Allegato a_ RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA agg. 20.06.2011

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Allegato a_ RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA agg. 20.06.2011
Realizzazione di un impianto di cremazione e sistemazione del compendio del cimitero comunale di Gemona del Friuli (UD)
PROGETTO PRELIMINARE
RELAZIONE TECNICO - ILLUSTRATIVA
1. PREMESSA
Il Comune di Gemona del Friuli ha inserito nel programma triennale delle opere pubbliche
2011/2013, con verbale di deliberazione del Consiglio Comunale n°2 del 10/02/2011,
immediatamente eseguibile, un intervento relativo alla realizzazione di un impianto di cremazione e
sistemazione del compendio del cimitero comunale di Gemona del Friuli situato in Via Regola,
verso il lato sud.
L’intervento comprende inoltre la realizzazione di un parcheggio esterno a servizio
dell’impianto e dell’area attigua al cimitero stesso.
L’esigenza di dotarsi di un impianto di cremazione nasce sia da una crescente richiesta da
parte dei cittadini che intendono aderire a questa pratica, sia dalla consapevolezza da parte degli
amministratori delle difficoltà di reperire aree da destinare a uso cimiteriale che corrispondono ai
requisiti normativi di igiene pubblica.
Per tale motivo la termo-distruzione delle salme attraverso la pratica di cremazione si
delinea come l’approccio più realistico alla soluzione del problema. Soluzione che trova ormai
sempre maggiore applicazione anche fra i praticanti di fede cristiana.
Tale pratica è sostenuta anche da un atteggiamento culturale di grande maturità che vede in
essa una scelta razionale, ecologica, che rispetta la vita, non sottrae spazio o risorse ai vivi, non
altera la devozione al culto dei defunti che viene trasferito ed esercitato sulla memoria, sul ricordo
delle opere e del pensiero delle persona cara.
2. CENNI STORICI SULLA CREMAZIONE E RUOLO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
COME GARANTE DEI SERVIZI MORTUARI
Quello della cremazione è uno dei più antichi e diffusi riti funebri della storia dell’umanità,
eseguita secondo differenti modalità a seconda delle periodo storico, delle credenze e delle
religioni proprie di ciascuna popolazione.
Riferendo tale pratica all’Italia, e più precisamente in epoca moderna, solo con la “Legge Crispi”
del 1888, però, la Cremazione entrerà ufficialmente nel nostro ordinamento. La graduale
affermazione di questa funzione è avvenuta soprattutto ad opera di alcune società di volontariato,
che già da qualche anno erano sorte in varie città italiane con il nome di “Società per la
Cremazione”.
Oggi la cremazione è praticata in tutte le parti del mondo come scelta libera e razionale, per
salvaguardare la dignità del defunto evitando l’impietoso disfacimento del corpo e per tutelare e
risolvere le esigenze igieniche, ambientali ed urbanistiche delle società moderne.
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Realizzazione di un impianto di cremazione e sistemazione del compendio del cimitero comunale di Gemona del Friuli (UD)
PROGETTO PRELIMINARE
Ogni giorno un numero sempre maggiore di persone sceglie, nel pieno rispetto dei
sentimenti religiosi, questa pratica considerandola una scelta razionale, ecologica, che rispetta la
vita, non sottrae spazio o risorse ai vivi e non inquina la terra, l'aria e l'acqua.
Rispetto all'inumazione, la cremazione evita infatti la possibilità dell'inquinamento delle
acque che, per effetto dell'interramento, possono venire alterate fino alla sorgente: ragione per la
quale molti igienisti ritengono i cimiteri pericolosi.
L’Ente pubblico preposto per legge a garantire i servizi mortuari e cimiteriali, è il Comune;
per la gestione degli stessi vengono impiegate notevoli risorse pubbliche di natura finanziaria,
urbanistica, territoriale e ambientale nonché professionale.
Essendo la natura della materia delicata e complessa una legge apposita la norma; tutto è
regolamentato: dall’accertamento del decesso, al trasporto dei cadaveri, alla costruzione,
l’ampliamento ed l’eventuale soppressione dei cimiteri nonché la loro gestione, dalla profondità
della fossa alle caratteristiche tecniche della cassa, le esumazioni, l’inumazione, la tumulazione, la
cremazione.
Stando alle statistiche in questi anni il numero dei viventi che sceglie una terza soluzione
post-mortem rispetto all’inumazione (sepoltura in terra) o alla tumulazione (loculo-tomba) è
aumentato in modo esponenziale. Le cifre nazionali parlano di 56.000 cremazioni su 560.000
decessi nell’anno 2007, e nei grandi centri urbani del nord-italia la scelta della popolazione di farsi
cremare è in continuo aumento.
E’ in quest’ottica che l’Amministrazione di Gemona del Friuli ha ravvisato la necessità di
dotarsi di un impianto che permetterà ai cittadini del bacino di utenza di poter usufruire del servizio
di cremazione in un ambiente consono ai criteri e canoni moderni e, secondo una particolare
funzionalità tecnico-operativa, si allineerà ai criteri di tutela dell’ambiente.
Il fabbricato non porterà simboli religiosi al fine di proporre un impianto capace di rispettare
altre ideologie per venire incontro sia alle esigenze dei laici sia dei cattolici più profondi così come
di altre confessioni religiose che, in questa circostanza, si sentiranno tutelate.
