Variante n° 24 al REGOLAMENTO URBANISTICO Variante Generale

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Variante n° 24 al REGOLAMENTO URBANISTICO Variante Generale
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Comune di Pergine Valdarno
Provincia di Arezzo
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Ufficio Associato di Pianificazione Territoriale dei Comuni di
Pergine Valdarno e Bucine
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Variante n° 24 al REGOLAMENTO URBANISTICO
Variante Generale
- Adozione ________________________________________________________
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
In ROSSO le parti eliminate
In VERDE le parti aggiunte
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Progetto: arch. Raffaele Lepore - (Ufficio Associato di Pianificazione Territoriale dei Comuni
di Pergine Valdarno e Bucine)
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Responsabile del Procedimento: arch. Raffaele Lepore - (Ufficio Associato
di Pianificazione Territoriale dei Comuni di Pergine Valdarno e Bucine)
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Garante della Comunicazione: geom. Stefano Crestini – (Ufficio Tecnico del
Comune di Pergine Valdarno)
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Indagini geologico-tecniche: Terra & Opere Consulenze Geologiche
dott.geol. Michele Sani
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Il Sindaco: Paola Prizzon
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Adozione: Del. C.C. n. ______ del_______________
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Approvazione: Del. C.C. n. ______ del_______________
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
REGOLAMENTO URBANISTICO - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Indice
Titolo I: Riferimenti generali
Art. 1 - Riferimenti al Piano Strutturale
Art. 2 - Riferimenti alla Legge Urbanistica Regionale 5/95
Art. 3 - Elaborati del Regolamento Urbanistico
Art. 4 - Consultazione del Regolamento Urbanistico
Art. 5 - Abrogazione di norme in contrasto con il Regolamento Urbanistico
Titolo II: Norme generali per tutto il territorio comunale
Art. 6 - Interventi sul suolo. Movimenti terra
Art. 6 bis - Interventi sui suoli ricadenti all’interno del “Catasto delle aree percorse dal fuoco”
Art. 6 ter - Interventi sul suolo per il contenimento dei danni causati da fauna selvatica
Art. 7 - Interventi sugli edifici
Art. 8 - Tutela del verde privato
Art. 9 - Ricovero automezzi
Art. 9 bis – Spazi di sosta coperti
Art.10 - Materiali da costruzione
Art.11 - Carta della Fattibilità e abaco per le zone al di fuori dei comparti edilizi
Art.12 - Fasce di rispetto stradale, ferroviario, tecnologico
Art.13 - Interventi nelle Unità Territoriali non operative
Titolo III: Disciplina del Territorio rurale
Art. 14 – Individuazione delle aree a prevalente funzione agricola
Art. 15 – Interventi sul patrimonio edilizio esistente nelle aree a prevalente funzione agricola
Art. 16 – Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo
Art. 17 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “stabili”
Art. 18 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “fuori parametro”
Art. 19 – Costruzione di nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura “amatoriale”
Art. 20 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “precari”
Art. 21 – Istallazione di serre temporanee e di serre con copertura stagionale
Titolo [III] IV: Norme generali per sottosistema territoriale
Art. 14 22 - Norme per il Sottosistema 1 ambientale del Parco Naturale della Valle dell’Arno
Art. 15 23 - Norme per il Sottosistema 2 ambientale delle aree agricole dell’Arno
Art. 16 24 - Norme per il Sottosistema 3 insediativo degli abitati di Montalto e Cavi - Casalone
Art. 17 25 - Norme per il Sottosistema 4 ambientale collinare paesaggistico dell’ulivo e della vite
Art. 18 26 - Norme per il Sottosistema 5 ambientale della piana agricola dello Scerfio e de La Trove
Art. 19 27 - Norme per il Sottosistema 6 ambientale del bosco
Art. 20 28 - Norme per il Sottosistema 7 insediativo di matrice storica
Art. 21 29 - Norme per il Sottosistema 8 insediativo delle addizioni urbane
Titolo IV V: Modificazioni edilizie
Art. 22 30 - Modificazioni edilizie – aspetti generali
Art. 23 31 - Modificazione edilizia 1 Restauro e risanamento conservativo degli edifici di valore storicotestimoniale
Art. 24 32 - Modificazione edilizia 2 Salvaguardia dei fronti edilizi
Art. 25 33 - Modificazione edilizia 3 Edifici di impianto storico
Art. 26 34 - Modificazione edilizia 4 Edifici recenti in ambiente storico
Art. 27 35 - Modificazione edilizia 5 Sopraelevazione degli edifici
Art. 28 36 - Modificazione edilizia 6 Rinnovo e sostituzione degli edifici
Art. 29 37 - Modificazione edilizia 7 Incremento del 30% degli edifici
Art. 30 38 - Modificazione edilizia 8 Incremento del 50% degli edifici
Art. 31 39 - Modificazione edilizia 9 Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali
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Titolo V VI: Norme per gli interventi in ambiti di interesse documentario
Art. 32 40 - Edifici di interesse documentario: tutela e parametri edilizi
Art. 33 41 - Configurazioni e materiali negli interventi su edifici di interesse documentario.
Art. 34 42 - Presentazione di progetti per edifici di interesse documentario.
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Titolo VI VII: La gestione del piano
Art. 35 43 - Attuazione semplificata - Tipologie di interventi e procedure di assenso
Art. 36 44 - Presentazione di progetti per interventi su edifici esistenti
Art. 37 45 - Regolamento per l'installazione di antenne radio base per telefonia mobile
Art. 38 46 - Regolamento per la realizzazione di ricoveri per cani da caccia
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Titolo VII VIII: Indirizzi per il coordinamento delle politiche urbane e territoriali
e la Valutazione degli interventi
Art. 39 47 - Documento di indirizzi per il coordinamento delle politiche urbane e territoriali
Art. 40 48 - Valutazione degli effetti ambientali degli interventi
p.48
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Titolo VIII IX: Schede normative B - Interventi di completamento urbanistico
(art.28b LR.5/95)
p.50
Titolo IX X: Schede normative C - Opere di urbanizzazione primaria e
secondaria (art.28c LR.5/95)
p.66
Titolo X XI: Schede normative D - Interventi subordinati a Piano attuativo
(art.28d LR.5/95)
p.69
Titolo XI XII: Schede normative E - Interventi non riguardanti le aree di cui
all'art. 28d L.R. 5/95 subordinati a piano attuativo consentiti
all'esterno del perimetro dei centri abitati (art.28e LR.5/95)
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Titolo I: Riferimenti generali
Art. 1 - Riferimenti al Piano Strutturale
Il presente Regolamento Urbanistico è redatto in attuazione del Piano Strutturale, approvato dal
Consiglio Comunale il 17 aprile 1999 con la delibera n.22 ed entrato in vigore, con la
pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, il 14 luglio 1999.
Art. 2 - Riferimenti alla Legge Urbanistica Regionale 5/95 1/2005
Il Regolamento urbanistico (RU), conformemente all’articolo 28 della LR 5/95 alla L.R. 1/2005,
contiene:
a) la individuazione del perimetro aggiornato dei centri abitati, ai sensi e per gli effetti dell’art.17
L.765/67 (art. 41quinquies L.1150/42) e dell’art.4 DLgs.285/30-4-92.
Tale perimetro è espressamente individuato nella carta Planimetria delle regole “Perimetro dei
Centri Abitati” del Regolamento Urbanistico;
b) la individuazione delle aree all’interno del perimetro di centri abitati sulle quali è possibile,
indipendentemente dal programma integrato d’interventi di cui all’art.29 LR.5/95,
l’edificazione di completamento o di ampliamento degli edifici esistenti.
Tali aree sono tutte espressamente individuate nella carta Planimetria delle regole del
Regolamento Urbanistico e sono regolate da apposite schede allegate alle norme;
c) la individuazione delle aree destinate ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nel
rispetto degli standard urbanistici previsti dal DI 1444/68.
Tali aree sono tutte espressamente individuate nella carta Planimetria delle regole del
Regolamento Urbanistico e sono regolate da apposite schede allegate alle norme;
d) la individuazione delle aree, in conformità del comma 3°, art. 24 LR 5/95, dell’art.55 comma
4 lett. c LR 1/2005, per le quali, in rapporto alla loro particolare complessità e rilevanza, si
può intervenire solo mediante piani attuativi.
Tali aree sono tutte espressamente individuate nella carta Planimetria delle regole del
Regolamento Urbanistico e sono regolate da apposite schede allegate alle norme;
e) la determinazione degli interventi, non riguardanti le aree di cui al punto d), consentiti
all’esterno del perimetro di centro abitato indipendentemente dal programma integrato
d’interventi di cui all’art. 29 LR 5/95.
Gli interventi ammessi sono descritti nelle presenti norme; quelli eventualmente subordinati al
Programma integrato di intervento sono espressamente individuati nelle presenti norme di
attuazione per i vari ambiti territoriali;
f) le infrastrutture da realizzare all’esterno dei centri abitati.
Tali infrastrutture sono tutte espressamente individuate nella carta Planimetria delle regole del
Regolamento Urbanistico e sono regolate da apposite schede allegate alle norme;
g) la disciplina per il recupero del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente.
Tale disciplina è contenuta nell’apposito titolo Modificazioni edilizie delle presenti norme e
trova indicazioni cartografiche dettagliate nella Planimetria delle regole del Regolamento
Urbanistico;
h) la individuazione dei criteri di coordinamento delle scelte localizzative con gli atti di
competenza del sindaco in materia di orari ai sensi dell’art.36 L.142/90 e successive modifiche
e integrazioni e della disciplina regionale ivi prevista.
Le indicazioni sono contenute all’articolo “Indirizzi per il coordinamento delle politiche
urbane e territoriali” delle presenti norme.
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Art. 3 – Elaborati del Regolamento Urbanistico
La copia completa del RU è composta dagli elaborati di seguito elencati, distinti per tipologia di
effetti nel sistema della regole.
1. Elaborati illustrativi dello stato dei luoghi e delle proposte del piano:
- Relazione Illustrativa del RU;
- Relazione sulle capacità insediative e gli standards urbanistici esistenti e di previsione.
2. Elaborati con contenuto prescrittivo:
- Norme di Attuazione;
- Tavola “Planimetria delle regole”, scala 1:5.000 e 1:2.000 con le schede normative;
- Carta del Perimetro dei Centri Abitati
- Catasto delle aree percorse dal fuoco
- Carta della fattibilità idrogeologica. geomorfologica, sismica e idraulica
3. Allegati tecnici del quadro conoscitivo, elaborati di indagini specialistiche, necessari per
comprendere gli approfondimenti analitici del piano:
- Atlante Urbano dello Stato di Fatto;
- Schedatura del patrimonio edilizio esistente all’esterno dei Sottosistemi Insediativi.
Art. 4 – Consultazione del Regolamento Urbanistico
La consultazione del RU avviene sui documenti prescrittivi che lo compongono, come elencati al
punto 2 del precedente articolo “Elaborati del Regolamento Urbanistico”; il ricorso agli elaborati
illustrativi e a quelli del Quadro conoscitivo esplicita i contenuti delle scelte.
In caso di non corrispondenza tra le indicazioni del RU, tra tavole in scala diversa prevalgono
quelle contenute negli elaborati in scala di maggiore dettaglio.
In caso di contrasto fra le tavole e le presenti Norme prevalgono queste ultime.
In ogni caso non è possibile operare senza osservare le indicazioni del Piano Strutturale, ed in
particolare i contenuti di:
− Relazione Illustrativa;
− Indirizzi normativi e criteri per la disciplina e la gestione del territorio;
− Tavola 1.2 “Sistemi, Sottosistemi e Unità territoriali” (scala 1:10.000);
− Tavola “Sistema funzionale infrastrutturale della mobilità” (scala 1:10.000).
In caso di non corrispondenza tra le indicazione del PS e del RU prevalgono gli indirizzi descritti
negli elaborati del PS sopracitati.
Art. 5 - Abrogazione di norme in contrasto con il Regolamento Urbanistico
Con l’approvazione del RU sono abrogate le norme di competenza comunale in contrasto con i
principi ed i dettati del Regolamento Urbanistico.
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Titolo II: Norme generali per tutto il territorio comunale
Art. 6 - Interventi sul suolo. Movimenti terra
Sono vietati i movimenti terra che alterino il profilo altimetrico del suolo non autorizzati
preventivamente dall’Amministrazione comunale.
Sono vietate le modifiche alla rete di scolo delle acque non legate ad interventi di regimazione.
Sono vietati interventi di demolizione o sostituzione dei muri di terrazzamento non autorizzati
preventivamente dall’Amministrazione comunale.
E’ ammessa, all’interno dei sottosistemi ambientali, previa approvazione del Programma di
miglioramento agricolo ambientale ai sensi dell’art.4 L.R. 64/95 dell’art. 42 L.R. 1/2005, la
realizzazione di laghetti per irrigazione in rilevato di terra, purché la sistemazione delle sponde
non superi 1 m di altezza dal piano di campagna originario.
Le richieste di interventi sul suolo sono corredate da relazione sottoscritta da un tecnico abilitato
con la valutazione degli effetti sul sistema delle acque, sull’assetto del suolo e sui caratteri
ambientali e paesaggistici del luogo.
Art. 6 bis - Interventi sui suoli ricadenti all’interno del “Catasto delle aree
percorse dal fuoco”
Gli interventi sui suoli ricadenti all’interno del “Catasto delle aree percorse dal fuoco” sono
soggetti alle prescrizioni di cui all’art 76 c 4, 5, 6 e 7 della legge forestale toscana n. 39 del
21/03/00 e successive modifiche e integrazioni, così come di seguito riportato:
4. Nei boschi percorsi da incendi è vietato:
a) per dieci anni, il pascolo di qualsiasi specie di bestiame, fatte salve le deroghe previste
dal regolamento forestale in caso di favorevole ricostituzione del soprassuolo boschivo;
b) per cinque anni l’esercizio dell’attività venatoria, qualora la superficie bruciata sia
superiore ad ettari uno, in presenza della tabellazione di cui all’articolo 70 bis, comma 2.
5. Sia nei boschi percorsi dal fuoco che nei pascoli, situati entro 50 metri dai boschi
percorsi dal fuoco, fatte salve le opere pubbliche, le opere necessarie all’AIB e quanto
previsto negli strumenti urbanistici approvati precedentemente al verificarsi dell’incendio,
è vietata:
a) per un periodo di quindici anni, ogni trasformazione del bosco in altra qualità di
coltura;
b) per un periodo di dieci anni, la realizzazione di edifici o di strutture e infrastrutture
finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive.
6. Alle aree di cui al comma 5 ed agli immobili ivi situati si applica la disposizione
dell’articolo 10, comma 1, terzo periodo(132), della l. 353/2000 e successive
modificazioni.
7. Sia nei boschi percorsi dal fuoco che nei pascoli, situati entro 50 metri dai boschi
percorsi dal fuoco, sono vietate, per cinque anni, le attività di rimboschimento e di
ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica
autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o
dalla Regione negli altri casi, per accertate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle
situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali o
paesaggistici
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Art. 6 ter - Interventi sul suolo per il contenimento dei danni causati da
fauna selvatica
Esclusivamente nelle aree agricole interessate dalla coltivazione della vite, al fine di prevenire i
danni alle stesse causati della fauna selvatica, in particolare del cinghiale, sono ammesse recinzioni
temporanee . Dette recinzioni e le aree interessate dovranno rispondere ai seguenti requisiti :
- La porzione di terreno da includere all’interno della recinzione dovrà corrispondere alla
superficie impiantata, compresi gli spazi di manovra strettamente necessari alle macchine
agricole impiegate per la loro coltivazione;
- La recinzione dovrà essere realizzata con rete metallica del tipo elettrosaldato a maglia
larga, di altezza massima di 1,10 metri, sostenuta da paletti semplicemente infissi nel
terreno, senza alcuna opera di ancoraggio che possa determinare modiche allo stato dei
luoghi;
- Le superfici recintate dovranno prevedere cancelli o varchi, collocati in posizione
contrapposta lungo il perimetro. Tali cancelli o varchi potranno essere chiusi
esclusivamente durante il periodo di nascita, sviluppo, maturazione e raccolta dei frutti
prodotti. Negli altri periodi dell’anno tali cancelli o varchi dovranno restare aperti;
- Dette recinzioni potranno essere mantenute per tutta la durata vitale del vigneto. Nel caso
di espianto o di abbandono della coltivazione, il proprietario o il conduttore dovrà
provvedere alla totale rimozione delle recinzioni;
- La realizzazione delle recinzioni è ammessa previa Comunicazione al Comune che dovrà
contenere:
1. Planimetria catastale e aerofotogrammetrica con indicato il perimetro e la superficie
delle aree recintate e il posizionamento dei varchi o dei cancelli
2. Particolari costruttivi schematici della recinzione, dei paletti e dei cancelli o varchi
3. Le soluzioni tecniche da adottare nel caso di eventuali attraversamenti di fossi o canali
di scolo al fine di evitare qualsiasi problema di natura idraulica
4. L’impegno da parte del conduttore o proprietario del fondo alla rimozione della
recinzione nel caso di abbandono o espianto dei vigneti recintati
Art. 7 - Interventi sugli edifici
Gli interventi sulle coperture o sui fronti, compreso le modifiche ai materiali o ai colori di singoli
elementi, devono essere estesi a tutto l’edificio, al fine di mantenere e qualificare le caratteristiche
unitarie degli edifici.
Ai sensi dell'art. 4 degli Indirizzi Normativi del P.S. non costituiscono SLP i portici e le logge
private con profondità inferiore a 2 m. E' comunque ammessa la realizzazione di una sporgenza
di gronda fino ad un massimo di 60 cm.
Art. 8 - Tutela del verde privato
Le aree a verde esistenti non possono essere diminuite e gli alberi esistenti non possono essere
tagliati se non in caso di dimostrata necessità, o qualora l’intervento sia conseguente
all’applicazione di specifiche prescrizioni normative.
Nel caso di taglio di alberi è necessaria la ripiantumazione, nel medesimo lotto, di un numero
almeno uguale a quelli abbattuti, di essenze autoctone e pregiate.
Art. 9 - Ricovero automezzi
Le norme dei sottosistemi indicano gli ambiti in cui è ammessa la realizzazione di manufatti per il
ricovero di automezzi.
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Gli edifici per il ricovero di automezzi non possono mutare tale specifico uso, anche se non sono
legati da vincolo di pertinenza con altre unità immobiliari.
I manufatti per il ricovero di automezzi sono da realizzare nelle pertinenze dell’edificio cui
dovranno essere legati da vincolo di pertinenza e dovranno avere la dimensione massima
specificata dalla L. 122/89.
Qualora si dimostri l'impossibilità di realizzare il ricovero automezzi nel resede di pertinenza
dell'edificio a causa di vincoli di legge o per i quali non venga ottenuta la deroga, ai soli fini
dell'applicazione della legge n° 122/1989, viene considerato pertinenza anche il terreno che, pur
essendo separato dall'immobile principale, non dista più di ml 30. La distanza viene misurata dal
punto più vicino del ricovero da realizzare, ciò previa sottoscrizione di atto unilaterale d'obbligo
trascritto presso la Conservatoria dei BB.II. che definisca il vincolo di pertinenzialità tra gli
immobili realizzati per il ricovero degli automezzi e gli edifici con la destinazione d'uso a
residenza
Le caratteristiche dei manufatti che non costituiscono SLP sono specificati dall’art. 4 degli
“Indirizzi normativi e criteri per la disciplina e la gestione del territorio” del PS: “gli spazi per
cantine, locali tecnologici e ricovero autovetture al servizio delle unità immobiliari, purché non
presentino le caratteristiche idonee all’abitabilità, con un’altezza inferiore a m.2,40 e purché fuori
terra per un massimo di m.1”.
Non è consentita la realizzazione di manufatti per il ricovero di automezzi nelle aree di pertinenza
degli immobili comunque connessi o collegati allo svolgimento delle attività agricole, così come
definite dall'art. 2 della L.R. n°64/95 e successive modifiche.
Materiali ammessi: pietra, mattoni faccia a vista, intonaco e legno. E’ vietato l’uso di prefabbricati
in metallo. Per i manufatti da realizzare fuori terra è obbligatoria la copertura a capanna con
manto in coppi e tegole di cotto; per i manufatti interrati è ammessa la copertura piana con
pavimentazione in pietra, cotto o riempimento con terreno vegetale inerbito; l’altezza massima in
gronda è di 2,2 2,4 metri.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Art. 9 bis – Spazi di sosta coperti
Esclusivamente all’interno dei Sottosistemi Insediativi 3 “degli abitati di Montalto e Cavi Casalone” e
8 “insediativo delle addizioni urbane” è ammessa la realizzazione di strutture pertinenziali coperte per
la sosta di autoveicoli, tipo tettoie o pensiline, nella misura massima di 1 mq/10 mc della
volumetria residenziale, detratte eventuali superfici esistenti destinate a garage.
Esse non concorrono alla definizione della SLP a condizione che:
- siano realizzate in legno o altro materiale leggero
- non presentino opere di fondazione ad esclusione di quelle di ancoraggio al suolo
- siano completamente aperte almeno sul lato di accesso delle autovetture
- abbiano un’altezza massima di 2,4 metri
Distanza minima dai confini: 3 metri
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Art. 10 - Materiali da costruzione
Al fine di conferire agli interventi caratteri di unitarietà e di decoro urbano il piano indica i
materiali da costruzione ammessi, distinti per elementi:
Copertura: materiali in cotto quali tegole e coppi; nel caso di coperture piane e vietato l’uso di
finiture con materiali bituminosi a vista.
Facciate: pietra, mattone faccia a vista, intonaco civile a calce. Sono vietati i blocchetti ed i
prefabbricati in cemento o tufo a vista.
L’uso di materiale prefabbricato, i blocchetti ed i prefabbricati in cemento o tufo sono ammessi
esclusivamente negli ambiti specificatamente destinati alle attività produttive;
Infissi e arredo esterno: è vietato l’alluminio anodizzato;
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Recinzioni: Nel sistema insediativo sono ammessi: muro pieno alto due metri, in pietra, mattoni
faccia a vista o intonaco oppure recinzioni trasparenti con altezza massima 2 metri. Sono vietate
le reti a maglia sciolta o rigide e le recinzioni in autobloccanti a vista.
Sono consentite, all’interno delle aree di pertinenza degli edifici, recinzioni per il ricovero di
animali domestici per una superficie massima di mq 15 realizzate con reti plastificate verdi ed
altezza massima di 2 metri. Dette recinzioni potranno essere parzialmente coperte con materiali
leggeri adeguatamente coordinati per quanto riguarda l'aspetto e la compatibilità con l'ambiente
circostante, purché il complesso dell'opera non realizzi alcuna modificazione permanente dello
stato dei luoghi. Sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio.
Sono ammesse le recinzioni previste da normative tecniche e leggi nazionali relative agli impianti
tecnologici.
Pavimentazioni di aree per la sosta e parcheggi: l’uso di pavimentazioni in materiali bituminosi è
ammesso esclusivamente negli ambiti specificatamente destinati alle attività produttive.
Annessi agricoli e ricovero autovetture: sono ammessi pietra, mattoni faccia a vista, intonaco e
legno. E’ vietato l’uso di prefabbricati in metallo. Per i manufatti da realizzare fuori terra è
obbligatoria la copertura a capanna con manto in coppi e tegole di cotto; per i manufatti interrati
è ammessa la copertura piana con pavimentazione in pietra, cotto o riempimento con terreno
vegetale inerbito; l’altezza massima in gronda è di 2,2 metri.
Spazi di sosta coperti: potranno essere realizzati esclusivamente con struttura in legno o altri
materiali leggeri, senza opere di fondazione ad esclusione di quelle di ancoraggio al suolo;
dovranno essere completamente aperte almeno sul lato di accesso delle autovetture ed avere
altezza massima di 2,4 metri.
Annessi agricoli: i materiali ammessi per la costruzione di nuovi annessi agricoli sono descritti
nella disciplina del territorio rurale di cui al Titolo III delle presenti norme. Nel caso di interventi
di demolizione, ricostruzione e accorpamento di annessi agricoli esistenti sono ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Per gli interventi negli ambiti di interesse documentario (“Sottosistema 7 insediativo di matrice
storica” e tutti gli edifici classificati con la “Modificazione edilizia 1 - Restauro e risanamento
conservativo degli edifici di valore storico-testimoniale”, “Modificazione edilizia 2 - Salvaguardia
dei fronti edilizi”, “Modificazione edilizia 3 Edifici di impianto storico”, a prescindere dal
Sottosistema in cui ricadono) il piano detta ulteriori specificazioni.
I piani attuativi, i progetti di opera pubblica per edifici con destinazione speciale e i P.di M.A.A. ai
sensi della L.R. 64/95 e successive modificazioni, possono definire le pertinenze e regolare l’uso
dei materiali per il proprio ambito di intervento, motivando eventuali differenziazioni dal
presente articolo.
Art. 11 - Rischio idraulico - geologico - interventi di risoluzione e fattibilità
Delibera Consiglio Regionale 12 febbraio 1985 n° 94 e Delibera Consiglio
Regionale 21 giugno 1994 n° 230 (così come modificate dalla Delibera
Consiglio Regionale 25 gennaio 2000 n° 12).
1. Gli elaborati carta della fattibilità e relazione di fattibilità sono direttamente prescrittivi e fanno
parte integrante del Regolamento Urbanistico.
2. Gli interventi di modificazione, riqualificazione, e trasformazione urbanistica del territorio,
sono soggetti al rispetto delle prescrizioni dettate dagli elaborati di cui al precedente punto 1.
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3. Tutti gli interventi non definiti puntualmente dal Regolamento Urbanistico nel territorio
extraurbano per i quali si determini una classe di fattibilità "4" sulla base della griglia riportata
nella Relazione di Fattibilità, oppure una classe di pericolosità idraulica "3 "o "4", potranno essere
assentiti previa verifica di quanto disposto dalla Delibera C.R. n° 94/1985, Allegato 1 punto 3.2
(classe 4 Fattibilità limitata) e dalla Delibera C.R. n° 12/2000 art. 80 commi 4 e 5.
4. Per tutti gli interventi previsti si rimanda alla normativa vigente al momento della
presentazione della richiesta del titolo abitativo.
Art. 11 - Carta della Fattibilità e abaco per le zone al di fuori dei comparti
edilizi
Per l'esecuzione degli interventi previsti dai comparti edilizi, in relazione alle destinazione d'uso
del territorio, la classe di fattibilità è indicata nelle cartografie (in relazione agli aspetti
geomorfologici, in relazione agli aspetti sismici ed in relazione agli aspetti idraulici). Ai sensi del
D.P.G.R. 26/R/2007 le condizioni di attuazione delle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali
sono differenziate secondo le seguenti categorie di fattibilità:
Fattibilità senza particolari limitazioni (F1): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed
infrastrutturali per le quali non sono necessarie prescrizioni specifiche ai fini della valida
formazione del titolo abilitativo all’attività edilizia.
Fattibilità con normali vincoli (F2): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali
per le quali è necessario indicare la tipologia di indagini e/o specifiche prescrizioni ai fini della
valida formazione del titolo abilitativo all’attività edilizia.
Fattibilità condizionata (F3): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le
quali, ai fini della individuazione delle condizioni di compatibilità degli interventi con le situazioni
di pericolosità riscontrate, è necessario definire la tipologia degli approfondimenti di indagine da
svolgersi in sede di predisposizione dei piani complessi di intervento o dei piani attuativi o, in
loro assenza, in sede di predisposizione dei progetti edilizi.
Fattibilità limitata (F4): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali la cui
attuazione è subordinata alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza che vanno
individuati e definiti in sede di redazione del medesimo regolamento urbanistico, sulla base di
studi e verifiche atti a determinare gli elementi di base utili per la predisposizione della relativa
progettazione.
Per i comparti edilizi le classi di fattibilità sono espresse sulle cartografie corrispondenti redatte in
gran parte sulle basi topografiche in scala 1:2.000 ed in parte sulle basi topografiche in scala
1:5.000. Per tutte le altre destinazioni, sia nei centri urbani che nel territorio extraurbano, per la
determinazione della classe di fattibilità, dovrà essere applicato l'abaco che segue nel quale sono
state riportate molte tipologie di intervento. Qualora una tipologia di intervento non fosse
prevista nell'abaco può essere usato il criterio dell'analogia, individuando l'intervento che
maggiormente si avvicina a quello in progetto.
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L'utilizzo dell'abaco soprastante avviene incrociando il tipo di intervento e la classe di pericolosità
che appare sulla cartografia ottenendo la classe di fattibilità che compete all'intervento in esame
rispetto alla tipologia di pericolosità indicata (geomorfologica, sismica, idraulica). La modifica di
opere quali cimiteri, reti tecnologiche (elettrodotti, gasdotti, acquedotti, fognature, ...), impianti
tecnologici (distributori carburanti, depuratori, cabine elettriche, cabine gas, cabine telefoniche,
...), rete viaria compresa la viabilità forestale possono essere per analogia trattate come la
realizzazione del medesimo manufatto ex novo. Qualora in un intervento vi siamo più tipologie
di opere verranno trattate tutte separatamente, attribuendo ad ognuna di loro la fattibilità che
compete. Talvolta può mancare la pericolosità sismica che non è stata redatta su tutto il territorio
comunale: in quel caso la fattibilità sismica non verrà attribuita.
Le carta di fattibilità e la corrispondente relazione fanno parte integrante delle presenti norme.
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Art. 12 - Fasce di rispetto stradale, ferroviario, tecnologico
Le tavole del RU individuano a lato dei tracciati stradali e ferroviari esistenti e di previsione, delle
reti e degli impianti tecnologici, la linea di arretramento della edificazione, il limite entro il quale
non è ammessa la nuova edificazione.
Eventuali ampliamenti di edifici esistenti non dovranno comportare avanzamenti verso il fronte
stradale.
Art. 13 - Interventi nelle Unità Territoriali non operative
Le Unità territoriali non inserite nel presente Regolamento Urbanistico e pertanto non
direttamente precettive e operative (art. 23 comma 3 LR 5/95) sono:
U.T. 3.1 Centro sportivo a Montalto
U.T. 3.3 Potenziamento delle attrezzature scolastiche a Montalto
U.T. 3.6 Aree verdi di rispetto ambientale
U.T. 4.4 Nuovo depuratore di Pergine
U.T. 8.2 Servizi scolastici e sportivi a Pergine
U.T. 8.3 Trasformazione a Pergine
U.T. 8.4 Trasformazione a Poggio Bagnoli
U.T. 8.5 Impianti sportivi a Poggio Bagnoli
U.T. 8.8 Impianti Tecnologici a Poggio Bagnoli
U.T. 8.9 Completamento dei programmi residenziali a Pieve a Presciano – AMBITO SUD
U.T. 8.11 Trasformazione a Pieve a Presciano
In tali ambiti sono ammessi interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente regolarmente
assentito alla data di entrata in vigore del Piano Strutturale (14 luglio 1999):
- manutenzione ordinaria (art. 5.a delle norme del PS);
- manutenzione straordinaria (art. 5.b delle norme del PS);
- restauro e risanamento conservativo (art. 5.c delle norme del PS);
- ristrutturazione edilizia (art. 5.d delle norme del PS).
Sono fatte salve le norme più restrittive disposte dalla legge a tutela del suolo, dell'ambiente,
dell'igiene, della sicurezza dei cittadini, del patrimonio storico, artistico e culturale.
E’ vietata la ristrutturazione urbanistica e la nuova edificazione.
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Titolo III: Disciplina del Territorio rurale
Art. 14 – Individuazione delle aree a prevalente funzione agricola
Sono aree a prevalente funzione agricola così come definite dall’art. 40 L.R. 1/2005 e succ. mm.
ii. tutte quelle ricadenti all’interno della perimetrazione dei seguenti Sottosistemi Ambientali:
- Sottosistema 1 ambientale del Parco Naturale della Valle dell’Arno
- Sottosistema 2 ambientale delle aree agricole dell’Arno
- Sottosistema 4 ambientale collinare paesaggistico dell’ulivo e della vite
- Sottosistema 5 ambientale della piana agricola dello Scerfio e de La Trove
- Sottosistema 6 ambientale del bosco
Art. 15 – Interventi sul patrimonio edilizio esistente nelle aree a prevalente
funzione agricola
Gli interventi ammessi sul patrimonio edilizio esistente nelle aree a prevalente funzione agricola
sono disciplinati nel Titolo IV (Norme generali per sottosistema territoriale) e nel Titolo V
(Modificazioni edilizie) delle presenti norme.
Art. 16 – Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono gli ambiti nei quali
è ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo.
In tali ambiti la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo è soggetta:
a) All’approvazione da parte del Comune del P.M.A.A. presentato dall’Imprenditore
Agricolo Professionale così come definito dalle vigenti norme in materia
b) All’impegno dell’Imprenditore Agricolo a mantenere in produzione superfici fondiarie
minime non inferiori a quelle previste nelle norme per sottosistema territoriale di cui al
Titolo IV
c) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., che i nuovi edifici rurali sono necessari alle esigenze
dell’Imprenditore Agricolo, a quelle dei familiari coadiuvanti o degli addetti a tempo
indeterminato impegnati nell’attività agricola
d) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., che le suddette esigenze non sono soddisfatte
dall’utilizzo in via esclusiva del patrimonio edilizio aziendale esistente
e) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., della necessità di utilizzare almeno 1728 ore lavorative
annue, corrispondenti al lavoro di un addetto a tempo pieno, per ogni unità abitativa,
computando anche le unità esistenti. Le 1728 ore lavorative devono essere riferite in
modo prevalente alle attività agricole e, solo per la parte residua, alle attività connesse
La dimensione massima ammissibile per ogni nuova unità abitativa è stabilita in 110 mq di SLP
Nella realizzazione dei nuovi edifici rurali ad uso abitativo dovrà essere posta particolare
attenzione sia all’uso di materiali e finiture sia alle scelte strutturali e tipologiche che dovranno
risultare coerenti con le peculiarità ambientali, storiche e architettoniche del contesto in cui
andranno ad essere inseriti, anche in relazione allo sviluppo della bio edilizia e al perseguimento
del risparmio energetico.
La localizzazione dei nuovi edifici rurali ad uso abitativo dovrà rispettare le seguenti condizioni:
- realizzazione dell’intervento, in via prioritaria, lungo le viabilità esistenti o comunque in
aree che non prevedano il tracciato di nuovi percorsi carrabili
- realizzazione dell’intervento in prossimità di edifici o nuclei esistenti in modo da garantire
il contenimento delle aree urbanizzate nel territorio aperto, limitando fenomeni di
diffusione sparsa.
- realizzazione dell’intervento su terreni che garantiscano ridotti movimenti di terra
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Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono le specifiche regole
edilizie relative all’altezza massima dei fabbricati, alla distanza dai confini e dagli altri fabbricati.
Art. 17 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “stabili”
Gli annessi agricoli stabili sono costruzioni destinate esclusivamente ad usi agricolo-produttivi o
di supporto alle attività aziendali degli Imprenditori Agricoli Professionali.
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono gli ambiti nei quali
è ammessa la costruzione di nuovi annessi agricoli stabili.
In tali ambiti la costruzione di nuovi annessi agricoli stabili è soggetta:
a) All’approvazione da parte del Comune del P.M.A.A. presentato dall’Imprenditore
Agricolo Professionale così come definito dalle vigenti norme in materia
b) All’impegno dell’Imprenditore Agricolo a mantenere in produzione superfici fondiarie
minime non inferiori a quelle previste nelle norme per sottosistema territoriale di cui al
Titolo IV
c) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., che i nuovi annessi agricoli stabili sono necessari alle
esigenze dell’Imprenditore Agricolo, a quelle dei familiari coadiuvanti o degli addetti a
tempo indeterminato impegnati nell’attività agricola
d) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., che il dimensionamento dei nuovi annessi agricoli
stabili è commisurato alla reale capacità produttiva dell’azienda e determinato tenendo
conto dell’obbligo di procedere prioritariamente al recupero e alla riqualificazione
architettonico-funzionale degli eventuali annessi agricoli non utilizzati esistenti sui fondi
di proprietà dell’azienda richiedente.
e) Alla dimostrazione, nel P.M.A.A., della necessità di utilizzare almeno 1728 ore lavorative
annue, corrispondenti al lavoro di un addetto a tempo pieno, per ogni unità abitativa,
computando anche le unità esistenti. Le 1728 ore lavorative devono essere riferite in
modo prevalente alle attività agricole e, solo per la parte residua, alle attività connesse
Nella realizzazione dei nuovi annessi agricoli stabili dovrà essere posta particolare attenzione sia
all’uso di materiali e finiture sia alle scelte strutturali e tipologiche che dovranno risultare coerenti
con le peculiarità ambientali, storiche e architettoniche del contesto in cui andranno ad essere
inseriti, anche in relazione allo sviluppo dell’edilizia sostenibile, dei fabbricati in legno e delle
tecniche costruttive tradizionali.
La localizzazione dei nuovi annessi agricoli stabili dovrà rispettare le seguenti condizioni:
- realizzazione dell’intervento, in via prioritaria, lungo le viabilità esistenti o comunque in
aree che non prevedano il tracciato di nuovi percorsi carrabili
- realizzazione dell’intervento in prossimità di edifici o annessi esistenti in modo da
garantire un organico accorpamento delle costruzioni nel territorio aperto, limitando
fenomeni di diffusione sparsa.
- realizzazione dell’intervento su terreni che garantiscano ridotti movimenti di terra
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono le specifiche regole
edilizie relative all’altezza massima dei fabbricati, alla distanza dai confini e dagli altri fabbricati.
Art. 18 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “fuori parametro”
Gli annessi agricoli fuori parametro sono costruzioni non soggette al rispetto delle superfici
fondiarie minime definite dalle norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV
Aventi titolo al rilascio del permesso a costruire sono esclusivamente i titolari delle aziende
agricole regolarmente iscritte al registro delle imprese agricole presso la Camera di Commercio e
che esercitano in via prevalente l’attività di coltivazione in serra fissa, di agricoltura biologica ai
sensi delle disposizioni comunitarie, di allevamento di equini, fauna selvatica, ovicaprini, api,
chiocciole e lombrichi, ovvero che esercitano in via esclusiva o prevalente la cinotecnica o
l’acquacultura. Sono ammesse eventuali ulteriori attività purché previste dal Piano Territoriale di
Coordinamento della Provincia di Arezzo.
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La prevalenza dell’attività si intende verificata quando tale attività determina almeno i due terzi
del prodotto lordo vendibile
Il rilascio dell’atto abilitativo è subordinato alla presentazione di un progetto architettonico che
illustri e dimostri:
a- Gli obiettivi di qualità che l’azienda agricola intende reggiungere con la costruzione dei
nuovi annessi agricoli fuori parametro. Tali obiettivi dovranno essere certificati da un
Tecnico Abilitato esperto in materia (Dottore agronomo, Perito Agrario o figura
professionale equivalente)
b- che il dimensionamento dei nuovi annessi sia commisurato alla reale capacità produttiva
dell’azienda e determinato tenendo conto dell’obbligo di procedere prioritariamente al
recupero e alla riqualificazione architettonico-funzionale degli eventuali annessi agricoli
non utilizzati esistenti sui fondi di proprietà dell’azienda richiedente.
c- che la Superficie Coperta dei nuovi annessi rappresenti, in ogni caso, il minimo impegno
di suolo necessario al raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui al punto “a”
d- Che gli interventi proposti siano pienamente conformi alle indicazioni, direttive e
prescrizioni contenute nelle norme del P.T.C. provinciale che disciplinano questo tipo di
costruzioni non soggette al rispetto delle superfici fondiarie minime.
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono gli ambiti nei quali
è ammessa la costruzione di nuovi annessi agricoli fuori parametro.
Nella realizzazione dei nuovi annessi agricoli fuori parametro dovrà essere posta particolare
attenzione sia all’uso di materiali e finiture sia alle scelte strutturali e tipologiche che dovranno
risultare coerenti con le peculiarità ambientali, storiche e architettoniche del contesto in cui
andranno ad essere inseriti, anche in relazione allo sviluppo dell’edilizia sostenibile, dei fabbricati
in legno e delle tecniche costruttive tradizionali.
La localizzazione dei nuovi annessi agricoli fuori parametro dovrà rispettare le seguenti
condizioni:
- realizzazione dell’intervento, in via prioritaria, lungo le viabilità esistenti o comunque in
aree che non prevedano il tracciato di nuovi percorsi carrabili
- realizzazione dell’intervento in prossimità di edifici o annessi esistenti in modo da
garantire un organico accorpamento delle costruzioni nel territorio aperto, limitando
fenomeni di diffusione sparsa.
- realizzazione dell’intervento su terreni che garantiscano ridotti movimenti di terra
Le norme per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono le specifiche regole edilizie
relative all’altezza massima dei fabbricati, alla distanza dai confini e dagli altri fabbricati.
Art. 19 – Costruzione di nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura
“amatoriale”
Gli annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale sono manufatti destinati all’agricoltura
esercitata da soggetti diversi dagli Imprenditori Agricoli Professionali, così come definiti dalle
vigenti norme in materia, necessari per l’agricoltura amatoriale o le piccole produzioni agricole.
I soggetti abilitati all’istallazione di tali annessi sono pertanto i proprietari di fondi agricoli e i
titolari di aziende agricole, incluse quelle che non hanno le superfici fondiarie minime per la
costruzione di nuovi annessi stabili.
L’istallazione degli annessi destinati all’agricoltura amatoriale è consentita a condizione che non
comporti alcuna modificazione della morfologia dei luoghi, che siano realizzati in legno o altri
materiali leggeri, non abbiano opere di fondazione, escluse quelle di ancoraggio, non abbiano
dotazioni che ne consentano l’utilizzo abitativo, ancorché saltuario o temporaneo.
L’istanza per il conseguimento del Permesso a Costruire dovrà contenere dettagliate indicazioni
progettuali e descrittive relativamente a:
- le motivazioni legate alle specifiche esigenze produttive
- le caratteristiche tecnico-costruttive e dimensionali dell’annesso
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-
la verifica della conformità dell’intervento alle presenti norme e alla normativa regionale
di riferimento
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono:
- gli ambiti nei quali è ammessa la costruzione di nuovi annessi agricoli destinati
all’agricoltura amatoriale
- le loro caratteristiche tipologiche e costruttive
- le loro caratteristiche dimensionali
- le superfici fondiarie minime necessarie per la loro istallazione nei diversi ambiti
- le regole edilizie relative alle distanze dai confini e dagli altri fabbricati
Art. 20 – Costruzione di nuovi annessi agricoli “precari”
Gli annessi agricoli precari sono manufatti temporanei per lo svolgimento delle attività con
carattere stagionale delle aziende agricole.
Tali annessi dovranno essere realizzati in legno o altro materiale leggero compatibile con il
contesto, dovranno essere semplicemente appoggiati a terra con opere di ancoraggio che non
comportino alcuna modificazione morfologica dello stato dei luoghi.
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono gli ambiti nei quali
è ammessa la costruzione di nuovi annessi agricoli precari.
In tali ambiti la realizzazione degli annessi precari è consentita previa Comunicazione al Comune
da parte dei titolari delle aziende agricole regolarmente iscritte al registro delle imprese agricole
presso la Camera di Commercio.
La Comunicazione al Comune dovrà necessariamente contenere:
- Le motivate esigenze produttive
- Le caratteristiche e le dimensioni dei manufatti
- La dimostrazione analitica che le caratteristiche e le dimensioni dei manufatti sono
coerenti con le dichiarate esigenze produttive aziendali
- L’esatta indicazione planimetrica su cartografia catastale e aerofotogrammetica dell’area
nella quale è prevista l’istallazione integrata da documentazione fotografica e sezioni
ambientali
- Il periodo di utilizzazione e mantenimento del manufatto, comunque non superiore a 12
mesi
- L’impegno a realizzare il manufatto in legno salvo diversa esigenza da motivare
- L’impegno alla rimozione del manufatto al termine del periodo di utilizzazione fissato
- la verifica della conformità dell’intervento alle presenti norme e alla normativa regionale
di riferimento
Qualora il periodo di utilizzazione fissato sia inferiore ai 12 mesi, ove perdurino motivate
esigenze produttive e previa presentazione di ulteriore Dichiarazione al Comune, è ammesso il
mantenimento o la reistallazione degli annessi anche in parti diverse della superficie aziendale,
fermo restando il limite massimo di utilizzazione di 12 mesi complessivi.
Alla scadenza dei periodi di utilizzazione e mantenimento e comunque decorsi i 12 mesi di
utilizzo complessivo, l’annesso andrà rimosso.
Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV disciplinano per ogni ambito
- le superfici fondiarie minime necessarie per la loro istallazione
- le regole edilizie relative alle distanze dai confini e dagli altri fabbricati
Art. 21 – Istallazione di serre temporanee e di serre con copertura stagionale
Le serre temporanee e le serre con copertura stagionale sono manufatti finalizzati alla produzione
agricola o florovivaistica, realizzati con materiali leggeri (centine e copertura telata non rigida) che
consenta il passaggio della luce, semplicemente appoggiati al suolo, con opere di ancoraggio che
non modificano lo stato dei luoghi.
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Le norme generali per sottosistema territoriale di cui al Titolo IV definiscono gli ambiti nei quali
è ammessa l’istallazione di serre temporanee e serre con copertura stagionale.
In tali ambiti l’istallazione di detti manufatti è consentita previa Comunicazione al Comune da
parte dei titolari delle aziende agricole regolarmente iscritte al registro delle imprese agricole
presso la Camera di Commercio.
Tale istallazione, riferita alla durata del ciclo produttivo, ancorché superiore all’anno, è consentita
a condizione che:
- il materiale utilizzato consenta il passaggio della luce
- l’altezza massima non sia superiore a 2,50 metri in gronda e a 4,50 metri al culmine; nel
caso di serre con tipologia a tunnel viene considerata solo l’altezza al culmine
- la superficie coperta sia inferiore al 5% della Superficie Agraria Utilizzabile
- le distanze minime non siano inferiori a:
- 5 metri dalle abitazioni esistenti sul fondo
- 10 metri da tutte le altre abitazioni; questa distanza è ridotta a 5 metri qualora la
serra non abbia alcuna apertura nel lato prospiciente l’abitazione
- 3 metri dal confine
- distanze minime dalle strade pubbliche secondo quanto previsto dal Codice della
strada
La Comunicazione al Comune dovrà necessariamente contenere:
- Le motivate esigenze produttive
- Le caratteristiche e le dimensioni dei manufatti
- L’esatta indicazione planimetrica su cartografia catastale e aerofotogrammetica dell’area
nella quale è prevista l’istallazione integrata da documentazione fotografica e sezioni
ambientali
- La data di rimozione per entrambe le tipologie di serre nonché il periodo annuale di
rimozione della copertura per le sole serre con copertura stagionale
- L’impegno alla rimozione di entrambe le tipologie di serre entro la data di cui al
precedente punto
- la verifica della conformità dell’intervento alle presenti norme e alla normativa regionale
di riferimento
Le serre temporanee e quelle con copertura stagionale possono essere reinstallate anche in parti
diverse della superficie aziendale per più periodi consecutivi.
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Titolo [III] IV: Norme generali per sottosistema territoriale
Art. 14 22- Norme per il Sottosistema 1 ambientale
del Parco Naturale della Valle dell’Arno
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona E. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
Recinzioni
Sono ammesse recinzioni realizzate esclusivamente con siepi e legno.
Limitatamente alle aree di pertinenza degli edifici residenziali sono inoltre ammesse recinzioni in
reti metalliche abbinate, in aderenza, ad una siepe composta da essenze autoctone di consistenza
tale da schermare completamente la rete metallica. Ai fini dell'applicazione della presente norma
si dovrà fare riferimento alla definizione di pertinenza data dall'art.817 e seg. del Codice Civile.
Sono inoltre ammesse recinzioni per il contenimento dei danni da fauna selvatica di cui all’art.
6/ter delle presenti norme.
Regole edilizie
Altezza massima dei fabbricati: 7,5 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti al servizio
delle attività agricole, da realizzare con il Programma di miglioramento agricolo ambientale.
Distanza tra fabbricati: 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; gli edifici destinati al ricovero di automezzi e ad annessi agricoli,
con altezza massima in gronda di 2,2 2,40 metri, possono essere realizzati a 3 metri.
Superfici fondiarie minime
Le superfici fondiarie minime da mantenere in produzione per la realizzazione dei nuovi edifici
rurali di cui agli artt.16 e 17, sono definite nel Piano Territoriale di Coordinamento della
Provincia di Arezzo:
- 0.8 ha per colture ortofloricole;
- 1.5 ha per vivai;
- 4 ha per vigneti;
- 3 ha per frutteti;
- 6 ha per oliveti;
- 7 ha per seminativi irrigui;
- 10 ha per seminativi e prati;
- 25 ha per castagneti da frutto;
- 30 ha per pascolo;
- 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
- 60 ha per bosco ceduo.
In caso di modifiche alle superfici fondiarie minime introdotte da disposizioni regionali o
provinciali emanate successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento Urbanistico,
l’adeguamento dei contenuti di cui al presente articolo può essere effettuato con singola
deliberazione del Consiglio Comunale, senza che ciò costituisca variante urbanistica
[Nuova edificazione destinata alle attività agricole] Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso
abitativo
[La nuova edificazione, ammessa solo nella] E’ ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad
uso abitativo, così come disciplinata all’art 16, esclusivamente nelle aree ricadenti all’interno della
UT 1.2 Area contigua alla Riserva naturale della Valle dell’Inferno e della Bandella, [è destinata
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alla residenza rurale ed alle attività agricole ed è subordinata alle procedure previste dalla LR
64/95 e successive modificazioni e integrazioni.]
Le superfici fondiarie minime per la realizzazione di nuovi edifici residenziali rurali sono definite
nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Arezzo:
− 0.8 ha per colture ortofloricole;
− 1.5 ha per vivai;
− 4 ha per vigneti;
− 3 ha per frutteti;
− 6 ha per oliveti;
− 7 ha per seminativi irrigui;
− 10 ha per seminativi e prati;
− 25 ha per castagneti da frutto;
− 30 ha per pascolo;
− 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
− 60 ha per bosco ceduo.
Modalità d’intervento: P.M.A.A. con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art. 16
Nuovi annessi agricoli stabili
E’ ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli stabili, così come disciplinata all’art. 17,
esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla Nella UT 1.2 Area contigua alla Riserva
naturale della Valle dell’Inferno e di Bandella è ammessa la realizzazione di annessi agricoli per
lotti di dimensione superiore a 8.000 mq, coltivati a orto, oliveto, vigneto, frutteto o superiore ai
10.000 mq coltivati a seminativo.
La Superficie Coperta massima per ogni annesso è di 20 mq; è possibile la realizzazione in
aderenza di annessi pertinenti a più lotti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato. P.M.A.A. con le indicazioni e
prescrizioni di cui all’art. 17
Nuovi annessi agricoli fuori parametro
E’ ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli fuori parametro, così come disciplinata
all’art. 18, esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla UT 1.2 Area contigua alla Riserva
naturale della Valle dell’Inferno e di Bandella
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 18
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
E’ ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale, così come
disciplinata all’art. 19, esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla UT 1.2 Area contigua
alla Riserva naturale della Valle dell’Inferno e di Bandella per lotti di dimensione superiore a
8.000 mq, coltivati a orto, oliveto, vigneto, frutteto o superiore ai 10.000 mq coltivati a
seminativo.
I nuovi annessi dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- superficie massima 30 mq di superficie coperta
- altezza massima 2.40 metri in gronda
- materiali da costruzione: legno
- planimetria di forma semplice rettangolare
- copertura a capanna con finitura in coppi e tegole di cotto, legno o lamiera verniciata di
color marrone
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 19
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Nuovi annessi agricoli precari
E’ ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli precari, così come disciplinata all’art. 20,
esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla UT 1.2 Area contigua alla Riserva naturale
della Valle dell’Inferno e di Bandella per lotti di dimensione superiore a 8.000 mq, coltivati a orto,
oliveto, vigneto, frutteto o superiore ai 10.000 mq coltivati a seminativo.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
20
Serre temporanee e serre con copertura stagionale
E’ ammessa l’istallazione di Serre temporanee e serre con copertura stagionale , così come
disciplinata all’art. 21, esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla UT 1.2 Area contigua
alla Riserva naturale della Valle dell’Inferno e di Bandella.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
21
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali”.
Ricovero automezzi
Nella UT 1.2 Area contigua alla Riserva naturale della Valle dell’Inferno e della Bandella è
ammessa la realizzazione di edifici per il ricovero di automezzi.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
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Art. 15 23 - Norme per il Sottosistema 2 ambientale delle aree agricole
dell’Arno
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona E. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
Recinzioni
Sono ammesse recinzioni realizzate esclusivamente con siepi e legno.
Limitatamente alle aree di pertinenza degli edifici residenziali sono inoltre ammesse recinzioni in
reti metalliche abbinate, in aderenza, ad una siepe composta da essenze autoctone di consistenza
tale da schermare completamente la rete metallica. Ai fini dell'applicazione della presente norma
si dovrà fare riferimento alla definizione di pertinenza data dall'art.817 e seg. del Codice Civile.
Sono inoltre ammesse recinzioni per il contenimento dei danni da fauna selvatica di cui all’art.
6/ter delle presenti norme.
Divieto di nuova edificazione
Nelle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di laminazione per la riduzione del
rischio idraulico è vietata la nuova edificazione.
Regole edilizie
Altezza massima dei fabbricati: 7,5 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti al servizio
delle attività agricole, da realizzare con il Programma di miglioramento agricolo ambientale.
Distanza tra fabbricati: 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; gli edifici destinati al ricovero di automezzi e ad annessi agricoli,
con altezza massima in gronda di 2,2 2,40 metri, possono essere realizzati a 3 metri.
Superfici fondiarie minime
Le superfici fondiarie minime da mantenere in produzione per la realizzazione dei nuovi edifici
rurali di cui agli artt.16 e 17, sono definite nel Piano Territoriale di Coordinamento della
Provincia di Arezzo:
- 0.8 ha per colture ortofloricole;
- 1.5 ha per vivai;
- 4 ha per vigneti;
- 3 ha per frutteti;
- 6 ha per oliveti;
- 7 ha per seminativi irrigui;
- 10 ha per seminativi e prati;
- 25 ha per castagneti da frutto;
- 30 ha per pascolo;
- 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
- 60 ha per bosco ceduo.
In caso di modifiche alle superfici fondiarie minime introdotte da disposizioni regionali o
provinciali emanate successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento Urbanistico,
l’adeguamento dei contenuti di cui al presente articolo può essere effettuato con singola
deliberazione del Consiglio Comunale, senza che ciò costituisca variante urbanistica
[Nuova edificazione destinata alle attività agricole] Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso
abitativo
La nuova edificazione destinata alla residenza rurale ed alle attività agricole è subordinata alle
procedure previste dalla LR 64/95 e successive modificazioni e integrazioni.
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Le superfici fondiarie minime per la realizzazione di nuovi edifici residenziali rurali sono definite
nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Arezzo:
− 0.8 ha per colture ortofloricole;
− 1.5 ha per vivai;
− 4 ha per vigneti;
− 3 ha per frutteti;
− 6 ha per oliveti;
− 7 ha per seminativi irrigui;
− 10 ha per seminativi e prati;
− 25 ha per castagneti da frutto;
− 30 ha per pascolo;
− 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
− 60 ha per bosco ceduo.
E’ ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo, così come disciplinata all’art 16,
ad esclusione delle aree ricadenti all’interno del perimetro delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di
espansione e casse di laminazione per la riduzione del rischio idraulico.
Modalità d’intervento: P.M.A.A. con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art. 16
Nuovi annessi agricoli stabili
Ad eccezione delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di espansione per la
riduzione del rischio idraulico è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli stabili, così
come disciplinata all’art. 17, per lotti di dimensione superiore a 4.000 mq, coltivati a orto, oliveto,
vigneto e frutteto.
La Superficie Coperta massima per ogni annesso è di 20 mq; è possibile la realizzazione in
aderenza di annessi pertinenti a più lotti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato. P.M.A.A. con le indicazioni e
prescrizioni di cui all’art. 17
Nuovi annessi agricoli fuori parametro
Ad eccezione delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di espansione per la
riduzione del rischio idraulico è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli fuori
parametro, così come disciplinata all’art. 18
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 18
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
Ad eccezione delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di espansione per la
riduzione del rischio idraulico, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli destinati
all’agricoltura amatoriale, così come disciplinata all’art. 19, per lotti di dimensione superiore a
4.000 mq, coltivati a orto, oliveto, vigneto e frutteto.
I nuovi annessi dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- superficie massima 30 mq di superficie coperta
- altezza massima 2.40 metri in gronda
- materiali da costruzione: legno
- planimetria di forma semplice rettangolare
- copertura a capanna con finitura in coppi e tegole di cotto, legno o lamiera verniciata di
color marrone
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 19
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Nuovi annessi agricoli precari
Ad eccezione delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di espansione per la
riduzione del rischio idraulico, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli precari, così
come disciplinata all’art. 20, per lotti di dimensione superiore a 4.000 mq, coltivati a orto, oliveto,
vigneto, frutteto.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
20
Serre temporanee e serre con copertura stagionale
Ad eccezione delle UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di espansione per la
riduzione del rischio idraulico è ammessa l’istallazione di Serre temporanee e serre con copertura
stagionale , così come disciplinata all’art. 21.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
21
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Nuova edificazione per attività non agricole
La nuova edificazione con destinazione diversa da attività agricole è ammessa esclusivamente
nell’apposito ambito a sud della strada statale n.69, nella UT 2.2 Fattoria di Rimaggio ed è
subordinata a piano attuativo unitario.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali”.
Ricovero automezzi
Ad eccezione della UT 2.1 Aree boscate e 2.3 Aree di espansione e casse di laminazione per la
riduzione del rischio idraulico è ammessa la realizzazione di edifici per il ricovero di automezzi.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
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Art. 16 24 - Norme per il Sottosistema 3 insediativo
degli abitati di Montalto e Cavi - Casalone
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona B. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
Spazio pubblico
Il piano promuove la qualificazione dello spazio pubblico.
Gli interventi sono subordinati a progetto di insieme che individua l’intervento da realizzare in
prima fase e specifica per l’intero ambito:
− la connessione e gli elementi di continuità tra i diversi tipi di spazio pubblico esterni
all’ambito;
− gli accessi ed i percorsi;
− i criteri per la progettazione di dettaglio degli spazi verdi e per le alberature;
− i materiali ammessi e quelli vietati;
− regole per i cartelli stradali e le insegne commerciali e dei pubblici esercizi;
− la regolamentazione della circolazione e della sosta.
Regole edilizie
Distanza tra fabbricati: distanza tra pareti finestrate 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; le strutture per spazi di sosta coperti, gli edifici destinati al ricovero
di automezzi e ad annessi agricoli, con altezza massima in gronda di 2,2 2,4 metri, possono essere
realizzati a 3 metri.
Distanza dalla viabilità: art. 28 del “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice
della strada” (DPR 495/92).
Altezza massima dei fabbricati: 10,5 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti
produttivi. Art. 8 DM 1444/68.
Rapporto di copertura: 40%. E’ ammesso un RC del 60% negli ambiti per impianti produttivi.
Area filtrante: 30%.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 6 “Rinnovo e sostituzione degli edifici”.
Nuova edificazione
La nuova edificazione è ammessa:
- negli ambiti di completamento (art.28b LR 5/95); tali ambiti sono regolati da schede allegate
alle presenti norme;
- nelle aree destinate ad attrezzature pubbliche e di uso pubblico, negli ambiti per opere di
urbanizzazione (art.28c LR 5/95);
- negli ambiti assoggettati a piano attuativo (art.28d LR 5/95).
Le aree relative a questi interventi, operative con il presente Regolamento Urbanistico, sono
regolate da apposite schede allegate alle norme.
Ricovero automezzi
E’ ammessa la realizzazione di edifici per il ricovero di automezzi.
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Annessi agricoli
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Limitatamente all'ambito definito dalla U.T. 3.10 "Aree agricole a Malafrasca" è ammessa la
realizzazione di annessi agricoli per lotti coltivati di dimensioni superiori a 8.000 mq.
La superficie coperta massima per ogni annesso è di 20 mq; è possibile la realizzazione in
aderenza di annessi pertinenti a più lotti.
Ciascun annesso costituisce pertinenza dell’area su cui sorge ed è ad essa legata con apposito
vincolo registrato e trascritto.
Modalità d'intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
E’ ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale, così come
disciplinata all’art. 19, esclusivamente all’interno dell’ambito definito dalla U.T. 3.10 "Aree
agricole a Malafrasca" per lotti coltivati di dimensione superiore a 8.000 mq.
I nuovi annessi dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- superficie massima 20 mq di superficie coperta
- altezza massima 2.40 metri in gronda
- materiali da costruzione: legno
- planimetria di forma semplice rettangolare
- copertura a capanna con finitura in coppi e tegole di cotto, legno o lamiera verniciata di
color marrone
Ciascun annesso costituisce pertinenza dell’area su cui sorge ed è ad essa legata con apposito
vincolo registrato e trascritto.
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 19
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Art. 17 25 - Norme per il Sottosistema 4 ambientale
collinare paesaggistico dell’ulivo e della vite
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona E. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
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Recinzioni
Sono ammesse recinzioni realizzate esclusivamente con siepi, legno e muri a secco in pietra.
Limitatamente alle aree di pertinenza degli edifici residenziali sono inoltre ammesse recinzioni in
reti metalliche abbinate, in aderenza, ad una siepe composta da essenze autoctone di consistenza
tale da schermare completamente la rete metallica. Ai fini dell'applicazione della presente norma
si dovrà fare riferimento alla definizione di pertinenza data dall'art.817 e seg. del Codice Civile.
Sono inoltre ammesse recinzioni per il contenimento dei danni da fauna selvatica di cui all’art.
6/ter delle presenti norme.
Divieto di nuova edificazione
Nella UT 4.1 della Via dell’Olio è vietata la nuova edificazione.
Regole edilizie
Altezza massima dei fabbricati: 7,5 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti al servizio
delle attività agricole, da realizzare con il Programma di miglioramento agricolo ambientale.
Distanza tra fabbricati: 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; gli edifici destinati al ricovero di automezzi e ad annessi agricoli,
con altezza massima in gronda di 2,2 2,40 metri, possono essere realizzati a 3 metri.
Superfici fondiarie minime
Le superfici fondiarie minime da mantenere in produzione per la realizzazione dei nuovi edifici
rurali di cui agli artt.16 e 17 sono definite nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Arezzo:
- 0.8 ha per colture ortofloricole;
- 1.5 ha per vivai;
- 4 ha per vigneti;
- 3 ha per frutteti;
- 6 ha per oliveti;
- 7 ha per seminativi irrigui;
- 10 ha per seminativi e prati;
- 25 ha per castagneti da frutto;
- 30 ha per pascolo;
- 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
- 60 ha per bosco ceduo.
In caso di modifiche alle superfici fondiarie minime introdotte da disposizioni regionali o
provinciali emanate successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento Urbanistico,
l’adeguamento dei contenuti di cui al presente articolo può essere effettuato con singola
deliberazione del Consiglio Comunale, senza che ciò costituisca variante urbanistica
[Nuova edificazione destinata alle attività agricole] Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso
abitativo
La nuova edificazione destinata alla residenza rurale ed alle attività agricole è subordinata alle
procedure previste dalla LR 64/95.
Le superfici fondiarie minime per la realizzazione di nuovi edifici residenziali rurali sono definite
nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Arezzo:
− 0.8 ha per colture ortofloricole;
− 1.5 ha per vivai;
− 4 ha per vigneti;
− 3 ha per frutteti;
− 6 ha per oliveti;
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− 7 ha per seminativi irrigui;
− 10 ha per seminativi e prati;
− 25 ha per castagneti da frutto;
− 30 ha per pascolo;
− 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
− 60 ha per bosco ceduo.
E’ ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo, così come disciplinata all’art 16,
ad esclusione delle aree ricadenti all’interno del perimetro della UT 4.1 della Via dell’Olio.
Modalità d’intervento: P.M.A.A. con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art. 16
Nuovi annessi agricoli stabili
Ad eccezione della UT 4.1 della Via dell’Olio, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi
agricoli stabili, così come disciplinata all’art. 17.per lotti di dimensione superiore a 6.000 mq,
coltivati a orto, oliveto, vigneto e frutteto.
La Superficie Coperta massima per ogni annesso è di 20 mq; è possibile la realizzazione in
aderenza di annessi pertinenti a più lotti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato. P.M.A.A. con le indicazioni e
prescrizioni di cui all’art. 17
Nuovi annessi agricoli fuori parametro
Ad eccezione della UT 4.1 della Via dell’Olio è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli
fuori parametro, così come disciplinata all’art. 18
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 18
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
Ad eccezione della UT 4.1 della Via dell’Olio, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli
destinati all’agricoltura amatoriale, così come disciplinata all’art. 19, per lotti di dimensione
superiore a 6.000 mq, coltivati a orto, oliveto, vigneto e frutteto.
I nuovi annessi dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- superficie massima 30 mq di superficie coperta
- altezza massima 2.40 metri in gronda
- materiali da costruzione: legno
- planimetria di forma semplice rettangolare
- copertura a capanna con finitura in coppi e tegole di cotto, legno o lamiera verniciata di
color marrone
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 19
Nuovi annessi agricoli precari
Ad eccezione della UT 4.1 della Via dell’Olio, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli
precari, così come disciplinata all’art. 20, per lotti di dimensione superiore a 6.000 mq, coltivati a
orto, oliveto, vigneto, frutteto.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
20
Serre temporanee e serre con copertura stagionale
Ad eccezione della UT 4.1 della Via dell’Olio, è ammessa l’istallazione di Serre temporanee e serre
con copertura stagionale , così come disciplinata all’art. 21.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
21
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Nuova edificazione per attività non agricole
La nuova edificazione con destinazione diversa da attività agricole è ammessa esclusivamente
nelle UT 4.2 Antica filanda di Pieve a Presciano e UT 4.3 Ambito di Cacciano per il ripristino
ambientale della cava ed il recupero dell’antico borgo, secondo il protocollo di intesa sottoscritto
il 6-10-1997.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali”.
Ricovero automezzi
E’ ammessa la realizzazione di edifici per il ricovero di automezzi.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Art. 18 26 - Norme per il Sottosistema 5 ambientale
della piana agricola dello Scerfio e de La Trove
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona E. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
Recinzioni
Non sono ammesse recinzioni ad esclusione di quelle previste per il contenimento dei danni da
fauna selvatica di cui all’art. 6/ter delle presenti norme..
Limitatamente alle aree di pertinenza degli edifici residenziali e alle aree del presente Sottosistema
di stretta pertinenza degli insediamenti produttivi localizzati nei Sottosistemi Insediativi adiacenti,
sono ammesse recinzioni in legno, siepi e reti metalliche abbinate, in aderenza, ad una siepe
composta da essenze autoctone di consistenza tale da schermare completamente la rete metallica.
Pagina 28 di 81
Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Ai fini dell'applicazione della presente norma si dovrà fare riferimento alla definizione di
pertinenza data dall'art.817 e seg. del Codice Civile.
Divieto di nuova edificazione
Nelle UT 4.1 della Via dell’Olio e 5.2 Aree di espansione e casse di laminazione per la riduzione
del rischio idraulico è vietata la nuova edificazione.
Regole edilizie
Altezza massima dei fabbricati: 7,5 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti al servizio
delle attività agricole, da realizzare con il Programma di miglioramento agricolo ambientale.
Distanza tra fabbricati: 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; gli edifici destinati al ricovero di automezzi e ad annessi agricoli,
con altezza massima in gronda di 2,2 2,40 metri, possono essere realizzati a 3 metri.
Superfici fondiarie minime
Le superfici fondiarie minime da mantenere in produzione per la realizzazione dei nuovi edifici
rurali di cui agli artt.16 e 17 sono definite nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Arezzo:
- 0.8 ha per colture ortofloricole;
- 1.5 ha per vivai;
- 4 ha per vigneti;
- 3 ha per frutteti;
- 6 ha per oliveti;
- 7 ha per seminativi irrigui;
- 10 ha per seminativi e prati;
- 25 ha per castagneti da frutto;
- 30 ha per pascolo;
- 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
- 60 ha per bosco ceduo.
In caso di modifiche alle superfici fondiarie minime introdotte da disposizioni regionali o
provinciali emanate successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento Urbanistico,
l’adeguamento dei contenuti di cui al presente articolo può essere effettuato con singola
deliberazione del Consiglio Comunale, senza che ciò costituisca variante urbanistica
[Nuova edificazione destinata alle attività agricole] Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso
abitativo
La nuova edificazione destinata alla residenza rurale ed alle attività agricole è subordinata alle
procedure previste dalla LR 64/95.
Le superfici fondiarie minime per la realizzazione di nuovi edifici residenziali rurali sono definite
nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Arezzo:
− 0.8 ha per colture ortofloricole;
− 1.5 ha per vivai;
− 4 ha per vigneti;
− 3 ha per frutteti;
− 6 ha per oliveti;
− 7 ha per seminativi irrigui;
− 3 ha per tabacco;
− 12 ha per seminativi e prati;
− 25 ha per castagneti da frutto;
− 30 ha per pascolo;
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− 50 ha per bosco d’alto fusto, misto;
− 60 ha per bosco ceduo.
E’ ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo, così come disciplinata all’art 16,
ad esclusione delle aree ricadenti all’interno del perimetro delle UT 4.1 della Via dell’Olio e 5.2
Aree di espansione e casse di laminazione per la riduzione del rischio idraulico.
Modalità d’intervento: P.M.A.A. con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art. 16
Nuovi annessi agricoli stabili
Ad eccezione delle UT 4.1 della Via dell’Olio e 5.2 Aree di espansione e casse di laminazione per
la riduzione del rischio idraulico, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli stabili, così
come disciplinata all’art. 17, per lotti di dimensione superiore a 8.000 mq coltivati.
La Superficie Coperta massima per ogni annesso è di 20 mq; è possibile la realizzazione in
aderenza di annessi pertinenti a più lotti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato. P.M.A.A. con le indicazioni e
prescrizioni di cui all’art. 17
Nuovi annessi agricoli fuori parametro
E’ vietata la costruzione di nuovi annessi agricoli fuori parametro di cui all’art. 18
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
Ad eccezione delle UT 4.1 della Via dell’Olio e 5.2 Aree di espansione e casse di laminazione per
la riduzione del rischio idraulico, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli destinati
all’agricoltura amatoriale, così come disciplinata all’art. 19, per lotti di dimensione superiore a
8.000 mq, coltivati.
I nuovi annessi dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- superficie massima 30 mq di superficie coperta
- altezza massima 2.40 metri in gronda
- materiali da costruzione: legno
- planimetria di forma semplice rettangolare
- copertura a capanna con finitura in coppi e tegole di cotto, legno o lamiera verniciata di
color marrone
Modalità d’intervento: Titolo abilitativo singolo convenzionato con le indicazioni e prescrizioni di
cui all’art. 19
Nuovi annessi agricoli precari
Ad eccezione delle UT 4.1 della Via dell’Olio e 5.2 Aree di espansione e casse di laminazione per
la riduzione del rischio idraulico, è ammessa la realizzazione di nuovi annessi agricoli precari, così
come disciplinata all’art. 20, per lotti di dimensione superiore a 8.000 mq, coltivati.
Modalità d’intervento: Comunicazione al Comune con le indicazioni e prescrizioni di cui all’art.
20
Serre temporanee e serre con copertura stagionale
E’ vietata l’istallazione di serre temporanee e serre con copertura stagionale di cui all’art. 21
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
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Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali”.
Ricovero automezzi
Non è ammessa la realizzazione di manufatti per il ricovero di automezzi separati dall’edificio
principale.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Art. 19 27 - Norme per il Sottosistema 6 ambientale del bosco
Recinzioni
Sono ammesse recinzioni realizzate esclusivamente con siepi e legno solo per allevamenti
autorizzati.
Limitatamente alle aree di pertinenza degli edifici residenziali sono inoltre ammesse recinzioni in
reti metalliche abbinate, in aderenza, ad una siepe composta da essenze autoctone di consistenza
tale da schermare completamente la rete metallica. Ai fini dell'applicazione della presente norma
si dovrà fare riferimento alla definizione di pertinenza data dall'art.817 e seg. del Codice Civile.
Divieto di nuova edificazione
Nel sottosistema non sono ammesse nuove edificazioni.
Costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo
E’ vietata la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo di cui all’art. 16
Nuovi annessi agricoli stabili
E’ vietata la costruzione di nuovi annessi agricoli stabili di cui all’art. 17
Nuovi annessi agricoli fuori parametro
E’ vietata la costruzione di nuovi annessi agricoli fuori parametro di cui all’art. 18
Nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale
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E’ vietata la costruzione di nuovi annessi agricoli destinati all’agricoltura amatoriale di cui all’art.
19
Nuovi annessi agricoli precari
E’ vietata la costruzione di nuovi annessi agricoli precari di cui all’art. 20
Serre temporanee e serre con copertura stagionale
E’ vietata l’istallazione di serre temporanee e serre con copertura stagionale di cui all’art. 21
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
Esclusivamente nel caso in cui il progetto preveda la ricostruzione degli annessi agricoli in aree
agricole esterne al perimetro delle aree boscate è ammesso un incremento del 20% della
superficie esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri.
Distanza dai confini: 3 metri
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli edifici residenziali esistenti nei
sottosistemi ambientali”.
Art. 20 28 - Norme per il Sottosistema 7 insediativo di matrice storica
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona A.
Spazio pubblico
Il piano promuove la qualificazione dello spazio pubblico.
Gli interventi sono subordinati a progetto di insieme che individua l’intervento da realizzare in
prima fase e specifica per l’intero ambito:
− la connessione e gli elementi di continuità tra i diversi tipi di spazio pubblico esterni
all’ambito;
− gli accessi ed i percorsi;
− i criteri per la progettazione di dettaglio degli spazi verdi e per le alberature;
− i materiali ammessi e quelli vietati;
− regole per i cartelli stradali e le insegne commerciali e dei pubblici esercizi;
− la regolamentazione della circolazione e della sosta.
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Regole edilizie
Densità edilizia: “per le operazioni di risanamento conservativo ed altre trasformazioni
conservative, le densità edilizie di zona e fondiarie non devono superare quelle preesistenti,
computate senza tener conto delle soprastrutture di epoca recente e prive di valore storicoartistico; per le eventuali nuove costruzioni ammesse, la densità fondiaria non deve superare il
50% della densità fondiaria media della zona e, in nessun caso, i 5 mc/mq” (art. 7 DM 1444/68).
Altezza massima dei fabbricati: “per le operazioni di risanamento conservativo non è consentito
superare le altezze degli edifici preesistenti computate senza tener conto di soprastrutture o di
sopraelevazioni aggiunte alle antiche strutture; per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni
che risultino ammissibili, l’altezza massima di ogni edificio non può superare l’altezza degli edifici
circostanti di carattere storico- artistico” (art. 8 DM 1444/68).
Distanza tra fabbricati: “per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali
ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i
volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca
recente e prive di valore storico, artistico o ambientale” (art. 9 DM 1444/68).
Modificazioni edilizie
La Planimetria delle regole individua per ogni edificio la regola edilizia specifica: Modificazione
edilizia 1 Restauro e risanamento conservativo degli edifici di valore storico-testimoniale,
Modificazione edilizia 2 Salvaguardia dei fronti edilizi, Modificazione edilizia 3 Edifici di impianto
storico, Modificazione edilizia 4 Edifici recenti in ambiente storico.
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E' ammesso l'accorpamento di più annessi.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri.
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Ricovero automezzi
Non è ammessa la realizzazione di manufatti per il ricovero di automezzi.
Art. 21 29 - Norme per il Sottosistema 8 insediativo delle addizioni urbane
Il sottosistema è classificato, ai sensi dell’art. 2 DM 1444/68, zona B. Per singoli ambiti può
essere specificata una diversa classificazione, nelle schede allegate alle norme.
Spazio pubblico
Il piano promuove la qualificazione dello spazio pubblico.
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Gli interventi sono subordinati a progetto di insieme che individua l’intervento da realizzare in
prima fase e specifica per l’intero ambito:
− la connessione e gli elementi di continuità tra i diversi tipi di spazio pubblico esterni
all’ambito;
− gli accessi ed i percorsi;
− i criteri per la progettazione di dettaglio degli spazi verdi e per le alberature;
− i materiali ammessi e quelli vietati;
− regole per i cartelli stradali e le insegne commerciali e dei pubblici esercizi;
− la regolamentazione della circolazione e della sosta.
Regole edilizie
Distanza tra fabbricati: distanza tra pareti finestrate 10 metri; art. 9 DM 1444/68.
Distanza dai confini: 5 metri; le strutture per spazi di sosta coperti, gli edifici destinati al ricovero
di automezzi, con altezza massima in gronda di 2,2 metri, possono essere realizzati a 3 metri.
Distanza dalla viabilità: art. 28 del “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice
della strada” (DPR 495/92).
Altezza massima dei fabbricati: 9 metri. Sono ammesse altezze superiori per impianti produttivi.
Art. 8 DM 1444/68.
Rapporto di copertura: 40%. E’ ammesso un RC del 60% negli ambiti per impianti produttivi.
Area filtrante: 30%.
Nuova edificazione
La nuova edificazione è ammessa:
- negli ambiti di completamento (art.28b LR 5/95); tali ambiti sono regolati da schede allegate
alle presenti norme;
- nelle aree destinate ad attrezzature pubbliche e di uso pubblico, negli ambiti per opere di
urbanizzazione (art.28c LR 5/95);
- negli ambiti assoggettati a piano attuativo (art.28d LR 5/95).
Le aree relative a questi interventi, operative con il presente Regolamento Urbanistico, sono
regolate da apposite schede allegate alle norme.
Modificazioni edilizie
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica di Modificazione edilizia, la regola di base è
la Modificazione edilizia 6 “Rinnovo e sostituzione degli edifici”.
Ricovero automezzi
E’ ammessa la realizzazione di edifici per il ricovero di automezzi.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Recupero degli annessi agricoli esistenti
Il RU promuove il recupero e l’accorpamento degli annessi agricoli esistenti.
Sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione a parità di Superficie Coperta esistente
demolita.
E’ ammesso l’accorpamento di più annessi.
Entro due anni dall’entrata in vigore del RU è ammessa, contestualmente ad interventi di
demolizione e ricostruzione con accorpamento di più annessi, un incremento del 20% della
Superficie Coperta esistente demolita.
Materiali ammessi:
- muratura in pietra, mattoni faccia vista e intonaco: solo nel caso in cui gli annessi esistenti
da demolire siano già realizzati con tali materiali
- legno: nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire siano realizzati con altri materiali
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Altezza massima: l’altezza massima in gronda non potrà superare quella degli annessi esistenti da
demolire. Nel caso in cui gli annessi esistenti da demolire presentino altezze diverse, la media di
tali altezze costituirà il limite massimo per la realizzazione dell’intervento di ricostruzione.
Nel caso in cui l’altezza degli annessi esistenti da demolire (o quella derivante dalla media delle
altezze) risulti inferiore a 2,4 metri è ammesso un intervento di ricostruzione che permetta di
raggiungere comunque l’altezza massima di 2,4 metri.
E' vietato il cambio di destinazione d'uso
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
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Titolo IV V: Modificazioni edilizie
Art. 22 30 - Modificazioni edilizie – aspetti generali
Le “Modificazioni edilizie”, interventi ammessi sugli edifici esistenti e sui lotti edificati, sono
regolate secondo l’obiettivo strategico del riuso, adeguamento e valorizzazione del patrimonio
edilizio esistente, gli obiettivi enunciati dal Piano Strutturale per i Sistemi Territoriali e funzionali,
gli obiettivi operativi del Regolamento Urbanistico, dei principi insediativi riconoscibili nelle
singole parti del sistema insediativo, i contenuti storici, ambientali e paesistici, le relazioni tra
edifici ed aree di pertinenza.
Le Modificazioni sono espresse per casi omogenei e sono regolate con norme generali per ambiti
territoriali e, per casi particolari, tutti con individuazione cartografica dettagliata, con regole
specifiche.
Per gli edifici senza specifica indicazione cartografica la regola di Modificazione edilizia è descritta
nella norma per il Sottosistema territoriale.
Agli edifici compresi in Unità territoriali non si applicano le regole di base della norma per il
Sottosistema territoriale ma le regole specificate nella scheda normativa della UT.
Gli interventi sugli edifici compresi in un singolo perimetro di modificazione nella cartografia del
RU sono regolati dalla medesima categoria di modificazione.
Qualora la regola della Modificazione edilizia ammetta incrementi quantitativi specifici, tale
indicazione quantitativa supera eventuali restrizioni quantitative generali e si applica ai soli edifici
indicati in cartografia dalla specifica regola di Modificazione edilizia.
Art. 23 31 - Modificazione edilizia 1 “Restauro e risanamento conservativo
degli edifici di valore storico-testimoniale”
1. Descrizione
Si tratta di edifici di riconosciuto valore storico-testimoniale.
2. Obiettivi
Obiettivo del RU è l’attento recupero degli edifici e delle aree circostanti.
3. Tipi di intervento ammessi
Sono ammessi interventi di restauro e risanamento conservativo, regolati dall’art.5 Tipi di
intervento degli Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
La realizzazione di posti auto è ammessa al piano terra degli edifici; gli accessi possono essere
ricavati da aperture esistenti esclusivamente sui fronti secondari e con il massimo rispetto delle
corti, dei cortili e dei giardini.
Tutti gli interventi sono subordinati alle regole del Titolo V VI “Norme per gli interventi in
ambiti di interesse documentario”.
5. Titolo abilitativo singolo
Art. 24 32 - Modificazione edilizia 2 “Salvaguardia dei fronti edilizi”
1. Descrizione
Si tratta di edifici segnalati per il particolare ruolo nella configurazione dello spazio, dato dalle
particolari caratteristiche storiche, architettoniche, ambientali, di omogeneo impianto urbanistico.
2. Obiettivi
Obiettivo del RU è l’adeguamento delle dotazioni dell’edificio contestualmente alla tutela dei
fronti, dei giardini e degli impianti arborei esistenti.
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3. Tipi di intervento ammessi
Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, regolati dall’art.5 Tipi di intervento degli Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Sono inoltre ammessi interventi di ristrutturazione edilizia interna. Sui fronti appositamente
segnalati nella “Planimetria delle regole” sono vietati interventi di demolizione o di modificazione
dei principi compositivi (quali aperture o modificazione delle finestre, degli accessi, dei balconi) e
decorativi.
La realizzazione di posti auto è ammessa al piano terra degli edifici; gli accessi possono essere
ricavati con nuove aperture esclusivamente sui fronti secondari non segnalati e con il massimo
rispetto delle corti, dei cortili e dei giardini.
Tutti gli interventi sono subordinati alle regole del Titolo V VI “Norme per gli interventi in
ambiti di interesse documentario”.
5. Titolo abilitativo singolo
Art. 25 33 - Modificazione edilizia 3 “Edifici di impianto storico”
1. Descrizione
Appartengono a questa categoria edifici inseriti nel “Sottosistema 7 insediativo di matrice storica”
ed altri edifici ubicati in altri ambiti territoriali.
Tali edifici, pur non rivestendo singolarmente un particolare valore architettonico, costituiscono
l’insieme ambientale dei nuclei antichi e sistemi di interesse documentario.
Gli edifici appartenenti a questa categoria sono tutti espressamente individuati nelle tavole di
piano.
2. Obiettivi
Il piano persegue la valorizzazione dei contenuti testimoniali e delle caratteristiche morfologiche
di impianto dei nuclei e l’adeguamento delle dotazioni funzionali degli edifici.
3. Tipi di intervento ammessi
Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia regolati dall’art.5 Tipi di intervento degli Indirizzi normativi
del PS.
Sono vietati interventi di demolizione e sostituzione edilizia.
4. Contenuti specifici della modificazione
Le modifiche sui fronti devono essere studiate con un progetto complessivo di ristrutturazione e
qualificazione del fronte interessato.
E’ obbligatorio conservare la conformazione e la pendenza attuale dei tetti. Dovranno essere
conservati gli eventuali solai di pregevole fattura, gli ambienti voltati, i ballatoi in legno.
Sono inoltre interventi ammessi:
− la traslazione dei solai privi di valore architettonico senza aumentare il numero dei piani
esistenti, per un massimo di +/- 30 cm.;
− per gli edifici con un massimo di due piani fuori terra, la traslazione della falda, per un
massimo di +/- 30 cm., solo al fine di raggiungere l’altezza minima del sottotetto. Non si
potrà comunque superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico;
− l’inserimento di impianti igienico sanitari illuminati ed aereati artificialmente; l’introduzione di
nuove scale, ascensori, montacarichi entro l’edificio; non sono ammessi volumi tecnici
emergenti dalla copertura;
La realizzazione di posti auto è ammessa al piano terra degli edifici; gli accessi possono essere
ricavati con nuove aperture esclusivamente sui fronti secondari e con il massimo rispetto delle
corti, dei cortili e dei giardini.
Al fine di riutilizzare gli edifici rurali vuoti ad usi residenziali è ammesso l’aumento del numero
dei piani, con la realizzazione di nuove solette o soppalchi; contestualmente ad interventi sulla
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copertura è possibile spostare la quota della gronda di 30 cm. Non si potrà comunque superare
l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico.
E’ ammessa la ricostruzione delle parti di edifici crollate, per ricostituire la configurazione
precedente al crollo.
Tutti gli interventi sono comunque subordinati alle regole del Titolo V VI “Norme per gli
interventi in ambiti di interesse documentario”.
5. Titolo abilitativo singolo
Art. 26 34 - Modificazione edilizia 4 - “Edifici recenti in ambiente storico”
1. Definizione
Appartengono a questa categoria edifici all’interno del “Sottosistema 7 insediativo di matrice
storica” senza particolare valore testimoniale o ruolo nella definizione dello spazio urbano. Si
tratta di edifici che, in seguito ad interventi, non sempre congrui, hanno perso i contenuti di
valore storico - testimoniale oppure di edifici recentemente realizzati.
Tali edifici sono tutti espressamente individuati nelle tavole di piano.
2. Obiettivi del piano
Il piano per questi edifici persegue l’adeguamento igienico funzionale.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia, secondo l’art.5 Tipi di intervento degli Indirizzi
normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Sono ammessi gli interventi descritti per la Modificazione edilizia 3 Edifici di impianto storico”.
Sono inoltre interventi ammessi:
− la traslazione dei solai privi di valore architettonico senza aumentare il numero dei piani
esistenti, per un massimo di +/- 30 cm.;
− per gli edifici con un massimo di due piani fuori terra, la traslazione della falda, per un
massimo di +/- 50 cm., solo al fine di raggiungere l’altezza minima del sottotetto. Non si
potrà comunque superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico;
− l’inserimento di impianti igienico sanitari illuminati ed aereati artificialmente; l’introduzione di
nuove scale, ascensori, montacarichi entro l’edificio; non sono ammessi volumi tecnici
emergenti dalla copertura;
− in caso di sostituzione edilizia sono possibili modifiche planimetriche rispetto al sedime
dell’edificio demolito. Nel caso di edificio affacciato su strada andrà rispettato il filo edilizio
degli edifici contigui; nel caso di edificio non affacciato su strada sono ammesse modifiche
planimetriche rispetto al sedime dell’edificio demolito sino a 100 cm. per ogni lato, modifiche
planimetriche maggiori sono ammesse per conseguire allineamenti su altri fronti. Non si potrà
comunque superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico;
− la realizzazione di posti auto interrati purché i sistemi di accesso vengano realizzati con il
massimo rispetto delle corti, dei cortili e dei giardini. E’ altresì ammessa la realizzazione di
posti auto al piano terra degli edifici; gli accessi possono essere ricavati con nuove aperture
sui fronti secondari.
Tutti gli interventi sono comunque subordinati alle regole del Titolo V VI “Norme per gli
interventi in ambiti di interesse documentario”.
5. Titolo abilitativo singolo
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Art. 27 35 - Modificazione edilizia 5 “Sopraelevazione degli edifici”
1. Definizione
Appartengono a questa categoria edifici residenziali di un solo piano fuori terra.
Tali edifici sono tutti espressamente individuati nelle tavole di piano.
2. Obiettivi del piano
Il piano per questi edifici persegue l’adeguamento igienico funzionale ed ammette la possibilità di
sopraelevazione di un piano.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia, ampliamento, secondo l’art.5 Tipi di intervento degli
Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Le modifiche sui fronti devono essere studiate con un progetto complessivo di ristrutturazione e
qualificazione del fronte interessato.
Negli edifici residenziali sono ammessi interventi di sostituzione edilizia, con modifiche
planimetriche rispetto al sedime dell’edificio demolito. Nel caso di edificio affacciato su strada
andrà rispettato il filo edilizio degli edifici contigui; nel caso di edificio non affacciato su strada
sono ammesse modifiche planimetriche rispetto al sedime dell’edificio demolito sino a 100 cm.
per ogni lato, modifiche planimetriche maggiori sono ammesse per conseguire allineamenti su
altri fronti.
Sono ammessi interventi di ampliamento mediante la sopraelevazione di un piano.
E’ ammessa la realizzazione di posti auto al piano terra degli edifici; gli accessi possono essere
ricavati con nuove aperture. E’ altresì ammessa la realizzazione di posti auto interrati purché i
sistemi di accesso vengano realizzati con il massimo rispetto delle pertinenze.
5. Titolo abilitativo singolo
L’ampliamento ammesso può essere realizzato una sola volta durante la validità del RU dalla data
del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale e non è cumulabile con
l’intervento previsto da altre Modificazioni edilizie.
A tutti gli edifici che dalla data del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale
hanno già realizzato l’ampliamento ammesso è assegnata la classe di modificazione edilizia 6
“Rinnovo e sostituzione degli edifici” di cui all’art. 36.
Il titolo abilitativo è rilasciato dopo la sottoscrizione di una convenzione o di un atto unilaterale
d’obbligo che sancisca l’impegno, per almeno un decennio, ad un utilizzo dell’immobile da parte
di residenti. La convenzione o l’atto specifica le sanzioni in caso di inosservanza.
Art. 28 36 - Modificazione edilizia 6 “Rinnovo e sostituzione degli edifici”
1. Descrizione
Appartengono a questa categoria edifici senza valore testimoniale e senza particolare ruolo nella
definizione dello spazio urbano.
Nelle norme di sottosistema è specificato quando i contenuti della modificazione sono estesi
come regola di base.
2. Obiettivi del Piano
Obiettivo del RU è l’adeguamento delle dotazioni dell’edificio.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi gli interventi di Manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia regolati dall’art.5 Tipi di intervento degli Indirizzi normativi
del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Sono ammessi interventi di Sostituzione edilizia (PS: art.5 Tipi di intervento, lettera e).
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Il nuovo edificio dovrà realizzare, nelle pertinenze, spazi appositamente asserviti al parcheggio in
misura pari a quanto stabilito dall’art.41 sexies L.1150/42 e successive modifiche e integrazioni.
Gli interventi sulla vegetazione dovranno fare particolare attenzione alla conservazione degli
aspetti ambientali e paesaggistici, con particolare riguardo ai giardini, parchi ed aree con
formazioni arboree di pregio.
5. Titolo abilitativo singolo
In caso di intervento collegato a cambio di destinazione d’uso la concessione è subordinata alla
firma di una convenzione tipo che preveda la contestuale cessione gratuita o, a giudizio
dell’Amministrazione, la monetizzazione delle aree per servizi relativi alla SLP la cui destinazione
d’uso è modificata rispetto all’edificio preesistente.
Art. 29 37 - Modificazione edilizia 7 “Incremento del 30% degli edifici”
1. Descrizione
Appartengono a questa categoria edifici senza valore testimoniale e senza particolare ruolo nella
definizione dello spazio urbano.
Nelle norme di sottosistema è specificato quando i contenuti della modificazione sono estesi
come regola di base.
2. Obiettivi del Piano
Obiettivo del RU è l’adeguamento delle dotazioni dell’edificio.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi gli interventi di Manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia regolati dall’art.5 Tipi di intervento
degli Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Sono ammessi interventi di ampliamento (PS: art.5 Tipi di intervento, lettera f) fino al 30% della
SLP esistente.
L’edificio risultante dagli interventi dovrà realizzare, nelle pertinenze, spazi appositamente
asserviti al parcheggio in misura pari a quanto stabilito dall’art.41 sexies L.1150/42 e successive
modifiche e integrazioni.
Gli interventi sulla vegetazione dovranno fare particolare attenzione alla conservazione degli
aspetti ambientali e paesaggistici, con particolare riguardo ai giardini, parchi ed aree con
formazioni arboree di pregio.
5. Titolo abilitativo singolo
L’ampliamento ammesso può essere realizzato una sola volta durante la validità del RU dalla data
del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale e non è cumulabile con
l’intervento previsto da altre Modificazioni edilizie.
A tutti gli edifici che dalla data del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale
hanno già realizzato l’ampliamento ammesso è assegnata la classe di modificazione edilizia 6
“Rinnovo e sostituzione degli edifici” di cui all’art. 36.
In caso di intervento collegato a cambio di destinazione d’uso la concessione è subordinata alla
firma di una convenzione tipo che preveda la contestuale cessione gratuita o, a giudizio
dell’Amministrazione, la monetizzazione delle aree per servizi relativi alla SLP la cui destinazione
d’uso è modificata rispetto all’edificio preesistente.
Art. 30 38 - Modificazione edilizia 8 “Incremento del 50% degli edifici”
1. Descrizione
Appartengono a questa categoria edifici senza valore testimoniale e senza particolare ruolo nella
definizione dello spazio urbano.
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Nelle norme di sottosistema è specificato quando i contenuti della modificazione sono estesi
come regola di base.
2. Obiettivi del Piano
Obiettivo del RU è l’adeguamento delle dotazioni dell’edificio.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi gli interventi di Manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia regolati dall’art.5 Tipi di intervento
degli Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Sono ammessi interventi di ampliamento (PS: art.5 Tipi di intervento, lettera f) fino al 50% della
SLP esistente.
L’edificio risultante dagli interventi dovrà realizzare, nelle pertinenze, spazi appositamente
asserviti al parcheggio in misura pari a quanto stabilito dall’art.41 sexies L.1150/42 e successive
modifiche e integrazioni.
Gli interventi sulla vegetazione dovranno fare particolare attenzione alla conservazione degli
aspetti ambientali e paesaggistici, con particolare riguardo ai giardini, parchi ed aree con
formazioni arboree di pregio.
5. Titolo abilitativo singolo
L’ampliamento ammesso può essere realizzato una sola volta durante la validità del RU dalla data
del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale e non è cumulabile con
l’intervento previsto da altre Modificazioni edilizie.
A tutti gli edifici che dalla data del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale
hanno già realizzato l’ampliamento ammesso è assegnata la classe di modificazione edilizia 6
“Rinnovo e sostituzione degli edifici” di cui all’art. 36.
In caso di intervento collegato a cambio di destinazione d’uso la concessione è subordinata alla
firma di una convenzione tipo che preveda la contestuale cessione gratuita o, a giudizio
dell’Amministrazione, la monetizzazione delle aree per servizi relativi alla SLP la cui destinazione
d’uso è modificata rispetto all’edificio preesistente.
Art. 31 39 - Modificazione edilizia 9 “Adeguamento dimensionale degli
edifici residenziali esistenti nei sottosistemi ambientali”
1. Descrizione
Appartengono a questa categoria edifici senza valore testimoniale. Nelle norme di sottosistema è
specificato quando i contenuti della modificazione sono estesi come regola di base.
2. Obiettivi del Piano
Obiettivo del RU è l’adeguamento dell’edificio.
3. Tipi di intervento ammessi e vietati
Sono ammessi gli interventi di Manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia regolati dall’art.5 Tipi di intervento
degli Indirizzi normativi del PS.
4. Contenuti specifici della modificazione
Per gli edifici a destinazione residenziale, senza valore testimoniale, con superficie esistente e
regolarmente assentita alla data di adozione del Piano Strutturale (14-11-1998) superiore a 28 mq
SLP, sono inoltre ammessi interventi di ampliamento (PS: art.5 Tipi di intervento, lettera f) fino a
raggiungere 150 mq SLP.
L’edificio risultante dagli interventi dovrà realizzare, nelle pertinenze, spazi appositamente
asserviti al parcheggio in misura pari a quanto stabilito dall’art.41 sexies L.1150/42 e successive
modifiche e integrazioni.
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Gli interventi sulla vegetazione dovranno fare particolare attenzione alla conservazione degli
aspetti ambientali e paesaggistici, con particolare riguardo ai giardini, parchi ed aree con
formazioni arboree di pregio.
5. Titolo abilitativo singolo
L’ampliamento ammesso può essere realizzato una sola volta durante la validità del RU dalla data
del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale e non è cumulabile con
l’intervento previsto da altre Modificazioni edilizie.
A tutti gli edifici che dalla data del 13 ottobre 2001 di approvazione del primo R.U. Comunale
hanno già realizzato l’ampliamento ammesso è assegnata la classe di modificazione edilizia 6
“Rinnovo e sostituzione degli edifici” di cui all’art. 36.
Il titolo abilitativo è rilasciato dopo la sottoscrizione di una convenzione o di un atto unilaterale
d’obbligo che sancisca l’impegno, per almeno un decennio, a non cedere l’edificio. La
convenzione o l’atto specifica le sanzioni in caso di inosservanza.
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Titolo V VI: Norme per gli interventi in ambiti di interesse documentario
Art. 32 40 - Edifici di interesse documentario: tutela e parametri edilizi
Per gli edifici del “Sottosistema 7 insediativo di matrice storica” e per gli edifici classificati con la
“Modificazione edilizia 1 - Restauro e risanamento conservativo degli edifici di valore storicotestimoniale”, “Modificazione edilizia 2 - Salvaguardia dei fronti edilizi”, “Modificazione edilizia 3
- Edifici di impianto storico”, a prescindere dal Sottosistema in cui ricadono, al fine di tutelare il
valore storico e documentario dei singoli edifici e dell’ambiente circostante, gli interventi di
restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia senza spostamento dei solai,
possono non rispettare i parametri rapporto aeroilluminante e altezza minima, nei casi di vincoli
di piano che ne impediscono il rispetto.
Il rapporto aeroilluminante minimo è di 1/14 (da integrare con illuminazione artificiale e
aereazione forzata); l’altezza media dei locali abitabili è di metri 2,5.
Art. 33 41 - Configurazioni e materiali negli interventi su edifici di interesse
documentario
Per gli edifici del “Sottosistema 7 insediativo di matrice storica” e per gli edifici classificati con la
“Modificazione edilizia 1 - Restauro e risanamento conservativo degli edifici di valore storicotestimoniale”, “Modificazione edilizia 2 - Salvaguardia dei fronti edilizi”, “Modificazione edilizia 3
- Edifici di impianto storico”, a prescindere dal Sottosistema in cui ricadono, tutti gli interventi
edilizi, compresi quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, dovranno essere eseguiti
tenendo conto di uno studio sui materiali da costruzione, forme e tinte in conformità ai caratteri
storico-ambientali e architettonici degli edifici e dell’ambiente circostante.
Gli elementi architettonici e decorativi, le sistemazioni di carattere ambientale (lastricati, muri
perimetrali, alberature e arredo urbano), sono da conservare e valorizzare.
I materiali a vista da impiegare sono pietra e intonaco.
Per i paramenti e rivestimenti esterni è consentito solo l’intonaco di tipo civile a calce e coloriture
in tempera a colori naturali vegetali, sono vietati gli intonaci plastici ed i rivestimenti in materiali
di gres-ceramico.
E’ vietato l’impiego a vista di materiali da costruzione misti, blocchetti di tufo o cemento, ecc.
Per i serramenti esterni è consigliato il legno naturale o verniciato; è fatto assoluto divieto di
impiego di alluminio anodizzato e materiali plastici; è vietato l’uso di tapparelle avvolgibili.
Potranno essere utilizzati profili metallici ferro-finestra, adeguatamente studiati per vetrine per il
commercio e l’artigianato ai piani terra.
In caso di intervento parziale sull’edificio dovranno essere impiegati materiali per forme e tipi
coerenti con quelli originari.
Negli interventi totali sugli edifici è valutabile l’uso di materiali moderni; tale impiego dovrà essere
motivato con necessità statiche ed architettoniche.
Per i solai di copertura, gronde e sottogronde nel caso di restauro, dovranno essere utilizzati
materiali dello stesso tipo di quelli originari.
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Art. 34 42 - Presentazione di progetti per edifici di interesse documentario.
Per gli edifici del “Sottosistema 7 insediativo di matrice storica” e per gli edifici classificati con la
“Modificazione edilizia 1 - Restauro e risanamento conservativo degli edifici di valore storicotestimoniale”, “Modificazione edilizia 2 - Salvaguardia dei fronti edilizi”, “Modificazione edilizia 3
- Edifici di impianto storico”, a prescindere dal Sottosistema in cui ricadono, le proposte di
intervento edilizio dovranno essere documentate con gli elaborati elencati.
Il rilievo ed il progetto devono evidenziare, anche negli edifici adiacenti, le caratteristiche che si
intendono modificare, per motivare il senso armonico delle scelte.
A)
rilievo quotato dello stato di fatto nella scala 1/50 o 1/100 (piante, prospetti interni ed
esterni e sezioni in numero sufficiente per individuare esattamente l’edificio) a scala 1/20
eventuali particolari architettonici costruttivi,
B)
sezioni schematiche trasversali allo spazio pubblico e profilo altimetrico longitudinale del
fronte principale esteso ai fabbricati adiacenti nella scala 1/200 compiutamente quotato,
C)
rilievo del verde (con indicazione delle essenze e relative dimensioni) e di ogni elemento
esterno qualificante (muri, dislivelli, pavimentazioni),
D)
documentazione fotografica dello stato di fatto esterno, interno, particolari significativi,
E)
catasti storici (ad es. il catasto leopoldino), eventuale documentazione storica e
storiografica con planimetrie, stampe, rilievi antichi,
F)
rilievo o descrizione delle finiture esterne ed interne (infissi, ringhiere, gradini, davanzali,
pavimenti, tipi e colori dei rivestimenti esterni e delle tinteggiature, ecc.), qualora si
presentino contenuti architettonici e decorativi,
G)
relazione con illustrazione delle scelte progettuali e descrizione delle operazioni che si
intendono apportare,
H)
elaborati grafici di progetto in scala 1:50 (piante, prospetti, sezioni debitamente quotati),
elaborati di confronto tra stato di fatto ed ipotesi di intervento, destinazioni d’uso dei vari
piani, dettagli costruttivi alla scala appropriata,
I)
computo metrico per la stima dei contributi concessori ove dovuti.
Tali materiali, tutti debitamente sottoscritti per assunzione di responsabilità da un tecnico
abilitato e dal proprietario o avente titolo, consentono di verificare i contenuti di salvaguardia
storica.
In particolare la documentazione permette agli uffici tecnici municipali di verificare l’attribuzione
dell’edificio alla categoria di Modificazione edilizia.
In caso la qualità informativa della documentazione portasse a valutare una attribuzione di
categoria di Modificazione edilizia diversa da quella indicata dal piano, l’ufficio predispone la
delibera di presa d’atto delle nuove documentazioni e ed una indicazione motivata della
attribuzione della nuova categoria di Modificazione edilizia. La deliberazione non è variante al RU
ma sua specificazione qualora non comporti incremento di capacità insediativa.
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Titolo VI VII: La gestione del piano
Art. 35 43 - Attuazione semplificata - Tipologie di interventi e procedure di
assenso
1. Il piano assume i principi di efficienza e trasparenza nei procedimenti amministrativi, il
perseguimento contestuale del servizio al singolo cittadino e della tutela degli interessi pubblici
collettivi della LR 52/99.
2. Il piano, nell’ambito della esplicitazione degli obiettivi di assetto e trasformazione territoriale
mediante il RU indica procedure di attuazione semplificata dei propri obiettivi.
Tale semplificazione è basata sulla collaborazione tra amministrazione comunale e le altre
istituzioni, i cittadini, gli operatori ed i professionisti incaricati della progettazione e direzione
degli interventi.
3. Gli interventi da subordinare a maggior attenzione da parte della Amministrazione Comunale,
per i contenuti particolari, sono:
- gli interventi in edifici di valore documentario,
- gli interventi in contesti di valore ambientale,
- gli interventi su spazi pubblici (attrezzatura di spazi di proprietà pubblica),
- gli interventi urbanistici che comportano la cessione di aree di proprietà pubblica o
l’asservimento all’uso pubblico.
L’attenzione nel piano si manifesta in chiari obiettivi e procedure di attuazione che concentrino il
controllo sui risultati.
4. Gli interventi in edifici di valore documentario e contesti di valore ambientale, oggetto di
norme specifiche nel RU, necessitano di elaborati che permettano di valutare velocemente i
risultati del piano. Criterio generale è che l’intervento su tali edifici debba essere assentito
direttamente, senza inutili rimandi a piani di recupero che hanno spesso comportato
allungamento dei tempi, aggravio dei lavori in Consiglio Comunale e purtroppo non sono riusciti
a tradurre tali oneri in qualità dell’intervento.
5. Gli interventi su spazi pubblici sono oggetto di norme specifiche nel piano.
Criterio generale è che l’intervento su aree ed edifici pubblici debba essere valutato attraverso
progetti complessivi e non piani attuativi, attraverso elaborati che ne mostrino l’effettivo risultato
e non illustrino esclusivamente o prevalentemente temi di iter di approvazione e di
finanziamento, come spesso è stato in passato.
6. Per gli interventi urbanistici o complessi i temi da valutare attraverso la pianificazione attuativa
sono l’assetto delle nuove aree pubbliche (localizzazione, quantità, forma, standard progettuali,
destinazioni specifiche, relazioni con il contesto, fasi attuative) e la struttura del progetto
urbanistico di insieme.
Il RU fornisce le indicazioni tipiche della pianificazione generale (quantità, destinazioni, parametri
generali ed eventuali prescrizioni particolari per il luogo).
In questi casi il piano attuativo esteso all’intero ambito è lo strumento attuativo dell’intervento.
Con il PA si possono indicare fasi attuative particolare, soprattutto nei casi con operatori che
indicano differenti tempi di intervento.
7. Qualora il RU indichi, in una apposita sezione di prescrizioni, regole planimetriche e normative
con il contenuto dei piani attuativi (localizzazione degli immobili per opere di urbanizzazione e di
interesse generale, specificazione delle unità di intervento con le relative destinazioni ed opere di
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urbanizzazione, definizione delle tipologie edilizie e delle regole planovolumetriche), il piano
attuativo può essere sostituito da una più celere procedura: la concessione edilizia singola
convenzionata.
La concessione è estesa all’intero ambito o ad una unità di intervento che garantisca, a giudizio
dell’Amministrazione comunale, il raggiungimento di un compiuto risultato operativo.
I contenuti della convenzione, da sottoscrivere prima del ritiro della concessione, sono descritti
nello specifico comma dell’art. 8 “Piani attuativi” degli Indirizzi normativi e criteri per la
disciplina e la gestione del territorio del Piano Strutturale.
Sono richiamati nella convenzione attuativa i progetti per le concessioni gratuite delle eventuali
opere di urbanizzazione primaria e/o secondaria da realizzare, agli atti dell’Amministrazione
comunale.
8. Il Consiglio Comunale delibera la Convenzione attuativa tipo: l’adeguamento formale della
Convenzione tipo ai singoli interventi è operato dagli uffici e non necessita di ulteriori delibere
consiliari.
9. Qualora l’operatore intenda modificare le regole planimetriche e normative che hanno il
contenuto del piano attuativo, indicate nella apposita sezione di prescrizioni del RU, è necessario
procedere alla approvazione di un piano attuativo, in modo da sottoporre all’Amministrazione
comunale un nuovo assetto generale, che dovrà essere comunque conforme con le indicazioni
tipiche della pianificazione generale prescritte nel RU per l’ambito.
Art. 36 44 - Presentazione di progetti per interventi su edifici esistenti
Per gli edifici esistenti privi di interesse documentario, esterni al “Sottosistema 7 insediativo di
matrice storica” e per quelli non classificati con la “Modificazione edilizia 1 - Restauro e
risanamento conservativo degli edifici di valore storico-testimoniale”, “Modificazione edilizia 2 Salvaguardia dei fronti edilizi”, “Modificazione edilizia 3 - Edifici di impianto storico”, anche in
altri Sottosistemi, i progetti dovranno essere documentati con:
- documentazione fotografica dei fronti e/o parti oggetto di intervento con riferimento alle
relazioni con l’intorno;
- rilievo quotato in scala 1:100 o in scala appropriata, corredato da piante, prospetti e sezioni,
con evidenziazione dei caratteri, dei materiali esistenti e delle relazioni con l’intorno;
- progetto quotato in scala in scala 1:100 o in scala appropriata, corredato da piante, prospetti e
sezioni, con l'indicazione degli interventi, dei materiali da utilizzare e delle relazioni con
l’intorno;
- relazione di presentazione e commento del rilievo e delle scelte progettuali.
Art. 37 45 - Regolamento per l'installazione di antenne radio base per
telefonia mobile
Il Comune, ai fini del corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per stazioni
radio base di telefonia mobile e ai fini della minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai
campi elettromagnetici, provvederà, in sintonia con quanto previsto dall'art.8 comma 6 della
Legge 22.02.01 n° 36, all'approvazione di un regolamento specifico in accordo con gli Enti
competenti in materia (U.S.L. e A.R.P.A.T.).
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Art. 38 46 - Regolamento per la realizzazione di ricoveri per cani da caccia
Il Comune, ai sensi dell'art. 1 comma 4 della L.R. 14.04.95 n° 64 e successive modifiche, al fine di
promuovere la valorizzazione dell'economia locale, delle tradizioni venatorie che comportano la
necessità di individuare le aree e le norme per la realizzazione di adeguati ricoveri per cani da
caccia con i relativi accessori in uso alle squadre organizzate o comunque necessari ai fini sanitari,
organizzativi e di sicurezza, provvederà con apposita variante con il procedimento previsto dalla
L.R. 5/95 e successive modifiche e integrazioni.
Tutti gli interventi finalizzati alla realizzazione di ricoveri per cani da caccia sono previsti e
disciplinati nello specifico “Regolamento per la realizzazione di ricoveri per cani da caccia”
approvato con Del. C.C. n° 29 del 4 ottobre 2003.
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Titolo VII VIII: Indirizzi per il coordinamento delle politiche urbane e
territoriali e la valutazione degli interventi
Art. 39 47 - Documento di indirizzi per il coordinamento delle politiche
urbane e territoriali
Gli indirizzi per il coordinamento delle politiche urbane e territoriali sono deliberati
dall’Amministrazione Comunale in un apposito documento proposto dal Sindaco all’inizio di
ogni legislatura.
Tale documento può essere aggiornato in occasione della presentazione del Rapporto sul
Territorio (art. 10 degli “Indirizzi normativi e criteri per la disciplina e la gestione del territorio”
del PS), della approvazione delle delibere di programmazione delle opere pubbliche o con
delibere quadro.
Per ogni settore di intervento si indicano obiettivi, priorità e parametri di valutazione.
Art. 40 48 - Valutazione degli effetti ambientali degli interventi
Il Regolamento Urbanistico, ai sensi dell’art. 11 degli “Indirizzi normativi e criteri per la disciplina
e la gestione del territorio” del PS, individua gli elementi e le modalità per le valutazioni degli
effetti ambientali, da monitorare nelle evoluzioni in confronto con la gestione delle
trasformazioni e delle azioni proposte.
L’Atlante Territoriale è lo strumento di conoscenza, di supporto per la pianificazione e la gestione
delle trasformazioni territoriali, della tutela e valorizzazione delle risorse e delle caratteristiche
strutturali dell’ambiente, della riqualificazione del sistema insediativo esistente in cui
implementare le informazioni di evoluzione ambientale e le valutazioni degli effetti ambientali.
I fenomeni e gli elementi oggetto di monitoraggio possono essere individuati:
Corpi d’acqua superficiali ed opere idrauliche
In collaborazione con gli enti preposti alla tutela dell’igiene pubblica dovranno essere eseguite
analisi sullo stato di inquinamento. La valutazione dell’efficienza delle opere idrauliche di difesa
verrà effettuata in collaborazione con i vari enti preposti.
Pozzi
Il monitoraggio dei pozzi esistenti verrà effettuato con l’assistenza e la collaborazione degli enti
preposti.
Acquedotto
La valutazione del livello di servizio è svolta con la collaborazione degli enti preposti.
L’attuazione degli interventi proposti dal PS e dal RU è collegata alla programmata disponibilità
della risorsa.
Sistema fognario e di depurazione
La valutazione del livello di servizio è svolta con la collaborazione degli enti preposti. Le fasi
temporali di attuazione degli interventi proposti dal PS e dal RU sono collegate alla verifica del
livello di servizio ed al progressivo adeguamento e potenziamento delle reti e degli impianti di
depurazione.
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Rifiuti
La valutazione del livello di servizio è svolta con la collaborazione degli enti preposti.
L’attuazione degli interventi proposti dal PS e dal RU è collegata al programmato livello di
servizio.
Rete infrastrutturale della mobilità
Nella valutazione dell’efficienza della rete, oltre agli obiettivi specifici relativi alla mobilità, si
considerano i livelli di inquinamento acustico e dell’aria e l’impatto delle soste veicolari su spazio
pubblico.
Inquinamento acustico
Il monitoraggio dei livelli sonori dovrà portare alla specificazioni di azioni di intervento ed alla
predisposizione dell’azzonamento acustico.
Inquinamento atmosferico
Il monitoraggio della qualità dell’aria andrà svolto anche con attenzione al tipo di emissione delle
singole attività produttive.
Impianti industriali a rischio di incidente rilevante (DPR 175/88)
Gli interventi su impianti industriali a rischio (Air liquide), e sulle aree contermini (almeno entro
la fascia di 130 metri dall’impianto), debbono valutare e intraprendere le misure per migliorare le
condizioni di sicurezza.
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Titolo VIII IX: Schede normative B - Interventi di completamento
urbanistico (art.28b LR.5/95)
Scheda b.1 – Montalto, testata via P.Borsellino – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di
nuova viabilità di collegamento e adeguamento della viabilità esistente.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 600 di SLP – altezza massima ml 10,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
cessione gratuita delle aree per la realizzazione della nuova viabilità; adeguamento della viabilità
esistente con particolare riferimento al suo innesto su via Vecchia Aretina.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.2 – Montalto, via Cavour – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di
nuova viabilità e servizi a verde pubblico e parcheggi.
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 400 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e cessione gratuita delle relative aree; cessione
gratuita delle aree a verde pubblico e parcheggi.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e bifamiliari; la
copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.3 – Montalto, via Vecchia Aretina – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e realizzazione di nuova viabilità pedonale di collegamento tra
le due parti dell’abitato divise dal tracciato dell’autostrada.
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Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento, anche in soprelevazione; SLP massima ammissibile mq 230; altezza massima non
superiore a quella dell’edificio esistente.
Aree per servizi: cessione gratuita delle aree di proprietà all’interno della U.T. 3.6 Aree verdi di
rispetto ambientale interessate dal tracciato della nuova viabilità pedonale prevista e dalle relative
fasce di rispetto.
Prescrizioni specifiche: è a carico dell’intervento la realizzazione della nuova viabilità pedonale di
collegamento tra le due parti dell’abitato di Montalto divise dal tracciato dell’autostrada. In
alternativa alla realizzazione diretta dell’intervento è ammessa la sua monetizzazione attraverso un
contributo commisurato alle spese di acquisizione delle aree e alle spese di realizzazione di detta
viabilità il cui ammontare sarà stabilito in sede di stipula della Convenzione.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.4 – Pergine, via del Bagno – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e razionalizzazione degli accessi carrabili esistenti e di progetto.
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 300 di SLP. Sugli edifici residenziali esistenti sono
ammessi gli interventi previsti dalla modificazione edilizia M6– altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e della nuova viabilità di accesso; cessione
gratuita delle relative aree.
Prescrizioni specifiche: l’attuale innesto della Strada Vicinale delle Due Vie sull’incrocio di via del
Bagno dovrà essere chiuso; la nuova viabilità di accesso dovrà garantire l’accessibilità anche per
gli edifici esistenti compresi all’interno dell’ambito; il parcheggio non potrà essere realizzato con
materiali bituminosi e dovrà essere piantumato con alberature autoctone; tipologia edilizia a
edifici unifamiliari e bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi
e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.5 – Pergine, via del Canneto – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di un
parcheggio pubblico che garantisca migliori le condizioni di accessibilità al servizio cimiteriale.
Destinazioni d’uso: residenza.
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 600 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e cessione gratuita delle relative aree; cessione
gratuita delle aree necessarie alla realizzazione del parcheggio ed alla riqualificazione di via del
Canneto.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
mantenere le alberature esistenti; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e bifamiliari; la copertura
degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.6 – Pergine, via del Bandino – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e adeguamento di via del Bandino e del suo innesto su via
Dante Alighieri.
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento, anche in soprelevazione, fino ad un massimo del 30% della SLP esistente – altezza
massima ml 7,50.
Aree per servizi: cessione gratuita delle aree necessarie all’adeguamento di via del Bandino e del
suo innesto su via Dante Alighieri.
Prescrizioni specifiche: la ricostruzione dei nuovi muri di cinta dovrà essere realizzata con i
materiali esistenti ed utilizzando la stessa tecnica costruttiva.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.7 – Pergine, via del Querceto – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di un
parcheggio pubblico in corrispondenza dell’accesso a sud-ovest del capoluogo.
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 400 di SLP – altezza massima ml 7,50. Per gli annessi
agricoli esistenti sono ammessi interventi di demolizione, ricostruzione e accorpamento a parità
di superficie coperta; se tali interventi sono assentiti entro due anni dall’entrata in vigore del
Regolamento Urbanistico è ammesso un incremento del 20% della superficie coperta esistente
demolita;
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Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
realizzazione dei marciapiedi pubblici di larghezza 1,5 m lungo via del Querceto e cessione delle
relative aree
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e bifamiliari; la
copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto. I materiali
ammessi per la ricostruzione degli annessi agricoli sono mattoni a faccia vista e intonaco, è
obbligatoria la copertura a capanna con manto in coppi e tegole di cotto, l’altezza massima in
gronda è di ml 2,20 2,40.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.8 – Pergine via di Montelucci – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di un
parcheggio pubblico in corrispondenza dell’accesso da sud al capoluogo ed in prossimità delle
aree pubbliche del “Cristo degli Ulivi”.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 200 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e bifamiliari; la
copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.9 – Pergine, via Togliatti – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e razionalizzazione della viabilità.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione e ampliamento degli edifici esistenti fino ad un massimo di mq 200 di SLP
complessivi – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e cessione gratuita delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: la nuova viabilità di accesso dovrà essere realizzata ortogonalmente a via
Togliatti ed in asse con via De Gasperi; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e bifamiliari; la
copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto; i manufatti
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esistenti con destinazione d’uso non residenziale dovranno essere demoliti
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.10 – Poggio Bagnoli, distributore carburanti – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: miglioramento delle condizioni di sicurezza e sorvegliabilità dell’impianto di
distribuzione carburanti ESSO.
Destinazioni d’uso: attrezzature di interesse generale e residenza per il custode dell’impianto.
Interventi ammessi – quantità insediabili: è ammessa la soprelevazione di un piano dell’attuale
edificio di servizio.
Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: la nuova SLP a residenza dovrà essere utilizzata dalla famiglia del gestore
dell’impianto o da chi abbia comunque titolo alla sua sorveglianza; la copertura dovrà essere a
falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Scheda b.11/a – Pieve a Presciano, ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Pieve a
Presciano.
Destinazioni d’uso: residenza, attività artigianali e produttive, attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 950 di SLP ; è ammessa la suddivisione dell’ambito in lotti
edificabili; per ogni lotto è ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino ad un
massimo di mq 110 di SLP– altezza massima uguale a quella degli edifici esistenti nella zona.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e del parcheggio previsti e cessione gratuita
delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18; l’intervento di nuova
edificazione dovrà prevedere la realizzazione di un collegamento pedonale tra il parcheggio
pubblico e il ristorante e la stazione di servizio adiacenti
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.11/b – Pieve a Presciano, ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
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Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Pieve a
Presciano.
Destinazioni d’uso: residenza, attività artigianali e produttive, attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 2700 di SLP ; è ammessa la suddivisione dell’ambito in
lotti edificabili; per ogni lotto è ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino
ad un massimo di mq 110 di SLP– altezza massima uguale a quella degli edifici esistenti nella
zona.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e del parcheggio previsti e cessione gratuita
delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18;
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.12 – Pieve a Presciano, ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Pieve a
Presciano.
Destinazioni d’uso: attività artigianali e produttive.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento degli edifici produttivi e artigianali esistenti fino al raggiungimento del Rapporto di
copertura massimo del 60% della superficie fondiaria dei singoli lotti – altezza massima uguale a
quella degli edifici esistenti.
Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18; non è ammessa la
soprelevazione; non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.P. 18
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.13 – Pieve a Presciano, stazione di servizio – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’area a servizi di Pieve a Presciano.
Destinazioni d’uso: attività ricettive e attività urbane (esclusivamente attività per la ristorazione e
pubblici esercizi).
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento fino ad un massimo del 50% della SLP esistente – altezza massima uguale a quella
dell’edificio a servizi esistente.
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Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18; non è ammessa la
soprelevazione; non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.P. 18
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.14 – Pergine, ristorante Le Cantine – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: adeguamento funzionale del ristorante Le Cantine a Pergine.
Destinazioni d’uso: attività ricettive e attività urbane (esclusivamente attività per la ristorazione e
pubblici esercizi).
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi
ampliamento mediante soprelevazione di un piano - altezza massima uguale a quella degli edifici
adiacenti.
Aree per servizi: le aree per parcheggi pubblici o di uso pubblico sono da reperire all’interno delle
aree di pertinenza dell’edificio
Prescrizioni specifiche: la finitura esterna dell’edificio dovrà essere ad intonaco civile tinteggiato;
la copertura dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
Scheda b.15 – Poggio Bagnoli, ristorante “Il Cacciatore” – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: adeguamento funzionale del ristorante Il Cacciatore a Poggio Bagnoli.
Destinazioni d’uso: attività ricettive e attività urbane (esclusivamente attività per la ristorazione e
pubblici esercizi).
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi
ampliamento fino ad un massimo del 50 % della SLP esistente - altezza massima uguale a quella
dell’edificio esistente.
Aree per servizi: le aree per parcheggi pubblici o di uso pubblico sono da reperire all’interno delle
aree di pertinenza dell’edificio
Prescrizioni specifiche: la finitura esterna dell’edificio dovrà essere ad intonaco civile tinteggiato;
non è ammessa la soprelevazione; non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.S. 69.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo.
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Scheda b.16 – Poggio Bagnoli, ambito artigianale e produttivo loc. Le Volpaie – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Poggio Bagnoli
loc. Le Volpaie.
Destinazioni d’uso: residenza, attività artigianali e produttive.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 2200 di SLP; è ammessa la suddivisione dell’ambito in
lotti edificabili; per ogni lotto è ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino
ad un massimo di mq 110 di SLP - altezza massima uguale a quella degli edifici esistenti.
Aree per servizi: riqualificazione della viabilità esistente; realizzazione delle aree a parcheggio
pubblico previste e cessione gratuita delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18; l’accesso alle aree a
parcheggio pubblico dovrà essere previsto dalla viabilità interna
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.17 – Poggio Bagnoli, ambito artigianale e produttivo loc. Le Volpaie – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Poggio
Bagnoli, loc. Le Volpaie.
Destinazioni d’uso: attività artigianali e produttive.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento degli edifici produttivi e artigianali esistenti fino al raggiungimento del Rapporto di
copertura massimo del 60% della superficie fondiaria dei singoli lotti – altezza massima uguale a
quella degli edifici esistenti.
Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi nuovi ingressi sulla S.P. 18; non è ammessa la
soprelevazione; non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.P. 18
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.18 – Malafrasca, completamento ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 3 –
U.T. 3.9
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Malafrasca
Destinazioni d’uso: attività artigianali e produttive, attività urbane.
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Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito è ammesso l’ampliamento degli
edifici produttivi e artigianali esistenti e il completamento edilizio delle aree inedificate fino al
raggiungimento del Rapporto di copertura massimo del 60% della superficie fondiaria dei singoli
lotti; per ogni lotto è ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino ad un
massimo di mq 110 di SLP – altezza massima uguale a quella degli edifici esistenti.
Aree per servizi: riqualificazione della viabilità esistente; realizzazione della nuova viabilità di
accesso; cessione gratuita delle relative aree; le aree per parcheggi pubblici o di uso pubblico sono
da reperire all’interno delle aree di pertinenza dei singoli edifici
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.S. 69; tutti gli accessi
carrabili esistenti dalla S.S.69 non riconfermati dal Regolamento urbanistico andranno chiusi.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.19 – Malafrasca, completamento ambito residenziale – S.S.I. 3 – U.T. 3.9
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito residenziale all’interno della U.T. 3.9 di
Malafrasca
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito è ammesso un intervento di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 600 di SLP; per gli edifici residenziali sono ammessi gli
interventi previsti dalla Modificazione Edilizia M8 – altezza massima ml 7.50.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità di accesso e del parcheggio pubblico; cessione
gratuita delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la S.S. 69; tutti gli accessi
carrabili sia ai nuovi edifici sia a quelli esistenti dovranno essere previsti dalla viabilità interna di
progetto. Tutti gli accessi carrabili privati dalla S.S.69 andranno chiusi; tutti gli annessi non
residenziali all’interno dell’ambito andranno demoliti; tipologia edilizia a edifici unifamiliari e
bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.20 – Pieve a Presciano, falegnameria – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’attività artigianale esistente in corrispondenza
dell’ingresso a nord del nucleo storico di Pieve a Presciano.
Destinazioni d’uso: residenza, attività artigianali e servizi connessi.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito per gli edifici con destinazione d'uso
non residenziale sono ammessi interventi di Sostituzione edilizia mediante demolizione,
ricostruzione e accorpamento a parità di SLP; se tali interventi sono assentiti entro due anni
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dall’entrata in vigore del Regolamento Urbanistico è ammesso un incremento del 20% della SLP
esistente demolita; per gli edifici con destinazione d'uso residenziale sono ammessi gli interventi
previsti dalla Modificazione Edilizia M6– altezza massima ml 4,50.
Aree per servizi: le aree a standard previste dal D.M. 1444 del 02.04.1968 dovranno essere
reperite all’interno dell’ambito di intervento
Prescrizioni specifiche: è obbligatoria la copertura a capanna con manto in coppi e tegole di cotto
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.21 – Pieve a Presciano, loc. La Ghiacciaia – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: riqualificazione dell’intero ambito attraverso il recupero del patrimonio edilizio
esistente; potenziamento delle attività agricole esistenti; riqualificazione degli annessi agricoli
esistenti mediante accorpamento
Destinazioni d’uso: Residenza; attività agricole: inclusi gli spazi di supporto all’attività di ogni
impresa e le attività collaterali di agriturismo, sperimentazione agronomica, ecc.; Attività ricettive:
solo locande; attività urbane: solo attività per la ristorazione.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sugli edifici esistenti con destinazione d’uso a residenza
e residenza agricola sono ammessi gli interventi disciplinati dalla Modificazione edilizia M3; per
gli annessi agricoli esistenti sono ammessi interventi di Sostituzione edilizia mediante
demolizione, ricostruzione e accorpamento a parità di SLP; se tali interventi sono assentiti entro
due anni dall’entrata in vigore del Regolamento Urbanistico è ammesso un incremento del 20%
della SLP esistente demolita
Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: per gli interventi di sostituzione edilizia è obbligatoria la copertura a
capanna con manto in coppi e tegole di cotto; altezza massima ml 2.20 2,40; è vietato il cambio di
destinazione d’uso.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.22 – Pieve a Presciano, via della Fonte– S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio di via della Fonte
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 1000 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
cessione gratuita delle aree per la realizzazione della nuova viabilità; adeguamento di via della
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Fonte in corrispondenza dell’innesto con la nuova viabilità di collegamento.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la
copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.23 – Cavi Casalone, via Cavi – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio di via Cavi e riqualificazione dell’ambito attraverso la
realizzazione di un parcheggio pubblico
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione e ampliamento degli edifici esistenti fino ad un massimo di mq 600 di SLP
complessivi – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree.
Prescrizioni specifiche: gli interventi di ampliamento non potranno comunque superare il 30 %
della SLP esistente; il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.24 – Cavi Casalone, via Cavi – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio di via Cavi e riqualificazione dell’ambito attraverso la
realizzazione di nuova viabilità di collegamento e adeguamento della viabilità esistente.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 600 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
cessione gratuita delle aree per la realizzazione della nuova viabilità; adeguamento della viabilità
esistente
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Scheda b.25 – Cavi Casalone via Giotto da Bondone – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio di via Giotto da Bondone e riqualificazione dell’ambito
attraverso la realizzazione di un parcheggio pubblico lungo la S.R. 69, nuove aree a verde
pubblico e adeguamento della viabilità esistente.
Destinazioni d’uso: attività di servizi, residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 1200 di SLP. Il 10% di tale SLP potrà essere utilizzata per
interventi di ampliamento degli edifici residenziali esistenti – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del nuovo parcheggio pubblico previsto lungo la S.R. 69 e di quello
in prossimità dei giardini pubblici di Cavi-Casalone e cessione gratuita delle relative aree; cessione
gratuita delle aree destinate a verde pubblico.
Prescrizioni specifiche: tutti i servizi a rete presenti dovranno essere potenziati ed adeguati al
nuovo carico urbanistico; in particolare dovrà essere realizzato un nuovo collettore di raccolta
delle acque meteoriche lungo la strada prospiciente gli uffici comunali di Casalone fino
all’attraversamento sulla S.R. 69. il parcheggio in corrispondenza dei giardini pubblici di CaviCasalone non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà essere piantumato con
alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole di
cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.26 – Cavi Casalone via Leonardo da Vinci – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio di via Leonardo da Vinci e riqualificazione dell’ambito
attraverso la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 200 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Scheda b.28 – Montalto, via Piero della Francesca - S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la realizzazione di un
parcheggio pubblico e l'adeguamento della viabilità esistente.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di mq 400 di SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico e cessione gratuita delle relative aree;
realizzazione dell'adeguamento della viabilità esistente con particolare riferimento al suo innesto
sulla S.S. 69
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.29 – Montalto, via IV novembre – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: recupero e riqualificazione di un ambito urbano fortemente degradato attraverso
interventi di demolizione degli edifici esistenti, realizzazione di nuova edificazione a residenza e
attività urbane, dotazione di ampie aree a verde e parcheggi pubblici
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di 1000 mq SLP – altezza massima ml 10,50.
Aree per servizi: realizzazione della nuova viabilità e del parcheggio pubblico previsti e cessione
gratuita delle relative aree; cessione gratuita delle aree destinate a verde pubblico
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto; tutti gli edifici e annessi attualmente esistenti nell’ambito
dovranno essere demoliti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.30 – Montalto, via IV novembre – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: recupero e riqualificazione di un ambito urbano fortemente degradato attraverso
interventi di demolizione degli edifici esistenti, realizzazione di nuova edificazione a residenza e
attività urbane, dotazione di aree a parcheggi pubblici
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di 600 mq SLP – altezza massima ml 7,50.
Aree per servizi: realizzazione del parcheggio pubblico previsto, realizzazione dell’adeguamento
dimensionale e funzionale della viabilità privata esistente e cessione gratuita delle relative aree.
Prescrizioni specifiche: il parcheggio non potrà essere realizzato con materiali bituminosi e dovrà
essere piantumato con alberature autoctone; la copertura degli edifici dovrà essere a falde con
manto in coppi e tegole di cotto; tutti gli edifici e annessi attualmente esistenti nell’ambito
dovranno essere demoliti.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.31 – Montalto, via Vecchia Aretina – S.S.I. 3
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento edilizio e riqualificazione dell’ambito attraverso la riprogettazione ed il
collegamento della viabilità privata esistente con via I Maggio e gli spazi a verde e parcheggi
pubblici.
Destinazioni d’uso: residenza e attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito sono ammessi interventi di nuova
edificazione fino ad un massimo di 320 mq SLP – altezza massima ml 10,50.
Aree per servizi: adeguamento dimensionale e funzionale della viabilità privata esistente e
realizzazione del collegamento con via I Maggio; realizzazione del parcheggio pubblico previsto;
cessione gratuita di tutte le aree a verde pubblico, parcheggi e viabilità.
Prescrizioni specifiche: la copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi e tegole
di cotto; dovrà essere mantenuto il filo edilizio posteriore degli edifici esistenti di via I Maggio
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.32 – Poggio Bagnoli, completamento ambito artigianale e produttivo – S.S.I.8 –
U.T. 8.6
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Obiettivi: completamento e riqualificazione dell’ambito artigianale e produttivo di Poggio Bagnoli
Destinazioni d’uso: attività artigianali e produttive, attività urbane.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito è ammesso l’ampliamento degli
edifici produttivi e artigianali esistenti fino al raggiungimento del Rapporto di copertura massimo
del 60% della superficie fondiaria dei singoli lotti; per ogni lotto è ammessa la realizzazione di una
unità abitativa residenziale fino ad un massimo di mq 110 di SLP – altezza massima uguale a
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quella degli edifici esistenti.
Aree per servizi: riqualificazione della viabilità esistente; le aree per parcheggi pubblici o di uso
pubblico sono da reperire all’interno delle aree di pertinenza dei singoli edifici
Prescrizioni specifiche: non sono ammessi avanzamenti dei fronti verso la Strada Comunale;
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
Scheda b.33 – Pieve a Presciano, via della Fonte – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: completamento e riqualificazione edilizia dell’ambito da realizzarsi attraverso un
intervento di demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente ed un intervento di manutenzione
straordinaria delle antiche Fonti.
Destinazioni d’uso: residenza.
Interventi ammessi – quantità insediabili: sull’intero ambito è ammessa la demolizione e
ricostruzione dell’edificio esistente (attualmente a tre piani fuori terra) con altezza massima ml
7,50. E’ ammesso l’ampliamento a residenza fino ad un massimo del 30% della SLP esistente
demolita.
Aree per servizi:
Prescrizioni specifiche: L’intervento di demolizione, ricostruzione e ampliamento dovrà essere
realizzato contestualmente ad un intervento di Manutenzione Straordinaria delle antiche Fonti
presenti all’interno dell’ambito. La copertura degli edifici dovrà essere a falde con manto in coppi
e tegole di cotto.
Modalità d’intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato. La Convenzione potrà prevedere,
in alternativa all’intervento diretto di Manutenzione Straordinaria delle antiche Fonti, la
monetizzazione al Comune dei costi stimati per la sua realizzazione.
Scheda b.34 – Pieve a Presciano, Ristorante Perbacco – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona B
Obiettivi: adeguamento funzionale del ristorante Perbacco a Pieve a Presciano.
Destinazioni d'uso: attività ricettive e attività urbane (esclusivamente attività per la ristorazione e
pubblici esercizi).
Interventi ammessi - quantità insediabili: sull'intero ambito sono ammessi interventi di
ampliamento fino ad un massimo del 30 % della SLP esistente - altezza massima uguale a quella
dell'edificio esistente.
Aree per servizi: il parcheggio esistente, così come riportato in cartografia, dovrà essere
integralmente asservito all'uso pubblico
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Prescrizioni specifiche: Non è ammessa la soprelevazione; non sono ammessi avanzamenti dei
fronti verso via della Ghiacciaia; la convenzione dovrà sancire l'impegno all'asservimento all'uso
pubblico dell'intera area di parcheggio.
Modalità d'intervento: titolo abilitativo singolo convenzionato.
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Titolo IX X: Schede normative C - Opere di urbanizzazione primaria e
secondaria (art.28c LR.5/95)
Scheda c.1 - Nuova viabilità urbana Pergine est – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è la realizzazione della nuova viabilità urbana sul limite est del Sottosistema
insediativo di Pergine Valdarno. Si tratta di un completamento dei programmi infrastrutturali
dell'Amministrazione Comunale già previsti dai precedenti strumenti urbanistici.
Destinazioni d'uso:
viabilità urbana
Prescrizioni specifiche:
la fase attuativa dovrà tenere conto delle indicazioni del progetto di massima e del primo stralcio
esecutivo già approvati dall'Amministrazione Comunale
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica
Scheda c.2 - Nuova viabilità urbana Pergine ovest – S.S.I. 8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è la realizzazione della nuova viabilità urbana sul limite ovest del Sottosistema
insediativo di Pergine Valdarno.
Destinazioni d'uso:
viabilità urbana
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica esteso all'intero tracciato
Scheda c.3 – Pergine, servizi scolastici e sportivi – S.S.I. 8 – U.T. 8.2
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è il completamento e la riqualificazione del polo di attrezzature scolastiche e
sportive per Pergine capoluogo
Destinazioni d’uso:
attività di sevizi – attrezzature scolastiche e sportive, spazi pubblici alberati, parcheggi.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica
Scheda c.4 - Poggio Bagnoli, area a servizi e attrezzature di interesse generale – S.S.I. 8 Pagina 66 di 81
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U.T. 8.6
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è la realizzazione di un'area attrezzata multifunzionale di interesse generale
finalizzata ad accogliere le seguenti funzioni:
- direzione e coordinamento di operazioni di soccorso da parte della Protezione Civile;
- sosta temporanea dei veicoli autosufficienti adibiti al turismo itinerante;
- installazione di attrezzature per mercati e manifestazioni all'aperto e per le attività ricreative
itineranti.
Destinazioni d'uso:
attività di servizi
Prescrizioni specifiche:
il progetto di opera pubblica dovrà:
a) recepire le indicazioni del Regolamento Urbanistico sulla localizzazione della viabilità;
b) uniformarsi alle indicazioni contenute nell'Istruzione Tecnica per la disciplina urbanistica di
aree attrezzate multifunzionali di interesse generale, allegata alla Deliberazione G.R. n° 495 del 5
maggio 1997 e successive integrazioni e modificazioni.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica esteso a tutto l'ambito
Scheda c.5 – Pergine, nuovo depuratore – S.S.A. 4 – U.T. 4.4
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione per Pergine capoluogo
Destinazioni d’uso:
attività di sevizi – impianti di depurazione.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica
Scheda c.6 – Pergine, via S.Pergentino – S.S.I. 7
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
- il recupero e la riqualificazione degli edifici di proprietà comunale diruti da destinarsi ad attività
di servizi;
- il completamento e la riqualificazione degli edifici (mini alloggi) di proprietà comunale destinati
a residenza;
- la realizzazione di spazi a verde pubblico che garantiscano la relazione tra le funzioni esistenti e
quelle previste;
- la realizzazione di un parcheggio pubblico lungo la nuova viabilità prevista.
Destinazioni d’uso:
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attività di sevizi, spazi pubblici alberati, parcheggi.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica
Nelle aree destinate a Verde Privato sono ammessi esclusivamente interventi di demolizione e
ricostruzione senza cambio di destinazione d’uso degli annessi agricoli esistenti a parità di
Superficie Coperta previa rilascio di titolo abilitativo singolo convenzionato
Scheda c.7 – Poggio Bagnoli, ampliamento dell’impianto di depurazione – S.S.I. 8 – U.T.
8.8
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è l’ampliamento e l’adeguamento dell’impianto di depurazione a Poggio
Bagnoli
Destinazioni d’uso:
attività di sevizi – impianti di depurazione.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica esteso a tutto l’ambito
Scheda c.8 – Pieve a Presciano, area a verde sportivo – S.S.I. 8 – U.T. 8.10
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Obiettivi:
obiettivo del Piano è il completamento degli impianti sportivi a Pieve a Presciano e la loro
integrazione con percorsi pedonali e ciclabili attrezzati
Destinazioni d’uso:
attività di sevizi – attrezzature sportive, per il gioco e il tempo libero, spazi pubblici alberati,
parcheggi.
Modalità di intervento:
progetto di opera pubblica esteso a tutto l’ambito
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Titolo X XI: Schede normative D - Interventi subordinati a Piano attuativo
(art.28d LR.5/95)
Scheda d.1 – Fattoria di Rimaggio – S.S.A. 2 – U.T. 2.2
L’ambito comprende le aree della Fattoria di Rimaggio all'interno della U.T. 2.2 ed è divisa in due
parti: nord e sud rispetto al tracciato della S.S. 69
AMBITO NORD
Gli interventi sulle aree e gli edifici non diversamente classificati all'interno dell'ambito a nord
della S.S. 69 sono subordinati a P.M.A.A. ai sensi della L.R. n° 64/95 e successive modificazioni.
Sugli edifici non diversamente classificati all'interno dell'ambito a nord della S.S. 69 sono ammessi
esclusivamente interventi di Manutenzione Ordinaria e Straordinaria, Restauro e risanamento
conservativo, Ristrutturazione Edilizia senza cambio di destinazione d'uso.
Qualsiasi altro tipo di intervento è subordinato a P.d.M.M.A. ai sensi della L.R. n° 1/05 e
successive modificazioni.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona E
AMBITO SUD
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: Attività Urbane (esclusivamente attività commerciali al
dettaglio, attività per la ristorazione e pubblici esercizi) massimo 800 mq SLP complessiva
comprendente fino ad un massimo di 150 mq di vendita.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 4.5
- sono da cedere le aree per la riqualificazione della viabilità lungo la S.S. 69
- l’accesso deve essere previsto esclusivamente da via del Canneto
- tipologia edilizia a corte con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- fascia di parcheggi da asservire all’uso pubblico lungo via del Canneto di profondità minima di
ml 30
Scheda d.2 – Trasformazione a Montalto – S.S.I. 3 – U.T. 3.2
L’ambito comprende le aree della U.T. 3.2 di trasformazione a Montalto ed è classificato, ai sensi
dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: Residenza e Attività Urbane fino ad un massimo di
4500 mq SLP
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 10.50
- tipologia edilizia: villini e case in linea con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- linea di arretramento: 20 ml dalla linea elettrica di alta tensione
- sono da cedere le aree a verde pubblico e parcheggi lungo via Campera e le aree per la viabilità.
Scheda d.3 – Trasformazione e parco del Ponticino – S.S.I. 3 – U.T. 3.7
L’ambito comprende le aree della U.T. 3.7 di Trasformazione a Ponticino ed è classificato, ai
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sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: Parco Urbano a servizio dell’insieme dell’abitato di
Cavi-Casalone-Ponticino, Residenza e Attività Urbane fino ad un massimo di 5.000 mq di SLP.
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 7.50
- tipologia edilizia: villini con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- sono da cedere le aree per la realizzazione degli spazi a verde pubblico, parcheggi e viabilità
nonché le aree per la realizzazione del Parco del Ponticino.
Scheda d.4 – Trasformazione ex PEEP a Ponticino – S.S.I. 3 – U.T. 3.8
L’ambito comprende le aree della U.T. 3.8 Completamento dei programmi residenziali a
Ponticino ed è subordinato a Piano Attuativo d’iniziativa pubblica.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: Residenza, Attività Urbane e Attività di servizi fino ad
un massimo di 1.560 mq di SLP.
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 7.50
- tipologia edilizia: edifici singoli o in linea con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- sono da cedere le aree per la realizzazione degli spazi a verde pubblico, parcheggi e viabilità.
Scheda d.5 – Poggio Bagnoli, ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 8 – U.T. 8.6
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.6 artigianale e produttivo di Poggio Bagnoli.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: attività produttive e artigianali, attività urbane; l’I.T. è di
0,07 mq SLP/mq ST; è ammessa la suddivisione dell’ambito in lotti edificabili; per ogni lotto è
ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino ad un massimo di mq 110 di SLP.
Prescrizioni specifiche
- altezza massima non superiore a quella degli edifici artigianali e produttivi circostanti.
- realizzazione della viabilità prevista e cessione gratuita delle relative aree;
- le aree a standard previste dal D.M. 1444 del 02.04.1968 dovranno essere reperite all’interno
dell’ambito di intervento
Scheda d.6 – Pieve a Presciano, completamento dei programmi residenziali, ambito nord
– S.S.I. 8 – U.T. 8.9
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.9 di completamento dei programmi residenziali già
definiti dall’Amministrazione comunale con il precedente strumento urbanistico (ambito nord).
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza fino ad un massimo di mq 480 di SLP.
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Prescrizioni specifiche
- altezza massima ml 7,50.
- realizzazione dei parcheggi pubblici previsti e cessione gratuita delle relative aree;
- cessione gratuita delle aree per la realizzazione della viabilità di accesso;
- i parcheggi non potranno essere realizzati con materiali bituminosi e dovranno essere
piantumati con alberature autoctone;
- tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde
con manto in coppi e tegole di cotto.
Scheda d.7 – Pieve a Presciano, completamento dei programmi residenziali, ambito sud –
S.S.I. 8 – U.T. 8.9
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.9 di completamento dei programmi residenziali già
definiti dall’Amministrazione comunale con il precedente strumento urbanistico (ambito sud).
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza fino ad un massimo di mq 1800 di SLP.
Prescrizioni specifiche
- altezza massima ml 7,50.
- realizzazione della viabilità d’accesso e dei parcheggi pubblici previsti e cessione gratuita delle
relative aree;
- cessione gratuita delle aree a verde pubblico;
- i parcheggi non potranno essere realizzati con materiali bituminosi e dovranno essere
piantumati con alberature autoctone;
- tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde
con manto in coppi e tegole di cotto.
Scheda d.8 – Montalto, recupero e riqualificazione ambientale – S.S.I. 3 – U.T. 3.5
L’ambito comprende le aree della U.T. 3.5 “recupero e riqualificazione ambientale”. Esso è
caratterizzato dalla presenza di alcuni edifici residenziali di nessun valore storico testimoniale,
inseriti in un contesto ambientale degradato e fortemente connotato dalla presenza di numerosi
annessi di varia natura, costruiti molto spesso in precario e con materiali incongrui e
disomogenei. Il Regolamento Urbanistico, pertanto, si pone tre distinti obiettivi:
1) il recupero del patrimonio edilizio esistente attraverso azioni di trasformazione specifiche
ammesse su ciascun edificio residenziale;
2) la riqualificazione ambientale dell'ambito attraverso un Piano Attuativo Unitario che garantisca
caratteri di omogeneità e organicità agli interventi sugli annessi agricoli e artigianali esistenti.
3) il completamento edilizio di via Piero della Francesca (scheda normativa b.28 )
Destinazioni d’uso – quantità insediabili:
1) nell’ambito definito dalla scheda normativa b.28 è ammessa la nuova edificazione fino ad un
massimo di mq 400 di SLP; destinazione d’uso: residenza e attività urbane; altezza massima m
7,50;
2) agli edifici esistenti destinati a residenza alla data di approvazione del Piano Strutturale si
applicano le norme delle modificazioni edilizie assegnate;
3) per gli edifici esistenti destinati a residenza alla data di approvazione del Piano Strutturale non
diversamente classificati sono ammessi interventi di ampliamento fino al raggiungimento di mq
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120 di SLP complessiva;
4) per gli edifici esistenti con destinazione d’uso non residenziale sono ammessi interventi di
sostituzione edilizia mediante demolizione, ricostruzione ed accorpamento con un incremento
fino ad un massimo del 30% della SLP esistente; è vietato il cambio di destinazione d’uso; è
previsto un piano attuativo unitario;
Prescrizioni specifiche:
- gli interventi di nuova edificazione sono normati nella scheda normativa b.28 ;
- per gli edifici con destinazione d’uso non residenziale, al fine di garantire la reale operatività
degli interventi di riqualificazione previsti dal R.U., il piano attuativo potrà essere suddiviso in
stralci funzionali; ciascuno stralcio dovrà comunque dimostrare la rilevanza degli interventi
proposti rispetto agli obiettivi generali di riqualificazione dell’intera U.T. 3.5; in particolare
ciascuno stralcio dovrà dimostrare l’unitarietà su tutta l’U.T. 3.5 degli interventi legati alla
dotazione dei servizi, alla riqualificazione della viabilità e degli accessi, alla distribuzione degli
impianti a rete;
- non sono ammessi interventi di ampliamento o sostituzione edilizia che prevedano
l’edificazione all’interno delle fasce di rispetto stradali e ferroviarie.
Scheda d.9 – Malafrasca, ambito artigianale e produttivo – S.S.I. 3 – U.T. 3.4
L’ambito comprende le aree artigianali e produttive della U.T. 3.4 “Malafrasca per le attività
produttive” ed è subordinato a piano attuativo unitario. Obiettivo del Piano è la realizzazione di
un intervento di nuova edificazione artigianale e produttiva
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Destinazioni d’uso – quantità insediabili:
attività produttive e artigianali non moleste, attività urbane (anche media distribuzione); l’I.T. è di
0,2 mq SLP/mq ST; è ammessa la suddivisione dell’ambito in lotti edificabili; per ogni lotto è
ammessa la realizzazione di una unità abitativa residenziale fino ad un massimo di mq 110 di SLP.
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 10.50
- qualora il piano attuativo preveda la realizzazione di alcuni lotti artigianali produttivi senza unità
abitative residenziali, tali unità, fino ad un massimo di 660 mq SLP - altezza massima ml 7.50,
potranno essere realizzate anche nell'area individuata come "nuova edificazione residenziale"
previa stipula di apposito atto convenzionale il cui contenuto dovrà prevedere:
a) la subordinazione dell'intervento di nuova edificazione residenziale alla titolarità di un diritto
reale su aree comprese all'interno del perimetro definito dalla presente scheda normativa.
b) il divieto assoluto di cessione in proprietà, locazione o ad altro titolo delle unità abitative
residenziali a terzi non titolari di diritti reali sulle suddette aree, ad eccezione degli eredi legittimi o
testamentari.
- il Piano attuativo dovrà recepire ed integrarsi con le indicazioni del Regolamento Urbanistico
sugli interventi previsti per il riordino e la riqualificazione delle aree già edificate, in particolare
per ciò che riguarda localizzazione della viabilità e degli accessi, la distribuzione dei parcheggi e
verde pubblico, la realizzazione degli impianti a rete, il completamento edilizio residenziale
(schede normative b.18 e b.19);
- Il Piano attuativo dovrà recepire le indicazioni del Regolamento Urbanistico sulle aree da cedere
riguardanti la viabilità, i parcheggi, le aree per impianti di depurazione, le aree a verde pubblico e
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una residuale area a destinazione artigianale produttiva così come individuate nelle planimetrie.
- Il Piano attuativo dovrà contenere uno studio sulla valutazione degli effetti ambientali indotti
dagli interventi proposti su i seguenti fattori e le loro interrelazioni: suolo, acqua, aria, condizioni
microclimatiche, flora, fauna, mobilità e rumore.
- non sono ammessi interventi di nuova edificazione all’interno delle fasce di rispetto stradali e
ferroviarie e all'interno delle aree boscate.
Scheda d.10 – Pergine, completamento dei programmi residenziali, ambito nord ex
comparto 1 – S.S.I. 8 – U.T. 8.1
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.1 di completamento dei programmi residenziali a
Pergine già definiti dall’Amministrazione Comunale nel precedente strumento urbanistico.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza fino ad un massimo di mq 810 di SLP.
Prescrizioni specifiche
- altezza massima ml 7,50.
- realizzazione dei parcheggi pubblici previsti e cessione gratuita delle relative aree;
- cessione gratuita delle aree per la realizzazione della viabilità di accesso; cessione gratuita delle
aree a verde pubblico;
- i parcheggi non potranno essere realizzati con materiali bituminosi e dovranno essere
piantumati con alberature autoctone;
- tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde
con manto in coppi e tegole di cotto.
