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Atti del Convegno handyTED 2005
Tecnologie, principi del comportamentismo ed aspetti del
programma TEACCH applicati all’apprendimento delle regole di
base relative al soddisfacimento dei bisogni primari
F. Benzi
Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Valenza e Monferrato Casalese (AL)
[email protected]
Sommario
Il presente elaborato intende rappresentare un esempio di esperienza educativa
concreta realizzata in un Centro diurno-residenziale che ospita soggetti con
disabilità gravi e gravissime siano esse di tipo fisico che psico-cognitivo che
entrambi i deficit combinati. Il caso trattato è quello di una ragazza di 22 anni
affetta da grave cerebropatia perinatale, con tratti artistici della condotta,
manifestazione di comportamenti-problema ed assenza di abilità sociali; non
essendo in questa sede possibile occuparmi dell’intero progetto, mi soffermerò
sulla parte relativa all’acquisizione delle abilità da applicare nel momento del
pasto. L’elaborato analizza e descrive i modelli e le strategie educative scelti
all’interno del progetto, ossia il comportamentismo ed alcuni aspetti del
programma T.E.A.C.C.H. e le tecnologie utilizzate per il raggiungimento
dell’obiettivo. Sono state condotte valutazioni intermedie ed una finale; la durata
del progetto è di due anni.
1. Il caso di Laura
Laura è una ragazza di 22 anni, fisicamente normosviluppata, ma con una diagnosi di grave
cerebropatia epilettogena perinatale, tratti autistici del comportamento, disturbi della condotta.
I tratti autistici bene si evidenziano nell'assenza totale di linguaggio, nel bisogno
costante dell'immutabilità della realtà, nei gesti e nei movimenti stereotipati, nella bassa soglia
di tolleranza alla frustrazione che si manifesta con comportamenti-problema che si
manifestano con pianto ed autolesionismo.
D'altro canto, la ricerca quasi continua dello sguardo altrui e del contatto fisico sono
indici di una non completa forma di autismo, ecco perchè Laura non è mai stata definita dai
medici specialisti una "autistica pura". Inoltre, è presente una minima capacità di
comprensione ( è in grado di capire semplici consegne).
La ragazza entra nel Centro come ospite residenziale circa tre anni fa; all'ingresso
dimostra di non possedere regole relative alle abilità sociali ; con difficoltà la ragazza è in
grado di soffermarsi, se non per pochi secondi, su qualunque tipo di attività; l'unico "gioco"
sul quale riesce a concentrarsi più a lungo, isolandosi dal resto del gruppo, consiste nel
riempire e svuotare ripetutamente sacchetti di plastica con oggetti duri.
In seguito ad una osservazione condotta su Laura, è stato assodato che la ragazza non
è abile nel soddisfacimento dei bisogni fondamentali, non è in grado di associare ogni
specifico bisogno alla dimensione temporale e spaziale adeguate al soddisfacimento del
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medesimo, oltre a non conoscere minimamente le regole sociali
momento del pasto.
e lo script relativi al
Obiettivo prefissato:apprendimento delle regole e delle abilità sottostanti al
soddisfacimento del bisogno primario di alimentarsi.
Strumenti utilizzati:telecamera, computer con software didattici, libri-gioco per
l’infanzia.
Modalità e strategie impiegate:principi del programma T.E.A.C.C.H., modello
comportamentista.
Tempi fissati per il raggiungimento dell’obiettivo:due anni.
2. Valutazione del percorso di apprendimento
Vengono fatte valutazioni intermedie relative alle successive fasi del progetto oltre ad una
valutazione finale circa l’obiettivo prefissato.
3. Il percorso educativo ha inizio
Il percorso ha inizio partendo da due abilità di cui Laura mostrava di essere già in possesso
ossia :
1) L'interesse nei confronti del volto umano e degli oggetti in movimento, soprattutto se dai
colori vivaci;
2) l'attenzione rivolta verso i suoni e la musica (Laura si addormenta ogni sera ascoltando
musica per bambini).
3.1 Il primo ausilio tecnologico utilizzato : la telecamera
I primi settings vedono l'impiego della telecamera : a giorni alterni, scegliendo un momento
della giornata in cui Laura si mostra serena e rilassata, l'educatore le si avvicina e le mostra i
volti degli operatori del Centro e dei compagni ripresi da una telecamera. Dimostrando fin
dall'inizio curiosità per gli occhi delle persone e per tutti i particolari del viso, non è difficile
"agganciare" la ragazza in questo modo : infatti soltanto occasionalmente Laura non
interrompe l'attività in corso ( ossia un gioco stereotipato di riempimento/svuotamento
continuo di borse di plastica con oggetti duri) , è quasi costantemente interessata a quella
strana "scatola” . Si riesce a mantenere elevata l'attenzione e la concentrazione di Laura sulle
immagini della telecamera anche per due/tre minuti. Questi primi settings vengono proposti
tre volte la settimana per un mese.