Il forno crematorio è assimilabile per caratteristiche agli impianti di termodistruzione dei rifiuti
di tipo urbano; quindi le normative di riferimento sono quelle nazionali e regionali che regolano
questo settore e sono riportate al successivo paragrafo 7.
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PROGETTO PRELIMINARE
3. RELAZIONE DESCRITTIVA.
3.1.- Descrizione dell’intervento.
Il presente progetto preliminare traccia le linee guida per la realizzazione di un impianto di
cremazione nell’area confinante a Sud con il cimitero esistente nel comune di Gemona del Friuli.
Il terreno interessato, di proprietà del Comune di Gemona del Friuli, è distinto catastalmente
al foglio n. 17 mappale n. 819-A ed è situato ad un’altezza, sul livello del mare, di circa metri
218,00.
La scelta è ricaduta in questa zona a causa della verificata impossibilità di evidenziare altri
luoghi, sul territorio comunale, che siano conformi a ricevere “servizi cimiteriali”, nel rispetto delle
disposizioni impartite dal Regolamento di Polizia Mortuaria - D.P.R. n. 285 del 1990, vigente
attualmente nel Comune di Gemona del Friuli.
Non essendovi spazi ed aree disponibili all’interno del camposanto, si è dovuto ricadere, per
la localizzazione dell’impianto, nell’ampliare la zona limitrofa, posta a Sud e le opere da eseguirsi
risultano conformi a quanto previsto dal vigente P.R.G.C.
Tale scelta risulta ottimale, considerata l’accertata presenza, nella zona, dei sottoservizi:
quali gas, acqua, luce e telefono, utili alle forniture tecnologiche delle nuove costruzioni e opere
che si intendono realizzare.
Obiettivo del progetto sarà quello di realizzare un opera che sia in grado di rispondere alle
caratteristiche descritte in precedenza.
In particolare il nuovo complesso, oltre a garantire ai cittadini di poter usufruire del servizio di
cremazione in un ambiente consono ai criteri e canoni moderni, sarà concepito in modo da limitare
il più possibile l’impatto ambientale. La forma del nuovo manufatto architettonico è tale da
integrarsi con il territorio mediante un’architettura lineare e discreta. L’inserimento di alcuni dettagli
costruttivi assieme all’utilizzo di materiali di finitura esterna quali la pietra hanno permesso di
ottenere un risultato esteticamente gradevole e armonicamente inserito nel contesto esistente.
Saranno inoltre utilizzate le più recenti tecnologie impiantistiche in grado di contenere i
consumi e le emissioni in atmosfera adempiranno il rigoroso rispetto delle normative di riferimento.
Le caratteristiche dell’impianto di cremazione sono tali da garantire la totale assenza di odori
sgradevoli e di materia organica nelle ceneri ed assicureranno la massima silenziosità durante il
funzionamento.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di cremazione destinato a soddisfare la
richiesta e che risponda alle priorità sopra riportate.
La nuova struttura che si intende proporre sarà in linea con le più recenti tendenze e
realizzazioni che preliminarmente alla fase progettuale si è provveduto a visitare. Nello specifico si
è riscontrato una particolare attenzione agli aspetti morali , etici , igienico sanitari e tecnico
organizzativi.
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PROGETTO PRELIMINARE
Dal punto dell’organizzazione planimetrica, la struttura sarà divisa in due settori di cui uno
solo accessibile al pubblico che ospiterà l’ufficio e gli spazi correlati dei servizi igienici.
La zona non visitabile sarà dotata di percorsi ed ingressi separati per gli addetti ai lavori, e
comprenderà il locale in cui è collocato l’impianto di cremazione ed altri vani accessori.
Il layout di progetto è stato strutturato in base ad una logica utilizzazione degli spazi interni
ed esterni rispetto all’iter normalmente previsto per le esequie funebri, dall’arrivo della salma
presso la struttura alla sua effettiva cremazione.
Le aree che occorre realizzare ed organizzare secondo una logica di eventi temporali sono
le seguenti:
Aree visitabili
1. Parcheggio esterno
2. Zona ingresso/attesa - ufficio
3. Servizi igienici per il pubblico
Aree non visitabili
1. Spogliatoi e servizi igienici per gli addetti
2. Zona celle mortuarie refrigerate
3. Impianto crematorio
4. Sala controllo
5. Sala ceneri
6. Ripostiglio/deposito attrezzature per pulizia
3.2.
Aree visitabili
3.2.1 Area parcheggio esterna
La struttura sarà dotata di due aree di sosta a raso: un parcheggio posto a livello
dell’ingresso al crematorio ed un parcheggio in quota raggiungibile mediante la strada carrabile Via
dell’Aja (lungo il confine Nord dell’edificio); dal punto di vista dimensionale si prevede di utilizzare
posteggi capaci di ospitare circa 17 automezzi totali.
In corrispondenza dell’ingresso, come evidenziato in planimetria, sarà posizionato un
parcheggio destinato alle persone diversamente abili.
3.2.2 - Ingresso/attesa - ufficio
La zona fruibile e visitabile dal pubblico con accesso indipendente è posta in prossimità del
portico coperto sotto al quale l’autoveicolo funebre con il feretro potrà sostare prima della
cremazione.
