Le steppe degli alpini e dei violini 2013 scheda

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Le steppe degli alpini e dei violini 2013 scheda
LE STEPPE DEGLI ALPINI E … DEI VIOLINI
Viaggio musicale fra canti alpini dimenticati
e melodie tradizionali dell’Armata Rossa
28 - 29 Luglio 2013
1943-2013 La Campagna di Russia 70 anni dopo
In ricordo del Conte Peter Spaur
e di tutti i caduti sul Don
Castel Valer
Tassullo
Al Castello
sotto le stelle...
In ricordo del Conte Peter Spaur
e di tutte le vittime della Campagna di Russia
Peter Spaur, figlio di Volkmar, ufficiale degli Alpini, è caduto nella seconda guerra mondiale sul fronte russo,
durante la ritirata sul Don, il 19 gennaio 1943. Con il grado di tenente colonnello, combatté con la Divisione
Alpina Tridentina. Venne decorato con la medaglia d’argento al valor militare. Il suo nome è riportato in uno
scudo celebrativo conservato nella cappella di San Valerio in Castel Valer ed è inciso in una targa appesa al
grande tiglio che affianca il ponte di accesso al castello.
Produzione Comune di Tassullo-Assessorato alla Cultura, Conte Ulrico Spaur
Voci narranti Ulrico Spaur, Marco Benvenuti
Consulenza testi Daniele Bertolini, Giorgio De Biasi, Alberto Delpero
Ideazione e regia
Renato Morelli
Musiche Russe - Valèr quartet
Igor Polesitsky - violino
Riccardo Crocilla - clarinetto
Renato Morelli - fisarmonica
Nicolò Zorzi - contrabbasso
Canti Alpini - Cantori da Verméi
Alberto Delpero
Daniele Bertolini
Danilo Bertolini
Virginio Callegari
Ernesto Daldoss
Mirco Dezulian
Matteo Giovannini
Andrea Longhi
Marco Slanzi
LE STEPPE DEGLI ALPINI E … DEI VIOLINI
Viaggio musicale fra canti alpini dimenticati e melodie tradizionali dell’Armata Rossa
1943-2013 La Campagna di Russia 70 anni dopo
In ricordo del Conte Peter Spaur e di tutti i caduti sul Don
Lo spettacolo è strutturato su quattro elementi, diversi e complementari: testimonianze dirette
proposte da una voce recitante, canti alpini (eseguiti a cappella da un gruppo montanaro “spontaneo”),
melodie russe dal fronte “opposto” (eseguite da un quartetto fondato per l’occasione), foto d’epoca e
documenti originali presentati da un multimedia su grande schermo.
Le testimonianze, proposte dalle voci recitanti di Ulrico Spaur e Marco Benvenuti, riguardano
epistolari (dal soldato semplice fino al generale e allo stesso conte Peter Spaur), resoconti militari
(come quello del capitano Turrini), appunti e riflessioni (da Mario Rigoni Stern a Nuto Revelli e Ennio
Flaiano) fino a una toccante poesia trovata nella tasca di un soldato squarciato da una granata. I canti
alpini “dimenticati” fanno parte del repertorio dei Cantori da Verméi, un gruppo di canto “spontaneo”,
depositario di uno stile polivocale arcaico, con voci “generose” e sempre di massima intensità (come si
presume cantassero gli alpini sul Don).
Le melodie strumentali ricalcano le canzoni più amate dal popolo russo e dai soldati dell’armata rossa,
che si trovavano sul fronte “opposto”. Sono state selezionate e arrangiate dal grande violinista di Kiev
Igor Polesitsky e verranno eseguite dal quartetto Valér, fondato espressamente per questo evento. Il
multimedia infine accompagna i vari momenti, musicali e recitati, con foto d’epoca, riproduzione di
epistolari, documenti originali e traduzioni dei testi russi.
Valèr Quartet
Igor Polesitsky, nato a Kiev, ha iniziato lo studio del violino a sei anni sotto la guida di
Igor Polesitsky - violino
Gregori Yampolsky. Dopo essersi diplomato in violino e viola alla Scuola di Stato "Glière"
di Kiev, è stato ammesso al Conservatorio "Ciaikovsky". All'età di diciannove anni si è
trasferito negli Stati Uniti, dove ha conseguito la laurea in musica al Curtis Institute of
Music di Philadelphia. Dal 1983 ricopre il posto di prima viola nell'orchestra del Maggio
Musicale Fiorentino. Oltre alla musica classica, si dedica alla ricerca e all' esecuzione
delle musiche popolari dell'Europa dell'Est, in particolare della musica klezmer, nella cui
tradizione è cresciuto. Nel 2005 ha fondato la Klezmerata fiorentina, tenendo concerti
a Vienna, Varsavia, Cracovia, Mosca, Basilea, Roma.