3.2 Dalla telecamera al software didattico
La telecamera, ormai nota alla ragazza, ha ora lo scopo di attrarre Laura alla sala computer,
situata lontano da possibili fonti di disturbo; lo schermo, con i suoi suoni e le sue immagini
colorate ed in continuo movimento, la attrae da subito e, dopo alcune settimane, Laura riesce
a stare seduta davanti al computer anche per 10 minuti; si incuriosisce nei confronti del mouse
e dello schermo poiché, quando toccati o premuti, producono effetti assai piacevoli! Pertanto
non passa molto tempo perché inizi ad imitare l’educatore nel toccare con un dito lo schermo
piuttosto che nel muovere e premere il mouse. Questa fase del progetto ha avuto una durata di
sei mesi circa.
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I software didattici scelti sono abitualmente utilizzati con bambini di 3-4 anni d’età,
hanno un contenuto figurativo-simbolico, non vi è linguaggio scritto, soltanto suoni che
nominano gli oggetti presentati.
I giochi proposti presentano una varietà di oggetti di uso comune, tra questi si è deciso
di insistere su quelli ritenuti più utili all’interno del progetto su Laura, inoltre la scelta di un
numero esiguo di immagini ha evitato di confondere, quindi di innervosire, la ragazza. Essi
coinvolgono semplici capacità senso-percettive e motorie; eccone una breve descrizione:
giochi di associazione oggetto-suono. Vengono presentate immagini di differenti
oggetti che, se toccate attraverso lo schermo, emettono il suono come nella realtà; è il
primo gioco a cui Laura viene approcciata ed anche il suo preferito poiché ricco di
“sorprese” : premendo punti differenti dello schermo, infatti, si può ascoltare il suono
del camino che, animandosi, scoppietta; l’orologio della cucina che batte l’ora;il suono
dell’acqua che dalla bottiglia cade nel bicchiere; il rumore dei piatti che scorrono uno
sull’altro; il suono del cucchiaio che batte sul bordo del piatto; il rumore di una porta
che sbatte; quello di una finestra che si chiude e così via.
Giochi di riempimento cromatico. Sono presentate immagini di oggetti in bianco e
nero da colorare toccando con un dito il colore “giusto”; soltanto la scelta corretta è
“premiata” con la comparsa di personaggi in movimento associata a musica, mentre le
scelte non corrette costringono il giocatore a ripetere la scelta fino a trovare quella
giusta. Questo gioco si è rivelato molto efficace nella continua autostimolazione e
nell’autorinforzo della ragazza tanto che, dopo circa due mesi dall’inizio, Laura è stata
in grado di soffermarsi per 20 minuti davanti allo schermo.
Giochi di associazione tra oggetti. Il gioco presenta una serie di coppie di oggetti di
uso comune (il cucchiaio, il piatto, la sedia, il bicchiere, la tovaglia…) e, ogni volta
che si tocca ciascuno di essi, una voce lo nomina e l’oggetto si mette in movimento :
ad es. il cucchiaio si immerge nel piatto, la sedia si avvicina al tavolo e così via.
Giochi di combinazione di oggetti. E’ di difficoltà maggiore e, forse per questo
motivo, il meno interessante per Laura che difficilmente riesce a giocare per oltre seisette minuti consecutivi; esso richiede di puntare la freccia del mouse su ciascuno
degli oggetti presentati e di accoppiarlo alla figura di un secondo oggetto : ad es. unire
la tovaglia al tavolo, la bottiglia al bicchiere e così via. Dapprima viene proposta una
immagine ingrandita, ad es. di un piatto con una fetta di torta, poi compaiono altre due
immagini, ad es. un cucchiaio ed un bicchiere : è quindi richiesto di associare uno dei
due oggetti alla fetta di torta. Anche qui, sono offerti rinforzi positivi o negativi a
seconda della risposta data.
3.3 La costruzione della tavola di comunicazione con immagini. Il contesto.
Utilizzando fotografie e ritagli di giornali e riviste ritraenti le stesse immagini proposte con il
computer ed incollandole su di un grosso quaderno, gli educatori del Centro costruiscono un
album avente funzione analoga alle tavole di comunicazione con le immagini impiegate nel
programma teacch. Sono anche impiegati dei libri-gioco (tipo “Le mie prime immagini”) per
bambini di 3-5 anni d’età.
