Diritto privato

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Diritto privato
Diritto privato
Parte 1: diritti soggettivi, soggetti di diritto, diritti della personalità, enti
I diritti soggettivi
DIRITTO SOGGETTIVO: è una prerogativa individuale, un beneficio, una posizione di vantaggio
riconosciuto dalla legge (diritto oggettivo) a un soggetto.E‟ un interesse protetto dal diritto
oggettivo; se leso può essere fatto valere in giudizio. E‟ il grado dio tutela più alto riconosciuto agli
interessi degli individui. Può essere descritto come la pretesa di un soggetto ad esigere, da un altro
soggetto l‟osservanza di un dovere che una norma impone al secondo nell‟interesse del primo.
Non sempre tuttavia le norme del diritto oggettivo che prescrivono doveri riconoscono diritti
soggettivi: ad esempio le norme di diritto pubblico impongono obblighi o divieti a tutela di interessi
solo generali.
Un diritto soggettivo può essere

Relativo: spetta al soggetto attivo nei confronti di una o più persone determinate o
determinabili.

Assoluto: sono riconosciuti a un soggetto nei confronti dell‟intera collettività


Patrimoniale: diritti che hanno per oggetto una cosa o una prestazione avente valore
economico
Non patrimoniale: non hanno per oggetto cose o prestazioni aventi valore economico
Il dovere corrispondente al diritto di cui beneficia il soggetto attivo può essere un obbligo
(situazione passiva corrispondente a un diritto relativo) un„obbligazione (situazione passiva relativa
a un diritto di natura patrimoniale), un dovere (a fronte di un diritto assoluto corrisponde un dovere
di astensione dal comportamento lesivo del diritto).
Ci sono norme che sottopongono i soggetti passivi a situazioni che non sono definibili nè come
obbligo, nè come divieto:
 La soggezione: ricorre quando una norma espone un soggetto a subire, passivamente le
conseguenze di un atto altrui. La corrispondente situazione attiva è detta potere.
Esempio: potere sovrano di esproprio. Lo stato può spogliare i soggetti della proprietà di una cosa per
motivi di interesse generale.
Il diritto potestativo riconosce la facotà di esercitare un potere che incide su una situazione
altrui. Sono riconosciuti ai privati. Il soggetto passivo si trova in soggezione all‟altrui diritto
potestativo.
Esempio: potestà genitoriale, rescissione di un contratto, dare le dimissioni, licenziare.

L‟onere: è un comportamento che un soggetto è libero di osservare come no, ma che è
tenuto ad osservare se vuole realizzare un dato risultato.
Esempio: l‟onere della prova. Il soggetto che vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti
che costituiscono fondamento dell‟azione legale. Il soggetto è libero di provare la sua posizione, ma
se non lo fa‟ non ottiene una sentenza che riconosce il suo diritto.
Il soggetto portatore dell‟interesse tutelato dal diritto il più delle volte coincide con il soggetto
titolare del diritto. Tuttavia può accadere che il diritto oggettivo attribuisca ad un soggetto una
pretesa di protezione di un interesse altrui: in questo caso parliamo di potestà. Esempio: potestà
genitoriale sui figli minori. Ai genitori sono riconosciute delle pretese a tutela dei figli minori.
La potestà riconosce un potere a priori: non è da confondere con i poteri derivati, in forza dei quali
un soggetto è abilitato ad agire nell‟interesse altrui per incarico conferitogli dallo stesso soggetto
(rappresentanza) o dalla pubblica autorità (curatori, tutori, ecc) . In quest‟ultimo caso il potere
prende il nome di ufficio.
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INTERESSI LEGITTIMI
l‟interesse legittimo è un interesse che risulta protetto solo come riflesso della protezione
dell‟interesse pubblico espresso dagli obiettivi di buon funzionamento e di legalità funzionale della
Pubblica Amminuìistrazione. Sono tutelati da una magistratura speciale, il TAR.
Facoltà: il diritto di proprietà comprende la possibilità di godere e disporre del bene oggetto di
diritto. Queste sono due facoltà.
A una situazione attiva
corrisponde
una situazione passiva
Relazione: rapporto giuridico regolato dal diritto
Ha un‟oggetto
Comportamento, prestazione.
Può essere patrimoniale o non
patrimoniale
Finalizzato al raggiungimento di un interesse.
Tale interesse può essere patrimoniale o non patrimoniale
I rapporti giuridici non sono mai statici: si modificano nel tempo. La normativa prevede atti e fatti al
verificarsi dei quali i diritti o i doveri si costituiscono, si modificano, si estinguono.
Fatti giuridici: sono accadimenti naturali o umani a cui l‟ordinamento giuridico ricollega un
qualsiasi effetto giuridico costitutivo, modificativo, estintivo di rapporti giuridici.
Atti giuridici: sono atti destinati a produrre effetti giuridici. Per poterli compiere occorre essere in
possesso della capacità d‟agire. L‟atto giuridico può essere
- Di volontà: compiuti per volontà degli effetti (contratto  si fa per volontà delle parti). Sono
anche detti negozi giuridici o atti di autonomia privata.
- Di scienza: il soggetto dichiara di essere a conoscenza di un fatto giuridico: non
costituiscono, modificano, estinguono rapporti giuridici, ma provano fatti giuridici.
ACQUISIZIONE DI DIRITTI
I diritti possono essere acquisiti per mezzo di una relazione col precedente titolare  acquisizione a
titolo derivativo. Può essere a titolo gratuito o oneroso. Due principi cardine:
- nessuno può trasferire un diritto di cui non è titolare
- nessuno può trasferire un diritto più ampio di quello di cui è titolare
Ma possono anche essere acquisiti senza rapporti col precedente titolare (ammesso ci sia) 
acquisizione a titolo originario. Perchè? Non c‟è precedente titolare o non si sa chi sia il
precedente titolare. Il diritto viene acquisito nella sua pienezza, senza limitazioni.
PERDITA DI DIRITTI
Per trasferimento: a seguito di un trasferimento del diritto a un terzo
Per distruzione dell‟oggetto del diritto
Per effetto del decorso del tempo
 prescrizione: estinzione dei diritti per il loro mancato esercizio per un tempo
prolungato, fissato dalla legge per motivi di pubblico interesse. La prescrizione
decorre a partire dal giorno in cui il diritto può essere esercitato. Non si prescrivono i
diritti inviolabili, il diritto di proprietà e l‟azione di nullità del contratto. Il termine di
prescrizione può essere soggetto a interruzione (= la prescrizione incomicia a decorrere da
capo; ogni volta che il titolare del diritto lo esercita o il soggetto passivo riconosce l‟esistenza
del diritto) e sospensione (il periodo già decorso si somma al periodo che inizierà a decorrere
al cessare della sospensione;rapporti tra lavoratore e datore di lavoro, tra coniugi, tra società e
amministratori finchè son in carica, ecc). Il termine ordinario è di 10 anni, salvo diverse
disposizioni (diritti reali minori = 20 anni, risarcimento per fatto illecito =5 anni, ecc). In alcuni
casi c‟è prescrizione presuntiva: si presume che dopo 6 mesi l‟obbligazione sia estinta,
salvo prova contraria del creditore (vendita al minuto, camere d‟albergo)
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 decadenza: estinzione dei diritti per il loro mancato esercizio per un tempo
prolungato, fissato dalla legge per dare certezza alle situazioni giuridiche. Per questo
motivo, non c‟è nè interruzione nè sospensione. Non può essere impedita se non dal
l‟esercizio del diritto in questione.
I soggetti giuridici
Essere soggetto giuridico significa essere titolare di diritti e doveri e poter compiere atti giuridici
Per l‟ordinamento italiano sono soggetti giuridici le persone fisiche, gli enti e le persone giuridiche.
L‟uomo è considerato dal nostro ordinamento una persona, cioè un centro di imputazione di diritti
e doveri.
La capacità giuridica (art 1)
Art. 1 Capacità giuridica
La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita.
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita (462, 687, 715,
784).
E‟ l‟attitudine dell‟uomo di essere titolare di diritti e doveri
Si acquisisce alla nascita e si perde con la morte. L‟articolo 22 della costituzione dice che “Nessuno
può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.”
L‟articolo 1 afferma che i diritti riconosciuti al concepito sono subordinati al momento della nascita:
il codice, di tipo patrimoniale, si riferisce ad esempio alla possibilità di fare testamento in favore del
nascituro, che diventa erede solo però nei casi previsti dalla legge. Il codice civile non si occupa
dei diritti non patrimoniali del nascituro: leggi speciali affermano che la vita umana è tutelata fin
dal suo inizio, in relazione però alla salute della madre. La nascita viene dichiarata nell‟atto di
nascita e iscritta nei registri di stato civile.
La capacità giuridica si perde con la morte, definita con una legge del 1993 come la cessazione
definitiva di ogni attività cerebrale. Esistono casi in cui la morte non è di facile accertamento,
come la scomparsa. Quando una persona sparisce nel nulla e non da notizie di sè, si chiede al
tribunale il riconoscimento dell‟assenza del soggetto, detto “scomparsa”. Contestualmente al
riconoscimento di questo status si nomina un curatore che si occupi del patrimonio dello
scomparso. Trascorsi due anni dall‟ultima notizia dello scomparso, il tribunale può dichiarare
l‟assenza e immettere nel possesso temporaneo dei beni dello scomparso gli eredi: costoro fanno
proprie le rendite che i beni producono ma non possono alienarli, ipotecarli, darli in pegno. Se
l‟assente ricompare gli verranno restituiti i beni, non le rendite (salvo casi particolari). Dopo dieci
anni dall‟ultima notizia dell‟assente (salvo casi di catastrofi, dove il tempo atteso è minore) si
dichiara la morte presunta (anche se precedentemente non ne era stata dichiarata l‟assenza): si
apre la successione, coloro che erano stati immessi nel possesso temporaneo dei beni ne
acquisiscono piena disponibilità, e il coniuge è vedovo. Se lo scomparso torna riceve indietro i suoi
beni nello stato in cui si trovano e il vecchio matrimonio ha di nuovo effetto annullando le eventuali
seconde nozze.
La capacità d‟agire(art 2)
Art. 1 Capacità d‟agire
La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore eta si acquista la capacità
di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa.
Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un‟età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro.
In tal caso il minore è abilitato all‟esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro.
E‟ l‟attitudine del soggetto di compiere atti giuridici validi mediante i quali acquista/ modifica/
estingue diritti e doveri. Si acquista alla maggiore età perchè presuppone la capacità di
provvedere ai propri interessi con maturità e consapevolezza.
Per questo motivo la legge prevede specifiche tutele per il minorenne e casi di incapacità legale .
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LA POSIZIONE DEL MINORENNE: INCAPACITA‟ LEGALE ASSOLUTA
Il minore è sottoposto alla potestà genitoriale, o affidato alla tutela di un tutore in mancanza di
genitori viventi. Entrambi i genitori o il tutore rappresentano legalmente i minori (nati o
nascituri):amministrano i beni, contraggono contratti in nome e per conto del minore. Per alcuni
atti di straordinaria amministrazione occorre però l‟autorizzazione del giudice tutelare (es: vendere
una casa del minore).
Raggiunta una certa età il minore può compiere atti giuridici validi: a 16 anni può rifiutare il
riconoscimento da parte di un genitore, a 14 può rifiutare l‟adozione, può abortire senza il
consenso dei genitori previa autorizzazione del giudice, può compiere atti di compravendita di
modesta entità. Compiuti i 16 anni, il minore può sposarsi, sempre previa autorizzazione del
tribunale (occorre abbia un‟adeguata maturità fisica e psichica e gravi motivi per contrarre
matrimonio, come una gravidanza). Dalla data in cui contrae matrimonio il minore è emancipato:
ha un‟incapacità d‟agire relativa; può compiere atti di ordinaria amministrazione, è affiancato da
un curatore per gli atti di straordinaria amministrazione (per essere validi tali atti devono recare il
consenso del curatore).
ALTRI CASI DI INCAPACITA‟ LEGALE
Oltre al minore, la legge prevede altri casi di incapacità legale. Tali situazioni devono essere
pubbliche perchè se un soggetto incapace compie un atto giuridico, tale atto è annullabile. La
pubblicità di tali situazioni garantisce certezza. I registri di stato civile assolvono questa funzione:
eventuali provvedimenti di limitazione della capacità d‟agire vengono annotati a margine
dell‟atto di nascita. Gli atti dello stato civile hanno forza probatoria: fanno fede e sono considerati
veritieri fino a prova contraria.
Nel 2004 c‟è stata una riforma che ha modificato sensibilmente questa parte del codice civile e inserito
l‟istituto dell‟amministrazione di sostegno
Amministrazione di sostegno
E‟ un istituto di tutela cucito su misura del soggetto debole. L‟amministratore di sostegno è
nominato dal giudice tutelare (organo monocratico incaricato della tutela di minori e incapaci) a
tutela di coloro si trovino in uno stato di infermità fisica e/o psichica temporaneo o permanente e
non possono curarsi dei propri interessi. Questo istituto è uno strumento di tutela versattile che si
adatta a molte situazioni diverse: nel provvedimento di nomina sono indicati i poteri
dell‟amministratore di sostegno considerate le specifiche esigenze del soggetto tutelato. Il
beneficiario conserva la capacità d‟agire e può in ogni caso compiere atti idonei a soddisfare i
suoi interessi nella vita quotidiana.
Dopo la riforma i due istituti seguenti hanno assunto rilevanza residuale
Interdizione prudenziale per infermità mentale  incapacità legale assoluta
E‟ un istituto finalizzato alla tutela di gravi disabili mentali che preclude al soggetto totalmente la
capacità d‟agire. L‟interdizione viene pronunciata dal tribunale: con la sentenza si nomina un
tutore che si sostituisce all‟interdetto in tutto gli atti.
Inabilitazione  incapacità legale relativa
E‟ un trattamento simile a quello riservato al minore emancipato: viene nominato un curatore che
affianca il soggetto negli atti di straordinaria amministrazione. Questo provvedimento può essere
disposto anche per alcolisti, tossicodipendenti e prodighi (coloro che sperperano il loro patrimonio)
a tutela del patrimonio familiare, perchè i loro atti possono esporre loro e la loro famiglia a
pregiudizio economico.
L‟ istituto seguente assume invece carattere di sanzione accessoria
Interdizione legale del condannato
E‟ una sanzione accessoria che si applica di diritto ai condannati a periodi di reclusione superiori ai
5 anni. Proprio per la sua funzione sanzionatoria non può precludere atti personali come
matrimonio, redarre testamento, accettare o rifiutare trattamenti medici.
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L‟INCAPACITA‟ NATURALE
La capacità naturale corrisponde alla capacità di intendere e volere. L‟incapacità naturale,
ovvero l‟assenza della capacità di intendere e volere è una situazione di fatto: può essere
temporanea o permanente, dipendere da circostanze temporanee o permanenti, e coincidere
come no con situazioni di incapacità legale (situazione di diritto). Qualora la situazione di fatto non
coicida con la situazione di diritto, non esistono forme di pubblicità dell‟incapace. Cosa succede
se, ad esempio, un‟ubriaco (incapace di intendere e volere quindi) fa un contratto?
L‟annullamento del contratto infatti danneggia il contraente inconsapevole dell‟incapacità della
contro parte: l‟atto giuridico è quindi annullabile solo provando che la controparte operava in
malafede causando pregiudizio dell‟incapace.
In sintesi quindi
Per compiere atti giuridici validi occorre
capacità d‟agire
può non esserci per
Incapacità legale: situazione di diritto.
E‟ pubblica: se faccio un contratto con un
incapace legale è annullabile
Incapacità naturale: situazione di fatto.
un contratto con un soggetto incapace di
intendere e volere è annullabile solo se la
controparte era in malafede (consapevole
quindi di tale incapacità)
La sede della persona fisica
DIMORA  situazione di fatto, è il luogo dove la persona attualmente soggiorna. Da non
confondere con il “soggiorno”, ovvero il luogo dove si prende alloggio occasionalmente o
momentaneamente (es. Camera d‟albergo).
RESIDENZA  luogo di dimora abituale di una persona. E‟ l‟indirizzo iscritto nei registri dell‟anagrafe,
presso il quale vengono notificati gli atti. Si presume che la residenza anagrafica corrisponda alla
residenza effettiva. Nei rapporti familiari i coniugi scelgono di comune accordo una residenza e i
figli minori hanno tale residenza; ciò non esclude però la possibilità che i coniugi abbiano due
residenze distinte.
DOMICILIO  è il centro dei propri interessi, dei propri affari. Può essere scelto per un singolo affare
(domicilio speciale).
La sede della persona fisica assume rilevanza nelle controversie di diritto privato internazionale.
Infatti le norme adottano i seguenti criteri criteri:
- legge nazionale: guarda la nazionalità del cittadino. Per controversie riguardanti diritto di
famiglia, successioni, capacità giuridica
- legge del luogo: vale la legge del luogo in cui si trovano i beni oggetto di diritti reali.
-In caso di contratti si apploca la legge del luogo in cui risiede la parte che deve eseguire la
prestazione caratteristica (o se è una persona giuridica, dove essa ha l‟amministrazione centrale).
Le parti posso tuttavia scegliere che legge adottare.
I Diritti della personalità
Sono diritti che si considerano spettanti all‟uomo in quanto tale, indipendentemente dal
tipo di sistema politico o giuridico o sociale entro il quale egli vive e che ogni Stato ha il
dovere di riconoscere e garantire.
Si considerano esistenti indipendentemente da ogni diritto oggettivo che li riconosca e tuteli.
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Sono diritto alla vita, all‟integrità fisica, alla salute, al nome, all‟onore, alla riservatezza, alla libertà
personale, alla libera manifestazione del pensiero, ecc. Sono un insieme ampio in continua
evoluzione di pari passo con l‟evoluzione della società: spesso l‟identificazione di tali diritti è
compito delle Corti Costituzionali.
Fonti
- Costituzione:
o art 2  riconosce i diritti inviolabili
o art 3  ugualianza e pari dignità
E tanti altri
o art 13  libertà personale
o art 32  salute
-
-
-
Codice civile: articoli 6-10. Il codice civile dedica poco spazio a questi diritti perchè frutto di
una concezione patrimoniale. Non dimentichiamo che è stato scritto nel 1942.
Trattati e convenzioni internazionali:
o CEDU (convenzione europea dei diritti dell‟uomo)
o Carta di Nizza sui diritti fondamentali dell‟unione europea, recepita poi nel Trattato
di Lisbona
Queste due carte tutelano valori come libertà, dignità e giustizia e predispongono
idonei strumenti di protezione di tali diritti: la corte europea dei diritti dell‟uomo tutela i
cittadini che vedono lesi i loro diritti da atti amministrativi e legislativi dello Stato.
Codice penale: alcuni diritti (alla vita, all‟integrità fisica, all‟onore) sono ampiamente
tutelati in questa sede; gli illeciti penali riguardano condotte socialmente pericolose, in
conflitto con l‟interesse generale. Questi comportamenti possono procurare danni ingiusti a
terzi: il diritto civile riconosce a chi li subisce il diritto al risarcimento del danno subito e , se
possibile, alla reintegrazione in forma specifica.
Leggi speciali: come quelle sul diritto d‟autore e sulla privacy
I DIRITTI INVIOLABILI
Come già accennato, l‟articolo 2 riconosce i diritti inviolabili dell‟uomo.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.
Inviolabilità  sono inviolabili dalla pubblica autorità nell‟esercizio delle funzioni legislative,
esecutive e giudiziarie.
 sono inviolabili dall‟uomo nei confronti dei rapporti tra privati (protezione civile e
penale)
I diritti inviolabili sono
assoluti: valgono nei confronti di tutti
indisponibili: il titolare non può alienarli, non può rinunciarvi
imprescrittibili: non si estinguono per il non esercizio prolungato nel tempo
Dato che l‟articolo 2 non elenca i diritti inviolabili, sorge un problema di interpretazione: quali sono i
diritti inviolabili? Osservando le sentenze della Cassazione (le due sentenze citate nella definizione
riguardano entrambe il riconoscimento del diritto alla riservatezza: per questo permettono un confronto) possiamo
vedere come l‟interpretazione atomistica ( = si rilevano i soli diritti della personalità espressamente
previsti e disciplinati dall‟ordinamento giuridico; nuovi diritti sono riconoscibili mediante
interpretazione analogica o estensiva delle norme presistenti - sentenza 990/1963: la divulgazione di notizie
sensibili viola il diritto assoluto di personalità come autodeterminazione nello svolgimento della personalità: analogia con
norma contenuta nella CEDU, firmata nel 1955) si sia evoluta in interpretazione secondo la teoria monistica
(= esiste un unico diritto della personalità espresso nell‟art 2 con contenuto vago/ indeterminato
che riassume tutti gli altri diritti senza identificarsi necessariamente con la loro somma - sentenza
2129/1975 caso Soraya: il diritto alla riservatezza non è esplicitamente espresso ma deve ammettersi la sua tutela in quanto
una sua violazione determina la violazione del diritto assoluto di personalità inteso come diritto nei confronti di tutti alla
libertà di autodeterminazione nello sviluppo della personalità dell‟uomo come singolo). Quindi possiamo
concludere che nell‟articolo 2 si configura una tutela integrale della personalità umana. I diritti
della personalità hanno un fondamento unitario ma sono molteplici e diversamente identificabili e
tutelabili. Vengono elaborati nuovi diritti in relazione ai nuovi interessi che sorgono per effetto del
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progresso tecnologico. Le tendenze attuali sono riconoscimento di nuovi diritti della persona e alle
categorie sociali deboli e elaborazione di nuove forme di tutela come la class action da
affiancare alla tutela civilistica tradizionale (risarcimento del danno).
DIRITTI DELLA PERSONA
* FISICA
Diritto alla vita : il codice penale punisce l‟omicidio. In caso di decesso ai congiunti del
morto può essere riconosciuto un risarcimento se vengono individuate le responsabilità di
terzi.
Diritto all‟integrità fisica : L‟articolo 5 del codice civile (Gli atti di disposizione del proprio corpo
sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano
altrimenti contrari alla legge, all‟ordine pubblico o al buon costume) vieta gli atti di disposizione
del proprio corpo qualora cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica.
Donare il sangue o un rene non creano grandi scompensi biologici come può essere il
trapianto di cornee da donatore vivente. I trapianti da cadavere sono regolati da
legislazione speciale.
Diritto alla salute : articolo 32 cost + convenzione di Nizza
Questo diritto ha 3 aspetti:
- risvolto pubblicistico: lo stato deve garantire la sanità pubblica
- diritto individuale: nessuno può ledere la salute altrui. Chi subisce un danno alla salute
(danno biologico) ha diritto a un risarcimento.
- aspetto consensuale: nessuno può essere sottoposto a trattamento medico senza il suo
consenso, salvo i casi espressamente indicati. Se il paziente non è cosciente si valuterà
secondo lo stato di necessità.
*MORALE
Diritto alla dignità: divieto di discriminazioni
Diritto all‟integrità morale, all‟onore: diritto alla dignità, al decoro personale e alla
considerazione sociale. Questo diritto si desume dai reati previsti nel codice penale di
ingiuria e diffamazione, considerati offesa rispettivamente della persona presente e alla
reputazione altrui.
Diritto all‟identità
Diritto al nome : art 7 codice civile
La persona, alla quale si contesti il diritto all‟uso del proprio nome o che possa
risentire pregiudizio dall‟uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere
giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni
L‟autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più
giornali.
È tutelato sotto un duplice aspetto
 Uso del proprio nome: diritto di identificarsi con il proprio nome e
il diritto di essere identificato dagli altri con esso.
 Uso esclusivo del proprio nome: è protetto da chi usurpi il nome
altrui per identificare sè o per indicare una cosa.
Questa tutela è riconosciuta anche per gli pseudonimi quando essi
abbiano acquisito lo stesso peso del nome e per i nomi di persone
giuridiche e associazioni non riconosciute.
La tutela dell‟identità personale è tutela dell‟interesse pubblico al
riconoscimento e all‟interesse familiare di identificazione dei membri
della famiglia. Il diritto al nome comporta il diritto di essere identificati
con costanza (principio della conservazione del nome)
Diritto all‟immagine: l‟articolo 10 el codice civile integrato con l‟articolo
96 della legge sul diritto d‟autore cerca un equilibrio tra la protezione del
diritto del singolo alla riservatezza e alla tutela della sua immagine e la
protezione del diritto di informazione del pubblico, il cosiddetto diritto di
cronaca. E‟ vietato esporre o pubblicare immagini altrui senza il
consenso della persona ritratta, salvo che non si tratti di una persona
famosa oppure che l‟immagine sia stata scattata in pubblico e sempre
che la pubblicazione non rechi pregiudizio alla libertà della persona.
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L‟immagine non può essere comunque utilizzata per finslità diverse da
quelle per cui è stata concessa l‟autorizzazione all‟uso.
Diritto all‟identità personale/morale: è un diritto autonomo che è stato
individuato dalla giurisprudenza: è il diritto al fatto che la propria
immagine politica, etica o sociale non venga travisata con l‟attribuzione
di azioni non compiute dal soggetto o di convinzioni da lui non travisate.
Diritto all‟identità sessuale : riconosce il cambiameto di stato civile
quando si cambia sesso.
Diritto alla privacy e alla riservatezza
il diritto alla privacy si afferma per la prima volta nel 1880 quando due esponenti politici dell‟epoca
pubblicarono un articolo contro l‟eccessiva attenzione dei media sulla loro vita privata. E‟ con la
sentenza Soraya 2129/1975 che la giurisprudenza italiana riconosce per la prima volta il diritto alla
riservatezza. Negli stessi anni una norma dello statuto dei lavoratori tutelava la riservatezza di
quest‟ultimi nei confronti del datore di lavoro per evitare discriminazioni. La legge privacy coglie
le problematiche legate alla tecnologia e all‟informatizzazione. Infatti col progresso
informatico è sorto il problema della profilazione (raccogliendo le informazioni in banche
dati è possibile stillare un profilo del soggetto, mettendo insieme i pezzi del puzzle).
Per il trattamento dei dati personali occorre specifico consenso. I dati possono essere
utilizzati solo per la finalità per cui è stata autorizzata la raccolta. Sono previste deroghe
per motivi economici, ed è prevista una protezione rinforzata per dati sensibili e
ipersensibili. In questo caso occorre l‟autorizzazione del garante.
Il garante si occupa di regolamentare il settore, controllare la correttezza nel settore e
vigilare contro gli abusi, deve informare l‟interessato qualora egli ne faccia richiesta di tutti
i trattamenti dati che lo riguardano.
Gli enti
Gli enti sono soggetti di diritto pluripersonali. Sono soggetti giuridici diversi e distinti dalle persone
fisiche che li compongono, sono autonomi centri di imputazione di diritti e doveri.
Gli enti si classificano, in base al loro scopo, in
 Enti for profit: a scopo di lucro. Sono le società, svolgono un attività economica ai fini di
conseguire utili da ripartire tra i soci
 Enti no profit: non hanno scopo di lucro
E‟ persona giuridica ogni soggetto di diritto, ovvero ogni centro di imputazione di rapporti giuridici
diverso dalla persona fisica. La persona giuridica ha capacità giuridica, è titolare di diritti e doveri
ed è responsabile per i propri debiti. La persona giuridica ha autonoma capacità d‟agire, la
esercita per mezzo delle persone giuridiche che agiscono come suoi organi.
Lo scopo della personalità giuridica è tenere distinti l‟insieme (ente) dalle persone fisiche (membri)
mettendo queste al riparo dai rischi ai quali l‟ente può essere esposto nell‟esercizio della propria
attività.
La disciplina civilistica degli enti no profit prevede per quest‟ultimi la possibilità di ottenere la
personalità giuridica e l‟autonomia patrimoniale perfetta chiedendo il riconoscimento. Il
riconoscimento veniva accordato secondo un giudizio discrezionale da parte dell‟esecutivo. Gli
enti per ottenere il riconoscimento accettavano un controllo penatrante alla loro costituzione e
sugli atti di straordinaria amministrazione che incrementavano il loro patrimonio. Il controllo delle
società, enti for profit, era in legittimità, mentre per gli enti no profit parliamo di giudizio nel merito.
Autonomia patrimoniale perfetta: completa separazione del patrimonio degli enti da quello degli
associati. Dei debiti dell‟ente risponde l‟ente stesso con il suo patrimonio.
Autonomia patrimoniale imperfetta: non c‟è completa separazione del patrimonio degli enti da
quello degli associati. Dei debiti dell‟ente rispondono gli associati qualora il patrimonio dell‟ente sia
insufficiente.
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enti
no profit
non riconosciuti
enti di fatto
autonomia
patrimoniale
perfetta
for profit: società
riconosciuti
di persone
persone giuridiche
autonomia
patrimoniale
imperfetta
autonomia
patrimoniale
perfetta
con limitazione
della responsabilità
autonomia
patrimoniale
imperfetta
sono soggetti
di diritto
Di fatto la maggior parte delle associazioni no profit non ha chiesto il riconoscimento. Sono enti di fatti,
soggetti di diritto ma hanno autonomia patrimoniale imperfetta. Oggi il riconoscimento si ottiene presentando
domanda al prefetto. Entro 120 giorni si procede all‟iscrizione nell‟apposito registro delle persone giuridiche, se
la domanda viene accolta (dal 2000 c‟è questa procedura semplificata).
LE ASSOCIAZIONI
Sono organizzazioni non lucrative in cui prevale l‟elemento personale: attraverso questa
organizzazione vengono perseguiti gli scopi per cui è stata costituita. Ha un‟organizzazione interna
democratica e uno statuto che ne regola organizzazione e attività. E‟ un‟organizzazione volontaria
costituita per contratto (plurilaterale) mediante il quale più persone si impegnano al
perseguimento di uno scopo di natura ideale (o comunque non economico). L‟associazione
agisce per mezzo dei propri organi: gli associati si riuniscono in assemblea e eleggono i loro
rappresentanti. Un associato può lasciare in ogni momento l‟organizzazione o venirne escluso per
gravi motivi previsti dallo statuto. Possono essere riconosciute o non riconosciute.
LE FONDAZIONI
Sono organizzazioni stabili predisposte alla destinazione di un patrimonio privato ad un determinato
scopo di natura ideale. L‟elemento prevalente è il patrimonio. E‟ costituita per atto pubblico
unilaterale o per testamento, produce effetti giuridici in virtù della sola dichiarazione del fondatore.
Organo esecutivo della fondazione sono gli amministratori, che devono rispettare la volontà del
fondatore nell‟amministrare il patrimonio. Scopo della fondazione devono essere il perseguimento
di fini di pubblica utilità. Hanno autonomia patrimoniale perfetta.
Esistono nuovi tipi di fondazione come la fondazione di impresa, la fondazione di partecipazione,
fondazioni speciali, per la gestione di uno o più servizi.
COMITATI
I fondi per uno scopo di pubblica utilità vengono raccolti mediante pubblica sottoscrizione da una
pluralità di promotori che rispondono illimitatamente delle obbligazioni assunte, mentre i
sottoscrittori rispondono solo per le obbligazioni promesse. Si sciolgono a scopo raggiunto.
AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA
Associazioni riconosciute
fondazioni
AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA
Associazioni non riconosciute
comitati
Il settore no-profit: le onlus e le associazioni a promozione sociale
Ha sempre maggiore importanza. Il terzo settore, a metà tra pubblico e privato, assolve numerose funzioni
pubbliche ma è un organizzazione di carattere privato, sovvenzionato dallo stato. Questi enti svolgono attività
economica senza scopo di lucro. Gli utili conseguiti da queste attività economiche non possono essere ripartiti
tra i soci ma devono essere devoluti in beneficienza o reinvestiti in finalità collegate all‟associazione. La scelta
tra settore privato e terzo settore ha reso il consumo un atto di responsabilità sociale (scelgo il no profit e
faccio del bene)e ha introdotto nel settore privato etica e responsabilità di impresa. Si attende una
regolamentazione del settore. Per ora vengono applicate nelle controversie le norme per le società non
riconosciute per analogia.
N.B. fin ora ci siamo occupati di enti privati. Esistono anche enti pubblici (stato e altri enti pubblici
territoriali): a quest‟ultimi spetta potestà di imperio (sovranità).
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Parte 2: diritti reali, proprietà, possesso
I beni
DEFINIZIONE DI BENI
Art 810.
sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti
Giuridicamente sono beni le cose idonee a soddisfare interessi umani oggetto di diritti: vi è un
interesse a stabilire un rapporto di appartenenza con la cosa perchè l‟uso da parte di un soggetto
ne pregiudica la facoltà di godimento contemporaneo da parte di altri.
La nozione di bene in senso giuridico va distinta dalla nozione di bene in senso economico; il primo
concetto è infatti più ampio e ricomprende non solo i beni in senso economico ma tutti i beni che
sono tutelati giuridicamente.
Per avere rilevanza giuridica i beni devono essere:
- utili, cioè idonei a soddisfare un bisogno e capaci di arrecare utilità all'uomo;
- accessibili, cioè suscettibili di appropriazione da parte dell'uomo con i normali mezzi a
disposizione;
- limitati, cioè disponibili in natura in quantità limitata rispetto ai bisogni dell'uomo.
Ci sono cose che la natura offre in quantità, se non illimitata, certamente superiore ai bisogni
dell'uomo (la luce del sole, l'aria, l'acqua del mare): sono cose comuni a tutti, dal momento che
nessuno ha interesse a stabilire con esse un rapporto di appartenenza, che ne riservi a sé l'uso con
esclusione dell'uso degli altri.
Il diritto, il quale regola rapporti fra gli uomini, nelle molteplici manifestazioni della vita sociale, si
occupa delle cose solo in quanto esse siano materia di possibile conflitto fra gli uomini:
l‟appropriazione di risorse costituisce materia di confritto, ed è quindi rilevante per il diritto.
La nozione giuridica di bene è, resa interdipendente con il concetto di proprietà: sono beni le cose
che l'uomo ha interesse a fare proprie, a fare oggetto di un proprio diritto, che escluda gli altri
dalla loro utilizzazione: possono esserci beni di nessuno, cose che non hanno un proprietario anche
se esiste un interesse a riservare a sè il godimento della cosa.
BENI MATERIALI E IMMATERIALI
Per l'art. 810 c.c. sono beni le “cose”. Non ogni entità suscettibile di formare oggetto di diritto
dunque, ma solo gli oggetti materiali o “corporali”. L‟articolo 814 aggiunge le energie naturali, se
“hanno un valore economico”. Il progresso tuttavia ha portato a una progressiva
smaterializzazione della ricchezza: essa tende a legarsi sempre più a opere di ingegno e i beni
immateriali diventano sempre più oggetto di scambio (frequenze radio-tv, domini internet,
informazioni). Anche i diritti sono beni: un diritto creato è un bene.
Classificazione dei beni
Secondo l‟ Articolo 812.
Sono mobili tutti gli altri beni
 IMMOBILI: suolo, le sorgenti e i corsi d‟acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite
al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al
suolo.Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente
assicurati alla riva o all‟alveo e sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione .
È prevista una forma di pubblicità di questi beni

