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Cuore
Il cuore è un organo posto nella cavità toracica, più
precisamente nel mediastino medio , dietro lo sterno e le
cartilagini costali, che lo proteggono come uno scudo,
davanti alla colonna vertebrale, da cui è separato
dall'esofago e dall'aorta, appoggiato sul diaframma, che
lo separa dai visceri sottostanti. Costituito pressoché
esclusivamente da tessuto muscolare striato, è supportato
da una struttura fibrosa detta pericardio.
Il cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio;
funge da pompa capace di produrre una pressione
sufficiente a permettere la circolazione del sangue.
Secondo una credenza popolare il cuore non è soltanto un
organo che costituisce il centro del motore dell'apparato
circolatorio, ma anche il primum movens della vita
spirituale ed affettiva.[1]
Modello di un cuore umano
Indice
1 Etimologia
2 Cenni introduttivi storici
3 Embriologia
4 Anatomia umana
4.1 Pericardio
4.2 Generalità
4.3 Pareti del cuore
4.4 I grossi vasi e le coronarie
5 Cavità del cuore
5.1 Atrio destro
5.2 Ventricolo destro
5.3 Atrio sinistro
5.4 Ventricolo sinistro
6 Fisiologia
6.1 Il sistema di conduzione del cuore
6.2 Il sistema di eccitazione del miocardio
6.2.1 Comportamento delle fibre muscolari
atriali e ventricolari
6.2.2 Comportamento delle cellule pacemaker
6.3 Il sistema nervoso autonomo e il cuore
7 Patologia
7.1 Alterazioni congenite
7.2 Strumenti diagnostici e terapia
8 Note
9 Bibliografia
10 Voci correlate
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni
Posizione del cuore rispetto ai polmoni
Anatomia del
Gray
Sistema
subject #138 1
Apparato circolatorio
Aorta
Arteria
Arteria polmonare
Arterie coronarie
Vena cava superiore
Vena
Vena cava inferiore
Vene polmonari
Nervo vago (sistema
Nervo
parasimpatico)
MeSH
Heart
Dorlands/Elsevier Heart
Etimologia
Il nome "cuore" deriva dal latino cor, cordis, mentre in campo medico il termine "cardio" deriva dal greco
κάρδια (kardia).
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Cenni introduttivi storici
Per gli antichi romani il solo Apollo, con una freccia precisa e invisibile, riusciva a bloccarlo per sempre
anzitempo. Poi, seguendo i progressi della scienza medica, grazie soprattutto all'opera di Galeno (129-201),
si osservò che il suo arresto improvviso non era dovuto all'imperscrutabile umore di un dio che si divertiva
a tirare con l'arco, ma molto meno poeticamente all'occlusione di un'arteria coronarica. E così il cuore
compì uno spiacevole salto di classe, passando dalla condizione di sede dell'intelletto, come lo definirono i
Sumeri, o di padrone assoluto del corpo, come veniva chiamato dagli Egizi, a quella di una pompa adibita
ad un lavoro esclusivamente meccanico, anche se vitale.
Di funzionamento molto semplice, se rapportato a quello degli altri organi del corpo, il cuore conserva
tuttavia ancora una notevole dose di fascino, causato probabilmente dall' essere un organo pulsante che
scandisce senza interruzione il ritmo della vita. Per molti secoli ha rappresentato l'obiettivo centrale degli
studi di medici e scienziati: dagli arabi Avicenna (980 - 1037) e Averroé (1126 - 1198) a Leonardo da
Vinci, che rappresentò con molta esattezza l'anatomia del muscolo cardiaco, a Giovanni Maria Lancisi
(1654 - 1720) che dettagliò i sintomi dell'infarto, degli aneurismi, dell'arteriosclerosi. Fino a tutto il
Settecento, gli esami compiuti sull'organo venivano condotti prevalentemente quando questo aveva già
cessato di battere e la vita aveva abbandonato il corpo. Mancava uno strumento che mettesse i medici in
grado di effettuare una rilevazione dinamica del cuore mentre il paziente era vivo, e cioè di auscultare le
anomalie di pulsazione che questa pompa perfetta sprigiona nel corso di un'intera esistenza. Ciò avvenne
con l'invenzione dello stetoscopio.
Embriologia
Il cuore deriva embriologicamente dal mesoderma.
I primi abbozzi compaiono durante la terza settimana di sviluppo dell'embrione prima della delimitazione
(ovvero dell'avvolgimento dell'embrione su sé stesso sia in senso latero-laterale che cranio-caudale,
processo che fa sì che da una struttura piana esso divenga tubolare e chiuso), nella regione cefalica. Si tratta
di cellule mesenchimali vasoformative, inizialmente ammassate irregolarmente che progressivamente si
organizzano a delimitare i tubi endocardici destro e sinistro, e che confluiscono nell'unico tubo cardiaco
dopo 22 giorni dalla fecondazione dell'ovocita.
Il tubo cardiaco è immerso nel mesoderma splancnico che si ispessisce a formare il mantello, da cui
derivano miocardio ed epicardio; si tratta della prima struttura in grado di contrarsi.
