ispettore incaricato del caso, ha una bella gatta da pelare: ormai abituato a
prendersi cura del suo orto e a verbalizzare multe per divieto di sosta, non indaga su un omicidio da quasi
vent'anni. E quello di Montefosca, in più, è un omicidio davvero strano: la vittima, uccisa con un colpo di
pistola in mezzo alla fronte, è un anziano di cui nessuno sembra conoscere l'identità. Drago, fisico alla
Ernest Hemingway e metodi da ispettore contadino, è costretto a indossare di nuovo i panni del
detective: ma è un po' arrugginito, e i montanari, con la loro aspra riservatezza, non gli rendono certo il
compito facile. Tra soste in osteria annaffiate da tajut di ottimo vino, partite dell'amata Udinese e gite in
Moto Guzzi con l'eterna fidanzata Perla, l'ispettore scopre che quei luoghi che tanto ama, al confine tra
Italia e Slovenia, custodiscono segreti inconfessabili. La primavera che scioglie le nevi comincia a far
riaffiorare anche i fantasmi di un passato lontano. Con una scrittura ironica e trascinante, Flavio Santi, uno
dei più importanti poeti italiani contemporanei, debutta nel noir e dà vita a un irresistibile ispettore di
polizia arruffato e sornione, regalandoci il ritratto autentico di un mondo di provincia, quello friulano, in
bilico tra modernità e tradizione, con tutti i suoi affascinanti chiaroscuri. Tratto da: www.ibs.it
Matteo Stella è un padre che crede nel dialogo anziché nell'imposizione di regole. È un uomo mite e un
padre indulgente, convinto di avere costruito una famiglia felice. Anche se Stefano, il figlio tredicenne,
irride i suoi metodi educativi con una ribellione cieca, alzando di volta in volta il livello della sfida. Anche
se Eleonora, la figlia maggiore, sembra aver perso pian piano il rispetto per lui. Anche se Anna, la moglie,
si sente oppressa invece che liberata dall'infinita capacità che ha il marito di perdonarla. Poi,
d'improvviso, ogni illusione crolla, rivelando la vulnerabilità e le contraddizioni che covano sotto la cenere
in ogni famiglia. Tratto da: www.ibs.it
Camilla vive di note sparse nel vento. Studia al conservatorio e la musica è il suo mondo. Abita in un
paesino vicino a Milano, lo stesso dove è nata e che, a differenza delle sue amiche, non è ancora riuscita a
lasciare. Chissà, forse un giorno lo farà, per tentare di colmare quell'inquietudine che ogni tanto la
prende. Teo, invece, in paese è appena arrivato e ha ancora negli occhi il mare della sua Sardegna. Lo
stesso che da piccolo fissava ogni giorno dalla finestra, a casa di sua nonna. Lì, con il naso incollato al
vetro, faceva scoperte straordinarie, più istruttive di un libro di scuola. Forse è per quello che, una volta
cresciuto, ha preferito rimboccarsi le maniche e mettersi subito a lavorare anziché studiare. Ed è proprio
davanti a quella finestra che Teo ha iniziato a osservare le persone e a catalogarle, decidendo che, se mai
avesse dovuto infilarsi in una delle sue assurde categorie, c'era solo una cosa che voleva essere: un
solitario. Camilla e Teo si incontrano in un giorno qualunque, in un bar qualunque. Ma, in quel momento,
qualcosa accade. Perché è sempre una cosa innocua a cambiarci l'esistenza. Terra e mare, luce e ombra:
Camilla e Teo sono due opposti che, dopo essersi brevemente respinti, si attraggono. L'amore tra loro è
così intenso e unico da illuderli di essere invincibili. Ma la vita li costringerà presto a una prova terribile.
Allora potranno vincere o soccombere, potranno farlo insieme o da soli. Tratto da: www.ibs.it
La luna illumina d'argento la stanza. Fran ha sedici anni e vuole fuggire da quelle mura, da sua madre che
non si è mai occupata di lui. Nel piccolo sobborgo di Madrid in cui è cresciuto passa le sue giornate con
l'amico Eduardo e sua sorella Tania, di cui è perdutamente innamorato. I due ragazzi non potrebbero
essere più diversi da lui. Figli di una famiglia benestante, frequentano le scuole e gli ambienti più esclusivi.
