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Geography & Technology Network
di Giovanni Biallo
LA GEOMATICA:
OCCASIONE DI INNOVAZIONE
PER L’OFFERTA TURISTICA
DEL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
di
Elena Liberatoscioli, Alessio Di Lorenzo
Articolo estratto da:
GEOforUS
Geography & Technology Network
il social network dedicato al mondo delle tecnologie geografiche
a cui tutti partecipano proponendo e pubblicando articoli e news
pubblicato su www.geoforus.it da luglio 2009
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LA GEOMATICA:
OCCASIONE DI INNOVAZIONE
PER L’OFFERTA TURISTICA
DEL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
Le tecnologie GIS stanno evolvendo verso soluzioni che possano essere accessibili a tutti
e seguano l'utente nei suoi spostamenti. Il turista è sempre più interessato ad accedere
alle informazioni di cui necessita attraverso il web: ciò gli permette di organizzare
autonomamente il proprio itinerario e di aggiornarlo anche durante lo svolgimento della
visita. L’offerta di geoservizi sul web rappresenta un’ottima soluzione per venire incontro a
queste esigenze, tanto più laddove i classici “info point” non siano facilmente raggiungibili.
GRISI, un’iniziativa geomatica per lo sviluppo dei territori rurali europei
L’iniziativa del Parco Nazionale della Majella, che ha portato all’offerta di servizi geografici
innovativi ai suoi visitatori e che sarà di seguito illustrata nel dettaglio, nasce nell’ambito di
un più ampio progetto europeo denominato GRISI (Geomatics Regional Information
Society Initiative) il cui obiettivo principale è lo sviluppo del territorio in termini di egovernance, e-economy, e-indentity e di cooperazione internazionale con i nuovi Stati
membri. Tale obiettivo è perseguito attraverso la creazione di specifici servizi geomatici e
di una Infrastruttura di Dati Spaziali (IDS) conforme ai dettami della recente direttiva
comunitaria Inspire (Infrastructure for Spatial Information in Europe), che puntano a
facilitare l'accesso alle informazioni territoriali. Al progetto, di cui è leader la regione dei
Medi Pirenei in Francia, partecipano come partner la Regione Abruzzo per l’Italia, il
Governo della Navarra per la Spagna e il Governo della Lettonia, tutte aree europee che
conservano ancora un diffuso carattere di ruralità e di marginalità.
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La geomatica per la promozione del turismo sostenibile: il sottoprogetto GISST
L’idea progettuale che ha portato alla formulazione da parte del Parco Nazionale della
Majella di GISST (WebGIS for Sustainable Tourism), nato nell’ambito di GRISI come uno
dei cinque sottoprogetti europei finanziati, scaturisce da alcune esigenze cui da tempo
l’organizzazione dell’area protetta sentiva la necessità di dare una risposta:
•
integrare, rivedere e aggiornare le informazioni geografiche a carattere turistico già
in possesso dell’Ente Parco e gestite nel proprio sistema informativo territoriale
attraverso software GIS di tipo desktop;
•
diffondere verso un’utenza più ampia tali informazioni finora ad esclusivo
appannaggio dei tecnici e collaboratori dell’Ente;
•
fornire ai visitatori del Parco un modo semplice per ottenere informazioni senza
possedere particolari conoscenze o tecnologie nella veste moderna e efficace delle
mappe online;
•
dare nuovo impulso alla rete dei servizi turistici offerti ai propri visitatori grazie
all’innovazione tecnologica.
Tradotte queste esigenze in altrettanti obiettivi operativi, il Parco, project leader
dell’iniziativa, ha collaborato con due partner europei, il Comitato Regionale del Turismo
dei Medi Pirenei (Francia) e il Parco Naturale del Bértiz (Navarra – Spagna), per il
raggiungimento degli scopi prefissati. Questa collaborazione ha determinato un valore
aggiunto per il progetto, offrendo l’opportunità di creare una rete di cooperazione
internazionale fra i partner per la diffusione e l'uso delle nuove tecnologie geomatiche a
supporto del turismo sostenibile.
La fase operativa del progetto si è sviluppata nel corso di un solo anno, il 2007, un tempo
piuttosto breve per affrontare le novità di un settore poco conosciuto per l’Ente Parco,
nonostante la pregressa e ampia esperienza in fatto di applicazioni GIS; questo dà
ulteriore valore ai risultati raggiunti.