Anatomia umana
Pericardio
Il pericardio è una membrana, spessa mediamente 20 µm dalla
forma complessa che avvolge il cuore e la parte più prossimale della
maggior parte dei grandi vasi a lui adiacenti. Se ne distinguono due
componenti, il pericardio fibroso, più esterno, e il pericardio
sieroso, interno. I due foglietti del pericardio sieroso sono separati
da uno spazio virtuale chiamato cavità pericardica e contenente
normalmente da 20 a 50 ml di liquido chiaro roseo che permette al
cuore una discreta libertà di movimento e di variazione di forma
all'interno di questo rivestimento, minimizzando l'attrito.
Il pericardio fibroso è un rivestimento costituito da tessuto
connettivo denso che ricopre esternamente il cuore senza aderirvi
assumendo una forma simile ad un cono. Si continua superiormente
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con la tonaca avventizia dei grandi vasi entranti ed uscenti dal cuore, in particolare con l'aorta, le arterie
polmonari, la vena cava superiore e le vene polmonari, ma non con la vena cava inferiore. Inferiormente
aderisce tramite il legamento freno-pericardico al centro tendineo del diaframma presso il margine inferiore
del cuore e ad un'area muscolare a sinistra di esso presso l'apice, anteriormente, per mezzo dei legamenti
sterno-pericardici superiore ed inferiore, aderisce alla parete posteriore del corpo dello sterno,
posteriormente, tramite i legamenti vertebro-pericardici è connesso alle vertebre toraciche; tali legamenti
non sempre sono facilmente distinguibili l'uno dall'altro e presentano una notevole variabilità anatomica.
Le connessioni del pericardio fibroso con il diaframma, lo sterno, le vertebre toraciche e i grossi vasi
cardiaci sono gli elementi stabilizzanti principali della posizione del cuore all'interno del mediastino medio.
In vivo, nella porzione antero-superiore del pericardio è riscontrabile la porzione inferiore del timo, la cui
estensione varia da soggetto a soggetto in base a molti fattori, principalmente l'età. Il pericardio è coperto
anteriormente dalle pleure mediastiniche e dai polmoni, anche se una piccola porzione dietro la metà
inferiore e sinistra dello sterno è a diretto contatto con la parete toracica. Posteriormente è in rapporto con
la porzione posteriore delle pleure mediastiniche (e quindi dei polmoni), con l'aorta discendente, i bronchi
principali, l'esofago e il plesso esofageo, lateralmente con l'arteria e la vena pericardiofrenica, con il nervo
frenico, con le pleure mediastiniche, inferiormente è invece in rapporto con il diaframma. Il foglietto
parietale del pericardio sieroso riveste la superficie interna del pericardio fibroso.
Il pericardio sieroso è costituito da due foglietti, uno esterno che riveste la superficie interna del pericardio
fibroso ed uno interno, detto anche epicardio, che aderisce strettamente alla superficie del cuore fondendosi
con il tessuto interstiziale del miocardio. E' tra questi due foglietti che si colloca la cavità pericardica.
Essendo una sierosa, è costituito da un singolo strato di cellule appiattite sostenute internamente da un
tessuto connettivo sottosieroso, costituito in parte da tessuto adiposo in cui decorrono le arterie e le vene
coronarie. La quantità di tessuto adiposo nello strato sottosieroso dipende dal grado di obesità del soggetto,
ma nel normopeso esso si concentra lungo il solco interventricolare e il solco atrioventricolare, oltre che sul
margine inferiore del cuore, segue quindi in buona approssimazione il decorso dei principali vasi
coronarici. I due foglietti si fondono in un unico rivestimento e si riflettono sul pericardio fibroso in
corrispondenza dei grandi vasi, dove la cavità pericardica è obliterata e quindi la libertà di movimento
molto minore. La riflessione determina due guaine, una riveste l'aorta e il tronco polmonare, l'altra le vene
cave e le quattro vene polmonari in due strutture di forma tubulare e numerosi recessi. Il seno obliquo del
pericardio è un recesso a forma di J posto dietro l'atrio sinistro, tra le vene polmonari di destra e di sinistra
(che gli sono laterali) e la superficie anteriore dell'esofago (posteriore), è raggiungibile inferiormente e
permette di accedere allo spazio compreso tra le due coppie di vene polmonari. Il seno trasverso è un
recesso posto tra le guaine che ricoprono la vena cava superiore e quella comune dell'aorta e del tronco
polmonare, il suo "tetto" sono le due arterie polmonari e la superficie inferiore dell'aorta ascendente,
inferiormente vi sono le superfici superiori degli atri destro e sinistro che costituiscono il suo "pavimento",
anteriormente vi sono l'aorta ascendente e il tronco polmonare e posteriormente la vena cava superiore.
Entrambi questi recessi sono di grande importanza chirurgica. Vi sono poi numerosi recessi minori. Il
recesso postcavale è collocato posteriormente alla vena cava superiore, superiormente alla vena polmonare
superiore destra e inferiormente dall'arteria polmonare destra. I due recessi delle vene polmonari (destro e
sinistro) sono collocati tra le rispettive vene polmonari, posteriormente all'atrio sinistro, si dirigono
superiormente e medialmente. Il recesso aortico superiore è una propaggine del seno trasverso che risale
superiormente e posteriormente all'aorta ascendente, mentre il recesso aortico inferiore, anch'esso
diverticolo del seno trasverso, è posto inferiormente all'aorta ascendente e lateralmente all'atrio destro. Il
recesso polmonare sinistro decorre inferiormente alla faccia inferiore dell'arteria polmonare sinistra e quella
superiore della vena polmonare sinistra, mentre il destro è posto inferiormente alla faccia inferiore
dell'arteria polmonare di destra e la superficie superiore dell'atrio sinistro.