Con le solite modalità di avvicinamento "dolce" a Laura, che ormai mostra sempre più
frequentemente un certo entusiasmo nel seguire l'educatore a tal punto che quest'ultimo ha
ormai abbandonato la telecamera quale “esca” per catturare l’attenzione e l’interesse della
ragazza, ci si siede accanto a lei e, bevendo un succo di frutta insieme, si sfoglia l'album in
tutta tranquillità : la ragazza avvicina ed allontana gli occhi dalle immagini, ruota l'album ed
osserva le immagini all'incontrario, ride, osserva e agita in aria le proprie mani in segno di
gioia, prende la mano dell'educatore come per chiedere di girare le pagine, di tanto in tanto gli
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accosta la guancia in segno di affetto. Le figure dell'album sono poche, di grossa dimensione,
dai colori vivaci ed i contorni ben definiti , ritraggono oggetti ormai noti : una pagnotta, un
cucchiaio, un bicchiere, una bottiglia, un tovagliolo, un vasetto di yogurt. Questo setting viene
realizzato intorno all'ora del pasto in un salottino attiguo alla sala da pranzo affinchè Laura
apprenda gradualmente ad associare immagine dell' oggetto-spazio-tempo ; la frequenza delle
"sedute”è quotidiana (e comunque dipendente dallo stato psico-emotivo della ragazza poichè
non si può ottenere apprendimento nei momenti della giornata in cui Laura manifesta
frustrazione o nervosismo). Si procede in questo modo per circa due mesi.
Successivamente si utilizzano delle tavole di comunicazione per immagini che
consistono in cartoncini plastificati con sopra delle immagini (disegni o foto) associate a
momenti specifici della giornata, nel caso particolare ritratta del momento del pasto ; ogni
giorno, poco prima dell’inizio del pasto, si mostrano a Laura le tavole in ordine cronologico :
prima la tavola che ritrae il tavolo, e si cammina avvicinandosi gradualmente al tavolo reale,
poi la tavola con l’immagine della sedia, attirando la ragazza verso la sedia concreta, quindi le
si mostra la tavola che ritrae il cucchiaio e così via. Si procede in tal modo tutti i giorni per
circa due mesi.
3.4 La fase più ardua del percorso: l'abbandono dell'immagine sostituita dall'oggetto
concreto ed il trasferimento dell'apprendimento al contesto reale.
Si tratta del periodo che più mette a dura prova tanto la soglia di tolleranza di Laura quanto la
costanza degli educatori! Infatti, superata la fase più prettamente ludica della telecamera e del
computer, è ora giunto il moment di scendere in campo gli educatori e Laura insieme; lo
scopo è di insegnare alla ragazza ad associare dapprima le immagini acquisite agli oggetti
reali che esse rappresentano (ad esempio, l'immagine del pane alla pagnotta vera e propria),
quindi ad associare questi stessi oggetti al momento ed al luogo deputati al consumo del
pranzo. La durata di questa fase del progetto è di dieci mesi circa.
Si procede nel seguente modo :
ogni giorno,10/15 minuti prima che il pranzo venga servito, l'educatore si avvicina a Laura
tenendo in mano un cucchiaio e, dopo averle parlato dolcemente, glielo mostra per alcuni
secondi: la ragazza non indugia ad afferrarlo essendo affascinata dagli oggetti duri, ma, questa
volta, con sua grande sorpresa, scopre di non poter impossessarsi immediatamente di esso: le
viene richiesto infatti di guadagnarselo! L'educatore procede verso la sala da pranzo
chiamando la ragazza con voce moderata ma ferma , cercando di condurla fino ad un tavolo
apparecchiato per il pasto. Questo tentativo fallisce per alcune settimane poichè, non potendo
comprendere Laura il motivo di una tale situazione , si innervosisce ogni volta che non le
viene immediatamente consegnato il cucchiaio; fin dall'inizio del percorso educativo, si sono
preferiti i rinforzi positivi a quelli negativi, nella convinzione che sia più utile premiare Laura
in seguito ad ogni "buon comportamento" piuttosto che punirla dopo un "cattivo
comportamento" : verrà mantenuta questa linea d'intervento per gran parte del percorso,
limitando i rinforzi negativi all'ultima fase dello stesso. Pertanto, tutte le volte che la ragazza
"decide" di seguire l'educatore almeno fino alla sala da pranzo, viene premiata con il dono di
un oggetto duro (non però il cucchiaio!) . In seguito a circa due mesi di lavoro intenso, si
ottiene che Laura entri in sala da pranzo e si avvicini ad uno dei tavoli, all'inizio casualmente,
pochi giorni dopo scegliendo sempre lo stesso tavolo, compia un giro completo intorno ad
esso, si sieda per pochi secondi sulla sedia, quindi riceva il suo premio e si allontani serena.
