2012-3 - Parrocchia di Tarzo

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2012-3 - Parrocchia di Tarzo
«Voce amica»
Voce amica
Bollettino Parrocchiale di
Tarzo
Ar fanta
Corbanese
Maggio-Giugno 2012 - Anno XLIX - numero 3
IL VANGELO
LA BARCA CHE CI SALVA
Nel Vangelo di Marco si racconta di una barca che sta
attraversando il lago di Galilea, a bordo ci sono Gesù con i
suoi discepoli. Gesù non affronta la traversata da solo, non
avrebbe avuto bisogno della barca, ma in compagnia dei suoi
amici. Mentre la barca si trova in mezzo al lago si scatena una
tempesta che minaccia di farla affondare, i discepoli impauriti
gridano: Maestro svegliati e salvaci. Gesù interviene: ferma
il vento e le onde si placano.
Quella barca in balia delle onde simbolicamente rappresenta
la vita di ciascuno di noi, il Signore è al nostro fianco, ma
spesso non ce lo ricordiamo e lo lasciamo dormire.
La vita ci riserva gioie e dolori, giornate serene e tempestose.
Viviamo in mezzo a gelosie, rivalità, disgrazie, passioni, arrivismi
che turbano il nostro animo. Ci sono i tempi difficili in cui non
ci sentiamo più padroni del nostro futuro. E’ il tempo della
malattia, della mancanza dell’essenziale per vivere.
Ad alimentare ulteriori paure vi sono, poi, le tempeste che
agitano il mondo, in cui spirano venti di violenza, di sopraffazione,
di insicurezza, di odio; eventi che ci turbano e a volte basta una
piccola debolezza per impedirci di andare avanti.
Quando tutto sembra crollarci addosso e ci fa pensare che
siamo prossimi al naufragio, dove possiamo trovare la salvezza?
Nel brano del Vangelo sopra ricordato troviamo scritto: Non
avete ancora fede?
Cristo ci salverà dal naufragio, ma dobbiamo avere fede.
Molte volte, noi cristiani, ci lasciamo dominare dagli eventi,
per paura o per sconforto e ci dimentichiamo di Gesù, lo
lasciamo dormire; lasciamo chiuse le pagine del Vangelo.
Gesù dorme a causa della nostra ignavia.
La forza degli elementi sul lago di Tiberiade è simile a quella
dei nostri dubbi e della nostra rassegnazione.
Noi cristiani siamo diventati afoni, presenti ovunque ma poco
incisivi e mal sopportati, senza il coraggio della speranza di cui
dobbiamo essere portatori.
Dobbiamo scuotere il nostro torpore di cristiani con poche
certezze, dobbiamo riprendere in mano il Vangelo, viverlo e
mostralo senza paura.
Ed allora nelle difficoltà della nostra esistenza, come un
tempo sul lago di Tiberiade, Gesù che è vicino calmerà il vento
e si farà bonaccia.
Già i Padri della chiesa dicevano che Gesù sulla barca dorme
quando gli uomini non interrogano più la sua parola, quando
sono lontani dal Vangelo.
Già il profeta Malachia scriveva: “Voi avete stancato il Signore
quando esclamate: Dove è il Dio della giustizia?”(Mal. 2,17)
Noi di fronte alle disgrazie, come i non credenti, ci arroghiamo
il diritto di chiedere a Dio: Perché permetti questo? Dove sei
o Dio?
Ma Dio, che non vuole il male di nessuno, interviene se la
nostra preghiera è sincera ed allora, come accadde con il
fedele Giobbe, mostrerà la sua potenza dominando gli eventi.
d.F.
www.parrocchiaditarzo.it
UN SANTO AL MESE
Luigi Gonzaga
21 giugno
i
Luigi figlio primogenito di
Ferrante Gonzaga nasce a Castiglione delle Stiviere il 9 marzo
1568. Egli non era solo un paggetto grazioso e fragile, orante e
penitente, ma un giovane intelligente, ricco di sensibilità e di
forza che rinunciò all’eredità dei
Gonzaga. La madre, contessa
e donna di cultura e di fede, lo
educa alla preghiera e alla carità. Luigi prega e ama i poveri,
si rende conto della corruzione
di corte, è capace di difendere il
suo cattolicesimo, svergognando, anche, un vecchio signore
dedito alle parolacce. Nelle sue
scelte è guidato da grandi ideali!
Nel 1577-78, insieme al fratello Rodolfo, è accolto alla corte
di Francesco de’ Medici a Firenze e lì davanti alla santissima
Annunziata si consacra alla Madonna. Il 22 luglio 1580 riceve
la prima comunione dal cardinale Carlo Borromeo. D’ora in poi
la sua vita segue gli Esercizi spirituali di sant’Ignazio. Il padre
Ferrante è incaricato da Filippo
II di accompagnare a Lisbona sua sorella Maria d’Austria,
vedova di Massimiliano II. Dal
1581 Luigi vive a Madrid e in
quella città la sua vocazione si
precisa. Il 29 marzo 1583 terrà
un suo discorsetto in latino davanti al re. Nell’agosto del 1583,
davanti alla Madonna del Buon
Consiglio nella chiesa del collegio della Compagnia di Gesù,
Luigi è certo che il Signore lo
vuole gesuita. La madre è contenta mentre il padre oppone
grosse difficoltà. Luigi è convinto, ma accetta di rimandare la
decisione al ritorno in Italia.
Finalmente Ferrante cede e il
2 novembre 1585 Luigi firma
a Mantova l’atto di rinunzia al
marchesato a favore del fratello
Rodolfo. Si trasferisce a Roma
ospite di suo cugino, monsignor
Scipione Gonzaga. Da una lettera di Ferrante, sappiamo che
Sommario
Comunità cristiana
Cronaca locale
Notizie dal Comune
Arfanta: paese mio
Voce di Corbanese
1-4
5-8
9
10-11
12-13
Parrocchia di Tarzo 14-19
Alpini
20
Ricordi
21
Anagrafe
22-23
Offerte-Angolo dei ricordi 24
pagina 2
«Voce amica»
MAMMA MARGHERITA
È tempo di decidere cosa fare
nella vita
Anche per Giovanni la preoccupazione del denaro, del pesare
il meno possibile su sua madre,
è una preoccupazione costante.
Con le ripetizioni al figlio di Lucia e i servizi più umili è riuscito a contenere la pensione. Dal
Pianta accetta qualunque lavoro,
e tutti sanno che le ripetizioni le
fa molto bene e a prezzi stracciati. Chiedere denaro a sua madre
gli costa sempre di più.
Nell’aprile 1834 si avvia a
compiere 19 anni e a terminare
l’anno di “umanità”. E’ tempo
di decidere che cosa vuole fare
nella vita. Con gli studi che ha
compiuto può entrare come impiegato nello studio di un avvocato o di un notaio. Può concorrere alla «patente» (= diploma) di
insegnante nelle scuole inferiori,
o inserirsi tra gli impiegati comunali.
Scrive nelle sue Memorie:
«Il sogno di Morialdo mi stava
sempre impresso; anzi, mi si era
altre volte rinnovato in modo assai più chiaro, per cui volendoci
prestar fede, dovevo scegliere lo
stato ecclesiastico, cui appunto mi sentiva propensione». Ma
per diventar sacerdote occorreva
ancora un anno di scuola pubbli-
ca («retorica»), poi bisognava
entrare in Seminario e compiere
altri sei anni di studio ad alto livello. Studi impegnativi (e questo non gli costava) e costosi (e
questo lo metteva in grave imbarazzo). Non se la sentiva di dire
a sua madre che ormai sfiorava
i 50 anni e spaccava il soldo in
quattro: «Mantienimi ancora per
sette anni».
Dopo averci pensato a lungo,
negli ultimi giorni di aprile fece
una camminata fino a Castelnuovo, si presentò al suo parroco don
Dassano e gli chiese i documenti
necessari per entrare tra i Francescani di Chieri. Il parroco cadde
dalle nuvole: «Giovanni Bosco
in convento? Ma ci hai pensato bene? Ne hai parlato con tua
madre?». Giovanni gli espose
tutto ciò che aveva pensato: non
se la sentiva di affrontare ancora
sette anni di studio senza alcuna
entrata. Le rette da pagare ogni
mese sarebbero state alte, e sua
madre era sui cinquant’anni, suo
fratello aveva ormai una figliolina da mantenere, e presto sarebbero arrivati altri bambini. Disse
anche che aveva parlato con alcuni padri francescani di Chieri:
lo avrebbero accettato volentieri, avrebbe potuto compiere con
calma i suoi studi e diventare
(Segue dalla prima pagina)
Luigi il 23 novembre 1585 è
ricevuto da papa Sisto V. Dopo
un breve soggiorno a Napoli
per ragioni di salute, si trasferisce al Collegio Romano per
concludere gli studi di filosofia
e di teologia; nel 1588 riceve gli
ordini minori in San Giovanni
in Laterano. Nel settembre del
1589, su consiglio del Padre
Bellarmino e del Padre Acquaviva, Luigi va a riappacificare
suo fratello Rodolfo con il duca
di Mantova.
Con l’occasione tiene un discorso sull’eucaristia che porta
molta gente alla confessione
e, sulla via del ritorno verso
Roma, entusiasma gli studenti
di Siena parlando loro di Cristo-Re. Nel febbraio 1591 scoppia a Roma un’epidemia di tifo
petecchiale e Luigi è fra i primi
volontari. Il 3 marzo trasporta a
spalle un appestato all’ospedale
della Consolazione; la malattia
con forte febbre lo avvolge e lo
avvierà alla morte, vero “martire di carità”. Consapevole della
prossima fine con una struggente lettera, il 10 giugno, prende
commiato dalla madre. Muore
il 21 giugno 1591 a soli 23 anni.
Nel 1726 Papa Benedetto
XIII lo proclama Santo. Il suo
corpo è custodito nella Chiesa
di Sant’Ignazio a Roma, il capo
invece, è custodito nella Basilica a lui dedicata, nella sua città
natale, Castiglione delle Stiviere.
Di lui Paolo VI disse: “Luigi
concepì la sua esistenza come
un dono da spendere per gli
altri”; e Giovanni Paolo II nel
giugno 1991: “Il Padre misericordioso ha concesso a Luigi
d’immolare la sua giovinezza
in un servizio eroico di carità
fraterna”.
continuazione
Maggio-Giugno 2012
Rosario
nel mese
di maggio
Piccola catechesi
sacerdote francescano. Dal momento dell’entrata in convento
non avrebbe più dovuto sborsare
una lira.
«Voglio andare a parlare con
tua madre»
Don Dassano sentiva quei ragionamenti, ma pensava una cosa
completamente diversa. Pensava
che Margherita, dopo aver tribolato tutti quegli anni perché
Giovanni diventasse prete, aveva diritto che suo figlio non la
piantasse in asso proprio adesso.
Il quarto comandamento: «Ama
tuo padre e tua madre», esisteva
anche per Giovanni Bosco. Una
robusta parrocchia, dove lui fosse un bravo parroco e sua madre
potesse passare gli ultimi anni
di vita in pace, gli sembrava una
conclusione onorata e secondo
quanto Dio comanda. Una tonaca
da frate e un’obbedienza che lo
avrebbe spedito chissà dove, gli
sembravano un brutto scherzo
per quella donna anziana.
Disse a Giovanni: «Prima di
darti i documenti, voglio andare
a parlare con tua madre».
Appena potè, salì alla cascina
del Sussambrino, e davanti a un
buon bicchiere di vino (come allora si usava) parlò chiaro e tondo a Margherita: «Giovanni mi
ha chiesto i documenti per entrare tra i Francescani. Lo accetterebbero volentieri e gli farebbero
terminare gratis i suoi studi. Sia
chiaro che non ho niente in contrario, anche se Giovanni mi pare
più adatto a lavorare in una parrocchia perché sa farsi voler bene
dalla gente. Ma voglio parlarvi
chiaro, Margherita. Voi non siete
ricca, e siete ormai avanti negli
anni. Un figlio parroco, quando
non potrete più lavorare, potrà
darvi una mano. Ma un figlio frate, per voi sarà perso. Sono convinto che dovete sconsigliarlo
da questa decisione, e mi pare di
dirlo per il vostro bene».
(continua)
La chiesa di Vittorio Veneto, seguendo l’indicazione offerta dal
Vescovo Corrado attraverso i piani pastorali diocesani per gli anni
2008/2009 – 2009/2010 – 2010/2011,
ha riscoperto il fondamento che ha il
Sacramento del Battesimo per ogni
cristiano. Con il dono del Battesimo
siamo “innestati” nel mistero della
morte e risurrezione di Gesù, come
i tralci alla vite; diventiamo persone
nuove, con una nuova dignità, ossia
quella di figli di Dio. Nello stesso
tempo, uniti tutti a Cristo, siamo fratelli tra di noi, ossia Chiesa. Ad ogni
battezzato il Signore ha affidato il
compito di andare in tutto il mondo
e proclamare il Vangelo ad ogni creatura. Ognuno di noi è quindi chiamato alla “missione” affinchè tutti
gli uomini conoscano il Signore. Il
Consiglio Pastorale Parrocchiale ha
riflettuto molto sul significato di missione nel nostro contesto di Chiesa
parrocchiale chiamata ad una “nuova evangelizzazione” e soprattutto ad
“andare verso le persone”. Da queste
premesse è nata la proposta di offrire
l’annuncio della Parola di Dio proprio
a casa della gente, cogliendo l’occasione con la preghiera del Rosario nel
mese di maggio dei vari gruppi della
parrocchia. Come diacono mi sono
messo a disposizione per incontrarmi con i gruppi del Rosario che ne
avesse fatto richiesta. Così è partita
l’esperienza di fede di una “piccola
catechesi” durante il Rosario.
Come testo mi sono ispirato agli
Atti degli Apostoli (8, 26-40).
In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: Alzati e va’
verso il mezzogiorno, sulla strada
che scende da Gerusalemme a Gaza;
essa è deserta. Egli si alzò e si mise
in cammino, quand’ecco un Etiope,
eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il
culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il
profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a
Filippo: Va’ avanti e accostati a quel
carro. Filippo corse innanzi e, udito
che leggeva il profeta Isaia, gli disse:
«Voce amica»
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pagi
PREGHIERA
ALLA MADONNA DEL CARMINE
Capisci quello che stai leggendo?
Egli rispose: E come potrei capire, se nessuno mi guida?. E invitò
Filippo a salire e a sedere accanto
a lui. Il passo della scrittura che
stava leggendo era questo: ”Come
una pecora egli fu condotto al
macello e come un agnello senza
voce innanzi a chi lo tosa, così egli
non apre la sua bocca. Nella sua
umiliazione il giudizio gli è stato
negato, la sua discendenza chi
potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita”.
Rivolgendosi a Filippo, l’eunuco
disse: Ti prego, di quale persona
il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro? Filippo,
prendendo la parola e partendo da
quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era
dell’acqua e l’eunuco disse: Ecco,
qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?. Fece
fermare il carro, e scesi nell’acqua, Filippo lo battezzò. Quando
risalirono dall’acqua, lo Spirito
del Signore rapì Filippo e l’eunuco
non lo vide più; pieno di gioia proseguiva la sua strada. È un primo
annuncio del Vangelo. I personaggi del brano, a prima vista, sembrano due: Filippo e l’Etiope; ma
il protagonista principale è lo Spirito Santo, è sua l’iniziativa: è Lui
che chiama Filippo e lo invia ed
è sempre Lui che spinge l’ Etiope
alla ricerca del vero Dio. L’etiope
è ricco, ha una carica importante,
tuttavia è sterile ossia vuoto. Era
venuto per il culto a Gerusalemme: alla ricerca del senso della
vita. Seduto sul suo carro, leggeva
il profeta Isaia: centralità della Parola, via privilegiata all’incontro
con Dio. Come posso capire? La
parola va interpretata all’interno
della Chiesa: la guida è Filippo. Se
nessuno mi guida? Umiltà e consapevolezza della propria povertà
sono condizioni indispensabili per
poter incontrare Dio.
Filippo (uno dei sette diaconi) è
disponibile all’ascolto dello Spirito Santo. Si mette in cammino
nonostante la situazione: strada
deserta (che incontro ci può essere?), mezzogiorno (ora caldissima, non era meglio un’altra ora?).
O Vergine Ss.ma del Monte Carmelo,
che con tante grazie hai chiamato numerosi
si
fedeli al tuo santuario a celebrare
le tue lodi e a ricevere la tua benedizione,
ascolta le nostre fiduciose preghiere,
e volgi lo sguardo sopra noi che t’invochiamo.
La nostra vita ha bisogno del tuo aiuto
che ci guidi e ci conforti nel cammino d’ogni giorno.
O Vergine Maria, Madre di misericordia,
salute degli infermi, rifugio dei peccatori,
consolatrice degli afflitti, tu conosci
i nostri bisogni, le nostre pene,
le nostre sofferenze, i nostri desideri.
Non si chiede il perché, ha fiducia
cieca nel comando divino, questo
è il tempo e il luogo in cui noi viviamo e siamo chiamati. Fedeltà
nell’annuncio di Gesù: chi siamo
noi per stabilire ciò che è giusto
quando, dove, come? Si affianca
al carro e alla vita dell’Etiope. Lo
ascolta. Gli annuncia Gesù semplicemente e la buona notizia che
Gesù è accanto a lui, è speranza
per lui. Dopo la Parola, il Battesimo. Dopo la trasmissione della
fede: il sacramento; ecco quello
che conta veramente. Filippo rappresenta la chiesa che battezza,
che genera a vita nuova. L’Etiope prosegue la strada da solo: ha
Gesù con lui; Gesù ha dato nuovo
senso alla sua vita.
