Quaderni d`italianistica : revue officielle de la Société canadienne

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Quaderni d`italianistica : revue officielle de la Société canadienne
Indici e controindici: la polemica di Pier
contro
Paolo Vergerio
*
la censura ecclesl\stica
Alessandro La Monica
Riassunto: In quest'articolo
Pier Paolo Vergerio
papato
dano
e la
gli
si
esaminano alcuni
si
dei rilievi polemici che
giovane inserì nei numerosi
contro
libelli scritti
il
cattolica. Gli interventi vergeriani qui studiati riguar-
Indices librorum prohibitorum,
del 1549,
colo
Chiesa
il
segnatamente quello veneziano
con alcuni rimandi anche a quello tridentino
del 1564. L'arti-
sofferma in particolare sulla polemica che Vergerio ingaggiò con-
tro le proibizioni di alcune opere di
Boccaccio. In nota
si
Dante {De monarchia),
Petrarca e
pubblica anche una pressoché sconosciuta tradu-
zione latina (curata da Vergerio) del sonetto petrarchesco Fontana di
dolore.
Bruciatemi,
Questo torto non fatemelo!
la verità
non
l'ho sempre, nei
mi
trattate
miei
di volo, bruciatemi!
scrisse
Non
lasciatemi fuori!
libri, dichiarata:'
Che forse
E ora
voi
come fossi un mentitore! Vi comando:
bruciatemi!
Brecht
Nella storia italiana
emigrarono
i
numero
il
di coloro
che per motivi
oltralpe, in particolare in Svizzera, è
o politici
religiosi
davvero considerevole. Tra
primi a cercare rifugio in quel paese, nel 1549, fu Pier Paolo Vergerio
giovane' (Capodistria, 1498
-
Tubingen 4 ottobre 1565), arcivescovo
Capodistria poi allontanatosi dalla Chiesa cattolica
Nella trascrizione del testo è stata
si
ti-
è distinto fra u
è stato reso
sono
ç.
con
v,
sono
e.
è eliminata
al
tr.
a cura di
di
comunità
apostrofi e accenti,
nesso intervocalico
il
Ih etimologica. Et e
la sigla
-
tironiana
Regolarizzati anche l'uso delle maiuscole e l'interpunzione.
Le traduzioni dal tedesco (tranne quella
canzoni,
quale, dalla
la grafìa di
state sciolte le abbreviazioni,
-ti- o-ci-, si
state ridotte a
ammodernata
il
il
F.
in epigrafe, tolta
da B. Brecht, Poesie
Fortini e R. Leiser, Torino, Einaudi, 1959)
e
sono dovute
sottoscritto.
Recentemente
gli
studi su Vergerio
a Schutte 1977, citiamo solo
nell'ottobre
romanzo
di
del
hanno
gli atti
del
registrato
una notevole fortuna:
convegno tenuto a Cividale
1998 (Rozzo 2000). Vergerio
è
anche
il
protagonista del
Tomizza (Tomizza 1984).
Quaderni
d'italianisrìca.
Volume XXDC, No.
2,
oltre
del Friuli
2008, 17-28
Alessandro Lamonica
linguisticamente consorella del cantone dei Grigioni, condusse una strenua
battaglia contro la censura ecclesiastica.
soffermarci
Diverse ragioni
innanzitutto
sua figura:
sulla
spingono a
ci
internazionale
rilievo
il
del
personaggio nell'ambito della contesa sulla Riforma; in secondo luogo,
Giovanni Della Casa; infine l'invenzione, da parte
da
del controindice, sorta di Indice dei libri
volmente definito da Rozzo {Pier Paolo
con ordine.
Nel 1 549
come
sua vicenda con quella di un'altra figura decisiva
l'intrecciarsi della
l'allora
di Vergerlo, del genere
come
leggere,
è stato autore-
Vergerlo censore 149).
Ma
andiamo
nunzio pontificio di Venezia, Giovanni della Casa^
(Mugello, Toscana, 1503
Roma
-
1556), famoso autore del Galateo, intra-
primo Index librorum prohibitorum
prese la compilazione del
a
stampa
(relativo al solo territorio di Venezia)^ suscitando la reazione di Vergerlo, su
cui pendeva, tra l'altro,
Casa e conclusosi con
luterana e nell'inizio di
il
eresia intentatogli proprio
già in Italia, sfocerà nella conversione alla fede
una fervida
attività di
polemista contro
condannati.
.
.
