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EDIZIONE ON-LINE
Giugno 2015
Direzione: Via V. Monti, 36 - 20123 Milano -Tel.
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“Veci
e Bocia”
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PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Complemento dell’edizione su carta
Anno 63 - Numero 2 - Giugno 2015
Questa versione del notiziario della Sezione integra i contenuti di
quella stampata, che rimane sempre e comunque quella ufficiale
L’88a Adunata Nazionale a L’Aquila
Q
uesto simbolo, “8”, il cui valore numerico come tutti lo conosciamo è
“otto”, se messo in orizzontale in un determinato linguaggio ha il significato
dell’“infinito”. Senza scomodare Giacomo Leopardi, la sua celebre poesia e la
sua terra marchigiana, in terra abruzzese è
andata in scena dal 15 al 17 maggio l’88ª
Adunata Nazionale degli alpini. Un’Adunata storica, la prima per questa città e la
seconda per questo territorio (l’altra fu nel
1989 a Pescara, ndr) patria di penne nere:
basti pensare al 9° Battaglione “L’Aquila”
o al Battaglione “Piemonte” che conquistò
Monte Marrone. Un “doppio infinito” amore per questa città e questa terra, funestate
sei anni fa dal terribile e tragico terremoto
che causò 309 vittime, che gli Alpini (primi
soccorritori nell’emergenza di quei giorni)
hanno preso a cuore e che con la Protezione Civile, ma non solo essa, hanno cercato
di tenere viva aiutando e confortando chi
scampò al terremoto.
Testimone del nostro impegno è quella
grande opera che l’ANA mise in atto come
segno tangibile della ricostruzione da cui
ripartire perché la vita va comunque avanti, sulle orme del nostro motto “Onoriamo
i morti aiutando i vivi”: il paese di Fossa
con le sue 33 case, di cui una è la sede del
Gruppo Alpini, la chiesa e la canonica.
L’Aquila è ancora un cantiere aperto, anche
se alcune attività lavorative sono ripartite
e il fatto di averla fatta “vivere” in quei
giorni non può essere altro che uno stimolo positivo per accelerare la sua rinascita.
Ho un vivo ricordo dell’Adunata di Latina
nel 2009 un mese dopo il “fatto”: quando
sfilò la Sezione Abruzzi con in testa il Ves-
sillo sovrastato dalla sua maestosa aquila
e molti degli alpini abruzzesi, soprattutto
aquilani, piansero dall’emozione al loro
passaggio nel vedere la vicinanza nei loro
confronti non solo degli alpini di tutta Italia ma anche della gente comune.
Sei anni dopo le cose non sono andate poi
tanto diversamente con ancora tante penne nere che hanno raggiunto il capoluogo
abruzzese per dare testimonianza dell’affetto e della vicinanza a L’Aquila e ai suoi
abitanti.
La città ha accolto bene tutti questi alpini giunti in Abruzzo per fare festa (circa
300.000), per mostrare che L’Aquila non è
soltanto le macerie che ancora la circondano fuori e dentro la “zona rossa” ma è anche arte, architettura, storia e cultura, come
la maestosa Fontana delle 99 Cannelle o le
importanti basiliche di San Bernardino e di
Santa Maria in Collemaggio nella quale riposano i resti mortali di papa Celestino V,
il primo papa della storia ad abdicare al suo
papato solo quattro mesi dopo la sua salita al soglio pontificio. Ma gli alpini invece non hanno abdicato e così L’Aquila per
un weekend è tornata a vivere come non
mai: tante le penne nere presenti, tante le
bandiere tricolori, tanti gli striscioni in suo
favore, tanta la gioia di esserci da parte di
tutti, aquilani e alpini.
E anche la nostra Sezione ha fatto la sua
parte scendendo in Abruzzo con un buon
numero di associati, guidati dal nostro Presidente Boffi e coadiuvato da due abruzzesi
“doc” come Vittorio Mucci del Gruppo di
Arese e Alessandro Presutti del Gruppo di
Paderno Dugnano che giocavano in casa.
Una presenza - quella della nostra Sezione -
che è stata molto stimata dalla popolazione
per le diverse iniziative portate avanti in
loro favore dai nostri Gruppi nei mesi successivi al terremoto e di cui non si sono
dimenticati; al nostro passaggio sono stati
molteplici i battimani nei nostri confronti. Se qualcuno aveva dei dubbi sulla riuscita di questa Adunata si può dire che è
stato ampiamente smentito perché anche
con tutte le oggettive difficoltà del caso,
gli alpini, superandoli, ancora una volta non hanno saputo resistere al richiamo
del ritrovarsi tutti insieme per fare festa;
una festa e un’adunata che rimarranno negli occhi e nel cuore di tutti coloro che vi
hanno partecipato e che sono già proiettati al raduno nazionale del prossimo anno
ad Asti, che vista la vicinanza con Milano
ci permetterà di sicuro di essere presenti
in numero più cospicuo e di fare così una
maggior bella figura.
Dario Bignami
INDICE
Pag. 1
L’88a Adunata nazionale a L’Aquila
Pag. 2
Esercitazione della Protezione Civile
Esercitazione della SIA
Calendario attività nazionali/sezionali
Pag. 3
CINISELLO B. - Orgoglio d’Italiani
Pensieri
Pag. 4
Nelle trincee della Grande Guerra
Pag. 5
MI-CRESCENZAGO - All’80° di Budoia
Ricordo di B.Liverta
Pag. 6
MI-CRESCENZAGO - Adunata a L’Aquila
MI-CRESCENZAGO - Gita sul Carso
Pag. 7
Sintesi dei verbali del CDS
MI-CRESCENZAGO - segue gita da pag.6
Pag. 8
Calendario attività di Gruppi e Cori
BRESSO - Viaggio della Memoria
Pag. 9
PADERNO D. - Notte bianca 2.0
Pag. 10
Ricordo di Roberto Polonia
Pag. 11
CESANO M. - Il Milite Ignoto narrato
LODI - Buona la prima!
25 aprile a Maggiora e Borgomanero
Giugno 2015
VITA SEZIONALE
PROTEZIONE CIVILE
Esercitazione di Protezione Civile
da “Penna Nera” del Gruppo di San Vittore Olona
ome ho avuto occasione di spiegare nell’articolo dello scorso
mese parlando del coro per motoseghisti riservato ai volontari
di Protezione Civile, prosegue il programma addestrativo riservato
agli operatori che devono, per legge e per garantire la sicurezza
propria e di chi usufruisce della nostra opera, acquisire dimestichezza con le attrezzature che vengono utilizzate nel corso delle
emergenze.
Sabato 7 marzo presso il 3P, la nostra centrale operativa a Cesano
Maderno, si è tenuta una lezione relativa al montaggio delle tende
pneumatiche del Dipartimento di P.C. in dotazione alla Colonna Mobile della Regione Lombardia della quale fa parte il nostro nucleo
sezionale.
È stata indubbiamente una esperienza utile in quanto, personalmente, la mia ultima esperienza del genere, tra l’altro in piena emergenza, risale al 2009 in occasione del terremoto in Abruzzo, quando fu
allestito il Campo Globo e il ricordo tornava naturalmente ai giorni
passati a montare le tende pneumatiche destinate alla popolazione
terremotata.
Sotto la guida dell’esperto Umberto, specializzato in questo settore
abbiamo potuto seguire tutte le fasi, spiegate in maniera precisa, del
“disimballo” dei teli e dei componenti necessari al montaggio seguendo una procedura oramai consolidata da anni di esperienza sul
campo, unita a “trucchetti” atti a ridurre i tempi morti e suddividendosi in minigruppi ognuno con un suo compito specifico.
Prima di iniziare la pratica è stato illustrato, grazie all’utilizzo di un
plastico, la disposizione del campo e le misure da tenere tra tenda e
tenda indispensabili per consentire l’accesso ad eventuali mezzi di
soccorso e i passaggi per le persone.
Personalmente ho apprezzato quanto veniva detto in quanto a L’Aquila, nella foga di fare presto non avevo tenuto conto di alcuni dettagli che alla fine fanno comunque la differenza, frutto di esperienza
accumulata sul campo che è finalizzata a far diventare routine tutte le
norme di sicurezza con lo scopo principale, a mio parere, di imparare
soprattutto quello che non si deve fare al fine di evitare situazioni di
pericolo.
Nel corso della mattinata, abbiamo montato, smontato e nuovamente
rimontato l’intera tenda per imparare bene la disposizione dei singoli
pezzi, come vanno ripiegati e rimessi al posto i teli gommati rispettando le misure standard degli imballi che devono necessariamente
trovare la giusta collocazione dei container, pena il non riuscire a
richiudere gli stessi, nonché ritirare ogni componente nel suo sacco
in modo di poterlo trovare senza errori al bisogno.
Tenete presente che dopo il gonfiaggio della tenda, al suo interno venivano installati per intero i gruppi luce con prese elettriche, luci di
emergenza e veranda di ingresso facendo attenzione che tutti i cavi
elettrici passassero all’interno della struttura per evitare pericolosi
contatti.
È stata una soddisfazione alla fine vedere che, seguendo i consigli
di Umberto, il maxicubo (pensate che la sola “tenda” pesa oltre 300
kg.) rispettava perfettamente le misure richieste e che riposta all’interno del container calzava perfettamente.
La pausa pranzo ci ha visti in compagnia di una cinquantina di altri
volontari del nucleo sanitario della Colonna Mobile che nella mattinata avevano avuto un loro corso di aggiornamento e abbiamo fatto
onore all’impegno del nucleo cucina che si è dimostrato all’altezza
della situazione.
Terminato il pranzo, ci siamo recati sul fondo del deposito dove è
situata la palestra di arrampicata che abbiamo allestito lo scorso anno
e, a turno, abbiamo fatto un ripasso dei nodi e delle tecniche di assicurazione e progressione in parete sotto la guida del nostro Giovanni anticipando il programma della giornata successiva sfruttando la
presenza sul posto e smaltendo quanto mangiato in mensa.
Al termine, ritirate le corde e imbraghi, ci siamo salutati con l’impegno di ripetere a brevi scadenze, anche in maniera autonoma, le
prove di montaggio per tenerci allenati ed essere pronti nel momento
del bisogno.
Franco Maggioni
C
“Veci e Bocia” on-line - 2
SQUADRA INTERVENTO ALPINO
L’esercitazione della SIA
da “Penna Nera” del Gruppo di San Vittore Olona
omenica 12 aprile un manipolo di volontari della SIA si sono
dati appuntamento a Rancio, sopra Lecco, per l’esercitazione
mensile che prevedeva un addestramento in parete presso la falesia
alle pendici del monte S. Martino lungo il sentiero che porta al Rifugio Piazza.
Dopo i convenevoli, ci siamo subito incamminati precedendo un folto gruppo di ragazzi e ragazze del CAI che avevano la stessa nostra
destinazione, nell’ambito del loro programma di insegnamento riguardo la progressione in parete.
Siamo quindi giunti in anticipo alla falesia dove il nostro Giovanni
ha incontrato un vecchio amico super attrezzato con il quale ha rivissuto i tempi della naia.
