PREMESSA Nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2009

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PREMESSA Nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2009
PREMESSA
Nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2009-2011, adottato con delibera della
Giunta Comunale n.231 del 09.12.2008, è previsto l’intervento di messa in sicurezza della
Scuola Media “Ignazio Silone” per l’importo di euro 112.000,00 alla voce “35-U-Interventi di
messa in sicurezza Scuola Media di Ugento” tra le opere da realizzare nell’annualità 2009.
NOTIZIE GENERALI
L’immobile interessato dall’intervento si trova in Ugento tra le vie G. D’Annunzio, G.Parini
sede della Scuola Media “Ignazio Silone” con un ala ospitante alcune classi dell’istituto
Alberghiero “F. Bottazzi”
Di proprietà del Comune di Ugento, è individuato catastalmente al NCEU del Comune di
Ugento al foglio 45 particella 81.
La realizzazione dell’intero complesso è avvenuta in due tempi successivi:
-
un primo blocco riguardante il corpo aule ospitante l’istituto Alberghiero “F. Bottazzi” nasce
da un progetto redatto in data 15.07.1968;
-
un secondo blocco composto da corpo centrale con corridoi, aule, uffici, palestra e servizi
annessi, è stato completato intorno al 1980.
TIPOLOGIA E CARATTERI COSTRUTTIVI
L’immobile è composto da tre corpi di fabbrica. Un primo, a tre piani di cui uno
seminterrato inutilizzato e due fuori terra, ospita le aule i servizi e gli uffici di una sezione
distaccata dell’istituto alberghiero + la Centrale Termica che serve l’intero complesso edilizio,;
un secondo corpo, che si sviluppa intorno ad una grande sala adibita ad auditorium con
sottostante deposito e ospitante aule ed uffici ed un terzo corpo che ospita una palestra
coperta. Il tutto è recintato e include all’esterno sul retro un campo da gioco multifunzionale
scoperto.
Le strutture portanti sono in conglomerato cementizio armato e i solai intermedi e di
copertura in latero cemento del tipo totalmente gettato in opera per la parte più vecchia e con
travetti prefabbricati in cap e completamento in opera per la parte più recente.
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Le fondazioni sono di tipo nastriforme con travi rovesce a “T” e travi di collegamento
rettangolari, impostate ad una profondità di circa 2,20 metri dal piano campagna.
Tutti i pavimenti interni sono realizzati con mattonelle di marmo.
I marciapiedi intorno al fabbricato e la pavimentazione degli spazi esterni è realizzata in
pietrini di cemento.
Gli infissi interni sono tutti in legno mentre gli esterni sono tutti in alluminio a vetro
semplice.
L’impianto idrico è collegato alla rete di alimentazione A.Q.P.
L’impianto fognante è allacciato alla rete di fognatura nera comunale, tranne che per la
zona uffici ancora collegata al pozzo nero stagno all’interno del complesso edilizio.
L’impianto elettrico è collegato alla rete di distribuzione dell’ENEL.
L’impianto di riscaldamento alimentato da una centrale termica con caldaia e bruciatore
a gasolio con serbatoio di gasolio interrato.
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STATO ATTUALE DI CONSERVAZIONE
Il complesso scolastico nella parte più vecchia ha circa quaranta anni di vita.
Sicuramente, nonostante le buone caratteristiche dei materiali di costruzione adoperati, il
normale uso e gli agenti atmosferici hanno inficiato la piena funzionalità dell’immobile da
diversi punti di vista.
Per quanto riguarda le strutture portanti sia verticali che orizzontali, infatti,:
-
all’esterno, pur essendo rivestite con mattoncini in gres, hanno sicuramente risentito degli
effetti degli agenti atmosferici, si notano infatti in diversi punti distacchi del copriferro di
copertura a seguito di fenomeni di carbonatazione del calcestruzzo e quindi di ossidazione
delle armature in ferro;
-
nel copro più vecchio, in particolare al piano seminterrato, sono presenti copiosi fenomeni
di distacco di copriferro dalle strutture fondazionali a vista, peraltro a contatto con materiale
incoerente lasciato sin dalla realizzazione del fabbricato, e dai pilastri anche assoggettati
nel tempo ad interventi di fissaggio (con saldature alle armature esposte) di tubazioni in
ferro per impianti ormai dismessi e lasciate ancora appese;
-
in generale all’interno gli architravi in conglomerato cementizio armato ed i solai in latero
cemento non presentano importanti fenomeni di carbonatazione e di ossidazione dei ferri
resi manifesti da distacchi di copriferro.
DIRETTRICI DELL'INTERVENTO
Il progetto aveva come scopo originario quello di consolidare le strutture portanti in c.a..
Intervento che avrebbe dovuto interessare un adeguamento dell’intero complesso
scolastico in termini strutturali a quanto emanato con D.M. del 14.01.2008 e cioè alle Norme
tecniche per le costruzioni emesse ai sensi delle leggi 05.11.1971, n. 1086, e 02.02.1974, n.
64, così come riunite nel Testo Unico per l’Edilizia di cui al D.P.R. 06.06.2001, n. 380, e
dell’art. 5 del decreto legge 28.05.2004, n. 136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art.
1 della legge 27.07.2004, n. 186 e ss. mm. ii..
Queste raccolgono in un unico organico testo le norme prima distribuite in diversi
decreti ministeriali.
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Il capitolo 8 “Costruzioni esistenti” di tali norme che definisce i criteri generali per la
valutazione della sicurezza e per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo degli interventi
sulle costruzioni esistenti stabilisce che una struttura esistente deve essere verificata in termini
di resistenza strutturale dei materiali e di elementi portanti verticali ed orizzontali, quindi
bisogna intervenire con un progetto di adeguamento strutturale nel rispetto dei metodi di
calcolo e dei margini di sicurezza stabiliti per gli edifici ad uso scolastico.
La valutazione della sicurezza impone un esame delle caratteristiche dei materiali al
momento dell’intervento e la rispondenza delle strutture assemblate in termini di
comportamento sotto carico, e a tale scopo sono state eseguite delle prove su campioni di
calcestruzzo cementizio estratto dalle principali strutture portanti e delle prove di carico sui
solai ritenuti più indicativi.
La capienza economica del finanziamento in oggetto però non permette l’esecuzione di
un progetto di consolidamento strutturale.
Pertanto d’accordo con l’amministrazione comunale si è stabilito di provvedere al
risanamento igienico dei locali seminterrati del corpo più vecchio e all’esecuzione di interventi
di Manutenzione Straordinaria aventi lo scopo di restaurare le strutture in c.a. ammalorate e
proteggerle dagli effetti di ulteriori azioni di degrado.
Nello stesso tempo quanto sopra ha lo scopo di predisporre il tutto per un futuro
intervento di consolidamento ed un utilizzo ad uso didattico del piano seminterrato del corpo
più vecchio.
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INTERVENTO
Il presente progetto definitivo è stato redatto alla luce delle decisioni concordate con
l’amministrazione comunale di Ugento, in relazione alla disponibilità finanziaria pari a Euro
112.000,00 e sulla scorta delle indagini e dei saggi eseguiti.
Come già detto, sono evidenti, i fenomeni di degrado presenti sulle strutture fondazionali
e sui pilastri al piano seminterrato del corpo più vecchio e cioè dell’ala che ospita le aule ed i
servizi dell’Istituto Alberghiero “F. Bottazzi”.
Inoltre la presenza di materiale sciolto proveniente dagli stessi scavi lasciato nel
seminterrato dopo la chiusura dei locali, l’assenza di finestrature per l’aereazione ed il contatto
diretto delle murature perimetrali con il terreno esterno hanno favorito la persistenza di una
condizione insalubre che ad oggi oltre che a peggiorare le condizioni strutturali ha reso
inutilizzabile l’intero piano.
Per recuperare la situazione venutasi a creare e predisporre l’intero piano seminterrato
ad accogliere n.3 nuove aule e renderlo igienicamente salubre si sono previsti i seguenti
interventi:
-
demolizione del marciapiede posteriore del corpo più vecchio;
-
scavo a ridosso della muratura posteriore del corpo più vecchio per accedere al piano
fondale;
-
apertura di porta sul retro dopo lo scavo e apertura di vano di passaggio sulla recinzione
per accedere allo scavo;
-
rimozione a mano del materiale sciolto presente nel seminterrato;
-
realizzazione di fondazioni in c.a. per intercapedine interna in muratura di termo blocchi;
-
realizzazione di intercapedine interna con muratura in termo blocchi
-
ripristino strutturale delle fondazioni e dei pilastri a vista nel piano seminterrato;
-
realizzazione di vespaio areato con cupoline tipo igloo;
-
realizzazione di vani finestre;
-
posa in opera di infissi in alluminio esterni.
Tutte le opere precedentemente descritte e più analiticamente riportate nell’allegato
computo metrico estimativo del presente progetto definitivo, hanno comportato la definizione
del seguente:
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QUADRO ECONOMICO
A) IMPORTO LAVORI:
1) Importo Lavori a base d’asta ……………………. €….61.123,47
2) Oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso….. €…...1.604,07
SOMMANO LAVORI
in uno
€….62.727,54
B) SOMME A DISPOSIZIONE DELL’AMM.NE
1) IVA 10% di A………………………………………… €…..6.272,75
2) Rilievi accertamenti e indagini…………………….. €…..6.480,00
3) Spese tecniche (progett., sicurezza e D.LL.)..….. €…16.320,00
4) Art.18 Legge 109/94 e s.m.i……………………….. €..…1.250,00
5) Collaudo tecnico-amministrativo………………….. €…12.300,00
6) IVA 20% di B3+B4+ B5………………..…………… €..…5.974,00
7) Spese per Pubblicità……………………………….. €..……500,00
8) Imprevisti e lavori a fattura…………………………. €.…....175,71
SOMMANO
in uno
IMPORTO TOTALE PROGETTO
€.….49.272,46
€…112.000,00
I Tecnici Progettisti
Ing. Cataldo Boccuni
Arch. Antonio Serra
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INQUADRAMENTO URBANISTICO
Stralcio aereo fotogrammetrico Stralcio PRG Stralcio Planimetria generale DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
Interno – piano seminterrato - Trave di fondazione degradata
Interno – piano seminterrato - Materiale sciolto da rimuovere
Interno – piano seminterrato - Tubazioni dismesse da rimuovere
1° CAPITOLO
OGGETTO ED AMMONTARE DELL'APPALTO - DESIGNAZIONE, FORMA E PRINCIPALI DIMENSIONI DELLE OPERE
Art. 1) OGGETTO ED ESECUZIONE DELL'APPALTO
1.1 OGGETTO DELL’APPALTO
L'appalto ha per oggetto l'esecuzione delle opere e forniture necessarie per il Risanamento igienico conservativo della scuola
media “Ignazio Silone” in Ugento (LE). Le indicazioni del presente capitolato ed i disegni di cui al successivo art.8 ne forniscono la consistenza quantitativa e le caratteristiche di esecuzione.
1.2 ESECUZIONE DELL’APPALTO
Gli importi indicati nell’articolo seguente tengono conto dei conseguenti maggiori oneri per l’esecuzione dei lavori e delle particolari misure di sicurezza da adottare per la presenza di terzi estranei nel corso dell’appalto. I lavori dovranno essere eseguiti su un immobile
agibile, quindi occupato da persone e cose, anche se non vi sarà mai interferenza tra atività di cantiere e attività scolastiche.
Art.2) IMPORTO LAVORI - COSTO ESECUZIONE PIANO DI SICUREZZA - CRONOPROGRAMMA
2.1a. IMPORTO LAVORI A BASE D’ASTA
L’importo dei lavori ammonta a € 61.123,47 (euro sessantunomilacentoventitre\47), di cui:
A MISURA
€
61.123,47
%
100
2.1b. COSTO ESECUZIONE PIANO DI SICUREZZA
Il costo per dare esecuzione al piano di sicurezza di cui al D.Lgs.494/96 s v. e al D.L.vo 81/08, ossia per l’approntamento delle
misure proprie e specifiche del cantiere, quali la messa in opera di recinzioni, opere di contenimento, puntellamenti, parapetti, ecc. compreso l’eventuale relativo materiale di consumo è stimato in € 1.604,07 da pagare in proporzione allo stato avanzamenti lavori.
2.2a IMPORTI LAVORI A MISURA ED A CORPO – INCIDENZA DELLE DIVERSE CATEGORIE
Con riferimento all'importo di cui al punto 2.1a la distribuzione relativa delle varie categorie di lavoro da realizzare risulta riassunta
nel seguente prospetto:
CATEGORIE
n.
1
2
3
4
IMPORTI
Descrizione
€
SCAVI, RIMOZIONI E DEMOLIZIONI
OPERE IN C.A. E SIMILI, MURATURE
OPERE IN MARMO, MASSETTI E VESPAI
IMPERMEABILIZZAZIONI, OPERE IN FERRO, INFISSI
totale
22.322,24
20.524,42
15.605,51
2.671,30
61.123,47
%
36,52
33,58
25,53
4,37
100,00
Il programma temporale dei lavori è quello riportato nel relativo allegato di progetto. Esso è vincolante per l’appaltatore nei limiti in
cui non comporta pregiudizi economici o temporali per la stazione appaltante. E’ consentita, anzi auspicata, una sua variazione se dovuta
ad un’accelerazione del programma costruttivo con anticipazione della data d’ultimazione, fatta salva comunque l’insindacabile valutazione
della stazione appaltante.
2.3 CATEGORIE DI LAVORO PREVALENTI
In base al precedente prospetto, visto il REGOLAMENTO DI QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE, di cui al D.P.R. 25 gennaio
2000 n.34, la categorie di lavori prevalente è la
ƒ
OG1 – EDIFICI CIVILI ED INDUSTRIALI
2.4 VARIAZIONE DEL PROGETTO - IMPORTI
Le cifre del precedente prospetto, che indicano gli importi presuntivi delle diverse categorie di lavoro e delle diverse opere, potranno variare tanto in più quanto in meno (ciò sia in via assoluta quanto nelle reciproche proporzioni a seguito di modifiche, aggiunte o
soppressioni che l'Amministrazione appaltante riterrà necessario od opportuno apporre al progetto) secondo quanto disposto agli artt.10, 11
e 12 del vigente Capitolato Generale approvato con DM. LL.PP. 19 aprile 2000 n.145 con la precisazione che non sono considerati varianti
gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo non superiore al 10% delle
categorie di lavoro di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro ed al 5% per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell'appalto
e che non comportino un aumento dell’importo del contratto stipulato per la realizzazione dell'opera. In tali limiti, il direttore dei lavori potrà
disporre variazioni di dettaglio sulla base di ordini o disposizioni di servizio, senza che l’appaltatore possa opporre rifiuto o invocare variazioni alle condizioni contrattuali di qualsiasi tipo.
2.5 VARIAZIONE DEL COSTO DEL PIANO DI SICUREZZA
Assunto che il costo della sicurezza da corrispondere all’appaltatore è quello specifico e proprio del cantiere (e non quello derivante dell’attività d’impresa), di cui all’applicazione del D.Lgs.626/94, in relazione ad una possibile variazione del piano di sicurezza, si conviene quanto segue:
•
una variazione in ragione di quanto stabilito al comma 1 bis dell’art.31 della L.109/94 e s.v. non determina alcuna variazione
pagina n.1
•
•
dell’importo da corrispondere all’appaltatore da parte del committente a titolo di rimborso del costo della sicurezza;
una variazione in più o in meno del programma costruttivo il cui importo netto assoluto dei lavori sia inferiore o uguale al 10% di quello
di quello di contratto non determina alcuna variazione del costo della sicurezza indicato al punto 2.1b;
una variazione in più o in meno del programma costruttivo il cui importo netto assoluto dei lavori sia superiore al 10% rispetto a quello
di contratto determina una proporzionale variazione del costo iniziale della sicurezza, da saldare a consuntivo con l’approvazione dello
stato finale.
Art.3) DESIGNAZIONE SOMMARIA DELLE OPERE INCLUSE NELL'APPALTO
3.1 DESIGNAZIONE DELLE OPERE
Le opere che formano oggetto del presente appalto possono riassumersi come appresso:
OPERE
1) demolizione marciapiede posteriore del corpo più vecchio
2) scavo a ridosso della muratura posteriore del corpo più vecchio per accedere al piano fondale;
3) apertura di porta sul retro dopo lo scavo e apertura di vano di passaggio sulla recinzione per accedere allo scavo;
4) rimozione a mano del materiale sciolto presente nel seminterrato;
5) realizzazione di fondazioni in c.a. per intercapedine interna in muratura di termo blocchi;
6) ripristino strutturale delle fondazioni e dei pilastri a vista nel piano seminterrato;
7) realizzazione di intercapedine interna con muratura in termo blocchi;
8) realizzazione di vespaio areato con cupoline tipo igloo;
9) realizzazione di vani finestre;
10) posa in opera di infissi in alluminio esterni.
Art.4) CONDIZIONI DI APPALTO
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Nell'accettare i lavori sopra designati l'Appaltatore assume di:
aver piena consapevolezza delle opere da eseguire, essersi recato sul posto interessato ai lavori e aver accertato lo stato dei
luoghi, l’agibilità e le condizioni normali di esercizio, anche in rapporto alla presenza di terzi estranei, le condizioni di viabilità
e di accesso, l’andamento plano-volumetrico del terreno, di aver saggiato la sua natura e consistenza, il tipo e la quantità di rifiuti presenti, nonché l’ubicazione delle reti pubbliche di erogazione/allacciamento dell’acqua, fognatura, gas, elettricità, telefoni che lo riguardano, l’ubicazione delle discariche autorizzate per il conferimento dei rifiuti;
aver esaminato il progetto e di ritenerlo esaustivo e sufficiente per un’offerta pienamente cognitiva, comunque idoneo per una
sua piena esecutività e che nulla osta ad un inizio e fine lavori, il tutto secondo il crono-programma ed il piano di sicurezza allegati;
aver valutato, nel formulare l’offerta, tutte le circostanze e gli elementi che influiscono tanto sul costo dei materiali, della mano d'opera, anche del facchinaggio per lo spostamento di arredi e suppellettili e della presenza di terzi estranei sul posto, dei
noli e dei trasporti ed il piano operativo di sicurezza;
poter disporre di attrezzature e mezzi d’opera adeguati ai lavori che occorre eseguire e di poterli realizzare alle condizioni
previste dal piano di sicurezza predisposto e con la massima efficienza ed economicità;
aver compreso nel prezzo d'appalto i costi per le attrezzature e mezzi d’opera conformi alla direttiva (di prodotto) CE necessari all’esecuzione dei lavori;
ritenere congrui i prezzi unitari d’appalto e gli importi delle diverse categorie di lavoro del progetto, nonché l’importo per
l’attuazione delle misure di sicurezza di cui al D.Lgs. 494/96 indicato ai punti 2.1c e 2.5 del presente capitolato;
poter eseguire i lavori secondo il cronoprogramma riportato all’art.2 del capitolato speciale.
poter garantire sempre la fruibilità di parte dell’edificio per lo svolgimento delle attività scolastiche
L'Appaltatore non potrà quindi eccepire, durante l'esecuzione dei lavori, la mancata conoscenza di condizioni o la sopravvenienza
di elementi non valutati o non considerati, tranne che tali nuovi elementi si configurino come cause di forza maggiore contemplate dal Codice Civile (e non escluse da altre forme del presente Capitolato) o che si riferiscano a condizioni soggette a revisioni.
Art.5) VARIAZIONI DELLE OPERE PROGETTATE
L'amministrazione si riserva l’insindacabile facoltà di introdurre, all'atto esecutivo, quelle varianti che riterrà più opportune, nei limiti di cui al punto 2.4, nell'interesse della buona riuscita e dell'economia dei lavori, senza che l'Appaltatore possa trarne motivi per avanzare
pretese di compensi ed indennizzi di qualsiasi natura e specie, non stabiliti dal vigente Capitolato Generale o dal presente Capitolato Speciale.
Di contro l'Appaltatore non potrà in alcun modo apporre variazioni di propria iniziativa al progetto, anche se di dettaglio.
Eventuali migliorie o esecuzione di lavori eccedenti per dimensioni e forma quelli di progetto, privi di autorizzazione, non saranno
oggetto di liquidazione e pagamento e, pertanto, non potranno gravare sul costo dell’appalto.
Delle variazioni apportate senza il prescritto ordine o benestare della Direzione Lavori, potrà essere ordinata l'eliminazione a cura
e spese dello stesso, salvo il risarcimento dell'eventuale danno all’Amministrazione appaltante.
Art. 6) ECCEZIONI DELL'APPALTATORE
Nel caso che l'Appaltatore ritenga che le disposizioni impartite dalla Direzione Lavori siano difformi dai patti contrattuali, o che le
modalità esecutive e gli oneri connessi all’esecuzione dei lavori siano più gravosi di quelli previsti nel presente Capitolato, sì da richiedere la
formazione di un nuovo prezzo o la corresponsione di un particolare compenso, egli dovrà rappresentare le proprie eccezioni prima di dar
corso all'Ordine di Servizio con il quale tali lavori siano stati disposti.
Poiché tale norma ha lo scopo di non esporre l'Amministrazione a spese impreviste, resta contrattualmente stabilito che non saranno accolte richieste postume e che le eventuali relative riserve si intenderanno prive di qualsiasi efficacia.
pagina n.2
2° CAPITOLO
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L'APPALTO
Art. 7) OSSERVAZIONI DELLE LEGGI, DEL REGOLAMENTO E DEL CAPITOLATO GENERALE
Per quanto non sia in contrasto con le condizioni stabilite dal presente capitolato e dal contratto, l'esecuzione dell'appalto è soggetta, nell'ordine, all'osservanza delle seguenti statuizioni:
• DPR 21.12.1999 n.554 Regolamento d’attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici, d’ora innanzi denominato regolamento, per gli articoli non espressamente abrogati dal D.Lvo 163/06;
• D.M. LL.PP. 19.04.2000 n.145 Regolamento recante il capitolato generale d’appalto, d’ora innanzi denominato capitolato generale;
• Leggi 11.02.1994 n°109, 02.06.1995 n°216, 18.11.1998 n°415;
• Legge Regione Puglia n°13 del 11 maggio 2001.
L'Impresa è inoltre tenuta al rispetto del D.Lvo. 19 settembre 1994, n. 626 sul "Miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro" e successive modifiche e del D.Lvo 14 agosto 1966, n. 494 e del D.L.vo 81/08 concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.
Art. 8) DOCUMENTI CHE FANNO PARTE DEL CONTRATTO
Fanno altresì parte integrante del contratto di appalto, oltre il Capitolato Generale, anche i seguenti documenti:
a) Le Leggi, i Decreti, i Regolamenti e le Circolari Ministeriali emanate e vigenti alla data di esecuzione dei lavori;
b) Le Leggi, i Decreti, i Regolamenti e le Circolari emanate e vigenti per i rispettivi ambiti territoriali, nella Regione, Provincia e Comune in
cui si eseguono le opere oggetto dell'appalto;
c) Le norme emanate dal C.N.R., le norme U.N.I., le norme C.E.I. ed i testi citati nel presente Capitolato;
d) Cronoprogramma;
e) Piano di sicurezza e coordinamento;
f) Elenco prezzi unitari;
g) I seguenti elaborati di progetto:
Elab. 0)
Relazione Generale e Quadro Economico
Elab. 1)
Inquadramento Urbanistico e Doc. Fotografica
Elab. 2)
Planimetria, prospetti e sezioni
Elab. 3)
Planimetria, prospetti e sezioni
Elab. 4)
Particolari Costruttivi
Capitolato Speciale
Incidenza Manodopera
In conformità a quanto stabilito all’Art.16, il computo metrico ha valenza contrattuale limitatamente alla valorizzazione dei lavori a corpo per
la redazione del SAL, essendo le opere a corpo non soggette a misura ai fini della loro contabilizzazione.
Art.9) CAUZIONE PROVVISORIA
Da costituirsi anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa per l’importo indicato nel bando di gara.
Art.10) CAUZIONE DEFINITIVA E POLIZZE DI GARANZIA
10.1 CAUZIONE DEFINITIVA
La cauzione definitiva è stabilita nella misura indicata all’art.30 della L.109/94 e s.v.. Essa deve permanere fino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione, o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione
dei lavori risultante dal relativo certificato. Viene prestata a garanzia dell'adempimento di tutte le obbligazioni del contratto e del risarcimento
dei danni derivanti dall'eventuale inadempimento delle obbligazioni stesse, nonché a garanzia del rimborso delle somme pagate in più
all'appaltatore rispetto alle risultanze della liquidazione finale, salva comunque la risarcibilità del maggior danno.
La stazione appaltante ha il diritto di valersi della cauzione per l'eventuale maggiore spesa sostenuta per il completamento dei
lavori nel caso di risoluzione del contratto disposta in danno dell'appaltatore. La stazione appaltante ha inoltre il diritto di valersi della cauzione per provvedere al pagamento di quanto dovuto dall'appaltatore per le inadempienze derivanti dall’inosservanza di norme e prescrizioni
dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei lavoratori comunque presenti in cantiere. La stazione appaltante può richiedere all'appaltatore la reintegrazione della cauzione ove questa sia venuta meno
in tutto o in parte; in caso di inottemperanza, la reintegrazione si effettua a valere sui ratei di prezzo da corrispondere all'appaltatore.
10.2 - FIDEIUSSIONE A GARANZIA DELL'ANTICIPAZIONE E FIDEIUSSIONE A GARANZIA DEI SALDI
L'erogazione dell'anticipazione, ove consentita dalla legge, è subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all'anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell'anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori. L'importo della garanzia viene gradualmente ed automaticamente ridotto nel corso dei
lavori, in rapporto al progressivo recupero dell'anticipazione da parte delle stazioni appaltanti.
La fideiussione a garanzia del pagamento della rata di saldo è costituita alle condizioni previste dal comma 1. Il tasso di interesse
è applicato per il periodo intercorrente tra il collaudo provvisorio ed il collaudo definitivo.
10.3 POLIZZA DI ASSICURAZIONE PER DANNI DI ESECUZIONE E RESPONSABILITÀ CIVILE VERSO TERZI
L'esecutore dei lavori è obbligato ai sensi dell'art.30, comma 3, della L.109/94, a stipulare una polizza di assicurazione che copra i
danni subiti dalle stazioni appaltanti a causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche preesistenti, verificatisi nel corso dell'esecuzione dei lavori. La somma assicurata è stabilita nel bando di gara. La polizza deve inoltre assicurare la
pagina n.3
stazione appaltante contro la responsabilità civile per danni causati a terzi nel corso dell'esecuzione dei lavori.
Il massimale per l'assicurazione contro la responsabilità civile verso terzi è pari al 5 per cento della somma assicurata per le opere con un minimo di 500.000 Euro, ed un massimo di 5.000.000 di Euro.
La copertura assicurativa decorre dalla data di consegna dei lavori e cessa alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato. Qualora sia previsto un periodo di garanzia, la polizza assicurativa è sostituita da una polizza che tenga indenni le stazioni appaltanti da tutti i rischi connessi all'utilizzo delle lavorazioni in garanzia o agli interventi per la loro eventuale sostituzione o rifacimento.
Il contraente trasmette alla stazione appaltante copia della polizza di cui al presente articolo almeno dieci giorni prima della consegna dei lavori. L'omesso o il ritardato pagamento delle somme dovute a titolo di premio da parte dell'esecutore non comporta l'inefficacia
della garanzia.
10.4 - POLIZZA DI ASSICURAZIONE INDENNITARIA DECENNALE
L'appaltatore è obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato
di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato, una polizza indennitaria decennale a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell'opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi. La polizza deve contenere la previsione del pagamento in favore del committente non appena questi lo richieda, anche in pendenza dell'accertamento della responsabilità e senza che occorrano consensi ed autorizzazioni di qualunque specie. Il limite di indennizzo della polizza decennale non deve essere inferiore al 20 per cento del valore dell'opera realizzata con il limite massimo di 14.000.000 di Euro.
L'appaltatore è altresì obbligato a stipulare, per i lavori di cui al comma 1, una polizza di assicurazione della responsabilità civile
per danni cagionati a terzi, con decorrenza dalla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione e per la durata di dieci anni, con massimale non inferiore a 4.000.000 di Euro.
La liquidazione della rata di saldo è subordinata all'accensione delle polizze di cui ai commi 1 e 2.
Art. 11) CONSEGNA DEI LAVORI
11.1 CONSEGNA IN GENERALE
La consegna dei lavori all'Appaltatore avverrà con le modalità prescritte al II capo – sezione seconda “Consegna dei lavori “ del
Regolamento, facendo riferimento ai termini di ultimazione dei vari lotti di intervento e del complesso dei lavori oggetto dell’appalto.
11.2 CAPISALDI DI LIVELLAZIONE
Unitamente agli occorrenti disegni di progetto, in sede di consegna sarà fornito all'Appaltatore l'elenco dei capisaldi di livellazione
a cui si dovrà riferire nella esecuzione dei lavori.
La verifica di tali capisaldi dovrà essere effettuata con tempestività, in modo che non oltre sette giorni dalla consegna possano
essere segnalate alla Direzione Lavori eventuali difformità riscontrate.
L'Appaltatore sarà inoltre responsabile della conservazione di capisaldi, che non potrà rimuovere senza preventiva autorizzazione.
11.3 INIZIO DEI LAVORI - PENALE PER IL RITARDO
L'Appaltatore darà inizio ai lavori immediatamente e ad ogni modo non oltre 15 giorni dal verbale di consegna. In caso di ritardo
sarà applicata una penale giornaliera di Euro 200,00 (euro duecento/00). Ove il ritardo dovesse eccedere i 40 giorni dalla data di consegna
si farà luogo alla risoluzione del contratto ed all'incameramento della cauzione.
Art. 12) TEMPO UTILE PER L'ULTIMAZIONE DEI LAVORI - PENALE PER IL RITARDO
12.1 TEMPO UTILE
Il tempo utile complessivo per dare ultimati tutti i lavori in appalto, ivi comprese eventuali opere di finitura ad integrazione di appalti scorporati, resta fisso in giorni 77 (settantasette) naturali successivi e continui, decorrenti dalla data del verbale di consegna.
12.2 PENALE
In caso di ritardata ultimazione, la penale di cui all'art.21 del Capitolato Generale rimane stabilita nella misura di Euro 120,00 (
euro centoventi/00) per ogni giorno di ritardo, comunque complessivamente non superiore al 10 per mille dell’ammontare netto contrattuale.
Tanto la penale, quanto il rimborso delle maggiori spese di assistenza, insindacabilmente valutate quest'ultime dalla Direzione
lavori, verranno senz'altro iscritte a debito dell'Appaltatore negli atti contabili.
Non saranno concesse proroghe al termine delle ultimazioni, salvo che nei casi espressamente contemplati dal presente Capitolato e per imprevedibili casi di effettiva forza maggiore, ivi compresi gli scioperi di carattere provinciale, regionale e nazionale.
Art. 13) SOSPENSIONE E RIPRESA DEI LAVORI
E' ammessa la sospensione dei lavori, ordinata dal direttore dei lavori, ai sensi dell'art. 133, comma 1, del regolamento nei casi di
avverse condizioni climatiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola
d'arte dei lavori stessi; tra le circostanze speciali rientrano le situazioni che determinano la necessità di procedere alla redazione di una variante in corso d'opera nei casi previsti dal comma 1, lettere a), b), b-bis) e c), dell'art. 25 L. 11 febbraio 1994, n. 109, queste ultime due qualora dipendano da fatti non prevedibili al momento della conclusione del contratto.
La sospensione disposta ai sensi del comma 1 permane per il tempo necessario a far cessare le cause che hanno comportato la
interruzione dell'esecuzione dell'appalto. Nel caso di sospensione dovuta alla redazione di perizia di variante, il tempo deve essere adeguato alla complessità ed importanza delle modifiche da introdurre al progetto.
L'appaltatore che ritenga cessate le cause che hanno determinato la sospensione temporanea dei lavori ai sensi dei commi 1 e 2,
senza che la stazione appaltante abbia disposto la ripresa dei lavori stessi, può diffidare per iscritto il responsabile del procedimento a dare
le necessarie disposizioni al direttore dei lavori perché provveda a quanto necessario alla ripresa. La diffida ai sensi del presente comma è
condizione necessaria per poter iscrivere riserva all'atto della ripresa dei lavori, qualora l'appaltatore intenda far valere l'illegittima maggiore
durata della sospensione.
Nei casi previsti dall'art.133, comma 2, del regolamento il responsabile del procedimento determina il momento in cui sono venute
meno le ragioni di pubblico interesse o di necessità che lo hanno indotto a sospendere i lavori. Qualora la sospensione, o le sospensioni se
più di una, durino per un periodo di tempo superiore ad un quarto della durata complessiva prevista per l'esecuzione dei lavori stessi, o copagina n.4
munque quando superino sei mesi complessivi, l'appaltatore può richiedere lo scioglimento del contratto senza indennità; se la stazione appaltante si oppone allo scioglimento, l'appaltatore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione
oltre i termini suddetti.
Salvo quanto previsto dall'ultimo periodo del comma precedente, per la sospensione dei lavori, qualunque sia la causa, non spetta all'appaltatore alcun compenso o indennizzo.
In ogni caso, e salvo che la sospensione non sia dovuta a cause attribuibili all'appaltatore, la sua durata non è calcolata nel tempo
fissato dal contratto per l'esecuzione dei lavori.
Alla sospensione parziale dei lavori ai sensi dell'art.133, comma 7, del regolamento si applicano i commi 1, 2 e 5; essa determina
altresì il differimento dei termini contrattuali pari ad un numero di giorni determinato dal prodotto dei giorni di sospensione per il rapporto tra
ammontare dei lavori non eseguiti per effetto della sospensione parziale e l'importo totale dei lavori previsto nello stesso periodo secondo il
programma dei lavori redatto dall'impresa.
Art. 14) IMPIANTO DEL CANTIERE - PROGRAMMA ED ORDINE DEI LAVORI
14.1 IMPIANTO DEL CANTIERE
L'Appaltatore dovrà provvedere all'impianto del cantiere non oltre il termine di 7 giorni dalla data di consegna.
14.2 PROGRAMMA DEI LAVORI
Entro il termine di 15 giorni dalla stessa data l’Appaltatore dovrà presentare un programma di massima per lo sviluppo dei lavori,
compatibilmente con quanto disposto nel cronoprogramma dell’amministrazione.
La direzione potrà formulare le proprie osservazioni ricevute le quali l'Appaltatore, nell'ulteriore termine di 15 giorni, dovrà consegnare il programma definitivo dettagliato con allegato quadro grafico riportante l'inizio, lo sviluppo e l'ultimazione delle principali categorie di
lavoro.
L'accettazione del programma da parte della Direzione non riduce la facoltà che la stessa si riserva a norma del seguente punto
14.3 ORDINE DEI LAVORI
In linea generale l'Appaltatore avrà facoltà di sviluppare i lavori nel modo più conveniente per darli perfettamente compiuti nel
termine contrattuale purché, a giudizio della Direzione, ciò non riesca pregiudizievole alla buona riuscita delle opere ed agli interessi
dell'Amministrazione appaltante.
Questa si riserva ad ogni modo il diritto di stabilire la precedenza od il differimento di un determinato tipo di lavoro, o l'esecuzione
entro un congruo termine perentorio, senza che l'Appaltatore possa rifiutarsi o richiedere particolari compensi.
Art. 15) ANTICIPAZIONI
Omiss.
Art.16) PAGAMENTI IN ACCONTO
16.1 LAVORI IN GENERALE
Conformemente alle disposizioni degli artt.28 e 29 del Capitolato Generale, saranno corrisposti, in corso d'opera, pagamenti in
acconto, in base a stati d’avanzamento, in genere se:
•
l'ammontare della rata d’acconto, al netto della sola i.v.a., sia non inferiore a € 25.000,00 (euro venticinquemila/00);
•
all'ultimazione dei lavori ed ad ogni eventuale sospensione degli stessi qualunque sia l’importo del certificato di pagamento maturato.
La rata di saldo sarà pagata dopo l'approvazione del collaudo e previa attestazione del regolare adempimento, da parte dell'Appaltatore, degli obblighi contributivi ed assicurativi.
16.2 LAVORI A MISURA
La contabilizzazione dei lavori a misura sarà effettuata applicando i prezzi contrattuali alle quantità delle rispettive categorie di
lavoro.
16.3 COMPENSO A CORPO
La contabilizzazione dei lavori a corpo, non essendo a tal fine soggette a misurazione, sarà effettuata percentualizzando il loro
valore in proporzione con quello preventivato nel computo metrico estimativo di progetto.
16.3 bis PAGAMENTO COSTO ESECUZIONE PIANO DI SICUREZZA
Il pagamento del costo per l’esecuzione del piano di sicurezza si effettuerà in acconti in misura proporzionale all’importo del SAL
al momento dell’emissione del certificato di pagamento (dei lavori) di cui al precedente comma 16.1.
16.4 MATERIALI IN CANTIERE
A discrezione dell'Amministrazione appaltante, i materiali approvvigionati in cantiere, qualora accettati dalla Direzione Lavori, potranno, ai sensi e nei limiti dell'Art.28 del Capitolato Generale, essere compresi negli stati di avanzamento dei lavori nella misura non superiore al 50% del prezzo dell’opera finita in opera. La valutazione sarà fatta a misura, con i relativi prezzi di elenco.
16.5 LAVORI IN ECONOMIA
Le somministrazioni di operai e di materiali per lavori in economia, che venissero fatte dall'appaltatore per ordine della Direzione
Lavori, saranno pagate con apposite liste settimanali da comprendersi nella contabilità dei lavori a prezzi di contratto.
Art. 17) DANNI DI FORZA MAGGIORE
Saranno considerati danni di forza maggiore quelli provocati alle opere oggetto dell’appalto da eventi imprevedibili od eccezionali
e per i quali l'Appaltatore non abbia trascurato le normali ed ordinarie precauzioni.
Non rientreranno comunque in tale classifica, quando causati da precipitazioni e da geli, anche se di entità eccezionale: gli smottamenti e solcature delle scarpate, l'interramento dei cavi, la deformazione dei rilevati, il danneggiamento alle opere d'arte per il rigonfiamento dei terreni, gli ammaloramenti della sovrastruttura stradale.
L'Appaltatore è tenuto a prendere tempestivamente ed efficacemente tutte le misure preventive atte ad evitare tali danni o a provvedere alla loro immediata eliminazione ove gli stessi si siano già verificati.
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Per i danni causati da forza maggiore si applicano le disposizioni dell'art.139 del regolamento dei LL.PP.
I danni dovranno essere denunciati dall'Appaltatore immediatamente, appena verificatosi l'avvenimento ed, in nessun caso, sotto
pena di decadenza, oltre cinque giorni.
Il compenso sarà limitato all'importo dei lavori necessari per le riparazioni, valutati a prezzi di contratto.
Nessun compenso sarà dovuto quando a determinare il danno abbia concorso la colpa o la negligenza dell'appaltatore o delle
persone delle quali esso è tenuto a rispondere.
Resteranno altresì a totale carico dell'Appaltatore i danni subiti da tutte quelle opere non ancora misurate, né regolarmente inserite a libretto.
Art. 18) ACCERTAMENTO E MISURAZIONE DEI LAVORI
La Direzione dei Lavori potrà procedere in qualunque momento all'accertamento ed alla misurazione delle opere compiute. Ove
l'Appaltatore non si presentasse ad eseguire in contraddittorio tali operazioni, gli sarà assegnato un termine perentorio, scaduto il quale, i
maggiori oneri che si dovranno per conseguenza sostenere gli verranno senz'altro addebitati.
In tal caso, inoltre, l'Appaltatore non potrà avanzare alcuna richiesta per eventuali ritardi nella contabilizzazione o nell'emissione
dei certificati di pagamento.
Art. 19) ULTIMAZIONE DEI LAVORI - CONTO FINALE - COLLAUDO
19.1 ULTIMAZIONE DEI LAVORI
Non appena avvenuta l'ultimazione dei lavori l'Appaltatore informerà per iscritto la Direzione che, previo congruo preavviso, procederà alle necessarie constatazioni in contraddittorio redigendo, ove le opere vengano riscontrate regolarmente eseguite, l'apposito certificato.
Qualora dall'accertamento risultasse la necessita di rifare o modificare qualche opera, per esecuzione non perfetta, l'Appaltatore
dovrà effettuare i rifacimenti e le modifiche ordinate, nel tempo che gli verrà prescritto e che verrà considerato, agli effetti di eventuali ritardi,
come tempo impiegato per i lavori.
19.2 CONTO FINALE
La contabilità finale dei lavori verrà redatta, ai sensi dell'art.173 del Regolamento, nel termine di 2 mesi dalla data di ultimazione, quindi entro trenta giorni sarà trasmessa all'Amministrazione appaltante per i provvedimenti di competenza.
19.3 COLLAUDO
A prescindere dai collaudi parziali che potranno essere disposti dall'Amministrazione, le operazioni di collaudo definitivo avranno
termine entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori con l'emissione del relativo certificato e l'invio dei documenti all'Amministrazione. Per il resto e quanto di pertinenza valgono le disposizioni del TITOLO XII - COLLAUDO DEI LAVORI del Regolamento.
Devono essere comunque rispettate le disposizioni sul collaudo dall'art. 141 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i.;
Art. 20) MANUTENZIONE DELLE OPERE FINO AL COLLAUDO
Sino a che non sia intervenuto, con esito favorevole, il collaudo definitivo delle opere, la manutenzione delle stesse, ordinaria e
straordinaria, dovrà essere fatta a cura spese dell'Appaltatore.
Per tutto il periodo intercorrente fra l'esecuzione ed il collaudo e salve le maggiori responsabilità sancite dall'art.1669 C.C., l'Appaltatore è quindi garante delle opere e delle forniture eseguite obbligandosi a sostituire i materiali che si mostrassero non rispondenti alle
prescrizioni contrattuali ed a riparare tutti i guasti e le degradazioni che dovessero verificarsi anche in conseguenza dell'uso, purché corretto, delle opere.
In tale periodo la manutenzione dovrà essere eseguita nel modo più tempestivo ed in ogni caso, sotto pena d'intervento d'ufficio,
nei termini prescritti dalla Direzione Lavori.
Per cause stagionali o per altre cause potrà essere concesso all'Appaltatore di procedere ad interventi di carattere provvisorio,
salvo a provvedere alle riparazioni definitive, a regola d'arte, appena possibile.
Devono essere comunque rispettate le disposizioni sul collaudo dall'art. 141 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i. e degli
articoli compresi tra il 191 e il 203 del Regolamento.
Art. 21) DISCORDANZE NEGLI ATTI DI CONTRATTO - PRESTAZIONI ALTERNATIVE
Qualora lo stesso atto contrattuale dovesse riportare delle disposizioni di carattere discordante, l'Appaltatore ne farà oggetto
d'immediata segnalazione scritta all'Amministrazione appaltante per i conseguenti provvedimenti di modifica.
Se le discordanze dovessero riferirsi a caratteristiche di dimensionamento grafico, saranno di norma ritenute valide le indicazioni
riportate nel disegno con scala di riduzione minore. In ogni caso dovrà ritenersi nulla la disposizione che contrasta o che in minor misura
collima con il contesto delle norme e disposizioni riportate nei rimanenti atti contrattuali.
Nel caso si riscontrassero disposizioni discordanti tra i diversi atti di contratto, fermo restando quanto stabilito nella seconda parte
del precedente capoverso, l'Appaltatore rispetterà nell'ordine quelle indicate dagli atti seguenti: Contratto - Capitolato Speciale d'Appalto Elenco Prezzi - Disegni.
Qualora gli atti contrattuali prevedessero delle soluzioni alternative, resta espressamente stabilito che la scelta spetterà, di norma
e salvo diversa specifica, alla Direzione Lavori.
L’Appaltatore dovrà comunque rispettare i minimi inderogabili fissati dal presente Capitolato avendo gli stessi, per esplicita statuizione, carattere di prevalenza rispetto alle diverse o minori prescrizioni riportate negli atti contrattuali.
Art. 22) PROPRIETÀ DEGLI OGGETTI TROVATI
L'Amministrazione salvo i diritti che spettano allo Stato a termini di legge, si riserva la proprietà degli oggetti di valore e di quelli
che interessano la scienza, la storia, l'arte o l'archeologia che si rinvengano nei fondi espropriati per l'esecuzione dei lavori o nella sede dei
lavori stessi. Dell'eventuale ritrovamento dovrà essere dato immediato avviso alla Direzione Lavori per le opportune disposizioni. L'Appaltatore non potrà in ogni caso senza ordine scritto rimuovere od alterare l'oggetto del ritrovamento, sospendendo i lavori stessi nel luogo intepagina n.6
ressato. Ove necessario, tale sospensione potrà essere formalizzata dalla Direzione Lavori, rientrando tra le cause di forza maggiore previste dal primo comma dell'art. 30 del Capitolato Generale.
Art. 23) LAVORO NOTTURNO E FESTIVO
Qualora per cause non imputabili all'Appaltatore l'esecuzione delle opere dovesse procedere in modo da non garantire il rispetto
del termine contrattuale, la Direzione potrà richiedere che i lavori siano proseguiti ininterrottamente, anche di notte e nei giorni festivi. Per
tali incombenze nessun particolare indennizzo spetterà all'Appaltatore, salvo le maggiorazioni previste dalle tariffe sindacali per i lavori condotti in siffatte circostanze.
Art. 24) DISCIPLINA NEI CANTIERI E BUON ORDINE DEI CANTIERI
L'appaltatore è responsabile della disciplina e del buon ordine nel cantiere e ha l'obbligo di osservare e far osservare al proprio
personale le norme di legge e di regolamento. L'appaltatore, tramite il direttore di cantiere assicura l'organizzazione, la gestione tecnica e la
conduzione del cantiere.
La direzione del cantiere è assunta dal direttore tecnico dell'impresa o da altro tecnico formalmente incaricato dall'appaltatore ed
eventualmente coincidente con il rappresentante delegato, ai sensi dell’art.4 capitolato generale d’appalto. In caso di appalto affidato ad
associazione temporanea di imprese o a consorzio, l'incarico della direzione di cantiere è attribuito mediante delega conferita da tutte le imprese operanti nel cantiere; la delega deve indicare specificamente le attribuzioni da esercitare dal direttore anche in rapporto a quelle degli
altri soggetti operanti nel cantiere.
Il direttore dei lavori ha il diritto, previa motivata comunicazione all'appaltatore, di esigere il cambiamento del direttore di cantiere e
del personale per indisciplina, incapacità o grave negligenza.
L'appaltatore è comunque responsabile dei danni causati dall'imperizia o dalla negligenza di detti soggetti, e risponde nei confronti dell'amministrazione committente per la malafede o la frode dei medesimi nell'impiego dei materiali.