( 1
549) e
,
di libri eretici stampato in
tali scritti,
A gl'inquisitori che sono per l'Italia.
Del catalogo
Roma nell'Anno presente (1559). Ciò che emerge
a parte la vis
Del primo
rispettivamente
polemica
argomentazione,
e l'efficace
come
e
la
del
terzo
Monarchia
e
autore
il
che appaiono fuori luogo
—
del
l'Indice
è la difesa
condannava
1559'^
Decameron; Petrarca, invece, citato da
autore che avrebbe avuto tutte
colpito dalla censura, ne usciva indenne.
(149)
li
M.D. XLVIIII sono
corone poetiche": Dante, Petrarca e Boccaccio.
delle "tre
Vergerlo
inqui-
su due volumi vergeriani: // Catalogo de libri
quali nuovamente nel mese di maggio nell'anno presente
da
gli
Della Casa in primo luogo. Noi concentreremo in partico-
lare la nostra attenzione
stati
da Della
la sua condanna. Egli riparò quindi in Svizzera dove
consumata
la crisi religiosa,
sitori italiani,
un processo per
le
E bene
carte in regola per essere
precisare, a questo punto,
— come ben vede Rozzo
quelle interpretazioni che ascrivono
tali
in
PP
rilievi
Vergerio censore
a
un presunto
ruolo di delatore^ svolto da Vergerio. In realtà egli intende solo denunciare
l'incompetenza dei
condanna opere
censori:
questi,
tenevano
infatti,
quelle incluse nel catalogo, dimostrando in
tal
^ Su Della Casa vd. Santuososso 1979.
^ Per l'Indice del 1549 vd. Bujanda 1987, 383-93.
^ Per l'Indice del 1559 vd. Bujanda 1990, 752-86.
5
Da
fiiori
dalla
loro
che, sosteneva Vergerio, erano anche più pericolose di
ultimo vd. Frajese 2006, 79-80.
— —
18
modo
di
non conoscere
La polemica
Paolo Vkrgf.rio
dì Pihr
neppure l'oggetto del loro deprecabile lavoro.
Venendo
a Dante, è probabile ci fosse anche l'intervento vergeriano
dietro \â princeps deWa. Monarchia, risalente
al
da subito suscitò veementi proteste da parte
domenicano Guido Vernani^
anni dopo
1280
circa
il
—
trattato
il
1327
un De reprobatione Monarchiae
scriveva
un pubblico
Fu solo
rogo.
ç.
il
due
(Castelnau-Montratier,
Villeneuve- Lès-Avignon, 1352) condannava l'opera
dal
come
Quattrocento
cominciò ad avere una certa fortuna, come testimoniano due
uno anonimo
volgarizzamenti:
Da
1559. L'opera, com'è noto,
ecclesiastica: già nel
cardinale Bertrando del Poggetto
eretica facendola bruciare in
che
'^
e l'altro, noto, a
opera di Marsilio
Ficino.*^
quest'ultima versione, confrontata con un manoscritto autorevole
ormai perduto, Johann Basilius Herold,'' noto umanista
svizzero, ricavò la
sua traduzione tedesca, pubblicata nel 1559 per "Niclaus Bischoff den
jiingeren" a Basilea.
Qualche settimana dopo
volta àié^ editio princeps y^\^\y\\C2X2i
Come
ricava
si
da alcune
la
traduzione tedesca fu
la
sempre a Basilea "per Joan. Oporinum".
lettere incluse nel libro,
Herold
si
occupò anche
di questa versione. 'o
La domanda capitale
nome
il
di Vergerlo e
(Matija Via
i
:
chi
è:
gli
fornì
il
manoscritto? John Tedeschi^i
di un altro umanista, Matthias Flacius
Carpano,
1520 - Frankfurt, 1575)
Istria,
fa
Illyricus
anch'egli,
come
Vergerlo, d'origine istriana e di fede protestante.
A
occuparsi più dettagliatamente della questione è stato però Francis
Cheneval, nell'ambito di uno studio sulla ricezione del trattato dalle origini
fino alla princeps del 1559.
Flacius
"
cercava
Illyricus
il
Da
esso
// Catalogo, 22r: "io vi voglio far toccar
frati
sanno molto poco,
uomini,
li
quali essi
e
apprendiamo che
1552-53
già nel
manoscritto della Monarchia per una sua
con mano, che questo Legato,
molto male sono informati da questi
libri, e
e questi
de questi
hanno voluto condannare, e vederete, che arrano una gran
essi hanno sperato di aver laude, e gloria".
vergogna da quello, che
'
Su Vernani vd. Cheneval 1995, 78
° Per
il
s.