Giusto il tempo di attrezzare la salita e siamo stati raggiunti dalla
marea del CAI, la cui istruttrice ha iniziato immediatamente a illustrare le tecniche di sicurezza; decidevamo quindi di lasciare a loro,
ben più numerosi, tutta la zona comprendente diverse vie di salita
e ci spostavamo più a ovest e precisamente all’inizio del sentiero
attrezzato.
Tolti nuovamente tutti i nostri “ferri” si procedeva ad attrezzare
nuovamente la parete e a turno, sotto lo sguardo vigile di Giovanni, abbiamo effettuato diverse salite tutte comunque improntate al
fattore sicurezza e a tutte le tecniche necessarie a salire e discendere
riducendo al minimo il fattore rischio perché in montagna la prima
regola è quella di divertirsi senza rischiare inutilmente.
Questa regola purtroppo sembra non essere stata recepita da tutti. Infatti, mentre facevamo la nostra lezione, abbiamo lasciato spazio ad
alcune coppie che salivano senza alcuna protezione: neppure un cordino che avrebbe potuto frenare una eventuale caduta che, pur non
avvenendo da una altezza vertiginosa, poteva provocare seri danni.
Fortunatamente in un paio di occasioni uno dei due ha dato forfait
rinunciando alla salita: saggia decisione.
Un ringraziamento sentito va al nostro caposquadra che ha avuto la
pazienza di starci a spiegare i vari nodi, le tecniche di assicurazione ed autoassicurazione, il recupero e la messa in sicurezza durante
la sosta in parete, cose queste che torneranno certamente utili sia
in montagna che in eventuali interventi di Protezione Civile dove
potremmo essere chiamati ad assicurare il volontario che opera in
ambiente difficoltoso.
Franco Maggioni
D
Calendario attività
nazionali e sezionali
6 lun.:
12 dom.:
13 lun.:
26 dom.:
Luglio
Milano sede - Consiglio Direttivo Sezionale
Asiago - Pellegrinaggio Ortigara
Sedi decentrate - Riunioni Capi Gruppo
Adamello (Trento) - 52° Pellegrinaggio
Settembre
6 dom.: Monte Pasubio - Pellegrinaggio solenne
7 lun.: Riunione Consiglio Sezionale
12 sab.: Milano sede - Corso formazione quadri: Parlare in
pubblico
14 lun.: Riunioni Capigruppo - Sede sezionale
19 sab.: Milano sede - Corso formazione quadri: Le pubbliche
relazioni
26 sab.: Milano - Festa sezionale d’autunno
27 dom.: Milano - Festa sezionale d’autunno
3 sab.:
5 lun.:
12 lun.:
17 sab.:
18 dom.:
24 sab.:
25 dom.:
31 sab.:
Ottobre
Milano sede - Corso formazione quadri: Il web
Milano sede - Riunione Consiglio sezionale
Sedi decentrate - Riunioni Capigruppo
Busto Arsizio - Raduno del 2° Raggruppamento
Busto Arsizio - Raduno del 2° Raggruppamento
Como - CISA
Como - CISA
Milano sede - S.Messa per i defunti
Giugno 2015
VITA NEI GRUPPI
CINISELLO BALSAMO
L’orgoglio di essere Italiani
da “Il Notiziario del Gruppo di Cinisello Balsamo”, aprile 2015
iovedì 30 Aprile, il giorno
precedente l’inaugurazione a Milano
dell’Esposizione
Universale EXPO
2015, un po’ tutti noi
seguendo i vari telegiornali della giornata in cui si raccontava la cronaca
della manifestazione
tenutasi a Milano da
parte degli studenti NO-EXPO, a un
certo punto i vari
filmati riprendevano
un distinto signore
che di fronte allo
scempio che questi
giovinastri stavano
facendo lungo il loro
percorso imbrattando muri e altri danneggiamenti ha voluto rivendicare l’orgoglio italiano esponendo al balcone del suo studio
il Tricolore e imperterrito non ha arretrato di un centimetro quando dai manifestanti è iniziato contro di lui e contro la bandiera un
fitto lancio di uova.
Tutti noi Alpini, abbiamo immediatamente riconosciuto dalle riprese quel signore che ci stava dando un esempio di civiltà: era
il nostro Presidente nazionale emerito Beppe Parazzini e subito,
d’istinto, ci siamo ritrovati tutti a esprimere un urlo: “Beppe sei
grande”.
È proprio vero che nelle organizzazioni che funzionano l’esempio viene sempre dall’alto e con quel gesto il nostro Presidente
nazionale emerito ci ha dato una sua ulteriore lezione di amore
verso la nostra Patria (terra dei nostri padri), dietro quella bandiera c’eravamo anche noi, tutti i 340.000 soci della nostra Associazione Nazionale Alpini e tutti gli Italiani di buona volontà
che sono abituati a costruire e mantenere il bene comune e non
a distruggerlo.
Con quello sguardo imperterrito rivolto ai facinorosi contestatori,
Beppe ci ha dato dimostrazione che non possiamo e non dobbiamo avere paura dei soliti quattro imbecilli che sanno solo distruggere e sono incapaci di creare e generare alcunché di positivo
sia per loro, sia per la collettività. Beppe ci ha confermato che i
nostri valori non potranno mai essere scalfiti dalle azioni di questi
vandali perché nella nostra quotidianità i nostri punti di riferimento rimangono sempre i Giovani Eroi caduti sull’Ortigara, a
Nikolajewka e nelle tante battaglie combattute dagli Alpini che
con il sacrificio delle loro giovani vite han permesso alla stragrande maggioranza di tutti noi di crescere e operare in pace.
E per non dimenticare l’esempio di solidarietà che trova nel Beato Don Carlo Gnocchi l’origine del nostro essere parte attiva della
nostra società.
Questi sono i segnali che Beppe è riuscito dare a noi Alpini e a
tutta l’Italia: basta con questo lassismo istituzionale che, com’è
successo il giorno successivo a questo suo gesto, permette a delinquenti, codardi e vigliacchi di mettere a ferro e fuoco una parte
importante della nostra Milano senza che qualcuno intervenga.
Siamo stanchi di subire queste violenze e a viso aperto, come ci
ha fatto vedere Beppe, siamo pronti ad affrontare questi incivili
perché come dice una delle nostre canzoni “ … gli Alpini non
hanno paura…”.
Nel giro di poche ore il gesto di Beppe ha iniziato ad essere veicolato su tutti gli organi di stampa, ma soprattutto su tutti i social-
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“Veci e Bocia” on-line - 3
network, dove non ho trovato un solo commento critico nei suoi
confronti. Solo commenti di ammirazione dal riconoscimento fatto verso gli Alpini come una delle più belle istituzioni del nostro
Paese, alla meravigliosa e commovente dimostrazione di amore
verso la Bandiera, accompagnate dalle più disparate richieste di
onorificenza dalla richiesta di assegnazione di una medaglia al
valor civile, alla proposta per la candidatura per l’Ambrogino
d’oro, così come è stato interessante leggere ammirazioni che arrivavano da tutte le parti d’Italia: dalla Sardegna al Mare Ligure
di Alassio, dalla comunità degli esuli Istriani molto legata al Tricolore, per non parlare di tutti gli Alpini d’Italia che individualmente hanno diffuso nella rete articoli, commenti, fotografie e video che han fatto diventare in questi giorni Beppe un personaggio
di primo piano tanto da ricevere telefonicamente la solidarietà da
parte dello stesso Presidente del Consiglio Renzi.
È stato un gesto semplice e, ben conoscendo Beppe, senz’altro
spontaneo generato dal fondo del suo animo profondamente Alpino che ha lasciato un segno indelebile a tutti noi Alpini ma
soprattutto ai milioni di Italiani di buona volontà che non sopportano più questi soprusi e che vogliono vivere nelle proprie città
sicurezza. Grazie Beppe e W gli Alpini.
Stefano Gandini
Pensieri
da “Il Notiziario del Gruppo di Cinisello Balsamo”, aprile 2015
C
onfesso che avevo qualche timore. Rapportarsi con quelli
che una volta erano considerati “ragazzi grandi” ma che effettivamente sono “piccoli adulti” e per di più non su argomenti a
loro congeniali - quali l’informatica, i social network, o la comunicazione - ma su un argomento tanto lontano da loro nel tempo
e nell’interesse, mi inquietava un po’… Dovevamo infatti andare
nella loro scuola, la media “Paisiello” a parlare della Prima Guerra Mondiale, del centenario, e avremmo trovato una ottantina di
ragazzi di terza media.
Ma chi, se non noi Alpini, ha il bagaglio morale (e il dovere, secondo me) per non permettere che la polvere del tempo offuschi
il ricordo di quel tempo e di quegli uomini?
Lo abbiamo fatto; una delegazione di noi, con l’ausilio e la sinergia del Coro CAI di Cinisello Balsamo, che sempre ci è vicino e
ci supporta ammirevolmente con unità di intenti, come sempre
abbiamo sostenuto in tante sedi, e che ringraziamo.
Abbiamo parlato della guerra, dei soldati, degli Alpini, delle famiglie, delle vittorie e delle sconfitte, dei patimenti e dei lutti.
E loro, i piccoli adulti, ci hanno ascoltato, con attenzione e interesse, anche quando siamo tornati a parlare di noi, di Alpini
soldati e di Associazione, di cori e di canto corale.
Tre momenti mi hanno colpito con piacevole stupore: l’attenzione e il silenzio assoluto quando abbiamo letto alcuni stralci
di lettere di Alpini dal fronte, compresa quella che abbiamo
nella nostra sede (copia dell’originale che è nel Sacrario di
Asiago); la serietà con la quale, in piedi, hanno cantato, con il
Coro e noi tutti, il nostro Inno Nazionale davanti al Tricolore;
e per ultimo, la timida richiesta di alcuni di loro, dopo averci
ascoltati, di avere sulle loro chiavette USB le immagini che
avevamo trasmesso per la loro tesi di fine anno che pensano
lodevolmente di dedicare alla Grande Guerra…
«Se sono rose fioriranno», dice un vecchio adagio! Noi, qualche
seme lo abbiamo piantato!
Grazie a voi, piccoli uomini e piccole donne!
Giuliano Perini
“Veci e Bocia” edizione on-line
Editore: Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Milano
Presidente Luigi Boffi
Direttore Responsabile: Gianni Papa
Redazione: Daniela Barindelli, Sandro Bighellini,
Dario Bignami, Pierluigi Rodeghiero, Davide Tonicello
Aut. Trib. di Milano 14-1-55 nº 3602 del Registro
Giugno 2015
CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA
Nelle trincee della Grande Guerra
a cura di Alberto Losi - Seconda parte
da “La Vuss degli Alpini” del Gruppo di Cesano Maderno
P
Breve descrizione delle trincee
roviamo a descrivere brevemente una trincea. Davanti a tutto
c’era la “terra di nessuno”, il desolato regno dei reticolati. Tutto
è distrutto, sembra d’essere in pieno deserto, in terra maledetta senza
vegetazione. Le piante sono mozzate a un metro da terra, il suolo è
tutto smosso, sembra quasi lavorato. In alcuni casi la trincea era larga pochi metri; se invece aveva una certa ampiezza, vi si trovavano
posti di vedetta ed avamposti, per osservare e sorvegliare i movimenti dei nemici e dare l’allarme in caso d’attacco. Gli avamposti
erano luoghi pericolosi che spesso costringevano i soldati a lunghe
permanenze nella totale immobilità. A volte i collegamenti con le
trincee retrostanti erano così pericolosi che si cercava di ridurre al
minimo il passaggio di uomini. Alle spalle dei piccoli posti d’osservazione c’era la trincea vera e propria. La sua conformazione dipendeva da molti fattori, ma tendenzialmente sempre c’erano una parte
di scavo e una parte fuori terra, costituita da muretti di pietre, tronchi o sacchetti a terra, elementi caratteristici di ogni immagine della
Grande Guerra. Vennero impiegati decine di milioni di questi sacchi
di iuta che erano economici, assorbivano bene le pallottole di piccolo calibro e potevano essere facilmente rimpiazzati, adeguandosi
magnificamente a ogni impiego. Qua e là i muretti facevano spazio
a feritoie per guardare e sparare al nemico. Le trincee improvvisate
del 1915 furono in maggioranza disastrose e l’inverno fu un calvario
per i soldati. Poi migliorarono con il passar del tempo. Naturalmente molto dipendeva dalla zona. Le trincee in terreno roccioso erano
buone, anche se costava una fatica del diavolo approntarle. Quelle
in terreno molle come sul fronte dell’Isonzo e attorno a Gorizia, alla
prima pioggia, si trasformavano in un mare di fango rossiccio che
divenne una sorta di simbolo della Grande Guerra.