Altre sottolineature. Il credente
è in continuo cammino alla ricerca
di Dio. Cosa può impedire che io
sia battezzato? Forse i nostri pregiudizi sociali e religiosi! L’eunuco, per il Giudeo, era una persona
da evitare in quanto non puro. Farsi trovare pronti all’iniziativa dello Spirito Santo. Ascoltare la vita
dell’altro. Andare verso gli altri
privilegiando gli incontri personali e il dialogo. Al termine di questa
catechesi itinerante, oltre alla ricchezza personale ricevuta dall’incontro con la gente, ho potuto constatare che le persone, nonostante
si viva in un clima di indifferenza
religiosa e di individualismo, sono
alla ricerca di Dio e sono attente
alla Sua Parola soprattutto se possono percepirla con semplicità e
chiarezza. Benediciamo sempre il
Signore.
Mario Introvigne
Ottienici
materna
intercessione
Otti
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conn la
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atteerrnaa iint
ater
nterceess
nt
ssio
ioonee
le grazie che ti domandiamo…
Confortaci nelle nostre difficoltà.
Aiutaci a credere nell tuo Figlio Gesù.
Insegnaci a praticare le virtù cristiane.
O Madre dolcissima del Carmelo:
soccorrici in vita, assistici in morte;
libera quanto prima le anime del Purgatorio
e facci con loro tuoi fratelli nella Patria del cielo.
Amen
I PAPI
DELLA CHIESA
182. GREGORIO X, Beato, 1.9.1271,
27.3.1272 – 10.1.1276
Dopo la morte di Clemente IV i cardinali si manifestarono divisi per le differenti posizioni nei cononfronti di Carlo d’Angiò, che divenuto re di Siciliaa
(1266-1285) era determinato a estendere il suo
dominio sull’Italia centrale e settentrionale. Il conclave che si teneva nel palazzo pontificio di Viterbo,
durò quasi tre anni, nonostante le sollecitazioni.
Sostenuti dal cardinale francescano Bonaventura
da Bagnoregio, i viterbesi scoperchiarono il tetto
o
del palazzo e diminuirono progressivamente il vitto
o
agli elettori riuniti. Fu eletto Tebaldo Visconti Piacenza
nza
(1210); non era neppure vescovo ma solo arcidiacono
ono di
Liegi e si trovava in Palestina, a San Giovanni d’Acri,
ri come cappel
cappellano dei crociati (VII Crociata). Tebaldo accettò, sbarcò a Brindisi e
arrivò il 27 marzo 1272 a Roma, venne ordinato vescovo e prese il
nome di Gregorio X.
Si preoccupò di ripristinare l’unità con la Chiesa di Costantinopoli e organizzare una crociata.
Per questo indisse il 1 maggio 1272 il II Concilio di Lione, che
si svolse solo il 7 maggio 1274 sotto la guida di Bonaventura da
Bognoregio, quando tutti i vescovi furono arrivati. Durante il suo
viaggio veros Lione si adoperò per stabilire la pace fra le varie fazioni nelle città italiane. Tomaso d’Aquino, partito dal suo convento
di Fossanova non potè parteciparvi perché morì durante il viaggio..
Il documento conclusivo della riunione delle due chiese non ebbe
alcun esito pratico.
Questo papa lasciò anche alcune norme per il Conclave che
riduceva il vitto ai cardinali di un terzo al giorno fino al digiuno
completo se entro tre giorni il nuovo papa non fosse stato eletto.
Gregorio X morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, mentre stava rientrando a Roma.
183. INNOCENZO V, beato, 21.1.1276 – 22.6.1276
Entrato giovanissimo nell’ordine domenicano, nato (ca.1225) a
Champigny (Savoia), Pietro di Tarantasia aveva studiato teologia a
Parigi con Tommaso d’Aquino e conseguendo il dottorato in teologia nel 1259. Collega e amico di Alberto Magno, scrisse molte opere di teologia con il titolo di “doctor famosissimus”. Arcivrewcovo di Lione (1272), cardinale e
o
vescovo di Ostia e Velletri (1273), decano del sacro
Collegio e collaboratore di Gregorio X, venne eletto
alla unanimità con il nome di Innocenzo V. Fu il primo
papa dell’ordine domenicano. Si adoperò a riconciliare Pisa con le altre città toscane e Genova con Carlo
d’Angiò. Si impegnò a favorire la difesa dei cristiani di
Spagna contro i mori e organizzò una crociata. Morì a
to
Roma il 22 giugno 1276 e nel 1898 fu proclamato beato
da Leone XIII.
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Maggio-Giugno 2012
I Fioretti
di Papa Luciani
Un sacerdote ammalato era stato dimesso
ddall’ospedale e viveva da solo nella casa parroccchiale. Luciani, per molti giorni, andava e gli facceva un po’ da infermiere, portandogli il pranzo
caldo per mezzogiorno. E diceva: Anch’io io devo
fare le “opere di misericordia” e non solo raccomandarle agli altri,
come sto facendo con i ragazzi che incontro qui in parrocchia per la
Visita Pastorale. So anch’io che è importante e da coraggio ricevere
qualche visita ed avere una persona che ti aiuta.
Papa Luciani Racconta
La fitoterapia
Il vescovo Luciani stava conversando con la gente sul sagrato della chiesa durante una Visita Pastorale.
Un giovane gli domandò: Sono duemila anni che esiste la Chiesa,
il Vangelo, i preti….e non solo non è cambiato nulla…anzi…!
Luciani rispose: Scusami se cerco di esprimermi in modo semplice… In una chiesa stava predicando un frate, che affermava che il
Vangelo di Gesù è una forza a nostra disposizione per cambiare in
meglio noi e la società.
Un tale si alza e dice: Padre, ma sono già duemila anni che si predica il Vangelo e il mondo non è cambiato…!
E il frate: Gentile signore, perdoni il mio ardire e la prego di non
offendersi. Vedo che lei ha il colletto della camicia un …po’ unto,
sporco, unto di sudore…Mi dica: la colpa è del sapone che non è
stato capace di pulire e togliere lo sporco dalla camicia, oppure è lei
che non ha adoperato il sapone?
No, Padre, la colpa è stata tutta e solo mia, che non ho usato il
sapone, che avrebbe certamente cancellato lo sporco, l’unto dalla
camicia!
E Luciani, sorridendo: Caro il mio giovane S. Francesco di Assisi
invece di contestare gli altri, compresa la Chiesa del suo tempo,
ha cominciato a contestare se stesso. Non ha predicato che gli altri dovevano cambiare, ma ha cominciato a cambiare lui stesso per
primo. Non ha battuto il petto degli altri dicendo “colpa tua!”, ma il
proprio e ha detto: “Mia colpa”!
La colpa se noi non diventiamo migliori e se il mondo non cambia
non è del Vangelo, ma solo nostra che non lo mettiamo in pratica.
La Chiesa è Cristo in sieme con noi; La Chiesa è Cristo con me,
con te, con tutti noi battezzati. La Chiesa sei anche tu. Se tu non
vivi il Vangelo fai fare brutta figura al Vangelo e a Cristo che lo ha
insegnato.
L’assenzio
L’Assenzio vero (Artemisia absinthium) è da
noi difficile da trovare allo stato spontaneo. Si
trova invece molto frequentemente il falso assenzio (Artemisia vulgaris), che tuttavia non presenta le stesse proprietà. Il vero assenzio, che è
un’erbacea alta circa un metro, di colore verdegrigio con piccoli fiori gialli, si può tuttavia coltivare molto facilmente, tanto da diventare spesso quasi infestante. L’intera pianta ha un odore
forte, acutamente aromatico, dovuto all’olio essenziale, e contiene poi caratteristiche sostanze
dal gusto molto amaro.
L’assenzio è dunque un tipico amaro aromatico. L’azione amara è di gran lunga prevalente,
ma rilevanti sono anche le azioni contro la formazione dei gas della digestione e nei confronti
della secrezione della bile: in questo senso ha
CONCORSO NAZIONALE
“Semi di sostenibilità” - “Le ricette della sostenibilità”
Le classi quarta e quinta della scuola primaria di Tarzo
sono risultati vincitrici del primo premio del Concorso Nazionale. Gli alunni hanno ideato, illustrato e commentato
alcune ricette, mettendo in luce il territorio di Tarzo con i
suoi prodotti, il rispetto per l’ambiente e l’attenzione alla
salubrità nella scelta degli ingredienti. Negli elaborati sono
stati evidenziati concetti quali: la stagionalità di frutta e
verdura; l’utilizzo di ortaggi dell’orto di casa ovvero i
“prodotti a km zero”; l’uso di ingredienti privi di sostanze
chimiche di sintesi (cosiddetti biologici).
Il concorso, che ha premiato i bambini con una televisione LCD da 32 pollici e una biblioteca di carattere scientifico-naturalistico, è stato il momento conclusivo di un percorso didattico di educazione ambientale e alimentare. Le
ricette verranno poi pubblicate on line nel sito del WWF
e raccolte in un libro, grazie al contributo di Electrolux,
partner del WWF.
L’insegnante delle classi
Cristina Piaz
un posto importante fra le piante digestive. Va di
molto ridimensionata la credenza sulla tossicità
dell’assenzio, dato che, nelle normali preparazioni
– l’infuso o la stessa tintura madre – il contenuto di absintolo, un pericoloso componente della
pianta, è così modesto che non c’è da temere alcun genere di danno.
Con l’avvertenza che si tratta comunque di preparati amarissimi e da non utilizzare per periodi
molto lunghi, lo si potrà impiegare in infuso (un
cucchiaino da té per tazza di acqua bollente, coperto in infusione per 10 minuti) o in tintura madre
(20-30 gocce, 3 volte al giorno), in particolare
come efficace tonificante generale, anche nell’influenza o nel corso di convalescenze, come stimolante dell’appetito (assunto prima dei pasti) e nei
casi di “debolezza” (atonia) dello stomaco e delle
vie biliari.
Piero C.
Maggio-Giugno 2012
«Voce amica»
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LATTERIA SOCIALE di TARZO e REVINE LAGO
premio Roma 2012
E’ con molto piacere che comunico che la Latteria Sociale di Tarzo e Revine Lago ha partecipato al
concorso formaggi PREMIO ROMA 2012 svoltasi con la cerimonia di premiazione lo scorso 9 giugno
2012 presso la camera di Commercio di Roma nella propria sede sita presso il Tempio di Adriano. Concorso diviso in quattro sezioni: Sezione Roma -Sezione Lazio - Sezione Nazionale - Sezione Internazionale. Erano presenti 133 aziende di 16 regioni che hanno sottoposto al giudizio della giuria coltre 300
campioni di formaggi divisi in 21 tipologie.
Nella Sezione Nazionale la Latteria di Tarzo e Revine Lago si è aggiudicata il 3° premio con il Montasio Dop 4 mesi sfidando il Parmigiano Reggiano Dop 36 mesi, e il Formaggio “ Gran Vaccata” tipico
Abbruzzese. Oltre al Concorso “Premio Roma 2012” anche al 5° Trofeo San Lucio svoltosi il 17-18
marzo scorso con la chiusura della premiazione il 01 maggio 2012 la Latteria di Tarzo e Revine Lago tra
i circa 200 formaggi in concorso suddivisi in 24 categorie, si è aggiudicata il 3° premio con il Montasio
dop stagionato. Una bella soddisfazione raggiungere il podio in quanto quella è terra del formaggio Parmigiano Reggiano e Grana Padano.
Questi sono riconoscimenti importanti in quanto sono frutti di un attento lavoro sia da parte degli allevatori e di tutti i collaboratori nel
curare e ricercare nella filiera produttiva un punto di qualità eccellente, e ti danno la possibilità di confrontarticon altre realtà produttive.
Riconoscimenti inaspettati vista la grande partecipazione ai concorsi e significativi per tutto il nostro territorio del Formaggio Montasio
Dop
Per la Latteria Sociale diTarzo e Revine Lago: Martino Grillo
Chiusura Università degli adulti anno 2012
Giornata splendida quella del 29 maggio,
piena d’incontri e di calore umano.
Il dialogo che si espande tra le tavole imbandite dei corsisti è un dialogo che manifesta la gioia di rivedere i nostri benefattori, la rappresentanza del corpo docenti,
gli amici e conoscenti, e nel dialogo ritorna
spesso la domanda “Te recordetu ?…”.
E’ la memoria che corre lungo il sentiero
della vita per far riemergere ricordi di anni
trascorsi all’Università degli anziani al Castello Brandolini, quando, dopo aver consumato il pranzo, facevamo delle splendide
passeggiate tra il verde invitante del bosco
e i cuori si aprivano a confidenze, a ricordi
di anni passati in gioventù, di vicende della
vita più o meno fortunata, più o meno bella,
ma sempre interessante perché messaggera di grande saggezza. Storie di giovinezze spensierate, di tempi felici, quando con
poco ci si accontentava. Quel “ Te recordetu?...” mi riporta alla mente le parole del
nostro indimenticabile
maestro di vita: don
Gustavo Resi pronunciate la sera della presentazione del mio libro. Nel suo intervento
disse “Sapete perché il
fiume arriva al mare?”
.Pausa…silenzio…nessuna risposta, Allora
riprese “Perché ha gli
argini”.
Anche la nostra vita e
quella della società ha i
suoi argini: sono i principi morali basati sulla
giustizia,
sull’ugua-
glianza, sulla fratellanza, sull’amore, senza
dei quali la società va incontro a disordini,
a violenze, a manifestazioni di piazza non
pacifiche.
Oggi, purtroppo, ci troviamo a vivere in
una società priva di valori etici dove manca
il calore umano, la solidarietà, la comprensione; una società dove regna l’indifferenza..
Ognuno dei noi deve fare un esame di coscienza, deve cercare di ritrovare quei valori che erano il pane quotidiano dei nostri
padri e che sono la solida struttura di quegli
argini che nel trascorrere del tempo sono
stati rotti permettendo al fiume della vita di
uscire, di dilagare, per farci ritrovare, ora,
con l’acqua alla gola. E’ necessario riparare
quegli argini; lo si deve fare non solo per
noi stessi, ma per la società, per i nostri figli
e nipoti, lo si deve fare per i giovani per
dare loro sicurezza ed un futuro migliore.
Cronaca dell’ultima giornata. Ore 10
arrivo dei partecipanti al Corso, ore 10.10
– ultima “Lezione” tenuta dai coniugi professori ricercatori di Torino Luisa e Beppe
De Filippi sul tema “E’ sempre e solo mala
sanità?” .
E’ seguito il pranzo onorato dalla presenza del Sindaco di Cison di Valmarino Cristina Pin con l’Assessore alla Cultura Loris
Perenzin, di Miane Angela Colmellere e di
Revine Lago Battista Zardet; assente giustificato il nostro Sindaco Gianangelo Bof;
mentre per la Banca Prealpi erano presenti:
il direttore generale Girolamo Da Dalto e il
direttore della filiale Walter Santinon. Una
nutrita rappresentanza del corpo docenti
con 25 presenze ai quali va aggiunto l’ex
parroco di Cison di Valmarino mons. Venanzio Buosi. E’ terminato così, in un clima
di cordialità e di riconoscenza, questo 23°
Corso universitario degli adulti.
Antonio Pancot
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Anche quest’anno c’era un pubblico numeroso e
vivace domenica 3 giugno alla premiazione del 22°
concorso di Poesia promosso dalla Pro Loco di Tarzo
e patrocinato dal Comune. Il concorso, dal titolo abbastanza impegnativo: “SENTIMENTI E SENSAZIONI
CHE COLORANO LA VITA: amicizia, serenità,
passione…paura, solitudine”, era rivolto agli alunni
della scuola primaria ed ai ragazzi delle scuole medie
della provincia di Treviso e, ancora una volta, ha riscosso una grande adesione. La giuria composta dalla prof.
ssa Maria Livia Ieralla Fabris, dall’insegnante Dina Casagrande e dalla scrittrice Michela Piaia, ha visionato
circa 500 elaborati e li ha trovati di ottimo livello tanto
da farla riflettere a lungo per l’assegnazione dei premi. A
premiare i giovani talenti, c’erano il presidente della Pro
Loco Luciano Piaia, il vicesindaco Vincenzo Sacchet
con l’Assessore Andrea De Polo e il direttore della filiale
di Tarzo della BCCP Walter Santinon. Era inoltre presente una rappresentanza degli studenti del circolo Musicale di Tarzo con la loro insegnante Egle Altoè. Dopo
i doverosi saluti e ringraziamenti si è passati al momento atteso: le premiazioni! A questo punto si è inserita
opportunamente una iniziativa chiesta dalla giuria, nella
persona di Michela Piaia, che ha suggerito di ricordare
una poetessa, Antonia Pozzi, nel centenario della sua
nascita. La Pozzi, è una delle rare voci liriche femminili
del ’900, forse trascurata, perché ha concluso la sua
vita in giovane età. Riconosciuta come talento da Eugenio Montale; come introduzione ad una rassegna di poesie, è sembrato di buon auspicio ascoltarne una delle
sue più belle: “L’allodola”. I vincitori sono saliti sul palco
emozionati e contenti; ognuno ha ascoltato la sua opera
recitata e applaudita con partecipazione e questo entusiasmo ci rallegra poiché, ancora una volta, siamo convinti che sia importante spronare i ragazzi a continuare
a mantenere vivo il desiderio di lasciare sempre traccia
dei propri sentimenti e riflessioni sulla carta per non disperdere momenti importanti della loro vita. La giuria,
a conclusione della manifestazione, ha evidenziato che,
dalle “opere poetiche”, sono affiorati sentimenti molto
profondi messi in luce dagli autori i quali, raccontando e
riflettendo di paure, rabbie, tristezze e meraviglie, hanno
richiamato l’attenzione del mondo degli adulti verso un
naturale bisogno di amore. Questo è il messaggio
di ottimismo e speranza che ci inviano i bambini e i ragazzi per porre rimedio a tanti mali che
affliggono l’umanità. Al momento della scrittura di
questo articolo ci giunge la notizia della scomparsa della prof.ssa Carla Dalla Barba Bernardi. Questo lutto
ci addolora profondamente e maggiormente in questo
momento poiché proprio il concorso di poesia è iniziato con la collaborazione e il sostegno di Carla che ha
curato la manifestazione, in tutto il suo percorso dalla
nascita alla sua crescita, per ben 20 anni. La Pro Loco
ricorda la sua attività con infinita riconoscenza per l’apporto di alta professionalità e dedizione dimostrata nel
condurre tutte le iniziative nelle quali è stato richiesto il
suo contributo. Con l’amarezza dell’ultimo saluto rinnoviamo un forte ringraziamento alla cara Carla; ricorderemo la sua alta nobiltà d’animo con profonda stima ed
immenso affetto.
