Intervista a Massimo Vignelli / Design is One Tratta da

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Intervista a Massimo Vignelli / Design is One Tratta da
Laboratorio di Fondamenti del Design Bidimensionale 1B
a.a. 2006 / 2007
Intervista a Massimo Vignelli / Design is One
Tratta da Red Wine And Green
Sergio Schito e Anna Vera intervistano Massimo Vignelli
con un commento di Sergio Polano*
Sergio Schito and Anna Vera interview Massimo Vignelli
with a commentary by Sergio Polano*
Che cosa intende dire quando afferma che “design is one”?
“Design Is One” è il titolo della mia conferenza (ride). Lʼidea si rifà alla lezione di Vienna e dei
progettisti viennesi tra otto e novecento. Loos sosteneva che un architetto deve saper fare tutto,
dal cucchiaio alla città; Loos era contrario alla specializzazione, perché la specializzazione porta
allʼentropia e lʼentropia porta alla morte creativa. Sono cresciuto con questa filosofia, con questo
atteggiamento: si può disegnare tutto! Tra lʼaltro, mi interessava veramente tutto; ho cominciato a
sedici anni, nello studio dei Castiglioni e lʼesperienza con i Castiglioni mi ha segnato a vita, perché ci
si occupava di tutto, oggettivamente dal cucchiaio alla città. Città io poi non ne ho fatte ma di cucchiai
tanti e molte altre cose: mobili, grafica, libri, packaging; di tutto praticamente, vestiti inclusi. Ho
lavorato in tutto il campo del design, proprio perché “design is one”. Il “disegno” è uno: non sono tante
professioni diverse. Una sola professione, un unico atteggiamento.
What do you mean when you say that “design is one”?
“Design Is One” is the title of my lecture [laughs]. The idea goes back to the lesson of Vienna and
the Viennese designers between the nineteenth and twentieth centuries. Loos maintained that an
architect has to be able to make everything, from a spoon to a city; he was opposed to specialization,
because specialization leads to entropy and entropy leads to the death of creation. I grew up with this
philosophy, with this attitude: you can design everything! Whatʼs more, everything really interested
me. I started when I was sixteen, in the Castiglioni studio and my experience with the Castiglionis
left its mark on my entire career because they really did design everything, literally from spoons to
cities. In the end I never did do cities but I sure did a lot of spoons and many other things: furniture,
graphics, books, packaging - practically everything, clothing included. Iʼve worked all over the design
field, precisely because “design is one,” not many different professions but just a single one, a single
attitude.
Esaminando i suoi lavori, soprattutto di grafica, abbiamo notato un certo suo stile (se di stile si
può parlare), a cominciare dallʼuso dei caratteri.
È vero, lo stile cʼè. Lo stile è come lo scrittura manuale, la chirografia; ognuno ha una grafia diversa,
ognuno ha un proprio modo di scrivere a mano. Lo stile è la stessa cosa, in sostanza: è la proiezione
di un personale modo di essere e fare le cose; è una conseguenza, non un punto di partenza. Viene
fuori da sé, con naturalezza. Non mancano però quelli che invece adottano, utilizzano stili diversi ma
non sono persone che ci interessano.
Looking at your works, especially in graphics, weʼve noticed a certain style (if “style” is the
right word), beginning with your use of characters.
Itʼs true, they do have a certain style. Style is like handwriting, chirography; everyone has a different
penmanship, everyone has their own way of writing by hand. Style is basically the same thing: itʼs the
projection of a personal way of being and of doing things; itʼs not a starting point but a consequence. It
emerges naturally. Sure, there are also people who adopt - utilize - different styles, but they arenʼt the
people who interest us.
Qual è la sua opinione a proposito della professione del designer?
È un mestiere divertente e affascinante, se hai passione; è una missione, in un certo senso. È anche
un mestiere tremendo, perché non rende (ride); non fai i soldi, è un mestiere da fame continua, perché
i clienti non si rendono conto, con rare eccezioni, di quanto fai: in generale non sono consapevoli dello
sforzo, della fatica, del tempo che richiede il nostro lavoro. Passo più tempo a comporre le righe giuste
(per così dire) dei caratteri, per andare a capo dove è corretto che non a fare tante altre cose: quello è
un tempo che nessuno mai si immagina eppure è importante. Fai una carta da lettere, sono tre righe
eppure come si dividono è importante: è tutto lì, non cʼè mica altro. Sì, ci sono le idee ma è unʼaltra
questione.
What do you think about the design profession?
Itʼs an entertaining and fascinating business, if youʼve got passion; itʼs a mission, in a certain sense.