E ora arriviamo al momento dell’assalto: l’ora del coraggio e dell’onore, se visto dall’alto dei Comandi; l’abisso del terrore e del pericolo, se visto dal basso dei soldati. La vita in trincea, anche se dura,
era una inezia di fronte a un assalto. La morte era un avvenimento
normale e si moriva senza spavento. Ma la coscienza della morte, la
certezza della morte inevitabile, rendeva tragiche le ore che la precedevano. Un paio di battaglie dell’Isonzo, da sole, contavano tanti
caduti quanti mezzo secolo dopo ne avrebbero lasciati gli Stati Uniti
in tutta la guerra del Vietnam. La prima ora di una qualsiasi di quelle
offensive causava più morti di tutte le guerre del Risorgimento messe insieme. Gli stessi soldati spiegano, fra diari, memorie e lettere,
due concetti, parola più, parola meno. Il primo diceva che l’assalto
era un inferno, che solo a vivere lo si può capire: la negazione stessa
dell’esistenza.
Il secondo era che tutti gli assalti erano la stessa cosa: ripetitivi, inutili, sanguinosi. L’assalto, per usare un’espressione molto riuscita,
veniva condotto “a colpi di uomini”. Tradotto nella realtà dei soldati,
suonava così: «Al 30 di ottobre siamo andati all’assalto, gridando
“Savoia”, ma il nemico aprì un fuoco infernale e noi ci fermammo
giù in una dolina. Siamo rimasti lì fino alla notte, poi ci hanno fatto
fare presto, poiché dovevamo andare ancora all’assalto. “Avanti Savoia” ma noi non ci siamo mossi per niente. Allora hanno preso due
soldati di noi a caso e li hanno fucilati. Piangevano come vitelli, ma
sono morti bene.»
Al saltuario diradarsi della nebbia che avvolgeva il paesaggio, talvolta si vedevano, pur lontani, i nostri soldatini grigioverdi balzare dalle
trincee, piccoli esseri che correvano animosamente verso le opposte
linee e può darsi verso la morte: le mantelline al vento. Sembravano
un volo di passeri spaventati ed erano accolti dal furioso crepitare
della fucileria e dal caratteristico “ploc-ploc” delle schwarzlose, le
mitragliatrici austriache, lugubri mietitrici di giovani vite che i nostri
soldati chiamavano scherzosamente “le motociclette della morte”.
Per capire cosa fossero davvero gli assalti bisognerebbe mettersi a
fianco dei soldati e uscire dalle trincee con loro. «Io bevo, ma la
ghirba voglio salvarla lo stesso. Faccio un bel salto avanti e uno indietro. Poi una fucilata sul mio piede col mio ’91, proprio in mezzo
all’osso!”. Ma il sergente maggiore aveva sentito: “Un’altra parola
e finisci davanti al plotone d’esecuzione!” disse, guardandolo fisso
“Veci e Bocia” on-line - 4
negli occhi. Poi, mentre il tiro della nostra artiglieria si allungava
sulle seconde linee nemiche, le bombarde cominciarono a vomitare
i loro bidoni carichi di potente esplosivo. Reticolati, trincee, camminamenti, tutto oramai era nascosto da un enorme polverone. Infine il
silenzio, come per incanto. Pochi secondi e poi un urlo: “Baionetta
in canna!” e la risposta dei soldati: “Savoia!” Tutti fuori, col Sottotenente in testa, per arrivare alle trincee nemiche prima che gli avversari superstiti avessero il tempo di montare le armi automatiche.
Duecento metri di terreno scoperto, in salita: duecento secondi di
corsa e ne erano già passati cento. No 80! No 60! Il fuoco incrociato di decine di mitragliatrici ebbe inizio contemporaneamente,
falciando la prima linea e sorprendendo i corridori della morte negli
atteggiamenti più grotteschi. I superstiti si gettarono a terra storditi
e respinti dalla scoppio dei proiettili dei mortai da trincea. Anche
questa volta gli austriaci avevano guadagnato il minuto decisivo. Al
primo acquietarsi delle mitragliatrici il balzo in avanti fu ripetuto e si
dimostrò assai più pericoloso. In mezz’ora tutto era finito. L’ultimo
a cadere fu il Sottotenente. Sbandando e perdendo sangue e intestini
da un orrendo squarcio nel ventre cadde in ginocchio davanti alla
trincea nemica, di fronte ad un mitragliere austriaco.»
Questo era l’attacco nel suo complesso. Scene spaventose avvenute
durante gli attacchi si leggono in tutte le memorie: soldati che hanno
paura, muoiono, vengono feriti, piangono come bambini, pregano,
si nascondono. I mille volti della carneficina sono il monumento più
credibile della Grande Guerra.
I veterani sapevano che sopravvivere nell’inferno degli assalti era
innanzitutto questione di fortuna e che piccoli accorgimenti potevano aiutare la buona stella. C’era per esempio l’alcol, generosamente
distribuito prima degli attacchi, “la benzina della guerra”, che dava
coraggio, abbassava i freni inibitori e le difese dell’istinto di sopravvivenza. Però gli esperti lo evitavano. L’alcol annulla l’istinto della
paura. Esso rende leoni, ma ottunde la mente. In ogni momento era
necessario tenere il cervello ben sveglio e lucido, se si voleva capire
ogni più piccola occasione per sopravvivere. Bisognava starci... con
la testa...!
Durante l’avanzata, strisciando si poteva anche far rotolare davanti
alla faccia un sacchetto a terra o, in assenza, il cadavere di qualche
compagno come protezione. I novellini invece si presentavano quasi
come vittime sacrificali. Più volte e soprattutto nel primo anno vennero gettate nella bolgia truppe appena giunte al fronte e del tutto
impreparate con risultati disastrosi. Però, se tutti i soldati si rimpiattavano, l’assalto falliva; gli ufficiali e i carabinieri dovevano stanarli
e rimandarli avanti!
Non tutti gli attacchi s’infrangevano sui reticolati. Qualche volta
succedeva che avessero successo e si raggiungesse la trincea nemica;
allora cominciava la lotta corpo a corpo. Questa volta il vantaggio
era degli attaccanti. Doveva esser tremendo abbandonare una posizione che era stata conquistata e tenuta con tanti sacrifici. Comunque
nelle memorie i concetti di vittoria e di sconfitta sono rari. Bisognava
contare le perdite e cercare di dare sollievo ai feriti. Ma il risultato
erano morti, morti e ancora morti. I sopravvissuti si contavano e si ritrovavano sempre più in pochi. Vorrei soggiungere, a conclusione di
codesto racconto, che anche mio padre, classe 1899, venne chiamato
alle armi nel 1917, non ancora diciottenne e fece parte dei famosi
“Ragazzi del ’99”. Tra l’altro mio padre si trovava in Seminario allora non esistevano ancora i “Patti Lateranensi” stipulati soltanto
nel 1929 - e dopo un breve addestramento di 40 giorni presso l’8°
Reggimento Bersaglieri, fu inviato al fronte, in prima linea, sugli
Altopiani di Asiago, precisamente sulle “Melette di Gallio” di fianco
al Monte “Fior”. Gettato in trincea a meno di 100 metri dalle trincee
austriache, dovette combattere in mezzo alla neve a fianco dei nostri
reparti alpini. In un’azione d’attacco venne fatto prigioniero e avviato in un campo di concentramento austriaco. Per due volte tentò la
fuga, poiché non davano da mangiare ai prigionieri. Infatti, i soldati
di guardia al Campo litigavano tra di loro per dividersi una pagnotta
nera in sette uomini. Figuriamoci se ce n’era anche per i prigionieri!
Venne ripreso e riportato al Campo di Concentramento, avendo perso più di 13 chili di peso corporeo. Mia nonna paterna mi raccontava
che mio padre, ritornato dalla prigionia, spesso si svegliava di notte
urlando, in preda all’incubo di quel carro, trainato da un mulo, che al
mattino si aggirava nel Campo, a raccogliere i nostri “ragazzi” morti
di fame e di stenti.
VITA NEI GRUPPI
Giugno 2015
MILANO CRESCENZAGO
All’80° del Gruppo di Budoia
I
l Gruppo di Milano-Crescenzago, gemellato con quello di Budoia (PN) dopo il terremoto del Friuli del 1976, ha partecipato ai
festeggiamenti programmati per sabato 25 e domenica 26 aprile, in
occasione dell’80° anniversario della costituzione del locale Gruppo
Alpini (intestato a “Bepi Rosa”, primo Capogruppo).
Sabato sera, col Gagliardetto (alfiere A. Chiarot), tre Alpini crescenzaghesi hanno presenziato all’alzabandiera e alla deposizione di un
cesto floreale al monumento ai Caduti di Santa Lucia e alla presentazione da parte del Presidente della Sezione ANA di Pordenone,
Giovanni Gasparet, nell’adiacente chiesa parrocchiale, del libro del
conterraneo Paolo Busetti: “I miei ricordi dal fronte russo”, pubblicato postumo due mesi fa. Hanno allietato la serata i cantori del Coro
ANA di Aviano.