Il pericardio è vascolarizzato da rami pericardici dell'arteria toracica interna, da piccoli rami dell'aorta
discendente e dalle arterie muscolofreniche. Le vene pericardiche decorrono insieme alle arterie e drenano
nelle vene del sistema azygos. E' innervato da rami del nervo vago, da rami derivanti dal tronco del
simpatico e dal nervo frenico.
Generalità
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Il cuore è un organo cavo fibromuscolare di forma conica schiacciata o di tronco piramidale rovesciato.
Presenta quattro facce (sternocostale, diaframmatica, sinistra e destra), una base e tre margini (destro,
inferiore, sinistro). Ha una lunghezza media dall'apice alla base di 12 cm, è largo trasversalmente 8-9 cm e
in senso antero-posteriore circa 6 cm, nell'uomo pesa mediamente 300 g (280-340 g), mentre nella donna
250 g (230-280 g), nel neonato il peso è di circa 21 g e all'età di 11 anni pesa circa 164 g. Il suo peso
definitivo da adulto è raggiunto nella tarda adolescenza, generalmente entro i 20 anni. Il volume del cuore
corrisponde approssimativamente al pugno chiuso della persona stessa.
Inoltre, la superficie esterna del cuore è segnata da due solchi: il solco coronario, che taglia l'organo in
senso trasversale fra il terzo superiore e i due terzi inferiori, e quello interatriale (o longitudinale), che
divide il cuore nella parte destra e sinistra. I due solchi si incrociano posteriormente in un punto definito
"croce" (crux cordis), il quale è spesso occupato dall'arteria coronaria.[2] La base guarda in alto, indietro e a
destra, mentre l'apice è rivolto in basso, in avanti e a sinistra. È compreso tra la terza e sesta costa e
corrisponde posteriormente alla zona tra la quarta e l'ottava vertebra toracica (vertebre del Giacomini o
"vertebre cardiache").[3]
Dal punto di vista topografico si trova nella cavità toracica, al di sopra del diaframma e fra i due polmoni,
in contatto anteriormente con sterno e cartilagini costali e posteriormente con la colonna vertebrale. Lo
spazio in cui è situato è detto mediastino anteriore. Lateralmente sono presenti gli ili polmonari, i due nervi
frenici e i vasi periocardiofrenici; posteriormente, il cuore è in rapporto con l'esofago, l'aorta discendente e
le vene azigos ed emiazigos.
Pareti del cuore
Sotto al pericardio si trovano tre tonache una interna all'altra:



Epicardio: è costituito da tessuto connettivo, contenente capillari sanguigni, capillari linfatici e fibre
nervose e consiste nel foglietto viscerale del pericardio sieroso;
Miocardio: è formato da fibre muscolari cardiache il cui spessore varia fra 5 e 15 mm (maggiore in
corrispondenza dei ventricoli), ordinatamente orientate in modo da permettere la corretta
contrazione;
Endocardio: è un rivestimento protettivo costituito da cellule endoteliali. Ha la funzione di favorire
lo scorrimento del sangue all'interno del cuore per evitare coaguli del sangue e si ritrova anche nei
vasi sanguiferi;
I grossi vasi e le coronarie
Dalla porzione superiore della faccia anteriore del cuore si dipartono i due vasi arteriosi principali: l'aorta a
sinistra e l'arteria polmonare (o tronco polmonare che si sfiocca in un ramo sinistro ed in un ramo destro) a
destra. Ciascuna di queste è un prolungamento cavo del ventricolo corrispondente. Le basi di queste arterie
sono abbracciate dalle auricole, (così chiamate poiché la loro forma ricorda le orecchie pendule di un cane)
che fanno parte degli atri.
Anche posteriormente sono presenti due vasi sanguigni: la vena cava superiore e la vena cava inferiore che
sfociano nell'atrio destro.
Tra questi quattro vasi si trovano le vene polmonari di destra e di sinistra che sfociano nell'atrio sinistro.
Sulla superficie del cuore si possono osservare le arterie coronarie di destra e di sinistra che si dipartono
dall'aorta. Le coronarie si diramano irrorando tutto il cuore fino all'apice.
Dalla coronaria sinistra si dipartono l'arteria discendente anteriore, l'arteria circonflessa e la più piccola
arteria marginale, la coronaria destra si sfiocca in una miriade di vasi minori. La coronaria destra, e i due
rami principali della coronaria sinistra (discendente anteriore e circonflessa) sono considerati i tre vasi
principali per l'irrorazione sanguigna del cuore, e hanno un ruolo importante nella patogenesi della
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cardiopatia ischemica.