L’area sarà al servizio degli operatori del settore per assolvere le pratiche burocratiche.
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3.2.3 - Servizi igienici per il pubblico
La zona fruibile sarà dotata di un unico servizio igienico per il pubblico dotato di antibagno
con il relativo lavello e un servizio con dimensioni tali da renderlo accessibile da parte di persone
con ridotte capacità motorie.
3.3.
Aree non visitabili
3.3.1 - Spogliatoi e servizi igienici per gli addetti
Come tutti gli ambienti di lavoro, la nuova struttura sarà dotata dei servizi richiesti dalla
normativa di riferimento in materia.
Si prevede in particolare la realizzazione di uno spogliatoio dotato di un servizio igienico e
doccia dimensionati anche per persone con ridotte capacità motorie.
L’accesso del personale agli spogliatoi avverrà direttamente dall’esterno e consentirà quindi
di cambiarsi prima di entrare negli ambienti di lavoro.
L’operatore, una volta cambiato, potrà accedere alla zona di cremazione passando
direttamente nella zona del forno.
3.3.2 - Celle mortuarie refrigerate
All’interno dell’ambiente che contiene il forno verranno installate gruppi frigoriferi da sei posti
- salma.
Si ritiene che la dotazione complessiva sia in grado di ottemperare i bisogni della struttura a
regime. La posizione delle celle risulta idonea a facilitare le operazioni per la successiva fase di
cremazione.
3.3.3 - Impianto crematorio
Il cuore tecnologico della struttura è dato certamente dal forno.
La ricerca effettuata presso altre strutture ha portato ad individuare un partner leader del
mercato per la fornitura del forno.
La componente tecnologica per una garanzia di funzionamento e di continuità del servizio
viene ritenuto elemento fondamentale per la scelta del fornitore; è quindi sembrato naturale prima
ancora di intrecciare rapporti con le ditte produttrici interpellare gli operatori del settore per
verificare l’efficienza dei singoli impianti e la serietà aziendale del fornitore.
Fra le varie offerte quella prescelta è fornita dalla ditta Ciroldi Cremation – marchio della
Vezzani Spa -
che con i crematori per salme e resti mortali della serie “FENICE” sono il frutto
dell’esperienza di oltre 40 anni di attività svolta nel settore dell’incenerimento di rifiuti speciali e
tossico nocivi e nella cremazione di carcasse animali, oltre che della stessa cremazione di
cadaveri e resti mortali.
Nel caso specifico verranno introdotte significative migliorie e varianti costruttive tali da
migliorarne l’operatività sia sotto l’aspetto delle prestazioni sia sotto quello della sicurezza
operativa.
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PROGETTO PRELIMINARE
La trattazione che segue illustra le caratteristiche tecniche e funzionali dell’impianto
proposto.
Il principio di funzionamento del forno crematorio proposto si basa sull’impiego di una
camera di cremazione a suola calda che, al fine di garantire la completa ossidazione dei prodotti
della combustione e di conseguenza l’assenza di fumo nero o di odori sgradevoli, viene associata,
per sovrapposizione, ad una camera di postcombustione dimensionata in funzione dei seguenti
parametri operativi:
1. temperatura di funzionamento > 850°C
2. tempo di permanenza dei fumi di almeno 2 secondi
3. concentrazione di ossigeno nei fumi > 6%
4. velocità di ingresso dei fumi > 10 m/s
Il rispetto dei limiti alle emissioni in atmosfera stabiliti innanzi dalla autorizzazione provinciale
/ regionale e, secondariamente, dal D.Lgs. 152/2006, dal D.Lgs. 133/2005 di attuazione della
Direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti, dal D.M. 25/02/2000 e, infine dal D.M.
19/11/1997 n. 503, è assicurato dall’installazione di un sistema di abbattimento in grado di
contrastare la fuoriuscita degli inquinanti che caratterizzano questo tipo di processo, in aderenza
alla definizione comunemente accettata di migliore tecnica disponibile per la riduzione
dell’inquinamento atmosferico.
A questo riguardo il forno crematorio “FENICE” viene infatti corredato di un impianto di
condizionamento e di abbattimento chimico - fisico, costituito da un sistema di raffreddamento, da
un dispositivo di iniezione di reagenti e, infine, da un depolveratore a secco costituito da filtro a
maniche.
Le soluzioni costruttive adottate e la dotazione di sicurezza fornita con l’impianto lo rendono,
oltre che assolutamente affidabile, anche pienamente conforme alle prescrizioni vigenti in
materia di sicurezza ed igiene del lavoro e di prevenzione degli incendi.
Oltre alle direttive “Bassa Tensione” 73/23/CE e 93/68/CE e alla direttiva “EMC”
89/336/CE e 92/31/CE con le relative trasposizioni nell’ordinamento italiano, oggetto di particolare
applicazione sono c.d. la “Direttiva Macchine” 98/37/CE (ex 89/392/CEE e succ. modif.),
Direttiva 2006/42/CE e il DPR 459/96.