Itʼs also pretty dreadful, because thereʼs no money in it [laughs]. Youʼre half-starved all the time,
because your clients - with rare exceptions – arenʼt aware of how much you put into it: in general they
are not aware of the effort, fatigue and time our work demands. I spend more time composing the right
lines (so to speak) than the characters, more time deciding how to divide the lines than on a lot of
other things: that is time no one ever imagines but itʼs important. Youʼre making a letterhead, itʼs three
lines but how you divide them is important: thatʼs it, thatʼs the whole thing. Sure, there are the ideas,
but thatʼs another story.
Come valuta la situazione attuale?
Oggi ci sono dei mezzi meravigliosi, che ai miei tempi non cʼerano: il computer è fantastico.
Per la prima volta nella storia dellʼumanità si può fare la migliore tipografia mai possibile perché
puoi avvicinare i caratteri, allontanarli, farli più grandi, più piccoli e puoi vedere il tutto subito e
automaticamente. Ai miei tempi dovevi essere bravo a disegnarli i caratteri e si andava molto più
a intuizione; oggi come oggi, quel che hai in mente lo puoi vedere direttamente. Insomma, ci sono
mezzi per ottenere unʼespressione tipografica assai superiore a quanto non sia mai stato fatto prima:
fantastico!
How do you see the current situation?
Today there are marvellous technical means that didnʼt exist in my day: computers are fantastic. For
the first time in human history you can do the very best typography possible because you can move
the characters closer together or farther apart, make them larger or smaller, and you can see it all
immediately and automatically. In my day you had to be good at designing the characters and rely
much more on intuition; today, you can see what you have in mind directly. In short, there are means
for obtaining a typographical expression far superior to anything thatʼs been done before: fantastic!
Che cosa le piace della grafica attuale?
Quel che mi piace della grafica di oggi è che si stanno abbandonando quelle orrende concezioni che
avevano successo fino a qualche anno fa. I giovani sembrano praticare una grafica ben migliore di
quanto non accadesse fino a poco tempo fa. Negli ultimi trentʼanni si è fatta della grafica molto brutta
ma adesso i giovani si ribellano. Per fortuna sembra che ci sia sempre una specie di pendolo: quando
le cose vanno veramente male cʼè una reazione che le riporta in equilibrio. Adesso i giovani si stanno
orientando verso un tipo di grafica molto vicina a quella che abbiamo sempre fatto noi cioè rigorosa,
minimale.
What do you like about present-day graphics?
What I like about graphics right now is that those awful conceptions that were successful up to a few
years ago are being abandoned. The young graphic designers seem to be doing something thatʼs a
whole lot better than what was being done until quite recently. Some really ugly graphics was done
over the past thirty years, but now the young designers are rebelling. Fortunately it seems thereʼs
always a sort of pendulum: when things get really bad a reaction sets in that restores the balance.
Young designers today are going in for a type of graphics thatʼs very close to the one that weʼve
always done - rigorous and minimal, I mean.
È in questo senso che la grafica evolverà?
Evolverà fino a un certo punto, poi cambierà ancora. La grafica cambia, va sempre avanti e indietro:
la realtà muta continuamente, grazie a Dio. Per fortuna tutti abbiamo un tempo limitato di permanenza
sulla Terra, perciò attribuiamo una limitata durata alle cose. Finita la mia generazione, ci sarà unʼaltra
generazione che farà un altro tipo di design, e così via. La storia si muove.
Is this the direction in which graphics will evolve?
It will evolve up to a certain point, then it will change again. Graphic design changes, it always goes
forward and backward: reality changes continually, thank God. Luckily we are all on this Earth for a
limited time, so we attribute a limited duration to things. When my generation is finished, there will be
another one that will do another type of design, and so forth. It all keeps moving.
Abbiamo notato che frequentemente utilizza delle fasce nere: fa sempre parte del suo stile?
È parte della mia grafica; anche quando scrivo a mano traccio una striscia sopra: forse viene da lì quel
mio modo grafico. Ma la striscia ha anche dei precisi significati: separare quel che sta sotto da quel
che sta sopra e tenere assieme quanto si raccoglie entro questo spazio. È come un corrimano, come
una barra per appendere: aiuta lʼorganizzazione dellʼinformazione; ha questo significato e la usiamo
con questo significato.
Weʼve noticed that you frequently utilize black bands: is that always part of your style?
Itʼs part of my graphics; even when I write by hand I draw a stripe above it: maybe thatʼs where the
black bands you mention come from. But the stripe also has some precise meanings: to separate what
is below from what is above and to keep what is contained in that space together. Itʼs like a handrail,
like a bar to hang things from: it helps organize the information; it has this meaning and we use it with
this meaning.
Ha mai avuto dubbi nel suo lavoro?