Art.25) TRATTAMENTO E TUTELA DEI LAVORATORI
25.1 TRATTAMENTO DEI LAVORATORI
L'Appaltatore é obbligato ad applicare ai lavoratori dipendenti, occupati nei lavori costituenti oggetto del presente contratto e, se
cooperativa, anche nei confronti dei soci, condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro vigenti nelle località e nei tempi in cui si svolgono i lavori ed a continuare ad applicare i suddetti contratti collettivi anche dopo la loro scadenza e fino alla loro sostituzione. L'Appaltatore si obbliga in particolare ad osservare la clausole dei contratti collettivi nazionali e provinciali
relative al trattamento economico per ferie, gratifica natalizia e festività, ed a provvedere all'accantonamento degli importi relativi nei modi e
nelle forme in essi contratti previsti.
I suddetti obblighi vincolano l'Appaltatore fino alla data del collaudo anche se egli non sia aderente alle associazioni stipulanti o
receda da esse ed indipendentemente dalla natura industriale ed artigiana, dalla natura e dimensioni dell'impresa di cui è titolare e da ogni
altra sua qualificazione giuridica, economica e sindacale.
25.2 TUTELA DEI LAVORATORI
L'Appaltatore dovrà altresì osservare le norme e le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti vigenti sull'assunzione, tutela, protezione, assicurazione ed assistenza dei lavoratori, comunicando, non oltre 15 giorni dalla consegna, gli estremi della propria iscrizione agli
Istituti previdenziali ed assicurativi. A garanzia di tali obblighi si procederà secondo quanto disposto all’art.7 del capitolato generale.
Art.25 bis) PIANI DI SICUREZZA
Ai sensi dell’art.31 comma 1-bis /b) della l. 415/98, nonché dell’art.18, 8° comma della L. 19.03.90 n.55 e del D.Lgs 14.08.96
n.494 e D.L.vo 81/08 l’impresa ha l’obbligo di osservare e dare esecuzione al piano di sicurezza fisica dei lavoratori. Ai sensi delle stesse
disposizioni, tale piano deve essere messo disposizione delle autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri.
Il piano sarà aggiornato di volta in volta e coordinato a cura dell’Impresa, per tutte le imprese operanti nel cantiere al fine di rendere gli specifici piani redatti dai subappaltatori tra loro compatibili e coerenti.
A tal fine, entro quindici giorni dall’aggiudicazione e comunque prima dell’inizio dei lavori, l’appaltatore assume l’obbligo di:
1) proporre un proprio piano operativo di sicurezza integrativo o in variazione di quello stabilito dalla stazione appaltante di concerto
con il coordinatore all’esecuzione dei lavori secondo quanto previsto nel DPR n 222 del 3 luglio 2003;
2) dare piena esecuzione al piano di sicurezza con la consapevolezza che una sua violazione è motivo sufficiente per la risoluzione del
contratto in danno;
3) consegnare al coordinatore per l’esecuzione dei lavori, di cui all’art.5 del D.Lgs. 494/96, una copia del proprio documento della valutazione dei rischi di cui all’art.4 comma 2 del D.Lgs. 626/94 contenente:
a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati
per la valutazione stessa;
b) l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui alla lettera a);
c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
d) l’elenco nominativo settimanale di tutte le persone previste in cantiere con specificazione di qualifica e mansione.
Inoltre l’appaltatore dovrà:
indicare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art.8 del
D.Lgs.626/94;
2. indicare gli addetti al servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art.8 del
D.Lgs.626/94;
3. indicare, nei casi previsti dall'art.16 del D.Lgs.626/94 , il medico competente;
4. adottare le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ed in particolare:
I designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
1.
pagina n.7
II
aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del lavoro, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;
III nell'affidare i compiti ai lavoratori tener conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
IV fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
V prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
VI richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza
e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
VII richiedere l'osservanza da parte del medico competente degli obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui processi e sui
rischi connessi all'attività produttiva;
VIII adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
IX informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni
prese o da prendere in materia di protezione;
X astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in
cui persiste un pericolo grave e immediato;
XI permettere ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute e consente al rappresentante per la sicurezza di accedere alle informazioni ed alla documentazione aziendale di
cui all'art.19, comma 1, lettera e);
XII prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno;
XIII tenere ed esibire ad ogni richiesta del coordinatore all’esecuzione dei lavori un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli
infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno ed annotare il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro (tale registro sarà redatto conformemente al modello approvato con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale sentita la commissione consultiva permanente, di cui all'art.393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e successive modifiche) e conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza e del coordinatore all’esecuzione dei lavori;
XIV consultare il rappresentante per la sicurezza nei casi previsti dall'art.19, comma 1, lettere b), c) e d) D.Lgs.626/94;
XV adottare le misure adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e
immediato.
Art. 26) ESTENSIONE DI RESPONSABILITÀ - VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI
L'Appaltatore sarà responsabile nei confronti dell'Amministrazione del rispetto delle disposizioni del precedente articolo anche da
parte dei subappaltatori nei confronti dei rispettivi loro dipendenti, anche nei casi in cui il contratto collettivo non disciplina l'ipotesi di subappalto.
In caso di violazione degli obblighi suddetti, sempre che la violazione sia stata accertata dall'Amministrazione o denunciata al
competente Ispettorato del Lavoro, l'Amministrazione opererà delle trattenute di garanzia del 20% sui certificati di pagamento, previa diffida
all'Appaltatore a corrispondere, entro il termine di cinque giorni, quanto dovuto o comunque a definire la vertenza con i lavoratori, senza che
ciò possa dar titolo a risarcimento di danni od al pagamento di interessi sulle somme trattenute.
Art. 27) ONERI ED OBBLIGHI DIVERSI A CARICO DELL'APPALTATORE
Oltre gli oneri di cui all’art.5 del Capitolato Generale, ed altri specificati nel presente Capitolato Speciale, sono a carico dell'Appaltatore gli oneri ed obblighi seguenti:
27.1 La formazione del cantiere e l'esecuzione di tutte le opere a tal uopo occorrenti, comprese quelle di recinzione e di protezione e quelle necessarie per mantenere la continuità delle comunicazioni, nonché di scoli, acque e canalizzazioni esistenti, l’abattimento di alberi, l’estripazione di radici e vegetazione spontanea.
27.2 L'installazione delle attrezzature ed impianti necessari atti, in rapporto all'entità dell'opera, ad assicurare la migliore esecuzione ed il
normale ed interrotto svolgimento dei lavori.
27.3 L'apprestamento delle opere provvisionali quali ponteggi, impalcature, assiti, steccati, armature, centinature, casserature, etc. compresi spostamenti, sfridi, mantenimenti e smontaggi a fine lavori. Le incastellature, le impalcature le costruzioni provvisionali in genere, se prospettanti all'esterno del cantiere o aggettanti su spazi pubblici o privati, dovranno essere idoneamente schermate. Tra le
opere in argomento è compresa altresì un'adeguata illuminazione del cantiere.
27.4 La sistemazione delle strade e dei collegamenti esterni ed interni; la collocazione, ove necessario di ponticelli, andatoie, scalette di
adeguata portanza e sicurezza.
27.5 L'installazione di tabelle e segnali luminosi nel numero sufficienti, sia di giorno che di notte, nonché l'esecuzione di tutti i provvedimenti che la Direzione Lavori riterrà indispensabili per garantire la sicurezza delle persone e dei veicoli e la continuità del traffico. I
segnali saranno conformi alle disposizioni del T.U. 15.06.1959 n° 393 e del relativo Regolamento di esecuzione.
27.6 La vigilanza e guardiania del cantiere, sia diurna che notturna e la custodia di tutti i materiali, impianti e mezzi d'opera esistenti nello
stesso (siano essi di pertinenza dell'Appaltatore, dell'Amministrazione, o di altre ditte), nonché delle opere eseguite od in corso di
esecuzione e delle piantagioni. Tale vigilanza si intende estesa anche ai periodi di sospensione dei lavori ed al periodo intercorrente
tra l'ultimazione ed il collaudo, salvo l'anticipa consegna delle opere all'Amministrazione appaltante e per le opere consegnate.
27.7 La prevenzione delle malattie e degli infortuni con l'adozione di ogni necessario provvedimento e predisposizione inerente all'igiene
e sicurezza del lavoro, essendo l'Appaltatore obbligato ad attenersi a tutte le disposizioni e norme delle leggi e dei Regolamenti vigenti in materia all'epoca di esecuzione dei lavori.
27.8 La pulizia del cantiere e la manutenzione ordinaria e straordinaria di ogni apprestamento provvisionale.
27.9 La fornitura di locali uso ufficio (in muratura o prefabbricati) idoneamente rifiniti e finiti di servizi necessari alla permanenza ed al
lavoro di ufficio dalla Direzione Lavori. I locali saranno realizzati nel cantiere od in un luogo prossimo, stabilito od accettato dalla Direzione, la quale disporrà anche il numero degli stessi e le attrezzature di dotazione. Saranno inoltre idoneamente allacciati alle
normali utenze (luce, acqua, telefono) facendosi carico all'Appaltatore di tutte le spese di allacciamento, di uso e di manutenzione.
27.10 La fornitura di mezzi di trasporto per gli spostamenti della Direzione Lavori e del personale di assistenza.
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27.11 La fornitura e di locali e strutture di servizio per gli operai, quali tettoie, ricoveri, spogliatoi prefabbricati o meno, e la fornitura di
servizi igienico-sanitari in numero adeguato.
27.12 Le spese per allacciamenti provvisori e relativi contributi e diritti dei servizi di acqua, elettricità, gas, telefono e fognatura necessari
per il funzionamento del cantiere e l'esecuzione dei lavori, nonché le spese di utenza e consumo relative ai predetti servizi.
27.13 La fornitura di tutti i necessari attrezzi, strumenti e personale esperto per tracciamenti, rilievi, misurazioni, saggi, picchettazioni etc.
relativi alle operazioni di consegna, verifiche in corso d'opera, contabilità e collaudo dei lavori.
27.14 La riproduzione di grafici, disegni ed allegati vari relativi alle opere in esecuzione.
27.15 Il tracciato plano-altimetrico e tutti i tracciamenti di dettaglio riferentesi alle opere in genere.
27.16 Lo smacchiamento generale della zona interessata dai lavori, ivi incluso il taglio di alberi, siepi e l'estirpazione delle ceppaie.
27.17 Le pratiche presso Amministrazioni ed Enti per permessi, licenze, concessioni, autorizzazioni, per: opere di presidio, occupazioni
temporanee di suoli pubblici o privati, interruzioni provvisorie di pubblici servizi, attraversamenti, cautelamenti, trasporti speciali
nonché le spese ad esse relative per tasse, diritti, indennità, canoni, cauzioni etc. In difetto rimane ad esclusivo carico dell'Appaltatore ogni eventuale multa o contravvezione nonché il risarcimento degli eventuali danni.
27.18 La conservazione ed il ripristino delle vie, dei passaggi e dei servizi, pubblici o privati, che venissero interrotti per l'esecuzione dei
lavori, provvedendosi a proprie spese con opportune opere provvisionali.
27.19 Il risarcimento dei danni che in dipendenza del modo di esecuzione dei lavori venissero arrecati a proprietà pubbliche e private od a
persone, restando libere ed indenni l'Amministrazione appaltante ed il suo personale.
27.20 La fornitura di cartelli indicatori e la relativa installazione, nel sito indicato dalla Direzione, entro otto giorni dalla consegna dei lavori. I cartelloni, delle dimensioni minime di mt.1,00x2,00 recheranno a colori indelebili la denominazione dell'Ente finanziatore, quella
dell'Ente appaltante, la località di esecuzione dei lavori, l'oggetto e l'importo degli stessi nonché la denominazione dell'Ente preposto
alla Direzione. Tanto i cartelli che le armature di sostegno dovranno essere eseguiti con materiali di adeguata resistenza e di decoroso aspetto e mantenuti in ottimo stato fino al collaudo dei lavori. Per la mancanza o per il cattivo stato del prescritto numero di cartelli indicatori, sarà applicata all'Appaltatore una penale di £ 50.000. Sarà inoltre applicata una penale giornaliera di £ 50.000 al giorno della constata inadempienza fino a quello dell'apposizione o riparazione del cartello mancante o deteriorato.
27.21 La fornitura di notizie statistiche sull'andamento dei lavori, per periodi quindicinali, a decorrere dal sabato immediatamente successivo alla consegna degli stessi, come di seguito:
a)
numero degli operai impiegati, distinti nelle varie categorie, per ciascun giorno della quindicina, con relative ore lavorative;
b)
genere di lavoro eseguito nella quindicina, giorni in cui non si è lavorato e cause relative. Dette notizie dovranno pervenire alla Direzione non oltre il mercoledì immediatamente successivo al termine della quindicina, stabilendosi una penale, per ogni giorno di ritardo, di € 50,00.
27.22 L'esaurimento delle acque superficiali o di infiltrazione concorrenti nei cavi e l'esecuzione di opere provvisionali per lo scolo e la
deviazione preventiva di esse dalle sedi stradali o dal cantiere, in generale.
27.23 La riparazione dei danni, dipendenti anche da forza maggiore, che si verificassero negli scavi, nei rinterri, agli attrezzi ed a tutte le
opere provvisionali.
27.24 L'esecuzione di modelli e campionature di lavori, materiali e forniture che venissero richiesti dalla Direzione Lavori.
27.25 L'approntamento di un laboratorio di cantiere, fisso o mobile e con le necessarie attrezzature, che l'Amministrazione ritenesse di
istituire, nonché le spese per il personale addetto.
27.26 L'esecuzione di esperienze ed analisi, come anche verifiche, assaggi e relative spese che venissero in ogni tempo ordinati dalla
Direzione Lavori, presso il laboratorio di cantiere o presso gli Istituti autorizzati, sui materiali e forniture impiegate od impiegati o sulle opere, in corrispettivo a quanto prescritto nella normativa di accettazione o di esecuzione.
27.28 Il carico, trasporto e scarico dei materiali delle forniture e dei mezzi d'opera ed il collocamento a deposito od in opera con le opportune cautele atte ad evitare danni od infortuni.
27.29 Il ricevimento dei materiali e forniture escluse dall'appalto nonché la loro sistemazione, conservazione e custodia, garantendo a
proprie spese e con piena responsabilità il perfetto espletamento di tali operazioni.
27.30 La custodia di opere escluse dall'appalto eseguite da ditte diverse per conto dell'Amministrazione o dalla stessa direttamente. La
riparazione dei danni che, per ogni causa o per negligenza dell'Appaltatore, fossero apportati ai materiali forniti od ai lavori da altri
compiuti.
27.31 L'autorizzazione al libero accesso alla Direzione Lavori ed al personale di assistenza e sorveglianza, in qualsiasi momento, nei
cantieri di lavoro o di produzione dei materiali per le prove, i controlli, le misure e le verifiche previsti dal presente Capitolato.
27.32 L'autorizzazione al libero accesso ad altre Imprese o Ditte ed al relativo personale dipendente, ai cantieri di lavoro, nonché l'uso
parziale o totale di ponteggi, impalcature, opere provvisionali ed apparecchi di sollevamento, senza diritto a compenso, per tutto il
tempo occorrente all'esecuzione dei lavori o delle forniture scorporate.
27.33 La fornitura di fotografie delle opere nel formato, numero e frequenza prescritti dalla Direzione Lavori e comunque non inferiori a
due nel formato 18x24 per ogni parte o manufatto oggetto di demolizione.
27.34 L'assunzione di un Direttore del cantiere, ove l'Appaltatore non ne abbia il titolo, nella persona di un tecnico professionale abilitato,
iscritto all'albo di categoria, e di competenza professionale estesa ai lavori da dirigere. Il nominativo ed il domicilio di tale tecnico
dovranno essere comunicati alla Direzione, per iscritto, prima dell'inizio dei lavori.
27.35 La riverifica e ricalcolazione di tutti gli impianti e della progettazione esecutiva compresi nell'appalto, compresa ogni incombenza
e pesa per denuncie, approvazioni, licenze, collaudi etc. che al riguardo fossero prescritti.
27.36 La riverifica e ricalcolazione delle strutture resistenti e la relativa progettazione esecutiva, con gli oneri di cui sopra, fermo restando che la relativa presa d’atto della Direzione Lavori non solleva l'Appaltatore dalla responsabilità relativa alla stabilità di dette opere.
27.37 Le indagini geognostiche e lo studio della portanza dei terreni a verifica delle soluzioni strutturali e del dimensionamento delle opere
di fondazione o di sostegno.
27.38 Le prove di carico e le verifiche delle varie strutture (pali di fondazione, travi, solai, mensole, rampe etc.) che venissero ordinate
dalla Direzione o dal Collaudatore; l'apprestamento di quanto occorre (materiali, mezzi d'opera, opere provvisionali, operai e strumenti) per l'esecuzione di tali prove e verifiche.
27.39 L'osservanza delle norme di polizia stradale, di quelle di polizia mineraria (Legge 30 marzo 1893, n°184 e Regolamento 14 gennaio 1894, n°19), nonché di tutte le prescrizioni, leggi e regolamenti in vigore per l'uso di mine, ove tale uso sia consentito.
27.40 La consegna e l'uso di tutte o di parte delle opere eseguite, previo accertamento verbalizzato in contraddittorio, ancor prima di
essere sottoposte a collaudo.
27.41 La custodia, la conservazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere fino al collaudo, come specificato al precedente art.21.
27.42 Lo sgombero e la pulizia del cantiere entro cinque giorni da ciascuna ultimazione dei lavori, con la rimozione di tutti i materiali residui, i mezzi d'opera, le attrezzature e gli impianti esistenti nonché con la perfetta pulizia di ogni parte e di ogni particolare delle opere da sfabbricidi, calcinacci, sbavature, pitture, unto etc
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27.43 Le spese di collaudazione per tutte le indagini, prove e controlli che il collaudatore o i collaudatori riterranno opportuno disporre, a
loro insindacabile giudizio e per gli eventuali ripristini.
27.44 Le spese di contratto ed accessorie e cioè tutte le spese e tasse, nessuna esclusa, inerenti e conseguenti alla stipulazione del contratto e degli eventuali atti complementari, le spese per le copie esecutive, le tasse di registro e di bollo principali e complementari.
27.45 L’onere del facchinaggio per lo spoststamento di arredi e suppellettili in posti ubicati nell’ambito del cantiere su indicazione della
stazione appaltante ed il successivo ricollocamento nella posizione orginaria.
Art. 28) RISOLUZIONE - RESCISSIONE DEL CONTRATTO
28.1 RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, FUSIONE E CONFERIMENTO, TRASFERIMENTO
Nel caso di fallimento, richiesta di concordato preventivo o di morte dell’Appaltatore, o di uno o più soci della ditta, in caso di società, l’Amministrazione può dichiarare senz’altro sciolto il contratto mediante semplice notificazione a mezzo di lettera raccomandata con
ricevuta di ritorno: in questo caso non spetta agli aventi causa, o agli eredi dell’Appaltatore, alcun compenso per la parte di contratto non
ancora eseguita.
Per le cessioni di azienda e gli atti di trasformazione, fusione e scissione relativi ad imprese che eseguono opere pubbliche si applicherà l’art. 116 commi 1,2 e 3 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i; per il trasferimento o l’affitto di azienda si applicherà l’art. 116
comma 4 dello stesso decreto.
Nel caso in cui l'Appaltatore si rifiutasse all'immediato rifacimento delle opere male eseguite, all'esecuzione delle opere mancanti,
alla demolizione e sostituzione di quelle non rispondenti alle condizioni contrattuali, o non rispettasse o ritardasse il programma accettato o
sospendesse i lavori, ed in generale, in tutti i casi previsti dagli artt.118 e seguenti Regolamento, l'Amministrazione appaltante avrà il diritto
di procedere all'esecuzione d'ufficio dei lavori od alla risoluzione del contratto in danno dell'Appaltatore stesso.
28.2 RESCISSIONE DEL CONTRATTO
L’Amministrazione intende avvalersi della facoltà di sciogliere unilateralmente il contratto in qualunque tempo e per qualunque
motivo (art. 134 D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i).
Quando, per negligenza grave oppure per grave inadempienza agli obblighi contrattuali, l’Appaltatore compromette la buona riuscita dell’opera, l’Amministrazione, previa intimazione ad eseguire i lavori e successiva constatazione mediante verbale, potrà esercitare la
facoltà di eseguire d’ufficio i lavori in danno dell’Appaltatore: eventualmente potrà dichiarare la rescissione contrattuale con provvedimento
motivato da notificarsi all’Appaltatore (art. 136 D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i).
Nel caso di frode dell’Appaltatore, in relazione ai lavori di cui al presente appalto, l’Amministrazione, in attesa della definizione dei
danni conseguenti a tale comportamento fraudolento, sospenderà i pagamenti anche dei lavori eseguiti regolarmente.
Le ripetute violazioni del Piano di sicurezza del cantiere, previa formale costituzione in mora dell’Appaltatore, costituiscono causa
di risoluzione contrattuale (art. 135 D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i).
Art. 29) DIVIETO DI SUBAPPALTO E COTTIMO - DIVIETO DI CESSIONI E PROCURE
E' fatto espresso divieto all'Appaltatore di cedere o di sub-appaltare in tutto od in parte i lavori, sotto la pena d'immediata rescissione del contratto, di perdita della cauzione e del pagamento degli eventuali danni ai sensi dell'art. 118 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e
s. m. ed i. ed in base a quanto disposto nell'art. 141 del Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11
febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni, emanato con D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554.
È vietato anche, ai sensi dell'art. 21, comma 1, L. 13 settembre 1982, n. 646, come sostituto dell'art. 2 quinquies della L. 12 ottobre 1982, n. 726, il subappalto o cottimo di parte dell'opera appaltata o di parte dei lavori della categoria prevalente, a meno di autorizzazione scritta dall'Amministrazione la quale può essere rilasciata quando sussistono le condizioni stabilite dagli artt. 21, comma 2 e 23, comma 4 della suddetta legge n. 646/1982 e dell'art. 118 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i.
In caso, comunque, di subappalto o cottimo autorizzato, l'Impresa resta egualmente, di fronte all'Amministrazione, la
sola ed unica responsabile dei lavori subappalti.
Ai sensi dell'art. 118, comma 4 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i. l'Impresa deve praticare, per i lavori e le opere affidate
in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall'aggiudicazione, con ribasso non superiore al venti per cento.
Ai sensi dell'art. 118, comma 2.2) del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i il contratto tra l'Impresa e l'impresa subappaltatrice
deve essere trasmesso in copia autentica all'Amministrazione almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione delle
relative prestazioni.
Ai sensi dell'art. 118, comma 9 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i l'esecuzione delle opere o dei lavori affidati in subappalto non può formare oggetto di ulteriore subappalto.
Ai sensi dell'art. 118, comma 10 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle società anche consortili, di cui agli artt. 20 e 23 bis della L.8 agosto 1977, n. 584, e successive modificazioni ed integrazioni, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire direttamente le opere scorporabili,
nonché alle concessioni per la realizzazione di opere pubbliche ed agli appalti pubblici stipulati a trattativa privata. Le medesime disposizioni
si applicano altresì alle associazioni in partecipazione quando l'associante non intende eseguire direttamente le opere o i lavori assunti in
appalto.
Ciò premesso, le categorie di lavoro prevalenti sono quelle indicate con i relativi importi all’art.2 del presente capitolato. Tutte le
lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano, sono subappaltabili ed affidabili a cottimo, ferme restando le vigenti disposizioni che prevedono per particolari ipotesi il divieto di affidamento in subappalto. Per quanto riguarda la categoria o le categorie prevalenti, con regolamento emanato ai sensi dell’art.17, comma 2 della L.400/88, è definita la quota parte subappaltante, in misura eventualmente diversificata a secondo della categorie medesime, ma in ogni caso non superiore al 30%.
L’affidamento in subappalto o in cottimo è sottoposto alle seguenti condizioni:
1) che i concorrenti abbiano indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intendono subappaltare o concedere in cottimo ed
abbiano indicato da uno a sei subappaltatori candidati ad eseguire detti lavori; nel caso d’indicazione di un solo soggetto, all’atto
dell’offerta deve essere depositata la certificazione attestante il possesso da parte del medesimo dei requisiti di cui al successivo punto
4);
2) che l’appaltatore provveda, entro il termine di 90 giorni dall’aggiudicazione, al deposito del contratto di subappalto presso il soggetto
appaltante;
3) che, nel caso in cui l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta più di un candidato a seguire in subappalto i lavori, al momento del
deposito presso il soggetto appaltante del contratto di subappalto, l’appaltatore stesso trasmette altresì la certificazione attestante il
possesso da parte del subappaltatore dei requisiti di cui al successivo punto;
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4)
che l’affidatario del subappalto o del cottimo sia iscritto, se italiano o straniero non appartenente ad uno stato membro della Comunità
Europea, all’Albo nazionale dei costruttori per categorie e classifiche di importo corrispondenti ai lavori da realizzare in subappalto o
cottimo, ovvero sia in possesso dei corrispondenti requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di qualificazione delle imprese,
salvo i casi in cui, secondo la legislazione vigente, è sufficiente per eseguire i lavori, l’iscrizione alla C.C.I.A.A.;
5) che non sussista, nei confronti dell’affidatario del subappalto o del cottimo alcuno dei divieti previsti dall’art.10 della L. 31.03.65 n.575 e
successive modificazioni.
In caso di accertata impossibilità ad affidare il subappalto o il cottimo ad uno dei soggetti indicati dall'Appaltatore all'atto dell'offerta,
previa autorizzazione dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, il subappalto o il cottimo possono essere affidati ad altri soggetti che
presentino i requisiti di cui al comma 3.3) e 3.4) dell'art. 118 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i
Tali disposizioni si applicano anche alle attività che richiedono l’impiego di mano d’opera, quali le forniture con posa in opera ed i noli a caldo, se singolarmente superiori al 2% dell’importo dei lavori affidati.
Non sono in ogni caso considerati subappalti:
a) i noleggi di macchine e mezzi d'opera funzionanti con personale dell'Appaltatore;
b) il trasporto che non preveda l'impiego del conducente in attività di carico e scarico mediante uso di sollevatori, o macchinari simili,
dell'Appaltatore;
c) la fornitura di materiali, semilavorati, manufatti, macchinari, componenti di impianti.
d) la rimozione e lo smaltimento dei manufatti in cemento e fibre di amianto.
Sono considerati subappalti:
a) i noleggi a caldo e contratti similari che prevedano l'impiego di manodopera dipendente dal subappaltatore (dell'art. 118, comma
11 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i);
b) l'installazione in opera degli impianti a servizio del fabbricato, di cui all'art. 1 della L. 5 marzo 1990, n. 46, per i quali l'Appaltatore
è tenuto ad affidare i lavori esclusivamente ad Imprese abilitate di cui all'art. 2 della stessa legge, a meno che egli stesso non sia abilitato
(art. 10, legge n. 46/1990);
L'Appaltatore rimane in ogni caso unico responsabile nei confronti dell'Amministrazione del perfetto adempimento degli impegni
assunti dalle ditte subappaltatrici o cottimiste.
A norma della Legge 23 ottobre 1960, n° 1.369, è vietato inoltre all'Appaltatore affidare in appalto ed in subappalto od in qualsiasi
altra forma, anche a società cooperative, l'esecuzione di mere prestazioni di lavoro mediante impiego di mano d'opera assunta e retribuita
dall'Appaltatore o dall'intermediario, qualunque sia la natura dell'opera o del servizio cui le prestazioni si riferiscono. E' altresì vietato affidare
ad intermediari, siano questi dipendenti, terzi o società anche se cooperative, lavori da eseguirsi a cottimo da prestatori di opere assunti e
retribuiti da tali intermediari. E' vietata infine qualunque cessione di credito e qualunque procura che non siano riconosciute dall'Amministrazione.
Art.30) PREZZI DI ELENCO - REVISIONE
30.1 GENERALITÀ
I prezzi unitari a base della previsione di spesa per lavori s’intendono comprensivi di:
1) materiali: ogni spesa per la fornitura, trasporti, imposte, dazi, cali, perdite, sfridi ecc. nessuna eccettuata, per darli pronti all'impiego a
piè d'opera in qualsiasi punto del lavoro;
2) mano e mezzi d'opera: ogni spesa per fornire i medesimi di attrezzi ed utensili del mestiere, nonché quote per assicurazioni sociali, per
infortuni ed accessori di ogni specie, ivi inclusi i dispositivi individuali di protezione dei lavoratori, nonché tutte le misure di prevenzione
degli infortini proprie dell’attività d’impresa, in conformità a quanto stabilito dal D.Lgs. 19/09/94 n.626 e s.v.;
3) noli: ogni spesa per dare a piè d'opera i macchinari ed i mezzi d'opera, pronti al loro uso.
4) lavori: tutte le spese per i mezzi d'opera provvisionali, nessuna esclusa e quanto altro occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta
regola d'arte, intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per gli oneri tutti che l'Appaltatore dovrà sostenere a tale scopo,
anche se non esplicitamente richiamati;
5) oneri e spese generali: ogni spesa per garanzie, misure di prevenzione infortuni e tutela della salute dei lavoratori ai sensi del D.Lgs.
19/09/94 n.626 e s.v., coperture assicurative nascenti dal presente capitolato o da leggi emanate;
6) utile d’impresa;
7) le spese per l'impianto, la manutenzione e l'illuminazione dei cantieri, con esclusione di quelle relative alla sicurezza nei cantieri stessi;
8) le spese per trasporto di qualsiasi materiale o mezzo d'opera;
9) le spese di caricamento e trasporto in discarica di rifiuti speciali;
10) le spese per attrezzi e opere provvisionali e per quanto altro occorre alla esecuzione piena e perfetta dei lavori;
11) le spese per rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche su motivata richiesta del direttore
dei lavori o dal responsabile del procedimento o dall'organo di collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino al compimento del
collaudo provvisorio o all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
12) le spese per le vie di accesso al cantiere;
13) le spese per idonei locali e per la necessaria attrezzatura da mettere a disposizione per l'ufficio di direzione lavori;
14) le spese per passaggio, per occupazioni temporanee e per risarcimento di danni per abbattimento di piante, per depositi od estrazioni
di materiali;
15) le spese per la custodia e la buona conservazione delle opere fino al collaudo provvisorio o all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
16) le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni;
17) le spese di contratto, di registro ed accessorie.
Anche i prezzi di contratto s’intendono comprensivi delle precedenti voci, ad eccezione del costo per la sicurezza del cantiere,
che, non essendo soggetta al ribasso d’asta, sarà integralmente a carico della stazione appaltante nella misura da essa stimata, così come
riportato all’art.2 del presente capitolato.
30.2 REVISIONE DEI PREZZI
Ai sensi del 3° comma dell’art.26 della L.109/94 coordinata dal D.L. 101/95 convertito in legge dalla 216/95, non si procede ad
alcuna revisione, né si applica il 1° comma dell’art.1664 del Codice Civile.
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30.3 NUOVI PREZZI
In caso sia necessario stabilire dei nuovi prezzi, si procederà ai sensi dell’art.136 del Regolamento.
Art.31) RESPONSABILITÀ DELL'APPALTATORE
L'Appaltatore è l'unico responsabile dell'esecuzione delle opere appaltate in conformità alle migliori regole d'arte, della rispondenza di dette opere e parti di esse alle condizioni contrattuali, del rispetto di tutte le norme di legge e di regolamento.
Le disposizioni impartite dalla Direzione Lavori, la presenza nei cantieri del personale di assistenza e sorveglianza, l'approvazione
dei tipi, procedimenti e dimensionamenti strutturali e qualunque altro intervento devono intendersi esclusivamente connessi con la migliore
tutela dell'Amministrazione e non diminuiscono la responsabilità dell'Appaltatore, che sussiste in modo assoluto ed esclusivo dalla consegna dei lavori al collaudo, fatto salvo il maggior termine di cui agli artt.1667 e 1669 del C.C.
Art. 32) RAPPRESENTANTE TECNICO DELL'APPALTATORE
L'appaltatore che non conduce i lavori personalmente deve conferire mandato con rappresentanza a persona fornita dei requisiti
d'idoneità tecnici e morali, per l'esercizio delle attività necessarie per la esecuzione dei lavori a norma del contratto. L'appaltatore rimane
responsabile dell'operato del suo rappresentante. Il mandato deve essere conferito per atto pubblico ed essere depositato presso l'amministrazione committente, che provvede a dare comunicazione all'ufficio di direzione dei lavori. L'appaltatore o il suo rappresentante deve, per
tutta la durata dell'appalto, garantire la presenza sul luogo dei lavori.
Quando ricorrono gravi e giustificati motivi l'amministrazione committente, previa motivata comunicazione all'appaltatore, ha diritto
di esigere il cambiamento immediato del suo rappresentante, senza che per ciò spetti alcuna indennità all'appaltatore o al suo rappresentante.
Art. 33) INDICAZIONE DELLE PERSONE CHE POSSONO RISCUOTERE
La persona o le persone autorizzate a riscuotere, ricevere e quietanzare le somme dovute in acconto od a saldo, saranno indicate
nel contratto.
Art. 34) NORME ACCELERATORIE IN MATERIA DI CONTENZIOSO - DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE
In conformità a quanto stabilito all’art.23 della L.R. Puglia n°13 del 11.05.2001, qualora, a seguito dell’iscrizione di riserve,
l’importo economico dell’opera variasse in aumento rispetto all’importo contrattuale, entro 15 giorni dalla relativa iscrizione sul registro di
contabilità, l’impresa è tenuta alla costituzione di un deposito cauzionale a favore dell’Amministrazione pari all’0,5% sull’importo del maggior
costo presunto con le modalità ivi stabilite. Decorso inutilmente tale termine, l’impresa decade dal diritto di far valere in qualunque termine e
modo le riserve iscritte.
34.1 NORME ACCELERATORIE IN MATERIA DI CONTENZIOSO
Nei modi e nei termini del Regolamento ed in conformità a quanto stabilito agli art.31bis e 32 della L.109/94 e 216/95, qualora a
seguito dell’iscrizione di riserve sui documenti contabili l’importo economico dell’opera possa variare in misura sostanziale ed in ogni caso
non inferiore al 10% dell’importo contrattuale, il responsabile del procedimento acquisisce immediatamente la relazione riservata del direttore dei lavori e, ove costituito, dell’organo di collaudo e, sentito l’affidatario, formula all’Amministrazione, entro novanta giorni dall’apposizione
dell’ultima riserva di cui sopra, proposta motivata di accordo bonario. L’Amministrazione, entro 60 giorni dalla proposta di cui sopra, delibera
in merito con provvedimento motivato. Il verbale di accordo è sottoscritto dall’affidatario.
34.2 DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE
La definizione di eventuali controversie tra l'Appaltatore e l'Amministrazione Appaltante dovrà avvenire secondo le procedure indicate agli artt. 240, 241 e 243 del D.L.vo 12 aprile 2006 n.163 e s. m. ed i.
pagina n.12
3° CAPITOLO
QUALITÀ PROVENIENZA E NORME DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI E FORNITURE
Art.35 CARATTERISTICHE GENERALI
35.1 CONDIZIONI DI ACCETTAZIONE
I materiali e le forniture da impiegare nelle opere da eseguire dovranno essere delle migliori qualità esistenti in commercio, possedere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti in materia e corrispondere alla specifica normativa del presente Capitolato o degli altri atti contrattuali. Si richiamano peraltro, espressamente, le prescrizioni dell’art.15 del Capitolato Generale.
Salvo diversa indicazione, i materiali e le forniture proverranno da quelle località che l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione Lavori, ne sia riconosciuta l'idoneità e la rispondenza ai requisiti prescritti.
L'Appaltatore è obbligato a presentarsi, in qualsiasi momento, ad eseguire od a far eseguire presso il laboratorio di cantiere, presso gli stabilimenti di produzione o presso gli Istituti autorizzati, tutte le prove prescritte dal presente Capitolato o richieste dalla Direzione
Lavori, sui materiali impiegati o da impiegarsi, nonché sui manufatti, sia prefabbricati che formati in opera e sulle forniture in genere.
Il prelievo dei campioni, da eseguire secondo le norme del C.N.R., verrà effettuato in contraddittorio e sarà appositamente verbalizzato.
L'Appaltatore farà sì che tutti i materiali abbiano ad avere, durante il corso dei lavori, le medesime caratteristiche riconosciute ed
accettate dalla Direzione.
Qualora in corso di coltivazione di cave o di esercizio delle fabbriche, stabilimenti etc., i materiali e le forniture non fossero più
rispondenti ai requisiti prescritti, ovvero venissero a mancare e si presentasse quindi la necessità di cambiamenti negli approvvigionamenti,
nessuna eccezione potrà accampare l'Appaltatore, né alcuna variazione di prezzi, fermi restando gli obblighi di cui al primo capoverso.
Le provviste non accettate dalla Direzione Lavori, in quanto a suo insindacabile giudizio non riconosciute idonee, dovranno essere
immediatamente allontanate dal cantiere a cura e spese dell'Appaltatore e sostituite con altre rispondenti ai requisiti richiesti.
L'Appaltatore resta comunque totalmente responsabile in rapporto ai materiali forniti la cui accettazione, in ogni caso, non pregiudica i diritti che l'Amministrazione si riserva in sede di collaudo.
35.2 SCORPORO DALL'APPALTO
L'Amministrazione si riserva la facoltà di scorporare dall'appalto determinati materiali e forniture, senza che per questo l'Appaltatore possa avanzare richieste di speciali compensi, sotto qualunque titolo. Ove ricorra tale evenienza, l'Appaltatore sarà tenuto al rispetto degli obblighi di cui al punto 27.29 del presente Capitolato.
Art.36 MATERIALI NATURALI E DI CAVA
36.1 ACQUA
Dovrà essere dolce, limpida, scevra di materie terrose od organiche e non aggressiva. Avrà un pH compreso tra 6 e 8 ed una torbidezza non superiore al 2%. Per gli impasti cementizi non dovrà presentare tracce di sali in percentuali dannose (in particolare solfati e cloruri in concentrazioni superiori allo 0,5%).
E' vietato l'impiego di acqua di mare salvo esplicita autorizzazione (nel caso, con gli opportuni accorgimenti per i calcoli di stabilità). Tale divieto rimane tassativo ed assoluto per i calcestruzzi armati ed in genere per tutte le strutture inglobanti materiali metallici soggetti
a corrosione.
36.2 SABBIA
36.2.0 Generalità.
La sabbia da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi, sia essa viva, naturale od artificiale, dovrà essere assolutamente scevra da
materie terrose od organiche, essere preferibilmente di qualità silicea (in subordine quarzosa, granitica o calcarea), di grana omogenea,
stridente al tatto e dovrà provenire da rocce aventi alta resistenza alla compressione.
Ove necessario, la sabbia sarà lavata con acqua dolce per l'eliminazioni delle eventuali materie nocive; alla prova di decantazione
in acqua, comunque, la perdita in peso non dovrà superare il 2%.
Per il controllo granulometrico l'Appaltatore dovrà apprestare e porre a disposizione della direzione gli stacci UNI 2332.
36.2.1 Sabbia per murature in genere.
Sarà costituita da grani di dimensioni tali da passare attraverso lo staccio 2 UNI 2332.
36.2.2 Sabbia per intonachi ed altri lavori.
Per gli intonachi, le stuccature, le murature di paramento od in pietra da taglio, la sabbia sarà costituita da grani passanti allo
staccio 0,5 UNI 2332.
36.2.3 Sabbia per conglomerati cementizi
Dovrà corrispondere ai requisiti prescritti dal D.M. 3 giugno 1968, All.1 e dal D.M. 16 giugno 1976, All.1, punto 1.2. La granulometria dovrà essere assortita (tra 1 e 5 mm.) ed adeguata alla destinazione del getto ed alle condizioni di posa in opera.
Sarà assolutamente vietato l'uso di sabbia marina, salvo efficace lavaggio e previa autorizzazione della Direzione Lavori.
36.3 GHIAIA - PIETRISCO
36.3.0 Generalità.
I materiali in argomento dovranno essere costituiti da elementi omogenei, provenienti da rocce compatte, resistenti, non gessose
o marnose, né gelive.
Tra le ghiaie si escluderanno quelle contenenti elementi di scarsa resistenza meccanica, sfaldati o sfaldabili e quelle rivestite da
incrostazioni.
I pietrischi e le graniglie dovranno provenire dalla frantumazione di rocce durissime, preferibilmente silicee, a struttura micro cristallina, o di calcari puri durissimi e di alta resistenza alla compressione all'urto, all'abrasione ed al gelo. Saranno a spigolo vivo, scevri di
materie terrose, sabbia e comunque materie eterogenee od organiche.
Per il controllo granulometrico l'Appaltatore dovrà approvvigionare e porre a disposizione della Direzione i crivelli UNI 2334.
36.3.1 Ghiaia e pietrisco per conglomerati cementizi.
Dovranno corrispondere ai requisiti prescritti dal D.M. 26 marzo 1980, All.1, punto 2.
La granulometria degli aggregati sarà in genere indicata dalla Direzione in base alla destinazione dei getti ed alle modalità di posa
in opera dei calcestruzzi.
In ogni caso la dimensione massima degli elementi per le strutture armate, non dovrà superare il 60% dell'interferro e per le strutture in generale il 25% della minima dimensione strutturale.
E' prescritto inoltre che per getti di fondazione o di forte spessore gli elementi di dimensione massima risultino passanti al crivello
71 UNI 2334 mentre per getti di spessore ridotto gli elementi di minima dimensione risultino trattenuti dal crivello 8 UNI 2334.
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36.4 POMICE
Posta in commercio allo stato granulato, dovrà possedere la granulometria prescritta, essere priva di alterazioni, asciutta, scevra
da sostanze organiche, polvere od altri elementi estranei.
Dovrà inoltre possedere una resistenza e compressione, misurata su cubetto di 5 cm di lato, non inferiore a 60 Kgf/cm.
36.5 PIETRE NATURALI E MARMI
36.5.0 Generalità.
In generale, le pietre da impiegarsi nelle costruzioni dovranno essere omogenee, a grana compatta (con esclusione di parti tratte
da cappellaccio), esenti da screpolature, peli, venature, piani di sfaldatura sostanze estranee, nodi, scaglie, cavità, etc.. Dovranno avere
dimensioni adatte al particolare loro impiego ed offrire una resistenza proporzionata all'entità delle sollecitazioni cui saranno sottoposte. In
particolare, il carico di sicurezza a compressione non dovrà mai essere superiore al 20% del rispettivo carico di rottura.
Saranno escluse le pietre marmose, gessose ed in generale tutte quelle alterabili all'azione degli agenti atmosferici e dell'acqua
corrente.
36.5.1 Pietra da taglio.
Oltre a possedere gli accennati requisiti e caratteri generali, dovrà essere sonora alla percussione, immune da fenditure e litoclasi
e di perfetta lavorabilità. Per le opere esterne sarà vietato l'impiego di materiali con vene non perfettamente omogeneizzate e di brecce in
genere.
36.5.2 Tufo.
Dovrà essere di recente estrazione, di struttura litoide, compatta ed uniforme, escludendosi quello pomicioso e facilmente friabile;
sarà impiegato solo dopo autorizzazione della Direzione Lavori e previo accertamento della massa volumica (non inferire a 1.600 Kg/mc) e
della resistenza a compressione (non inferiore a 35 Kgf/cmq, se secco ed a 25 Kgf/cmq se bagnato).
36.5.3 Ardesia.
Sarà sempre di prima scelta, di spessore uniforme, scura, sonora e di superficie rugosa e non eccessivamente lucida; dovrà essere assolutamente esente da impurità di pirite e di carbonati di calcio.
36.5.4 Marmo.
Dovrà essere della migliore qualità, perfettamente sano, senza scaglie, brecce, vene, spacchi, nodi, peli ed altri difetti che ne infirmino la omogeneità e la solidità. Non saranno tollerate stuccature, tasselli, rotture, scheggiature.
Art.37 CALCI - POZZOLANE - LEGANTI IDRAULICI
37.1 CALCI AEREE
La distinzione è fatta in calce grassa in zolle, magra in zolle, idrata in polvere.
37.1.1 Calce grassa in zolle.
Dovrà provenire da calcari puri, essere di recente, perfetta ed uniforme cottura, non bruciata, né vitrea, né pigra ad idratarsi ed
infine di qualità tale che, mescolata con la sola quantità di acqua dolce necessaria all'estinsione, si trasformi completamente in una pasta
soda a grassello tenuissimo (rendimento min.2,5 mc/tonn.), senza lasciare residui maggiori del 5% dovuti a parti non bene decarburate, siliciose od altrimenti inerti.
La calce viva in zolle al momento dell'estinzione dovrà essere perfettamente anidra; sarà rifiutata quella ridotta in polvere o sfiorita
e perciò si dovrà provvederla in rapporto al bisogno e conservarla in luoghi asciutti e ben riparati dall'umidità.
L'estinzione della calce verrà effettuata meccanicamente, mediante macchina a ciclo continuo, o tradizionalmente, a mezzo di
batterie di vasche accoppiate poste a livello diverso e separate da griglia 3,35 UNI 2331.
La calce grassa destinata agli intonachi dovrà essere spenta almeno tre mesi prima dell'impiego, quella destinata alle murature
almeno 15 giorni.
37.1.2 Calce magra in zolle.
Non sarà consentito, se non diversamente disposto, l'impiego di tale tipo di calce.
37.1.3 Calce idrata in polvere.
Dovrà essere confezionata in idonei imballaggi e conservata in locali ben asciutti. Gli imballaggi dovranno portare ben visibili: l'indicazione del produttore, il peso del prodotto e la specifica se trattasi di fiore di calce o calce idrata da costruzione.
37.2 POZZOLANA
La pozzolana sarà ricavata da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o da parti inerti, sarà di grana fina(
passante allo staccio 3,15 UNI 2332 per malte in generale e 0,5 UNI 2332 per malte fini di intonaco e murature di paramento), asciutta ed
accuratamente vagliata.
Sarà impiegata esclusivamente pozzolana classificata "energica" (resistenza a pressione su malta normale a 28 gg: 25 Kgf/cmq ±
10% ) e sarà rifiutata quella che, versata in acqua, desse una colorazione nerastra, intensa e persistente.
37.3 LEGANTI IDRAULICI
37.3.0 Generalità.
I materiali in argomento dovranno avere le caratteristiche ed i requisiti prescritti dalla Legge 26 maggio 1965, n°595 e dai D.M. 3
giugno 1968 e 31 agosto 1972 aventi rispettivamente per oggetto: "Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici", "Nuove norme
sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi", "Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche".
37.3.1 Denominazione dei tipi.
I leganti idraulici verranno distinti nei seguenti tipi:
A) - Cementi normali e ad alta resistenza
a)- portland;
b)- pozzolanico;
c)- d'alto forno.
B) - Cemento alluminoso.
C) - Cementi per sbarramenti di ritenuta
a)- portland;
b)- pozzolanico;
c)- d'alto forno.
D) - Agglomerati cementizi
a)- a lenta presa;
b)- a rapida presa;
E) - Calci idrauliche
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a)- naturali in zolle;
b)- naturali ed artificiali in polvere;
c)- eminentemente idrauliche naturali od artificiali in polvere;
d)- artificiali pozzolaniche in polvere;
e)- artificiali siderurgiche in polvere.