MOBILI: Sono mobili tutti gli altri beni
 MOBILI REGISTRATI: sono beni mobili registrati nei pubblici registri
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Altre classificazioni
o
o
o


BENI IN PATRIMONIO di proprietà di qualcuno
BENI DI NESSUNO non hanno proprietario
COSE COMUNI A TUTTI non vi è interesse a stabile un rapporto di appartenenza: non sono
beni, solo “cose”
COSE GENERICHE considerate in quanto appartenenti a una categoria, sono fungibili,
possono essere sostituite
COSE SPECIFICHE considerate individualmente per il loro valore specifico e intrinseco
 COSE CONSUMABILI l‟uso ne implica la distruzione, si estinguono per l‟uso
 COSE INCONSUMABILI consentono un uso prolungato nel tempo, anche se possono
deteriorarsi gradualmente
Universalità di cose  sono più cose mobili che appartengono allo stesso proprietario e hanno
la stessa finalità economica. Il proprietario può disporre dell‟universalità nel suo insieme o dei
singoli beni che lo compongono.
FRUTTI: una cosa che deriva da un‟altra cosa
 naturali: hanno origine da un processo naturale, assumono autonomia quando
vengono distaccati dalla cosa madre
 civili: (820 cc) sono corrispettivi percepiti da parte di un terzo per il godimento del
bene da lui concesso. Sono interessi e canoni di locazione. Maturano giorno per giorno
e assumono rilevanza giuridica.
Pertinenze (817 cc)
La pertinenza è una cosa destinata in modo durevole al servizio o alla decorazione di un‟altra
cosa, mobile o immobile.
Il trasferimento del bene principale comporta anche il trasferimento della pertinenza, ove non sia
espressamente indicato diversamente.
Il rapporto pertinenziale può essere costituito dal proprietario della cosa principale, anche se non è
proprietario della pertinenza. Se viene alienato un bene includendo la pertinenza anche se essa
non era di proprietà del venditore, all‟acquirente viene riconosciuta tutela se era in buona fede; il
proprietario della pertinenza potrà ottenere il risarcimento dal venditore.
Il rapporto pertinenziale lega due cose che restano pur sempre una pluralità di cose. Non va
confuso col rapporto di connessione, per il quale più cose vengono tra loro unite in modo da
formare un‟unica cosa: separando le componenti essa perde la sua identità di cosa.
Beni pubblici(42 cost)
I beni pubblici sono beni reputati di utilità generale, e quindi per questo motivo sono sottratti alla
possibilità di appropriazione da parte dei singoli e sono qualificati come appartenenti alla società
nel suo insieme. Appartengono allo stato o ad altri enti pubblici a cui è affidato il compito di
consentirne il disciplinato uso da parte di tutti (beni demaniali: può essere un demanio necessario o
non necessario) o il compito di utilizzarli volgendoli a vantaggio di tutti (patrimonio dello stato: è
composto da beni indisponibili, che realizzano un ampio interesse generale, e disponibili, ovvero
l‟ente ne è proprietario a titolo di proprietà privata).
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Diritti reali e diritti di credito: confronto
DIRITTI REALI
DIRITTI DI CREDITO
Immediatezza  la soddisfazione avviene con
un rapporto immediato con la cosa
Assolutezza
 Tutela nei confronti di chiunque disturbi
l‟esercizio del diritto
 Diritto di seguito: il diritto segue la cosa
nonostante eventuali trasferimenti di
proprietà
 Sono opponibili a terzi: può esser fatto
valere nei confronti di terzi
 Le Azioni reali a tutela della proprietà
possono essere fatte valere nei confronti
di chiunque
Tipicità sono un numero chiuso. Perchè?
- per favorire la circolazione dei beni e impedire
il ritorno a situazioni feudali
- perchè sono opponibili a terzi
- per la ragione sopra espressa esiste la
pubblicità immobiliare: perchè sia efficace
occorre che le situazioni siano standarizzate
Mediatezza  la soddisfazione dell‟interesse è
subordinato al rapporto tra soggetti
Relatività
 Il contratto vincola le parti ma non
produce effetti nei confronti di terzi. Può
essere fatto valere solo nei confronti
della controparte
 Le azioni a tutela del credito sono
personali, possono essere portate aventi
nei confronti della controparte
Atipicità possono essere stipulati contratti non
esplicitamente previsti dal codice, costituiti per
volontà degli interessati.
Le nuove tipologie sono riconducibili a
fattispecie esistenti.
I Diritti reali
Possono essere
su cose proprie  diritto di proprietà
Su cose altrui  di utilizzo, godimento
 di garanzia
La proprietà
La proprità è il principale e il più esteso diritto reale: è quello che attribuisce al titolare la massima
estensione di potere sulla cosa.
Art. 832 la proprietà
Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e
con l‟osservanza degli obblighi stabiliti dall‟ordinamento giuridico.
Due facoltà


Godere: facoltà di utilizzare la cosa,
realizzare il suo valore d‟uso.
Implica la possibilità di usarla o non usarla,
di decidere come usarla, di distruggerla,
di fare suoi i frutti.
Disporre: facoltà di vendere o non vendere
La cosa, di donarla o non donarla, di
lasciarla in eredità di istituire diritti reali
minori su essa, realizzare il suo valore
di scambio.
In modo pieno ed esclusivo.
- pienezza: il proprietario può fare della cosa
tutto ciò che non sia espressamente indicato.
Nel momento in cui un diritto reale limiti la
proprietà occorre ricordare che al cessare di
esso la proprietà riacquista la sua pienezza.
-esclusività: il proprietario può escludere
chiunque altro dal godimento e dalla
disposizione della cosa. Ciò legittima la pretesa
di chiusura del fondo.
Osservando i limiti e gli obblighi previsti dalla legge
Per tutelare un interesse privato e pubblico.
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Limiti
Divieto di atti di emulazione
Art 833. Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare
molestia ad altri.
Questo divieto limita la facoltà di godimento e giustifica ad esempio le destinanzioni d‟uso dei vari
fondi previste dal piano regolatore
OBBLIGHI
Obbligo a non lasciare i terreni agricoli incolti  lo sfruttamento della terra, una risorsa limitata,
assolve a un interesse generale
Articolo 42
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di
godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per
motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello
Stato sulle eredità.
La proprietà può essere pubblica o privata: è riconosciuta e garantita per legge, ma vi sono limiti
per assicurarne la funzione sociale
Il legislatore può infatti conformare il diritto di proprietà per realizzare interessi meritevoli di tutela
 Disciplinando diversamente i diversi tipi di proprietà
 Disciplinando i contratti con cui si dispone della proprietà (esempio: durata minima dei
contratti d‟affitto, ecc)
 Con l‟istituto dell‟espropriazione: l‟espropriazione consiste nel trasferimento coattivo di
proprietà dal privato allo Stato per motivi di pubblico interesse e salvo indenizzo. L‟ente
pubblico può acquisire la proprietà per contratta oppure imporre coattivamente il
trasferimento di proprietà per ragioni di interesse generale (es. Realizzare un infrastruttura).
L‟indennizzo deve costituire un serio ristoro del danno subito (sentenze Cedu lo collocano
vicino al valore del mercato) partendo dal valore venale del bene ed eventualmente
includendo il valore edificabile.
La proprietà fondiaria
Il fondo è uno spazio delimitato da confini che segnano i limiti del diritto del proprietario. Il
proprietario ha diritto di godere del sottosuolo ed è proprietario di ciò che esso contiene (fatto
salvo reperti archeologici, miniere, cave, torbiere, ecc) ed è proprietario dello spazio sovrastante.
Tale diritto non è illimitato: il proprietario non può escludere quelle attività che si svolgono a tale
altezza o a tale profondità da non giustificare un interesse alla loro esclusione.
Rapporti di vicinato
In linea di massima il proprietario deve astenersi da opere e azioni che
possano ledere il diritto del vicino.
 Le immissioni: è definita come immissione qualunque attività che svolta in un fondo si
ripercuote sui fondi vicini.
I vicini sono tenute a sopportarle se le suddette attività non superano il limite di normale
tollerabilità. Superata tale soglia il vicino potrà pretender misure di contenimento
dell‟immissione o la cessazione dell‟attività molesta. Il giudice può consentire le attività
moleste che realizzano un interesse collettivo, previo indennizzo dei danneggiati.
 Le acque: il proprietario ha diritto a utilizzare le acque che scorrono sul suo fondo e può
disporne a favore di altri fondi (servitù) ma non può impedire che le acque defluiscano nei
fondi altrui perchè devono potersene servire anche loro il proprietario del fondo a valle non
può impedire il deflusso delle acque provenienti dal fondo a monte. Stillicidio: il proprietario
deve costruire i tetti in modo che le acque piovane scorrano sul suo fondo.
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 Le distanze e i confini: ci sono distanze minime da rispettare nel costruire edifici (3 metri),
scavare pozzi e fosse (2 metri), collocare tubi e cisterne (2 metri), piantare alberi (ad alto
fusto 3 metri, altri alberi 1,5m siepi 0,50m). Anche per le finestre ci sono distanze minime.
Distinguiamo tra luci (che non permettono di affacciarsi) per cui non son previste distanze
minime, e vedute (che consentono l‟affaccio sul fondo del vicino) che devono collocarsi
almeno a 1,5m per tutelare la privacy del vicino.
La proprietà edilizia
Edificare rientra nella facoltà di godimento del fondo di cui si è proprietari. Quest‟attività è
regolamentata per ragioni di pubblico interesse ed è soggetta ad un controllo di tipo
organizzativo. Il comune determina il piano regolatore e la destinazione delle varie aree. Il
proprietario che vuole edificare, dopo aver accertato di poterlo fare perchè rientra in un‟area
edificabile, deve munirsi del permesso rilasciato dal comune: è un controllo amministrativo
(licenza/concessione edilizia). Dovrà anche versare un contributo di urbanizzazione/per costi di
costruzione.
Modi d‟acquisto della proprietà
 a titolo derivativo: si acquisisce il diritto dal precedente proprietario. L‟avente causa acquista la
proprietà solo se e come il dante causa ne era proprietario: se non era proprietario non riceve
nulla, e riceve il diritto limitato da eventuali diritti reali minori sul bene.
Esempi: compravendita e donazione (contratti), successione mortis causa.
 a titolo originario: sono acquisizioni che prescindono da un‟eventuale relazione col precedente
proprietario: il diritto acquisito è indipendente dal diritto di cui disponeva un eventuale precedente
proprietario. L‟acquisto di proprietà estingue i diritti dell‟eventuale precedente proprietario e i diritti
reali minori e di garanzia sulla cosa.
MODI D‟ACQUISTO DELLA PROPRIETA‟ A TITOLO ORIGINARIO

Occupazione: per beni mobili che sono cose di nessuno, cose abbandonate o che hanno
un proprietario (in quest‟ultimo caso quando gli usi lo consentono). Per acquisire la
proprietà basta impossessarsi del bene (apprensione = atto materiale di prendere
l‟oggetto)

Invenzione: ritrovamento di un bene mobile. tre casi
 Cose smarrite: il proprietario ne perde il possesso senza rinunciare alla
proprietà  acquisizione per invenzione. Hanno un proprietario. Chi le ritrova
deve consegnarle al proprietario o all‟ufficio comunale degli oggetti smarriti.
Trascorso un certo periodo la cosa diventa del ritrovatore. Se il proprietario si
fa vivo il proprietario ha diritto a una ricompensa.
 Cose abbandonate:il proprietario se ne libera con l‟intenzione di rinunciare
alla proprietà  acquisizione per occupazione
 Tesoro: il tesoro è un bene mobile di valore che si trova nel sottosuolo
(nascosto o sotterrato) di cui nessuno può provare di essere proprietario. Se il
ritrovamento è fatto dal proprietario del fondo, il tesoro gli appartiene. Se è
ritrovato da un terzo, metà spetta al ritrovatore e metà al proprietario. I beni
di interesse storico/archeologico appartengono allo Stato.

Accessione: la proprietà di una cosa principale fa acquistare la proprietà delle cose
qualificabili come ad essa accessorie. L‟acquisto della proprietà delle cose accessorie
avviene per accessione. 3 casi:
 Ogni bene che venga materialmente unito alla cosa immobile, accede a
quest‟ultima. Esempio: costruzione su un fondo. Questo principio è
derogabile costituendo un diritto di superficie sul fondo.
 Accessione di cosa immobile a cosa immobile per cause naturali: ad
esempio un alluvione modifica l‟estensione di un fondo; la maggiore
estensione si acquisisce per accessione
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
Accessione di cosa mobile a cosa mobile: le cose mobili sono unite o
mescolate in modo da formare un tutt‟uno inseparabile. Se nessuna delle
due cose può essere considerata principale se si può si divide la cosa
oppure si ha coproprietà.

Specificazione: acquisto della proprietà della materia altrui da parte di chi la adopera per
formare una nuova cosa; egli dovrà pagare il prezzo della materia al proprietario.
Eccezione: il valore della materia supera notevolmente quello della manodopera, il
proprietario della materia dovrà pagare il prezzo della manodopera.

Per effetto del possesso
immediatamente
Possesso protratto nel tempo
Usocapione: beni mobili e immobili
Il diritto di proprietà non si prescrive per il non uso,
ma se al non uso del proprietario corrisponde il
possesso protratto nel tempo di un terzo, dopo un
certo periodo il terzo che esercita il possesso
acquisisce il diritto.
Perchè il possesso dia la possibilità di usucapire il
diritto non occorre che il possessore sia in buona
fede, basta che il possesso venga esercitato alla
luce del sole e non sia stato conseguito in modo
violento o clandestino. Il tempo utile incomincia a
decorrere allo scadere della
violenza/clandestinità.
Può essere:
 Ordinaria: tempi più lunghi
 Abbreviata: quando ci sono un titolo
astrattamente idoneo a trasferire la
proprietà, la sua trascrizione nei pubblici
registri e buona fede i tempi sono più
brevi.
Possesso vale titolo: solo beni mobili
In 2 casi
 Acquisto di cosa mobile da un soggetto
non proprietario, purchè l‟acquirente sia
in buona fede e vi sia un titolo idoneo a
trasferire la proprietà
 Alienazione della stessa cosa mobile a
più persone: ne acquista la proprietà la
prima che consegue il possesso in buona
fede della cosa
Favorisce la circolazione dei beni mobili
Finalizzato ad asicurare la certezza dei diritti sulle cose
N.B. Sono usucapibili anche i diritti reali minori
Azioni a tutela della proprietà: le azioni petitorie
Il proprietario può agire in giudizio contro chiunque violi il suo diritto. Sono imprescrittibili.
 Azione di rivendicazione: spetta a chi si dichiara proprietario di una cosa della quale altri
abbia il possesso o la detenzione. Mira a ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà e
la condanna del convenuto alla restituzione della cosa. L‟onere della prova spetta
all‟attore che rivendica il diritto di proprietà. La prova di tale diritto non è semplice. Per
questo motivo spesso il proprietario ricorre alle azioni possessorie. Non si prescrive salvo gli
effetti dell‟acquisto di proprietà per usocapione.
 Azione negatoria: spetta al proprietario contro chi pretende d‟avere i diritti reali sulla cosa;
mira a ottenere l‟accertamento da parte del giudice dell‟inesistenza del diritto altrui e
l‟ordine rivolto al convenuto di cessare l‟esercizio di tale diritto. L‟attore deve provare il suo
diritto di proprietà, mentre il convenuto deve provare il suo diritto reale sulla cosa.
 Azione del regolamento dei confini: il giudice determina i confini incerti
 Azione di apposizione di termini: il giudice stabilisce che le spese per l‟apposizione di
siepi/recinti ecc che separano i due fondi siano a carico di entrambi anche se uno dei due
non è d‟accordo. Ciasun confinante può ottenere l‟apposizione a spese comuni dei segni
del confine.
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La pubblicità immobiliare
La trascrizione nei registri immobiliari serve a rendere pubblici determinati atti relativi ai diritti reali.
Per garantire la sicurezza della circolazione giuridica, rendendo intaccabile la posizione di chi
acquista i diritti sulle cose c‟è la pubblicità dichiarativa: nel caso del contratto, esso è valido tra le
parti anche senza trascrizione, ma diventa opponibile a terzi con la trascrizione. Infatti la pubblicità
dichiarativa è volta a rendere opponibili a determinati soggetti i fatti per cui è prevista (ad
esempio, a rendere opponibile un negozio giuridico ai terzi): la sua omissione, pur non
determinando l'invalidità, impedisce che il fatto produca effetti giuridici nei confronti di tali
soggetti. La pubblicità costitutiva riguarda invece il caso dell‟ipoteca: l‟ipoteca non è valida
finchè non viene trascritta. La pubblicità costitutiva è infatti un requisito necessario affinché la
fattispecie si perfezioni, sicché in sua mancanza l'atto è privo di validità e non produce effetti nei
confronti di chiunque (quindi né tra le parti del negozio giuridico, né verso i terzi). Essa è, dunque,
un onere al fine dell'efficacia e della validità dell'atto.
Si registrano contratti che trasferiscono la proprietà, che trasferiscono/modificano/estinguono diritti
reali sulla cosa, locazioni ultranovennali, atti unilaterali e sentenze che hanno i medesimi effetti.
La trascrizione avviene a base personale, non reale: è necessario assicurare la continuità della
trascrizione. In alcune provincie invece si applica il sistema tavolare a base reale.
I diritti reali minori
Sono DIRITTI REALI SU COSE ALTRUI: coesistono col diritto di proprietà, presuppongono che titolare
del diritto e proprietario della cosa non siano la stessa persona. La costituzione di questi diritti infatti
limita la pienezza del diritti di proprietà: limita infatti le facoltà spettanti sulla cosa al proprietario,
permette che tali facoltà vengano esercitate dal beneficiario del diritto reale minore.
Permangono sulla cosa oggetto del diritto nonostante eventuali passaggi di proprietà: ha diritto di
seguito ed è opponibile a tutti i successivi proprietari della cosa oggetto del diritto.
Sono sei e sono tipici. Possono avere una durata limitata e si prescrivono dopo 20 anni di non uso.
L‟azione a tutela di questi diritti è detta azione confessoria: chi porta avanti questa azione mira ad
ottenere il riconoscimento del proprio diritto su cosa altrui.
Quando il diritto si estingue il diritto di proprietà riacquista la sua pienezza. Il diritto può estinguersi
per:
- Totale perimento del bene oggetto di diritto
- Consolidazione: cessazione del diritto sulla cosa
- Confusione: beneficiario del diritto reale e proprietario coincidono per effetto di una
successione ereditaria
USOFRUTTO: diritto di godere della cosa e di percepirne i frutti naturali e civili nel rispetto della
destinazione economica della cosa.
L‟usufruttario non ha la facoltà spettante al proprietario di cambiare la destinazione d‟uso della
cosa. Il proprietario conserva la nuda proprietà e può disporre della cosa: può venderla, ma
l‟acquirente acquisterà una proprietà gravata dal diritto d‟usofrutto.
L‟usofrutto, se non ha un termine, dura finchè resta in vita l‟usofruttuario: il diritto non può essere
trasferito per successione, ma solo per atto tra vivi.
Può essere
 Volontario: costituito per contratto/testamento
 Legale: costituito dalla legge indipendentemente dalla volontà degli interessati.
Esempio: usofrutto dei genitori sui beni dei figli minori.
Estinzione=consolidazione del diritto
- prescrizione: 20 anni
- scadenza del termine
- confusione: proprietario e usofruttuario coincidono
-totale perimento della cosa: l‟oggetto d‟usofrutto viene distrutto
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Al termine dell‟usofruttuario dovrà restituire la cosa nello stato in cui si trovava quando l‟ha
ricevuta, salvo il deterioramento derivante dall‟uso. Il criterio generale in base al quale giudicare
circa il modo in quale egli ha custodito, amministrato e tenuto in stato di conservazione la cosa è
la diligenza del buon padre di famiglia ossia la diligenza dell‟uomo medio. L‟usofrutto può aver ad
oggetto cose consumabili o cose fungibili, come somme di denaro: in questo caso l‟usofruttuario
dovrà restituire al termine del rapporto l‟equivalente in quantità e qualità di ciò che ha ricevuto.
USO: l‟usuario può servirsene e fare suoi i frutti limitatamente a quanto occorre ai bisogni e della
sua famiglia, mentre al proprietario spettano i frutti che eccedono questa misura.
Differisce dall‟usofrutto per la limitata facoltà attribuita sulla cosa
ABITAZIONE: ha per oggetto una casa e consiste nel diritto di abitarla limitatamente ai bisogni del
titolare del diritto e della sua famiglia
I beneficiari non possono dare in affitto la casa. Si può costituire un diritto di abitazione in una casa
e un diritto d‟so sui mobili al suo interno. In caso di separazione il giudice può concedere il diritto di
abitazione della casa coniugale a uno dei due coniugi. Se uno dei due coniugi sposati muore il
diritto delle successioni prevede che il coniuge superstite ottenga il diritto d‟uso e d‟abitazione
della casa familiare.
SUPERFICIE: diritto di edificare sul suolo altrui e di mantenere la proprietà di tale costruizione
 eccezione all‟accessione: la costituzione di tale diritto sospende l‟operatività del principio di
accessione per il quale ogni opera costruita sopra il suolo appartiene al proprietario del fondo.
Si determina una situazione per cui un soggetto ha la proprietà sulla costruzione e un altro soggetto
ha la proprietà del suolo.
Il diritto di superficie può essere permanente o temporaneo: in questo secondo caso il diritto di
superficie si estingue e riprende vigore il principio di accessione, e il proprietario del suolo acquista
la proprietà della costruzione. Si prescrive per non uso ventennale. Se la costruzione perisce il
superficiario ha diritto di ricostruire l‟edificio e dal momento del perimento dell‟edificio ricomincerà
a decorrere il termine ventennale.
ENFITEUSI: è il diritto di godere del fondo e comporta l‟obbligo di apportare migliorie e di pagare il
canone
E‟ un diritto perpetuo o comunque con una durata non inferiore ai 20 anni. Può essere ceduto e
trasmesso agli eredi.ha per oggetto fondi rustici ma è possibile costituirlo anche su fondi urbani.
Sul fondo l‟enfiteuta ha la stessa facoltà di godimento che spetta a un proprietario e deve
migliorare il fondo e corrispondere al nudo proprietario un canone periodico.
L‟enfiteuta ha il diritto di affrancazione, ovvero la facoltà di acquistare il fondo pagando al
proprietario (che non può rifiutare) una somma pari alla capitalizzazione del canone annuo.
La devoluzione del fondo è l‟estizione del diritto: spetta al concedente.
LE SERVITU‟
 Servitù prediali: è una limitazione della facoltà di godimento di un fondo, detto fondo servente,
a vantaggio di un antro fondo, detto fondo servente.
Il fondo dominante impone il vincolo al fondo servente. Nel caso della servitù di passaggio il
diritto sta nella facoltà del titolare del fondo dominante di accedere al suo fondo passando sul
fondo del vicino, per avere un accesso più semplice. Il fondo servente deve sopportare l‟altrui
attività di passaggio.
- Servitù positive: permettono al fondo dominante forme di diretta utilizzazione del fondo
servente. Il fondo servente sopporta l‟altrui attività
- Servitù negative: consistono in un obbligo di non fare a cui è sottoposto il fondo servente
- Servitù apparenti: esistono sul fondoservente opere visibili e permanenti destinate al
servizio del fondo dominante  usocapibili
- Servitù non apparenti: non ci sono segni  non sono usocapibili
- Servitù continue: non è necessario il fatto dell‟uomo per il loro esercizio
- Servitù discontinue: per il loro esercizio è necessario il comportamento attivo del titolare
della servitù
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Le servitù possono essere costituite volontariamente per volontà delle parti, involontariamente
(servitù coattive), usocapite o acquisite in un modo originario tipico delle servitù, la destinazione
del buon padre di famiglia. Quest‟ultimo è il rapporto di servizio stabilito tra due fondi appatenenti
allo stesso proprietario. Se i due fondi cessano di appartenere al medesimo proprietario il
presistente rapporto di servizio si trasforma in una servitù (solo per servitù apparenti)
 Servitù coattive: costituite con sentenza dell‟autorità giudiziaria su domanda dell‟interessato.
La sentenza determina anche l‟indennità dovuta al proprietario del fondo servente: finchè il
proprietario del fondo dominante non paga non può esercitare la servitù. Viene istituita sui fondi
per i quali la servitù risulti più conveniente e meno dannosa per il servente.
ESEMPI:
servitù di passaggio coattiva: se il fondo non ha un uscita sulla via pubblica, potrebbe averla a
prezzo di disagi eccessivi, l‟accesso è insufficiente per i bisogni del fondo (esigenze agricole o
industriali), c‟è un accesso non transitabile da veicoli.
Acquedotto coattivo: far passare le acque sul fondo altrui per soddisfare il bisogno di acque del
proprio fondo.
Elettrodotto coattivo, acquedotto pubblico, metanodotto ecc spettano all‟ente pubblico
Comunione, condominio, multiproprietà
Comunione: cotitolarità del diritto
È possibile che la medesima cosa sia oggetto del diritto reale di più persone: comunione di
proprietà, di superficie, di servitù, ecc. Coesistono diritti di più persone aventi uguale contenuto.
La coesistenza si realizza mediante l‟ideale scomposizione della cosa in quote rappresenti la
partecipazione di ognuno alla comunione. Si presuppongono uguali salvo volontà delle parti. Le
spese vengono ripartite secondo tali quote.
Tipi di comunione:
 Volontaria: dipende dalla volontà dei partecipanti  due persone di comune accordo
comprano un appartamento
 Incidentale: non dipende dalla volontà dei partecipanti, può essere sciolta  due figli
ereditano l‟appartamento
 Forzosa: non ci si può sottrarre, non può essere sciolta.  palazzi che hanno in comunione
un muro
Le facoltà di godimento e disposizione della cosa spettano ai proprietari per certi aspetti in modo
individuale per altri aspetti in modo collettivo.
FACOLTA‟ DI GODIMENTO
 uso comune della cosa: senza alterarne la destinazione economica e impedire l‟uso da
parte degli altri partecipenti alla comunione (individuale)
 amministrazione della cosa comune: spetta colletivamente ai partecipanti che deliberano
a maggioranza di quote
FACOLTA‟ DI DISPORRE
 atti individuali di disposizione della propria quota: ciascun partecipande può liberamente
disporre della propria quota
 atti di disposizione dell‟intera cosa comune: all‟unanimità dei partecipanti
divisione  solo se dividendo la cosa essa non cessa di servire all‟uso a cui è destinata. Deve
essere pronunciata dal giudice
Comunione legale dei beni dei coniugi: se i coniugi non decidono diversamente i loro beni si
considerano in comunione (beni acquistati durante il matrimonio). Sono esclusi i beni strettamente
personali, quelli ricevuti per successione/donazione, i beni che servono all‟esercizio della
professione.
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Condominio negli edifici
Riguarda edifici composti da una pluralità di appartamenti, formati ciascuno da una porzione di
piano appertenente a un diverso proprietario. I singoli appartamenti sono proprietà solitaria dei
rispettivi condomini, le parti comuni (scale, ascensori, ecc) destinate al servizio degli appartamenti
sono coproprietà tra i proprietari degli appartamenti. Si tratta di copriprietà forzosa, a cui i
condomini non possono sottrarsi. Debbono contribuire, proporzionalmente al valore della proprietà
dell‟appartamento. Il condominio ha un organizzazione complessa, che prevede un
amministratore, un‟assemblea dei condomini e un regolamento.
Supercondominio: complessi residenziali con diverse palazzine a loro volta condomini (che hanno
in comune al loro interno scale e muri come il condominio); le palazzine hanno in comune parchi
condominiali, strade, piscina, parcheggi, ecc  regole del condominio.
Multiproprietà
Non è regolata dalla legge. E‟ una proprietà periodica, i proprietari che hanno acquistato
l‟immobile ne godono a turno per un prederminato periodo dell‟anno. E‟ stata prevista una
normativa a tutela dell‟acquirente:
- diritto ad essere informati sulla reale portata del contratto in termini di diritti, riparto delle
spese, ecc
- possibilità di ripensamento: il firmatario può recedere in un secondo momento.
Vendita di cubatura
I piani regolatori prevedono un volume massimo a seconda delle aree. Per poter edificare il
proprietario di un fondo può acquistare anche la cubatura del vicino per fare un edificio più
grande.
E‟ una figura nuova riconducibile alla servitù: chi vende cubatura istituisce sul fondo una servitù di
non edificare.
Il possesso
Art. 1140 Possesso
Il possesso e il potere sulla cosa che si manifesta in un‟attività corrispondente all‟esercizio della proprietà o di
altro diritto reale.
Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa.
Il possesso è la situazione di fatto, è il potere sulla cosa che si manifesta in un‟attività
corrispondente all‟esercizio del diritto di proprietà (possesso pieno) o di un altro diritto reale minore
(possesso minore).
Proprietà  situazione di diritto
Possesso  situazione di fatto: esercizio della situazione di diritto
Il possesso ha una protezione giuridica autonoma, separata dalla protezione del diritto di proprietà.
Possesso: c‟è possesso se coesistono
 elemento materiale: materiale disponibilità della cosa
 elemento spirituale: comportarsi come titolare del diritto reale
Dal possesso si distingue la detenzione: essa consiste nell‟avere la cosa nella propria materiale
disponibilità. A differenza del possesso manca l‟animo, l‟intenzione di possedere la cosa, di
comportarsi come titolare del diritto su essa. C‟è solo l‟elemento materiale.
Nel caso di detenzione il proprietario resta possessore: esercita il possesso mediato
Il possesso mediato è esercitato indirettamento per mezzo del soggetto detentore della cosa.
Si presume che chi esercita il potere sulla cosa ossia ne è il materiale detentore ne sia il Possessore.
L‟animo di possessore è presunto salvo prova contraria (titolo che riconosce l‟altrui possesso).
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La detenzione non può trasformarsi in possesso solo sulla base di un mutamento psicologico: ci
vuole un fatto esteriore che pubblicizzi la cosa.
Interversione del possesso quando
 quando il titolo per il quale si ha la materiale disponibilità della cosa venga mutato per
causa proveniente dal terzo: sono in affitto e compro la casa. Cessa di essere detentore e
diventa proprietario
 Quando il detentore faccia opposizione contro il possessore, si vanti di essere proprietario e
permetta al possessore di constatare che intende tener la cosa come propria.
Fuori da questi casi il detentore che si appropri della cosa detenuta non è giuridicamente
possessore. Non è possessore chi si appropria indebitamente di una cosa già in sua detenzione.
Acquisizione del possesso per
 Apprensione: prendo la cosa
 Occupazione: occupo l‟immobile
 Consegna della cosa
Trasferimento del possesso per
o Successione nel possesso: gli eredi possono sommare al loro possesso il possesso esercitato
dal de cuius
o Accessione del possesso: in caso di acquisti a titolo derivativo il soggetto può sommare gli
anni di possesso esercitati dal dante causa ai propri, ai fini dell‟usocapione (se gli giova)
Azioni a tutela del possesso  AZIONI POSSESSORIE
Tutelare una situazione di fatto ha la funzione di riservare l‟esercizio della giustizia allo Stato. Inoltre
ci sono motivazioni economiche: viene tutelato chi si cura del bene. Inoltre molte volte possessore
e proprietario coincidono e la tutela del possesso è un modo più efficace di tutelare la proprietà.
 REINTEGRAZIONE/DI SPOGLIO: spetta al possessore che è stato violentemente ed
occultamente spossessato di una cosa mobile o immobile. Può essere chiesta entro un
anno dallo spoglio, o dalla sua scoperta se questo era clandestino. Consente al possessore
di ottenere, con la semplice notorietà del fatto in sè dello spoglio, la reintegrazione del
possesso. Spetta a qualsiasi possessore, indipendetemente dalla durata del suo possesso e
dal modo in cui se l‟era procurato perchè si basa sull‟altrui fatto violento e clandestino.
 DI MANUTENZIONE: riguarda solo mobili e universalità di mobili. In due casi
 Possessore molestato nell‟esercizio del possesso/ che ha subito
turbative del possesso
 Spetta al possessore che abbia subito uno spoglio non violento o
clandestino.
Può essere esercitato entro un anno dalle turbative/dallo spoglio e mira a ottenere il
cessare delle turbative / la restituzione della cosa. Spetta al possesore solo se il possesso è
stato continuativo per almeno un anno e non è stato conseguito in modo violento o
clandestino (se conseguito in tal modo deve essere passato almeno un anno dal cessare
della violenza/clandestinità).
Spesso se ne avvale anche il proprietario-possessore perchè sono più immediate.
Possono essere esercitate da qualsiasi possessore anche nei confronti del proprietario: il proprietario
spossessato non può riprendersi la cosa ma deve esercitare l‟azione di rivendicazione. La tutela
possessoria è provvisoria in questo caso: il possessore è tutelato fin quando col giudizio petitorio
non si imporrà la restituzione al legittimo proprietario.
Riparizione delle spese e dei frutti tra possessore e proprietario
Il possessore non è proprietario di una cosa fruttifera, di cui esercita il possesso. A chi spettano i
frutti, dopo che con l‟azione di rivendicazione si è imposto di restituire la cosa?
 Se il possessore è in buona fede i frutti spettano a lui
 Se il possessore è in mala fede i frutti spettano al proprietario: il possessore deve restituire i
frutti o il loro equivalente in denaro.
In ogni caso il proprietario non può trarre profitto dall‟investimento altrui, anche se era in mala
fede: dovrà rimborsare comunque le spese per manutenzioni straordinarie, produzione e raccolta
dei frutti. Al possessore in buona fede spetta il rimborso anche per le migliorie apportate pari
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all‟incremento del valore della cosa; al possesore in mala fede spetta la minor somma tra
l‟incremento di valore e le spese affrontate.
Diritto di ritenzione  colui che si trovi in possesso di una cosa altrui può rifiutarsi di restituire la cosa
al proprietario quando questi non gli abbia corrisposto le indennità dovutegli.
Azioni di nunciazione
Spettano al possessore, al proprietario non possessore e al titolare di un diritto reale minore. Sono
finalizzate a prevenire un danno che minaccia la cosa.
Sono:
 Denuncia di nuova opera da altri intrapresa all‟autorità giudiziaria: si tema che quest‟opera
possa cagionare danno alla cosa
 Denuncia di danno temuto: danno grave e imminente che un edificio o un‟altra cosa altrui
potrebbero causare alla cosa.
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Parte 3: Le obbligazioni e le vicende del credito
Le obbligazioni sono diritti di credito
Caratterizzati
da
Mediatezza : la soddisfazione dell‟interesse è subordinato al rapporto tra soggetti
Relatività : valgono nei confronti di soggetti predeterminati / determinabili
•Il contratto vincola le parti ma non produce effetti nei confronti di terzi.
Può essere fatto valere solo nei confronti della controparte
•Le azioni a tutela del credito sono personali, possono essere portate aventi
nei confronti della controparte
Atipicità: possono essere stipulati contratti non esplicitamente previsti dal codice,
costituiti per volontà degli interessati.
Fonti delle obbligazioni : nascono da ogni atto o fatto idoneo a produrle secondo ordinamento
Atto
Contratto – promessa unilaterale
Fatto
Fatto illecito  obbligazione a risarcire il danno
(2043 cc) per ogni fatto che cagioni ad altri un
danno ingiusto.
Indebito  obbligazione restitutoria; chi riceve
una somma da un soggetto che non era
tenuto a consegnarglierla.
Arrichimento ingiustificato  chi riceve una sua
propietà arricchita nel suo valore ha l‟obbligo
di pagare un‟indennità
Sono così classificate dal codice civile (art 1173 cc)