Dubbi ne ho continuamente: inizio in un modo, dopo un poʼ di giorni ci ripenso, torno indietro, provo in
un altro modo; attraverso sempre queste verifiche. Il nostro lavoro è creatività e verifica, ciclicamente;
se non hai creatività, è applicazione e verifica. Non si inventa lʼombrello ogni volta; non è importante
inventare lʼombrello ogni volta. È più importante aprire lʼombrello quando piove, averlo anche per i
giorni in cui piove.
Have you ever had doubts in your work?
I have doubts all the time: I start out in one way, after a few days I have second thoughts, so I go back
and try another way; Iʼm always testing things. Our work is creativity and testing, cyclically; if you donʼt
have creativity, itʼs application and testing. You canʼt invent the umbrella every time; itʼs not important
to invent the umbrella every time. Itʼs important to open the umbrella when it rains, have it also for the
days in which it rains.
Quali sono i suoi pensieri quando si pone di fronte ad un nuovo progetto?
Non ho pensieri preconcetti; a priori non cʼè nessun pensiero: non è che ti siedi al tavolo di lavoro
perché hai voglia di progettare una cosa in un certo modo. Hai un progetto da affrontare e il materiale
di progetto ti dice da sé come vuol essere. Mi spiego con un esempio; adesso sto progettando un
libro: la prima parte raccoglie un tipo di materiale che richiede una gabbia completamente differente
dalla seconda parte, di natura diversa dalla prima. La prima parte è documentaria, la seconda parte
tutta fotografica; ho dovuto cambiare la gabbia perché quella che avevo non funzionava, non era
appropriata per la seconda parte. Siccome il maestro della gabbia sono io, cioè come designer
governo me stesso in queste cose, non devo star lì a piangerci sopra; la cambio e faccio una gabbia
che funziona per la seconda parte. La gabbia tipografica deve nascere dal contenuto, dal tipo di
materiale che hai. Se hai un certo materiale, usi un tipo di gabbia; se hai un altro tipo di materiale, usi
un altro tipo di gabbia: questo condiziona il risultato finale.
What do you think about when you start out on a new project?
I have no preconceived thought; thereʼs no thought a priori: itʼs not that you sit down at your desk
because you just feel like designing something in a certain way. You have a project to tackle and the
project material itself tells you how it wants to be. Let me give you an example: say, Iʼm designing a
book. The first part consists of a type of material that requires a layout grid thatʼs completely different
from the second part, which is composed of different material. The first part is documentary, the
second is entirely photographic; I had to change the grid because the one I had didnʼt work, it wasnʼt
appropriate for the second part. Since I am the master of the grid, I mean, as the designer I govern
myself in these things, itʼs not something I have to cry over; I change it and make a grid that works for
the second part. The layout grid has to arise from the content, from the type of material you have. If
you have a certain type of material, you use one type of grid; if you have another type of material, you
use another type of grid: this conditions the final result.
Che cosa rappresenta la gabbia?
La gabbia è uno schema che si usa quando si fa un libro, un giornale, uno stampato, una qualunque
cosa tipografica. È una struttura che serve a controllare la coerenza dʼassieme e ad essere
conseguenti tra una pagina e lʼaltra. Aiuta a comporre, a organizzare. Serve a organizzare lʼunità
visiva, perché lʼorganizzazione delle informazioni è data dal contenuto. La gabbia aiuta ad organizzare
le informazioni in modo visivo; invece di procedere in modo casuale, fornisce gli allineamenti e altre
risorse che aiutano la produzione. La gabbia non nasce dallʼestetica ma da unʼesigenza di produzione:
tanti meno formati hai, tanto più facile è organizzare la produzione, in tutti gli aspetti. Se hai delle
dimensioni costanti, ad esempio, è più facile che non avere dimensioni variabili.
What does the grid represent?
The grid is a schema you use when you make a book, a newspaper, or any form of printed matter.
Itʼs a structure that serves to ensure overall coherence and make one page consistent with the next.
It helps you to compose, to organize. It serves to organize the visual unity, because the organization
of the information youʼre working with depends on the content. The grid helps you organize the
information visually; instead of proceeding in a haphazard way, it provides the alignments and other
resources that help the production. The grid does not stem from aesthetics but from a production
need: the fewer formats you have, the easier it is to organize all aspects of production. If you have
constant dimensions, for example, itʼs easier than with variable dimensions.
Abbiamo avuto modo di conoscere Ed Fella: che cosa rappresenta, per lei?
