sturzonews - I.t.c. Sturzo

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sturzonews - I.t.c. Sturzo
MENSILE D'INFORMAZIONE
DELL'I.T.C.
"DON LUIGI STURZO”
Edizione riservata
ai Docenti, agli Studenti, al Pers. ATA
ANNO VI - N° 5
DICEMBRE 2006
STURZONEWS
Editoriale
Questo editoriale vorrei che lo leggessero tutti gli studenti. Non sarà facile e forse è illusorio pensare che questo
accada. Tuttavia, voglio provarci e chissà che almeno una minoranza qualificata lo faccia. Sono effettivamente
scettico sul fatto che con un articoletto si possa risolvere un grave problema come quello che affronteremo. Ma
come diceva padre Dante, spesso un gran fuoco segue a piccola favilla, ed allora…………
Vorrei che tutti gli studenti si rendessero conto che vivere in una comunità, e la scuola lo è, specialmente se
numerosa, è una cosa non facile. Si amplificano le frizioni, le contrapposizioni, gli interessi divergenti e
contrastanti, vengono a galla antipatie, concorrenze non leali, gelosie e quant’altro rende la vita difficile. Ma è la
vita. Non sarebbe possibile pensare ad un mondo privo di quanto è la vita stessa, i contrasti, le tensioni, le lotte
sono l’essenza stessa del vivere insieme. Ma se tutto ciò non è disciplinato il caos, il disordine domina e
l’organizzazione della vita va a farsi …benedire. Quale speranza di progresso può avere una città, uno stato, un
condominio, una coppia, una scuola se non si convengono al loro interno elementari regole di convivenza?
Ecco in questi ultimi tempi pare che sia accaduto proprio questo. Pare che siano saltati gli alvei di un fiume nel
quale dovrebbero scorrere le attese, i bisogni, gli interessi di tutti. Non mi riferisco certamente solo alla nostra
Scuola, sarebbe ingeneroso. Ma chiudere gli occhi ed illudersi in positivo sarebbe un danno immenso. Anche la
nostra scuola corre il rischio di essere ammalata senza speranza di guarigione, della malattia che uccide tutte le
società: il mancato rispetto delle regole condivise. Al contrario il rispetto di loro garantisce i cittadini, i componenti
di un gruppo sulla sua sopravvivenza, sulla sua fortuna.
Già, le regole. Siamo il paese nel mondo più ricco di leggi e di regolamenti. Pensate dai Romani in poi, quante
leggi, quanti decreti, quanti regolamenti! Eppure siamo il paese che rispetta meno l’elementare regola del vivere
insieme. Il rispetto degli altri e di se stessi, nei giovani soprattutto sembra una favola irrealizzabile.
Io sono convinto che questa diagnosi sia condivisa a livello personale da molti dei lettori. Penso che molti
vorrebbero vivere in sicurezza e tranquillità eppure sembra impossibile. Ma è veramente così?
Sinceramente credo di no. Credo profondamente che debba esserci la speranza di cambiare tendenza, debba esserci
l’impegno di preservare le nostre comunità dalla violenza e dalla sopraffazione. Deve esserci, soprattutto per i
ragazzi, il gusto di una vita sociale veramente civile e tollerante. I giovani hanno dentro di sé enormi potenzialità a
ben fare e a ben essere. Occorre allora che si recuperi subito il gusto della normalità e della non violenza. Occorre
che si comprenda che solo rispettando le regole si può vivere e sopravvivere. Immaginate una partita di calcio
senza regole e senza arbitro! Sarebbe inconcepibile eppure ogni giorno è una guerra per imporre un minimo
d’ordine e di gioco ordinato. Vorrei che questi pensieri e questi sfoghi fossero l’origine di un mondo che cambia,
del nostro mondo, di questa scuola che tutti vogliamo migliore. Sarà così? Non lo so affatto. Vorrei soltanto sentire
un segnale proveniente da una giovane mente che dicesse:
Forse il mondo civile e delle regole è un mondo più giusto. Forse il rispetto degli altri vuol dire il rispetto per se
stessi. Vorrei che fossimo migliori tutti, magari per convenienza!!
Salvatore Provenzani
Direttore: Salvatore Provenzani
Direttore Responsabile: Concetta Giamporcaro
Comitato di Redazione:
Sabina Di Fiore, Giovanni Dioguardi, Giuseppina Ricontati (Docenti) –
Alessia Barbuscia, Elisabetta D’Anna, Emanuela Pizzurro, Federica Romeo (V
F); Marilena Puleo, Arianna Saviano (IV F); Alessandro D’Ugo (III F);
Giovanna Castagna (II F); Emanuele Di Martino (II L); Silvio Figura, Emilio
Gargano (II P)
EDITO dall’ I.T.C. “Don Luigi Sturzo”
Via Sant’Ignazio di Loyola, 7 - 90011 Bagheria (PA)
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WWW.90011.IT – L’INFORMAZIONE BAGHERESE A PORTATA DI CLICK
È mia vecchia convinzione il fatto che una notizia, piacevole o
scomoda che sia, debba essere sempre esposta con la massima sincerità
e trattata nel modo più trasparente possibile. Credo che queste siano
due fondamentali caratteristiche di un informatore “onesto”. Ho trovato
abbondante onestà fra le pagine web di un sito internet, 90011.it. Esso,
nello specifico, vuol’essere un portale d’informazione volto a
soddisfare gli “assetati” di notizie chiare. E’ un notiziario online,
redatto da alcuni giovani universitari di Bagheria e dintorni, che prova
a colmare quel vuoto enorme che grava sull’informazione bagherese.