Domenica mattina, deposizione di un cesto floreale presso il cippo “Val de Croda”, presenti i Vessilli delle Sezioni di Pordenone
e di Milano (alf. A. Chiarot) e dodici Gagliardetti fra cui quello di
Milano-Crescenzago (alf. R. Scloza); quindi ripetizione della manifestazione al monumento ai Caduti ubicato nella piazza di Dardago
- paese del compianto Luciano Bocùs - seguito dalla deposizione, in
occasione del 70° della morte, di un cesto floreale presso il cippo del
capitano Pietro Maset, detto “Maso”, Medaglia d’Oro al Valor Militare. Ha fatto seguito il corteo dei convenuti, accompagnato dalla
Benedetto Liverta è andato avanti
N
el pomeriggio di martedì
28 aprile, nella chiesa di
Sant’Ignazio di Loyola del
quartiere Feltre di Milano,
si sono svolte le esequie di
Benedetto Liverta. Era ricoverato all’Ospedale San
Raffaele il 21 aprile perché
affetto da un’improvvisa
patologia in rapida evoluzione con esito, purtroppo,
fatale. Alla cerimonia funebre erano presenti familiari,
parenti, amici, conoscenti, il
Presidente sezionale Boffi, il
Vicepresidente Tagliabue, il
Consigliere Tinti, il Responsabile del Servizio d’Ordine
Volpi, numerosi alpini e parecchi cittadini. In prossimità
dell’altare maggiore erano
schierati il Vessillo sezionale (alfiere Tinti) e i Gagliardetti dei Gruppi di Milano-Crescenzago (Adolfo Chiarot), Cavenago di Brianza
(Roberto Bassan), Limito-Pioltello-Segrate (Roberto Luciani), Melzo (Francesco Giupponi) e Vimercate (Dante Ronchi). Dopo l’allocuzione del celebrante don Andrea Panzini, che ha messo in risalto
le particolari doti di onestà e rettitudine di Benedetto, ha parlato il
nostro Presidente Boffi che ha evidenziato la signorilità, la diligenza,
“Veci e Bocia” on-line - 5
fanfara “Madonna delle Nevi” di Aviano, verso il centro del capoluogo. Fra le autorità accolte dal Capogruppo Mario Andreazza, sono da
menzionare: il Vicequestore Massimo Olivotto, il Sindaco Roberto
De Marchi con la Giunta e taluni consiglieri, il Presidente sezionale
Gasparet, il ten. col. Antonio Esposito, in rappresentanza del Comando della Brigata Alpina “Julia”, il Comandante della Stazione
dei Carabinieri di Polcenigo mar. magg. Dino Rampazzo e il pievano
don Maurizio Busetti, titolare delle tre parrocchie del Comune. Erano presenti: il gonfalone comunale, i Vessilli delle Sezioni di Pordenone e di Milano, trentacinque gagliardetti della Provincia oltre a
quelli dei Gruppi gemellati con Budoia di Milano-Crescenzago (alf.
F. Alzetta) e di Col San Martino della Sezione di Valdobbiadene,
nonché i Labari dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra scortato dal Presidente regionale, signora Julia Marchi Cavicchi (recante sul petto la Medaglia d’Argento al Valor Militare
attribuita al papà Romolo Marchi), della locale Associazione donatori
di sangue, dell’Associazione Budoia solidale e della Pro Loco.
Raggiunta piazza Umberto I, davanti al monumento ai Caduti, dopo
il suono dell’”attenti” del trombettiere, veniva eseguita l’alzabandiera con deposizione di una corona d’alloro, indi le allocuzioni del Sindaco De Marchi, del Presidente Gasparet, del rappresentante della
“Julia” Esposito e del Consigliere sezionale Mario Povoledo, Alpino
budoiese. I convenuti si portavano poi nella vicina parrocchiale per
ascoltare la Santa Messa celebrata dal pievano don Maurizio, accompagnata dal Coro della “Julia” di Fontanafredda, che ha concluso il
repertorio con il canto, in sottofondo, “Signore delle cime” mentre
un vecio recitava la “Preghiera dell’Alpino”.
Infine, dulcis in fundo, “rancio alpino” presso la tensostruttura installata sul cortile dell’oratorio del capoluogo comunale.
In occasione dell’ambito anniversario, il Gruppo di Budoia ha commissionato all’artista compaesano Umberto Coassin un guidoncino
ove nel cerchio centrale sono raffigurati i tre campanili (uniti da una
penna nera inserita su nappina rossa) delle comunità parrocchiali di
Budoia, Dardago e Santa Lucia e, sullo sfondo, la catena montuosa
di Piancavallo.
Lo spigliato cerimoniere Mario Povoledo, su incarico del Capogruppo Mario Andreazza, ha espletato gli onori di casa verso tutte le penne nere radunate e ha donato copia del volumetto “I miei ricordi dal
fronte russo” e il guidoncino dell’80° del Gruppo cui appartiene, alla
Sezione di Milano e al Gruppo di Milano-Crescenzago.
Roberto Scloza
la lealtà e il particolare attaccamento alla “famiglia verde” - da vero
gentiluomo - dell’Alpino Benedetto Liverta, in conformità alla sua
carriera di ufficiale in tempo di pace.
Al termine dell’Eucaristia l’ex Capogruppo Giancarlo Bianchi ha
letto con commozione la “Preghiera dell’Alpino”, subito dopo Carlo
Tagliabue ha intonato il “Signore delle cime” cantato da numerosi
presenti.
Davanti alla porta centrale della chiesa Elco Volpi ha schierato il
Vessillo, i Gagliardetti e gli Alpini intervenuti e al passaggio della
bara deposta su un carrello ha impartito alle penne nere “l’attenti”.
Analoga operazione egli ha ripetuto all’uscita della salma, aggiungendo all’ordine: “Alpino Benedetto Liverta, presente!”
A nome degli Alpini del Gruppo, ora che Liverta ha raggiunto il Paradiso di Cantore, gli chiedo una particolare missione: “Carissimo
Benedetto, per cortesia, salutaci gli amici crescenzaghesi che Ti hanno recentemente preceduto e dì loro che, come Te, noi seguitiamo a
ricordarli con cordialità scarpona; lo sai, sono: Luciano Bocùs, Armando Roccon e Giovanni Benzoni. Ciao, Benedetto”.
Ecco un breve profilo di Benedetto Liverta. Nacque a Piombino nel
1948; nel gennaio 1970 fu arruolato e ammesso a frequentare il 58°
corso AUC alla SMALP di Aosta; nel giugno successivo, nominato
sergente, fu destinato al Btg. “Bolzano” del 6° Rgt. della Brigata
“Tridentina”. Promosso sottotenente con la funzione di comandante
del Plotone Pionieri della Compagnia Comando, fu trasferito al Btg.
“Bassano”. Richiamato nel 1980 al Btg. “Susa” del 4° Rgt., Brigata
“Taurinense”, fu promosso tenente e nove anni più tardi, in seguito
ad altro richiamo, capitano. Aveva conseguito la laurea in biologia
ed era da poco in pensione dopo aver lavorato come dirigente di una
azienda farmaceutica.
Roberto Scloza
Giugno 2015
G
VITA NEI GRUPPI
MILANO CRESCENZAGO
Gli Alpini di Crescenzago
all’88a Adunata nazionale all’Aquila
li Alpini del Gruppo di Milano-Crescenzago A. Chiarot, A. Clò,
R. Scloza, G. Zanoni e i soci aggregati A. Bastianello e R. De
Gasperin (taluni accompagnati dalle relative signore), hanno partecipato all’88a Adunata nazionale all’Aquila, aggregandosi al pullman
organizzato dalle penne nere del Gruppo di Vimercate. Partiti dalla
‘baita’ il primo mattino di venerdì 15 maggio ed effettuata poi una
fermata a San Giuliano Milanese per prendere a bordo il capogruppo Lorenzo Zuccotti con alcuni ‘suoi’ alpini, prima di mezzogiorno
raggiungevano Orvieto, città umbra. Un’oretta a disposizione dei
partecipanti per visitare il suggestivo centro cittadino, il rinomato
pozzo di San Patrizio e l’artistica cattedrale dedicata a Santa Maria
Assunta, capolavoro del gotico italiano. Quindi pranzo in un vicino
ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Leonessa, ridente paese montano del Montepiano Reatino (Alto Lazio) ove, dopo cena,
nella parrocchiale, partecipavano all’esibizione del coro ANA di Codroipo (UD), pernottando poi all’albergo ‘Leo’.
Il mattino successivo, sabato, partenza per Campo Imperatore (che
aveva taluni cocuzzoli ancora innevati), per visitare il vasto altopiano di origine glaciale. Pranzo in un ristorante di Poggio Picenze
(AQ), indi trasferimento a L’Aquila (gravemente danneggiata dal
terremoto del 2009) per trascorrervi alcune ore, nelle cui vie del centro storico non sbarrate e quindi non precluse al transito pedonale,
girovagano frotte di Alpini. In serata rientro a Leonessa per la cena
e il pernottamento.
Domenica 17, al mattino, ritorno a L’Aquila e nel pomeriggio ritrovo
sul posto d’ammassamento [tre ore prima riservato alla Sezione di
Biella, 3° Settore] ove veniva scattata la foto qui riprodotta con il
sindaco di Vimercate Paolo Brambilla, affiancato dalla sua collaboratrice Mariasole Mascia (assessore alle Politiche culturali e giovanili,
Affari legali, ai Servizi demografici, statistici ed ecografici), nonché
dai capigruppo di Vimercate, San Giuliano Milanese e Milano-Crescenzago coi rispettivi alfieri dei gagliardetti ed alcuni alpini. In luogo si presentavano poi i soci crescenzaghesi che avevano raggiunto il
capoluogo abruzzese in camper A. Magatti, P. Magini, L. Zambetti, e
M. Maggi (quest’ultimo, invece, servitosi della propria autovettura),
tutti indossanti la polo bianca adottata recentemente dal Gruppo, per
sfilare compatti negli imbandierati viali: Croce Rossa, Vicentini e
Corrado IV, con la Sezione di Milano, rappresentata dal Presidente
L. Boffi, dai vicepresidenti C. Tagliabue e V. Fusar Imperatore, dal
responsabile del Servizio d’ordine E. Volpi, nonché da consiglieri,
fra cui P.L. Rodeghiero (‘armato’ di macchina fotografica) della redazione di ‘Veci e Bocia’, capigruppo, alfieri e numerose penne nere.
Essi sono stati accolti con reiterati battimani dai festanti cittadini
assiepati lungo le transenne e/o su taluni poggioli dei fiancheggianti palazzi. Giornata gioiosa, spensierata, allegra, merito anche della
clemenza del tempo. In serata, sulla via del ritorno, trasferimento in
località Santa Maria degli Angeli di Assisi, la città di San Francesco
e di Santa Chiara, per cena e pernottamento.
Lunedì 18 mattino, appuntamento con la guida locale Tatiana Piantoni, per percorrere il pittoresco agglomerato urbano, conoscere la sua
storia, e ammirare la splendida basilica del Santo patrono d’Italia,
ricca di affreschi di Giotto.
Dopo pranzo, partenza per il rientro nelle città di origine, che è avvenuto nella tarda serata senza alcun inconveniente viabilistico, grazie
soprattutto all’avveduto Paolo, solerte autista del pullman. A nome
del Gruppo che rappresenta, il riferente si sente in obbligo di scambiare col perspicace Capogruppo di Vimercate Flavio Tresoldi, una
vigorosa stretta di mano e gratificarlo con un cordiale ‘grazie’ sia per
le attenzioni usate nei confronti dei gitanti, sia per aver scelto, con
i suoi collaboratori, un’agenzia turistica brianzola che ha programmato un interessante tour ad un costo estremamente vantaggioso. Un
‘bravo’ infine va indirizzato al meticoloso ‘montanaro’ con incarico
di capogita Giovanni Cometti, per aver verificato la presenza fisica
dei partecipanti ogniqualvolta rientravano in pullman dopo le fugaci
inevitabili soste e per le consone raccomandazioni impartite agli interessati durante i vari spostamenti.
Amici, ora mettiamo in calendario la programmazione della prossima rimpatriata… ad Asti!