Fella è lʼopposto di me, esattamente lʼopposto. A New York abbiamo fatto una conferenza insieme:
lui la prima metà, io la seconda; non si è mai visto assieme, nello stesso luogo, qualcosa di più
diverso. Secondo me, Fella non è un designer, non ha niente a che fare con il design; forse è un
artista. Il visual design è organizzazione delle informazioni: Fella invece se ne frega di organizzare
lʼinformazione; non se ne fa un problema. Fella scarabocchia: non è affatto grafica, la sua. Di questi
automatismi grafici che sono gli scarabocchi ne ha fatto una professione. Siccome vive in un paese
che non ha nessuna struttura filosofica, è riuscito a farsi apprezzare; anche perché vive in California,
che è piena di “bambas” che corrono dietro a queste cose. Dal mio punto di vista è un fenomeno
“cult”; come tutti i fenomeni “cult”, non ha nessuna ragione di esistere, se non per il fatto che i
giovanotti irrequieti trovano che il noioso è Vignelli e che Fella è bellissimo.
We had a chance to get to know Ed Fella: what does he represent, for you?
Fella is the opposite of me, exactly the opposite. In New York we gave a lecture together: he did
the first half, I did the second - as different as night and day! For me Fella is not a designer, he has
nothing to do with design; perhaps heʼs an artist. Visual design is organization of information: Fella
couldnʼt care less about organizing information, it doesnʼt interest him. Fella scribbles: what he does is
not graphics. Heʼs made a profession out of this scribbling, this sort of automatic writing. Since he lives
in a country that has no philosophical structure, heʼs managed to gain some esteem; also because he
lives in California, which is full of bambas who are crazy about these things. From my point of view
heʼs a cult phenomenon; like all cult phenomena he has no reason for existence, apart from the fact
that restless kids think Vignelli is boring and Fella is just great.
Fella che cosʼè, se non è un designer?
È un artista, semmai. La differenza tra artista e professionista, tra artista e designer è notevole. Il
designer è un professionista, ha un certo grado di responsabilità verso i clienti e verso la società.
Lʼartista non ha nessuna responsabilità, né verso il cliente né verso la società; ha responsabilità solo
verso se stesso, per lʼinterpretazione dei fenomeni che gli stanno intorno: non è responsabile verso
qualcuno, tantʼè che non ha un cliente. Lʼartista non ha un cliente perché se ha un cliente non è più un
artista, è un illustratore, che è unʼaltra professione. Lʼillustratore è un professionista mentre un artista
non è un professionista. Lʼartista è artista. Lʼartista non ha bisogno di clienti. Invece il designer, senza
clienti, muore di fame.
What is Fella, if heʼs not a designer?
Heʼs an artist, if anything. Thereʼs a big difference between an artist and a professional, an artist and a
designer. Designers are professionals, they have a certain degree of responsibility toward their clients
and toward society. Artists have no responsibilities, to clients or to society; theyʼre only responsible
toward themselves, for their interpretation of the phenomena around them: theyʼre not responsible
toward someone, and in fact they donʼt have clients. Artists donʼt have clients because if they have
clients they arenʼt artists anymore, theyʼre illustrators, which is another profession. The illustrator is a
professional while an artist is not a professional. Artists are artists. An artist has no need of clients. But
if designers donʼt have clients they starve to death.
Qual è il ruolo dei clienti?
Già si campa male con i clienti, figuriamoci senza: si muore di fame! Invece lʼartista non ne ha
bisogno, non gli servono stimoli di questo tipo: non ha bisogno di un “briefing”, di sapere le richieste,
le esigenze, i dati del cliente. Invece noi, senza i dati del cliente, non possiamo vivere: dobbiamo
sapere, come designer, a cosa serve il libro, a cosa non serve, che tipo di libro è, come viene venduto
eccetera. È un altro tipo di mestiere, come il medico. Un medico non può essere artista; ci sono medici
capaci di grandi intuizioni, possono fare diagnosi fantastiche, cose che un altro medico non riesce a
fare e allora si dice “è un artista!”. Un grande professionista con notevoli capacità intuitive è quello che
deve essere anche un designer.
What is the clientsʼ role?
Itʼs hard enough to get by with clients, just imagine life without them: youʼd starve to death! But artists
have no need of them, no use for stimulation of this sort: no need for briefings, no need to know the
clientsʼ demands, needs, facts. But if we donʼt know the facts about a client we canʼt live: as designers,
we have to know what a book is for and what itʼs not for, what type of book it is, how it will be sold and
so forth. Itʼs another type of profession, like a doctor. A doctor cannot be an artist; there are doctors
who are capable of great intuitions, who can make fantastic diagnoses, things that other doctors canʼt
do, so we say “a real artist!”. A real professional with great capacity for intuition - thatʼs what a designer
has to be too.
Intuizione, conoscenza… e lʼispirazione?
Ispirazione e traspirazione (ride) sono troppo simili!
Intuition, knowledge... and inspiration?
Inspiration and perspiration [laughs] are too close!