I vasi coronarici che riportano il sangue al cuore sono le vene cardiache. Esse confluiscono in un vaso
presente sul versante posteriore del cuore, il seno coronarico, per poi sfociare nell'atrio destro.
Cuore asportato
Corde tendinee
Corde tendinee
Muscolo papillare
Muscolo papillare
laterale
Muscolo papillare e
valvola tricuspide
Base del cuore
Auricola cardiaca
Auricola cardiaca
Valvole semilunari
Valvola semilunare
Valvola semilunare (v.
anteriore)
Valvola semilunare
collassata (v. anteriore)
Valvola semilunare
aperta
Valvola tricuspide
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Cavità del cuore
Per approfondire, vedi la voce Valvola cardiaca.
Il cuore è diviso in quattro cavità:


gli atri (destro e sinistro) posti superiormente;
i ventricoli (destro e sinistro) posti inferiormente.
L'atrio e il ventricolo destro sono in continuità tra loro formando il cuore destro (che pompa il sangue
venoso), così come comunicano le due cavità sinistre, formando il cuore sinistro (che pompa il sangue
arterioso).
Dopo la nascita non persiste alcuna comunicazione tra la parte destra e la parte sinistra del cuore; questa
condizione è garantita dai setti interatriali e interventricolare che dividono il cuore nelle due metà suddette.
Ogni atrio comunica con il corrispondente ventricolo attraverso l'orifizio atrioventricolare che è fornito di
una valvola cuspidale: valvola tricuspide tra le cavità destre, valvola bicuspide o mitrale tra atrio sinistro e
ventricolo sinistro.
Gli orifizi che mettono in comunicazione le cavità cardiache con i vasi efferenti sono anch'essi protetti da
valvole che impediscono il reflusso: valvola semilunare polmonare nel ventricolo destro per l'arteria
polmonare, valvola semilunare aortica nel ventricolo sinistro per l'aorta
Atrio destro
La muscolatura di entrambi gli atri è formata da fibrocellule muscolari scolpite nella parete a fasci paralleli,
per questo vengono detti muscoli pettinati. Esternamente è presente il solco terminale a cui internamente
corrisponde la cresta terminale. Tra atrio destro e atrio sinistro si trova il setto interatriale, sul quale si trova
la fossa ovale, che corrisponde al foro chiuso che nella vita fetale permetteva la comunicazione tra i due
atri, il foro di Botallo. La vena cava inferiore arriva alla faccia inferiore dell'atrio, sbocca all'interno
passando per una valvola detta valvola di Eustachio, un lembo del endocardio che non funziona da valvola
perché non permette l'unidirezionalità del flusso. Ha una funzione nella vita fetale perché fa' scivolare il
sangue facendolo entrare meglio nell'atrio di sinistra. Davanti all'orifizio della vena cava inferiore si trova
l'orifizio del seno coronarico che ha anch'esso una valvola detta valvola di Tebesio che chiude l'orifizio
quando l'atrio si contrae così il sangue non ritorna all'interno del seno. La parte superiore della valvola di
Tebesio si unisce alla valvola di Eustachio dando origine al tendine di Todaro. Nelle pareti dell'atrio destro
si osseravano numerosi minuscoli orifizi che rappresentano lo sbocco delle vene minime del cuore
("foraminula di Tebesio") e, talvolta, delle vene cardiache anteriori.
La valvola tricuspide è la valvola atrioventricolare di destra, forma praticamente la faccia inferiore
dell'atrio. La valvola si inserisce sull'anello fibroso dell'ostio atrio-ventricolare di destra, è formata da tre
lembi, da cui il nome. È una vera e propria valvola perché permette l'unidirezionalità del flusso ematico, è
aperta nella diastole cardiaca mentre nella sistole è chiusa e permette di non far tornare il sangue all'interno
dell'atrio.
Ventricolo destro
Superiormente si trova la valvola tricuspide, le altre pareti sono costituite da muscolatura miocardica con
trabecole carnee di primo, secondo e terzo ordine. Le trabecole di terzo ordine sono uguali ai muscoli
pettinati, cioè muscolatura scolpita nella parete del miocardio, la muscolatura di secondo ordine è costituita
invece da trabecole muscolari con la forma di manico di valigia collegate all'estremità alle pareti e nel
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mezzo sono libere, quelle di primo ordine sono dette muscoli papillari, con un'estremità si attaccano la
parete mentre con l'altra estremità, attraverso le corde tendine, si inseriscono sulla valvola tricuspide e sono
importanti nella chiusura della valvola.
Nel ventricolo destro si distinguono la via di afflusso dalla via di efflusso, quella di afflusso è data dal
sangue che dall'atrio entra nel ventricolo dirigendosi nella parete più inferiore, dopo la contrazione
ventricolare, si crea la via di efflusso che convoglia il sangue nel lume del tronco della arteria polmonare,
dove c'è una valvola che garantisce l'unidirezionalità del flusso. Le due vie sono separate da un anello
muscolare costituito da: la cresta sovraventricolare, dal fascio settale che si continua nel "fascio moderatore
di Leonardo da Vinci" (o trabecola settomarginale) che è una trabecola di secondo ordine posta
trasversalmente che impedisce un'eccessiva dilatazione del ventricolo della diastole. Quindi la via di
efflusso si trova sul davanti della via di afflusso.
