articolo finale - Programmi di astrologia professionale

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articolo finale - Programmi di astrologia professionale
LA CHIAVE DELLO ZODIACO
di Raffaele Curti
Il presente articolo nasce dalla necessità di fare chiarezza riguardo ad uno dei più controversi argomenti della
disciplina astrologica - le esaltazioni planetarie - che rivestono un ruolo di fondamentale importanza per la
completa decifrazione del codice zodiacale. Ritengo, infatti, che a circa duemila anni di distanza dai primi
tentativi di Tolomeo di dare una spiegazione logica degli elementi di base dell’astrologia, non sia stata
ancora raggiunta la piena comprensione del codice suddetto; nonostante alcune brillanti intuizioni della
famosa astrologa Lisa Morpurgo, risalenti alla fine del secolo scorso, alle quali la studiosa non è però riuscita
a dare una struttura teorica convincente, razionalmente inoppugnabile. La cosa non stupisce se si considera
che la studiosa sembra dimenticare che l’astrologia è nata dall’osservazione del cielo; a suo dire, infatti, il
codice zodiacale sarebbe un rebus logico legato al numero, piuttosto che a qualcosa di reale, di visibile, ed
avrebbe nella sequenza planetaria l’unico concreto riferimento all’astronomia.
L’ input o, se preferite, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato alla stesura di
questo mio articolo, è però rappresentato dalla recente lettura degli scritti - internet del dott. Pasquale
Foglia sull’ argomento in questione. Infatti, pur riconoscendo allo studioso l’ indubbio merito di aver
evidenziato alcune macroscopiche incongruenze nell’ impianto teorico della Morpurgo, non si può non
censurare la fantasiosa ipotesi di una doppia esaltazione da lui avanzata nell‘articolo “Mercurio e il segno
dello scorpione“, che rappresenta un’inedita e a mio parere ingiustificata complicazione teorica, rispetto a
quanto tramandato dall‘astrologia classica. Ipotesi che lo porta poi a sostenere delle vere e proprie assurdità
astro-logiche, come quella di assegnare a Venere un’ esaltazione nel capricorno; o quella, forse ancor più
inconcepibile, di attribuire a Giove - che nell’ etimologia stessa del nome richiama il cielo luminoso un’esaltazione nell’oscuro regno di Ade: lo scorpione. Non è infatti un caso, io credo, quanto piuttosto un
modo per sottolineare l‘incompatibilità delle rispettive funzioni, se nel mito viene narrato che, nel tirare a
sorte con i fratelli per spartirsi il potere, a Zeus è assegnato il dominio del cielo e a Plutone quello del mondo
sotterraneo. Questa incompatibilità è del resto indirettamente confermata anche dal fatto che per i greci
Plutone rappresentava l’antitesi del dio del sole Apollo.
A parte ciò, convinto di aver intuito il progetto logico alla base della costruzione del codice zodiacale da
motivi più propriamente legati all‘astronomia, provo a sintetizzare i passaggi più significativi del processo di
decodifica, facendo riferimento agli studi di Foglia e della Morpurgo, di cui cercherò di evidenziare i limiti.
Che cos’è lo zodiaco? E’ una partizione ideale della sfera celeste o, meglio, di quella banda circolare che il
sole e i pianeti sembrano attraversare nel loro moto apparente intorno alla terra. Questa fascia immaginaria,
teatro delle fatiche dell’ Ercole-sole, è stata suddivisa dai primitivi ideatori dello zodiaco in 12 settori di 30°
ciascuno, i quali hanno dato il nome ai segni zodiacali. Allora, dalla semplice constatazione che agli equinozi
la volta celeste è dominata per metà del tempo dal sole e per l’ altra metà dalla luna, il circolo zodiacale è
stato suddiviso in un emisfero solare/diurno (dal leone al capricorno), e in un emisfero lunare/notturno (dal
cancro all’ acquario). Fig. 1
Oltre che con il ritmo luce-buio giornaliero, questa bipartizione è in relazione col fatto che alle latitudini
settentrionali, nei 6 mesi/segni dell’emiciclo solare, la durata del periodo di luce decresce sino al solstizio d’
inverno (segno del capricorno); mentre cresce nei 6 mesi/segni dell’ emiciclo lunare sino al solstizio d’
estate (segno del cancro). Questo equivale a dire che nel tema natale l’eclittica viene a ricalcare la traiettoria
giornaliera disegnata dal movimento di rotazione della terra intorno al proprio asse, per cui l’equazione :
24h = 360° e 1 giorno = 1 anno.