37.3.2 Resistenze meccaniche e tempi di presa.
I cementi precedentemente elencati, saggiati su malta normale secondo le prescrizioni e le modalità indicate all'art.10 del D.M. 3 giugno
1968.
37.3.3 Modalità di fornitura.
La fornitura dei leganti idraulici dovrà avvenire in sacchi sigillati, ovvero in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola od
ancora alla rinfusa. Dovranno essere comunque chiaramente indicati, a mezzo stampa nei primi due casi e con documenti di accompagnamento nell'ultimo, il peso e la qualità del legante, lo stabilimento produttore, la quantità di acqua per malta normale e le resistenze minime a
trazione e compressione dopo 28 gg. di stagionatura dei provini.
L'introduzione in cantiere di ogni partita di cemento sfuso dovrà risultare dal giornale dei lavori e dal registro dei getti.
37.3.4 Conservazione.
Dovrà essere effettuata in locali asciutti, approntati a cura dell'Appaltatore, e su tavolati in legname; più idoneamente lo stoccaggio sarà effettuato in adeguati "silos".
Art.38 GESSI PER EDILIZIA
Ottenuti per frantumazione, cottura e macinazione di pietra da gesso, dovranno presentarsi perfettamente asciutti, di recente cottura, di fine macinazione, scevri di materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Dovranno inoltre corrispondere, per
caratteristiche fisiche, meccaniche e chimiche, alle norme UNI 6782-73.
I gessi dovranno essere approvvigionati in sacchi sigillati di idoneo materiale, riportanti il nominativo del produttore e la qualità del
gesso contenuto. La conservazione dovrà essere effettuata con tutti gli accorgimenti atti ad evitare degradazioni da umido.
Art.39 MATERIALI LATERIZI
39.0 GENERALITÀ
I laterizi di qualsiasi tipo, forma e dimensioni (pieni, forati e per coperture) dovranno nella massa essere scevri da sassolini e da
altre impurità; avere forma regolare, facce lisce e spigoli sani; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine, compatta ed uniforme; essere sonori alla percussione, assorbire acqua per immersione ed asciugarsi all'aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi o sfiorire sotto la influenza degli agenti atmosferici (anche in zone costiere) e di soluzione saline; non screpolarsi al fuoco ed al gelo; avere resistenza adeguata, colore omogeneo e giusto grado di cottura; non contenere sabbia con sali di soda o potassio, avere forma geometrica precisa ed infine
un contenuto di solfati alcalini tali che il tenore di SO3 sia ¾ 0,05%.
Per la definizione delle categorie, dei requisiti e delle prove si farà riferimento alle norme UNI di seguito riportate.
39.1 MATTONI PIENI E SEMIPIENI, MATTONI E BLOCCHI FORATI PER MURATURE
Dovranno corrispondere, per quanto riguarda categorie, requisiti e prove alla norma UNI 5632-65.
Dovranno inoltre avere facce piane e spigoli regolari, essere esenti da screpolature, fessure e cavità, ed avere superfici atte all'adesione delle malte.
I mattoni da paramento dovranno presentare in modo particolare regolarità di forma, integrità superficiale e sufficiente uniformità
di colore per l'intera partita; la categoria non dovrà essere inferiore alla 3^.
39.2 BLOCCHI FORATI PER SOLAI
Si farà riferimento alla UNI 5631-65 (Tipi e dimensioni) che prevede 3 tipi (A - volterrane; B - a soletta mista; C - a soletta in cotto)
e 12 formati unificati (interasse: i= 33 - 40 - 50 cm; altezza: h= 12 - 16 - 20 - 24 cm). Esempio di designazione: Blocco B 40x20 UNI 563165.
Per i requisiti e le prove si farà riferimento alla UNI 5633-65. I blocchi di tipo B e C dovranno essere conformati in modo che nei
solai in opera sia assicurata con continuità la trasmissione degli sforzi di compressione dall'uno all'altro elemento.
La resistenza a compressione, riferita alla sezione netta delle pareti e dei setti, dovrà risultare: - non inferiore a 200 Kgf/cmq per i
blocchi di tipo A UNI 5631-65 - non inferiore a 350 Kgf/cmq per i blocchi di tipo B e C UNI 5631-65.
Dovranno infine essere rispettate le norme di cui al punto 5, Parte 1^, del D.M. 16 giugno 1976.
39.3 TAVELLE E TAVELLONI
Si farà riferimento alle UNI 2105 ed 2106 (Tipi e dimensioni) ed alla UNI 2107 (Requisiti e prove).
39.4 TEGOLE PIANE E TEGOLE CURVE
Si farà riferimento alle UNI 2619, UNI 2620 (Dimensioni) ed alle UNI 2621 (Requisiti e prove).
39.5 PIANELLE
Si farà riferimento alla UNI 2622 che prevede due formati unificati (20x20 e 25x12,5) con spessori di 1,2 o 2 cm a seconda che
siano trafilate o pressate.
Le pianelle trafilate dovranno potersi separare facilmente, senza rompersi, battendole sulle teste col filo di martellina. I requisiti di
resistenza all'urto, alla flessione, all'usura, alle basse temperature ed i rispettivi metodi di prova, saranno conformi alle vigenti norme di legge per l'accettazione dei materiali di pavimentazione.
Art.40 MATERIALI CERAMICI
40.0 GENERALITÀ
Formati con un impasto il cui ingrediente fondamentale è l'argilla (bianca o naturalmente colorata).
40.1 TERRECOTTE - FAENZE - MAIOLICHE
Prodotti di cottura delle argille plastiche naturalmente colorate (ferruginose), assumenti colore rosso, rosa o giallo chiaro, le terrecotte presenteranno la pasta porosa, e di fattura poco omogenea, sonora al martello ed intaccabile dalla punta di acciaio. Punto di fusione
1000°C.
Le faenze avranno la stessa natura delle terrecotte dalle quali differiranno per un maggior grado di affinamento e per il rivestimento vetroso.
Le maioliche saranno identiche alle faenze dalle quali differiranno solo perché il rivestimento, dello spessore di 0,5 mm colorato
mediante ossidi metallici, non lascerà trasparire il colore dell'impasto.
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I controlli di cantiere accerteranno la qualità, la forma e la dimensione dei prodotti, l'assenza di deformazioni, la sonorità nonché la
mancanza di screpolature nella pasta; per le faenze e le maioliche la continuità ed omogeneità della vetrina o del rivestimento.
40.2 TERRAGLIE
In conformità alla UNI 4542 si distingueranno in forti (porcellana opaca, steingut, faince fine) e dolci (faince ordinarie) a seconda
che la massa sia limitatamente o fortemente porosa.
I controlli in cantiere accerteranno in particolar modo la qualità del rivestimento.
40.3 GRES ORDINARIO
40.3.0 Generalità
Si classificano tra i grès ordinari tutti i materiali ottenuti da argille plastiche naturali, ferruginose, eventualmente con aggiunta di
silice od argilla refrattaria, cotti a temperature tra i 1000 e 1400°C, ricoperti o no da vetrina.
La pasta, di colore rosso o bruno, dovrà presentare: struttura omogenea, dura e compatta, con principio di vetrificazione, non
scalfibile con l'acciaio; permeabilità nulla; potere di assorbimento di acqua inferiore al 4%, frattura liscia. Le superfici dovranno essere esenti
da screpolature, lesioni o deformazioni; la verificazione dovrà presentarsi omogenea, continua e con assenza di opacità.
40.3.1 Tubazioni.
Sarà ammessa una tolleranza dell'1% (1^ scelta) o del 2% (2^ scelta) sia nella ovalizzazione, che nello scostamento della rettilineità. Dovrà intendersi comunque che, ove non espressamente specificato, i materiali dovranno essere sempre forniti, di 1^ scelta.
40.3.2 Piastrelle per pavimenti.
Formate con argille comuni, pressate, cotte a 1.000 - 1.150°C fino ad ottenere una buona greificazione, presenteranno un coefficiente di abrasione (al tribometro) non superiore a 4 mm. una resistenza a compressione di 2500 Kgf/cmq ed una assoluta impermeabilità,
per 24 ore, sotto una colonna di acqua di 50 mm.
40.4 GRES CERAMICI E GRES PORCELLANATI
40.4.0 Generalità.
Si classificano tra i grès ceramici e porcellanati i materiali ottenuti da miscele di caolino, argilla plastica, quarzo e feldspati, cotte a
temperature di 1.220 - 1.400°C, verniciate o meno. Le vernici saranno ottenute per vetrificazione di sali a base di piombo e feldspati. Colore
della pasta: bianca e giallognola e rossa oppure colorata con ossidi metallici; colore dello smalto: bianco, oppure colorato a seconda dei sali
impiegati.
I materiali di cui al presente titolo presenteranno elevata durezza (non inferiore al 7° posto, scala di Mohs), perfetta impermeabilità
e resistenza al gelo, inalterabilità agli acidi, resistenza a compressione non inferiore a 2.500 Kgf/cmq.
I controlli di cantiere accerteranno la forma e le dimensioni dei pezzi, la regolarità delle superfici e degli smalti, la sonorità, l'assenza di deformazioni di cottura, la durezza.
40.4.1 Prodotti di grès ceramico per fognature.
Sia le tubazioni che i pezzi speciali, i fondi fogna e le mattonelle dovranno presentare impasto omogeneo, compatto anche in frattura, ben vetrificato, senza incrinature, difetti od asperità, suono metallico, colore uniforme, ottima cottura. Sulle dimensioni nominali lineari
dei manufatti sarà ammessa una tolleranza del ± 5%. Per tubi dritti lo scostamento della rettilineità, precedentemente definito, non dovrà
superare l'1%.
Dovranno comunque essere rispettate le norme UNICERAB 03 dell'1 dicembre 1967.
40.4.2 Materiali di grès porcellanato.
Detto anche "fire-clay" il grès porcellanato, in accordo alla UNI 4542, dovrà essere composto da tre parti:
- anima : preparata con chamotte di argilla ed argilla refrattaria;
- inglobbo: costituito da caolino, quarzo e feldspato;
- vetrina : costituita da silico-alluminati di sodio, potassio, calcio,etc.
Il tutto sottoposto ad unica cottura a 1.250 - 1.300°C in modo da ottenere una massa omogenea e vetrificata. Al controllo di cantiere i manufatti dovranno risultare sonori alla percussione e con lo smalto privo di peli, cavillature, grumi e difetti in genere.
40.4 PORCELLANA DURA
Detta anche "vitreous-china" la porcellana dura, in accordo alla UNI 4542 sarà composta da una massa di caolino (esente da ferro
e carbonato), argilla da impasto, quarzo e feldspati sodico-potassici e da una vetrina costituita come in precedenza. Il tutto sottoposto ad
unica cottura a 1.280 - 1.300°C od a una cottura doppia della massa alla temperatura suddetta e della vetrina a circa 1.200°C.
La pasta dovrà presentarsi perfettamente bianca, non porosa, impermeabile e di durezza superiore all'acciaio. I controlli di cantiere verificheranno l'assenza di deformazioni di cottura, le dimensioni, la sonorità, la durezza e la perfezione delle superfici smaltate.
Art.41 MATERIALI FERROSI
41.0 GENERALITÀ
I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature, saldature, paglie e da qualsiasi altro difetto
apparente o latente di fusione, laminazione, profilatura, fucinatura e simili.
41.0.1 Designazione, definizione e classificazione.
Si farà riferimento alle seguenti norme di unificazione:
UNI EU-20 - Definizione e classificazione degli acciai
UNI EU-27 - Designazione convenzionale degli acciai
UNI 4366 - Ghise gregge. Definizioni e classificazioni
Come acciai si definiranno i materiali ferrosi contenenti meno del 1,9%, di carbonio, limite che li separerà dalle ghise definite dalla UNI
4366 sopra richiamata.
La classificazione degli acciai, secondo la composizione chimica, comprenderà due classi (cl. I: acciai no legati; cl. II: acciai legati), le quali,
secondo le caratteristiche d'impiego, si divideranno in tre tipi (acciai di base di qualità e speciali). La designazione verrà convenzionalmente
effettuata mediante simboli letterali e numerici esprimenti alcune caratteristiche di base (fisiche, chimiche e tecnologiche particolari) e, in
caso di necessità, caratteristiche complementari.
Per la simboleggiatura, gli acciai saranno suddivisi in due gruppi principali:
Gruppo I: acciai designati partendo dalle loro caratteristiche meccaniche ed acciai designati partendo dall'impiego.
Gruppo II: acciai designati partendo dalla loro composizione chimica.
41.0.2 Qualità, prescrizione e prove.
Per i materiali ferrosi saranno rispettate le norme di unificazione contenute negli argomenti e nei sub-argomenti di cui alla seguente classifica decimale UNI:
- C.D.U. 669.1/.8:620.11/.17 - Prove dei materiali metallici.
(sub-argomenti: prove degli acciai - Prove dei fili di acciaio - Prove delle lamiere, nastri e profilati di acciaio - Prove dei tubi di acciaio)
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- C.D.U. 669.13/.15 - Ghisa, ferroleghe, acciai.
(sub-argomenti: Ghise - Ferroleghe - Definizione, classificazione e designazione degli acciaiai - Acciai - Acciai per getti).
41.0.3 Prodotti di acciaio.
Saranno rispettate le norme contenute nell'argomento e relativi sub-argomento di cui alla seguente classifica decimale UNI: C.D.U. 669.14/.15.002.62/.64 - Semilavorati e prodotti in acciaio.
41.1 ACCIAI PER CEMENTO ARMATO
41.1.0 Generalità.
Dovranno rispondere alle prescrizioni di cui al D.M. 26 marzo 1980 (e successive modifiche ed integrazioni) riportate le "Norme
tecniche per la esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche".
Gli acciai dovranno essere esenti da difetti tali da pregiudicarne l'impiego, quali incisioni, ossidazioni, corrosioni, lesioni, untuosità
ed in genere ricopertura da sostanze che possano ridurne sensibilmente l'aderenza al conglomerato.
41.1.1 Acciai per barre tonde lisce ad aderenza migliorata.
Per le condizioni tecniche generali di fornitura si applica la norma UNI 5447-64.
Il prelievo dei campioni ed i metodi di prova saranno effettuati secondo la UNI 6407-69 salvo quanto stabilito al punto 2.2.8.1.,
parte I^, del Decreto citato.
Per l'accertamento delle proprietà meccaniche vale quanto indicato alle UNI 556, UNI 564 ed UNI 6407-69, salvo indicazioni contrarie o complementari.
Gli acciai ad aderenza migliorata, caratterizzati dal diametro della barra tonda equipesante, dovranno possedere le caratteristiche
parzialmente indicate nella seguente tabella:
Acciai per barre ad aderenza migliorata. Proprietà meccaniche
Designazione del tipo di acciaio
Fe B 38K Fe B 44K
Tensione caratteristica di snervamento fyk N/mmq (kgf/mmq)
= 375 (= 38) = 430 (= 44)
Tensione caratteristica di rottura
ftk N/mmq (kgf/mmq)
= 450 (= 46) = 540 (= 55)
Allungamento A5 %
= 14
= 12
Le barre inoltre dovranno superare con esito positivo prove di aderenza (secondo il metodo "Beam test") da eseguire presso un
laboratorio ufficiale con le modalità specificate dalla norma CNR - UNI 10020-71.
Per i controlli sulle barre di armature si richiama quanto riportato ai punti 2.2.8.2. e 2.2.8.3. Parte I^, delle "Norme tecniche". Il
controllo in cantiere sarà obbligatorio per gli acciai non controllati in stabilimento, facoltativo per gli altri.
41.1.2 Acciaio in fili lisci o nervati.
I fili lisci o nervati di acciaio trafilato di diametro compreso fra i 4 e 12 mm, dovranno corrispondere, per l'impiego nel cemento armato, alle proprietà indicate nel prospetto 3 di cui al punto 2.2.4.,Parte I^, delle "Norme tecniche".
41.1.3 Reti di acciaio elettrosaldate.
Dovranno avere fili elementari di diametro compreso fra i 4 e 12 mm e rispondere altresì alle caratteristiche riportate nel prospetto
4 di cui al punto 2.2.5, Parte 1^, delle "Norme tecniche".
41.1.4 Acciai per cemento armato precompresso.
Gli acciai per armature da precompressione potranno essere forniti in rotoli (fili, trecce, trefoli), su bobine (trefoli) ed in fasci (barre). I fili dovranno essere forniti in rotoli di diametro tale che, all'atto dello svolgimento, allungati al suolo su un tratto di 10 mt., non presentino curvatura con freccia superiore a 400 mm; il produttore dovrà indicare il diametro minimo di avvolgimento.
Ciascun rotolo di filo (liscio, ondulato, con impronte) dovrà essere esente da saldature. Sono ammesse le saldature sui fili componenti le trecce se effettuate prime della trafilatura; per i trefoli sono ammesse saldature anche durante l'operazione di cordatura, purché le
saldature siano opportunamente distanziate e sfalsate.
Dovranno comunque essere rispettate le prescrizioni di cui al punto 2.3, Parte 1^, delle "Norme tecniche", nonché le altre disposizioni che, in materia, venissero successivamente emanate.
41.2 ACCIAI PER STRUTTURE METALLICHE
I materiali da impiegare in tali tipi di strutture dovranno rispettare le prescrizione contenute nella Parte 2^ delle norme tecniche di
cui al D.M. 26 marzo 1980, più volte richiamato, con le eventuali successive modifiche ed integrazioni.
Gli acciai da impiegare, di uso generale laminati a caldo, in profilati, barre, larghi piatti, lamiere e profilati cavi (anche tubi saldati
provenienti da nastro laminato a caldo) dovranno essere del tipo Fe 360 (Fe 37), del tipo Fe 430 (Fe 44) o del tipo Fe 510 (Fe 52) definiti,
per le caratteristiche meccaniche al punto 2.1.1 della Parte 2^ di che trattasi. Tra gli acciai dei tipi indicati rientrano pertanto gli acciai Fe 37,
Fe 42 e Fe 52 dei gradi B, C, D della UNI 7070-72. Rientrano anche altri tipi di acciai purché rispondenti alle caratteristiche indicate nel prospetto 2-1 citato. Per i profilati cavi, oltre agli acciai Fe 360, Fe 430 e Fe 510 nei gradi B, C, D delle UNI 7806 e 7810, rientrano, anche altri
tipi purché rispondenti alle caratteristiche di cui al prospetto 2-11 del punto 2.1.1.2 delle "Norme Tecniche".
41.3 PROFILATI, BARRE E LARGHI PIATTI DI USO GENERALE
Saranno conformi alle prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione UNI 7070-72 Prodotti finiti di acciaio di uso generale
laminati a caldo. Profilati, laminati mercantili, larghi piatti, lamiere e nastri larghi aventi spessore = 3 mm.
Le superfici dei laminati dovranno essere esenti da cretti, scaglie, paglie, ripiegature, cricche od altri difetti tali che ne possano
pregiudicare ragionevolmente le possibilità d'impiego. Sarà tollerata la presenza di lievi sporgenze o rientranze, di leggere rigature e vaiolature, purché non venga superata la tolleranza in meno prescritta sullo spessore.
41.4 LAMIERE DI ACCIAIO
Le lamiere di spessore maggiore od uguale a 3 mm saranno conformi per qualità e caratteristiche, alle norme e prescrizioni della
UNI 7070-72.
Le lamiere di spessore minore di 3 mm saranno conformi alle prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 6659-70 - Lamiere sottili di acciaio non legato laminato a caldo. Qualità, prescrizioni e prove.
41.5 LAMIERE ZINCATE
41.5.0 Generalità.
Fornite in fogli, rotoli od profilati vari per lavorazione dopo zincatura, le lamiere zincate avranno come base acciaio non legato,
piatto, laminato a freddo. Qualità e tolleranze saranno conformi alla UNI 5753-75 con la prescrizione che, salvo diversa specifica, la base
sarà costituita da lamiera Fe KP GZ UNI 5753-75. Per gli impianti strutturali la lamiera dovrà essere invece almeno di categoria Fe 34 GZ
UNI 5753-75.
La zincatura dovrà essere effettuata per immersione a caldo nello zinco allo stato fuso; questo sarà di prima fusione, almeno del
tipo ZN A 98, 25 UNI 2013-74.
Con riguardo al procedimento di zincatura questo potrà essere del tipo normale a bagno continuo o discontinuo (più idoneamente
indicato quest'ultimo per manufatti lavorati prezincatura e per i quali si rimanda alla norma UNI 5744-66), o continuo Sendzimir.
41.5.1 Lamiere zincate con bagno continuo o discontinuo a caldo.
Avranno stato di zincatura conforme ai tipi indicati nel prospetto che segue con la prescrizione che, in nessun caso, la fornitura
potrà prevedere manufatti con grado di zincatura inferiore a Z 275.
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41.5.2 Lamiere zincate con procedimento continuo Sendzimir.
Salvo diversa prescrizione, per tutti i manufatti previsti in lamiera zincata quali coperture, rivestimenti, infissi, serrande, gronde,
converse, serbatoi di acqua etc., dovrà essere impiegata lamiera zincata trattata secondo il procedimento di zincatura continua Sendzimir,
consentendo tale procedimento, che prevede tra l'altro la preventiva normalizzazione dell'acciaio ed un'accurata preparazione delle superfici, di ottenere una perfetta aderenza dello zinco all'acciaio base e la formazione di uno strato di lega ferro-zinco molto sottile ed uniforme.
41.6 ACCIAIO INOSSIDABILE
Caratterizzato da un contenuto di cromo superiore al 12%, dovrà presentare elevata resistenza alla ossidazione ed alla corrosione e rispondere alle prescrizioni di cui alla presente norma unificata:
UNI 6900-71 - Acciai legati speciali inossidabili resistenti alla corrosione ed al calore.
Oltre alla classificazione UNI verrà abitualmente usata anche la classificazione AISI (American Iron and Steel Institute). Per la
designazione si farà riferimento alla UNI 5372-70, specificando che trattasi di acciai designati per composizione chimica dove x sta per "acciaio legato", il primo numero indica la percentuale di carboni moltiplicata per 100, ed i numeri finali indicano i tenori degli elementi di lega in
%.
41.7 TUBI DI ACCIAIO
41.7.0 Generalità.
Per le condizioni tecniche generali di fornitura vale la norma UNI 5447-64.
I tubi saranno costituiti da acciaio non legato e dovranno corrispondere alla normativa generale di unificazione di seguito riportata:
UNI 663 -68- Tubi senza saldatura di acciaio non legato - Tubi lisci per usi generici - Qualità prescrizioni e prove (Sostituita in parte da UNI
7287-74).
UNI 7091-72- Tubi saldati di acciaio non legato - Tubi lisci per usi generici (Sostituita in parte da UNI 7288-74).
UNI 7287-74- Tubi con estremità lisce, senza saldatura, di acciaio non legato, senza prescrizioni di qualità.
UNI 7288-84- Tubi con estremità lisce, saldati, di acciaio non legato, senza prescrizioni di qualità.
Per la classificazione, i tubi senza saldatura UNI 663-68 verranno distinti, secondo il materiale, il grado di precisione di lavorazione ed i requisiti particolari, in: tubi senza prescrizione di qualità (ex commerciali: acciaio Fe 33), tubi di classe normale (Fe 35-1/45-1/551/52-1) e tubi di classe superiore (Fe 35-2/45-2/55-2/52-2). I tubi dovranno risultare ragionevolmente dritti a vista e presentare sezione circolare entro le tolleranze prescritte; saranno privi di difetti superficiali (interni ed esterni) che possano pregiudicarne l'impiego: è ammessa la
loro eliminazione purché lo spessore non scenda sotto il minimo prescritto.
I tubi ed i relativi pezzi speciali dovranno avere la superficie interna ed esterna protetta con rivestimenti appropriati e specificati in
Elenco. In ogni caso, qualunque sia il tipo di rivestimento, questo dovrà risultare omogeneo, continuo, ben aderente ed impermeabile.
41.7.1 Tubi gas.
Ove non diversamente disposto, saranno impiegati nelle normali installazioni per condutture di acqua calda e fredda, impianti di
riscaldamento, gas etc. I tubi potranno essere senza saldatura o saldati e dovranno corrispondere alle prescrizioni delle seguenti norme di
unificazione:
UNI 3824-74 - Tubi senza saldatura o saldati per filettature gas. Tubi serie normale.
UNI 4148-74 - Idem. Tubi serie media.
UNI 4149-74 - Tubi senza saldatura o saldati per filettature gas. Tubi serie pesante.
UNI 5191-70 - Avvitamenti per filettature gas su tubi e raccordi.
Il materiale sarà costituito, per i tubi senza saldatura, da acciaio Fe 33 con carico unitario di rottura a trazione di 33 - 53 Kgf/mmq
(320 - 520 N/mmq). La tolleranza sarà del -12,5% sullo spessore e del ± 10% sul peso di ogni singolo tubo.
41.8 GHISA
41.8.1 Ghisa malleabile per getti.
Dovrà corrispondere alle prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 3779-69 - Ghisa malleabile per getti - Qualità prescrizioni e prove.
I getti di ghisa malleabile dovranno potersi martellare, stirare, piegare e raddrizzare a freddo senza rompersi, dovranno avere spigoli vivi, essere esenti da soffiature, vaiolature e difetti in genere; la superficie sarà liscia e pulita.
41.8.2 Ghisa a grafite sferoidale per getti.
Dovrà rispondere alle prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 4544-74 - Ghisa a grafite sferoidale per getti. Qualità, prescrizioni e prove.
41.8.3 Ghisa grigia per getti.
Dovrà rispondere alle prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 5007-69 - Ghisa grigia per getti. Qualità, prescrizioni e prove. La ghisa dovrà essere di seconda fusione, a grana fine, grigia,
compatta, esente da bolle, scorie, gocce fredde ed altri difetti. Il materiale dei getti dovrà essere compatto e lavorabile alla lima ed allo scalpello in tutte le parti.
I singoli pezzi dovranno riuscire perfetti di fusione a superficie liscia e dovranno essere accuratamente sbavati e liberati dalla
sabbia di formazione. Salvo diversa prescrizione, i getti dovranno essere di ghisa G 15 UNI 5007-69.
41.8.4 Tubi di ghisa grigia o sferoidale.
I tubi saranno costituiti da ghisa di seconda fusione, centrifugata e ricotta, saranno esenti da difetti di lavorazione che ne possano
pregiudicare la funzionalità e la durata.
Salvo diversa indicazione, i tubi saranno catramati o bitumati a caldo sia internamente che esternamente e tale strato protettivo,
che dovrà risultare continuo e ben aderente, non dovrà pregiudicare i caratteri organolettici dell'acqua potabile eventualmente convogliata. I
tubi in ghisa sferoidale saranno rivestiti internamente, di norma, in malta cementizia centrifugata.
Le giunzioni tra i vari tubi potranno essere di tipo rigido od elastico: in quest'ultimo caso le guarnizioni che verranno fornite con i
tubi saranno fabbricate con gomme sintetiche resistenti sia all'invecchiamento che alla corrosione. Per le tubazioni di ghisa normale (per
condotte) dovrà essere rispettata la seguente normativa:
UNI 5336-69 - Tubi, raccordi e pezzi speciali per condotte in pressione di ghisa grigia. Qualità, prescrizioni e prove.
Tubi, raccordi e pezzi speciali saranno prodotti con ghisa G 15 UNI 5007-69. La pressione di prova per tubi centrifugati sarà di 35
Kgf/cmq fino a DN 600 nelle tre classi LA, A e B; oltre DN 600 sarà di 15-20-25 Kgf/cmq rispettivamente per le tre classi (le classi A e B indicano tubi con spessore maggiorato del 10% e del 20% sulla serie normale LA).
Per tubi in ghisa sferoidale, si farà riferimento al "Progetto di Norma UNSIDER n°915/XXIII" corrispondente alla norma di unificazione UNI 001 ed alle norme UNI da 002 a 0023.
Le caratteristiche meccaniche per tutti i DN, saranno le seguenti: carico unitario di rottura a trazione non inferiore a 42 Kgf/mmq,
allungamento a rottura min.8%, durezza Brinel max 230 Kg/mmq.
I tubi saranno provati idraulicamente in officina alla pressione di 60 Atm. (DN 60/300) , 50 Atm. 50 Atm. (DN 350/600) e 40 Atm.
(DN 700/1250).
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Art.42 METALLI DIVERSI
42.0 GENERALITÀ
Tutti i metalli da impiegare nelle costruzioni e le relative leghe dovranno essere della migliore qualità, ottimamente lavorati e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizino la forma o ne alterino la resistenza e la durata.
42.1 PIOMBO
Dovrà corrispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 3165 - Piombo - Qualità e prescrizioni.
UNI 6450 - Laminati di piombo - Dimensioni, tolleranze e masse.
Nella qualità normale (dolce o da gas) il piombo dovrà essere duttile, di colore grigio, brillante al taglio ed insonoro alla percussione.
42.2 STAGNO E SUE LEGHE
Dovranno essere conformi alla seguente normativa:
UNI 3271 - Stagno - Qualità e prescrizioni.
UNI 5539 - Leghe saldanti a base stagno-piombo per saldature dolci.
42.3 ZINCO
Dovrà essere conforme alla seguente normativa:
UNI 2013-74 - Zinco di prima fusione in pani - Qualità, prescrizioni e prove.
UNI 2014 - Zinco B. Qualità e prescrizioni.
Le lamiere (UNI 4201), i nastri (UNI 4202), i fili ed i tubi dovranno avere superfici lisce, regolari, prive di scaglie, rigature, vaiolature, corrosioni, striature etc.
42.4 RAME E SUE LEGHE
42.4.1 Rame.
Dovrà essere conforme alla seguente normativa:
5649-1^-71 - Rame - Tipi di rame non legato. Qualità, prescrizioni e prove.
Per i tubi, oltre al D.P.R. 3 agosto 1968, n°1095 si farà, riferimento alle seguenti norme:
UNI 2545 - Tubi di rame e di ottone senza saldatura - Qualità, prescrizioni e prove (sostituita in parte dalle UNI da 7268 a 7270-73).
UNI 6507-69 - Tubi di rame senza saldatura per impianti idrotermo-sanitari - Dimensioni, prescrizioni e prove.
I tubi dovranno essere fabbricati con rame CU-DHP; valgono per le prove di trazione, allargamento e schiacciamento le UNI
7268-73; 7269-69 e 7270-73.
Lamiere, nastri e fili saranno conformi alle UNI 3310/2^/3^/4^-72.
42.4.2 Ottone.
Si rimanda, per le prescrizioni, alle specifiche voci di fornitura previste con tale materiale.
42.4.3 Bronzo per rubinetterie.
Il bronzo per rubinetterie, raccordi ecc. da incassare nelle murature sarà conforme alla lega definitiva dalla UNI 7013/8^ - 72.
42.5 ALLUMINIO E SUE LEGHE - ALLUMINIO ANODIZZATO
42.5.1 Alluminio, leghe e prodotti.
Saranno conformi alla normativa UNI contenuta nell'argomento di cui alla classifica decimale C.D.U. 669-71 (Sub-argomenti: Alluminio - Leghe di alluminio da lavorazione plastica), e nell'argomento "Semilavorati e prodotti di alluminio e sue leghe" di cui alla C.D.U.
669.71.002.62/64.
Salvo diversa prescrizione, profilati e trafilati saranno forniti in alluminio primario ALP 99,5 UNI 4507. Gli stessi materiali dovranno presentare per tutta la loro lunghezza sezione costante, superficie regolare, senza scaglie, vaiolature, striature ed ammanchi di materia.
Le lamiere non dovranno presentare sdoppiature né tracce di riparazione.
42.5.2 Alluminio anodizzato.
Dovrà risultare conforme alla seguente normativa di unificazione:
UNI 4522-66 - Rivestimenti per ossidazione anodica dell'alluminio e sue leghe. Classificazione, caratteristiche e collaudo.
Gli strati normalizzati di ossido anodico saranno definiti mediante una sigla (OTO, BRI, ARP, ARS, ARC, IND, VET, rispettivamente per strato: ottico, brillante, architettonico lucido, spazzolato, satinato, industriale grezzo, vetroso), un numero che ne indica la classe di
spessore e l'eventuale indicazione della colorazione.
Per gli strati architettonici la norma prevede quattro classi di spessore:
- Classe 5: spessore strato min.5/1000 mm
- Classe 10: spessore strato min.10/1000 mm
- Classe 15: spessore strato min.15/1000 mm
- Classe 20: spessore strato min.20/1000 mm
Di queste la prima verrà impiegata in parti architettoniche per usi interni di non frequente manipolazione, la seconda per parti architettoniche esposte all'atmosfera con manutenzione periodica, la terza in parti esposte ad atmosfere industriali o marine e la quarta, di tipo
rinforzato, in atmosfere particolarmente aggressive. I materiali da ossidazione anodica dovranno essere tra quelli previsti al punto 3. della
UNI 4522-66.
Il materiale da anodizzare od anodizzato dovrà essere accuratamente imballato e protetto dall'umidità, da fumi o da spruzzi acidi
od alcalini. Il collaudo dell'ossido anodico sarà sempre eseguito, ove possibile, su pezzi smontati, per partite ben definite ed in conformità
alle norme UNI di cui alla C.D.U. 669.716.9.
Art.43 LEGNAMI
43.0 GENERALITÀ
43.0.1 Nomenclatura, misurazione e cubatura.
Per la nomenclatura delle specie legnose, sia di produzione nazionale che d'importazione, si farà riferimento alle norme UNI
2853-73, 2854 e 3917; per la nomenclatura dimensionale degli assortimenti alla UNI 3517; per la nomenclatura dei difetti alla UNI 3016; per
la misurazione e cubatura degli assortimenti alla UNI 3518.
43.0.2 Requisiti in generale.
I legnami da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano, dovranno rispondere a tutte le prescrizioni
di cui al D.M. 30 ottobre 1912; saranno provvisti fra le più scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili
con l'uso cui sono destinati.
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43.1 LEGNAMI DA CARPENTERIA DEFINITIVA
Dovranno presentare carico di rottura a compressione normalmente alle fibre non inferiore a 300 Kgf/cmq e carico di rottura a trazione parallelamente alle fibre non inferiore a 700 Kgf/cmq.
43.2 LEGNAMI PER SERRAMENTI
Dovranno essere della migliore qualità ben stagionati (con almeno due anni di taglio) e provenire da alberi abbattuti in stagione
propizia oppure essere sottoposti ad essiccazione artificiale perfetta.
Saranno naturalmente di prima scelta, di struttura a fibra compatta e resistente, privi di spaccature, sia in senso radiale che circolare, sani, diritti, con colori e venature uniformi, esenti da nodi, cipollature, tarli ed altri difetti. Il tavolame dovrà essere ricavato dalle tranci
più diritte affinché le fibre non risultino mozzate dalla sega e si ritirino nelle connessure.
Le essenze da usare dovranno essere in genere: dolci per i serramenti interni, resinose o forti per i serramenti esterni, pregiate od
a grana fine per i serramenti di sicurezza.
Gli elementi dovranno essere perfettamente tagliati, piallati e levigati e risultare dopo tali operazioni di dimensioni conformi ai disegni, particolari e dettagli di progetto od alle prescrizioni contrattuali. In merito agli spessori, la quotazione dei disegni dovrà intendersi per
elementi finiti od ultimati, con le tolleranze sottoindicate, dovendo l'Appaltatore provvedere legnami di spessore superiore in modo da garantire quello richiesto a lavorazione ultimata:
- Tolleranza sullo spessore: ± 0,5 mm.
- Tolleranza sulla larghezza e lunghezza: ± 2 mm.
43.3 LEGNAMI DA PAVIMENTI E RIVESTIMENTI
43.3.1 Listoni in legno.
Dovranno rispettare le prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 13489 - Listoni in legno per pavimenti - Dimensioni e caratteristiche.
Le essenze da usare dovranno essere perfettamente stagionate all'aria oppure essiccate artificialmente e prive di nodi cadenti,
fenditure, marciumi, tasche di resina, tarlature. I listoni dovranno presentare accurata lavorazione agli incastri e faccia vista e fianchi lisci di
pialla.
43.3.2 Tavolette di legno con incastro.
Dovranno rispettare le prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 4374 - Tavolette di legno per pavimenti con incastro. Dimensioni e caratteristiche.
Le essenze da usare dovranno avere un tenore di umidità del 10- 12%. Le tavolette dovranno essere accuratamente lavorate e
permettere (nei tre tipi A, B e C) una perfetta unione fra loro.
Le tavolette dovranno essere fornite nella qualità A di cui alla classifica UNI 4376.
43.3.3 Tavolette di legno senza incastro.
Dovranno rispettare le prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 4375 - Tavolette di legno per pavimenti senza incastro. Dimensioni e caratteristiche.
Potranno essere del tipo A (a tre lati piallati) del tipo B (a mosaico). Le tavolette tipo A dovranno presentare la faccia in vista ed i
due fianchi lisci di pialla, quelle di tipo B i due fianchi lisci di pialla e le facce piane di sega. Vale, per la qualità, la prescrizione di cui al punto
precedente.
43.3.4 Perline di legno.
Dovranno rispettare le prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 4873 - Perline di legno semplici, a battuta.
UNI 4874 - Perline di legno semplici, ad incastro.
UNI 4875 - Perline di legno doppie, ad incastro.
Il materiale sarà generalmente a fibratura lunga.
43.4 COMPENSATI E PANIFORTI - LASTRE - PANNELLI
43.4.1 Compensati e paniforti.
Dovranno essere conformi per le definizioni, la composizione, le caratteristiche, la classificazione etc., alla normativa UNI da
6467-69 a 6472-79. I paniforti potranno essere del tipo listellare o lamellare (in rapporto alla composizione dell'anima) con spessore di 13 /
15 / 18 / 20 / 22 / 25 / 28 / 30 / mm.
43.4.2 Lastre di agglomerato ligneo.
Costituite da agglomerato di trucioli di legno, paglia o lana di legno, con coesivi minerali, saranno conformi, per dimensioni, alla
tabella della UNI 2087.
43.4.3 Pannelli di fibre di legno.
Dovranno rispettare le prescrizioni della seguente norma di unificazione:
UNI 2088 - Pannelli di fibre di legno compressi - Spessori e tolleranze.
UNI 2089 - Pannelli di fibre di legno soffici - Spessori e tolleranze.
UNI 5062P - Pannelli di fibre di legno - Tipi e tolleranze.
43.4.4 Pannelli di particelle di legno.
Risponderanno per dimensioni, tolleranze e classificazione alle prescrizioni delle UNI 4866 e 4867. I pannelli saranno classificati,
in rapporto alla massa volumica apparente, in leggeri (¾ 500 kg/mc) normali (500 - 700 Kg/mc) e pesanti (> 750 Kg/mc).
Art.44 VETRI E CRISTALLI
44.0 GENERALITÀ
I vetri ed i cristalli dovranno essere, per le richieste dimensioni, di un solo pezzo, di spessore uniforme, di prima qualità, perfettamente incolori, trasparenti, privi di scorie, bolle, soffiature, ondulazioni, nodi, opacità lattiginose, macchie e qualsiasi altro difetto.
Dovranno rispondere inoltre alle prescrizioni delle seguenti norme di unificazione:
UNI 5832-72 - Vetro piano - Termini e definizioni.
UNI 6123-75 - Vetri piani - Vetri greggi.
UNI 6486-75 - Vetri piani - Vetri lucidi tirati.
UNI 6487-75 - Vetri piani - Cristalli lustri (lustrati e float).
UNI 7142-72 - Vetri piani - Vetri temperati per edilizia ed arredamento.
UNI 7171-73 - Vetri piani - Vetri uniti al perimetro.
UNI 7172-73 - Vetri piani - Vetri stratificati per edilizia ed arredamento.
UNI 7306-74 - Vetri profilati ad U.
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44.1 VETRI PIANI
44.1.1 Vetri lucidi tirati.
La normativa considera una scelta corrente (per vetrazioni in opere edilizie per usi diversi, in tuta la gamma di spessori) ed una
scelta selezionata (per vetrazioni pregiate, negli spessori nominali di 3, 4, 5, 6, 8, 10, 12 mm).
Lo spessore di una lastra sarà quello risultante dalla media aritmetica degli spessori, misurati al centro dei quattro lati; in ogni caso il minimo ed il massimo spessore dovranno risultare compresi nelle tolleranze.
Per la fornitura le lastre dovranno essere di scelta selezionata con i limiti di tolleranza fissati al punto 5.2 della UNI 6486-75.
44.1.2 Cristalli lustri.
S'intenderanno per tali vetri piani colati e laminati di speciale composizione ed affinaggio, con entrambe le facce rese, mediante
trattamento appropriato, praticamente piane, parallele e lustre.
Le lastre di cristallo avranno tolleranze di taglio contenute nel prospetto di cui al punto 4.2.2 della UNI 64 87-75. per la relativa
idoneità si farà riferimento al punto 9 della stessa norma; campionamento ed accettazione dovranno rispondere inoltre alle indicazioni di cui
al punto 10.
44.1.3 Vetri greggi.
Si intenderanno per tali dei vetri pano colati e laminati le cui facce non avranno subìto alcuna lavorazione successiva, una od entrambe le facce essendo imprese con disegni o motivi ornamentali individuati da nomi e/o da numeri; ove tali vetri abbiano particolare composizione ed affinaggio, saranno meglio definiti come cristalli greggi. Il vetro greggio dovrà essere esente da inclusioni opache di dimensioni
od ubicazioni tali da agevolare la rottura o nuocere esteticamente; dovrà altresì essere esente da crepe, da planeità imperfetta, da difetti di
disegno e da efflorescenze od irridiscenze. L’eventuale armatura dovrà essere pulita, non deformata né smagliata e non dovrà affiorare in
superficie.
44.2 VETRI E CRISTALLI DI SICUREZZA
Costituiti da vetri e cristalli temperati, retinati o stratificati dovranno rispondere, oltre alla normativa UNI richiamata nelle generalità, anche alle prescrizioni di cui al D.P.R. 29 maggio 1963, n°1497.
44.2.1 Vetri e cristalli temprati.
Ottenuti con particolare trattamento che induce negli strati di superficiali tensioni permanenti di compressione.
Per l'accertamento indiziario non probatorio dell'avvenuta tempra le lastre dovranno essere esaminate in luce polarizzata rettilinea
sull'intera loro superficie.
In ogni caso i vetri ed i cristalli piani temprati dovranno essere contrassegnati con marchi indelebili che ne garantiscono la provenienza.
44.2.2 Vetri stratificati per edilizia ed arredamento.
Costituiti da due o più lastre di vetro piano saldate per l'intera superficie con l'interposizione di uno o più fogli di polivinilbutirrale,
dovranno presentarsi perfettamente trasparenti ed inoltre stabili alla luce, all'invecchiamento e agli agenti atmosferici.
Per le tolleranze sugli spessori, dimensionali e di forma, si rimanda ai punti 5.2 e 5.3 della UNI 7172-73.
44.3 VETRI UNITI AL PERIMETRO
Costituiti da pannelli prefabbricati formati con due o più lastre accoppiate (a mezzo di giunto metallico saldato o con adesivi e sigillati) fra le quali è racchiusa aria o gas disidratati, dovranno presentare giunto d'accoppiamento assolutamente ermetico e di conseguenza
nessuna traccia di polvere o di condensa sulle superfici interne dei cristalli.
Per i pannelli potranno essere richieste le prove del punto di rugiada iniziale, della tenuta stagna iniziale e dell'appannamento in
conformità alla normativa di cui al punto 7 della UNI 7171-73. I pannelli dovranno essere garantiti dalla Ditta produttrice per non meno di
dieci anni dalla data di collocazione.
Art.45 MATERIALI PER PAVIMENTAZIONI
45.0 GENERALITÀ
Alcuni dei materiali in argomento potranno essere usati, oltre che per pavimentazioni, anche per rivestimenti (grès rosso, grès fine
porcellanato, materiali resilienti etc.). Anche in questo caso comunque dovrà essere rispettata, senza alcuna eccezione, la normativa di seguito riportata.
45.0.1 Requisiti ufficiali.
I materiali per pavimentazioni ed in particolare pianelle di argilla, mattonelle gresificate, lastre e quadrelle di marmo, mattonelle
d'asfalto, oltre a possedere le caratteristiche riportate negli articoli relativi alle corrispondenti categorie di materiali dovranno rispondere anche alle norme di accettazione. Le prove da eseguire per accertare la bontà dei materiali di pavimentazione, in lastre o piastrelle, saranno
almeno quelle di resistenza alla rottura per urto o per flessione, all'usura per attrito radente o per getto di sabbia, la prova di gelività e, per i
materiali cementati a caldo, anche la prova d'impronta.
45.1 MATTONELLE, MARMETTE E PIETRINI DI CEMENTO.
45.1.0 Norme generali.
Le mattonelle, le marmette ed i pietrini di cemento dovranno essere conformi, per dimensioni e caratteristiche, alle norme UNI da
2623 a 2629. Dovranno altresì risultare di ottima fabbricazione, di idonea compressione meccanica e di stagionatura non inferiore a tre mesi. Saranno ben calibrati, a bordi sani e piani e non dovranno presentare carie, né peli, né segni di distacco tra sottofondo e strato superiore.
La colorazione del cemento dovrà essere fatta con colori adatti, amalgamati ed uniformi.
45.1.1 Mattonelle di cemento.
Di spessore complessivo non inferiore a 18 mm, avranno uno strato superficiale di assoluto cemento colorato di spessore costante non inferiore a 5 mm.
45.1.2 Marmette e marmettoni di cemento.
Le marmette avranno uno spessore complessivo non inferiore a 18 e 22 mm, per dimensioni di 20 e 25 cm di lato, mentre i marmettoni 30x30 e 40x40 avranno spessori rispettivi non inferiori a 28 e 32 mm. Lo strato superficiale, costituito da un impasto di cemento,
polveri, graniglie e scaglie di marmo, avrà uno spessore non inferiore ad 1/3 dell'intero spessore dell'elemento.
Le scaglie avranno assortimento 10/25, 15/30, 20/35 e 25/45 rispettivamente per elementi di lato 20, 25, 30 e 40 cm; dovranno
essere dei colori richiesti ed accuratamente selezionati.
I cementi saranno del tipo ad alta resistenza o bianchi; l'impasto dovrà essere vibro-compresso, con pressione meccanica non
inferiore a 150 Kgf/cmq. Tolleranza sulle dimensioni dei lati: +O,5/-1 mm.
45.1.3 Pietrini di cemento.
Potranno avere forma quadrata (25x25) e rettangolare(20x10 e 30x15).
Nel formato minore (20x10) avranno spessore complessivo non inferiore a 15 mm costituito da due strati dei quali il superiore, di
assoluto cemento puro, colorato o meno, di spessore non inferiore a 5 mm; negli altri due formati avranno spessore complessivo non inferiore a 5 mm per usi pedonali ed a 8 mm per impieghi carrabili. La superficie superiore dei pietrini potrà essere richiesta liscia, bocciardata,
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bugnata (25 o 100 bugne), scalanata o ad impronte varie. Tolleranza sulle dimensioni come al punto precedente.