Roberto Scloza
“Veci e Bocia” on-line - 6
Gita alle trincee del Carso e a Marano Lagunare
Il gruppo in posa per la foto ricordo al Sacrario di Redipuglia
abato 14 e domenica 15 marzo si è svolta la programmata gitapellegrinaggio organizzata dal socio del Fogolâr Furlan Ferdinando Scala - Ferdy per gli amici - per visitare le trincee del Carso sagradino, il museo della Grande Guerra di monte San Michele,
l’imponente monumento-ossario di Redipuglia, e Marano Lagunare,
suo paese d’origine.
I gitanti (una cinquantina, fra cui gli Alpini del Gruppo di Crescenzago: Lorenzoni, Scloza, Zanoni e il Socio aggregato De Gasperin,
accompagnati dalle rispettive consorti), partiti di buon mattino da
Milano-Precetto, in pullman poco dopo mezzogiorno raggiungevano
Gradisca d’Isonzo ove in un ristorante di piazza Unità d’Italia consumavano un frugale pasto.
Nel primo pomeriggio appuntamento a Sagrado con la guida turistica Alessandra Lodi che entrata in pullman e attraversato il paesino di
San Martino del Carso, ci indirizzava sull’attiguo monte San Michele - così impropriamente chiamato data la sua modesta elevazione
(275 metri), dalla cui cima si domina l’estesa vallata dell’Isonzo sino
a Gorizia - per farci visitare il Museo della Grande Guerra (a lato del
quale, su un basso costone, si scorge l’entrata alla galleria cannoniera della Terza armata, utilizzata dall’esercito italiano) nonché le trincee, le postazioni e i camminamenti ricordati da Giuseppe Ungaretti.
E proprio del poeta-soldato la nostra brava guida ci ha proposto i
versi della celebre poesia intitolata ‘San Martino del Carso’ scritta
nel 1916. Parlò poi, indicandola, della contigua Trincea delle Frasche dove nell’ottobre 1915 fu colpito a morte il sindacalista rivoluzionario Filippo Corridoni, nato a Pàusula (MC) nel 1887.
Nel 1913, a Milano, egli aveva fatto amicizia con l’allora direttore
dell’‘Avanti’ Benito Mussolini, il quale lo gratificò post mortem con
la Medaglia d’Oro al Valore Militare e nel 1931 cambiando addirittura la denominazione ufficiale del suo paese natale in Corridonia. Nei
pressi della trincea, nel 1933 venne eretto in onore del Corridoni un
cippo, scolpito in pietra del Carso dallo scultore latisanese Francesco
Ellero, conosciuto da chi scrive quando iniziò a frequentare la Scuola serale di disegno professionale da lui diretta. Indi partenza per
Fogliano dove in località Redipuglia giganteggia il maestoso monumento nazionale, sorto sulle pendici del monte Sei Busi, progettato
dall’arch. Giovanni Greppi, inaugurato nel 1938 e dedicato alla memoria dei caduti [39.857 militi identificati] che nei ventidue gradoni
della bianca scalinata e nelle due grandi fosse comuni [60.330 militi
ignoti] trovano riposo.
Alla base dell’area, in mezzo alla spianata, s’erge un blocco di marmo rosso: è il sepolcro di Emanuele Filiberto duca d’Aosta, comandante della III Armata, deceduto a 62 anni nel 1931; al suo fianco
sono collocate le tombe di granito dei suoi generali: A. Chinotto, T.
Monti, G. Prelli, G. Paolini e F. Riccieri.
Al centro del vicino viale, una croce indica il luogo ove è tumulata
l’unica donna: Margherita Kaiser Parodi, crocerossina del 3° reggimento, arruolatasi all’inizio della guerra quale volontaria diciottenne, premiata con medaglia di bronzo al valore militare, morta il 1°
dicembre 1918 a Trieste di febbre spagnola.
Dopo aver visitato il Museo storico militare, ricco di reperti, la guida
ci accompagnava al Museo all’aperto della Dolina del XV Bersa(di Roberto Scloza - segue a pag.7)
S
Giugno 2015
VITA SEZIONALE
Sintesi verbali delle riunioni di Raggruppamento
A causa di un problema tecnico non siamo in grado di proporvi la
sintesi di quanto discusso nelle riunioni che si sono tenute nei mesi
di marzo e di maggio. Se ci riusciremo, cercheremo di colmare questa lacuna nel prossimo numero.
Ricordiamo ai segretari delle riunioni dei Capigruppo di far avere
per tempo alla Segreteria sezionale i verbali delle riunioni.
“Far sapere” agli altri Capigruppo quanto discusso in una riunione
è importante per condividere esperienze e diffondere informazioni
sulle nostre attività.
SINTESI DEI VERBALI DEL CDS
13 APRILE 2015
Intervento del Presidente: il Presidente Boffi elenca i prossimi impegni sezionali e riporta il suo compiacimento per il buon andamento del servizio di guardia d’onore al Sacrario di Milano svolto dai
nostri Soci. Egli conferma che la nostra Sezione si sta distinguendo
per la serietà, la continuità e l’impegno dei nostri Soci.
Il CDS approva la proposta di costituire un comitato sezionale per il
progetto di tenere a Milano l’adunata nazionale del 2019, coinvolgendo le esperienze esistenti in Sezione dall’Adunata del 1992.
Adunata nazionale a L’Aquila: sono stati verificati i dettagli organizzativi della partecipazione sezionale all’adunata, con la definizione degli incarichi attribuiti ai Gruppi.
Festa sezionale di Primavera: a causa dell’indisponibilità di spazi
per eventi sociali nelle aree centrali di Milano per gli eventi di Expo
2015, sono state valutate le proposte di alcune sedi per tenere la Festa sezionale; sarà fatta una verifica di fattibilità nell’area del Parco
Nord Milano.
Raduno sezionale a Ponte Selva: sono state valutate le proposte
di alcune iniziative per l’organizzazione della giornata nella quale
verrà ricordato il 50° ritrovo degli Alpini milanesi presso la Casa
dell’Orfano.
Incontri formativi a cura della Redazione di “Veci e Bocia”: Il
direttore Papa illustra il nuovo progetto formativo con il calendario
e il programma degli incontri. Il CDS approva l’iniziativa formativa,
invitando i quadri sezionali a parteciparvi.
Il CDS approva poi la linea editoriale e la composizione del Comitato di Redazione per l’’anno sociale 2015 proposti dal direttore di
“Veci e Bocia”.
Protezione Civile: su proposta del Responsabile Donelli, il CDS approva l’acquisto di una Opel Astra SW con la vendita della Panda
4x4 e approva la relativa spesa in compensazione.
Comunicazione dei Consiglieri addetti ai Gruppi: i Consiglieri
riportano alcune iniziative dei Gruppi
4 maggio 2015
Intervento del Presidente: il Presidente Boffi ricorda l’improvvisa
scomparsa degli Alpini Liverta, Longhi e Luraschi mancati da pochi
giorni. Egli parla del gesto di fermezza di Beppe Parazzini, a fianco
del Tricolore in occasione dei tafferugli a Milano di fine aprile, che
ha avuto un’alta visibilità nei media e propone di realizzare uno striscione da portare all’Adunata a L’Aquila. Il CDS approva.
A fine riunione il Presidente richiama la necessità di esercitare azioni
di controllo sui canali internet dei Social Media che fanno riferimento all’Associazione, alla Sezione e alle sue realtà operative (Gruppi,
Cori, …) per assicurare l’eticità dei contenuti e l’aderenza alle direttive dell’ANA.
Adunata di L’Aquila: sono stati definiti i dettagli organizzativi della partecipazione della nostra Sezione.
40° dei Gruppi di Vimercate e Lainate: il Presidente Boffi, con i
Consiglieri Tinti e Tonicello, ribadisce l’importanza della partecipazione a questi due anniversari e invita ad essere presenti e vicini ai
due Gruppi.
Inaugurazione nuovo di Gruppo di Pessano con Bornago: su indicazione del Gruppo, il CDS approva la data per la cerimonia di
inaugurazione di domenica 19 giugno 2016.
Festa sezionale di Primavera: viene confermata la sede presso il
Parco Nord Milano e sono stati definiti il programma e i dettagli
organizzativi.
Raduno sezionale a Ponte Selva: sono stati valutati il programma
definitivo e i dettagli organizzativi.
“Veci e Bocia” on-line - 7
Incontri formativi del 13 e 20 giugno: Il Presidente Boffi raccomanda la partecipazione a questi incontri, utili ai fini di fare buona
comunicazione a livello associativo.
Comunicazione dei Consiglieri addetti ai Gruppi: i Consiglieri
riportano alcune iniziative dei Gruppi.
8 giugno 2015
Intervento del Presidente: il Presidente Boffi riporta alcuni temi
discussi nell’Assemblea nazionale dei Delegati, accennando alle
proposte di modifica dello Statuto dell’ANA.
Adunata di L’Aquila (commenti): il Presidente Boffi ringrazia
Soci e Gruppi per l’ordinato sfilamento ed elogia il comportamento
della nostra Sezione nonostante le difficoltà logistiche del territorio
e l’assenza di qualche nostro Gruppo.
Festa di Primavera (commenti): il Presidente Boffi riporta i commenti positivi ricevuti sulla Festa di Primavera al Parco Nord Milano: la zona si è dimostrata viva con tanta gente passata dagli stand
sezionali. È stata un’esperienza che potrà essere ripetuta, anche se
sarà necessaria la collaborazione di più soci.
40° dei Gruppi di Vimercate e Lainate (commenti): sono stati riportati commenti positivi sulle due manifestazioni.
Raduno Sezionale di Ponte Selva (commenti): il Presidente Boffi
ringrazia i partecipanti per la buona riuscita del 50° raduno sezionale; è andato tutto bene ed elogia il Gruppo di Brugherio per il grande
impegno nel servizio di cucina, nonostante alcune defezioni nelle
prenotazioni. Il Consigliere Pisoni conferma la riduzione nel numero
dei partecipanti ai giochi.
Prossime manifestazioni nazionali e sezionali: il Presidente Boffi
riporta date e luoghi delle prossime manifestazioni.
In evidenza l’inaugurazione a Milano di un monumento dell’UNIRR
ai 90.000 Caduti in Russia che si terrà sabato 13 giugno.
Gita alle trincee del Carso e a Marano Lagunare
( segue da pag.6)
glieri (dal simbolo di tale battaglione scolpito su una parete) o dei
Cinquecento (perché in luogo fu scoperta una fossa comune con 500
salme, poi traslate nel sacrario).
Congedata la brava signora Lodi, i gitanti all’imbrunire partivano
alla volta di Marano Lagunare ove venivano accolti dal sindaco Denis Formentin e dall’ex sindaco Gianni Falcomer. Con essi percorrevano la centrale via Sinodo, ammirando la millenaria torre civica, il
palazzo dei provveditori veneti, le vestigia delle mura ancora visibili, la vecchia pescheria e il dismesso stabilimento d’inscatolamento
del tonno Maruzzella, per giungere infine al ristorante ove era predisposta una ricca cena a base di pesce.