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I primi mesi sono stati dedicati ad un’analisi dettagliata delle esigenze specifiche dei tre
partner di progetto e dello stato di fatto dei rispettivi sistemi informativi territoriali; l’analisi,
sviluppata attraverso incontri, contatti telematici e veri e propri questionari, all’uopo
elaborati dal Parco, ha portato all’elaborazione di un progetto dettagliato e alle scelte
operative intraprese. Grazie alla conoscenza della situazione pregressa, è stato possibile
attuare con efficacia anche una fase di formazione degli operatori coinvolti, culminata con
un meeting internazionale nel Parco che ha visto la partecipazione di esperti del settore
geomatico. Il momento centrale dello sviluppo del progetto è consistito nella raccolta e
revisione delle informazioni geografiche tematiche, nell’acquisizione di dati cartografici di
base (comprese le necessarie licenze d’uso), nello sviluppo e nel test del geoportale con
tutti i servizi geografici connessi e di cui si parlerà più ampiamente nel seguito,
nell’installazione fisica e avvio del sistema. Per quest’ultima azione è da evidenziare che il
server cartografico che ospita il geoportale GISST è stato acquistato dall’Ente Parco,
installato presso i propri uffici e direttamente gestito dallo stesso che se ne è fatto carico
offrendo anche la possibilità ai propri partner di accogliere in hosting i rispettivi geoservizi.
Alla fine dell’anno di lavoro sono state sviluppate diverse attività promozionali volte sia a
far conoscere il nuovo servizio ai potenziali visitatori dell’area protetta, sia a presentare gli
esiti del progetto ad un pubblico più tecnico, che a rendere partecipi dei risultati e degli
sviluppi futuri gli stessi operatori del Parco, specie quelli che sono in contatto diretto con i
visitatori. Oltre ad aver raggiunto appieno gli obiettivi preposti, il progetto ha portato anche
ad alcuni risultati inizialmente inaspettati: da non trascurare è infatti il massiccio utilizzo
che si è fatto delle soluzioni GI (Geographic Information) open source e la rispondenza di
quanto realizzato agli standard OGC (Open Geospatial Consortium), nonché una prima
occasione per il Parco di applicare quanto disposto dalla recente direttiva europea Inspire;
tutti questi aspetti fanno di GISST un buon esempio per altre pubbliche amministrazioni
che vogliono cimentarsi in questo settore, dimostrando l’applicabilità delle soluzioni
tecnologiche scelte e degli standard anzidetti all'interno di enti medio-piccoli; l’Ente Parco
è infatti un’amministrazione con 24 dipendenti e una sola unità espressamente dedicata ai
sistemi informativi territoriali.
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Architettura client/server del sistema e soluzioni open source adottate
Le soluzioni GI open source adottate
Con il progetto GISST il Parco Nazionale della Majella si è dotato di una piattaforma
funzionale alla diffusione dell'informazione geografica di interesse turistico relativa al
proprio territorio e all'erogazione di geo web service rispettosi degli standard OGC.
Attualmente la piattaforma consiste di tre elementi: il geoportale, il servizio WMS (Web
Map Service) e il modulo di cartografia tematica online (WebGIS). Il geoportale
(http://www.gisst.eu), progettato seguendo le indicazioni contenute nel documento
Geospatial Portal Reference Architecture di OGC, costituisce il punto di accesso a tutte le
risorse geospaziali che il Parco mette a disposizione.
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Da qui è possibile lanciare le applicazioni WebGIS, scaricare materiale e visualizzare in
anteprima i layer WMS messi a disposizione. Il servizio WMS è aderente agli standard
OGC per la versione 1.1.1. Il server WMS può essere interrogato mediante richieste
GetCapabilities, GetMap e GetFeatureInfo.