45.2 PIASTRELLE DI GRES ROSSO
Dovranno rispondere per caratteristiche e dimensioni, in aggiunta ai requisiti riportati all'art.40, alla norma UNI 6506-69. Le piastrelle verranno fornite di regola in calibro 0, corrispondente alla dimensione nominale con tolleranza ±0,4 % sulla misura dei lati; ove nulla
osti, comunque, potranno essere ammessi calibri progressivamente maggiori (designati 1,2,3,) della dimensione nominale o progressivamente minori (09, 08, 07).
Le piastrelle dovranno essere di prima scelta, avere assorbimento d'acqua non maggiore del 4% della loro massa, resistenza a
flessione non minore di 250 Kgf/cmq, resistenza al gelo, indice di resistenza all'abrasione R non minore di 0,5, perdita di massa per attacco
acido non maggiore del 9% e per attacco basico non maggiore del 16%.
45.3 PIASTRELLE DI GRES CERAMICO (FINE PORCELLANATO)
Formate con impasto di argille, caolini e quarzo con aggiunta di fondenti (generalmente feldspati) saranno di colore bianco-avorio
o colorate e dovranno rispondere, per dimensioni e prescrizioni, alla norma UNI 6872-71.
Per il calibro vale quanto detto in precedenza: le piastrelle dello stesso calibro potranno differire al massimo, fra i relativi lati, di
±0,5 mm.
Le piastrelle dovranno essere di prima scelta, avere assorbimento d'acqua non maggiore dello 0,1%, resistenza a flessione non
minore di 350 Kgf/cmq, resistenza al gelo, indice di resistenza all'abrasione non minore di 1, perdita di massa per attacco acidi non maggiore dello 0,5% e per attacco basico non maggiore del 15%.
45.4 PIASTRELLE DI COTTO FORTE SMALTATO
Prodotte nei formati 20x20, 30x30, 33x33 e 40x40, con superficie smaltata, presenteranno assoluta regolarità di forma, spessore
uniforme, perfetta aderenza degli smalti, impermeabilità, nonché resistenza alle macchie, agli sbalzi termici, agli urti violenti, alle abrasioni
ed agli aggressivi chimici.
Il supporto, o biscotto, avrà caratteristiche intermedie tra la maiolica ed il grès rosso, con resistenza a flessione non inferiore a
150 Kgf/cmq ed assorbimento d'acqua non maggiore del 15%. Lo smalto sarà privo di scheggiature, fenditure, cavilli, fori, bolli, macchie e di
durezza non inferiore al 6° grado Mohs.
Le piastrelle saranno di prima scelta, di calibro nominale, con tolleranza sulle dimensioni dei lati di + 0,5/-1 mm.
45.5 MATTONELLE D'ASFALTO
Composte di polvere d'asfalto naturale arricchita di bitume (puro ed in percentuale dell'11%), di fibrette di armatura e pigmenti naturali, compresse in forme a 250-300 atm. e riscaldate a 150°C, dovranno avere forme perfettamente regolari, spigoli vivi, massa volumica
non inferiore a 2.000 Kg/mc e resistenza all'impronta di 0,5 - 0,6 mm.
45.6
PAVIMENTI RESILIENTI
45.6.0 Generalità.
Qualunque sia il tipo di materiale impiegato, tali pavimenti dovranno essere resistenti all'usura ed al deterioramento, nonché
all'acqua, ai detersivi, alle cere ed alle normali sollecitazioni meccaniche; dovranno inoltre risultare resistenti al fuoco, autoestinguenti, non
propaganti fiamma ed atossici. I colori dovranno risultare stabili alla luce, uniformi e continui nell'intero spessore.
45.6.1 Linoleum.
Costituito con impasto di legante oleoresinoso a base di olio di lino, resine speciali, farine di sughero , di legno e di coloranti, calandrato su tela juta ed essiccato a caldo, dovrà corrispondere per tonalità di colori, disegno, tipologia, alle prescrizioni di Elenco ed ai campioni prescelti e presentare inoltre superficie liscia, priva di discontinuità, striature, macchie e screpolature; dovrà possedere una stagionatura non inferiore a 4 mesi ed uno spessore non inferiore a 2,5 mm, con tolleranza del - 5%.
La massa del linoleum dovrà essere almeno di 1,2 Kg/mq per millimetro di spessore e verrà determinata su provini quadrati di 50
cm di lato con pesature approssimate al grammo.
La stabilità del colore dovrà essere non inferiore al n°5 della scala dei bleu. Le modalità di esecuzione delle prove dovranno essere comunque conformi alle norme e prescrizioni del "Capitolato tecnico internazionale per linoleum su supporto di tessuto" al quale si farà
riferimento per i limiti di accettazione del materiale.
45.6.2 Vinile amianto.
Costituito da una mescolanza omogenea di resine viniliche (policloruro di vinile e/o copolimeri a base di cloruro di vinile), stabilizzanti, plastificanti, amianto, additivi e pigmenti, il vinile amianto sarà confezione in piastrelle (vinyl asbestos floor tiles) con dimensioni di
30x30 cm (tolleranza ±0,4 mm) e spessore nominale di 2 mm (scostamento limite ±0,15 mm).
Le piastrelle dovranno risultare conformi alle prescrizioni della norma UNI 5573-72 e, nel caso fossero marmorizzate, avranno la
marmorizzazione estesa all'intero spessore. Squadratura, stabilità dimensionale, penetrazione, freccia di flessione, resistenza all’urto, ai
solventi ed alla luce dovranno corrispondere al punto 3della UNI sopra citata; le prove saranno effettuate in conformità ai metodi riportati
nella UNI 5574-72.
45.6.3 Vinile omogeneo.
Costituito da una mescolanza omogenea di resine viniliche a base di policloruro di vinile e/o copolimeri di cloruro di vinile, stabilizzanti, plastificanti, lubrificanti, cariche inorganiche e pigmenti, il vinile omogeneo potrà essere confezionato in pezze o piastrelle (solid vinyl
flooring), queste ultime nelle dimensioni standard di 40x40 cm (scostamenti limite di ±0,3 mm) e dovrà rispondere alle prescrizioni di cui alla
seguente norma di unificazione:
UNI 7071-72 - Pavimenti vinilici. Pavimenti vinilici omogenei. Prescrizioni.
I manufatti avranno struttura compensata a più strati omogenei saldamente uniti sotto pressione a caldo e quindi composizione
uniforme attraverso l'intero spessore, sia come impasto, che come colore ed eventuale marmorizzazione. Lo spessore nominale dovrà essere non inferiore a 2 mm con scostamento limite di ±0,15 mm. Per le altre caratteristiche si rimanda al punto 3 della UNI citata; per le prove, alla UNI 5574-72.
45.6.4 Vinile non omogeneo.
Costituito da mescolanze viniliche variamente dosate, comprendenti in tutto od in parte gli ingredienti di cui al precedente punto
45.6.3, avrà una struttura costituita da due o più strati equilibrati di composizione diversa: uno strato superiore di usura (copertura) in tinta
unita o con marmorizzazione, trasparente oppure traslucido ed uno inferiore (sottostrato) in uno o più strati con funzione decorativa e/o di
supporto.
Il vinile in argomento potrà essere confezionato come al precedente punto 45.6.3 e dovrà rispondere alle prescrizioni di cui alla
seguente norma di unificazione:
UNI 7072-72 - Pavimenti vinilici. Pavimenti vinilici non omogenei. Prescrizioni.
45.6.5 Gomma.
Per i pavimenti in gomma le lastre, confezionate con buone mescolanze di gomma naturale o sintetica (in percentuale non inferiore al 10% per i tipi civili ed al 30% per i tipi industrial), vulcanizzanti e stabilizzanti, cariche e pigmenti inorganici, saranno prive di difetti quali
porosità o rugosità, avranno superficie superiore piana e ben levigata od a rilievo ed in ogni caso priva di efflorescenze di natura tale da alpagina n.22
terare il colore del pavimento.
I pavimenti potranno essere in unico strato colorato o con sottostrato, con superficie liscia o rigata od a bolli, con rovescio ad impronta tela per attacco con adesivi od a peduncoli o sottosquadri per attacco con cemento.
Nei pavimenti per uso civile lo spessore se non diversamente prescritto, dovrà essere non inferiore a 3 mm (attacco ad impronta
tela) od a 4 mm (attacco a peduncoli) con tolleranza di ±0,3 mm; le lastre inoltre dovranno rispondere ai seguenti requisiti: durezza shore A
85 ±; resistenza all'invecchiamento artificiale, espressa come massima variazione di durezza dopo 7 giorni di esposizione alla temperatura
di 70°C, non superiore al 5%; assorbimento d'acqua inferiore al 3% dopo 7 giorni d'immersione alla temperatura di 20°C; impronta permanente non superiore a 0,1 mm (prova ASTM-D 1147 - 56 T).
Nei pavimenti per uso industriale lo spessore, se non diversamente prescritto, dovrà essere non inferiore a 4 mm per le lastre con
superficie liscia e rovescio a peduncoli o con superficie a bolli e rovescio liscio e non inferiore a 10 mm per la lastre con superficie rigata od
a bolli e rovescio a sottosquadri.
Art.46 MATERIALI PER RIVESTIMENTI
46.0 GENERALITÀ
Qualunque sia il materiale da impiegare per rivestimenti, questo dovrà presentare assoluta regolarità di forma, assenza di difetti
superficiali, uniformità e stabilità dei colori, resistenza adeguata alle condizioni di impiego. Per i materiali il cui uso comprende anche le pavimentazioni, si rimanda alla specifica normativa riportata nel precedente articolo.
46.1 PIASTRELLE DI CERAMICA SMALTATE
Costituite da argille e/o da caolini, sabbie, fondenti e da altre materie minerali, con procedimenti includenti almeno una cottura
oltre i 900°C e caratterizzate da un supporto poroso ricoperto da uno strato vetroso trasparente od opaco ed eventualmente colorato e/o
decorato, dovranno rispondere alle prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 6776-70 - Piastrelle di ceramica smaltate per rivestimenti interni. Dimensioni e caratteristiche.
Le piastrelle dovranno essere di prima scelta, come definita dalla norma UNI sopra citata, con tolleranze del ±0,6% sulle dimensioni dei lati e del ±10% sullo spessore.
Le superfici smaltate saranno prive di avvallamenti, ondulazioni, fori, cavità, macchie ecc. che siano visibili a distanza di 1mt. Per
quanto riguarda il calibro si applica quanto prescritto al punto 45.2.
46.2 KLINKER CERAMICO
Simile per caratteristiche fisiche al grès rosso, questo materiale, in mancanza di specifica normativa italiana, sarà conforme, per
qualità fisico-chimiche, alle prescrizioni delle norme DIN 18166.
Prodotto in listelli (40x245, 60x245), rettangole (100x200, 120x245) e quadrotte (120x120), a superficie opaca, vetrinata o smaltata, il Klinker presenterà massa volumica di 2,10 - 2,20 g/cmc, assorbimento d'acqua del 3 - 5%, resistenza a flessione non inferiore a 200
Kgf/cmq, durezza Mohs non inferiore a 6 per superficie vetrinata o smaltata ed a 7 per superficie opaca, resistenza garantita al gelo, agli
sbalzi termici, alla luce, agli acidi ed alle basi (ad eccezione del HFl e composti).
Per quanto riguarda calibro e tolleranza si rimanda all'art.45 come in precedenza.
46.3 TAPPEZZERIE
46.3.0 Generalità.
Le tappezzerie, qualunque sia il materiale di costruzione, dovranno essere idonee all'uso cui sono destinate, non dovranno contenere o sviluppare prodotti tossici, dovranno avere resistenza adeguata alle condizioni d'impiego, stabilità dimensionale agli sbalzi termoigrometrici ed inalterabiltà dei colori alla luce ed all'invecchiamento.
46.3.1 Tappezzerie di carta.
Potranno essere di tipo comune, confezionate con carta leggera (min.55 g/mq) e stampate con disegni composti al minimo di tre
colori; di tipo mezzano, confezionate con carte semipesanti (min.80 g/mq) e stampate con disegni composti al minimo di sei colori; del tipo
fine, confezionate con carte particolarmente trattate e disegni composti da un grande numero di colori fini; di tipo lavabile, confezionate con
carte trattate in maniera tale da consentirne la lavabilità con acqua tiepida e detersivo (soluzione al 10%) e la smacchiabilità con benzina
rettificata.
Per l'impiego, salvo diversa prescrizione, non sarà consentito l'uso di tappezzeria di carta tipo comune.
46.3.2 Tappezzerie di plastica.
Saranno costituite di norma da polimeri o copolimeri di cloruro di vinile plastificato supportati o meno con teli di tessuto o di carta.
Il rivestimento potrà anche essere del tipo "cellulare" con schiuma a struttura rigorosamente controllata e regolare.
Per i teli non supportati, la massa areica del supporto rivestito dovrà essere inferiore a 200 g/mq se di carta con rivestimento liscio, a 250 g/mq se di carta con rivestimento goffrato ed a 350 g/mq se di tessuto. Dovranno inoltre essere rispettate le prescrizioni di cui
alle seguenti norme di unificazione:
UNI 4817-74 - Supporti rivestiti con polimeri o copolimeri di cloruro di vinile. Definizioni e prescrizioni.
UNI 4818-74 - Idem. Metodi di prova.
In ogni caso le tappezzerie, provate secondo UNI 4818-74, dovranno risultare "resistenti" alla usura, all'immersione in acetone ed
esenti da "appiccicosità con alterazione"; avranno "migrabilità delle sostanze "colorate" e "solidità del colore" alla luce di una lampada solare
(secondo UNI 6097-72) non minore di 6.
Art.47 PRODOTTI PER TINTEGGIATURA - PITTURE - VERNICI - SMALTI
47.0 GENERALITÀ
Tutti i prodotti in argomento dovranno essere forniti in cantiere in recipienti originali sigillati, di marca qualificata, recanti il nome
della Ditta produttrice, il tipo e la qualità del prodotto, le modalità di conservazione e di uso, e l'eventuale data di scadenza.
I recipienti, da aprire solo al momento dell'impiego in presenza di un assistente della Direzione Lavori, non dovranno presentare
materiali con pigmenti irreversibilmente sedimentati, galleggiamenti non disperdibili, pelli, addensamenti, gelatinizzazioni o degradazioni di
qualunque genere.
Salvo diversa prescrizione, tutti i prodotti dovranno risultare pronti all'uso, non essendo consentita alcuna diluizione con solventi o
diluenti tranne che nei casi previsti dalle Ditte produttrici e con i prodotti e nei rapporti dalle stesse indicati. Risulta di conseguenza assolutamente vietato preparare pitture e vernici in cantiere, salvo le deroghe di cui alle norme di esecuzione.
Per quanto riguarda la proprietà e metodi di prova dei materiali si farà riferimento alla UNI 4715 ed alle norme UNICHIM. In ogni
caso saranno presi in considerazione solo prodotti di ottima qualità, di idonee e costanti caratteristiche per i quali potrà peraltro venire richiesto che siano corredati del "Marchio di Qualità Controllata" rilasciato dall'Istituto Italiano del Colore (I.I.C.).
47.1 MATERIE PRIME E PRODOTTI VARI DI BASE
47.1.0 Metodi di campionamento.
pagina n.23
Dovranno essere conformi ai metodi unificati di cui al Foglio di Norme (F.N.) UNICHIM 74-1969.
47.1.1 Pigmenti e pigmenti riempitivi (cariche).
Dovranno rispondere, per caratteristiche e metodi di prova, alle norme UNICHIM di pari oggetto de in particolare:
a) Bianco Meudon (biancone): Dovrà provenire da macinazione finissima e successiva levigazione di carbonato di calcio ad alto titolo
(98%) e presentare alcalinità massima, espressa in mg/g di NaOH, dello 0,50%.
b) Litopone: Costituito da solfuro di zinco e da solfato di bario in coprecipitato calcinato, dovrà presentarsi come polvere finissima, bianca e
dovrà corrispondere, per qualità e tolleranze, alle caratteristiche di cui al "Litopone 30%", punto 3 del F.N.UNICHIM 69-1969.
c) Ossido di zinco: Detto anche "bianco di zinco" dovrà presentarsi in polvere finissima, bianca e fresca al tatto; corrisponderà almeno al
tipo II di cui al F.N.UNICHIM 70-1969, sarà esente da sofisticazioni con talco, gesso, amido, biacca ecc. e non dovrà avere tenore di
piombo superiore al 3%.
d) Diossido di titanio: Detto anche "bianco titanio" potrà essere di tipo A (anatasio) o di tipo K (rutilo), differendo i due tipi per struttura cristallina e densità relativa (rispettivamente 3,9 e 4,2). Il pigmento corrisponderà, per caratteristiche e tolleranze, al punto 3 del
F.N.UNICHIM 73-1969. Per le applicazioni esterne dovrà essere impiegato esclusivamente il tipo rutilo. Sarà vietato, in ogni caso, l'uso
di bianco titanio tagliato con solfato di calcio (tipo L).
e) Minio di piombo: Costituito da ortopiombato e protossido di piombo (in percentuale totale non inferiore al 99%), dovrà presentarsi come
polvere finissima, impalpabile, pesante, di colore rosso brillante o rosso arancione; corrisponderà alle caratteristiche del "minio a contenuto elevato in ortopiombato" di cui al punto 3 del F.N.UNICHIM 71-1969. Il minio sarà insolubile, oltre che in acqua, anche in acido cloridrico diluito mentre presenterà completa solubilità in ebollizione con acqua zuccherata leggermente acidula (HNO3).
f) Biacca: A norma dell'Art.1 della Legge 19 luglio 1961, n°706, l'uso del carbonato di piombo e di qualsiasi pigmento contenente detti prodotti, sarà assolutamente vietato.
g) Coloranti: Dovranno essere di natura minerale, cioè formati da ossidi o da sali metallici, sia naturali che artificiali, opportunamente lavorati così da ottenere la massima omogeneità e finezza del prodotto. Avranno ottimo potere coprente, resistenza alla luce e perfetta incorporabilità.
47.1.2 Resine e leganti - Solventi e diluenti.
Potranno essere del tipo naturale o sintetico, secondo i casi. Le relative caratteristiche saranno accertate con le determinazioni ed
i metodi di prova UNICHIM di cui all'argomento 52. (Resine e leganti per pitture e vernici) ed al Foglio di Informazioni (I.U.) UNICHIM 1-1972
(solventi di origine minerale per prodotti vernicianti).
Con riguardo ai prodotti di più comune impiego, si osserveranno le seguenti prescrizioni:
a) Olio di lino cotto: Sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore forte e di gusto amaro, scevro da alterazioni con olio minerale, olio di pesce, ecc; non dovrà lasciare depositi né essere rancido; disteso su lastra di vetro in ambiente riparato a
15 - 20°C, tanto da solo che con 4 parti di minio di piombo, dovrà essiccare lentamente, nel tempo di 18 - 26 ore, formando pellicole lisce, dure ed elastiche.
b) Acquaragia: Potrà essere vegetale (essenza di trementina) o minerale. La prima prodotta per distillazione delle resine di pino, dovrà
essere scevra di sostanze estranee nonché limpida, incolore, di odore gradevole e volatilissima. Avrà massa volumica a 15°C di 0,87
±10% Kg/dmc, in indice di acidità inferiore a 1 e residui da evaporazione inferiori al 2%. La seconda avrà massa volumica di 0,78 ±10%
Kg/dmc, contenuto in aromatici del 15 - 20% in volume, acidità nulla, saggio al piombito negativo. Sarà impiegata come diluente per
prodotti vernicianti a base di resine naturali od alchidiche, modificate con olii essiccativi, ad alto contenuto di olio.
c) Colla: Da usarsi per preparazione delle tinte a colla e per fissativo, dovrà essere a base di acetato di polivinile o cellulosica, in rapporto
agli impieghi. Non sarà comunque consentito l'uso della cosiddetta "colla forte".
47.2 PRODOTTI PER TINTEGGIATURA - IDROPITTURE
47.2.0 Generalità - Prove supplementari.
Caratteristiche dal fatto di avere l'acqua come elemento solvente e/o diluente, le pitture in argomento verranno suddivise, per le
norme del presente Capitolato, in due classi, di cui la prima comprenderà le pitture con legante disciolto in acqua (pitture con legante a base
di colla, cemento, ecc.) e la seconda le pitture con legante disperso in emulsione (lattice) fra cui, le più comuni, quelle di copolimeri butadiene-stirene, acetato di polivinile e di resine acriliche.
Per le pitture di che trattasi, o più in particolare per le idropitture, oltre alle prove contemplate nella UNI 4715 precedentemente
citata, potranno venire richieste delle prove aggiuntive di qualificazione, da eseguirsi nel tipo o con le modalità di seguito specificate o nei
tipi diversamente prescritti dalla Direzione Lavori:
a) Prova di adesività: Su un pannello di amianto cemento compresso (v. F.N.UNICHIM 14-1969) di dimensioni 30x60 cm verranno applicate a pennello con intervallo di 24 h, due mani di idropittura 30 o 40 micron per mano secondo che l'idropittura sia per interno o per esterno); dopo 28 giorni di permanenza in camera condizionata a 20°C e 65% U.R. sul pannello verranno applicate due strisce di nastro
adesivo (tipo scotch 3M) di 5 x 40 cm, incidendo i bordi delle stesse fino ad intaccare il supporto, a distanza di 24 h le provette verranno
staccate a mano lentamente. La prova sarà considerata positiva se, in nessuna provetta, verranno osservate adesioni di film staccato
dal supporto.
b) Prova di resistenza gli alcali: Un pannello preparato e condizionato come sopra e con i bordi per 20 mm mediante immersione in paraffina fusa, verrà annegato per 40 cm in una soluzione N/10 di idrossido di sodio in acqua distillata per la durata di 5 giorni. La prova verrà
considerata positiva se, all'estrazione del campione, non verranno osservate alterazioni della pellicola né stacchi o rilasci del pigmento;
all’essiccazione non dovranno altresì osservarsi sfarinamenti (v. M. UNICHIM 175-1971), sfaldamenti od alterazioni di tinta, valutate
queste ultime a confronto con analogo provino condizionato c.s. ma non sottoposto alla prova.
c) Prova di lavabilità: Sarà eseguita in conformità al metodo UNICHIM 168-1972. I provini saranno costituiti da pannelli di amiantocemento del tipo compresso, delle dimensioni di 45x17 cm, sui quali verranno applicati uno o più strati di idropittura fino ad ottenere una
pellicola dello spessore di 50 ±10 µm; i pannelli verranno quindi condizionati per 7 gg. in ambiente a 23 ±2°C ed a 50 ±5% U.R. La prova sarà effettuata con l'impiego di apposita soluzione detergente e l'apparecchio di lavaggio Gardner Laboratories Inc., U.S.A. I provini
verranno sottoposti a 60 o 75 cicli di spazzolatura secondo che si tratti di idropittura per interno o per esterno. La prova verrà considerata positiva se, al termine della stessa, non verranno constatate alterazioni di sorta.
d) Prova di resistenza al gelo-disgelo: Sarà eseguita sulle idropitture a base di resine sintetiche in dispersione acquosa con le modalità
descritte nel metodo UNICHIM 248-1975. A prova ultimata, il campione di "prova" non dovrà presentare alterazioni di sorta (flocculazioni, grumi, ecc.) né sensibili differenze rispetto al campione "testimone".
e) Prova di permeabilità al vapore d'acqua: Sarà effettuata con le modalità descritte nel metodo UNICHIM 249-1975.
47.2.1 Latte di calce.
Sarà preparato con perfetta diluizione in acqua di grassello di calce grassa con non meno di sei mesi di stagionatura; la calce dovrà essere perfettamente spenta. Non sarà ammesso l'impiego di calce idrata.
47.2.2 Tempera.
Detta anche idropittura non lavabile, la tempera avrà buon potere coprente, sarà ritinteggiabile e, ove non diversamente disposto,
dovrà essere fornita già preparata in confezioni sigillate.
47.2.3 Idropitture a base di cemento.
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Saranno preparate a base di cemento bianco, con l'incorporamento di pigmenti bianchi o colorati in misura non superiore al 10%.
La preparazione della miscela dovrà essere effettuata secondo le prescrizioni della Ditta produttrice e sempre nei quantitativi utilizzabili entro 30 minuti (pot life) dalla preparazione stessa.
47.2.4 Idropitture a base di resine sintetiche.
Ottenute con l'uso di veicoli leganti quali l'acetato di polivinile e la resina acrilica (emulsioni, dispersioni, copolimeri), saranno distinte, in base all'impiego, come di seguito:
a) Idropittura per interno: Sarà composta dal 40 - 50% di pigmento (diossido di titanio anatasio in misura non inferiore al 50% del pigmento), dal 60 - 50% di veicolo (lattice poliacetovinilico con residuo secco non inferiore al 30% del veicolo) e da colori particolarmente resistenti alla luce. L'idropittura avrà massa volumica non superiore a 1,50 Kg/dmc, tempo di essiccazione massimo di 8 ore, assenza di
odori. Alla prova di lavabilità l'idropittura non dovrà presentare distacchi o rammollimenti, né alterazioni di colore; inoltre dovrà superare
positivamente le prove di adesività (v. punto 47.2.0) e di resistenza alla luce per una esposizione alla lampada ad arco non inferiore a 6
ore (prova 16. UNI 4715).
b) Idropittura per esterno: Sarà composta dal 40 - 45% di pigmento (diossido di titanio rutilo in misura non inferiore al 65% del pigmento),
dal 60 - 65% di veicolo (lattice poliacetovinilico od acrilico con residuo secco non inferiore al 50% del veicolo) e da sostanze coloranti
assolutamente resistenti alla luce. Le idropitture per esterno, in aggiunta alle caratteristiche riportate alla lett.a), dovranno risultare particolarmente resistenti agli alcali ed alle muffe, all'acqua ed agli agenti atmosferici e dovranno presentare facilità d'impiego e limitata sedimentazione. A distanza di 28 gg. dall'applicazione, poi, risulteranno di colorazione uniforme, prive di macchie e perfettamente lavabili
anche con detersivi forti.
47.3 PITTURE
47.3.0 Generalità.
Ai fini della presente normativa verranno definiti come tale tutti i prodotti vernicianti non classificabili tra le idropitture di cui al precedente punto 47.2 né tra le vernici trasparenti e gli smalti. Di norma saranno costituite da u legante, da un solvente (ed eventuale diluente
per regolarne la consistenza) e da un pigmento (corpo opacizzante e colorante); il complesso legante + solvente, costituente la fase continua liquida della pittura, verrà definito, con termine già in precedenza adoperato, veicolo.
Con riguardo alla normativa si farà riferimento oltre che alla UNI 4715 precedentemente richiamata, anche alle UNICHIM di argomento 53/57 (prodotti vernicianti - Metodi generali di prova).
47.3.1 Pitture ad olio.
Appartengono alla categoria delle pitture essiccanti per ossidazione, nelle quali cioè la polimerizzazione avviene per forte assorbimento di ossigeno atmosferico. Il processo risulterà rinforzato con l'addizione di opportuni siccativi (sali di acidi organici di cobalto, manganese, etc.), innestati in dosi adeguate.
Per l'applicazione, le pitture ad olio dovranno risultare composte dal non meno del 60% di pigmento e da non oltre il 40% di veicolo. Le caratteristiche dei materiali saranno conformi a quanto prescritto al precedente punto 47.1 Caratteristiche più specifiche saranno comunque riportate in appresso, per alcuni prodotti di più comune impiego.
47.3.2 Pitture oleosintetiche.
Composte da olio e resine sintetiche (alchidiche, gliceroftaliche), con appropriate proporzioni di pigmenti, veicoli e sostanze coloranti, le pitture in argomento presenteranno massa volumica di 1 - 1,50 Kg/dmc, adesività 0%, durezza 24 Sward Rocker, essiccazione fuori
polvere (f.p.) di 4 - 6 ore, residuo secco min.del 55%, brillantezza non inferiore a 80 Gloss, allungamento sopra supporto non inferiore al 9%
(prova 5. con spinta di 5 mm). Le pitture inoltre dovranno risultare resistenti agli agenti atmosferici, all'acqua (per immersione non inferiore a
18 ore), alla luce (per esposizione non inferiore a 72 ore) ed alle variazioni di temperatura, in rapporto alle condizioni d'impiego ed alle prescrizioni.
Le pitture saranno fornite con vasta gamma di colori in confezioni sigillate di marca qualificata.
47.3.3 Pitture opache di fondo.
Saranno composte dal 60 - 70% di pigmento (diossido di titanio rutilo in misura non inferiore al 50%) e dal 40 - 30% di veicolo (in
massa). Il legante sarà di norma costituito da una resina alchidica modificata ed interverrà in misura non inferiore al 50% del veicolo.
Le pitture presenteranno massa volumica di 1,50 -1,80 Kg/dmc, adesività 0%, durezza 24 Sward Rocker, essiccazione f.p. di 2 - 3
ore, residuo secco min.del 68%. La fornitura avverrà come al precede punto 47.3.2.
47.3.4 Pitture antiruggine ed anticorrosive.
Saranno rapportate al tipo di materiale da proteggere, al grado di protezione, alle modalità d'impiego, al tipo di finitura nonché alle
condizioni ambientali nelle quali dovranno esplicare la loro azione protettiva.
Con riguardo comunque alle pitture di più comune impiego, si prescrive:
a) Antiruggine ad olio al minio di piombo: Dovrà corrispondere alle caratteristiche di cui al punto 4.1 del Manuale UNICHIM 43 e dare, in
prova, i seguenti risultati: densità 2,80 - 3,40, finezza di macinazione 20 - 40 micron, essiccazione f.p. max 6 ore, essiccazione max 72
ore. La pittura sarà preparata con l'80% min.di pigmento, il 13% minimo di legante ed il 5% di solvente. Il pigmento sarà composto da
non meno del 6O% di minio al 32,5% PbO2 e da non oltre il 40% di barite, silicati di Mg. di Al, grafite ed ossidi di ferro; il legante dal
100% di olio di lino cotto, pressoché esente da acidità ed assolutamente esente da colofonia; infine, da almeno l'80% di idrocarburi distillati oltre 150°C.
b) Antiruggine oleosintetica al minio di piombo: Dovrà corrispondere alle caratteristiche di cui al punto 4.2 del Manuale UNICHIM 43 e dare, in prova, i seguenti risultati: densità 2,10 - 2,40, finezza di macinazione 30 - 40 micron, essiccazione all'aria max 16 ore. La pittura
sarà preparata con il 70% min.di pigmento, il 15% min.di legante ed il 15% max di solvente. Il pigmento ed il solvente saranno composti
come alla precedente lett.a); il legante sarà costituito da resina alchidica lungolio modificata con olii e standoli, con un contenuto di olio
minerale del 70%.
c) Antiruggine al cromato di piombo: Dovrà corrispondere alle caratteristiche di cui al punto 4.3 del Manuale UNICHIM 43 e dare, in prova,
i seguenti risultati: densità 1,50 - 1,80, finezza di macinazione 20 - 40 micron, essiccazione all'aria max 16 ore. La pittura sarà composta
con il 54 - 58% di pigmento, il 19% min.di legante, il 23% max di solvente. Il pigmento sarà composto dal 50% min.di cromato basico di
piombo; il legante da resina alchidica lungolio al 100% con contenuto in olio del 63%.
d) Anticorrosiva al cromato di zinco: Dovrà corrispondere alle caratteristiche di cui al punto 4.4 del Manuale UNICHIM 43 e dare, in prova, i
seguenti risultati: densità 1,35 - 1,48, finezza di macinazione 30 - 40 micron, essiccazione all'aria max 16 ore. La pittura sarà preparata
con il 46 - 52% di pigmento, il 22 - 25% di legante ed il 32% max di solvente. Il pigmento sarà composto dal 50% min.di cromato di zinco; il legante da resina alchidica lungolio come alla lett. c).
e) Antiruggine all'ossido di ferro: Se prescritta o ammessa dalla Direzione Lavori, dovrà corrispondere alla caratteristiche di cui al punto 4.5
del Manuale UNICHIM 43.
47.3.5 Pitture murali a base di resine plastiche.
Avranno come leganti resine sintetiche di elevato pregio (polimeri clorovinilici, acrilici, copolimeri acril-vinil-toluenici, butadienicistirenici, etc. sciolti di norma in solventi organici alifatici) e come corpo pigmenti di qualità, ossidi, colorati ed additivi vari.
Le pitture presenteranno ottima resistenza agli alcali ed agli agenti atmosferici, autolavabilità, proprietà di respirazione e di repellenza all'acqua, perfetta adesione anche su superfici sfarinanti, adeguata resistenza alle muffe, alle macchie ed alla scolorazione, facilità
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d'applicazione e rapida essiccabilità.
Le relative prove saranno effettuate, per quanto compatibili, in conformità a quelle riportate all'art.48.
47.4 VERNICI
Saranno perfettamente trasparenti e derivate da resine o gomme naturali di piante esotiche (flatting grasse e fini) o da resine sintetiche, escludendosi in ogni caso l'impiego di gomme prodotte da distillazione. Dovranno formare una pellicola dura ed elastica, di brillantezza cristallina e resistere all'azione degli olii lubrificanti e della benzina.
In termini quantitativi presenteranno adesività 0%, durezza 24 Sward Rocker, essiccazione f.p. 4 - 6 ore, resistenza all'imbutitura
per deformazioni fino ad 8 mm (prova F.N.UNICHIM 40-1969).
Le vernici sintetiche e quelle speciali (acriliche, cloroviniliche, epossidiche, catalizzate poliesteri, poliuretaniche, al clorocaucciù,
etc.) saranno approvvigionate nelle loro confezioni sigillate e corrisponderanno perfettamente alle caratteristiche d'impiego e di qualità richieste.
Caratteristiche comuni saranno comunque l'ottima adesività, l’uniforme applicabilità, l'assoluta assenza di grumi, la rapidità d'essiccazione, la resistenza all'abrasione ed alle macchie nonché l'inalterabilità all'acqua ed agli agenti atmosferici in generale.
Con riguardo alla metodologia di prova, fermo restando quanto riportato nelle generalità ed al punto 47.3.0, dovrà ancora essere
rispettata la seguente normativa UNICHIM:
F.N.38-1969 - Prodotti vernicianti. Prova piegatura su mandrino cilindrico.
F.N.40-1969 - Prodotti vernicianti. Determinazione della resistenza all'imbutitura.
F.N.39-1969 - Prodotti vernicianti. Determinazione della resistenza alla scalfitura.
F.N.101-1971 - Prodotti vernicianti. Resistenza all'umidità. Metodo mediante immersione.
F.N.156-1971 - Pitture e vernici. Determinazione della resistenza ai liquidi.
47.5 SMALTI
Nel tipo grasso avranno come leganti le resine naturali e come pigmenti di ossido di titanio, cariche inerti ed ossido di zinco.
Nel tipo sintetico avranno come componenti principali le resine sintetiche (nelle loro svariate formulazioni: alchidiche, maleiche,
fenoliche, epossidiche, poliesteri, poliuretaniche, siliconiche, ecc.) ed il bianco titanio rutilo e, come componenti secondari pigmenti aggiuntivi (cariche) ed additivi vari (dilatanti, antipelle, anti- impolmonimento, anticolanti etc.).
Gli smalti sintetici sono prodotti di norma nei tipi per interno (gradi di qualità: essiccativo, normale, fine, extra) e per esterno (industriale ed extra), in entrambi i casi nei tipi opaco, satinato e lucido. In ogni caso presenteranno adesività 0%, durezza 26 Sward Rocker, finezza di macinazione inferiore a 12 micron, massa volumica 1,10 ± 20% Kg/dmc, resistenza all'imbutitura per deformazione fino a 8 mm.
Gli smalti presenteranno altresì ottimo potere coprente, perfetto stendimento, brillantezza adeguata (per lucidi non inferiore a 90
Gloss, per i satinati non superiore a 50 Gloss), nonché resistenza agli urti, alle macchie, all'azione dell'acqua, della luce, degli agenti atmosferici e decoloranti in genere.
Anche gli smalti, come le vernici, saranno approvvigionamenti in confezioni sigillate, con colori di vasta campionatura. Per i metodi di prova si rimanda alle precedenti elencazioni.
Art.48 PLASTICI PER RIVESTIMENTI MURARI
48.0 GENERALITÀ E PROVE
Caratterizzati dalla copertura e spessore (in genere non inferiore a 6/10 mm), potranno dividersi nelle quattro categorie più avanti
riportate.
I plastici, salvo quelli appartenenti alla prima categoria, saranno forniti in confezioni sigillate con vasta gamma di tinte, dovranno
inoltre superare positivamente le prove di cui appresso (su provini condizionati a 20 ± 2°C e 65% U.R. per 30 gg) o le altre aggiuntive che
potranno essere richieste dalla Direzione Lavori. Sui materiali potrà comunque venire richiesto il "Certificato di Idoneità Tecnica" rilasciato
dall'I.C.I.T.E.
48.0.1 Saggi e prove funzionali.
Saranno eseguiti, i primi, sui materiali componenti i rivestimenti (inerti, resine ed additivi vari) e le seconde su campioni appositamente preparati e condizionati.
Sull'inerte potrà essere richiesta la determinazione del peso specifico medio, del tasso in ceneri e della curva granulometrica. Sul
legante la determinazione del PH, del residuo secco (F.N.UNICHIM 79-1969), del numero di saponificazione (F.N.UNICHIM 7-1969), del
tasso in ceneri (mediante permanenza in muffola a 800°C fino a peso costante), della viscosità (Metodo UNICHIM 88) ed infine del carico di
rottura a trazione su film (provetta di 0,7 x 20 x 100 mm stagionata per 15 gg a 20°C e 65% U.R.); con riguardo peraltro a quest'ultima determinazione va precisato che la rottura dovrà avvenire per carichi non inferiori al 400%. Sul prodotto pronto all'uso potrà ancora venire richiesta la determinazione del pH (metodo potenziometrico), del residuo secco (mediante permanenza in stufa a 110°C fino a peso costante), del tasso in ceneri e della percentuale di inerte.
Con riguardo poi alle prove funzionali, da effettuare sui campioni applicati su appositi supporti e quindi essiccati ed opportunamente stagionati, potrà richiedersi:
a) Prova di aderenza: Si misurerà la forza necessaria a strappare una striscia di tela di vetro interposta tra il rivestimento ed un supporto in
amianto-cemento di tipo compresso (F.N.UNICHIM 14-1969). Su ogni lastrina (10x30 cm) verranno fissate tre strisce di tela "Textiglassgrillage n°424" della "Ets. Pierre Gènin et cie" (Francia) larghe 2 cm e distanziate fra loro di 2 cm; applicato sulle tre strisce uno strato di
rivestimento con le modalità e gli spessori previsti dal produttore, dopo 28 gg di permanenza in camera condizionata a 20°C e 65%
U.R., si misurerà la forza necessaria a strappare dal supporto le singole strisce d'intonaco agendo, con un peso crescente, sulla tela interposta. Effettuata la media delle tre misure, questa non dovrà risultare inferiore a 3000 g.
b) Prova di permeabilità all'acqua: Si misurerà il tempo necessario perché l'acqua, sotto un battente di 10 cm, passi attraverso l'intonaco
steso su un supporto di tela (textiglass). Ricavati dei dischi di 55 mm di diametro, questi verranno posti, unitamente ad un disco di carta
da filtro, quale fondo di un tubo di pari diametro, alto 120 mm, successivamente riempito per 100 mm con acqua distillata: effettuata la
media di almeno tre prove, il risultato sarà ritenuto positivo se i tempi della completa impregnazione della carta filtro e della caduta della
prima goccia, risulteranno rispettivamente non inferiori a 6 e 8 ore.
c) Prova di permeabilità al vapore: Verrà valutata come massa d'acqua evaporata in condizioni standard, attraverso uno strato di rivestimento su provini preparati su tela come alla precedente lett.a) (prova F.N.30-018) o su tessuto di nylon da 65 g/mq tipo setaccio 180
mesh (Metodo UNICHIM 249); qualunque sia il sistema di prova seguito, per ogni tipo di rivestimento verranno eseguite almeno tre determinazioni di durata non inferiore a 96 ore ciascuna. Mediando i risultati, la prova verrà ritenuta positiva se la massa d'acqua evaporata risulterà non inferiore a 80 g/mq 24 h.
d) Prova di resistenza agli acidi ed agli alcali: I provini, preparati su supporto di amianto-cemento, dovranno sopportare senza visibili alterazioni l'esposizione per 10 ore, alla temperatura di 23°C, a soluzioni acquose al 10% di acido acetico, cloridrico e di idrato e cloruro di
sodio.
e) Prova di resistenza al gelo-disgelo: I provini, su supporto come in d), dovranno resistere inalterati a 10 cicli i gelo-disgelo eseguiti con 15
ore di bagno in acqua a temperatura 20 ± 2°C ed altrettanto in cella frigorifera a temperatura - 10 ± 2°C.
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48.1 PLASTICI GRANULARI TRADIZIONALI
Saranno formati con impasto di colalino, pomice e colla liquida vegetale allungata con acqua. Le dosi saranno rapportate ai risultati da ottenere e verranno adeguatamente prescritte.
48.2 PLASTICI A BASE DI RESINE IN EMULSIONE
Avranno come leganti (in generale) resine acetoviniliche od acriliche di idonea formulazione e come inerti polveri silicee (farina di
quarzo, etc.), caolino, cariche ed additivi vari (addensati, coalescenti, funghicidi, battericidi, etc.). All'applicazione i plastici in argomento dovranno risultare tenaci, aderenti, duri, impermeabili nonché resistenti alla calce, alla luce, alle atmosfere aggressive nonché al lavaggio con
detersivi.
48.3 PLASTICI A BASE DI RESINE A SOLVENTE
Avranno come legante resine di elevato pregio e come corpo farine minerali, ossidi coloranti ed additivi vari (stabilizzanti, idrorepellenti, ecc.). I plastici presenteranno ottima resistenza agli alcali, agli agenti atmosferici, alle muffe, alle macchie ed alla scolorazione; saranno altresì dotati di autolavabilità, di traspirabilità unita ad idrorepellenza e presenteranno anche ottima adesività, facile applicazione in
condizioni climatiche anche difficili, rapida essiccabilità, limitata sedimentazione e facile ridispersibilità.
48.4 INTONACHI RESINO - PLASTICI
Presenteranno le stesse caratteristiche generali dei rivestimenti resino-plastici di cui ai precedenti punti 48.2 e 48.3. A differenza
però avranno il corpo arricchito con farine e graniglie di quarzo o polveri e graniglie di marmo di diversa granulometria, a seconda delle caratteristiche e degli effetti decorativi richiesti.
Tali materiali saranno altamente selezionati e miscelati a secco con impianti automatici con dosatura meccanica. In applicazione,
di conseguenza, dovranno presentare grana uniforme od uniformemente assortita, effetto cromatico costante, perfetto dosaggio dei vari
componenti, inalterabiltà assoluta degli stessi e compatibilità con i supporti d'impiego.
Art.49 AGGLOMERATI SPECIALI
49.1 AGGLOMERATI DI CEMENTO
49.1.0 Generalità.
Gli agglomerati di cemento dovranno essere confezionati con conglomerato vibrato, vibro-compresso o centrifugato ad alto dosaggio di cemento, con inerti di granulometria e qualità adeguata ai manufatti e dovranno avere spessore proporzionato alle condizioni
d'impiego, superficie liscia e regolare, dimensioni ben calibrate, assoluta mancanza di difetti.
49.1.1 Tubazioni.
Saranno confezionate con impasto dosato a 350 - 400 Kg/mc di cemento vibrato o centrifugato, e dovranno presentare sezione
perfettamente circolare, generatrice diritta, spessore uniforme, elevata resistenza flessionale e, in frattura, grana omogenea, compatta e
resistente.
La massa per metro lineare, per diametri interni di 10, 15, 20, 25, 30, 40, 50, 60, 80, 100 cm dovrà essere rispettivamente non
inferiore a 22, 36, 48, 70, 90, 125, 170, 250, 350, 550 Kg/m. I tubi inoltre, se non trattati a vapore, dovranno avere stagionatura non inferiore
a 28 giorni.
49.1.2 Manufatti in pietra artificiale.
Saranno confezionati con alto dosaggio di cemento ed inerti particolarmente selezionati; avranno massa volumica non inferiore a
2300 Kg/mc e la superficie esterna a vista, per lo spessore di almeno 2 cm, formata con malta dosata a 400 - 500 Kg/mc di cemento, nel
tipo bianco o colorato.
49.1.3 Manufatti di cemento-pomice.
Avranno caratteristiche (massa, resistenza, conducibilità termica) strettamente legate alle diverse forme di composizione del conglomerato (granulometria e percentuale di pomice, inerti aggiuntivi, quantità, tipo e classe del cemento, rapporto a/c) le quali, se non specificate in Elenco, saranno preventivamente prescritte dalla Direzione Lavori.
I blocchi e le lastre per murature potranno essere del tipo autoportante o portante. In ogni caso saranno confezionati con non meno di 200 Kg di cemento portland 425 per metro cubo di inerte e pomice granulare di assorbimento continuo 1 - 5 mm.
Gli elementi saranno ottenuti per vibrocompressione con rapporti di riduzione volumetrica in stampo non inferiori a 1,4:1 e controllo elettronico dell'unità degli inerti. Avranno pareti e costolature studiate in modo da avere una distribuzione dei carichi uniforme, per i tipi a
camera d'aria e costole di collegamento, struttura perfettamente omogenea e camere chiuse su una testa nelle fasce laterali (per i tipi a triplice ordine di camere). Le tolleranze saranno ± 0,4 mm sulla larghezza e di ± O,3 mm sull'altezza e spessore; la resistenza a rottura a
compressione, per gli elementi autoportanti, non dovrà risultare inferiore a 30 Kgf/cmq (riferita alla sezione netta dell'elemento); per gli elementi portanti invece non dovrà risultare inferiore a 40 Kgf/cmq.
Tutti i manufatti presenteranno superfici perfettamente squadrate, spigoli vivi, grana omogenea e compatta: avranno stagionatura
non inferiore a 28 gg. o maturazione a vapore effettuata in appositi essiccatoi a temperatura di 8O°C prolungata per almeno 8 ore.
Sui manufatti da impiegare per murature, particolarmente per quelli da destinare alle parti esterne, potranno venire richieste le
seguenti prove:
a) Prova di imbibizione: Sarà eseguita su un prelievo di n°4 blocchi. Dopo essiccazione in stufa fino a peso costante ed immersione in acqua per 48 ore, si misurerà la quantità d'acqua assorbita esprimendola in percentuale del peso dei blocchi essiccati. La media dei tre risultati più omogenei, fra i 4 campioni prescelti dovrà dare un coefficiente di imbibizione non superiore al 25%.
b) Prova di gelività: Sarà anch'essa eseguita su un prelievo di n°4 blocchi. I campioni, previa immersione in acqua per la durata di 48 ore,
saranno posti in cella frigorifera a -10°C, per 10 ore, indi in acqua a + 35°C per 15 ore ripetendo tale trattamento per 20 cicli. Al termine
di tale prova non dovranno notarsi visibili segni di deterioramento, lesioni o distacchi.
c) Prova di resistenza a compressione: Sarà eseguita su n°4 campioni adottando come carico di rottura il valore medio dei tre risultati più
omogenei. La prova, ripetuta su campioni immersi in acqua per 48 ore o sottoposti a prova di gelività, non dovrà dare risultati inferiori
del 10% rispetto ai precedenti.
d) Prova di capillarità: I campioni verranno immersi in acqua appoggiati sulla loro base minore per un'altezza d'immersione di 10 cm. Il livello di risalita di acqua, misurato dopo 48 ore e mediato sui tre risultati più omogenei, non dovrà superare il valore di 6 cm.