Troppe volte, a Bagheria, ci si deve rassegnare al fatto che, su certi
avvenimenti, la cosa migliore da fare sia sorvolare, chiudere un occhio
(alle volte entrambi), restare impassibili e andare avanti facendo finta di non aver visto, nè sentito. Avere scoperto
l’esistenza di questa nuova (e innovativa) forma di informazione mi ha fatto pensare che forse c’è ancora qualche
speranza di “leggere sano”, e questa sta nei giornalisti di domani, quelli che andranno a sostituire gli arrendevoli
giornalisti di oggi, che sì, saranno pure dei grandi professionisti, ma trovandosi a raccontare Bagheria vengono
colpiti da una strana febbre, forse quella del “nonvedononsentononparlo” di cui si accenna anche su 90011.it.
Credo che molti di voi condividano questa mia visione della situazione bagherese, e sarete d’accordo con me se vi
dico che non è assolutamente plausibile tale comportamento da parte di chi fa cronaca e illustra notizie. 90011.it,
comunque, non è solo cronaca bagherese, ma anche notizie dall’Italia, dall’Europa e dal mondo. Dal sito, inoltre, è
possibile accedere, scorrendo i link, ad alcune rubriche dedicate alla Scienza, alla Cultura e al Mondo Femminile.
E’ indiscutibile –e potrete constatarlo con i vostri occhi- la professionalità dei giovani redattori e di tutti quelli che
postano articoli su questo portale. Ciò lo si può notare dall’istantaneità delle notizie e dalle ricerche da loro
sostenute sul campo bagherese.
Il sito rappresenta una neonata realtà che ha bisogno di evolversi. Personalmente non posso che sperare che
90011.it diventi sempre di più un punto fermo per i bagheresi, dunque mi auguro che accorriate numerosi a visitare
e constatare soggettivamente quanto seri e professionali possono essere questi nostri nuovi giornalisti, dei quali, un
giorno, con molta probabilità, andremo fieri.
Alessandro D’Ugo, III F
UN ESEMPIO DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE
Come potete immaginare anche questo mese mi trovate qui con la recenzione di un altro libro. Infatti, essendomi
cimentata nella lettura di un bellissimo dramma come “Casa di bambola” dello scrittore norvegese Ibsen, mi piace
potervene parlare. Oggi nella maggior parte dei Paesi (salvo qualche eccezione) la donna ha un ruolo ben definito
all’interno della società, dove le vengono riconosciuti ampi diritti che la pongono su un piano paritario riguardo
all’uomo. Ma non è sempre stato così. Fino alla fine del 1800 la donna era costretta a vivere in una posizione di
inferiorità rispetto all’uomo in campo economico, giuridico e sociale, in altre parole veniva totalmente emarginata.
Chi di voi si trova al V anno, sa benissimo che Ibsen fu uno degli autori più sensibili alla questione femminile di
quell’epoca, quindi non è pura coincidenza che il suo dramma venne definito come prima opera di emancipazione
femminile.
Protagonista del romanzo è Nora, una donna che visse la sua vita dentro le quattro mura di una casa “protetta e
manipolata” prima dal padre e successivamente dal marito. Nella prima parte dell’opera, Nora non fa altro
“accettare passivamente” tutto ciò che diceva il marito, Helmer, un uomo che la amava molto, ma che nello stesso
tempo le procurava un grande male, a causa dell’atteggiamento molto protettivo nei suoi riguardi. Nora, infatti, per
paura di procurare qualche dispiacere al marito, in otto anni di matrimonio, non esprime nessuna opinione,
condividendo ogni gusto, opinione e scelta. Questi atteggiamenti fanno di Nora una donna priva di conoscenze
sociali e culturali ma soprattutto priva di una propria personalità.
Ibsen, ci presenta Nora come una donna “ignorante”, che per amore verso del marito compie un atto di cui non
comprende la gravità, perché il fine era quello di fa star bene la persona amata. È proprio nel compiere questo
gesto, anzi nello scoprire che falsificare una firma è un reato, che Nora “apre gli occhi”, scoprendo che il mondo
reale in cui vive è esattamente l’opposto di quel mondo in cui Nora fino a quel momento aveva vissuto.
Nel leggere Casa di bambola vediamo la protagonista definirsi una “bambola” piuttosto che essere umano, poiché
fino a quel momento aveva vissuto una vita preordinata, dentro una casa dove le veniva detto ciò che doveva fare
solo per far piacere al marito senza porsi il problema se ciò era giusto o sbagliato. Nelle ultime pagine Ibsen si
serve del gesto “coraggioso” di Nora, ovvero quello di abbandonare la casa, il marito e i figli per avventurarsi in
un mondo per lei del tutto nuovo, per mettere in evidenzia che se una persona, uomo o donna che sia, voglia avere
una propria personalità deve prima di tutto realizzare se stessa e questo lo si può raggiungere solo se si riesce a
inserirsi all’interno di una società dove vi è la possibilità di esprimere liberamente le proprie considerazioni.
Elisabetta D’Anna, VF
“ITC-STURZO SHOW”
Ciao ragazzi. Di che parliamo oggi? Che ne dite di parlare un po’ della nostra scuola?
Amunì dai…
Entrando possiamo ammirare il filo spinato. Alla nostra destra troviamo la succursale (o ospedale) e alla nostra
sinistra la centrale. Al centro di questi edifici, troviamo la palestra. Pulita e sorvegliata dal grande e simpatico
Provino e dalla signora Margherita.