(e note).
volgarizzamento di Ficino vd. Torri
1
844.
9 Su Herold vd. Burkhardt 1966.
L'opera fu pubblicata nello stesso anno da Oporino, prima in edizione latina e
poi in traduzione tedesca, curate entrambe da Herold.
Vergerio in Della camera, et statua della
"Dante
scrisse.
.
.
in prosa quel libro
il
Si legga
Madonna chiamata
cui titolo è
quanto
di Loretta,
Monarchia.
.
.
1
scrive
554, 44r:
e tosto lo farò io
comparire in stampa".
^^
Vd. Tedeschi
1987,
contribuirono a fornire
42,
il
n.
13:
"R
manoscritto per
R Vergerio
la
— 19 —
stampa".
e
M.
Flacius
Illyricus
Alessandro Lamonica
Kirchgeschichte e che aveva contattato fra
gli altri lo stesso
canto
lo aiutasse in tale ricerca. D'altro
Johannes Oporinus, già nel '54 era
una sua
legge in
Cheneval
giugno dello
lettera del
stesso
non
Hunc
nunquam
non
un anno dopo la
non avrebbe saputo nulla:
cuius versionem habeo. Illud est
apud paucissimos
et
è sicuro se
— dato anche
da
—
procurato da
il
Vergerio.
brano che Cheneval
reperiri,
ego
manoscritto che servì per
cita dal
De
almeno
comparire in stampa" (44
primo piano
di
non
sicuro,
resta,
Non
r.).
c'è
una
di
'^
idolo lauretano, traduzione
camera vergeriano, nell'originale italiano suona:
un ruolo
manoscritto;
il
parte di Oporinus,
possesso,
fosse stato
il
latina del Della
possesso
vir,
excusum
fuisse typis
Per cui, conclude Cheneval,
quindi, se
si
ma era
sine diffìcultate potui adipisci (Vergerio, Postremus Catalogus 18).
princeps
Eppure
1560, da cui
catalogus,
egli, tuttavia,
eruditione atque autoritate
certum,
sua parte
al
ante 60 annos in Italicam linguam convertit Marsilius Ficinus,
magna
non
si
difficoltà, del testo originale latino.
Questo almeno dichiara nel suo Postremus
pubblicazione della princeps, di cui
del
come
solo conosceva la versione di Ficino,
venuto in possesso, seppur con molta
farò io
una parte
di
anno (Cheneval 377).
opere vergeriane, dal 1554
cita poi diverse
ricava che l'ex arcivescovo
avesse
almeno
in possesso
dato che ne inviò copia a un certo Windelius Rihelius,
trattato,
la
Vergerlo perché
futuro editore della princeps,
il
dubbio,
allora,
"e tosto lo
che Vergerio
nella pubblicazione della princeps; diventa,
certo probabile che fosse Vergerio a fornire
semmai, incerto
Oporinus nel 1554,
se
manoscritto, di cui
il
quello
fosse
interessato alla polemica anticattolica,
Vergerio.
di
come
si
il
dichiara in
Non
scrive Cheneval,
essendo
Oporinus
quando non gli proposero
De formula Romani Imperii: l'editore
forse congelò la pubblicazione del trattato, fin
di pubblicare
uno
scritto di Alciato,
il
allora colse l'occasione per pubblicare,
argomento, una miscellanea
17
Vd. Cheneval 1995, 386:
Manuskript von
P. P.
insieme ad
sulla tematica della
altre
opere di consimile
monarchia. Quanto
al
nicht sicher, dal? der Easier Drucker sein
"... ist es
Vergerio erhalten hat, denn dieser bekundet im Jahre 1554
Werks und bemerkt, dal? nur ganz wenige dieses
Im Jahre 1560 wiederholt Vergerio seine Aussage, fiigt aber noch
cine indirekte Kenntnis des
Opus
besitzen.
den Hinweis dazu, da^
er
mit grower Schwierigkeit ein Exemplar der Monarchia
habe auftreiben kònnen" [non
il
è certo
che
lo
stampatore di Basilea abbia ricevuto
manoscritto da Vergerio, poiché questo mostra nel 1554 una conoscenza
indiretta dell'opera e rileva che solo pochissimi ne
Vergerio ripete
la
sua affermazione,
ma
esemplare della Monarchia con grande
sono
in possesso.
Nel
1
560
aggiunge anche che ha potuto scovare un
difficoltà.]