Domenica 15, la giornata di relax iniziava con la partecipazione alla
Messa nella chiesa della pieve di San Martino, officiata da don Nicola e concelebrata dal compagno di gita padre Giuseppe Sedran, del
P.I.M.E. di Milano. Come lo scorso anno la comitiva ha suggellato il
viaggio in Friuli a bordo della motonave ‘Nuova Saturno’ guidata dal
loquace Adriano Zentilin, percorrendo i canali lagunari sino a raggiungere il mare aperto [Adriatico], per acconsentire agli imbarcati
di ammirare l’arenile, la terrazza a mare e il panorama di Lignano
Sabbiadoro. Raggiunta l’Oasi Avifaunistica del WWF istituita nel
1976, la navigazione è proseguita sul fiume Stella (frequentato nel
primo dopoguerra dallo scrittore statunitense Ernest Hemingway,
appassionato cacciatore). Il pranzo tradizionale è stato organizzato
in un tipico casone di pescatori, con profluvio di spaghetti con vongole e sardine arrosto nonché vino della Bassa friulana ed acqua a
volontà. Il momento conviviale è stato allietato dal simpatico Adriano con aneddoti, barzellette e canti accompagnati con la chitarra. Rientrati nel porticciolo di Marano, altri quattro passi per le linde calli
paesane, indi ‘in pullman’, per il rientro a Milano avvenuto, come
previsto, alle ore 22:40. Prima di arrivare a destinazione i gitanti
indirizzavano all’organizzatore Ferdy e all’autista Paolo uno scrosciante battimani, per ringraziarli delle stupende giornate improntate a scoprire i luoghi ove gli antenati si immolarono per la Patria
in guerra e a gustare la natura incontaminata della laguna maranese
ricca di anguille, sogliole, passere, spigole, orate, cefali e molluschi
e popolata da gabbiani, folaghe, cormorani, anitre selvatiche, falchi
e uccelli migratori.
Roberto Scloza
Giugno 2015
Calendario
attività dei Gruppi
Ed ecco il calendario delle attività che ci sono
state segnalate per i prossimi mesi, esteso ai
concerti dei nostri Cori che ci vengono segnalati (li trovate anche nel sito sezionale);
non evidenziamo gli eventi a livello nazionale, sezionale o quelli interni dei Gruppi come
le riunioni dei Consigli. Per informazioni su
località e orari precisi, potete prendere contatto con il Capogruppo interessato.
GRUPPO ARESE
13 set.: “Stracada con gli Alpini” ad Arese
4 ott.: 15° di fondazione del Gruppo
1 o 8 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e
delle Forze Armate
GRUPPO BAREGGIO
4 o 5 lug.: Grigliata in sede
12-13 set.: Festa alpina
GRUPPO CASSANO D’ADDA
6 set.: grigliata ranch Biffi
25 set.: “Puliamo il mondo”
15 ott.: 143° Truppe Alpine
24-25 ott.: castagnata alpina
29 ott.: deposizione fiori ai cimiteri
30 ott.: imbandieramento paese
31 ott.: S. Messa per i Soci “andati avanti”
3 nov.: castagnata alla scuola “Q. di Vona”
8 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
9 nov.: sbandieramento paese
21 nov.: commemorazione Virgo Fidelis
13 dic.: castagnata di Santa Lucia
31 dic.: Capodanno in sede
17 gen. 2016: Falò di Sant’Antonio
24 gen. 2016: assemblea e pranzo sociale
30 gen. 2016: “Arance della salute” per AIRC
GRUPPO CAVENAGO DI BRIANZA
6 set.: Festa Alpini nel giardino di Villa Stucchi
4 ott.: collaborazione alla Festa del Paese
18 ott.: lavori al Lazzaretto
1 nov.: castagnata presso Cimitero di Cavenago
8 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
GRUPPO CESANO MADERNO
5 lug.: gita sociale al Monte Grappa
3-6 set.: sui luoghi del fronte dolomitico
VITA NEI GRUPPI
GRUPPO CORSICO
Apr. 2016: 50° di fondazione del Gruppo
GRUPPO GIUSSANO
8-19 lug.: “Alpini in Festa” e Staffetta “3x3”
GRUPPO LEGNANO
11-12 lug.: Festa del pesce
22 ago.: Festa di mezza estate
5 set.: Festa della birra
12-13 set.: Festa dell’uva
20 dic.: scambio degli auguri in sede
GRUPPO MAGENTA
4 nov.: Centenario della Grande Guerra in
collaborazione con i Bersaglieri
8 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
GRUPPO MELZO
19 lug.: annuale manifestazione con il Gruppo gemellato di Agnosine
20 set.: S. Messa con Coro ANA Melzo e
processione della Madonna del Rosario di
Cavaione
10 ott.: raduno 62a Comp. del Btg. “Bassano”
con Coro ANA Melzo, sfilata e S. Messa per
il Beato Don Gnocchi (www.insemaperlabaracca.it)
Ott.: castagnata alpina a Melzo
Nov.: commemorazione defunti
Nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
Nov.: S. Messa per gli Alpini defunti con il
Coro ANA Melzo
15 nov.: dono del pranzo agli ospiti della
Coop. “ Sociale Insieme” in sede
21-22 nov.: 5a “Polentata Alpina” in sede
18 dic.: benedizione natalizia della sede e
scambio di auguri
24 dic.: vin brûlé e panettone dopo S. Messa
di mezzanotte
GRUPPO PADERNO DUGNANO
5 lug.: Piani di Artavaggio, pellegrinaggio
alla Madonnina del Sodadura
16 lug.: cena a base di pesce e chiusura estiva
della Baita
3 set.: riapertura della Baita
6 set.: pranzo a favore dell’ANFFAS in
Baita
12 set.: corso sulla disostruzione salvavita
pediatrica con Ass. Salvagente
20 set.: Paderno Dugnano - servizio d’ordine
corsa podistica ANFFAS
BRESSO
Il Viaggio della Memoria in Eritrea
D
da “La Baita di Bresso”, maggio 2015
al 24 febbraio al 7 marzo 2015, con un gruppo di Alpini di
varie località dell’alta e centro Italia (Varese, Ossola, Treviso, Pordenone, Pescara e Brescia), è stato effettuato l’ottavo
Viaggio della Memoria per rendere omaggio ai nostri Caduti
dell’ultimo conflitto mondiale in Eritrea.
Gli intervenuti sono rimasti impressionati dalle cose viste, perché tutto parla italiano: costruzioni, strade, chiese, moschee, sì
perché anche la Moschea di Asmara è opera italiana.
In quelle giornate siamo stati sempre accompagnati da un rappresentante del Governo locale, poiché le cerimonie con la deposizione delle corone erano per i nostri Caduti ma anche per i
caduti Eritrei del conflitto di liberazione. Tutto si è svolto con
il rito canonico delle cerimonie ufficiali, anche con la presenza
del rappresentante della nostra Ambasciata.
“Veci e Bocia” on-line - 8
GRUPPO PESSANO CON BORNAGO
4 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
15 dic.: scambio degli auguri
GRUPPO SAN VITTORE OLONA
4 lug.: “2200 metri sotto le stelle – vieni a
cenare con noi sulla tavola dei records a lume
di candela”
10 lug.: disnarello in sede
11 set.: disnarello in sede
9 ott.: disnarello in sede
1 nov.: visita ai cimiteri
4 nov.: commemorazione con le scuole
8 nov.: Giornata dell’Unità nazionale e delle
Forze Armate
12 nov.: commemorazione strage Nassiriya
4 dic.: assemblea ordinaria del Gruppo
6 dic.: festa del tesseramento
18 dic.: benedizione natalizia della sede e
scambio di auguri
24 dic.: vin brûlé e cioccolata in piazza
GRUPPO SESTO SAN GIOVANNI
15 nov.: 11 a Alpincup al Parco Nord Milano
GRUPPO VIMERCATE
Giu.: stand a “Vimercate vino”
Set.: stand a “Settembrando”
CORO ANA MILANO
26 set.: Milano - Festa sezionale d’autunno
13 dic.: Milano - S. Messa in Duomo a Milano
CORO ANA LIMBIATE
4 ott.: Cornaredo - chiesa di San Pietro
all’Olmo
17 ott.: Limbiate - salone oratorio San Giorgio - 12a rassegna corale “Città di Limbiate”
24 ott.: Varedo - teatro Ideal - rassegna corale
per AVIS Varedo
CORO ANA MAGENTA
5 lug.: S.Messa e concerto a Varallo Sesia per
il locale Gruppo alpini
16 ott.: concerto pro-AIDO a Cuggiono
4 nov.: Centenario della Grande Guerra in
collaborazione con i Bersaglieri
CORO ANA MELZO
20 set.: S. Messa processione della Madonna
del Rosario di Cavaione
10 ott.: raduno 62a Comp. del Btg. “Bassano”:
sfilata e S. Messa per il Beato Don Gnocchi
Nov.: S. Messa per gli Alpini defunti a Melzo
Con gli Alpini abbiamo pure visitato la Casa del Sorriso, l’ultimo asilo inaugurato. Siamo anche stati al Mausoleo di Aragonat, che sorge sul luogo della battaglia di Adua del lontano
1896, e ad altri siti dove si doveva operare.
Fra gli Alpini c’era un medico con signora ostetrico, che hanno chiesto di poter dare una mano nelle varie operazioni che
stiamo sviluppando.
Ringrazio per il supporto dato dal nostro Gruppo per la riuscita del viaggio e rendo a tutti il mio grazie alpino.
Con l’ausilio dell’Unità Spinale dell’ospedale di Niguarda è
stata donata una carrozzina per disabili a un ragazzo immobilizzato in un letto per un grave incidente, che gli è stata consegnata in Eritrea, il quale con gioia ha ringraziato a modo suo
per il dono con un grande sorriso che mi ha commosso, perché
erano quattro anni che giaceva in un letto.
Perciò ringrazio la Presidente dell’Unità Spinale sig.ra Giovanna Oliva e la Primaria dell’Unità stessa per la loro disponibilità, anche a nome di quel ragazzo e della sua famiglia.
Giuseppe Parozzi
Giugno 2015
VITA NEI GRUPPI
“Veci e Bocia” on-line - 9
PADERNO DUGNANO
La Notte Bianca degli Alpini 2.0
Il Gruppo ci racconta la bellissima esperienza con i bimbi che
hanno vissuto un’intensa due giorni con gli Alpini.
Nel sito del Gruppo (http://www.alpinipadernodugnano.it/) trovate un’ampia documentazione fotografica.
I
l 23 e 24 maggio 2015 il Gruppo Alpini di Paderno Dugnano
ha organizzato la seconda edizione della “Notte Bianca degli
Alpini”, manifestazione fortemente voluta da tutto il Gruppo, che
crede che i nostri valori debbano necessariamente essere diffusi e
trasferiti soprattutto nei giovanissimi e nelle nuove generazioni.
Sono stati due giorni in cui oltre 40 bambini e bambine, suddivisi in 5 plotoni (Cadore, Julia, Orobica, Taurinense e Tridentina,)
hanno partecipato a diverse attività ludiche, di conoscenza della
Storia degli Alpini, di canti e di divertimento.
Le varie attività che hanno caratterizzato la due giorni della Notte
Bianca degli Alpini, hanno avuto come denominatore comune lo
spirito di corpo e il senso di appartenenza che, trasferito nei giochi e nelle attività svolte, è servito per socializzare e fare squadra,
ma anche con l’intento di far conoscere e far sperimentare alle
nuove generazioni che i valori e le tradizioni che tengono uniti gli
alpini sono applicabili anche a loro come ai più grandi.