Quando invece non attua questo comportamento non ottiene alcun oggetto nè
momento ludico (rinforzo negativo).
A questo punto (l'obiettivo non è ancora stato raggiunto, ma la direzione seguita risulta quella
giusta) si stabilisce di introdurre un nuovo stimolo in sostituzione al cucchiaio, la pagnotta, e
si procede allo stesso modo.
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Per altre settimane si riproducono le stesse modalità e, ogni giorno, nel periodo di
tempo in cui si realizza tale "lotta" tra lei e l'educatore, gli altri ragazzi iniziano il pranzo :
Laura, ancora più impaziente nel vedere passare piatti colmi di cibo, cerca di strappare il pane
di mano all'educatore piuttosto che afferrare uno dei piatti, ma, ad ogni suo tentativo, viene
allontanata fisicamente dalla sala da pranzo e,finchè i compagni non hanno terminato il pasto,
non le è concesso di mangiare.
L'educatore le ripete con tono basso ma fermo :"Se non ti siedi non avrai nè il pane nè
la pastasciutta". A poco a poco il comportamento della ragazza la ragazza si modella
sull'obiettivo che si intende raggiungere, poichè, nonostante il deficit mentale, si sta
rafforzando l'apprendimento circa il fatto che l'adozione di comportamenti non idonei porta
ogni volta a conseguenze a Laura poco gradite ; un altro aspetto sembra divenirle chiaro ossia
che manifestare aggressività non è un comportamento capace di scoraggiare gli educatori. A
circa sei mesi dall'inizio di questa ultima fase del percorso di apprendimento, Laura impara a
sedersi a tavola, dimostra di aver ormai ben chiare le conseguenze del suo comportamento.
Non solo, ma, una volta raggiunto tale obiettivo, si prova a concederle il pane soltanto
dopo che lei abbia afferrato il cucchiaio per consumare la prima portata. Ancora due mesi e
poi Laura impara a stare a tavola il tempo necessario per terminare la prima
portata,diversamente le viene immediatamente tolto il piatto: se intende mangiare tutta la
portata, deve stare seduta a tavola! I comportamenti-problema si diradano lasciando spazio,
talvolta, soltanto a brevi periodi di intolleranza nei confronti delle regole, che si risolvono
spontaneamente.
Laura ha appreso lo script relativo all'ora del pasto; non è più necessario presentarle lo
stimolo -panino nè lo stimolo-cucchiaio, poichè la ragazza è capace di recarsi autonomamente
in sala da pranzo, sedersi a quello che è divenuto il suo posto a tavola (guai a chi glielo
"ruba"!), attendere con pazienza qualche minuto affinchè le venga servito il pranzo. Sta seduta
accanto a due compagni, ne rispetta gli spazi e non li priva più dei loro panini!
Ogniqualvolta Laura si alza da tavola tra una portata e l'altra, è sufficiente il richiamo
dell'educatore oltre alla vista di altri allettanti piatti perchè ritorni alla sedia senza dare segni
di insofferenza.
Attualmente, trascorsi quasi tre anni dall'ingresso presso il Centro, Laura è abile a
versare l'acqua nel proprio bicchiere, a pulirsi, sebbene malamente, la bocca con il tovagliolo,
ad allontanare il piatto se il cibo non la soddisfa, a portare il piatto vuoto sull'apposito
carrello.
4. Valutazione finale dell’apprendimento raggiunto
Ad oggi gli educatori possono dirsi soddisfatti del livello di apprendimento raggiunto da
Laura; si valuterà la capacità di mantenerlo nel tempo. Ad oggi i comportamenti-problema si
sono notevolmente ridotti sia in intensità che in frequenza, tuttavia non sarà possibile
eradicarli del tutto poiché rappresentano un tratto tipico della sua patologia ; la sfera ludica di
Laura si è decisamente allargata dal suo ingresso presso il Centro, infatti prosegue l’interesse
per i giochi al computer, benché sia concentrato grandemente sulle prime attività proposte,
mentre risulta difficile spostare l’attenzione di Laura su giochi alternativi.
Laura trascorre sempre meno tempo isolata dai ragazzi del Centro, rimane volentieri
accanto ai gruppi di lavoro durante i laboratori didattici osservandoli, anche se la
partecipazione rimane passiva a causa delle caratteristiche cliniche .
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