— 20 —
La polemica
che
fatto
censura condannasse
la
della pubblicazione a stampa,
Paolo Vlw^f.rio
d\ Pifr
il
non
da escludere che a ciò fosse indotta
è
come abbiamo
dalle citazioni di Vergerlo che,
ben cinque anni prima
trattato dantesco
proprio nel 1554 ne
visto,
annunciava un'imminente edizione.
Un'opera come questa, considerato
mano
potente in
al
il
suo autore, diventò un'arma
"Dante
fervido polemista:
nel libro della
non depende
dice a lettere maiuscole, che l'imperio
monarchia
contrario di quel che tenete voi" {A gl'inquisitori 30v); tuttavia,
il
rileveremo anche in seguito,
polemica
letterario
sempre
religiosa,
che
i
primo piano, un
una profonda conoscenza
rivela
Vergerlo riprende
censori per
avuto? che furia è stata
in fuori) sbandeggiar
libro
consideravano per
italiani lo
Demostene
dissentire
da
il
ultimi,
il
prosa
latino,
ma
che
mai stampato
come
fretta avete
catalogi (del
i
alla
e trovassi
primo
molto
Boccaccio Vergerlo nota che
a
guida
"tal
e
gli
maestro, qual è Cicerone
(A gl'inquisitori 19v), né
nelle greche"
egli
sembra
argomenti dei censori contro questi
gli
la parzialità,
s'ignoravano pour cause
Boccaccio
si
cento
le
ma
all'improviso" {A gl'inquisitori 31v),
come
a ignoranza
si
— come
condannava un
egli
trattato
rime morali, ancora più polemiche,
le
censuravano
volgare e in latino. Petrarca,
non
fu
non dovuta
ma ad opportunismo: come di Dante
—
del
la
non
quanto
Vergerlo a volgere
biasimandone
sapeva
così
condanna dantesca:
quale
oltre
puramente
dei classici. Si legga
"...
come
opinione.
tale
Abile è poi
interesse
vostra d'aver voluto in tutti
la
un
la
raro?" {A gl'inquisitori 32r); e in
nelle latine e
commento emerge,
questo
in
in
la
dalla chiesa, che è tutto
novelle,
"fatte
Luterane
glissava sulle altre opere, in
si
detto, ne esce indenne, o quasi. Infatti,
è segnalata negli Indici alcuna sua opera, se
non l'edizione, a cura dello
nomine e accompagnate
stesso Vergerlo, di sedici lettere estratte dalle Sine
da
tre sonetti
tempio
il
d'eresia"''' bastasse, sostiene
loro autore facesse
inquisitori
salvando
Ecco
la
si
sono invece
ai
del
dichiarirvi
solo verso "Scola d'errori e
Vergerlo {A gl'inquisitori 53v), perché
già condannati
condannare
limitati a
Dante
la
fatto eretici
egli vi sia
vostro
[sic]
Dante
e
Boccaccio
un gran stecco ne
ordine.
Ma
anche contra
voltaremo nel volgare
e in
non
la
tante legne
far eretico
Il
verso petrarchesco
si
anche
il
al
fuoco
Petrarca,
gl'occhi, specialmente essendo
fuggirete,
che sarete costretti a
di lui, percioché tutte quelle sue epistole
più d'una lingua" {A gl'inquisitori, 34v).
IO
•^
e Boccaccio. Gli
plaquette vergeriana
non metter
spiegazione di Vergerlo: "parvevi di
quantunque
stato
compagnia
il
opere di Petrarca, da cui quella dichiaratamente dipendeva.
le
avendo
e
nonostante
antiavignonesi,
legge in Canzoniere,
— —
21
CXXXVIII,
2.
Alessandro Lamonica
Il
monumento
Canzoniere era un
do vietarne
stampa; dopo
la
sarebbe stato assur-
letterario, sicché
vergeriana s'imponeva, tuttavia,
la sfida
necessità di un'edizione espurgata dalle punte più polemiche. In realtà
si
un "Druckverbot" (Ley 250)
arrivò a
ma
ufficiale,
la
non
come
solo implicito;
rileva
giustamente Rozzo {La letteratura italiana 93), è errato sostenere che
dopo
la
segnalazione di Vergerio
le
edizioni del Petrarca uscirono prive dei
come
sonetti anticuriali; altrettanto impreciso scrivere,
—
dell'indice
contenenti
che "del Canzoniere ...furono stampate solo
tosto, precisa
ancora Rozzo,
"le
o deturpate con inchiostro in
esempi di
italiana 93):
tali
pagine con quei
modo
testi
da renderle
.