Riccardo Crocilla, nato a Palermo, ha conseguito il diploma di clarinetto presso il
Conservatorio Paganini di Genova con il massimo dei voti e la lode. Ha vinto il concorso
per primo clarinetto nelle Orchestre sinfoniche e d’opera di Cagliari, Genova, Trieste,
Losanna. Dal 1996, è primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, a
Firenze, con la direzione di Zubin Mehta.
Ha suonato con l’Orchestra della RAI,
l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Israel Philarmonic Orchestra, l’Orchestra
Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia di S. Cecilia, sotto la direzione dei
più importanti maestri.
Riccardo Crocilla – clarinetto
Renato Morelli Etnomusicologo, regista, musicista, giornalista, nato a Trento nel 1950.
Laureato in sociologia della musica, ha studiato clarinetto presso il Conservatorio di
Trento. Regista RAI dal 1979 al 2008, ha realizzato 60 film etnografici su Trentino,
Arco alpino, Sardegna e America latina, ottenendo 19 riconoscimenti internazionali.
Alternando ricerca e divulgazione, ha pubblicato diversi lavori scientifici (volumi, CD,
DVD), insegnando nei corsi Master presso le Università di Trento, Milano (Cattolica),
Como-Varese (Insubria), e presso i Conservatori di Trento e Bolzano.
Ha curato varie regie teatrali. Ha ideato e fondato 11 progetti musicali , pubblicando 19
CD e 20 DVD.
Renato Morelli - fisarmonica
Nicolò Zorzi Nato a Cavalese nel 1993. Diplomato in contrabbasso con il massimo dei
voti presso il Conservatorio F.A. Bonporti sotto la guida del Prof. Massimiliano Rizzoli,
ha xontinuato gli studi musicali frequentando il biennio specialistico persso lo stesso
conservatorio e l'Accademia“Walter Stauffer" di Cremona sotto la guida del M°Franco
Petracchi. Ha collaboranto con l'Orchestra Giovanile Trentina e con l'Orchestra
"Boheme" con la quale suona anche in veste di solista. Ha suonato inoltre con
l'Orchestra da Camera di Mantova e con l'Orchestra da Camera di Trento "E.
Zandonai".
Nicolò Zorzi – contrabbasso
Cantori da Vermei
Riscoprire alcuni brani “dimenticati” – provenienti da diversi repertori tradizionali dell’Arco alpino attraverso un’unica e piccola cantoria di montagna. Recuperare alcuni esempi significativi di una polivocalità
(precedente la standardizzazione novecentesca sul “modello SAT” dei cori alpini), un tempo largamente
diffusa nelle Alpi ed oggi quasi definitivamente scomparsa. È questa la duplice idea di fondo che sta alla base
dei Cantori da Verméi, un progetto ideato dall’etnomusicologo Renato Morelli. Il nome del coro (formato da
nove cantori) è un gioco di parole fra il Llibre Vermell (il celebre manoscritto musicale del XIV secolo del
monastero di Monserrat-Barcellona: significa “libro rosso” e si pronuncia Verméi) e Verméi, il nome dialettale
di Vermiglio, dove è nato il progetto e da dove provengono i cantori. In questo paese di montagna (1200 m.),
l’ultimo della Val di Sole prima del Passo Tonale, è infatti attivo un piccolo gruppo "spontaneo", coordinato da
Alberto Delpero, che canta usualmente secondo modalità tradizionali, al bar e in cantina, in occasione di
funerali e matrimoni, questue e processioni. Lo stile polivocale è quello tradizionale alpino di tipo arcaico, con
voci “generose” ed emissione di gola, compressa, sempre di massima intensità. A partire dal repertorio locale
– relativo a quanto resta vivo della tradizione orale in alta val di Sole – i Cantori da Verméi hanno allargato la
propria ricerca ad alcune delle espressioni più significative della polivocalità tradizionale alpina, motivati
dalla necessità di ridare valore alle tradizioni musicali che hanno caratterizzato per lungo tempo la vita e le
abitudini quotidiane delle vicine genti di montagna.
Programma
Valèr Quartet
Cantori da Verméi
Zemlianke (Nella trincea)
Ho scrit ‘na leterina
Temnaya Notch (Notte scura)
Sangue trentino
Dobri Vecir (Canto natalizio ucraino)
Porca Siberia
Ychav cosac (Andava il cosacco)
Puer natus
Zay Gezunt (Lamento)
Prigionier bel prigionier
Sten’ka Ràzin (Antico canto dei cosacchi del Don)
De profundis
Daroghi (Le strade della steppa)
Petà l’èi Morta
Joske-Pianto-7:40 (Medley di melodie russe)
Va l’alpin
Ero un povero disertore
Miserere
(stemma Comune)
Comune di Tassullo
Assessorato alla Cultura
(Logo Spaur)
Conte
Ulrico Spaur
(logo Cassa Rurale)
Con la collaborazione della Cassa Rurale Tassullo e Nanno

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