Secondo la Morpurgo, il passo successivo nella costruzione del codice zodiacale è quindi consistito nell’
assegnare a ognuno dei pianeti dell’ antichità un domicilio nel settore diurno partendo dal sole/leone, e un
altro - a questo simmetrico - nel settore notturno a partire dalla luna/cancro. La studiosa non chiarisce il
perché di questa doppia dimora, afferma tuttavia che grazie all’ importante lascito dell’ astrologia classica
rappresentato dalla Figura 1, si è intuito che l’assegnazione dei diversi domicili venne stabilita in modo da
rispettare una precisa regola: la distanza progressiva dei pianeti dal sole.
Fig. 1) Schemi dei domicili secondo la tradizione classica
Applicando la regola suddetta, oltre che ai pianeti conosciuti, anche ai pianeti x ed y - la cui esistenza
secondo la felice intuizione della Morpurgo bisogna ipotizzare per ottenere una perfetta corrispondenza con
i 12 segni zodiacali - si ricava che ad eccezione del leone e del cancro, domicili esclusivi di sole e luna
rispettivamente, tutti gli altri segni vengono ad accogliere una specifica coppia di governatori. Secondo la
studiosa, tuttavia, i due governatori non possono occupare indifferentemente i 30° del segno, ma uno si
sistema nella parte iniziale o “domicilio primario” e l’ altro nel cosiddetto “domicilio base”- la parte
terminale del segno - che io preferisco chiamare domicilio secondario. Chiamo inoltre governatori primari o
“diurni” i pianeti che occupano i domicili primari, e governatori secondari o “notturni” quelli che occupano i
domicili secondari. A questo punto, bisogna allora porsi il quesito: quali sono i membri delle diverse coppie
che occupano i domicili secondari?
E’ infatti a partire da queste postazioni o “basi “ che secondo la Morpurgo ogni pianeta raggiunge il proprio
segno di esaltazione , con un balzo di 60° oppure di 120°. Nello schema sottostante (Fig. 2), riassumo le
conclusioni della studiosa riguardo alla successione dei domicili primari e secondari, mentre rimando alla
tabella 1 per le esaltazioni che da questi poi ricava applicando la regola dei balzi ereditata da Tolomeo, di
cui non è però chiara la logica.
EMISF. DIURNO
Dom. II°
EMISF. DIURNO
Dom.
I°
Dom. I°
Dom. II°
Dom.
1) ?
?
12)
12) 2) Y
B
B
Y
3) C
X
4) J
E
5) F
6) G
Dom. II°
Dom. I°
1)
11)
11) B
Y
Y
B
2)
X
C 10)
10) C
X
X
C
3)
E
J
9)
9) E
J
J
E
4)
Ψ
Ψ
F
8)
8) F
Ψ
Ψ
F
5)
H
H
G
7)
7) G
H
H
G
6)
EMISF. NOTTURNO
Fig. 2)
Domicili primari e secondari (Morpurgo)
I°
Dom. II°
EMISF. NOTTURNO
Domicili primari e secondari (Foglia)
Pianeta
Esaltazione
P
Leone
T
Sagittario Gemelli R
Acquario Z
Vergine U
Bilancia V
Toro
Q
Capricorno Cancro
S
Scorpione Pesci
Pianeta
A Ariete
Sole
Y
X
Plutone J
Nettuno I
Urano
Saturno
Giove
Marte
Venere
Mercurio
Luna
H
G
F
E
C
B
A
Sole
Y
X
Plutone J
Nettuno I
Urano
Saturno
Giove
Marte
Venere
Mercurio
Luna
Tab. 1) Esaltazioni planetarie (Morpurgo)
H
G
F
E
C
B
Esaltaz. diurna
Ariete
P
Toro
Q
Gemelli R
Cancro
S
Leone
T
Vergine U
Bilancia V
Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Z
Pesci
Esaltaz. notturna
Vergine U
Leone
T
Cancro
S
Gemelli R
Toro
Q
Ariete
P
Pesci
Acquario Z
Capricorno Sagittario Scorpione Bilancia V
Esaltazioni planetarie (Foglia)
Scrive però la Morpurgo nel terzo capitolo
del suo “Introduzione all’ astrologia”: ”Elemento
importantissimo di questo schema è l’ esatto conteggio della sequenza planetaria stessa che parte dal sole-1,
prosegue con il pianeta più lento e più esterno, Y-2, poi con X-3... Eccetera, arrivando fino alla luna-12.
Vediamo così che sole e luna sono i due estremi della sequenza planetaria e si congiungono a una estremità
del cerchio zodiacale, e precisamente in quel cancro e leone che segnano l’ apice del ciclo vegetativo nel
corso dell’ estate”.