Luciana D’Arsiè
«Voce amica»
Maggio-Giugno 2012
Nel mese di maggio si è conclusa la quarta edizione del cineforum promosso dalla pro loco di Tarzo, con il patrocinio del comune. Chi ha preso parte
alle precedenti edizioni è a conoscenza che lo spirito di questa iniziativa culturale, è quello di ampliare la conoscenza di sé e del mondo che ci circonda
utilizzando uno strumento espressivo particolare, il cinema. Guidate da un
particolare spunto tematico, le edizioni si sono soffermate sui luoghi e gli
aspetti relazionali che accompagnano il vivere quotidiano: l’adolescenza e le
sue dinamiche, l’ambiente come luogo dell’esperienza e i legami come forme
dell’esperienza stessa. Il tema di quest’anno è stato l’amore, come legame
speciale che ci coinvolge e ci accompagna, con le sue intricate vicissitudini,
un legame tra noi e il mondo e tra noi e noi stessi. Varie quindi sono le forme
d’amore, anche se, quando parliamo di esso il nostro pensiero corre immediatamente a quello che è l’amore vissuto dalla coppia. Perché accade questo?
Perché è in quel particolare tipo di relazione che si condensano, o almeno
dovrebbero condensarsi, tutte le varie declinazioni dell’amore stesso.
I film che sono stati scelti
per parlare di questo argomento sono stati: Super 8 di
J.J. Abrams 2011, Shall We
Dance? Di Peter Chelson,
2004, Una ragazza tutta sua,
di Craig Gillespie, 2007 e
Gente di Dublino 1987. Le
proiezioni sono state commentate da quattro psicoterapeute che hanno condotto
anche gli interventi con il
pubblico.
Nazionali
Campionati
)
di giochi matematici Bocconi (Milano
ionale dei Giochi Matematici.
Il 19 Maggio si è svolta la Finale Naz
ndaria di Primo grado di TarI due rappresentanti della scuola Seco
tis Jacopo si sono trovati
San
De
zo ovvero Bianchetti Alessandro e
to elettrizzante appuntamento.
per la seconda volta ad affrontare ques
alla categoria C2 cioè alla squaAlessandro e Jacopo appartenevano
a media e la prima superiore.
dra dei ragazzi che frequentano la terz
partecipanti (solo di questa cateA Milano si sono ritrovati con 1200
a “combattere” contro questi
goria) provenienti da tutta l’Italia, tutti
necessarie buone capacità di
strani quesiti per risolvere i quali sono
iesta l’applicazione di astruse
ragionamento logico; infatti non è rich
teoremi, ma gran ragionamento e
regole matematiche o di impossibili
voglia di mettersi in gioco.
niente, ma comunque si sono
I “nostri” ragazzi non hanno vinto
Italia: uno al 466mo posto e l’alclassificati tra i primi cinquecento in
che i quesiti da risolvere erano
tro al 481mo posto. E’ curioso sapere
due ore; naturalmente meno
12 e per farlo avevano a disposizione
lvono, migliore sarà la posizione
tempo si impiega e più quesiti si riso
nella classifica finale.
i quesiti in 65 minuti: comIl ragazzo vincitore ha risposto a tutti
plimenti a lui!
ionale Italiana e andranno a
I primi cinque faranno parte della Naz
are ai campionati internazionali.
Parigi alla fine di agosto per partecip
resentanti delle altre categorie.
Ovviamente ci saranno anche i rapp
per ragazzi ma ad essi possono
I campionati non sono solo giochi
la matematica, pasticciare con i
partecipare tutti quelli a cui piace
numeri.
i nostri “veterani” le strade si
Appuntamento al prossimo anno? Per
riori ma lasciano il “testimone”
dividono, inizieranno le scuole supe
che qualcuno possa raccoglierlo.
ai compagni più giovani e speriamo
Carla
Maggio-Giugno 2012
«Voce amica»
pagina 7
La 28a Rassegna
di Canto Corale
Quasi mezzo secolo di storia corale, quello che abbiamo
potuto vedere e soprattutto
sentire nel consueto appuntamento annuale con il canto
corale organizzato dalla Corale dei Laghi in collaborazione
con la Pro Loco, il patrocinio
dell’Amministrazione Comunale di Tarzo e il contributo
di Banca Prealpi. Una serata
interessante il 16 giugno, varia, impreziosita dalla partecipazione di due cori di diversa
impostazione corale.
Nel segno della più conosciuta tradizionalità l’esibizione del Coro Alpino Medunese di Meduna di Livenza.
Canta dal 1965. Grazie alla
comune passione per il canto
corale, molto diffusa in Veneto e particolarmente nella provincia di Treviso, alcuni amici
danno vita al CAM. Cantano
la montagna, la guerra, raccolgono le canzoni della tradizione popolare locale ma
successivamente canteranno
brani d’autori sia nazionali che
internazionali. Hanno avuto
modo di farsi conoscere non
solo in ambito locale, dove ne
è diffuso l’apprezzamento, ma
anche all’estero, in particolare
in terra tedesca, dove, all’insegna del canto, sono riusciti ad
instaurare particolari rapporti
di amicizia, concretizzatasi più
di recente con un gemellaggio
con la cittadina di Sennfeld.
Alla rassegna si sono presentati con un repertorio che ben
ha riassunto il loro percorso
artistico. Abbiamo così potuto
apprezzarne la curata preparazione sia nell’interpretazione
dei brani classici di derivazione SAT, che in brani elaborati
più di recente da autori viventi
ben noti nel campo corale: da
P. Bon a M.nMaiero, da A.
Tieppo a G. Malatesta, i cui
cori, Val Canzoi e Tre Pini
sono stati ospitati in edizioni
passate della nostra rassegna.
Inconsueta per formazione
la presenza del 2° coro ospite: il coro Plinius. Femminile, proviene da Bottrighe, una
piccola frazione del comune di
Adria (Rovigo).
Le mette insieme Antonella
Pavan, insegnante di musica,
sensibile e preparata. Nascono
nel 1987 come voci bianche e
subito si distinguono. Diversi i riconoscimenti ed i premi
accumulati strada facendo. A
Roma nel ‘92 e ‘93 vincono
un prestigioso concorso corale. Da subito si accorge di loro
Bepi De Marzi che ne redige lusinghiere recensioni. Le
segue e per loro armonizza i
suoi più famosi brani. Anche il
M.ro Maiero, altra illustre firma della composizione corale,
ne scrive la bravura e adatta
alcuni suoi brani alla vocalità
femminile del Plinius. Ne nasce un repertorio del tutto particolare, un saggio del quale ci
è stato proposto in occasione
della 28° rassegna.
Grazie anche alla naturale
predisposizione vocale di alcune coriste e ad un accurato
bilanciamento sonoro, ne nasce un amalgama specifico che
esprime una coralità di insieme gradevole e coinvolgente.
Pensando alla classiche esecuzioni maschili dei brani presentati, le loro interpretazioni
spesso sorprendono e meravigliano regalando a chi le
ascolta momenti di piacevole
emozione. Tra il maschile ed
il femminile, non poteva che
esserci il coro misto. La Co-
rale dei Laghi, appunto, che
come consuetudine, da coro
ospitante apriva la serata. Il
coro misto, per sua natura, assomma le peculiarità caratteristiche sia del maschile che del
femminile e quindi particolarmente impegnativa diviene sia
la ricerca delle armonizzazioni
specifiche che successivamente l’esecuzione dei brani che di
fatto deve fare sintesi e fondere le diverse sonorità.
L’attenta partecipazione del
pubblico presente e le svariate sottolineature di gradimento per le esecuzioni proposte
hanno alla fine reso il giusto
riconoscimento ad una bella
serata di canto corale.
Geremia
GIOVANI CHE SI FANNO ONORE
Rizzo Valentina laureata il 2 aprile 2012 presso l’Università
gue e
degli Studi Ca’ Foscari di Venezia in Lingue
civiltà moderne e contemporanee (curricuulum politico-internazionale) nelle lingue
spagnolo e romeno. Titolo della tesi: I
conti Brandolini da Bagnacavallo e la
giustizia nella Contea di Valmareno durante il periodo della Serenissima. Relatore prof. Antonio Trampus, co-realtoree
prof,ssa Corina Gabriela Badelita)
FESTA GRANDE PRESSO L’ISTITTO “PADRE PIO”
Il Centro di Servizi per Anziani “Istituto Padre Pio” il
16 giugno ha festeggiato i 103
anni di Ester Casagrande
e il 21 giugno i 100 anni di
Luigia Dal Mas. Le Nonne hanno potuto festeggiare
il loro compleanno con amici,
parenti e con la partecipazione
del Vicensindaco di Tarzo Vincenzo Sacchet. A nonna Ester
e a nonna Luigia la Direzione
e tutto il personale dell’Istituto
dedicano i migliori auguri.
pagina 8
V
asti e interessanti orizzonti paesaggistici e culturali si sono aperti ai
soci partecipanti al viaggio nelle Marche organizzato da Banca Prealpi
dall’8 al 10 giugno ultimo scorso. La visita, con base a Recanati, ha interessato
anche Macerata e Loreto, la riviera del
Conero e Urbino.
I partecipanti si sono subito immersi
nell’atmosfera leopardiana percorrendo
le stradine medievali di Recanati, il “natio borgo selvaggio” del poeta visitando
la biblioteca di palazzo Leopardi, dove
Giacomo consumava la sua adolescenza
in uno studio “matto e disperatissimo”. In
quelle “quiete stanze” irrompeva il vociare dei bambini che correvano in strada
o il canto di Silvia. Raggiunto il “colle
dell’infinito” i viaggiatori hanno ammirato un panorama con valli e colli che si
rincorrono a perdifiato.
Il secondo giorno, a Macerata, tra le
evoluzioni incessanti delle rondini, il
gruppo ha visitato Piazza Mazzini, la
medievale piazza del mercato, e la Basilica della Madonna della Misericordia, in origine una cappella eretta in un
sol giorno, nel 1447, per scongiurare la
peste, e ricostruita nel 1734 dal Vanvitelli, come una “reggia per la Madonna”,
nonostante il poco spazio a disposizione. Ricca di luce, affreschi e soprattutto
marmi, una rarità in una regione priva
di cave. Interessante il museo delle carrozze nel barocco Palazzo Buonaccorsi.
Simone Buonaccorsi di origine toscana,
ricevuto nel 1600 il titolo di conte, fece
costruire questo splendido palazzo, su
disegno di un allievo del Bernini, ricorrendo alle migliori maestranze in ogni
campo. Il palazzo è stato egregiamente ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2009.
Nel primo pomeriggio, visita al Santuario
- fortezza di Loreto, che custodisce la casa
di Nazaret dove Maria avrebbe ricevuto
l’annuncio della nascita di Gesù. Secondo
la tradizione popolare, essa fu trasportata in volo dagli angeli nell’attuale sito,
un tempo bosco di lauri “lauretum”, il 10
dicembre 1294. Nella forma attuale la Basilica fu iniziata nel 1468 con la finalità di
proteggere la Santa Casa dalle incursioni
turche e di accogliere la folla di pellegrini.
La parte absidale mostra con chiarezza la
struttura a fortificazione, coronata com’è,
in alto, da un vero e proprio cammino di
ronda. La basilica ha una planimetria molto complessa. Al centro, sotto la cupola, si
trova la Santa Casa, ricoperta all’esterno
da un pregevole rivestimento marmoreo
del Bramante e circondata da nove grandiose cappelle.
Tra le curiosità legate alla regione, la
AllaV scoperta delle Marche
«
oce
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Maggio-Giugno
Ma
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20
2012
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2
paesaggio marchigiano visto da Recanati
spiegazione del detto “Meglio un morto
in casa che un marchigiano alla porta”.
Risale al breve, ma importante, pontificato di Sisto V, papa marchigiano eletto nel
1585, che, trovate vuote le casse dello Stato Pontificio, nominò come esattori alcuni
suoi conterranei. I gabellieri bussavano a
riscuotere di porta in porta, saltando solo
le famiglie in lutto con il morto in casa,
che a volte veniva anche prestato a chi si
trovava in difficoltà economiche. In cinque anni di pontificato Sisto V riuscì a sistemare le finanze pontificie.
Le Marche sono una Regione operosa
che ha sviluppato l’industria del mobile,
delle scarpe e della pelletteria, dell’illuminazione, senza perdere di vista la sua tradizionale vocazione agricola e ittica come
si può vedere percorrendo le dolci e ben
tenute valli. E questa capacità imprenditoriale i viaggiatori l’hanno constatata
visitando una cantina a Montacuto, dove
si producono vini d’eccellenza, come il
rosso Conero e l’Elleno DOC o il Dorico
Riserva DOCG. La visita è stata resa indimenticabile dallo scenario di una magnifi-
ca terrazza sui vigneti, dove sono state degustate le specialità dell’azienda, con vista
del tramonto sul golfo di Ancona, città che
per la sua forma a gomito assiste al sorgere e al tramonto del sole sul mare. Dalle
colline i partecipanti sono scesi al mare,
alla cooperativa di pesca del mosciolo selvatico, un mitilo che viene pescato a Portonovo di Ancona, in una zona di mare di
categoria “A”. La produzione naturale del
mitilo, presidio slow food, è favorita dalle
condizioni del fondo marino, attraversato
da un lunghissimo scoglio sommerso, ma
la sua pesca è a rischio per l’”estinzione”
dei pescatori esperti. La cena sulla spiaggia a base di moscioli e pesce di fronte al
promontorio del Conero ha concluso in
bellezza il secondo giorno di viaggio.
Ultima tappa prima del ritorno a casa,
Urbino, animata da studenti che vengono da ogni parte del mondo a frequentare
l’università. La città, fondata dai romani, è dominata dal Palazzo di Federico di
Montefeltro, costruito a metà del Quattrocento seguendo i dislivelli del terreno. Il
Palazzo era una splendida corte rinascimentale ma anche una residenza fortificata, come suggeriscono le due torri della
facciata. Al piano nobile i consueti e grandiosi ambienti di rappresentanza; ma gli
intarsi preziosi che ricoprono le pareti dello “Studiolo” sintetizzano l’ideale di vita
del duca, esperto non solo di guerra ma
anche di astronomia, architettura, musica,
arti e libri. Nel palazzo si trova, inoltre, il
“Ritratto di gentildonna”, detto anche “La
Muta”, di Raffaello, unico quadro del pittore urbinate custodito nella sua città.
Questo viaggio è stato interessante non
solo per gli aspetti artistici, paesaggistici ed enogastronomici, ma anche perché
ha permesso di creare nuove conoscenze
e rafforzare amicizie, di confrontarsi e
scambiarsi idee e saperi, stimolanti per la
vita e l’attività di ciascuno.
Meli Billotta
www.comune.tarzo.tv.it
[email protected]
«Voce
e amica»
Notizie dal Comune
ELEZIONI COMUNALI
(6 - 7 MAGGIO 2012)
Elettori 4.302, Votanti 2.412, % 56,07, Bianche 15, Nulle 57, Voti
validi 2340
LISTA 1 voti 121, LISTA 2 voti 1869, LISTA 3 voti 350.
CONSIGLIOCOMUNALE:
Sindaco – Presidente: Bof Gianangelo,
Maggioranza: Vincenzo Sacchet, Antonella Pol, Mauro Gava,
Andrea De Polo, Luana Faraon, Minoranza: Giovanni Tessari, Elena Michelon
GIUNTA
Sindaco Gianangelo Bof *Lavori pubblici, *Bilancio, *Tributi,
*Personale, *Servizi associati della Vallata.
Vice Sindaco Vincenzo Sacchet: *Urbanistica, *Ambiente,
*Protezione Civile, *Efficienza energetica,*Laghi, *Informatizzazione.
Assess. Andrea De Polo: *Cultura, *Polizia locale, *Sicurezza,
*Turismo, *Innovazione, *Biblioteca,
*Associazioni, *Rapporto Ente/cittadino, *Affari legali.
Assess. Antonella Pol: *Politiche sociali, *Sport, *Pari opportunità, *Promozione del lavoro, *Servizi demografici.
I “ragazzi” e le “ragazze” del ‘71, si sono ritrovati per
festeggiare i loro primi 40+1 anni ed hanno trascorso insieme
una simpatica serata presso il ristorante Ai Pini di Tarzo.
CLASSE 1971
RINGRAZIAMENTO
I Cittadini di Tarzo con la grande partecipazione al voto, nei
giorni 6 e 7 maggio u.s., per il rinnovo dell’Amministrazione
comunale, hanno contribuito in maniera determinante alla
dialettica democratica del nostro comune. I componenti della
lista Diamoci Una Mano - Bof Sindaco esprimono il loro
ringraziamento a tutti e, indipendentemente dal lusinghiero
risultato elettorale, la nuova Amministrazione, guidata dal
riconfermato sindaco Gianangelo Bof, proseguirà nell’opera
già intrapresa nel quinquennio 2007/2012, lavorando
nell’interesse della comunità e di tutti i cittadini, senza
distinzioni di sorta o logiche di parte.
Lista Diamoci Una Mano - Bof Sindaco
CLASSE 1932
C
i siamo ritrovati il 6 Maggio per festeggiare i nostri
80 anni. Ci rendiamo conto che
è una tappa importante della
nostra vita, una vita piena di ricordi. Siamo genitori, nonni e
anche bisnonni.
La tristezza iniziale,
nel renderci conto che
andiamo in discesa, è
scomparsa nel stare insieme e abbiamo dimostrato entusiasmo, per
andare avanti.
Gradita la presenza
delle Signore, che hanno
partecipato nel ricordo
dei nostri coscritti scomparsi, per Titti la moglie
Gabriella, per Ilario la
moglie Rina. Come sempre per festeggiare, ci si
ritrova a tavola al ristorante “Alle Rive” abbia-
mo pranzato in buona compagnia.