La mattina, entrando nella nostra classe, puoi “annusare” lo splendido odore di frittura e, credetemi, alle 8,10
trasmette una sensazione di freschezza e pulizia unica. Figuratevi che non abbiamo bisogno di usare profumi o
deodoranti. Basta solo stare 10 minuti nella nostra classe per improfumarcisi dalla testa ai piedi. Mia madre, a
volte, crede che io non sia entrato a scuola, ma che abbia passato tutta la giornata dentro una friggitoria.
Comunque pensiamo che non siamo gli unici a lamentarci del “profumo”.
Durante le lezioni, puoi udire il “Provino show”, con frasi del tipo <<ATTIA TALIU…>> oppure <<VA
TRAVAGGHIA>>, o ancora <<UN CINNE’ PALLUNA>>, che rendono la lezione più leggera e comica. Oltre al
“Provino show”, alcuni giorni, va in onda il “concerto dei motorini” che consiste in una vera e propria esibizione
degli antifurti. Pensate che questi spettacoli sono gratis!!!
Purtroppo non tutti i bidelli sono come Provino. Non abbiamo intenzione di fare nomi, non solo perché è meglio
non specificare, ma anche perché non li sappiamo. Alcuni sono così “dolci” nei nostri riguardi…certo noi non
siamo “studenti modello” ma nemmeno loro sono granchè. Ci sono alcuni ai quali non puoi porre una domanda
che, o ti guardano male, o ti dicono <<oggi sono in ferie>> (ma una camomilla no?).
Infine vorremmo parlare di una cosa seria. Ultimamente abbiamo sentito una notizia sconvolgente al telegiornale:
ragazzi, diteci come si fa a picchiare un compagno down?! Non solo, alcuni si divertono a farlo. Ma stiamo
scherzando?
Picchiare un compagno down, filmare tutto con il cellulare e pubblicare i video su siti internet dedicati al
divertimento. Cioè, invece di aiutare le persone che hanno questa sfortuna di essere down, le picchiano per
divertimento.
Secondo noi è mentalmente più incapace chi compie certe azioni, che chi viene definito “down”.
Speriamo che non accadano più cose del genere. Vi salutiamo ragazzi.
Silvio Figura & Emilio Gargano, II P
LA SCONOSCIUTA
A PROPOSITO DE
È uscito da poco nelle sale cinematografiche l'attesissimo
"LA SCONOSCIUTA"
film "La Sconosciuta" del registra bagherese Giuseppe
Tornatore; sin dall'inizio è stato giudicato un buon film sia Ho atteso con curiosità l'uscita di questo
dalla critica che dal pubblico ed è stato inserito tra i titoli film perché volevo vedere se era davvero
proposti dalla scuola per il cineforum, anzi è stato il primo, bello come mi avevano detto coloro che
in ordine di tempo, ad essere stato proposto a noi alunni. lo avevano visto e come i critici subito
Il film è intenso, ricco di suspance e di colpi di scena, non l'hanno sostenuto.
permette allo spettatore di staccare gli occhi dallo Il film tratta un argomento di estrema
schermo, la storia prende, coinvolge, emoziona, turba e attualità e cioè l'emigrazione dai paesi
fa pensare.
dell'Est di giovani e giovanissime donne
Una giovane donna Irena è la protagonista, da poco che molto spesso, una volte arrivate in
arrivata in Italia dall'Ucraina dopo un viaggio drammatico Italia, entrano nel giro dalla prostituzione,
ormai alle spalle, cade preda di uomini senza scrupoli che comprate e vendute come schiave da
la ingannano approfittando della sua ingenuità e della sua uomini violenti e senza scrupoli.
giovinezza; tanto squallore è illuminato da un amore Fermo restando la validità del messaggio
breve e intenso presto perduto per opera degli uomini che che il regista voleva farci arrivare, a me il
l'hanno ingannata e umiliata e che le uccidono il ragazzo film non è piaciuto molto perché alcune
amato.
scene di violenza, rese in maniera troppo
Pur essendo trascorso molto tempo da tali fatti Irena non realistica, mi hanno turbato e dopo averlo
riesce a dimenticare le violenze subite che sono visto in me è rimasta una sensazione di
riproposte nel film con la tecnica del Flash-back disagio nel ritornare con la mente alle
attraverso fugaci inquadrature che nella loro crudezza scene più forti.
ben ci fanno intendere che vita terribile è stata la sua. Penso perciò che questo film non è molto
Nessuna scena di violenza è troppo insistita nè fuori adatto a chi, come me, non sopporta le
posto. Il film, attualissimo per l'argomento, mi ha fatto scene di sangue e di violenza, per questi
capire a quanti disagi e pericoli vanno incontro coloro motivi il film mi ha un po’ deluso.
che, spinti dal bisogno, lasciano il loro paese per andare
ROSANNA LA BIANCA, II F
a cercare fortuna altrove..... ROSY BATTAGLIA, II F
Giornata nazionale della colletta alimentare
Anche quest’anno, parecchi alunni dell’I.T.C “Don Luigi Sturzo” hanno
partecipato come volontari alla giornata nazionale per la colletta alimentare
che si svolge ogni anno in tutta Italia, l’ultimo sabato del mese di novembre.
Noi volontari dell’I.T.C motivati dal professore Giuseppe Meli eravamo
presenti presso il centro raccolta SMA di Bagheria.
La raccolta è andata abbastanza bene, la gente ha donato generosamente.
I viveri raccolti, suddivisi per categorie, latte, pasta, prodotti per l’infanzia,
etc, sono stati consegnati all’associazione Banco alimentare che provvederà
a distribuirli alle varie parrocchie e associazioni, come per esempio la
Caritas di Bagheria , e la Missione Speranza e Carità di Biagio Conte a
Palermo.