Che ruolo ha lʼispirazione?
Lʼispirazione deve promanare dalla realtà del progetto. Non può venire dallʼalto, dal cielo, dagli alberi,
da un bel tramonto o guardando una bella faccia; tutto ciò ti può rendere contento ma non ti ispira
affatto: lʼispirazione viene dalla specifica conoscenza del particolare problema che stai affrontando e
dal bagaglio culturale personale con cui lo interpreti. La realtà non esiste, esiste solo lʼinterpretazione
della realtà.
What is the role of inspiration?
Inspiration has to emanate from the reality of the project. It cannot come from on high, from the sky,
the trees, a nice sunset or from looking at a pretty face. All of that may make you happy but it will not
inspire you: inspiration comes from the specific knowledge of the particular problem youʼre dealing
with and from the personal cultural baggage with which you interpret it. Reality doesnʼt exist, there is
only the interpretation of reality.
Lei ha insegnato?
In tutta la mia vita, sempre.
Youʼve taught?
All my life, always.
Ha avuto a che fare anche con ragazzi come noi, alle prime esperienze?
Ho insegnato in varie scuole, a cominciare dalla Columbia, in diversi luoghi; per la maggior parte del
tempo ho insegnato alla Parsons, a New York. La difficoltà maggiore, per me, è il tempo: ho sempre
avuto uno studio abbastanza grande e mi è sempre stato complicato mantenere un calendario e un
orario regolare.
Have you also had experience with young people just starting out, like us?
Iʼve taught in various schools, starting with Columbia, in different places; most of the time I taught in
New York at the Parsons School of Design. Time has been my biggest problem: Iʼve always had a
pretty large studio so itʼs always been complicated for me to keep a regular schedule and hours.
È difficile insegnare design?
No, non è affatto difficile, è appassionante ma bisogna avere il tempo per poterlo fare. Naturalmente,
ci sono persone più adatte ad insegnare di altre; a me piace molto insegnare: il nostro studio era una
scuola, lʼuniversità Vignelli (ride).
Is teaching design difficult?
No, itʼs not hard at all, itʼs exciting, but you need to have the time to be able to do it. Of course, some
people are more cut out for teaching than others. I like teaching very much: our studio was a school,
Vignelli University [laughs].
È la passione a guidare il suo lavoro?
Una passione enorme, sfrenata, abbagliante, accecante. Ci vuole passione: altrimenti è abbastanza
noioso, il mestiere; se hai passione, invece, è affascinante, perché ti diverti a sentire i problemi
dei clienti, a trovare una soluzione, a vedere le alternative, a decidere quale sia preferibile, a
discuterne eccetera eccetera. Diventa molto bello poi fare le cose progettate e vederle realizzate è
molto divertente. In qualunque posto vada, trovo sempre delle cose che ho disegnato io. È molto
gratificante. Lʼaltra sera a casa di un amico, vedo un televisore nuovo e chi ne è ha disegnato il logo?
Lʼavevo fatto io! Brionvega, tanti anni fa, però è ancora lì.
Is it passion that guides your work?
An enormous, unbridled, dazzling, blinding passion. It takes passion: otherwise our profession is pretty
boring. But if youʼve got passion itʼs fascinating, because itʼs fun listening to the clientsʼ problems,
finding a solution, seeing the alternatives, deciding which one is preferable, discussing them and so
forth. And after all that itʼs great to actually do the things youʼve planned, and seeing them realized is
really fun. Wherever I go I always find things that Iʼve designed. Itʼs really gratifying. The other day,
at a friendʼs home, I saw a new television, and who do you think designed the logo? I did! BrionVega,
many years ago, and itʼs still around.
Cʼè un progetto che le ha dato particolari soddisfazioni?
Sono tanti, tanti; non ce nʼè uno in particolare che mi abbia soddisfatto più degli altri. Tra i tanti, posso
ricordare il progetto per i National Parks americani. Si tratta di tutti gli stampati dei parchi americani;
io ne ho disegnati pochi di persona ma ho addestrato uno studio interno, che li realizza come se li
facessi io, a volte anche meglio. Sono ben 350 i National Parks in America e ogni parco ha le sue
mappe, carte geografiche, depliants, pubblicazioni varie. Posso ricordare anche il logo Benetton:
lo vedo dappertutto nel mondo, dovunque vai cʼè quel marchio verde. Un giorno ero a Miami, vedo
un negozio Benetton con il marchio sbagliato e mi dico “domani vado lì e li avverto”; torno il giorno
dopo… e stavano montando il nuovo marchio, quello giusto, che gli era appena arrivato (ride). È
divertente anche vedere delle cose disegnate tantissimi anni fa ma che sono ancora in giro perché il
nostro design non segue la moda, non segue i trends, quindi dura nel tempo.