.
.
edizioni
tre
da Vergerio, l'ultima nel 1573"
sonetti pubblicati
i
fa Frajese in Nascita
(91). Piut-
venivano strappate
"
illeggibili
{La
letteratura
operazioni sono riscontrabili nelle edizioni di
Venezia, Bertani, 1573, Venezia, Vidali, 1574 e Lione, Roviglio, 1574.
certo, però,
che
si
assistette a
ma
dante non solo Petrarca,
Il
fatto è
una
drastica riduzione delle stampe, riguar-
anche
— ribadiamo — che
opere espurgate.
le altre
Vergerio, tramite la segnalazione di altre
opere eminenti non incluse nell'Indice, non intendeva certo avallare
pratica censoria
ma,
contro una condanna da
come
una reazione
contrario, provocare
al
lui ritenuta assurda.
Di qui
i
dottissimo Filosofo e Teologo, che
citati,
come
egli fu
riconosciuto nel
l'ipotesi di
campo
era
{A
riferimenti a
Dante
come
di
gl'inquisitori 32r) e quelli a
illustre prosatore.
non
Petrarca, poi,
momento
bisogno di particolari credenziali, dal
teorizzazione bembiana,
"
la
in tutta Italia
a colui la cui autorità "specialmente nell'Italia è grandissima,
Boccaccio, già
E
— com'è noto —
il
che,
aveva,
dopo
specie
la
modello unanimemente
Interessante è a questo proposito
delle lettere.
Klaus Ley (246), per cui Vergerio, con paradossale rovescia-
mento, avrebbe rivolto quel modello proprio contro chi nel Cinquecento
— dopo
la
morte del Bembo ± ne era
le
cose stessero così, cioè che
continuatore più
il
alto,
della
il
Casa
appunto.
Che
tanti assenze nell'Indice
sitori,
ma
solo per
non per
Nostro
provocare — dopo
— una
rilevasse
numerose
lui
quanto
dice lo stesso Vergerio:
segnalate
molti non arrebbono creduto, che oggidì fosse cosi grande
quegli, che
valenti,
sono contrari
alla
chiesa
che sapessero contra di essa
quando leggerano questo catalogo
chiesa di
Roma
possa aver
il
e
impor-
gli
inqui-
un'eventuale messa all'Indice delle
reazione indignata almeno fra
opere da
ci
il
un'inspiegabile consonanza con
Romana, e che
componer tanti
[...]
numero de
fussero tanto dotti, e
libri,
e tante opere, e
sarano costretti a credere, che
torto, giacché tanti dotti
— 22 —
il
lettori, è
i
uomini
la
di tutte le
La
parti del
mondo sono
tempo medesimo
Lo scopo
Paolo Vercerio
f.mica di Pier
p(ìi
(//
d'accordo a scriver tanti
contra di
libri
lei
un
in
Catalogo 20v).
di Vergerlo era
dunque
con autori considerati importanti in
accrescere tale catalogo, soprattutto
Italia.
A
confermare quanto andiamo
dicendo è anche l'autodenuncia, altrimenti davvero inspiegabile, che
Vergerlo fa laddove parla dei diversi mezzi di cui
servirsi
per pubblicare
le
Portano eziandio
gli
Protestanti mettere in
viventi, e così
stampatori,
cima
e
nome
il
librari
Anche
alle
medesime opere de
Come
[...]
sette salmi
i
quale è mia, se bene è stampata sotto
(//
stampatori possono
alcuno de Cardinali, o morti, o
di
caminarano attorno secure
parafrasi scritta in volgare sopra
Cremona
gli
opere censurate:
nome
il
una
è fatto di
si
chiamati Penitentiali,
di
la
don Giovani da
Catalogo 21v).
Petrarca, ancora in vita, sarebbe stato vittima della censura ad
opera di un "Solipodio Dominicano" {A gl'inquisitori 34r). Di un
Marco Piceno
di Solipodio scriveva effettivamente
fra
Girolamo Squarciafico
nella sua Vita Francisci Petrarchae, allegata all'edizione delle Opere latine del
Da
poeta, pubblicate a Venezia nel 1501.i'^
mente
ricavò, oltre a quest'episodio,
curiali e le Sine
tale biografia
Vergerio probabil-
anche l'accostamento
fra
i
sonetti anti-
nomine, di cui in seguito progettò e in parte realizzò diverse
edizioni.