49.1.4 Manufatti di argilla espansa.
Avranno caratteristiche generali e particolari del tutto consimili ai materiali di cui al precedente punto 49.2.3 al quale si rimanda
pertanto anche per i relativi metodi di prova.
I blocchi e le lastre per murature potranno essere del tipo autoportante normale (AN) o faccia vista (AF) e portante normale (PN) o
faccia vista (PF). Per gli elementi portanti potranno essere richieste resistenze di rottura per compressione fino a 80 Kgf/cmq.
49.2 MANUFATTI DI GESSO
49.2.1 Blocchi di gesso per tramezzi.
Prodotti con gesso ed additivi vari, in specificati forni essiccatoi, dovranno presentare spessore e dimensioni assolutamente copagina n.27
stanti (tolleranza ± 0,4 mm), facce parallele e lisce, perfetta maschiatura.
Avranno inoltre un potere di isolamento acustico non inferiore a 30 decibel (per spessore di 8 cm e frequenze comprese tra 100 500 Hz) e di isolamento termico contraddistinto da una conducibilità non superiore a 0,25 Kcal/mh°C.
49.2.2 Lastre per controsoffitti.
Nel tipo da montare a secco, con giunti da rifinire a stucco, saranno costituite da impasto a base di gesso, armato con tondi di
acciaio zincato. Sui nodi dell'armatura saranno ricavati appositi fori onde agganciare i tiranti di ancoraggio alla soprastante struttura portante.
Le lastre avranno spessore ed armature tali da determinare, in posa, frecce non superiori a 2,5 mm e saranno inoltre ben stagionate.
Art.50 ISOLANTI TERMO - ACUSTICI
50.0 GENERALITÀ
I materiali da impiegare per isolamento termo acustico dovranno possedere bassa conducibilità per struttura propria, essere leggeri, resistenti, idonei alla temperatura d'impiego ed incombustibili, chimicamente inerti e volumetricamente stabili, non aggressivi, insensibili agli agenti atmosferici (ossigeno, umidità, anidride carbonica), inodori, inattaccabili da microrganismi, insetti e muffe, anigroscopici ed imputrescibili, elastici, stabili all'invecchiamento. Con riguardo alla costituzione, potranno essere del tipo sintetico, minerale o vegetale secondo prescrizioni.
50.1 ISOLANTI TERMICI
50.1.0 Generalità.
Verranno considerati tali i materiali aventi un coefficiente di conducibilità termica inferiore a 0,10 Kcal/mh°C. Per la classifica verranno distinte le seguenti categorie:
a) Materiali cellulari a celle chiuse (impropriamente dette porosi), cioè non comunicanti tra loro, e costituiti per le generalità da prodotti sintetici espansi.
b) Materiali a celle aperte (più propriamente detti porosi) che potranno a loro volta distinguersi in granulari (vermiculite, perlite,, etc.) e fibrosi (fibre di vetro, lane minerali, etc).
Per determinato materiale la conducibilità sarà funzione della massa volumica apparente, del contenuto di umidità e, per i prodotti
fibrosi, del diametro medio delle fibre nonché della presenza o meno di prodotto "non fibrato". Data comunque la grande quantità di manufatti esistenti in commercio, di diverse caratteristiche chimico-fisiche e tipologie, si riportano di seguito le proprietà dei materiali di più corrente impiego rimandando, per il resto, alle specifiche dell'Elenco Prezzi.
50.1.1 Polistirolo espanso (PSE).
Materiale plastico stabile, ottenuto per espansione del polistirolo (o polistirene, polimero dello stirene), potrà essere prodotto per
espansione mediante vapore (od altro sistema) o per estrusione e taglio o per estrusione nello spessore voluto.
Per la fornitura dovrà comunque essere approvvigionato materiale ottenuto in quest'ultima forma, con densità compresa fra 30 e
50 Kg/mc, salvo densità maggiori per particolari esigenze di resistenza ed indeformabilità. Il polistirolo dovrà essere resistente agli urti,
pressoché impermeabile all'acqua ed al vapore, anigroscopico ed imputrescibile, inodoro e per le applicazioni a vista o non sufficientemente
protette, anche autoestinguente, dovrà resistere inoltre a temperature di impiego non inferiori a 75°C. Se richiesto, dovrà essere corredato
del "Marchio di Qualità" rilasciato dall'Istituto Italiano per il Polistirolo Espanso di Qualità Garantita.
Nel caso di isolamenti termici anticondensa, il polistirolo dovrà venire protetto con adeguata barriera al vapore; dovrà altresì venire protetto da contatti o vapori di bitume a freddo, catrami, vernici, carburanti, solventi e diluenti in genere.
50.1.2 Poliuretano espanso.
Materiale plastico stabile, caratterizzato dal bassissimo valore della conducibilità termica (dovuto al gas che sostituisce l'aria nelle
celle), potrà essere fornito in manufatti rigidi o flessibili o prodotto "in sito" per iniezione (foamed in place).
Qualunque sia comunque il sistema di produzione ed espansione, (miscelazione diretta "one shot", miscelazione a due stadi o,
con tecnica più avanzata pre-espansione o "froting"), il poliuretano espanso presenterà densità compresa fra 30 e 50 Kg/mc, coefficiente di
conducibilità termica non superiore a 0,018 Kcal/mh°C (misurato a 25°C) e resistenza alla compressione, in direzione normale alla espansione, non inferiore a 1 Kgf/cmq (per densità 50) con variazione lineare tra i due limiti ed anche in estrapolazione.
50.1.3 Vermiculite.
Minerale fillosilicato di tipo argilloso, risultante dall'alterazione della mica nera, sarà fornita sotto forma di prodotto espanso, ottenuto per rapido riscaldamento del minerale alla temperatura di 250 - 300°C, previo essiccamento a non oltre 82°C, raffinazione, sfibratura e
selezione.
L'espanso dovrà essere esente da ogni impurità, insolubile in acqua, resistente alle basi fortissime (e perciò inintaccabile da calci
e cementi), incombustibile e potrà essere fornito, salvo impieghi speciali, nelle seguenti granulometrie: fine (1 - 3 mm), media (3 - 6 mm) e
grossa (6 - 12 mm).
In rapporto alla granulometria il materiale avrà massa volumica apparente di 100 - 60 Kg/mc, conducibilità termica a 20°C di 0,03
- 0,04 Kcal/mh°C e potrà essere impiegato fino a temperature di 900°C.
50.1.4 Perlite.
Sarà costituita da lava vulcanica espansa in granuli, con granulometria da 0,1 a 2,3 mm e massa volumica da 90 a 130 Kg/mc.
La perlite sarà imputrescibile ed ininfiammabile, ed avrà un coefficiente di conducibilità termica, a temperatura ambiente, di circa
0,04 Kcal/mh°C.
Di norma sarà fornita in pannelli rigidi per le cui caratteristiche, dipendendo le stesse anche dai componenti aggiuntivi (fibre minerali) e dai tipi di legante (asfalti resine ecc.), si farà riferimento alle specifiche di Elenco.
50.1.5 Argilla espansa.
Sarà formata da granuli di varie dimensioni, aventi una struttura interna cellulare clinkerizzata ed una dura e resistente scorza
esterna.
Il materiale dovrà essere assolutamente inerte, libero da sostanze organiche e combustibili, resistente alla compressione, leggero, impermeabile, refrattario, dimensionalmente stabile. Le granulometrie apparterranno alle seguenti classi: fine (0,5 - 3 mm), medio fine (3
- 8 mm), media (8 - 15 mm), grossa (15 - 20 mm).
Il coefficiente di conducibilità termica, a temperatura ambiente, sarà di circa 0,08 Kcal/mh°C.
50.1.6 Fibre di vetro.
Proverranno da materiali di qualità molto pura, esenti da alcali, ed avranno composizione stabile e rigorosamente dosata, totale
inerzia chimica, totale anigroscopicità ed incombustibilità, totale assenza di materiale non fibrato. Le fibre inoltre saranno elastiche, flessibili
e di elevatissimo rendimento termo-acustico.
Le fibre da impiegare allo stato sciolto (prodotto bianco apprettato con olio) od in prodotti quali feltri trapuntati, feltri e pannelli resinati, coppelle e cordoni, dovranno essere del tipo ottenuto con procedimento "Tel"; le fibre lunghe, legate con opportuni collanti per la costituzione di feltri per "pavimenti galleggianti", saranno del tipo ottenuto con procedimento "Glossler". Le resine per il trattamento delle fibre
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saranno, di norma, del tipo sintetico termoindurente con polimerizzazione ad alta temperatura.
50.1.7 Lana di roccia.
Di caratteristiche analoghe alla lana di vetro, sarà ricavata dalla fusione e filatura di rocce aventi particolari caratteristiche coibenti,
scorie d'alto forno o speciali miscele vetrificabili.
La lana di roccia dovrà essere esente da zolfo ed alcali liberi, presentare reazione neutra, resistere agli acidi purché non concentrati (tranne HCL) ed alle basi. La percentuale di materiale non fibrato non dovrà superare il 10%; il diametro medio di 6-7 micron.
Il materiale sarà inoltre stabile al vapore acqueo ed all'acqua calda, avrà un alto coefficiente di assorbimento acustico, una conducibilità termica dello stesso ordine della lana di vetro e resisterà fino a temperature di 700°C continui senza subire alcuna alterazione
chimico-fisica.
50.1.8 Sughero.
Potrà essere allo stato naturale od espanso; il prodotto dovrà comunque essere stabilizzato, ignifugato e sottoposto a trattamento
antiparassitario.
Salvo diversa prescrizione, le lastre saranno conformi per tipologia, densità e tolleranze alle norme UNI da 2090 a 2094. Il coefficiente di conducibilità termica sarà non superiore a 0,025 Kcal/mh°C per il tipo espanso ed a 0,035 Kcal/mh°C per il tipo naturale.
50.2 ISOLANTI ACUSTICI
Gli isolanti acustici saranno caratterizzati da un elevato fattore di assorbimento acustico (elevato potere fonoisolante od elevato
potere fonoassorbente secondo i tipi e le condizioni di impiego) il quale salvo casi particolari, dovrà essere quanto più possibilmente costante nel campo delle più comuni frequenze.
Art.51 LEGANTI IDROCARBURATI ED AFFINI MATERIALE PER IMPERMEABILIZZAZIONI
51.1 CATRAME
Ottenuto per distillazione del carbon fossile, in assenza di aria, dovrà rispettare le "Norme per l'accettazione dei catrami per usi
stradali" di cui al Fascicolo n°1 - CNR, diffuso con Circolare Ministeriale LL.PP. 21.01.52, n°179.
51.2 BITUMI DA SPALMATURA
Dovranno essere del tipo ossidato e rispondere ai requisiti di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 4157 - Impermeabilizzazione delle coperture. Bitumi da spalmatura. Nomenclatura, tipi, requisiti, campionatura.
I bitumi saranno forniti in uno dei tipi indicati nella tabella che segue. I requisiti saranno provati con i metodi riportati nelle norme
UNI, da 4158 a 4163.
51.3 MASTICE BITUMINOSO
Sarà ottenuto per intima mescolanza dei bitumi UNI 4157 di cui al precedente punto 51.2 e fibrette di amianto e/con del filler in
percentuali (in massa, riferite al prodotto finito) no superiori al 5% per amianto ed al 20% per il filler.
51.4 ASFALTO
Costituito da carbonato di calcio impregnato di bitume, dovrà naturale e provenire dalle più reputate miniere. L'asfalto sarà in pani,
omogeneo, compatto, di grana fine e di tinta bruna.
51.5 MASTICE DI ASFALTO
Preparato con polveri di rocce asfaltiche e bitume, con miscelazione a caldo, sarà fornito in pani di colore bruno castano, compatti, omogenei, di tenacità e consistenza elastica, privi di odore di catrame.
Il mastice dovrà rispondere, per designazione a caratteristiche, alla normativa UNI 4377; prove e determinazioni verranno effettuate con le modalità UNI da 4379 a 4385.
Per la fornitura il mastice dovrà essere del tipo A UNI 4377 (contenuto solubile in solfuro di carbonio 14 - 16%). Non sarà consentito l'uso di mastice di asfalto sintetico.
51.6 CARTA FELTRO
Costituita da lana, cotone, juta ed altre fibre tessili naturali, dovrà soddisfare le prescrizioni della norma UNI 3682. La carta feltro
potrà essere richiesta nei tipi 224,333, 450 (ove l'indicazione corrisponderà alla massa areica ±5% circa) e dovrà presentare superfici senza
nodi, tagli, buchi od altre irregolarità.
51.7 CARTON FELTRO BITUMATO
51.7.1 Cartonfeltro Bitumato Cilindrato.
Costituito da carta feltro impregnata a saturazione di bitume (15 UNI 4157), in bagno a temperatura controllata dovrà rispondere
per designazione, caratteristiche, requisiti e prove alle prescrizioni della norma UNI 3838. Il cilindrato, i cui tipi normalizzati sono riportati
nella tabella che segue, presenterà uniforme impregnazione della cartafeltro, superfici lisce e regolari, leggermente venate e di colore nero
opaco.
51.7.2 Cartonfeltro Bitumato Ricoperto.
Costituito da cartafeltro trattata a doppio bagno, con una prima impregnazione a saturazione di bitume nelle molle ed un secondo
rivestimento con bitumi ossidati, stabilizzati e plastificati, con eventuale velo finale di materiale finemente granulato come fibre di amianto,
scagliette di mica, sabbia finissima etc., dovrà rispondere alle prescrizioni della UNI 3838 in precedenza citata.
Il cartonfeltro ricoperto dovrà presentare lo strato di rivestimento di materiale bituminoso (25 UNI 4157) di spessore uniforme e
senza bolle; l'eventuale velo di protezione dovrà rimanere in superficie ed essere facilmente asportabile.
51.7.3 Designazione commerciale - Tipi non normalizzati.
Nella produzione commerciale corrente, estesa anche ai tipi fuori designazione UNI, i cartonfeltri bitumati cilindrati o ricoperti potranno essere contrassegnati da una lettera e da un numero (pari alla massa/mq in rapporto 1/100) con in esempio: per i cilindri: C/3, C/4,
C/5, C/7, C/9; per i ricoperti: R/10, R/12, R.15, R/20, R/25 dove C/3 (300 g/mq), C/4 (400 g/mq), R/10 (1000 g/mq) e R/25 (2500 g/mq) non
risultano normalizzati.
Per le impermeabilizzazioni stratificate da realizzare con l'impiego di tale materiale, ove non diversamente prescritto, dovranno
essere forniti cartonfeltri bitumati ricoperti del tipo almeno R 224 UNI 3838 (R/12).
Qualora poi il cartonfeltro dovesse costituire l'ultimo elemento impermeabilizzante di una stratificazione non protetta, il manufatto
dovrà essere del tipo R/25, autoprotetto con lamelle di ardesia (min.900 g/mq) o graniglie di marmo, quarzo ceramizzato od altro, secondo
prescrizione.
51.8 MANTI BITUMINOSI PREFABBRICATI CON SUPPORTI IN FIBRE DI VETRO
51.8.0 Generalità.
Per i manti in oggetto, oltre che alle norme UNI 7468-75, si farà riferimento alle caratteristiche dichiarate dai fabbricanti accreditati
presso l'Istituto per la Garanzia dei Lavori affini all'Edilizia" ed alla tabella riportata in calce alla "Normativa per le opere di impermeabilizzapagina n.29
zione - 1° stralcio" edita dallo stesso Istituto in data gennaio 1975. I supporti potranno essere costituiti da veli di vetro (normali o rinforzati),
da feltri o da tessuti di vetro.
Il corpo sarà costituito da bitumi UNI 4157, da mastici bituminosi e prodotti vari di ricoprimento di protezione.
51.8.1 Supporto in veli di fibre di vetro.
Sarà costituito da veli, preferibilmente armati con fili di vetro. Il collante (resina od altro), non dovrà presentare alcuna dispersione
nel bitume e dovrà essere insensibile ai solventi (solfuro di carbonio).
I veli avranno massa areica non inferiore a 40 g/mq, fibre con diametro nominale di 10 - 18 micron, contenuto di alcali come
NA2O (resistenza idrolitica) non superiore a 280 mq, carico di rottura a trazione non inferiore a 1 Kgf/cm, resistenza al passaggio dell'aria di
1 - 2 mm H2O.
I supporti dovranno comunque rispettare la normativa UNI 6825-71 (prescrizioni e metodi di prova) nonché per definizioni, le tolleranze e le determinazioni le UNI 5958-67, 6266-68, 6484-69, 6537-69, 6539-69 e 6540-69.
51.8.2 Veli di vetro bitumati.
Saranno costituiti da veli di vetro impregnati a saturazione parziale con bitume o mastice bituminoso.
I veli di vetro bitumati avranno stabilità di forma a caldo e flessibilità secondo la UNI 3838; saranno anigroscopici, imputrescibili,
flessibili, chimicamente e fisicamente stabili, di buona resistenza alla trazione, idonei a legarsi al bitume ossidato.
51.8.3 Veli di vetro bitumati ricoperti.
Saranno costituiti da veli impregnati a saturazione ed interamente ricoperti di bitume o mastice bituminoso, cosparsi o meno con
veli di materiale minerale finemente granulato.
51.9 MANTI BITUMINOSI AUTOPROTETTI ARMATI CON FIBRE DI VETRO
51.9.1 Generalità.
I manti o membrane in argomento, di norma prefabbricati e destinati allo strato di finitura dei trattamenti impermeabilizzanti, saranno costituiti da supporti in fibre di vetro (veli, feltri, tessuti, o sistemi misti) impregnati e ricoperti da bitume e miscele bituminose (v. punto
51.8.3), con la superficie esterna protetta da scagliette di ardesia, graniglie di marmo o di quarzo ceramizzate, lamine metalliche a dilatazione autocompensata o meno od altri idonei sistemi.
I veli di vetro avranno le caratteristiche di cui al punto 51.8.1; il tessuto avrà massa areica non inferiore a 50 g/mq e resistenza a
trazione non inferiore a 10 Kgf/cm.
Il supporto bituminoso avrà una massa non inferiore a 2500 g/mq e sarà costituito da bitume, fillerizzato o meno, ad alto punto di
rammollimento (non inferiore comunque a 80°C) e penetrazione a 25°C di 30 - 40 dmm.
Le scagliette di ardesia avranno diffusione superficiale non inferiore a 1 Kg/mq, i materiali granulati diffusione non inferiore a 1,5
Kg/mq; la saldatura sarà effettuata con non meno di 0,5 Kg/mq di bitume ad caldo punto di rammollimento e cariche (talco, mica) in percentuale non superiore al 15% in massa.
Per i manti di che trattasi potrà comunque essere richiesto il "Certificato di Idoneità Tecnica" rilasciato dall'I.C.I.T.E.
51.9.2 Manti autoprotetti con lamine a dilatazione autocompensata.
Saranno realizzati con l'accoppiamento di un supporto bituminoso di cui al precedente punto 51.9.1 ed una lamina metallica di
alluminio (titolo 99,5%) o di rame purissimo (titolo 99,75%) o di acciaio inox 18/10 a dilatazione autocompensata.
L'armatura, costituita di norma da tessuto di vetro, dovrà essere situata nella parte superiore del supporto bitumato. La lamina
avrà goffratura isotropa e sarà conforme al prodotto di classe "B” realizzato per interposizione di bitume con punto di rammollimento P.A. di
50 - 55°C flussato con gli stessi oli del bitume di cappa.
Le lamine potranno essere richieste negli spessori commerciali di 4,5/100, 5/100, 6/100, 8/100, 10/100 mm secondo il tipo di metallo. I manti dovranno comunque rispondere, per quanto non in contrasto, alle prescrizioni della norma francese AFNOR P 84-303.
51.10 GUAINE DI GOMMA SINTETICA
Prodotte per vulcanizzazione di copolimeri butadiene-stirene o isobutilene-isoprene od ancora di polimeri cloroprenici con eventuale aggiunta di additivi peptizzanti, plastificanti, antiossidanti, coloranti ed ignifuganti, dovranno essere resistenti al bitume, alle calci ed ai
cementi, ai raggi ultravioletti, all'ozono, agli agenti meteorologici, alle atmosfere aggressive, alle scintille ed al calore irradiato, alla lacerazione, nonché impermeabili, flessibili ed elastiche. Gli spessori commerciali delle guaine saranno in generale di 0,75 - 1 - 1,5 - 2 mm.
51.11 GUAINE DI PVC PLASTIFICATO
Avranno diversa formulazione in rapporto ai diversi campi di impiego e comunque caratteristiche generali rispondenti alle norme
UNI 5575-65 e 5576-65. Avranno inoltre resistenza a trazione non inferiore a 150 Kgf/cmq, allungamento a rottura non inferiore al 200%,
durezza Shore A non inferiore a 75 e resistenza alla temperatura esterna al campo -20/+70°C.
Nell'impiego sulle coperture le guaine dovranno avere spessore non inferiore a 0,8 mm se usate con barriera al vapore ed a 1,2
mm se destinate allo strato impermeabilizzante.
Art.52 ADESIVI - SIGILLANTI - IDROFUGHI - IDROREPELLENTI - ADDITIVI
52.1 ADESIVI
Saranno costituiti da resine o da prodotti diversi, di resistenza adeguata (mediamente nel rapporto 3:1) agli sforzi cui potranno
essere interessati i materiali aderenti (trazione, taglio, spaccatura, spellatura) e presenteranno assoluta compatibilità con gli stesi ed alto
grado di bagnabilità relativa (wetting).
Ad applicazione avvenuta gli adesivi saranno inoltre insolubili in acqua, chimicamente inerti, stabili agli sbalzi di temperatura, infiammabili ed atossici. Gli eventuali additivi (catalizzatori, stabilizzanti, solventi, plastificanti, cariche) dovranno essere compatibili con le resine di base senza compromettere i risultati finali dell'adesivo.
52.2 SIGILLANTI
52.2.0 Generalità
Composti atti a garantire il riempimento di interspazi e la ermeticità dei giunti mediante forze di adesione, potranno essere di tipo
preformato o non, questi ultimi a media consistenza (mastici) od alta resistenza (stucchi).
Nel tipo preformato i sigillanti saranno in genere costituiti da nastri, strisce e cordoni non vulcanizzati o parzialmente vulcanizzati.
Nel tipo non preformato a media consistenza saranno in genere costituiti da prodotti non vulcanizzati di tipo liquido (autolivellanti) o pastoso
(a diverso grado di consistenza o tixotropici), ad uno o più componenti.
In rapporto alle prestazioni poi, potranno essere distinti in sigillati ad alto recupero elastico (elastomerici) e sigillanti a basso recupero (elastoplastici e plastici).
Caratteristiche comuni saranno comunque la facilità e possibilità d'impiego entro un ampio arco di temperature (mediamente:
+5/+40°C), la perfetta adesività, la resistenza all'acqua, all'ossigeno ed agli sbalzi di temperatura, la resistenza all'invecchiamento e, per
giunti mobili, anche ai fenomeni di fatica.
Per i metodi di prova si farà in genere riferimento alle norme A.S.T.M. Prove diverse ed ulteriori potranno comunque venire richieste dalla Direzione Lavori in rapporto a particolari requisiti e specifiche di accettazione connesse alle condizioni d'impiego.
52.2.1 Sigillanti siliconici.
pagina n.30
Costituiti da uno o due componenti a base di polimeri dimetilsilossanici (siliconi), avranno di norma consistenza di pasta semidensa e si trasformeranno, a vulcanizzazione avvenuta dopo applicazione, in prodotti solidi elastici ad alto recupero.
Come elementi caratterizzanti i sigillanti siliconici presenteranno facilità di applicazione in un vasto arco di temperature (-40/+70°C
ed oltre, secondo formulazione), ottima resistenza agli agenti atmosferici, all'ossidazione, alla luce solare ed alla pioggia (non meno di 8000
ore in test ASTM con apparecchiatura "Weather Ometer").
I sigillanti siliconici presenteranno ottima adesione su una vastissima gamma di materiali. Tuttavia il pretrattamento delle superfici
con appositi "primers", indispensabili a seconda dei tipi e delle formulazioni su alcuni materiali (alluminio, bronzo, lamiera stagnata, mattoni,
pietra, legno e materiali porosi in genere), porterà in ogni caso a risultati di adesione nettamente superiori.
52.2.2 Sigillanti poliuretanici.
Costituiti da un vasto numero di componenti base, potranno essere mono o bicomponenti, autolivellanti o tixotropici. Saranno caratterizzati in ogni caso da eccezionale resistenza all'abrasione, eccellente resistenza agli olii, buona flessibilità alle basse temperature, eccellente elasticità, buona resistenza ai solventi ed al fuoco.
52.2.3 Sigillanti polisolfurici.
Costituiti da uno o due componenti a base di polimeri polisolfurici, i sigillanti in argomento dovranno presentare elevata elasticità,
ottima resistenza ai raggi ultravioletti, agli agenti metereologici, alle atmosfere aggressive ed, inoltre, all'acqua, agli olii, ai grassi ed a molti
solventi, ai carburanti, etc.
52.2.4 Sigillanti a basso recupero elastico.
Nel tipo elasto-plastico saranno costituiti da elastomeri a base acrilica o butilica (in solvente) nel tipo plastico da prodotti a base
poliisobutilene in pani o profilati a sezione varia od a base di olii essiccativi o mescole speciali di elastomeri e bitume.
Destinati nel primo tipo alla sigillatura di giunti soggetti a limitato movimento (± 5% sull'ampiezza del giunto) o nel secondo a giunti fissi, avranno in tutti i casi buona resistenza all'azione dei raggi u.v. ed agli sbalzi di temperatura (-25/+70°C).
Caratteristiche più specifiche comunque, ove non riportate in Elenco, saranno prescritte dalla Direzione in rapporto ai particolari
campi d'impiego.
52.3 GUARNIZIONI
Materiali di tenuta al pari dei sigillanti, ma allo stato solido preformato (ed anche prevulcanizzato o prepolimerizzato), potranno
essere costituiti da prodotti elastomerici o da materie plastiche.
Tra i primi offriranno le migliori caratteristiche chimico-fisiche e maccanico-elastiche i materiali del tipo: EPR (etilene-propilenecopolimeri EPM e terpolimeri EPDM), CR (policloroprene) e CSM (polietilene clorosolfonato).
Tra i secondi, offriranno caratteristiche altrettanto idonee il PVC (cloruro di polivinile) plastificato ed il poliuretano espanso.
Con riguardo alla struttura fisica ed alle caratteristiche meccaniche le guarnizioni si distingueranno poi in compatte (normali o
strutturali, quest'ultime dotate anche di portanza meccanica) ed espanse (a celle aperte o chiuse). Caratteristiche comuni dovranno essere
comunque l'ottima elasticità, la morbidezza, la perfetta calibratura, la resistenza agli agenti atmosferici ed in generale all'invecchiamento.
52.4 IDROFUGHI
Qualunque sia la composizione chimica (fluati, soluzioni saponose, etc.) dovranno conferire alle malte cui verranno addizionati
efficace e duratura idrorepellenza senza peraltro alterare negativamente le qualità fisico-meccaniche delle stesse. Dovranno altresì lasciare
inalterati i colori nonché, per intonachi cementizi a contatto con acque potabili, non alterare in alcun modo i requisiti di potabilità.
Gli idrofughi saranno approvvigionati in confezioni sigillate con l'indicazione del tipo, dei modi d'impiego e della Ditta produttrice.
52.5 IDROREPELLENTI
Costituiti in linea generale da resine siliconiche in soluzione acquosa od in solvente, dovranno essere compatibili con i materiali
sui quali verranno applicati, dei quali non dovranno in alcun modo alterare le proprietà, né l'aspetto od il colore.
Tali prodotti saranno perciò perfettamente trasparenti, inalterabili agli agenti meteorologici, alle atmosfere aggressive, agli sbalzi
di temperature e dovranno conservare la porosità e la traspirabilità delle strutture.
Prove di idrorepellenza, effettuate su campioni di materiale trattato e sottoposti per non meno di 5 ore a getti d'acqua continuati,
dovranno dare percentuali di assorbimento assolutamente nulle.
Gli idrorepellenti saranno approvvigionati come al precedente punto 52.4. Le qualità richieste dovranno essere idoneamente certificate e garantite per un periodo di durata non inferiore a 5 anni.
52.6 ADDITIVI
Gli additivi per calcestruzzi e malte, a qualunque tipo appartengano (fluidificanti, aeranti, acceleranti, antigelo, ad azione combinata), dovranno essere conformi alla specifica normativa UNI, da 7102-72 a 7109-72, nonché a quanto prescritto al punto 1.5, all. 1, del D.M.
16 giugno 1976.
Gli additivi dovranno migliorare e potenziare le caratteristiche del calcestruzzo della malta (lavorabilità, resistenza, impermeabilità,
uniformità, adesione, durabilità) e dovranno essere impiegati secondo le precise prescrizioni del produttore che dimostrerà, con prove di
Laboratorio Ufficiale la conformità del prodotto ai requisiti richiesti ed alle disposizioni vigenti.
Gli additivi a base di aggregati metallici ferrosi catalizzati, per malte e calcestruzzi esenti da ritiro od a espansione controllata, dovranno essere esenti da prodotti chimici generatori di gas, nonché da olii, grassi e particelle metalliche non ferrose; l'aggregato metallico
base sarà permeabile d'acqua e non conterrà più dello 0,75% di materiale solubile in acqua.
Art.53 PRODOTTI DI MATERIE PLASTICHE
53.0 GENERALITÀ
Per la definizione, la classificazione e le prescrizioni sulle materie plastiche in generale, si farà riferimento alla normativa UNI di
classifica C.D.U. 678.5/.8 (Materie Plastiche). Per le prove si farà riferimento alla normativa UNI di classifica C.D.U. 678.5/.8:620.1 (Prove
sulle Materie Plastiche). Per i prodotti si farà riferimento alla normativa UNI di classifica C.D.U. 678.5/.8002.62/.64 (Prodotti semifiniti e finiti
di Materie Plastiche).
53.1 PLASTICI RINFORZATI CON FIBRE DI VETRO (PRFV)
53.1.0 Generalità.
Costituiti da resine poliesteri armate con fibre di vetro e sottoposte a processo di polimerizzazione, dovranno accoppiare, alla leggerezza propria del materiale, elevata resistenza meccanica, stabilità dimensionale, elasticità, resistenza all'abrasione, agli agenti atmosferici ed agli sbalzi termici.
Caratteristiche più specifiche poi, in rapporto alla varietà dei prodotti, saranno riportate in Elenco o prescritte dalla Direzione Lavori.
53.1.1 Lastre ondulate traslucide.
Dovranno rispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 6774-70 - Lastre ondulate traslucide di materiale plastico rinforzato con fibre di vetro. Generalità e prescrizioni.
pagina n.31
UNI 6775-70 - Idem. Metodi di prova.
Il primo tipo (78x17) presenterà spessore medio di 0,95 - 1,15 mm, massa di 2 - 2,3 Kg/mq e resistenza a flessione minima di 110
Kgf/m. Gli altri tipi presenteranno spessore medio di 1,1 - 1,4 mm, massa di 2 - 2,3 Kg/mq e resistenza a flessione minima di 240 Kg/m.
Tutti i tipi comunque, anche se fuori unificazione o speciali (Filon,etc.), presenteranno spessore uniforme, mai inferiore a 0,85
mm, perfetta traslucenza, ottima stabilità del colore, assenza di bolle e difetti superficiali, geometria regolare, tagli netti e senza sbavature.
53.2 PRODOTTI DI CLORURO DI POLIVINILE (PVC)
53.2.1 Tubi e raccordi di PVC rigido.
Saranno fabbricati con mescolanze a base di cloruro di polivinile, esenti da plastificanti ed opportunamente stabilizzate. Saranno
inoltre conformi alle prescrizioni delle seguenti norme di unificazione:
UNI 7441-75 - Tubi di PVC rigido (non plastificato) per condotte di fluidi in pressione. Tipi, dimensioni e caratteristiche.
UNI 7443-75 - Tubi di PVC rigido (non plastificato) per condotte di scarico di fluidi. Tipi, dimensioni e caratteristiche.
UNI 7445-75 - Tubi di PVC rigido (non plastificato) per condotte interrate di convogliamento di gas combustibili. Tipi, dimensioni e caratteristiche.
UNI 7447-75 - Tubi di PVC rigido (non plastificato) per condotte di scarico interrate. Tipi, dimensioni e caratteristiche.
UNI 7448-75 - Tubi di PVC rigido (non plastificato).Metodi di prova.
a) Tubi di PVC per condotte di fluidi in pressione dovranno corrispondere per le categorie ed i tipi prescritti, alle caratteristiche di resistenza
ed alle condizioni di cui alla classifica riportata al punto 4 della UNI 7441-75. I diametri esterni (..20-25-32-40-50-63-75-90..630 mm), gli
spessori (in 5 serie, con minimo di 1,6 mm per 12 < D ¾ 32 mm e di 1,8 mm per D > 32 mm) e le relative tolleranze dovranno essere
conformi al prospetto III di cui al punto 5 della UNI citata. I bicchieri potranno essere del tipo da incollare (sistema con interferenza, con
gioco o misto), secondo prescrizione, o con anello di elastomero. La designazione dei tubi dovrà comprendere: la denominazione, l'indicazione della categoria e del tipo, il diametro esterno D, l'indicazione della pressione nominale, il riferimento alla norma UNI 7441-75. La
marcatura dei tubi dovrà comprendere: l'indicazione del materiale (PVC), della categoria e del tipo, il diametro esterno D, l'indicazione
della pressione nominale, il marchio di fabbrica, l'indicazione del periodo di produzione, la sigla I.I.P. indicante il "Marchio di conformità"
rilasciato dall'Istituto Italiano dei Plastici.
b) Tubi di PVC per condotte di scarico di fluidi: Dovranno essere, in rapporto alle prescrizioni, del tipo 301 (temperatura massima permanente dei fluidi convogliati: 50°C) o del tipo 302 (temperatura massima permanente dei fluidi convogliati: 70°C). I diametri esterni (32-4050-75-110-125-160-200 mm), gli spessori (con minimo di 1,8 mm per il tipo 301 e di 3,2 mm per il tipo 302) e le relative tolleranze dovranno essere conformi al prospetto II di cui al punto 5 della UNI 7443-75. I bicchieri potranno essere sia del tipo da incollare, sia con
anello di elastomero; dimensioni e spessori dovranno corrispondere alle prescrizioni di cui al punto 6 della UNI citata.
c) Tubi di PVC per condotte di scarichi interrate: Dovranno essere del tipo 303 UNI 7447-75 e saranno adibiti alla condotta di fluidi la cui
temperatura massima non risulti superiore a 40°C. I tubi, se non idoneamente protetti, ammetteranno un ricoprimento massimo sulla
generatrice di 4,00 m, mentre quello minimo sarà di 1,00 m sotto superficie con traffico fino a 12 t e di 1,50 m sotto superficie con traffico fino a 15 t. I diametri esterni (110-125-160-200-250-315-400 mm), gli spessori (rispettivamente con minimo di 3,2-3,2-3,9-4,9-6,1-7,79,8 mm) e le relative tolleranze dovranno essere conformi al prospetto II di cui al punto 5 della UNI 7447-75. Per la designazione e la
marcatura si rimanda a quanto riportato nella precedente lettera a).
53.2.2 Persiane avvolgibili di PVC rigido.
Avranno i teli costituiti da profilati tamburati estrusi di PVC rigido, esente da plastificanti, e dovranno corrispondere alla normativa
di unificazione di cui appresso:
UNI 6213-68 - Profilati rigidi di cloruro di polivinile per persiane avvolgibili. Tipi e caratteristiche.
UNI 6214-68 - Idem. Metodi di prova.
- Tipo 351: a profilato aperto con ala per agganciamento orizzontale continuo.
- Tipo 352: a profilato chiuso per collegamento verticale con ganci metallici a catena continua.
I profilati presenteranno superficie liscia, di colore uniforme ed esente da irregolarità e difetti, perfetta rettilineità a sezione costante senza deformazioni.
La massa dovrà risultare non inferiore a 4,5 Kg/mq, la rigidità a flessione non superiore a 14 mm di freccia, la resistenza all'agganciamento non inferiore a 3 Kgf/cm e la temperatura di rammollimento (grado Vicat) non inferiore a 80°C. I profilati presenteranno ancora
completa opacità e ceneri non superiore al 10%.
La prova di resistenza agli agenti atmosferici (prova 4.12 UNI 6214-68) la superficie non dovrà risultare alterata e la variazione di
colore riferita alla scala dei grigi, non dovrà essere maggiore del contrasto 4 per i colori di grado di resistenza "A" e non maggiore del contrasto 3 per i colori di grado di resistenza "B".
Le persiane avranno lo zoccolo terminale particolarmente rinforzato ed il cantonale di arresto fornito di paracolpi di gomma, il quale per il tipo 352, sarà solidale con la catena dei ganci. Qualora dovessero poi superare la larghezza di 1,50 m, dovranno avere gli elementi
irrigiditi con profilati metallici i quali, al pari dei ganci, potranno essere zincati, cadmiati od in acciaio inossidabile secondo prescrizione.
53.3 PRODOTTI TERMOPLASTICI DI POLIETILENE (PE)
53.3.0 Generalità.
Potranno essere del tipo a bassa densità (da PE b.d. ottenuto sotto bassa pressione). In entrambi i casi saranno prodotti con polietilene puro stabilizzato con nero fumo (Carbon Black) in proporzioni del 2 - 3% sulla massa (per resistenza all'invecchiamento dai raggi
U.V.).
53.3.1 Tubi.
I tubi del 1° tipo (PE b.d.) presenteranno massa volumica di 0,92 - 0,93 Kg/dmc, resistenza a trazione minima di 100 Kgf/cmq,
allungamento a rottura minimo del 300%, resistenza alla temperatura da/a -50/ +60°C (con degradazione max delle caratteristiche meccaniche del 20% circa ogni 10°C nell'intervallo +20/ + 60°C), assoluta atossicità ed infrangibilità.
Gli spessori dei tubi saranno rapportati a 4 valori normalizzati della pressione nominale di esercizio (PN 2,5 - 4 - 6 - 10 Kgf/cmq)
riferita alla temperatura di 20°C.
Per tali spessori, unitamente alle altre caratteristiche, si farà riferimento alla seguente normativa:
UNI 6462-69 - Tubi di polietilene a bassa densità. Tipi, dimensioni e caratteristiche.
UNI 6463-69 - Idem. Metodi di prova.
I tubi di 2° tipo (PE a.d.) presenteranno, a differenza, i seguenti requisiti: massa volumica di 0,94 - 0,96 Kg/dmc, resistenza a trazione minima di 150 Kgf/cmq, allungamento a rottura minimo del 500%, temperatura di rammollimento minima di 124°C (Vicat).
Per i diametri, gli spessori, i requisiti particolari ed i metodi di prova si farà riferimento alle seguenti norme di unificazione:
UNI 7611 - Tubi di PE ad alta densità per condotte di fluidi in pressione. Tipi, dimensioni e requisiti.
UNI 7612 - Raccordi di PE ad alta densità per condotte di fluidi in pressione. Tipi, dimensioni e requisiti.
UNI 7613 - Tubi di PE ad alta densità per condotte di scarico interrate. Tipi, dimensioni e requisiti.
UNI 7615 - Tubi di PE ad alta densità. Metodi di prova.
Per la fornitura i tubi, ove non diversamente specificato, dovranno essere esclusivamente del 2° tipo.
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53.4 PRODOTTI PLASTICI METACRILICI
Caratterizzati da infrangibilità, leggerezza, ed elevatissima resistenza agli agenti atmosferici, dovranno rispondere alle prescrizioni
di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 7067-72 - Materie plastiche metacriliche per stampaggio ed estrusione. Tipi, prescrizioni e prove.
UNI 7074-72 - Lastre di polimetilmetacrilato. Tipi, prescrizioni e prove.
Le lastre potranno essere di tipo I (colorate in forma e successivamente polimerizzate in blocco) e di tipo II (prepolimerizzate e
termoestruse). In ogni caso saranno assolutamente prive di difetti superficiali e di forma.
I lucernari, sia a cupola (a semplice od a doppia parete anticondensa) che continui, saranno fabbricati con lastre di polimetilmetacrilato delle migliori qualità (plexiglass, perspex, etc.).
Art.54 APPARECCHI IGIENICO - SANITARI
54.1 APPARECCHI IN MATERIALE CERAMICO
54.1.0 Generalità.
Per tali manufatti si farà riferimento alle norme UNI 4542 (classificazione e definizione dei materiali) ed UNI 4543 (Collaudo ed
accettazione) con le seguenti precisazioni:
a) Resistenza dello smalto all'abrasione (UNI 4543, punto 3.6): la media delle perdite di massa dovrà essere non superiore a 0,25 g.
b) Assorbimento d'acqua nella massa (UNI 4543, punto 3.8): la media degli assorbimenti percentuali, per la porcellana dura, non dovrà
superare lo 0,5%.
c) Resistenza a flessione (UNI 4543, punto 3.9): la media delle resistenze per lo stesso materiale non dovrà essere inferiore a 8,5
Kgf/mmq.
Per l'esecuzione delle prove di cui alla UNI 4543, l'Appaltatore dovrà approvvigionare in soprannumero, a proprie spese, un apparecchio per ciascun tipo, per ogni fornitura di 50 apparecchi o frazione.
54.1.1 Lavabi.
Salvo diversa disposizione, dovranno essere di porcellana dura (vitreous-china) e corrispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 4852 - Apparecchi sanitari di materiali ceramici. Lavabi con spalliera e fori per rubinetteria.
UNI 4853 - Idem. Lavabi senza spalliera e con fori per rubinetterie.
La dimensione nominale dei lavabi UNI 4852 non dovrà essere inferiore a 64x48 cm e la massa non inferiore a 19 Kg. Per i lavabi
UNI 4853 la dimensione nominale non dovrà essere inferiore a 63x48 cm e la massa 17 Kg.
54.1.2 Vasi a sedile.
Salvo diversa disposizione, dovranno essere di porcellana dura e corrispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 4848 - Apparecchi sanitari di materiali ceramici. Vasi a sedile, a cacciata, con scarico a pavimento.
UNI 4849 - Idem. Vaso a sedile, a cacciata, con scarico a parete.
UNI 4850 - Idem. Vaso a sedile ad aspirazione.
Per i vasi di tipo normale l'altezza nominale sarà di 38 cm e la massa di almeno 13,5 Kg.
54.1.3 Bidè.
Salvo diversa disposizione, saranno di porcellana dura e corrisponderanno alle prescrizioni della UNI 4854. L'altezza nominale
sarà di 38 cm e la massa di almeno 14,5 Kg.
54.1.4 Piatti doccia.
Salvo diversa disposizione, dovranno essere di grès porcellanato (fire-clay) e corrispondere alle prescrizioni della norma UNI
2925. Le dimensioni saranno non inferiori a 70x70 cm e la massa non inferiore a Kg.37.
54.1.5 Acquai da cucina.
Salva diversa disposizione, dovranno essere di grès porcellanato, di prima scelta, inattaccabili da acidi e detersivi, termoresistenti. Dovranno avere dimensioni minime di 120x45x21 cm se a due bacini e di 90x45x20 cm se ad un bacino, con corrispettive masse di almeno 60 e 36 Kg.
Gli acquai saranno inoltre conformi alle seguenti norme di unificazione:
UNI 2929 - Acquai semplici, di materiali ceramici.
UNI 2930 - Acquai doppi, di materiali ceramici.
Gli acquai saranno dotati di troppopieno e sgocciolatoio incorporato.
54.1.6 Vasche da lavare.
Dovranno essere di grès porcellanato, di prima scelta, di dimensioni minime di 75x60 cm, di 35 cm di altezza e con troppopieno
incorporato; la massa sarà non inferiore a 58 Kg.
54.1.7 Altri apparecchi.
Ove previsti, saranno conformi alle seguenti norme di unificazione:
UNI 2909 - Apparecchi sanitari. Vasi a pavimento di materiali ceramici.
UNI 2913 - Apparecchi sanitari. Cassete di scarico di materiali ceramici.
UNI 2920 - Vasche da bagno di materiali ceramici.
UNI 4851 - Apparecchi sanitari. Cassette di scarico a zaino.
54.2 APPARECCHI IN METALLO PORCELLANATO
54.2.0 Generalità.
Siano essi in acciaio o ghisa dovranno avere lo smalto porcellanato dotato delle seguenti resistenze:
- agli acidi: A UNI 5717-71 per attacco con acido citrico al 9%;
- alla soda caustica al massimo Vc= 120 g/mq al giorno, secondo UNI 6724-70
- all'urto 1 Kgf a distanza di 24 ore, secondo UNI 6725-70.
I saggi per le relative prove saranno preparati secondo la UNI 7234-73 per la ghisa e la UNI 7235-73 per la lamiera di acciaio.
54.2.1 Vasche da bagno.
Salvo diversa disposizione, dovranno corrispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 4901 - Vasche da bagno normali, di materiali metallici. F.A. 32).
UNI 4902 - Vasche da bagno a sedile, di materiali metallici. F.A. 32).
Le vasche del tipo da rivestire, con troppopieno e senza piedi, avranno le dimensioni di 170x70x42 cm nel tipo normale e di
105x68x50 cm nel tipo a sedile.
Saranno di colore bianco, esenti da bolle, crateri, punte di spillo, cavillature, scheggiature, unghiature, grumi, gocce, macchie ed
ogni altra imperfezione superficiale. Sarà tollerata una leggera "buccia d'arancio" superficiale mentre, in nessun caso, saranno ammessi
ritocchi.
pagina n.33
54.2.2 Piatti doccia.
Avranno le stesse caratteristiche di qualità delle vasche e saranno conformi alla norma UNI 2926.
54.2.3 Acquai in acciaio.
Nei rispettivi tipi previsti saranno conformi alle norme di unificazione da UNI 2931 a UNI 2936.
54.2.4 Cassette di ghisa smaltate.
Dovranno rispondere alle prescrizioni della norma UNI 4094.
54.3 ACCESSORI PER LOCALI BAGNO DOCCIA
Se non diversamente specificato, dovranno essere in porcellana dura, nel tipo da semincasso, con bordo copritaglio. Potranno
essere richiesti in colore bianco, nero, o sul tono di colore dei rivestimenti. Il tipo ed il numero saranno usuali in rapporto agli apparecchi da
servire e saranno specificati dalla Direzione Lavori.
Art.55 RUBINETTERIE ED ACCESSORI
55.1 GENERALITÀ
Le rubinetterie ed accessori dovranno rispondere, per dimensioni d'ingrombo e di accoppiamento nonché per posizionamento e
colorazione, alle prescrizioni delle norme UNI da 7014-72 a 7026-72.