Contratto: accordo tra due o più parti, è una fonte volontaria
Fatto illecito: ogni fatto che cagioni ad altri un danno ingiusto. E‟ una fonte involontaria
Ogni altro atto o fatto idoneo a produrre obbligazioni
Rapporto obbligatorio  vincolo che intercorre tra
Determinati/determinabili
in base a criteri stabiliti al sorgere
dell‟obbligazione
Soggetto attivo, creditore
Colui che beneficia della prestazione
soggetto passivo, debitore
Colui che esegue la prestazione
Oggetto del rapporto obbligatorio è la PRESTAZIONE
Il rapporto obbligatorio è giusta causa della prestazione
La prestazione deve essere:
 Patrimoniale: suscettibile di una valutazione economica.
Consiste nella consegna di una somma di denaro o in un
comportamento traducibile in una somma che ne
rappresenti il valore economico. L‟obbligazione deve
essere patrimoniale ma può soddisfare un interesse non
patrimoniale. Può essere patrimoniale e a titolo gratuito.
 Deve soddisfare un interesse personale e/o economico
Prescrizione: 10 anni
Le obbligazioni naturali
Sono doveri morali e sociali sentiti dalla generalità degli individui. Sono dette naturali perchè
nessuna norma giuridica esige il loro adempimento. La maggior parte degli individui le adempie
nella convinzione di esser tenuto a farlo. Assumono rilievo giuridico solo se già adempiute:
giustificano la prestazione, non è ammessa la richiesta di restituzione dell‟indebito.
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Esempi:
 Obbligazioni prescritte
 Debiti di gioco
 Prestazioni contrarie al buon costume
TIPI DI PRESTAZIONI
 Dare / consegnare: in questa fattispecie rientra la restituzione.
o
o
Di genere: consegnare una cosa determinata solo nel genere
Di specie: cosa determinata nella sua identità
 Fare
Di mezzo: svolgere un attività senza garantire il risultato atteso
Di risultato: conta la realizzazione del risultato, il rischio di mancata
esecuzione del risultato grava sul debitore
 Non fare: astensione da un comportamento
 Contrattare: concludere un futuro contratto
 Di garanzia: il debitore si assume il rischio del verificarsi di un evento non dipendente dalla sua
volontà
o
o
Spesso un‟obbligazione prevede, oltre alla prestazione in oggetto, prestazioni accessorie. C‟è
sempre l‟obbligazione accessoria di buona fede.
OBBLIGAZIONI CON UNA PLURALITA‟ DI SOGGETTI
L‟obbligazione può essere
 Parziaria non si può per le obbligazioni indivisibili
 Pluralità di debitori: ogni debitore adempie per la sua parte e non risponde
per la parte altrui
 Pluralità di creditori: ogni creditore risquote la sua parte regola generale
 Solidale
 Pluralità di debitori: ciascun debitore può essere tenuto ad eseguire l‟intera
prestazione, liberando anche gli altri debitori. Potrà rivalersi per ottenere la
restituzione della parte altrui esercitando l‟azione di regresso. Il rischio di
insolvenza di un debitore ricade sugli altri debitori regola generale
 Pluralità di creditori: ciascuno può chiedere al debitore l‟esecuzione
dell‟intera prestazione; dovrà poi corrispondere agli altri creditore la loro
parte
Si osserva come le regole generali rispecchino il principio di favore per il creditore: in caso di
pluralità di debitori non subisce il rischio di insolvenza per uno di essi, in caso di pluralità di creditori
ogniuno risquote la sua parte.
PLURALITA‟ DI OGGETTI
L‟obbligazione può avere per oggetto più prestazioni alternative tra loro: il debitore si libera
eseguendo una tra le alternative prestazioni. La facoltà di scelta di prassi spetta al debitore. Nel
caso di impossibilità di una delle due alternative è dovuta l‟altra se non si è ancora scelto quale
erogare. Se l‟impossibilità avviene dopo la scelta, l‟oggetto è già unico quindi si valuterà
l‟impossibilità.
L‟adempimento dell‟obbligazione
Consiste nell‟esatta esecuzione da parte del debitore della prestazione oggetto del
rapporto obbligatorio
Soddisfa l‟interesse del creditore e libera il debitore dall‟obbligazione.
L‟adempimento è un atto dovuto, materiale: non è un atto di autonomia privata, un negozio
giuridico. E‟ un atto materialre dovuto in conseguenza a un atto di autonomia privata che istituisce
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l‟obbligazione. Non occorre che l‟adempimento sia portato a termine da una persona con
capacità d‟agire / capacità di intendere e volere.
Esatta esecuzione della prestazione
Valutata secondo molti aspetti  solo l‟esatta esecuzione libera il debitore.






MODALITA‟ DI ESECUZIONE:
o diligenza del buon padre di famiglia: si intende la diligenza dell‟uomo medio, un
buon operatore economico. L‟ordinamento giuridico richiede perizia, prudenza e
rispetto delle regole: questi criteri variano a seconda della prestazione dovuta. La
diligenza professionale tiene conto della professione del soggetto che eroga la
prestazione.
o La prestazione deve essere sempre eseguita per intero: il creditore può sempre
rifiutare un‟esecuzione parziaria, anche se l‟obbligazione è divisibile
TEMPO DI ESECUZIONE: la prestazione deve essere eseguita dal debitore a richiesta del
creditore o, se fissato un termine, alla scedenza di quest‟ultimo (il creditore non può esigere
la prestazione prima dello scadere del termine, salvo che il termine non sia stato stabilito a
suo unico vantaggio)
LUOGO DI ESECUZIONE: la prestazione va eseguita nel luogo stabilito dalle parti. Se non ci
sono disposizioni valgono le seguenti regole:
o Obbligazione di consegnare cosa determinata: dove si trova
la cosa al momento dell‟obbligazione
o Pagare una somma di denaro: domicilio del creditore
o Altre obbligazioni: domicilio del debitore
PERSONA CHE ESEGUE LA PRESTAZIONE: il debitore deve eseguire la prestazione. Ci sono
casi in cui è indifferente che adempia il debitore o un terzo: ad esempio la consegna di
cose fungibili. In questi casi non c‟è alcun interesse del creditore a rifiutare l‟adempimento
del terzo. Può rifiutarlo in caso di prestazione personale ( reale interesse che il debitore
esegua personalmente la prestazione) o doppio rifiuto ( se il debitore fà opposizione
all‟adempimento del terzo). Il creditore che rive l‟adempimento del terzo può surrogarlo nei
diritti, ovvero cedergli i diritti che ha nei confronti del debitore: il terzo diventa creditore del
debitore.
DESTINATARIO DELL‟ADEMPIMENTO: la capacità di intendere e volere del creditore è
rilevante; chi paga al creditore incapace non è liberato. L‟adempimento deve essere
eseguito nelle mani del creditore oppure in quelle di un suo rappresentante o di altra
persona autorizzata a riceverlo. Se paga al creditore apparente il debitore è liberato a
patto che l‟apparenza sia causata da elementi oggettivi e il debitore fosse in buona fede.
IDENTITA‟ DELLA PRESTAZIONE: il debitore è liberato solo se esegue la prestazione dovuta:
non è liberato se esegue un altra prestazione, anche di pari valore. Il creditore può
consentire una prestazione diversa da quella dovuta come nel caso della prestazione in
luogo di adempimento (anzichè soldi pago in natura).
Imputazione di pagamento
Se ho più debiti della stessa specie con lo stesso creditore il pagamento deve essere imputato
a uno di essi. Se non dico nulla il codice prescrive venga imputato secondo criteri specifici
Il debitore paga  ha diritto a ricevuta che attesti l‟avvenuta prestazione
 è liberato da garanzie
OBBLIGAZIONI PECUNIARIE e loro esecuzione
Hanno per oggetto il pagamento di una somma di denaro. Si adempiono con moneta avente
corso legale al momento del pagamento.
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Problema: dato che il potere d‟acquisto della moneta cambia nel tempo, per il pagamento di una
somma di denaro dopo un periodo di tempo è dovuto il valore nominale od è previsto un
adeguamento all‟inflazione?
Si applica il principio nominalistico, considerando il valore nominale della moneta, salvo clausole
contrattuali che deroghino a questo principio stabilendo un adeguamento (clausola istat, clausola
oro, clausola merci).
Eccezione al principio nominalistico sono i debiti di valore: essi sono obbligazioni per cui la somma
di denaro è dovuta non come bene in sè ma come valore di un altro bene (obbligazione al
risarcimento del danno: la somma viene rivalutata in liquidazione considerando il cambiamento
del potere d‟acquisto.)
Adempimento:
 con denaro contante, salvo limiti previsti dalla legge. Ha pieno potere liberatorio
 mediante altri mezzi: assegni, bancomat, bonifici. Essendo prestazioni in luogo di adempimento
estinguono l‟obbligazione solo se accettati e satisfatori. Tale rifiuto deve essere giustifiocato per la
giurisprudenza.
Il denaro è un bene fruttifero: genera interessi (frutti civili)
L‟obbligazione di pagare una somma di denaro liquida (= determinata nel suo ammontare) ed
esigibile (non sottoposta a termine non ancora scaduto) è sempre accompagnata, salvo che le
parti non l‟abbiano escluso, dall‟obbligazione accessoria di corrispondere gli interessi
compensativi.
Il saggio di interesse può essere pattuito dalle parti nei limiti dei tassi stabiliti per legge (se superano
tali limiti non è dovuto, per legge alcun interesse) in forma scritta oppure essere fissato dalla legge
(saggio legale).
Interessi moratori: sono dovuti in caso di debiti sottoposti a termine, non esigibili. Maturano allo
scadere del termine se il creditore richiede la costituzione in mora del debitore (v. Dopo).
Divieto di Anatocismo: l‟anatocismo è il calcolo dell‟interesse composto, gli interessi già maturati
diventano a loro volta montante su cui si calcola l‟interesse. E‟ possibile solo se il periodo supera i 6
mesi e salvo usi contrari (in campo bancario è prassi).
I termini di dilazione sono fissati all‟interno dei rapporti tra imprese. Una direttiva europea limita la
facoltà di fissare a piacimento questi termini a tutela delle imprese con minore capacità
contrattuale.
Modi di estinzione dell‟obbligazione diversi dell‟adempimento
 non generano responsabilità per inadempimento anche se non vi è stata l‟esecuzione della
prestazione
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili al debitore
L'inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta. In tale circostanza
si dovrà valutare in che misura il rischio vada sopportato dal debitore e quindi in che misura debba
risarcire il creditore e in che misura invece il rischio vada accollato al creditore.
In caso di inadempimento il debitore è responsabile: "il debitore che non esegue esattamente la
prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il
ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non
imputabile." (art 1218 cc).
Quindi il debitore non è responsabile per inadempimento se prova che
 C‟è stata una definitiva impossibilità della prestazione
 Tale impossibilità è oggettiva, la prestazione è ineseguibile per qualsiasi debitore
 L‟impossibilità è dovuta a cause a lui non imputabili, quindi a qualunque evento non fosse
prevedibile e evitabile da parte sua e dei suoi eventuali ausiliari. L‟evento può essere un
caso fortuito (fatalità) o forza maggiore (una forza umana come il fatto del terzo o una
forza della natura).
Se manca uno solo di questi requisiti il debitore risponde di inadempimento.
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Nei contratti a prestazioni corrispettive l‟impossibilità sopravvenuta della prestazione estingue
anche l‟obbligazione della controprestazione.
Impossibilità parziale: la prestazione è dovuta per la parte possibile
TIPO DI PRESTAZIONE
Dare avente per
oggetto cosa generica
Dare avente per
oggetto cosa specifica
Contratti traslativi e
perimento della cosa
Prestazione fare
di mezzo
= svolgere un attività senza
garantire il risultato atteso
Prestazione fare
di risultato
conta la realizzazione del
risultato, il rischio di
mancata esecuzione del
risultato grava sul debitore
Prestazioni di non fare
IMPOSIBILITA‟: c‟è o no impossibilità sopravvenuta?
Mai oggettivamente impossibile: il debitore sarà quindi sempre
resposabile per inadempimento perchè è sempre oggettivamente
possibile procurarsi la cosa pattuita (se non ho soldi me li faccio
prestare)
Oggettivamente impossibile in caso di distruzione del bene per cause
non imputabili al debitore  c‟è impossibilità sopravvenuta
In questa categoria rientrano le cose appartenenti a un genere
limitato (libri che hanno una certa tiratura) e partite di cose generiche
già destinate al creditore
Il rischio del perimento della cosa oggetto del contratto grava sul
proprietario. Occorre stabilire quindi quando la proprietà è stata
trasferita per valutare se la prestazione corrispettiva di pagare il prezzo
è da reputarsi estinta per effetto dell‟impossibilità sopravvenuta della
prestazione di dare cosa specifica oppure no perchè il passaggio di
proprietà è già avvenuto (quindi la prestazione è stata eseguita) ed è
dovuto lo stesso il pagamento del prezzo.
 immobili: il passaggio di proprietà avviene al momento del
contratto. Se ho firmato e la casa il giorno dopo crolla devo pagare lo
stesso perchè la prestazione di dare si reputa adempiuta
 mobili: di solito si trasferisce alla consegna. Se non ho ancora
ricevuto la cosa e la cosa perisce non devo pagarne il prezzo
 cose generiche: il compratore non è vincolato al pagamento del
prezzo finchè non viene individuata la partita di merci a lui destinata.
La proprietà si trasferisce non al momento del contratto ma con
l‟individuazione.
Il metro per valutare se ci sia o meno impossibilità sopravvenuta è la
colpa intesa come mancata diligenza, perizia, prudenza dovuta.
L‟onere di provare la colpa e quindi escludere l‟impossibilità
sopravvenuta è a carico del creditore.
La mancata realizzazione del risultato avviene per impossibilità
soggettiva o oggettiva. In questo secondo caso il debitore non
risponde di inadempimento
Ogni violazione dell‟obbligazione negativa è volontaria. Non si apre la
questione, il debitore risponde sempre per inadempimento
Novazione
= Estinzione dell‟obbligazione per volontà delle parti mediante la costituziozione di una nuova
obbligazione diversa da quella originaria per titolo (da a titolo di prezzo a titolo di mutuo) o per
oggetto (dovevo 100000 euro, cedo un‟immobile di pari valore).
Esiste anche la novazione soggettiva quando cambia il soggetto (adempimento del terzo).
La novazione estingue la vecchia obbligazione e le eventuali garanzie su essa.
Prestazione in lugo di adempimento: esempio di novazione per oggetto. La prestazione in luogo di
adempimento è liberatoria se c‟è il consenso delle parti
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Remissione
= Atto unilaterale con cui il creditore rinuncia al suo credito. Deve essere comunicato al debitore
esplicitamente o implicitamente consegnandoli il documento dal quale risulta il titolo. Il debitore
ha un certo lasso di tempo in cui può rifiutare. Se non dice nulla l‟obbligazione è estinta
Confusione
= creditore e debitore sono la stessa persona a seguito di un certo avvenimento. Ad esempio il
debitore eredita il credito del de cuius nei suoi confronti.
Compensazione
Quando due persone sono obbligate l‟una nei confronti dell‟altra in forza di distinti rapporti
obbligatori i debiti si estinguono per le quantità corrispondenti.
La compensazione non è ammessa per obbligazioni personali come l‟obbligazione agli alimenti
volta a garantire il sostentamento del creditore.
Tre tipi di compensazione
 Compensazione legale: opera di diritto per il semplice fatto che i due crediti coesistono.
Vale per crediti omogenei (stesso oggetto) ed esigibili (non sottoposti a termine non ancora
scaduto)
 Compensazione giudiziale: decisa dal giudice. I due debiti sono omogenei ed esigibili ma
uno dei due non è liquidato. Se il giudice lo ritiene di facile e pronta liquidazione si procede
a compensazione.
 Compensazione volontaria: stabilita dalle parti.
Prescrizione
E‟ l‟estinzione dei diritti per il non esercizio prolungato del tempo (vedi pagina 2 di questi appunti) .
Non vale per tutte le obbligazioni.
Il termine di prescrizione ordinario è di 10 anni, salvo diverse disposizioni:
 Prescrizione breve per obbligazione da risarcimento per fatto illecito 5 anni, per danni da
incidente d‟auto 2 anni.
 Prescrizioni presuntive si presume che dopo 6 mesi l‟obbligazione sia estinta, salvo prova
contraria del creditore
Non si dichiara d‟ufficio, deve essere eccepita dalla parte interessata.
Inadempimento, mora e responsabilità per inadempimento
L'inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta: il debitore è
inadempiente se non esegue la prestazione, o la esegue non nei tempi, nei modi, nel luogo
stabilito. L‟inadempimento totale o parziale o l‟adempimento tardivo o inesatto danno luogo a
responsabilità per il debitore, che è tenuto a risarcire il danno che la sua condotta abbia
cagionato al creditore salvo impossibilità sopravvenuta per cause a lui non imputabili: "il debitore
che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non
prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione
derivante da causa a lui non imputabile." (art 1218 cc).
Inadempimento
 Doloso: il debitore è volontariamente inadempiente
 Colposo: impossibilità oggettiva dovuta a cause a lui imputabili (negligenza, ecc)
 Responsabilità ogggetiva: inadempimento da impossibilità soggettiva o da impossibilità
oggettiva dovuta a cause ignote (non riesce a dimostrare che non sono a lui imputabili)
La responsabilità derivante dall'inadempimento,dall'inesatto adempimento e dall'adempimento
tardivo di una preesistente obbligazione quale che ne sia la fonte (ad esclusione del fatto illecito)
è detta responsabilità contrattuale e si distingue dalla responsabilità extracontrattuale che
deriva dalla violazione del generico obbligo di non ledere cagionare a un terzo un danno ingiusto
(responsabilità da fatto illecito).
Il danno per responsabilità contrattuale è formato da due componenti
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o
o
Danno emergente: perdita subita a causa dell‟inadempimento
Lucro cessante: mancato guadagno (se c‟è inadempimento per perimento dei beni la loro
mancata utilizzazione causa mancato guadagno)
Fra inadempimento e danno deve sussistere uno specifico rapporto di causalità: non è risarcibile
qualsiasi danno che si ricolleghi all‟inadempimento in un generico rapporto di causa-effetto. Il
danno è risarcibile quindi se è prevedibile dal debitore come conseguenza del proprio
inadempimento, conseguenza diretta e immediata di inadempimento.
In caso di colpa o responsabilità oggettiva si può essere esonerati dalla responsabilità a seconda
dei casi oppure viene ridotto l‟ammontare del risarcimento.
Eccezione di inadempimento
In caso di prestazioni corrispettive ciascuna parte è legittimata a rifiutare di adempiere la propria
prestazione se l‟altra parte non adempie o offre di adempiere contemporaneamente la sua,
sempre che non siano previsti termini diversi.
Diritto di ritenzione
In casi particolari, come nel settore alberghiero, il creditore che detenga una cosa del debitore (i
bagagli) può rifiutarsi di restituirla finchè il debitore non adempie (paga la stanza).
Caparra confirmatoria
È una somma di denaro (o altra quantità di cose fungibili) che, talvolta una parte da‟ all‟altra alla
conclusione del contratto. Se l‟adempimento dell‟obbligazione della parte che ha versato la
caparra avviene, la caparra viene imputata alla prestazione a titolo d‟acconto o restituita. Se la
parte che ha versato la caparra non adempie l‟altra parte può trattenere la caparra a titolo di
anticipo suil risarcimento. Se è inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra dovrà restituire
all‟altra parte il doppio della caparra.
LA MORA
La mora del debitore
È il ritardo di questo nell‟adempiere la prestazione dovuta. Un ritardo è già di per sè
inadempimento, essendo che la prestazione deve essere eseguita esattamente anche in termini
temporali, ma può essere sia segno di un definitivo inadempimento o può preludere una tardiva
esecuzione.
La mancata esecuzione alla scadenza del termine non basta, solitamente, per considerare il
debitore in mora. Occorre un atto formale, detto costituzione in mora (è un intimazione scritta ad
adempiere rivolta al debitore) superfluo in questi casi perchè si suppone che il ritardo sia tollerato
dal creditore:
 Il debitore dichiara per iscritto che non intende adempiere: non è ragionevole
attendersi un esecuzione tardiva
 Prestazione sottoposta a termine scaduto da eseguirsi presso domicilio del creditore:
l‟esecuzione della prestazione non dipende dall‟iniziativa del creditore
 Obbligazione da fatto illecito: il debitore è considerato immeritevole di tolleranza
 Obbligazioni di non fare: è impossibile aspettarsi un esecuzione tardiva.
La costituzione in mora produce due effetti:
 Aggravamento del rischio del debitore: se dopo la costituzione in mora la prestazione
diventa impossibile per cause non imputabili al debitore egli ne risponde ugualmente, salvo
non provi, ad esempio, che l‟oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il
creditore.
 Obbligazione di risarcire i danni che il creditore provi di aver subito a causa
dell‟inadempimento o dell‟adempimento tardivo: è la responsabilità contrattuale. Il
debitore deve risarcire il creditore di una somma di denaro che sia l‟equivalente monetario
dei danni a lui cagionatogli.
La prestazione che ha per oggetto la consegna di una somma di denaro, come detto a pagina
26, non diventa mai impossibile. Il debitore anche dopo la costituzione in mora è tenuto ad
eseguirla e a versare oltre alla somma dovuta gli interessi moratori calcolati al tasso legale. Se già
decorrono interessi compensativi in misura superiore al tasso legale, gli interessi moratori
decorranno nella stessa misura.
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La mora del creditore
Il ritardo di adempimento può anche dipendere da un comportamento del creditore:
l‟ingiustificato rifiuto del creditore di ricevere la prestazione offertagli dal debitore o comunque di
mettere il debitore in condizioni di poterla eseguire è la mora del creditore. Per non essere in mora
deve compiere quanto necessario affinchè il debitore possa adempiere all‟obbligazione
Il rifiuto del creditore può nuocere al debitore e comportare ad esempio spese aggiuntive di
custodia.
La costituzione in mora avviene con l‟offerta della prestazione al creditore. Effetti della costituzione
in mora sono:
 L‟impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili al debitore grava
sul creditore: il debitore conserva il diritto all‟eventuale controprestazione dovuta anche in
caso di impossibilità
 Non sono più dovuti interessi su somme di denaro
 Il creditore deve rimborsare le spese di custodia e risarcirgli i danni a lui cagionatogli.
Persistendo il rifiuto il debitore può liberarsi dall‟obbligazione previo il deposito della somma dovuta
in banca o delle cose mobili nel luogo indicato dal giudice o se si tratta di immobili con la
consegna al soggetto nominato dal giudice. Gli effetti liberatori del deposito si produrranno solo se
il giudice accerta che il rifiuto del creditore è illegittimo, ovvero quando la prestazione offerta è
esatto adempimento. Infatti il creditore può rifiutare una prestazione che non è esatto
adempimento.
RESPONSABILITÀ PER INADEMPIMENTO
L‟inadempimento diventa definitivo quando il debitore non esegue neppure tardivamente. Se il
creditore non riceve la prestazione, la prestazione si trasforma nell‟obbligazione del debitore di
risarcire il creditore per il danno subito.
Responsabilità contrattuale = responsabilità per inadempimento
Non sempre l‟inadempimento è inademempimento di un contratto, ma anche nel caso di
promesse unilaterali o di obbligazione stabilita per legge se c‟è inadempimento di una prestazione
che non sia risarcimento per fatto illecito si parla di responsabilità contrattuale.
Responsabilità extracontrattuale = responsabilità da fatto illecito
Responsabilità per qualsiasi fatto doloso o colposo che causi a un terzo un danno ingiusto
Responsabilità contrattuale
 bisogna valutare se l‟inadempimento è giustificato o no. Il debitore è tenuto al risarcimento del
danno per inadempimento salvo che non dimostri l‟impossibilità sopravvenuta della prestazione
per cause a lui non imputabili.
Chi deve provare l‟inadempimento?
L‟onere della prova, secondo l‟articolo 1218, è a vantaggio del creditore. il debitore ha diritto a
ricevere una quietanza che attesti l‟avvenuto pagamento. Il creditore deve provare il mancato
adempimento (chiunque voglia far valere un diritto in giudizio deve provarne i fatti che ne sono a
fondamento). Il debitore deve provare che l‟inadempimento è dovuto a cause a lui non
imputabili.
Criteri di imputazione della responsabilità