Oltre ai layer relativi al Parco Nazionale della Majella sono presenti quelli del Parco
Naturale del Bertìz (Navarra, Spagna), uno dei partner del sottoprogetto GISST. Il partner
spagnolo ha infatti scelto di sfruttare la possibilità offerta dalla Majella che ha messo a
disposizione dello spazio su disco e l'infrastruttura software, per condividere informazioni
geografiche relative al proprio territorio secondo lo standard WMS 1.1.1. Il server WMS del
Parco Nazionale della Majella espone i layer in sei sistemi di riferimento diversi, i cui codici
EPSG sono: 4326, 32633, 23033, 3004, 32630, 23030; sono infatti stati previsti i sistemi di
riferimento più utilizzati in Italia e in Spagna.
Il servizio WMS consente, fra l’altro, a terzi (come altre pubbliche amministrazioni) di
"agganciarsi" ed utilizzare/ridistribuire le informazioni rese pubbliche dal Parco, come fa
già la stessa Regione Abruzzo, in maniera del tutto interoperabile. Il WebGIS consente di
navigare in modo intuitivo i dati, di memorizzare delle viste specifiche a cui accedere
direttamente la volta successiva, di effettuare ricerche all'interno della banca dati e di
compiere tutte le più comuni operazioni che queste applicazioni normalmente permettono
(zoom, interrogazione, visualizzazione/devisualizzazione di layer, ecc.).
L'applicazione WebGIS è utilizzabile tramite un semplice browser e funziona
perfettamente con tutti quelli più diffusi (Internet Explorer 6/7, Mozilla Firefox, Opera,
Safari); questo la rende facilmente accessibile da un utente poco esperto quale può
essere il turista, in possesso semplicemente della connessione e di un comune browser
per la navigazione in Internet.
A partire dal geoportale viene offerta inoltre la possibilità di consultare i metadati relativi ai
layer tematici esposti dal Parco grazie al collegamento allo strumento di catalogazione e
consultazione del metadato, rispettoso degli standard ISO 19115 e di Inspire, realizzato
dalla Regione Abruzzo con il progetto GRISI (http://grisi.regione.abruzzo.it).
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Le soluzioni informatiche adottate sono tutte open source. Questa scelta, oltre che dalla
validità e flessibilità dei prodotti, è stata dettata, da un lato, dalla volontà di andare incontro
alla normativa che incoraggia gli enti pubblici ad adottare soluzioni informatiche aperte e,
dall'altro, dal perseguimento di obiettivi quali interoperabilità ed accessibilità.
Il server che ospita il geoportale, l'applicazione WebGIS ed eroga il servizio WMS, è
equipaggiato con sistema operativo GNU/Linux (nella fattispecie Ubuntu LTS),
PostgreSQL/PostGIS per lo storage dei dati geografici vettoriali, UMN-Mapserver per la
generazione delle mappe e Ka-Map per la loro presentazione all'utente finale.
Gli strumenti a disposizione del turista per la consultazione delle mappe
Grazie a Ka-Map, l’applicazione WebGIS realizzata mette a disposizione degli utenti
un'ampia serie di strumenti per l'esplorazione della mappa visualizzata e per l'estrazione di
informazioni dal geodatabase sottostante; tali funzioni sono illustrate in modo esauriente in
una guida appositamente realizzata e attivabile tramite un semplice click sulla stessa
interfaccia dell’applicazione.
Interfaccia utente webgis
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Le principali “zone di interazione” dell'interfaccia sono:
•
la Toolbar (barra degli strumenti): contiene tutti i principali strumenti di interazione con
la mappa (selezione, interrogazione, zoom, ricerca, ecc.). Le funzioni di ogni bottone
sono spiegate nella guida all'applicazione attivabile dal tasto nell'header. Lo strumento
di ricerca, indicato da un binocolo, restituisce un elenco di voci coerenti con la parola
chiave utilizzata; l’utente ha la possibilità di selezionarne una in modo da centrare in
automatico la mappa sul punto di interesse;
•
la Table of content (tabella dei contenuti) presenta di volta in volta un aspetto differente
a seconda della funzione selezionata in Toolbar. Nel caso mostrato in figura viene
visualizzata la legenda espansa;
•
il Viewport (finestra della mappa) è l'area nella quale viene mostrata la mappa. In
basso a destra è presente una piccola barra di scala. Tramite lo strumento di panning
(navigazione della mappa) è possibile centrare la mappa su un elemento di interesse
trascinandola con un click in un punto della stessa nel Viewport e spostarsi
mantenendo premuto il tasto sinistro del mouse;
•
cliccando su uno dei link presenti nell'header è possibile accedere alla guida, leggere i
crediti o visualizzare alcune informazioni sugli sviluppatori del progetto Ka-Map.