Per usare un’espressione moderna, i valori e le tradizioni alpine
sono applicabili a vari contesti, sono... multitasking!
Il programma della manifestazione è stato scandito da alcuni momenti particolarmente emozionanti: sabato mattina, dopo l’arrivo
di tutti i bambini c’è stato l’alzabandiera, circostanza che ha dato
l’avvio ufficiale alla Notte Bianca degli Alpini.
Erano presenti alcune autorità del Comune tra cui il Sindaco Marco Alparone, la Segretaria Maria Carla Sioli e alcuni assessori, tra
cui Giovanni Di Maio, Arianna Nava, Andrea Tonello, Gianluca
Bogani e le rappresentanze della Croce Rossa Italiana (Comitato di Paderno Dugnano), il GOR (Gruppo Operatori Radio) e il
Corpo Bandistico “Santa Cecilia” 1900 di Palazzolo Milanese,
nonché alcuni Gruppi della nostra Sezione con il Presidente Luigi
Boffi. Il Gruppo Alpini di Paderno D. ha molto apprezzato la presenza delle tante persone e associazioni invitate e ringrazia pubblicamente tutti per le tante manifestazioni di stima e di simpatia.
Dopo il pranzo al sacco consumato, come ai nostri tempi del servizio militare, col sacco viveri, i bambini hanno partecipato a un
escursione nel bellissimo Parco del Grugnotorto, adiacente alla
nostra Baita; al rientro la merenda con pane e nutella per tutti!
Nel pomeriggio si sono svolte le attività ludiche, con un torneo
che ha visto impegnati i plotoni in vari giochi: il lancio della
“bomba a mano”, il percorso di guerra, il gioco della bandiera,
dello sparviero e poi il poligono di tiro gestito magnificamente
dai nostri amici dell’Associazione di SOFT AIR di Paderno Dugnano, e gli “Stormrider”.
Al termine del torneo di giochi, che ha visto i partecipanti divertirsi con pura gioia, gli “Stormrider” hanno fatto delle simulazioni dei movimenti che adottano nei loro giochi: dal recupero
feriti, all’assalto in edifici, alla copertura in azioni di penetrazioni
in luoghi ostili e alla fine anche i bambini talmente entusiasmati
hanno volute provare (senza l’uso delle armi giocattolo) le stesse
attività.
Al termine del torneo dei giochi, come da programma si è svolto
l’Ammainabandiera e a seguire la cena, con il “rancio alpino”
che è stato preparato dalle signore del nostro Gruppo - le nostre
“Stelle Alpine” - consumato nella tenda del Gruppo adibita a refettorio.
Un altro interessante momento, che ha rubato agli esuberanti
bambini poco meno di mezz’ora al termine della cena, è stato
quello degli aneddoti “tra il serio e il faceto” che il nostro alpino
Romano Belli ha raccontato con stile coinvolgente e competente
preparazione.
Non solo, il prof. Belli ha anche coinvolto i bambini in alcuni
canti alpini che si sono alternati tra una narrazione e l’altra. Se si
Già inquadrati, l’alzabandiera segna l’inizio della Notte Bianca
vuol comprendere chi sono gli Alpini e cosa hanno rappresentato
nella storia degli italiani, non si può ignorare l’aspetto del canto
e della poesia che in esso s’intreccia.
La sera, prima di coricarsi in branda, i bambini hanno partecipato a una breve e intensa fiaccolata all’interno del Parco del
Borghetto, che si è conclusa davanti al nostro monumento: si è
voluto così commemorare, recitando la “Preghiera dell’Alpino”,
il primo Caduto italiano della prima guerra mondiale, l’Alpino
Riccardo Giusto. In tenda, poi, come nella migliore tradizione
militare, hanno ascoltato il “silenzio” suonato dalla tromba Elisa
Frau, componente del Corpo Bandistico “Santa Cecilia 1900” di
Palazzolo Milanese.
Domenica mattina, dopo la sveglia, qualche minuto di reazione
fisica e poi la colazione preparata dai “bocia” del Gruppo.
Dopo l’alzabandiera abbiamo consegnato, in presenza dei genitori, un attestato di partecipazione che simpaticamente abbiamo ribattezzato “congedo” e un simpatico e gustoso omaggio da parte
di un nostro sempre generoso amico alpino, Franco Lideo.
Doverosi i ringraziamenti: al nostro signor Sindaco Marco Alparone, all’Assessore Arianna Nava e a tutto l’Ufficio Cultura, alla
sig.ra Maria Carla Sioli, al GOR per il prezioso aiuto “logistico”,
alla Banda Santa Cecilia di Palazzolo M.se, alla C.R.I. di Paderno
Dugnano e infine al nostro Presidente Sezionale Luigi Boffi, per il
grande rapporto di amicizia che lo lega al nostro Gruppo.
Ma il ringraziamento più importante è nei confronti delle nostre
“piccole reclute” e delle loro famiglie, per aver aderito alla nostra manifestazione e averci ripagato con delle emozioni che non
potremo mai più dimenticare; di seguito due commenti (due tra i
tanti che abbiamo ricevuto sul nostro sito internet www.alpinipadernodugnano.it) che maggiormente rispecchiano lo spirito con
cui è nata questa manifestazione:
«È stato bello stare dagli Alpini perché abbiamo imparato tante
cose: che dobbiamo stare sempre uniti e fidarci dei nostri compagni. Abbiamo vissuto tante avventure: dal percorso di guerra ad
aggiustare la mira, dal gioco dello “sparviero” alla fiaccolata,
dal dormire in “branda” all’ottimo cibo, che tutti insieme abbiamo gradito.
Un’esperienza che ricorderemo per la vita, pensando alla Casa
degli Alpini come la Casa del Nostro Tricolore!»
Grazie Alpini dalle due “piccole reclute” Daniele (Plotone Julia)
e Riccardo (Plotone Taurinense).
«Matteo e la sua famiglia volevano ringraziare di cuore il corpo
degli alpini per la magnifica esperienza vissuta!
È bello trovare ancora oggi giovani e anziani che credono nell’arma e che vogliono trasmette ai ragazzi valori come la disciplina,
la collaborazione, il coraggio e la gioia di passare del tempo
insieme... Grazie davvero di cuore a tutti voi per il meraviglioso
impegno! Grazie e al prossimo anno.»
Matteo Monica e Mauro (Matteo, plotone Taurinense)
Al prossimo anno!
Gruppo Alpini di Paderno Dugnano
VITA NEI GRUPPI
Giugno 2015
Ricordando Roberto:
un Alpino… un Amico
N
on so quale attributo sia più importante per definire una persona che ci lascia dopo
lunga malattia. Forse la
prima? Certo! Roberto è
stato un grande Alpino!
Lo è stato per il nostro
Gruppo, del quale era
Socio Fondatore, poi
Capogruppo e guida per
moltissimi anni. Aveva
iniziato ancora giovanissimo appena sposato
a interessarsi del futuro
Gruppo Alpini a Cesano
Maderno, una istituzione voluta dall’allora sindaco Mario Vaghi divenuto poi parlamentare della Repubblica, che, guardando la figura posta sul monumento cittadino ai Caduti, si chiedeva perché anche a Cesano non
poteva esserci un gruppo che ricordasse il Corpo degli Alpini. Ricordo che fu dato l’incarico per una ricerca all’allora comandante
dei vigili urbani, Artigliere alpino Benedetto Zilioli che, notata da
subito la figura di Roberto appena tornato da un richiamo presso
il 6° Alpini che fruttò a lui i gradi di Sergente, affidò a lui il compito di reperire un nucleo di iscritti all’ANA per farne i primi Soci
Fondatori di quello che sarebbe diventato poi il Gruppo Alpini di
Cesano Maderno.
Roberto si buttò con entusiasmo in questo lavoro di ricerca, individuò un gruppetto di anziani già soci dell’ANA, individuò anche
dei giovani da poco congedati o addirittura neo congedati, spiegò
loro quello che si andava formando e incominciò con loro la vita
del nostro Gruppo Alpini.
Il nuovo Gruppo fu posto a far parte della Sezione di Milano nella
quale operava in qualità di Consigliere il Dott. Arturo Vita, reduce di Russia e responsabile dei nuovi Gruppi, tra i quali anche
il nostro. Roberto entrò subito in grande confidenza con Arturo
Vita, che tra l’altro era buon conoscitore di Cesano per la sua
amicizia con Don Emilio Meani, un sentimento nato in quel di
Asso nel periodo della seconda guerra mondiale dove era sfollato
con la famiglia.
Roberto sfruttò questa opportunità legata alla amicizia con Arturo
Vita e con altri eminenti personaggi della Sezione, per entrare
a sua volta nell’organico Sezionale come Consigliere, iniziando un’attività che lo portò a diventare Vice presidente e responsabile di numerose attività, sino a quella di Responsabile della
Protezione Civile Sezionale, alla quale ha dedicato molta della
sua passione Alpina, istituendo ed istruendo veri nuclei di questa
specialità con la partecipazione a corsi indetti dalla Prefettura di
Milano. Per questa sua dedizione ai valori Alpini meriterà il titolo
di “Cavaliere della Repubblica” prima e quello di “Grand’Ufficiale” poi.
Merito suo e della sua caparbietà è stata la realizzazione del “3P”,
un grande capannone nei pressi della ex ACNA nel quale convivono realtà come il deposito PC regionale dell’ANA, l’officina
autorimessa e il luogo di ritrovo e istruzione di tutto il nucleo
sezionale di PC. Sotto la direzione di Roberto i volontari della
Protezione Civile Sezionale hanno dato il meglio di loro stessi in
innumerevoli occasioni di intervento a causa di calamità e bisogno di aiuto.
Ma oltre al suo lavoro per la PC e alle mansioni di Consigliere
sezionale o di Vice presidente sezionale, Roberto verrà ricordato
per il grande amore che ha sempre nutrito per il Gruppo Alpini di
Cesano Maderno, il suo Gruppo! Dalla ricerca di una sede nuova
e più adatta, al contatto paterno con tutti i Soci e gli Amici del
Gruppo.
Anche quando ha momentaneamente lasciato la carica di Capogruppo, Roberto era il faro per tanti di noi che nella sua figura
“Veci e Bocia” on-line - 10
trovavano una risposta a momentanee delusioni o insicurezze. Ha
molto sofferto per i Soci e Amici che “Andavano avanti” ma anche
per quelli che per svariati motivi lasciavano il Gruppo, in modo
particolare i più giovani. Era motivo di dolore per lui vedere la
diminuzione del numero dei Soci e degli Amici del Gruppo. Con
Roberto il Gruppo ha vissuto momenti importanti nel corso degli
anni, nel bene e anche nel meno bene. Alle critiche sapeva rispondere con saggezza e con lungimiranza, sempre con la tendenza ad
appianare ogni dissidio e ogni difficoltà che si presentasse.
Roberto l’Alpino! Di certo ha onorato il suo Cappello e la sua
Penna sino a quando la salute gli è venuta meno, ma tutti noi lo
ricordiamo come il nostro Capogruppo e pensiamo di non sbagliare.