Si può tuttavia notare che esiste un’ evidente discordanza tra le affermazioni sopra riportate e l’ attribuzione
dei domicili della fig. 2; Foglia ne deduce pertanto che per ristabilire l’ esatta successione planetaria è
necessario invertire sia le posizioni di Y- B, che quelle di J – E. Nell’articolo “le dignità dei pianeti” lo
studioso fa inoltre notare che nello schema della Morpurgo le distanze di mercurio/gemelli e di venere/toro
dal sole/leone, risultano superiori al massimo astronomicamente consentito (che è di 28° nel primo caso e di
48° nel secondo); ne conclude quindi che per correggere questo macroscopico errore è necessario attribuire
al sole anche un domicilio in cancro. Nel suo schema dei domicili (fig. 2), assegna perciò al sole il domicilio
I° in cancro e il domicilio II° in leone, di conseguenza la luna va ad occupare il domicilio I° in leone ed il
domicilio II° in cancro. In questo modo viene in effetti ristabilita la successione planetaria: ma all‘incontrario
e non rispettando quella dei segni. E’ infatti del tutto evidente che per quanto concerne i segni il primo
termine della successione debba essere assegnato al domicilio I° del sole; nel rispetto delle ipotesi di Foglia
la sequenza corretta dovrebbe perciò essere:
1) CANCRO
2) LEONE
3) VERGINE
4 ) BILANCIA…ecc.
Così facendo salta però la regola che
vuole sole e luna termini estremi della sequenza planetaria, il che basta a invalidare la teoria del dott. Foglia.
A questo punto faccio notare che in ogni processo di conoscenza si passa, ovviamente, dalle cose note e
vicine a quelle via via più complesse e più distanti; secondo la logica di Foglia e della Morpurgo, invece, nel
determinare la successione planetaria si sarebbe partiti dall’ignoto (i pianeti X ed Y), per poi arrivare ai
pianeti più vicini al sole.
Al dott. Foglia faccio inoltre notare che ammettendo per assurdo che X ed Y rappresentino i 2 emisferi della
terra (come sostiene nei suoi articoli), nel rispetto della logica astronomica dovrebbero essere posizionati tra
venere e marte, e ciò farebbe saltare una volta di più la sequenza planetaria. Per non dire poi della
paradossale conseguenza che alla terra nella sua interezza (X + Y) verrebbero a corrispondere ben 4
esaltazioni, come si evince dalla tabella 1 che ho ricavato dalla sua tavola numerica dello zodiaco tropico o
stagionale.
Sennonchè è proprio vero - come scrive la Morpurgo riportando una bella citazione di Francois Jacob - che
“la gente vede solamente le cose che capisce”; solo che, nel caso in questione, la citazione le si ritorce
beffardamente contro: la chiave per la decifrazione del codice zodiacale, come vado a spiegare, sta infatti
(quasi) tutta nella figura che ho inserito all’inizio di questo articolo, e che ho estrapolato dal suo libro già
prima citato. Ricordando la postulata equivalenza domicilio primario = domicilio diurno, e domicilio
secondario = domicilio notturno, dalla figura si ricavano infatti quelle che a mio parere sono le corrette
attribuzioni domiciliari ai pianeti, che riporto nello schema sottostante:
EMISF. DIURNO
Dom. I°
Dom. II°
Dom. I°
Dom. II°
1) 12)
2) B
Y
Y
B
3) C
X
X
C 10)
4) J
E
E
5) F
Ψ
Ψ
F 8)
6) G
H
H
G 7)
J
11)
9)
EMISF. NOTTURNO
Fig. 3) Domicili primari e secondari (Curti)
All’osservatore attento non sarà sfuggito che nemmeno in questo schema è stata rispettata la presunta
successione planetaria (che correttamente dovrebbe prevedere l‘inversione dei domicili di Marte e Plutone);
il motivo di ciò è presto detto: la sequenza semplicemente non esiste o, meglio, è stata volutamente distorta
dall’ideatore del codice zodiacale per attirare l’attenzione su un fatto particolare: sul fatto, cioè, che con il
segno dello scorpione si scende al disotto dell’equatore. Con l’inversione dei domicili di Marte e Plutone ci
viene in pratica segnalato che si sta cambiando emisfero, cosicchè quello che fino alla bilancia
era”primario/diurno” adesso diventa “secondario/notturno“. Infatti la linea equatoriale, che nell’oroscopo
coincide con l’asse ascendente / discendente e, quindi, con l’asse est/ovest, separa in pratica l’emisfero
illuminato da quello oscuro, il giorno dalla notte. Fig. 4
Naturalmente la stessa inversione si verifica all’incontrario per chi, partendo dal cancro, discende al disotto
dell’equatore dal lato notturno con il segno dell’ariete. Fig. 1
A questo punto sarà forse chiaro che i domicili primari e secondari rappresentano le 2 ore di transito del sole
in ognuno dei 12 segni zodiacali nel corso della giornata, e che pertanto è questo il vero motivo per cui è
necessario attribuire un doppio domicilio anche al sole e alla luna. Dovrebbe inoltre risultare chiaro che le
due sequenze hanno un andamento inverso perché l’identico movimento di rotazione della sfera celeste, a
seconda che venga osservato dall’emisfero diurno o notturno, sembrerà effettuarsi in senso opposto; questo
fatto comporta, fra l’altro, che al domicilio primario di un segno qualsiasi viene a corrispondere il domicilio
secondario del segno esattamente situato a 180°.