Nel corso della progettazione nonché durante la fase esecutiva dell’impianto inteso nel suo
complesso, vengono inoltre tenute in debita considerazione le seguenti norme tecniche:
•
UNI EN 12100 parte 1 e 2 (sicurezza del macchinario)
•
UNI 9496:1991 (impianti di incenerimento di rifiuti speciali)
•
UNI EN ISO 13732-1 (ergonomia degli ambienti termici)
•
UNI EN 746 parte 1, 2 e 3 (requisiti di sicurezza delle apparecchiature di processo
industriale)
•
EN 294 (distanze di sicurezza)
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•
EN 349 (Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo)
•
EN 563 (temperature delle superfici di contatto)
•
EN 60204 - 1 (sicurezza degli equipaggiamenti elettrici)
•
EN 60439-1 (apparecchiature assemblate di protezione e di manovra per bassa
tensione)
•
UNI 8130 (prestazioni dei depolveratori)
•
UNI EN 676:2008 (bruciatori automatici di combustibili gassosi).
Al fine di assicurare l’incolumità degli operatori, gli organi in movimento sono infatti dotati di
dispositivi di protezione, anche in caso di azionamento e/o l’accesso accidentale e, ove
necessario, di insonorizzazione, mentre i sistemi di combustione associati al forno sono tutti
concepiti ed equipaggiati nel rispetto della norma EN 676, della direttiva gas 90/396/CE e della
norma UNI EN 13611.
Per prevenire nel modo più assoluto la diffusione di eventuali fumi nei locali in cui gli
operatori sono chiamati ad intervenire, l’impianto è provvisto di sistema di controllo in continuo
della depressione all’interno della camera di cremazione che interviene automaticamente a
regolare la portata dell’aspiratore finale dei fumi posto a valle dell’intero sistema.
La logica di funzionamento del quadro comandi è concepita per evitare possibili errori di
conduzione che, oltre ad esporre a possibili rischi il personale addetto alla conduzione, si
tradurrebbero inevitabilmente in un cattivo funzionamento dell’impianto; l’eventuale anomalia di
uno dei valori operativi di riferimento determina l’innesco automatico di una segnalazione di
allarme, luminosa e sonora, al fine di richiamare l’attenzione dell’operatore e dargli modo di
intervenire con le azioni necessarie a ristabilire la regolarità di funzionamento.
Per ciò che attiene più strettamente le modalità operative, si precisa che all’inizio di un ciclo
di cremazioni, le camere e i condotti da fumo vengono preriscaldati prima dell’introduzione del
feretro, sia per rispettare le disposizioni sopra menzionate, sia per avere un rapido innesco della
cremazione propriamente detta, grazie all’effetto del calore irradiato dalle pareti che dal contatto
con la suola riscaldata dai gas ad alta temperatura prodotti dal bruciatore secondario.
In ogni caso l’abilitazione all’apertura della porta di carico, e quindi il consenso
all’introduzione del feretro in camera di cremazione, non verrà dato se in camera di
postcombustione non sia prima stata superata la minima temperatura di abilitazione
preventivamente impostata a quadro (>850°C).
Nel caso di cremazioni singole, il ciclo di funzionamento può essere schematizzato nelle
seguenti fasi:
1. Accensione e preriscaldo del postcombustore e della camera di cremazione
2. Caricamento del feretro
3. Avviamento del processo di cremazione
4. Raffreddamento parziale e scarico ceneri
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5. Raffreddamento finale
Nel caso di cremazioni multiple le fasi sono invece le seguenti:
1. Accensione e preriscaldo del postcombustore e della camera di cremazione
2. Caricamento del primo feretro
3. Avviamento del processo di cremazione
4. Raffreddamento parziale e scarico ceneri della prima cremazione
5. Cremazioni multiple con ripetizione delle operazioni n. 2 ÷ 4
6. Raffreddamento finale dell’impianto.
3.3.4 Sala controllo
Questo locale ospita l’apparato informatico (computer) attraverso il quale viene controllato e
gestito l’impianto.
3.3.5 Sala ceneri
Nel locale sono conservate le urne cinerarie dopo la cremazione.
3.3.6 Ripostiglio
Locale accessorio dedicato al deposito degli attrezzi per le ordinarie operazioni di pulizia e
manutenzione della struttura.
3.4. - Impianti tecnologici
La struttura sarà dotata dei seguenti impianti tecnologici:
Impianto termico
Il
condizionamento
estate/inverno
degli
ambienti
avverrà
tramite
l’impianto
di
condizionamento
comprensivo di tubazioni di mandata e ritorno poste sottotraccia o nel
controsoffitto, realizzato mediante unità esterna a sistema VRV (volume di refrigerante variabile)
con attacchi e predisposizione per un numero di unità interne variabili con un massimo di 9
alimentata da energia elettrica 220V/50Hz con potenza assorbita di circa 10 kW (potenza termica
fornita inferiore a 30 kW). Le unità interne saranno a soffitto con potenza max in riscaldamento da
2,5 kW e in raffreddamento da 2,0 kW con dimensioni compatibili con gli usuali controsoffitti a
quadrotti 600x600 mm interfacciate con il cronotermostato presente nell’ambiente di installazione.
Il riscaldamento dei locali avverrà tramite installazione di termoconvettori scaldasalviette
elettrici murali, aventi grado di protezione IPX4, tensione di alimentazione 230 V - 50 Hz, potenza
assorbita max 300W termostato di regolazione, termostato di sicurezza, resistenze elettriche con
potenze differenti selezionabili da commutatore, carter di protezione, spie luminose e commutatori
di funzionamento.