Criterio oggettivo: il debitore risponde anche se non c‟è dolo o colpa semplicemente
perchè il fatto è pruttivo di danno. Si basa semplicemente sulla sola esistenza fra il fatto e
l‟evento dannoso di un rapporto di causalità: si risponde del danno se esso appare
conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso. Non si risponde in caso di forza
maggiore o caso fortuito o provando che l‟evento dannoso era imprevedibile e invetabile.
Si usa questo criterio per

Obbligazioni che hanno per oggetto dare una coa specifica

Restituzione di cose nell‟ambito dell‟attività di impresa

Obbligazioni di risultato
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
Criterio soggettivo: il debitore non risponde se dimostra di non avere nè dolo nè colpa,
provando di aver usato la diligenza richiesta.
Il danno risarcibile
Il risarcimento è determinato sulla base degli articolo 1223 e seguenti
Art. 1223 Risarcimento del danno
Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita
subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e
diretta.
 perdite subite dal creditore = Danno emergente
+ mancato guadagno cagionato dalla perdita = Lucro cessante
Il danno ha una componente patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) ma in caso di
danno subito da persone c‟è anche una componente non patrimoniale (si parla di danno
biologico, danno morale).
I danni morali consistono nelle sofferenze psichiche e fisiche del danneggiato e sono risarcibili solo
nei casi previsti dalla legge. Vengono liquidati dal giudice in via equitative (come tutti i danni il cui
esatto ammontare non è noto). Recentemente la Cassazione tende a estendere la risarcibilità ad
ogni caso di danni alla persona anche non espressamente previsti dalla legge sulla base del
principio costituzionale della tutela della persona.
I danni biologici sono riconosciuti a chi abbia subito una lesione della sua integrità psicofisica,
quale bene protetto in sè e per sè indipendentemente dalla capacità della persona di produrre
ricchezza (lucro cessante). A chi abbia subito un‟invalidità, temporanea o permanente, viene
riconosciuto un risarcimento del danno biologico liquidato con criterio equitativo (di prassi pari al
triplo della pensione sociale + mancato guadagno). Il danno biologico deve essere dimostrato
con accertamenti tecnici appropriati. Spesso un danno biologico può causare anche un danno di
rimbalzo per i famigliari del soggetto colpito. E‟ stata una conquista giurisprudenziale.
Nel campo della responsabilità per inadempimento l‟articolo 1225 stabilisce che è risarcibile solo il
danno prevedibile al momento del contratto
“Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento è limitato al
danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta l'obbligazione.”
Concorso di colpa
Se più persone sono responsabili del medesimo danno, esse ne rispondono solidarmente: il
danneggiato può esigere l‟intero risarcimento da ogniuno di essi, indipendentemente dalla gravità
della colpa dei singoli. Chi paga potrà poi esercitare azione di regresso: in questa sede si terrà
conto dei diversi gradi di colpa di ciascuno.
Come si risarcisce il danno?
Il danno patrimoniale, solitamente si risarcisce col metodo del risarcimento per equivalente: il
patrimonio del danneggiato viene restaurato come se non si fosse verificato l‟evento cagionevole
del danno (liquidazione del danno). Si stabilisce l‟ammontare del danno e si risarcisce la somma
corrispondente. Il danno se è possibile viene risarcito col reintegro in forma specifica (una nuova
moto equivalente a quella distrutta).
I danni non patrimoniali vengono risarciti in via equitativa, ovvero nell‟ammontare stabilito dal
giudice secondo equità. Questo metodo si usa anche per i danni patrimoniali in alcuni casi.
Tuttavia l‟autonomia privata può disporre diversamente dai principi fin ora esaminati, stabilendo
clausole di esonero dalla resposabilità e clausole penali
Clausola di esonero da responsabilità: il debitore limita la sua responsabilità. È nullo il patto
che esonera da responsabilità per dolo o colpa grave. Il debitore può essere esonerato per
responsabilità dovuta a colpa lieve (leggera mancanza di diligenza) ma mai per dolo o
colpa grave. È nullo quasiasi patto violi obblighi relativi a ordine pubblico e che non
rispetta i valori fondamentali dell‟ordinamento
( art 1229 Clausole di esonero da responsabilità
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E' nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa
grave.
E' nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del
debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.)
-
Clausole penali: il contratto può prevedere una penale per l‟inadempimento o il ritardo. Il
risarcimento viene stabilito prima e ammonta all‟importo della penale: questo sistema
dispensa dall‟onere della prova essendo la penale dovuto per il fatto stesso del mancato
adempimento e del ritardo e limita il risarcimento all‟ammontare stabilito. È uno strumento
preventivo perchè esercita una pressione ad adempiere stabilendo conseguenze certe in
caso di inadempimento.
Responsabilità patrimoniale e esecuzione forzata e garanzie del credito
Il debito è il dovere di eseguire una data prestazione suscettibile di valutazione economica. L‟atto
o fatto che genera il rappporto obbligatorio determina, nei confronti del debitore, una più
generale conseguenza che investe l‟intero patrimonio. Il patrimonio del debitore è assoggettato
alla pretesa esecutiva del creditore, e per tanto può essere oggetto di esecuzione forzata. Il
risarcomento è attuabile in modo coattivo contro la volontà del debitore. L‟intero patrimonio
risponde dei debiti.
Art. 2740 - Responsabilità patrimoniale
Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.
Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.
La responsabilità patrimoniale è illimitata, salvo casi previsti dalla legge. Essi sono:
- Sovietà e associazioni con personalità giuridica e autonomia patrimoniale perfetta
- Comunione legale dei beni tra coniugi: i beni in comunione rispondono solo di obbligazioni
contratte nell‟interesse del nucleo familiare.
- Accettazione di eredità con beneficio di inventario: il patrimonio dell‟erede e quello del de
cuius restano separati; dei debiti del morto si risponde solo col patrimonio del morto.
Il rapporto tra debito e responsabilità si manifesta

In caso di contratto fin dalla fase costitutiva, si decide se far credito a una persona e quali condizioni
in base al suo patrimonio.

In fase intermedia le modifiche del patrimonio del debitore modificano le garanzie su cui il creditore
fa affidamento.

In fase estintiva la responsabilità patrimoniale è preordinata all‟eventualità che il debitore non
adempia.
Azione esecutiva  esecuzione forzata
In forma generica
Se il credito ha per oggetto una somma di
denaro il creditore potrà soddisfarsi
coattivamente sul patrimonio del debitore
facendo pignorare e vendere all‟asta i
suoi beni soddisfandosi col ricavato della
vendita.
In forma specifica
Se possibile il creditore può ottenere la
prestazione dovuta che il debitore non ha
eseguito spontaneamente.
Se non è possibile
2 principi
 Universalità: delle obbligazioni risponde l‟intero patrimonio, salvo limitazioni legali
 Ugualianza: tutti i creditori possono soddisfarsi allo stesso modo sul debitore. È un principio
formale che va conciliato con l‟individualità dell‟azione esecutiva. In realtà il patrimonio del
debitore è una garanzia generica: il creditore non ha la certezza di potercisi soddisfare
(magari agisce dopo altri e non resta più nulla).
 C‟è parità di trattamento: i creditori hanno uguale diritto a soddisfarsi sui beni del
debitore salvo cause di prelazione
Cause di prelazione: diritto di preferenza riconosciuto dalla legge a determinati crediti.
Sono speciali garanzie di cui beneficia il credito.
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I crediti senza cause legittime di prelazione son detti chirografari.
I crediti con cause legittime di prelazione son detti privilegiati.
Sono cause di prelazione
 Privilegi: qualità dei crediti che rientrano nella loro natura. Sono riconosciuti in
considerazione della causa del credito, ossia dalla specifica natura del rapporto dal quale
derivano. Possono essere generali e riguardare tutti i beni mobili del creditore o speciali, su
uno specifico bene mobile o immobile
 Diritti reali di garanzia: procurano al creditore un mezzo di sicura soddisfazione del credito in
caso di inadempimento. Sono diritti reali su cosa altrui opponibili a terzi. Hanno diritto di
seguito, seguono il bene anche se viene alienato. Attribuiscono al creditore causa di
prelazione, possono soddisfarsi sul bene prima dei creditori chirografari.
Sono pegno e ipoteca
Divieto di patto commissorio: è vietato il patto che comporta che in caso di
inadempimento il beneficiario del diritto reale di garanzia diventi proprietario del bene
dato in pegno / ipoteca. In caso di inadempimento si vende il bene all‟asta e col ricavato
si soddisfa il creditore.
Il pegno
Ha per oggetto beni mobili, universalità di mobili e crediti. È una garanzia specifica su un
dato bene: tale bene è vincolato a garanzia di un credito. Il bene resta di proprietà di chi lo
da a pegno e ipoteca e può essere alienato: tuttavia resta gravato da tale diritto di
garanzia fino all‟estinzione dell‟obblugazione e il creditore pignoratizio/ipotecario può
procedere ad esecuzione forzata anche nei confronti del terzo acquirente e ha diritto di
soddisfarsi sul prezzo realizzato dalla vendita del bene prima di altri creditori.
Il pegno si costituisce per contratto scritto.
È un contratto reale perchè si perfeziona solo con la consegna del bene al creditore
pignoratizio; questo perchè non esiste una forma di pubblicità per i beni mobili che renda il
pegno opponibile a terzi. Se il debitore paga il creditore deve restituirgli il bene. Se non
paga può far vendere la cosa da un apposito proprietario o chiedere al giudice (che
accerterà che la cosa non superi il valore del credito) di assegnargliela in proprietà.
Il creditore pignoratizio può soddisfarsi sul bene far suoi i frutti del bene.
In caso di pegno di crediti il creditore pignoratizio può risquotere il credito e trattenere la
somma che lo soddisfa, versando l‟eventuale eccedenza al debitore: corrisponde a un
mandato a risquotere.
Il pegno è irregolare quando la cosa data in pegno è denaro o un altra quantità di beni
fungibili non individuati o il creditore può disporre del bene dato in pegno. In questo caso le
cose date in pegno diventano di proprietà del creditore che dovrà restituire l‟equivalente
quando il debitore adempierà
Ipoteca
Ha per oggetto beni immobili o mobili registrati.
Si costituisce con l‟iscrizione nei pubblici registri di tale diritto (pubblicità costitutiva). Solo
con l‟iscrizione diventa efficace e opponibile a terzi. Per l‟iscrizione ocorre un titolo idoneo
(contratto, atto unilaterale, sentenza). Distinguamo tre tipi di ipoteca a seconda dei diversi
titoli idonei alla trascrizione che la originano:
 Ipoteca volontaria: costituita per volontà delle parti su contratto o altro atto idoneo,
redatti in forma scritta
 Ipoteca legale: nei casi espressamente previsti dalla legge si iscrive ipoteca anche
contro la volontà del debitore. Un esempio è la vendita di immobile con
pagamento del prezzo in un secondo momento: l‟ipoteca sul bene alienato
garantisce il pagamento del prezzo
 Ipoteca giudiziale: costituita per effetto di una sentenza di condanna al pagamento
di una certa somma di denaro o all‟adempimento di un altra obbligazione o al
risarcimento del danno.
N.B. L‟ipoteca non esiste finchè non viene trascritta. L‟iscrizione conserva i suoi effetti
per 20 anni, trascorsi i quali se non viene rinnovata di estingue.
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Su un bene, se il suo valore lo consente, possono essere iscritte più di un ipoteca: l‟ipoteca
trascritta per prima avrà precedenza sulla seconda e così via
Alienazione del bene ipotecato  chi compra il bene ipotecato acquista un bene gravato
da ipoteca (diritto di seguito). Se il credito garantito da ipoteca non viene pagato il
creditore può promuovere la vendita forzata nei confronti del terzo acquirente. Può evitare
questo rischio con le seguenti procedure
 Paga i creditori ipotecari: conviene se valore del bene – prezzo d‟acquisto > debito
 Libera il bene dall‟ipoteca offrendo ai creditori una somma pari al valore d‟acquisto
del bene: se nessuno dei creditori si offre di acquistare il bene a un prezzo superiore
di almeno 1/10 della somma, il terzo acquirente è liberato pagando ai creditori il
valore d‟acquisto del bene
Acquisto di un immobile gravato da mutuo ipotecario  Due ipotesi:
 L‟acquirente si accolla il mutuo sostituendosi al venditore nel contratto di mutuo
e continua a pagare le rate e acquista l‟immobile gravato da ipoteca sul suo
debito. Versa al venditore la parte del valore dell‟immobile già pagato.
 Al momento del contratto preliminare versa come acconto la somma
necessaria ad estinguere il mutuo. Al momento del definitivo versa la restante
somma e acquista la proprietà di un bene libero da ipoteca
LE GARANZIE PERSONALI: una persona garantisce, col proprio patrimonio, l‟adempimento di
una o più obbligazioni altrui. Non è una causa di prelazione, ma una tutela personale
aggiuntiva: al patrimonio del debitore si aggiunge il patrimonio del concedente della garanzia
su cui il creditore può soddisfare il suo credito.
La fideiussione è un contratto con il quale una persona, detta fideiussore, garantisce
l‟adempimento di un obbligazione altrui obbligandosi personalmente col creditore.
 responsabilità solidale: il creditore può esigere a suo piacimento il pagamento dal suo
debitore o dal fideiussore, senza per forza doversi prima rivolgere al debitore. Se il creditore si
soddisfa sul fideiussore, quest‟ultimo potrà poi esercitare azione di regresso nei confronti del
debitore
Fideiussione omnibus  il fideiussore garantisce tutte le obbligazioni assunte da un debitore nei
confronti del creditore (di solito rispettivamente cliente e banca). E‟ valida solo se si fissa un
tetto massimo all‟importo garantito.
La fideiussione è un obbligazione accessoria rispetto all‟obbligazione garantita: la causa della
fideiussione è il debito altrui. Se questo debito non è valido viene a meno la causa della
fideiussione quindi la fideiussione stessa. Se il debitore paga la fideiussione è estinta (salvo
fideiussione omnibus)
MEZZI A TUTELA DELLA GARANZIA DEL CREDITO
 garanzia del credito è il patrimonio del debitore su cui il creditore potrà soddisfarsi in caso di
inadempimento
L‟onere della prova per queste azioni è a carico del creditore
Azione surrogatoria  contro l‟inerzia del debitore
Se il debitore trascura di esercitare i propri diritti (risquotere un certo credito, rivendicare la
proprietà, ecc) ledendo così la garanzia patrimoniale dei propri creditori (che non troveranno nel
patrimonio del creditore il bene non rivendicato o il denaro del credito non riscosso) si può aprire
l‟azione surrogatoria (requisiti: inerzia del debitore + pregiudizio che tale atto crea ai creditori).
Ciascun creditore può surrogarsi al debitore per assicurare che siano soddisfatte/conservate
integre le sue ragioni, esercitare i diritti e le azioni spettanti al debitore (escluse quelle strettamente
personali).
Tale azione determina beneficio per tutti i creditori perchè una volta che il patrimonio del debitore
è accresciuto dall‟azione ciasciun creditore può concorrere su esso secondo le regole generali.
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Azione revocatoria  reintregro della garanzia patrimoniale
E‟ uno strumento di reintegrazione della garanzia patrimoniale attuabile qualora il debitore compia
atti di disposizione del suo patrimonio che rechino pregiudizio alle ragioni del creditore. Il creditore
chiede, con l‟azione revocatoria, che l‟atto di disposizione a lui pregiudizievole sia revocato,
ovvero dichiarato inefficace nei suoi confronti (inefficacia relativa, vale solo nei confronti di chi ha
agito). Il creditore deve provare
1. Il fatto oggettivo del pregiudizio, ossia il fatto che l‟atto ha causato l‟impossibilità per lui di
soddisfarsi sul restante patrimonio del debitore
2. La malafede del debitore (e del terzo acquirente per atti a titolo oneroso): entrambi
devono essere a conoscenza del pregiudizio arrecato
3. In caso di un atto compiuto prima del sorgere del credito si deve dimostrare anche la
dolosa preordinazione da parte del debitore (e del terzo acquirente se è a titolo oneroso)
Tra gli atti suscettibili di revoca rientra anche il pagamento di debiti non scaduti, ma non quello di
debiti scaduti perchè esso è un fatto dovuto
Effetto dell‟azione non è il rietro del bene nel patrimonio ma la possibilità per il creditore che ha
promosso l‟azione di soddisfarsi con la sua azione esecutiva anche su quel bene. Ciò che residua
dell‟eventuale esecuzione forzata spetta al terzo. Giova solo a chi ha promosso l‟azione.
sequestro  azione preventiva
impedisce atti di disposizione della cosa data a garanzia
La successione nel credito e nel debito
Anche i crediti, al pari dei beni possono circolare, ovvero passare da un soggetto all‟altro.
Cessione del credito: il creditore cede ad altri, a titolo oneroso o gratuito (Può essere oggetto di
diversi tipi di contratti traslativi), il proprio diritto di credito. Non è necessario il consenso del debitore
(per lui è indifferente a favore di chi adempiere). Non sono cedibili i crediti di natura strettamente
personale
Creditore originario (cedente)
cessione
Va notificata al debitore
nuovo creditore (cessionario)
Se lo stesso credito viene ceduto a più soggetti prevale la cessione notificata per prima
Se il creditore cessionario non riceve il pagamento può rivalersi sul cedente?
Il cedente risponde sempre in caso di cessione di credito inesistente.
Negli altri casi dipende se la cessione avviene PRO SOLVENTE (risponde di inadempimento del
debitore. Si pone sulla cessione la clausola “salvo buon fine”) o PRO SOLUTO (non risponde se il
debitore è inadempiente  è la prassi)
E‟ una cessione a titolo derivativo: è retta dal principio per il quale l‟avente causa non può
acquistare diritti più estesi del dante causa. Il cessionario è esposto alle stesse eccezioni che il
debitore poteva sollevare al cedente. Per ovviare a questo fatto che rendeva più insicura la
cessione del credito sono stati elaborati i titoli di credito che mettono il credito al riparo da
eccezioni riconducibili al rapporto originario.
Factoring  è un contratto mediante il quale un‟impresa cede in blocco i suoi crediti a un
intermediario che si occupa della riscossione. Questo contratto permette all‟impresa di godere di 3
vantaggi:
1. Esternalizzare il settore che si occupa della gestione crediti
2. Finanziamento: ottengo un anticipo sui crediti
3. In caso di cessione a pro soluto l‟impresa trasferisce il rischio di inadempimento
all‟intermediario
La cessione è regolata da proprie regole.
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Successione nel debito: in questo caso è sempre necessario l‟assenso del creditore perchè
l‟identità del debitore non è irrilevante considerando la responsabilità patrimoniale in caso di
inadempimento. Il creditore deve valutare le garanzie del debitore.
Esistono 3 modi
 Accollo: il nuovo debitore si sostituisce nel rapporto obbligatorio
E‟ un accordo tra il debitore cedente e il nuovo debitore. Serve l‟approvazione del
creditore. spetta sempre a lui decidere se ritenerlo liberatorio (il vecchio debitore non
risponde più) o no (entrambi i debitori sono responsabili solidarmente)
 Espromissione: un terzo si assume un debito altrui accordandosi col creditore
Il creditore decide se ritenere l‟accordo liberatorio o no per il vecchio debitore.
Ad esempio un padre che vuole levare dai pasticci un figlio indebitato può pagare i debiti
del figlio a scadenza (pagamento del terzo) o assumersi il debito (espromissione)
 Delegazione: convolge 3 soggetti legati tra loro da rapporti di debito/credito
Delegato B
Rapporto di provvista
Ha un credito con B
ha un debito nei confronti di A. Gli
viene assegnato un nuovo creditore C
Il debitore delegante A assegna al suo creditore
delegatario C un nuovo debitore delegato B
che è a sua volta suo debitore. B è obbligato nei
confronti di C. Un unico pagamento di B a C
estingue due distinti rapporti obbligatori.
delegante A
è contemporaneamente
debitore e creditore
Delegatario C
Rapporto di valuta
Ha un debito con C
ha un credito nei confronti di A. Gli
viene assegnato un nuovo debitore B.
Serve la sua accettazione per liberare
A dall‟obbligazione (altrimenti
risponde solidarmente)
La delegazione può essere
o
o