Ci ritroveremo ancora? Speriamo di si!
Siccome nella foto di gruppo non ci sono, perché la stavo scattando, aggiungo la mia,
quando alla mia festa, ho soffiato su una sola candelina, perché 80 erano troppe!
Silvia F.
pagina 10
“DAMMI
UNA MANO
PER REALIZZARE
UN SOGNO”
Nel febbraio scorso, dalle Suore Francescane di Cristo Re di Tarzo la proposta: vivere insieme ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni
una giornata in allegria, condivisione e spiritualità a Venezia. Il tema: “Dammi una
mano per realizzare un sogno”: 5 giovani
di Arfanta, 4 di Corbanese e 2 di Tovena,
accompagnati dagli animatori ed amici
hanno accolto con gioia l’invito.
Negli incontri di preparazione, i ragazzi
sono stati invitati a riflettere sui loro “sogni
nel cassetto” attraverso un video e le figure di S. Francesco e Sr. Serafina Gregoris,
giovane sorella di Cristo Re, provata da una
malattia che in giovane età la ha costretta
immobile a letto, fino alla morte. In seguito sono stati invitati a realizzare su carta le
IL CAMMINO DI SANTIAGO
E ci siamo ritornati…. Il cammino del Nord
percorre la zona della Spagna che dai Paesi baschi, attraversa la Cantabria, le Asturie ed infine
la Galizia. Parte dai Run fino a Santiago per 847
km per arrivare poi a Finisterre ultima propagine
prima dell’Atlantico per 1000 km totali. Certamente i pellegrini di oggi che effettuano questo
pellegrinaggio, non con le stesse motivazioni dei
pellegrini medievali, ma rimane insito il fattore
spirituale. Esso è il secondo cammino per importanza dopo il cammino francese che partendo da
S. Jean raggiunge Santiago con 740 km di marcia.
Cosa induce una persona a partire camminando
con lo zaino sulle spalle per centinaia di chilometri? Nessuno, probabilmente, potrà mai darne risposta. Effettuato il primo, non avremo mai
pensato di rifarlo! Ma un richiamo, una voce interiore, impalpabile e silenziosa, ci ha condotto nel
giro di due anni, a portare a termine questo secondo “pellegrinaggio”, forse contagiati da quello
che viene descritto come il “virus” del cammino.
Questo è accaduto, accade ed accadrà non solo a
noi che, con gioia, stiamo preparando le basi per
il prossimo “Cammino de la Plata”, ma a tutte le
migliaia di pellegrini che annualmente ritornano
sui loro passi. Descrivere le proprie emozioni, la
propria fatica è impresa ardua, forse molto più
faticosa che il cammino stesso. Quello che noi
possiamo fare è esprimere e condividere con i
lettori la nostra gioia.
Utreja, Maria e Salvatore
Arfanta
«Voce amica»
Paese mio
loro mani, scrivendoci all’interno il loro
sogno da realizzare ed infine lo stendardo
di gruppo.
Ed ecco, sabato 2 giugno, destinazione
Venezia. La fatica del risveglio al mattino
presto è stata ben ripagata: dopo il viaggio in treno, abbiamo raggiunto la Casa
Madre alle ore 10 dove ad accoglierci,
con tante maglie gialle e sorrisi, abbiamo
trovato molti ragazzi come noi che sprigionavamo gioia con bangs, balli e canti.
In seguito, grazie all’Associazione “Nuovi
Orizzonti” di Trento, che accoglie ragazzi
tossicodipendenti, vittime di violenze, barboni, abbiamo ascoltato la toccante testimonianza di due giovani che, in situazioni
difficili, hanno scoperto Cristo e manifestano con la loro vita la gioia di averlo incontrato. Quindi, il pranzo comunitario al quale
sono seguiti giochi e vari stand da visitare.
I ragazzi sono stati quindi invitati, in una
processione silenziosa, a visitare i luoghi in
Maggio-Giugno 2012
cui Sr. Serafina ha vissuto la sua vocazione
e la sua malattia. Per concludere, alle 15.30
la S. Messa nella quale ci siamo scambiati i
sogni con i compagni di viaggio, pregando
affinché si realizzino. Al tramonto il ritorno alle nostre case, stanchi ma contenti per
l’esperienza vissuta insieme. Qualche giorno dopo, condividendo la pizza e le foto
scattate, ci siamo ritrovati per commentare
la giornata trascorsa che, ci auguriamo possa essere l’inizio di un cammino comune.
Gli animatori Valentina, Luca, Isabel
ANAGRAFE
BATTESIMI
1. BRUN CHRISTIAN di Giuliano e Da Riva Milena nato a
Conegliano il 21 ottobre 2010.
Dopo il rito di accoglienza è
stato battezzato nella nostra
Chiesa Parrocchiale il 13 maggio 2012. Abita a Resera. Madrina Michelon Elena della Parrocchia di Follina.
2. DELLA BELLA LINDA di Terry e Possagnolo Elisa nata a
Vittorio Veneto il 14 novembre
2011. Dopo il rito di accoglienza è stata battezzata nella nostra Chiesa Parrocchiale il 13
maggio 20112. Abita a Tarzo. Madrina Morlin Bruna della Parrocchia di Montebelluna.
3. PAGOTTO MATILDE CHIARA di Alessio
e Faraon Barbara nata a Conegliano il 21
ottobre 2011. Dopo il rito di accoglienza
è stata battezzata nella nostra Chiesa Parrocchiale il 13 maggio 2012. Abita a Cam-
Nella casa del Padre
Umberto Pilat era nato ad Arfanta il 26
ottobre 1963. Figlio di emigranti in Svizzera, è
stato allevato fino all’età di 6 anni da una famiglia
di parenti. Poi i genitori tornarono e la famiglia
si ricompose. Lo spirito imprenditoriale lo aveva
fin da giovane, quando mise in piedi una piccola
attvità artigianale. Dopo il matrimonio con Katina William, il trasferimento a Tarzo e la nascita
dell’adorata figlia Noemi. La sua vita terrena si
concluse improvvisamente il 4 giugno nella casa
di Via Talponé a Nogarolo. Una folla commossa,
incredula e composta gli ha dato, giovedì 7 giugno alle 15.30, nella nostra parrocchiale, l’ultimo
saluto. Durante l’omelia don Angelo, ha detto:
“…Chiediamo, o Signore, la tua misericordia
per l’anima del nostro fratello Umberto. La vita
polongo. Madrina Boscarato Gloria della
Parrocchia di S. Lucia di Piave.
4. TOMASI ANNA di Roberto e Coppe
Jenny nata a Vittorio Veneto il 6 dicembre
2011. Dopo il rito di accoglienza è stata
battezzata nella nostra Chiesa Parrocchiale
il 13 maggio 20112. Abita a Tarzo. Madrina
Bianco Janine della Parrocchia di S. Fior.
porta con sé emozioni, gioie, dolori: misteri ai
quali è difficile dare risposta…” Un ultimo pensiero per i familiari “…Siamo con voi, Noemi, dal
cielo papà fa il tifo per te…”
Emma Fontana, era nata ad Arfanta il 10
agosto 1938, fin da giovane lavorò come collaboratrice domestica a Conegliano. Raggiunta
la pensione ritornò ad abitare ad Arfanta con il
fratello ed era aiutata dalla cognata. Col passare
degli anni le forze vennero meno sopraggiungere la malattia, passò gli ultimi anni nella casa di
riposo Immacolata di Lourdes a Conegliano, fino
al 22 giugno 2012 quando terminò nella sofferenza la sua vita. Il funerale è stato celebrato il 26
giugno 2012 nella nostra chiesa parrocchiale e
poi accompagnata nel locale cimitero.
Ai familiari le condoglianze della comunità.
Maggio-Giugno 2012
Auguri Sante!
Il 30 aprile scorso Sante Gallon, nella
sua casa di Parè da dove domina tutta la
valle del Prapian, ha festeggiato il suo 85°
compleanno circondato dall’affetto della moglie Pol Irma, dei parenti ed amici.
Tanti auguri!
«Voce amica»
pagina 11
Silvia e Franco
40 anni
insieme
Domenica 27 maggio, nella Solennità
di Pentecoste, Silvia Pilat e Franco
Pol hanno festeggiato, circondati
dall’affetto dei figli Mirko, Fabrizio e
Luca, di parenti, amici e della Comunità
parrocchiale, il loro 40° anniversario di
matrimonio celebrato il 27 maggio 1972.
Con la S. Messa delle ore 11 presieduta
da don Costantino De Martin abbiamo
rivolto agli sposi l’augurio che il loro
amore si alimenti nel tempo e li conservi
in serenità e salute, sempre insieme.
DON LORENZO
Il nostro ric
ricordo ritorna agli anni condivisi con Don
Lorenzo De
Della Betta ed alle novità che ha portato
nella nost
nostra Comunità: La novità di un prete che
sapeva aanche dire dei no! No a riti esteriori non
supportat
supportati da “sostanza”, no a “strafanti” in prossimità dell’
dell’altare, no a praticanti per abitudine. Si a
fede vissuta come necessità e guida spirituale! Sono
già pa
passati nove anni da quella mattina del 6
giungo
giun 2003 in cui apprendemmo la triste
notizia
no
della sua morte arrivata dopo una
breve,
b
ma intensa condivisione con la malattia.
l
Malattia che non ha scalfito il suo
spirito sereno e la sua fede profonda che
seppe trasmettere fino alla fine.
GINO OLIVERI
Ricordiamo Gino, venuto a mancare nel maggio scorso dopo
una malattia che negli ultimi anni lo ha fatto molto soffrire e, infine, lo ha tolto all’affetto dei suoi cari. Negli ultimi anni, di tanto
in tanto, con la moglie Gina Dall’Antonia (originaria di Resera)
faceva visita a qualche parente, e dopo la Santa Messa festiva,
faceva visita al vicino campo santo. Nel passato, quando c’era
ancora nonna Mariana (mamma di Gina) la famiglia passava diverse settimane a Resera e le relazioni familiari erano più frequenti anche se il viaggio da Vicenza non era sempre agevole.
Difficilmente passavano tante settimane tra una visita e l’altra. Il
primo agosto 2010 Gino e la sua famiglia erano ritornati a Resera per festeggiare tutti uniti il 50° di matrimonio.
Unitamente ai suoi amici e conoscenti porgiamo le condoglianze a Gina, Ezio, Deanna e Stefania con tutta la famiglia.
NATO POL
In occasione del primo anniversario della scomparsa di mio
nonno Fortunato Pol, desidero dedicare alla sua memoria questi
p
pensieri.
Non passa giorno senza che il tuo
rricordo emerga forte in me.
Con la tua vita sei stato per me e
p
per la mia famiglia un esempio da
sseguire.
Ti sei dimostrato un uomo tutto
d
d’un pezzo fino alla fine, quando te
ne sei andato in punta di piedi, con
n
orgoglio e coraggio, senza chiedere
o
nulla a nessuno.
n
Ricordi
Mi basta sapere che una parte di te vive ancora in noi, attraverso il tuo carattere ed il tuo
ricordo, che rimarrà sempre
indelebile nelle nostre menti .
Spero che questi miei pensieri ti giungano forti, ovunque tu sia
e voglio credere che un giorno ci abbracceremo di nuovo.
Erik, Vincenzo e Milva
UMBERTO PILAT
Umberto con grande iniziativa avviò una piccola fabbrica artigianale nella lavorazione del poliuretano espanso. Poi fece
l’autotrasportatore dividendosi tra famiglia e la passione per il
moutain-bike, passione trasmessa con risultati eccellenti anche
alla figlia. La sua morte lasciò increduli familiari ed amici. I compagni de “La Vallata M.TB.”, hanno voluto portare in chiesa la sua
bici e la sua maglia. Anche i numerosi compagni di scuola e di
squadra, con la presenza di varie società sportive, hanno manifestato la loro vicinanza all’amica: “…Noemi ti siamo accanto, siamo certi che supererai questo difficile momento con la stessa
grinta con cui sali sulla bici verso una nuova vittoria…”. Con la
sua presenza anche l’Amministrazione Comunale ha espresso la
sua vicinanza augurandosi che “…il sostegno alla famiglia non
manchi mai, soprattutto in futuro…”
Umberto è stato quindi accompagnato a spalla dagli amici bikers al nostro camposanto dove riposerà in pace.
“LA VALLATA MTB”
LO RICORDA…
“…Umberto, amico sincero,
prima che compagno di mille
avventure su due ruote. Dieci
anni fa scoprì per la prima volta il mondo della moutain-bike,
che gli ha dato un crescendo di
emozioni, condivise con la figlia
Noemi. Dopo ogni giornata di lavoro, estate o inverno che fosse,
andava a casa e la bici era li ad
aspettarlo: un appuntamento da
non mancare insieme a tanti amici che, ora, lo portano nel cuore
per la sua semplicità e passione.
Ciao Umberto!”
Gli amici bikers
pagina 12
SCUOLA MATERNA
A
S. ANTONIO
FESTA DI FINE ANNO
SCOLASTICO!!!
NATURA IN MUSICA
Che bello trascorrere una domenica pomeriggio in compagnia, soprattutto se la
natura ci fa da sfondo…eh si, perché non
è solo un modo di dire, domenica 27 maggio ci siamo proprio immersi nella natura:
tra fiori, alberi, insetti e arcobaleni; le nostre Coccinelle e le nostre Farfalle, ossia i
bambini della scuola materna di Corbanese,
hanno presentato il loro saggio di musica
La«VVoce
oce amica»
di Corbanese
dal titolo “Natura in musica” davanti a genitori, nonni, fratelli, sorelle, zii e tanta altra gente presente allo stand della Proloco!!
Le note della pianola della maestra di
musica facevano da sottofondo alle voci dei
bambini che intonavano le canzoni; la dolcezza di “Natura è” ha dato inizio alla festa
che si è animata sempre più con la gioia dei
bambini nel muoversi e nel cantare “Lucre-
Maggio-Giugno 2012
zio il dragone” e gli altri brani dedicati ai
cuccioli e agli animali presenti in natura.
La festa però non si è conclusa qui…
i bambini dei grandi, con toga e cappello
in testa, sono stati premiati con un diploma e con una poesia prodotta e letta dalle
maestre per loro…pronti per una nuova avventura alla scuola primaria! Una foto con
i genitori dei diplomati ha concluso questo
bel momento.
Ma non dimentichiamo che la
festa è per i bambini e allora si
può finire una festa senza una
bella sorpresa? Direi di no…e
la sorpresa è arrivata!!! Su una
enorme bicicletta si è presentato un pazzo giocoliere che tra
scherzi, magiche bolle di sapone
e super trampoli ha fatto divertire i nostri piccoli! Che gioia nei
loro volti!
PRIMA CONFESSIONE
Il 13 maggio per i ragazzini di terza elementare è stata un domenica speciale. Nel pomeriggio accompagnati dalle catechiste e dai
loro genitori sono stati colti da don Angelo nella casa del Signore
per celebrare il sacramento della riconciliazione. Un passo molto
importante per loro che precede la prima comunione.
Ringraziano Dio Padre per il dono ricevuto: Anna Antiga, Swami
Bof, Silvia Cenedese, Natascia Ceotto, Mattia Dal Cin, Samuele
Dal Col, Valentina Del Puppo, Davide Della Pietà Casagrande,
Chiara Giordan, Carlos Leonardo, Guisado Infante, Umberto Lembo, Gabriele Possamai, Tomaso Revedoni, Melissa Selvestrin
Grazie a Valentina che gentilmente si è prestata a suonare l’organo allietando così la cerimonia. Al termine un momento di festa
preparato da i genitori.
F.B
AL CAPITELLO DI S. ANTONIO
DA PADOVA
In località Mondragon di Corbanese, prima della ripida salita
che porta alla sommità del colle, si trova un piccolo capitello
dedicato al Santo di Padova. Anche quest’anno come di consueto gli abitanti della zona si sono ritrovati per la Santa Messa
celebrata in suo onore dal nostro parroco.
Dopo la celebrazione un momento conviviale offerto da alcuni residenti. Un sentito grazie a coloro che vogliono tenere viva
questa tradizione e mantengono il capitello sempre ordinato e
pulito.
Francesco Borsoi
«Voce amica»
Maggio-Giugno 2012
pagina 13
PELLEGRINAGGIO ALLA BASILICA DI SANTʼANTONIO DI PADOVA
Venerdì 1 Giugno nel pomeriggio un gruppo di pellegrini di Corbanese e Tarzo hanno partecipato al pellegrinaggio organizzato dalla
diocesi di Vittorio Veneto a Sant’Antonio di Padova. Siamo partiti da
Piazza Papa Luciani alle due del pomeriggio e durante il tragitto si
sono recitate alcune preghiere.
Giunti alla Basilica ci aspettavano due parroci per spiegarci il programma della giornata. Succesivamente per chi lo desiderava c’era
la possibilità di confessarsi o di visitare la Basilica. Alle 17 abbiamo
assistito alla recita del Santo Rosario e un’ora dopo alla Celebrazione
della Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Corrado.
Un grazie a Renata e Miranda che ogni anno organizzano questo
pellegrinaggio assieme con altri gruppi della diocesi di Vittorio Veneto Arriverdi al prossimo anno
ANAGRAFE
BATTESIMO
POL ADELE di Diego e De Coppi Monica, nata a Vittorio
Veneto il 15 marzo 2012 è stata battezzata nella nostra
parrocchiale il giorno 8.7.2012.
Madrina Cesaretto Luciana da Corbanese.
MATRIMONIO
1.MAIDA SALVATORE, residente a Prapian e BARATELLA ELEONORA si sono sposati il 16 giugno nella nostra
chiesa parrocchiale.
Testimoni Marchioni Stefano da Mestre, Cesaroli Annarita
da Vittorio e Baratella Elisabetta da San Vendemiano.