Per noi volontari é stata un’esperienza nuova che ci ha fatto capire altri
aspetti della vita , e ci ha fatto riflettere su quanto siano importanti valori
quali la carità, l’ amicizia e l’aiuto verso le persone più disagiate.
CORSO OPERATORE DI PACE 2, SI PARTE
Riparte quest’anno la continuazione del progetto svolto l’anno scorso da cinque
studenti di questa scuola frequentanti la 4a e la 5 a H ( Francesco Giallombardo,
Marco Aiello, Luca Giallombardo, Mariapia Morici, Lorenzo Cirincione) dal titolo
Corso per la Formazione di Operatori di Pace e gestione non violenta dei
conflitti parte seconda.
Tutor del progetto per l’ I.T.C. è la professoressa Enza Giamporcaro.
La parte 2 del corso avrà una durata di 40 ore, come per l’anno precedente avrà sede
presso il liceo scientifico “D’Alessandro” e sarà composto dal gruppo di venti
ragazzi provenienti dagli istituti superiori di Bagheria che hanno già partecipato al
corso l’anno precedente .
Tra i tanti argomenti, si approfondiranno temi quali: “ascolto attivo, differenza di
genere, tecniche di comunicazione non violenta”.
Le lezioni saranno tenute settimanalmente, fino a metà aprile, da due esperti. Del
tema della nonviolenza si occuperanno Sergio Di Vita e il psicologo Vincenzo San
Filippo, avranno la durata di due ore e si alterneranno insegnamenti teorici e pratici
attraverso tecniche innovative quali il teatro dell’oppresso .
Alla fine del corso di 40 ore e previsto un esame che servirà per verificare
l’apprendimento e rilasciare l’attestato.
Ma il vero scopo del progetto e quello di creare dei veri e propri “operatori di
pace” che possano essere utilizzati nel contesto scolastico e sociale in cui viviamo .
Marco Aiello, 5 H
Gioco o crudeltà?
Il fenomeno delle prepotenze tra i banchi
di scuola non è di data recente, tutti
abbiamo letto del cattivo Franti, nel libro
“Cuore”; forse sarà capitato anche a noi,
indirettamente, di vivere una simile
esperienza quando eravamo adolescenti.
I media, solo oggi, ne stanno facendo
argomento principale nell’ informazione.
Forse nel passato tutto era giustificato
con la provenienza sociale, Franti era
povero e andava a scuola sporco e
trasandato, oggi i nostri alunni vengono
a scuola col motorino, possiedono anche
più di un telefonino e il loro
abbigliamento è di marca.
E allora? Le prepotenze continuano
e mentre prima erano esclusivo
appannaggio del sesso maschile oggi
vedono coinvolte anche le ragazze.
Non che la cosa ci debba
meravigliare perché anche questo fa
parte della raggiunta parità dei
sessi, ma questo è un altro discorso.
Ritornando alle prepotenze, alcuni
studiosi dell’età evolutiva hanno
individuato come fattore facilitante,
sia nel bullo che nella vittima, una
sorta di analfabetismo emotivo e
relazionale che, assieme ad altre
variabili come le dinamiche della
classe, la personalità ecc, fa sì che
il fenomeno rappresenti un problema
di non poco conto che la scuola,
oggi, non può fare a meno di
affrontare.
Prof.ssa Pina Ricontati
… AMORE / AMICIZIA …
Noi tutti sappiamo che queste due parole nonostante presentino alcune differenze, sono notevolmente simili. Basti pensare che da una soda e
profonda amicizia talvolta sboccia un amore.
Ma cosa sarà mai l’Amore? È difficile da spiegare, ha mille significati talmente profondi.
In questo periodo in letteratura ci siamo dilettati nella lettura di alcuni sonetti di noti poeti come: Giacomo da Lentini, Cielo D’Alcamo ecc…
poeti che trattano come argomento appunto l’Amore.
In un sonetto Giacomo da Lentini afferma che coloro che non sono mai stati innamorati non possono capire ciò che veramente si prova
nell’esserlo, non possono realmente recepirne l’effetto.
E chi non è d’accordo con quanto scritto?!? È davvero così.
Però talvolta l’amore è unilaterale, ad amare è solo uno dei due, e l’altro si prende gioco di colui/colei che nutre quel puro e innocente
sentimento. Cose del genere al giorno d’oggi capitano e come se capitano… i ragazzi hanno in mente solo una cosa e molto spesso si
prendono gioco delle ragazze. Le illudono, fanno loro credere di amarle, le promettono di “regalarle la luna” e poi? Le regalano solo una
bella sofferenza!! Ci sono ragazzi molto superficiali che dicono “ti amo” abitualmente, come un semplice “ciao” e le ragazze che tanto
aspettano questo momento ci credono senza sapere che quelle sono parole che volano per aria. Molto spesso gli adulti dicono agli
adolescenti: “Sei piccolo/a per amare e, non sai cosa significa”.
Secondo me sbagliano a dire certe cose, perché è proprio questa l’età in cui si iniziano a nutrire sentimenti verso l’altro sesso mai provati.
Questa, si è soliti dire che sia l’età dei primi amori, delle prime cotte e… delle vere amicizie.
Amicizia, altro sentimento che come l’Amore lega due o più persone.
Spesso ho sentito dire che l’amicizia tra un uomo e una donna non esiste. Personalmente io non ci credo, forse perché sono già tre anni che
serbo cara un’amicizia con quello che fino all’anno scorso era un mio compagno di classe.
Trovare dei veri amici è veramente difficile e chi li trova deve ritenersi alquanto fortunato.