Per facilitare ulteriormente la consultazione delle mappe l’applicazione, appena aperta,
non visualizza immediatamente tutti i dati, in quanto le informazioni presenti si raffittiscono
in maniera del tutto trasparente all’utente con l’aumento della scala di visualizzazione; ad
esempio per quanto riguarda le informazioni di base inizialmente compaiono solo lo sfumo
orografico, ottenuto dall'elaborazione del DTM (Digital Terrain Model) passo 20 metri
acquisito dall'IGMI (Istituto Geografico Militare Italiano), e i centri dei comuni del Parco e
delle principali cime montuose, poi, a partire dalla scala 1:100.000, all’orografia si
sovrappone l'ortofoto digitale a colori TerraItaly 2000, acquisita dalla CGR (Compagnia
Generale Ripreseaeree) di Parma.
Lo stesso avviene per le informazioni tematiche.
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Questo approccio (zoom selettivo) consente una visione d'insieme più pulita e facilita la
consultazione dei dati anche da parte dell’utente meno esperto, cui è lasciata comunque la
possibilità di visualizzare o nascondere i singoli layer secondo necessità, strumento che
potrebbe rivelarsi molto utile nel momento in cui saranno inserite sulla mappa un maggior
numero di informazioni.
L’applicazione webgis così come si mostra all’utente all’apertura
Interrogando un punto del layer “cime” è possibile vederne un’immagine
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L’importanza del progetto e i possibili sviluppi futuri
Le soluzioni adottate hanno rappresentato un ottimo punto di partenza per il Parco verso
la distribuzione dei propri dati turistici e la promozione del proprio territorio, sotto il profilo
del turismo sostenibile, con mezzi innovativi e di grande richiamo. La larga audience
offerta dal web consente di mettere in nuova luce questi territori, un tempo considerati
marginali, ma che preservano peculiarità naturalistiche, culturali ed enogastronomiche di
pregio e un potenziale turistico pronto ad esprimersi: attraverso una mappa con immagini
aeree le distanze sembrano accorciarsi e questi territori possono mostrarsi in tutta la loro
bellezza per uscire dalla marginalità.
Un dato è particolarmente significativo: a fronte di soli dodici mesi di effettiva attività, i
servizi offerti sul web dal Parco grazie al geoporale GISST richiamano mediamente intorno
agli 80-90 utenti al giorno, con punte estive ancora più elevate. Da qui si sta cercando di
ripartire e di entrare in una fase successiva basata sui feedback degli utenti sia per quanto
riguarda l'usabilità dell'applicazione, sia per quanto concerne il suo contenuto informativo.
Per iniziare a rispondere a queste domande, dopo la conclusione del progetto si è deciso
di non abbandonare il lavoro intrapreso andando oltre la semplice manutenzione e
cercando di
tenere costantemente al passo con i tempi i contenuti relativi all'offerta
turistica e le tecnologie sulle quali si basano il geoportale, le applicazioni ed i geo web
service messi in opera. Con la ripresa dei lavori, il geoportale è stato sicuramente
l'elemento che ha subito i cambiamenti più vistosi; infatti da servizio esclusivamente
dedicato ai turisti, è stato ripensato per diventare il portale cartografico dell'Ente Parco,
attraverso cui dare spazio a tutte le iniziative in campo geomatico che il parco nazionale
intraprenderà da ora in avanti.
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AUTORI
Elena Liberatoscioli
Ente Parco Nazionale della Majella
Piazza Duval,1 - 67030 Campo di Giove (AQ)
Tel. 086440851, Fax 08644085350
e-mail: [email protected]
Alessio Di Lorenzo
Ente Parco Nazionale della Majella (collaboratore)
e-mail: [email protected]
RIFERIMENTI
WEB
http://www.gisst.eu
http://www.grisi.org
http://www.opengeospatial.org/
http://mapserver.gis.umn.edu/
http://www.postgis.org/
http://ka-map.maptools.org/
http://www.joomla.org/
http://www.ubuntu.com/
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