Nella casa del Padre
4. COSTELLA ATTILIO di anni 82, sposato con Borsoi
Noemi. Ebbe la gioia di trasmettere la vita a 5 figli. Sperimentò l’incertezza dell’avvenire e più volte il cambio di
casa; la pesantezza del lavoro e la lontananza dai figli per
assicurare loro una vita dignitosa. Fu assistito amorevolmente dalla moglie durante gli ultimi anni di sofferenza.
Concluse la sua esistenza il 22 giugno 2012 nella sua
casa di Borgo Sant’Antonio. Il funerale venne celebrato
nella chiesa di Tarzo e sepolto nel cimitero del Capoluogo.
Ricordo
GARDENAL REGINA TERESA
in Recruccolo
26.04.1952 – 14.05.2009.
“…Sono
“…
già passati tre anni, ma mi sembra
b ieri, da quando te ne sei andata, in silenzio, quella sera di maggio. Del resto, come hai fatto nei
tanti anni della malattia, non ti lamentavi mai, hai lottato fino
alla fine. Mi mancano le tue telefonate, i tuoi caffè. Spero
che lassù dove sei ora, tu possa respirare senza difficoltà.
Veglia su tutti noi, in particolare sulla tua famiglia e sui tuoi
adorati nipoti.…” Il tuo ricordo rimane vivo in quanti ti hanno
conosciuto ed amato. Con affetto tua cognata e Vale.
Mostra del Vino Superiore dei Colli di Corbanese
43esima edizione - www.prolococorbanese.it
43e
Con la puntualità e la competenza che si addice alle più efficienti “macchine” organizzative, si è da poco conclusa la Mostra del Vino, inserita nel prestigioso calendario di eventi della
Primavera del Prosecco. Alla cerimonia di apertura di sabato
19 maggio, il neo eletto Presidente della Pro Loco Renzo Perin ha introdotto gli interventi delle numerose autorità presenti:
il Sindaco Gianangelo Bof, il Vice Presidente della Provincia Floriano
Zambon, l’europarlamentare vittoriese Giancarlo Scottà. Era inoltre presente in
rappresentanza di Banca Prealpi, storica sostenitrice della Mostra, il Presidente
Carlo Antiga e per l’Associazione Italiana Sommelier Sara Meneguz. Unisono
è stato l’intento espresso di proseguire nella valorizzazione del territorio attraverso iniziative che avvalendosi dell’apporto sinergico delle istituzioni e degli
enti operanti in loco, sostengano le produzioni locali ed in particolare proprio il
settore vinicolo che mai come in questo momento costituisce un volano capace
di veicolare sulle nostre splendide colline turisti ed appassionati di buon cibo
e buon vino. L’indiscutibile livello qualitativo delle offerte enogastronomiche
e la bellezza artistico-paesaggistica che ci circondano, sono un patrimonio del
quale essere fieri e che, se sapientemente agganciato alla forza trainante che
il vino Prosecco detiene in questo frangente storico, può davvero rilanciare
l’intera economia del nostro Comune. In tal senso ha suscitato grandi consensi tra il pubblico l’intervento del Sindaco volto a confermare la disponibilità
dell’Amministrazione comunale a supportare la partecipazione dei produttori
vinicoli di Tarzo al prossimo Vinitaly, quale vetrina mondiale per le eccellenze
locali. Un centinaio di ospiti ha contribuito al successo della seconda edizione
di “Golosi e Curiosi-il sapore del cibo, il gusto del vino” che ha ospitato la
cucina della Chef Daniela Ulliana dell’Hosteria al Ponte Maset e l’esibizione
di tango argentino dei maestri Maria Rita Faganello e Simone Pradissitto. Ben
riusciti anche il
saggio della Scuola Materna, la serata dedicata al
pesce, la partita
di calcio “Vecchie
glorie Corbanese – Tarzo” e gli
appuntamenti con
Rock at’ Tarz unitamente al moto
Prosecco.
La Mostra del
Vino si è conclusa
con un bilancio molto positivo, conquista non da poco soprattutto alla luce della attuale crisi economica che non risparmia neppure la nostra realtà e costringe
tutti a ridurre il proprio tenore di vita. Rodaggio superato brillantemente anche
per il nuovo Consiglio Direttivo della Pro Loco e per il numeroso staff di giovani leve che si è occupato in particolare del servizio ai tavoli: davvero un bel
gruppo di ragazzi e ragazze affiatati e con spirito di collaborazione quanto mai
prezioso. Ancora una volta dunque la grande famiglia della Pro Loco di Corbanese ha dato prova di organizzazione e professionalità. L’impegno dei generosi
volontari, ha confermato che la gratuità del servizio reso alla propria comunità
è un valore inestimabile, capace di costruire, attraverso la convivialità, preziosi
momenti di aggregazione sociale.
Sara M.
Voce
Amica
«Voce
amica»
Tarzo
pagina
p
pa
g na
gi
n 14
Scuola
MATERNA
IL TEATRO
DEI BURATTINI
Il giorno 22 maggio, c’è stato
nella scuola dell’Infanzia, un
piacevole e divertente spettacolo teatrale intitolato “ La storia
di Pinocchio “ ad opera della
compagnia “ Alberto De Bastiani”.
Con pochi oggetti di legno, i pupazzi del gatto e della volpe e i burattini del teatro di Mangiafuoco, un solo
attore ha dato voce a questa storia nella quale Pinoc-
www.parrocchiaditarzo.it
Maggio-Giugno 2012
chi nel suo andare ha regalato
chi,
un pò della sua vita, un sogno,
una speranza e una bugia. I
bambini hanno seguito collaborando con l’attore e soprattutto
si sono divertiti.
Le avventure
di Pinocchio
Ammettiamolo pure! Questa
volta ‘sti genitori hanno oltrepassato il limite: hanno lasciato
che i bambini, durante lo spettacolo di fine anno scolastico
dell’asilo, fossero più spettatori che attori. Questi genitori,
dei veri e propri monelli, quasi
quasi come me.
Me chi? Ma
Testimonianza
22-04-2012
Per chi non mi conosce sono sr. Leontina,
vivo a Tarzo in Villa Bianca, una comunità a servizio della Casa di Riposo. Coordino la Scuola
dell’Infanzia.
Quando sono stata invitata da sr. Marisa,
responsabile dell’U.E., a questa particolare celebrazione per una testimonianza, la mia risposta
non è stata immediata, poi, riflettendo ho scoperto che nel mio c’è l’amore per l’Eucaristia e
ho accettato perché un dono ricevuto va condiviso.
Mi sono posta due domande:
1^: Come è entrato nel mio cuore l’amore all’Eucaristia?
2^: Come questo dono è rimasto presente nella
mia vita?
Il primo ricordo è stata l’esperienza della Prima S. Messa di Comunione a 6 anni. La
preparazione, avuta dal parroco Don Giovanni Contò ha formato il mio animo all’amore
per l’Eucaristia. Egli infatti era instancabile nel
sottolineare, durante le sue catechesi, l’amore
che Gesù ha per ciascuno di noi, tanto da farsi
Pinocchio e chi sennò? Il monello per eccellenza! Il tutto, a
onor del vero, non doveva andare così, doveva esserci solo
una collaborazione da parte dei
genitori, ma poi l’entusiasmo
l’ha fatta da padrone e si sono
ritrovati ad impersonare tutti i
personaggi che ruotano attorno
alle mie avventure. Così durante le serate delle prove assieme
a mam-
piccolo nell’Ostia consacrata per stare vicino a
noi e donare se stesso. Queste ed altre espressioni mi colpirono profondamente e da allora
ho sentito di avere dentro di me Qualcuno che
mi amava oltre la mia famiglia perché di amore
sentivo bisogno.
Era il giorno della Prima Comunione: ricordo
la mia curiosità di voler vedere Gesù nell’Ostia
e nel Tabernacolo, ma tutto era velato nel mistero.
Arrivata a casa, la mamma mi mandò a portare del cibo a una persona anziana e sola che
abitava poco lontano da noi. Ricordo la sua gioia, il suo sguardo sereno e i suoi ripetuti “grazie!” per il dono ricevuto. I miei famigliari hanno
continuato ad occuparsi e a far visita a questa
persona. A me ha fatto molto bene perché era
una occasione bella per mettere in pratica la
parola di Gesù: “Avevo fame e mi hai dato da
mangiare, ero solo e sei venuto a visitarmi…”.
Con la mia famiglia ho vissuto poi un’altra
bella esperienza: la partecipazione alla Scuola
del Santissimo. Scopo di questa iniziativa della
mia Parrocchia era di tenere vivo l’amore e la
devozione a Gesù: Eucaristia, significata dalla lampada sempre accesa, segno della nostra
fede. Durante l’anno il Parroco celebrava delle SS. Messe con il contributo spontaneo degli
aderenti.
E’ ancora molto vivo in me il ricordo delle
Quarantore durante la Settimana Santa. Il mio
orario coincideva con quello dei miei genitori e
anche se facevo fatica a stare in ginocchio, era
una gioia pregare accanto a loro. Alla Scuola del
Santissimo ho aderito per parecchi anni, anche
da suora, prima di conoscere l’Unione Eucaristi-
me e papà, ho visto svilupparsi la mia storia e prender vita i
protagonisti: i litigiosi e permalosi amici Geppetto e Ciliegia,
il buon senno del Grillo, l’allegria di Arlecchino e Pulcinella
e il vocione di Mangiafuoco,
quei furbacchioni del Gatto e
la Volpe, le monellerie di Lucignolo e gli amici di strada ed
infine l’ironica dolcezza della Fata Turchina. Tutto questo
condito da risate ed allegria da
parte di questi genitori che si
sono ritrovati un po’ bambini
e soprattutto dalla soddisfazione finale di essere riusciti a
mettere in piedi non solo uno
spettacolo, ma di aver scoperto una passione da condividere
e avere qualche progetto per il
futuro. Devo dire però un’altra
cosa, perché è facile lodare chi
ca che è un’altra espressione di amore a Gesù.
Tornando in paese, con gradita sorpresa,
per la visita in famiglia, ho notato che davanti al
tabernacolo c’erano non una, ma tre lampade
accese. Era un segno della viva e numerosa partecipazione dei fedeli a questa iniziativa, incrementata dalla presenza degli Adoratori appartenenti all’Unione Eucaristica. Era una vera festa
e una grande gioia per me la processione del
Corpus Domini che si svolgeva lungo le vie del
paese dove il papà aveva lavorato per fare archi,
con rami verdi e fioriti, perché doveva passare
Gesù. La sua fede nell’Eucaristia è stata per me
una chiara testimonianza.
Da adolescente ho chiesto di entrare
nell’Araldinato del nostro Istituto. In questo
ambiente di formazione per aspiranti alla vita
religiosa, ho scoperto un giorno una piccola
grata che collegava la nostra stanza da studio
con la chiesetta dove c’era il Santissimo.Vedevo
ogni tanto uscire da una porticina qualche compagna, ma non sapevo cosa si nascondeva dietro
quella porta. Chiesi ad alcune di loro che cosa
c’era lì dentro e mi rispondeva tutte allo stesso
modo:“C’è un segreto!”., Un bel giorno, quando
nessuno mi vedeva, entrai e vidi una piccolissima stanza, un inginocchiatoio e dei libri. Ne
sfogliai qualcuno: era interessanti per spunti di
riflessione e preghiera, ma non mi soddisfavano.
Tornai ancora e gettando lo sguardo un po’ oltre vidi una piccola lampada accesa vicina al tabernacolo. Fu una grande scoperta. Quel luogo
mi diventò familiare perché potevo incontrare
Gesù.
Arrivò il tempo del Noviziato, tempo in
cui avevo l’opportunità di adorare ogni giorno,
«Voce amica»
Maggio-Giugno 2012
pagina 15
La
conclusione
delle nostre
avventure!
ha messo la faccia, ma io, che
ho girato parecchio dietro le
quinte ho visto un gran fermento e una grossa collaborazione
da parte di tanti altri mamma
e papà che si sono dati da fare
con trucchi e costumi, con la
scenografia e l’allestimento
della stessa, con il rinfresco,
con luci e suoni e con la messa
a disposizione di tutto quello
che poteva tornare utile alla riuscita dello spettacolo. Ovviamente non posso dimenticare le
maestre, (anche se sono noiose
perché maestre, proprio come il
Grillo e la Fata Turchina) devo
dire che sono state in gamba! E
poi… loro, i bambini, spettatori
quel giorno ma attori durante
le prove, implacabili con i loro
innocenti conigli, ops, consigli,
hanno dato più di qualche dritta
agli attori per migliorare il proprio personaggio, per non par-
lare di quelli che avevano gli
attori in casa, vocine mi dicono
che sapevano la parte meglio
dei genitori! Quindi un grande
grazie a tutti, anche al pubblico
che è venuto a passare con noi
un pomeriggio nel Paese dei
Balocchi.
Pinocchio
almeno per un’ora, il Santissimo Sacramento. In
questo periodo l’adorazione è stata un appuntamento importante per un percorso formativo
sulla carità nella fraternità. Mettere al centro
l’Eucaristia voleva dire entrare nel mistero del
sevizio e dell’amore verso tutti. Ho scoperto
pian piano questa verità fondamentale: l’amore
del Padre si è manifestato in Gesù che ha preso
la condizione di servo, si è umiliato e fatto obbediente fino alla morte di croce per salvarci.
Questa verità che ho ricevuto dalla Chiesa, e
dal mio Istituto che la sottolinea particolarmente, mi ha aiutata a viverla e a comunicarla nella
catechesi e negli incontri occasionali con le persone, sopratutto quelle in particolare difficoltà.
Penso che Gesù – Parola e Pane- oggi sia l’unico
rimedio a persone schiave della droga, o angosciate da malattie e sofferenze varie, o colpite
da gravi lutti.
A proposito di sorella Morte che ci visita
comunque, racconto una mia esperienza legata all’Eucaristia. Una mattina proprio durante
l’adorazione eucaristica nella nostra cappella di
Padova, ho sentito suonare il telefono al momento della consacrazione. Non era il momento di rispondere, ma ho percepito che era una
chiamata per me diversa dalle solite. Ho continuato a partecipare all’Eucaristia chiedendo al
Signore di fare la sua volontà. Un nuovo squillo di telefono: era mio fratello che con tanto
dolore mi annunciava la morte di un nipote di
29 anni causata da una delle tante fragilità che
colpiscono oggi. Sono tornata in chiesa profondamente colpita da questa triste notizia e
l’ho comunicata alle consorelle. Ascoltandomi
e guardando ancora il tabernacolo ho sentito
Pinocchio ci ha accompagnato durante
quest’anno con le sue
avventure, concludendo questo
percorso con lo spettacolo finale il 20 maggio e una mattinata
di teatro con il burattinaio De
Bastiani. Dopo le iniziali difficoltà nel confrontarsi con un
linguaggio articolato e d’altri
tempi, Collodi alla fine di questo “librone” ci ha permesso di
affrontare molte tematiche sia
fantasiose che reali, di utile attualità. I bambini hanno con entusiasmo partecipato alla lettura dei vari episodi e alle attività
inerenti, e con sorpresa dopo
l’ascolto dell’ultima pagina ho
sentito un inaspettata vocina
che diceva: “Maestra, ce lo rileggi?”.
Un GRAZIE a tutte
le persone che hanno
collaborato per rendere quest’anno così
avventuroso e ricco
di esperienze! Per
concludere quest’anno rinfrescandoci, noi
ci mangiamo un fresco gelato in piazza!
Buone vacanze a
tutti!
una forza nuova che sconfiggeva quel “male” e
la mia stessa paura e mi faceva vedere la morte
e la tristezza dal versante di Dio. Gesù morto e
risorto per la salvezza di tutti è stato il pensiero
più consolante nei confronti di mio nipote. Da
allora ho incominciato a pregare di più e incontrando la sua famiglia, mia mamma e i miei fratelli in questa occasione, ho scoperto che anche
nei loro cuori si era riaccesa questa luce di fede.
Nel nostro profondo è sorta una domanda: Che
cosa possiamo fare per lui? La risposta che ci è
venuta spontanea è stata: pregare, affidarlo alla
Misericordia di Dio. In questa dolorosa circostanza tante persone mi furono spiritualmente
vicine offrendo affetto e parole di consolazione.
In particolare Andrea Griggio, l’animatore del
Gruppo Adoratori di Padova, attraverso la sua
vicinanza e benevolenza mi ha fatto comprendere cosa sia vivere l’amore fraterno. Da allora
ogni sofferenza non la vivo come un rantolo di
agonia, ma con gemiti di rinascita ed annuncio di
primavera e di Pasqua.
E ora un’esperienza apostolica col Gruppo dell’U.E.. Avevamo organizzato, appunto con
Andrea e con Ado ed Elisabetta, una coppia di
Adoratori di Pordenone, una uscita ad un santuario francescano. All’ora della partenza ci
siamo trovati in pochi, eppure gli invitati erano
tanti. Ero un po’ agitata e decisa a rimane a casa.
E’ intervenuto Andrea che ha detto: “Anche si ci
fosse una persona sola si va!”. E siamo partiti. E
cosa è successo? La mattina l’abbiamo passata
insieme nella celebrazione eucaristica preceduta dalla catechesi. Per il pomeriggio, Ado e Elisabetta aveva preparato un recital sull’Eucaristia
per coinvolgere anche i bambini. Con meraviglia
vediamo arrivare e prendere posto in sala persone che non conoscevamo. Era arrivato un pullman di pellegrini e pareva che dovessero partecipare al nostro incontro. Gesù Eucaristia ha le
sue sorprese “Le mie vie non sono le vostre vie, i
miei progetti non sono i vostri progetti”. E ho capito
che è più importante dar valore alla persona e
non al numero più o meno grande.
Nella mia responsabilità di animatrice
di zona ho cercato sempre di coinvolgere la
famiglia, anche perché ho molto ricevuto dalla
mia famiglia sotto il profilo della fede. Per questo mi è sembrato opportuno, in linea con la
programmazione dell’U.E. a livello generale, impegnare per la formazione degli Adoratori una
coppia di sposi cristiani che parlasse a persone
e a famiglie.
Ora a Tarzo nella nostra comunità religiosa curiamo l’adorazione quotidiana alla quale
partecipano anche le nostre consorelle malate
e in carrozzina e le ospiti della Casa di Riposo.