Eppure Fran sente che dietro quell'apparenza dorata si nasconde qualcosa. Quando Tania sposa
all'improvviso un uomo dal passato oscuro, i dubbi si trasformano in certezze. Eduardo comincia a
lavorare per il cognato e tutto cambia. È sempre più solitario e nulla sembra interessargli. Fran ha bisogno
di sapere come stanno veramente le cose. Ma la risposta non è mai stata così lontana. Perché Eduardo gli
consegna una chiave misteriosa da custodire chiedendogli di non parlarne con nessuno. E pochi giorni
dopo scompare. Da quel momento Fran ha un solo obiettivo: deve sapere cosa è successo. Deve scoprire
cosa apre quella chiave. Il suo amico si è fidato di lui. La ricerca lo porta a svelare segreti inaspettati. Lo
porta su una strada in cui è sempre più difficile trovare tracce di Eduardo. Perché ci sono indizi che
devono rimanere celati e a volte il silenzio dice molto di più di tante parole. Tratto da: www.ibs.it
Micaela Urtiaga, la divina Four, cantante lirica di giovanissima età e straordinario talento, ritorna a Buenos
Aires, la città dove è nata, dopo un lungo periodo trascorso in Europa. Ma presto si accorge che nella sua
famiglia, immersa in piccoli intrighi e meschinità, tutto è cambiato. Anche l'amato fratello a cui era tanto
legata non è più l'uomo che conosceva: colpevole di aver sedotto la sorella di un boss, per salvarlo dalle
minacce che incombono su di lui Micaela deve sottostare a un odioso ricatto, cantare nel bordello di Carlo
Varzi. Il boss è un uomo tormentato e oscuro che infligge alla ragazza una serie di umiliazioni, ma ciò che
comincia come una sorta di punizione, si trasforma presto in un gioco di pura seduzione. Micaela di giorno
è la divina Four, ma di notte diventa la seducente Marlene. Divenuti amanti, i due hanno un'intensa
relazione, finché Micaela sorprende Carlo con un'altra. Il tradimento dell'uomo la distrugge e dopo alcuni
mesi decide di dimenticarlo, accettando di sposare un aristocratico. Ma il matrimonio si rivela presto una
trappola. È allora che Micaela incontra nuovamente Carlo. Il loro amore mai sopito li travolgerà ancora...
Tratto da: www.ibs.it
Roma, 1903: la quiete della dolce notte estiva è turbata da un delitto perpetrato nel luogo più inviolabile,
il Vaticano. Una guardia svizzera viene trovata morta insieme a una cameriera. Il vecchio papa ha le mani
legate: indagini ufficiali solleverebbero un polverone, mettendo a repentaglio la credibilità della Chiesa. Ci
penserà il Padre eterno a punire il colpevole. Ma quel che Leone XIII vuole assolutamente impedire è che,
dopo la sua morte, il soglio di Pietro sia occupato da una persona coinvolta nel crimine. Così, per risolvere
il mistero con la dovuta discrezione, Leone XIII decide di avvalersi della consulenza di un medico viennese,
che si dice abbia elaborato teorie che rivoluzioneranno per sempre l'indagine della mente umana:
Sigmund Freud. Con il suo metodo psicoanalitico, Freud dovrà portare alla luce il segreto che si cela nel
cuore buio di uno dei cardinali destinati a diventare papa: Mariano Rampolla del Tindaro, il segretario di
Stato, Luigi Oreglia di Santo Stefano, decano dei cardinali e camerlengo, Joaquín De Molina y Ortega,
aiutante di camera del pontefice. E dovrà fare in fretta, perché il colpevole potrebbe tornare a colpire.