Di pagamento: il delegato è invitato a pagare il debito del delegante, estinguendo
il rapporto tra A e C. Il delegato non è tenuto ad accettare. Questa delegazione è
alla base dell‟ossigeno
Di debito: è il caso espresso dallo schema sopra. In questo caso B si obbliga nei
confronti di C: non c‟è pagamento immediato ma assunzione di un debito. C‟è una
sostituzione di soggetto passivo nell‟obbligazione di pagare. Se C è d‟accordo A è
liberato altrimenti il delegante risponde solidarmente a B
Liberatoria/privativa: il creditore dichiara espressamente di liberare il debitore
originario. C‟è novazione soggettiva, un‟obbligazione si estingue mediante la
costituzione di un‟altra obbligazione avente un diverso soggetto come debitore.
Cumulatoria/cumulativa: se il delegato non adempie il creditore può rivalersi sul
delegante.
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 Causale/titolata: il delegato obbligandosi verso il delegatario menziona il rapporto
di provvista che lo lega al delegante o il rapporto di valuta tra delegante e
delegatario o entrambi
 Astratta/pura: nessuno dei due rapporti è menzionato in conseguenza il delegato
non può rifiutarsi di pagare eccependo al delegatario le eccezioni basate sul
rapporto di provvista o sul rapporto di valuta. Se la delegazione è astratta il
delegato non può sollevare eccezioni circa la mancanza di uno dei due rapporti,
deve comunque pagare a meno che non manchino entrambi
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Parte 4: i contratti, le vicende del contratto, tipi di contratto
Il contratto è l‟accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere fra loro un
rapporto giuridico patrimoniale
Art. 1321
Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico
patrimoniale.
Funzioni del contratto:
 Modo d‟acquisto dei diritti reali a titolo derivativo
 Fonte delle obbligazioni
 Trasferimento dei diritti di credito
Il rapporto giuridico che il contratto costituisce, regola, estingue è patrimoniale: ha per ogggetto
cose o prestazioni personali suscettibili di valutazione economica. Questo requisito è soddisfatto sia
da beni sia da prestazioni oggetto dell‟obbligazione. Gli accordi privi di contenuto patrimoniale
non sono contratti.
Ciò che costituisce, regola, estingue un rapporto patrimoniale è l‟accordo delle parti, ossia la loro
concorde volontà.
I rapporti patrimoniali possono essere costituiti in molteplici modi. Fra i tanti atti o fatti costitutivi di
rapporti patrimoniali il contratto si segnala per il ruolo che con esso svolge la volontà dell‟uomo: gli
effetti giuridici sono prodotti dalla volontà. L‟importanza del contratto è data dalla signoria della
volontà: la legge riconosce ai privati un ampio potere di provvedere a costituire, regolare,
estinguere.
Per definire il ruolo della volontà dei privati si parla di AUTONOMIA CONTRATTUALE.
Essa si manifesta su un duplice aspetto
1. Libertà/autonomia contrattuale significa che nessuno può essere spogliato dei propri beni o
essere costretto ad eseguire prestazioni a favore di un altro contro o indipendentemente
dalla propria volontà. Ciascuno in linea di principio non obbedisce che alla propria
volontà: non può essere vincolato, se la legge non lo consente, dalla volontà altrui.
Il contratto vincola solo chi ha partecipato all‟accordo e ha espresso il suo consenso (salvo
casi previsti dalla legge in cui vincola il terzo)
2. Libertà/autonomia contrattuale significa che i privati possono, con un proprio atto di
volontà, costituire, modificare estinguere rapporti patrimoniali
Questo aspetto si manifesta in 3 forme:
a) Libertà di scelta tra i diversi tipi contrattuali previsti dalla legge, a seconda degli
scopi prefissati.
b) Libertà di concluderecontratti atipici o innominati, non corrispondenti ai tipi previsti
per la legge. (esempi di contratti atipici: leasing, franchising, factoring). Solo se sono
diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l‟ordinamento giuridico
c) Libertà di determinare, entro i limiti posti dalla legge, il contenuto del contratto
Contenuto del contratto = Regolamento contrattuale
Consiste nell‟insieme degli impegni e degli effetti legali del contratto
La principale fonte dell‟autonomia contrattuale è l‟autonomia privata: ciascuna determinazione
delle parti è detta clausola o patto. Il contratto è composto da una pluralità di clausole numerate
in modo progressivo.
Le parti determinano il contenuto del contratto entro i limiti previsti dalla legge. La determinazione
del contenuto non dipende solo dalle parti.
Ci sono fonti esterne di integrazione:
 La legge: ci sono norme dispositive che intervengono quando le parti non decidono
diversamente e norme imperative non derogabili dalla volontà delle parti
 Usi contrattuali: valgono in mancanza della volontà espressa e norme di legge
 Il giudice: giudizio equitativo (valutazione di fatto effettuata dal giudice, correzione di una
decisione delle parti), fissare i termini, misura del corrispettivo.
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Il contratto può essere
 Bilaterale: due parti, devono essere necessariamente due
 Plurilaterale: più parti, possono essere più di due
Parte = centro di interesse
Non coincide col concetto di
persona, una parte può essere
formata da più persone
Dai contratti si distinguono gli atti unilaterali
Essi consistono in una dichiarazione di volontà di una sola parte, produttiva (nei casi previsti dalla
legge) di effetti giuridici. Sono previsti dalla legge e hanno una disciplina particolare.
Esempi:
 Procura
La procura, nell'ordinamento civile italiano, è l'atto giuridico, rivolto ai terzi, con cui un
soggetto (detto rappresentato) conferisce il potere di compiere atti giuridici in suo nome e
nel suo interesse ad un altro soggetto (detto rappresentante); gli effetti di questi atti giuridici
saranno direttamente imputati al rappresentato stesso
 Promesse unilaterali
È un atto unilaterale tra vivi a contenuto patrimoniale. Tali atti possono essere produttivi di
effetti obbligatori. Un soggetto detto promittente è obbligato ad eseguire una data
prestazione per il solo fatto di averla promessa indipendentemente dall‟accettazione del
soggetto a favore del quale la prestazione deve essere eseguita. Producono effetti nei casi
previsti dalla legge di
o Promessa di pagamento e ricognizione di debito
Sono dichiarazioni unilaterali astratte dalle quali non emerge
la causa in forza delle quali si promette il pagamento o si
riconosce il debito. Dispensa il beneficiario della dichiarazione
dell‟onere di provare il rapporto fondamentale, la causa
dell‟obbligazione riconosciuta dall‟atto.
o Promessa al pubblico
Chi rivolgendosi al pubblico promette una prestazione a chi si
trovi in una data situazione o compie una data azione. Il
promittente è vincolato ad adempiere la sua promessa non
appena questa è resa pubblica
o Titoli di credito
Classificazione dei contratti
 Contratti di scambio / con comunione di scopo
 Contratti onerosi / gratuiti
 A prestazioni corrispettive / a prestazione di una sola parte
 Aleatori/ cumulativi
I requisiti / elementi del contratto
Sono 4 elementi essenziali la cui mancanza rende il contratto nullo
Accordo delle parti
È‟ l‟incontro delle manifestazioni di volontà delle parti.
Il contratto è concluso, si perfeziona con l‟accordo delle parti.
Il contratto può perfezionarsi in modo espresso (dichiarazione conforme delle parti) o tacito (la
volontà di una delle parti si desume dal suo comportamento concludente).
L‟accordo si può formare in modo simultaneo (niente da dire, si perfeziona il contratto
immediatamente) o per fasi successive: in questo caso le dichiarazioni prendono il nome di
proposta (dichiarazione di volontà di chi assume l‟iniziativa del contratto) e accettazione
(dichiarazione di volontà del destinatario della proposta). Il destinatario della proposta può
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accettare, rifiutare, non rispondere o fare una controproposta. L‟accettazione vale come tale (e
non assume quindi il significato di controproposta) se è conforme alla proposta (non contiene
elementi diversi). Il contratto si considera concluso quando la parte che ha fatto la proposta riceve
notizia dell‟accettazione della controparte.
Fino al momento in cui il contratto non è concluso, proposta e accetazione possono essere
revocate. (l‟accettazione è revocabile purchè la revoca venga a conoscenza).
In caso di proposta, accettazione, revoca si parla di conoscenza presunta: si presumono note
quando la comunicazione giunge all‟indirizzo del destinatario.
La proposta può essere rivolta al destinatario o assumere la forma di offerta al pubblico.
Si considera offerta al pubblico una proposta rivolta al pubblico contenente tutti gli elementi di
una proposta vera e propria (prezzo, informazioni, ecc). Chiunque può esprimere la sua
accettazione alla proposta con l‟effetto di perfezionare il contratto quando questa venga a
conoscenza del proponente. L‟offerta al pubblico non è la stessa cosa dell‟invito a proporre:
l‟annuncio al pubblico non contiene tutti gli elementi necessari ed è un invito a intavolare le
trattative per contrarre (è l‟esempio della merce esposta in vetrina). L‟invito a proporre non vincola
l‟aspirante venditore a differenza dell‟offerta al pubblico la cui accettazione perfeziona il
contratto.
La proposta può essere dichiarata ferma/irrevocabile per un dato tempo: il destinatario può
accettarla come non accettarla ma in questo lasso di tempo il proponente non può revocare la
proposta (fino alla scadenza del termine).
Patto d‟opzione: una parte si vincola verso l‟altra a mantennere una certa proposta. La
controparte ne prende atto riservandosi l‟opzione di accettare. E‟ irrevocabile e il diritto d‟opzione
può essere ceduto.
Patto di prelazione: patto costitutivo del diritto ad essere preferiti ad altri nella conclusione del
contratto; qualora la parte vincolata decidesse di contrattare, deve dare la precedenza al
beneficiario del patto di prelazione. Può essere
 Prelazione volontaria: è un impegno a contrattare, asssimilabile al contratto preliminare.
Presenta due problematiche:
 serve comunque l‟assenso di entrambi per perfezionare il contratto
 se il venditore vende il bene a un terzo senza interpellare il beneficiario del
patto, per il principio della relatività del credito non è opponibile al terzo
acquirente. Il danneggiato può solo ottenere risarcimento dal debitore
 prelazione legale: nei casi previsti dalla legge. In questo caso il patto è opponibile al terzo
(il beneficiario può rivalersi sul terzo acquirente)
limiti all‟autonomia contrattuale
sono imposti per effetto delle caratteristiche della moderna società industriale basata su
produzione in serie in larga scala ed esigenze di governo pubblico dell‟economia.
♣ Contratto in serie/ standard/ per adesione/ di massa: il contenuto del contratto è in tutto
predeterminato da una delle parti e l‟altra non può trattare, può solo concludere il
contratto così. Questa fattispecie risponde all‟esigenza di regolare in modo uniforme i
rapporti contrattuale coi molteplici consumatori e gli addetti alla distribuzione. Le condizioni
generali fissate nel contratto sono efficaci nei confronti della controparte se al momento
del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando la normale
diligenza (la mera conoscibilità sostituisce la conoscenza effettiva). Il consumatore è il
contraente debole per cui la legge impone a sua tutela alcune norme.
o Le clausole vessatorie, ovvero che stabiliscono a favore di chi le ha disposte
limitazioni della responsabilità, possibilità di recesso, sospendono l‟esecuzione,
sanciscono a carico del contraente decadenze, limitazioni, restrizioni dells libertà
contrattuale verso i terzi, devono, secondo la normativa del codice civile, essere
specificatamente approvate per scritto.
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La disciplina dei contratti col consumatore nel codice del consumo
Il codice del consumo regola il contratto che intercorre tra un professionista (persona fisica/
giuridica, privata/pubblica che nell‟ambito della sua attività imprenditoriale o professionale
conclude contratti aventi per oggetto la cessione di beni da lui prodotti o la prestazione di
servizi nell‟ambito della sia attività economica) e un consumatore ( persona fisica che si
procura per contratto i beni o i servizi per utilizzarli a fini personali estranei alla sua attività
professionale o imprenditoriale).
L‟imposizione da parte del professionista, di condizioni che provochino squilibri tra diritti e
obblighi derivanti dal contratto è violazione del dovere di buona fede.
Come già detto la clausola vessatoria è una clausola contrattuale che provoca uno
squilibrio significativo di diritti e obblighi derivanti dal contratto (non di tipo economico su
quantità qualità e prezzi). Il codice elenca 20 cause che si presumono vessatorie fino a
prova contraria. La categoria è aperta, l‟elenco individua quelle per cui vale la presunzione
di vessatorietà. Le conseguenze per le clausole vessatorie sono diverse
a) In caso di Clausole che escludono/limitano la responsabilità del professionista in
caso di morte, danno al consumatore, che escludono/limitano la possibilità di
azione in caso di inadempimento, prevedere l‟adesione a clausole che il
consumatore non ha potuto conoscere prima della conclusione
 le clausole sono nulle
b) Per tutte le altre clausole
 nulle solo se unilateralmente predisposte dal professionista al di fuori di una
trattativa individuale del consumatore
La nullità è relativa (opera solo a vantaggio del consumatore) e parziale (è nulla solo la
clausola, non il contratto).
Ma quindi una clausola vessatoria è nulla come prescritto in questa normativa o deve
essere approvata per iscritto come prescrive l‟articolo 1341?
L‟articolo prescrive una disciplina definendo diversamente la controparte del professionista
(può nche essere una persona giuridica) e riguarda solo le condizioni predisposte
unilateralmente, senza specificare le clausole: quando non si applica il Codice del
Consumo perchè il soggetto non rientra nelle definizione di consumatore si applica la
normativa dell‟articolo 1341 cc.
A proposito di contratti coi consumatori occorre ricordare anche che specifiche disposizioni
in termini di recesso si applicano per locali stipulati fuori dai locali commerciali (10 giorni per
il recesso).
♣
Determinazione dei prezzi: riguarda i beni di largo consumo e delle tariffe di determinati
servizi pubblici. Tali disposizioni sono imposte dalla pubblica autorità e valgono anche in
sostituzione di clausole difformi poste dalle parti. Se la clausola è contraria a una norma
imperativa di legge (non derogabile dalla volontà delle parti) è nulla e sostituita con norme
di legge.
La forma
Vale il principio generale della LIBERTÀ DELLE FORME salvo disposizioni di legge.
FORME OBBLIGATORIE PER LA VALIDITÀ DEL CONTRATTO (se non vengono rispettate il contratto è nullo):
♠ Forma scritta per tutti gli atti traslativi della proprietà di immobili, costituiscono,
modificano, estinguono diritti reali minori e locazioni ultranovennali
♠ Atti specificatamente indicati all‟articolo 1350 come contratti con la P.A.
♠ Atto pubblico per donazioni e contratto di società per azioni e srl
Perchè? Controllo, efficacia probatoria, trascrizione nei registri, trasparenza a tutela del
consumatore
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TIPOLOGIE DI FORME SCRITTE E EFFICACIA PROBATORIA
♥
♥
♥
Scrittura privata: redatta e sottoscritta dalle parti. Ha efficacia probatoria salvo che la parte
non disconosca la firma costringendo a fare le dovute perizie caligrafiche per valutare la
validità della firma
Scrittura privata autenticata: è redatta dalle parti e sottoscritta di fronte a un notaio o ad
un altro ufficiale autorizzato a attestare l‟autenticità delle firme. Ha una maggiore efficacia
probatoria perchè si può opporsi solo provando che il notaio ha attestato il falso
Atto pubblico: redatto dal notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato il quale attesta
le volontà dichiarate in sua presenza dalle parti. Il suo contenuto si considera autentico
dato che le dichiarazioni sono state rese di fronte al notaio.
FORMA PER
♦
♦
♦
La validità: se non è rispettata il contratto è nullo (v. Sopra).
Per la prova: è richiesta per la prova della sua esistenza in diritto. Se non è rispettata il
contratto è valido ma la sua esistenza è di ardua prova in giudizio: potrà infatti essere
provato solo per giuramento o confessione (no testimoni e presunzioni). E‟ il caso di
contratto di assicurazione, patto di non concorrenza e contratto di transazione
(quest‟ultimo contratto risolve e previene le controversie).
Per la trascrizione: specifica forma per la trascrizione nei pubblici registri (ad esempio per
l‟iscrizione nei registri immobiliari è richiesto l‟atto pubblico: la trascrizione rende l‟atto
opponibile ai terzi, è pubblicità dichiarativa)
La causa
La causa è la FUNZIONE ECONOMICO-SOCIALE dell‟atto di volontà, è la giustificazione dell‟autonomia
privata. Il contratto è valido solo se ha una causa, una ragione oggettiva che motiva gli effetti del
contratto sulla sfera giuridica degli interessati.
Ad esempio la causa della vendita è la transazione della proprietà contro il pagamento di un
prezzo: il trasferimento giustifica il pagamento del prezzo e il prezzo giustifica il trasferimento
(contratto di scambio). Non tutti i contratti sono di scambio o a titolo oneroso: esistono prestazioni
a titolo gratuito come l‟obbligazione originata dal contratto di donazione. In questo caso la causa
è lo spirito di liberalità del soggetto che decide di arrichire l‟altra parte per generosità, affetto,
riconoscenza, altri motivi personali.
MANCANZA DI CAUSA = NULLITÀ DEL CONTRATTO
 I contratti tipici regolano una determinata operazione economica. E‟ importante capire a
quale tipologia ricondurre il contratto per applicare il regolamento contrattuale previsto
specificatamente per quel tipo di contratto. Hanno sempre una causa tipica (astratta): non
bisogna accertare la ricorrenza di una funzione economico-sociale.
La causa concreta può però non esistere: chi acquista una cosa già di sua proprietà,
fideiussione su un debito inesistente, nullità del contratto di assicurazione per insesistenza del
debito garantito.
 nullità per mancanza della causa concreta

I contratti atipici non hanno una causa tipica: il giudice dovrà accertare che siano diretti a
realizzare interessi meritevoli di tutela. Si accerta che la causa sia lecita e meritevole di
tutela. Il giudice valuta secondo i principi generali dell‟ordinamento giuridico applicando le
norme che regolano casi simili e materie analoghe.
Esempio: contratto che trasferisce la proprietà di un bene di ingente valore senza alcun
corrispettivo a un estraneo (tra i due contrenti intercorrono solo rapporti commerciali, non
ci sono ragionevoli motivi per ricondurre il contratto alla fattispecie della donazione). Non
c‟è ragione a dare il consenso a un contratto del genere, si suppone che colui che
trasferisce il bene subisca la prepotenza altrui.
 nullità per mancanza della causa astratta: interessi illeciti e/o meritevoli di tutela
La giurisprudenza esige l‟enunciazione esplicita della causa:la funzione economico-sociale non
può essere dimostrata con elementi estranei al contratto. Ad esempio l‟atto traslativo di diritti senza
corrispettivo è nullo se non si esplicita la causa donandi.
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Un contratto atipico può essere la combinazione di più contratti tipici e avere una causa mista.
Distinguiamo tra
 Contratto a causa mista: c‟è unità di causa, due o più cause tipiche si combinano per dar
vita a una causa atipica
 Contratti collegati: c‟è una pluralità di cause, ogni contratto collegato conserva la propria
causa anche se mirano tutti ad attuare un unitaria e complessa operazione economica. Le
vicende che investono un contratto possono riperquotersi sull‟altro.
Astrazione della causa: i contratti astratti sono innammissibili
La promessa di pagamento e la ricognizione del debito sono atti unilaterali astratti, da cui non
emerge la causa in forza della quale si promette il pagamento o si riconosce il debito. Hanno un
valore limitato, dispensano i beneficiari della dichiarazione dall‟onere di provare il rapporto
fondamentale da cui è sorta l‟obbligazione  Astrazione processuale della causa: il debitore deve
provare l‟inesistenza del titolo costitutivo del debito.
Contratto di accertamento: ha un valore analogo alla ricognizione del debito. Le parti non
dispongono l‟uno in favore dell‟altra dei propri diritti, ma mirano a eliminare l‟incertezza relativa a
situazioni giuridiche fra esse ricorrenti.
Diversi dalla causa sono i MOTIVI del contratto, ovvero le ragioni soggettive che inducono le
parti a contrattare. La causa è una funzione oggettiva, univoca per entrambi i contraenti mentre i
motiovi possono divergere.
I motivi sono giuridicamente irrilevanti di norma. Causano nullità quando sono illeciti, determinanti
per il contratto e condivisi da entrambi i contraenti o c‟è un errore di diritto sui motivi.
L‟oggetto
Non bisogna confondere il contenuto del contratto con l‟oggetto del contratto.
♣ Contenuto del contratto: il regolamento contrattuale, insieme delle clausole volute dalle
parti (contenuto pattizzio) o inserite per forza di legge (contenuto legale)
(vedi parte sul regolamento contrattuale)
♣
Oggetto del contratto è il diritto che il contratto trasferisce da una parte all‟altra oppure la
prestazione che una parte si obbliga ad eseguire a favore dell‟altra. Il contratto può avere
più oggetti: nella vendita sono oggetti sia il passaggio di proprietà sia l‟obbligazione al
pagamento del prezzo.
L‟oggetto deve essere, perchè il contratto non sia nullo
♠ Possibile: deve essere materialmente possibile. La cosa oggetto di diritti deve esistere, la
prestazione deve essere eseguibile. L‟oggetto deve essere giuridicamente possibile, non
può essere un bene che non è tale in senso giuridico, che non può essere oggetto di diritti.
Anche i beni inalienabili o fuori commercio sono oggetti giuridicamente impossibili.Una
cosa attualmente inesistente può essere oggetto di contratto se è suscettibile di venire ad
esistenza: Cose future possono essere vendute, e il passaggio di proprietà avviene nel
momento in cui la cosa sarà venduta
♠ Lecito: l‟ggetto è illecito quando la cosa dedotta in contratto è prodotto o strumento di
attività contrarie a norme imperative, all‟ordine pubblico, al buon costume o è un‟attività
vietata.
♠ Determinato: la vendita che non contiene elementi idonei a individuare l‟oggetto della
tansazione è nulla. L‟oggetto può essere al massimo determinabile in base ai criteri
enunciati nel contratto stesso o altrimenti ricavabili.
Esempio: l‟arbitrariamento
Un terzo viene incaricato di determinare l‟oggetto con equo apprezzamento (metodo
impugnabile, da adito a controversie: se la determinazione è dichiarata iniqua o erronea lo
stesso giudice provvede a determinare l‟oggetto secondo equità) o col mero arbitrio (la
determinazione non è impugnabile salvo per malafede del terzo)
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Conclusione del contratto, trattative precontrattuali, contratto preliminare
Schema base di conclusione del contratto: proposta e accettazione
Altri casi
 Morte/impossibilità sopravvenuta
 Su richiesta si può considerare il contratto concluso al momento in cui inizia l‟esecuzione
 Contratti con obbligazioni solo per il proponente: conclusione con proposta non rifiutata
 Contratti standard: conclusi alla firma, no contrattazione
 Contratti ad effetti reali: conclusione alla consegna della cosa
 Adesione a contratti aperti
 Contratti formali: è necessario il rinvio
Trattative precontrattuali
Le parti solo libere di decidere se concludere o no il contratto. Hanno l‟obbligo di comportarsi
secondo buona fede:
♦ Obblighi di informazione durante le trattative
♦ Obblighi di protezione
♦ Divieto di recesso ingiustificato dalla trattative
Le parti hanno il dovere di comportarsi secondo correttezza e lealtà ( buona fede)
Chi, violando il dovere di buona fede nelle trattative reca danno alla controparte è tenuto a
risarcirlo  responsabilità precontrattuale: da fatto illecito
Una specifica ipotesi di responsabilità precontrattuale riguarda il caso che si verifica quando una
parte che conoscendo o potendo conoscere con ordinaria diligenza una causa di nullità del
contratto non ne da notizia alla controparte. Deve risarcire i danni causati alla controparte che ha
confidato nella validità e nell‟efficacia del contratto.
Interesse contrattuale negativo  danno delle occasioni perdute
Diminuizione patrimoniale che il terzo non avrebbe subito e il
vantaggio che egli avrebbe ottenuto se non avesse contrattato
con quel contraente
Nella fase delle trattative possono essere raggiunti interessi di vario tipo