In Parrocchia mi sento spinta a incrementare
l’amore a Gesù Eucaristia non solo nella catechesi ma soprattutto tra le famiglie che incontro nella Scuola d’Infanzia.Vivo l’adorazione non
solo quando prego davanti al SS.mo Sacramento, ma anche quando mi occupo delle varie cose
da sbrigare e quando svolgo il mio servizio al
prossimo.
Auguro che ciascuno di voi viva l’Eucaristia con grande fede e amore e nei quotidiani
gesti di carità la irradi con l’esempio della propria vita.
sr. Leontina Fabbro
«Voce amica»
ASPETTANDO IL GREST
ED IL BABY GREST
CORSI ANIMATORI UDINE 2012
ria”
rificazione della B.V. Ma
Parrocchia di Tarzo “Pu
eto
Ven
Diocesi di Vittorio
PR EM IO DI 1° GRADO
assegnato a
FU RLAN THOMAS
ierichetti e per l’impegno
ontro settimanale dei Ch
per aver frequentato l’inc
per conoscere Gesù.
o e nell’attività proposta
nella lettura del Vangel
012
1-2
201
e
nor
Nell’anno del Sig
Parroco
Animatrice
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rificazione della B.V. Ma
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ontro settimanale dei Ch
per aver frequentato l’inc
per conoscere Gesù.
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o e nell’attività
nella lettura del Vangel
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1-2
Nell’anno del Signore 201
Parroco
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rificazione della B.V. Ma
Parrocchia di Tarzo “Pu
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PR EM IO DI 3° GRADO
assegnato a
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ierichetti e per l’impegno
ontro settimanale dei Ch
per aver frequentato l’inc
per conoscere Gesù.
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o e nell’attività propos
nella lettura del Vangel
1-2012
Nell’anno del Signore 201
Parroco
Animatrice
Nella settimana dal 10 al 16 Giugno 2012, noi animatori del
Grest e Baby Grest di Tarzo accompagnati dalla signora Fabiana Introvigne, abbiamo partecipato ai corsi animatori organizzati dai Salesiani per tutti i giovani del triveneto. Questo per
gli animatori più grandi è già il secondo anno e ogni livello
è sempre più entusiasmante. I corsi si svolgono in una scuola
salesiana di Udine, l’istituto Bearzi, che ogni anno ospita circa seicento ragazzi per ogni livello. Il primo giorno ci hanno
accolto con danze e cartelloni con scritto “abbracci gratis” ed
è proprio questa una delle cose più belle: nonostante non ci
conoscessimo, parlavamo, scherzavamo, ridevamo tutti insieme! Per partecipare alle attività ci hanno divisi in gruppi misti,
maschi e femmine di parrocchie diverse seguiti ognuno da un
accompagnatore. Questo smistamento è stato fatto appunto per
fare nuove amicizie e scambiarci idee. Durante i pasti abbiamo imparato a collaborare, facendo ogni giorno a turno per la
distribuzione del cibo e la pulizia dei tavoli. Anche la notte ha
dato esperienza, in quanto si dorme in gruppi da circa quindici
persone nelle aule scolastiche in sacchi a pelo sopra dei materassi. Inoltre, non avendo ogni aula un bagno a disposizione,
sono stati fatti dei turni al mattino ed alla sera per lavarsi negli
spogliatoi. Solo poche parrocchie, noi comprese, hanno avuto
la possibilità di essere ospitate per la notte in un seminario a
pochi km dall’istituto. Noi abbiamo infatti dormito in camere
da quattro su dei letti con lenzuola e bagni con docce calde per
ogni stanza. Questa normalità, lì, è stata davvero una fortuna!!
Tra il secondo ed il terzo giorno, abbiamo partecipato ad attività formative chiamate stages, durante le quali ognuno di noi ha
imparato a fare un lavoretto o qualche danza da proporre ai nostri animati. Ci sono stati inoltre momenti di riflessione e preghiera, i quali ci hanno aiutato a comprendere il vero significato
della nostra chiamata: essere animatori al servizio dei ragazzi.
Questo vuol infatti dire avere cura dei bambini, essere per loro
dei punti di riferimento, trasmettergli fiducia e accoglienza, far
sentire ognuno di loro importante e soprattutto essere attivi per
farli divertire divertendoci!! Sperando di riuscire a mettere in
pratica al meglio tutto ciò che ci hanno trasmesso e insegnato,
vi salutiamo e aspettiamo dal 9 al 27 luglio in canonica!!
Gli animatori di Tarzo.
Prima
Comunione
Questi i fanciulli che hanno partecipato alla Santa
Messa di Prima Comunione nella chiesa di Tarzo
il 29 aprile 201: Baccichet Elena, Bez Luca,
Braido Marco, Bottega Eleonora, Costa Tommaso,
De Bastiani Marta, Dal Molin Riccardo, Dal
Gobbo Giulia, Forlin Filippo, Furlan Thomas,
Geneletti Mattia, Introvigne Mattia, Lovat
Tommaso, Lavina Andrea, Pellegrini Lorenzo, Pin
Nicola, Pilat Leonardo
Maggio-Giugno 2012
«Voce amica»
Mons. Giacomo Da Frè
60° anniversario di ordinazione sacerdotale
È con immensa gioia che la comunità parrocchiale di Tarzo ha
festeggiato, il 3 giugno 2012, il 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale con la celebrazione eucaristica presieduta
dallo stesso Don Giacomo. Già
cappellano della parrocchia di
Tarzo subito dopo l’ordinazione, ora è assistente spirituale presso la casa di riposo
“Villa Bianca”. Anche il Vescovo Corrado, nella Chiesa
di Revine il 22 giugno 2012,
giorno anniversario della sua
ordinazione avvenuta il 22 giugno 1952 nella Cattedrale di Vittorio Veneto, ha voluto ringraziare
Mons. Giacomo presiedendo la celebrazione liturgica concelebrata
con i presbiteri della forania “La Vallata”. Rinnovandogli ancora gli
auguri in questa splendida occasione, lo ringraziamo per il prezioso
ministero che sta ancora esercitando in mezzo a noi.
La parrocchia ringrazia per l’impegno costante
nelle sistemazione delle opere parrocchiali
Liessi Agostino e Gino Morandin
Simon Pietro e Giuseppe Faraon
pagina 17
Tarzo 2 febbraio 2012
Festa della Presentazione
del Signore al Tempio
Carissimi Chierichetti di Tarzo
Enrico, Filippo, Nicola, Andrea, Daniele, Thomas, Luca, Umberto, Mattia, Tommaso, Elia, Andrea, Marco Braido, Marco Introvigne,
la vostra lettera, ricevuta con immenso piacere, ha suscitato nel mio
cuore tanta simpatia, affetto, ammirazione per voi. Grazie per le vostre belle parole e per l’interessante e
importante domanda che mi avete rivolta: “Come nella tua vita hai risposto e rispondi all’amore di Dio?” Tento di rispondere anche se è difficile per
me esprimere tutto il percorso della
mia vita donata al Signore. Sono stata
spinta solo dal suo immenso amore.
Fin da piccola i genitori e i catechisti
mi hanno insegnato a conoscere il Signore che è nostro Padre e ci ama, ci
perdona. o capito che niente al mondo è bello e grande come Lui. E fin
da allora ho pensato: se Gesù mi ha voluto tanto bene ed è morto
per me, io voglio stare solo con Lui. E ho deciso di offrire la mia
vita per Lui. E’ nata così la mia vocazione di farmi suora: voglio
donarmi a Gesù, essere sua per sempre, servirlo nei più poveri,
come S. Francesco di Assisi. Mi attirava tanto la vita missionaria di
cui sentivo raccontare con tanto fervore dai missionari. Essi andavano fra i popoli che non conoscevano Gesù e pativano fame, malattia e morte per mancanza di medici e di medicine. Soffrivo per
non poter essere anch’io là con loro per aiutarli. Appena noi suore
francescane abbiamo aperto una missione in Africa, nella Guinea
Bissau, ho subito fatto domanda di andarci. In quel paese poverissimo dove mancava tutto: strade, acqua, luce, medicinali per
curare tanti bambini malati che diventavano ciechi o handicappati
per mancanza di cure e di nutrimento. E ne morivano tanti. Il contatto quotidiano con scene di dolore e di morte, aumentava sempre di
più in me l’amore per Gesù, per i poveri e i sofferenti. Li amavo ogni
giorno di più e cercavo di aiutarli con tutte le forze, perché avevo la
certezza della Parola di Gesù: “Quello che fate ai più piccoli dei miei
fratelli, l’avete fatto a me”.
Mi sono sentita un piccolo strumento che il Signore si era scelto per
fare cose grandi per quella povera gente. Oltre a fare catechesi ai giovani e agli adulti, ho sempre lavorato in ambulatorio. I Bambini e le
persone adulte gravissime erano sempre molte, ma i mezzi per curarli
erano pochi. La presenza del Signore suppliva a questa mancanza.
Lui sanava e consolava. Quanti miracoli veri hanno visto i miei occhi.
Quante emozioni, quanti bambini salvati dalla morte. Ho sperimentato davvero quanto sia bello e grande salvare la vita degli altri insieme
alle mie consorelle.
Un altro servizio, molto bello, per rispondere all’amore di Dio è stata per me l’assistenza ai carcerati. Quando la sera tornavo dal carcere
con il cuore pieno delle loro pene, camminavo piangendo. Sentivo di
aver incontrato in loro lo stesso Gesù che ha detto: “Ero carcerato
e mi avete visitato” e a volte anche “liberato” perchè diversi erano
innocenti e noi siamo riusciti a far riconoscere la loro innocenza e a
liberarli dalla prigione. In questi momenti emozionanti di servizio ai
poveri, ho sperimentato che, rispondendo all’amore del Signore, si
incontra la vera felicità.
Vi saluto con affetto e vi auguro che Gesù faccia comprendere anche a voi che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Lui vi insegni
come rispondere al grande amore che ha per ciascuno di voi. Nella
mia preghiera vi ricordo.
Suor Ernestina
pagina 18
8
Notizie
in breve
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Maggio-Giugno
gg
g 2012
ANIMAZIONE ACR
L’Azione cattolica Ragazzi in passeggiata tra i colli
tarzesi; è una delle animazioni organizzate nel corso del
mese di maggio da Luigi & co. Ecco gli animatori con
i ragazzini.
PENTECOSTE, 27 MAGGIO
Prima Confessione
16 i ragazzi che hanno celebrato per la prima volta il Sacramento della Confessione il 13 maggio nella nostra Chiesa: Baldassar
Colin, Bez Daniele, Bottega Davide, Casagrande Andrea, Casagrande Eric, Della Pietà Stefania, De Polo Umberto, Francesschet Andrea, Franceschet Luca, Mattiuz Thierry, Piaia Simone, Rizzo Asia, Salamon Samuele, Teso Alessandro, Tomasi
Federico, Zanetti Maria Celeste
Una liturgia, tanto bella quanto semplice, guidata da Don Francesco e da Don Ezio e partecipata oltre che dalle catechiste Luigina e
Luisa, da tanti genitori e famigliari, ha accompagnato i bambini a
celebrare la festa del Perdono.
Il sacramento della prima confessione è il primo passo nel percorso di formazione cristiana dei nostri ragazzi, che gli aiuta a
comprendere il vero significato del mistero della Croce. Cinque i
momenti fondamentali, necessari per fare una buona confessione,
che i ragazzi hanno avuto modo di apprendere nel corso dell’anno
catechistico. In primo luogo l’esame di coscienza che significa tirare fuori tutto ciò che sappiamo di aver fatto contro l’amore di Gesù;
quindi, il dolore per i peccati cioè il dispiacere per aver offeso Dio;
poi il proposito di non commettere più peccati; la confessione, quale atto di umiltà e di sincerità compiuto davanti al Sacerdote in rappresentanza di Dio ed, infine, la penitenza.
La cerimonia ha avuto il suo momento più significativo nella confessione di ogni bambino, ciascuna cadenzata da un rituale silenzioso e ordinato: la salita all’altare per la confessione, la penitenza e il
rinnovo delle promesse battesimali simbolicamente rappresentato
dall’accensione al cero pasquale della candela del battesimo.
A ricordo della giornata è stato donato ad ogni bambino un crocefisso e un fiore bianco, simbolo di purezza. Infine, a conclusione
della bella giornata un ricco rinfresco ha atteso i ragazzi nelle sale
dell’oratorio,
Una mamma.
Santa Messa nel giorno di Pentecoste a conclusione dell’attività
pastorale, del catechismo e delle attività dei vari gruppi operanti in
parrocchia. Alla fine della celebrazione il Piccolo Coro ha arricchito
la giornata con il suo concertino: i brani sono stati intervallati da letture mirate ed accompagnati da immagini riguardo i temi messi in
campo, così da dare un senso religioso a questo bello spettacolo! Un
esempio, anche per altre occasioni, di come le direttrici del coretto
hanno impostato il concerto: grazie e brave!
MESSA AL CAPITELLO DI RESERETTA
La comunità di Reseretta, il 14 maggio, si è radunata al capitello
del borgo in occasione della Messa con don Francesco.
Bruno M.
GITA DEI CHIERICHETTI
Il giorno 2 giugno siamo partiti per trascorrere la classica gita con
i chierichetti e le famiglie intraprendendo una escursione nel paese
Vinigo di Cadore nelle nostre meravigliose montagne. All’arrivo
i bravi genitori ci hanno preparato una buona merenda. Successivamente abbiamo partecipato alla santa messa celebrata da Mons.
Francesco nella locale chiesetta dedicata a San Giovanni
vanni Battista. In
seguito i genitori si sono prestati a cucinare un buon
on
pranzo permettendoci di condividere dei bei momennti insieme. Nel pomeriggio ci siamo incamminati
ati
verso la grotta della Madonna di Lourdes situata nel
el
suggestivo paesaggio dolomitico. Verso sera, dopo
o
una lieta giornata passata insieme, siamo rientratii
a Tarzo. Ringraziamo di cuore il parroco e i genito-ri per aver reso possibile questa splendida giornataa
e rimaniamo nella speranza che questa occasione si
possa ripetere nei prossimi anni.
«Voce amica»
Maggio-Giugno 2012
Orientamenti e iniziative pastorali
Dopo il convegno ecclesiale 2011/2012
Il 21 giugno nella Chiesa Cattedrale, a conclusione del convegno diocesano, il Vescovo
Corrado ha delineato il cammino pastorale per i prossimi 3-4
anni. Come evidenziato nella
sua presentazione, si cercherà
di dare a quanto già si fa nelle
comunità parrocchiali una qualità e delle prospettive più fedeli
all’appello del convegno “Abita la terra e vivi con fede”
concentrandole attorno all’idea
di corresponsabilità per la missione. Due importanti eventi
avranno poi lo scopo di offrire
impulso e aiuto alla vita e all’attività delle parrocchie: l’Anno
NOZZE D’ORO
della Fede proposto dal Papa
e l’avvio della Visita Pastorale.
Orientamenti pastorali. Il
Vescovo ha proposto, per il tempo delle sue Visite pastorali che,
presumibilmente, dureranno tre
o quattro anni a partire dal 2013,
degli Orientamenti pastorali che
guidino il cammino della pastorale diocesana in questo periodo
di tempo. Gli orientamenti hanno per titolo “corresponsabili
per la missione” richiamando il
mandato missionario che trova
nel Battesimo il suo fondamento e che è stato oggetto del piano pastorale 2010/2011.
Corresponsabilità. La Chie-
sa è comunione ed è chiamata
a viverla. In un mondo segnato
dalla disgregazione e dall’individualismo, il compito primario
della Chiesa è mostrare quanto lo Spirito del Risorto opera
in lei: la comunione con Dio
e tra i fratelli. La corresponsabilità è una forma concreta di
comunione; è la disponibilità a
condividere le scelte che riguardano tutti. Attraverso il discernimento spirituale e l’ascolto
reciproco si maturano, secondo
la responsabilità di ciascuno,
decisioni ponderate e condivise.
La missione. Ossia l’annuncio del Vangelo, per comuni-
pagina 19
care la fede, soprattutto dove la
persona o la famiglia vivono ed
affrontano situazioni particolarmente favorevoli all’incontro
con il Vangelo e con Gesù. L’iniziazione cristiana. L’esperienza
della fragilità umana. Iniziative
concrete della parrocchia come
chiesa missionaria. Rafforzare
o istituire il “gruppo liturgico”.
Incontro tra le segreterie dei
consigli pastorali parrocchiali
dell’unità pastorale. Incontri di
condivisione e formazione per
adulti. Formazione di coppie
che si fanno carico dell’accompagnamento dei genitori per il
Battesimo. Accompagnare i genitori dei bambini dagli 0 ai 6
anni.
i
r
u
g
u
A
Tanti auguri ai nostri nonni Pancotto Romano e Pol Meri
che il giorno 10 maggio 2012 hanno festeggiato il loro 50° anniversario di matrimonio attorniati dai loro cari.
Speriamo possiate trascorrere altri anni insieme in salute e felicità.
60 ANNI INSIEME
A Casagrande Giovanni e De Coppi Ina che hanno celebrato il 60 anniversario del loro Matrimonio partecipando alla
Messa nella Chiesa Parrocchiale e sono stati festeggiati dai figli,
parenti e d amici.
NONNA GENOVEFFA
COMPIE 100 ANNI
Il 02 maggio 1912, nel piccolo paesino di Rolle, nasceva Genoveffa Dal Vecchio una persona
come molte altre, con una storia decisamente comune ma, per tutti noi famigliari,
un riferimento e un esempio continuo. Più di una sono le peculiarità che la contraddistinguono ma la fede, la speranza, il coraggio e la perseveranza sono proprio le
caratteristiche che delineano la sua persona. Sposa di Angelo Cesca ha da lui tre
figli Maria, Valentino e Angela (che tutti noi chiamiamo Ginetta).