Un vero amico non si prende mai gioco dell’altro; lo appoggia in tutto; lo incoraggia senza mai buttarlo giù di morale; lo accetta per quello
che è; non cerca mai di cambiarlo; non lo ostacola nella realizzazione di un sogno e soprattutto la cosa più importante (almeno per me) è che
il vero amico NON TRADISCE MAI L’ALTRO!!
Non domandatevi se esiste il vero amore o la vera amicizia, perché esistono, basta crederci veramente e quando meno ve lo aspettate un
giorno saranno loro a bussarvi alla porta chiedendovi se possono entrare a far parte della vostra vita.
Romeo Gabriella, III F
CULTURA SESSUALE
Un argomento “delicato” e che spesso non viene affrontato adeguatamente è quello della “cultura sessuale” dei
giovani. Da indagini statistiche risulta che la maggior parte dei ragazzi della fascia di età compresa tra i 15
e 24 anni, ha già avuto rapporti sessuali, e ha cambiato con frequenza partner, il che moltiplica la
possibilità di contagio dell’Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita). Questa malattia appare dopo
alcuni anni di incubazione, la trasmissione può avvenire con il rapporto sessuale, tramite trasfusione di
sangue o con lo scambio di siringhe tra i tossico dipendenti.
Alcuni studi in Kenya e in Zambia mostrano che una percentuale compresa tra il 15% e il 23% delle ragazze tra i
15 e i 19 anni di età è sieropositiva, esse sono più esposte sia per ragioni biologiche (l’apparato genitale femminile
è più suscettibile di venire infettato rispetto a quello maschile), sia per ragioni socio-culturali, in quanto esse sono
in genere infettate da uomini più grandi di loro.
Le radici della malattia stanno nella povertà e nel maschilismo. Da qui, l’importanza dell’educazione dei maschi,
che devono imparare che il loro “valore” non si misura in base al numero delle donne sedotte.
La “cultura sessuale” va modificata, bisogna essere più attenti e sicuramente più rispettosi dell’altro/a!
I giovani, quindi, hanno bisogno di messaggi legati alla prevenzione per sviluppare una sessualità più responsabile.
L’insegnamento a scuola dovrebbe svolgere un ruolo importante, come già si fa in alcuni paesi, per esempio il
Brasile dispone di un ottimo programma di educazione sessuale che comincia fin dalla scuola primaria.
Allora, prepariamo delle campagne di sensibilizzazione non soltanto per i giovani di 19-20 anni, ma coinvolgendo
anche gli adolescenti.
Cambiamo il comportamento sessuale dei giovani, ma per farlo l’arma principale è l’EDUCAZIONE.
Puleo Marilena, IV F
LA MATERNITA’ NELLE SCUOLE
Un problema che le scuole italiane, tra cui anche la nostra, dovrebbero affrontare è quello dell’Educazione Sessuale”, un problema
purtroppo sottovalutato!
A causa di ciò, come abbiamo potuto constatare, ci sono molti casi di maternità precoce che riguardano ragazze non ancora maggiorenni o
che comunque non sono pronte ad affrontare il problema con maturità.
Abbiamo voluto affrontare questo problema indagando su alcuni casi di maternità presenti nella nostra scuola!
Abbiamo fatto recapitare a una ragazza che si trova ad affrontare questo problema, una serie di domande da noi
strutturate. La ragazza, nonostante la delicatezza del problema, è stata disposta a rispondere a tutte le nostre domande
dicendoci che quando ha saputo di essere incinta ha avuto paura pensando a quale sarebbe stata la reazione dei suoi
genitori, data la precedente reazione negativa di quelli del ragazzo. Così che decisero di affrontarli insieme, la reazione
dei genitori fu, in un primo momento, di indifferenza in quanto fecero finta di non capire, in un secondo momento le hanno
chiesto quale sarebbe stata la sua decisione sul futuro del bambino. Lei aveva deciso di tenerlo ed ha avuto l’approvazione,
la fiducia ma soprattutto il conforto dei suoi genitori. A casa la situazione è rimasta la stessa solo che ora le vengono
dedicate più attenzioni e coccole. Per quanto riguarda, invece, la situazione scolastica, sia compagni che professori la
stanno aiutando trattandola come la mascotte della classe. Nonostante ciò la ragazza nota la malignità di molte persone
che parlano alle sue spalle pensando che lei non se ne accorga, questo la irrita molto, e dice: <<mi aspetto più comprensione
dalla gente anche se dalla vita non posso avere tutto!>>.
Di fronte a questa situazione la ragazza all’inizio viveva molto serenamente ma poi con il passare del tempo ha cominciato
ad avere i primi problemi e ad essere molto nervosa, ma sentendosi molto ottimista, nonostante la paura del “futuro”,
l’unica cosa che spera è che, sia lei che il suo bimbo, stiano bene!
Come si può immaginare la gravidanza non è una situazione facile da affrontare (specie a questa età) e la ragazza ne dà
una conferma, soprattutto per chi ha un carattere debole come il suo ma nonostante ciò, se ritornasse indietro, prima
userebbe delle precauzioni, ma se ciò non servisse a prevenire rifarebbe la stessa scelta: tenere il bambino. Come si può
immaginare un bambino cambia la vita soprattutto quando arriva all’improvviso in un momento della vita in cui dovresti fare
altro. Sei costretta a cambiare le scelte della tua vita, come succederà alla ragazza che avrebbe voluto continuare gli
studi e che invece si troverà costretta a cercare lavoro per aiutare il suo ragazzo a mantenere il loro bambino e trovare
una casa.