Accordi parziali
Minute
Puntuazioni
Lettere di intenti
Accordi soggetti ad
approvazione della P.A
Programma di contratto
Le parti concordano
alcuni punti del
contatto ma non su
tutti i punti essenziali
(come accade col
contratto preliminare)
Non sono previste le tutele
del 2932 c.c: non è possibili
rivolgersi al giudice o
ottenere una sentenza
produttiva degli effetti del
contratto non concluso.
Contratto preliminare
Le parti si impegnano a concludere un futuro contratto del quale si predetermina il contenuto
essenziale ma desiderano rinviarne gli effetti.
La forma è la stessa del contratto definitivo
Effetti: salvo che il contratto preliminare lo escluda, se una parte non adempie l‟altra parte può
rivolgersi al giudice e ottenere l‟esecuzione forzata dell‟obbligazione di contrarre: il giudice
emeterà una sentenza produttiva degli effetti del contratto non concluso.
Art. 2932. - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto.
Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia
escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso.
Se si tratta di contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata o la costituzione o il
trasferimento di un altro diritto, la domanda non può essere accolta, se la parte che l'ha proposta non esegue la sua
prestazione o non ne fa offerta nei modi di legge, a meno che la prestazione non sia ancora esigibile.
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La figura più diffusa è il preliminare di vendita: non trasferisce la proprietà ma è obbligazione per le
parti rispettivamente di vendere e comprare. Il trasferimento di proprietà avverrà col definitivo
stipulato in adempimento del preliminare.
Trascrizione del preliminare:
♦ Effetto prenotativo: la trascrizione del definitivo o della sentenza prevale sulle trascrizioni e
iscrizioni fatte dopo la trascrizione del preliminare
♦ Credito privilegiato
Rappresentanza
La rappresentanza è un istituto giuridico in forza del quale l‟atto compiuto dal rappresentante
produce effetti nella sfera giuridica del rappresentato.
Il rappresentante partecipa alla conclusione del contratto con una propria dichiarazione di
volontà. Gli effetti giuridici ricadranno sul rappresentato che assume diritti e obbligazioni derivate
dal contratto.
A differenza dell‟ambasciata (l‟interessato decide e il sostituto si limita a trasmettere la volontà
altrui, gli atti fanno capo alla volontà dell‟interessato) nella rappresentanza la volontà fa capo al
rappresentante così come la buona/mala fede e i vizi di volontà. Tuttavia il rappresentato in mala
fede non può giovarsi della buona fede del rappresentante; inoltre il contratto concluso dal
rappresentante non deve essere vietato al rappresentato.
La rappresentanza produce effetti se
1) Il rappresentante ha effettivamente i poteri di rappresentanza (vedi falsus procurator)
2) Il rappresentante agisce in nome del rappresentato (spendita del nome)
3) Il rappresentante agisce per conto del rappresentato
Tipi di rappresentanza
 Legale: deriva dalla legge. È un potere inerente a una qualità del rappresentante, quella di
genitore o tutore del rappresentato (minori, incapaci)
 Organica: degli amministratori degli enti
 Volontaria: è conferita per volontà dell‟interessato
o per mezzo della Procura: atto unilaterale con il quale un soggetto investe un altro
soggetto del potere di rappresentarlo. È un atto non recettizio, rivolto alla generalità
dei terzi, di fronte ai quali il rappresentato legittima il rappresentante ad agire in suo
nome. Può essere speciale e riguardare un singolo affare o generale (relativo a una
serie determinata di affari o a tutti gli affari del rappresentato)
il vincolo tra rappresentato e rappresentante è regolato internamente da un contratto dal quale
nasce l‟obbligazione del rappresentante di agire in nome e per conto del rappresentato: può
essere un contratto di lavoro, di agenzia ,di mandato, ecc
IL CONTRATTO DI MANDATO:
IL MANDATO È UN CONTRATTO CON IL QUALE UN SOGGETTO, IL MANDATARIO, SI OBBLIGA NEI CONFRONTI DI UN ALTRO, IL
MANDANTE A COMPIERE UNO O PIÙ ATTI GIURIDICI PER CONTO DEL MANDANTE.
Quando un soggetto riceve una procura da un altro soggetto questo contratto regola i rapporti tra
rappresentante e rappresentato (mandato con rappresentanza)
Mandato
 con rappresentanza: mandato + procura
il mandatario agisce in nome e per conto del mandante
 senza rappresentanza: il mandatario agisce per conto del mandante ma in proprio nome
il mandatario è obbligato a ritrasferire al mandante, con un nuovo contratto, i nuovi diritti
che ha acquistato al mandante (se non lo fa c‟è esecuzione in forma specifica
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dell‟obbligo di contrarre con sentenza costitutiva più risarcimento per inadempimento del
contratto di mandato; se i diritti sono stati trasferiti a un terzo solo risarcimento).
Il mandatario ha diritto di essere rimborsato dal mandante per quanto, essendosi obbligato
in proprio nome, ha dovuto pagare al terzo contraente.
IL FALSUS PROCURATOR  soggetto che contratta come rappresentante senza averne i poteri o
eccedendo i limiti dei poteri di rappresentanza a lui attribuitogli dal rappresentato
Il falsus rappresentante ha agito in nome altrui. Il contratto non potrà produrre effetti nei confronti
della persona in nome della quale il falso rappresentante ha agito: se il rappresentante non ha i
poteri per per compiere l‟atto, tale atto non produrrà effetti nella sfera giuridica del rappresentato
L‟atto è invalido, inefficace, del tutto improduttivo di effetti.
Se il falso rappresentato è interessato a conservare gli effetto del contratto può farlo con una
dichiarazione di volontà detta ratifica che sana il difetto rappresentativo: la ratifica ha effetti
retroattivi, il contratto diventa efficace dal momento della firma.
Il rischio di imbattersi in un falso rappresentante ricade sul terzo acquirente. Il terzo può rivolgersi al
falso rappresentante e pretendere da questo il risarcimento del danno per interesse negativo,
dovuto per aver confidato nell‟efficacia del contratto senza colpa ovvero senza negligenza da
parte sua (se poteva accorgersi che stava contrattando con un falso rappresentante non ha
diritto al risarcimento). L‟interesse contrattuale negativo è una somma corrispondente alla
diminuizione patrimoniale subita dal terzo e al vantaggio che avrebbe avuto non contrattando col
falso rappresentante (danno delle occasioni perdute).
Il rappresentante apparente è una figura elaborata dalla giurisprudenza. Se il falso rappresentato
ha causato il crearsi di una situazione di fatto che posso far erroneamente credere al terzo in
buona fede di avere a che fare col rappresentante, il terzo è tutelato e la rappresentanza
produce effetti.
Falsus procurator
Atto inefficace
rappresentanza apparente
(colpa del rappresentato + buona fede del terzo)
Risarcimento per il terzo contraente
la rappresentanza produce effetti
conflitto di interessi
il rappresentante deve contrattare nell‟interesse del rappresentato. Non può utilizzare il potere di
rappresentanza per realizzare il proprio interesse. Una situazione di conflitto di interesse si realizza
quando l‟interesse di rappresentante e rappresentato sono in concorrenza tra loro e il
soddisfacimento di uno pregiudica l‟altro interesse.
E‟ annullabile su domanda del solo rappresentato se la condizione è influente sul contenuto del
contratto ed era riconoscibile dal terzo contraente o a lui noto.
Contratto con sè stesso: il rappresentante in conflitto di interessi conclude un contratto con sè
stesso. Il contratto è annullabile su richiesta del rappresentato a meno che il rappresentante non
sia espressamente autorizzato a farlo oppure che il contenuto del contratto sia strutturato in modo
tale da escludere il conflitto di interessi (prezzi fissati, merci a prezzo imposto)
Contratto per persona da nominare: al momento della conclusione una delle parti può riservarsi di
nominare successivamente chi acquisterà i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. La
dichiarazione di nomina ha effetti dal momento della conclusione del contratto. In manca di
nomina il contratto vincola i contraenti originali
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effetti del contratto, termine e condizione
Art. 1372 Efficacia del contratto
Il contratto ha forza di legge tra le parti.
Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce
effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge.
Efficacia = produce l‟effetto di costituire, regolare estinguere un rapporto patrimoniale
Il contratto è un atto formato dall‟accordo delle parti ma può essere visto anche come rapporto
instaurato tra le parti dall‟accordo.
Il contratto concluso ha forza vincolante tra le parti, forza di legge. E‟ si un atto di autonomia
privata che esse possono compiere o non compiere ma, una volta che l‟accordo si è validamente
perfezionato le parti sono tenute ad osservarlo e rispettarlo nello stesso modo in cui sono tenute ad
osservare la legge.
ESECUZIONE
 istantanea : contratti il cui adempimento si esaurisce nel compimento di un solo atto
simultaneo alla conclusione del contratto o senza apprezzabile intervallo di tempo
 differita: se c‟è un termine per l‟adempimento delle obbligazioni sorte col contratto
 continuata/periodica : i contratti vincolano le parti o una di esse a una prestazione
continuativa o che deve essere ripetuta periodicamente nel tempo
IL VINCOLO CONTRATTUALE Può ESSERE ELIMINATO
- per mutuo dissenso: c‟è un nuovo accordo tra le parti diretto ad estinguere il già costituito
rapporto contrattuale. E‟ un nuovo atto di autonomia contrattuale
- recesso unilaterale: solo se previsto dalla legge o pattuito dalle parti. Il recesso unilaterale
non richieder l‟accettazione della controparte, basta che venga portato a sua
conoscenza e produce l‟effetto di sciogliere il vincolo contrattuale.
Nei contatti a esecuzione istantanea o differita la facoltà di recesso può essere esercitata,
salvo patto contrario, prima che l‟esecuzione abbia avuto inizio.
Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica il recesso è possibile anche se è già
iniziata l‟esecuzione e, salvo patto contrario, non ha effetto retroattivo: il contratto
conserva la sua efficacia fino alla data del recesso e le parti possono chiedere la
restitutuzione di quanto già prestato.
Nei contratti plurilaterali il recesso di una parte non comporta scioglimento dell‟intero
contratto se la sua partecipazione non è stata essenziale.
La clausola che riconosce la facoltà di recesso può prevedere un corrispettivo per il
recesso o una caparra penitenziale data come corrispettivo del recesso: il recedente
perde la caparra data e deve il doppio di quella ricevuta
 per cause ammesse dalla legge: nel caso di rapporti a tempo indeterminato, perpetui.
La legge nega, in linea di principio, l‟esistenza di questi contratti ma tali contratti rispondono
anche a interessi generali. Per questo la legge dispone due figure
1) termine massimo di durata: per alcuni contratti a esecuzione continuata e periodica
è considerato un requisito essenziale.
2) Facoltà di recesso: se è ammessa una durata indeterminata c‟è facoltà di recesso
a) Puro e semplice(senza motivazione)
b) Recesso per giusta causa (deve essere motivato)
-
se il contratto presenta dei vizi: ci sono i rimedi contrattuali (v. Dopo)
TERMINE  evento futuro e certo da cui dipende il prodursi effetti del contratto
- iniziale: ritarda l‟efficacia del contratto
- finale: limita nel tempo l‟efficacia del contratto
- minimo: minima durata degli effetti
- massimo di durata
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CONDIZIONE  evento futuro e incerto a cui è subordinata l‟iniziale efficacia del contratto, di una
sua clausola oppure la cessazione degli effetti del contratto o di una sua clausola
-
-
condizione sospensiva: a cui è subordinata l‟iniziale efficacia del contratto o di
una sua clausola
condizione risolutiva: a cui è subordinata a cessazione degli effetti del contratto o
di una sua clausola
condizione causale: l‟evento incerto è indipendente dalla volontà delle parti
condizione potestativa: dipende dal futuro comportamento volontario di una
delle parti
condizione meramente potestativa: il contratto in questo caso è nullo. Tale
condizione dipende dal semplice arbitrio di una delle parti
esempio: ti vendo la casa
se mi trasferisco  valida
se decido di venderla  contratto nullo
condizione illecita: contraria a norme imperative, all‟ordine pubblico, al buon costume.
Il contratto è nullo.
condizione impossibile
 sospensiva: rende il contratto nullo
 risolutiva: si considera come non apposta
condizione legale: quando è la stessa legge a subordinare l‟efficacia del contratto al
verificarsi di un evento futuro e incerto. La condizione legale, a differenza di quella
volontaria, non ha efficacia retroattiva. Non si applica per finzione di avveramento.
La finzione di avveramento avviene quando il soggetto pregiudica il verificarsi della
condizione: si considera la condizione come verificata.
Durante la pendenza della condizione (periodo in cui dura l‟incertezza della condizione) una
parte ha un diritto condizionato e la controparte ha un aspettativa che può difendere con
atti conservativi: in ogni caso tale aspettativa non deve essere pregiudicata.
Gli effetti del contratto nei confronti dei terzi  RELATIVITA‟ DEL CONTRATTO
Il contratto non produce effetti nei confronti dei terzi.
Applicazioni del principio
♠ promessa del fatto al terzo: chi per contratto promette la prestazione di un terzo,
esprime una valida promessa ma obbliga solo sè stesso. Se il terzo rifiuta di compiere il
fatto promesso, il promittente dovrà indennizzare l‟altro
♠ patto di non alienare: è valido solo tra le parti. Se Tizio viola il patto vendendo a Caio, il
beneficiario del patto non può rivendicare la cosa presso Caio, ma può chiedere il
risarcimento a Tizio. Tale patto è valido solo se realizza un apprezzabile interesse delle
parti.
♠ Contratto a favore del terzo: è un eccezione al principio sopra enunciato che si
giustifica per il fatto che il terzo assume obbligazioni ma acquista diritti. Le parti sono lo
stipulante che è colui che contratta in favore del terzo e il promittente. Chi si obbliga
con lo stipulante si obbliga col terzo beneficiario. Non occorre, come il contratto in per
persona da nominare, l‟accettazione del terzo: questi acquista il diritto per effetto della
stipulazione in suo favore. È valido se lo stipulante ha interesse a procurare un beneficio
al terzo.
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contratti ad effetti reali e ad effetti obbligatori
Effetti obbligatori  il contratto è fonte di obbligazioni. Si fa riferimento alle obbligazioni che
derivano dal contratto.
Effetti reali  si fa riferimento agli effetti prodotti direttamente dal contratto al momento stesso
della formazione del contratto
Esempio: il contratto di vendita ha effetti obbligatori (obbligazione di consegnare la cosa e
obbligazione di pagare il prezzo + altre obbligazioni accessorie) e effetti reali (trasferimento della
proprietà.
Contratti ad effetti obbligatori  sono solo fonti di obbligazioni tra le parti
Contratti ad effetti reali oltre a essere fonti di obbligazioni, trasferiscono la proprietà o altri diritti.
Principio consensualistico in materia di contratti ad effetti reali
I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o di altri diritti, il passaggio di tale
diritti avviene al momento del consenso legittimamente manifestato. Si acquisiscono per effetto
del consenso.
Il passaggio di proprietà avviene nel momento in cui il contratto si perfeziona con l‟accordo delle
parti, non alla consegna o al pagamento del prezzo. Perchè operi questo principio occorre che
l‟oggetto del trasferimento sia una cosa determinata. Stabilire quando avviene il passaggio di
proprietà è importante per stabilire in caso di perimento della cosa su chi grava il rischio: infatti il
rischio è del proprietario, e in caso di perimento dopo il passaggio di proprietà il compratore dovrà
comunque versare il prezzo (vedi parte sulle obbligazioni).
In ogni caso quindi il pagamento del prezzo è superfluo agli effetti del trasferimento della proprietà.
A tutela dell‟alienante in caso di vendita di immobili a pagamento posticipato il venditore può
iscrivere ipoteca legale sul bene. La forma di tutela per beni mobili non registrati è la vendita con
riserva della proprietà per il quale il compratore acquista la proprietà della cosa solo col
pagamento dell‟ultima rata del prezzo.
La vendita è quindi di regola un contratto a effetti reali immediati (al momento del consenso).
Esistono casi di vendita obbligatoria in cui il trasferimento della proprietà avviene in un secondo
momento. In questo caso sul venditore incombe l‟obbligazione di far acquistare al compratore la
proprietà. Ha comunque effetti reali ma differiti. I casi di vendita obbligatoria sono:
 Vendita di cose future: la proprietà si trasferisce nel momento in cui la cosa viene ad
esistenza. Può essere
 Vendita della speranza: atto aleatorio, il compratore deve pagare il
prezzo anche se la cosa non verrà ad esistenza.
 Vendita della cosa sperata: atto commutativo, è inefficace se la
cosa non viene ad esistenza
 Vendita di cose determinate solo nel genere: la proprietà passa al momento
dell‟individuazione
 Vendita di cose altrui: è fonte di obbligazione per il venditore di procurarsi la proprietà della
cosa. Il compratore ne diventa proprietario nel momento stesso in cui il venditore acquista
la proprietà. Se il venditore non si prucura la cosa risponde di inadempimento.
 vendita a rate con riserva della proprietà: il compratore acquista la proprietà della cosa
solo col pagamento dell‟ultima rata del prezzo. Al momento della consegna acquista solo
la facoltà di godimento. Il rischio di perimento passa al compratore al momento della
consegna. Se il compratore paga in ritardo il venditore può ottenere la risoluzione della
cosa e la restituzione del bene: dovrà restituire le rate già corrisposte
da non confondere i contratti ad effetti reali e ad effetti obbligatori con
Contratti consensuali  si perfezionano al momento del consenso
Contratti reali si perfezionano alla consegna della cosa oggetto del contratto
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Nel caso di contratti reali l‟accordo delle parti non è sufficiente a perfezionare il contratto, occorre
la consegna oggetto del rapporto contrattuale. Esempi: pegno, comodato, deposito
La consegna ha effetti anche nei contratti consensuali: ad esempio se una parte concede un
diritto di godimento sulla stessa cosa, prevale chi per primo consegue il godimento, per i beni
mobili venduti a più acquirenti prevale chi per primo consegue il possesso, per gli immobili il primo
che trascrive l‟atto.
Inefficacia e invalidità (nullità, annullabilità)
Inefficacia: è inefficace il contratto che non produce gli effetti che normalmente dovrebbe
produrre.
Il contratto invalido è anche normalmente inefficace. Vi sono anche contratti perfettamente validi
ma inefficace.
Può essere
♥ temporanea: contratto sottoposto a termine/condizione
♥ definitivamente inefficace
♣
♣
inefficacia assoluta: sia tra le parti sia verso i terzi
inefficacia relativa: solo nei confronti di determinati terzi (caso della simulazione)
♠
♠
inefficacia originaria: nel caso di condizione sospensiva, falso procurator
inefficacia sopravvenuta: condizione risolutiva, termine finale
inefficacia = non produrre effetti obbligatori
contratto invalido
la sentenza che dichiara la
nullità/annullabilità rende
il contratto improduttivo
di effetti
contratto valido ma inefficace
- termine / condizioni
- contratto simulato
Invalidità: indica la mancanza o il difetto di qualche elemento costitutivo. Un contratto invalido è
Inefficace.
Causa di invalidità: si può dire che il contratto è invalido se contrasta con una norma
imperativa di legge.
NULLITÀ
INVALIDITÀ
Carattere generale, se si viola una
norma imperativa salvo che la
legge non disponga diversamente.
L‟articolo 1418 elenca alcune cause
di nullità come la mancanza
dell‟accordo, della causa
dell‟oggetto della forma (requisiti
essenziali)
Carattere speciale, quando è
espressamente indicata dalla legge
come conseguenza di incapacità
delle parti, vizi del consenso,
conflitto di interessi
rappresentante-rappresentato
per tutti i contratti, più altre
fattispecie specifiche per i singoli
contratti
NULLITÀ: CASI
Art. 1418 Cause di nullità del contratto
Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente.
Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'Art. 1325 (Art. 1325 requisiti del
contratto sono: l'accordo delle parti (1326 e seguenti, 1427), la causa (1343 e seguenti),l'oggetto (1346 e
seguenti), la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità ), l'illiceità della causa
l'illiceità dei motivi nel caso indicato dall'Art. 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'Art. 1346.
Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge.
appunti di diritto privato 2012
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Il contratto è nullo quando contrasta con l‟interesse generale: sono nulli i contratti illeciti o non
correttamente stipulati.
Casi di nullità
1) mancanza di uno degli elementi essenziali indicati nell‟articolo 1325
a. manca l‟accordo: la dichiarazione deve corrispondere alla volontà del dichiarante
 dichiarazione non seria/per scherzo/finzione scenica
 violenza fisica: il fatto dell‟altro contraente o del terzo causa
una dichiarazione non voluta
 dissenso: divergenza tra volontà del dichiarante e
dichiarazione
 mancanza di un minimo di capacità di intendere e volere
 dichiarazione non riferibile a chi ne appare l‟autore (forma
falsa)
b. mancanza di causa
c. oggetto: se è inesistente, impossibile, indeterminato, indeterminabile
d. forma: mancanza di forma richiesta dalla legge per la validità
e. condizione sospensiva impossibile
2) contratto illecito:
Criteri di illeicità
a. contrarietà a norme imperative: l‟atto che, per il risultato che si propone,
lede i valori di pacifica e civile convivenza tra gli uomini, lede la libertà, la
dignità la sicurezza dei singoli. Tale risultato può essere specificatamente
indicato o essere desunto in via interpretativa
b. contrarietà all‟ordine pubblico politico economico e costituzionale: sono
valori desunti implicitamente dall‟ordinamento giuridico
c. contrarietà al buon costume: norme ricavabili implicitamente che
comportano una valutazione di moralità e onestà.
L‟illeicità può essere
 di oggetto: la cosa dedotta in contratto è il prodotto o lo strumento di
attività contrarie a norme imperative, ordine pubblico, buon costume o
quando la prestazione è essa stessa vietata
 di causa: la funzione del contratto è illecita. L‟oggetto può essere lecito, le
due prestazioni in sè, ma può non essere lecito il loro scambio. È illecita
anche per contratti conclusi in frode alla legge per eludere l‟applicazione
della norma imperativa.
 di motivo: deve essere, oltre che illecito, esclusivo e comune alle parti come
causa di nullità. L‟altra parte deve essere partecipe al motivo illecito e
mirare a trarne personale vantaggio dell‟attività.
ANNULLABILITÀ: CASI
Tutela l‟interesse particolare di uno dei contraenti
Cause
1) incapacità del contraente
a. legale: sono legamente incapaci di contrarre coloro che non hanno ancora
acquistato la capacità legale (minori) o coloro che l‟hanno successivamente
perduta (incapacità legale, giudiziale, inabilitazione). Può essere assoluta o parziale
(minore emancipato e inabilitato: possono compiere atti di ordinaria
amministrazione).
 Il contratto è annullabile su richiesta di chi eserciti la potestà sul minore/la
rappresentanza legale dell‟incapace/dal tutore.
N.B. i minori possono concludere contratti validi perchè si ritiene agiscano in nome
dei genitori considerando la loro capacità naturale: se ha 4 anni non sarà valido, se
ne ha 17 si (vedi p 212 – 213 galgano)
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b. naturale: riguarda chi, giuridicamente capace, non è capace di intendere e volere
al momento della conclusione del contratto. Può essere una causa transitoria o
permanente. I requisiti per l‟annullamento in questo caso sono
 prova dell‟incapacità
 in caso di atti unilaterali se essi recano grave pregiudizio all‟incapace
 in caso di contratti e atti plurilarali
♦ grave pregiudizio
♦ malafede dell‟altro contraente:
si protegge l‟affidamento del
terzo in buona fede
N.B se l‟incapacità è stata causata dall‟altro contraente (o causata da un terzo ma
il contraente ne era consapevole) il contratto è nullo non annullabile.
2) vizi della volontà:
la volontà è presente ma il suo processo formativo è stato alterato.
a. errore
 errore motivo/vizio: sorge alla formazione della volontà, prima che questa
venga dichiarata: consiste in una falsa rappresentazione della realtà che
induce il soggetto a dichiarare una volontà che non avrebbe dichiarato.
L‟errore per essere causa di annullabilità deve essere
 Essenziale determinante nel volere. Se il soggetto non fosse
caduto in errore non avrebbe concluso il contratto. Per esserlo
deve ricadere nelle ipotesi previste dalla legge:
- errore sulla natura o sull‟oggetto del contratto (tipo,
cosa/prestazione dedotta in contratto)
- errore sull‟identità dell‟oggetto (qualità, non valore)
- errore sull‟identità o sulle qualità personali dell‟altro
contraente (quando sono essenziali per il consenso)
- errore di diritto provocato dalla mancata conoscenza di
norme di legge/regolamenti: l‟errore di diritto è stato la
ragione unica o principale del contratto (motivi di diritto)
 Riconoscibile dall‟altro contraente  una persona di normale
diligenza, considerate le circostanze, avrebbe potuto rilevarlo. Si
protegge l‟affidamento del contratto. Nella valutazione si
considerano circostanze e qualità dei contraenti nella valutazione

errore ostativo: si manifesta nell‟esternalizzazione della volontà, o è
commesso dall‟ufficio/persona incaricato/a a trasmettere la
dichiarazione. E‟ causa di annullabilità al pari dell‟errore motivo solo se
riconoscibile dall‟altro contraente
b. dolo: è inteso come inganno, raggiro capace di indurre altri in errore. Si ha un caso
di dolo quando il contraente è tratto in errore da raggiri messi in atto dalla
controparte o da un terzo (solo se noto alla parte che ne trae vantaggio causa
annullabilità). Il contratto è annullabile se il dolo è determinante (non avrebbe
contrattato altrimenti). In caso di dolo incidente, che ha causato solo una
contrattazione diversa il contratto è valido e l‟altro contraente dovrà risarcire il
danno subito.
DOLO BONUS: consiste in eccessive vanterie delle qualità del proprio bene o delle
proprie qualità professionali che accompagnano l‟offerta di un bene o di una
prestazione. Dato che una persona di media avvedutezza sa che simili qualità non
corrispondo al vero, il diritto non ritiene il contratto annullabile in questo caso.
Il dolo può essere commissivo(menzogna) o omissivo (reticenza, nascondere o
tacere alcuni fatti).
c. violenza morale, psichica: consiste nell‟estorcere il consenso con la minaccia di un
male futuro che verrà inferto in caso di mancato consenso alla sua persona, ai suoi
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beni o ai suoi familiari. La minaccia costringe una persona a dichiarare la propria
volontà o di soggiogare all‟eventuale male minacciato. Per dar luogo ad
annullabilità ci sono alcuni requisiti:
 il danno minicciato deve essere ingiusto, contrario al diritto
(non può essere la minaccia di un comportamento lecito o di
far valere un diritto)
 il male minacciato deve essere notevole, ovvero di gravità
superiore al danno che il contratto estorto ha sul contraente
minacciato. Deve essere una minaccia tale da impressionare
una persona sensata.
La violenza è rilevante anche se esercitato dal terzo e il contraente non ne era a
conoscenza: è sempre annullabile il contratto.
3) altri casi espressamente indicati dalla legge
a. conflitto di interessi nella rappresentanza
b. ecc
LA DISCIPLINA DI NULLITÀ E ANNULLABILITÀ
NULLITÀ
ANNULLABILITÀ
Può essere chiesta da chiunque, anche un terzo,
purche ne dimostri di avere interesse.
Può essere rilevata in giudizio dal giudice, può
dichiarare nullo un contratto dedotto in giudizio.
imprescrittibile
Può chiederla solo la parte a favore della quale è
prevista l‟annullabilità
La sentenza che dichiara la nullità opera
retroattivamente sia fra le parti sia verso i terzi anche
se questi erano in buona fede
 prevale la protezione dell‟autonomia privata
Prescrizione: 5 anni (solo per l‟azione, ma non per
sollevare l‟eccezione di annulabilità)
La sentenza di annullabilità opera retroattivamente
tra le parti. Essa non pregiudica i diritti acquistati dai
terzi in buona fede
 prevale l‟esigenza di certezza e sicurezza nella
circolazione dei beni
È suscettibile di conversione: quando il contratto di
un tipo presenta i requisiti di un altro tipo contrattuale
di cui sono rispettati i requisiti di forma e sostenza
(principio di conservazione del contratto)
Le clausole nulle comportano la nullità del contratto
solo se sono essenziali per il contratto e non sostituibili
da norme imperative di legge
Le stesse regole della nullità valgono per annullabilità
per diritti acquistati a titolo gratuito o per incapacità
legale
Sanabile: il contratto può, con un‟espressa
dichiarazione di convalida proveniente dalla parte a
cui spetta l‟annullamento o tacitamente essere
convalidato
Convalida tacita: la parte a cui spetta
l‟annullamento da spontanea esecuzione al
contratto
Non ci sono clausole annullabili, è annullabile l‟intero
contratto
(clausole vessatorie)
In caso di contratti plurilaterali la nullità/annullabilità della partecipazione al contratto di una delle parti non
comporta la nullità dell‟intero contratto se la partecipazione della parte non era essenziale: il contratto ha
attuazione con le parti restanti
EFFETTI: il contratto nullo non produce effetti ne tra le EFFETTI: il contratto annullabile produce
parti ne nei confronti dei terzi
provvisoriamente effetti fino a che questi non
 opponibile a terzi
vengono rimossi retroattivamente in seguito
all‟esercizio dell‟azione.
È opponibile a terzi nei limiti dell‟art 1445, solo in caso
di annullamento per incapacità legale
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Retroattività  le prestazioni eventualmente effettuate devono essere restituite (ripetizione
dell‟indebito , obbligazione restitutoria) salvo contratto nullo per immortalità bilaterale.
N.B.
Considerare le regole di possesso vale titolo nella vendita di beni mobili e efficacia sanante della
trascrizione(ha di per sé efficacia sanante degli eventuali vizi di cui il negozio giuridico trascritto
fosse in ipotesi affetto da chiusura del contenzioso)
Rescissione, Risoluzione, presupposizione
Rescissione: rimedio originario per i contratti conclusi in circostanze anomale a condizioni
svantaggiose.
È un rimedio a uno squilibrio originario tra le prestazioni. Di norma questo squilibrio è irrilevante,
prevale l‟autonomia privata, anche nei casi in cui la libertà di contrattare è solo formale. Se non
intervengono fonti di integrazione dell‟autonomia contrattuale, tale autonomia è insindacabile e
incensurabile salvo le ipotesi di rescissione:
 contratto concluso in stato di pericolo: fattispecie che si verifica quando un contraente si
assume obbligazioni a condizioni inique per necessità di salvare sè o gli altri dal pericolo
attuale di un danno grave alla persona
 contratto concluso in stato di bisogno / necessità economica: se l‟altra parte ha
approfittato dello stato di bisogno anche momentaneo di una parte e possibile la
rescissione per lesione, se la lesione supera la metà del valore della prestazione ( la
prestazione ricevuta deve essere inferiore alla metà del valore che la prestazione aveva al
tempo del contratto)
la rescissione è evitabile riconducendo il contratto ad equità.
Azione e eccezione di rescissione sono sottoposte a prescrizione di un anno.
Risoluzione: scioglimento del contratto in presenza di difetti di funzionamento che sopravvengono
dopo la sua conclusione
Riguarda i contratti a prestazioni corrispettive: se una delle parti non adempie si determina
un‟alterazione della causa (tali contratti trovano la causa nella prestazione corrispettiva altrui). La
mancanza della prestazione corrispettiva determina una mancanza di causa che investe il
rapporto contrattuale.
In questi casi si può procedere alla risoluzione
 inadempimento: l‟inadempimento di una parte causa rescissione del contratto se non è di
scarsa importanza. Di fronte all‟inadempimento una parte può chiedere agendo in giudizio
in alternativa l‟adempimento o la risoluzione del contratto.
La risoluzione può essere
 giudiziale: la parte può chiedere al giudice la risoluzione del
contratto ottenendo di essere esonerato ad eseguire la propria
prestazione o se l‟aveva già eseguita chiede la condanna alla
restituzione della prestazione già eseguita. La sentenza è costitutiva
di risoluzione
 stragiudiziale: la risoluzione opera automaticamente in caso di
 diffida ad adempiere: la parte adempiente intima
Effetti: le parti non sono più
l‟altra parte ad adempiere entro un dato termine con
obbligate, e c‟è l‟obbligo di
l‟avvertenza che se non adempie entro un certo
restituire le prestazioni
termine il contratto si considera risolto di diritto
eseguite. Inoltre
 clausola risolutiva espressa: se una delle parti non
l‟inadempimento genera
adempie il contratto si considera risolto di diritto. La
responsabilità contrattuale,
quindi è dovuto il
appunti risarcimento
di diritto privato
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del2012
danno.
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
parte deve informare l‟altra che intende avvalersi
della clausola.
Scadenza del termine essenziale: trascorso il termine il
contratto è risolto di diritto.
 impossibilità sopravvenuta: l‟impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al
debitore estingue l‟obbligazione. Tale impossibilità rende priva di ogni giustificazione la
controprestazione: comporta la risoluzione del contratto. Essa opera di diritto.
In caso di impossibilità parziale è dovuta la parte possibile e l‟altra parte ha diritto a una
riduzione nella controprestazione
Impossibilità sopravvenuta della prestazione in contratti ad effetti reali : se c‟è già stato il
passaggio di proprietà il prezzo è dovuto nonostante l‟impossibilità. Se l‟impossibilità si
manifesta dopo la manifestazione del consenso, quindi dopo la firma del contratto, essa
non da luogo a rescissione e la controprestazione del pagamento del prezzo è dovuta.
 eccessiva onerosità sopravvenuta:
è il caso di contratti commutativi, ovvero contratti a prestazioni corrispettive che attuano lo
scambio tra prestazioni economicamente equivalenti.
Le vicende successive alla conclusione di contratti di durata (la cui esecuzione è destinata
a protrarsi nel tempo) che modifichino il valore della prestazione provocando uno squilibrio
economico fra le prestazioni influiscono sulla controprestazione e sulla sorte del contratto;
nel tempo che intercorre tra il momento del contratto e quello dell‟esecuzione della
prestazione sopraggiungono avvenimenti straordinari e imprevedibili per effetto dei quali la
prestazione di una delle parti diventi eccessivamente onerosa rispetto al valore della
prestazione della controparte.
L‟onerosità deve essere eccessiva, ovvero consistere in un forte squilibrio tra il valore
economico delle due prestazioni che abbia reso il contratto sostanzialmente iniquo.
Lo squilibrio deve essere
 successivo alla conclusione del contratto
 dovuto a fatti esterni oggettivi
 straordinari e imprevedibili
 deve superare l‟alea normale del contratto (andare oltre i rischi che ogni
contraente è consapevole di assumersi al momento del contratto).
In questo caso la parte che deve la prestazione divenuta troppo onerosa può domandare
la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. L‟altra parte può offrire di riportare il
contratto ad equità, modificando le condizioni contrattuali.
Queste norme non si applicano ai contratti aleatori o di sorte: sono i contratti nei quali un
contraente si obbliga ad una prestazione ma è incerto se gli sarà dovuta la
controprestazione. Lo può essere per sua natura o per volontà delle parti (vendita della
speranza).
Altri rimedi ai difetti di funzionamento del contratto non risolutori:
♣ clausole di completamento successivo
♣ clausole di rinegoziazione
♣ clausole di adeguamento automatico
presupposizione: rimedio giurisprudenziale, causa di risoluzione non previsti dalla legge
È presupposto oggettivo del contratto che le parti hanno avuto presente al momento della sua
conclusione ma che non hanno menzionato nel contratto. Se viene a mancarsi il presupposto del
contratto è privato della sua base.
Al venir meno di quel presupposto viene ricollegata la possibilità per il contraente che vi ha
interesse, di ottenere dal giudice la risoluzione del contratto.
L‟evento causa un alterazione funzionale della causa
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Simulazione, contratto fiduciario, contratto indiretto
Simulazione: i contraenti creano, con la propria dichiarazione solo le parvenze esteriori del
contratto di cui non vogliono gli effetti o vogliono gli effetti di un contratto diverso da quello
simulato.
La simulazione richiede un accordo simulatorio, la semplice riserva mentale non basta, occorre
una controdichiarazione dei soggetti coinvolti nella simulazione.
definizione
Caratteristiche
intento
Efficacia
Tra le
parti
Efficacia
Verso
terzi
Simulazione assoluta
Simulazione relativa
Le parti concludono un
contratto e con separato e
segreto accordo
dichiarano di non volerne
gli effetti
Le parti vogliono creare di
fronte a terzi l‟apparenza
del trasferimento del diritto
o dell‟assunzione di un
obbligazione
Le parti causano
l‟apparenza di un
contratto diverso da quello
che vogliono
Il contratto simulato è
inefficace
Ci sono due contratti, il
contratto simulato e il
contratto dissimulato
- per tipo (si simula una
vendita mentre fà una
donazione)
- per contenuto (si simula
un prezzo minore di quello
reale)
È eficace il contratto
dissimulato
Interposizione fittizzia di
persona
È una particolare specie
di simulazione relativa
che investe l‟identità di
una delle parti
Nel contratto simulato
appare come contraente
un soggetto interposto
(una persona diversa del
reale contraente
interponente). E‟ un
accordo a tre.
È eficace il contratto
dissimulato
- Efficace rispetto ai terzi che hanno, in buona fede, fatto affidamento sul contratto
simulato.
-Inefficace rispetto ai terzi i cui diritti sono stati pregiudicati dal contratto simulato
L‟inefficacia del contratto simulato è inopponibile ai terzi. Se ad esempio i creditori
agiscono sul bene di cui il debitore era simulato acquirente, il vero proprietario perde
il bene.
Atti unilaterali
La prova: il contratto simulato può essere provato dalle parti per prova scritta
dell‟accordo, confessione e giuramento; i terzi possono avvalersi anche di testimoni.
Gli atti unilaterali destinati a persona determinata se sono simulati per accordo tra
dichiarante e destinatario dell‟atto unilaterale (solo per atti recettizi: se la
loro efficacia è condizionata alla conoscenza che di essi abbia il destinatario)
contratto fiduciario: la causa del contratto non coincide con lo scopo delle parti.
La causa eccede dallo scopo che risulta dal patto fiduciario che intercorre tra le parti.
Il patto fiduciario mira a realizzare effetti che sono voluti dalle parti. Le parti stipulano un contratto
e poi utilizzano il patto fiduciario per realizzare gli effetti voluti. Esso è valido ed efficace: si potrà
agire in giudizio per l‟adempimento. Tuttavia ha effetti meramente obbligatori perchè vincola le
parti ma non è opponibile a terzi.
Chi acquista un bene con un contratto fiduciario che prevede che lo rivenda all‟acquirente dopo
certo periodo (si vuole ottenere l‟effetto di una locazione) ne acquista la proprietà e può
liberamente disporne e violare il patto vendendolo a un terzo. Il terzo acquirente acquista
validamente la proprietà ed il fiduciante ha perso il bene definitivamente. Potrà ottenere solo il
risarcimento danni dal fiduciario infedele per inadempimento del patto.
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Questo è il criterio di fiducia romanistica ( il fiduciario acquista la proprietà piena) a cui si
contrappone il criterio di fiducia germanistica in cui il fiduciario acquista la proprietà formale.
È il caso del TRUST:
nel mondo anglosassone il trust conferisce al proprietario trustee una proprietà
separata dal suo restante patrimonio e vincolata al rispetto del trust. È opponibile
a terzi e creditori. In italia sono riconosciuti i trust di diritto straniero
Esempi di patti fiduciari
 vendita a scopo di locazione: Tizio intede concede a Caio il godimento di un suo bene per
un dato periodo a titolo oneroso. Può vendere il suo bene a Caio per un certo prezzo
(calcolato come corrispettivo del godimento del bene) stringendo il patto fiduciario in forza
del quale Caio rivenderà il bene alla data fissata a un prezzo minore (il minor prezzo
pagato da tizio è pari alla restituzione delle mensilità anticipate)
 esempio di fiducia cum amico
 vendita a scopo di garanzia: il debitore vende al creditore un suo bene a patto che,
all‟estinzione del debito il creditore glielo rivenda
 esempio di fiducia cum creditore che intercorre tra due soggetti legati da un rapporto
obbligatorio
Il patto fiduciario è nullo se costituisce un mezzo per eludere una norma di legge
Esempio: vendita a scopo di garanzia per eludere il divieto di patto commissorio
(patto che comporta che in caso di inadempimento il beneficiario del diritto reale di
garanzia diventi proprietario del bene dato in pegno / ipoteca).
Articolo 2645: ATTI DI TRASCRIZIONE CON EFFICACIA ASSIMILABILE AL TRUST (novità del 2006)
Essi realizzano una separazione tra il bene oggetto della trascrizione e il resto del patrimonio del
soggetto
L‟art. 2645-ter c.c. dispone che “Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti
in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della
vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a
persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ai sensi
dell'articolo 1322, secondo comma, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il
vincolo di destinazione; per la realizzazione di tali interessi può agire, oltre al conferente, qualsiasi
interessato anche durante la vita del conferente stesso. I beni conferiti e i loro frutti possono essere
impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono costituire oggetto di
esecuzione, salvo quanto previsto dall'articolo 2915, primo comma, solo per debiti contratti per tale
scopo”.
In estrema sintesi, con gli atti di trascrizione esaminati è possibile costituire un vincolo di
destinazione su una massa patrimoniale che, pur restando nella titolarità giuridica del
“conferente”, assume, per la durata stabilita, la connotazione di massa patrimoniale “distinta”
(separata) rispetto alla restante parte del suo patrimonio, proprio in virtù del vincolo di destinazione
impresso e reso opponibile nei confronti dei terzi con l‟esecuzione della formalità di trascrizione.
contratto indiretto: un determinato contratto viene utilizzato dalle parti per realizzare una
funzione diversa a quella corrispondente alla sua causa.
Esempio: vendita per una lira, ovvero a un prezzo irrisorio per realizzare con lo schema causale
della vendita la funzione propria della donazione.
Non si potrà dire di essere di fronte a un caso di simulazione perchè non c‟è volontà delle parti
difforme dalla volontà che essi celano nel loro interno rapporto. La volontà dei contraenti non si
dissocia in dichiarazione e controdichiarazione ma si manifesta in un unico atto, il contratto
indiretto appunto: le parti usano un tipo contrattuale per realizzare la funzione propria di un altro
tipo contrattuale.
È nullo se concluso in frode alla legge
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Ricapitolando
N.B. Consideriamo che la causa è la FUNZIONE ECONOMICO-SOCIALE dell‟atto di volontà, è la giustificazione
dell‟autonomia privata, è una ragione oggettiva che motiva gli effetti del contratto sulla sfera giuridica degli
interessati.
Simulazione
i contraenti creano, con la
propria dichiarazione solo le
parvenze esteriori del contratto
di cui non vogliono gli effetti o
vogliono gli effetti di un
contratto diverso da quello
simulato.
Patto fiduciario
Il patto fiduciario mira a
realizzare effetti che sono voluti
dalle parti. Le parti stipulano un
contratto e poi utilizzano il
patto fiduciario per realizzare
gli effetti voluti.
Contratto indiretto
le parti usano un tipo
contrattuale per realizzare la
funzione propria di un altro tipo
contrattuale.
La causa del contratto è
strumentale a creare
l‟apparenza voluta.
I contraenti non vogliono
quegli effetti, o vogliono gli
effetti di un contratto diverso
la causa del contratto non
coincide con lo scopo delle
parti. La causa eccede dallo
scopo che risulta dal patto
fiduciario che intercorre tra le
parti. Il patto fiduciario sistema
la cosa
un determinato contratto
viene utilizzato dalle parti per
realizzare una funzione diversa
a quella corrispondente alla
sua causa.
Interpretazione contrattuale e equilibrio contrattuale
Interpretare il contratto significa dare significato alle clausole contrattuali. Ciò è importante perchè
il contratto ha forza di legge tra le parti ed esse dalla sua interpretazione desumono i diritti loro
spettanti e le obbligazioni loro derivanti dal vincolo contrattuale.
Ci sono due criteri legali per l‟interpretazione:

criterio soggettivo: ricerca della comune intenzione delle parti
questo criterio può modificare la qualificazione del contratto: il nome dato dalle parti al
contratto non è vincolante e il giudice può, dopo aver ricostituito la sostanza del rapporto,
attribuirgli una qualificazione giuridica diversa ma corrispondente alla sostanza del rapporto
da esse voluto (esempio: contratto di mutuo con oggetto una cosa infungibile 
comodato)
criteri per individuare l‟intenzione delle parti
 valutare il comportamento complessivo
 interpretare le singole parti l‟una per effetto delle altre attribuendo un
significato complessivo
 interpretazione letterale

criterio oggettivo: dare al contratto un senso razionale, prescindendo dalla volontà delle
parti
si usa per dar significato alle clausole ambigue. Criteri:
 buona fede: si suppone che le parti siano contraenti onesti e leali
 conservazione del contratto: di più interpretazioni si sceglie quella che
mantiene la clausola valida ed efficace piuttosto di quelle che la
renderebbero inefficace
 usi interpretatitivi di zona
 interpretazioni contra stipulatorem: le condizioni generali del contratto si
interpretano contro l‟autore della clausola, nel senso più favorevole all‟altro
contraente
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se il contratto resta ancora oscuro si applicano i criteri finali:
 se il contratto è a titolo oneroso si interpreta nel senso che realizza l‟equo
contemperamento degli interessi delle parti, il migliore equilibrio tra
prestazione e controprestazione
 se il contratto è a titolo gratuito si interpreta nel senso meno gravoso per il
contraente obbligato
Cessione del contratto
La cessione del contratto fa circolare la posizione di parte di un contratto. Trasferisce sia il lato
attivo (credito) che il lato passivo (debito).
Requisiti:
- contratto a prestazioni corrispettive
- non ancora eseguito, salvo contratti ad esecuzione continuata o periodica in cui è possibile fino
a quando il contratto non viene sciolto
Cessione del contratto: il cedente sostituisce a sè stesso un terzo, il cessionario, nei rapporti
derivanti dal contratto a prestazioni corrispettive. Il terzo assumerà rispetto al contraente cedito la
stessa funzione del cedente. È necessario il consenso del contraente ceduto perchè si perfezioni la
cessione: il ceduto ha sia un nuovo creditore che un nuovo debitore (a meno che le condizioni
personali del contraente siano irrilevanti: allora non serve il consenso).
Il ceduto può sollevare eccezioni basate sul contratto oggetto di cessione, non sui suoi rapporti col
cedente.
Garanzie: il cedente garantisce la validità del contratto ceduto, ma non l‟adempimento del
contratto da parte del ceduto.
Il cedente è liberato dalle obbligazioni col ceduto e viceversa, salvo patto contrario
La cessione è oggetto di un contratto di cessione del contratto.
I singoli contratti
contratto
Definizione caratteri
generali
obbligazioni
Altri dettagli
Vendita
Ha per oggetto il
trasferimento di proprietà
o di un altro diritto reale o
di credito a titolo oneroso
verso il corrispettivo di una
somma di denaro detta
prezzo. La causa è lo
scambio tra diritto e
prezzo.
Ha l‟effetto reale di trasferire la
proprietà e effetti obbligatori
Per il compratore
- pagare il prezzo
Per il venditore
- consegnare la cosa al
compratore
- fargli acquisire la proprietà
quando l‟acquisizione non è
diretta conseguenza del
contratto (vendita
obbligatoria)
- garantire dall‟evinzione (se
dopo la vendita un terzo
rivendica con successo la
proprietà e il compatore la
perde)
- garantire il compratore da
vizi occulti della cosa (vizi
materiali che rendono la cosa
non idonea all‟uso e non
facilmente riconoscibili/non
conosciuti al momento del
contratto)
La vendita obbligatoria: casi
in cui la proprietà non si
trasferisce al consenso ma in
un secondo momento
Garanzia nella vendita: per
vizi occulti/ mancanza di
qualità promesse/essenziali il
venditore risponde. Possono
essere fatti valere con
l‟azione redibitoria(risoluzione
del contratto + rimborso del
prezzo) o estimatoria (
riduzione del prezzo). Ci sono
garanzie speciali nella
vendita dei beni di consumo
(il venditore risponde per
difetto di conformità anche
se è imputabile al produttore)
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Casi di vendita obbligatoria:
-Vendita di cose future
-Vendita di cose determinate
solo nel genere
-Vendita di cose altrui
-Vendita a rate con riserva della
proprietà
(vedi pag 48 per definizioni e
spiegazioni)
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contratto
Definizione caratteri
generali
obbligazioni
Altri dettagli
Locazione
È il contratto mediante il
quale una parte, detta
locatore, si obbliga a far
godere a un‟altra parte
detta locatario una cosa
mobile o immobile per un
dato tempo previo il
versamento di un
corrispettivo (canone di
locazione).
Il locatore si obbliga a
- consegnare la cosa al
conduttore
- mantenerla in condizioni tali
da servire all‟uso convenuto:
riparazioni a suo carico
- garantire il pacifico
godimento della cosa da parte
del conduttore (tutela contro
molestie, azione negatoria)
AFFITTO: locazione di cosa
produttiva di frutti (azienda)
L‟affittuario deve curare la
gestione della cosa
produttiva secondo la sua
destinazione economica
consensuale: produce
effetti dal consenso
a effetti solo obbligatori:
diritto di credito al
godimento della cosa
altrui/obbligazione a
pagare il canone di
locazione
Il locatario/conduttore si
obbliga
- prendere in consegna la cosa
e servirsene con la diligenza del
buon padre di famiglia per gli
usi stabiliti dal contratto
-versare il corrispettivo nei
tempi stabiliti
-restituire la cosa al termine nel
medesimo stato in cui l‟ha
ricevuta, salvo deterioramento
derivante dall‟uso
La locazione è opponibile
al terzo acquirente, che
acquisterà la proprietà di
un bene locato
Temporaneità del
godimento: non superiore
a 30 anni. Può essere a
tempo determinato
(cessa allo spirare del
termine salvo rinnovo
tacito) o a tempo
indeterminato (cessa per
effetto della disdetta di
una delle parti).
Mandato
Una parte, detta
mandatario, si obbliga nei
confronti dell‟altra detta
mandante a compiere
uno o più atti giuridici per
conto di quest‟ultima
(vedi pag 44)
 compiere atti giuridici
per conto altrui
LOCAZIONE IMMOBILI
URBANI
a) case di abitazione:
durata minima di 4 anni, con
rinnovo per altri 4 salvo che il
locatore non voglia
ristruttare/vendere o abbia
personale necessità
dell‟immobile (salvo contratti
transitori)
b) immobili ad uso diverso
dell‟abitazione: la durata
non può essere inferiore ai
sei anni, e si rinnova di 6 in 6.
Il canone resta invariato per i
primi 3 anni
Il mandatario deve eseguire
l‟incarico con la diligenza del
buon padre di famiglia.
Il mandante deve fornire al
mandatario tutti i mezzi per
svolgere il suo compito,
rimborsargli le spese, e se
dovuto corrispondergli il
compenso
il mandato si basa sulla fiducia del
mandante nel mandatario. Ne
consegue che:
- il mandatario non può farsi
sostituire nell‟esercizio delle sue
funzioni
- il mandato si estingue alla morte
delle parti
- il mandante può in ogni momento
revocare il mandato, risarcendo i
danni del mandatario in caso di
mandato a titolo oneroso
- il mandatario può rinunciare
all‟incarico, ma risponde dei danni
che il suo recesso provoca al
mandante, salvo non sia per giusta
causa.
appunti di diritto privato 2012
LEASING: a metà tra vendita
con riserva di proprietà e
locazione. È un contratto
atipico. Il conduttore paga
un canone, alla consegna si
assume il rischio di perimento
della cosa e può diventare
proprietario al termine della
locazione pagando il
riscatto
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Con rappresentanza: il
mandatario agisce in nome
e per conto del mandante. I
diritti e le obbligazioni sono a
carico del mandante
Senza rappresentanza: il
mandatario agisce per
conto del mandante senza
spendita del nome. Deve
poi trasferire i diritti al
mendante
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contratto
Definizione caratteri
generali
obbligazioni
Altri dettagli
Comodato
È un contratto reale: una
parte consegna all‟altra
una cosa affinchè se ne
serva per un uso
determinato, con
l‟obbligazione di restituire
la cosa ricevuta.
La consegna della cosa è
necessaria alla
conclusione del contratto
La restituzione può essere al
termine, finito l‟uso o quando il
comodante lo chiedere
Contratti reali:
Prestito di quantità di
denaro/ cose fungibili. Le
cose consegnate
passano di proprietà. Il
mutuario dovrà poi
restituire altrettante cose
della stessa specie e nella
stessa quantità.
è a titolo oneroso: il mutuario
deve versare interessi al
mutuante secondo il tasso
pattuito.
Può essere un contratto
reale (che si perfeziona alla
consegna); il codice civile
ammette anche la
promessa di mutuo, un
contratto consensuale con
cui il mutuante si obbliga a
prestare la somma al
mutuario
Contratto mediante il
quale l‟appaltatore si
obbliga verso il
committente, dietro
corrispettivo in denaro, a
compiere un opera o un
servizio, con propria
organizzazione dei mezzi
necessari e con gestione
a proprio rischio
L‟appaltatore si assume un‟
obbligazione di risultato non di
mezzi. Se non realizza l‟opera,
se non esegue il servizio è
inadempiente (è inadempiente
anche se l‟opera è difforme dal
progetto pattuito o presenti vizi
intrinsechi).
Ha la stessa struttura
dell‟appalto ma
l‟appaltatore esegue
l‟opera o il servizio
prevalentemente col
proprio lavoro.
Tale lavoro è autonomo,
non ci sono vincoli di
subordinazione col
committente, non è
sottoposto al suo potere
direttivo
- contratto d‟opera manuale:
 obbligazione di risultato
Sul prestatore ricade il rischio
del lavoro e se l‟esecuzione
dell‟opera diventa impossibile,
al punto che il committente
non può ottenere nessun
risultato utile, in prestatore avrà
lavorato invano.
Occorre oltre al consenso
delle parti anche la
consegna della cosa per
perfezionare il contratto
È a titolo gratuito a
differenza della locazione
Mutuo
Appalto
Contratto
d‟opera
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Il mutuario deve restituire il
capitale (in un unica soluzione
o a rate) e pagare gli interessi
Se il committente recede dal
contratto deve rimborsare
l‟appaltatore delle spese
sostenute e risarcirlo del
mancato guadagno
L‟appaltatore usa la sua
organizzazione e i suoi
materiali e si assume il rischio
dell‟affare:
- rischio di non coprire col
corrispettivo pattuito i costi
di esecuzione dell‟opera o di
esecuzione del servizio
- rischio di non ricevere
alcun corrispettivo se non
riesce a realizzare l‟opera
(salvo impossibilità per causa
imputabile al committente)
Il corrispettivo è
determinato, salvo diverse
disposizioni dellr parti, in
relazione al risultato ottenuto
e al lavoro normalmente
necessario per ottenerlo.
- contratto d‟opera intellettuale
 obbligazione di mezzi
Il rischio ricade sul cliente. Il
prestatore deve mettere in
pratica un comportamento
diligente ed esperto e un
idoneo impiego di mezzi. Il
prestatore è adempiente se ha
agito con la diligenza e perizia
richieste, anche se non viene
raggiunto il risultato
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contratto
Definizione caratteri
generali
obbligazioni
Altri dettagli
Contratto
di trasporto
È un contratto che ha per
oggetto l‟esecuzione dal
servizio di trasferire
persone o cosa da un
luogo all‟altro.
Il committente è il
viaggiatore/mittente.
È un obbligazione di risultato:
deve portare a destinazione
incolumi le persone / intatte le
cose.
Il vettore è inadempiente e
responsabile del danno
- per mancata esecuzione del
trasporto (salvo cause a lui non
imputabili)
- per il sinistro che durante il
trasporto subiscono le persone
trasportate (salvo provare che
abbia messo in atto tutte le
misure idonee per evitare
l‟evento dannoso)
- per perdita o avaria delle
merci trasportate (a meno che
non derivi da caso fortuito)
Queste disposizioni non
valgono per il trasporto di
cortesia/amichevole (mi
danno un passaggio): si
risponde solo per
responsabilità
extracontrattuale per danni
Contratto
di deposito
È un contratto con cui
viene eseguito il servizio
della custodia di cose
mobili.
È un contratto reale si
perfeziona con la
consegna.
Ha oggetto cose
infungibili delle quali il
depositario non può
servirsi. È ammesso il
deposito irregolare di
denaro/cose fungibili
Transazione
La transazione è un
contratto che interviene
nella risoluzione di
controversie. Le parti
dispongono dei propri
diritti e superano
l‟incertezza sull‟esito della
lite
+ responsabilità
extracontrattuale per danni
Il depositario dovrà restituire la
cosa in natura su richiesta del
depositante.
Il depositante dovrà riprenderla
al tempo pattuito.
Si presume a titolo gratuito,
salvo che il depositario non
eserciti professionalmente
l‟attività
La custodia deve essere
eseguita con media diligenza:
è inadempiente se non prova
che uno specifico fatto, a lui
non imputabile, gli ha fatto
perdere la detenzione della
cosa. Il criterio della diligenza si
usa per valutare se la causa
che ha fatto perdere la
detenzione è a lui imputabile
Deposito in albergo:
- limite massimo per cui
risponde di sottrazione/
perdita/ deterioramento
- responsabilità illimitata per
cose consegnate in custodia
all‟albergatore e per
quando la perdita/
deterioramento per colpa
sua o dei suoi ausiliari.
Non comporta novazione del
precedente rapporto, salvo
patto contrario. Se una delle
parti non adempie agli obblighi
della transazione l‟altra può
chiedere la risoluzione aprendo
la lite originaria
È annullabile la transazione
su lite già decisa con
sentenza passata.
Non è possibile chiedere
l‟annullamento per errore di
diritto su questioni oggetto
della controversia
Forma scritta per la prova
Contratti coi consumatori (lezione tenuta dall‟assistente)
i contratti dei consumatori:
contratti che intercorrono tra un professionista (persona fisica/ giuridica, privata/pubblica che
nell‟ambito della sua attività imprenditoriale o professionale conclude contratti aventi per oggetto
la cessione di beni da lui prodotti o la prestazione di servizi nell‟ambito della sia attività economica)
e un consumatore ( persona fisica che si procura per contratto i beni o i servizi per utilizzarli a fini
personali estranei alla sua attività professionale o imprenditoriale).
appunti di diritto privato 2012
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L‟imposizione da parte del professionista, di condizioni che provochino squilibri tra diritti e obblighi
derivanti dal contratto (Clausole vessatorie) è violazione del dovere di buona fede.
il codice del consumo
Il Codice del consumo è stato emanato con il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in base
all'art. 7 della legge delega 29 luglio 2003, n. 229, relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in
materia di tutela dei consumatori che comprende la maggior parte delle disposizioni emanate
dall'Unione Europea nel corso degli ultimi venticinque anni per la protezione del consumatore. Il
decreto è stato comunque considerato un segnale rilevante nel campo della difesa dei diritti dei
consumatori, perché è il primo atto legislativo in materia emanato per iniziativa di un governo
italiano senza la minaccia di sanzioni da parte europea.
Il Codice è composto di 146 articoli che armonizzano e riordinano la normativa legata ai molti
eventi in cui il consumatore è coinvolto come soggetto attivo o passivo.
In particolare vengono prese in considerazione:
 l'informazione al consumatore e la pubblicità commerciale;
 la regolarità formale e sostanziale dei contratti in cui è parte il consumatore, la promozione
delle vendite ed il credito al consumo;
 le conclusioni di alcuni particolari contratti, ed in particolare: le vendite fuori dai locali
commerciali, i contratti a distanza, il commercio elettronico, la multiproprietà, i servizi
turistici;
 la sicurezza e la qualità dei prodotti, la responsabilità del produttore, la garanzia legale di
conformità e le garanzie commerciali dei beni di consumo;
 le associazioni dei consumatori e l'accesso alla Giustizia.
i contratti trasparenti
diritto del consumatore è di firmare un contratto trasparente e privo di clausole vessatorie.
art 3 del codice del consumo (consumatore e professionista )
Articolo 3. Definizioni.
1. Ai fini del presente codice si intende per:
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all‟attività imprenditoriale
o professionale eventualmente svolta;
b) associazioni dei consumatori e degli utenti: le formazioni sociali che abbiano per scopo
statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti;
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell‟esercizio della propria attività
imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario;
d) produttore: fatto salvo quanto stabilito nell‟articolo 103, comma 1, lettera d), e nell‟articolo 115,
comma 1, il fabbricante del bene o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonche‟
l‟importatore del bene o del servizio nel territorio dell‟Unione europea o qualsiasi altra persona
fisica o giuridica che si presenta come produttore identificando il bene o il servizio con il proprio
nome, marchio o altro segno distintivo;
e) prodotto: fatto salvo quanto stabilito nell‟articolo 115, comma 1, qualsiasi prodotto destinato al
consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni
ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato,
fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell‟ambito di un‟attività commerciale,
indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si
applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d‟antiquariato, o come prodotti da riparare o da
rimettere a nuovo prima dell‟utilizzazione, purche‟ il fornitore ne informi per iscritto la persona cui
fornisce il prodotto;
f) codice: il presente decreto legislativo di riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei
consumatori.
La legge dà una definizione di consumatore e di professionista. Il consumatore è la persona fisica
che agisce per scopi estranei all‟attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Il
professionista è la persona fisica o giuridica, pubblica o privata che, nel quadro della sua attività
imprenditoriale o professionale, utilizza il contratto.
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(rischio di sviluppo)
contratti standard
Nella moderna vita economica è sempre più frequente l'ipotesi di contratti che vengono stipulati
senza una previa 'contrattazione' del contenuto. Si pensi ai contratti di trasporto, di assicurazione,
di fornitura della luce e dell'acqua: qui si riscontra piuttosto una predisposizione unilaterale delle
clausole contrattuali (spesso contenute in moduli o formulari predisposti dal contraente 'forte'), che
il cliente può soltanto accettare o rifiutare in blocco. Ciò risponde a una rilevante esigenza
economica dell'impresa, quella di regolare in modo uniforme la gran mole di contratti stipulati
quotidianamente, ma si presta anche ad abusi in danno della parte 'debole' del contratto,
sfavorita dal contenuto di tali clausole.
clausole onerose e vessatorie e i rimedi ( la nullità)
Secondo il testo dell'art. 33 del codice del consumo (d. lgs. 6 settembre 2005, n. 206), le clausole
vessatorie sono le clausole presenti nei contratti conclusi tra il consumatore ed il professionista che,
malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti
e degli obblighi derivanti dal contratto.
Sono clausole vessatorie, tra le altre, quelle che limitano la responsabilità del professionista per
danni alla persona del consumatore, che escludono o limitano i diritti di questo in caso di
inadempimento del professionista, che riconoscono al solo professionista la possibilità di recesso, o
impongono clausole penali per il recesso o termini di disdetta eccessivi, che stabiliscono quale
giudice competente per le eventuali controversie quello di una località diversa dal domicilio del
consumatore.
Il codice elenca 20 cause che si presumono vessatorie fino a prova contraria. La categoria è
aperta, l‟elenco individua quelle per cui vale la presunzione di vessatorietà. Le conseguenze per le
clausole vessatorie sono diverse
a) In caso di Clausole che escludono/limitano la responsabilità del professionista in
caso di morte, danno al consumatore, che escludono/limitano la possibilità di
azione in caso di inadempimento, prevedere l‟adesione a clausole che il
consumatore non ha potuto conoscere prima della conclusione
 le clausole sono nulle
b) Per tutte le altre clausole
 nulle solo se unilateralmente predisposte dal professionista al di fuori di una
trattativa individuale del consumatore
La nullità è relativa (opera solo a vantaggio del consumatore) e parziale (è nulla solo la clausola,
non il contratto).
contratto di vendita, evizione, e vizio materiale
L‟art. 1470 del codice civile definisce la vendita come il “contratto che ha per oggetto il trasferimento della
proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”.
La vendita è, quindi, un contratto bilaterale, cioè con prestazioni a carico di entrambe le parti, compratore e
venditore, e consensuale, determinandosi l‟efficacia in virtù del mero consenso legittimamente prestato dalle
parti.
La garanzia per vizi, in particolare, è prevista agli articoli 1490 e seguenti del codice civile, e costituisce
elemento fondamentale del contratto di vendita, derogabile dall‟autonomia privata.
Si possono distinguere tre ipotesi:
1) la cosa venduta si presenta affetta da vizi che la rendono inidonea all‟uso cui è destinata o ne diminuisce
in modo apprezzabile il valore;
 la garanzia per vizi, e il compratore può domandare, a sua scelta, la risoluzione del contratto ovvero la
riduzione del prezzo. Egli è però tenuto a denunciare i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, fermo
restando il termine di prescrizione annuale che decorre dalla consegna. I termini esigui si giustificano con
l‟esigenza di consentire al venditore di verificare la sincerità delle doglianze del compratore.
2) la cosa venduta non possiede le qualità promesse od essenziali al suo uso;
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 il compratore ha il diritto di ottenere la risoluzione del contratto, con gli stessi termini di decadenza e
prescrizione di cui all‟ipotesi precedente.
3) la cosa venduta appartiene ad un genere completamente diverso da quello pattuito o è priva delle
qualità indispensabili per assolvere alla sua funzione naturale o quella ritenuta dalle parti come essenziale
(aliud pro alio).
 si ricade nelle ipotesi di inadempimento del contratto, per cui il compratore può esigere l‟adempimento o
la risoluzione alternativamente, ferma la possibilità di richiedere il risarcimento del danno.
Nell'ambito del diritto privato, si parla di evizione se un terzo fa valere il suo diritto di proprietà sulla cosa
venduta e la sottrae a colui che l'ha comprata. Il venditore ha quindi l'obbligo di garantire il compratore da
tale rischio.
Il venditore deve garantire il bene venduto sia da vizi occulti sia dall'evizione (art. 1476 del codice civile), ossia
che la cosa venduta non appartiene ad altri che la possano rivendicare.
La garanzia per l'evizione è funzionale alla tutela del compratore per eventuali "vizi giuridici", non conosciuti al
momento della conclusione del contratto, che limitano il godimento del diritto o del bene. Si distinguono tre
tipi di evizione:

L' evizione totale si ha nel caso in cui il compratore subisce l'accoglimento di un'azione di
rivendicazione proposta da un terzo, perdendo così la proprietà del bene. In tal caso è previsto che il
compratore possa proporre l'azione di risoluzione del contratto, condannando il venditore alla
restituzione del prezzo e al risarcimento del danno.

L' evizione parziale si ha nel caso in cui una cosa sia soltanto di proprietà parzialmente altrui. Se al
momento della conclusione del contratto il compratore avesse ugualmente acquistato il bene
nonostante fosse a conoscenza di tale situazione, allora avrebbe diritto alla sola riduzione del prezzo
oltre al risarcimento del danno, nel caso in cui il compratore non avesse acquistato il bene allora
potrebbe chiedere la risoluzione e il risarcimento del danno.