Atrio sinistro
Nella parete posteriore si aprono le quattro vene polmonari, due a destra e due a sinistra, delimitando il
vestibolo dell'atrio sinistro. Il setto interatriale presenta una leggera depressione che corrisponde alla
fossetta ovale dell'atrio destro. In avanti questa depressione è limitata da una plica semilunare che
rappresenta il residuo della valvola del forame ovale. Sulla parete dell'atrio si trovano gli orifizi di sbocco
di alcune vene cardiache minime. In basso e in avanti presenta l'ostio della valvola bicuspide o mitrale che
dà accesso al ventricolo sinistro. Come dice il nome è composta da due lembi valvolari. La parete laterale
presenta l'auricola sinistra, molto ricca di tessuto muscolare.
Ventricolo sinistro
Nella parete superiore si trova la valvola bicuspide, detta anche mitralica della sua somiglianza alla mitra
dei vescovi. Nella parte più superiore del ventricolo si trova anche la valvola aortica che dà accesso
all'aorta ascendente. Si divide una via di efflusso da una via di afflusso; le due vie sono separate solo da
lembo valvolare anteriore della valvola mitrale. Il sangue nella via di efflusso, si porta davanti al lembo
valvolare anteriore, detta anche cuspide aortica proprio perché il sangue gli passa davanti per prendere la
via dell'aorta. Le due valvole infatti sono affiancate. La parete ventricolare è sempre composta dai muscoli
di primo, secondo e terzo ordine, ma le sue trabecole carnee sono meno sporgenti e quelle del ventricolo
destro. Il ventricolo sinistro è sette volte superiore di forza in confronto al ventricolo destro.
Fisiologia
La circolazione sanguigna nell'essere umano e nei mammiferi è definita doppia e completa, vale a dire che
le due metà del cuore funzionano autonomamente, ovvero come se vi fosse un doppio cuore e che il sangue
venoso e quello arterioso non si mescolano mai. Il cuore funziona come una pompa aspirante e premente:
richiama nelle sue cavità il sangue venoso, lo manda ai polmoni attraverso l'arteria polmonare. Da lì le vene
polmonari lo riportano nuovamente al cuore, che, attraverso l'aorta, lo porta in tutte le reti capillari.
L'afflusso verso il cuore avviene attraverso il sistema venoso, quello dal cuore alla periferia attraverso il
sistema arterioso. Gli atri ricevono le vene, nelle quali il sangue ha un percorso centripeto, ovvero
dall'esterno del corpo verso il cuore. Dai ventricoli nascono le arterie, nelle quali il sangue ha un percorso
centrifugo.
Normalmente le arterie trasportano sangue ossigenato (sangue arterioso) da distribuire ai tessuti, mentre le
vene trasportano sangue non ossigenato (sangue venoso) proveniente dai tessuti che hanno fatto consumo
di ossigeno. Come si può notare, non avviene per l'arteria polmonare, che conduce sangue venoso, quindi
non ossigenato, al polmone; non avviene inoltre per le vene polmonari, che trasportano verso il cuore
sangue arterioso, quindi ossigenato, proveniente dai polmoni.
La frequenza standard del cuore è definita a 72 battiti al minuto. Una frequenza compresa tra 60 e 100
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battiti al minuto è considerata fisiologica; una frequenza inferiore ai 60 bpm viene chiamata bradicardia;
una frequenza superiore ai 100 bpm è definita tachicardia. Non sempre le bradi- o tachicardie sono
patologiche (ad esempio tachicardia fisiologica nell'attività fisica). Nel neonato la frequenza arriva a 120
bpm, nel feto è ancora superiore e decresce dalla nascita fino alla pubertà con l'accrescersi dell'organismo.
Durante il sonno il cuore pompa 5 litri di sangue in un minuto, mentre durante un'attività fisica moderata la
quantità è doppia. Per un'attività pesante o una vigorosa attività atletica si arriva a 20 litri al minuto. A
riposo la pressione normale non supera il valore di 120/80 mmHg tale che, se si innestasse in senso
verticale un tubo di vetro graduato nell'aorta, vedremmo il sangue salire fino ad un metro e ottanta al di
sopra del livello del cuore.
La frazione di eiezione ovvero la quantità di sangue pompata ad ogni battito è pari a circa il 50-70% del
volume telediastolico (quantità di sangue presente nel cuore al termine della diastole). La quantità residua
rappresenta una riserva funzionale che il cuore può pompare se le richieste periferiche aumentano.
Il ciclo cardiaco che porta il cuore dallo stato di contrazione allo stato di riposo e quindi nuovamente a
quello di contrazione è detto "rivoluzione cardiaca". Il ciclo cardiaco comprende le due fasi essenziali nelle
quali si svolge l'attività del cuore:


diastole
sistole.
Durante la diastole tutto il cuore è rilassato, permettendo al sangue di fluire dentro a tutte e quattro le
cavità. Attraverso le vene cave il sangue entra nell'atrio destro, mentre attraverso le vene polmonari entra
nell'atrio sinistro. Le valvole atrioventricolari sono aperte consentendo il passaggio del sangue da atri a
ventricoli. La diastole dura circa 0,4 secondi, abbastanza da permettere ai ventricoli di riempirsi quasi
completamente.