Is there a project that gave you particular satisfaction?
There are many, many of them; there isnʼt one in particular that satisfied me more than the others.
Among the many, I can recall the project for the American National Parks: all the printed materials
of the American parks. I only designed a few of them personally but I trained an entire studio, which
did the job as if Iʼd done it myself, and sometimes even better. There are some 350 National Parks in
America and each park has its maps, brochures, publications of all sorts. Then thereʼs the Benetton
logo: I see it all over the world, wherever you go thereʼs that green trademark. One day I was in Miami,
I saw a Benetton store and the logo was wrong and I told myself “tomorrow Iʼll go over there and let
them know about it”; I went back the next day... and they were putting up the new logo, the right one,
which had just come in [laughs]. Itʼs also fun seeing things designed so many years ago but that are
still around because our design doesnʼt follow fashions, doesnʼt follow the trends, so it lasts and lasts.
Vuol dire che diventa un classico?
Diventa un classico, dura nel tempo. Negli ultimi 40 anni quasi tutte le compagnie aeree hanno
cambiato il loro logo mentre quello di American Airlines, disegnato da noi, è rimasto ed è ancora
bellissimo: non cʼè nessun bisogno di cambiarlo! È anche il più economico, perché invece di pitturare
gli aerei e di appesantirli, lasciandoli così sono molto più belli, leggeri, funzionali.
You mean it becomes a classic?
It becomes a classic, it lasts and lasts. In the past forty years nearly all the airlines have changed their
logo, while the American Airlines logo that we designed is still around and still beautiful: thereʼs no
need to change it! Itʼs also more economical, because instead of painting the airplanes and weighing
them down, leaving them as they are theyʼre more functional, lighter, more beautiful.
Questo significa design?
Questo è design: design è economia, non è spreco, ottenere il massimo con il minimo: less is more, in
termini pratici.
Is this the meaning of design?
This is design: design is economy, itʼs not waste. It means getting the most with the least: less is more,
in practical terms.
Quali le cose principali da imparare, per fare della buona grafica?
Dal mio punto di vista, gli elementi da imparare non sono mica tanti: scegliere dei caratteri buoni,
disegnare le gabbie secondo le necessità, attenersi ad alcuni principi tipografici (come: limitarsi a
pochi caratteri e pochi corpi), saper usare il computer bene, in modo tale da equilibrare la pagina e
far in modo che funzioni; in tutto, saranno una ventina di regole. La cosa più importante, in realtà,
è imparare la parte semiotica, il che significa andare ogni volta alla radice del problema. Bisogna
anche conoscere i materiali, vederne la natura e le differenze; legate a ciascun materiale ci sono delle
sensazioni precise e catalogarle fa parte del bagaglio conoscitivo del progettista.
To make good graphics what are the main things you have to learn?
As I see it, there arenʼt all that many elements you need to learn: select good characters, design the
grids according to the necessities, keep to some basic typographical principles (such as: limit yourself
to few characters and few sizes), be good at using the computer, so as to balance the page and make
it work; all in all, just some twenty rules. Actually, the most important thing is learning the semiotic part,
which means going to the root of the problem each time. You also need to know your materials, to see
the nature of each and the differences between them, because each one is connected with precise
sensations and cataloguing them is part of the designerʼs cognitive baggage.
Lei ha lavorato anche nel settore dellʼabbigliamento?
Quel che porto addosso lʼabbiamo disegnato noi: mi vesto con i miei abiti; anche lʼorologio lʼho
progettato io. Le scarpe purtroppo no, le ho comprate; pure calze e mutande le compro, perchè cʼè
chi le ha già fatte benissimo. Continuando: anche a casa nostra tutto è disegnato da noi, le sedie
come i tavoli, ad esempio; i libri che leggo molto spesso sono disegnati da me. Vivo in un microcosmo
integralmente disegnato da me. Il mangiare lo facciamo da noi: anche quello è un nostro apporto.
Have you also worked in the clothing sector?
The clothes Iʼm wearing we have designed ourselves: I wear my own clothing; even this watch is my
own design. My shoes - unfortunately not, I bought them; I also buy socks and underwear, because
someone has already done a great job on them. To continue: also in our home everything is our own
design, the chairs and the tables, for example; the books I read Iʼve very often designed myself. I
live in a microcosm entirely designed by me. We do our own cooking too - one more thing we do
ourselves.
Cʼè chi crede che il design sia la possibilità di far conoscere agli altri le proprie idee, la propria
interpretazione del mondo. Lei cosa ne pensa, al proposito?