L' evizione limitativa si ha quando: sul bene i terzi vantino diritti reali minori, in tal caso la disciplina
opera come per l'evizione parziale.
Il compratore ha l'onere di chiamare a testimoniare il venditore nella eventualità che un terzo vanti diritti
sul bene acquistato, qualora non lo facesse perderebbe la garanzia per l'evizione. Ciò si spiega con il
fatto che il venditore può eccepire in giudizio la validità dell'atto traslativo e smentire le pretese del terzo.
Garanzie nella vendita di beni di consumo previsti dal codice del consumo
Le garanzie nella vendita dei beni di consumo sono regolate da norme speciali.
Come già detto per consumatore si intende chi acquista i beni di consumo per il consumo o
l‟utilizzazione propria. Per bene di consumo si intende qualsiasi bene mobile adatto al diretto
soddisfacimento dei bisogni del consumatore o della sua famiglia.
Il referente è il sistema di distribuzione a catena che interpone tra il fabbricante e il consumatore
una serie di passaggi intermedi. Il difetto di conformità del bene rispetto al contratto di vendita (vizi
occulti, mancanza di qualità essenziali, ecc). Il venditore finale è responsabile nei confronti del
consumatore a causa di un difetto di conformità imputabile a un azione/omissione del produttore
o di un precedente venditore della catena. Egli ha diritto di regresso salvo patto contrario o
rinuncia sul vero responsabile.
Le qualità alle quali il consumatore può lamentare il diretto di fabbricazione non sono solo le
qualità risultanti dalle dichiarazioni del venditore finale ma risultano anche da dichiarazioni del
produttore o messaggi pubblicitari da questo inviati o risultano dall‟etichettatura.
 il venditore finale risponde perchè il contratto è stato da lui stipulato, anche se predeterminato
da altri, a monte della catena distributiva
(dettagli – Galgano p 295-296)
garanzie di buon funzionamento
Ai sensi dell'art. 1512 cod.civ. viene prevista l'eventualità in cui la parte venditrice abbia garantito
per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa venduta. Deve essere espressamente
pattuita. Si reputa nullo o comunque inefficace il patto afferente alla garanzia in esame quando
ad essa non sia stata posta nessuna limitazione temporale.
La garanzia di buon funzionamento è volta ad assicurare al compratore che, entro il lasso di
tempo stabilito, la cosa verrà riparata o sostituita nell'ipotesi di malfunzionamento. Non viene
garantita l'intrinseca durata del bene, in quanto la stessa è già coperta dalla garanzia per i vizi e,
soprattutto, dalla norma che fa riferimento alle qualità essenziali del bene.
Una volta che nei tempi stabiliti dalla legge il compratore abbia fatto denunzia del difettoso
funzionamento, il giudice, potrà assegnare un termine affinchè il venditore provveda a sostituire
ovvero a riparare la cosa, ripristinandone la funzionalità. In ogni caso la legge fa espressamente
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salva la possibilità per il compratore di ottenere il risarcimento dei danni. Mentre la sostituzione
deve essere fatta con un oggetto eguale, che si trovi cioè nella medesima situazione d'uso, la
riparazione deve avere come risultato quello di far conseguire alla cosa la stessa funzionalità
propria di un bene privo di difetti.
azione di classe/Class action
Con il termine “class-action” (azione di classe) si intendono genericamente quei meccanismi
processuali idonei ad ottenere, in un unico processo, il risarcimento del danno subito da un gruppo
di cittadini a causa dell‟illecito seriale prodotto da un soggetto professionale.
Come è noto, dal 1° gennaio 2010 è azionabile (dopo una estenuante serie di rinvii) l‟articolo 140bis del Codice del consumo, per rendere giustizia ai cittadini in tutte quelle situazioni nelle quali si
controverte per importi di valore contenuto e dunque, generalmente, si tende a rinunciare alla
difesa dei propri diritti.
Nella realtà economica moderna gli interessi dei consumatori e degli utenti sono quotidianamente
messi a confronto con l‟attività di produzione e distribuzione di massa. Da questa relazione possono
scaturire lesioni di una generalità, potenzialmente anche molto elevata, di cittadini.
Non è difficile immaginare, solo a titolo esemplificativo, la condotta industriale idonea a mettere a
repentaglio un bene ambientale, la messa in circolazione di un prodotto pericoloso per la salute
pubblica (o anche solo difettoso), la divulgazione di campagne pubblicitarie o la diffusione di
informazioni non veritiere presso il pubblico dei consumatori, il ricorso a pratiche commerciali lesive
di una moltitudine di aderenti, l‟applicazione di intese o comportamenti anticoncorrenziali tali da
nuocere alla corretta formazione del prezzo e quindi alla lealtà del mercato.
In tutte queste situazioni il singolo danneggiato si trova nella difficoltà di ricorrere a strumenti per la
maggior parte inadeguati, anche a causa della cronica inefficienza del sistema giudiziario.
È la stessa osservazione della realtà a dimostrare che le avanzate economie di mercato si
caratterizzano, oltre che per l‟asimmetria “economico-informativa” (il consumatore dispone
generalmente di minori risorse ed informazioni rispetto alla sua controparte professionale), anche
per una asimmetria che potremmo dire “processuale”, cioè il divario tra l‟utilità della tutela
individuale rispetto al costo che il consumatore si assume nel momento in cui decide di
intraprendere un processo.
La spesa per rivolgersi ad un legale, la complessità della controversia per il giudice (non sempre
adeguatamente preparato a decidere le liti di consumo), la durata stessa del giudizio, sono fattori
di rischio che ricadono interamente sul consumatore e che diventano ingiustificati ogniqualvolta si
controverte per danni di modesta entità.
La conseguenza di tale scenario si concreta in un atteggiamento fortemente remissivo da parte
del singolo danneggiato il quale rinuncia, generalmente, all‟azione. In questo “lasciar perdere”
risiede il più appariscente vulnus nella concreta tutela del consumatore che ricade, più in
generale, sull‟efficienza stessa del mercato. Ed infatti, a fronte di danni di massa di scarso valore
individuale, si realizza un considerevole arricchimento per chi realizza le condotte lesive,
ogniqualvolta questo soggetto riesce a sottrarsi agli obblighi risarcitori.
È da queste premesse che discende l‟esigenza di introdurre strumenti di tutela collettiva che
consentano di azionare, in un unico processo, le difese di interessi riconducibili ad una indefinita
generalità di soggetti, annullando l‟asimmetria tra i diritti riconosciuti in astratto dall‟ordinamento
positivo e la loro concreta realizzazione nel processo, così da elevare il grado di tutela “vivente”
nel quotidiano dei consumatori, anche in virtù della funzione di deterrenza che la minaccia
dell‟iniziativa collettiva è in grado di esercitare nel dissuadere i comportamenti delle imprese
scorrette.
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Parte 5: la responsabilità civile e i fatti illeciti
LA RESPONSABILITÀ CIVILE nasce dall'illecito extracontrattuale (art. 2043 c.c.)
Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito
Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso
il fatto a risarcire il danno
È FATTO ILLECITO qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto. Da questo
fatto deriva l‟obbligazione a risarcire il danno subito.
Obbligazione di risarcire il danno: può derivare da
 Fatto illecito  responsabilità extracontrattuale/civile
 Inadempimento  responsabilità contrattuale
Il problema della responsabilità civile è stabilire chi deve sopportare i costi degli incidenti
Inoltre bisogna individuare le condizioni in base alle quali il danno va risarcito
Elementi del fatto illecito:
 Il fatto: comportamento umano commisivo(fare) o omissivo (non fare: è illecito solo se il
soggetto, la cui omissione ha cagionato il danno, aveva l‟obbligo giuridico di evitarlo)
 Il danno ingiusto: è lesione dell‟interesse altrui, meritevole di protezione secondo
l‟ordinamento giuridico. Non basta la lesione di un semplice interesse altrui, tale interesse
deve essere giuridicamente protetto. Essa è una clausola generale: quando non è la legge
a valutare che un dato danno è ingiusto riconoscendo a chi lo ha subito il diritto al
risarcimento, la valutazione è rimessa all‟apprezzamento del giudice.
 atipicità dell‟illecito: non sono tassativamente determinati i casi in cui è previsto il
risarcimento del danno
Casi in cui l‟ingiustizia del danno è fuori discussione
a) Lesione di un diritto della personalità
b) Lesione di un diritto reale (danneggiamento della cosa)
c) L‟uccisione di una persona lede il diritto al mantenimento dei suoi familiari
d) Lesione di un diritto di credito (uccisione di un giocatore di calcio lede il diritto alle
sue prestazioni sportive spettante alla società calcistica)
e) Quando il terzo abbia reso solo temporaneamente impossibile la prestazione del
debitore (ferimento in un incidente stradale di una persona che lavora alle
dipendenze altrui)
f) Il terzo è concorso nell‟inadempimento istigandolo a non adempiere o rendendosi
partecipe dell‟inadempimento (per violazione del patto di non concorrenza
risponde Tizio per responsabilità contrattuale ma anche Caio che gli ha fatto da
prestanome nell‟attività concorrente per responsabilità extracontrattuale)
g) Lesione della libertà contrattuale (contraente che per falsa informazione del terzo
conclude un contratto che altrimenti non avrebbe concluso)
h) Lesione di una situazione di fatto meritevole di protezione (famiglia di fatto)
i) Lesione di un interesse legittimo da parte della pubblica amministrazione (interesse
protetto come riflesso della protezione dell‟interesse pubblico)
EVOLUZIONE DELLA CONCEZIONE
Dal danno in giusto come Lesione di un diritto soggettivo assoluto (vita, integrità
fisica, salute, proprietà, nome, immagine, onore,riservatezza)
L‟evoluzione del sistema avviene attraverso la individuazione di nuovi diritti della
persona come l‟identità, ecc. Fino ad arrivare alla concezione del danno ingiusto
come lesione di diritti relativi in giurisprudenza attraverso questi casi: dal caso
Superga (la società non ha ottenuto il risarcimento del danno per la morte dei
giocatori dalla compagnia aerea perchè era una pretesa su un diritto relativo)al
caso Meroni (20 anni dopo la società danneggiata dall‟uccisione del calciatore
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perchè era stato investito ottenne il risarcimento) il caso Pasta Puddu (Cass. S.U.
2135/1972)
 ora si considerano la lesione del credito del datore di lavoro (Cass. 2105/1980), La
lesione degli obblighi alimentari, La lesione delle aspettative legittime , La lesione
degli interessi legittimi (Cass. n. 500/1999) .
Resta fermo il problema è il bilanciamento degli interessi in gioco (es. identità
personale/diritto di cronaca)
Il danno è ingiusto se non è stato cagionato nell‟esercizio di un diritto: chi licenzia
un suo dipendente gli cagiona certamente un danno, ma non si tratta di danno
ingiusto se il licenziamento è motivato da giusta causa o giustificato motivo avendo
in tal casi il datore di lavoro diritto a licenziare.
Cause di
giustificazione
Il codice prescrive che il danno non è ingiusto in caso di
- Legittima difesa: chi cagiona danno per legittima difesa di sè o degli altri
non è responsabile del danno cagionato.
- Stato di necessità: lo si fa per salvare sè o altri dal pericolo attuale di un
danno grave alla persona a patto che non sia da lui volontariamente
cagionato nè tanto meno altrimenti evitabile. Il giudice può condannare
comunque il danneggiante a indennizzare l‟innocente danneggiato
 Rapporto di causalità fra fatto e il danno: deve esserci un rapporto di causa ed effetto, per
cui possa dirsi che il primo a cagionato il secondo. Occorre che l‟evento dannoso appaia
come conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso.
Causalità materiale (art. 40,41 c.p.) (tra condotta ed evento dannoso)
Risponde alla domanda: chi è responsabile del danno? Chi commette
Illeciti per comportamento commissivo o Illeciti per omissione: non impedire un
evento che si ha l‟obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo
Causalità giuridica (art. 1223 c.c.) risponde alla domanda: quali danni sono risarcibili?
 Il problema della selezione dei danni risarcibili: sono risarcibili i danni derivanti dall‟evento
dannoso che appare come conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso.
Il concorso tra responsabili e la responsabilità solidale (art. 2055):
Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del
danno.
Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla
gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate.
Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguale.
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 Il dolo o la colpa:
o è dolo l‟intenzione di provacare l‟evento dannoso, come l‟intenzione di uccidere
nell‟omicidio volontario.
Dolo eventuale: chi pur non agendo x causare l‟evento dannoso si rappresenta il
suo possibile verificarsi come conseguenza della sua azione (sparo per intimidire ma
ferisco qualcuno)
o è colpa la mancanza di diligenza, di prudenza, di perizia: l‟evento dannoso non è
voluto ma provocato per negligenza imprudenza o imperizia, o per inosservanza di
norme di legge o di regolamento. Il fatto colposo è il comportamento negligente,
imprudente o imperito.
Colpa cosciente: l‟atteggiamento di chi si comporta imprudentemente o
negligentemente con la previsione del possibile evento dannoso che confida nel
potere di evitare (il poliziotto spara x colpire il malvivente ma centra l‟ostaggio)
Colpa grave: Errori non scusabili per la loro grossolanità, Assenza delle cognizioni
fondamentali attinenti alla professione, Difetto della perizia tecnica minima, Ogni
altra imprudenza che dimostri superficialità e disinteresse per i beni primari affidati
alle cure di prestatori d‟opera.
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Ci sono illeciti sanzionati solo a titolo di dolo (833 c.c. atti di emulazione) e illeciti
sanzionati solo a titolo di dolo o colpa grave
L‟onere di provare il dolo o la colpa è a carico del danneggiato: il creditore deve provare
la colpa del debitore (nella responsabilità contrattuale è presunta fino a prova contraria
del debitore).

Capacità di intendere e di volere: Nessuno può essere imputabile se al momento del fatto
non era in grado di intendere o di volere, ma l'incapacità non esclude l'imputabilità
quando è dovuta a colpa del soggetto (un ubriaco che pur non essendo in grado di
intendere e di volere fracassa una vetrina è imputabile).
Se il danno cagionato dall‟incapace la responsabilità è del sorvegliante se non da la
prova di non aver potuto impedire il fatto. In tal caso l‟equa indennità è eventualmente a
carico dell‟incapace.
responsabilità dei genitori
• Art. 2048
Riguarda la responsabilità dei genitori ( e degli insegnanti) per i fatti illeciti
compiuti dai figli minori (ma capaci di intendere e volere): i genitori rispondono
solidalmente con i figli salvo prova liberatoria (-> non aver potuto impedire il
fatto ) le applicazioni giurisprudenziali rendono particolarmente difficile tale
prova

Danno risarcibile:
Sono risarcibili le conseguenze dannose dell‟illecito
E‟ risarcibile il Danno patrimoniale (danno emergente + danno lucro cessante) più danno
non patrimoniale (vedi pagina 30)
La responsabilità indiretta
In queste ipotesi è responsabile un soggetto diverso rispetto a quello che ha commesso il fatto
È responsabilità senza colpa La prova liberatoria non è mai l‟assenza di colpa.
 2049 - dei padroni e committenti
 rapporto di lavoro: se il danno è cagionato da un dipendente, nell‟esercizio delle mansioni
a lui affidate, del danno risponde oltre al dipendente anche il suo datore di lavoro. Il rischio
del lavoro incombe sul datore del lavoro
 responsabilità di chi è tenuto alla sorveglianza di incapaci: se il fatto illecito è commesso da
incapaci ne risponde chi era tenuto alla loro sorveglianza (personale della casa di cura)
responsabilità dei genitori, tutori, precettori: per minori sotto la loro sorveglianza
 liberatorio provare di non aver potuto impedire il fatto

responsabilità del proprietario del veicolo: risponde in solido col conducente a meno che non
provo che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà
La responsabilità oggettiva
Il soggetto risponde di un fatto produttivo di danno anche se lo si è commesso senza dolo o colpa.
Si basa sulla sola esistenza del rapporto di causalità tra fatto ed evento dannoso: ci si libera con la
prova dell‟assenza di questo nesso, dimostrando imprevedibilità o inevitabilità
Ipotesi di responsabilità oggettiva nel codice civile
•
2050 - RC per esercizio di attività pericolose
prova liberatoria  aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. riguarda le
modalità di organizzazione dell‟attività pericolosa, che devono essere idonee a prevenire
l‟eventualità di eventi dannosi. L‟attività pericolosa deve essere svolta nelle condizioni di
massima sicurezza con l‟adozione di tutti gli accorgimenti che la tecnica offre, non importa il
loro costo.
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•
•
•
•

2051-danno cagionato a cose in custodia
prova liberatoria caso fortuito, ossia uno specifico evento imprevedibile ed invetabile che ha
creato da solo le condizioni dell‟evento dannoso, escludendo il nesso tra comportamento del
soggetto e evento dannoso. Se la causa dell‟evento resta ignota, il soggetto risponde
2052 - danno cagionato da animali
prova liberatoria caso fortuito
2053 - rovina di edificio
prova liberatoria il danno non è dovuto a difetto di costruzione o di manutenzione. Si deve
dar prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il sinistro come la buona
manutenzione e la costruzione a regola d‟arte
2054 – Danno derivante da circolazione dei veicoli
prova liberatoria  il conducente non è responsabile solo se prova di aver fatto tutto il
possibile per evitare il danno. Deve provare di aver fatto tutto ciò che era umanamente
possibile per evitarlo. Dato che si risponde del danno anche in caso di vizi di costruzione o
difetti di manutenzione occorre provare che il danno non è dovuto a difetto di costruzione o di
manutenzione.
In caso di scontro tra veicoli si presume fino a prova contraria che ciascun conducente abbia
concorso a cagionare il danno subito dai veicoli. Su ciascuno dei conducenti incombe l‟onere
di provare che la responsabilità sia tutta dell‟altro o dell‟altro in misura superiore alla metà.
+ responsabilità del proprietario del veicolo: risponde in solido col conducente a meno che
non provo che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà.
La responsabilità del produttore (artt. 114 ss. codice del consumo) – danno da prodotti
Il produttore e' responsabile del danno cagionato da difetti del suo prodotto.
prodotto difettoso = Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può
legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui:
1) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche
palesi, le istruzioni e le avvertenze fornite;
2) l'uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato e i comportamenti che, in
relazione ad esso, si possono ragionevolmente prevedere;
3) il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.
Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza offerta normalmente dagli altri esemplari della
medesima serie
Il produttore è responsabile per i danni causati da un difetto del prodotto.
Il prodotto deve essere sicuro, ovvero idoneo allo specifico uso cui è destinato.
La responsabilità oggettiva basata sul rapporto di causalità tra il fatto altrui e l‟evento dannoso: il
produttore per non rispondere che deve dare prova liberatoria, provando uno dei casi di
esclusione della responsabilità (art. 118):
Esclusione della responsabilita'
1. La responsabilita' e' esclusa:
a) se il produttore non ha messo il prodotto in circolazione;
b) se il difetto che ha cagionato il danno non esisteva quando il produttore ha messo il prodotto in
circolazione;
c) se il produttore non ha fabbricato il prodotto per la vendita o per qualsiasi altra forma di distribuzione a
titolo oneroso, ne' lo ha fabbricato o distribuito nell'esercizio della sua attivita' professionale;
d) se il difetto e' dovuto alla conformita' del prodotto a una norma giuridica imperativa o a un provvedimento
vincolante;
e) se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il produttore ha messo in
circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso;
f) nel caso del produttore o fornitore di una parte componente o di una materia prima, se il difetto e'
interamente dovuto alla concezione del prodotto in cui e' stata incorporata la parte o materia prima o alla
conformita' di questa alle istruzioni date dal produttore che la ha utilizzata.
rischio dello sviluppo: se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il produttore
ha messo in circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso
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 Coordinare con disciplina dei vizi nella vendita: dall‟analisi della nostra giurisprudenza in materia
di vendita si può ricavare il giudizio che al venditore i nostri giudici chiedono di verificare che la
cosa venduta sia esente da vizi che ne pregiudichino l‟idoneità dell‟uso, che ne imprimano
connotato di pericolosità e impongono un dovere di informazione circa le modalità d‟uso della
cosa per un uso sicuro.
Art. 1490 Garanzia per i vizi della cosa venduta
Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui
è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al
compratore i vizi della cosa (1229).
Art. 128 ss. codice del consumo
Ambito di applicazione e definizioni
1. Il presente capo disciplina taluni aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di
consumo. A tali fini ai contratti di vendita sono equiparati i contratti di permuta e di somministrazione nonche'
quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da
fabbricare o produrre.
2. Ai fini del presente capo si intende per:
a) beni di consumo: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne:
1) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalita' dalle autorita' giudiziarie,
anche mediante delega ai notai;
2) l'acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantita' determinata;
3) l'energia elettrica;
b) venditore: qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell'esercizio della propria attivita'
imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti di cui al comma 1;
c) garanzia convenzionale ulteriore: qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei
confronti del consumatore senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o
intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella
dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicita';
d) riparazione: nel caso di difetto di conformita', il ripristino del bene di consumo per renderlo conforme al
contratto di vendita.
3. Le disposizioni del presente capo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del
tempo del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall'uso normale della cosa.
FUNZIONI DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE
•
•
•
•
Sanzionatoria: sanziona il responsabile
Preventiva: previene l‟illecito
Compensativa: compensa chi ha subito il danno
Rapporti tra responsabilità civile e assicurazione: obbligatoria la RC auto. L‟assicurazione
limita il rischio patrimoniale per il danneggiante, indennizzando al suo posto il danneggiato.
Confronto: responsabilità contrattuale e extracontrattuale
fonte
Disciplina e
prova
responsabilità extracontrattuale
Atto illecito
nella responsabilità civile il danneggiato
deve dimostrare la colpa del
danneggiante
responsabilità contrattuale
Inadempimento
nella responsabilità contrattuale il
debitore deve dimostrare che
l'inadempimento non gli è imputabile
(inversione dell'onere della prova)
nella responsabilità contrattuale, solo il
danno prevedibile
10 anni
5 anni
Danno
risarcibile
prescrizione
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Il processo civile
Tutela giurisdizionale civile  su domanda dell‟interessato salvo casi speciali previsti dalla legge in
cui si attiva il pubblico ministero o si provvede d‟ufficio (dichiarazione di fallimento)
Chi lamentando che un proprio diritto è stato leso da altri e agisce in giudizio è detto Attore.
Chi è chiamato a rispondere dell‟accusa è detto convenuto.
Sono le parti del processo/procedimento/giudizio.
Il giudice decide la controversia con una sentenza. La controversia è detta lite/causa.
L‟azione è la pretesa che l‟attore vanta in giudizio.
Il convenuto per contrastare la pretesa dell‟attore può sollevare eccezioni con le quali contesta la
pretesa dell‟attore, adduce a fatti o diritti che rendono inefficace la pretesa. Con le eccezioni si
limita a difendersi ma può contrattacare avanzando una domanda riconvenzionale, basata o
sullo stesso titolo sul quale l‟attore fonda la sua pretesa oppure sul titolo su cui fonda l‟eccezione.
Quando una sentenza non viene impugnata (non si propone appello entro i termini previsti)
oppure ha percorso tutti i 3 gradi di giudizio si dice che è passata in giudicato.
Chiunque voglia far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il
fondamento.
 onere della prova
Chi all‟opposto contrasta la pretesa dell‟attore deve provare i fatti a fondamento della sua
eccezione
Tipi di prova
 Prove documentali /scritte:
 Atto pubblico  fa piena prova salvo querela di falso (bisogna impugnarli
per falsità)
 Scrittura privata  piena prova contro chi l‟ha sottoscritta se questi non la
disconosca con querela di falso
N.B. in questi due casi la sottoscrizione deve essere autografa, di pugno del
nome da cui risulti la sottoscrizione
 Documento contro persone estranee alla redazione: deve avere data certa
(presentato al notaio per autenticazione, o registrato, o quando avvengano
fatti che ne provano la sicura già avvenuta redazione)
 Telegrammi se l‟originale è sottoscritto/fatto consegnare/consegnato
all‟ufficio telegrafico dal mittente
 Registri domestici per un pagamento ricevuto
 Riproduzioni meccaniche (fotocopie) salvo che non disconoscano l‟originale
 Documento informatico che rispetta certe regole
 Prove testimoniali: per testimoni.
Esclusa per i contratti in genere (salvo che il giudice non la ritenga ammissibile), quando si
vuole provare l‟esistenza di un patto aggiunto o contrario alle clausole di un contratto
scritto (simulazione)
 Confessione: dichiarazione di una parte della verità di patti ad essa sfavorevoli e favorevoli
alla controparte. Ha per oggetto fatti. È una dichiarazione di scienza e può essere
impugnata solo per errore di fatto o violenza. Da non confondere col riconoscimento
dell‟altrui diritto che inverte solo l‟onere della prova (pag 38 e 42)
 Giuramento: confessione fatta da una delle parti con forma solenne su invito dell‟altra
parte o del giudice. Può essere suppletorio (il giudice invita a farlo per completare una
prova insufficente) o decisorio (l‟altra parte invita a giurare e fa dipendere la decisione
totale o parziale della causa). Non si può provare l‟esistenza di un atto che richiede la
forma scritta
 Presunzione: mezzi di prova indiretti, consistono nel dedurre da fatti noti l‟esistenza di un
fatto ignoto. Possono essere legali (fatte dalla legge) o semplici (lasciate
all‟apprezzamento del giudice: debbono essere gravi, precise e concordanti), assolute (
non ammettono prova contraria) o relative (ammettono prova contraria)
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N.B di norma il giudice valuta liberamente le prove e decide quali ritenere attendibili e quali no
salvo prove legali per lui vincolanti.
Schema sulle azioni esaminate in questo corso
azione
A tutela di
Da chi può essere fatta
valere in giudizio e perchè
Effetti in caso di
accoglimento
Prove necessarie e altre
annitazioni
Di
rivendicazione
proprietà
Spetta a chi si dichiara
proprietario di una cosa di
cui il convenuto ha
possesso/detenzione. Mira
o ottenere il
riconoscimento del diritto
di proprietà
Il giudice obbliga il
convenuto a restituire la
cosa al proprietario e a
risarcirlo del danno
negatoria
proprietà
Il proprietario può agire
contro chi vanti diritti reali
minori sulla cosa
chiedendo la
dichiarazione della loro
insestenza.
I diritti reali minori oggetto
della controversia
vengono dichiarati
inesistenti e il convenuto
deve risarcire il danno per
le turbative arrecate
Deve provare di essere
legittimo proprietario della
cosa (titolo idoneo).
La prova di tale diritto non
è semplice. Per questo
motivo spesso il
proprietario ricorre alle
azioni possessorie. Non si
prescrive salvo gli effetti
dell‟acquisto di proprietà
per usocapione.
L‟attore deve provare il
suo diritto di proprietà
libero da diritti reali minori,
mentre il convenuto deve
provare il suo diritto reale
sulla cosa.
Mira a ottenere
l‟accertamento da
parte del giudice
dell‟inesistenza del
diritto altrui e l‟ordine
rivolto al convenuto di
cessare l‟esercizio di
tale diritto
Di apposizione
di termini
proprietà
Spetta a ciascun
proprietario dei fondi
confinanti per ottenere
che a spese comuni siano
apposti i segni del confine
Di regolazione
dei confini
Di
reintegrazione
/
spoglio
proprietà
In caso di confini incerti
possesso
Di
manutenzione
possesso
Spetta al possessore
(qualsiasi) che sia stato
spogliato del possesso di
una cosa mobile o
immobile occultamente o
violentemente
Riguarda beni immobili e
università di mobili e
spetta al possesore
molestrato nell‟esercizio
del possesso o a chi ha
subito uno spoglio non
violento o clandestino
appunti di diritto privato 2012
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72
il giudice stabilisce che
le spese per
l‟apposizione di
siepi/recinti ecc che
separano i due fondi
siano a carico di
entrambi anche se uno
dei due non era
d‟accordo
all‟apposizione dei
termini
il giudice determina i
confini incerti
Il giudice ordina all‟autore
dello spoglio di restituire la
cosa
In caso di turbative si
ottiene un ordine di
cessazione di tali
turbative, in caso di
spoglio si ottiene un ordine
di restituzione
Basta la prova del fatto in
sè dello spoglio.
Tempo 1 anno: trascorso
un anno il possesso si
consolifa nelle mani
dell‟autore dello spoglio
Entro 1 anno dallo spoglio
/turbative
N.B. solo il possesso dura
continuo e ininterrotto da
oltre un anno e se
conseguito in modo
violento è passato almeno
1 anno dalla cessazione
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della violenza
azione
A tutela di
Da chi può essere fatta
valere in giudizio e perchè
Effetti in caso di
accoglimento
Prove necessarie e altre
annitazioni
Di
nunciazione
Possesso,
proprietà,
altro diritto
reale
Proprietario, possessore,
titolare di un diritto reale a
prevenzione di un
potenziale danno sulla
cosa.
Due fasi:
1. l‟autorità emette
provvedimenti provvisori e
urgenti a salvaguardia del
denunciante
2. giudizio di merito sull‟
eventuale illeceità del
comportamento del
denunciato e l‟effettivo
pericolo di danno
denuncia di nuova opera:
entro un anno dall‟inizio e
finchè l‟opera non è finita
Ciascun creditore può
surrogarsi al debitore per
assicurare che siano
soddisfatte/conservate
integre le sue ragioni,
esercitare i diritti e le azioni
spettanti al debitore
(escluse quelle
strettamente personali).
Requisiti:
inerzia del debitore +
pregiudizio che tale atto
crea ai creditori
Effetto dell‟azione non è il
rietro del bene nel
patrimonio ma la
possibilità per il creditore
che ha promosso l‟azione
di soddisfarsi con la sua
azione esecutiva anche su
quel bene. Ciò che
residua dell‟eventuale
esecuzione forzata spetta
al terzo. Giova solo a chi
ha promosso l‟azione
Il creditore deve provare
1.Il fatto oggettivo del
pregiudizio, ossia il fatto
che l‟atto ha causato
l‟impossibilità per lui di
soddisfarsi sul restante
patrimonio del debitore
2.La malafede del
debitore (e del terzo
acquirente per atti a titolo
oneroso): entrambi
devono essere a
conoscenza del
pregiudizio arrecato
3.In caso di un atto
compiuto prima del
sorgere del credito si deve
dimostrare anche la
dolosa preordinazione da
parte del debitore (e del
terzo acquirente se è a
titolo oneroso)
Azione
surrogatoria
Del credito
Azione
revocatoria
Del credito
sequestro
Del credito
appunti di diritto privato 2012
Sono
denuncia di nuova opera:
opera da altri intrapresa
dalla quale si teme possa
derivare un danno alla
cosa oggetto di diritto
Denuncia di danno
temuto: denuncia di un
danno grave e imminente
che si teme possa
derivare alla cosa
dall‟edificio/cosa altrui
Contro l‟inerzia del
debitore il creditore può
surrogarsi al debitore.
Se il debitore trascura di
esercitare i propri diritti
(risquotere un certo
credito, rivendicare la
proprietà, ecc) ledendo
così la garanzia
patrimoniale dei propri
creditori (che non
troveranno nel patrimonio
del creditore il bene non
rivendicato o il denaro del
credito non riscosso) si
può aprire l‟azione
surrogatoria
E‟ uno strumento di
reintegrazione della
garanzia patrimoniale
attuabile qualora il
debitore compia atti di
disposizione del suo
patrimonio che rechino
pregiudizio alle ragioni del
creditore. Il creditore
chiede, con l‟azione
revocatoria, che l‟atto di
disposizione a lui
pregiudizievole sia
revocato, ovvero
dichiarato inefficace nei
suoi confronti (inefficacia
relativa, vale solo nei
confronti di chi ha agito).
Può essere chiesta dal
creditore
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73
Tale azione determina
beneficio per tutti i
creditori perchè una volta
che il patrimonio del
debitore è accresciuto
dall‟azione ciasciun
creditore può concorrere
su esso secondo le regole
generali.
È azione preventiva che
impedisce atti di
disposizione della cosa
data a garanzia.
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Appendice 1: altre fonti dell‟obbligazione oltre a quelle qui esaminate
Altri atti oltre al contratto
Promesse unilaterali
È un atto unilaterale tra vivi a contenuto patrimoniale. Tali atti possono essere produttivi di
effetti obbligatori. Un soggetto detto promittente è obbligato ad eseguire una data
prestazione per il solo fatto di averla promessa indipendentemente dall‟accettazione del
soggetto a favore del quale la prestazione deve essere eseguita. Producono effetti nei casi
previsti dalla legge di
o Promessa di pagamento e ricognizione di debito
Sono dichiarazioni unilaterali astratte dalle quali non emerge
la causa in forza delle quali si promette il pagamento o si
riconosce il debito. Dispensa il beneficiario della dichiarazione
dell‟onere di provare il rapporto fondamentale, la causa
dell‟obbligazione riconosciuta dall‟atto.
o Promessa al pubblico
Chi rivolgendosi al pubblico promette una prestazione a chi si
trovi in una data situazione o compie una data azione. Il
promittente è vincolato ad adempiere la sua promessa non
appena questa è resa pubblica
o Titoli di credito
Altri fatti
Gestione di affari altrui
È il caso di chi si comporta come mandatario pur non essendo vincolato da mandato. Da
questo fatto(la gestione deve essere stata utilmente iniziata) sorgono le obbligazioni di
o Chi inizia la gestione deve continuarla finchè l‟interessato non
possa provvedervi da sè
o L‟interessato deve adempiere le obbligazioni assunte in suo
nome e rimborsare le spese
Se l‟interessato ratifica la gestione altrui si producono gli stessi effetti del mandato
Ripetizione dell‟indebito
È il caso che si verifica quando un soggetto esegue una prestazione non dovuta, priva di
causa, a vantaggio di un altro. Il pagamento genera l‟obbligazione restitutoria
dell‟indebito e dall‟altro l‟altro il diritto alla ripetizione (restituzione) dell‟indebito, salvo in
caso di adempimento di obbligazioni naturali, immoralità bilaterale e prestazioni contrarie
al buon costume.
Tipi di indebito
o Oggettivo: pagamento non dovuto, contratto annullato
dopo l‟adempimento, risolto, dichiarato inefficace
 non c‟è l‟obbligazione
o Soggettivo: si paga un debito altrui credendolo proprio
 c‟è l‟obbligazione ma non è obbligato chi paga
Arricchimento senza causa
Può accadere che tra due soggetti si verifichi, senza alcuna giustificazione, uno
spostamento patrimoniale tale per cui uno subisca un danno e l‟altro correlativamente si
arricchisca (avulsione, accessione). È un arricchimento senza causa, privo di titolo che lo
giustifichi. Tale fatto origina l‟obbligazione di indennizzare colui che ha subito il danno della
correllativa diminuizione patrimoniale nei limiti dell‟arricchimento:
indennizzo = minor somma tra l‟ammontare del danno altrui e l‟arricchimento ingiustificato
Azione di arricchimento
generale: esperibile in una serie illimitata di ipotesi in cui si verifica il
presupposto dell‟arrichimento senza causa
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sussidiaria: solo quando non ci sono altre azioni fattibili x il danneggiato
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