Dalle indicazioni che Vergerio fornisce in alcuni suoi
verificate
con Hubert (291-2), possiamo quindi
a cura di Vergerio: 1) la
prima
in
De
margine all'opera
cui,
come
e
sonetto Fontana di dolore in forma d'epigramma
il
detto,
si
pubblicavano insieme alcuni
seconda edizione dell'ottobre del 1554, di
vd. Frasso 1980. Per
sedici
i
testo della
il
idolo lauretano, in
estratti dalle
stampate, dice Vergerio, falsificando parzialmente
Su Squarciafico
scritti,
citare le seguenti edizioni
Sine nomine
latino''';
lettere
2)
una
Sine nomine,
dati per sviare
i
censori,
Vita Francisci Petrarchae
curato da Squarciafico vd. Quarta 1909.
-^
Pubblichiamo questa poco nota traduzione vergeriana, compresa
lauretano, 85: "Fons
aerumnarum, domus
sectarum mobile templum,/
qua
tot
luctus,
irae,
Roma quidem
gemitusque feruntur
in
fueras,
nunc
orbem,/
O
Si
nunquam
pauperie tua sunt fundamina iacta/ Sed
altis./
Spes
Quid nam
frontis habes meretrix?
est in divite cista./
miserum qui
Non
contra
modo
quo
igitur redeat te
sustinet aufferat
orbem."
— 23 —
De
idolo
es
Babylonia
te
fallax,/
Ex
fraudum mater, Career
teterrimus irae,/ Carnifìcina boni, sed iniqua sedula nutrix,/
miraclum insigne futurum/
in
piena furoris,/ Errorum ludus,
Vivorum
Christi saeviat
ira./
infernus,
Casta in
fondantes oppugnas cornibus
niteris
audax/ Spes[?] In
adulteriis,
Constantinus adaugens/ Protinus
at
Alessandro Lamonica
"in Argentina da Cristiano Milio" {A gl'inquisitori òAv): in realtà
di sediciìciicre
— come
1455 —
nel febbraio del
3)
una
Hubert (294),
V. stesso, ricorda
scrive a
pubblicate a Strasburgo presso Christian Milius;
tre sonetti
antiavignonesi con
infine, 4) la raccolta Stanze del
luochi
e,
1554.
Non
solo,
il
Berna con
ma \n A gl'inquisitori (34v.)
titolo
del Petrarca del
tre sonetti
Vergerio annuncia un'edizione
[le
Sine nomine
voltaremo nel volgare, e in più d'una lingua".
Per quanto riguarda quest'ultima edizione,
completa o parziale
da parte
falsificazione
gli
—
alla biografia del
si
dividono sulla
con quest'ultimo poeta,
— da
Qui
Della Casa.
opporre, intuisce bene
entra in gioco
la
dubbio che
attrative a
derne
la
egli fosse
contrarissimo
il
questione
degli scritti licenziosi e l'atteggiamento di Vergerio rispetto a essi. Ora,
c'è
la
dai trascorsi giovanili licenziosi
scoperta della vera fede, quella luterana
—
studiosi
di Vergerio dei testi assegnati al
Berni."' Certo è che Vergerio voleva proporre,
vicenda di una conversione esemplare
Ley (249)
nomine
Alcuni importanti
integrale e tradotta in più lingue: "tutte quelle sue epistole
di Petrarca]
trattava
BuUinger
terza rappresentata dalla traduzione in volgare di alcune Sine
accompagnate da
alla
si
non
opere che "contengono cose
alle
concupiscenza carnale" {A gl'inquisitori 15v), arrivando a chie-
censura
come
nel caso degli scritti dello stesso Berni, di Aretino o
di Boccaccio.
Quest'ultimo rappresenta, però, un caso a
nabile per Vergerio: per
due motivi,
direi.
Il
sé,
non integralmente condan-
primo riguarda
l'eccellenza raggiunta
dal Boccaccio nella prosa che, certificata dal
Bembo, poteva
occhio
il
sulle oscenità presenti nel Decameron:}'^
far
chiudere
un
secondo, ovviamente, è rappre-
sentato dall'importanza, per la letteratura protestante, del motivo antiecclesiastico
che, com'è noto, è
molto presente
un atteggiamento ambivalente
negativo.'**
Il
nelle novelle boccacciane. Vergerio
ha quindi
rispetto a Boccaccio: più positivo, alla fine,
commento vergeriano,
infatti, si
sulle novelle decameroniane,''^ in particolare
che
sofferma a lungo e favorevolmente
su quelle che sono più interessanti
^^ va. Rozzo 2005, 93-99.