Al collaudo i rubinetti dovranno presentare, in posizione di chiusura, una resistenza alla pressione statica non inferiore alle 15
atm, mentre in posizione di completa apertura e sotto carico di 0,5 atm, dovranno dare una portata non inferiore a 5 litri al minuto.
55.2 CARATTERISTICHE ESECUTIVE E DI FUNZIONAMENTO
La rubinetteria da montare in esterno avrà il corpo in ottone OTS 60 Pb 2 UNI 5035 se ricavato per fonderia, oppure OT 60 UNI
4891 se ottenuto dalla lavorazione di barre per stampaggio o per asportazione di truciolo. I pezzi ricavati per stampaggio dovranno essere
sottoposti ad opportuno trattamento termico in modo da eliminare l'incrudimento. La rubinetteria da montare in incasso potrà anche essere
in bronzo BS ZN 5 UNI 7013/8^-72 od altro tipo di bronzo di riconosciuta qualità. Il vitone sarà in ottone OT UNI 4891 ed avrà la chiocciola
di comando fuori dal contatto con l'acqua e lavorante in bagno di lubrificante, il pistone saldamente guidato, l'anello di tenuta in gomma od in
idoneo materiale sintetico, la guarnizione perfettamente calibrata e di facile sostituibilità. Se no diversamente disposto, tutte le parti in vista
saranno sottoposte a nichelaturae successiva cromatura con spessori di rivestimento rispettivamente non inferiori ad 8 e 0,4 micron.Le prove saranno effettuate sulla base della normativa UNI 4179, 4195 e 4238.
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4° CAPITOLO
MODO DI ESECUZIONE DELLE CATEGORIE DI LAVORO
Art.56 OPERE PROVVISIONALI - MACCHINARI E MEZZI D'OPERA
Tutte le opere provvisionali occorrenti per l'esecuzione dei lavori, quali ponteggi, impalcature, armature, centinature, casseri, puntellature, etc., dovranno essere progettate e realizzate in modo da garantire le migliori condizioni di stabilità, sia delle stesse, che delle opere ad esse relative.
Inoltre, ove le opere provvisionali dovessero risultare particolarmente impegnative, l'Appaltatore dovrà predisporre apposito progetto esecutivo, accompagnato da calcoli statici, da sottoporre alla preventiva approvazione della Direzione Lavori.
Resta stabilito comunque che l'Appaltatore rimane unico responsabile degli eventuali danni ai lavori, alle cose, alle proprietà ed
alle persone, che potessero derivare dalla mancanza o dalla non idonea esecuzione di dette opere.
Tali considerazioni si ritengono estese anche ai macchinari e mezzi d'opera. Per i relativi oneri si rimanda ai punti 27.2, 27.3,
27.4, 27.8, 27.13, 27.23, 27.42 del presente Capitolato.
Art.57 INDAGINI E RILIEVI GEOGNOSTICI
57.0 GENERALITÀ
L'Appaltatore sarà tenuto ad eseguire a propria cura e spese, tutte le indagini ed i rilievi che la Direzione Lavori riterrà necessari
od opportuni al fine di determinare con la dovuta approssimazione la natura e le caratteristiche del terreno di impianto, nonché la presenza
di eventuali discontinuità ed i livelli di acqua.
Le indagini ed i rilievi saranno sviluppati con ampiezza diversa a seconda delle caratteristiche strutturali e delle dimensioni del
manufatto, dei carichi da questo esercitati e dalla consistenza dei terreni di fondazione.
57.1 INDAGINI IN SITO
57.1.1 Tipo, tecnica e profondità.
Le indagini consisteranno, in generale, in saggi di vario tipo - quali sondaggi, pozzi, trincee o cunicoli di esplorazione - dei quali
sarà effettuata una accurata descrizione in base ai criteri geotecnici di identificazione e classifica.
La direzione specificherà od autorizzerà la tecnica di indagine che, per i sondaggi, dovrà comprendere non meno di una verticale
ogni 250 mq per le opere con estensione superficiale ed una ogni 200 m per le opere con estensione lineare.
La profondità delle indagini sarà misurata a partire dalla quota più bassa che sarà prevedibilmente raggiunta dalla fondazione (per
le palificate, a partire dall'estremità inferiore dei pali) e verrà stabilita in rapporto alle considerazioni di cui all'ultimo capoverso del precedente punto 57.0.
In ogni caso, e salvo diversa disposizione, le indagini verranno spinte fino alla profondità alla quale i carichi possono indurre sollecitazioni di tensione nel terreno superiori del 15% ai valori preesistenti e, nel caso di opere edili, fino ad una profondità non inferiore a 1,5 2 volte la minore dimensione del rettangolo circonscrivibile in pianta.
Nel caso di fondazioni su pali la profondità d'indagine, computata dall’estremità inferiore, potrà essere ridotta di 1/3. Su terreni
dotati di scarsa resistenza a rottura, elevata compressibilità e scadenti in genere (limi, torbe etc.) o non omogenei, fratturati o cavernosi, la
profondità ed il numero delle esplorazioni dovranno essere adeguamente incrementati.
57.1.2 Prelievo dei campioni
In rapporto alle condizioni di indagine i campioni potranno essere prelevati in superficie, o mediante scavo di pozzi, o mediante
apparecchiature a rotazione (trivellazioni), a percussione, a pressione, etc.
Per ogni sondaggio, si darà luogo al prelievo di campioni ad ogni variazione stratificata e, per strati di notevole spessore, a differenze di quota da 3 a 5 m a seconda delle particolari condizioni.
I campioni verranno conservati con la massima cautela in idonei contenitori stagni sui quali, con apposita etichetta, verranno indicati: luogo e data del prelievo, numero del campione, quota di prelievo, denominazione del lavoro, del cantiere e della Ditta appaltatrice.
Sui campioni, che dovranno essere conservati in locali riparati, la Direzione Lavori potrà fare eseguire, a cura e spese dell'Appaltatore, tutti gli esami di laboratorio che riterrà necessari od opportuni.
57.2 INDAGINI IN LABORATORIO
Avranno lo scopo di determinare le proprietà indici per una completa identificazione e classifica geotecnica dei terreni e le proprietà fisico-meccaniche degli stessi.
Le prime potranno determinarsi sia su campioni rimaneggiati, sia su campioni indisturbati; le seconde saranno determinate solo
su campioni indisturbati.
57.3 PROVE IN SITO
Si dovrà ricorrere a prove in sito per la determinazione delle proprietà fisico-meccaniche dei terreni nei casi in cui si presentasse
particolarmente difficile il prelievo di campioni indisturbati (es. sabbie o ghiaie incoerenti, tufi vulcanici incoerenti, torbe e materiale di riporto,
argille scagliose), oppure allorquando si dovesse verificare il comportamento di strutture di fondazione (prove su pali campione).
57.4 RELAZIONE SULLE INDAGINI
Ad indagini, prove e rilievi ultimati ed in linea di precedenza sullo studio delle fondazioni, l'Appaltatore sarà tenuto a presentare
alla Direzione Lavori una esauriente relazione, corredata di grafici e moduli riepilogativi, al fine di fornire un quadro sufficientemente chiaro
di tutte le caratteristiche generali e particolari del terreno di impianto e di tutte le condizioni che potessero influire sul dimensionamento e
sulla stabilità delle fondazioni.
La relazione sarà firmata da un geologo professionalmente abilitato o da un esperto (a norma della Circolare Ministero LL.PP. 6
novembre 1967, n°3797) e dall'Appaltatore.
Art.58 AZIONI E CARICHI SULLE COSTRUZIONI
58.0 GENERALITÀ
Il calcolo di progetto o di verifica strutturale delle costruzioni dovrà essere condotto tenendo conto sia delle azioni principali che
potranno influire sulle stesse, sia di quelle complementari.
58.0.1 Azioni principali.
Saranno costituite dai carichi permanenti, dai carichi di esercizio nonché eventualmente da neve, spinta di terre, effetti da coazioni impresse.
58.0.2 Azioni complementari.
Saranno costituite dal vento, dalle variazioni termiche, dal ritiro, dai fenomeni viscosi nonché eventualmente da imperfezioni di
vincoli e difetti di montaggio.
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58.0.3 Normativa.
Dovranno ritenersi valide, ove non diversamente disposto, le ipotesi di carico riportate nella Circolare LL.PP. 9 novembre 1978,
n°18591.
Quanto stabilito con D.M. del 14.01.2008 e cioè in base alle Norme tecniche per le costruzioni emesse ai sensi delle leggi
05.11.1971, n. 1086, e 02.02.1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico per l’Edilizia di cui al D.P.R. 06.06.2001, n. 380, e dell’art. 5 del
decreto legge 28.05.2004, n. 136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27.07.2004, n. 186 e ss. mm. ii..
Quindi l’Ordinanza P.C.M. del 20/03/2003 n.3274 rettificata dalla O.P.C.M. n.3316 relativamente alla nuova normativa in zona
sismica secondo quanto previsto dalle delibere della regione Puglia n.153 del 02/03/2004 e n.597 del 27/04/2004 per gli edifici rilevanti ai
fini dell’eventuale collasso.
58.1 CARICHI PERMANENTI
I carichi permanenti agenti sulle costruzioni saranno determinati con analisi dettagliata dei materiali componenti le strutture e le
sovrastrutture (con specifica degli spessori e dei pesi per unità di volume) e dei sovraccarichi permanenti (effettivi, presunti o da ripartizione).
58.2 SOVRACCARICHI ACCIDENTALI
Dovranno essere conformi, per le più comuni strutture, ai valori riportati al D.M. LL.PP. 16.01.96 "Norme tecniche relative ai
<<Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi>>".
I sovraccarichi soprariportati o gli altri eventuali specificati dalla Direzione Lavori, saranno considerati agenti per intero unicamente per le strutture direttamente interessate.
Per le rimanenti parti, nei casi in cui non fosse presumibile che tutti i locali venissero caricati contemporaneamente col massimo
sovraccarico, nel calcolo delle strutture verticali con più di tre piani e delle relative fondazioni, si potranno fare le seguenti riduzioni: ordinati i
piani gravanti sull'elemento strutturale oggetto del calcolo secondo il valore decrescente dei rispettivi sovraccarichi, i due piani più sovraccaricati, oltre che la copertura si riterranno caricati a pieno carico e per glia latri si ridurranno i sovraccarichi successivi del 10, 20, 30, 40, 50%
restando costante l'ultima riduzione per tutti i rimanenti piani. Tale norma sarà valida comunque per le costruzioni che non ricadono in zone
sismiche.
Gli elementi ai quali si dovesse accedere per i lavori di riparazione, manutenzione o pulizia , dovranno poter sopportare un carico
concentrato di almeno 100 Kgf.
I parapetti saranno calcolati in base ad una spinta orizzontale sul corrimano di 150 KgF/m se esposti a spinta di folla ed a 100
Kgf/m se per locali di abitazione.
Maggiorazioni adeguate, fino a 250 Kgf/m saranno previste per casi particolari (es. tribune) e per le costruzioni stradali.
58.3 VARIAZIONI TERMICHE - RITIRO - FENOMENI VISCOSI
Si rimanda, per tale tipo di azioni, ai capitoli, 4, 5 e 6 della Circolare citata.
58.4 AZIONI SISMICHE
Si rimanda, per tale tipo di azioni, alle combinazioni previste dalle OPCM surriportata
Art.59 STRUTTURE, OPERE ED IMPIANTI IN GENERALE - MODALITÀ DI STUDIO, PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE
59.0 GENERALITÀ
All'atto della consegna dei lavori l'Appaltatore dovrà prendere visione del progetto delle opere e delle strutture in particolare, nonché degli eventuali esecutivi di dettaglio e dovrà esaminare e valutare in tutti gli aspetti, i metodi ed i procedimenti costruttivi prescritti in
progetto.
Quanto ai metodi ed ai procedimenti non prescritti la scelta spetterà all'Appaltatore, salvo l'approvazione della Direzione Lavori,
che deciderà in via definitiva dopo aver esaminato la proposta e la documentazione presentategli.
L'Appaltatore sarà tenuto a verificare la stabilità e l'efficienza di tutte le opere strutture, dei procedimenti provvisionali, degli scavi
liberi od armati, delle strutture di sostegno rigide e flessibili, dei rilevati ed argini, degli effetti di falda etc. e ciò anche nei riguardi dei manufatti già esistenti in prossimità dell'opera in costruzione.
Qualsiasi variante proposta dall'Appaltatore ai dimensionamenti esecutivi od ai metodi costruttivi prescritti in progetto, che rientrano nell'ambito delle discrezionalità della Direzione Lavori dovrà essere giustificata e documentata mediante uno specifico studio.
Con riguardo agli oneri ed alle responsabilità si intende richiamato al punto 27.36 ed all'Art.31 del presente Capitolato.
59.1 STRUTTURE ED OPERE IN FONDAZIONE
59.1.1 Studio e progetto delle fondazioni.
Effettuate le indagini di cui al precedente Art.58, l'Appaltatore sarà tenuto a studiare e predisporre il dimensionamento esecutivo
delle strutture di fondazione ed a proporre, nel contempo, tutti gli accorgimenti ed interventi connessi alla migliore stabilità delle stesse e
delle opere ad esse correlate.
Se non diversamente disposto pertanto, gli eventuali calcoli esecutivi di progetto relativi alle fondazioni dovranno intendersi come
di massima e l'Appaltatore, alla luce degli accertamenti effettuati, dovrà curarne la relativa verifica proponendo, ove necessario, le opportune modifiche ed integrazioni.
Dovranno comunque essere rispettate le "Norme per il progetto, esecuzione e collaudo delle opere di fondazione" emanate con
Circolare Ministero LL.PP. 6 novembre 1967, n°3797, salvo la successiva emanazione di nuovi decreti normativi ai sensi dell'Art.1 della
Legge 2 febbraio 1974, n°64
59.1.2 Stabilità e cedimenti del terreno di fondazione.
La stabilità del terreno sotto l'azione delle forze trasmesse dalla fondazione dovrà essere verificata secondo i metodi ed i procedimenti della meccanica dei terreni (Geotecnica), tenendo conto dei risultati acquisiti con le indagini svolte.
Dovrà pertanto essere determinato il carico limite del complesso terreno-fondazione (carico oltre il quale il diagramma cedimenticarichi presenta un andamento quasi parallelo all'asse dei cedimenti) oppure il carico massimo effettivamente applicato senza raggiungere il
valore di rottura, dai quali dovrà dedursi il carico di sicurezza con l'introduzione di un adeguato coefficiente.
Questa verifica di stabilità dovrà di regola essere eseguita; potrà essere omessa allorché il terreno di fondazione sia costituito da
roccia compatta o in quei casi particolari nei quali tali metodi non siano applicabili od anche quando si tratti di piccoli manufatti che ricadano
in zone già di note di sperimentata pratica locale.
Nel caso in cui la fondazione dovesse comportare muri di sostegno o fronti di scavo libero a carattere definitivo, dovranno essere
eseguite le relative verifiche di stabilità.
Il calcolo dei cedimenti (assoluti o differenziali) del piano di appoggio della fondazione, conseguenti alle deformazioni del terreno
per effetto dei carichi ad esso trasmessi, dovrà essere eseguito ogni volta che con le indagini si fosse accertata la presenza di strati molto
compressibili, per cui si rendesse necessario valutare il comportamento statico delle strutture componenti il manufatto in elevazione tenendo
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conto dei cedimenti anzi detti; inoltre, quando fossero imposti determinati limiti ai cedimenti in dipendenza della funzione alla quale l'opera è
destinata.
Il calcolo dei cedimenti verrà svolto secondo i metodi ed i procedimenti della Geotecnica.
59.2 STRUTTURE ED OPERE IN ELEVAZIONE - IMPIANTI
59.2.1 Studio e progetto delle strutture.
Presa cognizione di tutti i fattori di sollecitazione interni ed esterni che influiscono sulle opere, analogamente a quanto effettuato
per le fondazioni, l'Appaltatore sarà tenuto a studiare ed a predisporre il calcolo ed il dimensionamento esecutivo di tutte le strutture in elevazione, alle prime strettamente correlate ed unitamente alle quali costituiranno un unico progetto strutturale da sottoporre all'approvazione
della Direzione Lavori.
Qualora il progetto fosse già corredato di calcoli ed esecutivi di dimensionamento strutturale, l’Appaltatore sarà tenuto ad eseguirne la relativa verifica proponendone, se del caso, le relative varianti e sottoponendoli alla propria firma ed a quella di un Ingegnere di propria
fiducia.
Dovranno comunque essere rispettate, in ordine ai tempi di emanazione, le norme tecniche di cui a i decreti previsti dall'Art.1 della Legge 2 febbraio 1974, n°64.
59.2.2 Studio e progetto degli impianti.
Tutti gli impianti da installare nelle opere in appalto dovranno essere adeguatamente calcolati a cura dell'Appaltatore e tradotti in
esecutivi particolareggiati da sottoporre all'approvazione della Direzione Lavori.
I calcoli dovranno essere condotti nel rispetto della normativa vigente per i rispettivi settori e, unitamente agli esecutivi, saranno
corredati da visti, nulla osta o licenze eventualmente previsti da Leggi o Regolamenti.
L'Appaltatore dovrà predisporre nelle murature tutti i necessari fori, incavi etc. per il passaggio di tubi e canalizzazioni di qualsiasi
genere e ciò anche nel caso che gli impianti, in tutto od in parte, fossero scorporati; in questo caso l'Appaltatore dovrà richiedere tempestivamente per iscritto alla Direzione Lavori l'ubicazione di ogni passaggio ed alloggiamento restando obbligato, in difetto, oltre che ad effettuare in ogni caso tali lavori, a provvedere a propria cura e spese alla riparazione di tutti i danni che da tale negligenza potessero derivare.
Art.60 PROTEZIONE DELLE OPERE
60.1 PROTEZIONE DAGLI AGENTI ATMOSFERICI
Tutte le strutture, le murature, le rifiniture, le installazioni e gli impianti dovranno essere adeguatamente protetti (sia in fase di esecuzione, che a costruzione ultimata) dall'azione degli agenti atmosferici, in particolare pioggia, vento e temperature eccessivamente basse
od alte.
Le protezioni saranno rapportate al manufatto da proteggere, all'elemento agente, ai tempi di azione ed alla durata degli effetti
protettivi (provvisori o definitivi); potranno essere di tipo attivo o diretto (additivi, anticorrosivi, bagnature, antievaporanti etc.) o di tipo passivo od indiretto (coperture impermeabili, schermature etc.).
Resta perciò inteso che nessun compenso potrà richiedere l'Appaltatore per danni conseguenti alla mancanza od insufficienza
delle protezioni in argomento, risultando anzi lo stesso obbligato al rifacimento od alla sostituzione di quanto deteriorato, salvo il risarcimento all'Amministrazione od a terzi degli eventuali danni dipendenti.
60.2 PROTEZIONE DALL’UMIDITÀ
60.2.1 Protezione dall'umidità esterna.
Sia il piano di spiccato delle murature che le pareti verticali delle murature contro terra dovranno avere adeguata protezione impermeabile contro l'umidità.
Le murature perimetrali interrate o seminterrate inoltre, se non diversamente disposto, dovranno essere protette da idoneo drenaggio di pietrame, di spessore medio non inferiore a 40 cm, con scolo di fondo e smaltimento dell'acqua raccolta.
60.2.2 Protezione dall'umidità interna (condensa).
Salvo diverse disposizioni tutte le pareti e superfici in contatto con l'esterno, in particolare quelle esposte ai quadranti più freddi,
dovranno possedere un grado di isolamento tale da garantire una temperatura interna, in ogni punto della parete o superficie presa in considerazione, superiore al punto di rugiada corrispondente alle condizioni di ambiente convenzionalmente definite all'art.83.
60.3 PROTEZIONE TERMICA
Dovrà essere realizzata sulla base della normativa riportata al punto 83.1 del presente capitolato.
60.4 PROTEZIONE ACUSTICA
Dovrà essere realizzata sulla base della normativa riportata al punto 83.4 del presente capitolato.
Art.61 COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE
61.1 DISPOSIZIONI LEGISLATIVE
La costruzione in oggetto essendo catalogata come edificio rilevante ai fini dell’eventuale collasso, per quanto attiene li nuovi corpi di fabbrica, secondo quanto previsto dalle delibere della regione Puglia n.153 del 02/03/2004 e n.597 del 27/04/2004 è da considerarsi in
zona sismica di classe 4 e quindi soggetta alla nuova normativa in zona sismica riportata nell’Ordinanza P.C.M. del 20/03/2003 n.3274 rettificata dalla O.P.C.M. n.3316.
Art.62 COSTRUZIONI IN ZONE DA CONSOLIDARE
A norma dell'Art.2 della legge 2 febbraio 1974, n°64, in tutti i territori comunali o loro punti nei quali siano intervenuti od intervengano lo Stato o la Regione per le opere di consolidamento abitato, ai sensi della legge 9 luglio 1908, n°445 e successive modifiche ed integrazioni, nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria e di rifinitura, potranno essere eseguiti senza la preventiva
autorizzazione dell'Ufficio Tecnico della Regione o dell'Ufficio del Genio Civile secondo le competenze vigenti.
Ove pertanto le opere in appalto ricadessero nelle zone contemplate dal presente articolo, l'Appaltatore sarà tenuto a munirsi,
ancor prima di dare inizio ai lavori, dell'autorizzazione prescritta.
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5° CAPITOLO
NORME PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEI LAVORI
Art.63 RILIEVI - CAPISALDI - TRACCIATI
63.1 RILIEVI
Prima di dare inizio a lavori che interessino in qualunque modo movimenti di materie, l'Appaltatore dovrà verificare la rispondenza
dei piani quotati, dei profili e delle sezioni allegati al Contratto o successivamente consegnati, segnalando eventuali discordanze, per iscritto, nel termine di 15 giorni dalla consegna. In difetto, i dati plano-altimetrici riportati in detti allegati si intenderanno definitivamente accettati,
a qualunque titolo.
Nel caso che gli allegati di cui sopra non risultassero completi di tutti gli elementi necessari, o nel caso che non risultassero inseriti in contratto o successivamente consegnati, l'Appaltatore sarà tenuto a richiedere, in sede di consegna od al massimo entro 15 giorni dalla
stessa, l'esecuzione dei rilievi in contraddittorio e la redazione dei grafici relativi.
In difetto, nessuna pretesa o giustificazione potrà essere accampata dall'appaltatore per eventuali ritardi sul programma o sull'ultimazione dei lavori.
63.2 CAPISALDI
Tutte le quote dovranno essere riferite a capisaldi di facile individuazione e di sicura inamovibilità: in particolare ogni edificio dovrà
essere riferito ad almeno due capisaldi.
L'elenco dei capisaldi sarà annotato nel verbale di consegna od in apposito successivo verbale.
Spetterà all'Appaltatore l'onere della conservazione degli stessi fino al collaudo così come specificato al punto 11.3 del presente
Capitolato. Qualora i capisaldi non esisteranno già in sito, l'Appaltatore dovrà realizzarli e disporli opportunamente.
I capisaldi dovranno avere ben visibili ed indelebili i dati delle coordinate ortogonali e la quota altimetrica.
63.3 TRACCIATI
Prima di dare inizio ai lavori, l'Appaltatore sarà obbligato ad eseguire la picchettazione completa delle opere ed a indicare con
opportune modine i limiti degli scavi e dei riporti. Sarà tenuto altresì al tracciamento di tutte le opere, in base agli esecutivi di progetto con
l'obbligo di conservazione dei picchetti e delle modine.
Il tracciamento di ogni edificio, con l’apposizione in sito dei relativi vertici, verrà effettuato partendo dai capisaldi di cui al precedente punto 63.2.
I tracciamenti altimetrici dovranno sempre partire da un piano di mira, indicato in modo ben visibile in ogni ambiente e per ogni
piano.
Art.64 DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
64.1 GENERALITÀ
64.1.1 Tecnica operativa - Responsabilità.
Prima di iniziare i lavori in argomento l'Appaltatore dovrà accertare con ogni cura la natura, lo stato costruttivo delle opere da demolire, disfare o rimuovere, al fine di affrontare con tempestività ed adeguatezza di mezzi ogni evenienza che possa comunque presentarsi.
Salvo diversa prescrizione, l'Appaltatore disporrà la tecnica più idonea, le opere provvisionali, i mezzi d'opera, i macchinari e l'impiego del personale. Di conseguenza sia l'Amministrazione, che il personale tutto di direzione e sorveglianza resteranno esclusi da ogni responsabilità connessa all'esecuzione dei lavori di che trattasi.
64.1.2 Disposizioni antinfortunistiche.
Dovranno essere osservate, in fase esecutiva, le norme riportate nel D.P.R. 7 gennaio 1956, n°164 (Norme per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni) e nel D.M. 2 settembre 1968.
64.1.3 Accorgimenti e protezioni.
Prima di dare inizio alle demolizioni dovranno essere interrotte tutte le eventuali erogazioni, nonché gli attacchi e gli sbocchi di
qualunque genere; dovranno altresì essere vuotati tubi e serbatoi.
La zona dei lavori sarà opportunamente delimitata, i passaggi saranno ben individuati ed idoneamente protetti; analoghe protezioni saranno adottate per tutte le zone (interne ed esterne al cantiere) che possano comunque essere interessate da caduta di materiali. Le
strutture eventualmente pericolanti dovranno essere puntellate; tutti i vani di balconi, finestre, scale, ballatoi, ascensori, etc. dopo la demolizione di infissi e parapetti, dovranno essere sbarrati.
Le demolizioni avanzeranno tutte alla stessa quota, procedendo dall'alto verso il basso; particolare attenzione, inoltre, dovrà porsi
ad evitare che si creino zone di instabilità strutturale, anche se localizzate. In questo caso, e specie nelle sospensioni di lavoro, si provvederà ad opportuno sbarramento.
Nella demolizioni di murature é tassativamente vietato il lavoro degli operai sulle strutture da demolire; questi dovranno servirsi da
appositi ponteggi, indipendenti da dette strutture. Salvo esplicita autorizzazione della Direzione (ferma restando nel caso la responsabilità
dell'Appaltatore ) sarà vietato altresì l'uso di esplosivi nonché ogni intervento basato su azioni di scalzamento al piede, ribaltamento per
spinta o per trazione.
Per l'attacco con taglio ossidrico od elettrico di parti rivestite con pitture al piombo, saranno adottate opportune cautele contro i
pericoli di avvelenamento da vapori di piombo a norma dell'art.8 della Legge 19 luglio 1961, n°706.
64.1.4 Allontanamento dei materiali.
In fase di demolizione dovrà assolutamente evitarsi l'accumulo di materiali di risulta, sulle strutture da demolire o sulle opere
provvisionali, in misura tale che si verifichino sovraccarichi o spinte pericolose. I materiali di demolizione dovranno perciò essere immediatamente allontanati, guidati mediante canali o trasporti in basso con idonee apparecchiature e bagnati onde evitare il sollevamento di polvere. Risulterà in ogni caso assolutamente vietato il getto dall'alto dei materiali.
64.1.5 Limiti di demolizione.
Le demolizioni, i disfacimenti, le rimozioni dovranno essere limitate alle parti e dimensioni prescritte. Ove per errore o per mancanza di cautele, puntellamenti etc., tali interventi venissero estesi a parti non dovute, l'Appaltatore sarà tenuto a proprie spese al ripristino
delle stesse, ferma restando ogni responsabilità per eventuali danni.
64.2 DIRITTI DELL'AMMINISTRAZIONE
Tutti i materiali provenienti dalle operazioni in argomento, ove non diversamente specificato, resteranno di proprietà dell'Amministrazione. Competerà però all'Appaltatore l'onere della selezione, pulizia, trasporto ed immagazzinamento nei depositi od accatastamento
nelle aree che fisserà la Direzione, dei materiali utilizzabili ed il trasporto a rifiuto dei materiali di scarto.
Art.65 SCAVI E RILEVATI IN GENERE
65.1 GENERALITÀ
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Gli scavi ed i rilevati per la configurazione del terreno d'impianto per il raggiungimento del piano di posa delle fondazioni, nonché
per la formazione di cunette, accessi, passaggi e rampe, cassonetti e simili, opere d'arte in genere, saranno eseguiti secondo i disegni di
progetto e le particolari prescrizioni che potrà dare la Direzione Lavori in sede esecutiva.
Le sezioni degli scavi e dei rilevati dovranno essere rese dall'Appaltatore ai giusti piani prescritti con scarpate regolari e spianate,
cigli ben tracciati e profilati, fossi esattamente sagomati.
Nell'esecuzione degli scavi l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire sconscendimenti e franamenti restando lo stesso,
oltre che responsabile di eventuali danni a persone ed opere, anche obbligato alla rimozione delle materie franate.
Per l'effettuazione sia degli scavi, che dei rilevati, l'Appaltatore sarà tenuto a curare, a proprie spese, l’estirpazione di piante, cespugli, arbusti e relative radici e questo tanto sui terreni da scavare, quanto su quelli destinati all'impianto dei rilevati.
L'Appaltatore dovrà sviluppare i movimenti di materie con mezzi adeguati, meccanici e di mano d'opera, in modo da dare gli scavi
possibilmente completi a piena sezione in ciascun tratto iniziato; inoltre dovrà immediatamente provvedere ad aprire le cunette ed i fossi
occorrenti e comunque evitare che le acque superficiali si riversino nei cavi, mantenendo dei canali fugatori.
65.1.1 Allontanamento e deposito delle materie di scavo.
Le materie provenienti dagli scavi che non fossero utilizzabili, o che a giudizio della Direzione non fossero ritenute idonee per la
formazione dei rilevati o per altro impiego nei lavori, dovranno essere portate a rifiuto, alle pubbliche discariche o su aree che l'Appaltatore
dovrà provvedere a sua cura e spese, evitando, in questo caso, che le materie depositate arrechino danno ai lavori od alle proprietà, provochino frane od ostacolino il libero deflusso delle acque.
Qualora le materie provenienti dagli scavi dovessero essere utilizzate in tempo differito per riempimenti o rinterri, esse saranno
depositate nei pressi dei cavi, o nell'ambito del cantiere ed in ogni caso in luogo tale che non possano riuscire di danno o provocare intralci
al traffico.
65.1.2 Uso degli esplosivi.
Nella esecuzione degli scavi di sbancamento e di fondazione sarà vietato, di regola, l'uso degli esplosivi. Ove comunque la Direzione Lavori consentisse tale uso, con disposizione scritta, l'Appaltatore sarà tenuto ad osservare tutte le disposizioni di legge di regolamento vigenti in materia nonché ad adottare tutte le cautele richieste dal particolare lavoro, assumendosi nel contempo ogni responsabilità per
eventuali danni a persone e cose.
65.1.3 Determinazione sulle terre.
Per determinazione relative alla natura delle terre, al loro grado di costipamento ed umidità, l'Appaltatore dovrà provvedere a tutte
le prove richieste dalla Direzione Lavori presso i laboratori ufficiali ( od altri riconosciuti) ed in sito.
Le terre verranno caratterizzate secondo le norme CNR - UNI10006-63 (Costruzione e manutenzione delle strade - Tecnica di
impiego delle terre) e classificate sulla base del prospetto I allegato a dette norme.
65.2 SCAVI DI SBANCAMENTO
Per gli scavi di sbancamento o sterri si intenderanno quelli occorrenti per lo spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni, per la formazione di cortili, giardini, scantinati, piani di appoggio per platee di fondazione, vespai, rampe incassate, trincee e cassonetti stradali, orlature e sottofasce nonché quelli per l'incasso di opere d'arte se ricadenti al disopra del piano orizzontale passante per il punto più depresso del terreno naturale o per il punto più depresso delle trincee o splateamenti
precedentemente eseguiti ed aperti almeno da un lato.
Quando l'intero scavo dovesse risultare aperto su di un lato (caso di un canale fugatore) e non ne venisse ordinato lo scavo a tratti, il punto più depresso sarà quello terminale.
Saranno comunque considerati scavi di sbancamento anche tutti i tagli a larga sezione, che pur non rientrando nelle precedenti
casistiche e definizioni, potranno tuttavia consentire l'accesso con rampa ai mezzi di scavo, nonché a quelli di caricamento e trasporto delle
materie.
L'esecuzione degli scavi di sbancamento potrà essere richiesta dalla Direzione se necessario, anche a campioni di qualsiasi tratta, senza che per questo l'Appaltatore potrà avere nulla a pretendere.
65.3 SCAVI DI FONDAZIONE
65.3.1 Generalità.
Per gli scavi di fondazione in generale si intenderanno quelli ricadenti al disotto del piano orizzontale di cui al precedente articolo,
chiusi fra pareti verticali o meno, riproducenti il perimetro delle fondazioni; nella pluralità di casi quindi, si tratterà di scavi incassati ed a sezione ristretta.
Saranno comunque considerati come scavi di fondazione quelli eseguiti per dar luogo alle fogne, alle conduttore, ai fossi ed alle
cunette (per la parte ricadente sotto il piano di cassonetto o, più in generale, di splateamento).
65.3.2 Modo di esecuzione.
Qualunque sia la natura e la qualità del terreno interessato, gli scavi di fondazione dovranno essere spinti fino alla profondità che
la Direzione Lavori riterrà più opportuna, intendendosi quella di progetto unicamente indicativa, senza che per questo l'Appaltatore possa
muovere eccezioni o far richiesta di particolari compensi.
Gli scavi di fondazione dovranno essere di norma essere eseguiti a pareti verticali e l'Appaltatore dovrà, occorrendo, sostenerli
con convenienti armature e sbadacchiature, restando a suo carico ogni danno a persone e cose provocato da franamenti simili.
Il piano di fondazione sarà reso perfettamente orizzontale ed ove il terreno dovesse risultare in pendenza, sarà sagomato a gradoni con piani di leggera contropendenza.
Gli scavi potranno anche venire eseguiti con pareti a scarpa, od a sezione più larga; ove l'Appaltatore lo ritenesse di sua convenienza. In questo però non verrà compensato il maggiore scavo, oltre quello strettamente necessario all'esecuzione dell'opera e l'Appaltatore dovrà provvedere, a sua cura e spese, al riempimento con materiale adatto, dei vuoti rimasti intorno alla fondazione dell'opera ed al ripristino, con gli stessi oneri, delle maggiori quantità di pavimentazione divelte, ove lo scavo dovesse interessare strade pavimentate.
Gli scavi delle trincee per dar luogo ai canali di fogna dovranno, all'occorrenza, garantire il traffico tangenziale degli autoveicoli,
sia quello di attraversamento, nei punti stabiliti dalla Direzione Lavori e per qualsiasi carico viaggiante.
65.3.3 Scavi in presenza di acqua.
L'Appaltatore dovrà provvedere ad evitare il riversamento nei cavi di acque provenienti dall'esterno, restando a suo carico l'allontanamento o la deviazione delle stesse o, in subordine, la spesa per i necessari aggottamenti. Qualora gli scavi venissero eseguiti in terreni
permeabili sotto la quota di falda, e quindi in presenza di acqua, ma il livello della stessa naturalmente sorgente nei cavi dovesse superare i
20 cm, l'Appaltatore sarà tenuto a suo carico a provvedere all'esaurimento di essa, con i mezzi più opportuni e con le dovute cautele per gli
eventuali effetti dipendenti e collaterali.
Gli scavi di fondazione che dovessero essere eseguiti oltre la profondità di 20 cm dal livello sopra stabilito, nel caso risultasse
impossibile l'apertura di canali fugatori, ma fermo restando l'obbligo dell'Appaltatore per l'esaurimento dell'acqua, saranno considerati come
scavi subacquei e, in assenza della voce di Elenco, saranno compensati con apposito sovrapprezzo.
65.3.4 Divieti ed oneri.
Sarà tassativamente vietato all'Appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di porre mano alle murature od altro, prima che la
pagina n.39
Direzione Lavori abbia verificato ed accettato i piani di fondazione.
Il rinterro dei cavi, per il volume non impegnato dalle strutture o dalle canalizzazioni, dovrà sempre intendersi compreso nel prezzo degli scavi in argomento.
Art.66 RILEVATI E RINTERRI
Per la formazione dei rilevati e per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le pareti dei cavi e le murature, o da
addossare alle murature, e fino alla quota prescritta dalla Direzione Lavori, si impiegheranno in genere e, salvo quanto segue, fino al loro
totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti sul lavoro, in quanto disponibili ed adatti, a giudizio
della Direzione.
Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si provvederà alle materie occorrenti allo scopo prelevandole ovunque l’Appaltatore crederà di sua convenienza, purché le stesse siano riconosciute idonee dalla Direzione Lavori.
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, per il riempimento dei cavi per le condotte in genere e per le fognature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e in genere di tutte quelle che, con assorbimento di acqua, rammolliscono e gonfiano generando spinte.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la loro esecuzione procederà
per strati orizzontali di eguale altezza, da tutte le parti e mai superiore a 30 cm. Il costipamento di ogni strato dovrà avvenire dopo sufficienti
imbibizioni del materiale costituente lo strato stesso. In ogni caso sarà vietato addossare terrapieni a murature di fresca costruzione.
Sarà obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati, durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall'assestamento delle terre e questo affinché, all'epoca del collaudo, gli stessi abbiano dimensioni non inferiori a quelle di
progetto.
La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni sarà previamente scoticata ove occorra e, se inclinata, sarà
tagliata a gradoni con leggera pendenza verso monte.
Tutte le riparazioni e le ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del
presente articolo saranno a completo carico dell'Appaltatore.
Art.67 PALI DI FONDAZIONE
67.0 GENERALITÀ
67.0.1 Scelta del tipo di palificata.
Il tipo di pali da adottare, il diametro, il numero e la lunghezza saranno fissati dalla Direzione Lavori sulla base dei dati di progetto
e di quelli che fornirà l'Appaltatore a seguito delle indagini geotecniche e geologiche che lo stesso è tenuto ad effettuare.
In linea di massima, in presenza di terreni incoerenti, di falde acquifere in pressione, di limi sabbiosi si farà ricorso all'impiego di
pali infissi allo scopo di provocare un costipamento ed un aumento della densità del terreno circostante; ove invece dovessero raggiungersi
strati profondi di roccia o di terreno compatto si farà ricorso ai trivellati.
Resta comunque inteso che all'atto esecutivo potranno essere prescritti tipi di fondazione diversi da quelli in progetto senza che
per questo l'Appaltatore possa trarne motivo per accamparne diritti di sorta o pretendere speciali compensi.
67.0.2 Calcolo della portanza.
Sarà effettuato mediante formule dinamiche o statiche opportunamente valutate in rapporto al tipo di palo, alle caratteristiche del
terreno, ai risultati delle prove preliminari di carico ed all'entità dell'opera da realizzare.
In ogni caso, ancor quando la portata limite del palo fosse stata calcolata nel modo più corretto, tenendo conto di tutti i fattori che
potranno influire sulla stessa, il carico di esercizio non dovrà mai essere superiore ad 1/3 del valore determinato.
67.0.3 Stabilità dei pali in gruppo.
Nel caso di impiego dei pali in gruppo saranno applicati dei coefficienti di riduzione alle portanze dei singoli pali, supposti isolati.
Dovrà inoltre verificarsi che al di sotto del piano di base dei pali, e per una profondità alla quale i carichi sono ancora sensibili, non
vi siano strati di terreno molto compressibili la cui stabilità possa essere compromessa dal carico della palificata, né che esistano possibilità
di attrito negativo per effetto di compressibilità del terreno attraversato o di consolidamento. A tali verifiche sarà subordinata la determinazione dell'interasse dei pali, che in ogni caso non sarà inferiore a tre diametri (5 diametri in caso di palificate sospese).
Per i pali resistenti alla punta dovrà accertarsi il raggiungimento dello strato resistente e l'approfondimento, in detto strato, per una
misura non inferiore a tre diametri e, in ogni caso, non inferiore a 1 mt.
67.1 PROVE E COLLAUDI
67.1.1 Pali di prova.
La costruzione della palificata dovrà essere preceduta dall'esecuzione di pali di prova per i quali la Direzione Lavori fisserà il numero, l'ubicazione, le caratteristiche e le modalità di carico.
Sui pali di prova i carichi dovranno essere spinti possibilmente fino a rottura (stato limite oltre il quale il palo affonderà nel terreno
sotto carico costante, senza stabilizzazione né ritorno elastico) e ciò specialmente in presenza di terreni plastici o plasticizzabili.
In ogni caso i carichi di prova non saranno mai inferiori a 2 volte i carichi di esercizio (2,5 volte per opere interessanti comunque
linee ferroviarie e 3 volte per opere in zone sismiche).
67.1.2 Prove di carico - Collaudo.
Il collaudo dei pali costituenti la palificazione verrà effettuato con prove di carico che la Direzione Lavori potrà richiedere nel tempo e nel numero che riterrà opportuno, a cura ed a carico dell'appaltatore, e prima della realizzazione delle strutture che gli stessi saranno
destinati a sopportare.
Il carico di prova sarà uguale ad 1,5 volte il carico di progetto; il carico di contrasto dovrà essere percentualmente superiore al
carico di prova onde garantire con sicurezza il raggiungimento di quest'ultimo. I flessimetri dovranno essere sistemati ad opportuna distanza
dall'asse del palo, di norma non inferiore a 2,00 mt, e costituiranno i vertici di un triangolo equilatero di cui un lato starà su un diametro del
palo. I cedimenti del palo in prova saranno assunti pari alla media dei valori registrati.
Il carico finale di prova dovrà essere raggiunto con incrementi successivi ed uguali, per ciascuno dei quali si effettueranno letture
ai flessimetri, la prima immediatamente, le altre entro i primi trenta minuti, le successive ogni trenta minuti fino alla stabilizzazione. Raggiunto il carico di previsto esso sarà mantenuto immutato per almeno tre ore, salvo che la Direzione Lavori non ritenga opportuno prolungare
tale durata. Nella fase di scarico, i decrementi avranno valori identici agli incrementi adottati nella corrispondente fase di carico.
La seconda fase di scarico avverrà con le stesse modalità della prima, partendo con i flessimetri dalla precedente posizione di
scarico (cedimento permanente) e pervenendo fino al carico di rottura nel caso di pali di prova od al carico di prova nell'entità precedentemente fissata.
Raggiunto il massimo carico, si manterrà lo stesso per non meno di 24 ore successivamente, salvo diversa disposizione, lo si riporterà a zero con le modalità già descritte. Sarà buona norma eseguire durante la prova una serie di scarichi (almeno tre di cui uno al carico di esercizio) per potere leggere il ritorno elastico.
67.1.3 Diagrammi delle prove di carico - Cedimenti.
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Eseguite le prove di carico dovrà porsi riguardo che l'analisi e l'interpretazione degli elementi raccolti non venga limitata alla portata dei singoli pali, ma venga studiata l'intera fondazione nel suo insieme tenendo presenti le caratteristiche dei terreni e le condizioni generali di progetto.
Comunque, ove fosse stato con determinato con sufficiente sicurezza il carico di rottura su pali di prova, il carico ammissibile (o di
servizio) non dovrà essere superiore ad 1/3 del valore determinato.
Per il resto, se non diversamente disposto, dovrà verificarsi che gli abbassamenti dei pali, sottoposti a prove di carico, siano superiori ai seguenti valori:
- 1,5 mm: sotto un carico pari a 1,5 volte il carico di esercizio;
- 2,5 mm: sotto un carico pari a 2 volte il carico di esercizio;
- 6,0 mm: sotto un carico pari a 3 volte il carico di esercizio;
I cedimenti elastici, inoltre, non dovranno essere inferiori al 50% dei valori sopra riportati.
67.2 REGISTRO DELLE ANNOTAZIONI
Dovrà essere istituito in cantiere e conservato negli uffici di direzione, un apposito registro sul quale giornalmente, in contraddittorio tra Direzione Lavori ed Appaltatore o rispettivi rappresentanti, dovranno essere annotati il numero ed il tipo dei pali eseguiti, la profondità
raggiunta da ciascun palo, i materiali impiegati, le modalità esecutive e, per i pali battuti, il peso del maglio, il numero dei colpi, l'altezza di
percussione ed il rifiuto.
Su tale registro verranno altresì verbalizzate le prove di carico che saranno in particolare corredate ai seguenti elementi:
a) Pianta della fondazione con indicazione del palo sottoposto a prova.
b) Natura del terreno attraversato ed indicazione del livello freatico.
c) Dimensione e natura del palo, per i pali in c.a., tipo e data di fabbricazione, dosaggio del calcestruzzo, armatura di ferro, forma della
puntazza. Per i pali gettati in opera, diametro del tubo, forma e consumo di calcestruzzo.
d) Il risultato dell'infissione del palo, il rifiuto per ogni serie di colpi al minuto, il peso del maglio e la caduta, il peso del cuscinetto ammortizzatore, il tipo del battipalo impiegato.
e) Il giorno e l'ora dell'inizio della prova di carico e le condizioni atmosferiche.
f) I dati relativi al martinetto idraulico, ai flessimetri e loro posizione, al manometro ed allo scherma delle prove.
g) Il diagramma carichi-cedimenti costruito in base alle letture effettuate durante la prova.
h) Eventuali osservazioni circa i fatti anomali avvenuti durante la prova.
Art.68 MALTE - QUALITÀ E COMPOSIZIONE
68.1 GENERALITÀ
La manipolazione delle malte dovrà essere eseguita, se possibile, con macchine impastatrici oppure sopra un'area pavimentata;
le malte dovranno risultare come una pasta omogenea, di tinta uniforme.
I vari componenti, esclusi quelli forniti in secchi di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati a peso od a volume. La calce spenta in pasta dovrà essere accuratamente rimescolata in modo che la misurazione, a mezzo di cassa parallelepipeda riesca
semplice e di sicura esattezza.
Gli impasti dovranno essere preparati solamente nella quantità necessaria per l'impiego immediato e, per quanto possibile, in
prossimità del lavoro. I residui di impasto che non avessero per qualsiasi ragione immediato impiego, dovranno essere gettati al rifiuto, ad
eccezione di quelli formati con calce comune che dovranno essere utilizzati il giorno stesso della loro manipolazione. I componenti delle
malte cementizie ed idrauliche saranno mescolati a secco.
La Direzione si riserva la facoltà di poter variare le proporzioni dei vari componenti delle malte, in rapporto ai quantitativi stabiliti
alla tabella che segue; in questo caso saranno addebitate od accreditate all'Appaltatore unicamente le differenze di peso o di volume dei
materiali per i quali sarà stato variato il dosaggio, con i relativi prezzi di Elenco.
La Direzione potrà altresì ordinare, se necessario, che le malte siano passate allo staccio; tale operazione sarà comunque effettuata per le malte da impiegare nelle murature in mattoni od in pietra da taglio, per lo strato di finitura degli intonachi e per le malte fini (staccio 4 UNI 2332) e le colle (staccio 2 UNI 2332).
68.2 COMPOSIZIONE DELLE MALTE
68.2.1 Malte comuni, idrauliche, cementizie, pozzolaniche - Stucchi - Malte bastarde.
68.2.2 Malte espansive (antiritiro).
Saranno ottenute con impasto di cemento classe 325, sabbia ed un particolare additivo costituito da un aggregato metallico catalizzato agente come riduttore dell'acqua di impasto.