Rimanere incinta ti porta a scegliere tra due sole soluzioni: “tenere il bambino” o “abortire”. Nel nostro caso la ragazza
reputa l’aborto sbagliato in quanto lo considera: “uccidere qualcuno che non ha colpa, una creatura piccola e innocente”, e
non l’ha mai preso in considerazione, anche se fino ad oggi qualcuno le imputa la colpa di non averlo fatto.
Avendo noi analizzato il problema, e provando a immedesimarci abbiamo potuto constatare quanto sia difficile per lei
vivere questa esperienza, ma nonostante ciò pensiamo che la scelta fatta sia la più giusta. Questa scelta l’ha potuta fare
anche grazie all’appoggio del suo ragazzo, il quale ha avuto il coraggio di affrontare il problema senza lasciarla sola, come
molti avrebbero fatto.
Concludendo pensiamo che sia giusto che la scuola affronti il problema dell’ “EDUCAZIONE SESSUALE” con progetti
educativi che preparano ad affrontare questo argomento, che per molti viene o sottovalutato o non considerato perché si
prova vergogna a parlarne!!!
Puleo Marilena e Saviano Arianna, IV F
Assurdo!!!
Amsterdam - In Olanda nasce il partito dei pedofili
Nasce in Olanda il primo partito dichiaratamente pedofilo: si chiamerà Nvd ("Amore del prossimo, libertà e
diversità") e ha tra i suoi obiettivi la liberalizzazione della pornografia infantile e i rapporti sessuali fra
adulti e bambini. "Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più
curiosi", ha dichiarato Ad Van Den Berg, 62 anni, fondatore del partito, al quotidiano olandese Algemeen
Dagblad. "Vogliamo trasformare la pedofilia in argomento di dibattito", ha aggiunto Van Den Berg, secondo cui
l'immagine dei pedofili è stata infangata dallo scandalo del pluriomicida di bambine Dutroux. Non c'è però
soltanto la pornografia infantile nel programma di Nvd, che propone la soppressione del Senato, della
funzione di primo ministro, la legalizzazione di tutte le droghe, leggere e pesanti, e l'ergastolo per gli omicidi
recidivi. E ancora, sì al sesso con gli animali. Il partito, sul suo sito internet, afferma che chiunque abbia
compiuto 16 anni dovrebbe poter interpretare film porno e che la maggiore età sessuale dovrebbe essere
abbassata a 12 anni. "Daremo una svegliata all'Aja!", è l'eloquente slogan che compare sul sito. "Ci hanno
zittiti", ha rincarato la dose l'esponente di Carità, Libertà e Diversità. "Il solo modo di farci sentire è
attraverso il Parlamento", che appunto ha sede all'Aja, la città da "svegliare". Secondo la Nvd, il possesso di
materiale pedo-pornografico non dovrebbe più essere assoggettato ad alcuna sanzione, anche se i suoi
dirigenti concedono che il relativo smercio dovrebbe continuare a essere proibito. Quanto alla diffusione dei
film porno in televisione, essi dovrebbero potersi vedere liberamente persino durante il giorno; soltanto quelli
di contenuto violento andrebbero confinati nella fascia tardo-serale. L'educazione sessuale dovrebbe
diventare materia scolastica d'insegnamento anche per i bambini più piccoli; una volta sedicenni, inoltre, tutti
dovrebbero poter recitare nelle pellicole pornografiche o addirittura prostituirsi. Infine, assoluta libertà di
circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti.
Saviano Arianna, IV F
“SCAGLI LA PIETRA CHI E’ SENZA PECCATO”
Siamo arrivati al limite, cari ragazzi, e lo abbiamo superato inesorabilmente. Credo sia opportuno, da questo
preciso istante in poi, mettere da parte tutto quello che ci passa per la testa e cominciare ad esaminare le nostre
coscienze che, sporche come sono, rischiano di emanare cattivo odore entro breve. Chi leggerà questo articolo è un
lettore mediamente diciassettenne, dunque capacissimo di intendere elementari concetti e problematiche.
Elementari sì, considerando che sto per parlarvi di una situazione facilissima da risolvere.
Ci siamo tanto meravigliati del ragazzo down picchiato dai compagni, della tredicenne stuprata dal “branco”: sì,
fatti duri da digerire, duri anche da immaginare. Come può la crudeltà (o forse sarebbe più opportuno parlare di
stupidità) umana arrivare a tanto? Beh, ragazzi, smettiamola di meravigliarci e rimuginiamo sulle nostre azioni.
Adesso rispondiamoci: quante sciocchezze e scelte avventate facciamo quotidianamente? Troppe, vero?
Forse l’unica verità plausibile è che siamo una generazione di viziati, abituati ad avere e fare tutto, senza nessun
limite, senza conoscere la parola “rispetto”: per le regole, per i docenti, per i nostri stessi genitori. “Generazione
senza freno” che non si rende conto che certe azioni che compie vanno a ledere la sua stessa immagine.
La Scuola:casa, rifugio, luogo d’apprendimento e di formazione, proiezione diretta al futuro, realizzazione di sogni.
Cosa ne faremo di questa nostra Scuola?
Non è più possibile nascondere -neanche il migliore dei professori ne sarebbe capace- che la situazione nelle nostre
Scuole (e nella nostra Scuola) è sfuggita di mano. Il problema è che l’evoluzione -dal rigore di qualche decennio fa
al libero arbitrio di oggi- è stata troppo veloce e convulsa.
Infiltrati nella nostra scuola, ragazze che si picchiano, “soldatini” che trasformano le classi in trincee e i gessetti in
granate… ma insomma! Non credete anche voi che stiamo esagerando in una maniera assurda? Qui non si tratta
più del classico bullismo adolescenziale, qui siamo di fronte a una vera e propria gara a chi riesce a compiere
l’azione più stupida.