L'autorizzazione poteva venire dalla Regola VII che precedeva l'Indice di
'
del
1564:
elegantiam
"Antiqui
et
vero,
[libri]
ab
Ethnicis
conscripti,
Roma
propter sermonis
proprietatem permittuntur; nulla tamen ratione pueris perlegendi
erunt" (Bujanda 1990, 817).
IO.
Si
veda ad esempio Della
camera., 42v,
dove Boccaccio viene definito "accorto
ingegno" e viene accomunato a Petrarca e Dante, "uomini dottissimi, e di bravo
ingegno... nella volgar lingua... eccellentissimi, e maestri di tutti
^
Come
gli altri".
Vergerio fa anche nello scritto succitato Della camera et statua della
Madonna chiamata
di Loretta, 1554.
— 24 —
La poi kmica
ni Pihr P/\oi
o
Vhrcerio
nell'ottica protestante: la notissima novella di Ciappelletto
di
Abraam giudeo
le
novelle di
aspramente cridca contro
2),
(I,
Ferondo
Puccio
frate
(III, 8),
ganda protestante e ne annuncia,
quella seguente
1);
o, ancora,
rivestire tali novelle
per
commento ad opera sua e di altri collaboratori.^o Di quest'edizione, che
potè essere realizzata per
Eppure non
due
Morata
lì
a
non molto
(Ferrara,
1
526 - Heidelberg,
1
I,
relativo
forse
ha
si
non
traccia.
una traduzione
e la
tempo
presente nel Decameron, nonché
al
in latino proprio
Olimpia Fulvia
2, a cura di
e frequentava
gli
ambienti
Vergerlo.^'
dunque, per Vergerio, una condanna senza
appello, attenuata nel caso del Boccaccio per
Quanto
I,
una corrispondenza proprio con
l'altro
letteratura oscena merita
1
555) grande figura di donna umanista che
Svizzera a quel
in
lei
protestano, intrecciando fra
La
sarà pubblicata
novelle citate da Vergerio, cioè la
trovava anche
si
non
Vergerio,
la vastità degli interessi di
propa-
sarà torse fuori luogo notare che proprio in Svizzera, a Basilea in
particolare, di
delle
la
un'edizione antologica con
infatti,
Non
Cipolla (VI, 10), ecc.
(III, 4), fra
che potrebbero
sfrigge a Vergerio l'importanza
(I,
Chiesa di Roma;
la
il
motivo
antiecclesiastico
per l'alto valore della sua prosa.
Della Casa, che ha sentito l'obbligo di
"farsi
un
concilio in
camera" (// Catalogo 78r), Vergerio ricorda che da giovane era stato autore
non pochi
di
un poemetto
uno
versi alla
in cui
si
maniera bernesca,
celebrano
le
fra
i
quali spicca scandalosamente
lodi della sodomia.-- Vergerio allude a
dei Gz/)/W/ pubblicati insieme a quelli del Castiglione nel 1533, inti-
tolato Capitolo sopra
Germanos,^^
il forno.
ammettendo
In seguito Della Casa rispose, nell'opera
l'errore giovanile,
ma negando
che
si
Ad
trattasse
d'amore omosessuale.
Dalle parole di Vergerio, infine, sembra
^^ "Io conosco alcun vostro amico,
sia sorto
un equivoco perdu-
quale ha in animo di
il
separatamente e porre in un bel libriccino tutte quelle novelle
XXV.
e
speriamo che queste,
volentiera, che tutte
postille,
^^
•^^
l'altre,
essendosi
tanto più che
aperti
gl'occhi,
[.
.
.]
far
stampare
e saranno forse
saranno
aremo imparato ancor noi
lette
più
a porvi delle
overo scolie nel margine e dell'annotazioni nel fine" {A gl'inquisitori 20t)
.
Si occupa della traduzione latina della novelle boccacciane Pirovano 1998.
//
in
Catalogo 78r: "In alcuni vostri versi, che sono stampati col vostro bel
cima, e vanno attorno insieme con
celebrar
le laudi...
^^ Citiamo
i
w. 22
della
s.
Sodomia (questa
di questo
poemetto
i
è cosa notoria in tutta la Italia)".
nella versione pubblicata da
Menage:
Cumque versibus/ Laudavimus Furnum, haud mares laudavimus:/ Quod
ait per maximam calumniam:/ Sed feminas piane: ut videre Carmine/ Ex
"[...]
ille
nome
capitoli del Berna, voi avete tolto a
ipso
adhuc
potestis".