Nonno Angelo in tempi prematuri rimane infermo a letto e lei lo assiste con amorevolezza e dedizione senza lamentarsi mai, portando avanti tutte le sue cose accettando con fiducia anche le prove “che al Signor ne manda” Dopo la morte del
marito continua la vita tra la casa e la “riva”.
Nonna Genoveffa senza laurea, ne diploma, conduce la quotidianità con grande
saggezza, alzandosi presto, pregando e presentandosi sempre in ordine.
Cent’anni sono davvero tanti, molte cose ha visto nonna Genoveffa, la povertà
delle famiglie numerose, ben due guerre, la morte delle persone care, le fatiche e
le sofferenze delle cose che non vanno secondo il proprio progetto, ma il coraggio
non le è mai mancato. I suoi discorsi equilibrati senza grandi paroloni da saccente,
ma ricchi di contenuti e di fermezza. Le porte di casa sempre aperte e le sue mani
operose per accogliere e condividere il tanto o il poco con chi le faceva visita. Pensando bene le sue dispense non erano traboccanti, ma lei non ci faceva mai mancar
anzi le cose semplici che ci preparava sembravano essere le più buone del mondo.
Condividere è sempre stato il suo motto.
Negli ultimi anni, la figlia Maria con il marito Mario l’hanno accolta nel loro appartamento di Conegliano dove vive con molta serenità, coccolata ed amata come si
conviene. Il 2 maggio per il centenario è stata festa grande, non con toni accesi,
non ristoranti o cerimonie solenni, ma in famiglia, con un’infinità di fiori che lei profondamente adora.
Nonostante l’inesorabile passare del tempo ha sempre mantenuto la sua autonomia, la freschezza di mente, di spirito e di accettazione delle cose che il divino
manda. E ora i ringraziamenti perché, in questo triste momento, dove la fede è un
valore quasi passato di moda, la testimonianza di una persuasione così solida è un
bene immenso. Perchè i torti e le critiche possono ferire, ma lei ci hai dimostrato
che la vita deve essere vissuta con coraggio. Grazie al suo buon umore, alla battuta
sempre pronta, il tempo con lei scorre piacevole e sereno. Grazie è necessario, a
questo punto, dire a chi come lei si è fatto onore per tutta una vita, non compiendo
grandi opere, ma rendendo straordinario l’ordinario.
Maria, Valentino, Ginetta e tutti i tuoi cari.
«Voce amica»
pagina 20
GRUPPO ALPINI TARZO
Maggio-Giugno 2012
di Francesco INTROVIGNE
FESTA ALPINA di SAN PIETRO
Secondo anno in trasferta, questo il tema della tradizionale festa del Gruppo dal 22 al 24 giugno scorsi,
suddivisa in tre momenti e tre luoghi distinti: quello
sportivo, quello religioso e quello eno-gastronomico.
Venerdì 22 l’apertura, presso la struttura polifunzionale di via C. Battisti gentilmente concessa dalla Pro
Loco, con la manifestazione della Sezione di Vittorio
Veneto promossa per presentare il libro “Cuore Alpino
per l’Abruzzo” sugli interventi svolti dalle penne nere
a seguito del disastroso terremoto del 6 aprile 2009;
ospiti della serata i 100 alpini che hanno prestato la
loro opera gratuita. Nel libro un capitolo è dedicato alla
“Casa Alpini di Vittorio Veneto “ di Paganica, della cui
realizzazione il nostro Gruppo ha avuto un ruolo di rilievo. Sabato 25, con partenza e arrivo presso il piazzale delle scuole, 153 iscritti, più parecchi altri appassionati, hanno dato vita alla “31^ Caminada alpina – XI
Memorial Berto Cancian”, del circuito Trevisando,
attraverso vigneti di prosecco, prati e boschi di castagno,
con passaggio ai piedi della
chiesetta alpina delle Rive
San Pietro, sede “spirituale”
del Gruppo.
Premiazioni col Presidente sezionale Angelo Biz ed il Capogruppo Giovanni Liessi
Domenica 24 la celebrazione religiosa, presso la
chiesetta alle Rive, con nutrita partecipazione, presenti
il Vessillo sezionale di Vittorio Veneto, fregiato di 4 medaglie d’oro, accompagnato
dal Vice Presidente Roldano De Biasi e delegazioni
di Torri del Benaco (VR),
Cozzuolo, Colle Umberto, Fregona, Gruppo Città,
Mansuè, San Giacomo, nonché il nostro gagliardetto, appuntato di medaglia d’argento al valor
militare. Hanno reso gli onori di casa, oltre al Capogruppo Liessi, il
Sindaco Bof, il Vice Sindaco Sacchet e l’Assessore De Polo.
Ha animato la S. Messa la Corale dei Laghi, sempre apprezzata partecipe, a cui va la nostra gratitudine.
Dio. Ogni uomo credente o ateo fa questa esperienza nel corso della
sua vita e assaggia l’amaro
di quelle parole: non ti importa se io muoio? Per chi
crede in Dio, per chi gli dà
fiducia, questo è un momento di prova, difficile, nero,
ma di passaggio, per lui c’è
la parola di Cristo: uomo di
poca fede, io sono sempre
con te, non ti abbandono
mai, non permetterò che la
prova sia superiore alle tue
capacità, alle tue forze, non
sei mai solo, ogni tuo passo
è guidato e accompagnato
La Corale dei Laghi
dal cielo. Possano queste
parole dare serenità e fiducia, far risplendere ancora il
sole, ridare calma e gioia. Come ogni buon alpino, impariamo che
dopo la bufera anche la più forte, torna il sereno, torna il sole, la
luce e la gioia”.
A don Giuseppe Artico, celebrante, già Cappellano
militare tra le truppe alpine, il Gruppo ha fatto dono
del Cappello, gesto che ha molto gradito e che lo ha
commosso nel rievocare l’esperienza di sacerdote tra i
giovani in divisa e stellette.
All’omelia ci ha così intrattenuti: “Non sono uomo
di mare e non conosco il sibilo del vento, l’altezza delle onde, le nuvole basse sull’acqua, ma ho fatto esperienza delle bufere di neve in montagna; in mezz’ora ti
cadono addosso 50 centimetri di neve, le nuvole basse
ti chiudono l’orizzonte e perdi l’orientamento, il vento
rende difficile o come scriveva un alpino alla mamma.
Trasportando queste esperienze in campo spirituale
avviene quella che i santi chiamano la notte dell’anima
sulla quale regna sovrano il silenzio di Dio, il sonno di
Rappresentanze d’Arma e Autorità alla celebrazione
GITA PARROCCHIALE IN CARINZIA
«
Sabato 9 giugno ci ritroviamo con don
Francesco per partire alla volta di Maria Saal
e Klagenfurt, in Carinzia. Ci ritroviamo in
piazza a Tarzo in una mattinata non certo limpida (e poi alle sei di mattina siamo ancora
tutti un po’ addormentati … ) e partiamo in
direzione Tarvisio e verso il confine austriaco.
Dopo una sosta strada facendo, ci concediamo una tappa a Maria Wőrth, paesino
posto in una caratteristica penisola sul Wörther See (il lago di Wörth) questo villaggio
è conosciuto a livello internazionale per via
di una particolare chiesetta romanica, meta di
pellegrinaggio e molto usata per celebrazioni
nuziali.
Dopo la pausa, proseguiamo per il santuario di Maria Saal, dove celebriamo la Messa
per ringraziare il Signore di averci concesso
di ritrovarci tutti insieme in luogo così bello.
Il santuario di Maria Saal, infatti, ha grandi dimensioni ed è costruito in uno stile che
sembra essere una transizione dal romanico
al gotico: a dire il vero, non resta molto dalla chiesa romanica originaria, in quanto, dal
momento della sua edificazione nell’Alto
Medioevo su ordine del vescovo Modesto,
fu ampiamente rimaneggiata. L’edificio attuale è una specie chiesa fortificata che risale
alla metà del XV secolo, ma ricostruito dopo
un terribile incendio nella seconda metà del
‘600.
Proprio perché costruita su ordine di un vescovo, l’attuale chiesa è comunemente ancora
chiamata Dom, cioè “cattedrale” , ma non fu
mai una cattedrale vera e propria.
Nonostante ormai Maria Saal abbia perso la
sua importanza storica, la sua chiesa è ancora un importante luogo di pellegrinaggio sia
per i carinziani che per i vicini cattolici della
Slovenia.
Subito dopo la Messa, il pranzo in una tipica birreria austriaca, dove abbiamo modo di
IN RICORDO DI CARLA
DALLA BARBA
Sabato 9 giugno è
mancata Carla Dalla
Barba in Bernardi. Carla
era nata a Conegliano
69 anni fa. Ha affrontato
vita e malattia coraggiosamente e lascia nella
madre, nel marito, nei
figli, nel nipote e in tutte
le persone che l’hanno
conosciuta un vuoto incolmabile.
E’ stata insegnante per oltre 15 anni al Collegio Dante Alighieri di Vittorio Veneto e poi
nel Seminario Vescovile. Come insegnante
non trasmetteva solo nozioni, informazioni,
cultura, ma educava i giovani allievi ad inserirsi
nei valori della vita. Anche dopo aver terminato
il suo ruolo di insegnante, la passione e l’amore per i ragazzi e i giovani non si è interrotto,
ma è continuato nell’aiutare ragazzi in difficoltà
e gli adulti a leggere e scrivere. In Parrocchia
era presidente del gruppo Santa Chiara di
Assisi della San Vincenzo, un ruolo che ricopriva con un entusiasmo che contagiava, con
presenza fattiva e concreta, la sua fedeltà e
impegno anche nella incombenze di orga-
oce
ce amica»
amic
am
ica
a»»
Vooc
mangiare e di dissetarci con la birra ivi prodotta. Incontriamo, poi, la nostra guida che,
in questo pomeriggio di pioggia battente, ci
accompagnerà a visitare Klagenfurt, capitale
del Land della Carinzia, co-sede della diocesi
cattolica di Gurk-Klagenfurt e sede dell’università di Alpen-Adria.
Non tutte le signore partecipano, probabilmente temendo la pioggia: dunque il gruppo,
anche se diminuito, resta comunque alto nel
morale e si inoltra nella visita della citta: la
leggenda narra che Klagenfurt fu fondata
dopo che un paio di uomini coraggiosi ebbero ucciso l’abominevole Lindwurm, un drago
alato che viveva nelle lande adiacenti al lago,
il cui alimento principale si racconta fossero ragazze vergini. L’impresa è ancora oggi
ricordata con un impressionante monumento
nel centro cittadino. Storicamente, il luogo fu
fondato dal duca Herman di Spanheim, come
roccaforte situata tra le vie commerciali della
zona. La sua prima menzione risale al tardo
dodicesimo secolo in un documento del duca
Ulrico II.
In città, abbiamo modo di visitare il Duomo
(concattedrale di Klagenfurt), che purtroppo
non possiamo vedere dall’interno, situato nella Domplatz, dedicato ai santi Pietro e Paolo
ed eretto nel 1581. L’interno della chiesa è
decorato di stucchi e affreschi in stile baroc-
nizzazione, la Conferenza SanVincenzo era
quasi la sua seconda famiglia, assieme
al
alle consorelle e ad un confratello, che
pe
permetteva di irradiare amore, conforto
consolazione, punto di appoggio per
co
tante persone e con uno stile sorridente
ta
e gioioso. Si è dedicata con passione al
vo
volontariato anche nella Casa di Riposo
Vi
Villa Bianca dove anziane, familiari, suore
ed operatori la ricordano con grade affetto
e stima. “ Carla non era solo volontaria,
er
era persona che offriva se stessa, che
ge
generava bene. Con ordine e chiarezza
interiore sapeva bene cosa significasse
in
offrire. Non alzava la mano ma di fronte al
bisogno diceva a se stessa, eccomi, vado e
offro... senza clamore. Sapeva, inoltre, che per
offrirsi bisogna fidarsi ed affidarsi in primis al
prossimo tuo. Pur nella fatica degli ultimi tempi
della sua vita terrena, Carla alzava le mani
confermando il suo eccomi, affidandosi al
Padre e affidando a Lui, il marito e i suoi cari a
cui teneva più della sua stessa vita”.
Ricordiamo, infine, che ha collaborato con
il settimanale diocesano L’Azione e con il Bollettino Voce Amica; per decenni è stata l’animatrice della parte culturale della Pro Loco di
Tarzo, ottenendo la collaborazione della amica poetessa Gina Piccin Dugo che alla festa
dell’Emigrante ha dedicato molte sue poesie.
co.
Ci spostiamo poi verso la bella piazza di
Neuer, edificata nel XVI secolo dall’architetto italiano Domenico dell’Allio. Al suo
centro è situato il monumento a Maria Teresa d’Austria del 1785, mentre ai lati trovano
posto palazzi in stile neoclassico, tra cui il
Palazzo Porcia e l’imponente Palazzo OrsiniRosemberg (1650), sede dell’attuale municipio. A catturare l’attenzione è, ancora una
volta, quello strano personaggio posto a due
passi dal monumento a Maria Teresa: il drago della fontana del Lindwurm, simbolo indiscusso della città. Per creare il disegno del
drago, venne usato come modello un teschio
di un rinoceronte dell’Era Glaciale, rinvenuto
nelle campagne della città.
Dopo le immancabili spese, il gruppo si ritrova mentre il sole sembra voler squarciare
le nuvole. Si riparte con direzione Italia e tappa a San Daniele del Friuli, dove ci deliziamo
con l’assaggio (e l’acquisto) del tipico prosciutto. In prima serata sbarchiamo a Tarzo,
stanchi ma soddisfatti.
Ancora una volta grazie a don Francesco
per le incredibili opportunità culturali che offre alla nostra parrocchia. Grazie! Attendiamo intrepidi la prossima gita.
Roberto e Fabiana
A CARLA
Accogli, o Signore,
il mio grido:
quest’anima ti affido,
tienila vicino al tuo cuore …
Lei ha dato tanto,
in prima persona,
Lei, così altruista, buona,
ha gioito, sofferto e pianto …
Non aveva limiti nella fatica:
la sua fede l’aiutava
ai bambini insegnava:
cara, dolce, vera Amica …
Non resteran solo parole vane,
di Lei si ricorderà il mondo.
L’affetto che ha lasciato è profondo,
un segno che esistono persone sane ...
che fanno del bene, senza distinzioni,
con umiltà, incontro al bisognoso
chiedendo agli altri un gesto generoso
e otteneva aiuto dalle istituzioni …
Il suo sorriso, la sua parola pacata,
le sue gesta assieme a noi, la sua fatica,
cara, dolce, vera Amica
no! Non sarai mai dimenticata.
R. Sopracordevole
«Voce amica»
pagina 22
Ricordi
Maggio-Giugno 2012
Anagrafe
BATTESIMI
5. DAL PUPPO MATTIA di
Giampietro e di Dal Piva Mara,
residenti a Tarzo in Via Prapian
di Tarzo, nato a Vittorio Veneto,
il 14.9.2011. Battezzato nella
Chiesa Arcipretale di Tarzo il 18
marzo 2012. Il rito di accoglienza
CANZIAN ROSA in Rizzo
Cara mamma,
6. BARBON NAYANA LUCIA
di Maurom Manuela, residenti a
Tarzo in via Vallorch, nata a Delhi – India, il 27.12.2008. Battezzata nella chiesa Arcipretale di
Tarzo il 18 marzo 2012. Il rito di
accoglienza venne celebrato il
26.2.2012. Madrina: Michieletto
Federica della parrocchia di Mirano.
è già trascorso un mese da quando ci
hai lasciato, ma la tua presenza tra noi è
ancora molto tangibile. I ricordi del tempo
che ci hai donato sono tanti e tutti molto
preziosi. Per noi tu sei stata un esempio
da seguire sempre e comunque, pronta
ogni giorno ad aiutarci e correggerti. La
tua vita, improntata alla cura della tua famiglia, è trascorsa veloce e, quando è arrivato il tempo di riposarti e godere dei
frutti del tuo lavoro, la malattia ti ha colto
improvvisamente privandoti della parola e
lasciandoti solo gli occhi per esprimere
le tue emozioni. Quegli occhi,insieme al
tuo sorriso,li porteremo sempre nel cuore.
Con affetto ti ricorderemo sempre
I tuoi cari figli
DOMENICO CASAGRANDE
e CASSOL MARIA (ANTONIA)
A sette anni dalla tua improvvisa e dolorosa scomparsa, ti ricordo ancora con
immutato affetto, assieme a tua moglie
Maria, che, dopo una
lunga e devastante
malattia, da appena
20 giorni ti ha raggiunto innanzi al Signore. Così vi voglio
immaginare: uniti per
sempre
nell’amore
reciproco, come in
vita, e nell’amore del
Signore.
Vostro nipote David
7. TOMASI AZZURRA di Michele e di Mazzer Mara, residenti a Tarzo. Battezzata nella
Chiesa Arcipretale di Tarzo il 24 giugno 2012; il rito di accoglienza venne celebrato il
20.5.2012.
8. MICHELON EILEEN di Moreno e di Tomasi Monia, residenti a Tarzo in via Rossini,
nata a Vittorio Veneto il 29.9.2011. Battezzata nella Chiesa Arcipretale di Tarzo il 24 giugno 2012; il rito di accoglienza venne celebrato il 20.5.2012.
DEFUNTI
17. CANZIAN ROSA. Rosa nasce il
30 agosto 1927 a S. Vendemiano dove
trascorse la giovinezza con i sette fratelli.
Celebrò il matrimonio con Rizzo Giulio nel
1952 ed ebbero la gioia di amare nove
figli che la ringraziano e la ricordano con
tanto amore. E ricordata con riconoscenza da tante persone che Rosa correva
sollecita a curare ed assistere. La sua
giornata incominciava prima del sorgere
del sole e alla sera, alla fioca luce di una
candela, lei continuava nelle facende di
casa. Amava la vita e la stimava come un
valore, un dono, una bellezza da godere
e da comunicare. In famiglia e per tante
persone lei era punto di riferimento e di
ricerca di un consiglio. Trascorse la sua
vita in via Castellich fin a 84 anni, felice
di poter ricevere la comunione e tenendo
alta la fiaccola della sua grande dignità di
madre. Tante persone la ringraziano per
la sua assistenza serena e spontanea.