La sistole comincia con una contrazione, della durata di circa 0,1 secondi, degli atri che determina il
riempimento completo dei ventricoli. Quindi si contraggono i ventricoli per circa 0,3 secondi. La loro
contrazione chiude le valvole atrioventricolari e apre le valvole semilunari; il sangue povero di ossigeno
viene spinto verso i polmoni, mentre quello ricco di ossigeno si dirige verso tutto il corpo attraverso l'aorta.
Queste fasi cardiache sono ascoltabili e traducibili attraverso due suoni distinti, detti toni cardiaci. Quando
i ventricoli si contraggono abbiamo il primo tono, un suono cupo (rappresentabile con un PUM). È
generato dalla contrazione del miocardio ventricolare e, in parte, dalla vibrazione delle valvole atrioventricolari che si chiudono. Al primo tono segue una pausa durante la quale i ventricoli spingono il sangue
nelle arterie. Successivo è il secondo tono, breve e chiaro (rappresentabile con un PAH), determinato dalla
vibrazione delle valvole semilunari che si chiudono. Al secondo tono segue una pausa più lunga, con il
riempimento dei ventricoli.
Il sistema di conduzione del cuore
Per approfondire, vedi la voce sistema di conduzione del cuore.
Il cuore come tutti i muscoli è capace di contrarsi sfruttando l'energia prodotta dalla ossidazione di sostanze
energetiche (come acidi grassi, carboidrati) in presenza di ossigeno. Le cellule muscolari striate di cui è
composto il cuore a differenza di quelle degli altri muscoli sono dotate della capacità di autoeccitarsi e
autocontrarsi. Il controllo nervoso sul cuore può modulare la frequenza di contrazione aumentandola o
diminuendola, ma questa è generata in maniera spontanea dal miocardio.
Esiste una parte del miocardio dedicata alla sola generazione e conduzione degli impulsi attraverso il
muscolo cardiaco, questo è il cosi detto miocardio specifico. Si tratta di un sistema specializzato del cuore
che permette, in condizioni normali, che il cuore batta in maniera efficiente ed ordinata (prima gli atri, poi i
ventricoli permettendo il completo riempimento di questi ultimi) e che l'impulso generato si diffonda
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velocemente, facendo contrarre tutte le parti del ventricolo in maniera pressoché simultanea.
Questo sistema è formato da diverse parti:

Il nodo senoatriale (NSA): si tratta di una piccola e appiattita striscia elissoidale di miocardio
specifico larga circa 3 mm, lunga 15 mm e spessa 1 mm, che si trova nella parte superiore laterale
dell'atrio destro subito sotto allo sbocco della vena cava superiore. Le fibre del NSA hanno un
diametro variabile tra i 3 e i 5 mm, mentre le fibre circostanti sono delle dimensioni di una decina di
micrometri. In questo nodo si genera il normale impulso ritmico, per fare in modo che l'impulso
venga trasmesso alle fibre atriali, le fibre del NSA si connettono direttamente con quelle atriali; il
potenziale d'azione si diffonde, così, in maniera simultanea negli atri.

Le vie internodali: si tratta di una striscia di tessuto di conduzione che deve condurre il segnale verso
il nodo atrioventricolare.

Il nodo atrioventricolare (NAV): è il principale responsabile del ritardo che deve essere attuato nel
passaggio del segnale dagli atri ai ventricoli. Un'altra importante funzione del NAV è quella di
permettere il passaggio solo in un senso dell'impulso cardiaco, impedendo il passaggio dai ventricoli
agli atri tramite uno strato fibroso che funziona da isolante per l'impulso.

Le fibre del Fascio di His propagano l'impulso alla massa cardiaca ventricolare, dividendosi in due
branche, destra e sinistra. La branca sinistra possiede due fascicoli, anteriore, più spesso, e posteriore,
più sottile.

Parte terminale del sistema di conduzione del cuore sono le fibre del Purkinje, cellule cardiache con
conducibilità maggiore rispetto ai miocardiociti.
La principale particolarità del miocardio specifico consiste nella possibilità di generare autonomamente gli
impulsi elettrici: in pratica la centrale pacemaker principale si trova nel NSA, ma non è l'unica presente nel
miocardio. È stato possibile apprezzare questo escludendo dalla conduzione il NSA: Il cuore continua a
battere, anche se a ritmi notevolmente inferiori (40/60 impulsi al minuto, contro i normali 60/100) e il ritmo
che si impone è detto "non sinusale" perché ha origine al di fuori del NSA, in latino sinus. Questo
meccanismo può essere spiegato come una sorta di autoprotezione da parte del cuore, esistono infatti
patologie a causa delle quali viene bloccata la conduzione del NSA. In questo caso, il cuore può continuare
a battere poiché il NAV comincia a dettare il passo del ritmo (con frequenza minore) e la situazione è
compatibile con la vita.
Una volta che l'impulso si è generato nel NSA passa direttamente alle fibre atriali investendole in maniera
simultanea. A questo punto attraverso le fibre internodali, il segnale viene trasmesso al nodo
atrioventricolare. Dalla generazione del segnale sono passati 0,02 secondi. È in questo punto del sistema di
conduzione, quello che trasferisce il segnale dagli atri ai ventricoli, che troviamo un ritardo di trasmissione.
