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e
suis
J
PARIS
Bibliografia a cura della
SEZIONE LETTURA
della Biblioteca Classense
JE SUIS PARIS
J’ai deux amours: mon Pais et Paris
Josephine Baker
Ci sono luoghi in cui la Storia è passata con mano pesante.
A Parigi le testimonianze del passaggio si trovano in posti famosi; alla Bastille,
dove la damnatio memoriae è arrivata a radere al suolo l’odiato edificio simbolo
dell’oppressione; a place de la Concorde, dove Madame la Guillotine ha lavorato a
pieno regime; ma anche nelle piazzette, sui muri, nelle stradine che raccontano storie
di catene e gloria, fascino e ferite, bellezza e morte.
Democrazia, libertà di pensiero e di espressione, tolleranza religiosa, libertà
individuale, autodeterminazione politica dei popoli, uguaglianza sessuale e razziale
sono valori che caratterizzano le nostre società moderne. E la conquista non è stata
indolore.
Parigi ha visto rotolare le teste dei re, ha conosciuto le sagome nere delle bandiere
uncinate prima e dei terroristi dell’Isis poi. Ma non si rassegna.
Jean Cocteau ci ricorderebbe che Parigi “possiede uno stomaco da struzzo. Digerisce
tutto. Non assimila niente. È questo che le conferisce quell’aria di debolezza dietro cui
si cela una capacità di resistenza senza limiti.”
Parigi è una città meravigliosa. E lo è ancora e soprattutto adesso. Anzi, proprio
adesso, contro la logica della paura, dovremmo riscoprire Parigi.
Romantica, ingarbugliata, fragile, ma anche moderna, concreta e, soprattutto,
orgogliosamente viva.
PARIGI LIBERTINA
AL TEMPO DI
LUIGI XVI
Blanc Olivier
Notizie di un’epoca di restaurazione e di nuove lotte di potere all’indomani del periodo
della Rivoluzione francese e del
ciclone napoleonico: un’epoca
ben definita nella storia francese, che ha generato grandi
scrittori, grandi mode e un effetto di emulazione e traino sulla
società europea.
Il libertinaggio, piú o meno
palesemente praticato da re e
nobiltà, diviene un’arte di vivere con le sue precise pratiche, i
suoi costumi e i suoi luoghi.
EREMITA
A PARIGI
Italo Calvino
La vita e le osservazioni di Italo Calvino, esule volontario a
Parigi. Le pagine internazionali
dell’autore che più di ogni altro
ha contribuito a sprovincializzare la cultura italiana. Determinante sul suo carattere e sulla
sua ispirazione letteraria fu il
viaggio a Parigi nel 1967 ed
il soggiorno in questa città, che
avrebbe dovuto essere breve,
ma che durò ben tredici anni
fino al 1980.
Si verifica così nella mente di
Calvino il connubio tra la vena
allegorico-simbolica di tanti personaggi già individuati, sospesi tra vita e sogno, con aspetti
fantascientifici e divertenti colti in che si incontra in bilocali affoluno spazio temporale diverso.
lati o fra i tavolini di un bar; e il
luogo, certamente, dove vivono
le parigine.
LA CASA DI PARIGI Avventure picaresche e ragionamenti incisivi, sempre venati
Elizabeth Bowen
dell’ironia di chi sta constatanSiamo a Parigi, in inverno, do la comica insensatezza della Grande guerra è finita da le cose e la natura mai del tutto
poco, aleggia sulla città un’at- chiara, mai del tutto autentica
mosfera cupa e vischiosa. Alla dell’essere umano.
Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la
sua scimmietta di pezza. Viene I PASSAGES
a prenderla la signorina Fisher,
DI PARIGI
un’amica di famiglia che la
Benjamin Walter
ospiterà per una intera giornata
in un elegante appartamento,
Affascinante espressione di
in attesa di farla ripartire per
il Sud della Francia. In quella quella continua proliferazione
casa borghese, dal confortevo- dei materiali e infinita esplorale odore di pulito, Henrietta si zione del reale storico che è
imbatte in una gradita sorpre- una delle chiavi di lettura della
sa: c’è un suo coetaneo, il fra- modernità.