Chi la pensa così, dovrebbe impegnarsi nel campo dellʼarte; il design è sempre vincolato dal rapporto
con gli altri. Esprimere se stessi è compito degli artisti, che sono il contrario dei designer. Lʼartista non
deve rispondere a nessuno; il designer deve sempre rispondere a qualcuno. Dipende dalla natura
stessa del progetto: se vuoi fare una forchetta, devi fare una forchetta con cui si può mangiare,
non una con cui è impossibile; non fai un coltello tutta lama o tutto manico perché è indispensabile
un rapporto giusto tra manico e lama, in un modo che si possa usare. Una prima parte è relativa
allʼoggetto in sé, unʼaltra riguarda chi lo realizza (il tipo di produzione, di macchinari, di distribuzione):
le informazioni continuano ad arricchire il tema e sta a te rispondere al tema, non fornire la tua
interpretazione del mondo. Ciò non significa che non ci sia posto per lʼinventiva, per la scoperta. Mi
spiego con un esempio: sto facendo un libro sullʼarchitettura di Benetton progettata da Tobia Scarpa e
le invenzioni son continue; per dirne una, nelle mense della fabbrica i pilastri, invece di essere come
tutti gli altri cioè di solo cemento grigio, Tobia Scarpa li ha realizzati con cementi di diversi colori - mai
visto prima, è come fossero di marmo! Sono gesti importanti, perché non li ha mai fatti nessuno,
con risultati eccezionali, perché è bravissimo. Tobia Scarpa ha instaurato con i materiali un rapporto
molto originale, creativo; per un designer è estremamente importante. Per un designer è importante
anche avere qualcuno che gli stia vicino e faccia da coscienza critica. Con mia moglie ho proprio
questo rapporto: disegno le cose e poi lei mi dice “è orrendo, è tutto sbagliato”; so che è brava, ha
ragione e non recrimino. Lo stesso vale per lei. È di grande aiuto avere accanto qualcuno che sia
completamente in sintonia anche nel lavoro. Quindi, ricetta: trovare qualcuno con cui si sta bene, con
cui puoi lavorare, vivere insieme ed è bella che fatta!
Some people think that design is the possibility of making your own ideas - your own
interpretation of the world - known to others. Do you agree?
People who see things that way ought to be artists, not designers; design is always bound up with
the relationship with others. Self-expression is the task of artists, who are the opposite of designers.
The artist never has to answer to anyone; the designer always has to answer to someone. It depends
on the very nature of the project: if you want to make a fork, you have to make a fork people can eat
with, not one itʼs impossible to eat with; you donʼt make a knife thatʼs all blade or all handle because a
correct relation between handle and blade is indispensable, so that the knife can be used. A first part is
relative to the object in itself, another part concerns its producer (the type of production, of machinery,
of distribution): information continues to enrich the theme and itʼs up to you to respond to the theme,
not to give your interpretation of the world. That doesnʼt mean thereʼs no room for inventiveness, for
discovery. Let me give you an example. Iʼm doing a book on the Benetton architecture designed by
Tobia Scarpa and thereʼs invention every minute. A quick example: in the factory canteens the pillars
are not just of gray concrete like all the others. Tobia Scarpa built them in concrete of different colors
- never seen anything like it, itʼs as if they were marble! Such things are important, because no one
ever did them before - and with such extraordinary results, because heʼs great at what he does. Tobia
Scarpa has established a highly original and creative relationship with his materials; for a designer
this is extremely important. For a designer itʼs also important to have someone close to you who gives
constructive criticism. This is precisely the relationship I have with my wife: I design things and then
she tells me “itʼs awful, itʼs all wrong”; I know she knows what sheʼs talking about, sheʼs right and I
donʼt complain. And the same for her. Itʼs a great help to have someone by your side with whom youʼre
completely in tune also in your work. So, the prescription: find someone you really get along with,
whom you can really work and live with, and itʼs a done deal!
Ha avuto dei punti di riferimento, qualche altro grande designer del passato, agli inizi della sua
carriera?
In un certo senso, il mio maestro è Mies van der Rohe: è sempre stato colui che mi ha insegnato
di più, mi ha ispirato di più, mi ha fatto capire più cose. Max Huber è stato un designer da cui
ho imparato moltissimo di grafica. Anche perché ha abitato a casa mia, a suo tempo: avevo un
appartamento con due stanza libere, Max cercava casa e gli proposi di trasferirsi da me; lui accettò e
così imparai da lui. Lavorava a casa, non aveva ancora uno studio — che tempi diversi, è incredibile!
Anche io per un poʼ ho lavorato a casa, prima di avere uno studio, grande.
Did you have any points of reference - say, a great designer from the past - at the beginning of
your career?