Questo ritardo è necessario affinché l'impulso cardiaco non possa propagarsi dagli atri ai ventricoli in
maniera troppo veloce. Se questo accadesse, infatti, sarebbe impossibile per i ventricoli un perfetto
riempimento e da questo si arriverebbe ad un non perfetto rendimento della pompa cardiaca.
La prima struttura che provoca questo ritardo è il NAV, che ritarda di circa 0,09 secondi prima che
l'impulso invada il fascio di His (che si divide poi in branca destra e sinistra). Subito dopo il passaggio
attraverso il NAV abbiamo un ulteriore ritardo di 0,04 secondi dovuto ad una parte del fascio fibroso che
separa atri e ventricoli. Il ritardo complessivo dalla generazione dell'impulso, all'arrivo dello stesso ai
ventricoli è quindi di circa 0,16 secondi. Subito dopo questa parte "ritardante" troviamo le fibre del
Purkinje, che dal NAV si portano ai ventricoli passando attraverso il setto ventricolare. Queste fibre sono a
conduzione molto veloce, il che permette di avere una trasmissione dell'impulso ai ventricoli praticamente
immediata e simultanea (circa 0,03 secondi). L'alta velocità diminuisce una volta che si è arrivati nelle parti
terminali delle fibre del Purkinje, quindi le ultime cellule miocardiche sono raggiunte con un ritardo di
circa 0,03 secondi; conseguentemente il tempo per far contrarre i ventricoli è calcolato in 0,06 secondi.
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Il sistema di eccitazione del miocardio
Per approfondire, vedi la voce Potenziale d'azione.
Per quanto riguarda il sistema di eccitazione e di conduzione del potenziale d'azione troviamo due tipi di
sviluppo del potenziale elettrico: uno riguarda le fibre atriali e ventricolari, un altro riguarda le cellule del
nodo seno-atriale (o cellule del pacemaker). Le fibre atriali e ventricolari devono comportarsi in maniera
simile alle fibre muscolari, ma dovranno anche assicurare un alto rendimento della pompa cardiaca; il nodo
seno-atriale si comporta in maniera diversa da qualsiasi altra fibra, poiché deve assicurare principalmente la
generazione del potenziale d'azione.
Comportamento delle fibre muscolari atriali e ventricolari
Il potenziale di membrana a riposo è di circa -90 mV. Questo potenziale di membrana è dovuto alle
differenti concentrazioni degli ioni fra interno ed esterno dalla cellula.
L'ampiezza del potenziale d'azione è di circa 105 mV, il che porta
ad avere un picco (spike) del potenziale di circa 20 mV, esso è
maggiore che nella maggior parte delle cellule muscolari perché
deve essere in grado di far rendere al massimo la pompa cardiaca.
Un miocita che sia stato depolarizzato non sarà più disponibile per
un nuovo potenziale d'azione fino a che esso non si sia ripolarizzato
parzialmente, l'intervallo fra il potenziale d'azione e il momento in
cui il miocita è disponibile per un nuovo potenziale è definito
Periodo Refrattario Assoluto. La completa eccitabilità non viene
ristabilita fino a quando non si ha completa ripolarizzazione del
miocita, questo intervallo è chiamato Periodo Refrattario Relativo.
Potenziale d'azione (risposta rapida)
Questo periodo è indispensabile per il corretto funzionamento del
cuore, poiché permette un alto rendimento della funzione di pompa
del cuore, in quanto il ventricolo può riempirsi completamente di sangue prima di eseguire un'altra
contrazione; inoltre permette di avere una netta distinzione tra fase pulsoria (sistole) e fase di riposo
(diastole), in maniera tale da permettere l'apporto di sangue attraverso le coronarie, che può avvenire solo
in fase diastolica.
Comportamento delle cellule pacemaker
Nelle cellule pacemaker nasce il ritmo cardiaco vero e proprio. Per questo motivo il comportamento di
dette cellule differisce in maniera consistente rispetto a quella di ogni altra cellula e conseguentemente il
comportamento elettrico assume delle modalità particolari: esse non possiedono un vero e proprio
potenziale di riposo.
Tra un potenziale d'azione ed un altro si registra una progressiva depolarizzazione della cellula partendo da
un valore di circa -65 mV, la depolarizzazione prosegue verso lo zero, come se dovesse raggiungere un
potenziale di riposo, ma prima che si possa stabilizzare raggiunge il potenziale soglia (-50 mV), dopo il
quale parte il picco del potenziale d'azione.
Il sistema nervoso autonomo e il cuore
Il cuore, espletando una di quelle attività del corpo che sono necessarie alla vita, è regolato in alcune sue
funzioni dal sistema nervoso autonomo, che agisce indipendentemente dalla nostra volontà.
Il cuore ha una duplice innervazione ricevendo fibre parasimpatiche (attraverso il nervo vago) e
dell'ortosimpatico.
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Questi due sistemi sono controllati direttamente da centri gangliari che si trovano nel cuore (sistema
parasimpatico) o in prossimità delle vertebre (sistema ortosimpatico), essi modulano la frequenza cardiaca.