La sabbia dovrà avere granulometria corrispondente alla curva di massima compattezza; le proporzioni dei componenti saranno
di 1:1:1 in massa. La resistenza a compressione della malta, a 2^gg. di stagionatura, non dovrà essere inferiore a 600 Kgf/cmq.
Dovranno comunque essere rispettate le norme di cui al punto 4.4.2.1, parte 2^, delle Norme Tecniche emanate con D.M.
16.06.1976.
Art.69 M U R A T U R E
69.0 GENERALITÀ
Tutte le murature dovranno essere realizzate secondo i disegni di progetto nonché, per le strutture resistenti, secondo gli esecutivi
che l'Appaltatore sarà tenuto a fornire od a verificare a norma delle disposizioni generali sull'argomento riportate all'art.59.
Nella costruzione delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione degli spigoli, la formazione di voltine, piattabande,
archi e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori per passaggi di pluviali, impianti idrici e di scarico, canne da fumo, in
modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare i muri già costruiti.
La costruzione delle murature dovrà iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto collegamento sia con le murature esistenti, sia tra le varie parti di esse ed evitando, nel corso dei lavori, la formazione di strutture eccessivamente emergenti dal resto della
costruzione. La muratura procederà a filari allineati, con piani di posa normali alle superfici viste.
I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, non dovranno essere eseguiti nei periodi di gelo, nei quali la
temperatura si mantenesse, per molte ore al di sotto di 0°C.
Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate almeno per 15 giorni dalla loro ultimazione ed anche più se
sarà richiesto dalla Direzione Lavori.
Le canne, le gole di camino e simili saranno intonacate a grana fina; quelle di discesa delle immondizie saranno intonacate a cemento liscio. Si potrà ordinare che tutte le canne, le gole, etc. nello spessore dei muri, siano lasciate aperte sopra una faccia, temporaneamente, anche per tutta la loro altezza; in questi casi, il tramezzo di chiusura verrà eseguito posteriormente.
Nei fabbricati dovranno essere eseguiti ad ogni piano e su tutti i muri portanti in corrispondenza del solaio, cordoli di conglomerato
cementizio, di classe non inferiore a R'ck 300, di altezza pari a quelle del corrispondente solaio + 5 cm di cuscino di appoggio alle murature
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sottoisstanti e comunque mai inferiori a 20 cm; i cordoli avranno un'armatura costituita da almeno 4 tondi φ 14 di acciaio Fe B 44K collegati
da staffe φ 8 poste ad una distanza non superiore a 25 cm; in ogni caso i cordoli avranno un'armatura non inferiore a 75 Kg/mc.
In corrispondenza di canne, passaggi, ecc, dovranno essere eseguiti cordoli di riquadratura dei fori, vuoti, etc., idoneamente armati e collegati alle strutture portanti; del pari, in corrispondenza delle aperture verticali, saranno costruite apposite piattabande in conglomerato cementizio dimensionate ed armate in rapporto alle sollecitazioni cui saranno soggette.
Le velette per cassonetti coprirullo saranno realizzate, se non diversamente disposto, in conglomerato cementizio con dosaggio
non inferiore a 500 Kg/mc di cemento ed armatura costituita da un minimo di 4 tondi φ 8 integrata con rete di acciaio 15x1,30 UNI 3996. Lo
spessore delle velette non dovrà in ogni caso essere inferiore a 3 cm.
69.1 MURATURA E RIEMPIMENTI DI PIETRAME A SECCO
69.1.1 Muratura di pietrame a secco.
Dovrà essere eseguita con pietre ridotte col martello alla forma più che sia possibile regolare, restando assolutamente escluse
quelle forme di forma rotonda. Le pietre saranno collocate in opera ben collegate scegliendo per i parametri quelle di maggiori dimensioni, di
lato comunque non inferiori a 20 cm, ed atte a combaciare fra di loro. Si eviterà la ricorrenza delle connessure verticali. Nell'interno della
muratura si farà uso delle scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra.
La sommità della muratura, salvo diversa disposizione dovrà essere coronata da un cordolo in conglomerato cementizio a 250
Kg/mc di cemento, di spessore non inferiore a 15 cm, con armatura staffata non inferiore a 50 Kg/mc.
69.1.2 Riempimenti di pietrame.
Saranno eseguiti collocando il pietrame in opera a mano, su terreno ben costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto di carichi, spinte od assestamenti. La pezzatura del materiale adoperato dovrà essere decrescente dal basso verso l'alto onde impedire la penetrazione delle materie di rinterro e la conseguente occlusione dei vuoti.
69.1.3 Vespai.
Saranno realizzati, se non altrimenti disposto, sotto tutti i pavimenti situati a contatto del terreno. Per locali destinati ad alloggio ne
risulterà invece espressamente vietato l'impiego, dovendosi in tal caso realizzare un normale solaio, anche in difformità al progetto, distanziato dal terreno non meno di 50 cm.
I vespai saranno eseguiti su terreno debitamente spianato, saturato ove necessario con materiale arido e ben battuto con la mazzaranga onde evitare cedimenti. Saranno formati con scapoli di pietra collocati a mano, ben assestati, e saranno dotati di cunicoli di ventilazione, interessati di 1,50 - 2,00 m, di sezione 250 - 300 cmq, correnti anche lungo le pareti e formati con pietrame idoneamente disposto o
con tubazioni di adeguata resistenza traforate al contorno.
Detti cunicoli saranno intercomunicanti nonché dotati di un sufficiente e protetto sbocco all'aperto in modo da assicurare il ricambio dell'aria. Dopo la ricopertura di tali canali con adatto pietrame di forma piatta, si completerà il sottofondo riempiendo lo spazio tra i cunicoli con pietrame disposto verticalmente, in posizione di reciproco contrasto, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo infine
a saturazione uno strato di ghiaietto di conveniente grossezza fino al piano prescritto.
69.2 MURATURA DI PIETRAME CON MALTA
69.2.1 Muratura a getto (a sacco).
Risulterà composta di scheggioni di pietra e malta grassa, questa ultima in proporzione non minore di 0,45 mc per metro cubo di
muratura.
La muratura sarà eseguita facendo gettate alternate entro cavi di fondazione di malta fluida e scheggioni di pietra, preventivamente puliti e bagnati, assestando e spianando regolarmente gli stati ogni 40 cm di altezza, riempiendo accuratamente i vuoti con materiale minuto e distribuendo la malta in modo da ottenere strati regolari di muratura, in cui le pietre dovranno risultare completamente rivestite di malta.
La gettata dovrà essere abbondantemente rifornita di acqua in modo che la malta penetri in tutti gli interstizi; tale operazione sarà
aiutata con beveroni di malta molto grassa.
La muratura dovrà risultare ben costipata ed aderente alle pareti dei cavi, qualunque fosse la forma degli stessi.
69.2.2 Muratura ordinaria (lavorata a mano).
Sarà eseguita con scapoli di pietrame, delle maggiori dimensioni consentite dallo spessore della massa muraria, spianati grossolanamente nei piano di posa ed allettati, se non diversamente disposto, con malta cementizia a 300 Kg di cemento.
Le pietre, prima di essere collocate in opera saranno diligentemente ripulite dalle sostanze terrose ed ove occorra, a giudizio della
Direzione Lavori, accuratamente lavate. Saranno poi bagnate, essendo proibito eseguire la bagnatura dopo averle disposte sul letto di malta.
Tanto le pietre, quanto la malta, saranno interamente disposte a mano, seguendo le migliori regole d'arte, in modo da costituire una massa
perfettamente compatta nel cui interno le pietre stesse, ben battute col martello, risulteranno concatenate tra loro rivestite da ogni parte di
malta, senza alcun interstizio. Sarà vietato in modo assoluto l'uso di materiale minuto, liscio o rotondeggiante, senza preventivo dimazzamento.
La costruzione della muratura dovrà progredire a strati orizzontali di conveniente altezza, concatenati nel senso dello spessore
del muro, allo scopo di ben legare la muratura anche nel senso della grossezza. Dovrà sempre evitarsi la corrispondenza delle connessure
fra due corsi consecutivi. Gli spazi vuoti che verranno a formarsi per la irregolarità delle pietre saranno riempiti con piccole pietre, che non si
toccheranno mai a secco e non lasceranno spazi vuoti, colmando con malta tutti gli interstizi.
Nelle murature senza speciale paramento si impiegheranno per le facce viste le pietre di maggiori dimensioni, con le facce esterne rese piane e regolari in modo da costruire un paramento rustico a faccia vista e si disporranno negli angoli le pietre più grosse e più regolari. Detto paramento rustico dovrà essere più accurato e maggiormente regolare nelle muarature in elevazione.
Le facce viste delle murature di pietrame, non destinate ad essere intonacate o comunque rivestite, saranno sempre rabboccate,
ad arte, con malta cementizia a 400 Kg di cemento.
69.2.3 Muratura mista.
La muratura mista di pietrame e mattoni sarà eseguita come al precedente punto 69.2.2 intercalando, per ogni metro di altezza,
dei ricorsi a doppi filari di mattoni pieni A2 UNI 5628-65. I filari dovranno essere stesi a tutto lo spessore del muro e disposti secondo piani
orizzontali.
Nelle murature miste per fabbricati, oltre ai filari suddetti, si dovranno costruire in mattoni tutti gli angoli e gli spigoli dei muri, i pilastri, i risalti e le incassature, le spallette e gli squarci delle aperture di porte e finestre, i parapetti delle finestre, gli archi di scarico e le volte, i
voltini e le piattabande, l'ossatura delle cornici, le canne da fumo, i condotti in genere e qualunque altra parte di muro all'esecuzione della
quale non si prestasse il pietrame, in conformità delle prescrizioni che potrà dare la Direzione Lavori all'atto esecutivo.
Il collegamento delle due differenti strutture dovrà essere fatto nel miglior modo possibile ed in senso tanto orizzontale che verticale. Eventuali rivestimenti dovranno essere perfettamente concatenati od ancorati alla massa muraria.
69.3 MURATURA IN TUFO, IN BLOCCHETTI ED IN PIETRA DA TAGLIO
69.3.1 Generalità - dimensionamento statico.
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Le murature in argomento potranno essere del tipo autoportante o portante, entrambi nei tipi normale od a faccia vista.
Per il dimensionamento statico si farà riferimento alla resistenza a 28 gg. ricavata in laboratorio su modelli di muratura campione,
costituiti da due blocchi sovrapposti con interposto strato di malta (nei tipi da impiegare) e definiti come "prismi"; questi dovranno essere non
meno di tre per ogni 500 mq di muro ed ogni caso non meno di 5 per ogni edificio.
Lo sforzo di rottura a compressione dei prismi dovrà essere calcolato dividendo il carico di rottura per l'area netta, escludendo
cioè per i blocchetti cavi, le eventuali camere d'aria ed i setti trasversali non coperti con malta di collegamento.
In sede di progetto, il valore della resistenza a rottura dovrà essere la "resistenza caratteristica" risultante da almeno 5 campioni
dove, nella relativa formula, il valore di K sarà di 2,05-1,96-1,92-1,87-1,85- 1,82-1,64 rispettivamente per un numero "n" di campioni provati
non inferiore a 5-10-12-16-20-25-30.
69.2.3 Muratura in conci di tufo.
Dovrà procedere per strati perfettamente orizzontali ed a tale scopo il materiale dovrà essere perfettamente squadrato e di altezza costante. La lunghezza dei conci di tufo, per ciascun filare non dovrà mai risultare inferiore alla minore dimensione degli stessi; i conci
saranno collocati in opera sfalsati e verranno allettati e rabboccati con malta comune.
Lo spessore dei giunti non dovrà essere minore a 5 mm; le connessure saranno del tipo rientrante, con malta diligentemente
compressa e senza sbavature.
69.3.3 Muratura in blocchetti cementizi vibro-compressi.
I blocchetti prefabbricati (in cemento-pomice, argilla espansa, lapillo o ghiaietto) saranno posti in opera come al precedente punto
69.3.2 e verranno allettati con malta bastarda cementizia (tipo 20) o con malta cementizia a 300 Kg di cemento. I giunti di malta saranno,
del pari, di tipo rientrante con spessori non superiori a 5 mm.
Tutte le facce viste degli elementi dovranno presentarsi piane; spalle di porte e finestre verranno realizzate con l'impiego di eventuali elementi speciali che risultino ben collegabili con il resto della struttura. Angoli ed incroci verranno realizzati con blocchetti che, oltre a
garantire un perfetto collegamento, consentano anche lo sfaldamento degli elementi dei vari corsi.
Nella muratura con blocchi portanti potrà anche venire ordinata la pilastratura dei cantonali e degli incroci dei muri con conglomerato cementizio (a 300 Kg di cemento) idoneamente armato.
Le strutture portanti non dovranno essere sottoposte a sovraccarico, prima che la malta di allettamento abbia raggiunto il necessari grado di resistenza.
69.3.4 Muratura in pietra da taglio.
La pietra da taglio dovrà presentare la forma e le dimensioni previste in progetto ed essere lavorata secondo le prescrizioni di Elenco. In tutte le lavorazioni comunque, esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio dovranno avere gli spigoli vivi e
ben cesellati, per modo che le connessure non eccedano la larghezza di 5 mm per la pietra lavorata a grana ordinaria e di 3 mm per quella
lavorata a grana fine.
Qualunque sia il genere di lavorazione delle facce viste, i letti di posa e le facce di combaciamento dovranno essere ridotti a perfetto piano e lavorati a grana fine. Non saranno tollerate né smussature agli spigoli, né cavità nelle facce, né masticature.
La pietra da taglio sarà messa in opera con malta di cemento od idraulica secondo le prescrizioni e, ove occorra, con graffe od
arpioni di rame, saldamente suggellati entro appositi incavi praticati nei conci. Le connessure delle facce viste dovranno essere profilate con
malta di cemento (eventualemnte bianco o colorato), compresa e lisciata con apposito ferro a profilo concavo o triangolare.
69.4 MURATURA DI MATTONI
69.4.0 Generalità.
La muratura dei mattoni dovrà essere seguita con materiale rispondente alle prescrizioni dell'art 39. I laterizi, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione, per immersione prolungata in appositi recipienti e mai per aspersione.
La posa in opera dovrà avvenire con le connessure alternate, in corsi orizzontali e nominali alle superfici esterne; i mattoni saranno posati sopra un adeguato strato di malta e premuti sopra (mai battuti con martello) onde provocare con refluimento della malta ed il riempimento delle connessure.
La larghezza delle connessure sarà compresa tra 5 e 8 mm, secondo le malte impiegate; per i tipi a paramento sarà costante di 5
mm. Le malte da impiegarsi dovranno pertanto, se necessario, essere setacciate onde evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori ai
limiti di tolleranza precedentemente fissati.
69.4.1 Muratura portante.
Se non diversamente disposto, dovrà essere esclusivamente eseguita con mattoni pieni UNI 5628-65, di tipo "A" e categoria non
inferiore alla 2^. I mattoni dovranno essere di ottima scelta, perfettamente spigolati, bagnati a saturazione e ben premuti sullo strato di malta
che sarà di tipo idraulica o bastarda cementizia.
Le superfici contro terra dovranno sempre essere intonacate con malta cementizia con spessore non inferiore ad 1 cm. Nelle volte, lunette, archi, etc., le connessure saranno disposte nella direzione precisa del raggio (o dei raggi) di curvatura dell'intradosso e la costruzione dovrà procedere gradatamente e di conserva sui due fianchi. Le centine dovranno essere caricate in chiave per impedire lo sfiancamento.
Le connessure non dovranno mai eccedere la larghezza dei 5 mm all'intradosso e di 10 m allo estradosso. Le imposte saranno
ben collegate con i muri ed eseguite contemporaneamente.
69.4.2 Muratura di tompagnamento.
Salvo diversa prescrizione, verrà sempre realizzata a doppia parete di laterizio (a cassetta), con mattoni pieni o semipieni ad una
testa per la parete esterna e mattoni forati in foglio, di spessore non inferiore a 8 cm, per quella interna.
La distanza delle due pareti dovrà essere tale che lo spessore complessivo della muratura, al rustico, non risulti inferiore a 30 cm.
Le spallette, mazzette, squinci, squarci, etc., saranno eseguiti in mattoni pieni o semipieni di spessore non inferiore a due teste o, del pari, a
cassetta.
Le pareti di tompagnamento, sia esterne che interne, dovranno sempre mascherare le strutture in conglomerato cementizio; qualora ciò non risultasse possibile, ed a giudizio della Direzione Lavori, il mascheramento verrà effettuato con tavelle di laterizio.
69.5 PARETI AD UNA TESTA ED IN FOGLIO
69.5.0 Generalità.
Le pareti ad una testa ed in foglio verranno eseguite con pezzi scelti, esclusi i rottami e quelli comunque deteriorati o danneggiati.
Tutte le pareti saranno eseguite con le migliori regole dell'arte, a corsi orizzontali ed a perfetto filo, per evitare la necessità di forte
impiego di malta per l'intonaco. Le pareti saranno perfettamente ammorsate tra di loro e ben collegate alle altre pareti portanti o di tamponamento; eventuali lati liberi dovranno essere riquadrati con telai in legno od in acciaio.
Nei vani delle porte interne saranno saldamente collocati dei controtelai in legno e ciò anche nel caso che l'appalto preveda lo
scorporo della fornitura degli infissi.
Quando una parete dovesse eseguirsi fino all'intradosso del solaio soprastante, la chiusura dell'ultimo corso sarà ben serrata, se
occorre, dopo congruo tempo, con scaglie e malta o sola malta secondo prescrizione.
69.5.1 Pareti in lastre di tufo.
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Si rimanda per le prescrizioni generali, al precedente punto 69.3.2. Le lastre dovranno essere perfettamente squadrate, di spessore ed altezza costanti e saranno collocate in opera per filari orizzontali sfalsati.
Le pareti, qualora non innestate alle strutture, verranno collegate alle stesse con spezzoni di tondino d’acciaio φ 6, posizionati ad
intervalli di non oltre due filari.
69.5.2 Pareti in tavelle prefabbricate vibro-compresse.
Saranno realizzate con l'osservanza delle prescrizioni di cui ai precedenti punti 69.3.3 e 69.5.1. Per la costruzione delle spalle
delle porte saranno impiegati elementi speciali che presentino tutte le facce viste piane e che risultino ben collegabili alla struttura. La malta
di allettamento sarà del tipo cementizio dosata a 400 Kg di cemento.
69.5.3 Pareti in mattoni di laterizi.
Si rimanda, per le norme generali di esecuzione, al precedente punto 69.4.
I mattoni pieni o forati secondo quanto prescritto, dovranno essere integri e perfettamente squadrati, escludendosi l'impiego di
rottami, pezzi di mattone, nonché di elementi con spigoli danneggiati.
Le murature dovranno essere idoneamente collegate tra loro ed alle strutture portanti o di tompagnamento; i corsi saranno sempre orizzontali ed a due fili, con giunti alternati nei corsi successivi.
La chiusura a soffitto delle pareti in foglio, per spessori non superiori a 3 cm, verrà effettuata con sola malta bastarda o cementizia.
69.5.4 Pareti in blocchi di gesso.
Dovranno rispondere alle "Direttive comuni per l'esecuzione dei tramezzi in gesso" pubblicate in Italia dall'ICETE.
Gli elementi saranno uniti mediante speciale collante indicato o fornito dalla Ditta produttrice. Gli elementi di base inoltre, e quelli
di chiusura a soffitto o sulle pareti o sulle pareti verticali, saranno fermati da apposite strisce di legno fissate alle strutture ed alloggiate negli
incavi dei pannelli.
I giunti e le eventuali tracce di impianti, saranno chiusi e spatolati con apposito stucco di gesso fornito, al pari del collante, dalla
Ditta produttrice.
69.6 PARETI DI TOMPAGNAMENTO
69.6.0 Generalità.
Dovranno soddisfare, qualunque sia il sistema costruttivo adoperato, ai requisiti di isolamento termico ed acustico specificatamente riportati all'Art.83 del presente Capitolato. Ove il tompagnamento interessasse poi particolari locali, dovranno tenersi altresì presenti le
norme di protezione di cui all'Art.60.
69.6.1 Tompagnamento in blocchi di tufo.
Si rimanda, per le prescrizioni generali, al precedente punto 69.3.2
Lo spessore del tufo dovrà essere non inferiore a 20 cm per pareti di separazione tra vani scala e locali di abitazione o di uso in
genere nonché per la separazione di alloggi contigui; non inferiore a 25 cm per pareti di tompagnamento esterno.
69.6.2 Tompagnamento in blocchetti di cementizi vibro-compressi.
Si rimanda, per le prescrizioni generali, al precedente punto 69.3.3 Le pareti se costituite da un unico elemento, avranno spessori
con limiti inferiori come al precedente punto 69.6.1; se costituite invece da due elementi (tompagni esterni a cassetta) avranno, per la parete
a contatto con l'esterno, blocchi di spessore non inferiore a 15 cm e, per quella interna, tavelle di spessore non inferiore a 8 cm.
69.7 PARAMENTI DELLE MURATURE
69.7.0 Generalità.
Tutte le murature non soggette a rivestimento potranno venire richieste con la lavorazione dei paramenti, nei tipi di seguito indicati
od altri particolari che potranno essere prescritti in Elenco od ordinati dalla Direzione Lavori. Tra questi, la lavorazione con pietra rasa e testa scoperta dovrà sempre intendersi compresa nel prezzo della muratura, mentre, per gli altri tipi di lavorazione, si darà luogo ad apposito
compenso od al relativo sovrapprezzo. Resta in ogni caso stabilito che l’Appaltatore, prima di dar mano alle murature ed ai relativi paramenti, dovrà apprestare, a propria cura e spese, apposite campionature che saranno sottoposte all'approvazione della Direzione.
69.7.1 Paramento a pietra rasa e testa scoperta (opera incerta).
In questo tipo di paramento il pietrame dovrà essere scelto diligentemente tra il migliore e la sua faccia dovrà essere ridotta a superficie approssimativamente piana o, qualora si presti, a convenienti bugne, secondo le disposizioni della Direzione.
Le pareti esterne dei muri dovranno risultare ben allineate e non presentare, alla prova con regolo, eccessive rientranze o sporgenze (massimo 2-3 cm). Le facce di posa di combaciamento dovranno essere spianate ed adattate con il martello in modo che il contatto
dei pezzi avvenga in tutti i giunti per una rientranza non minore di 8 cm. La rientranza totale delle pietre non dovrà mai essere minore di 25
cm mentre nelle connessure esterne dovrà essere ridotto al minimo l'uso delle scaglie. Le stesse connessure dovranno poi essere stuccate
e stilate con malta bastarda o cementizia secondo prescrizione.
69.7.2 Paramento a mosaico greggio.
Nella lavorazione a mosaico, si dovranno seguire, di massima, le norme precedentemente indicate al punto 69.7.1, con la differenza che la faccia vista dei singoli pezzi dovrà essere ridotta col martello e la grossa punta a superficie perfettamente piana ed a figura
irregolarmente poligonale; sarà vietato inoltre l'uso di scaglie ed i giunti dovranno avere dimensioni non superiori a 15 mm.
69.7.3 Paramento a corsi irregolari.
In questo tipo di paramento il pietrame dovrà essere ridotto a conci piani e squadrati sia con il martello, sia con la grossa punta,
con le facce di posa parallele fra loro e quelle di combaciamento per lo più normali a quelle di posa. I conci saranno posti in opera a corsi
orizzontali, di altezza che potrà variare da corso a corso e potrà anche non essere costante per l'intero filare.
superfici viste non saranno tollerate, alla prova col regolo, rientranze o sporgenze maggiori di 15 mm, salvo il caso che il pietrame consentisse, a giudizio della Direzione, la lavorazione a bugne irregolari.
69.7.4 Paramento a corsi regolari.
Nella lavorazione a corsi regolari i conci dovranno essere perfettamente squadrati, con la faccia rettangolare, e lavorati alla grana
ordinaria; essi dovranno avere la stessa altezza per tutta la lunghezza del corso; due corsi adiacenti, invece, potranno differire tra loro in
altezza, per differenze comunque non superiori a 5 cm.
La Direzione Lavori potrà anche prescrivere l'altezza dei singoli corsi, che comunque non sarà mai inferiore a 20 cm. Le facce di
posa dovranno essere parallele fra loro e quelle di combaciamento normali a quelle di posa. Tanto nella lavorazione a corsi irregolari che in
quella a corsi regolari non sarà tollerato l'uso di scaglie nelle facce a vista ed inoltre il combaciamento dei conci dovrà avvenire per 2/3 della
loro rientranza nelle facce di posa e non potrà mai essere minore di 10 cm nei giunti verticali. La rientranza dei singoli pezzi non sarà mai
minore della loro altezza, né inferiore a 25 cm; la larghezza delle connessure non dovrà eccedere i 10 mm.
La stilatura dei giunti sarà effettuata scarnendo e pulendo le connessure sino ad una conveniente rientranza, lavando con acqua,
indi riempiendo e stilando con malta cementizia a 500 Kg di cemento ed apposito ferro, di guisa che il contorno delle pietre si possa presentare, a lavoro ultimato, netto e senza sbavature.
69.7.5 Paramento a cortina di mattoni.
Salvo l'uso di laterizi o mattoni speciali, questo tipo di paramento verrà eseguito con i mattoni di cui al punto 39.1, di categoria non
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inferiore alla 3^.
I mattoni presenteranno tinta uniforme, dimensioni costanti, spigoli diritti e vivi e caratteristiche superficiali e cromatiche come richiesto dalla Direzione Lavori.
I mattoni saranno disposti con perfetta regolarità di connessure, sia orizzontali che verticali; la larghezza delle stesse sarà di 5
mm salvo diversa disposizione; la profilatura dei giunti potrà venire ordinata secondo 5 tipi (concavo, angolato a U, spatolato a gocciolatoio
o sub-verticale, incabato, retto) e verrà eseguita con malta cementizia dosata a 500 Kg di cemento.
A paramento eseguito e dopo un congruo tempo che valuterà la Direzione, la superficie a vista verrà accuratamente ripulita,
spazzolata e lavata con acqua. Il paramento finito non dovrà comunque presentare errori di planarità superiori a 5 mm, misurati con regolo
di almeno tre metri di lunghezza.
Art.70 CALCESTRUZZI E CONGLOMERATI
70.0 GENERALITÀ
Le caratteristiche dei materiali da impiegare per la confezione dei calcestruzzi e dei conglomerati (cementizi o speciali) ed i rapporti di miscela, dovranno corrispondere alle prescrizioni del presente Capitolato, alle voci di Elenco Prezzi per i vari tipi di impasto ed a
quanto verrà, di volta in volta, ordinato dalla Direzione Lavori. Valgono peraltro, per quanto compatibili, le prescrizioni generali di cui al precedente punto 68.1.
70.1 CALCESTRUZZI DI MALTA
70.1.1 Calcestruzzo ordinario.
Sarà composto da 0,45 mc di malta idraulica o bastarda e da 0,90 mc di ghiaia o pietrisco.
Il calcestruzzo sarà confezionato preparando separatamente i due componenti e procedendo successivamente al mescolamento
previo lavaggio o bagnatura degli inerti.
70.1.2 Calcestruzzo ciclopico.
Sarà costituito dal calcestruzzo di cui al precedente punto e da pietrame annegato, nelle rispettive proporzioni di 2/3 ed 1/3. Il pietrame dovrà sempre essere accuratamente ripulito e lavato ed avere resistenza a compressione non inferiore a 900 Kg/cmq. Sarà impiegato
in pezzatura assortita, di dimensioni mai superiori al 25% dello spessore della muratura ed in ogni caso non superiori a 25 cm per getti di
fondazione ed a 15 cm per quelli in elevazione.
Il pietrame verrà annegato in opera nel calcestruzzo, battendolo con mazzeranghe ed avendo cura che disti sempre non meno di
5 cm dalle superfici esterne della struttura.
70.2 CONGLOMERATI CEMENTIZI
70.2.0 Generalità.
I conglomerati cementizi da adoperarsi per l’esecuzione di opere di qualsiasi genere, sia in fondazione che in elevazione, armate
o meno, dovranno essere confezionati secondo le norme tecniche emanate con D.M. 26 marzo 1980 (con eventuali successive modifiche
ed integrazioni biennali ai sensi dell'art.21 della Legge 5 novembre 1971 n°1086) nonché sulla base delle prescrizioni del presente Capitolato.
L'impiego dei conglomerati sarà preceduto in ogni caso da uno studio preliminare, con relative prove, sia sui materiali da impiegare che sulla composizione degli impasti, e ciò allo scopo di determinare con sufficiente anticipo e mediante certificazione di laboratorio, la
migliore formulazione atta a garantire i requisiti richiesti dal contratto.
70.2.1 Leganti.
Per i conglomerati oggetto delle presenti norme dovranno impiegarsi esclusivamente i leganti idraulici definiti come cementi dalle
disposizioni vigenti in materia.
Si richiamano peraltro, specificatamente, le disposizioni di cui al punto 1,allegato 1, del D.M. 26 marzo 1980 nonché quelle riportate al punto 37.3 del presente Capitolato.
70.2.2 Inerti - Granulometria e miscele.
Oltre a quanto stabilito al punto 2, Allegato 1, del D.M. 26 marzo 1980, gli inerti dovranno corrispondere alle prescrizioni riportate
ai punti 36.2, 36.2.3, 36.3 e 36.3.1 del presente Capitolato. Le caratteristiche e granulometria dovranno essere preventivamente studiate e
sottoposte all'approvazione della Direzione Lavori.
Le miscele degli inerti, fini e grossi, in percentuale adeguata, dovranno dar luogo ad una composizione granulometrica costante,
che permetta di ottenere i requisiti voluti sia nell'impasto fresco (consistenza, omogeneità, pompabilità) che in quello indurito (resistenza,
permeabilità, modulo elastico, ritiro, fluage, etc.).
La curva granulometrica dovrà essere tale da ottenere la massima compattezza del calcestruzzo compatibilmente con gli altri requisiti richiesti. Particolare attenzione sarà rivolta alla granulometria della sabbia, al fine di ridurre al minimo il fenomeno del "bleeding" nel
calcestruzzo.
La dimensione massima dei grani dell'inerte dovrà essere tale da permettere che il conglomerato possa riempire ogni parte del
manufatto tenendo conto della lavorabilità, dell'armatura metallica e relativo copriferro, della carpenteria, delle modalità di getto dei mezzi
d'opera.
Gli inerti saranno classificati in categorie a seconda della dimensione massima dell'elemento più grosso. Indicativamente sono
previste sette categorie (D15 - D20 - D30 - D40 - D50 - D60 - D70).
L'idoneità dell'inerte sarà verificata sui prelievi rappresentativi della fornitura. Saranno accertati il tenore d'impurità organiche; il
materiale passante allo staccio 0,075 UNI 2332 che dovrà essere minore del 5% in massa per la sabbia e dell'1,5 in massa per la ghiaia ed
il pietrisco; il coefficiente di forma, che dovrà essere 0,15.
70.2.3 Acqua.
Oltre a quanto stabilito al punto 1.3, Allegato 1, del D.M.16 giugno 1976, l'acqua dovrà corrispondere alle prescrizioni riportate al
punto 36.1 del presente Capitolato.
70.2.4 Impasto.
L'impasto del conglomerato dovrà essere effettuato con impianti di betonaggio forniti di dispositivo di dosaggio e contatori tali da
garantire un accurato controllo della quantità dei componenti. Questi (cemento, inerti, acqua ed additivi) dovranno essere misurati a peso;
per l'acqua e gli additivi sarà ammessa anche la misurazione a volume.
I dispositivi di misura dovranno essere collaudati periodicamente secondo le richieste della Direzione che, se necessario, potrà
servirsi dell'Ufficio abilitato alla relativa certificazione.
Il quantitativo di acqua d'impasto dovrà essere il minimo necessario a consentire una buona lavorabilità del conglomerato tenendo
anche conto dell'acqua contenuta negli inerti. Tale quantitativo determinerà la consistenza del calcestruzzo che, a seconda delle prescrizioni, potrà essere: umida (U), plastica (P), o Fluida (F).
Dovranno comunque essere rispettate le norme di cui al punto 5, Allegato 1, del D.M. 26 marzo 1980.
70.2.5 Classificazione dei conglomerati.
Con riguardo alla classificazione, i conglomerati verranno divisi in due categorie:
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a) Conglomerati a resistenza garantita (CR) per i quali l'Appaltatore dovrà garantire la resistenza caratteristica (R'ck), la consistenza, la
classe degli inerti ed il tipo e classe del cemento.
b) Conglomerati da dosaggio (CD) per i quali l'Appaltatore dovrà garantire il dosaggio dei cementi in Kg/mc, la consistenza oppure il rapporto acqua cemento (A/C), la classe degli inerti ed il relativo fuso granulometrico, il tipo e classe del cemento.
La resistenza caratteristica del calcestruzzo verrà determinata con le modalità previste dal D.M. 26 marzo 1980. Anche per i calcestruzzi a resistenza garantita sarà prescritto comunque un dosaggio minimo di cemento.
70.2.6 Prelievo dei campioni.
La Direzione Lavori farà prelevare nel luogo d'impiego, dagli impasti destinati all'esecuzione delle varie strutture, la quantità di
conglomerato necessaria per la confezione di due provini (prelievo), conformemente alle prescrizioni di cui al punto 3, del D.M. 26 marzo
1980 e con le modalità indicate al punto 2.3 della seguente norma di unificazione:
UNI 6126-72 - Prelevamento campioni di calcestruzzo in cantiere.
Per costruzioni ed opere con getti non superiori a 1500 mc, ogni controllo di accettazione (tipo A) sarà rappresentato da n°3 prelievi, ciascuno dei quali eseguito su un massimo di 100 mc di getto di miscela omogenea. Per ogni giorno di getto sarà comunque effettuato
almeno un prelievo (con deroga per le costruzioni con meno di 100 mc di getto di miscela omogenea).
Per costruzioni ed opere con getti superiori a 1500 mc sarà ammesso il controllo di accettazione di tipo statistico (tipo B) eseguito
con frequenza non minore di un controllo ogni 1500 mc di conglomerato. Per ogni giorno di getto di miscela omogenea sarà effettuato almeno un prelievo e complessivamente almeno 15 prelievi sui 1500 mc. L'ordine dei prelievi sarà quello risultante dalla data di confezione
dei provini, corrispondente alla rigorosa successione dei relativi getti. Per ogni prelievo sarà redatto apposito verbale, in conformità al punto
3 della UNI 6126-72, riportante le seguenti indicazioni: località e denominazione del cantiere, numero e sigla del prelievo, composizione del
calcestruzzo, data ed ora del prelevamento, provenienza del prelevamento, posizione in opera del calcestruzzo.
70.2.7 Preparazione e stagionatura dei provini.
Dovranno essere effettuate con le modalità di cui alle seguenti norme di unificazione:
UNI 6127-73 - Preparazione e stagionatura provini di calcestruzzo prelevato in cantiere.
UNI 6130-72 - Forma e dimensioni dei provini di calcestruzzo per prove di resistenza meccanica e relative casseforme.
70.2.8 Requisiti di durabilità.
Qualora per particolari condizioni climatiche ed ambientali o per condizioni di esercizio particolarmente gravose si rendesse necessario garantire anche la durabilità del calcestruzzo, questa dovrà soddisfare ai requisiti seguenti:
1) La resistenza ai cicli di gelo e disgelo, determinata secondo la norma UNI 7087-72, dovrà essere tale che dopo 300 cicli le variazioni
delle caratteristiche del calcestruzzo qui di seguito riportate soddisfino alle seguenti proprietà:
- Il modulo di elasticità dinamico non dovrà subire riduzione maggiore del 20%;
- L'espansione lineare dovrà essere minore dello 0,2%;
- La perdita di massa dovrà essere minore del 2%.
2) Il coefficiente di permeabilità "K" non dovrà essere superiore al 10-9 cm/sec prima delle prove di gelività ed a 10-8 cm/sec dopo dette
prove.
La resistenza ai cicli, di gelo e disgelo ed ai sali decongelanti potrà essere migliorata con i seguenti accorgimenti:
a) Verrà inglobata, sotto forma di microbolle uniformemente distribuite, aria nel calcestruzzo, tenendo conto della dimensione max dell'inerte usato
b) Il rapporto A/C, calcolato con inerti saturi a superficie asciutta, non dovrà superare i limiti previsti dalla normativa tecnica
c) Verranno usati, salvo diversa prescrizione cementi di tipo pozzolanico o d'alto forno. In ambienti particolarmente aggressivi, in presenza
di salsedine marina, atmosfere industriali, etc., sarà altresì posta particolare cura perché vengano osservate le seguenti prescrizioni:
l'acqua degli impasti dovrà essere assolutamente limpida, dolce ed esente da solfati e cloruri anche in minima percentuale;
d) Gli inerti dovranno essere abbondantemente lavati con acqua dolce ed avere granulometria continua;
e) Il conglomerato dovrà essere confezionato con alto dosaggio di cemento.
70.2.9 Trasporto del conglomerato.
Se confezionato fuori opera il trasporto del conglomerato a piè d'opera dovrà essere effettuato con mezzi idonei atti ad evitare la
separazione dei singoli cementi costituenti l'impasto.
Il tempo intercorso tra l'inizio delle operazioni d'impasto ed il termine dello scarico in opera non dovrà comunque causare un aumento di consistenza superiore di 5 cm alla prova del cono.
Sarà assolutamente vietato aggiungere acqua agli impasti dopo lo scarico della betoniera; eventuali correzioni, se ammesse, dalla lavorabilità dovranno quindi essere effettuate prima dello scarico e con l'ulteriore mescolamento in betoniera non inferiore a 30 giri.
70.3 CALCESTRUZZO CICLOPICO
Sarà costituito da conglomerato cementizio, confezionato come al precedente punto 70.2 e da pietrame annegato, nelle rispettive
proporzioni di 2/3 e 1/3.
Per le modalità esecutive si rimanda a quanto prescritto al punto 70.1.2 che tratta i calcestruzzi di malta.
70.4 CONGLOMERATI SPECIALI
70.4.1 Calcestruzzi cementizi con inerti leggeri.
Sia nei tipi normali che strutturali potranno essere realizzati con pomice granulare, con vermiculite espansa, con argilla espansa o
con altri materiali idonei eventualmente prescritti.
I calcestruzzi saranno dosati con un quantitativo di cemento per metro cubo di inerte non inferiore a 150 Kg; l'inerte sarà di unica
granulometria (calcestruzzo unigranulare) laddove non risulterà opportuno effettuare la miscelazione di varie granulometrie al fine di evitare
cali nei getti; sarà invece di granulometria mista laddove saranno richieste determinate caratteristiche di massa, di resistenza cubica e conducibilità termica. In ogni caso la massima dimensione dei granulari non dovrà essere superiore ad 1/3 dello spessore dello strato da realizzare.
Per la confezione dovrà adoperarsi una betoniera a rotolamento, miscelando l'inerte con il cemento ed aggiungendo quindi l'acqua in quantità sufficiente per ottenere un impasto all'aperto brillante ma non dilavato. All'impasto dovranno essere aggiunti degli additivi
tensio-attivi aeranti, in opportune proporzioni in rapporto alla granulometria dell'inerte, e ciò al fine di facilitare la posa in opera del conglomerato specie se confezionato con l'assortimento granulometrico più alto.
70.4.2 Calcestruzzo cellulare.
Il calcestruzzo cellulare (cellular concrete system) sarà ottenuto inglobando, in una massa di malta cementizia, una grande quantità di bollicine di aria, di piccolissime dimensioni, uniformemente distribuite nella stessa. L'effetto sarà realizzato aggiungendo alla malta,
preparata in betoniera, uno speciale schiumogeno, prodotto al momento dell'impiego con speciali aereatori, oppure ricorrendo a speciali
apparecchiature automatiche di preparazione e distribuzione.
Il rapporto tra i componenti, (sabbia, cemento, acqua e schiumogeno) sarà prescritto in Elenco o stabilito dalla Direzione Lavori in
funzione delle caratteristiche richieste. In linea di massima comunque verranno adottate densità di 1200 -1400 Kg/mc per manufatti di granpagina n.46
di dimensioni e per i quali si richiederanno una grande resistenza strutturale unitamente ad un buon isolamento termo-acustico; densità di
700 - 1000 Kg/mc per pannellature di piccole e medie dimensioni ed infine densità di 300 - 600 Kg/mc, Ottenute anche con l'impiego di solo
cemento, con funzione termo-acustica, per massetti di terrazze, sottofondi di pavimenti e riempimento di intercapedini.
Il raggiungimento dei requisiti richiesti verrà dimostrato dall'Appaltatore mediante prove preliminari nonché, in fase esecutiva, mediante appositi prelievi da sottoporre ad accertamenti di laboratorio.
70.5 CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO
Dovrà corrispondere, oltre che alle prescrizioni di Elenco od a quelle impartite dalla Direzione Lavori, alla specifica normativa UNI
7163-72 che ne precisa la definizione, le condizioni di fabbricazione e di trasporto, fissa le caratteristiche delle materie prime, stabilisce le
caratteristiche del prodotto che dovranno essere garantite ed infine indica le prove atte a verificarne la conformità.
Art.71 MURATURA DI GETTO IN CONGLOMERATO
Il conglomerato da impiegarsi per qualsiasi lavoro di fondazione o di elevazione sarà messo in opera appena confezionato e disposto a strati orizzontali, dell'altezza di 20 - 30 cm su tutta l'estensione della parte di opera che si esegue ad un tempo, ben battuto e costipato e, se prescritto, anche vibrato, per modo che non restino vuoti tanto nella massa, quanto nello spazio di contenimento.
Quando il conglomerato dovesse essere collocato in opera entro cavi molto incassati od a pozzo, dovrà venire versato nello scavo mediante secchi a ribaltamento od altra idonea attrezzatura. Per impieghi sotto acqua, si dovranno usare tramogge, casse apribili od altri
mezzi, accettati dalla Direzione Lavori, onde evitare il dilavamento del conglomerato nel passaggio attraverso l'acqua.
Il calcestruzzo sarà posto in opera ed assestato con ogni cura in modo che le superfici dei getti, dopo la sformatura, dovranno
risultare perfettamente piane, senza globbosità, incavi, sbavature od irregolarità di sorta, tali comunque da non richiedere intonachi, spianamenti, abbozzi o rinzaffi. Le casseformi saranno pertanto preferibilmente metalliche o, se di legno, di ottima fattura.
Le riprese del getto saranno effettuate previo lavaggio della superficie del getto precedente e ripresa con malta liquida dosata a
600 Kg di cemento. Durante la stagionatura si avrà cura di evitare rapidi prosciugamenti nonché di proteggere i getti da sollecitazioni e sbalzi di temperatura.
Valgono comunque per la presente categoria di lavoro, per quanto di pertinenza, tutte le prescrizioni di cui ai punti 72.2 e 72.3 del
presente Capitolato, con la precisazione che, per quanto riguarda il disarmo delle strutture portanti di conglomerato non armato, si dovranno
osservare i tempi di disarmo previsti per le travi.
Art.72 OPERE IN CEMENTO ARMATO NORMALE
72.0 GENERALITÀ
72.0.1 Disposizioni legislative.
Nella esecuzione delle opere in cemento armato normale l'Appaltatore dovrà attenersi strettamente a quanto stabilito dal D.M. 26
marzo 1980 avente in allegato le "Norme tecniche per la esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche, più avanti citate come "Norme tecniche" ed alle altre norme che potranno successivamente essere emanate in virtù del disposto dell'art.21 della Legge 5 novembre 1971, n°1086.
Per le strutture in conglomerato cementizio per i fabbricati nuovi da realizzare dovrà essere rispettato quanto previsto
dall’L’Ordinanza P.C.M. del 20/03/2003 n.3274 rettificata dalla O.P.C.M. n.3316 relativamente alla nuova normativa in zona sismica secondo quanto previsto dalle delibere della regione Puglia n.153 del 02/03/2004 e n.597 del 27/04/2004 per gli edifici rilevanti ai fini
dell’eventuale collasso.
Dovranno essere rispettate, comunque, per quanto di competenza dell'Appaltatore, le disposizioni precettive di cui al Capo I della
Legge 5 novembre 1971, n°1086.
72.0.2 Progetto e direzione delle opere.
Nei termini di tempo prescritti dalla Direzione Lavori ed a norma di Quanto disposto all'Art.59 del presente Capitolato, l'Appaltatore dovrà produrre, a propria cura e spese, il progetto esecutivo delle strutture in conglomerato cementizio armato, accompagnato dai relativi
calcoli di stabilità.
I calcoli ed i disegni dovranno essere di facile interpretazione e controllo e dovranno definire in ogni possibile particolare, tutte le
strutture da portare in esecuzione.
Il progetto sarà redatto e firmato, a norma dell'Art.2 della Legge 1086 citata, da un ingegnere o architetto o geometra, o perito industriale edile, iscritti nel relativo Albo, nei limiti delle rispettive competenze; il progetto dovrà altresì essere firmato anche dall'Appaltatore.
L'esecuzione delle opere dovrà aver luogo sotto la direzione di un tecnico, tra quelli sopra elencati, e sempre nei limiti delle rispettive competenze, espressamente incaricato dall'Appaltatore.
Il nominativo di tale tecnico (che potrà anche coincidere con il Direttore del cantiere di cui al punto 27.34) ed al relativo indirizzo,
dovranno essere preventivamente comunicati all'Amministrazione Appaltante.
72.0.3 Responsabilità dell'Appaltatore.
L'esame o la verifica da parte della Direzione Lavori dei calcoli e degli escutivi presentati non esonera in alcun modo l'Appaltatore
dalle responsabilità ad esso derivanti per legge e per precisa pattuizione di contratto, restando espressamente stabilito che, malgrado i controlli di ogni genere eseguiti dalla Direzione Lavori, l'Appaltatore rimarrà unico e completo responsabile delle opere eseguite.
Pertanto lo stesso dovrà rispondere degli inconvenienti che dovessero verificarsi, di qualunque natura ed entità essi potessero
risultare di conseguenza o danno dovessero apportare.
Qualora il progetto esecutivo, con i relativi calcoli, fosse già stato redatto a cura dell'Amministrazione, l'Appaltatore dovrà sottoporlo all'esame, verifica e firma di u tecnico di propria fiducia, espressamente incaricato, che a tutti gli effetti assumerà la figura di progettista di cui al precedente punto 72.0.2.
Del pari il progetto sarà controfirmato dall'Appaltatore, assumendo tale firma il significato di accettazione degli esecutivi e calcoli
presi in esame nonché di assunzione delle responsabilità di cui ai precedenti capoversi del presente punto.
72.0.4 Denuncia dei lavori.
Le opere di che trattasi dovranno essere denunciate dall'Appaltatore all'Ufficio del Genio Civile, competente per territorio, prima
del loro inizio, ai sensi dell'Art.4 della Legge 1086.