— 25 —
Alessandro Lamonica
rante ancora oggi, relativo a
ma
stesso scabroso tema,
come
Vergerlo
non
del forno
con quella poesia
—
riferisca
proposito,
altro
1725 precisava
già nel
mai
riferimento:
si
F.
è
citate
Menage,
trattava lo
dubbio,
c'è
— sempre
Menage nota giustamente
nel suo Anti-Baillet (449),
semplicemente scambiato
Non
latina.
da noi
nelle opere
poemetto dellacasiano che
un De laudibus pederastiae sive sodomiae.
in latino:
In realtà,
vi fa
un
la ripresa
al
infatti,
il
Capitolo
che Vergerlo
Capitolo in volgare.
implicita del
A
si
tal
31 ("Benché
v.
chi fa questo mestier divino': c.n.): "bisognava che aveste detto chiaro di
condannar sua Reverendissima Signoria [Bembo], per aver sotto pretesto
cantar
le
Lodi del forno, celebrato
le
opera divina e mestier divinò' {A gl'inquisitori I4v:
c.n.);
aggiungo che anche
in // Catalogo (78r-78v) l'autore vi fa riferimento ("due volte in
un
avete detto, che quello è
'1
forno un'arte santa' (11:
Altre e più approfondite indagini merita
censura; frattanto
avremo
ci
poche righe
mestiere, e un'arte divina': c.n.) alludendo a
verso di poco precedente: "Soleva esser già
accontenteremo
se,
con
il
il
di
pessimo e averlo chiamato
lodi del vizio
rapporto
fra
un
c.n.).
Vergerlo e
la
nostro modesto intervento,
suscitato la curiosità degli studiosi.
Università di Zurigo
Opere citate
La Monarchia
Alighieri Dante.
Ficino;
di
Dante
Allighieri; col volgarizzamento di Marsilio
dal codice inedito della Mediceo-Laurenziana di Firenze con
tratto
illustrazione di diversi;
a cura del dottore Alessandro
Torri.
Livorno: Artisti
Tipografi, 1844.
Monarchey, Oder Dass das Keyserthumb, zu der wolfart diser Welt von nòten:
Den Rómern
billich
zierlichs buchlein,
zugehort
.../
Herren Dantis Aligherij des Florentiners, ein
in drey teyl aussgeteilt.
.
;
.
auch neuwes verdolmetscht durch
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Andreae
Alciati...
De formula Romani
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très. Radulphi Carnotensis De
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ad Germanos. Omnia nunc primum in lucem edita.
argumenti, Dantis Fiorentini de Monarchia libri
translatione Imperii
libellas.
Imperium translatum
sit
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nell'anno presente
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.
.
li
stati
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condannati,
Vergerius italice scripsit,
s.l.:
1549.
Ludovicus eius Nepos
vertit.
[Tubingen: Ulrich Morhart], 1554.
Della camera et statua della
Madonna chiamata
di Loretto. [Tubingen: Ulrich
Morhart], 1554.
Stanze del Berna con
tre sonetti
del Petrarca dove
— 27 —
si parla
dell'Evangelio,
& della
Alessandro Lamonica
Corte Romana. [Tubingen]: 1554.
_.
_.
XVI Petrarchae
Christian Milius, 1554/5.
epistolae. Strafiburg: bei
Alcuni importanti luochi tradotti fuor
Petrarca,
Campidoglio con
Papa Clem.
VII.
delle epistole latine di
Canonico di Padoa, archidiacono di Parma,
che fu
tre sonetti, e
Ove
M.
e
Francesco
laureato
in
con XVIII Stanze del Berna, che fu secretario di
vedessi che opinione
hebber ambidue della Rom. Chiesa,
s.l.:
1557.
_.
A
gl'inquisitori che sono
Roma
_.
per
l'Italia.
Del
catalogo di libri eretici stampato in
nell'Anno presente. [Pforzheim: Corvinus (Georg Rab),]: 1559.
Postremus catalogus haereticorum
catalogos qui post
decennium in
Romae
Italia nec
post renatum Evangelium fuerunt aediti
Corvinus (Georg Rab), 1560.
28
conflatus
non
cum
eos
1559
continens alios quatuor
omnes qui
annotationibus
in Gallia et Flandria
Vergerij,
Pforzheim: