VERBALE n. 07 del 13.10.2008 - Università del Piemonte Orientale

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VERBALE n. 07 del 13.10.2008 - Università del Piemonte Orientale
SENATO ACCADEMICO
Verbale n. 07
Adunanza del giorno 13 Ottobre 2008
Presso la sede del Rettorato in Via Duomo 6 in Vercelli, nell’adunanza del giorno 13
Ottobre 2008, si è riunito il Senato Accademico dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
“Amedeo Avogadro, con l’intervento dei componenti di seguito indicati:
Il Rettore-Presidente
Prof. Paolo GARBARINO
I Presidi:
Prof. Giovanni FRATTINI, Facoltà di Economia
Presente
Presente
Prof. Salvatore RIZZELLO, Facoltà di Giurisprudenza
Presente
Prof. Giovanni VACCA, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Presente
Prof. Corrado MALANDRINO Facoltà di Scienze Politiche
Presente
Prof. Aldo MARTELLI, Facoltà di Farmacia
Presente
Prof. Giacomo FERRARI, Facoltà di Lettere e Filosofia
Presente
Prof. Aldo VIARENGO, Facoltà di Scienze MM.FF.NN
I Rappresentanti dei Dipartimenti:
Presente
Prof. Emanuele ALBANO
Presente
Prof. Francesco MONACO
Prof. Pier Luigi FOGLIO BONDA
Assente giustificato
Assente giustificato
Prof. Pier Luigi CANONICO
Presente
Prof. Giovanni FRAQUELLI
Presente
Prof. Ugo PERONE
Presente
Prof. Andrea BALDISSERA
Prof. Pier Luigi STANGHELLINI
Presente
Presente
Prof. Domenico OSELLA
Prof. Alberto CASSONE
Prof. Giuseppe CLERICO
Prof. Andrea BOBBIO
Prof.ssa Maria Luisa BIANCO
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Via Duomo, 6 – 13100 Vercelli
Tel. 0161/261557 Fax 0161/214214
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I rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo
Dott.ssa Marisa ARCISTO
Dott. Francesco Mario CELLERINO
Dott.ssa Rosanna PITIMADA
Presente
Presente
Assente giustificata
I Rappresentanti degli Studenti
Dott.ssa Ilaria ELLENA
Sig. Luca BECCARIA
Presente
Presente
Partecipa alla seduta il Pro-Rettore, Prof. Cesare EMANUEL.
Partecipa alla seduta con voto consultivo e con funzioni di Segretario verbalizzante il
Direttore Amministrativo, Dott. Pasquale MASTRODOMENICO.
Assistono alla riunione la Dott.ssa Chiara Viviani e la Dott.ssa Stefania Pecere, dipendenti
dell’Ateneo, al fine di aiutare il Direttore Amministrativo a raccogliere i dati per la stesura del
verbale.
Constatata la presenza del numero legale alle ore 09.30 il Presidente dichiara aperta la
seduta.
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INDICE
1. Comunicazioni del Rettore-Presidente
pag. 4
2. Approvazione del verbale della seduta precedente
pag. 11
4. Modifica regolamento spin-off
pag. 11
3. Ratifica Decreti Rettorali d’Urgenza
3.1 D.R.U. n. 64 del 16.09.2008
3.2 D.R.U. n. 65 del 16.09.2008
3.3 D.R.U. n. 66 del 29.09.2008
3.4 D.R.U. n. 67 del 29.09.2008
4. bis Programmazione triennale 2007-2009 –analisi dei dati
pag. 20
pag. 26
pag. 31
pag. 33
pag. 34
5. Accordi, Convenzioni, Centri
5.1 Approvazione della convenzione istitutiva del Centro Interuniversitario CIPESS
pag. 34
5.2 Approvazione della convenzione istitutiva del Centro Studi Interdipartimentale sulla Criminalità
Informatica (CSICI )
pag. 39
6. Questioni relative al personale
pag. 44
7. Questioni relative agli studenti
7.1 Istituzione della Commissione Orientamento di Ateneo
pag. 45
7.2 Istituzione del corso di Master di I livello in “Scienze e tecnologie chimiche”, di durata annuale
presso la Facoltà di Scienze M.F.N. per l’a.a. 2008/2009
pag. 47
7.3 Aggiornamento dell’accordo di collaborazione tra l’Università degli studi del Piemonte
Orientale "Amedeo Avogadro" e l’Università di “Rennes 1 per il rilascio di due Lauree Magistrali
disgiunte
pag. 53
7.4 Modifica dell’articolo 4 del D.R. n. 290/2008 del 02.07.2008, relativamente all’ordinamento
didattico del corso di Master in “Nuove frontiere della fisica”, presso la Facoltà di Scienze M.F.N.
pag. 69
8. Patrocini
8.1 Richiesta di patrocinio per il Primo Convegno Annuale "Profili attuali e comparati del processo
tributario" – Prof. Roberto Succio
pag. 73
8.2 Richiesta di Patrocinio per l’iniziativa di presentazione dell'Associazione di volontoriato
"Perchè no?" – Prof. Oscar Alabiso
pag. 75
8.3 Richiesta di patrocinio per il Convegno storico internazionale su "Clero e guerre spagnole. Dalla
guerra antinapoleonica alla guerra civile (1808-1939)" – Prof. Maurilio Guasco
pag. 76
9. Varie ed eventuali
pag. 78
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1. Comunicazioni del Rettore-Presidente
1. Il Presidente informa i Senatori che si sono svolte le elezioni per il rinnovo degli Organi
Collegiali dell’Ateneo per il triennio accademico 2008-2011. Il Presidente ricorda che il
Senato Accademico nella sua attuale composizione scade il 31 ottobre. Egli desidera
ringraziare per il lavoro svolto e la preziosa e proficua collaborazione i Senatori che
lasciano il consesso e così i professori Foglio Bonda, Monaco, Stanghellini, Bobbio, i
rappresentanti del personale tecnico amministrativo Dott. Cellerino e Dott.ssa Pitimada e
i rappresentanti degli studenti Sig, Beccaria e Dott.ssa Ellena.
Il Presidente comunica i nominativi dei nuovi eletti:
Comitato per le Pari Opportunità:
Rappresentanti del Personale Tecnico Amministrativo:
Sede di Alessandria - Startari Antonietta
Sede di Novara - Rapa Anna
Sede di Vercelli - Coppo Daniela
Rappresentanti del Personale Docente:
Sede di Alessandria - Gardella Tedeschi Bianca
Sede di Novara - Brunelleschi Sandra
Sede di Vercelli - Poma Jolanda
Le elezioni per la componente studentesca si terranno nei giorni 11 e 12 novembre.
Senato Accademico:
Rappresentanti dei dipartimenti
n. 2 rappresentanti dei Dipartimenti di Ricerca Sociale, Informatica e Scienze
Economiche e Metodi Quantitativi:
Prof. Fusai Gianluca;
Prof.ssa Bianco Maria Luisa
Rappresentanti del Personale Tecnico Amministrativo:
Gallo Barbara
Arcisto Marisa
Cagliano Gabriele
Le elezioni per la componente studentesca si terranno nei giorni 11 e 12 novembre. Non
sono ancora pervenuti i risultati delle elezioni avvenute presso i singoli Dipartimenti.
Consiglio di Amministrazione
Rappresentanti dei Professori di ruolo di I Fascia :
Bobbio Andrea
Foglio Bonda Pier Luigi
Luther Jörg
Rappresentanti dei Professori di ruolo di II Fascia:
Panza Luigi
Isidoro Ciro
Cavino Massimo
Rappresentanti dei Ricercatori:
Invernizzi Anna Chiara
Corno Dario
Coisson Jean Daniel
Rappresentanti del Personale Tecnico Amministrativo
Cellerino Francesco
Todi Gianmarco
Villarboito Roberto
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Le elezioni per la componente studentesca si terranno nei giorni 11 e 12 novembre. Non
sono ancora pervenuti i risultati delle elezioni avvenute presso i singoli Dipartimenti.
Il Presidente formula a tutti i neo eletti i migliori auguri di buon lavoro.
2. Linee di intervento CRUI del 25 settembre 2008. Il Presidente illustra il documento,
trasmesso tramite posta elettronica ai componenti del Senato nei giorni scorsi. Il
documento affronta il tema di grande attualità e di grande delicatezza legato alle
disposizioni normative contenute nella Legge 133 e alle misure che saranno previste
dalla Legge Finanziaria per il 2009, che potrebbero avere gravi ripercussioni sul sistema
universitario per gli anni a venire. Il Presidente invita in particolare i Senatori a
soffermarsi sulla parte propositiva del documento, nel quale la Conferenza dei Rettori
segnala come linee di priorità di riforma del sistema temi cruciali come la governance, la
modalità di reclutamento dei docenti, lo stato giuridico della docenza e il diritto allo
studio. Le priorità individuate, sottolinea la Conferenza dei Rettori, dovrebbero avere
come contraltare un investimento sul sistema universitario nazionale, che risulta
fortemente sotto finanziato rispetto alla media europea. Alla luce della crisi finanziaria
internazionale, dal Direttivo Crui riunitosi la settimana scorsa, è emersa la linea di
tendenza di richiedere al Governo il riconoscimento che il problema del finanziamento
del sistema universitario è reale e che andrà affrontato in maniera prioritaria nel
momento in cui la crisi finanziaria sarà superata. A giudizio del Presidente si tratta di
una proposta di grande responsabilità, che sarà discussa in Assemblea a fine mese. Il
Presidente della CRUI, Prof. De Cleva ha nel frattempo incontrato il Ministro Gelmini.
Entro fine mese il Ministero dovrebbe emanare una sorta di documento programmatico
di intervento sul sistema universitario, che dovrebbe affrontare in linea di massima i
temi segnalati dal documento sulle linee di intervento approvato dalla Crui il 25
Settembre scorso. In attesa dei documenti ministeriali la linea della Conferenza dei
Rettori resta propositiva e aperta alla discussione e al confronto, pur sottolineando con
preoccupazione la situazione di precaria tenuta del sistema finanziario delle Università a
fronte dei tagli previsti dalla Legge 133 e dagli ulteriori tagli lineari previsti dal Governo
nella proposta di Legge Finanziaria. Il Presidente invita i Senatori a intervenire,
ricordando che saranno il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione nella
composizione rinnovata a dover affrontare la non facile prospettiva di medio periodo
dell’Ateneo.
Il Prof. Giacomo FERRARI ritiene che il documento elaborato dalla Conferenza dei
Rettori sia equilibrato, propositivo e adeguato alla situazione attuale. La situazione di crisi
economica globale contiene, a suo giudizio, il rischio di marginalizzazione del sistema
universitario. L’obiettivo da perseguire è quindi quello di evitare che ciò avvenga e allo
stesso tempo quello di incoraggiare a investire in ricerca e conoscenza per uscire in maniera
costruttiva da questo grave momento di crisi economica.
Il Prof. Corrado MALANDRINO condivide le preoccupazioni del Prof. Ferrari sul
rischio di marginalizzazione del sistema universitario. Per quanto riguarda il documento
della CRUI il professore rileva come dal medesimo si evinca una grande disponibilità alla
discussione da parte del sistema universitario, a fronte di una drastica riduzione delle risorse
da parte di un soggetto politico che nei confronti dell’università ha finora assunto un
atteggiamento spregiudicato.
Il Prof. Pier Luigi STANGHELLINI rileva l’assenza nelle linee di intervento della CRUI
di una proposta seria sui criteri di valutazione e sulla qualità delle Università. Si tratta a
giudizio del professore di un aspetto di estrema importanza che ha un grande peso sulla
considerazione del sistema universitario da parte dell’opinione pubblica, dal momento che il
concetto di valutazione si estende anche ai concorsi e alle procedure di reclutamento del
personale. Il Presidente precisa in proposito che il terzo punto delle linee di intervento
richiama l’attenzione sul sostegno alle attività dell’Agenzia per la Valutazione e del CIVR.
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Il Prof. Aldo MARTELLI ritiene che la situazione attuale possa costituire una valida
occasione di riflessione per il sistema universitario, che se da una lato è gravemente
sottofinanziato, dall’altro presenta serie necessità di riequilibrarsi all’interno come sistema,
dal punto di vista didattico, dell’organizzazione e del funzionamento. A giudizio del
professore la situazione è grave e desta preoccupazione.
Il Prof. Pier Luigi CANONICO condivide le osservazioni del Prof. Stanghellini a
proposito della valutazione e quelle del Rettore a proposito della disponibilità al confronto
con il Ministero. A giudizio del professore il momento è propizio per una serie di riflessioni
costruttive sul futuro del sistema universitario a cominciare dalle questioni che riguardano la
valutazione, il cui lavoro dovrebbe essere svolto da professionisti del settore.
Il Prof. Aldo VIARENGO ritiene che i toni delle linee di intervento della Crui siano
eccessivamente pacati a fronte di una situazione sempre più critica per il sistema
universitario nazionale. Per quanto riguarda l’Ateneo la situazione è ancora più grave dal
momento che non è ancora stata raggiunta la quota di riequilibrio stabilita al momento
dell’istituzione. Il professore auspica che possa esserci un lavoro comune a livello di sistema
universitario regionale che porti a una graduale razionalizzazione della presenza
dell’università sul territorio attraverso la riorganizzazione di corsi e attività. Il professore
condivide le riflessioni sulla valutazione e sulla qualità, anche rispetto ai rapporti
dell’Università con il territorio e auspica che l’Ateneo possa far sentire la propria voce e
comunicare il proprio disagio anche a livello nazionale attraverso l’incontro e il confronto
con i parlamentari piemontesi.
(Il Prof. Alberto CASSONE entra a far parte del Senato alle ore 10.05)
La Prof.ssa Maria Luisa BIANCO condivide le preoccupazioni espresse dai colleghi e si
unisce alle osservazioni sull’eccessiva morbidezza del documento Crui, che non descrive la
situazione del sistema universitario nazionale in tutta la sua reale drammaticità. Ella si
associa alle proposte del Prof. Viarengo riguardo le azioni da svolgere a livello di Ateneo in
sede regionale e nazionale. La professoressa non condivide le osservazioni sulla valutazione
della qualità. A suo giudizio le agenzie che se ne occupano certificano semplicemente i
processi e non forniscono una valutazione attendibile dei prodotti. Ella ritiene invece che la
reale valutazione degli Atenei debba provenire da risultati quali il numero di immatricolati,
il numero di studenti che trovano lavoro, in particolar modo un lavoro coerente con il corso
di studio e l’ammontare di finanziamenti ricevuti a livello internazionale. La professoressa
conclude condividendo le osservazioni a proposito del rapporto dell’Ateneo con il territorio.
Il Prof. Ugo PERONE condivide le osservazioni sulla gravità della situazione e sulla
forma in parte accondiscendente del documento Crui. Il professore condivide le proposte di
confronto e di lavoro nel sistema universitario regionale.
Il Prof. Salvatore RIZZELLO condivide le osservazioni sulla scarsa incisività del
documento della Crui. A suo giudizio occorre ribadire con forza che è necessario
considerare il sistema universitario italiano come un investimento che può essere un volano
per lo sviluppo del Paese. A tale proposito il professore invita il Rettore a farsi portavoce di
tali istanze all’interno della Conferenza dei Rettori. Per quanto riguarda le osservazioni sul
territorio, il professore ritiene che l’Ateneo non debba esistere soltanto per porsi al servizio
del territorio, ma che debba anche guidarlo e indicare al territorio le direttrici dello sviluppo
e dell’investimento. Il professore conclude domandando notizie sull’esito delle iniziative
intraprese all’interno del Comitato regionale di coordinamento.
Il Prof. Giuseppe CLERICO ritiene che non ci sia una relazione tra la crisi finanziaria
internazionale e i problemi gravi che investono il sistema universitario italiano, dalla
proliferazione di sedi e corsi alle modalità di reclutamento del personale, alla questione della
valutazione della didattica e della ricerca. A giudizio del professore l’obiettivo del presente
Governo è quello di ridimensionare l’Università pubblica, concentrando le risorse sugli
Atenei maggiormente degni di finanziamento. A giudizio del professore la CRUI dovrebbe
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elaborare una serie di proposte che dimostrino l’assunzione di responsabilità del sistema
universitario di fronte a una serie di scelte del passato non completamente cristalline. Il
professore conclude condividendo le riflessioni sulla cooperazione all’interno del sistema
universitario regionale.
Il Pro-rettore, Prof. Cesare EMANUEL condivide le riflessioni sulla cooperazione regionale,
ma invita i Senatori a osservare che la Regione Piemonte è il secondo grande creditore verso
l’Università dopo lo Stato. Il professore sottolinea la gravità della situazione, che avrà i suoi
aspetti di maggiore criticità nel 2010, anche nel sistema universitario regionale. A giudizio
del professore i problemi dell’Università non sono soltanto di ottimizzazione delle risorse,
bensì di ristrutturazione e ridimensionamento di risorse, corsi e offerta formativa. Il
professore condivide l’operato della Crui, che ha elaborato un documento di natura
interlocutoria in attesa dell’emanazione ministeriale del documento programmatico sul
sistema universitario.
Il Prof. Giovanni FRATTINI condivide le osservazioni finora emerse e sottolinea la
necessità di una riconsiderazione di quanto finora realizzato sul territorio per garantire una
ancora migliore efficienza ed economicità al sistema.
Il Presidente conclude le riflessioni con alcune considerazioni riassuntive, osservando in
primo luogo che l’operato della Conferenza dei Rettori è in questo momento volto a
garantire unanimità nelle posizioni e a evitare spaccature, purtroppo nei fatti già presenti. Il
problema del sottofinanziamento sollevato dal Prof. Viarengo è comune anche ad altri
Atenei e non è quindi pensabile agire a livello nazionale con una presa di posizione a favore
di un singolo Ateneo. Le linee di intervento Crui del 25 settembre sono rimaste volutamente
interlocutorie e aperte alla discussione in attesa del documento programmatico di
emanazione ministeriale, più volte sollecitato dalla medesima Conferenza. Il Presidente
condivide le osservazioni emerse sul sistema regionale e informa il Senato di essere
intervenuto nell’ultima riunione del Comitato regionale di coordinamento con la richiesta al
Presidente di coinvolgere, a nome del Comitato stesso, i deputati e i senatori piemontesi
della maggioranza e dell’opposizione sui temi dell’università e della ricerca. A proposito
della valutazione, il Presidente rileva come il sistema universitario stia procedendo da molti
anni e con risultati anche positivi all’elaborazione di una serie di criteri, seppur perfettibili,
per la distribuzione dei fondi per la ricerca e la didattica. Il Presidente conclude proponendo
al Senato di recepire il contenuto delle Linee di intervento della Crui del 25 Settembre,
tenuto conto di quanto emerso nel corso della discussione a proposito della richiesta di una
posizione chiara del Governo sull’Università e di una maggiore incisività dell’azione della
Conferenza dei Rettori. Il Senato concorda. Il Presidente informa il Senato che per ragioni
formali l’adesione verrà inserita tra le Varie ed eventuali.
3. Relazione Prof. Malandrino sul viaggio in Romania. Il Presidente invita il Prof.
Malandrino a intervenire. Il Prof. Corrado MALANDRINO informa il Senato che sono
in corso una serie di contatti con l’Università di Alba Julia, situata in Romania, in
particolare con alcuni docenti afferenti ad ambiti disciplinari di tipo socio-economico
interessati ai temi dello sviluppo locale e alle scienze ambientali interessati a programmi
di monitoraggio dell’ambiente, al diritto commerciale e alla storia europea. Con il
Rettore di Alba Julia si è convenuto di stilare in primo luogo una sorta di “general
agreement”, vale a dire una convenzione generale all’interno della quale si individuino
le direttrici di una possibile cooperazione, volta non soltanto all’elaborazione di progetti
comuni, ma anche all’organizzazione di corsi di laurea comuni e/o lauree disgiunte o
binazionali, e di Master. Si tratta a questo punto di formalizzare la collaborazione
attraverso l’approvazione dell’Accordo in un prossimo Senato Accademico. Il
Presidente ringrazia il Prof. Malandrino per l’intervento e invita i Senatori a rivolgersi al
medesimo per ulteriori chiarimenti sulla collaborazione.
(Il Prof. Andrea TUROLLA entra a far parte del Senato alle ore 10.55)
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4. Situazione immatricolazioni. Il Presidente rivolge il saluto al Prof. Turolla e lo invita a
illustrare l’argomento. Il Prof. Andrea TUROLLA interviene con alcune precisazioni per
meglio comprendere i dati forniti sulle immatricolazioni. Il professore illustra la tabella a
colori distribuita e allegata al presente verbale, che riporta i dati relativi all’anno
accademico 2008/2009, che sono parzialmente confrontabili con quelli degli altri anni
accademici, che sono definitivi e riferiti al 31 luglio di ogni anno. Dal punto di vista
della confrontabilità il professore spiega che le tabelle distribuite illustrano i dati in
dettaglio per ogni corso di laurea relativi alla procedura di immatricolazione già
completata presso ciascuna segreteria studenti. Tuttavia in alcuni casi, come quello della
Facoltà di Medicina, la segreteria sta procedendo in questi giorni alle rassegnazioni dei
posti, rimandando ai prossimi giorni il carico dei dati sul programma. Il professore
precisa inoltre che dal punto di vista ministeriale sono considerate immatricolazioni
soltanto i primi ingressi nel sistema universitario italiano, vale a dire le matricole pure.
Le immatricolazioni al biennio specialistico non vengono pertanto conteggiate. Per il
momento il numero delle matricole si aggira intorno alle 1890 unità, rispetto alle 2050
dell’anno precedente. Alle 1890 unità devono ancora essere aggiunti i dati relativi alle
procedure non ancora completate presso la Facoltà di Medicina. Il Presidente ringrazia il
Prof. Turolla per l’illustrazione e informa i Senatori che a chiusura delle
immatricolazioni verranno distribuiti i dati definitivi. Il Prof. Corrado MALANDRINO
interviene segnalando la proroga dei termini per l’iscrizione alla laurea magistrale dal 15
al 31 ottobre. Per quanto riguarda la Facoltà di Scienze Politiche il professore invita
inoltra a considerare le immatricolazioni tardive. Il Prof. Ugo PERONE ritiene che
sarebbe opportuno avere a disposizione i dati definitivi dell’anno precedente riferiti al
medesimo giorno di riferimento dei dati oggi presentati. Il professore ritiene che si possa
meglio riflettere sulle immatricolazioni avendo a disposizione i dati definitivi. Il
Presidente precisa che l’intento della presente illustrazione è quello di fornire una linea
di tendenza. Il Prof. Aldo MARTELLI interviene informando il Senato che i dati relativi
alle immatricolazioni presso la Facoltà di Farmacia possono ritenersi definitivi. Il
professore esprime preoccupazione per il prossimo anno accademico, nel quale sarà
forse necessario reintrodurre il numero programmato per far fronte al continuo
cambiamento delle disposizioni ministeriali in merito al numero dei docenti necessari.
5. Documento CNSU sulle problematiche relative all’avvio delle lauree magistrali attivate
ex D.M. n. 270/2004. Il Presidente illustra il documento, trasmesso per posta elettronica
nei giorni precedenti la riunione. In particolare il Consiglio nazionale degli studenti
lamenta alcune pratiche dissuasive nei confronti dell’immatricolazione alle lauree
magistrali. Il Presidente invita a vigilare su questi aspetti e a ripensare a certe modalità
di accesso alle lauree magistrali. Il Prof. Corrado MALANDRINO domanda alcuni
chiarimenti sui termini per i piani di rientro nei requisiti minimi. Il Prof. Andrea
TUROLLA ricorda il sollecito del Ministero di alcuni mesi precedenti, che invitava alla
redazione dei medesimi pena la mancata considerazione dei dati da parte dell’Anagrafe
Nazionale degli Studenti. In merito è comparsa nei giorni scorsi sulla banca dati una
modalità che permette di certificare, nell’arco di cinque anni, il raggiungimento dei
requisiti. Il Prof. Aldo VIARENGO domanda alcuni chiarimenti sulla questione dei
trasferimenti e dei passaggi. Il Presidente precisa in proposito che la situazione non è
ancora stata chiarita definitivamente a livello ministeriale. Al momento pare che il
passaggio sia considerato cessazione, mentre il trasferimento no. In merito la Conferenza
dei Rettori sta discutendo una proposta di riforma del sistema concorsuale che preveda
l’introduzione di due tipi di concorso, quello di ingresso nel sistema e quello di
promozione.
(Il Prof. Andrea TUROLLA lascia la seduta al termine dell’illustrazione degli argomenti)
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6. Seminario sui crediti - Bologna Process. Il Presidente informa i Senatori che l’invito è
rivolto ai rappresentanti degli studenti in Senato Accademico e Consiglio di
Amministrazione. I medesimi hanno ricevuto tutta la documentazione tramite posta
elettronica.
7. Nota Ministero dell’Economia del 2 Ottobre. Il Presidente informa il Senato che si tratta
di una nota relativa al calcolo degli stipendi dei professori che avevano una retribuzione
superiore ai 53 mila euro annui, il cui scatto era stato calcolato al 70%. La nota informa
che dal 1 gennaio 2008 è stato ripristinato il valore pieno dell’incremento dell’anno
precedente.
8. Nota della Regione Piemonte del 7 ottobre. La Regione, in collaborazione con il forum
Regionale per l’Educazione e la Scuola promuove una serie di iniziative che possono
contribuire a rilanciare la centralità dell’educazione e della scuola. Tali iniziative
consisteranno in giornate evento nei capoluoghi di Provincia volte ad evidenziare ciò
che è stato realizzato e ciò che si intende fare in questo ambito a livello provinciale. La
richiesta è quella di designare un rappresentante dell’Ateneo, che dovrà partecipare agli
incontri del Comitato che curerà l’organizzazione degli eventi. Il Presidente propone la
designazione del Prof. Giacomo Ferrari, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. Il
Senato concorda. Il Prof. Ferrari accetta la designazione.
9. Comunicazioni Comitato Regionale di Coordinamento del 19 settembre: Agorà Scienza.
Il Presidente ricorda che il Centro ha presentato una proposta di attività riguardanti
formazione avanzata e innovazione e ricerca. Il Comitato Regionale di Coordinamento
ritiene che Agorà Scienza debba continuare a occuparsi di diffusione della cultura
scientifica e della percezione pubblica della scienza.
10. Il Prof. Corrado MALANDRINO domanda alcuni chiarimenti sull’operato del Comitato
“Italia 150”. Il Presidente ricorda ai Senatori che il Prof. Edoardo Tortarolo è presente
nel Comitato come rappresentante dell’Ateneo. Dal punto di vista del funzionamento il
Presidente spiega che vi sono alcuni problemi di organizzazione, infatti in un primo
momento le Università erano state escluse dall’organizzazione degli eventi culturali. La
situazione non è di facile soluzione, dal momento che il Comitato è anche coinvolto
nell’organizzazione di eventi spettacolari sulla scorta di quanto avvenuto per le
Olimpiadi invernali del 2006. Il Presidente informerà il Senato sull’evolversi della
situazione.
11. Notizie Consiglio di Amministrazione del 26 settembre. Il Presidente informa il Senato
dell’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, delle modifiche al
Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità. Il documento
è stato ora trasmesso al Ministero per il controllo di legittimità. Il Consiglio di
Amministrazione ha inoltra approvato la stipula del contratto di locazione per
l’Incubatore di Impresa Novara s.c.r.l.
12. Impegni didattici ex L. 230/2005. Il Presidente ricorda ai Presidi di Facoltà che i
professori che hanno preso servizio dopo l’entrata in vigore della Legge 230 hanno
l’obbligo giuridico di tenere 120 ore di lezione frontale. Il Presidente invita i Presidi a
verificare, onde evitare l’assunzione di provvedimenti nei confronti dei colleghi
inadempienti. Nei prossimi giorni verrà inviata una nota a tutti i Presidi come
promemoria.
13. Mozione dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo sui trasporti. Il
Presidente cede la parola al Dott. Cellerino per l’illustrazione del documento. Il Dott.
Francesco Mario CELLERINO illustra la mozione presentata dai rappresentanti del
personale tecnico amministrativo sui recenti pesanti disservizi sulla linea Alessandria
Vercelli. Nei giorni scorsi lo sciopero degli autisti dell'Arfea, società che gestisce per
conto di Trenitalia il collegamento tra Alessandria e Vercelli si è svolto senza alcun
preavviso all'utenza, con la totale assenza di Trenitalia, la quale non ha fornito alcuna
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informazione ai viaggiatori, che hanno subito pesanti disagi. I disagi ovviamente non
riguardano soltanto il personale tecnico amministrativo, ma anche gli studenti, i docenti
e tutti coloro che a vario titolo necessitano del collegamento Alessandria- Vercelli. Il
Dott. Cellerino auspica che la Regione possa intervenire e incentivare il trasporto
pubblico a favore delle Università presenti sul territorio. Il Presidente ringrazia il Dott.
Cellerino per l’intervento e invita i Senatori a recepire la mozione. Il Senato concorda.
(La Dott.ssa Cristina COLOCCINI entra a far parte del Senato alle ore 11.35)
14. Assegni di ricerca. Il Presidente informa il Senato che, non essendo ancora vigente l’atto
aggiuntivo tra Regione e Atenei per il potenziamento della ricerca e dell’alta formazione
non è ancora possibile deliberare in merito. Pare tuttavia opportuno aprire la discussione
per individuare l’orientamento dell’Ateneo in proposito. Il Presidente ricorda la
diminuzione delle posizioni per l’Ateneo per le varie linee, in particolare per quanto
riguarda la linea A, che è passata da 45 a 20 assegni di ricerca. L’intenzione dell’Ateneo
è quella di stanziare una cifra pari a circa 151 mila Euro. Per quanto riguarda il
cofinanziamento il Presidente ritiene che si debba discutere per capire se intervenire
sulla linea D chiedendo anche un cofinanziamento alle Facoltà per i visiting professor. Il
Prof. Ugo PERONE interviene a proposito della procedura, auspicando quanto già
espresso in un precedente Senato e rilevando l’opportunità di seguire la linea adottata
l’anno precedente con i criteri elaborati dal Prof. Gastaldi. Per quanto riguarda i visiting
professor il professore ritiene che si tratti di una questione più delicata sulla quale
ragionare in maniera più approfondita, soprattutto dal punto di vista della procedura. Il
Prof. Alberto CASSONE ritiene che si tratti di una scelta drastica, dal momento che
occorre scegliere tra gli assegni regionali e quelli di Ateneo, rischiando di ricevere una
valutazione negativa da parte della Regione a fronte del mancato finanziamento degli
assegni di ricerca di Ateneo. Per quanto riguarda i visiting professor il professore
sottolinea le difficoltà burocratiche legate alla documentazione necessaria per l’arrivo in
Italia. Il Prof. Aldo MARTELLI segnala le medesime difficoltà legate al rilascio dei
permessi e delle autorizzazioni da parte delle diverse autorità coinvolte. Il Presidente
segnala in proposito che la situazione, almeno per quanto riguarda la sede di Novara è
migliorata grazie al contributo dell’Ufficio Ricerca dell’Ateneo, che ha svolto un
importante lavoro di coordinamento tra tutti gli Enti coinvolti: Questura, Prefettura e
Ufficio Provinciale del Lavoro. I criteri ora adottati sono simili a quelli adottati
dall’Università di Torino. Il Prof. Emanuele ALBANO condivide la proposta del Prof.
Perone e propone in merito la convocazione di tutti i Direttori di Dipartimento per
discutere le assegnazioni. Il Prof. Pier Luigi CANONICO condivide la proposta emersa
e domanda la comunicazione di tempistiche precise per i bandi degli assegni di ricerca di
Ateneo. Il Presidente propone la distribuzione delle risorse in base ai criteri stabiliti a
suo tempo dalla Commissione dei Direttori di Dipartimento. I Direttori si riuniranno per
stabilire eventuali compensazioni e ciascun Dipartimento stabilirà poi in autonomia
come suddividere le risorse assegnate. Per quanto riguarda i visiting professor, il
Presidente propone l’assegnazione di un visiting professor per Facoltà, dal momento che
l’assegnazione per l’Ateneo è pari a 7. Verrà poi elaborata una delibera da portare in
Senato accademico sulla base delle indicazioni emerse nel corso di questa discussione. Il
Senato concorda.
******************
10
2. Approvazione del verbale della seduta precedente:
7/2008/2
Il Presidente sottopone all’approvazione il verbale della seduta precedente domandando ai
Senatori di formulare eventuali osservazioni o richieste di correzione.
Il verbale, comprensivo delle modifiche suindicate, viene approvato all’unanimità dai
presenti alla seduta del 15 Settembre 2008.
******************
Il Presidente propone al Senato di anticipare la discussione sul punto 4 per permettere alla
Prof.ssa Campra, Presidente della Commissione, di intervenire per illustrare le modifiche al
Regolamento Spin-off.
Il Senato concorda.
(La Prof.ssa Maura CAMPRA entra a far parte del Senato alle ore 11.50)
4 Modifica del “Regolamento per l’approvazione e la costituzione di Società di capitali o
“Spin-off” dell’Università e accademici”
7/2008/4
Ufficio Ricerca Scientifica e Relazioni Internazionali
Al Presidente del Senato Accademico
Si sottopone a codesto spettabile Senato Accademico la proposta di modifica del
“Regolamento per l’approvazione e la costituzione di Società di capitali o “Spin-off”
dell’Università e accademici”, emanato con D.R. Rep. 477 del 30/12/2003.
Tale revisione, proposta dalla Commissione tecnica Spin-off, si è ritenuta necessaria a fronte
dell’esperienza in materia acquisita dall’Ateneo nell’ultimo quadriennio ed in ordine alle più recenti
novità sul tema del trasferimento tecnologico.
Dei molteplici articoli riformulati, si riportano di seguito alcuni dei contenuti sottoposti a
modifiche sostanziali:
•
la partecipazione alla società da parte del personale universitario dovrà corrispondere
ad un ammontare non simbolico (art 5.1);
•
i ricavi dello Spin-off, provenienti da qualsiasi forma di collaborazione/commessa
dell’Università, non devono essere superiori al 50% del fatturato dello Spin-off (art
6.2);
•
modifica dell’iter di proposta ed attivazione, con maggior coinvolgimento ed
informazione di tutte le Facoltà ed i Dipartimenti per eventuali giudizi
d’incompatibilità con le attività degli Spin-off (art 6.5);
•
maggior dettaglio sugli elementi trasmessi dallo Spin-off alla Commissione per il
monitoraggio annuo delle attività (art 7.3);
•
la permanenza degli Spin-off all’interno delle strutture dell’Università, stabilita nella
durata di 3 anni, può essere prorogata, qualora ricorrano particolari ragioni di
opportunità (art 8.2.II);
•
sono state specificate nei dettagli la tutela della proprietà intellettuale e la
concessione del logo dell’Ateneo (art 9).
La bozza del Regolamento è stata sottoposta ai Presidi delle Facoltà ed ai Direttori dei
Dipartimenti per una valutazione preliminare.
Si chiede a codesto spettabile Senato Accademico di esprimere il proprio parere in merito.
11
OMISSIS
(Il Prof. Giovanni VACCA lascia la seduta alle ore 12.15)
OMISSIS
(La Prof.ssa Maura CAMPRA e la Dott.ssa Cristina COLOCCINI lasciano la seduta alle
ore 13.00)
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
PREMESSO
che con D.R. Rep. 477 del 30/12/2003 è stato emanato il “Regolamento per
l’approvazione e la costituzione di Società di capitali o “Spin-off”
dell’Università e accademici”;
CONSIDERATA
l’esperienza acquisita dall’Ateneo nell’ultimo quadriennio nella costituzione
di spin-off e le più recenti novità sul tema del trasferimento tecnologico;
VALUTATE
le modifiche al Regolamento proposte dalla Commissione tecnica Spin-off.
VISTA
la legge 9/5/89 n.168;
VISTO
lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo
Avogadro” come modificato con D.R. n. 67 del 24/2/2003;
SENTITI
i Presidi delle Facoltà e i Direttori dei Dipartimenti
Con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
1. Di esprimere parere favorevole alla modifica del “Regolamento per l’approvazione e la
costituzione di Società di capitali o “Spin-off” dell’Università e accademici” secondo quanto
sotto riportato
REGOLAMENTO PER L’APPROVAZIONE E LA COSTITUZIONE DI SOCIETA’ DI
CAPITALI O “SPIN-OFF” DELL’UNIVERSITÀ E ACCADEMICI
Art.1
Spin-off dell’Università e Spin-off accademici
1. Il presente Regolamento disciplina le tipologie di Spin-off, intervento introdotto nella legislazione
relativa alla ricerca, sia universitaria sia degli enti pubblici di ricerca, dall’art. 2 del D. Lgs.
27/07/1999 n. 297 e dall’art. 11 del D.M. 08/08/2000 n. 593 e in conformità ai principi generali
dettati dal proprio statuto di autonomia.
L’Università degli Studi del Piemonte Orientale ha fra i suoi fini istituzionali la promozione e
l’organizzazione della ricerca scientifica e tecnologica, all’interno dell’Ateneo e con
particolare attenzione al territorio di riferimento nelle sue esigenze di qualificazione e
12
sviluppo, anche dando vita ad iniziative comuni con altri soggetti (sotto forma di consorzi,
società o altre forme organizzative).
2. L’Università degli Studi del Piemonte Orientale intende favorire la costituzione di organismi di
diritto privato, sotto forma di società per azioni o a responsabilità limitata, denominati di seguito
Spin-off, aventi come scopi l’utilizzazione imprenditoriale, in contesti innovativi, dei risultati della
ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
3. Lo strumento Spin-off si propone di favorire il contatto tra le strutture di ricerca universitarie, il
mondo produttivo e le istituzioni del territorio al fine di sostenere l’attività di ricerca e diffondere
tecnologie, con positivi effetti sulla produzione industriale, sul benessere sociale e sull’attrattività
del territorio per investimenti nazionali ed internazionali.
4. Attraverso tali azioni l’Ateneo intende promuovere lo sviluppo dell'imprenditorialità nella
comunità accademica e nei laureati, favorendo nuove attività di business originate da attività di
ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi realizzati presso le proprie strutture di ricerca,
e assumendo una funzione di indirizzo e garanzia delle attività imprenditoriali generate all'interno
delle proprie strutture.
5. Si intende con Spin-off accademico una società per azioni o a responsabilità limitata, a favore
della quale l’Università autorizza il personale, di ruolo e non di ruolo, a partecipare in qualità di
socio alla sua costituzione e rende disponibili alcuni servizi per facilitarne l’avvio e lo sviluppo
iniziale. In particolare l’Università può prevedere la costituzione di un proprio incubatore con lo
scopo di promuovere le capacità imprenditoriali di professori, ricercatori, personale tecnicoamministrativo e la loro concretizzazione di idee d’impresa, mettendo a disposizione
apparecchiature tecniche, spazi, strumenti, servizi di assistenza al business plan, assistenza
brevettuale, consulenza legale e manageriale.
L’Università intende inoltre favorire, attraverso le modalità previste al successivo art. 2, lo sviluppo
di attività imprenditoriali da parte di laureati presso le Facoltà dell’Ateneo.
6. Si intende con Spin-off dell’Università una società per azioni o a responsabilità limitata, alla
quale l’Università partecipi in qualità di socio.
Art.2
Costituzione di Società da parte di laureati
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”
1. L’Università degli Studi del Piemonte Orientale intende favorire la costituzione di società ed
iniziative imprenditoriali da parte di laureati e diplomati di Master che hanno conseguito il titolo
da non più di 5 anni presso le proprie Facoltà.
2. L’Università parteciperà, attraverso i propri Dipartimenti, alle iniziative di cui al comma 1,
previa approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, con il solo supporto
formativo e di consulenza.
Art.3
Soci proponenti e altri partecipanti
1. La costituzione di uno Spin-off, dell’Università o accademico, può essere proposta
dall’Università, ovvero da uno o più professori e/o ricercatori, ovvero da dipendenti dell’Università
appartenenti al ruolo del personale tecnico-amministrativo e dirigente anche congiuntamente,
ovvero da titolari di assegni di ricerca e borse di studio dell’Università, ovvero da studenti dei
corsi di dottorato dell’Ateneo o di altri Atenei con cui l’Ateneo è consorziato e da studenti dei
corsi di studio dell’Ateneo.
13
Costituirà titolo preferenziale il possesso da parte dei proponenti di diritti di proprietà industriale o
intellettuale, risultanti dalla ricerca universitaria, alla quale gli stessi abbiano partecipato e che siano
funzionali e strumentali allo scopo per il quale si propone la costituzione dello Spin-off.
2. Possono essere ammessi a partecipare al capitale sociale, o concorrere allo Spin-off, enti di
ricerca, enti pubblici, società di assicurazione, banche, imprese e consorzi di imprese, parchi
scientifici, secondo quanto presunto dagli art. 11 comma 3 e art. 5 comma 1 del D.M. 593 del
08/08/2000. Nonché tutti i soggetti non esclusi dall’art. 2 del D. Lgs. 27 luglio 1999, n. 297 e dal
combinato disposto dei commi 2 e 3 dell’art. 11 del Decreto MIUR 8 agosto 2000.
Art. 4
Partecipazione dell’università agli Spin-off
1. L’eventuale partecipazione dell’Università al capitale sociale dello Spin-off, mediante
conferimenti in denaro o in natura, non dovrà essere simbolica e non potrà superare il dieci
per cento (10%) del capitale sociale medesimo, salvo che il Consiglio di Amministrazione
dell’Università non disponga diversamente, sentito il parere della Commissione Spin-off di cui
al successivo art. 7, e ricorrendo particolari motivi di convenienza. In caso di partecipazione
dell’Università al capitale dello Spin-off, l’utilizzo e la valorizzazione dello stesso sarà stabilita dal
Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo.
2. Tale partecipazione non potrà essere variata se non per volontà dell’Università e dovrà assicurare
alla stessa adeguate garanzie in caso di trasferimento delle azioni o quote, nonché la presenza di
propri delegati negli organi dello Spin-off.
A tal fine lo statuto dello Spin-off dovrà prevedere:
• il diritto di prelazione per i soci dello Spin-off, tra i quali l’Università, da esercitarsi, in
proporzione alla partecipazione detenuta, in caso di trasferimento a qualunque titolo delle
azioni o quote;
• la postergazione nella partecipazione dell’Università alle perdite rispetto a tutte le altre
partecipazioni sociali allo Spin-off;
• la presenza di un Consiglio di Amministrazione e non di un amministratore unico;
• la presenza di un collegio sindacale o, nelle ipotesi in cui la legge non lo preveda, di
almeno un revisore nominato dall’Università;
che la nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale avvenga in
modo tale che almeno un componente possa essere scelto dall’Università e, in presenza di organi
societari formati da più di tre membri, all’Università sia riconosciuta la possibilità di nominarne
almeno 1/3;
che i soci non possano deliberare aumenti di capitale, salvo quelli conseguenti a perdite, senza il
preventivo consenso dell’Università;
che in caso di modifica delle condizioni statutarie previste nel presente comma, venga riconosciuto
all’Università il diritto di recesso;
che sia riconosciuto all’Università diritto di recesso qualora vengano meno le condizioni previste
per lo Spin-off dell’Università.
3. I soci dello Spin-off dovranno inoltre sottoscrivere con l’Università adeguati patti parasociali con
i quali si preveda che:
• nel caso di operazioni sul capitale a seguito di perdite, i soci diversi dall’Università debbano
fare fronte, nelle dovute proporzioni, ai risanamenti delle perdite e agli eventuali aumenti
anche per la parte necessaria a mantenere inalterata la percentuale di partecipazione
dell’Università e che ove ciò non avvenga la società sia posta in liquidazione;
• allo scadere dei patti parasociali o in ipotesi di mutamento della compagine sociale, ovvero
in ipotesi di cambiamenti significativi dell’originaria attività aziendale, venga stabilito,
14
•
qualora l’Università intenda esercitare un’opzione di vendita della propria quota di
partecipazione, l’obbligo di acquisto da parte degli altri soci, ad un prezzo oggetto di
trattativa fra le parti oppure, in caso di controversia, determinato da un esperto indipendente
al momento dell’esercizio dell’opzione, tenendo conto del valore di mercato dello Spin-off
a tale data; tale prezzo comunque non potrà essere inferiore al valore nominale della
partecipazione;
la remunerazione per l’attività a qualunque titolo prestata dal socio a favore della società sia
determinata dal Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle condizioni di mercato in
situazioni analoghe, e non possa comunque costituire strumento per l’attribuzione ai soci di
vantaggi diretti o indiretti derivanti dal controllo della società né possa costituire strumento
di discriminazione o di pregiudizio.
Art. 5
Partecipazione del personale dell’Università
1. La partecipazione dei soci proponenti all’attività dello Spin-off costituisce per l’Università
garanzia della buona riuscita dell’iniziativa per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e
salvaguarda la partecipazione stessa dell’Università. Pertanto il personale dell’Università
proponente l’attivazione dello Spin-off dovrà impegnarsi ad acquisire una partecipazione non
simbolica al capitale delle relative società.
Il personale universitario che proponga l’attivazione di uno Spin-off e che partecipi al capitale dello
stesso deve impegnarsi a non cedere per un periodo minimo di tre anni dalla costituzione dello
Spin-off la propria quota di partecipazione ad esso.
2. I professori, i ricercatori ed il personale tecnico-amministrativo di ruolo e non di ruolo devono
presentare, unitamente alla domanda di costituzione di uno Spin-off, una dichiarazione relativa al
tipo di rapporto, escluso quello di lavoro subordinato, che intendono intrattenere con la costituenda
società ed eventualmente la richiesta di autorizzazione a modificare il proprio rapporto di lavoro
con l’Università.
3. L’Università può nominare, nell’ambito di uno Spin-off dell’Università, proprio personale
dipendente per la partecipazione agli Organi (compresi i collegi di revisione), con diritto al
mantenimento in servizio.
Dette attività non devono porsi in contrasto con il regolare svolgimento delle proprie funzioni ed
attività istituzionali a favore dell’Università.
Qualora venga meno, per qualsivoglia motivo, la compatibilità tra lo svolgimento di dette funzioni a
favore dello Spin-off e le funzioni istituzionali a favore dell’Ateneo, su semplice richiesta
dell’Università, il suddetto personale deve immediatamente cessare lo svolgimento dell’attività
nell’ambito dello Spin-off, a meno che non chieda di essere collocato in aspettativa senza assegni.
Il Preside della Facoltà di appartenenza, il Direttore del Dipartimento di afferenza dei professori e
ricercatori, il Responsabile della Struttura di assegnazione per il personale tecnico-amministrativo
vigilano sul rispetto di quanto qui previsto.
4. I professori, i ricercatori ed il personale tecnico-amministrativo che intendano ricoprire,
nell’ambito dello Spin-off Accademico, la qualifica di socio, con eventuali prestazioni ed attività
lavorative occasionali, hanno diritto al mantenimento in servizio.
I professori, i ricercatori ed il personale tecnico-amministrativo che intendano svolgere qualsivoglia
prestazione di tipo autonomo, non occasionale, ivi compresa la partecipazione agli Organi nel caso
di Spin-off Accademico, vengono posti in aspettativa senza assegni a partire dalla fase di
incubazione prevista dal successivo art. 8.
Il personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo può partecipare all’attività di uno Spin-off fruendo
del part time, secondo quanto previsto dalla legge; per quanto riguarda l’attività meramente
occasionale potrà invece essere svolta al di fuori dell’orario di lavoro, previa autorizzazione del
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Direttore Amministrativo in merito alla compatibilità di tale attività in favore dello Spin-off con
quelle proprie della funzione istituzionale.
Le suddette attività non devono porsi in contrasto con il regolare svolgimento delle proprie funzioni
ed attività istituzionali a favore dell’Università.
5. E’ fatto espresso divieto allo Spin-off, e al personale di cui al comma 2 del presente articolo che
partecipa allo stesso, di svolgere attività in concorrenza con quella didattica, svolta dalle Facoltà, di
consulenza e ricerca per conto terzi, di cui al relativo Regolamento di Ateneo, svolta dal
Dipartimento, in favore di enti pubblici o privati.
6. I titolari di assegni di ricerca e i dottorandi di ricerca, nei limiti di quanto previsto dai relativi
Regolamenti di Ateneo, possono svolgere a favore dello Spin-off attività retribuita o non retribuita,
su autorizzazione rispettivamente del Consiglio di Dipartimento e del Collegio dei Docenti del
Dottorato.
Gli allievi dei corsi di specializzazione possono svolgere a favore dello Spin-off attività
retribuita e non, purché al di fuori dell’attività formativa. Tale attività, retribuita e non, deve
essere compatibile con la normativa vigente.
Il personale docente e ricercatore a tempo definito non necessita di alcuna autorizzazione per
svolgere le attività a favore dello Spin-off e per assumere cariche al suo interno, a condizione
che lo svolgimento di dette attività non sia in contrasto con il regolare svolgimento delle sue
funzioni didattiche e di ricerca e/o in concorrenza con l’attività dell’Ateneo.
7. I professori ed i ricercatori a tempo pieno ed il personale tecnico-amministrativo che partecipi a
qualunque titolo allo Spin-off devono comunicare all’Università, al termine di ciascun esercizio
sociale, i dividendi, i compensi e le remunerazioni a qualunque titolo percepiti dallo Spin-off.
8. L’Università provvede alla verifica del rispetto di quanto previsto nel presente articolo, anche
mediante richiesta di informazioni scritte allo Spin-off.
Lo Spin-off è tenuto a fornire le informazioni richieste entro 30 giorni dal ricevimento della
richiesta.
Art. 6
Procedura di approvazione degli Spin-off
1. La domanda contenente il progetto di costituzione di Spin-off è redatta utilizzando la modulistica
appositamente predisposta dall’Amministrazione universitaria.
2. Coerentemente alle finalità indicate nel precedente art. 1, il fatturato dello Spin-off,
proveniente da commesse e da qualsiasi altra forma di collaborazione dell’Università, non
deve essere superiore al cinquanta per cento (50%) del fatturato dello Spin-off da
raggiungersi alla fine del secondo anno e tale impegno deve essere esplicitato nella proposta.
3. Il progetto di costituzione di Spin-off Accademico o dell’Università, con tutti i relativi allegati,
deve essere esaminato e approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione
dell’Università, su proposta della Commissione Spin-off, di cui al successivo art 7, dopo che
quest’ultima ha sentito il Consiglio dei Dipartimenti interessati o i Consigli di Facoltà interessati.
4. Il Consiglio di Amministrazione dell’Università delibera altresì la quota di partecipazione negli
Spin-off dell’Università, designa i rappresentanti dell’Università nel Consiglio di Amministrazione
dello Spin-off e nel Collegio sindacale e concede alla iniziativa approvata l’uso della denominazione
“Azienda Spin-off dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale A. Avogadro”, con la clausola
che l’autorizzazione all’uso di tale denominazione sia soggetta a revoca ad insindacabile giudizio
dell’Ateneo.
La quota di competenza dell’Università affluisce ad un apposito capitolo di bilancio.
Qualora parte dei fondi necessari alla sottoscrizione del capitale sociale siano messi a
disposizione da strutture interne, il dividendo sarà ripartito secondo accordi
tra
Amministrazione centrale e strutture al momento della messa a disposizione dei fondi.
5. L’iter di proposta ed attivazione degli Spin-off comprende le fasi di seguito descritte:
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Le proposte di attivazione, avanzate e sottoscritte dai soggetti ammessi di cui all’art. 3, dovranno
essere inviate alla Commissione Spin-off di Ateneo che provvede, entro 10 giorni dal ricevimento,
ad inviarle ai Direttori dei Dipartimenti di afferenza dei proponenti. Inoltre, la commissione Spin-off
entro dieci giorni dal ricevimento comunica, anche a mezzo posta elettronica, a tutti i Direttori di
Dipartimento ed ai Presidi di Facoltà dell’Ateneo di aver ricevuto una proposta di attivazione di
Spin-off ed invia la sintesi del progetto medesimo. I Direttori di Dipartimento o i Presidi destinatari
di tale comunicazione hanno quindici giorni, dall’invio di detta comunicazione, per dichiarare alla
Commissione Spin-off la propria competenza. Ai soli Direttori di Dipartimento o Presidi che ne
abbiano dichiarato la propria competenza è inviata copia completa della proposta di attivazione
dello Spin-off.
I Consigli delle strutture competenti, di cui al punto precedente, entro 30 giorni dal ricevimento
delle proposte complete, dovranno indicare, con apposita deliberazione:
la piena compatibilità dell’attività proposta con quelle istituzionali della struttura, con assenza di
conflitto di interessi fra il prodotto/processo/servizio obiettivo dello Spin-off e l’attività propria
della struttura di ricerca o di didattica relativa sia alla formazione sia alla ricerca sia alla consulenza;
il proprio interesse a supportare lo Spin-off;
la disponibilità a mettere eventualmente a disposizione gli spazi, le attrezzature ed i servizi
necessari;
i rimborsi richiesti per la concessione dei supporti di cui sopra, determinati in modo analitico o
forfetario.
Le deliberazioni di cui sopra saranno immediatamente trasmesse alla Commissione Spin-off di
Ateneo.
Acquisite le deliberazioni delle strutture, la Commissione Spin-off, entro 30 giorni, redige, per
ciascuna proposta, una relazione istruttoria, contenente la valutazione complessiva di merito degli
elementi della proposta e delle indicazioni espresse dalle strutture, e la invia entro il suddetto
termine al Senato Accademico ed al Consiglio di Amministrazione per la conclusione dell’iter.
Art. 7
Commissione Tecnica Spin-off
1. Il Senato Accademico istituisce, su proposta del Rettore, un apposita Commissione Tecnica
Spin-off, composta da tre membri, che, avvalendosi eventualmente anche di esperti esterni
qualificati nei differenti settori specifici e/o nella consulenza aziendale, esamina le domande di
Spin-off formulate secondo le indicazioni contenute nella modulistica predisposta
dall’Amministrazione.
2. La Commissione ha il compito di:
fornire agli organi di governo dell’Ateneo un parere in merito alla rispondenza di ciascuna proposta
rispetto alla possibilità di realizzare nei tempi previsti un’impresa autonoma, con particolare
riguardo alla corretta definizione giuridica, alle possibilità di mercato, ed alla potenziale capacità di
reperire finanziamenti adeguati;
esprimere un parere motivato sulle modalità e sull’entità della partecipazione dell’Università in
qualità di socio alla società stessa;
valutare i possibili conflitti di interesse tra i soggetti, invitando i proponenti ad individuare le
limitazioni o gli accorgimenti idonei a prevenirli ed a risolverli prontamente.
3. La Commissione Spin-off provvederà ad un monitoraggio annuale dell’andamento degli Spin-off.
Tale monitoraggio si basa sui seguenti elementi, trasmessi dalla società Spin-off alla
Commissione Spin-off non oltre il mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento:
relazione sull’attuazione del progetto di Spin-off;
bilancio della società Spin-off;
17
prospetto di sintesi dal quale risultino i dati preventivi e consuntivi conseguiti;
eventuale informativa delle strutture interessate.
La Commissione Spin-off produrrà una relazione sulla propria attività di monitoraggio da
sottoporre, entro il mese di settembre, al Rettore, al Senato Accademico ed al Consiglio di
Amministrazione. Quest’ultimo, sulla base di tale relazione, può deliberare interventi
correttivi, la revoca di autorizzazioni concesse o la risoluzione di convenzioni o rapporti di
qualunque tipo posti in essere con gli Spin-off.
4. La durata della Commissione Spin-off coincide con la durata del mandato del Rettore. I
singoli componenti della Commissione Spin-off possono essere rinnovati.
Art. 8
Fasi dello Spin-off
1. I rapporti dell’Università con le aziende Spin-off, oggetto del presente regolamento, e con il
proprio personale in esse coinvolto sono regolati in relazione alle seguenti tre fasi:
I. Fase di pre-impresa (durata massima 12 mesi), in cui le attività sono supportate da una struttura
ospitante; al termine di tale fase dovrà essere costituita la Società di Spin-off nelle forme approvate
dal Consiglio di Amministrazione.
Affinché uno Spin-off, nella fase precedente la costituzione in società, possa fruire di spazi e/o
attrezzature e/o servizi da parte dell’Ateneo, è necessario stipulare fra la Struttura interessata e la
costituenda società un apposito contratto, il quale contenga le seguenti specifiche:
elenco degli spazi, con le relative metrature, e degli arredi di proprietà dell’Università, concessi in
uso alla società Spin-off;
indicazione delle attrezzature e dell’eventuale personale che la costituenda società Spin-off intenda
utilizzare e la quantificazione del relativo tempo d’uso;
stima, eventualmente forfettaria, dei costi dei servizi generali di cui la costituenda società Spin-off
usufruirà;
determinazione del corrispettivo da richiedere alla società Spin-off per l’intera durata di concessione
di locali dedicati e le relative modalità di pagamento. Tale corrispettivo non potrà superare il 3% del
fatturato annuo della società;
disciplina per l’accesso alla Struttura di personale estraneo;
definizione degli accordi in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro come previsti dal D.
Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni.
II. Fase di incubazione (durata massima 3 anni), in cui l’azienda costituita può eventualmente
usufruire di spazi, attrezzature e servizi messi a disposizione da strutture dell’Ateneo.
La permanenza degli Spin-off all’interno delle strutture dell’Università è stabilita nella durata
di 3 anni e può essere prorogata, su richiesta dello stesso Spin-off, su parere della
Commissione Spin-off e del Consiglio della struttura ospitante, dal Consiglio di
Amministrazione dell’Università, per un ulteriore periodo massimo di tre anni, ricorrendo
particolari ragioni di convenienza o opportunità e rinegoziandone le condizioni.
Affinché uno Spin-off, costituitosi in società, possa fruire di spazi e/o attrezzature e/o servizi da
parte dell’Ateneo, è necessario stipulare fra la Struttura interessata e la società un apposito
contratto, il quale contenga le seguenti specifiche:
l’elenco degli spazi, con le relative metrature, e degli arredi di proprietà dell’Università, concessi in
uso alla società Spin-off;
l’indicazione delle attrezzature e dell’eventuale personale che la società Spin-off costituita intenda
utilizzare e la quantificazione del relativo tempo d’uso;
la stima, eventualmente forfettaria, dei costi dei servizi generali di cui la società Spin-off usufruirà;
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la determinazione del corrispettivo da richiedere alla società Spin-off per l’intera durata di
concessione di locali dedicati e le relative modalità di pagamento. Tale corrispettivo non potrà
superare il 3% del fatturato annuo dell’impresa;
la disciplina per l’accesso alla Struttura di personale estraneo;
la definizione degli accordi in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro come previsti dal
D.Lgs 626/94 e successive modifiche ed integrazioni.
III. Fase di start-up, in cui l’azienda, pur potendo continuare ad usufruire del marchio “Azienda
Spin-off dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale A. Avogadro” e di rapporti privilegiati
con l’Ateneo, regolati da apposita convenzione, deve possedere i requisiti e le risorse per il suo
completo auto-sostentamento.
Al termine della fase di incubazione, le Società Spin-off sono tenute a presentare alla Commissione
Spin-off una dettagliata relazione concernente lo stato delle attività, nella quale siano indicati
potenzialità e grado di competitività acquisti nel proprio mercato di riferimento.
La Commissione Spin-off, valutata la suddetta relazione ed espletati altri accertamenti
eventualmente necessari, redige una propria proposta da sottoporre all’approvazione del Consiglio
di Amministrazione concernente in alternativa una delle seguenti possibilità:
attivazione della fase di start-up, con approvazione di apposito accordo con la Società Spin-off, in
cui siano specificamente previste le modalità per la risoluzione dei precedenti rapporti di
incubazione ed i nuovi rapporti Ateneo-Società;
risoluzione del rapporto con la Società Spin-off.
Art. 9
Tutela della proprietà intellettuale
1. Per quanto concerne la titolarità dei risultati tecnico-scientifici realizzati nell'ambito delle
attività dello Spin-off, si rinvia alla normativa nazionale ed ai regolamenti dell'Università in
materia.
2. L'Università può concedere allo Spin-off brevetti e know how. I relativi contratti di
concessione devono prevedere che:
l'Università conceda alla società Spin-off una licenza o cessione dei brevetti e/o del know how
dell'Università precedenti o successivi alla costituzione della società Spin-off ed utili a
realizzare il progetto complessivo di Spin-off
questa licenza sia, secondo i casi, esclusiva o non esclusiva, limitata all'Italia od estesa ad altri
stati;
la licenza preveda un compenso a favore dell'Università;
la licenza preveda una clausola risolutiva per l'ipotesi di recesso dell'Università dalla società
Spin-off;
il licenziatario sia obbligato ad utilizzare industrialmente i brevetti e know how licenziati al
meglio delle sue capacità imprenditoriali.
3. Agli Spin-off non è automaticamente concesso l'utilizzo del logo dell'Università.
4. Sulla base di un apposito contratto di licenza, che dovrà essere sottoscritto con l'Università
contestualmente alla stipula dell'atto costitutivo della società, agli Spin-off è concesso l'utilizzo
del marchio rispettivamente "Spin-off dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale A.
Avogadro" e "Spin-off accademico dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale A.
Avogadro"
5. Il contratto di licenza prevederà, tra l'altro, che lo Spin-off garantisca e sollevi l'Università
da qualsivoglia responsabilità derivante dall'utilizzo del marchio, nonché le condizioni di
anticipata risoluzione o revoca della autorizzazione all'utilizzo dello stesso.
6. Alla risoluzione del rapporto tra l'Università e lo Spin-off, quest'ultimo dovrà interrompere
con effetto immediato l'utilizzo del marchio.
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Art. 10
Collegio arbitrale
1. Eventuali controversie che dovessero sorgere tra l’Università e lo Spin-off dell’Università,
verranno risolte da un collegio arbitrale composto di tre membri di cui uno designato
dall’Università, uno designato dallo Spin-off e un terzo, con funzioni di presidente, nominato dai
primi due o, in caso di disaccordo, dal presidente del Tribunale di Vercelli.
Art. 11
Entrata in vigore
Il presente Regolamento entra in vigore il …… 2008.
******************
3. Ratifica Decreti Rettorali d’Urgenza
7/2008/3.1
Il Presidente illustra il sottoriportato decreto d’urgenza.
Decreto Rettorale d’Urgenza
Repertorio n. 64/2008
Prot. n. 22116 del 16/09/2008
Tit. III cl. 5
Oggetto: Istituzione per l’a.a. 2008/2009 della I edizione del Corso di Master di I livello in
“Materiali per Energia e Ambiente”, di durata annuale, presso la Facoltà di Scienze MFN in
collaborazione con il Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente di Torino
(COREP)
IL RETTORE
VISTI
VISTO
VISTO
VISTO
VISTA
VISTA
gli artt. 3, comma 9, e 7, comma 4, del D.M. 22 ottobre 2003, n. 270, di
modifica al Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica
degli Atenei adottato con D.M. n. 509 del 1999;
il Regolamento Didattico di Ateneo;
l’art. 30 dello Statuto dell’Università;
il Regolamento di Ateneo per la realizzazione dei Corsi di Master di I e II
livello;
la delibera del Senato Accademico n. 11/2002/2 del 26/11/2002 che sancisce
il principio in forza del quale tutte le attività didattiche post-lauream devono
essere organizzate con la copertura totale delle spese;
la deliberazione n. 6/2003/11.4 del 10/10/2003 con la quale il Consiglio di
Amministrazione ha sancito il principio secondo cui i budget relativi ai
progetti di istituzione di corsi di Master devono prevedere la destinazione al
bilancio di Ateneo di una somma pari al 10% del totale delle entrate previste
(e – successivamente - realizzate) derivanti dalle quote contributive di
iscrizione e da eventuali finanziamenti esterni;
20
VISTO
VISTA
VISTA
CONSIDERATE
VISTO
CONSIDERATO
VERIFICATO
RILEVATO
VISTO
RITENUTA
il consorzio tra l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e il Consorzio
per la Ricerca e l’Educazione Permanenete di Torino (COREP) istituito il 23
dicembre 1999;
la delibera del Senato Accademico n. 4/2004/7.5 relativa alla Convenzione
Quadro Università degli Studi del Piemonte Orientale – Consorzio per la
Ricerca e l’Educazione Permanente di Torino (COREP) in merito all’attività
dei docenti dell’Ateneo svolta presso il COREP
la delibera del Consiglio della Facoltà di Scienze MFN del 12 settembre
2008, Prot. n. 950 del 15 settembre 2008, concernente la proposta di
istituzione per l’a.a. 2008/2009 della I edizione del Corso di Master di I
livello in “Materiali per Energia e Ambiente”, di durata annuale;
le peculiarità del progetto formativo;
il bando per i master universitari di I e II livello per l’A.A. 2008/2009,
emanato dalla Regione Piemonte con D.D. n. 345 del 4 agosto 2008 e con
scadenza 16 settembre 2008;
l’interesse da parte della Facoltà di Scienze MFN per la partecipazione al
summenzionato bando.
che l’attivazione e lo svolgimento del presente corso di Master presso la
Facoltà di Scienze MFN non determina alcun onere a carico del bilancio di
Ateneo;
che la prossima seduta del Senato Accademico, prevista per il 13 ottobre
2008, si svolgerà in tempo non più utile per consentire la partecipazione al
bando per i master universitari di I e II livello per l’A.A. 2008/2009, emanato
dalla Regione Piemonte con D.D. n. 345 del 4 agosto 2008 e con scadenza 16
settembre 2008;
l’art. 12 dello Statuto di Ateneo che conferisce al Rettore, nelle ipotesi di
indifferibile urgenza, il potere di sostituirsi temporaneamente agli organi
accademici collegiali presieduti;
pertanto l’urgenza e la necessità di procedere quanto prima all’approvazione
dell’ordinamento didattico e del piano amministrativo finanziario del corso in
oggetto
DECRETA
1. è istituita presso la Facoltà di Scienze MFN, per l’a.a. 2008/2009, la I edizione del corso di
Master di I livello in “Materiali per Energia e Ambiente” di durata annuale, mediante
approvazione dell’ordinamento didattico di seguito riportato:
CORSO di MASTER
“Materiali per Energia e Ambiente”
I livello
I Edizione
A.A. 2008/2009
TIPOLOGIA, DURATA E DENOMINAZIONE DEL CORSO
Si istituisce per l’A.A 2008/2009, il Master di I livello di durata annuale in “Materiali per energia e
ambiente”, presso la Facoltà di Scienze M.F.N. dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
in collaborazione con COREP - Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente di Torino.
21
REQUISITI DI AMMISSIONE AL MASTER
Possono presentare domanda di ammissione al Master coloro che abbiano conseguito la laurea del
vecchio o del nuovo ordinamento (sia triennale che magistrale) nei settori di seguito riportati,
nonché i laureati all’estero in possesso di titolo equivalente o equipollente.
Classi di laurea triennale:
•
42 Classe delle lauree in disegno industriale
•
27 Classe delle lauree in scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
•
25 Classe delle lauree in scienze e tecnologie fisiche
•
24 Classe delle lauree in scienze e tecnologie farmaceutiche
•
21 Classe delle lauree in scienze e tecnologie chimiche
•
20 Classe delle lauree in scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
•
16 Classe delle lauree in scienze della Terra
•
12 Classe delle lauree in scienze biologiche
•
10 Classe delle lauree in ingegneria industriale
•
8 Classe delle lauree in ingegneria civile e ambientale
•
7 Classe delle lauree in urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
•
4 Classe delle lauree in scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
•
1 Classe delle lauree in biotecnologie
Classi di laurea magistrale/specialistica:
•
3/S Classe delle lauree specialistiche in architettura del paesaggio
•
4/S Classe delle lauree specialistiche in architettura e ingegneria edile
•
6/S Classe delle lauree specialistiche in biologia
•
7/S Classe delle lauree specialistiche in biotecnologie agrarie
•
8/S Classe delle lauree specialistiche in biotecnologie industriali
•
9/S Classe delle lauree specialistiche in biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
•
9/S Classe delle lauree specialistiche in biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
•
14/S Classe delle lauree specialistiche in farmacia e farmacia industriale
•
20/S Classe delle lauree specialistiche in fisica
•
27/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria chimica
•
28/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria civile
•
29/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria dell'automazione
•
31/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria elettrica
•
32/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria elettronica
•
33/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria energetica e nucleare
•
36/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria meccanica
•
38/S Classe delle lauree specialistiche in ingegneria per l'ambiente e il territorio
•
50/S Classe delle lauree specialistiche in modellistica matematico-fisica per l'ingegneria
•
54/S Classe delle lauree specialistiche in pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
•
61/S Classe delle lauree specialistiche in scienza e ingegneria dei materiali
•
62/S Classe delle lauree specialistiche in scienze chimiche
•
66/S Classe delle lauree specialistiche in scienze dell'universo
•
68/S Classe delle lauree specialistiche in scienze della natura
•
77/S Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie agrarie
•
78/S Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie agroalimentari
•
79/S Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie agrozootecniche
•
81/S Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie della chimica industriale
•
82/S Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio
•
85/S Classe delle lauree specialistiche in scienze geofisiche
22
•
86/S Classe delle lauree specialistiche in scienze geologiche
•
103/S Classe delle lauree specialistiche in teorie e metodi del disegno industriale
Costituiranno requisiti preferenziali di ammissione al corso:
ƒ possedere il diploma di laurea nelle classi di laurea:
25 Classe delle lauree in scienze e tecnologie fisiche
21 Classe delle lauree in scienze e tecnologie chimiche
ƒ possedere la laurea magistrale/specialistica nelle classi di laurea:
20/S Classe delle lauree specialistiche in fisica
61/S Classe delle lauree specialistiche in scienza e ingegneria dei materiali
62/S Classe delle lauree specialistiche in scienze chimiche
ƒ conoscere almeno una lingua straniera.
Sono ammessi anche i laureandi a condizione che conseguano il titolo entro i termini per
l’iscrizione al corso. La Commissione Didattica del master potrà ammettere l'iscrizione anche di
studenti in possesso di lauree diverse da quelle indicate, in caso dimostrino di possedere
un’esperienza professionale e/o formativa che attesti la preparazione necessaria per frequentare con
profitto gli insegnamenti del master.
Costituirà titolo preferenziale per l’ammissione l’essere disoccupati o in cerca di prima occupazione
OBIETTIVI FORMATIVI E POTENZIALI SBOCCHI PROFESSIONALI
Il corso vuole fornire una formazione approfondita e completa sulle tematiche energetiche inerenti
la produzione di energia e il risparmio energetico. In particolare, il Master avrà una forte
connotazione sui materiali coinvolti in questi ambiti, trattando in modo teorico e pratico la
preparazione, le proprietà e le applicazioni di materiali nel settore energetico. Particolare attenzione
verrà data all’impiego della radiazione solare (fotovoltaico, uso termico e reazioni fotoattivate), alle
celle a combustibile, ai sistemi di accumulo dell’energia, all’efficienza e al risparmio energetico
applicato in campo edile, alla valutazione dell’impatto energetico ed ambientale dei processi di
produzione dell’energia e di impiego delle fonti energetiche. Il tema, di forte attualità, coinvolge in
modo specifico il settore della scienza dei materiali, unitamente al contesto chimico, fisico ed
ambientale, in modo fortemente integrato con la conoscenza e lo sviluppo di materiali e
l'implementazione di nuove tecnologie.
PIANO DIDATTICO
Il Master si sviluppa su 8 insegnamenti (intesi come discipline che potranno, o meno, essere
raggruppate in moduli).
L’articolazione degli insegnamenti, caratterizzati per settore scientifico disciplinare, per crediti
attribuiti, per ore di impegno, è la seguente:
INSEGNAMENTO
SSD
Analisi statistica dei
dati/metodologie di
experimental design e di
data mining
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12,
MAT/05,
MAT/06,
MAT/07,
MAT/08, MAT/09, INF/01, FIS/01,
02, SECS-S/01
FIS/01, 02, 03, 04, 05, 06
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12
ING-IND/23
Termodinamica applicata
ai sistemi energetici
Metodi di
dell’energia
produzione
FIS/01, 02, 03, 04, 05, 06
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12
ING-IND/09, 10, 11, 18, 19 20; 30,
CFU
STRUTTURA DEL CREDITO
ore
di
attività ore di studio
didattica
individuale
2
16
2
16
34
3
32
43
34
23
33, 35
FIS/01, 02, 03, 04, 05, 06
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12
ING-IND/10, 29, 30, 35, AGR/02,
03, 05, 06
3
32
43
Fisica dei materiali per
l’energia
FIS/03, ING-IND 21
4
48
52
Chimica dei materiali per
l’energia
CHIM/02, 03, 04
4
48
52
3
32
43
2
32
18
23
256
319
Processi produttivi a basso
impatto energetico
Economia della
produzione e dell’utilizzo
dell’energia
Metodologie per il
risparmio energetico
FIS/01, 02, 03, 04, 05, 06
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12
ING-IND/35
SECS-P/06, 07, 13 SECS-S/01
FIS/01, 02, 03, 04, 05, 06
CHIM/01, 02, 03, 04, 05, 06, 07,
10, 12
ING-IND/09 ,10, 11
ICAR/08, 09, 10, 12, 13,
TOTALE
LABORATORI (di cui 48 ore di CFU
lezione frontale e 96 ore di
esercitazione/studio individuale)
Laboratorio di chimica e fisica dei
materiali per l’energia
3
Laboratorio di preparazione e
caratterizzazione dispositivi
3
Laboratorio di applicazioni
1
NUMERO DI ORE
60 (di cui 20 di lezione frontale
e 40 di esercitazione/studio
individuale)
60 (di cui 20 di lezione frontale
e 40 di esercitazione/studio
individuale)
24 (di cui 8 di lezione frontale
e 16 di esercitazione/studio
individuale)
CFU
NUMERO DI ORE
26
650
PROVA FINALE
CFU
4
NUMERO DI ORE
131
TOTALE COMPLESSIVO
CFU
60
NUMERO DI ORE
1500
APPRENDIMENTO PRATICO
(tirocini, stage, ecc)
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE
- Le ore di lezione comprendono le seguenti attività: formazione teorica, comprendente lezioni
frontali, offerta mediante corsi nelle discipline di base da parte di docenti interni all’Ateneo e di
docenti esterni, esperti in specifiche discipline.
24
- Le ore di laboratorio sono dedicate all’insegnamento di chimica dei materiali per l’energia,
preparazione e caratterizzazione dispositivi e Laboratorio di applicazioni
- Le ore di stage e/o tirocinio comprendono: un’esperienza professionalizzante presso dipartimenti
dell’ateneo, centri di ricerca e sviluppo di enti e aziende nazionali ed estere, che si sostanzia nella
realizzazione di un lavoro di studio/sviluppo di materiali e tecnologie rivolte al settore energetico
da parte dello studente, con la supervisione di un docente del Master (tutor accademico) e di un
tutor aziendale e che si conclude con l’elaborazione e la discussione pubblica da parte dello
studente di una prova finale.
MODALITÀ DI ATTESTAZIONE DELLA FREQUENZA
Al termine del Corso di Master, ai partecipanti che abbiano frequentato almeno il 75% delle ore
dedicate alle attività formative e all’apprendimento pratico e che abbiano superato positivamente
tutte le verifiche intermedie e la prova finale (voto >= a 18/30), sarà rilasciato il titolo accademico
di Master Universitario di primo livello in “ Materiali per Energia e Ambiente”, con una votazione
in centodecimi.
NUMERO MASSIMO DI STUDENTI E MODALITÀ DI SELEZIONE DEI
PARTECIPANTI
Il numero massimo di studenti che potrà prendere iscrizione al corso è fissato in 20 unità, all’interno
del quale sarà riservato un numero massimo di 2 posti per studenti residenti all’estero che, in caso
di mancata candidatura, potranno essere destinati a studenti italiani.
Gli aspiranti studenti saranno selezionati sulla base di curriculum vitae (attinenza del diploma di
laurea alla specificità del Master, voto di laurea, esperienza professionale, titoli ulteriori rispetto a
quello necessario per l’accesso al corso, tipologia della tesi, etc.) e successivo colloquio
motivazionale. Si precisa che la data del colloquio motivazionale verrà comunicata dal Corep ai
candidati che, sulla base del curriculum vitae, saranno ritenuti idonei. Durante tale colloquio
saranno anche accertate le conoscenze di Informatica di base (Internet, posta elettronica, Windows,
Word ed Excel) se non attestate da eventuali esami sostenuti.
La Commissione di Selezione è composta dal direttore del Master prof. Leonardo Marchese e da
almeno 3 docenti.
Nel caso di candidati provenienti dall’estero e che non risiedano in Italia, il colloquio motivazionale
può essere sostituito da una lettera motivazionale che dovrà essere allegata al curriculum vitae. La
conoscenza della lingua italiana, per gli studenti stranieri, è requisito indispensabile per
l’ammissione al Master e deve essere attestata tramite autocertificazione e valutata dalla
commissione selezionatrice.
VERIFICHE INTERMEDIE DEL PROFITTO
Saranno effettuate verifiche intermedie, al termine di ogni insegnamento e laboratorio, in forma
scritta e/o presentazione orale. Esse saranno valutate dal docente in trentesimi.
CONTENUTI, CARATTERISTICHE E NUMERO DI CREDITI
DELLA PROVA FINALE
Al termine del percorso formativo il candidato sarà sottoposto ad una prova finale consistente nella
discussione di un elaborato scritto che applica le conoscenze acquisite nel ciclo di formazione
didattica al caso applicativo analizzato nel corso dell’esperienza professionalizzante.
All’elaborazione della prova finale sono attribuiti 4 CFU ed è valutata in trentesimi.
25
TITOLO DI STUDIO RILASCIATO
Al candidato che abbia rispettato l’obbligo di frequenza e abbia superato la prova finale verrà
rilasciato il titolo di Master universitario di I livello in “Materiali per Energia e Ambiente”, a firma
del Rettore e del Direttore del Corso.
Il Rettore
(Prof. P. Garbarino)
Il Senato Accademico all’unanimità ratifica il suddetto decreto.
******************
7/2008/3.2
Il Presidente illustra il sottoriportato decreto d’urgenza.
Decreto Rettorale d’Urgenza
Repertorio n. 65/2008
Prot. n. 22122 del 16/09/2008
Tit. III cl. 5
Oggetto: Istituzione del Corso di “Master sull’Informazione Giornalistica, Metodi e
Tecnologie per la comunicazione Plurimediale” – I livello – di durata annuale, presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia, per l’a.a. 2008/2009
IL RETTORE
VISTI
VISTO
VISTO
VISTO
VISTA
VISTA
VISTA
VISTA
gli artt. 3, comma 9, e 7, comma 4, del D.M. 22 ottobre 2003, n. 270, di
modifica al Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica
degli Atenei adottato con D.M. n. 509 del 1999;
il Regolamento Didattico di Ateneo;
l’art. 30 dello Statuto dell’Università;
il Regolamento di Ateneo per la realizzazione dei Corsi di Master di I e II
livello;
la delibera del Senato Accademico n. 11/2002/2 del 26/11/2002 che sancisce
il principio in forza del quale tutte le attività didattiche post-lauream devono
essere organizzate con la copertura totale delle spese;
la deliberazione n. 6/2003/11.4 del 10/10/2003 con la quale il Consiglio di
Amministrazione ha sancito il principio secondo cui i budget relativi ai
progetti di istituzione di corsi di Master devono prevedere la destinazione al
bilancio di Ateneo di una somma pari al 10% del totale delle entrate previste
(e – successivamente - realizzate) derivanti dalle quote contributive di
iscrizione e da eventuali finanziamenti esterni;
la delibera del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia del 12 settembre
2008, Prot. 1013 del 12/09/2008, assunta ns. Prot. n.22007 del 15 settembre
2008, concernente la proposta di istituzione ed attivazione della seconda
edizione del Corso di “Master sull’Informazione Giornalistica, Metodi e
Tecnologie per la comunicazione Plurimediale” – I livello – di durata
annuale, per l’a.a. 2008/2009;
la nota Prot. 1017 del 15 settembre 2008 da parte della Facoltà di Lettere e
Filosofia;
26
CONSIDERATO
CONSIDERATO
VISTO
CONSIDERATO
VERIFICATO
RILEVATO
VISTO
RITENUTA
il successo ottenuto dal corso con la precedente denominazione “Giornalismo,
metodi e tecnologie per la comunicazione plurimediale”, nell’A.A. 2007/2008
;
l’interesse dell’utenza per le tematiche oggetto del corso;
il bando per i master universitari di I e II livello per l’A.A. 2008/2009,
emanato dalla Regione Piemonte con D.D. n. 345 del 4 agosto 2008 e con
scadenza 16 settembre 2008;
l’interesse da parte della Facoltà di Lettere e Filosofia per la partecipazione al
summenzionato bando.
che l’attivazione e lo svolgimento del presente corso di Master presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia non determina alcun onere a carico del bilancio
di Ateneo;
che la prossima seduta del Senato Accademico, prevista per il 13 ottobre
2008, si svolgerà in tempo non più utile per consentire la partecipazione al
bando per i master universitari di I e II livello per l’A.A. 2008/2009, emanato
dalla Regione Piemonte con D.D. n. 345 del 4 agosto 2008 e con scadenza 16
settembre 2008;
l’art. 12 dello Statuto di Ateneo che conferisce al Rettore, nelle ipotesi di
indifferibile urgenza, il potere di sostituirsi temporaneamente agli organi
accademici collegiali presieduti;
pertanto l’urgenza e la necessità di procedere quanto prima all’approvazione
dell’ordinamento didattico del corso in oggetto
DECRETA
1. è istituito presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, per l’a.a. 2008/2009, il corso di “Master
sull’Informazione Giornalistica, Metodi e Tecnologie per la comunicazione Plurimediale” –
I livello - di durata annuale, mediante approvazione dell’ordinamento didattico di seguito
riportato:
CORSO di MASTER
“Sull’Informazione Giornalistica, Metodi e Tecnologie per la comunicazione
Plurimediale”
I livello
A.A. 2008/2009
Tipologia, durata e denominazione del corso
Il corso è denominato Master sull’ “Informazione Giornalistica, Metodi e Tecnologie per la
Comunicazione Plurimediale”, ed è un Master di I livello di durata annuale, pari a 1500 ore con 60
crediti, organizzato in collaborazione con l’Ente Formativo CSF Enaip Torino.
Il Progetto formativo concorre al Bando per Master Universitari di I e II livello della Regione
Piemonte per l’anno accademico 2008 – 2009 (D.D. 345 del 4/08/2008) e sarà attivato solo in
seguito a valutazione positiva dell’Ente valutatore.
Requisiti di ammissione al Master
Possono presentare domanda di ammissione al Master giovani e adulti disoccupati o in cerca di
prima occupazione, che abbiano conseguito la laurea (triennale o magistrale) in materie
economiche, giuridiche ed umanistiche o altre purché abbiano conseguito esperienze lavorative
documentabili nel settore giornalistico.
Possono presentare domanda di ammissione alla selezione per l’accesso al Master anche coloro che
non sono ancora in possesso del Diploma di laurea, purché abbiano già sostenuto tutti gli esami del
27
proprio Corso di laurea. Gli studenti di cui al punto precedente, nell’ipotesi in cui risultino in
posizione utile nella graduatoria degli aventi diritto all’iscrizione, potranno perfezionare la pratica
di immatricolazione al Corso di Master esclusivamente a condizione che conseguano il Diploma di
laurea prima della scadenza dei relativi termini.
Costituirà, comunque requisito preferenziale a parità di condizioni di merito – ai fini della selezione
e della predisposizione della graduatoria degli idonei all’iscrizione – l’avvenuto conseguimento del
Diploma di Laurea.
Obiettivi formativi e potenziali sbocchi professionali
Il Master è volto a formare operatori nel campo della comunicazione. La figura chiave dell’intero
sistema dell’informazione è oggi chi si occupa di informazione scritta e plurimediale, di cui i
giornali tradizionali e la carta stampata sono soltanto una parte. Dall’informazione radiotelevisiva,
alle agenzie di stampa, dagli uffici per le redazioni esterne delle grandi imprese o delle istituzioni,
ai portali Internet, il professionista dell’informazione è colui che acquisisce, seleziona ed elabora
l’informazione, trasformandola in un prodotto finito che può essere una notizia e un articolo,
certamente, ma costituisce in particolare uno specifico servizio comunicativo per le aziende o per
gli enti all’interno dei quali egli opera.
Per contro, per svolgere l’attività di giornalista bisogna far parte dell’apposito ordine
professionale e conseguire un titolo che sia riconosciuto da questo Ordine.
Il professionista dell’informazione lavora principalmente negli uffici stampa e
comunicazione delle aziende e degli enti ovvero come dipendente di testate giornalistiche
quotidiane o periodiche, di emittenti radiofoniche o televisive, tradizionali e digitali, e di agenzie
stampa. Può operare anche come professionista autonomo free lance vendendo i suoi articoli,
servizi, reportage.
Il profilo trova soprattutto collocazione come addetto stampa nel settore privato e presso
istituzioni pubbliche ed enti locali.
Nell’ambito della libera professione, o se inserito in piccole agenzie - oltre ad applicare le
tecniche giornalistiche più adeguate in relazione al contenuto e al fruitore finale - questa figura è
chiamata in particolare a rielaborare il proprio lavoro utilizzando gli strumenti e i software specifici
del canale di distribuzione prescelto e possiede competenze operative necessarie all'impaginazione,
alla produzione di pagine web, all'audio e video-editing di articoli e di servizi giornalistici.
Tra gli obiettivi qualificanti del master spiccano:
- Formazione di competenze nell’uso di tecnologie comunicative, dell’informazione e del
linguaggio giornalistico
- Sviluppo di capacità di analisi del testo e di raccolta del materiale
- Conoscenza dei sistemi di redazione
- Capacità di analisi delle innovazioni e degli sviluppi della materia del giornalismo e dei
nuovi
media;
- Favorire lo sviluppo delle capacità di utilizzo dei diversi applicativi per la comunicazione
plurimediale.
La figura professionale emergente dal Master è quindi uno specialista delle nuove tecniche di
informazione e comunicazione.
Piano didattico
Il piano didattico del Master si articola in due fasi:
• una prima fase integrativa di accoglienza di 40 ore pari a 1 cfu in cui si svolgeranno attività
relative a: accoglienza, progetto personale, preparazione e rielaborazione stage, pari
opportunità;
• una seconda fase propriamente didattica professionalizzante (articolata in 4 aree di
insegnamenti - 21 moduli comprensivi di laboratori e di un corso di Lingua inglese per la
professione, un corso di comunicazione orale e tecniche del parlare in pubblico, linguistica,
28
pragmatica e tecniche di analisi dell’informazione ed elementi di psicologia della
percezione).
L’articolazione degli insegnamenti, caratterizzati per settore scientifico disciplinare, per crediti
attribuiti, per ore di impegno è la seguente
UNITA' FORMATIVE
SETTORI
SCIENT.
DISCIPL.
ARGOMENTO
CFU
ORE
ORE
TOT ORE
LEZIONE STUDIO (FORMALE
FRONTALE INDIV.
+ IND.)
FASE INTEGRATIVA
ACCOGLIENZA
PROGETTO PERSONALE
PREPARAZIONE E
RIELABORAZIONE STAGE
Accoglienza
4
4
Le scelte e le loro dimensioni:
emotive, affettive, cognitive
Il curriculum e la
presentazione delle domande
Prepararsi per un colloquio
16
16
10
10
10
10
1
Preparazione allo stage
I feedback e i criteri di verifica
Interculturalità e pari
opportunità
PARI OPPORTUNITA'
FASE
PROFESSIONALIZZANTE
SISTEMA
DELL'INFORMAZIONE E
DEL GIORNALISMO
SPS/11
Fondamenti culturali per le
professioni dell’informazione
1,5
30
5
35
MGGR/02
Aspetti generali di sostenibilità
0,5
6
2
8
2
40
5
45
3
60
8
68
1,5
34
5
39
IUS/09
SPS/08
SECSP/08
Il quadro giuridico di
riferimento
Storia del giornalismo e delle
comunicazioni di massa
Economia dei media e delle
imprese editoriali
0
TECNICHE DI
GIORNALISMO
SPS/08
L-LIN/01
L-LIN/01
SPS/08
L-Lin/12
L-FilLet/12
L-FilLet/12
Modelli e strumenti
dell’informazione
Tecniche dell’informazione e
linguaggio giornalistico
Ufficio stampa
Metodi e strumenti di ricerca
per il giornalismo
Inglese per la professione
Comunicazione orale e
tecniche del parlare in
pubblico
Linguistica pragmatica e
tecniche di analisi
dell’informazione
3
56
6
62
4,5
90
8
98
2,5
48
8
56
1,5
30
9
39
1,25
30
0
30
1.25
24
5
29
1.5
32
6
38
0
PRODUZIONE E
ALLESTIMENTO DI TESTI
GIORNALISTICI
INGINF/05
Modalità di progettazione e
costruzione di layout
1,5
26
8
34
29
INGINF/05
M-Psl/01
L-LIN/01
L-LIN/01
MGGR/02
Tecniche di comunicazione
visiva ed elementi di
fotoritocco
Elementi di psicologia della
percezione
Editoria elettronica e software
d’impaginazione
Scrivere per il web
Aspetti specifici di
sostenibilità
1,5
30
9
39
0,5
10
5
15
3,5
70
8
78
3
58
8
66
0,5
6
1
7
0
PRODUZIONE DI SERVIZI
GIORNALISTICI
SPS/08
Tecniche di giornalismo
radiofonico
Tecniche di ripresa e
conduzione televisiva
I software audio e video
2,5
45
8
53
3
55
8
63
4
80
8
88
STAGE
VERIFICA FINALE
10
5
450
20
TOTALE
60
1370
SPS/08
INF/01
450
20
130
1500
Modalità di svolgimento delle attività didattiche
Lezioni: le ore di lezione frontale sviluppano quadri teorici e metodologici relativi a temi culturali,
giuridico-economici e applicativi tecnologici rilevanti per le finalità del Master.
Laboratorio: all’interno dei diversi insegnamenti sono previsti alcune ore di laboratorio il cui
scopo è quello di sperimentare modalità di redazione testi ed utilizzo di tecnologie in uso presso
testate giornalistiche , emittenti televisive, radiofoniche, uffici stampa e altri mezzi d’informazione.
L’esperienza di stage presso testate giornalistiche rappresenta il cuore dell’attività formativa. Oltre
a permettere di effettuare in itinere una concreta esperienza lavorativa lo stage è infatti volto a
favorire una sinergia tra le competenze specifiche dello studente e le esigenze dell’ente ospitante.
Allo stage si attribuiscono convenzionalmente 10 cfu.
Modalità di attestazione della frequenza
La frequenza da parte degli iscritti è obbligatoria ed è verificata mediante compilazione di un
registro giornaliero.
La frequenza di almeno 75% delle ore dedicate alle attività formative è condizione necessaria per il
riconoscimento del titolo.
Numero massimo di studenti e modalità di selezione dei partecipanti
Il numero massimo di studenti che potrà prendere in iscrizione al corso è fissato in 18 unità.
Gli aspiranti studenti saranno selezionati sulla base di:
- curriculum vitae (attinenza del diploma di laurea alla specificità del Master, voto di laurea,
esperienza professionale, titoli ulteriori rispetto a quelli necessari per l’accesso al corso etc..),
- prova di selezione (test e colloquio in lingua inglese, prova pratica di informatica con utilizzo di
PC - sistemi operativi e videoscrittura - e colloquio motivazionale).
La commissione selezionatrice sarà costituita da docenti della Facoltà e da referenti dell’ente
di formazione (CSF –Enaip- Torino) che verranno successivamente individuati.
Verifiche intermedie del profitto
Saranno attivate modalità di interazione e di valutazione intermedia.
Contenuti, caratteristiche ed eventuale numero di crediti della prova finale
Al termine del percorso formativo il candidato sarà sottoposto ad una prova finale consistente in:
30
•
un elaborato che approfondirà argomenti svolti nel percorso formativo che sarà discusso in
sede d’esame,
• in un questionario multidisciplinare a domande chiuse;
• in una prova pratica.
Parte dell’esame si svolgerà in lingua inglese.
Alla prova finale si attribuiscono convenzionalmente 5 cfu.
Titolo di studio rilasciato
Al candidato che abbia rispettato l’obbligo di frequenza e abbia superato la prova finale verrà
riconosciuto il seguente titolo:
Titolo di Master Universitario di primo livello sull’ “Informazione giornalistica, metodi e
tecnologie per la comunicazione plurimediale”, a firma del Rettore dell’Università degli
Studi del Piemonte Orientale.
Il Rettore
Prof. Paolo GARBARINO
Il Senato Accademico all’unanimità ratifica il suddetto decreto.
******************
7/2008/3.3
Il Presidente illustra il sottoriportato decreto d’urgenza.
Decreto del Rettore d’Urgenza
Rep. n. 66/2008
Prot. n. 22953 del 29.09.2008
Titolo VII Classe 8
OGGETTO: Dott.ssa Gelsomina SPIONE - Nulla osta al trasferimento presso l’Università degli
Studi di Torino con decorrenza 01.10.2008
IL RETTORE
Visto il T.U. delle leggi sull’Istruzione Superiore, approvato con R.D. 31.08.1933, n. 1592 e
successive modificazioni;
Visto il R.D. 30.09.1938, n. 1652;
Visto il D.L.L. 05.04.1945, n. 238;
Vista la Legge 18.03.1958, n. 311;
Visto l’art. 1 della Legge 25.10.1977, n. 808;
Visto il D.P.R. 11.07.1980, n. 382;
Vista la Legge 09.05.1989, n. 168;
Vista la Legge 07.08.1990, n. 241;
Visto l’art. 1-bis della Legge 14.05.1993, n.138;
Visto il D.L. 15.05.1993, n. 143
Vista la Legge 24.12.1993, n. 537;
Vista la Legge del 03.07.1998, n. 210 recante norme per il reclutamento dei ricercatori e dei
professori universitari di ruolo;
Vista la Legge 370/99 e in particolare l’art. 6, comma 1;
31
Visto il D.Lgs. 30.03.2001 n. 165;
Visto il D.P.R. 19.10.1998, n. 390 inerente il “Regolamento recante norme sulle modalità di
espletamento delle procedure per il reclutamento dei professori universitari di ruolo e dei
ricercatori, a norma dell’art. 1 della Legge 03 luglio 1998, n. 210”;
Visto il D.P.R. 28.12.2000, n. 445 recante il “T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di documentazione amministrativa”;
Vista la Legge 04.11.2005, n. 230 recante “Nuove disposizioni concernenti i professori e i
ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori
universitari”;
Visto il D.P.C.M. 27.04.2007;
Visto il D.L. 31.01.2005, n. 7, convertito in Legge 31.03.2005, n. 43.
Visto il regolamento adottato dall’Ateneo ed emanato con D.R. n. 818-2006 del 22.12.2006
relativo alla disciplina delle procedure di trasferimento e di mobilità interna per la copertura dei
posti vacanti di professore ordinario, di professore associato e di ricercatore;
Vista la deliberazione n. 9/2007/5.2 del 21.12.2007 con la quale il Consiglio di
Amministrazione ha approvato il Bilancio Preventivo per l’anno finanziario 2008;
Visto lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, come
modificato con D.R. n. 319 del 22.07.2008;
Vista la nota prot. n. 30187 del 24.07.2008 con la quale l’Università degli Studi di Torino
richiede il rilascio del nulla osta al trasferimento della Dott.ssa Gelsomina SPIONE Ricercatore
Universitario Confermato Settore Scientifico Disciplinare L-ART/02 STORIA DELL'ARTE
MODERNA, precisando che il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, nella seduta del
17.06.2008, ha deliberato il trasferimento in corso d’anno con decorrenza 01.10.2008;
Vista la deliberazione n. 110 del Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di questo Ateneo
n. 11 del 24.09.2008 con la quale si esprime parere favorevole circa il trasferimento della Dott.ssa
Gelsomina SPIONE a decorrere dal 01.10.2008 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università degli Studi di Torino;
Visto che il rilascio del Nulla-Osta al trasferimento presso altro Ateneo è subordinato, ai sensi
dell’art. 1, comma 6, della Legge 210/98 così come modificato dall’art. 6, comma 1, della Legge
370/99, al parere favorevole dei competenti Organi accademici;
Considerato che la prima seduta utile del Senato Accademico, al fine di esprimere parere
favorevole per il trasferimento della Dott.ssa Gelsomina SPIONE a decorrere dal 01.10.2008 presso
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, è prevista per il 13.10.2008;
Ritenuta pertanto l’urgenza di provvedere in tempo utile al rilascio del suddetto Nulla-Osta al
trasferimento;
Esaminato ogni opportuno elemento
DECRETA
1 – Si esprime parere favorevole al trasferimento della Dott.ssa Gelsomina SPIONE sul posto
di ruolo di Ricercatore, per il Settore Scientifico-Disciplinare L-ART/02 STORIA DELL'ARTE
MODERNA presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino a
decorrere dal 01.10.2008.
2 – Il presente provvedimento sarà sottoposto per la ratifica al Senato Accademico nella
prossima seduta del 13.10.2008.
Contro il presente atto è ammessa tutela dinanzi agli Organi di giurisdizione amministrativa nei
termini di legge.
IL RETTORE
(Prof. Paolo GARBARINO)
32
Il Senato Accademico all’unanimità ratifica il suddetto decreto.
******************
7/2008/3.4
Il Presidente illustra il sottoriportato decreto d’urgenza.
Decreto Rettorale d’urgenza
Repertorio n. 67/2008
Prot. n. 23016 del 29/09/2008
Tit. V cl. 2
OGGETTO: Proroga dei termini per immatricolazioni e iscrizioni ai corsi di laurea, laurea
magistrale a ciclo unico e laurea specialistica/ magistrale, per l’ a.a. 2008/2009.
IL RETTORE
VISTA
la delibera del Senato Accademico n. 3/2008/7.2 del 5 maggio 2008
concernente i criteri relativi alla contribuzione studentesca per l’anno
accademico 2008/2009;
ANALIZZATA
la delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 maggio 2008 n.
3/2008/6.1 relativa alle disposizioni sulla contribuzione per l’a.a 2008/2009;
VISTO
il Decreto Rettorale Repertorio n. 300-2008 Prot. n. 17182 del 9 luglio 2008
di approvazione del Manifesto degli Studi a.a. 2008/2009;
VISTO
il Decreto Rettorale Repertorio n. 301-2008 Prot. n. 17183 del 9 luglio 2008
di approvazione del Manifesto della Contribuzione Studentesca a.a.
2008/2009;
VALUTATO
l’andamento delle immatricolazioni e delle iscrizioni e la necessità di
agevolare lo svolgimento delle operazioni relative da parte di immatricolandi
e studenti;
RITENUTO
di dover concedere maggior tempo per valutare adeguatamente le carriere
degli immatricolandi alle lauree di II livello, in particolare con riferimento ai
corsi di laurea magistrale (ex D.M. 270/2004) e per venire incontro alle
esigenze delle singole Facoltà;
VISTO
lo Statuto dell’Università emanato con D.R. n. 83 del 19 febbraio 2008;
VISTO
il Regolamento Didattico di Ateneo;
VALUTATO ogni opportuno elemento;
DECRETA
1. di prorogare il termine per le immatricolazioni ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo
unico, ad accesso libero, senza indennità di mora, al 15 ottobre 2008;
2. di prorogare il termine per le immatricolazioni ai corsi di laurea specialistica e magistrale ad
accesso libero, senza indennità di mora, al 31 ottobre 2008;
3. di prorogare il termine per le iscrizioni ai corsi di laurea, laurea magistrale a ciclo unico,
laurea specialistica e laurea magistrale, senza indennità di mora, al 15 ottobre 2008;
33
4. restano fermi i termini in precedenza fissati per l’immatricolazione ai corsi di laurea e laurea
magistrale ad accesso programmato e per le immatricolazioni ai corsi della Facoltà di
Farmacia;
5. il presente decreto sarà sottoposto per la ratifica nella prima seduta utile del Senato
Accademico.
IL RETTORE
(Prof. Paolo GARBARINO)
Il Senato Accademico all’unanimità ratifica il suddetto decreto.
******************
(Il Prof. Andrea TUROLLA entra a far parte del Senato per illustrare l’argomento)
4. bis Programmazione triennale 2007-2009 –analisi dei dati
7/2008/4 bis
OMISSIS
(Il Prof. Andrea TUROLLA lascia la seduta alle ore 13.15)
******************
5. Accordi, Convenzioni, Centri
5.1 Approvazione della convenzione istitutiva del Centro Interuniversitario CIPESS
7/2008/5.1
Ufficio Ricerca Scientifica e Relazioni Internazionali
Al Presidente del Senato Accademico
Oggetto: costituzione del Centro Interuniversitario di Economia e Psicologia Sperimentali e
Simulative.
Su iniziativa dei Dipartimenti di Politiche Pubbliche e Scelte Collettive – Polis, di Scienze
Economiche e Metodi Quantitativi – SEMEQ, di Scienze Giuridiche ed Economiche si sottopone a
codesto spettabile Senato Accademico la proposta di costituzione del Centro Interuniversitario di
Economia e Psicologia Sperimentali e Simulative.
Il Centro, a cui partecipa anche l’Università di Torino, ha come scopo la promozione della
ricerca sperimentale, simulativa e metodologica in economia e psicologia, nonché la creazione di un
luogo di incontro fra studiosi, italiani e stranieri, che si occupano in altre sedi di ricerche analoghe,
e da sede di diffusione culturale e divulgativa.
Il Centro, privo di autonomia finanziaria o contabile, ha sede, ai fini organizzativi ed
amministrativi, presso la struttura di afferenza del Direttore in carica.
Sono organi del Centro: il Consiglio direttivo, il Direttore, il Comitato Scientifico.
La costituzione del Centro non comporta oneri a carico del bilancio dell'Ateneo.
Si chiede a codesto spettabile Senato Accademico di esprimere il proprio parere in merito.
34
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
PREMESSO
che i Dipartimenti di Politiche Pubbliche e Scelte Collettive – Polis, di Scienze
Economiche e Metodi Quantitativi – SEMEQ, di Scienze Giuridiche ed
Economiche hanno avanzato la proposta di costituzione del Centro
Interuniversitario di Economia e Psicologia Sperimentali e Simulative;
CONSIDERATO che il Centro, a cui partecipa anche l’Università di Torino, ha come scopo la
promozione della ricerca sperimentale, simulativa e metodologica in economia e
psicologia, nonché la creazione di un luogo di incontro fra studiosi, italiani e
stranieri, che si occupano in altre sedi di ricerche analoghe, e da sede di
diffusione culturale e divulgativa;
CONSIDERATO che il Centro, privo di autonomia finanziaria o contabile, ha sede, ai fini
organizzativi ed amministrativi, presso la struttura di afferenza del Direttore in
carica;
CONSIDERATO che sono organi del Centro: il Consiglio direttivo, il Direttore, il Comitato
Scientifico;
VISTA
la legge n. 168 del 9/5/89;
VISTO
lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo
Avogadro” emanato con D.R. Rep. n. 319 del 22/7/2008;
VISTO
il Regolamento di per la costituzione di Centri Interdipartimentali di ricerca e
servizio emanato con D.R. n. 341 del 26.08.2002;
VISTO
il Regolamento per la costituzione di Centri Interdisciplinari emanato con D.R.
n. 342 del 26.08.2002;
VISTA
la delibera del Consiglio del Dipartimento di Politiche Pubbliche e Scelte
Collettive – Polis, del 29 febbraio 2008;
VISTA
la delibera del Consiglio del Dipartimento di Scienze Economiche e Metodi
Quantitativi – SEMEQ, del 28 febbraio 2008;
VISTA
la delibera del Consiglio del Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche,
del 05 febbraio 2008;
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
1) di esprimere parere favorevole all’istituzione del Centro Interuniversitario di Economia e
Psicologia Sperimentali e Simulative secondo il sottoriportato Regolamento istitutivo;
35
CONVENZIONE ISTITUTIVA DEL CENTRO INTERUNIVERSITARIO
“CIPESS - Centro Interuniversitario di economia e psicologia sperimentali e simulative”
Tra
l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, rappresentata dal Magnifico
Rettore, Prof. Paolo Garbarino, debitamente autorizzato a firmare il presente atto con delibera del
Consiglio di Amministrazione in data _________________,
e
l’Università degli Studi di Torino, rappresentata dal Magnifico Rettore, Prof. Ezio Pelizzetti,
debitamente autorizzato a firmare il presente atto con delibera del ______________ in data
_____________,
SI CONVIENE E SI STIPILA QUANTO SEGUE:
ART. 1 – COSTITUZIONE DEL CENTRO
È costituito il Centro Interuniversitario di Economia e Psicologia Sperimentali e Simulative.
ART. 2 – DIPARTIMENTI E ISTITUTI AFFERENTI AL CENTRO
Afferiscono al Centro i sottoindicati Dipartimenti delle Università convenzionate:
- Dipartimento di Politiche Pubbliche e Scelte Collettive – Polis – dell’Università degli Studi
del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”,
- Dipartimento di Scienze Economiche e Metodi Quantitativi – SEMEQ – dell’Università
degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”,
- Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche dell’Università degli Studi del Piemonte
Orientale “Amedeo Avogadro”
- Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino,
- Dipartimento di Economia “S. Cognetti de Martiis” dell’Università degli Studi di Torino,
- Dipartimento di Scienze Economiche e Finanziarie “Giuseppe Prato” dell’Università degli
Studi di Torino
ART. 3 – FINALITÀ DEL CENTRO
Finalità del centro sono:
a) Promuovere la ricerca sperimentale e simulativa in economia e psicologia, con particolare
riferimento alle problematiche concernenti entrambe le discipline;
b) Promuovere la ricerca metodologica, con l'obbiettivo di perfezionare la metodologia della ricerca
sperimentale e la sintesi fra la metodologia sperimentale e altri approcci analoghi, con particolare
attenzione alle tecniche sinulative;
c) Fungere da luogo di incontro fra studiosi, italiani e stranieri, che si occupano in altre sedi di
ricerche analoghe, e da sede di diffusione culturale e divulgativa;
d) Promuovere l'utilizzo delle metodologie sperimentali e simulative in altri ambiti delle scienze
umane, come le scienze sociologiche e giuridiche;
e) Promuovere la didattica dell'approccio sperimentale e simulativo in economia e psicologia;
f) Organizzare la disponibilità di risorse (laboratori ed aule attrezzate) per lo svolgimento della
ricerca sperimentale;
g) Fungere da punto di contatto fra le istituzioni accademiche ed enti esterni all'Università
interessati alla ricerca sperimentale e simulativa in economia e psicologia, sia teorica che applicata.
36
Tali fini sono perseguiti:
a) Mediante la ricerca di finanziamenti per lo svolgimento di ricerche sperimentali, finanziamenti da
utilizzare sia per il finanziamento diretto delle ricerche, sia per la gestione delle sedi sperimentali,
anche mediante convenzioni per l'uso di aule attrezzate già esistenti;
b) Pubblicando, in cooperazione con i Dipartimenti dei ricercatori autori delle ricerche, una collana
di working papers che riportino i risultati delle ricerche promosse dal centro;
c) Mediante l'organizzazione di opportune iniziative scientifiche, culturali, didattiche e divulgative.
ART. 4 – ORGANIZZAZIONE DEL CENTRO
Organi del Centro sono:
a) il Consiglio direttivo;
b) il Direttore;
c) Il Comitato scientifico.
ART. 5 – SEDE E GESTIONE AMMINISTRATIVO-CONTABILE
Ai fini amministrativi e contabili, il Centro ha sede presso la struttura di afferenza del Direttore in
carica.
ART. 6 – CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio direttivo è composto da un rappresentante per ciascun Dipartimento afferente,
designato secondo le norme vigenti in ciascuna istituzione e scelti fra i professori di ruolo e i
ricercatori confermati.
Esso designa fra i suoi componenti il Direttore, il quale deve rivestire la qualifica di professore di
ruolo o di ricercatore confermato. Il Consiglio Direttivo resta in carica un triennio, a partire dalla
data dell'elezione. I membri che si aggiungono nel corso del triennio a seguito dell'afferenza di
nuovi dipartimenti decadono comunque alla scadenza del triennio per i membri iniziali.
I suoi membri possono essere rieletti.
Per la validità delle sue adunanze è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi
componenti; sono esclusi dal computo gli assenti giustificati.
Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del
Direttore.
Il Consiglio direttivo:
a) Il Consiglio così costituito, designa il Direttore del Centro tra i professori facenti parte del
Consiglio stesso quali membri con voto deliberante.
b) approva, su proposta del Direttore e prima dell’inizio di ogni esercizio, il programma di attività
del Centro e il relativo piano di spesa;
c) approva il consuntivo e una relazione sulle attività svolte nell’esercizio precedente, predisposti
dal Direttore;
d) elegge i membri del Comitato scientifico;
e) delibera, all’unanimità dei presenti, sulla partecipazione al Centro di altre Università;
f) delibera su ogni argomento sottoposto al suo esame dal Direttore.
Il Consiglio direttivo è convocato per l’approvazione del piano di spesa e del rendiconto
consuntivo, nonché ogni volta che il Direttore lo reputi necessario o lo richieda un terzo dei suoi
componenti.
ART. 7 – IL DIRETTORE
il Direttore del Centro è designato dal Consiglio Direttivo e nominato dal Rettore dell’Università
dove ha sede amministrativa il Centro; dura in carica un triennio e può essere rieletto per un solo
triennio successivo.
Il Direttore svolge le seguenti funzioni:
37
a) coordina l’attività scientifica del Centro;
b) sovrintende alla gestione amministrativa e contabile del Centro ed è responsabile della gestione
del Centro stesso;
c) convoca e presiede il Consiglio direttivo; propone al Consiglio direttivo stesso, prima dell’inizio
dell’esercizio, il programma di attività del Centro e il relativo piano di spesa;
d) convoca e presiede il Comitato scientifico;
e) predispone, al termine dell’esercizio, il consuntivo, nonché una relazione sulle attività svolte dal
Centro.
ART. 8 – IL COMITATO SCIENTIFICO
Il Comitato scientifico è composto:
a) dal Direttore;
b) dai membri del Consiglio direttivo;
c) da docenti e ricercatori dei Dipartimenti afferenti e da altri docenti, ricercatori e studiosi italiani o
stranieri le cui competenze siano riconosciute dal Consiglio direttivo adeguate e rilevanti per la
programmazione e la gestione dell'attività del Centro.
Esso dura in carica tre anni. I suoi membri possono essere rieletti.
Il Comitato scientifico coopera alla formulazione delle linee generali dell’attività del Centro,
esprimendo il suo parere. Tale cooperazione viene sollecitata dal Direttore, almeno una volta
l’anno, mediante una richiesta scritta o la convocazione della adunanza del Comitato scientifico
stesso.
Per la validità delle sue adunanze è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi
componenti; sono esclusi dal computo gli assenti giustificati.
Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del
Direttore.
ART. 9 – PERSONALE DEL CENTRO
Al Centro possono afferire, senza scadenza e senza altra formalità che l'approvazione della loro
domanda da parte del Consiglio Direttivo, e in via provvisoria del Direttore, professori, ricercatori,
titolari di assegni di studio e altri studiosi e tecnici delle Università aderenti; e anche studiosi esterni
ad esse. Inoltre potrà provvedersi, su proposta del Consiglio direttivo, mediante:
a) assegnazione del personale docente delle Università convenzionate secondo le modalità previste
dall’art. 91, 3° comma del DPR 382/80, in ogni caso con il consenso degli interessati;
b) utilizzazione del personale docente delle Università italiane che richieda di svolgerci un periodo
di congedo per esclusiva attività di ricerca scientifica, ai sensi del 1° comma dell’art. 17 del DPR
382/80;
c) utilizzazione temporanea di professori di università straniere in base all’art. 97 del R.D.
21.9.1933, N. 1592;
d) utilizzazione di ricercatori assegnati o distaccati dalle Università convenzionate o di borsisti e
ricercatori CNR o di studiosi assegnatari di borse di studio offerte da altri enti italiani o stranieri che
intendano svolgere un periodo di ricerca presso il Centro.
ART. 10 – COLLABORAZIONE CON ALTRI ORGANISMI
Per lo svolgimento dei suoi compiti il Centro può stabilire, anche attraverso apposite convenzioni,
forme di collaborazione con altri organismi pubblici o privati che abbiano per fine o comunque
svolgano attività di ricerca.
ART. 11 – FINANZIAMENTI E AMMINISTRAZIONE
Il Centro opera mediante finanziamenti provenienti:
38
a) dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca Scientifica e Tecnologica sulla quota
del bilancio per la ricerca universitaria riservata ai progetti di interesse nazionale e di rilevante
interesse scientifico;
b) dal C.N.R. per specifiche iniziative;
c) da eventuali contributi ordinari e straordinari dei Dipartimenti delle Università convenzionate;
d) da altri Enti o fondazioni pubblici e privati;
e) da contratti di ricerca, di consulenza e convenzioni di ricerca per conto terzi.
I fondi come sopra assegnanti al Centro, per il tramite delle Università ad esso afferenti, affluiscono
di norma, con vincolo di destinazione, all’Università, attraverso il Dipartimento interessato, dove ha
sede amministrativa il Centro, e a cui fa capo la relativa gestione amministrativo-contabile.
L’amministrazione e la contabilità del Centro sono disciplinati dal regolamento amministrativo
dell’università dove ha sede il Centro.
Gli eventuali finanziamenti assegnati a singole strutture aderenti al Centro e con destinazione
vincolata a favore delle attività di ricerca del Centro saranno mantenuti, ove ne risulti una più
efficace gestione, presso le singole strutture assegnatarie con il rispetto della destinazione prevista.
ART. 12 – COLLABORAZIONI, CONTRATTI E CONVENZIONI
Il Centro può svolgere programmi di ricerca in collaborazione con centri e/o Dipartimenti e/o
Istituti di altre Università italiane e/o straniere, con il C.N.R. ed altri enti pubblici e privati di
ricerca, e con singoli professori e ricercatori.
Il Centro può anche partecipare ad altre ricerche che l’Università svolga sulla base di contratti o
convenzioni.
Tali programmi sono disciplinati dai contratti e dalle convenzioni di volta in volta pertinenti e
sottoposti al controllo degli organi a ciò preposti.
ART. 13 – DURATA E RECESSO
La convenzione costitutiva del Centro è stipulata inizialmente per una durata di sei anni,
Rinnovabile previo accordo scritto tra le parti.
È ammesso il recesso, tramite comunicazione inviata a mezzo raccomandata almeno sei mesi prima
della scadenza, o in corso di durata e con decorrenza all’inizio dell’anno solare successivo, tramite
comunicazione inviata a mezzo raccomandata almeno sei mesi prima.
ART. 14 – ADESIONI ULTERIORI
Su delibera a maggioranza del Consiglio Direttivo, possono entrare a far parte del Centro altri
Dipartimenti anche di altre Università e altri organismi pubblici e privati che svolgono attività di
ricerca affine a quella del Centro.
******************
5.2 Approvazione della convenzione istitutiva del Centro Studi Interdipartimentale sulla
Criminalità Informatica (CSICI )
7/2008/5.2
Ufficio Ricerca Scientifica e Relazioni Internazionali
Al Presidente del Senato Accademico
Su iniziativa dei Dipartimenti di Scienze Giuridiche ed Economiche e di Informatica si
sottopone a codesto spettabile Senato Accademico la proposta di costituzione del Centro Studi
Interdipartimentale sulla Criminalità Informatica (CSICI).
39
Il Centro ha come scopo la promozione e lo sviluppo della collaborazione scientifica
interdisciplinare tra docenti e ricercatori dei due Dipartimenti nonché tra il personale afferente ad
altri Enti e Associazioni coinvolti, al fine di integrare le attività di ricerca con un comune
denominatore e di meglio utilizzare il comune capitale umano e tecnologico, anche con riferimento
alla formazione di livello non universitario.
In particolare, il Centro i seguenti obiettivi:
a) Promuovere, coordinare e sostenere, seguendo il metodo interdisciplinare, ricerche di base e
applicate inerenti la criminalità informatica, nonché l’utilizzo per fini criminosi di tecnologie
informatiche.
b) Individuare strumenti e metodologie di natura giuridica, procedurale e tecnica atte a prevenire o a
contrastare efficacemente sia sul piano legislativo che tecnicoscientifico i reati di tipo informatico,
nonché le attività criminose commesse mediante l’impiego di strumenti e tecniche informatiche.
c) Promuovere e curare il trasferimento delle conoscenze acquisite nell’ambito delle ricerche di cui
ai punti a) e b) verso le categorie professionali (magistratura, avvocatura, autorità di polizia
giudiziaria, consulenti informatici) preposte al contrasto e/o alla gestione dei fenomeni di
criminalità informatica.
d) Contribuire alla promozione e al sostegno delle attività di formazione dell’Ateneo, soprattutto
nell’ambito dell’Informatica Giuridica e dell’Informatica Forense.
Sono organi del Centro il Direttore e il Consiglio Scientifico.
Il Centro, privo di autonomia finanziaria o contabile, avrà sede ai fini organizzativi ed
amministrativi presso il Dipartimento di afferenza del Direttore.
La costituzione del Centro non comporta oneri a carico del bilancio dell'Ateneo.
Si chiede a codesto spettabile Senato Accademico di esprimere il proprio parere in merito.
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
PREMESSO
che i Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche e di Informatica hanno
avanzato la proposta di costituzione del Centro Studi Interdipartimentale sulla
Criminalità Informatica (CSICI);
CONSIDERATO che il Centro ha come scopo la promozione e lo sviluppo della collaborazione
scientifica interdisciplinare tra docenti e ricercatori dei due Dipartimenti nonché
tra il personale afferente ad altri Enti e Associazioni coinvolti;
CONSIDERATO che il Centro, privo di autonomia finanziaria o contabile, avrà sede, ai fini
organizzativi ed amministrativi, presso il Dipartimento di afferenza del Direttore;
CONSIDERATO che sono organi del Centro il Direttore e il Consiglio Scientifico;
VISTA
la legge n. 168 del 9/5/89;
VISTO
lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo
Avogadro” emanato con D.R. Rep. n. 319 del 22/7/2008;
VISTO
il Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità
emanato con D.R. Rep. n. 84 del 19/02/2008;
40
VISTO
il Regolamento di per la costituzione di Centri Interdipartimentali di ricerca e
servizio emanato con D.R. n. 341 del 26.08.2002;
VISTA
la delibera del Consiglio di Informatica del 30/06/2008;
VISTA
la delibera del Consiglio di Scienze Giuridiche ed Economiche del 18/09/2008;
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
1. di esprimere parere favorevole all’istituzione del Centro Studi Interdipartimentale sulla
Criminalità Informatica (CSICI) secondo il sottoriportato Regolamento istitutivo;
2. il Direttore del Centro sarà nominato con Decreto Rettorale successivamente all’elezione da
parte del Consiglio Direttivo del Centro.
REGOLAMENTO DEL CENTRO STUDI
INTERDIPARTIMENTALE
SULLA CRIMINALITÁ INFORMATICA
(CSICI)
Art. 1 – (Costituzione)
Il “Centro Studi Interdipartimentale sulla Criminalità Informatica” (CSICI) è costituito con
Deliberazione del Consiglio d'Amministrazione, previo parere del Senato Accademico, su proposta
dei Dipartimenti interessati.
Art. 2 – (Composizione)
Partecipano al Centro i Dipartimenti:
- Scienze Giuridiche ed Economiche (DISGE)
- Informatica (DI)
Possono essere ammessi a partecipare al Centro, previa deliberazione del Consiglio scientifico, altri
Dipartimenti e, come membri esterni, altri Enti e associazioni pubbliche e private che ne facciano
richiesta in forma scritta.
Al Centro possono afferire i membri dei Dipartimenti partecipanti o altri studiosi italiani o stranieri,
qualificati da alta professionalità, che svolgano studi e ricerche sulle tematiche di interesse per il
Centro.
Art. 3 – (Finalità)
Il CSICI è da intendersi quale struttura scientifica dell’Università, finalizzata allo svolgimento di
ricerche complesse di rilevante impegno scientifico e finanziario, di durata pluriennale, che
prevedono il coinvolgimento e l’interazione di più Dipartimenti.
L’attività del Centro è finalizzata a promuovere e sviluppare la collaborazione scientifica
interdisciplinare tra i docenti e i ricercatori degli stessi dipartimenti, nonché tra il personale
afferente ad altri Enti ed associazioni coinvolti, al fine di integrare le attività di ricerca con un
comune denominatore e di meglio utilizzare il comune capitale umano e tecnologico, anche con
riferimento alla formazione di livello non universitario.
In particolare il Centro ha per obiettivi:
41
a) Promuovere, coordinare e sostenere, seguendo il metodo interdisciplinare, ricerche di base e
applicate inerenti la criminalitá informatica, nonché l’utilizzo per fini criminosi di tecnologie
informatiche.
b) Individuare strumenti e metodologie di natura giuridica, procedurale e tecnica atte a prevenire o a
contrastare efficacemente sia sul piano legislativo che tecnicoscientifico i reati di tipo informatico,
nonché le attività criminose commesse mediante l’impiego di strumenti e tecniche informatiche.
c) Promuovere e curare il trasferimento delle conoscenze acquisite nell’ambito delle ricerche di cui
ai punti a) e b) verso le categorie professionali (magistratura, avvocatura, autorità di polizia
giudiziaria, consulenti informatici) preposte al contrasto e/o alla gestione dei fenomeni di
criminalità informatica.
d) Contribuire alla promozione e al sostegno delle attività di formazione dell’Ateneo, soprattutto
nell’ambito dell’Informatica Giuridica e dell’Informatica Forense.
e) Promuovere e coordinare iniziative mirate all'acquisizione di fondi da destinare alle finalità di cui
ai punti precedenti.
f) Fornire consulenza scientifica nei campi di propria competenza.
g) Agevolare la diffusione dei risultati delle ricerche anche mediante la pubblicazione di di “white
papers” ed articoli di natura tecnico-scientfica, nonché l’organizzazione di congressi, dibattiti,
giornate formative, e la costruzione di un sito web o simili per l’accesso via Internet alla
documentazione prodotta e la pubblicizzazione degli eventi formativi e di studio promossi dal
Centro.
h) Attivare rapporti di collaborazione con importanti centri e/o dipartimenti e/o istituti di altre
Università italiane e/o straniere, con enti pubblici e privati di ricerca, aziende e persone individuali
in coerenza con gli obiettivi individuati precedentemente; le attività previste da tali rapporti di
collaborazione sono disciplinate dai contratti e dalle convenzioni di volta in volta pertinenti e
sottoposte al controllo del Consiglio Scientifico del Centro.
Il Centro svolge le proprie attività di ricerca nell’ambito di programmi coordinati, deliberati
annualmente dal Consiglio Scientifico.
Art. 4 - (Organi del Centro)
Sono organi del Centro:
a) il Direttore
b) il Consiglio Scientifico
Art. 5 - (Il Direttore)
Il Direttore del Centro è eletto dal Consiglio Scientifico, a maggioranza assoluta degli aventi titolo,
tra i membri dello stesso ed è nominato con Decreto Rettorale.
Il Direttore svolge le seguenti funzioni:
- rappresenta il Centro;
- convoca e presiede il Consiglio Scientifico;
- sottopone al Consiglio Scientifico il programma di attività e la relazione annuale sulle attività
svolte;
- propone al Consiglio Scientifico la ripartizione dei finanziamenti ai singoli progetti di ricerca;
- sovrintende al funzionamento generale del Centro ed esercita tutte le attribuzioni che comunque
interessano il Centro.
Il Direttore dura in carica quattro anni e può essere eletto per non più di due volte consecutive.
Il Direttore nomina un Vice Direttore che lo coadiuva nell’espletamento delle sue funzioni e lo
sostituisce in caso di sua assenza o impedimento.
42
Art. 6 - (Consiglio Scientifico)
Il Consiglio Scientifico del Centro è composto dai rappresentanti dei Dipartimenti aderenti, fino a
tre per ciascun Dipartimento che partecipa al Centro, eletti dai rispettivi organi preposti entro tre
mesi dalla delibera istitutiva del Centro.
Il Consiglio Scientifico può cooptare, con decisione unanime, uno o più membri tra rilevanti
personalità scientifiche italiane o straniere, qualificate da elevata professionalità, che svolgano studi
o ricerche in ambiti coerenti con le finalità del Centro.
Il Consiglio Scientifico dura in carica quattro anni; i membri possono essere rinominati senza limite
di mandati.
Il Consiglio Scientifico è convocato almeno due volte l’anno e comunque ogni volta che la
convocazione sia richiesta da almeno un terzo dei membri. La convocazione deve essere fatta, salvo
casi di urgenza, con un anticipo di almeno sette giorni.
Le adunanze sono valide se partecipa la maggioranza assoluta dei componenti. Sono esclusi dal
computo gli assenti giustificati.
Il Consiglio Scientifico:
- elegge il Direttore;
- fissa le linee generali dell’attività del Centro;
- approva l’afferenza di studiosi che ne abbiano fatta richiesta;
- approva la relazione annuale scientifica del Direttore del Centro;
- delibera il programma annuale delle attività da attuarsi, il relativo piano finanziario tenuto conto
dei finanziamenti a vario titolo attribuiti al Centro, approva la relazione consuntiva dell'anno
precedente, le modalità di riparto dei finanziamenti tra i Dipartimenti e i soggetti convenzionati,
coinvolti, di volta in volta, negli specifici progetti di ricerca;
- propone la stipula dei contratti e convenzioni;
- determina, su proposta del Direttore, la ripartizione dei finanziamenti ai singoli progetti di ricerca;
- delibera sulla eventuale attivazione di sezioni;
- delibera su ogni altra attività attinente la gestione del Centro.
Le afferenze decadono con il Consiglio che le ha approvate, eventuali richieste di rinnovo debbono
essere espressamente sottoposte al nuovo Consiglio.
Art. 7 – (Funzionamento degli Organi)
Per quanto riguarda il funzionamento degli Organi del Centro si applicano le norme relative al
funzionamento degli Organi collegiali universitari.
Art. 8 - (Funzionamento del Centro e Gestione amministrativa)
La gestione amministrativa del Centro è affidata al Dipartimento di afferenza del Direttore; tale
Dipartimento è Sede del Centro ed ha diritto ad un rimborso spese proporzionale al volume di
attività svolta.
Le attività proprie del Centro saranno svolte presso l’Università e le altre Istituzioni specificate
all’art. 2 e si articoleranno in base ai piani ed ai programmi elaborati ed approvati dal Consiglio
Scientifico; ogni attività avrà un referente scientifico scelto tra gli afferenti al centro.
I finanziamenti assegnati al Centro affluiscono al Dipartimento dove ha sede amministrativa il
Centro, con vincolo di destinazione al Centro stesso, che potrà provvedere a stipulare con altre
Università ed istituzioni di ricerca convenzionate i contratti e le convenzioni relative all’attività del
Centro.
I finanziamenti disposti per attività che devono essere svolte prevalentemente presso un
Dipartimento aderente, sono a questo trasferiti con il relativo vincolo di destinazione su richiesta del
Direttore.
43
I beni mobili, acquistati con fondi assegnati al Centro, sono inventariati presso i Dipartimenti
dell’Università. All’eventuale scioglimento del Centro i beni rimangono di proprietà
dell’Università, ed assegnati ai Dipartimenti in base all’inventario.
Art. 9 - (Fondi)
Il Centro può disporre dei fondi assegnati dai Dipartimenti promotori. Il Centro inoltre opera
mediante finanziamenti che possono provenire:
- dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica;
- da altri Ministeri;
- dal Consiglio Nazionale delle Ricerche;
- dalle Regioni e altri Enti Locali;
- da Enti di Ricerca o da Organi di carattere sovranazionale o Comunitario mediante apposite
convenzioni nazionali e/o internazionali;
- da Enti o Fondazioni sia pubbliche sia private;
- da liberi contributi o elargizioni di privati per il raggiungimento delle finalità del Centro.
L’amministrazione di tali finanziamenti sarà regolamentata secondo quanto già indicato al
precedente art. 7.
Art. 10 - (Norme transitorie)
In attesa della costituzione degli Organi del Centro si insedia un Comitato promotore costituito dai
seguenti componenti:
Per il Dipartimento di Informatica il prof. Cosimo Anglano e il Dott. Massimo Canonico.
Per il Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche il Prof. Massimo Cavino.
Tale Comitato sarà presieduto dal Prof. (DA INDIVIDUARE)
In attesa della costituzione degli Organi del Centro il Comitato promotore ed il suo Direttore
svolgeranno rispettivamente le funzioni del Consiglio Scientifico e del Direttore del Centro.
Entro tre mesi dalla istituzione del Centro i Dipartimenti dovranno provvedere alla nomina dei
componenti del Consiglio Scientifico che, al suo interno, procederà alla elezione del Direttore del
Centro.
Con l’insediamento degli organi del Centro si esaurisce la funzione del Comitato promotore.
Art. 11 - (Norme finali)
Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si applicano le norme del
Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.
********************
6. Questioni relative al personale
OMISSIS
********************
44
7. Questioni relative agli studenti
7.1 Istituzione della Commissione Orientamento di Ateneo
7/2008/7.1
Ufficio Orientamento
AL PRESIDENTE DEL SENATO ACCADEMICO
La crescente consapevolezza dell’importanza dell’orientamento, soprattutto in relazione ai
cambiamenti innescati dalla riforma universitaria in merito all’offerta formativa e
all’organizzazione dei servizi di supporto all’attività didattica, hanno prodotto l’esigenza di
orientare gli studenti nella scelta universitaria (orientamento in ingresso), di accompagnarli nel loro
cammino (orientamento in itinere) e di seguirli anche nel percorso postlaurea (orientamento in
uscita).
Il nostro Ateneo ha costituito, dall’anno 1999, un gruppo di lavoro formato da un delegato del
Rettore e dai delegati dei Presidi di Facoltà, che da allora svolge un significativo lavoro di carattere
propositivo, progettuale e consultivo in materia di orientamento, fornendo le linee di indirizzo per le
varie attività relative ai tre ambiti dell’orientamento universitario (in ingresso, in itinere, in uscita).
La Commissione Orientamento di Ateneo e il suo Presidente operano con il supporto dell’Ufficio
Orientamento di Ateneo.
Si propone pertanto che la Commissione di Orientamento di Ateneo possa essere formalizzata ed
istituzionalizzata attraverso un apposito provvedimento amministrativo che ne definisca la
composizione, le funzioni e l’organizzazione.
Considerata inoltre l’importanza che riveste il supporto amministrativo necessario alla effettiva
realizzazione delle varie attività, si propone che il Preside di ogni Facoltà possa individuare oltre al
proprio delegato in seno alla Commissione, anche un referente del personale tecnico amministrativo
che affiancherà il delegato nelle attività e garantirà il coordinamento delle azioni con l’Ufficio
Orientamento di Ateneo.
L’individuazione di personale amministrativo dedicato all’interno delle Facoltà incontrerebbe le
esigenze specifiche del nostro Ateneo, la cui struttura tripolare sulle tre Province necessita di
specifiche figure di contatto, a garanzia della formazione e del mantenimento di una rete
comunicativa organizzata.
Si sottopone pertanto la seguente proposta di delibera.
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
VISTA la L. n. 341/90, Riforma degli ordinamenti didattici universitari, in cui si prescrive di
agevolare le attività di orientamento;
VISTO il D.M. n. 509/99 che sul versante delle politiche dell’orientamento implica, fra le altre
cose, l’istituzione di una struttura centrale per il coordinamento delle attività di orientamento a
livello di ateneo;
45
VISTO il documento pubblicato dalla Commissione CRUI nel marzo 1995 in cui i delegati
all'orientamento e al tutorato propongono l’istituzione della Commissione Orientamento presso le
strutture centrali del Rettorato, formalmente costituita dal Senato Accademico;
VISTO lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”
emanato con Decreto Rettorale 539 del 12/12/2001 e successivamente modificato con D.R. n. 67
del 24/02/2003; e con D.R. n. 319 del 22/07/2008
CONSIDERATA l’importanza che rivestono le attività di Orientamento universitario;
CONSIDERATO che la Commissione Orientamento di Ateneo è stata costituita dal Rettore come
gruppo di lavoro dall’anno 1999 e da allora svolge un significativo lavoro di carattere propositivo e
consultivo in materia di orientamento;
VALUTATA l’opportunità che la Commissione di Orientamento di Ateneo possa essere
formalizzata ed istituzionalizzata attraverso un apposito provvedimento amministrativo che ne
definisca la composizione, le funzioni e l’organizzazione;
VISTO il Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” emanato con Decreto
Rettorale n. 475 del 30/12/2003; e successivamente modificato con D.R. n. 84 del 19/02/2008
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
Art. 1 Istituzione e Composizione
a. Di istituire la Commissione di Orientamento di Ateneo;
b. La Commissione di Orientamento di Ateneo è composta da:
• Delegato del Rettore – Presidente;
• Delegato del Preside della Facoltà di Economia;
• Delegato del Preside della Facoltà di Farmacia;
• Delegato del Preside della Facoltà di Giurisprudenza;
• Delegato del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia;
• Delegata del Preside della Facoltà di Medicina, Chirurgia e Scienze della Salute;
• Delegato del Preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali;
• Delegato della Preside della Facoltà di Scienze Politiche;
Art.2 Compiti
a. La Commissione di Orientamento di Ateneo ha compiti propositivi sulla
programmazione annuale delle attività di orientamento e può essere consultata su tutte le
materie che abbiano un’attinenza con l’orientamento universitario;
b. I delegati dei Presidi hanno il compito di riportare ai rispettivi Presidi le informazioni e
gli indirizzi stabiliti durante le riunioni della Commissione, garantendo così uniformità e
coerenza delle azioni promosse dall’Ateneo in favore di tutte le Facoltà dell’Ateneo, in
materia di orientamento;
46
Art. 3 Modalità di funzionamento
a. I membri della Commissione Orientamento di Ateneo durano in carica per tre anni
solari. Per la prima nomina durano in carica anche per la parte restante dell’anno in
corso. Cessano dall’incarico allo scadere del triennio, anche se sono stati nominati nel
corso del triennio stesso. Il mandato è rinnovabile.
b. L’assenza alle sedute, regolarmente convocate, deve essere giustificata. Per la validità
delle sedute è necessaria la presenza di almeno quattro membri, incluso il Presidente.
c. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.
d. La Commissione di Orientamento di Ateneo si riunisce in via ordinaria almeno due volte
all’anno in seguito ad apposita convocazione predisposta ed inviata dal Presidente, con
la collaborazione dell’Ufficio Orientamento, ai membri almeno sette giorni prima della
data stabilita;
e. La Commissione di Orientamento di Ateneo si riunisce a seguito di apposita
convocazione predisposta dal Presidente e sulla base di un programma di convocazioni
concordato ad inizio anno;
f. Il Presidente convoca e presiede la Commissione di Orientamento di Ateneo
predisponendone l’ordine del giorno e coordinandone le sedute;
g. La Commissione Orientamento di Ateneo e il suo Presidente operano con il supporto
dell’Ufficio Orientamento di Ateneo; i delegati dei Presidi di Facoltà sono affiancati,
nello svolgimento delle attività, dai rispettivi Uffici di Presidenza; in particolare il
Preside di ciascuna Facoltà nomina il proprio delegato e al contempo individua un
referente del personale tecnico amministrativo che affiancherà il delegato nelle attività e
garantirà il coordinamento delle azioni con l’Ufficio Orientamento di Ateneo;
h. Non è previsto alcun tipo di compenso economico a favore dei membri della
Commissione di Orientamento di Ateneo;
Art. 4
Con successivo Decreto il Rettore indicherà i nominativi dei membri della Commissione, di
Orientamento di Ateneo
********************
7.2 Istituzione del corso di Master di I livello in “Scienze e tecnologie chimiche”, di durata
annuale presso la Facoltà di Scienze M.F.N. per l’a.a. 2008/2009
7/2008/7.2
Ufficio Accreditamento e Qualità
AL PRESIDENTE DEL SENATO ACCADEMICO
Si chiede di sottoporre all’attenzione del Senato Accademico la proposta di istituzione,
presso la Facoltà di Scienze MFN per l’anno accademico 2008/2009 della I edizione del Corso di
Master di I Livello, di durata annuale, in “Scienze e Tecnologie Chimiche”.
Il corso di Master si pone nell’ottica di una prospettiva di "formazione permanente"
correttamente intesa, in modo da consentire agli operatori interessati di mantenersi in contatto con
l’evoluzione sempre più rapida delle tecnologie chimiche.
Obiettivo del Master, è, infatti, quello di fornire agli studenti gli strumenti per lavorare con
ampia autonomia, anche assumendo elevate responsabilità di progetti e strutture nei più vari campi
industriali e in laboratori di analisi, sia nel settore privato che in quello pubblico. Questa
47
indicazione è però lontana dall’esaurire i possibili sbocchi professionali, in quanto, le competenze
fornite possono essere utilizzate in un ampio arco di attività lavorative, anche a carattere "non
chimico".
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
VISTO
VISTI
VISTO
VISTO
VISTA
VISTO
CONSIDERATA
RITENUTO
ACCERTATO
l’art. 1, comma 15, della L. 14 gennaio 1999 n. 4;
gli artt. 3, comma 9, e 7, comma 4, del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270,
Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei;
il Regolamento Didattico di Ateneo;
l’art. 33 dello Statuto dell’Università;
la delibera del Senato Accademico n. 11/2002/2 del 26/11/2002 che sancisce
il principio in forza del quale tutte le attività didattiche post-lauream devono
essere organizzate con la copertura totale delle spese;
il Regolamento di Ateneo per la realizzazione dei Corsi di Master di I e II
livello emanato con Decreto Rettorale n. 198 del 06/04/2006;
la delibera del Consiglio della Facoltà di Scienze MFN del 12/09/2008,
assunta al Prot. n. 22816 del 25/09/2008, concernente la proposta di
istituzione della I edizione del Corso di Master di I livello, di durata annuale,
in “Scienze e Tecnologie Chimiche”;
di voler procedere all’istituzione del corso di Master proposto dalla struttura
didattica competente;
che la realizzazione del corso di Master non comporta alcun onere a carico
del bilancio di Ateneo
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
1. E’ istituito, per l’a.a. 2008/2009, la I edizione del corso di Master di I livello in “Scienze e
Tecnologie Chimiche”, di durata annuale, mediante approvazione del seguente ordinamento
didattico:
Corso di Master Universitario di I livello
in
”Scienze e Tecnologie Chimiche”
(a.a. 2008/2009 – I edizione)
Tipologia, durata e denominazione del corso
Il corso è denominato Master in “Scienze e Tecnologie Chimiche”, ed è un corso di I° livello di
durata annuale, pari a 1.550 ore con 62 crediti, organizzato dalla Facoltà di Scienze M.F.N.
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, per l’a.a. 2008/2009.
Requisiti di ammissione al Master
Possono presentare domanda di ammissione al Master coloro che abbiano conseguito la laurea
triennale in Chimica o in Scienza dei Materiali o la laurea in Chimica secondo il vecchio
ordinamento.
Il Consiglio di Corso di Studio si riserva di ammettere anche candidati in possesso di diplomi di
laurea (triennale e vecchio ordinamento) in altre discipline tecnico-scientifiche previa valutazione
del curriculum vitae.
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Obiettivi formativi e potenziali sbocchi professionali
Il Master si articola in tre fasi:
1. approfondimento della formazione chimica di base nei settori fondamentali della chimica
(chimica analitica, chimica fisica, chimica inorganica, chimica organica e chimica
industriale) per consolidare la preparazione culturale degli studenti e fornire loro un'avanzata
conoscenza delle moderne strumentazioni di misura delle proprietà delle sostanze chimiche
e delle tecniche di analisi dei dati.
2. l'acquisizione di tecniche utili per la comprensione di fenomeni a livello molecolare e il
conseguimento di competenze specialistiche in aree di ricerca che caratterizzano la sede,
ossia la chimica ambientale, la chimica dei materiali e la chimica dei sistemi biologici,
soprattutto attraverso lezioni ed esercitazioni di laboratorio, in particolare dedicate alla
conoscenza di metodiche sperimentali e all'elaborazione dei dati.
3. l'applicazione pratica delle conoscenze acquisite attraverso uno stage interno in cui verranno
proposti agli studenti argomenti collegati alla ricerca effettuata presso i laboratori chimici, in
particolare nel campo della sintesi e caratterizzazione dei nuovi materiali, della salute, degli
alimenti e della loro sicurezza, dell'ambiente, dell'energia e dei beni culturali.
Alla fine del Master gli studenti dovranno essere in grado di lavorare con ampia autonomia, anche
assumendo elevate responsabilità di progetti e strutture nei più vari campi industriali e in laboratori
di analisi sia nel settore privato che in quello pubblico. Questa indicazione è però lontana
dall’esaurire i possibili sbocchi professionali, in quanto, le competenze fornite possono essere
utilizzate in un ampio arco di attività lavorative, anche a carattere "non chimico".
L’obiettivo del Master è anche quello di operare nell’ottica di una prospettiva di "formazione
permanente" correttamente intesa, in modo da consentire agli operatori interessati di mantenersi in
contatto con l’evoluzione sempre più rapida delle tecnologie chimiche.
Piano didattico
Il Master si sviluppa su n. 6 insegnamenti (intesi come discipline che potranno, o meno, essere
raggruppate in moduli), un periodo di tirocinio e una prova finale.
L’articolazione degli insegnamenti, caratterizzati per settore scientifico disciplinare, per
crediti attribuiti, per ore di impegno è la seguente:
INSEGNAMENTO
SSD
CFU
Chimica Analitica Ambientale
Chimica Fisica Ambientale
Chimica dei Materiali
Chimica Macromolecolare
Chimica Bioinorganica
Chimica Bioorganica
TOTALE
Chim/01
Chim/02
Chim/03
Chim/04
Chim/03
Chim/06
6
6
6
6
6
6
36
TIROCINIO
PROVA FINALE
TOTALE COMPLESSIVO
CFU
24
CFU
2
CFU
62
STRUTTURA DEL CREDITO
Ore di lezione Ore di studio
frontale
individuale
90
60
90
60
90
60
90
60
90
60
90
60
540
360
NUMERO DI ORE
600
NUMERO DI ORE
50
NUMERO DI ORE
1550
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Modalità di svolgimento delle attività didattiche
Le ore di lezione e di laboratorio comprendono le seguenti attività:
CHIMICA ANALITICA AMBIENTALE: Programmazione dell’analisi. Rapporti costi/benefici.
Cenni di controllo di qualità. Strategie e metodologie di campionamento. Campionamento statistico.
Metodi di pretrattamento del campione. Preconcentrazione. Inquinanti in acque, atmosfera, suoli,
sedimenti. Loro origine, tossicità e impatto ambientale. Meccanismi di diffusione, trasformazione,
degradazione e accumulo. Inquinanti a lunga persistenza nell’ambiente. Inquinamento industriale e
urbano. Inquinanti inorganici. Speciazione. Inquinanti organici e loro caratteristiche. Identificazione
e determinazione di inquinanti in acque, atmosfera, suolo, sedimenti. Scelta della tecnica
strumentale. Confronti tra tecniche. Trattamento dei dati. Metodi chemiometrici di analisi
multivariata nell’analisi ambientale. Esempi di applicazione. Trattamento delle acque potabili e di
effluenti industriali.
CHIMICA FISICA AMBIENTALE: Studio delle interfacce: termodinamica delle interfacce,
tensione superficiale, fenomeni di capillarità, fenomeni di adsorbimento, aerosol, colloidi, micelle. I
costituenti chimici e la struttura fisica dell'atmosfera. Spettroscopia e processi fotochimici.
Trasferimenti di energia. Assorbimento e riflessione della luce. Chimica della stratosfera. Il
problema dell'ozono. Il riscaldamento globale. Chimica della troposfera: le piogge acide e lo smog
fotochimico. L’areosol troposferico. Introduzione ai modelli locali ed ai modelli globali. Nel corso
verrà inoltre approfondito, con lettura e spiegazione di testi specifici, un argomento di particolare
rilevanza per la Chimica Fisica Ambientale, scelto assieme agli studenti.
CHIMICA DEI MATERIALI: Definizione e classificazione dei materiali. Materiali cristallini,
amorfi, compositi e cellulari. Materiali strutturali e materiali funzionali. Materiali strutturali. Metalli
e leghe metalliche. Leganti e cementi. Vetri. Ceramici “classici”. Metodi tradizionali di
preparazione, composizione e proprietà chimiche, fisiche e tecnologiche. Ceramici avanzati. Ossidi,
carburi, nitruri, boruri. Loro sintesi ed impieghi. Bioceramici e materiali biocompatibili. Materiali
funzionali. Isolanti, conduttori, semiconduttori, superconduttori. Metodi di preparazione, proprietà
chimiche, fisiche e tecnologiche. Metodi “avanzati” di preparazione dei materiali. Materiali
funzionali “avanzati”. Metodi CVD e sol-gel. Precursori metallorganici per la preparazione di
ceramici avanzati, microcircuiti, catalizzatori. Materiali per ottica non lineare, cristalli liquidi,
fotosensibilizzatori, polimeri conduttori, polimeri inorganici, ecc. Materiali per la catalisi.
Catalizzatori eterogenei. Catalizzatori eterogenei supportati. Catalizzatori ottenuti con metodi solgel. Catalizzatori metallici colloidali. Corrosione e degradazione dei materiali. Recupero e riciclo
dei materiali. Verranno inoltre proposte agli studenti alcune lezioni su uno o più dei seguenti
argomenti: Materiali da pratiche agricole o forestali (legno e derivati, ecc.). Materiali inorganici
biogenici. Materiali per il tempo libero e lo sport. Materiali per usi domestici.
CHIMICA MACROMOLECOLARE: Introduzione. Cenno storico. Definizioni. Nomenclatura.
Classificazioni. Peso molecolare medio e distribuzione dei pesi molecolari. Policondensazione.
Meccanismi delle reazioni di policondensazione. Reattività dei gruppi funzionali. Controllo del
peso molecolare. Cinetica. Poliaddizioni radicaliche. Meccanismi delle reazioni radicaliche a
catena: inizio, propagazione, trasferimento di catena, terminazione. Cinetica. Processi di
polimerizzazione. Polimerizzazione ionica. Meccanismi a catena delle polimerizzazioni cationiche e
anioniche. Cinetica. Polimeri "viventi". Copolimerizzazione. Processi di copolimerizzazione.
Rapporti di reattività dei comonomeri ad effetto sulla composizione del copolimero. Copolimeri a
blocchi, a innesto e ionomeri. Stereochimica nei polimeri. Configurazione. Isometria geometrica.
Polimeri stereoregolari, tatticità. Polimerizzazioni stereoregolari, anioniche e cationiche, in fase
omogenea ed eterogenea. Degradazione e stabilizzazione dei materiali polimerici. Materiali
polimerici. Dal polimero al materiale: uso e scopo degli additivi. Fibre, plastiche, resine, adesivi.
Compositi. Miscele polimeriche.
CHIMICA BIOINORGANICA: Complessi metallici quali agenti antitumorali. Generalità sulla
strategia chemioterapica antitumorale. Cisplatino, carboplatino, oxaliplatino e derivati similari;
farmacocinetica e meccanismo di platinazione, resistenze acquisite. Strategia nuovi farmaci.
50
Progetto “rescue” contro la nefrotossicità. Antitumorali organometallici non-cisplatino. Complessi
agenti da intercalanti del DNA, complessi operanti per stress ossidativo al DNA (p.e. bleomicina
attivata da cationi ferro) e complessi fotosensibilizzanti (p.e. fototerapia con metallo-porfirine).
Complessi metallici per terapie diverse. Complessi dell’Au(I) come anti-reumatici; complessi del
Bi(III) come anti-ulcera, complessi a rapido rilascio di NO tipo sodionitroprussiato quali antiipertensivi nelle emergenze. Complessi metallici per radiodiagnostica e radioterapia. Complessi
metallici (tipo Tc-99m) per scintigrafia. Radiofarmaci per PET Complessi metallici radio-opachi
quali agenti di contrasto in radiologia in alternativa ai composti aromatici iodurati (p.e.
iopamidolo). Radiofarmaci per immunoradioterapia (metalli α- e β-emittitori complessati con etericorona o con poliamino-policarbossilati e coniugati con anticorpi monoclonali). Principi di BNCT
(boron neutron capture Therapy). Cenni di immunochimica. Applicazioni di metalloimmunoassay
(MIA).
CHIMICA BIOORGANICA: Verranno approfonditi gli aspetti di reattività delle macromolecole
biologiche sulla base delle conoscenze sulla chimica dei gruppi funzionali organici. Particolare
attenzione è dedicata alla chimica dei peptidi, delle proteine e degli acidi nucleici, alle strategie di
sintesi, ai metodi di purificazione e alle loro applicazioni più comuni. Si approfondiranno anche i
metodi di veicolazione delle macromolecole biologiche. Verranno poi affrontate le varie classi di
enzimi e la loro utilità nella sintesi organica; infine si vedrà la chimica dei processi metabolici. Il
sistema cellulare e i componenti chimico-molecolari della cellula. Unità e diversità delle cellule. La
cellula procariota. La cellula eucariotica. I componenti chimici delle cellule molecole cellulari e
macromolecole cellulari. L’utilizzo di energia nella cellula. Attivazione di molecole vettrici e
biosintesi. Ammino acidi, peptidi, proteine. Caratteristiche chimico-fisiche e strutturali degli
ammino acidi, del legame peptidico e dei peptidi. Gruppi protettori nella sintesi di peptidi. Sintesi
peptidica in fase solida (SPPS): supporti polimerici e linkers. Peptidi sintetici: usi e applicazioni.
Bioconiugazione e modificazione di proteine. Sequenziamento di proteine. Acidi nucleici. Struttura
dei polinucleotidi. Stabilità chimica di DNA e RNA all’idrolisi. La reattività chimica del DNA.
Acidi peptido-nucleici (PNA) e loro proprietà di riconoscimento di DNA. Sintesi eterogenea di
segmenti di DNA e RNA. Problemi sintetici degli oligonucleotidi modificati e dei PNA.
Veicolazione di molecole bioattive. Progettazione di sistemi omogenei multifasici e di nanosfere
funzionali mediante polimerizzazione in emulsione per la veicolazione di oligonucleotidi e DNA.
Progettazione di microsfere funzionali mediante polimerizzazione in dispersione per la veicolazione
di proteine. Metodi di controllo della dimensione delle particelle e della natura della superficie.
Classificazione di enzimi e meccanismi di azione delle sei classi di enzimi noti (ossidoriduttasi,
transferasi, idrolasi, liasi, isomerasi e ligasi) e di alcune sottoclassi. Uso di enzimi nelle
biotrasformazioni in sintesi organica. Applicazioni alla sintesi organica attraverso reazioni
idrolitiche, reazioni di ossidazione e riduzione, formazione di legami carbonio-carbonio, reazioni di
addizione-eliminazione. Metabolismo primario e secondario: differenze e significato evolutivo. Le
vie metaboliche fondamentali del metabolismo secondario: la via dell’acetato per i polichetidi ed i
derivati degli acidi grassi; l’acido mevalonico come precursore dei terpeni; l’acido scichimico nella
biosintesi di alcuni composti aromatici. Esempi di attività biologica di metaboliti secondari, e di
interazione molecola organica – biomolecola. La spettroscopia di Dicroismo Circolare (CD) per
l’assegnazione della configurazione assoluta: i metodi chiro-ottici. Interpretazione empirica e
rigorosa degli spettri CD. Alcune regole empiriche comunemente utilizzate per cromofori semplici:
la regola dell’ottante per i chetoni saturi; i cromofori coniugati non-planari. Cenni su altri metodi di
assegnazione della configurazione assoluta, con particolare riguardo ai metodi NMR (MosherTrost).
Ogni corso sarà completato da una serie di esercitazioni in laboratorio che avranno lo scopo di
introdurre gli studenti agli aspetti pratici ed applicativi degli argomenti sviluppati durante le lezioni
teoriche. Il soggetto di alcune di queste esercitazioni verrà scelto di comune accordo con gli
studenti onde venire incontro ai loro specifici interessi. A conclusione del percorso formativo gli
studenti saranno tenuti a frequentare uno dei laboratori del gruppo chimico per mettere in pratica in
51
modo autonomo le conoscenze teoriche acquisite. Il Consiglio di Corso di Studio assegnerà ai
singoli studenti uno o più tutori, che potranno anche essere esterni al Consiglio, che seguiranno gli
studenti nell'analisi e nella risoluzione di uno o due problemi relativi agli argomenti teorici del
Master.
Modalità di attestazione della frequenza
Il corso di Master dovrà essere seguito per intero da tutti gli iscritti. La frequenza di almeno il 75%
delle ore dedicate alle attività formative è condizione necessaria per il conseguimento del titolo.
La frequenza ai corsi e alle attività di tirocinio verrà verificata e certificata dai docenti interessati
tramite una dichiarazione al termine del corso.
Numero massimo di studenti e modalità di selezione dei partecipanti
Il numero massimo di studenti che potrà prendere iscrizione al corso è fissato in 35 unità.
In caso di iscrizione di un numero di studenti superiore al massimo consentito, gli aspiranti saranno
selezionati sulla base del curriculum vitae (attinenza del diploma di laurea alla specificità del
Master, voto di laurea, esperienza professionale, titoli ulteriori rispetto a quello necessario per
l’accesso al corso etc.) e l’ammissione verrà comunicata direttamente ai candidati.
La Commissione selezionatrice è costituita dai Proff. Cossi, Gianotti, Ravera; supplenti Proff.
Marchese, Botta, Laus.
Verifiche intermedie del profitto
Il conseguimento dei crediti corrispondenti all’articolazione delle varie attività formative (singoli
corsi e tirocinio) è subordinato alla verifica da parte del docente delle conoscenze acquisite al
termine del corso.
Tale verifica potrà essere sotto forma di:
1. un esame tradizionale in forma scritta e/o orale, oppure
2. discussione di un progetto o analisi di un problema pratico, proposto dal docente, al fine di
valutare l’assimilazione e la padronanza dei concetti appresi durante l’attività formativa.
E’ lasciata libertà al docente sulla modalità di svolgimento dell’accertamento alla fine del corso.
La verifica prevederà un voto in trentesimi che verrà riportato su un registro apposito predisposto
dalla Segreteria Studenti.
Contenuti, caratteristiche ed eventuale numero di crediti della prova finale
Al termine del percorso formativo il candidato dovrà sostenere una prova finale il cui obiettivo è di
verificare la capacità dello studente di affrontare, con un elevato grado di autonomia, una
problematica nell'ambito di uno dei settori di ricerca che caratterizzano la sede, sviluppandone in
modo originale aspetti teorici e/o sperimentali. I risultati conseguiti verranno illustrati in una
relazione scritta ed esposti dal candidato di fronte ad una apposita Commissione nominata dal
Preside su proposta del Consiglio di Corso di Studio.
Titolo di studio rilasciato
Al candidato che abbia superato la prova finale verrà conferito/rilasciato il titolo di Master
universitario di I° livello in “ Scienze e Tecnologie Chimiche” a firma del Rettore, del Direttore
Amministrativo e del Direttore del corso.
********************
52
7.3 Aggiornamento dell’accordo di collaborazione tra l’Università degli studi del Piemonte
Orientale "Amedeo Avogadro" e l’Università di “Rennes 1” per il rilascio di due Lauree
Magistrali disgiunte
7/2008/7.3
Ufficio Ordinamenti Didattici
AL PRESIDENTE DEL SENATO ACCADEMICO
Si chiede a Codesto Spettabile Senato Accademico di approvare il testo dell’allegata
proposta inerente la parziale modifica ed integrazione dell’Accordo di cooperazione didattica e
scientifica tra l’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” e l’Università di Rennes 1, per il
rilascio di due Lauree Magistrali disgiunte:
- Laurea Magistrale in Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e Cultura (EPPAC) rilasciata
dall’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”;
- Master mention Economie et Gestion Publique, spécialité Economie Publique et Finance
Publique (Master in Economia e Gestione Pubblica, specialità in Economia Pubblica e Finanza
Pubblica), rilasciata da l’Università di Rennes 1.
Tale accordo è proposto nella versione in lingua italiana e in lingua francese.
Si precisa che, dalla sottoscrizione del predetto Accordo non derivano oneri finanziari a
carico dell’Ateneo.
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
VISTA
la Legge 19 novembre 1990 n. 341 – recante la “Riforma degli ordinamenti didattici
universitari” – ed in particolare, l’art. 8 in base al quale le Università possono
avvalersi della collaborazione di soggetti pubblici e privati per la realizzazione di
corsi di studio, attraverso la costituzione di consorzi e la stipula di apposite
convenzioni;
VISTO
il D.M. 22 ottobre 2004, n. 270, pubblicato nella G.U. n. 266 del 12 novembre 2004,
recante Modifiche al D.M. 3 novembre 1999, n. 509 ed in particolare l’art. 3, comma
10, nel quale si stabilisce che “sulla base di apposite Convenzioni, le Università
possono rilasciare i propri titoli anche congiuntamente con altri Atenei italiani o
stranieri”;
ESAMINATO il D.M. 16 marzo 2007 (pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007)
recante la disciplina delle nuove Classi dei Corsi di Laurea Magistrale;
ESAMINATO il D.M. 26 luglio 2007, n. 386 di “Definizione delle Linee guida per l’istituzione e
l’attivazione, da parte delle Università, dei corsi di studio (in attuazione dei DD.MM.
16 marzo 2007)”;
TENUTO CONTO del documento del CNVSU n. 7/07 – “Requisiti necessari per l’attivazione dei
nuovi corsi di studio universitari”;
ESAMINATO il D.M. 31 ottobre 2007 n. 544 di “Definizione dei requisiti dei Corsi di Laurea e di
Laurea Magistrale afferenti alle classi definite con i DD.MM. 16 marzo 2007, delle
condizioni e dei criteri per il loro inserimento nella Banca Dati dell’Offerta
Formativa e dei requisiti qualificanti per i corsi di studio attivati sia per le classi di
cui al D.M. 3 novembre 1999, n. 509 e sia per le classi di cui al D.M. 22 ottobre
2004, n. 270”;
VISTO
lo Statuto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”,
emanato con D.R. Rep. n. 83/2008 del 19 febbraio 2008 ed in particolare l’art. 5,
comma 1, ai sensi del quale “l’Ateneo, per il raggiungimento delle proprie finalità
53
istituzionali, stipula accordi e convenzioni con altre istituzioni di istruzione e con
altri soggetti pubblici e privati, nazionali, dell’Unione Europea, internazionali”;
VISTO
il Regolamento Didattico di Ateneo, emanato con D.R. Rep. n. 215/2008 del 15
maggio 2008;
VISTO
il Regolamento degli Studenti dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
“Amedeo Avogadro” che, all’art. 34 prevede che l’Università possa rilasciare titoli di
studio congiunti con altri Atenei italiani e stranieri disciplinando le modalità
organizzative e le procedure amministrative riguardanti il mutuo riconoscimento
degli insegnamenti, delle attività formative e dei relativi crediti al fine del
conferimento di un unico titolo di studio avente il medesimo valore per l’Università e
per le altre istituzioni, mediante opportune Convenzioni approvate dal Consiglio di
Amministrazione previo parere favorevole del Senato Accademico, su proposta del
Consiglio di Facoltà;
ESAMINATA la Delibera del Senato Accademico n. 7/2007/9.3 del 30 ottobre 2007 inerente
l’approvazione dell’Accordo di collaborazione didattica e scientifica tra l’Università
degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro” e l’Università di Rennes 1, per il
rilascio di due Lauree Magistrali disgiunte nell’ambito del “Progetto Vinci”;
PRESO ATTO della sottoscrizione del suddetto accordo in data 28 gennaio 2008;
ESAMINATE le Delibere del Senato Accademico n. 2/2008/9.1 del 3 marzo 2008 e del Consiglio
di Amministrazione n. 2/2008/8.1 del 28 marzo 2008, inerenti l’Offerta Formativa
per l’a.a. 2008/2009;
CONSIDERATA la modifica della denominazione del Corso di Laurea Magistrale della Facoltà di
Scienze Politiche da “Economia e Politiche Pubbliche” a “Economia e Politiche
Pubbliche, Ambiente e Cultura”;
RILEVATA la necessità di aggiornare la predetta dicitura del titolo rilasciato in seguito alla
stipula dell’Accordo di collaborazione con l’Università di Rennes 1 e di allegare i
relativi piani di studio;
ESAMINATA la Delibera del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche n. 11 del 24 settembre
2008 di integrazione del suddetto accordo;
VALUTATO ogni opportuno elemento
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
1. di approvare nuovamente il sottoriportato testo della Accordo di cooperazione didattica e
scientifica tra l’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” e l’Università di Rennes
1, per il rilascio di due Lauree Magistrali disgiunte:
- Laurea Magistrale in Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e Cultura (EPPAC),
rilasciata dall’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”;
- Master mention Economie et Gestion Publique, spécialité Economie Publique et Finance
Publique (Master in Economia e Gestione Pubblica, specialità in Economia Pubblica e
Finanza Pubblica), rilasciata dall’Università di Rennes 1.
54
ACCORD DE COLLABORATION
PEDAGOGIQUE ET SCIENTIFIQUE ENTRE
L'UNIVERSITÉ DU PIÉMONT ORIENTAL
«AMEDEO AVOGADRO» ET
L'UNIVERSITÉ DE RENNES 1, POUR LA
DELIVRANCE DU DOUBLE DIPLOME:
- Laurea Magistrale in Economia e Politiche
Pubbliche, Ambiente e Cultura (EPPAC)
(Master en Economie et politiques publiques,
environnement et culture), délivré par
l'Université du Pièmont Oriental “Amadeo
Avogadro”;
- Master mention Economie et Gestion
Publique, spécialité Economie Publique et
Finance Publique, délivré par l'Université de
Rennes 1.
L’ACCORD EST SIGNE ENTRE
L'Université du Piémont Oriental «Amedeo
Avogadro» - Faculté de Sciences Politiques par la suite dénommée simplement U.P.O., C.F.
94021400026, ayant siège à Vercelli (VC), via
Duomo n° 6, représentée par le Magnifico
Rettore Prof. Paolo GARBARINO, né à Canelli
(AT), le 27 février 1954, domicilié pour la
charge à Vercelli - Via Duomo n° 6 -, lequel
déclare agir exclusivement en nom, pour le
compte et dans l'intérêt de l'organisme qu'il
représente, autorisé en vertu de la délibération
du Conseil d'Administration n….. , de……..
ACCORDO DI COLLABORAZIONE
DIDATTICA E SCIENTIFICA TRA
L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL
PIEMONTE ORIENTALE “AMEDEO
AVOGADRO” E L’UNIVERSITÀ DI
RENNES 1, PER IL RILASCIO DI DUE
LAUREE MAGISTRALI DISGIUNTE:
− Laurea Magistrale in Economia e Politiche
Pubbliche, Ambiente e Cultura (EPPAC),
rilasciata dall’Università del Piemonte Orientale
"Amedeo Avogadro";
− Master mention Economie et Gestion
Publique, spécialité Economie Publique et
Finance Publique (Master in Economia e
Gestione Pubblica, specialità in Economia
Pubblica e Finanza Pubblica), rilasciata da
l’Università di Rennes 1.
L'ACCORDO È FIRMATO TRA
L'Università
del
Piemonte
Orientale
"Amedeo Avogadro" - Facoltà di Scienze
Politiche - nel prosieguo denominata
semplicemente U.P.O., C.F. 94021400026,
avente sede in Vercelli (VC), Via Duomo n. 6,
rappresentata dal Magnifico Rettore Prof. Paolo
GARBARINO, nato a Canelli (AT), in data 27
febbraio 1954, domiciliato per la carica in
Vercelli - Via Duomo n. 6 -, il quale dichiara di
agire esclusivamente in nome, per conto e
nell'interesse
dell'ente
che
rappresenta,
autorizzato in virtù della delibera del Consiglio
di Amministrazione n. … del ……
ET
E
L’Université de Rennes 1 - Faculté des Sciences
Economiques, par la suite dénommée
simplement
UR1,
EPST
(n°
SIRET
193509361.00013) ayant siège à Rennes, 2 Rue
du Thabor, représentée par son président, le
L’Università di Rennes 1, Faculté des
Sciences Economiques, nel seguito denominata
semplicemente UR1, EPST (n° SIRET
193509361.00013) con sede della Presidenza a
Rennes, 2 rue du Thabor, rappresentata dal suo
55
Professeur Bertrand FORTIN, né à Rennes, le
29 novembre 1945, domicilié pour la charge à
Rennes - 2 Rue du Thabor -, lequel déclare agir
exclusivement en nom, pour le compte et dans
l'intérêt de l'organisme qu'il représente.
PREMISSES
Le 10 février 2006 les parties ont signé à
Vercelli une Lettre d'intentions dans laquelle
toutes deux s'engagent à coopérer activement
pour la création d'un Master en Economie et
Politiques Publiques, subordonné à l'Université
franco-italienne dans le cadre du "Programme
Vinci". Ce master est destiné à la formation de
cadres pour le secteur public et privé et à la
préparation du doctorat.
En ce qui concerne l’UPO, il est précisé:
- que l'art. 8 de la Loi du 19 novembre 1990, n°
341 (concernant la "Réforme des systèmes
didactiques universitaires") prévoit que les
universités peuvent collaborer avec des
personnes publiques et privées pour le montage
de cursus universitaires, à travers la constitution
de consortiums et la signature de conventions
appropriées;
- que l'art. 2 (c.2) du D.M. du 22 octobre 2004
n° 270 ("Modifications au règlement concernant
les règles de l'autonomie pédagogique des
universités approuvé par le D.M. du 3 novembre
1999, n° 509") prévoit qu’afin d’assurer
l'autonomie pédagogique prévue à l'art. 11 du L.
n. 341/1990, les universités gèrent l'organisation
pédagogique de ces cursus;
- que le même D.M. n. 270/2004 à l'art. 3 (c.10)
établit que "sur la base de conventions
appropriées, les universités peuvent délivrer
leurs diplômes même conjointement avec
d’autres universités italiennes ou étrangères";
- que l'art. 5 du Statut de l'Université du
Piémont Oriental "A. Avogadro" prévoit que
"l'université, pour parvenir à ses fins
institutionnelles, peut signer des accords et des
Presidente, il Prof. Bertrand FORTIN, nato a
Rennes in data 29 novembre 1945, domiciliato
per la carica in Rennes – 2 Rue du Thabor -, il
quale dichiara di agire esclusivamente in nome,
per conto e nell'interesse dell'ente che
rappresenta.
PREMESSO
Che il 10 febbraio 2006 le parti hanno firmato a
Vercelli una lettera di intenti nella quale
entrambe si impegnano a cooperare attivamente
per la creazione di una Laurea Magistrale in
Economia e Politiche Pubbliche, sottoposta
all’Università italo-francese nell’ambito del
“Programma Vinci”. Tale laurea è destinata alla
formazione di quadri per il settore pubblico e
privato ed alla preparazione per il dottorato di
ricerca.
Per quanto riguarda UPO, premesso:
- che la Legge 19 novembre 1990, n. 341
(recante “Riforma degli ordinamenti didattici
universitari”) all’art. 8 prevede che le Università
possono avvalersi della collaborazione di
soggetti pubblici e privati per la realizzazione di
corsi di studio, attraverso la costituzione di
consorzi e la stipula di apposite convenzioni;
- che il D.M. del 22 ottobre 2004 n. 270
(“Modifiche al regolamento recante norme
concernenti l’autonomia didattica degli Atenei
approvato con D.M. 3 novembre 1999, n. 509”)
all’art. 2 (c.2) prevede che ai fini della
realizzazione dell’autonomia didattica di cui
all’art. 11 della L. n. 341/1990, le Università
disciplinano gli ordinamenti didattici dei propri
corsi di studio;
- che il predetto D.M. n. 270/2004 all’art. 3
(c.10) stabilisce che “sulla base di apposite
Convenzioni, le Università possono rilasciare i
propri titoli anche congiuntamente con altri
Atenei italiani o stranieri”;
- che lo Statuto dell’Università degli Studi del
Piemonte Orientale “A. Avogadro” all’art. 5
prevede che “l’Università, per lo svolgimento
delle proprie finalità istituzionali, può stipulare
56
conventions avec d'autres institutions
d’enseignement et avec d'autres personnes
publiques et privées, qu'elles soient nationales,
de l'Union Européenne ou internationales";
- que l'art. 34 du Règlement des Étudiants de
l'Université du Piémont Oriental "Amedeo
Avogadro" prévoit que l'université peut délivrer
des doubles diplômes avec d’autres universités
italiennes et étrangères en gérant les modalités
d'organisation et les procédures administratives
concernant la reconnaissance mutuelle des
enseignements, des activités de formation et des
crédits relatifs en vue de la délivrance d'un
diplôme unique ayant la même valeur pour
l'université et pour les autres institutions, au
moyen de conventions opportunes approuvées
par le Conseil d'Administration sur avis
favorable du Sénat Académique, sur proposition
du Conseil de Faculté;
- que les deux parties ont manifesté la volonté
d'instaurer des rapports de collaboration
profitables dans le but de mettre en place une
formation qui mène à la reconnaissance
réciproque des crédits obtenus par les étudiants
sur la base du "Programme Vinci" 2006;
- que la Délibération n° 8 du Conseil de la
Facoltà di Scienze Politiche n° 1 du 20/01/2006
a communiqué la participation au projet
pédagogique prévu par le "Programme Vinci";
- que la Délibération n° 77 point 3 du Conseil de
la Facoltà di Scienze Politiche n° 5 du
16/06/2006 a communiqué l'acceptation du
"Programme Vinci" et l'attribution des fonds.
accordi e convenzioni con altre istituzioni di
istruzione e con altri soggetti pubblici e privati,
nazionali, dell’Unione Europea, internazionali”;
- che il Regolamento degli Studenti
dell’Università degli Studi del Piemonte
Orientale “Amedeo Avogadro” all’art. 34
prevede che l’Università possa rilasciare titoli di
studio congiunti con altri Atenei italiani e
stranieri disciplinando le modalità organizzative
e le procedure amministrative riguardanti il
mutuo riconoscimento degli insegnamenti, delle
attività formative e dei relativi crediti al fine del
conferimento di un unico titolo di studio avente
il medesimo valore per l’Università e per le altre
istituzioni, mediante opportune Convenzioni
approvate dal Consiglio di Amministrazione
previo parere favorevole del Senato
Accademico, su proposta del Consiglio di
Facoltà;
- che entrambe le parti hanno manifestato la
volontà di instaurare proficui rapporti di
collaborazione al fine di realizzare un processo
formativo che conduca al reciproco
riconoscimento dei crediti conseguiti dagli
studenti sulla base del Programma “Vinci”
2006;
- che con Delibera n. 8 del Consiglio di Facoltà
di Scienze Politiche n. 1 in data 20/01/2006 è
stata comunicata la partecipazione al progetto
didattico previsto dal “Programma Vinci”;
- che con Delibera n. 77 punto 3 del Consiglio
di Facoltà di Scienze Politiche n. 5 in data
16/06/2006 è stata comunicato l’accoglimento
del “Programma Vinci” e l’assegnazione dei
fondi.
LES DEUX PARTIES APPROUVENT ET
STIPULENT CE QUI SUIT:
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO
SEGUE
Art. 1 - Les prémisses constituent partie
intégrante de la Convention.
Art. 2 - Universités conventionnées et objet de
Art. 1 - Le premesse costituiscono parte
integrante della presente Convenzione.
Art. 2 - Atenei convenzionati e oggetto della
57
la Convention
Convenzione
L'U.P.O. et l’UR1 conviennent d'adhérer au
projet de Master franco-italien en Économie et
politiques publiques, environnement et culture
dans le but d'offrir une formation spécifique
pour le secteur public et les services collectifs et
de favoriser le développement de formes de
convergence
entre
les
institutions
et
organisations des pays intéressés.
L’U.P.O. e l’UR1 convengono di aderire ad un
progetto di Laurea Magistrale italo-francese in
Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e
Cultura (EPPAC) finalizzato ad offrire una
specifica formazione per il settore pubblico e
dei servizi collettivi ed a favorire lo sviluppo di
forme di convergenza tra le istituzioni e le
organizzazioni dei Paesi interessati.
Art. 3 - Siège administratif
Art. 3 - Sede amministrativa
L'université de provenance constitue le siège
administratif de l’étudiant, c'est à dire la
Segreteria Studenti de la Facoltà di Scienze
Politiche pour les étudiants de l’U.P.O., et le
service de scolarité de la Faculté des Sciences
Economiques pour les étudiants de l’UR1.
En particulier, le siège administratif gère les
inscriptions et le cursus universitaire. Les
étudiants seront donc inscrits dans leur
université de provenance et bénéficieront des
services de l'université partenaire dans le cadre
de la convention Erasmus.
Les services rendus aux étudiants des
universités partenaires seront fondés sur des
critères de réciprocité et les taxes et
contributions seront encaissées pour chaque
année
académique
par
l'université
d'appartenance des étudiants.
L’Università di provenienza costituisce la sede
amministrativa dello studente. I servizi che
gestiscono la posizione amministrativa dello
studente sono la Segreteria Studenti della
Facoltà di Scienze Politiche per gli studenti
dell’U.P.O. e il Service de Scolarité della
Faculté des Sciences Economiques per gli
studenti dell’UR1.
In particolare, la sede amministrativa cura le
iscrizioni e gestisce la carriera universitaria.
Gli studenti saranno iscritti alla loro Università
di provenienza e riceveranno servizi presso
l’Università partner secondo i criteri della
mobilità Erasmus.
I servizi resi agli studenti dalle Università
partner si baseranno su criteri di reciprocità e le
tasse e i contributi saranno incassati per ciascun
anno
accademico
dall’Università
di
appartenenza degli studenti.
Art. 4 - Projet pédagogique
Art. 4 - Progetto formativo
Le programme est organisé sur deux ans et 4
semestres. Les étudiants doivent suivre au
moins un semestre (un quart du programme)
auprès de l'université partenaire.
Dans l’annexe sont indiqués les cours et les
ECTS respectifs délivrés par chaque partenaire.
Il programma è organizzato su due anni e 4
semestri. Almeno un semestre (1/4 del
programma) deve essere frequentato dallo
studente presso l’università ospite.
Nell’allegato sono indicati i corsi e i crediti
rispettivamente erogati da ciascuno dei partner.
58
Art. 5 - Diplômes délivrés
Art. 5 - Titoli rilasciati
Le double diplôme délivré correspond à:
- la Laurea Magistrale in Economia e Politiche
Pubbliche Ambiente e Cultura (EPPAC)
(Master en Economie et politiques publiques,
environnement et culture) pour l’U.P.O.;
- le Master mention Economie et Gestion
Publique, spécialité Economie Publique et
Finance Publique pour 1’UR1.
I titoli rilasciati sono:
- la Laurea Magistrale in Economia e Politiche
Pubbliche, Ambiente e Cultura (EPPAC) da
parte dell’U.P.O.;
- il Master mention Economie et Gestion
Publique, spécialité Economie Publique et
Finance Publique (Master in Economia e
Gestione Pubblica, specialità in Economia
Pubblica e Finanza Pubblica) da parte
dell’UR1.
Art. 6 - Collaboration scientifique et
pédagogique
Art. 6 - Collaborazione scientifica e didattica
La collaboration entre les universités portera sur
les aspects de pédagogie et de recherche. Les
cours, les séminaires, les examens et les crédits
faisant l’objet du double diplôme sont
approuvés par les autorités académiques
responsables de la Laurea Magistrale in
Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e
Cultura (EPPAC) (Master en Economie et
politiques publiques, environnement et culture)
pour l'U.P.O. et du Master mention Economie et
Gestion Publique, spécialité Economie Publique
et Finance Publique pour 1’UR1.
Toutes les activités pédagogiques sont définies
d'un commun accord par les autorités
compétentes.
La collaborazione tra i due atenei si svolgerà sui
piani della didattica e della ricerca.
I corsi, i seminari, gli esami e i relativi crediti
sono approvati dagli organi accademici
responsabili del corso di Laurea Magistrale in
Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e
Cultura (EPPAC) per l'U.P.O. e del Master
mention Economie et Gestion Publique,
spécialité Economie Publique et Finance
Publique (Master in Economia e Gestione
Pubblica, specialità in Economia Pubblica e
Finanza Pubblica) per l'UR1.
Tutte le attività didattiche sono definite con
accordo comune degli organi competenti.
Art. 7 - Conseil, comité de coordination,
commissions
- L'instance de direction du programme est le
Conseil des Professeurs composé d'au moins un
représentant de chaque institution. Chaque
université partenaire est alternativement
responsable de la présidence du Conseil,
agissant de ce fait en tant qu'université
coordinatrice.
- Les fonctions du conseil sont:
i) la conception et le développement du
Art. 7 - Consiglio, comitato di coordinamento,
commissioni
- La direzione del programma è di competenza
del Consiglio di Professori composto da almeno
un rappresentante di ciascuna delle due
istituzioni. Ogni università
partner
è
alternativamente responsabile della Presidenza
del Consiglio agendo pertanto come Università
coordinatrice.
- Le funzioni del Consiglio sono:
i.) la concezione e lo sviluppo del programma di
59
programme d'études;
ii) la coordination et l'harmonisation du
programme d'études;
iii) la décision quant à l'entrée à et la sortie du
consortium;
Le président convoque le Conseil au moins une
fois par an et plus si cela s'avère nécessaire.
Lors des réunions du Conseil, chaque université
partenaire est représentée par au moins un
représentant officiel. Le principe d'une voix par
institution partenaire est appliqué.
- Les décisions stratégiques au sujet des alinéas
i) et iii) ci-dessus doivent obtenir l'unanimité
des voix des universités partenaires. La position
de chaque université est déterminée selon ses
procédures internes.
Les décisions opérationnelles sont prises
directement par l'université concernée ou, pour
l'alinéa ii) ci-dessus lors de la réunion annuelle
du conseil. Dans ce cas, la majorité simple est
requise.
studi;
ii.) il coordinamento e l’armonizzazione del
programma di studi;
iii.) le decisioni per quanto riguarda l’entrata e
l’uscita dal consorzio.
- Il Presidente convoca il Consiglio almeno una
volta l’anno e più volte se necessario.
- Nel corso delle riunioni del Consiglio ogni
Università partner è rappresentata da almeno un
rappresentante ufficiale. Si applica il principio
di un voto per ogni istituzione partner.
- Le decisioni strategiche relative ai punti i.) e
iii.) devono ottenere l’unanimità dei voti delle
Università partner. La posizione di ogni
Università è determinata secondo i propri
processi interni.
Le decisioni operative sono prese direttamente
dall’Università interessata o, per il punto ii.)
precedente, durante la riunione annuale del
Consiglio. In questo caso è
richiesta la
maggioranza semplice.
Art. 8 - Nombre de participants et programme
de mobilité des étudiants
Art. 8 - Numero dei partecipanti e programma di
mobilità degli studenti
Le nombre attendu des étudiants impliqués dans
le programme de mobilité est de cinq par an, et
par Université (c'est à dire 5 étudiants de l'Italie
vers la France, et 5 de la France vers l'Italie).
La mobilité des étudiants est prévue pour les
deux semestres de la seconde année d'études,
pour une durée globale d'environ huit mois, en
fonction des calendriers académiques des deux
pays.
Il numero previsto degli studenti coinvolti nel
programma di mobilità è di cinque per anno e
per Università (cioè 5 studenti dall’Italia verso
la Francia e 5 dalla Francia verso l’Italia).
La mobilità degli studenti è prevista per i due
semestri del secondo anno del corso di studio,
per una durata globale di circa otto mesi, in
relazione ai calendari accademici dei due Paesi.
9 - Sélection des candidats et conditions
d'admission
Art. 9 - Selezione dei candidati e requisiti di
ammissione
due
Università
procederanno
Chaque Université décidera en toute autonomie Le
autonomamente nello stabilire i criteri per la
des critères de sélection de ses candidats.
selezione dei propri candidati.
Art. 10 - Crédits de Formation Universitaires
Art. 10 - Crediti Formativi Universitari
Les cours et les crédits correspondants sont pris I corsi e i crediti corrispondenti sono presi da
60
parmi ceux de la Laurea Magistrale in
Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e
Cultura (EPPAC) (Master en Economie et
politiques publiques, environnement et culture)
de l’U.P.O., et du Master mention Economie et
Gestion Publique, spécialité Economie Publique
et Finance Publique de 1’UR1.
quelli della Laurea Magistrale in Economia e
Politiche Pubbliche, Ambiente e Cultura
(EPPAC) dell’U.P.O., e da quelli del Master
mention Economie et Gestion Publique,
spécialité Economie Publique et Finance
Publique (Master in Economia e Gestione
Pubblica, specialità in Economia Pubblica e
Finanza Pubblica) dell’UR1.
Art. 11 - Épreuve finale
Art. 11 - Prova finale
La dernière épreuve est constituée d’un
mémoire de Master dont le contenu et les
modalités doivent être établis en accord avec le
directeur du mémoire qui peut être soit italien,
soit français. Le titre du mémoire doit être
validé par la Segreteria Studenti au moins six
mois avant la date de soutenance. La soutenance
se déroulera dans de l'université d'appartenance
du directeur de mémoire, dans la langue choisie
par celui-ci.
La prova finale consiste in una tesi di laurea i
cui contenuti e modalità devono essere
concordati con il docente relatore, che può
essere di parte italiana o di parte francese. Il
titolo della tesi deve essere depositato alla
segreteria studenti almeno sei mesi prima della
data di laurea. La discussione si svolgerà presso
l’università sede del docente relatore, nella
lingua prescelta da quest’ultimo.
Art. 12 - Ressources pédagogiques
Art. 12 – Risorse didattiche
Les enseignements se dérouleront dans les salles
et dans les structures des facultés faisant l’objet
de cette convention. Les universités mettent à
disposition le personnel enseignant, le personnel
non enseignant, les ressources financières et les
structures nécessaires au bon déroulement des
activités pédagogiques prévues dans la
convention.
Gli insegnamenti saranno tenuti nelle aule e
nelle strutture delle Facoltà convenzionate.
Gli Atenei mettono a disposizione il personale
docente, il personale non docente e le risorse
finanziarie e le strutture necessarie allo
svolgimento delle attività didattiche previste
nella convenzione.
Art. 13 - Collaboration
Art. 13 - Collaborazione
Les organismes signataires garantissent l'accès à
leurs structures aux enseignants, collaborateurs,
chercheurs et étudiants des deux universités
dans le cadre des activités se rapportant à la
convention.
Les organismes signataires collaboreront pour
acquérir les ressources financières, les locaux,
les équipements et autres outils nécessaires à
l'enseignement, dans le but d'améliorer dans le
temps la qualité de l'enseignement et de parfaire
les différents points de l’accord. Les
financements obtenus sur la base du "Projet
Gli Enti firmatari garantiscono l’accesso alle
proprie strutture a docenti, collaboratori di
docenza, ricercatori, studenti delle due
università nel quadro della attività connesse alla
convenzione.
Gli Enti firmatari collaboreranno per acquisire
le risorse economiche, i locali, le attrezzature e
la strumentazione da destinare ad uso didattico,
al fine di migliorare nel tempo la qualità
dell’insegnamento e per l’attuazione dei diversi
punti dell’accordo.
I finanziamenti ottenuti in base al “Progetto
61
Vinci" et destinés au soutien à la mobilité des Vinci” e finalizzati al sostegno della mobilità
étudiants compléteront les ressources obtenues degli studenti integreranno le risorse ottenute
con il “Progetto Erasmus”.
grâce au "Projet Erasmus".
Art. 14 - Accueil des Étudiants
Art. 14 - Accoglienza Studenti
Les étudiants français auront la possibilité de
loger dans une des résidences universitaires, ou
pourront obtenir une assistance pour la
recherche d'un logement. Ils pourront utiliser les
restaurants universitaires et autres locaux
conventionnés. L'UR1 offre aux étudiants
italiens la possibilité de loger dans les
résidences universitaires ou d’obtenir une
assistance pour la recherche d'un logement. Les
étudiants italiens pourront aussi utiliser le
service de restauration universitaire français.
Agli studenti francesi verrà offerta la possibilità
di alloggiare in una delle Residenze
Universitarie o l’assistenza per la ricerca di altra
sistemazione. Essi potranno accedere alle mense
universitarie e ai locali convenzionati. Agli
studenti italiani l’UR1 offre la possibilità di
alloggiare presso Residenze Universitarie o
l’assistenza per la ricerca di altra sistemazione.
Gli studenti italiani potranno anche utilizzare il
servizio mensa francese.
Art. 15 – Assurance et sécurité du travail
Art. 15 - Assicurazione, sicurezza del lavoro
Les organismes signataires garantissent la
couverture
d'assurance
accidents
et
responsabilité civile pour leur personnel
(enseignants,
collaborateurs,
chercheurs,
étudiants) lorsqu'ils se trouvent dans les
structures de l'autre organisme pour des activités
liées à la présente convention.
En cas d'accident pendant le déroulement de la
mobilité, l'Université hôte est tenue de
communiquer dans les plus brefs délais
l'évènement à l'Université à laquelle appartient
l’étudiant concerné, et de transmettre la
documentation nécessaire.
L'université hôte s'engage à respecter toute les
obligations inscrites dans sa loi nationale.
Gli Enti firmatari garantiscono la copertura
assicurativa per infortuni e per responsabilità
civile nei confronti del proprio personale
(docenti, collaboratori di docenza, ricercatori,
studenti) quando si trovi ad operare nelle
strutture dell’altro Ente per le finalità di cui alla
presente convenzione.
In caso di infortunio durante lo svolgimento
delle attività connesse alla mobilità, l’Università
ospitante è tenuta a comunicare nel più breve
tempo possibile l’evento all’Università a cui
appartiene il soggetto infortunato, trasmettendo
altresì la relativa documentazione.
L’Università ospite si impegna a rispettare tutti
gli obblighi previsti dalla propria normativa
nazionale.
Art. 16 – Contacts
Art. 16 - Referenti
Les professeurs responsables de la présente
convention
sont
le
Professeur
Carla
MARCHESE pour l'U.P.O. et le Professeur
Yvon ROCABOY pour l'UR1 ou, à défaut, les
responsables des deux diplômes.
I docenti referenti per la presente convenzione
sono la Prof.ssa Carla MARCHESE per
l’U.P.O. e il Prof. Yvon ROCABOY per l’UR1,
ovvero, in loro assenza, i Responsabili dei due
Diplomi.
62
Art. 17 - Responsabilités des tiers
Art. 17 - Responsabilità delle parti
Chaque partie est dégagée de toute
responsabilité pour fautes envers le personnel de
l’autre partie pendant le séjour de l'une d'entre
elles, sauf pour les cas de délit ou de faute grave
et ceux prévus à l'article 15 de la présente
convention.
Chaque partie exonère l’autre partie de tout
engagement et responsabilité vis-à-vis de tiers
dans l'exécution d'activités dérivant de la
présente convention par son personnel employé.
Ciascuna parte è sollevata da ogni responsabilità
per qualsiasi evento dannoso che possa accadere
al personale dell’altra parte durante la
permanenza presso una di esse, salvo i casi di
dolo o colpa grave e ferma restando la disciplina
prevista dall’art. 15 della presente Convenzione.
Ogni parte esonera le altre da qualsiasi impegno
e responsabilità che, a qualsiasi titolo, possa ad
essa derivare, nei confronti di terzi,
dall’esecuzione di attività derivanti dalla
presente convenzione ad opera del proprio
personale dipendente.
Art. 18 – Durée
Art. 18 - Durata
La présente Convention sera signée en langue
italienne et en langue française et entrera en
vigueur à partir de la date de signature.
La convention a une durée de 3 années
universitaires - c'est à dire les années
académiques
2006/2007,
2007/2008
et
2008/2009 (voir la lettre d'intentions) -,
renouvelable tacitement pour trois autres
années, sauf dédit d'une des deux parties à
communiquer au moins six mois avant
l'échéance, en garantissant de toute façon
l'achèvement des cours engagés sur la base de
l'accord signé.
En cas de modification des diplômes délivrés ou
des crédits correspondants dans l’un ou l’autre
des pays des universités partenaires, un avenant
à cette convention indiquera le(s) nouvel
(nouveaux) intitulé(s) et contenu du (des)
diplôme(s).
La presente Convenzione viene sottoscritta in
lingua italiana ed in lingua francese ed ha durata
triennale – a decorrere dai cicli formativi
2006/2007 – 2007/2008 – 2008/2009 (v. lettera
di intenti) – rinnovabile tacitamente per altri tre
anni, salvo disdetta da comunicarsi da una delle
due parti almeno sei mesi prima della scadenza,
garantendo comunque il completamento dei
corsi attivati in base all’accordo stipulato.
In caso di modifiche dei titoli rilasciati o i
crediti ad essi corrispondenti in uno o in
entrambi i paesi delle università partner, un
emendamento
(avenant)
alla
presente
convenzione indicherà il/i nuovo/i titolo/i e
contenuto del/i diploma/i.
Art. 19 – Arbitrage des litiges internes
Les
parties
conviennent
de
résoudre
amicalement toute controverse qui pourrait
naître sur l’interprétation ou l’application de la
présente convention.
En cas contraire, la résolution d'éventuelles
controverses sera déférée à une commission
Art. 19 - Foro competente
Le parti concordano di definire amichevolmente
qualsiasi vertenza che possa nascere dalla
interpretazione o esecuzione della presente
convenzione.
In caso contrario, la soluzione di eventuali
controversie sarà demandata a una commissione
63
arbitrale composée d'un membre désigné par arbitrale composta da un membro designato da
chacune des parties et d'un membre choisi d’un ciascuna delle parti e da un membro scelto di
comune accordo.
commun accord.
Art. 20 - Registrazione
Art. 20 - Enregistrement
La présente convention est sujette à La presente convenzione è soggetta a
enregistrement en cas d'utilisation aux sens de registrazione in caso d’uso ai sensi dell’art. 4,
l'art. 4, tarif part II, du D.P.R. 26 avril 1986 n° tariffa parte II, del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131
con oneri a carico della parte richiedente.
131 avec paiement de la part du demandeur.
Lu et approuvé
Lieu, date
Letto, firmato e sottoscritto.
Luogo, data
POUR l'UNIVERSITÉ DES ÉTUDES DU PER L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DEL
PIEMONTE ORIENTALE “A. AVOGADRO”
PIÉMONT ORIENTAL "A. AVOGADRO"
IL MAGNIFICO RETTORE
LE RECTEUR
Prof. Paolo GARBARINO
Prof. Paolo GARBARINO
POUR L'UNIVERSITE DE RENNES 1
LE PRÉSIDENT
Prof. Bernard FORTIN
PER L’UNIVERSITA’ DI RENNES 1
IL MAGNIFICO RETTORE
Prof. Bernard FORTIN
Université de Rennes 1
M2 Economie et Gestion Pubbliques
Parcours Economie Publique et Finance Publique
Semestre 3
UE11
UE12
UE13
CM
TD
112
36
TP
Volume
horaire
ECTS
148
30
10
Fondamentaux en écomonie publique (cours en
anglais)
72
72
Economie Publique
24
24
Analyse des gouvernements multiniveaux
24
24
Analyse Coût Bénéfice
24
24
Méthodologie (cours en anglais)
36
36
Méthodologie en économie publique
Méthodologie pour les gouvernements
multiniveaux
Méthodologie pours l’analyse Coût Bénéfice
12
12
12
12
12
12
Techniques quantitatives
40
40
Econométrie des panels
20
20
Econométrie spatiale
20
20
10
10
64
Semestre 4
20
UE14 Stage en entreprise ou laboratoire de recherche
UE15 Séminaires thématiques
30
6 mesi
20
25
5
CM = Cours magistral
TD = Travaux dirigés
TP = Travaux pratiques
ECTS = European Credit Transfer System
Université du Piedmont Oriental "Amedeo Avogadro"
Les enseignements indiqués ci-dessous font partie du plan d’étude prévu par le réglement
pédagogique de la "laurea magistrale EPPAC".
Économie et politiques publiques, environnement et culture
Licence magistrale en Sciences de l'Économie (LM-56)
Curriculum Économie et politiques publiques – POLIS
Méthodes quantitatives pour l’économie II
Statistique économique
Historie économique et sociale
Microéconomie II
Economie publique II
Law & Economics
Cours au choix
Droit commercial ou droit du travail
Economie des choix collectifs II (A+B)
Economie des organisations (A+B)
Economie expérimentale
Macroéconomie II
Stage
Examen final
Total ECTS
Curriculum Entreprises, organisations, law & economics – IOLE
Méthodes quantitatives pour l’économie II
Statistique économique
Historie économique et sociale
Microéconomie II
Economie publique II
Law & Economics
Economie et organisation des entreprises
Droit commercial
Stratégie d’entreprise et organisation industrielle
Cours au choix
Ethique des affaires et responsabilité d’entreprise
Politique microéconomique
Stage
Examen final
Total ECTS
Licence magistrale en sciences économiques pour l'environnement et la culture (LM-76)
Curriculum Économie des ressources environnementales, culturelles et territoriales–
ERACLITO
ECTS
10
9
6
10
9
6
8
6
10
12
6
6
1
21
120
ECTS
10
9
6
10
9
6
12<
6
10
8
6
6
1
21
120
Crédits
65
Géographie des produits locaux
Economie et organisation des entreprises
Histoire économique urbaine
Microéconomie I
Anthropologie historique et archives locales (A+B)
Cours au choix
Histoire et économie de la culture (A+B)
Economie de la culture II
Statistique et analyse du territoire
Histoire économique et sociale
Politique microéconomique
Droit administratif II
Stage
Examen final
Total ECTS
9
12
6
9
12
8
9
9
6
6
6
6
1
21
120
66
Università di Rennes 1
M2 Economia e Gestione Pubblica
Percorso Economia Pubblica e Finanza Pubblica
Semestre 3
UE11
UE12
UE13
CM
TD
112
36
TP
Monte
ore
148
Fondamenti di Economia Pubblica (corso in
inglese)
72
72
Economia Pubblica
24
24
Analisi dei governi multilivelli
24
24
Analisi Costi Benefici
24
24
Metodologia (corso in inglese)
36
36
Metodologia in economia pubblica
12
12
Metodologia per i governi multilivelli
12
12
Metodologia per l’analisi Costi Benefici
12
12
Tecniche quantitative
40
40
Econometria dei panels
20
20
Econometria spaziale
20
20
Semestre 4
20
UE14Stage in azienda o laboratorio di ricerca
UE15 Seminari tematici
30
10
10
10
30
6 mesi
20
ECTS
25
5
CM = Corsi magistrali
TD = Lavoro sotto direzione
TP = Lavoro pratico
ECTS = European Credit Transfer System
67
Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro"
I corsi di seguito riportati sono quelli indicati nel piano di studi del regolamento didattico della
laurea magistrale EPPAC
Economia e politiche pubbliche, ambiente e cultura
Laurea magistrale in Scienze dell’Economia (LM-56)
Curriculum Economia e politiche pubbliche - POLIS
Metodi quantitativi per l’economia II
Statistica economica
Storia economica e sociale
Microeconomia II
Economia pubblica II
Law & Economics
Corso a scelta
Diritto commerciale o diritto del lavoro
Economia delle scelte collettive II (A+B)
Economia dell’organizzazione (A+B)
Economia sperimentale
Macroeconomia II
Tirocinio
Prova finale
Totale ECTS
Curriculum Imprese, organizzazioni, law & economics – IOLE
Metodi quantitativi per l’economia II
Statistica economica
Storia economica e sociale
Microeconomia II
Economia pubblica II
Law & Economics
Economia e organizzazione aziendale
Diritto commerciale
Strategia d’impresa e organizzazione industriale
Corso a scelta
Etica degli affari e responsabilità d’impresa
Politica microeconomica
Tirocinio
Prova finale
Totale ECTS
Laurea magistrale in scienze economiche per l’ambiente e la cultura (LM-76)
Curriculum Economia delle risorse ambientali, culturali e territoriali – ERACLITO
Geografia dei prodotti locali
Economia e organizzazione aziendale
Storia delle città e del territorio II
Microeconomia I
Antropologia storica e archivi locali (A+B)
Corso a scelta
Storia delle collezioni (A+B)
Economia della cultura II
Statistica e analisi del territorio
Storia economica e sociale
Politica microeconomica
Diritto amministrativo II
Tirocinio
Prova finale
Totale ECTS
ECTS
10
9
6
10
9
6
8
6
10
12
6
6
1
21
120
ECTS
10
9
6
10
9
6
12<
6
10
8
6
6
1
21
120
ECTS
9
12
6
9
12
8
9
9
6
6
6
6
1
21
120
68
2. di autorizzare il Rettore alla stipula del predetto Accordo.
********************
7.4 Modifica dell’articolo 4 del D.R. n. 290/2008 del 02.07.2008, relativamente all’ordinamento
didattico del corso di Master in “Nuove frontiere della fisica”, presso la Facoltà di Scienze
M.F.N.
7/2008/7.4
Ufficio Accreditamento e Qualità
AL PRESIDENTE DEL SENATO ACCADEMICO
Si chiede di sottoporre all’attenzione del Senato Accademico la proposta di modifica dell’art. 4 del
Decreto Rettorale n. 290/2008 del 2/7/2008, di istituzione ed attivazione del corso di Master di I
livello, in "Nuove frontiere della fisica", presso la Facolta’ di Scienze MFN, per l’anno
accademico 2008/2009.
La modifica riguarda l’ordinamento didattico del corso in oggetto.
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
VISTO
VISTI
VISTO
VISTO
VISTA
VISTO
CONSIDERATA
VISTO
PRESO ATTO
RILEVATO
RITENUTO
l’art. 1, comma 15, della L. 14 gennaio 1999 n. 4;
gli artt. 3, comma 9, e 7, comma 4, del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270,
Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei;
il Regolamento Didattico di Ateneo ed in particolare il suo Titolo V;
l’art. 33 dello Statuto dell’Università;
la delibera del Senato Accademico n. 11/2002/2 del 26/11/2002 che sancisce
il principio in forza del quale tutte le attività didattiche post-lauream devono
essere organizzate con la copertura totale delle spese;
il Regolamento di Ateneo per la realizzazione dei Corsi di Master di I e II
livello emanato con Decreto Rettorale n. 198 del 06/04/2006;
la delibera del Consiglio della Facoltà di Scienze MFN del 14/05/2008,
assunta al Prot. n. 13859 del 03/06/2008, concernente la proposta di
istituzione della I edizione del Corso di Master di I livello, di durata annuale,
in “Nuove Frontiere della Fisica”;
il Decreto Rettorale n. 290/2008 del 2/7/2008, di istituzione ed attivazione del
corso di Master di I livello, in "Nuove frontiere della fisica", presso la
Facolta’ di Scienze MFN, per l’anno accademico 2008/2009;
che in data 7 ottobre 2008 è pervenuta la nota prot. n. 23780, con cui il
Preside della Facoltà di Scienze M.F.N., Prof. Aldo VIARENGO, ha proposto
la modifica dell’art. 4 del Decreto Rettorale n. 290/2008 sopracotato;
che le ragioni addotte a sostegno di tale richiesta sono finalizzate a facilitare
la stesura del piano didattico da parte degli studenti e a consentire l’anticipo
dell’inizio delle lezioni, sì da concludere il primo periodo didattico in tempi
brevi;
di dover formalizzare la modifica in oggetto proposta dalla struttura didattica
competente;
69
ACCERTATO
che tale modifica non comporta alcun onere a carico del bilancio di Ateneo
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
L’art. 4 del Decreto Rettorale n. 290/2008 del 2/7/2008, di istituzione ed attivazione del corso di
Master di I livello, in "Nuove frontiere della fisica", presso la Facolta’ di Scienze MFN, per l’anno
accademico 2008/2009, è così modificato:
Art. 4
Piano didattico
Il Master si sviluppa su n. 9 insegnamenti (intesi come discipline che potranno, o meno, essere
raggruppate in moduli) più altre attività, per un totale di 60 CFU e si articola su 3 indirizzi: sistemi
complessi, sperimentale applicativo, teorico.
Il candidato all’atto dell’iscrizione dovrà indicare l’indirizzo prescelto.
L’articolazione degli insegnamenti, caratterizzati per settore scientifico disciplinare, per crediti
attribuiti, per ore di impegno è la seguente (Tabelle 1, 2 e 3):
Tabella 1
STRUTTURA
DEL
CREDITO
Ore di
Ore
di
attività
studio
didattica
individuali
SSD
CFU
FIS/01
6
48
102
FIS/06
6
48
102
FIS/06
6
48
102
Turbolenza e dispersione
FIS/06
6
48
102
Econofisica
FIS/01
6
48
102
Fisica della Materia
FIS/03
6
48
102
FIS/02
FIS/01-
6
48
102
6
48
102
6
48
102
54
432
918
NUMERO DI ORE
INSEGNAMENTO
Indirizzo sistemi complessi
Introduzione
ai
sistemi
complessi
Laboratorio
di
Fisica
dell’ambiente
Telerilevamento applicato
Relatività e Gravitazione
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
TOTALE
APPRENDIMENTO
PRATICO
(tirocini, stage, etc.)
PROVA FINALE
FIS/01-
CFU
4
100
CFU
NUMERO DI ORE
2
50
70
Tabella 2
INSEGNAMENTO
Indirizzo
applicativo
CFU
FIS/01
6
FIS/01
6
48
102
FIS/01
6
48
102
FIS/01
6
48
102
FIS/02
6
48
102
FIS/03
6
48
102
FIS/06
FIS/01-
6
48
102
6
48
102
6
48
102
54
432
918
sperimentale
Laboratorio di Elettronica
Laboratorio
di
Fisica
biomedica
Laboratorio di Fisica Nucleare
e Subnucleare
Fisica biomedica
Fisica
delle
interazioni
fondamentali
Fisica della materia
Turbolenza e dispersione
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
TOTALE
APPRENDIMENTO
PRATICO
(tirocini, stage, etc.)
PROVA FINALE
STRUTTURA
DEL
CREDITO
Ore di
Ore
di
attività
studio
didattica
individuali
48
102
SSD
FIS/01-
CFU
NUMERO DI ORE
4
100
CFU
NUMERO DI ORE
2
50
Tabella 3
STRUTTURA
DEL
CREDITO
Ore di
Ore
di
attività
studio
didattica
individuali
48
102
SSD
CFU
Relatività e gravitazione
FIS/02
6
Teoria quantistica dei campi
FIS/02
6
48
102
FIS/02
6
48
102
FIS/02
6
48
102
INSEGNAMENTO
Indirizzo teorico
Fisica teorica
Fisica
delle
interazioni
fondamentali
Laboratorio di Fisica Nucleare
e Subnucleare
Fisica della materia
FIS/01
6
48
102
FIS/03
6
48
102
Turbolenza e dispersione
FIS/06
6
48
102
71
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
Corso a scelta tra i corsi in
tabella 4
08
TOTALE
APPRENDIMENTO
PRATICO
(tirocini, stage, etc.)
PROVA FINALE
FIS/01FIS/01-
6
48
102
6
48
102
54
432
918
CFU
NUMERO DI ORE
4
100
CFU
2
NUMERO DI ORE
50
I 12 CFU dei corsi a scelta potranno essere conseguiti con due o più corsi tra quelli elencati nella
tabella seguente o quelli di altri indirizzi.
Lo studente che, in relazione all’indirizzo prescelto, abbia già acquisito nel percorso di studi
precedente al Master i contenuti di uno o più insegnamenti indicati in tabella 1, 2 o 3, ha facoltà di
sostituire tali insegnamenti con uno o più insegnamenti indicati nella successiva Tabella 4.
Tabella 4
INSEGNAMENTO
SSD
CFU STRUTTURA DEL CREDITO
Ore di attività
Ore di studio
Corsi a scelta
didattica
individuali
Fisica delle particelle elementari
FIS/04
6
48
102
Laboratorio di fisica della materia
FIS/03
6
48
102
Computazione quantistica
Corso in tabella 1, 2 o 3 purchè NON sia
obbligatorio per l’indirizzo prescelto
Elettronica (*)
FIS/02
6
48
102
FIS/01-08
6
48
102
FIS/01
5
40
85
Fisica quantistica (*)
FIS/02
5
40
85
Metodi matematici per la Fisica B (*)
FIS/02
5
40
85
Complementi di Fisica quantistica
Complementi di metodi matematici per la
Fisica
Calcolo delle probabilità 1 e laboratorio
(*)
Calcolo delle probabilità 2 (*)
FIS/02
1
8
17
FIS/02
1
8
17
MAT/06
4
32
68
MAT/06
4
32
68
Fisica matematica 1 (*)
MAT/07
4
32
68
Geometria differenziale (*)
MAT/03
5
40
85
Programmazione II (*)
INF/01
5
40
85
Statistica matematica 1 (*)
MAT/06
4
32
68
Statistica matematica 2 (*)
Teoria dei giochi A (*)
MAT/06
4
32
68
MAT/09
5
40
85
Teoria dei giochi B (*)
MAT/09
5
40
85
72
(*) corsi opzionali attivati per i Corsi di laurea triennale in Fisica, in Informatica e in Matematica e
applicazioni nel 2008/09.
*******************
8. Patrocini
8.1 Richiesta di patrocinio per il Primo Convegno Annuale "Profili attuali e comparati del
processo tributario" – Prof. Roberto Succio
7/2008/8.1
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Al Presidente del Senato Accademico
Si chiede di sottoporre all’attenzione di codesto spettabile Senato Accademico la richiesta di
patrocinio per il Primo Convegno Annuale “Profili attuali comparati del processo tributario”.
Allegati: scheda riassuntiva; richiesta
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
•
•
•
•
•
VISTO il D.M. 30.07.1998 di istituzione dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
“A. Avogadro”;
VISTO il T.U. delle disposizioni di legge sull’istruzione superiore approvato con R.D.
31.08.1933, n. 1592 e successive integrazioni e modificazioni;
VISTA la legge 09.05.1989, n. 168;
VISTA la delibera n. 12/2005/8.1 del Senato Accademico del 12.12.2005 di approvazione
dell’integrazione al Regolamento per la concessione di patrocini a titolo gratuito e per
l’erogazione di contributi per iniziative culturali;
CONSIDERATO l’interesse culturale della manifestazione;
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
di esprimere parere favorevole alla richiesta di patrocinio per il Primo Convegno Annuale “Profili
attuali comparati del processo tributario”.
73
SCHEDA DI INIZIATIVA
PER CUI È RICHIESTA LA PARTECIPAZIONE DELL’ATENEO
Tipologia dell’iniziativa
; convegno
‰ laboratorio
Livello dell’iniziativa
; internazionale
Titolo dell’iniziativa
Richiesta pervenuta
Facoltà / Dipartimento proponente
Ente esterno proponente
Convegno Annuale “Profili attuali e comparati del processo tributario”.
23/09/2008
Facoltà di Giurisprudenza; Dipartimento di Scienze Giuridiche
Referente
‰ congresso
‰ premio
‰ seminario
‰ altro
‰ nazionale
‰ locale
Prof. Roberto Succio
Proff. Paolo Garbarino, Salvatore Rizzello, Giuseppe Clerico, Roberta
Lombardi
Docenti coinvolti nell’iniziativa
; patrocinio
‰ contributo
Richiesta
‰ compartecipazione
Quantificazione economica
Periodo di svolgimento
dell’iniziativa
Luogo di svolgimento dell’iniziativa
Breve descrizione dell’iniziativa
Note
Proposta in S.A.
1° dicembre 2008
Alessandria
Il Convegno si articola in una giornata di studio dedicata ai principali
ed attualmente dibattuti temi del processo tributario, e prevede il
contributo di prestigiosi studiosi, esponenti della Magistratura e
dell’Avvocatura. L’evento si segnala per la presenza, oltre che di
prestigiosi relatori italiani,di noti studiosi stranieri destinatari di svariati
incarichi di ricerca e studio presso istituzioni internazionali, a riprova
dell’attenzione che la Facoltà di Giurisprudenza rivolge alle relazioni
internazionali e al loro consolidamento. I destinatari saranno non solo
gli studenti, per i quali l’iniziativa rappresenta un importante momento
del percorso formativo intrapreso nell’ambito del Corso di Diritto
tributario, ma anche degli studiosi della materia, nonché i
professionisti .
13 ottobre 2008
******************
74
8.2 Richiesta di Patrocinio per l’iniziativa di presentazione dell'Associazione di volontoriato
"Perchè no?" – Prof. Oscar Alabiso
7/2008/8.2
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Al Presidente del Senato Accademico
Si chiede di sottoporre all’attenzione di codesto spettabile Senato Accademico la richiesta di
patrocinio per la Presentazione dell’Associazione di volontariato “Perché no?”.
Allegati: scheda riassuntiva; richiesta.
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
•
•
•
•
•
VISTO il D.M. 30.07.1998 di istituzione dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
“A. Avogadro”;
VISTO il T.U. delle disposizioni di legge sull’istruzione superiore approvato con R.D.
31.08.1933, n. 1592 e successive integrazioni e modificazioni;
VISTA la legge 09.05.1989, n. 168;
VISTA la delibera n. 12/2005/8.1 del Senato Accademico del 12.12.2005 di approvazione
dell’integrazione al Regolamento per la concessione di patrocini a titolo gratuito e per
l’erogazione di contributi per iniziative culturali;
CONSIDERATO l’interesse culturale della manifestazione;
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
di esprimere parere favorevole alla richiesta di patrocinio per la Presentazione dell’Associazione di
volontariato “Perché no?”.
75
SCHEDA DI INIZIATIVA
PER CUI È RICHIESTA LA PARTECIPAZIONE DELL’ATENEO
Tipologia dell’iniziativa
‰ convegno
‰ laboratorio
Livello dell’iniziativa
‰ internazionale
Titolo dell’iniziativa
Richiesta pervenuta
Facoltà / Dipartimento proponente
Ente esterno proponente
Presentazione dell’Associazione di volontariato “Perché no?”
23/09/2008
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale
Associazione di volontariato “Perché no?”
Referente
‰ congresso
‰ premio
‰ seminario
; altro
‰ nazionale
; locale
Prof. Oscar Alabiso
Prof. Oscar Alabiso
Docenti coinvolti nell’iniziativa
; patrocinio
‰ contributo
Richiesta
‰ compartecipazione
Quantificazione economica
Periodo di svolgimento
dell’iniziativa
Luogo di svolgimento dell’iniziativa
-
Vercelli
Breve descrizione dell’iniziativa
La mission dell’Associazione di volontariato nasce per dare un
contributo alla lotta al cancro e ha ideato il progetto denominato
“Chi più di te?”. Si vuole alimentare il senso di responsabilità
nei confronti della propria salute, oltre che della vita e salute
delle altre persone, è l’obiettivo di questo progetto. L’alto profilo
del programma è attestato dall’intendimento di rendere
ricorrenti le iniziative, dai soggetti istituzionali che hanno già
dato la propria adesione e dal numero potenziale dei destinatari
dell’informazione e, non ultimo, dal profilo del testimonial della
campagna, che produrrà un pieghevole informativo sulle regole
anticancro. Si vuole estendere il progetto nel prossimo anno
scolastico in città e provincia e anche alle scuole elementari.
Note
Proposta in S.A.
13 ottobre 2008
******************
8.3 Richiesta di patrocinio per il Convegno storico internazionale su "Clero e guerre spagnole.
Dalla guerra antinapoleonica alla guerra civile (1808-1939)" – Prof. Maurilio Guasco
7/2008/8.3
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Al Presidente del Senato Accademico
SEDE
Si chiede di sottoporre all’attenzione di codesto spettabile Senato Accademico la richiesta di
patrocinio per il Convegno storico internazionale “Clero e guerre spagnole. Dalla guerra
antinapoleonica alla guerra civile (1808 – 1939)”.
Allegati: scheda riassuntiva; richiesta.
76
OMISSIS
IL SENATO ACCADEMICO
•
VISTO il D.M. 30.07.1998 di istituzione dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale
“A. Avogadro”;
• VISTO il T.U. delle disposizioni di legge sull’istruzione superiore approvato con R.D.
31.08.1933, n. 1592 e successive integrazioni e modificazioni;
• VISTA la legge 09.05.1989, n. 168;
• VISTA la delibera n. 12/2005/8.1 del Senato Accademico del 12.12.2005 di approvazione
dell’integrazione al Regolamento per la concessione di patrocini a titolo gratuito e per
l’erogazione di contributi per iniziative culturali;
• CONSIDERATO l’interesse culturale della manifestazione;
con voto espresso nella forma di legge, all’unanimità
DELIBERA
di esprimere parere favorevole alla richiesta di patrocinio per il Convegno storico internazionale
“Clero e guerre spagnole. Dalla guerra antinapoleonica alla guerra civile (1808 – 1939)”.
SCHEDA DI INIZIATIVA
PER CUI È RICHIESTA LA PARTECIPAZIONE DELL’ATENEO
Tipologia dell’iniziativa
; convegno
‰ laboratorio
Livello dell’iniziativa
; internazionale
Titolo dell’iniziativa
Richiesta pervenuta
Facoltà / Dipartimento proponente
Ente esterno proponente
Referente
Docenti coinvolti nell’iniziativa
‰ congresso
‰ premio
‰ seminario
‰ altro
‰ nazionale
‰ locale
Convegno storico su “Clero e guerre spagnole. Dalla guerra
antinapoleonica alla guerra civile (1808 – 1939).
26/09/2008
Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini
Direttore: Marco Brunazzi
Prof. Maurilio Guasco
; patrocinio
‰ contributo
Richiesta
‰ compartecipazione
Quantificazione economica
Periodo di svolgimento
dell’iniziativa
Luogo di svolgimento dell’iniziativa
Breve descrizione dell’iniziativa
Pregressi
Proposta in S.A.
3 – 5 dicembre 2008
Alessandria – Novi Ligure
Il Convegno tratterà dei rapporti tra le Chiese cristiane e le guerre in
età contemporanea, che ha conosciuto negli ultimi anni una fioritura di
studi, storiografici e non solo. La ricerca ha avuto così modo di andare
oltre la ricostruzione delle posizioni teologico – dottrinali sulla “guerra
giusta” per avviare lo scandaglio, più in profondità, sulla percezione
del clero e del suo ruolo da parte della società, dei molteplici rapporti
tra religione e violenza. Alla luce delle nuove ricerche, della nuova
documentazione accessibile nell’Archivio Segreto del Vaticano,
diventa possibile accostarsi al versante spagnolo del tema da una
prospettiva diversa e di lungo periodo.
—
13 ottobre 2008
77
******************
9. Varie ed eventuali
7/2008/9.1 Adesione alle linee di intervento CRUI del 25 settembre
IL SENATO ACCADEMICO
VISTA
la situazione di grave criticità per il sistema universitario nazionale
alla luce dei recenti provvedimenti legislativi culminati con
l’approvazione della L. 133/2008;
VISTE
le “Linee di intervento della CRUI alla vigilia del nuovo anno
accademico”, approvate dall’Assemblea della Conferenza dei Rettori
il 25 settembre 2008;
VISTA
la parte propositiva del documento e in particolare le priorità
individuate riguardanti la governance, le modalità di reclutamento dei
docenti, lo stato giuridico della docenza e il diritto allo studio;
PRESO ATTO
dell’intenzione ministeriale di procedere nelle prossime settimane
all’adozione di un piano programmatico che preveda linee guida di
riforma dell’università;
CONSIDERATO
quanto emerso
Comunicazioni
nella
discussione
avvenuta
nel
corso
delle
all’unanimità
aderisce e sostiene la posizione della Conferenza dei Rettori e tutte le iniziative successive a difesa
del sistema universitario nazionale, richiedendo peraltro una maggiore incisività nelle prese di
posizione della medesima.
LE LINEE DI INTERVENTO DELLA CRUI
ALLA VIGILIA DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO
(Documento approvato all’unanimità dall’Assemblea del 25 settembre 2008)
1. Alla vigilia di un nuovo anno accademico che si preannuncia estremamente difficoltoso e
problematico per gli Atenei, la CRUI ritiene opportuno indicare con chiarezza le linee alle quali
intende ispirare la sua azione nei prossimi mesi, ribadendo in primo luogo il proprio impegno a
contribuire a una rapida definizione di provvedimenti legislativi e normativi che, entro una strategia
coerente e coordinata, affrontino con decisione e volontà di rinnovamento le maggiori criticità e
urgenze riguardanti la vita universitaria.
78
2. La CRUI individua tra le priorità alle quali dedicarsi e sulle quali sollecitare una larga
convergenza:
• la governance degli Atenei, attualmente vincolata da una normativa superata e che va
conseguentemente rivista in funzione di un coerente e rinnovato modello istituzionale,
riconsiderando in tale prospettiva il complesso delle funzioni decisionali, la composizione
dei vari organi, il loro ruolo e le loro responsabilità nella programmazione e nella
allocazione delle risorse e prevedendone un assetto che eviti ogni accusa di
autoreferenzialità della componente accademica. Parallelamente andranno sviluppati efficaci
sistemi di verifica, controllo e certificazione della qualità delle funzioni istituzionali assolte,
da affidare a soggetti terzi;
• le modalità di reclutamento della docenza, ponendo fine alla assurda situazione che vede una
legge in vigore non applicata (anche perché oggettivamente inapplicabile per le conseguenze
alle quali darebbe luogo) e riattivata invece una normativa già abrogata e sulla quale sono
state espresse forti riserve. Va pertanto al più presto individuato, approfondito e reso
operativo un sistema in due fasi: la prima di valutazione/abilitazione scientifica dei
candidati, da esercitare in un contesto comparativo a livello nazionale;
• la seconda, da attribuire alle responsabilità e alle prerogative della sede che chiama o che
promuove alla fascia superiore, i cui comportamenti vanno a loro volta vincolati a regole di
trasparenza e irreprensibilità. Sembra indispensabile, a questo fine, non preoccuparsi solo
della composizione e delle modalità di designazione delle commissioni giudicatrici
nazionali e di quelle selezionatrici locali, rispetto alle quali si possono in ogni caso
immaginare elementi maggiori di garanzia e di efficacia. Occorre altresì prevedere requisiti
e condizioni da rispettare nel corso delle procedure di valutazione, che determinino una più
attenta e meglio garantita considerazione delle qualità, dei meriti, dell’impegno accertato
degli aspiranti. Con riferimento alla prima fase di valutazione del lavoro scientifico a livello
nazionale, si potrebbe ad esempio attribuire una particolare rilevanza ai titoli scientifici
prodotti nell’ultimo quinquennio, ovvero, nel caso di docenti già in servizio, a quelli
prodotti dopo la conferma nella posizione in godimento. Ma vari altri passaggi vincolanti
potrebbero essere individuati, anche in raccordo con le competenze proprie del CUN. Il
nuovo sistema, una volta definito, andrà esteso al reclutamento dei ricercatori a tempo
indeterminato, regolamentando nel contempo la figura del ricercatore a tempo determinato,
da intendersi non come aggiuntiva ma come sostitutiva delle attuali posizioni post doc,
rivedendone e migliorandone le condizioni e le garanzie, e prevedendo forme di tenure track
per il passaggio a tempo indeterminato;
• alcuni aspetti dello stato giuridico della docenza, rideterminando, in particolare, il rapporto
diritti/doveri, sia rendendo esplicita e vincolante l’entità dell’impegno complessivo annuale
al quale sono tenuti i professori a tempo pieno (assumendo come possibile riferimento le
1512 ore già individuate dal Ministero ai fini della determinazione del costo del personale
docente nella partecipazione a progetti di ricerca comunitari e a progetti Prin), sia
riconsiderando in quel che ha di superato o di discriminatorio l’attuale regime delle
incompatibilità. E vanno riviste le articolazioni e le progressioni delle carriere, oggi solo per
anzianità, prevedendo verifiche periodiche dell’attività svolta e che una parte della connesse
retribuzioni possa essere invece definita a livello locale in relazione agli impegni
istituzionali e aggiuntivi effettivamente assolti e alla capacità di acquisire risorse per la
ricerca;
• il dottorato di ricerca, la cui revisione va collegata ai processi di ripensamento in materia in
atto anche a livello europeo, nella prospettiva sia di un innalzamento degli standard richiesti
per l’attivazione e l’accreditamento delle relative scuole, anche promuovendo soluzioni
interateneo e una più marcata internazionalizzazione, sia di una maggiore funzionalità e
valorizzazione delle attività di terzo livello rispetto agli esiti lavorativi;
79
•
•
•
la formazione degli insegnanti, da imperniare su percorsi didattici universitari nel quadro
delle lauree magistrali seguiti da tirocini abilitanti, valorizzando le esperienze positive
ricavabili dalle SSIS;
il diritto allo studio, rivedendone i criteri e le risorse assegnate, nel quadro di una più
complessiva riconsiderazione della condizione studentesca che tenga conto delle
trasformazioni intervenute nell’offerta formativa e nei relativi ordinamenti e dei mutati
bisogni ai quali fare fronte con una più adeguata offerta di servizi;
il trasferimento tecnologico, sviluppando e potenziando le iniziative al riguardo già in atto
negli Atenei e in raccordo con le imprese, al fine di meglio promuovere, diffondere e
valutare i processi di innovazione e di valorizzazione della ricerca fondamentale e applicata
all’interno del sistema-Paese.
3. La CRUI riafferma nel contempo l’urgenza di riprendere al più presto l’iter per l’attivazione di
un sistema nazionale di valutazione dell’università e della ricerca, che sia in grado di misurare con
piena attendibilità, omogeneità e trasparenza i risultati prodotti dai singoli Atenei, anche in vista di
una conseguente e motivata attribuzione delle risorse. La CRUI ritiene indispensabile che in tale
prospettiva vengano mantenuti e sviluppati (e adeguatamente finanziati, superando al più presto il
blocco in atto) i servizi e l’azione di monitoraggio e valutazione finora svolti dal CNVSU e dal
CIVR, fatta salva la loro confluenza, quanto prima, nel nuovo organismo.
4. La CRUI sottolinea parimenti l’importanza, all’interno del sistema universitario italiano, della
componente non statale, rilevante per una più equilibrata e plurale offerta formativa nel quadro di
una competizione volta all’incentivazione della qualità nella diversificazione delle proposte
curricolari. La CRUI ritiene che occorra correttamente distinguere tra università non statali e
università telematiche, la cui proliferazione rende urgente una riconsiderazione della specificità
delle regole e delle garanzie che devono presiedere al loro funzionamento. Un sostegno adeguato al
sistema universitario non statale, nel quadro della legislazione vigente e degli elementi di specificità
che questa assicura, non può in ogni caso prescindere da indispensabili interventi che rigorosamente
valutino, selezionino e verifichino progetti e realtà, proposte e risultati, in funzione sia
dell’allocazione di risorse sia di un’efficace e compiuta valutazione all’interno del sistema
universitario nazionale.
5. La CRUI si riserva di produrre su ciascun punto - e su altri qui per brevità non richiamati proposte più articolate e motivate, secondo indicazioni e principi già condivisi e approvati in
precedenti assemblee. Nel ribadire il proprio incondizionato impegno a operare per il rinnovamento
e la riqualificazione funzionale di aspetti centrali della vita universitaria, la CRUI fa d’altra parte
presente che non sono concepibili interventi minimamente significativi e credibili in tale direzione
che abbiano come unico riscontro, sul piano finanziario, le misure previste dalla Manovra triennale
approvata dal Parlamento prima della pausa estiva. Tali misure sono pesantemente aggravate dalla
nuova Legge finanziaria appena presentata dal Governo, che prevede per il 2010 una diminuzione
del Fondo di finanziamento delle università addirittura di 700 milioni (più del 10% dell’attuale
Fondo) e tagli drastici per le università non statali. Deve essere sin d’ora chiaro che con interventi
di tale entità sarà impossibile per le università pubbliche anche solo pagare le retribuzioni del
personale. È evidente che a fronte di una tale situazione e delle prospettive che ne conseguono non
possono non manifestarsi negli Atenei diffusi sentimenti di profondo allarme e frustrazione. La
CRUI ha piena consapevolezza della fase molto difficile e quanto mai incerta che l’economia
internazionale e quella nazionale stanno attraversando. Una attenta riconsiderazione e, per quanto
possibile, un ridimensionamento delle spese di propria competenza, è, senza alcun
dubbio, un comportamento al quale gli Atenei devono sentirsi tutti tenuti. Ma non si possono
imporre alle Università, statali e non statali, sacrifici oggettivamente non sopportabili, quali quelli
80
per il momento previsti, senza tenere conto delle loro conseguenze, inevitabili e di portata
dirompente per il sistema, con danni irreversibili per il Paese.
6. La richiesta, pressante e urgente, che la CRUI e l’intero mondo accademico hanno avanzato nelle
scorse settimane e che ora rinnovano, alla ripresa delle attività e in vista della discussione in
Parlamento della nuova Legge finanziaria è, dunque, che si ritorni al più presto sui contenuti della
Manovra, sia garantendo la copertura degli incrementi retributivi automatici del personale, sia
rivedendo la misura e le modalità di applicazione del blocco sul turn over (che ha effetti
particolarmente pesanti e distorcenti per i giovani), sia riassegnando progressivamente al sistema
universitario le risorse che verrebbero ricavate dai tagli previsti. La riassegnazione dovrà beninteso
avvenire secondo criteri e parametri ben definiti e vincolanti, in vista di obiettivi di riqualificazione
e controllo della spesa e di incentivazione del merito e dei livelli qualitativi della formazione e della
ricerca universitaria, valorizzando le posizioni dei giovani più meritevoli e favorendone le attività,
in un contesto che, come già sottolineato, preveda l’attivazione di un adeguato sistema di
valutazione e verifica dei risultati raggiunti e un aggiornato modello di governance, nonché
rinnovati meccanismi di reclutamento e di sviluppo delle carriere dei docenti e dei relativi impegni
e riconoscimenti. Vanno parimenti riconsiderati con urgenza i criteri e il modello stesso di
attribuzione delle risorse, facendo immediatamente confluire nel FFO tutte le varie assegnazioni
finalizzate che oggi caratterizzano i trasferimenti statali e introducendo nella ripartizione tra gli
Atenei maggiori elementi di premialità e fattori di riequilibrio a fronte di indicatori pienamente
attendibili e significativi sia con riguardo alle azioni realizzate e ai risultati ottenuti sia in relazione
alle condizioni di contesto e alle specificità e ai comportamenti dei soggetti interessati. E non è più
sopportabile l’azzeramento dei finanziamenti per l’edilizia universitaria che impedisce sia l’avvio di
nuove realizzazioni, funzionali alla didattica e alla ricerca o allo sviluppo di iniziative innovative,
sia la semplice manutenzione delle strutture esistenti.
7. La CRUI prende atto positivamente dell’intenzione espressa dal Ministro Gelmini di procedere
nelle prossime settimane all’adozione di un piano programmatico che preveda le linee guida di
riforma dell’università e della ricerca, anche come base di discussione e di approfondimento dei
molti temi da affrontare. Le indicazioni e le proposte sviluppate nel presente documento si
collocano e intendono offrire un positivo contributo in tale prospettiva. La CRUI si augura quindi
che il Tavolo di consultazione istituito nei mesi scorsi presso il Ministero possa essere rapidamente
chiamato a confrontare e sviluppare idee e proposte in vista di esiti operativi rapidi e efficaci. Nel
contempo la CRUI auspica che si determinino condizioni idonee per un proficuo e rapido lavoro
parlamentare sulle tematiche che richiedono interventi legislativi. Nessuno può tuttavia ignorare che
il tempo a disposizione, trascorso il quale il processo di deterioramento del quadro finanziario
risulterà irrecuperabile per tutte, indistintamente, le realtà universitarie del nostro Paese, è
brevissimo. Gli Atenei italiani non saranno in grado di chiudere in pareggio i propri bilanci, facendo
fronte ai loro impegni didattici, scientifici e di servizio, già a partire del 2010. In tali condizioni
diventerà impraticabile anche ogni forma di confronto, al quale pure non ci si intende sottrarre,
circa le possibili revisioni del quadro istituzionale e normativo di pertinenza degli Atenei.
Contrariamente a molte immagini di comodo, l’Università italiana e le istanze che la rappresentano
sono pronte a svolgere con coraggio la propria parte, trasformando, per quanto sta in loro e per
quanto concretamente possibile, un passaggio difficilissimo e fortemente a rischio in un momento
di rilancio e di rinnovamento. Governo e Parlamento devono dunque decidere e comunicare al
Paese in quale misura formazione e ricerca siano considerate strategiche per lo
sviluppo. La CRUI chiede al Governo un atto significativo di chiarimento e comportamenti
conseguenti. Deve essere sin d’ora chiaro che, in assenza di provvedimenti adeguati che diventino
operativi entro il 2009, ai Rettori e alla CRUI non resterà che trarre le uniche conseguenze possibili
e coerenti con le loro responsabilità di fronte ai rispettivi Atenei e al Paese.
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Il Presidente, alle ore 13.20 esaurito l’esame degli argomenti all’ordine del giorno, dichiara
sciolta la seduta.
IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
(Dott. Pasquale MASTRODOMENICO)
IL RETTORE-PRESIDENTE
(Prof. Paolo GARBARINO)
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