In a certain sense, my master is Mies van der Rohe: he has always been the one whoʼs taught me
the most, inspired me the most, made me understand a lot of things. Max Huber was a designer
from whom I learned a great deal about graphics - also because of that time he was staying in my
apartment. I had an apartment with two spare rooms, Max was looking for a place so I invited him
to move in with me; he accepted, and I learned a lot from him. He worked at home, he didnʼt have a
studio yet - things were sure different back then, itʼs incredible! I worked at home myself for a while,
before I had a studio, a big one.
Adesso che si è tornati a lavorare a casa, con le nuove tecnologie, come si comporta?
Non abbiamo più uno studio grande ma uno studietto; di solito, progettiamo con persone che hanno
collaborato con noi precedentemente: col computer è come se fossero con noi in studio. Ci troviamo,
lavoriamo insieme, poi loro vanno avanti su quel che si è discusso e mi mandano gli elaborati per
email: è cambiato tutto. Una volta dovevi avere uno studio vero, oggi puoi avere uno studio virtuale e
va benissimo: puoi fare dei lavori di grande impegno mettendo assieme altra gente.
Now that youʼve gone back to working at home, with the new technologies, how are things
organized?
We donʼt have a big studio anymore, just a real little one. We usually work with people who have
collaborated with us before: with the computer itʼs as if they were with us in the studio. We meet, we
work together, then they go ahead on what weʼve talked about on their own and they send me what
theyʼve done by e-mail: itʼs a completely different way of doing things. There was a time when you had
to have a real studio, today you can have a virtual studio and itʼs fine: bringing other people together,
you can do big, demanding jobs.
Si riesce a produrre di più in questo modo?
Direi più o meno lo stesso. Mi piaceva lo studio vero, perché sono stato abituato da una vita ad averlo:
se non fosse così, oggi mi sarebbe molto più facile. Ho sempre avuto bisogno di assistenti in studio,
perché io disegnavo e gli assistenti elaboravano i progetti. Oggi ti metti lì, lavori da solo, non hai più
bisogno di altri: fai direttamente, se sei abile col computer. Io non sono capace; se lo fossi, sarei
indipendente. Se voi siete abili col computer (non esiste altro!), siete completamente indipendenti.
Can you produce more this way?
More or less the same as before, Iʼd say. I liked the real studio, because Iʼd been used to having it
for such a long time: if it werenʼt for that, it would be much easier for me today. Iʼd always needed
assistants in the studio, because I did the designing and the assistants drew up the projects. Now
you just sit down and do it all by yourself, you donʼt need anyone else anymore: you do it all directly, if
youʼre good at computers. Iʼm not that good; if I were, Iʼd be independent. If youʼre good at computers
(the only game in town!), youʼre completely independent.
Verdi e Bodoni
Sergio Polano
Forza ed eleganza, questi i caratteri della grafica (italiana), ti spiega Vignelli, con quel suo fare
divertito e sicuro che ammalia e convince subito; forza ed eleganza per esprimere i contenuti, per far
sì che possano parlare chiaro, nitido, diritto, con garbo e nerbo.
La minima forma utile, per dirla con una formula, nasce dal materiale, continua Vignelli, dalla sua
complessione intrinseca; il progettista deve saperne discernere la struttura, scrutarne la complessità,
ascoltare per orchestrarla, per organizzare lʼinformazione in modo responsabile ed efficace, razionale
e fungibile. Imparare dalle cose, non imporre forme a priori.
Servono: tempo e passione, dedizione e impegno, chi ne è avaro non ci si azzardi.
Il resto lo si può ben lasciare agli artisti. Di cui il mondo della grafica par oggi repleto, sino alla
nausea; quelli che fanno le riviste in modo che non si possano leggere (tanto si ve[n]de la copertina), i
manifesti per manifestar se stessi, i libri con caratteri di tendenza e le immagini sovrapposte e se non
cʼè lʼargento tra i colori di stampa, almeno un fluo, per favore…
Verdi and Bodoni
Sergio Polano
Force and elegance: these are the characteristics of (Italian) graphics, Vignelli explains, with that
amused and self-assured air that charms and convinces you at once; forza and elegance to express
the contents, to let them speak clearly, straightforwardly, with grace and vigor.
The minimum useful form - Vignelli continues, with a formula - arises from the material, from its
intrinsic constitution; it is up to the designer to discern its structure, delve into its complexity, listen in
order to orchestrate, to organize the information responsibly and efficiently, rationally and functionally.
To learn from things, not to impose forms a priori.
This takes time and passion, dedication and commitment - and let no one without them enter here!
The rest can be left to the artists. Today the world of graphics is filled to overflowing with them: people
who make magazines but not to be read (anyway, what you see/sell is the cover), posters to post
themselves, books with trendy characters and superimposed images and if thereʼs no silver in the
color printing, at least a fluo, if you please...

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