La realtà di Parigi come ideale
gile Leopold, avviato verso un
futuro incerto. Tra i due bambi- centro del mondo, colta in una
ni, estremamente sensibili e in- miriade di dettagli eterogenei
quieti, dopo l’iniziale diffiden- e apparentemente marginali:
za, si accende la curiosità: di accanto ai passages, la merce,
ciascuno nei confronti dell’altro, la prostituzione, il “flâneur”, il
e di entrambi verso il misterioso gioco, la moda, l’art nouveau,
la modernizzazione urbanistica
mondo degli adulti.
di Haussmann, il collezionismo
(uno dei tanti motivi autobiografici dalla ricerca benjaminiana),
PARIGI
ma anche Blanqui, Nietzsche,
È UN DESIDERIO Poe e soprattutto Baudelaire,
Andrea Inglese
autentico nume tutelare dell’intero progetto.
Fin da quando era molto giovane, Andy ha sognato Parigi:
il luogo in cui le abitudini, tiranne implacabili nella sua Milano, possono finalmente essere
sconfitte; il luogo in cui la letteratura è qualcosa di concreto,
L’ARMATA DEI
SONNAMBULI
DA PARIGI
ALLA LUNA
1794. Parigi ha solo notti senza luna. Marat, Robespierre e
Saint-Just sono morti, ma c’è chi
giura di averli visti all’ospedale
di Bicêtre. Un uomo in maschera si aggira sui tetti: è l’Ammazzaincredibili, eroe dei quartieri
popolari, difensore della plebe
rivoluzionaria, ieri temuta e oggi
umiliata, schiacciata da un nuovo potere. Dicono che sia un
italiano. Orde di uomini bizzarri
riempiono le strade, scritte enigmatiche compaiono sui muri e
una forza invisibile condiziona
i destini, in città e nei remoti boschi dell’Alvernia...
Gopnik esplora e osserva la
città fin nei suoi angoli più intimi, cogliendo appieno la dicotomia tra la pomposità della cultura ufficiale (che si materializza
in un invasivo apparato politico-burocratico, oltre che nella
perenne tendenza all’astrazione) e la “più splendida civiltà
dei luoghi comuni mai esistita”:
quell’amalgama unico e irripetibile creato dai café, dai parchi,
dai musei, dalla luce sui tetti e
dalla ritrosa cortesia degli abitanti.
Wu Ming
I SEGRETI
DI PARIGI
Corrado Augias
Per le strade della capitale
francese alla ricerca di una
città nascosta e leggendaria,
piena di angoli legati a strane
leggende, a storie piccanti o a
lugubri misteri.
Una guida di viaggio insolita
e appassionante. Tra scenari
spesso inquietanti (vicoli, catacombe, cimiteri, prigioni), l’autore si aggira rievocando prevalentemente vicende drammatiche o misteriose, a forti tinte, in
un’ideale sintonia con i grandi
‘feuilletons’ ottocenteschi che
tanto hanno contribuito a rafforzare e a diffondere il mito di
Parigi.
Adam Gopnik
L’ELEGANZA
DEL RICCIO
Muriel Barbery
Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie
dell’alta borghesia.
Da una parte c’è la portinaia
Renée, che appare in tutto e per
tutto conforme all’idea stessa
della portinaia: grassa, sciatta,
scorbutica e teledipendente. Poi
c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale,
brillante e fin troppo lucida che,
stanca di vivere, ha deciso di
farla finita.
Due personaggi in incognito,
quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari
l’uno dell’impostura dell’altro
si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco
giapponese, il solo che saprà
smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.
TUTTO IL
FERRO DELLA
TORRE EIFFEL
Michele Mari
Walter Benjamin, Céline, ma
anche lo storico Marc Bloch, il
filologo Erich Auerbach, l’editore Donoël, gli industriali Citroën
e Renault, gli scacchisti Alekhin
e Cabablanca, Saint-Exupéry,
Marlene Dietrich, l’omino della
Michelin e tanti altri: sono questi alcuni dei personaggi che
popolano le pagine del romanzo fantastico di Michele Mari
ambientato nella Parigi degli
anni Trenta.

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