Da diciassettenne e facente pienamente parte di questa “generazione senza freno” non posso che ben sperare per il
futuro. Ciò che ci viene chiesto, ragazzi, è di mostrare e dimostrare la nostra maturità, la nostra libera propensione a
prendere in mano, in questo vicinissimo domani, le redini della Società. Per far ciò, a poco ci serviranno formule
matematiche e definizioni economiche, ma il saper vivere in maniera civile, quello sì, ci risulterà indispensabile.
Alessandro D’Ugo, III F
La coesione sociale per il futuro dei giovani
Giorno uno dicembre la nostra Scuola ospita un importante convegno-evento che celebra la conclusione di un
articolato progetto PON della misura 3.2b che si propone di combattere la dispersione scolastica ed il disagio
giovanile. Questo progetto realizzato in rete fra 10 scuole della Città di Bagheria, ha fornito serie possibilità ai
giovani interessati per uscire da una situazione scolastica a rischio di insuccesso ed ha, attraverso lo sport, lo
spettacolo, le arti figurative e la musica, aperto nuove prospettive per il loro futuro.
Si tratta di un avvenimento importante perché chiama a raccolta nel nostro auditorium le autorità
scolastiche della Regione e della Provincia di Palermo. Presenti anche esponenti dell’autorità ministeriale
del PON venuti da Roma per l’occasione. In ogni caso gli interventi e le testimonianze dei genitori e degli
stessi studenti faranno chiaramente intendere che la strada seguita è stata efficace. Nel caso del progetto
bagherese inoltre si è aggiunto un notevole “valore aggiunto” che è stato il parallelo progetto APQ
realizzato dal Comune di Bagheria, dalle associazioni del volontariato e dalle parrocchie della città. I due
progetti si sono magnificamente integrati a vicenda ed hanno, indicato un percorso, definito un modello
esportabile anche fuori dal nostro territorio. I moduli realizzati nelle scuole della rete sono “rappresentati”
agli intervenuti in modo tale che il seminario diventi anche uno spettacolo con pieno coinvolgimento
anche e soprattutto dei genitori che contribuiscono anche con prodotti di arte culinaria tipica del nostro
territorio.
Saranno presenti il Direttore Generale del Ministero della Pubblica Istruzione, dottor Guido Di Stefano, il
Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dott. Paolo Giambalvo, il Direttore dell’Assessorato
regionale P.I., dottoressa Patrizia Monterosso, il dottor Maurizio Gentile responsabile del servizio H del
Provveditorato agli Studi di Palermo.
La manifestazione avrà una degna conclusione con un concerto realizzato dall’orchestra sinfonica dell’Istituto
Psicopedagogico “Regina Margherita” di Palermo.
EDUCAZIONE E INNOVAZIONE
Il 14 novembre si è concluso, presso il nostro Istituto, il Corso di Formazione per docenti “Strategie e
metodologie didattiche innovative”, condotto da esperti provenienti dall’I.E.D.P.E. Comitato locale di
Palermo. L’attività ha visto coinvolti alcuni dei docenti dell’Istituto che, sensibili alle problematiche
educative, avevano deciso di partecipare, hanno, così, appreso le metodiche proposte, con competenza e
chiarezza, dagli psicologi che si sono alternati nei diversi incontri. Anche se il numero di ore è stato un
po’ esiguo per uno sviluppo più dettagliato delle diverse argomentazioni, gli incontri hanno suscitato
ampio interesse. Gli esperti, infatti, hanno saputo coinvolgere i partecipanti favorendo il confronto delle
esperienze personali e suggerendo delle specifiche proposte metodologiche di intervento per le
problematiche esposte. L'esperienza acquisita in tanti anni d’insegnamento e le trasformazioni
generazionali hanno modificato il ruolo degli insegnanti il cui compito prioritario è quello di suscitare
negli allievi interesse e fiducia in se stessi, favorendo la conoscenza di sé e lo sviluppo delle attitudini
personali. Il Corso, pertanto, ha rappresentato per i docenti un valido supporto ed uno stimolo a
sviluppare dei percorsi didattici, sulla base di metodologie di apprendimento innovative, che
contribuiranno a favorire negli allievi, non solo l’acquisizione dei contenuti disciplinari, ma a promuovere
la loro crescita personale. Migliorare l’offerta formativa della Scuola, favorendo il successo scolastico di
tutti gli allievi è un impegno e un’esigenza sentita dal Dirigente scolastico e dagli educatori che in
sinergia si adoperano per una Scuola di qualità.
Prof.ssa Angela Aprile
RINNOVO R.S.U.
4 – 5 – 6 Dicembre ’06 – Seggio Elettorale presso l’Auditorium del Plesso B
Candidati
C.G.I.L.
Caponetto A.
Di Salvo F.
Tomasello P.
C.I.S.L.
Dioguardi G.
COBAS
Maggiore O.
GILDA
Groppuso G.
SNALS
Aprile C.
Canale B.
Carnevale M.
RICEVIMENTO GENITORI dall’11/12/06 al 15/12/06
U.I.L.
Rizzo L.
STORIE INTERROTTE – “IL SUD C’È”
Venerdì 3 novembre 2006, il nostro auditorium ha ospitato la presentazione del progetto “Storie Interrotte”,
iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione, volta a far conoscere ed emergere, attraverso scuola e teatro,
cinque figure storiche del sud che hanno fortemente influito sulle politiche italiane:
1.
2.
3.
4.
5.
Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare, convinto liberista e, da sempre, oppositore del fascismo.