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Impianto idrico- sanitario
Una rete idrosanitaria servirà i servizi igienici e i gruppi di erogazione di acqua; per la
produzione di acqua calda sanitaria si installerà apposito serbatoio di accumulo.
Impianto elettrico
L’impianto elettrico verrà realizzato sia per l’illuminazione ordinaria che l’illuminazione di
emergenza, servirà gli impianti meccanici e sarà dimensionato e sezionato secondo le normative di
riferimento.
Impianto adduzione gas metano
Verrà realizzata una rete di adduzione gas metano completa di raccordi al campo contatore
e di un armadio metallico aerato in accordo con le prescrizioni dell'azienda erogatrice, che sarà
contattata a cura dell'Impresa esecutrice.
Sarà redatta tutta la documentazione richiesta dall'azienda erogatrice, e la realizzazione del
campo sarà eseguita secondo le prescrizioni normative vigenti e dell'azienda erogatrice; sarà
effettuato il collegamento con la linea derivazione gas, identificazione delle tubazioni di adduzione
con il corrispondente alloggio da servire mediante appropriata fascetta metallica numerata e
compilazione di una apposita tabella di corrispondenza.
Nell’area esterna al fabbricato (parcheggi e strade carrabili) verranno installati nuovi pali
dell’illuminazione pubblica secondo el caratteristiche tecniche e tecnologiche che verranno indicate
dal gestore di rete.
Per tutti gli impianti sono elencate al paragrafo n. 8 le specifiche normative alla quali si farà
riferimento nelle successive fasi di progettazione e realizzazione.
4. LOGICHE PROGETTUALI, ECONOMICHE E SOCIALI ALLA BASE DELL’INTERVENTO
4.1. – Motivazioni alla base dell’intervento
In sintesi si ritiene che l’IMPIANTO CREMATORIO debba essere composto da :
- Complesso tecnologico per la cremazione con forno crematorio, celle refrigerate e spazi di
servizio;
L’obiettivo è quello di realizzare un impianto destinato a soddisfare la richiesta emersa dallo
studio di fattibilità che risponda alle priorità sotto riportate:
1. un impianto, da realizzarsi nell’area adiacente al cimitero esistente, che dovrà permettere ai
cittadini del bacino di utenza di poter usufruire del servizio di cremazione in un ambiente consono
ai criteri e canoni moderni con funzionalità tecnico-operative a tutela dell’ambiente;
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2. criterio di obbligatorietà per il bacino di utenza, dato dal Comune interessato e limitrofi per il
servizio di cremazione dei loro residenti nel territorio, con possibile agevolazione tariffaria per gli
stessi;
3. criterio migliorativo per i Comuni confinanti col bacino di utenza e per i grandi Comuni con
esubero di domande che verrebbero sottoposti a cifra comunque inferiore alla tariffa massima
stabilita dal D.M.
Le dimensioni e le caratteristiche dell’intervento sono state inoltre definite in base a criteri di
sostenibilità economica in fase di gestione, mediante la ricerca di soluzioni che consentono di
contenere i costi di esercizio.
4.2. – Oneri delle aree da utilizzare
Le aree da utilizzare per il presente intervento sono disponibili in quanto già di proprietà del
Comune di Gemona del Friuli (UD).
Sarà cura dell’Amministrazione provvedere all’eventuale frazionamento delle aree
interessate; le spese dell’eventuale operazione saranno a carico del Promotore.
4.3. - Esigenze di gestione e manutenzione nell’ottica del progetto definitivo
Il progetto definitivo verrà sviluppato in modo da individuare compiutamente i lavori da
realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni
contenuti nel presente progetto preliminare, e conterrà tutti gli elementi necessari al fini del rilascio
delle autorizzazioni ed approvazioni di parte degli Enti competenti (ASL, ecc.).
Le caratteristiche tecnico – costruttive, la qualità dei materiali e delle componenti
tecnologiche individuate dal progetto riducono al minimo, soprattutto nel primo periodo di
funzionamento, le esigenze dell’attività di manutenzione.
Il sistema costruttivo proposto persegue un duplice obiettivo:
• integrare l’uso di tecnologie collaudate con soluzioni innovative che consentono di sfruttare le
potenzialità offerte dallo sviluppo dell’industria edilizia;
• garantire la qualità di esecuzione dell’opera da parte delle imprese costruttrici.
La qualità dei materiali scelti assicurerà la durabilità nel tempo dell’organismo edilizio, la
facilità della manutenzione e la sicurezza degli utenti; tali caratteristiche sono garantite sia per i
materiali che compongono la struttura dell’edificio sia per i materiali di finitura e protezione, nella
certezza che la qualità delle scelte costruttive comporta notevoli risparmi sui futuri costi di
manutenzione. E’ infatti di primario interesse garantire questo tipo di risultato operando nell’ambito
dell’edilizia pubblica sia per l’alto grado di utilizzo del bene sia per facilitarne il mantenimento e la
conservazione minimizzando l’impegno di risorse umane ed economiche.
Un ulteriore elemento di garanzia della qualità tecnico-costruttiva dell’intervento è costituito
dall’integrazione fra le componenti edilizie ed impiantistiche al fine di offrire un organismo unitario
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sia in fase di costruzione che di gestione. L’obiettivo primario è un funzionamento complessivo
efficiente dell’edificio, facile da controllare e da gestire e con risparmi nei consumi energetici.