Una costante liberazione di neurotrasmettitori in piccole quantità determina il tono nervoso basale del
cuore.
Il sistema parasimpatico è responsabile dell'inibizione della frequenza cardiaca, infatti notiamo che
tagliando il nervo vago, si ha una accelerazione del cuore fino ai massimi livelli fisiologici raggiungibili. Il
sistema parasimpatico agisce usando uno specifico neurotrasmettitore: l'acetilcolina. Essa determina due
importanti effetti sul cuore: deprime la frequenza di scarica del nodo S-A e diminuisce l'eccitabilità delle
fibre giunzionali poste tra il miocardio atriale ed il nodo A-V.
La stimolazione ortosimpatica provoca effetti opposti a quelli descritti per l'azione vagale, anche se
comunque i due effetti sono sempre compresenti. Il neurotrasmettitore attraverso il quale il sistema
ortosimpatico agisce è la noradrenalina, che viene rilasciata nelle sinapsi che interessano le terminazioni
nervose cardiache e che, come l'acetilcolina, determina delle variazioni a livello delle conduttanze nelle
cellule miocardiche. La soppressione dell'attività ortosimpatica determina una diminuzione della frequenza,
che però non è rilevante come l'azione del nervo vago.
Patologia
Le malattie cardiache si distinguono in acquisite o congenite , inoltre, a seconda della sede interessata, si
osservano:
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alterazioni della tonaca esterna (pericardite);
alterazione delle arterie coronarie (cardiopatia ischemica);
alterazioni del muscolo o delle fibre muscolari (miocardite);
malattie della tonaca interna (endocardite);
lesioni delle valvole cardiache (stenosi valvolare);
disturbi della conduzione (aritmia);
Alterazioni congenite
Vi sono casi nei quali il cuore manca del tutto o è presente in forma rudimentale (incompatibili con la vita).
In altri casi non c'è stato lo sviluppo di una parte del cuore con la conseguenza di comunicazioni (shunt)
inter-atriali o inter-ventricolari. Nei casi in cui le alterazioni siano compatibili con la vita i sintomi
peggiorano nel tempo.
Le cause possono essere molteplici, in particolare genetiche o da insulti tossici o infettivi durante la vita
fetale. Ed è un organo sensibile e importante. Ricordiamo:
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Destrocardia
Arco aortico destroposto
Diverticolo di Kommerell
Tetralogia di Fallot
Difetto interventricolare
Strumenti diagnostici e terapia
La diagnosi di molte patologie cardiache può essere confermata attraverso l'elettrocardiogramma (ECG),
uno degli esami cardiologici più importanti.
La chirurgia cardiaca risale al 1945, con l'intervento di Alfred Blalock sul cuore di un bambino affetto da
"morbo blu". Nel 1967 si giunse al primo trapianto di cuore, effettuato da Christiaan Barnard.
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Note
1. ^ Grande Enciclopedia Medica Curcio, Curcio Editore 1973 (Cuore) pag. 561
2. ^ 86% secondo Gross (da Trattato di Anatomia Topografica)
3. ^ L. Testut, Trattato di Anatomia Topografica,
Bibliografia
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W.J. Larsen, Embriologia Umana, Napoli, Ed. Idelson-Gnocchi, 2002 ISBN 88-7947-341-7
L. Testut, O. Jacobson, Trattato di Anatomia Topografica; vol. 2: Collo-Torace-Addome, Torino,
UTET, 1998² ISBN 88-02-02194-5
Williams, Anatomia del Gray 2, Zanichelli, Bologna, 2001 ISBN 88-08-02267-6
W.F. Ganong, Fisiologia Medica, Padova, Piccin Nuova Libreria 2001 ISBN 88-299-1567-X
Dioguardi, N., G. P. Sanna, Moderni aspetti di semeiotica medica, Roma, S.E.U., 19963
D.L. Kasper, E. Braunwald, A.S. Fauci, S.L. Hauser, D.L. Longo, J.L. Jameson Harrison, Principi di
medicina interna, II vol. parte 8: Malattie del sistema cardiovascolare Mc Graw Hill, 200516 ISBN
88-386-2999-4
Voci correlate
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Foro ovale di Botallo
Cuore artificiale
Cuore (Bibbia)
Trapianto di cuore
Cardiochirurgia
Extrasistole
Soffio cardiaco
Murmuri del cuore
Vene del cuore
Arterie coronarie
Protesi valvolare cardiaca
Assistenza meccanica cardiaca
Cardioplegia
Altri progetti
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Articolo su Wikinotizie: Gran Bretagna: riattivato il cuore naturale di una bimba
trapiantata
Collegamenti esterni
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Med Ars - Immagini 3D
Loyola University - Embriologia ed organogenesi del cuore.
Henry Gray (1821–1865). Anatomia del Corpo Umano: il cuore. [1]
Sito dell'ANMCO con interessanti articoli sulle patologie cardiache.
Heart En
In questo sito si trovano alcuni video che mostrano la meccanica di funzionamento del cuore.
Lino Conti, voce Cuore del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede
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Ultima modifica per la pagina: 18:33, 30 gen 2011.
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