Si può facilmente visualizzare questo ragionamento se si immagina di disporre in successione i segni
zodiacali sulla superficie interna di una porta, associando ad ognuno di essi due quadratini numerati nel
modo seguente:
- - -
- - - - - -
- -
- - - - 1-2 1-2
1-2
1-2
1-2 1-2 1-2
1-2
-
- -
- -
- -1-2 1-2 1-2
1-2
Si troverà, così, che letta dall’ esterno la successione avrà invece il seguente andamento:
- - - - - - - - - - - - -
- -
- - - - - -
- -
2-1 2-1
2-1
2-1
2-1
2-1 2-1 2-1 2-1
2-1
2-1 2-1
Il motivo per cui la sequenza dei domicili risulta simmetrica rispetto all’asse Nord/Sud è dunque dovuto al
fatto che a ciò che in un emisfero è primario viene a corrispondere quanto nell’emisfero opposto risulta
invece secondario. Per lo stesso motivo risulta perciò non corretta la formulazione che la Morpurgo dà della
cosiddetta legge degli opposti, secondo la quale “due pianeti che occupano con il domicilio base due
opposti, sono esaltati in segni opposti“. La corretta formulazione di quella che può essere definita la vera
legge delle esaltazioni è invece, a mio parere, la seguente:
“Il governatore primario di un segno zodiacale qualsiasi è esaltato nel luogo di caduta del governatore
secondario del segno zodiacale opposto”
Pianeta
Sole
A
Mercurio
Venere
Marte
Giove
Saturno
Urano
B
C
E
F
G
H
I
J
Nettuno
Plutone
X
Y
Luna
Domic. I°
T
U
V
P
Z
Q
R
S
Leone
Vergine
Bilancia
Ariete
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Scorpione
Toro
Gemelli
Cancro
Tab. 2) Domicili ed esaltazioni. (Curti)
Fig. 4) La chiave dello zodiaco
Domic. II°
S
R
Q
Z
P
V
U
T
Cancro
Gemelli
Toro
Scorpione
Pesci
Acquario
Capricorno
Sagittario
Ariete
Bilancia
Vergine
Leone
Esaltazione
P
Z
T
V
U
S
R
Q
Ariete
Acquario
Pesci
Capricorno
Leone
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Vergine
Cancro
Gemelli
Toro
Ricordo, per le persone profane, che il segno di caduta di un pianeta è esattamente opposto a quello di
esaltazione, dall’enunciato della legge ne consegue pertanto che la sua applicabilità è limitata a dei casi
particolari: infatti praticamente obbliga a dedurre l’esaltazione di un pianeta qualsiasi da quella del pianeta
opposto. Io, ad esempio, ho ricavato il mio schema da quello tramandato dall’astrologia classica per i sette
pianeti dell’antichità; ho infatti tenuto per buone le esaltazioni di sole, luna, venere, marte, saturno ed ho
invece assegnato a mercurio (la cui esaltazione in vergine alla maggior parte degli astrologi è sempre parsa
dubbia), l’esaltazione in Acquario.
Dalle esaltazioni di questi sei pianeti ho quindi dedotto quelle dei pianeti opposti. Tab. 2)
Indipendentemente dal discorso logico che ho cercato brevemente di sintetizzare, ritengo che nella fig. 4),
che condensa in forma simbolica le mie conclusioni, sia nascosta una ulteriore, meravigliosa conferma della
teoria stessa che non posso però dilungarmi a spiegare. E’ un disegno di una tale coerenza astronomica, che
chi riuscisse a intuirlo, non avrebbe dubbi in proposito: se ne ricava come un’illuminazione! Infatti, come
sempre, la Verità non ha bisogno di certificazioni ufficiali; ma si impone, per sua stessa natura, a chi sa
innalzarsi ad essa.
Bibliografia: L. Morpurgo –Introduzione all’astrologia – TEA, Milano, 2000.

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