Inoltre, al fine di garantire la massima durata nel tempo dell’efficienza dell’organismo edilizio,
il progetto esecutivo conterrà “Il piano di manutenzione dell’opera”: questo sarà formato dal
“Manuale di manutenzione” delle parti più importanti dell’edificio ed in particolare degli impianti
tecnologici, e dal “Programma di manutenzione” che prevede un sistema di controlli e di interventi
da eseguire a cadenze prefissate al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel
corso degli anni.
4.4. - Organizzazione e accessibilità degli spazi
Gli spazi interni dell’edificio sono distribuiti ed organizzati in modo da renderli facilmente
riconoscibili e fruibili da parte dei diversi partecipanti; ciascun locale è stato progettato con forme
regolari al fine di facilitarne l’uso, la pulizia e la manutenzione e consentirne l’accesso anche alle
persone con ridotte capacità motorie.
Analogamente anche i materiali che saranno impiegati per la realizzazione di rivestimenti e finiture
e l’arredo interno corrisponderanno ai criteri sopra citati.
5. – CRONOPROGRAMMA
Il tempo previsto per completare le fasi attuative della progettazione e dei lavori di cui al presente
progetto è stimato in 10 mesi come da riepilogo tabellare:
MESI
1
Progetto preliminare
***
Gara e aggiudicazione
***
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Progetto definitivo
Pareri
Progetto esecutivo
Esecuzione dei lavori
Collaudo
***N.B.: Fasi dipendenti dall’iter amministrativo del Comune di Gemona del Friuli
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6. – CARATTERISTICHE E IMPIEGO DEI MATERIALI
6.1. - Fondazioni
Le fondazioni dell’edificio saranno a platea in c.a. con travi di irrigidimento.
6.2. - Strutture in elevazione
Le strutture portanti sono costituite da setti, pilastri e travi in cemento armato precompresso.
Ci si riserva la facoltà di verificare, in sede di progetto definitivo ed in seguito a più
approfondite indagini geotecniche e ad una verifica puntuale delle condizioni di cantiere per la
movimentazione dei materiali, possibili soluzioni tecnologiche che prevedano realizzazioni in c.a.
gettato in opera.
6.3. - Solai
Solaio areato tipo IGLU’ – h. 27+8 cm
Solaio di copertura a lastre tralicciate con blocchi in laterizio 4+31+5.
6.4. - Isolamenti e impermeabilizzazioni
- Impermeabilizzazioni su muri perimetrali esterni con doppia guaina
- Protezione di impermeabilizzazione di murature interrate con guaina goffrata
- impermeabilizzazione solaio di copertura con doppia guaina isolante
- Isolamento termico per copertura costituito da pannelli tipo Styrodur dello spessore di cm
5+5 e per pareti del piano terra dello spessore di cm. 3+3
6.5. – Pareti , contropareti e controsoffitti
•
Pareti divisorie in muratura in mattoni tipo “Leca” faccia a vista;
•
Pareti in cartongesso normale o idrorepellente secondo l’impiego dello spessore totale di
cm. 15;
•
contropareti interne costituite da doppia lastra di cartongesso (1,25+1,25 cm);
•
controsoffitto in cartongesso con lastra unica da mm. 12,5
6.6. - Intonaci interni ed esterni, cappotti termici e tinteggiature
- Intonaco interno premisceltao a base cementizia;
- intonaco civile per esterni a base cementizia;
- intonaco premiscelato REI per soffitto locale impianto cremazione;
- Isolamento termico a cappotto interno o esterno intonacato e tinteggiato dello spessore di
15 cm c.ca;
- intonaco esterno a base di silicati.
6.7. - Pavimenti e rivestimenti interni
Per ciascuna zona funzionale saranno impiegate diverse tipologie di pavimentazione e più
precisamente:
a) Portico: la pavimentazione sarà prevista in masselli autobloccanti in cls;
b) Ingresso – ufficio: nei locali e nei percorsi visitabili destinati ai partecipanti, compreso i servizi
igienici, sarà prevista una pavimentazione in gres porcellanato in formato cm. 30 x 60.
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PROGETTO PRELIMINARE
c) Servizi igienici e spogliatoi operatori; per gli spogliatoi e per i servizi igienici destinati agli
operatori sarò prevista una pavimentazione in gres porcellanato in formato cm. 30 x 30.
d) Locale di lavoro per impianti tecnologici; la pavimentazione sarà del tipo industriale con finitura
lisciata al quarzo e applicazione di resina antpolvere.
Per quanto riguarda i locali adibiti a servizi igienici riservati al pubblico e per quelli destinati
agli operatori sarà previsto un rivestimento in piastrelle monocottura formato cm.20x20 posate a
colla, con altezza media di cm.200.
Negli ambienti spogliatoio è prevista una verniciatura a smalto lavabile.
6.8. - Opere in marmo e pietra naturale
Le soglie delle porte ed i davanzali delle finestre saranno realizzati in pietra naturale dello
spessore di cm. 4, così come le copertine delle murature perimetrali della copertura.
Il rivestimento delle murature e delle fioriere esterne localizzate sul lato nord saranno
realizzate in paramento in sassi a faccia vista prefabbricato.