Scheda d.11 – Pergine, completamento dei programmi residenziali, ambito centrale ex
comparto 2 – S.S.I. 8 – U.T. 8.1
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.1 di completamento dei programmi residenziali a
Pergine già definiti dall’Amministrazione Comunale nel precedente strumento urbanistico.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza fino ad un massimo di mq 760 di SLP.
Prescrizioni specifiche
- altezza massima ml 7,50.
- realizzazione dei parcheggi pubblici previsti e cessione gratuita delle relative aree;
- cessione gratuita delle aree per la realizzazione della viabilità di accesso; cessione gratuita delle
aree a verde pubblico;
- i parcheggi non potranno essere realizzati con materiali bituminosi e dovranno essere
piantumati con alberature autoctone;
- tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde
con manto in coppi e tegole di cotto.
Scheda d.12 – Pergine, completamento dei programmi residenziali, ambito sud ex
comparto 3 – S.S.I. 8 – U.T. 8.1
L’ambito comprende le aree della U.T. 8.1 di completamento dei programmi residenziali a
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Pergine già definiti dall’Amministrazione Comunale nel precedente strumento urbanistico.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza fino ad un massimo di mq 475 di SLP.
Prescrizioni specifiche
- altezza massima ml 7,50.
- realizzazione dei parcheggi pubblici previsti e cessione gratuita delle relative aree;
- cessione gratuita delle aree per la realizzazione della viabilità di accesso; cessione gratuita delle
aree a verde pubblico;
- i parcheggi non potranno essere realizzati con materiali bituminosi e dovranno essere
piantumati con alberature autoctone;
- tipologia edilizia a edifici unifamiliari o bifamiliari; la copertura degli edifici dovrà essere a falde
con manto in coppi e tegole di cotto.
Scheda d.13 – Poggio Bagnoli, recupero e riqualificazione dell’ambito produttivo dell’Air
Liquide – S.S.I. 8 – U.T. 8.7
L'ambito comprende le aree ad attività produttive della Società Air Liquide ed è subordinata a
Piano di Recupero
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: attività produttive e attività di supporto alla produzione.
E' ammesso un incremento edilizio fino ad un massimo di mq 700 di SLP.
Prescrizioni Specifiche: il Piano di Recupero dovrà:
a) perseguire il più possibile l'obiettivo di accorpare le superfici esistenti già edificate;
b) contenere un programma per la totale rimozione e relativo smaltimento dei materiali da
costruzione esistenti in contrasto con le leggi vigenti; detto programma dovrà essere
completamente attuato entro tre anni dalla data del rilascio del titolo abilitativo.
c) porre particolare attenzione alla recinzione verso la Statale 69 che dovrà essere schermata con
siepi ed essenze autoctone;
d) prevedere, all'interno dell'ambito, aree verdi piantumate con essenze autoctone.
L'incremento edilizio previsto dovrà perseguire il fine esclusivo della riqualificazione e del
potenziamento degli impianti e degli edifici produttivi esistenti e sarà realizzato esclusivamente
nelle aree di proprietà ad est di via del Bagno. Per le aree di proprietà ad ovest di via del Bagno,
adiacenti alla zona sportiva, sono ammesse esclusivamente attività di supporto alla produzione.
Il Piano di Recupero dovrà dimostrare l'attuazione degli interventi relativi al controllo dei pericoli
di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose ai sensi del D.L. 17 agosto 1999
n° 334 e successive modificazioni.
Scheda d.14/a – Poggio Bagnoli, recupero e riqualificazione dell’ambito dell’azienda
agricola Pichini di aree agricole degradate– S.S.I. 8
L'ambito comprende le aree dell'azienda agricola Pichini aree agricole degradate situate in
corrispondenza dell'ingresso a nord dell'abitato di Poggio Bagnoli, sull'incrocio tra la S.S. 69 e la
S.P. 18. L'ambito è subordinato a Piano di Recupero.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza, attività ricettive.
Interventi ammessi - quantità insediabili: per gli edifici non diversamente classificati sono
ammessi interventi di demolizione, accorpamento e ricostruzione a parità di SLP esistente; è
ammesso il cambio di destinazione d'uso a residenza. Altezza massima ml 7.50.
Prescrizioni specifiche: Il Piano di Recupero dovrà perseguire i seguenti obiettivi:
a) armonizzare l'intervento di ricostruzione previsto con le qualità ambientali dell'ambito
limitando al minimo le opere che comportino alterazioni della conformazione e morfologia del
terreno.
b) porre particolare attenzione al mantenimento delle essenze arboree esistenti
Scheda d.14/b – Poggio Bagnoli, recupero e riqualificazione dell’ambito dell’azienda
agricola Pichini di aree agricole degradate– S.S.I. 8
L'ambito comprende le aree dell'azienda agricola Pichini aree agricole degradate situate in
corrispondenza dell'ingresso a nord dell'abitato di Poggio Bagnoli, sull'incrocio tra la S.S. 69 e la
S.P. 18. L'ambito è subordinato a Piano di Recupero.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d’uso – quantità insediabili: residenza, attività ricettive.
Interventi ammessi - quantità insediabili: per gli edifici non diversamente classificati sono
ammessi interventi di demolizione, accorpamento e ricostruzione a parità di SLP esistente; è
ammesso il cambio di destinazione d'uso a residenza. Altezza massima ml 7.50.
Prescrizioni specifiche: Il Piano di Recupero dovrà perseguire i seguenti obiettivi:
a) armonizzare l'intervento di ricostruzione previsto con le qualità ambientali dell'ambito
limitando al minimo le opere che comportino alterazioni della conformazione e morfologia del
terreno.
b) porre particolare attenzione al mantenimento delle essenze arboree esistenti
Scheda d.15 – Cavi Casalone, recupero e riqualificazione ambientale – S.S.I. 3 – U.T. 3.5
L’ambito comprende le aree della U.T. 3.5 “recupero e riqualificazione ambientale”. Esso è
caratterizzato dalla presenza di alcuni edifici residenziali di nessun valore storico testimoniale,
inseriti in un contesto ambientale degradato e fortemente connotato dalla presenza di numerosi
annessi di varia natura, costruiti molto spesso in precario e con materiali incongrui e
disomogenei. Il Regolamento Urbanistico, pertanto, si pone tre distinti obiettivi:
1) il recupero del patrimonio edilizio esistente attraverso azioni di trasformazione specifiche
ammesse su ciascun edificio residenziale;
2) la riqualificazione ambientale dell'ambito attraverso un Piano Attuativo Unitario che garantisca
caratteri di omogeneità e organicità agli interventi sugli annessi agricoli e artigianali esistenti.
3) il completamento edilizio di via Cavi (scheda normativa b.24)
Destinazioni d’uso – quantità insediabili:
1) nell’ambito definito dalla scheda normativa b.24 è ammessa la nuova edificazione fino ad un
massimo di mq 600 di SLP; destinazione d’uso: residenza e attività urbane; altezza massima m
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7,50;
2 1) agli edifici esistenti destinati a residenza alla data di approvazione del Piano Strutturale si
applicano le norme delle modificazioni edilizie assegnate;
3 2) per gli edifici esistenti destinati a residenza alla data di approvazione del Piano Strutturale
non diversamente classificati sono ammessi interventi di ampliamento fino al raggiungimento di
mq 120 di SLP complessiva;
4 3) per gli edifici esistenti con destinazione d’uso non residenziale sono ammessi interventi di
sostituzione edilizia mediante demolizione, ricostruzione ed accorpamento con un incremento
fino ad un massimo del 30% della SLP esistente; è vietato il cambio di destinazione d’uso; è
previsto un piano attuativo unitario;
Prescrizioni specifiche:
- gli interventi di nuova edificazione sono normati nella scheda normativa b.24 ;
- per gli edifici con destinazione d’uso non residenziale, al fine di garantire la reale operatività
degli interventi di riqualificazione previsti dal R.U., il piano attuativo potrà essere suddiviso in
stralci funzionali; ciascuno stralcio dovrà comunque dimostrare la rilevanza degli interventi
proposti rispetto agli obiettivi generali di riqualificazione dell’intera U.T. 3.5; in particolare
ciascuno stralcio dovrà dimostrare l’unitarietà su tutta l’U.T. 3.5 degli interventi legati alla
dotazione dei servizi, alla riqualificazione della viabilità e degli accessi, alla distribuzione degli
impianti a rete;
- non sono ammessi interventi di ampliamento o sostituzione edilizia che prevedano
l’edificazione all’interno delle fasce di rispetto stradali.
Scheda d.16 – Via dell'olio e frantoi – U.T. 4.1 - U.T. 5.1
L'ambito comprende le aree delle U.T. 4.1 "Via dell'olio" e U.T. 5.1 "Frantoi lungo la via
dell'olio". Oltre al sedime stradale appartengono all'ambito due fasce di ml 10 ciascuna sui bordi
del percorso della via dell'olio. Obiettivi del Piano sono:
a) la riqualificazione di un percorso di grande valore storico-ambientale che, prendendo spunto
dall'elemento paesaggistico predominante delle colline olivate, valorizzi, integrandole, tutte le altre
risorse del territorio comunale, riunendo e collegando tra se molti degli interventi strutturanti del
Piano Strutturale;
b) l'incentivazione degli interventi legati allo sviluppo del settore turistico e agrituristico;
c) la eventuale riapertura di tratti del percorso chiusi;
d) la realizzazione di un frantoio di tipo "consortile" che permetta di unificare in un'unica
struttura più impianti con tecniche di molitura differenziate e con spazi appositamente riservati
alla mostra, degustazione e vendita dei prodotti.
L'ambito è subordinato a Progetto preliminare d'insieme di iniziativa pubblica.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Destinazioni d'uso - Quantità insediabili:
U.T. 4.1 "Via dell'olio": le fasce di rispetto di ml 10 sui bordi della Via dell'olio, fuori dal
perimetro dei centri abitati, sono destinate esclusivamente ad interventi di riqualificazione ed
arricchimento del percorso quali fossi, alberature, sentieri, peste ciclabili, spazi attrezzati per la
sosta.
U.T. 5.1 "Frantoi lungo la via dell'olio": l'ambito è destinato a servizi ed attrezzature per attività di
trasformazione, conservazione, deposito e vendita dei prodotti agricoli. E ammessa la Nuova
Edificazione fino ad un massimo di mq 500 di SLP. Altezza massima ml 7.50
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Prescrizioni Specifiche:
U.T. 4.1 "Via dell'olio": il Progetto preliminare d'insieme di iniziativa pubblica dovrà: a) indicare
le soluzioni unitarie e costanti da rispettare; b) descrivere gli abachi degli interventi ammessi; c)
indicare le ipotesi di assetto generale; d) descrivere puntualmente le modalità d'attuazione
attraverso singoli progetti di opera pubblica o di sistemazione e miglioria privata previa
sottoscrizione si apposita convenzione o atto unilaterale d'obbligo; e) recepire ed integrare le
indicazioni e prescrizioni contenute nelle schede normative previste per le aree adiacenti la Via
dell'olio.
L'apertura di eventuali nuovi accessi privati alla Via dell'olio dovrà essere legata ad interventi di
miglioramento del percorso lungo il fondo e/o il lotto interessato ed è subordinato a parere
positivo dell'Amministrazione Comunale.
U.T. 5.1 "Frantoi lungo la via dell'olio": il Progetto preliminare d'insieme di iniziativa pubblica
dovrà prevedere una struttura con tipologia a corte interna attraversata dalla Via dell'olio, spazi
esterni attrezzati per la sosta ed il ristoro e spazi interni da destinare alla mostra, degustazione e
vendita dei prodotti.
Scheda d.17 – Cacciano, Ripristino ambientale della ex cava e recupero dell'antico Borgo
– U.T. 4.3
L'ambito comprende le aree della U.T. 4.3 "Ambito di Cacciano per il ripristino ambientale della
cava e il recupero dell'antico Borgo". Tali aree sono oggetto del "Protocollo d'intesa per la
definizione degli interventi di riqualificazione ambientale e urbanistica dell'area di Cacciano"
sottoscritto a Firenze il 6 ottobre 1997 tra Regione Toscana, Provincia di Arezzo e Comuni di
Pergine V.no, Bucine e Civitella della Chiana. L'ambito è subordinato a Piano attuativo di
ripristino ambientale di iniziativa pubblica.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Destinazioni d'uso:
Ex aree di cava: sono ammesse le destinazioni d'uso residenza, attività ricettive e attività urbane
(esclusivamente attività per la ristorazione e pubblici esercizi, attività per lo spettacolo, il tempo
libero, l'istruzione, la cultura, la pratica sportiva e la cura personale)
Borgo di Cacciano: residenza, attività ricettive, attività di servizi, attività urbane (esclusivamente al
piano terra)
Prescrizioni specifiche:
Il Piano attuativo di ripristino ambientale di iniziativa pubblica è esteso a tutto l'ambito della U.T.
4.3 e dovrà:
a) contenere le indicazioni operative per il recupero paesaggistico e ambientale con particolare
riferimento all'uso pubblico dell'intero ambito, all'integrazione fra percorsi pedonali, ciclabili e
carrabili, al recupero, riuso e restauro degli edifici esistenti, al progetto delle opere di
urbanizzazione e di tutte le opere necessarie per la messa in sicurezza delle ex aree di cava;
b) definire gli eventuali comparti di intervento e le relative modalità d'attuazione
Per ciò che riguarda gli interventi ammessi nell'ambito del Borgo di Cacciano, il Piano di
Ripristino ambientale di iniziativa pubblica dovrà recepire ed integrarsi con le indicazioni e
prescrizioni del Piano di Recupero in corso di elaborazione da parte dell'Amministrazione
Comunale alla data di adozione del presente Regolamento Urbanistico.
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Scheda d.18 – Pieve a Presciano, Antica Filanda – S.S.A. 4 - U.T. 4.2
L'ambito comprende le aree all'interno della U.T. 4.2 "Antica Filanda di Pieve a Presciano" ed è
subordinato a Piano di Recupero che dovrà perseguire i seguenti obiettivi:
a) il recupero e la riqualificazione della struttura dell'antica Filanda e del suo intorno ambientale;
b) la valorizzazione degli aspetti storico culturali e di testimonianza delle antiche funzioni
artigianali e industriali del complesso;
c) la valorizzazione e l'integrazione con le attuali funzioni di tipo turistico ricettivo;
d) l'armonizzazione dell'intervento di Nuova Edificazione previsto con le qualità formali e
compositive degli edifici esistenti.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona F
Destinazioni d'uso - quantità insediabili: residenza, attività ricettive e attività urbane
(esclusivamente attività per la ristorazione e pubblici esercizi, attività per lo spettacolo, il tempo
libero, l'istruzione, la cultura, la pratica sportiva e la cura personale). E' ammesso un incremento
edilizio complessivo pari al 20% della SLP esistente per attrezzature di supporto. Altezza
massima ml 7.50.
Prescrizioni Specifiche:
- sono da cedere all'Amministrazione Comunale le aree a verde pubblico e parcheggi previsti tra il
torrente Presciano e la Via dell'Olio;
- tutte le aree destinate a verde privato dovranno essere asservite all'uso pubblico;
- l'incremento edilizio previsto dovrà essere realizzato a sud rispetto alla sezione longitudinale
dell'Antica Filanda e non potrà essere in aderenza agli edifici esistenti.
- Il Piano di Recupero dovrà porre particolare attenzione alla disposizione planivolumetrica
dell'intervento di Nuova Edificazione soprattutto per ciò che riguarda il rispetto degli
allineamenti edilizi con gli edifici esistenti.
Scheda d.19 – Montalto, trasformazione e centro sportivo – S.S.I. 3 - U.T. 3.1
L'ambito comprende le aree della U.T. 3.1 di trasformazione e Centro Sportivo a Montalto.
Tale ambito comprende una vasta area di pertinenza ferroviaria non più funzionale a tale
esercizio ed in evidente stato di degrado ambientale.
Obiettivi del R.U. sono:
- il potenziamento e la razionalizzazione del centro sportivo di Montalto
- la realizzazione di un intervento di nuova edificazione
- la riqualificazione ed il recupero delle aree dismesse di pertinenza ferroviaria ed il loro parziale
utilizzo per funzioni relative alla mobilità pubblica e parcheggi a servizio della stazione ferroviaria.
L'obbligo dell'Accordo di Pianificazione di cui all'art. 9 comma 6 del P.I.T. regionale è di fatto già
assolto in quanto la nuova destinazione delle aree ferroviarie dismesse è stata definita in sede di
approvazione del Piano Strutturale proprio mediante il procedimento dell'Accordo di
Pianificazione di cui all'art.36 L.R. 5/95.
L'ambito è subordinato a Piano Attuativo di iniziativa pubblica
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona C
Destinazioni d'uso - quantità insediabili: Residenza, Attività Urbane e Attività di Servizi fino ad
un massimo di 5000 mq SLP
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 10.50
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- tipologia edilizia: villini e case in linea con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- sono da cedere le aree a verde pubblico, parcheggi, verde sportivo, e le aree per la viabilità.
Scheda d.20 – Trasformazione a Poggio Bagnoli – S.S.I. 8 - U.T. 8.4
L'ambito comprende le aree della U.T. 8.4 di trasformazione a Poggio Bagnoli, ed è classificato, ai
sensi dell'art.2 DM 1444/68, zona C.
Destinazioni d'uso - quantità insediabili: Residenza e Attività Urbane fino ad un massimo di 5000
mq SLP
Prescrizioni specifiche:
- altezza massima ml 10.50
- tipologia edilizia: villini e case in linea con copertura a falde in coppi e tegole di cotto
- sono da cedere le aree a verde pubblico, parcheggi e viabilità
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Titolo XI XII: Schede normative E - Interventi non riguardanti le aree di cui
all'art. 28d L.R. 5/95 subordinati a Piano Attuativo consentiti all'esterno del
perimetro dei centri abitati (art.28e LR.5/95)
Scheda e.1 - Montalto, Ristorante Il Romito - S.S.A. 1
L'ambito comprende le aree di pertinenza del Ristorante Il Romito, ricadenti all'interno del S.S.A.
1 del Parco Naturale della Valle dell'Arno - U.T. 1.2 Area Contigua della Riserva Naturale della
Valle dell'Inferno e di Bandella. L'ambito è subordinato a Piano di Recupero.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art 2 DM 1444/68 zona D
Destinazioni d'uso - quantità insediabili:
Attività ricettive, Attività Urbane (esclusivamente attività per la ristorazione e pubblici esercizi).
Sono ammessi interventi di Sostituzione Edilizia mediante demolizione, accorpamento e
ricostruzione degli edifici esistenti con un incremento edilizio fino ad un massimo del 50% della
SLP esistente. Altezza massima ml 4.50.
Prescrizioni Specifiche: Il Piano di Recupero dovrà:
a) dimostrare il pieno rispetto di tutte le normative e i vincoli presenti sull'area;
b) prevedere la riqualificazione della viabilità di accesso;
c) prevedere, nell'intervento di ricostruzione, una tipologia a pianta quadrata con porticato
esterno, copertura a padiglione con manto in coppi e tegole di cotto, finitura a pietra o intonaco
civile tinteggiato.
Scheda e.2 - Cava di Rimandoli - S.S.A. 2
L'ambito comprende le aree inserite nel P.R.A.E. e delimitate dalla Carta delle Cave dei Bacini
estrattivi del settore I, così come approvato con D.G.R. n° 901 del 04/12/2006 e modificato in
ragione del 10% della superficie così come previsto dalle istruzioni tecniche di cui alla D.G.R.
3886/95 e s.m.i.
L'ambito è classificato, ai sensi dell'art. 2 DM 1444/68zona D
Destinazione d'uso:
Attività estrattive
Prescrizioni specifiche:
- La domanda di autorizzazione verrà presentata ai sensi dell'art. 12 della L.R. 78/1998 successive
modificazioni ed integrazioni e sarà corredata da un progetto ai sensi del comma 2 dell'art. 12
della L.R. 78/1998 (successive modificazioni ed integrazioni).
- Potranno essere attivati fino a due fronti di escavazione contemporaneamente all’interno della
stessa cava. Questi dovranno interessare un minimo di 1 ha ed un massimo di 10 ha di superficie
ognuno. Per iniziare lo scavo di un nuovo fronte dovrà essere terminato lo scavo ed il ripristino
morfologico e vegetazionale in almeno uno dei fronti autorizzati precedentemente. Dovrà essere
garantito che il territorio in escavazione sia comunque limitato arealmente.
- Il primo Progetto di Coltivazione dovrà porre particolare attenzione allo studio del sistema
infrastrutturale della mobilità ai fini dell'attività estrattiva, privilegiando l'utilizzo delle strade
esistenti.
- I Progetti di Ripristino dovranno essere finalizzati all'uso agricolo dell'area, in coerenza con la
disciplina dell'intero Sottosistema 2 Ambientale delle aree agricole dell'Arno.
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Comune di Pergine Valdarno – Adozione Variante n° 24 al Regolamento Urbanistico anno 2009 - Norme Tecniche di Attuazione
- Il Progetto di Coltivazione dovrà prevedere il recupero della viabilità preesistente e lo
smantellamento degli eventuali percorsi costruiti ai soli fini dell'attività estrattiva, oltre
all'eliminazione di tutte le opere realizzate per svolgere l'attività di cava (recinzioni, cancelli,
cartelli indicatori, piste di cantiere, baracche, piastre di calcestruzzo per la piccola manutenzione
dei mezzi di cantiere, ecc.).
- Al termine della realizzazione dei lavori previsti dai progetti di Ripristino, l’intero ambito sarà
classificato, ai sensi dell'art. 2 DM 1444/68, zona E e sarà sottoposto alla disciplina prevista per il
Sottosistema 2 Ambientale delle aree agricole dell’Arno.
Modalità di intervento:
Titolo abilitativo singolo convenzionato.
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