Ma oltre alla figura dell’Alpino, per me Roberto merita anche di
essere ricordato come “L’Amico”. Certo! Per me è stato un vero
Amico. Un’amicizia nata sin da ragazzi e consolidata poi con gli
interessi che l’appartenenza al Gruppo Alpini ci ha regalato. Volevo molto bene a Roberto, come lui certamente voleva bene a me.
Ricordo la grande fiducia che nutriva per me. Un giorno il papà di
Roberto, il buon Fioravante, anche lui Alpino della “Julia”, venne
vicino a me e mi confidò a bassa voce. “Sai Franco, Roberto ha
una grande fiducia in te e ti vuole molto bene”. Questa frase mi
è venuta in mente diverse volte; anch’io volevo bene a Roberto,
più di una volta sul nostro notiziario mi è capitato di scrivere di
lui parlando ad esempio del “3P” mettendomi in contrasto anche
coi vertici della Sezione, ma il lavoro fatto da Roberto meritava
questo e altro.
Ho un ricordo bellissimo di un’esperienza vissuta con Roberto.
Nel 1976 accadde il terremoto in Friùli. Sotto la spinta di Roberto, anche il nostro Gruppo partecipò con due squadre ai lavori
di ripristino sul posto. La PC non era ancora organizzata e gli
interventi erano a livello di Sezioni e di Gruppo. Noi di Cesano
eravamo lì con due squadre, in due turni. Con Roberto, la moglie
Camilla e l’Alpino Demetrio Vanzin partecipai anch’io, acquisendo così un’esperienza indimenticabile. Alloggiavamo a Forgarida
(PN) in una tendopoli con Alpini di altri Gruppi non solo della
Sezione.
Eravamo addetti come supporto logistico a una ditta di Monza per
la costruzione di un forno di panificazione in quel di Cornino, frazione a 10 km che raggiungevamo ogni mattina con un pulmino.
Roberto fu nominato Capo campo, Camilla, la moglie, aiutante
in cucina, Demetrio ed io alla manovalanza sul posto. Alla mattina era sicura la partenza per Cornino, ma alla sera non sempre
venivano a prenderci e allora, col calare delle tenebre, toccava a
Roberto venire a prenderci con la sua macchina (questo più di una
volta).
Al termine della settimana di lavoro, proprio l’ultimo giorno
mentre stavamo assistendo alla S. Messa di commiato, una forte
scossa di terremoto ci fece capire il terrore della popolazione e il
perché eravamo lì a dare una mano. Negli occhi di Roberto, ho
intravisto un luccicore, forse una lacrima, in lui c’era un poco di
quella sofferenza che era quella della sua terra, della sua gente.
La spinta per un impegno futuro della Sezione di Milano verso
quella che divenne la “Protezione Civile Sezionale” partì certamente da quella esperienza.
Ho voluto raccontare questo episodio per far capire come si presentavano le condizioni per indirizzare le attività del Gruppo verso
una motivazione precisa e mirata. Roberto non si è fatto scappare
alcuna di queste motivazioni, le ha portate nel Gruppo e ha dato
a quest’ultimo motivazioni valide per impegno e partecipazione.
Alla fine, colpito da grave malattia, Roberto ha atteso la sua ora
soffrendo in un mondo suo, particolare. Avrebbe meritato più attenzione da parte di quelli che erano stati suoi amici, anche da
parte mia, lo confesso. Ma andando a trovarlo nel suo letto di
sofferenza, si viveva un’emozione troppo forte, tale a volte da
strappare le lacrime. Però ci mancava, mancava a tutti noi. Mancava la sua figura di Alpino ma anche quella di Amico imponeva
a tutti noi la sua presenza.
Ciao Roberto! In tutti noi sarà viva la tua figura di Alpino, ma
anche quella di Amico. Ti ricorderemo sempre.
Franco Vimercati
Giugno 2015
VITA NEI GRUPPI
CESANO MADERNO
Il Milite Ignoto raccontato
agli alunni della terza C
da “La Vuss degli Alpini” del Gruppo di Cesano Maderno
È
proprio vero che le cose più belle capitano quando meno te
le aspetti.
Mentre le nostre menti vagavano ancora incerte alla ricerca di
chissà quale sorta di iniziative da intraprendere per commemorare il Centenario della Grande Guerra ecco che la proposta della
maestra della scuola primaria Don Antonio Borghi di Binzago,
Sig.ra Luciana Bertozzi, pervenuta in sede attraverso il nostro
socio Marco, papà di uno degli scolari, mette letteralmente tra le
nostre mani la soluzione.
La proposta è quella di esporre ai ragazzi della 3a C una riflessione sul Milite Ignoto, in un incontro da effettuare nella nostra sede
il giorno 7 maggio. L’idea è buona, ci trova subito entusiasti tanto
appare facile da realizzare con le nostre risorse e tanto risulta perfettamente aderente al tema della ricorrenza della Grande Guerra.
Nel giorno prefissato, i 23 alunni, accompagnati dalle maestre e
da 4 Alpini addetti alla sicurezza del corteo in movimento, fatto il
lungo percorso a piedi dalla scuola alla nostra sede, si fermano al
cospetto del monumento ai Caduti e al comando dell’alzabandiera intonano l’Inno di Mameli.
Con questa cornice di solennità, molto apprezzata dai giovani
ospiti, si suggella l’inizio dei lavori. Entrando nella nostra sede i
ragazzi si guardano intorno; traspare nei loro volti la gioia di trovarsi in un luogo pieno di cose nuove da scoprire, di trascorrere
un pomeriggio alternativo con insegnanti inconsueti, resi ancora
più suggestivi dallo strano copricapo.
Da parte degli Alpini prevale un sentimento di affetto e curiosità
verso i ragazzi che rappresentano la generazione nascente, non di
meno si avverte il piacere di avere dei graditi ospiti nella propria
casa. A nostro ricordare è la prima volta che una classe di alunni
viene a farci visita in sede.
Spetta a Giorgio, vista la sua comprovata passione per la storia,
il non facile compito di sviluppare la riflessione sul Milite Ignoto
in modo appropriato per l’età degli alunni. A parte la voce un po’
rotta dall’emozione, per il resto Giorgio se la cava egregiamente.
Dapprima delinea in modo efficace attraverso un ampio excursus
il contesto della Grande Guerra, poi entra nell’argomento specifico del Milite Ignoto evidenziandone l’alto valore rappresentativo
e simbolico onorato da tutti gli Italiani. Non manca di cogliere
delle particolarità, infatti trova molto significativa la definizione
- “Conosciuto ma a Dio” (Known but to God) - data dagli Inglesi
al Milite Ignoto. Chiude l’intervento con un ultimo importante
messaggio rivolto alla platea di giovani: la guerra è un’inutile
tragedia che lascia tutti sconfitti.
Il filmato preparato da Gianluca Marchesi (incaricato del Centro studi ANA) offre ai ragazzi un ulteriore e altrettanto prezioso
contributo sull’argomento. La composizione del DVD “Il Milite
Ignoto”, fatta per questa occasione su nostra esplicita richiesta, è
davvero apprezzabile per la scelta delle rare immagini d’epoca,
per la proprietà dei dialoghi e dell’accompagnamento musicale.
Colpisce il lucido e toccante ricordo dei fatti di guerra sul fronte
isontino raccontato da uno degli ultimissimi reduci vissuti. Un lavoro ben fatto del quale non mancheremo di ringraziare l’artefice.
Tocca ora a Giuseppe chiudere l’incontro.
Dapprima apre la cartella dell’articolato mondo dell’Associazione Nazionale Alpini, poi il file del Gruppo di Cesano illustrando
forze, programmi (soprattutto iniziative commemorative della
Grande Guerra) e sviluppi. Ringrazia alunni e maestre della bella
opportunità concessa al Gruppo di condividere questo interessante incontro con la scuola avvenuto per la prima volta nella nostra
sede ed infine lascia liberi i ragazzi di soddisfare in pieno il loro
desiderio di curiosità e piacere della gola.
Le 4 grandi vetrine allestite all’ingresso in cui fanno bella mostra cimeli e resti bellici originali della Grande Guerra, presi in
prestito dalla collezione del nostro appassionatissimo Lorenzo,
suscitano grande interesse e stimolano i ragazzi a chiedere spie-
“Veci e Bocia” on-line - 11
gazioni di ogni tipo, che Lorenzo stesso provvede a soddisfare
con dovizia di particolari.
Molti pezzi sono di assoluta rarità e di notevole valore collezionistico: uno dei primi modelli di maschera antigas usata dall’Esercito Italiano, fatta in tela, è un cimelio delicatissimo difficilmente
reperibile sul mercato; desta molto interesse la serie di elmetti
ognuno diverso dall’altro in base alla nazionalità dell’esercito in
dotazione: austriaco, tedesco, ungherese; come diverse sono le
gavette dei reparti dell’esercito italiano, quella degli Alpini è la
più grossa; ma ci sono tanti e tanti altri reperti da vedere, che
sarebbe troppo lungo poterli qui elencare tutti.
Alla fine arriva il momento di una prelibata merenda con pane
e salame oppure, a scelta, pane e nutella. Non c’è ballottaggio:
i ragazzi hanno le idee chiare e all’unanimità chiedono pane e
salame.
Tolta anche questa soddisfazione, corrono incontro ai genitori venuti per l’occasione in piazza Esedra, raccontando entusiasti le
meraviglie del bel pomeriggio trascorso nella baita degli Alpini
di Cesano.
Il bilancio dell’incontro è per noi indubbiamente positivo, un’esperienza molto bella e formativa che merita di essere valorizzata
e ripetuta nei prossimi anni con le altre scuole primarie del territorio.
Francesco De Santa
H
LODI
Buona la prima!
a avuto un buon successo la prima grigliata del Gruppo di Lodi
di domenica 14 giugno che, nonostante la giornata meteorologicamente negativa di questa pazza estate, ha obbligato tutti al pranzo
nei locali della sede anziché nel parco retrostante come preventivato,
con una numerosa partecipazione dei Soci con le rispettive famiglie.
Era da tempo che si stava pensando di fare una cosa di questo genere
sulla falsariga di quanto fanno molti altri Gruppi e finalmente l’iniziativa è andata in porto. È stato bello vedere l'impegno dei Soci nel
districarsi tra griglie e tavoli, e la tanta allegria, specialmente quella
dei bambini. Dato il buon risultato è probabile che prossimamente
questa manifestazione si ripeta, inserendola nel calendario delle attività periodiche del Gruppo.
Dario Bignami
Il 25 aprile con gli amici dei
Gruppi di Maggiora e di Borgomanero
L
o scorso 25 aprile io ed il socio Ernesto Livraghi - in rappresentanza del Gruppo di Lodi - abbiamo commemorato il 70°
dalla fine della Seconda Guerra Mondiale raggiungendo la località
di Maggiora in Piemonte, dove risiede il locale Gruppo Alpini con il
quale da alcuni anni è nata una bella amicizia. Come ogni anno poi
insieme agli amici del Gruppo di Borgomanero abbiamo partecipato
alla commemorazione ufficiale organizzata e tenuta nella città borgomanerese.
Al di là della parte ufficiale della commemorazione, l’aver rinsaldato la nostra amicizia è stata la cosa più bella della giornata.
Dario Bignami
Alpini di Borgomanero e di Lodi davanti al monumento a ricordo
dei Caduti nei lager nazisti

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