6.9. - Tinteggiature
Le pareti interne intonacate saranno trattate con rasatura finale; le murature interne degli
spogliatoi saranno trattate con pittura a smalto. Le murature interne restanti saranno tinteggiate
con pittura lavabile e/o traspirante.
La pittura delle pareti esterne sarà a base di silicati.
6.9. - Opere da fabbro
La copertura dell’edificio, lungo tutto il lato esposto verso il parcheggio in quota e per la
perimetrazione a delimitazione dell’area di manutenzione dell’impianto, sarà dotata di parapetto in
ringhiera metallica; analogamente anche l’area parcheggio che affaccia verso la scarpata esterna
sarà debitamente protetta verso il vuoto da parapetto metallico.
L’ingresso principale del crematorio sarà protetto da pensilina leggera in vetro con tiranti in
acciaio inox.
6.10. - Serramenti interni ed esterni in alluminio
I serramenti saranno realizzati con profilati estrusi di alluminio preverniciato a giunto aperto
e taglio termico e garantiranno una permeabilità all'aria classe A3 secondo le norme UNI - EM 42,
una tenuta all'acqua classe E4 secondo le norme UNI EM 86 ed una resistenza al carico del vetro
classe V2 secondo le norme UNI EN 77.
I vetri per ogni serramento andranno posti in opera secondo le seguenti precisazioni:
• i vetri a camera normali saranno composti da due lastre di cristallo Float da 4 mm. con camera
da 12 mm (per finestre a nastro del salone e dei bagni);
• i vetri antisfondamento saranno composti da due lastre antisfondamento da 8/9 con
intercapedine da 12 mm (per le vetrate al piano terra degli uffici).
Le porte interne che danno accesso ai locali di lavoro saranno del tipo tagliafuoco e dotate di
maniglione antipanico.
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PROGETTO PRELIMINARE
Le restanti porte interne (bagni, ufficio) tamburate con telaio in alluminio e finitura in laminato.
La porta esterna d’ingresso sarà in vetrocamera 4+4/12/4+4 con telaio in acciaio o alluminio.
6.11. - Pavimentazioni aree parcheggio
Per entrambi i parcheggi (livello ingresso edificio e area di sosta in quota) sulla superficie
occupata dagli stalli è prevista una pavimentazione in elementi modulari drenanti alveolari tipo
“Green Parking”. Le strade carrabili di accesso all’area d’intervento e parte della risistemazine
delle carreggiata di Via dell’Aja saranno asfaltate mediante posa di materiale vagliato, binder e
strato di usura a finire.
6.12. – Segnaletica stradale
E’ prevista la fornitura e posa in opera di segnaletica verticale e orizzontale a norma del
vigente codice della strada.
7. – NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO
Legislazione e normativa specifica:
Legge 130/2001 “ Modalità per la conservazione o la dispersione delle ceneri e luoghi adatti a tale
scopo, all’interno delle aree cimiteriali comunali.”
Normativa generale LL.PP.:
•
L.R. n° 20 del 06.luglio 1999 e s.m.i;
•
L.R. n° 14 del 31 maggio 2002 e s.m.i;
•
D.P.R. 165/03 – Regolamento di attuazione della L.R. 14/2002 in materia di lavori pubblici;
•
D.P.R. 166/03 – Capitolato generale d’appalto per i lavori pubblici (art. 34 - L.R. 14/2002);
•
D.P.R. n° 207 del 05 ottobre 2010 e s.m.i;
Norme in materia ambientale:
• D.P.R. 203/88 - Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203
concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di
inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art.15 della legge 16 aprile 1987,
numero 183 e s.m.i.
• D.lgs 152/06 “Norme in materia ambientale”
Considerato impianto di termodistruzione dei rifiuti di tipo urbano secondo l’art.184,lettera F, ma
non soggetto ad autorizzazione in quanto impianto alimentato a gas metano con potenzialità
termica nominale inferiore a 3 MW, art. 269, comma 14, lettera c) e s.m.i.
• D.M. 12/07/90 - Linee guida per il contenimento degli impianti industriali e la fissazione dei valori
minimi di emissione e s.m.i.
• L. n° 447 del 26/10/1995, D.P.C.M. 14/11/1997, D.P.C.M. del 05.12.1997 e L.R. 16/2007 art. 29
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PROGETTO PRELIMINARE
- Norme vigenti in materia di isolamento acustico per specifiche attività e s.m.i.
• L.R. 43/1990 e D.P.R. n.357/1997 - dichiarazione sostitutiva relativa agli obblighi previsti dalla
normativa regionale in materia di screening, valutazione di impatto ambientale e valutazione di
incidenza e s.m.i.
Protezione antincendio:
• DPR 29/7/1982 n.577 - Approvazione del Regolamento concernente l’espletamento dei servizi di
prevenzione e di vigilanza antincendio e s.m.i.
• DM 30/11/1983 - Termini, definizioni generali, simboli grafici prevenzione incendi e s.m.i.
• C.M. 5/5/1998 n.9 - Decreto del Presidente della Repubblica 12/1/1998 n.37. Regolamento per la
disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi - Chiarimenti applicativi e s.m.i.
Impianti tecnologici:
• Legge 13/7/1966 n.615 - Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico e s.m.i.