Ricoverata in Ospedale a Vittorio Veneto,
concluse il suo pellegrinaggio terreno il 3
maggio 2012. La santa Messa esequiale a suo suffragio venne celebrata nella
nostra chiesa il 5 maggio e poi accompagnata al cimitero di Tarzo in attesa della
resurrezione promessadi Gesù.
Maggio-Giugno 2012
18. STIVAL ANNA MARIA – Suor
DIOMIRA. Era nata a Fossalta di Portogruaro il 3 agosto1926. A 10 anni consegue il Diploma di “Corso Ceciliano” che
la rese maestra di canto e di suono. Il 31
ottobre 1949 fa la sua professione perpetua nella Congregazione delle Suore
Francescane di Cristo Re. E’ assistente
delle Postulanti e nel 1957 è maestra
delle postulanti e insegnante nella scuola elementare di S. Maria delle Grazie. Il
27 agosto 1971 è eletta Superiora della fraternità di Venezia e nel 1974 ritorna
a Santa Maria delle Grazie. Dal 1978 al
1983 è Consigliera Generale. Nel 1983
è Superiora a Padova e nel 1986 arriva a
Villa Bianca, dove è superiora per 12 anni.
Ritorna a Tarzo dopo un periodo presso il
Santuario della Madonna del Rifugio a Sinalunga come sorella delal suore inferme.
Fece ritorno al Padre la sera del 3 maggio
2012 circondata dalle Consorelle di Villa
Bianca. La Messa esequiale venne celebrata nella chiesetta di Villa Bianca il 5
maggio e poi accompagnata nel cimitero
di Tarzo, in attesa della Resurrezione.
19. MEMBRADO JOSEFINA ANTONIA. Josefina Antonia era di origine spagnola, era nata, infatti, a Santa Barbara
(Spagna) il 24.4.1924, ma trascorse molti anni della sua vita in Venezuela. Celebrò
il matrimonio con Bortolotto Ferdinando,
di cui poi dovette piangerne la morte.
Ospite da qualche anno a Villa Bianca,
qui si concluse il suo viaggio terreno il
15.5.2012. Il suo funerale venne celebrato nella chiesa di Tarzo il 18 maggio e poi
accompagnata nel nostro cimitero.
20. PANCOT ANGELO. Angelo era
nato a Tarzo il 5 gennaio 1921. La sua
lunga esistenza gli ha fatto conoscere e
incontrare molti avvenimenti, anche tragici per la nostra storia che provocano riflessioni serie, con una risposta non sempre facile e univoca. A Milano trascorse
la maggior parte della vita come professionista falegname, esperto nel preparare con gusto i “fusti per i salotti”. Aveva
celebrato il Matrimonio con Casagrande
Vittoria ed ebbero la gioia di amare il figlio
Roberto, ma dovette piangere la perdita
delle sue due sorelle. Alla pensione fece
ritorno a Tarzo dove si costruì l’abitazione
in via Belvedere, davvero residenza belvedere: curata, abbellita da tanti ornamenti.
Faceva parte della Associazione Alpini e
avvertiva la necessità di recuperare i valori di umanità, di giustizia, di collaborazione e di timor di Dio, oggi spesso dimenticati. La conclusione della sua esistenza
avvenne il 30 maggio 2012 all’Ospedale
di Conegliano. Dopo la Messa esequiale,
celebrata il 1 giugno nella nostra Chiesa,
venne accompagnato al cimitero di Tarzo.
21. CASSOL MARIA di anni 70, era
«Voce amica»
nata, infatti, a Sospirolo (BL) il 22 settembre 1941; la ricordiamo assieme ai suoi
due fratelli con i quali condivise gli anni
della primavera della vita con tanti sogni
e progetti, e ne pianse la morte di uno sul
lavoro e del secondo per malattia. Da Sospirolo si trasferì a Castion di Belluno e
in seguito a Corbanese. La giornata era
scandita dall’alternarsi delle stagioni e
del tempo. La giornata incominciava con
il sorgere dell’alba e terminava sempre oltre il tramonto del sole. E quando calava
il silenzio in casa, la mamma continuava a
rammendare, a pulire, a preparare. Cercò
lavoro in Svizzera e si incontrò con Casagrande Domenico, che esercitava la professione di muratore. Celebrarono il loro
matrimonio nel 1960 e mentre il marito
andò in Nuova Zelanda per guadagnare un po’ di denaro lei andava a servizio
presso le famiglie. Con il frutto del lavoro,
di sacrifici e di risparmi, riuscirono a costruirsi la casa in via Introvigne ed ebbero
la gioia di amare e di veder sbocciare i
loro figli Danila, Roberto e Cristiana e poi
i nipoti Elisa, David e Ludovico. Pianse la
morte del marito Domenico e ne conservò il ricordo. La ricordiamo nella malattia
che in modo progressivo e inarrestabile
ha piegato la sua voglia e forza di vivere rendendola fragile e per questo venne
ospitata nell’Istituto Padre Pio per una
assistenza consona al suo stato di salute e dove terminò il suo viaggio terreno il
4 giugno 2012. Le sue esequie vennero
celebrate nella Chiesa di Tarzo il giorno 5
giugno e poi accompagnata al cimitero in
attesa della resurrezione.
22. BENEFORTI ANNITA. Era nata 87
anni fa a Pisa il 17.7.1925. Coniugata con
Guideri Giorgio. Visse la sua giovinezza
assieme alla cugina, tanto da sembrare
due sorelle, vestivano eguale, andavano
in vacanza sempre insieme. Ha incontrato
una vita non facile, con sofferenze morali
che hanno lasciato traccia e cambiato la
sua vita, furono come cicatrici sulla sua
pelle. Viveva a Vittorio Veneto ospite della
cugina e delle nipoti. La sofferenza rese
fragile la sua esistenza e consigliarono
di essere ospitata e assistita all’Istituto
Padre Pio, dove terminò il suo pellegrinaggio terreno il 5 giugno2012. Le sue
esequie vennero celebrate nella nostra
Chiesa il 6 giugno.
23. DALLA BARBA CARLA. Era nata
a Conegliano il 5.7.1942 dopo la preparazione alla vita professionale come Insegnante formò la sua famiglia celebrando
il matrimonio con Antonio Bernardi con il
quale abitava in via Reseretta. La mamma
Teresa di 92 anni la accompagnava sempre con amore ed attenzione, ed è stata
lei ad assistere la figlia Carla nel suo passaggio al mondo eterno di Dio. Il germe
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del Battesimo in lei si è fatto concreto nel
raccontare con la sua vita il Vangelo di
Gesù. E’ stata costante la sua attenzione
di stare dalla parte di Dio, in ascolto della sua parola e nella fedeltà ad attingere
con la Santa Messa, fonte e culmine della
vita del cristiano, l’amore al servizio per i
più deboli. La ricordiamo madre di famiglia nella solidarietà serena e costruttiva
di saper operare il bene, con particolare
attenzione alle opere parrocchiali. Entrando nella nostra chiesa possiamo posare
lo sguardo sui grandi panelli che il marito
Antonio ha donato alla chiesa unitamente
a quelli della Cappella della Redenzione.
Sicuramente nell’opera del marito c’è stata la sua collaborazione ed il suo suggerimento. Improvvisa quasi la aggressione
del male. Il suo passaggio al mondo di
Dio avvenne all’Ospedale di Vittorio Veneto il 9 giugno 2012. La santa Messa
esequiale a suo suffragio venne celebrata
nella Chiesa di Tarzo il 11 giugno.
24-. TOMASI EZIO. Era nato a Tarzo il 19 settembre 1966. In compagnia
dei suoi cinque fratelli aveva incominciato il viaggio e l’esperienza della vita: ora
sono rimasti solo Mara, Antonio e Regina a salutarlo. E per mamma Maria, che
aveva acceso in lui la scintilla della vita,
è stato drammatico e doloroso stringere
fra le braccia il proprio figlio morto. Ezio
riempì la propria vita operando in varie
fabbriche della zona, cercando di prepararsi un avvenire dignitoso. Era residente
a Colmaggiore di Sotto. La vita può rassomigliare ad un fiume, che nasce limpido
e scorre cantando tra le rocce, ma che
poi raccoglie sul cammino sassi, terra,
alberi e poi tutto va a finire nella calma
del mare. Ezio faceva parte della Associazione Alpini, con i quali condivideva
operatività e spirito di appartenenza. La
malattia aggredì anche Ezio, lo indebolì e
lo portò a concludere il viaggio su questa
terra all’Ospedale di Vittorio Veneto il 27.
giugno 2012. Il suo funerale venne celebrato nella Chiesa di Tarzo il 30 giugno e
poi accompagnato al cimitero, nell’attesa
della resurrezione promessa da Gesù.
O
F F E R T E
Alla Chiesa dalla benedizione
delle famiglie
Moschet Rosetta 10 €, Di Vincenzo
Alfredo 30, Ghin 10, Turri 10, Cadalt
Franco 50, Tomasi Renato 10, Con Sonego Antonio 15, Moretti (A S. Antonio) 100 , Lazzari 20, NN 10, NN 10,
NN 10, Profeti Giuliano 10, Dal Cin
Italo e Dima 10, NN 10, Dott. Cortina ? 50, Soldan Pietro 20, Favero
Anna 10, Zanetti Introvigne Angela
20, Introvigne Renzo 30, De Bastiani
20, Strazzer Giovanetta 20, Strazzer
Natale 15, Introvigne Moret Gioconda
10, Franceschet Caterina 10, Gallon
Michele 50, De Lorenzi Bernardo 10,
Biz-Da Re 15, Franceschet Giovanni 5,
NN 10, Zago 20, Biz Paolina 20, NN
5, Pizzol Luisa 30, Biz Attilio 10, NN
10, Casagrande Roberto 10, Michelon
Rita 10, Dalle Crode Sante 10, NN 30,
Dalle Crode Franco 20, Franceschet
Egidio 10, Steffan Giovanni 10, NN 10,
Morandin Gino 10, Faraon Moreno 20,
Pilat 10, Pradal 10, Bernardi Angelo 20,
De Coppi Franco 10, Favero Antonio
20, Franceschet Ottilia 5, Bez Emma
20, Zanetti Quirino 20, Baldassar Alex
20, Mazzucco Gilda 50, De Toni Riccardo 20, NN 20, Pradella Giorgio 15,
Dalla Bella 20, Mazzucco Maria 100,
De Polo Michele 10, Novena Sandrino 10, Poancot Antonio 50, Da Riz 40,
Zambon Antonio 30, Rizzo Corrado
10, Rizzo Franco 20, De Zanet Luciana
20, Da Rows Giacomo 20Alla CHIESA
Fnerale di Dal Gobbo Giovanni 50 €
e offerte in chiesa 44.86, Matrimonio
Ruan-Clean 8.56, Funerale di Cancian
Rosa 74.32 e per opere parrocchiali
164, sottoscrizione per la chiesa¨170,
Funerale di Pilat Luigi 56.81 e per opere parrocchiali 14, In memoria di Pilat
Luigi 200, nel 60 di matrimonio di Casagrande Giovanni e De Coppi Ina 70,
Fregonese Silvia 30, festa compleanno
5, Dalle Crode Lina 50, Classe 1932.
Dal Cin Guido 20, Funerale di Membrado Josefina 4.12 e opere parrocchiali 2, Gruppo Rosario Colmaggiore
contrada Latteria 69.50, Festa compleanno De Luca-Carpenè 20, Funerale di
Pancot Angelo 70, in chiesa 36 e opere parrocchiali 12.61, funerale di Beneforti Annita 100 e in chiesa NN 20,
NN 20, In memoria di Cassol Maria, i
familiari 50, offerte in chiesa 82.14 e
per la Scuola Materna 290, Funerale
di Dalla Barba Carla, Bernardi Antonio 200, in chiesa 171.94 e per opere
parrocchiali 262.92. Offerte festivo
875.12, feriale 166.41, Candele 426.18,
stampa 184.52, Busta ringraziamento
80, Un pane per amor di Dio 33.62,
Battesimo di Tomasi Azzurra 25, Battesimo di Michelon Eileen 40, Zanetti
Introvigne Angela 10, Tomasi Costantina 10, In memoria di Carla Dalla Barba
“VOCE AMICA”
Direttore responsabile
Don Mario Fabbro
Direttore:
Mons. Francesco Taffarel
Iscriz. Al n. 705 Reg. Stampa
Tribunale TV 1-6-88
Stampa: TIPSE - Vittorio Veneto
la famiglia 150 .
Spese: restituzione prestito grazioso
2.600, stampa 94.73, La nostra Messa 97,10, carta fotocopie 12, Energia
elettrica 668.91, riscaldamento 230.39,
toner 130, vestine e candele del Battesimo 47, batterie 14.45.
SCUOLA MATERNA
In memoria di Dal Gobbo Giovanni
200 €, In memoria di Zilli Marco 525,
In memoria di Cassol Maria 290, Ministero ufficio scolastico 8.594,99, NN
10, Soldan Sebastiano 16.
Spese: Personale: 9.259 €, Alimentari
3.184,48, manutenzione e riparazione
riscaldamento 160, C.E.S.A. contabilità e ammin. 946.77, varie 200, Energia elettrica 545.66, riscaldamento
1.419,57.
CHIESA DI NOGAROLO
Offerte in Chiesa: 532.50 €
Spese: Energia elettrica 61.30, Spese
varie- riscaldamento riparazioni 346.
CHIESA DI FRATTA
Spese. Energia elettrica 54.62 €
Le
rogazioni
Angolo dei
ricordi
Fotografia delle rogazioni presso la chiesetta di Collaldrà negli
anni 1967-68.
Le rogazioni: preghiere particolari che venivano fate in diverse
chiese del paese e che servivano per invocare la benevolenza del
Signore per il raccolto futuro, in particolare si pregava affinché non
venisse la tempesta, per evitare la fame, le guerre ed i terremoti, naturalmente le preghiere erano recitate in latino. Le chiese interessate
da queste preghiere, erano quelle di Nogarolo, Fratta, Collaldrà e ci
si arrivava dopo essere partiti in processione dalla chiesa di Tarzo ed
ad ogni incrocio ci si fermava per benedire il territorio circostante. Il
tragitto per andare alla chiesetta di Collaldrà prevedeva il passaggio
sulla strada principale per poi salire al Col de Mar e poi scendere alla
chiesetta.
Oggi in questa chiesetta si celebra solo la messa per la chiusura del
mese del rosario a fine maggio.
Purtroppo l’azione del tempo si è fatta sentire anche su questa bella
per fortuna ci sono gli Alpini che trovano sempre del tempo libero
e tanta dedizione ed infatti hanno ripulito tutti gli arbusti che erano
cresciuti rovinando il cortile.
Zuanella Caterina
LAMPADA SS.MO
Pizzin Dario 5.€
Per VOCE AMICA
Tarzo: Fregonese Silvia 20 €, Di Vincenzo Alfredo 20, Con Sonego Antonio 15, Favero Anna 10, Del LagoMichelon 10, Pizzol Luisa 20, Franceschet Egidio 10, NN 5, Bacas Dimitri
(Grecia) 50, Moret Linda 50, Tomasi
Giulia 10, NN 5, Pradella Giorgio 5,
De Polo Michele 5, Rizzo Corrado
10, Casagrande Dario (Malnate) 50,
Casagrande Mario 20, Istituto Padre
Pio Tarzo 200, Tomasi Giuseppe 10,
Cancian Lina 15, Zuanella Luciano 10,
NN 20, NN 20, Pol Erminia 35, Meneguz Erminia 20, Cazzetta Roberto
(Svizzera) 30, Cazzetta Giuliano (CH)
20, Michelon Paolina 5, Faraon Maria
10, Faraon Luciano 10, NN 10, NN 50,
Franceschet Enrico 10, Longo Natale
30, Pancot Pier Giovanni (Francia) 30,
Da Dalto Antonio 5, NN 10, Pagotto
Luigina 10, Tomasi Rino 20, Da Ronch
Maria 20, Meneguz Celestino 10 – Faraon Rita 20 – Edicola giornali di Pol
Nicola 100 – NN 20 – Pizzin Dario 15.
Totale 1080.
Corbanese: vie Siviglia, S. Giuseppe
e Borgo Madonna 65 €, via Madonna 30, Piazza Papa Luciani 5, Zuanella
Lina e figli 20, Pollesel Oddone 20,
De Polo Ettore 15, Antiga Emilio 25,
Antoniazzi Alfio – Graziella 15, Fiorin
Elda 15, Tarolli 10, Salone Liviana 55.
Totale 275 €
Arfanta: 100 €. Totale entrate 1.455 €
Spese: Bolli spedizione emigranti 237,02, Tipografia 1.398,76. Totale
1635,78 €
Calendarietto appuntamenti
Luglio
9. Inizio del Grest e del Baby Grest 2012
9. Commissione Liturgica
14. Festa della Madonna del Carmine, Patrona di Prapian
23. Segreteria Pastorale
29. Incontro Gruppo Famiglie n. 2 e n. 3
30. Serata finale del Grest e del Baby Grest
Agosto
1. Confessioni ragazzi 4 e 5 elementare
3. I Venerdì del mese
5. Perdon d’Assisi
5. a Fratta: Festa degli Emigranti
12. Cattedrale: S.Messa in ricordo del vescovo Antonio Cunial
15. Festa della Madonna Assunta
22. Incontro Catechisti
Redazione e Collaboratori di questo numero
Parrocchia di Tarzo: Parroco, suor Leontina, Nicola De Polo, David e Roberto Casagrande, Antonio Pancot, Franco Introvigne, Bruno Michelon, M. Grillo, C. Piaz, L. D’Arsiè, Geremia, Meli Billotta.
Parrocchia di Corbanese: Parroco, Liviana Favero, Damian Renata, Sara Meneguz, S. Meneghin, Francesco Borsoi.
Parrocchia di Arfanta: don Angelo, Valentina Resera, Maria Teresa Tomasi, Erik Pol, Carla Da
Paré, Milva Faraon.