Tratto da: www.ibs.it
"'Tutto ciò che resterà della mia vita è quello che ho scritto.' Qualcuno l'ha detto pensando a se stesso,
però sono parole che si adattano anche a me. Ho sempre voluto scrivere. Alla fine della scuola media,
andavo per i tredici anni, mio padre Ernesto mi regalò una macchina Underwood di seconda mano,
dicendo: 'Vedi un po'se la sai usare'. Mia madre Giovanna mi mandò a una scuola di dattilografia. Ma
dopo un paio di lezioni, chi la dirigeva le spiegò: 'Giampaolo ha imparato subito quanto gli serve. Non
butti via i suoi soldi'. Ho cominciato a scrivere nell'estate del 1948 e da allora non ho più smesso.
Nell'ottobre 2015 di anni ne ho compiuti ottanta. E ho deciso che potevo permettermi questo libro. Non
oso definirlo un'autobiografia, parola pomposa. Allora dirò che è il racconto personale di un vecchio
ragazzo destinato a fare il giornalista. Non venivo da una famiglia di intellettuali. Mio padre era operaio
del telegrafo. Mia madre aveva cominciato a lavorare a dieci anni ed era stata così brava da aprire un
negozio di mode. La mia nonna paterna, Caterina, era analfabeta. Rimasta vedova con sei bambini da
crescere, aveva vissuto nella miseria più nera. Troverete qui le loro storie, insieme a quelle di mio nonno
Giovanni Eusebio, un bracciante strapelato, e di uno zio paterno, Paolo, un muratore morto a New York in
un cantiere. I miei antenati sono questi. E se esiste un aldilà, guarderanno stupiti questo figlio che si è
guadagnato il pane scrivendo.'" (G. P.) Tratto da: www.ibs.it
Un almanacco di soluzioni inattese, di rivelazioni ironiche, di folgoranti incidenti del pensiero. Una
scommessa allegra e audace sullo straordinario potere dei personaggi, delle storie, della letteratura. Voci
che risuonano nell'oscurità di vagoni semivuoti, lampi che scaturiscono da frammenti di conversazione,
profumi nascosti negli anfratti della memoria. I titoli di questa singolare raccolta - trenta scritti di tre
pagine ciascuno rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi
saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a
vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e
finzione. A tenere tutto insieme, come in un mosaico, è una scrittura tersa quanto l'aria notturna, capace
di svelare le verità celate nei dettagli dell'esistenza con una magistrale economia di parole. "Un monaco
incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza
silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia". Tratto da: www.ibs.it
L'ultimo giorno di maggio del 2013, Pierdante Piccioni, primario all'ospedale di Lodi, finisce fuori strada
con la macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, poche ore dopo,
il suo ultimo ricordo è il momento in cui sta uscendo dalla scuola dove ha appena accompagnato il figlio
Tommaso, nel giorno dell'ottavo compleanno. Precisamente il 25 ottobre 2001, dodici anni prima della
realtà che sta vivendo. A causa di una lesione alla corteccia cerebrale, dodici anni della sua vita sono stati
inghiottiti in un buco nero, riportandolo indietro nel tempo, quando in Italia c'era la lira e la crisi
economica pareva lontana, mentre la rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo era appena agli
albori. All'improvviso Pierdante Piccioni è diventato un alieno, incapace di riconoscere le sue cose, le sue
abitudini, addirittura se stesso in quel volto invecchiato che gli restituisce lo specchio e in cui a stento
ritrova la propria immagine. Attorno a lui tutto è cambiato: i figli non sono più due bambini, ma due
maschi adulti, con la barba e gli esami all'università, mentre la moglie sembra un'altra donna, con le rughe
e i capelli corti che hanno cambiato colore. Come potrà riprendersi la propria vita? Nelle pagine del suo
diario, in questo viaggio incredibile fra due esistenze parallele che non riuscirà mai a riallacciare
completamente, Piccioni racconta non solo l'angoscia di un uomo costretto a guardare la realtà con gli
occhi di un estraneo, ma la lunga e faticosa riconquista della propria identità, delle relazioni con i familiari
e con i colleghi, di tutto il tempo perduto che non riavrà più indietro. Tratto da: www.ibs.it