• Legge 1/3/1968 n.186 - Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici e s.m.i.
• Legge 5/3/1990 n.46 - Norme per la sicurezza degli impianti, adduzione gas e scariche
atmosferiche e s.m.i.
• Legge 9/1/1991 n.10 - Norme per l’attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e s.m.i.
• DPR 6/12/1991 n.447 - Regolamento di attuazione della L.5/3/90 n.46 in materia di sicurezza
degli impianti e s.m.i.
• DM 20/2/1992 - Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola
d’arte di cui all’art. 7 del Regolamento di attuazione L.5/3/90 n.46 recante norme per la sicurezza
degli impianti e s.m.i.
• D.Lgs. 311/2007- “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico in edilizia” e
s.m.i.
• L.R. 13/2007- Disposizioni in materia di rendimento energetico nell’edilizia e s.m.i.
Strutture:
• L.R. 09/05/1988 n.27 e successive modifiche ed integrazioni e s.m.i.
• L.R. del 11/08/2009 n.16 e s.m.i.
Superamento barriere architettoniche:
• Legge n° 13 del 9 Gennaio 1989 “ Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle
barriere architettoniche “e s.m.i.
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PROGETTO PRELIMINARE
• D.M. n° 236 del 14 Giugno 1989 “ Prescrizione tecniche necessarie a garantire l’accessibilità,
l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia pubblica ai fini del superamento e
dell’eliminazione delle barriere architettoniche” e s.m.i.
• L.R. n° 6 del 20 febbraio 1989. e s.m.i.
• L. 104 del 5 febbraio 1992 “ Legge quadro per la assistenza, l’ integrazione sociale e i diritti delle
persone Handicappate” e s.m.i.;
• D.P.R n 503 del 24 luglio 1996 “ Regolamento recante norme per la eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici “e s.m.i.
Sicurezza:
• DPR 27/4/1955 n.547 - Norme per la prevenzione degli infortuni e s.m.i.
• DPR 7/1/1956 n.164 - Norme di prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro e s.m.i.
• DPR 19/3/1956 n.303 - Norme generali per l’igiene del lavoro e s.m.i.
• D.Lgs. 15/8/1991 n.277 - Attuazione di direttiva CEE in materia di protezione dei lavoratori contro
i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro e s.m.i.
• D.Lgs. 9/4/2008 n.81 - Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela
della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e s.m.i.
Le opere saranno di base regolamentate dall’ 'osservanza delle seguenti norme:
• Leggi, Decreti Ministeriali, Norme CNR-UNI-ICITE-CEI e circolari Ministeriali che fissano e
regolano prescrizioni per i materiali e per l'esecuzione delle opere e s.m.i.;
• Leggi regionali, Decreti, Regolamenti, Circolari in vigore nella regione e s.m.i..
• Regolamento Edilizio Comune di Gemona del Friuli .
Prima della esecuzione delle opere il progetto dovrà essere sottoposto ai seguenti pareri ed
autorizzazioni:
− Parere preventivo da parte dell’ASL per i contenuti igienico-sanitari della struttura;
− Approvazione progetto esecutivo con eventuale validazione con determinazione del dirigente del
servizio che costituisce autorizzazione all’edificazione.
− Autorizzazione Provinciale ( ARPA e Servizi Tecnici )
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PROGETTO PRELIMINARE
8.- QUADRO ECONOMICO DI SPESA
1) LAVORI A BASE D'ASTA
A) OPERE EDILI - IMPIANTI
A.1 opere di edilizia
€
445.000,00
A.2 opere esterne, allacciamenti utenze, ecc.
"
127.500,00
A.3 impianto idro-sanitario
"
4.000,00
A.4 impianto termico - condizionamento - adduzione gas
"
19.000,00
A.5 impianto elettrico
"
27.000,00
A6 dispositivi impianto antincendio
"
1.000,00
Sommano
€
623.500,00
B) FORNITURA ATTREZZATURE STRUMENTALI
B.1 linea completa impianto di cremazione
€
486.350,00
B.2 arredi
"
10.000,00
Sommano
€
496.350,00
C) ULTERIORI ONERI E COSTI
C.1 oneri per la messa in sicurezza del cantiere: oneri non soggetti
al ribasso d'asta
€
19.390,91
Sommano
€
19.390,91
TOTALE DEI LAVORI A BASE D'ASTA
€
1.139.240,91
2) SOMME IN DIRETTA AMMINISTRAZIONE
spese art. 11 L.R. 14/2002
€
10.000,00
-
spese tecniche
"
145.950,00
-
per cassa e I.V.A. al 21% sulle spese tecniche
"
37.713,48
-
per I.V.A. al 10% su opere edili
"
62.350,00
-
per I.V.A. al 21% su fornitura attrezzature
"
104.233,50
-
per I.V.A. al 10% su oneri della sicurezza
"
1.939,09
-
per oneri relativi alla commissione giudicatrice
"
5.054,40
-
per imprevisti ed arrotondamenti
"
3.518,62
TOTALE DELLE SOMME IN DIRETTA AMMINISTRAZIONE
€
370.759,09
TOTALE COMPLESSIVO DELL'INTERVENTO
€
1.510.000,00
Reana del Rojale, ottobre 2012
Il progettista:
Arch. Gerussi Maurizio
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