Personaggio spesso conteso da destra e sinistra, ma la cui dignità, come uomo e come politico, va ben oltre
queste ridicole dispute fra politici e/o politicanti.
Giuseppe di Vittorio, massimo esponente dell’unione sindacale italiana. Già all’età di 18 anni fonda a
Cerignola, suo paese di nascita, il circolo giovanile socialista e ne diviene segretario. Nel 1944 diventa segretario
generale della CGIL e nel 1953 viene eletto Presidente della FSM (Federazione Sindacalista Mondiale).
Francesco Crispi, uno dei maggiori esponenti della Sinistra estrema. Partecipò attivamente alla rivoluzione in
Sicilia ed ebbe, fra i principali intenti, quello di rendere autonoma la sua terra d’origine (la Sicilia, appunto).
Sostenne, infine, che “la monarchia ci unisce, la Repubblica ci dividerebbe”.
Donato Menichella, Governatore della banca d’Italia dal 1948 al 1960. Durante il suo governatorato, l’Italia
attraversò il periodo del “miracolo economico”. In quegli anni la Lira italiana ottenne l’”oscar”, il prestigioso
riconoscimento assegnato alla valuta più stabile al mondo.
Francesco Saverio Nitti, presidente del consiglio dei ministri fra il 1919 e il 1920. Fu un grande meridionalista e
vide, nell’industrializzazione del mezzogiorno, la soluzione di svariati problemi al sud, quali la disoccupazione
(causa) e la criminalità (effetto).
Dall’intervista posta agli storici presenti in auditorium sono emerse alcune importanti riflessioni. Intanto, la figura
di Don Sturzo non è attribuibile a nessuna delle odierne sfere politiche italiane, data la sua enorme ampiezza di
pensiero, sia politico che sociale.
Al giorno d’oggi in Italia sono presenti ancora troppi conflitti radicali. Il bisogno comune che gli italiani e la classe
politica italiana sentono è quello di trovare un punto di riferimento, un comune punto di riflessione perché si possa
anche parzialmente andare d’accordo sui fatti concernenti la politica e il sociale.
Il mezzogiorno, infine, è una risorsa indispensabile per tutta la nazione, e i principali impegni da conseguire sono
attribuibili al mezzogiorno stesso. Serve, principalmente, che scompaia una volta per tutte dalla mente del
meridionale quella fissa sull’essere vittima che da troppo tempo si porta dietro.
Ci sentiamo in dovere di citare e ringraziare, per gli interventi, il Prof. Raffaele Romanelli, docente di Storia
Contemporanea all’Università degli studi “La Sapienza” di Roma, la Prof.ssa Leandra D’Antone, docente di
Storia Contemporanea all’Università degli studi “La Sapienza”di Roma, il Prof. Salvatore Lupo, docente di
Storia Contemporanea all’Università degli studi di Palermo. Ringraziamo anche, per la partecipazione,
l’Ispettrice Maria Luisa Perna e la Dott.ssa Anna Maria Mastrovito del Ministero della Pubblica Istruzione.
Alessia Barbuscia V F, Arianna Saviano IV F, Alessandro D’Ugo III F, Silvio Figura II P
RISULTATI ELETTORALI E OBIETTIVI DEGLI STUDENTI NEO ELETTI
Rinnovati gli organi collegiali per la componente alunni, ecco i risultati definitivi e le gli eletti al Consiglio d’Istituto e alla
Consulta provinciale.
RINNOVO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO:
LISTA I – motto “Per la difesa dei diritti degli studenti”: voti complessivi 307; candidati: Gallo Salvatore voti 280, Bartolone
Giovani Emanuele voti 291;
LISTA II – motto “Due pilastri per una scuola migliore”: voti complessivi 319; candidati: Lo Coco Antonino voti 305, Lo
Balbo Claudio voti 296;
LISTA III – motto “Vola solo chi osa farlo”: voti complessivi 431; candidati: Fricano Claudio voti 403, Galeandro Armando
voti 258, Megna Gioacchino voti 61.
In virtù di questi dati vengono proclamati Rappresentanti di Istituto: Fricano Claudio, Lo Coco Antonino, Bartolone Giovanni
Emanuele e Galeandro Armando.
“Proporremo nuovi progetti per migliorare la formazione degli studenti” hanno dichiarato al nostro giornale i neo-eletti, e
hanno aggiunto “manterremo il prestigio da un punto di vista ambientale, cercheremo di migliorare i comportamenti dei
ragazzi e li renderemo partecipi. Organizzeremo viaggi di istruzione che non avranno come obiettivo il solo divertimento”.
Infine, hanno esclamato: “la Scuola siamo Noi!”
Mentre per quanto riguarda le elezioni alla CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI:
LISTA I - motto “Facciamoci valere” voti complessivi 345; Bonì Amedeo voti 343;
LISTA II – motto “Non fare il deficiente resta studente”: voti complessivi 586; Pappalardo Fabio voti 274, Prestigiacomo
Gaetano voti 310.
In virtù di questi dati vengono proclamati rappresentanti alla Consulta provinciale degli Studenti: Prestigiacomo Gaetano e
Bonì Amedeo.
Per quanto riguarda i Rappresentanti di Classe è lungo elencarli uno ad uno, ma ci auguriamo che tutti i neo-eletti possano
seguire e tenere sotto controllo le diverse situazioni, con disciplina, serietà ed equilibrio, cercando di risolvere i problemi che
inevitabilmente si presenteranno, mentre per i rappresentanti d’istituto ci auguriamo che siano in grado di dare un valido
contributo con proposte e progetti adeguati alla crescita culturale e civile di tutti noi!
Barbuscia Alessia, V F

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