Nella denuncia dovranno essere indicati: nominativo dell'Amministrazione appaltante e relativo Direttore dei Lavori; nominativo e
recapito del progettista delle strutture, del direttore delle stesse, nonché dello stesso Appaltatore.
Alla denuncia dovranno essere allegati:
a) Il progetto dell'opera, in duplice copia, firmato come prescritto al punto 72.0.2, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite, l'ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture e quanto altro occorrerà per definire l'opera sia nei riguardi dell'esecuzione, sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione.
b) Una relazione illustrativa, in duplice copia, dalla quale risultino le caratteristiche, le qualità e le dosature dei materiali che verranno impiegati nella costruzione.
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L'ufficio del Genio Civile restituirà all'Appaltatore, all'atto stesso della presentazione, una copia del progetto e della relazione con
attestazione dell'avvenuto deposito; avuti tali documenti, l'Appaltatore dovrà depositarli, in originale od in copia autentica, presso l'ufficio
istituito in cantiere dalla Direzione Lavori.
Anche le varianti che nel corso dei lavori si dovessero introdurre nelle opere previste nel progetto originario, dovranno essere denunciate con la stessa procedura fin qui descritta.
72.0.5 Casi di denuncia non dovuta.
L'Appaltatore non sarà tenuto ad applicare le disposizioni di cui al precedente punto 72.0.4, nonché quelle di cui al seguente punto 72.0.7, per le opere costruite per conto dello Stato, delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni aventi un ufficio tecnico a capo di un ingegnere.
72.0.6 Documenti in cantiere - Giornale dei lavori.
Nel dal giorno di inizio delle opere in cemento armato, fino a quello di ultimazione, dovranno essere conservati gli atti di cui al
punto 72.0.4 nonché un apposito giornale dei lavori; il direttore delle opere (vedi punto 72.0.2) sarà anche tenuto a vistare periodicamente,
ed in particolare nelle fasi più importanti dell'esecuzione, detto giornale, annotando le date delle forniture ed i tipi di cemento, la composizione dei conglomerati, il tipo e le partite di acciaio, la data dei getti e dei disarmi, le prove sui materiali, le prove di carico ed ogni altra operazione degna di nota.
72.0.7 Relazione a struttura ultimata.
A strutture ultimate e salvo non ricorrano i casi di cui al precedente punto 72.0.5, il direttore delle opere, entro il termine di 60
giorni depositerà al Genio Civile una relazione, in duplice copia, sull'andamento dei compiti di cui al punto 72.0.4 esponendo:
a) I certificati delle prove sui materiali impiegati emessi dai laboratori ufficiali.
b) Per le opere in precompresso ogni indicazione inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa in coazione.
c) L'esito delle eventuali prove di carico, allegando le copie dei relativi verbali, firmate per copia conforme.
A deposito avvenuto, una copia della relazione con relativa attestazione sarà restituita al direttore delle opere che provvederà a
consegnarla al collaudatore delle strutture, unitamente agli atti di progetto. Copia di detta relazione sarà altresì depositata presso l'Ufficio di
Direzione.
72.0.8 Collaudo statico.
Tutte le opere in conglomerato cementizio armato dovranno essere sottoposte a collaudo statico. Il collaudo dovrà essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all'albo da almeno 10 anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione ed esecuzione delle opere.
La nomina del collaudatore spetterà all'Amministrazione, la quale preciserà altresì i termini di tempo entro i quali dovranno essere
completate le operazioni di collaudo.
Ove non ricorrano i casi previsti dal precedente punto 72.0.5, l'Appaltatore sarà tenuto a richiedere il nominativo del collaudatore
ed a comunicarlo al Genio Civile entro 60 giorni dall'ultimazione dei lavori.
Il collaudatore redigerà due copie del certificato di collaudo e le trasmetterà, salvo l'esclusione di cui al precedente capoverso, al
Genio Civile, che provvederà a restituirne una copia, da consegnare all'Amministrazione, con l'attestato dell'avvenuto deposito.
L'Appaltatore sarà altresì tenuto al pagamento, senza diritto a rivalsa, delle competenze professionali spettanti al collaudatore,
previa liquidazione della parcella da parte del relativo Ordine.
72.0.9 Licenza d'uso.
L'Appaltatore dovrà curare a proprie spese, la presentazione all'Ente preposto della documentazione di cui all'Art.8 della Legge
1086 per il rilascio della licenza d'uso o di abitabilità.
72.1 CLASSE DI QUALITÀ DEL CONGLOMERATO. TENSIONI AMMISSIBILI.
72.1.1 Classe di qualità.
La classe del conglomerato sarà individuata dalla sua resistenza caratteristica a compressione, R'bk, determinata a 28 giorni di
stagionatura.
72.1.2 Tensioni nominali di compressione ammissibili.
Saranno determinate in conformità a quanto prescritto al punto 3, Parte 1^, delle "Norme tecniche".
Per strutture armate non sarà ammesso l'impiego di conglomerato di classe inferiore a 150 Kgf/cmq né potrà tenersi conto, nei
calcoli statici, di resistenze caratteristiche superiori a 500 Kgf/cmq.
72.2 POSA IN OPERA DEL CONGLOMERATO
72.2.1 Controllo e pulizia dei casseri.
Prima che venga effettuato il getto di conglomerato dovranno controllarsi il perfetto posizionamento dei casseri, le condizioni di
stabilità, nonché la pulizia delle pareti interne; per i pilastri in particolar modo, dovrà curarsi l'assoluta pulizia del fondo.
72.2.2 Trasporto del conglomerato.
Per il trasporto del conglomerato si richiama quanto in precedenza prescritto al punto 70.2.9. Qualora il trasporto del conglomerato avvenisse con autobetoniere sarà opportuno, all'atto dello scarico, controllare l'omogeneità dell'impasto; inoltre ove dovesse costatarsi
una consistenza sensibilmente inferiore a quella richiesta, potrà aggiungersi, a giudizio della Direzione Lavori, la quantità di acqua necessaria provvedendo nel contempo ad un ulteriore mescolamento per non meno di 30 giri della betoniera.
Tale aggiunta non potrà comunque essere fatta se la perdita di lavorabilità, dall'impianto al luogo dello scarico, dovesse superare
i 5 cm alla prova del cono.
72.2.3 Getto del conglomerato.
Lo scarico del conglomerato dal mezzo di trasporto dovrà avvenire con tutti gli accorgimenti atti ad evitare la segregazione.
Il getto sarà eseguito a strati di limitato spessore e sarà convenientemente pigiato o, se prescritto, vibrato; il conglomerato inoltre
dovrà essere posto in opera per strati disposti normalmente agli sforzi dai quali la struttura in esecuzione verrà sollecitata.
La pigiatura dovrà essere effettuata normalmente agli strati; sarà effettuata con la massima cura e proseguita fino alla eliminazione di ogni zona di vuoto e fino alla comparsa, in superficie del getto, di un velo di acqua.
72.2.4 Ripresa del getto.
Affinché il getto sia considerato monolitico, il tempo intercorso tra la posa in opera di uno strato orizzontale ed il ricoprimento con
lo strato successivo non dovrà superare l’ora.
Nel caso che l'interruzione superasse il tempo suddetto e non fosse stato impiegato un additivo ritardante, si dovrà stendere sulla
superficie di ripresa uno strato di malta cementizia dosato a 600 Kg di cemento, dello spessore di 1 - 2 cm.
Per riprese eccedenti il doppio dei tempi segnati nella precedente tabella si dovrà lavare la superficie di ripresa con acqua e sabbia in pressione ovvero, ove si richiedano anche caratteristiche di impermeabilità, si dovrà ricorrere all'impiego di malte speciali brevettate.
72.2.5 Vibrazione del conglomerato.
La vibrazione del conglomerato entro le casseforme sarà eseguita se o quando prescritta e comunque quando dovessero impiegarsi impasti con basso rapporto acqua-cemento o con elevata resistenza caratteristica.
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La vibrazione dovrà essere eseguita secondo le prescrizioni e con le modalità concordate con la Direzione Lavori. I vibratori potranno essere interni (per vibratori a lamiera o ad ago), ovvero esterni, da applicarsi alla superficie libera del getto od alle casseformi.
Di norma comunque la vibrazione di quest'ultime sarà vietata; ove però fosse necessaria, le stesse dovranno convenientemente
rinforzarsi curando altresì che il vibratore sia rigidamente fissato.
La vibrazione dovrà essere proseguita con uniformità fino ad interessare tutta la massa del getto; sarà sospesa all'apparizione, in
superficie, di un lieve strato di malta umida.
Qualora la vibrazione producesse nel conglomerato la separazione dei componenti, lo "slump" dello stesso dovrà essere convenientemente ridotto.
72.2.6 Temperatura del conglomerato.
La temperatura del conglomerato, in fase di confezione e di getto, dovrà il più possibile avvicinarsi al valore ottimale di 15,5°C.
Ove pertanto la temperatura ambiente o degli aggregati risultasse diversa datale valore, verranno prese opportune precauzioni.
72.2.7 Protezione ed inumidimento.
Il conglomerato appena gettato dovrà essere sufficientemente protetto dalla pioggia, da sole, dalla neve e da qualsiasi azione
meccanica, per non meno di una settimana. Per lo stesso periodo dovrà essere mantenuto umido a meno che non si impedisca all'acqua di
impasto di evaporare proteggendo le superfici mediante fogli di plastica o con speciali pellicole antievaporanti (prodotti di curing) date a
spruzzo.
72.3 DISARMO DEI GETTI DI CONGLOMERATO
72.3.1 Generalità.
Dovranno essere rispettate, per il disarmo, le prescrizioni di cui al punto 6.1.5, Parte 1^, delle "Norme tecniche". Il disarmo dovrà
avvenire per gradi, in modo da evitare azioni dinamiche e non prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore necessario
in relazione all'impiego della struttura all'atto del disarmo; l'autorizzazione verrà data in ogni caso dalla Direzione Lavori.
Il disarmo delle superfici laterali dei getti dovrà avvenire quando il conglomerato avrà raggiunto una resistenza non inferiore a
O,20 R'ck e comunque superiore a 50 Kg/cmq.
72.3.2 Tempi minimi di disarmo.
In assenza di specifici accertamenti della resistenza del conglomerato ed in normali condizioni esecutive ed ambientali di getto e
di maturazione, dovranno essere osservati i tempi minimi di disarmo in ragione del tipo di cemento impiegato.
Durante la stagionatura fredda il tempo per lo scasseramento delle strutture dovrà essere convenientemente protratto onde tener
conto del maggior periodo occorrente al raggiungimento delle resistenze necessarie.
72.3.3 Provvedimenti successivi al disarmo.
Subito dopo il disarmo si dovrà provvedere all'occlusione di eventuali fori con malta antiritiro nonché alla regolarizzazione delle
superfici con malta cementizia dosata a 600 Kg di cemento.
Si dovrà provvedere quindi alle operazioni di bagnatura delle superfici, così come prescritto al precedente punto 72.2.7; ove tale
operazione desse luogo ad efflorescenze superficiali, la bagnatura sarà sostituita con l'impiego di pellicole protettive antievaporanti.
72.4 GETTI IN AMBIENTI AGGRESSIVI
In aggiunta a quanto prescritto al punto 70.2.8 del presente Capitolato, per le opere in cemento armato da realizzare in prossimità
dei litorali marini od in ambienti particolarmente aggressivi, si osserveranno le seguenti prescrizioni:
a) La distanza minima dell'armatura delle facce esterne del conglomerato dovrà essere 2 cm per le solette e di 4 cm per le travi ed i pilastri;
ove venissero prescritti copriferri maggiori, saranno presi idonei provvedimenti atti ad evitare il distacco (reti ect.).
Il conglomerato dovrà avere classe non inferiore a R'ck 300, sarà confezionato con cemento pozzolanico, verrà gettato in casseforme metalliche e sarà vibrato.
72.5 COLLAUDO STATICO E PROVE DI CARICO
A norma dell'art.7 della Legge 5.11.1971, n°1086 le strutture non potranno non potranno essere poste in servizio, né sottoposte a
carichi anche provvisori, prima che sia stato effettuato il collaudo statico di cui al precedente punto 72.0.8.
Le prove di carico non potranno aver luogo prima che sia stata raggiunta la resistenza che caratterizza la classe del conglomerato
prevista e, in mancanza di precisi accertamenti al riguardo, non prima di 60 giorni dalla ultimazione del getto.
Le prove di carico si dovranno svolgere con le modalità indicate dal collaudatore; il programma delle prove dovrà essere sottoposto alla Direzione Lavori e reso noto all'Appaltatore nonché al progettista delle strutture ed al direttore delle opere.
I carichi di prova dovranno essere, di regola, tali da indurre le sollecitazioni massime di progetto, l'esito della prova sarà valutato
sulla base degli elementi riportati al punto 6 delle norme citate. Di ogni prova dovrà essere redatto un verbale sottoscritto dal collaudatore,
dalla Direzione Lavori, dal direttore delle opere e dall'Appaltatore.
Quando le opere fossero ultimate prima della nomina del collaudatore, le prove di carico potranno essere eseguite dai superiori
tecnici, salvo il collaudatore, ferma restando però la facoltà dello stesso di controllare, far ripetere ed integrare le prove in precedenza eseguite e verbalizzate.
Art.73 OPERE IN CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO
Oltre a richiamare quanto è stato prescritto all'Art.78 per i normali conglomerati armati, si precisa che per le opere in argomento si
dovranno rispettare le "Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in conglomerato cementizio armato precompresso" di cui alla Parte 1^ del D.M. 26 marzo 1980, con le eventuali successive modifiche ed integrazioni biennali ai sensi dell'Art.21 della
Legge 5 novembre 1971, n°1.086.
Art.74 CASSEFORME - ARMATURE - CENTINATURE
Le casseforme e le relative armature di sostegno dovranno essere sufficientemente rigide per poter resistere, senza apprezzabili
deformazioni, al peso proprio della costruzione, ai carichi accidentali di lavoro ed alla vibrazione o battitura del conglomerato; si richiama
peraltro quanto prescritto all'Art.56 del presente Capitolato.
Le superfici interne delle casseforme dovranno presentarsi lisce, pulite e senza incrostazioni di sorta; il potere assorbente delle
stesse dovrà essere uniforme e non superiore a 1 g/mqh (misurato sotto battente d'acqua di 12 mm), salvo diversa prescrizione.
Sarà ammesso l'uso di disarmanti; questi però non dovranno macchiare o danneggiare le superfici del conglomerato.
I giunti nelle casseforme saranno eseguiti in modo da evitare sbrodolamenti, non soltanto tra i singoli elementi che costituiscono i
pannelli, ma anche attraverso le giunzioni verticali ed orizzontali dei pannelli stessi.
Nei casseri dei pilastri si lascerà uno sportello al piede per consentire la pulizia alla base che assicuri un'efficace ripresa e continuità del getto.
Quando la portata delle membrane principali oltrepassasse i 6 mt verranno disposti opportuni apparecchi di disarmo, dovrà curarsi, in ogni caso, che i cedimenti elastici, in ogni punto della struttura, avvengano con simultaneità.
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Art.75 ACCIAI PER CONGLOMERATI ARMATI
75.0 GENERALITÀ
Gli acciai per conglomerati armati, sia normali che precompressi, dovranno rispondere, con riguardo alle sezioni di calcolo, alle
tensioni ammissibili ed alle modalità di fornitura, di lavorazione e di posa in opera, alle "Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in conglomerato cementizio armato e precompresso" emanate con D.M. 26 marzo 1980 nonché, per le specifiche caratteristiche di accettazione e le modalità di prova, alla normativa riportata al punto 41.1 del presente Capitolato.
75.1 ACCIAI PER CONGLOMERATI NORMALI
75.1.1 Tensioni ammissibili.
Per le barre ad aderenza migliorata le tensioni ammissibili dovranno risultare inferiori a 2.200 Kg/cmq.
Sarà ammesso tuttavia l'uso di acciaio non controllato in stabilimento, purché controllato secondo le modalità di cui al punto
2.2.8.3 Parte 1^ delle "Norme Tecniche", con riduzione delle tensioni ammissibili rispettivamente a 185 N/mmq (1900 Kgf/cmq) e 215
N/mmq (2200 Kgf/cmq).
In ogni caso si dovranno impiegare conglomerati di classe non inferiore a R'ck 250 per tensioni di esercizio comprese tra i 1900 e
2200 Kgf/cmq e di classe non inferiore a Rck 300 per tensioni oltre 2200 Kgf/cmq.
75.1.2 Diametri delle barre.
Le barre ad aderenza migliorata avranno, a differenza, il massimo diametro limitato a 26 mm per l'acciaio Fe B 44K.
75.1.3 Ancoraggio delle barre.
Nelle barre ad aderenza migliorata gli ancoraggi, dovranno essere valutati nella misura del loro sviluppo, le barre dovranno essere ancorate per una lunghezza non minore di 20 diametri.
75.1.4 Lavorazione delle barre - Giunzioni.
Le barre non dovranno in nessun caso essere piegate a caldo. Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non fossero evitabili,
si dovranno realizzare nelle regioni di minore sollecitazione; in ogni caso dovranno essere sfalsate in guisa che ciascuna interruzione non
interessi una sezione metallica maggiore di 1/4 di quella complessiva sia distante dalle interruzioni contigue non meno di 60 volte il diametro
delle barre di maggiore diametro. La direzione Lavori prescriverà il tipo di giunzione più adatto che potrà effettuarsi mediante:
a) - Saldatura, eseguita in conformità alle norme in vigore sulle saldature.
b) - Manicotto filettato.
c) - Sovrapposizione, calcolata in modo da garantire l'ancoraggio di ciascuna barra.
75.1.5 Copriferro ed interferro.
Qualunque superficie metallica dovrà distare dalle facce esterne dal conglomerato 0,8 cm nel caso di solette e di almeno 2 cm nel
caso di travi e pilastri.
Tali misure dovranno essere aumentate, nel caso di ambienti aggressivi, così come disposto al punto 72.4 del presente Capitolato.
Le superfici delle barre dovranno essere mutualmente distanti in ogni direzione di almeno 1 diametro e, in ogni caso, non meno di
2 cm. Per le barre di sezione non circolare si dovrà considerare il diametro del cerchio circoscritto.
75.2 ACCIAI PER CONGLOMERATI PRECOMPRESSI
All'atto della posa in opera gli acciai dovranno presentarsi privi di ossidazione, corrosione, difetti superficiali visibili e pieghe. Sarà
tollerata solo una ossidazione che scompaia totalmente mediante sfregamento con panno asciutto. Non sarà invece ammessa, in cantiere,
alcuna operazione di raddrizzamento.
Per quanto riguarda lo spessore di ricoprimento delle armature, le testate di ancoraggio, la posa e messa in opera delle barre e
dei cavi, le operazioni di tiro, le protezioni ect. dovranno essere rispettate le prescrizioni di cui al punto 6.2, Parte 1^ delle "Norme Tecniche".
Art.76 STRUTTURE E MANUFATTI PREFABBRICATI
76.1 STRUTTURE PREFABBRICATE
76.1.1 Generalità.
Tutti i sistemi costruttivi e strutture portanti previsti negli artt.1 e 2 della Legge 5 novembre 1964, n°1024, con particolare riferimento alle strutture prefabbricate, al fine di dare la necessaria garanzia nei riguardi della stabilità nonché della tutela della pubblica incolumità, dovranno essere forniti di apposita dichiarazione di idoneità tecnica rilasciata dal Consiglio Superiore dei LL.PP. conformemente a
quanto prescritto con Circolari Ministro LL.PP. 6 febbraio 1965, n°1422 e 11 agosto 1969, n°6090, punto 7.3.
76.1.2 Strutture cellulari con pannelli portanti.
Dovranno essere rispettate, per tali strutture, le "Norme per la progettazione, il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle costruzioni con strutture prefabbricate in zone asismiche e in zone sismiche" emanate con la circolare n°6090 in precedenza citata.
Per le strutture da realizzare in zone sismiche dovrà altresì essere osservato quanto prescritto all'Art.7 della Legge 2 febbraio
1974, n°64 nonché quanto indicato al punto C.7 delle "Norme tecniche" emanate con D.M. 3 marzo 1975.
76.2 MANUFATTI PREFABBRICATI
L'impiego di manufatti in conglomerato normale precompresso, misti in laterizio e cemento armato e di complessi in metallo fabbricati in serie e che assolvono una funzione statica sarà subordinato, ai sensi dell'Art.9 della Legge 5 novembre 1971, n°1086, dell'avvenuta preventiva comunicazione, da parte della Ditta produttrice, al Ministero dei LL.PP., della documentazione prescritta alle lettere a), b), c),
d), dello stesso articolo.
Inoltre, a norma della Parte 3^ delle "Norme Tecniche" emanate con D.M. 26 marzo 1980, ogni fornitura di manufatti prefabbricati
dovrà essere accompagnata, oltre a quanto previsto dal penultimo comma dell'Art.9, anche da un certificato d'origine firmato dal produttore
(il quale con ciò assume per manufatti stessi le responsabilità che la legge attribuisce al costruttore) e dal tecnico responsabile della produzione.
Copia del certificato d'origine dovrà essere allegata alla relazione del direttore delle opere di cui all'Art.6 della Legge 5 novembre
1971, n°1086.
Il progettista delle strutture sarà responsabile dell'organico inserimento e della previsione di utilizzazione dei manufatti, nel progetto delle strutture dell'opera.
Art.77 SOLAI IN CEMENTO ARMATO E MISTI
77.0 GENERALITÀ
77.0.1 Disposizioni normative.
Nell'esecuzione dei solai in argomento dovrà essere rispettato quanto prescritto al punto 7, nonché all'Allegato 7 delle "Norme
Tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in conglomerato cementizio armato normale e precompresso" emanate con
pagina n.50
D.M. 26 marzo 1980; dovranno altresì essere rispettate le norme di cui all'Art.72 del presente Capitolato.
Per i solai da realizzare in zone sismiche dovranno in particolare essere rispettate le prescrizioni di cui al punto C.9.5 delle "Norme tecniche" emanate con D.M. 3 marzo 1975.
Per i solai, ove fosse previsto l’impiego di manufatti prefabbricati prodotti in serie in stabilimento (travetti, pannelli, ect.), dovrà osservarsi infine quanto prescritto al precedente punto 76.2.
77.0.2 Calcolo statico - Carichi.
Il calcolo dei solai dovrà essere eseguito considerando il sistema statico (se non isolato) continuo nelle condizioni di carico più
sfavorevoli; in ogni caso in mezzeria verranno considerati, per la verifica, momenti flettenti non inferiori a 1/12 pl2.
I carichi saranno quelli relativi al peso proprio, al peso delle strutture fisse, nonché al peso dei sovraccarichi permanenti ed accidentali, quest'ultimi valutati conformemente alla tabella dell'Art.58 del presente Capitolato.
77.1 SOLAI IN CEMENTO ARMATO
Per tali solai si richiamano tutte le norme e le prescrizioni per l'esecuzione delle opere in cemento armato di cui all'Art.72.
In particolare si precisa che a norma del punto 7.1.3.7, Parte 1^, delle "Norme Tecniche", ove le solette non fossero calcolate come piastre, oltre all'armatura principale dovrà essere adottata un'armatura secondaria di ripartizione, disposta ortogonalmente.
In ogni caso l'armatura più debole, conteggia sommando le sezioni disposte ai due lembi, non dovrà essere inferiore al 20% di
quella principale corrispondente.
77.2 SOLAI MISTI DI CEMENTO ARMATO E LATERIZIO
77.2.1 Classificazione.
I solai misti in argomento verranno distinti nelle seguenti categorie:
a) Solai di cemento armato con laterizi aventi funzione principale di alleggerimento.
b) Solai di cemento armato con laterizi aventi funzione statica in collaborazione con il conglomerato.
77.2.2 Requisiti di accettazione e prove dei laterizi.
I laterizi dovranno rispondere ai requisiti di accettazione ed alle prove di cui al punto 39.2 del presente Capitolato; il controllo di
resistenza sarà effettuato così come prescritto all'Allegato 7 del D.M. 26 marzo 1980.
Comunque, lo spessore delle pareti orizzontali compresse dovrà essere non minore di 8 mm, quello delle altre pareti perimetrali
non minore di 7 mm e quello dei setti non minore di 6 mm.
77.2.3 Spessore minimo dei solai e della soletta.
Lo spessore dei solai, che non siano di semplice copertura, non dovrà essere minore di 1/30 della luce ed in nessun caso minore
di 8 cm.
Nei solai di cui al punto 77.2.1 lett.a), lo spessore della soletta di conglomerato non dovrà essere minore di 4 cm; nei solai di cui
alla lett.b), la zona di laterizio costituente soletta dovrà soddisfare i seguenti requisiti:
• possedere spessore non minore di 1/5 dell’altezza, per solai con altezza fino a 25 cm e non minore di 5 cm per altezze superiori;
• avere area effettiva dei setti e delle pareti, in sezione, non minore del 50% della superficie lorda.
77.2.4 Larghezza ed interasse delle nervature.
La larghezza media delle nervature, per solai con nervature gettate o completate in opera non dovrà essere minore di 1/8 dello
interasse e comunque non inferiore a 5 cm.
L'interasse delle nervature non dovrà essere maggiore di 15 volte lo spessore medio della soletta ed in ogni caso non maggiore di
80 cm.
77.2.5 Armature.
Per i solai con nervature gettate o completate in opera e non di semplice copertura, sarà predisposta nella soletta un'armatura
trasversale costituita da non meno di 2 φ 6/m, salvo idoneo incremento, od anche la predisposizione di nervature trasversali armate, quando
la luce fosse superiore ai 5 mt. o agissero carichi concentrati o fosse sensibile il comportamento a piastra.
L'armatura longitudinale riferita all'intera sezione trasversale lorda, dovrà essere tale da garantire un adeguato margine tra la fessurazione e la rottura.
Nei solai, la cui armatura è collocata entro scanalature, qualunque superficie metallica dovrà risultare contornata in ogni direzione
da uno spessore minimo di 5 mm di malta cementizia, salvo la successiva protezione con intonaco cementizio nel caso di ambienti aggressivi.
77.2.6 Classe del conglomerato ed altre prescrizioni.
Per il getto delle nervature e della soletta dovrà essere impiegato conglomerato cementizio di classe non inferiore a R'bk 250,
confezionato con inerti di categoria D 10 per spessori di getto fino a 7 cm e di categoria D 20 per spessori superiori.
I laterizi, prima di procedere al relativo impiego, dovranno essere convenientemente bagnati, saranno posti in opera con giunti
sfalsati curando, nel getto delle travi di imposta, il riempimento degli elementi terminali o provvedendo, a filari, all eliminazione degli elementi di estremità onde eseguire, al posto, un getto pieno di saldatura. Per gli elementi prefabbricati non dovranno impiegarsi malte cementizie
con dosature minori di 450 Kg/mc né conglomerati di classe inferiore a R'ck 250.
Particolare attenzione poi dovrà essere posta nel dimensionamento di tali elementi, risultando assolutamente vietato procedere a
tagli od allungamenti, con qualunque mezzo o sistema, per consentirne eventuali adattamenti a luci non corrispondenti a quelle di prefabbricazione.
77.3 SOLAI CON ELEMENTI PREFABBRICATI PRECOMPRESSI
Per i solai costituti da elementi fabbricati e precompressi in serie in stabilimento, misti con laterizio o meno, che dovessero comportare parti gettate in opera, verranno applicate oltre alle disposizioni generali di cui al precedente punto 76.2, anche quelle particolari riportate al punto 7.2, Parte 1^, delle "Norme Tecniche" di cui al D.M. 26 marzo 1980.
Art.78 OPERE CON STRUTTURE IN ACCIAIO
Dovranno essere realizzate con l'osservanza delle "Norme Tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in
acciaio" riportate nella Parte 2^ del D.M. 26 marzo 1980 nonché, per quanto concerne le zone sismiche, con il rispetto delle disposizioni legislative riportate all'art.61 del presente Capitolato.
Art.79 CONTROSOFFITTI
79.0 GENERALITÀ
Tutti i controsoffitti previsti in progetto, qualunque sia il tipo od il sistema costruttivo, dovranno essere eseguiti con particolare cura, allo scopo di ottenere superfici esattamente orizzontali (o sagomata od inclinate secondo prescrizione), senza ondulazioni od altri difetti
così da evitare in modo assoluto la formazione, in un tempo più o meno prossimo, di crepe, incrinature, distacchi nell'intonaco.
Tutti i legnami impiegati per qualsiasi scopo nei controsoffitti dovranno essere adeguatamente trattati con carbolineum.
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Per la ventilazione delle intercapedini saranno predisposte apposite griglie (in PVC, alluminio o lamiera smaltata) da collocare nel
numero e nella posizione che fisserà la Direzione Lavori.
79.1 CONTROSOFFITTO IN RETE METALLICA
La struttura portante dovrà essere conforme al progetto e potrà essere costituita, a seconda dei casi, in uno dei modi sotto elencati:
a) Con armatura principale retta o centinata in legno abete (formata con semplici costoloni 6x12, se possibile tiranti, o 6x16, oppure
con centine composte di due o tre tavole sovrapposte e collegate ad interasse di 100 cm) e con un orditura di correnti di abete
4x4 cm posti a distanza non superiore a 40 cm e solidamente fissati all'armatura.
b) Con un'armatura principale e secondaria di profilati di acciaio di adeguata sezione, zincati o diversamente protetti contro la ruggine e distanziati come al punto precedente.
c) Con un'armatura principale in profilati di acciaio ed una secondaria in rete elettrosaldata con tondini di ferro acciaioso φ 6 e maglia
30x40 cm.
d) Con unica armatura in rete elettrosaldata come sopra, sospesa al sospesa al soprastante solaio con opportuni tiranti di acciaio
zincato.
La rete metallica sarà costituita da filo zincato a maglia romboidale 10x20x0,8 mm o da lamiera stirata zincata 21x9xO,4 mm di
massa teorica non inferiore a 1,30 Kg/mq.
La rete dovrà essere fissata con la diagonale lunga diretta da supporto a supporto e con i punti di fissaggio (chiodature, legature
con filo di ferro zincato φ 1 - 1,5 mm) ogni 1à cm; le strisce adiacenti saranno sovrapposte per almeno 25 mm e legate con filo di ferro con
punti ogni 1 cm; i collegamenti di testa avverranno con sovrapposizioni di almeno 75 mm ed analoga cucitura.
L'intonaco sarà eseguito con malta bastarda cementizia e rifinito a colla di malta fina; sarà steso con particolare cura perché riesca del minore spessore possibile e con superficie piana e liscia.
In casi particolari (termocoibentazioni, protezioni dal fuoco ect.) l'intonaco, di speciale composizione, potrà venire applicato anche
con lancia intonacatrice.
79.2 CONTROSOFFITTO IN LATERIZIO TIPO "PERRET"
Il controsoffitto con materiale laterizio speciale tipo "Perret" e simili sarà costituito da tavelline sottili di cotto, dello spessore non
inferiore a 2,5 cm, armate longitudinalmente da tondini di acciaio φ 6 mm annegato in malta a 500 Kg di cemento; il tutto ancorato al solaio o
ad idonea struttura sovrastante mediante robusti cavallotti di ferro φ 3 mm posti a distanza non superiore a 100 cm.
Le tavelline perimetrali dovranno essere incastrate, per almeno 5 cm, in apposite scanalature ricavate nelle murature laterali.
79.3 CONTROSOFFITTO IN GRATICCIO TIPO "STAUSS"
Sarà costituito essenzialmente da stuoie di rete di filo di acciaio (φ 1 mm, maglia 20 mm) con gli incroci annegati in tesserine di
forma poliedrica di laterizio sì da creare superfici semiportanti od autoportanti ed assicurare alla malta una buona superficie aderente.
Dette strisce, assicurate agli estremi a tondini di ferro da 8 mm almeno, ancorati nelle murature perimetrali, con opportune grappe
poste a distanza di 20 cm, verranno sostenute con cavallotti intermedi (a distanza di circa 40 cm) ed occorrendo mediante irrigidimenti di
tondino di ferro da 3 mm in modo da risultare in tutta la superficie saldamente fissate al soffitto senza possibilità di cedimenti.
Nel tipo cordonato autoportante, a monta predisposta, sarà sufficiente collocare dei tondini di ferro acciaioso φ 10 - 12 ogni 40 50 cm e procedere alle legature ogni 20 cm come sopra.
Più validamente potranno venire impiegati i pannelli semirigidi costituiti con l'accoppiamento del graticcio ad un reticolo elettrosaldato di tondini di ferro acciaioso (φ 4 mm, maglia 23x36 cm) sospeso al sovrastante solaio con tiranti di acciaio. Per l'intonacatura si procederà come per un controsoffitto normale: la malta, gettata con forza contro il graticcio, dovrà penetrare nei fori tra le varie crocette, sì da
formare nella parte retrostante delle piccole teste di fungo di ancoraggio. Particolare cura dovrà porsi infine nel rivestimento delle superfici
curve o diversamente sagomate.
Art.80 COPERTURE A TETTO
80.0 GENERALITÀ
La copertura a tetto dovrà essere sostenuta da una grossa armatura in legno, in acciaio od in conglomerato cementizio armato, il
tutto con le dimensioni e disposizioni che saranno prescritte dai tipi di progetto o dalla Direzione Lavori; circa il dimensionamento esecutivo
si richiama quanto prescritto al punto 59.2.1 del presente Capitolato precisando peraltro che, qualunque sia il sistema di copertura adottato,
questo dovrà essere realizzato in modo tale da escludere tassativamente ogni spinta orizzontale.
I materiali da impiegare dovranno rispondere ai requisiti prescritti nei rispettivi articoli e saranno idoneamente protetti in rapporto
alle condizioni d'impiego; del pari si farà rimando ai rispettivi articoli per tutte le categorie di lavoro che, pur interessate, non risulteranno direttamente trattate nel presente articolo.
Viti ganci di fissaggio (φ = 5 mm), rondelle, zanelle, piastre ect. dovranno essere particolarmente trattati contro la ruggine (zincati,
cadmiati) o realizzati in materiali come alluminio od ottone. Le guarnizioni saranno realizzate con materiali antinvecchianti e resistenti all'azione dei raggi U.V.
L'inclinazione da assegnare alle falde sarà funzione della località, del materiale di copertura delle condizioni pluviometriche e di
esposizione nonché della lunghezza delle falde stesse.
I pluviali saranno disposti in ragione di uno ogni 50 mq di tetto o frazione, con un minimo di uno per ogni piano di falda.
Nell'esecuzione dei tetti dovranno infine adottarsi speciali misure protettive per la sicurezza degli operai, predisponendo solide e
ben protette impalcature, accurato sollevamento e posizionamento dei materiali, cinture di sicurezza per gli addetti ai lavori.
80.0.1 Sottomano di legno.
Sarà costituito da tavole di legno abete dello spessore non inferiore a 2,5 cm, piallate dalla parte a vista, unite a filo piano o con
incastro a battuta, con giunto di 1 mm circa, chiodate alla sottostante orditura che potrà essere costituita:
a) Da travetti 8x8 cm (o 5x8 cm) posti sulle terzerie perpendicolarmente alla linea di gronda, ad interasse non superiore a 70 cm, per tavolati
paralleli alla linea di gronda.
b) Da correnti 8x8 cm (o 5x8 cm) posti direttamente sui puntoni (per interassi di questi di 1 - 2 m) parallelamente alla linea di gronda e con
interasse come sopra, per tavolati disposti normalmente alla linea di gronda.
80.0.2 Sottomano di pianelle o di tavelline.
Sarà eseguito collocando sui travetti della piccola orditura o, per il caso b) di cui al punto 80.0.1 sui correnti, posti ad interassi di
30 cm (pianelle) à 40 cm (tavelline), le pianelle o le tavelline una vicina l'altra, ben allineate ed in modo che le estremità di esse posino
sull'asse di detti legnami e le connessure non siano maggiori di 6 mm; dette connessure saranno stuccate con malta cementizia fluida dosata a 400 Kg di cemento, creando ad intervalli non superiori a 10 m opportuni giunti sigillati con mastici elastici od elastoplastici.
I corsi estremi lungo la gronda saranno ritenuti da un listello di abete 4x4 cm chiodato alla sottostante armatura del tetto.
80.1 COPERTURA DI TEGOLE
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80.1.1 Coperture di tegole curve (coppi).
Dovrà essere eseguita con due strati sfalsati di tegole, disposte a filari regolari contigui, allineati e paralleli, con la convessità rivolta in alto nello strato inferiore ed in basso nello strato superiore, in modo che le tegole dell’uno e dell'altro strato si accavallino per 1/3 circa.
Le teste delle tegole in ambedue gli strati saranno perfettamente allineate sia nel senso parallelo alla gronda che in qualunque
senso diagonale.
Il comignolo, i displuvi ed i compluvi saranno forniti con tegoloni suggellati con malta cementizia; analogamente saranno suggellate tutte le tegole formanti contorno delle falde o poggianti contro muri, lucernari, camini e simili o sulle murature.
La copertura di tegole su letto di malta verrà eseguita con l'interposizione di un sottomanto in tavolato e cartone catramato od in
panellato o tavellinato; il letto di malta avrà lo spessore di 4 - 5 cm e sarà costituito da malta idraulica o cementizia secondo prescrizione. In
ogni caso il numero dei coppi a metro quadrato non dovrà essere inferiore a 34.
80.1.2 Copertura di tegole alla romana.
Composta di tegole piane (embrici) e di tegole curve (coppi), tale copertura si eseguirà con le stesse norme della precedente, salvo che si poserà sulla superficie da coprire il primo strato di tegole debitamente intervallate e sovrapposte e successivamente il secondo
strato di tegole curve che ricopriranno i vuoti tra i vari filari di tegole piane.
In corrispondenza delle gronde saranno impiegati embrici speciali a lato parallelo.
Il numero di tegole a metro quadrato non sarà inferiore a 9 per ogni tipo.
80.1.3 Copertura di tegole piane.
Verrà eseguita poggiando le tegole (marsigliesi e simili) sulla sottostante orditura e fissandole mediante legatura di filo di ferro
zincato φ 1 mm passato negli appositi occhielli delle tegole ed avvolto ad un chiodo zincato fissato alla struttura.
L'orditura potrà essere costituita a seconda dei casi da travetti 8 x 8 cm e correntini (listelli) 4x4 cm posti ad interasse di 36 cm o
da soli correnti 8x8 cm posti allo stesso interasse.
Per le tegole da poggiare sopra un tavolo di legno, sullo stesso si disporranno, parallelamente alla gronda, di listelli, e le tegole
verranno fissate come sopra. Alla gronda verrà fissato un corrente di sezione 6 x 6 cm.
Per le tegole da poggiare su un tavolato di laterizio la posa avverrà su tavelloni speciali sottotegola interponendo un apposito letto
di malta.
Nella posa saranno impiegate mezze tegole rette e diagonali alle estremità delle falde e negli spigoli, in modo da alternare le tegole da un filare all'altro.
Sopra i displuvi dovranno essere disposti appositi tegoloni di colmo murati con malta cementizia ed in corrispondenza delle falde
un numero adeguato di cappucci di aerazione.
80.2 COPERTURA DI LASTRE ONDULATE IN AMIANTO-CEMENTO
La scelta della misura delle lastre dovrà essere fatta in modo da escludere la necessità di tagli in cantiere, fatta eccezione per gli
smussi da praticare per posa a giunti non sfalsati.
Le lastre di amianto-cemento potranno essere collocate, secondo progetto o secondo prescrizione della Direzione Lavori, su tavolato continuo (previa interposizione di strato di cartonfeltro cilindrato C 45 UNI 3838) o sopra orditura di listelli di abete (sezione da 4x4 cm a
6x12 cm) o su correntini di profilati metallici zincati con sezione ad U (curando in questo caso che l'ala superiore su cui poggiare le lastre sia
rivolta verso il colmo) o su travetti prefabbricati o , infine, su solaio inclinato.
L'interasse dei correntini, ove non specificato in esecutivo, sarà scelto in base alla lunghezza delle lastre adottate, alla sovrapposizione prevista ed ai massimi carichi sopportabili dalla lastra; si dovrà evitare di posare le lastre su ferri disposti a coltello onde evitare la
formazione di sollecitazioni taglienti.
La posa delle lastre sulla falda dovrà procedere, parallelamente alla linea di gronda, contro la direzione del vento dominante; la
sovrapposizione dovrà essere di almeno di mezza onda (un'onda nel caso di lastre di altezza ridotta o di tipo leggero).
La sovrapposizione di testata, funzione della pendenza, del vento e delle precipitazioni di zona, dovrà avere valori non inferiori a
quelli dai fabbricanti.
Il fissaggio delle lastre ai correnti verrà realizzato mediante viti o ganci in ferro zincato φ 5 mm con zanelle e guarnizioni di tenuta
(rispettivamente per correnti di legno o di acciaio). I fissaggi dovranno sempre essere previsti in posizioni tali da forare i colmi delle onde e
mai gli avvallamenti; il numero dei fissaggi per testata dovrà essere non inferiore a 2 per lastre normali od a 3 per lastre di tipo leggero. Nelle zone di colmo e di gronda, nonché ai bordi estremi della copertura occorrerà aumentare il numero dei fissaggi, come pure nel caso di particolari condizioni ambientali sfavorevoli.
Qualora la lunghezza delle lastre fosse superiore a 1,80 m dovrà provvedersi a due ulteriori fissaggi sui correnti rompitratta intermedi per ogni metro di maggiore lunghezza o frazione.
80.3 COPERTURE DI LASTRE TRASLUCIDATE E TRASPARENTI
80.3.1 Coperture di lastre ondulate e piane.
Sia che si tratti di lastre in cloruro di polivinile rigido (trasparenti) o di lastre in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro (traslucide) ed eventualmente con fili di nailon (tipo Filon), il taglio dovrà essere effettuato con disco abrasivo o di acciaio con non meno di 5 denti/cm; i fori di fissaggio, da eseguire con trapano, avranno un diametro superiore di 2 mm rispetto a quello del gambo dell'elemento di fissaggio.
Il sistema di posa avverrà come per le lastre di cemento-amianto di cui al punto 80.2 con al differenza che il fissaggio all'orditura
portante dovrà essere realizzato almeno ogni tre onde ed in particolari casi (zone ventose o lastre di tipo leggero) anche ogni due. La sovrapposizione laterale avverrà per almeno un'onda completa.
80.3.2 Lucernari e cupole.
Sia nei tipi a parete semplice che a doppia parete i lucernari e le cupole dovranno essere installati su supporto idoneamente predisposto e con le modalità prescritte dalle Ditte produttrici le quali, peraltro, saranno tenute a fornire tutti gli accessori di fissaggio (viti, morsetti, guarnizioni ect.) o ad indicarne i tipi e caratteristiche; nell'installazione inoltre dovrà sempre essere previsto un apposito dispositivo,
fornito o meno dalle Ditte, per la raccolta e lo scarico della condensa.
I tipi apribili dovranno essere dotati di robusti telai di PVC o di lega leggera o di acciaio zincato plastificato secondo prescrizione;
l'apertura potrà essere semplicemente del tipo normale, od elettrica motorizzata, o pneumatica od ancora termostatica a contrappeso, con
funzione antincendio.
Lucernari e cupole potranno altresì venire montati su apposite basi in vetroresina opaca (a parete semplice o doppia coibentata);
in questo caso, oltre a curarsi la perfetta saldatura con la struttura portante, dovrà anche garantirsi un raccordo scrupoloso con i manti di
copertura e di impermeabilizzazione in modo da evitare perdite, infiltrazioni o discontinuità di coibenza.
80.4 COPERTURA DI LASTRE IN LAMIERA METALLICA
80.4.0 Generalità.
In rapporto alle prescrizioni o ai dati di progetto le lamiere potranno essere piane, ondulate o nervate, in acciaio (nero lucido, zincato Sedzimir, plastificato), alluminio (naturale o smaltato), rame (naturale o smaltato), zinco-titanio, acciaio inossidabile.
L'orditura di fissaggio potrà al solito essere costituita da struttura in legno, acciaio, cemento armato o mista. Sezioni ed interassi
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degli appoggi, ove non previsti in esecutivo, saranno ricavati da calcolo in rapporto al tipo di lamiera, ai sovraccarichi ed alle massime frecce ammesse.
Quando l'orditura è metallica, gli arcarecci dovranno essere zincati o protetti con antiruggine a base di zinco oppure con vernice a
base di bitume ossidato. Quando invece le lastre fossero poste in listelli di legno murati a distanza non superiore ad 1 m; si dovrà però favorire la circolazione d'aria fra copertura e soletta per evitare condense e conseguenti corrosioni.
La sovrapposizione laterale delle lastre ondulate sarà di almeno un'onda; di quelle nervate, una nervatura. Le sovrapposizioni di
testa saranno di 14 - 20 cm in relazione alla pendenza delle falde; per pendenze inferiore al 10% non saranno ammesse sovrapposizioni e
le lastre dovranno di unico pezzo per tutta la lunghezza della falda.
I tirafondi, i cappellotti ed i ganci di fissaggio saranno in acciaio zincato od in lega di alluminio; le guarnizioni saranno in neoprene
od altro materiale antinvecchiante.
Le lamiere dovranno essere fissate con almeno tre ancoraggi per metro quadrato di copertura, con rinforzi in corrispondenza delle
linee di colmo e di gronda.
Il fissaggio delle lamiere ondulate o nervate potrà essere effettuato, in rapporto alle prescrizioni, con viti automaschianti o con
ganci opportunamente sagomati; i fori delle lamiere dovranno essere ovalizzati in modo da permettere la libera dilatazione longitudinale.
Su orditura in acciaio il fissaggio potrà venire in alternativa mediante saldatura elettrica per giunti (vietata per le lamiere zincate) o
mediante chiodatura, sparata con apposite pistole.
Il montaggio delle lamiere piane, che in assenza di autoportanza richiederà un appoggio continuo interessante tutta la superficie,
potrà essere realizzato:
a) mediante aggraffatura, longitudinale e trasversale, con squadrette a cerniera che consentano l'assorbimento delle dilatazioni in senso
trasversale e lo scorrimento della lamiera in senso longitudinale.
b) mediante coprigiunto longitudinale ed aggraffatura trasversale.
c) mediante congiunzione a stelo, con l'impiego di uno speciale profilato estruso accoppiato ad un profilato coprigiunto. Il profilato a stelo
dovrà essere montato lasciando degli interspazi ed il sistema di accoppiamento lamiera-coprigiunto dovrà permettere la dilatazione.
Quando la struttura di supporto fosse a superficie continua, si dovrà interporre tra questo e le lastre un foglio impermeabilizzante
tipo cartonfeltro telato e simili.
80.4.1 Copertura in lamiera di acciaio zincata.
Dovrà essere realizzata esclusivamente con lamiera zincata Sedzimir di cui al punto 41.5.2,con grado di zincatura non inferiore al
normale (rivestimento nominale di 381 g/mq); lo stesso dicasi per i materiali accessori e complementari quali gronde, converse, scossaline,
compluvi ect. Lo spessore della lamiera dovrà essere non inferiore a 0,6 mm.
Le lamiere potranno venire poste in opera senza ulteriore protezione o potranno essere pre verniciate in stabilimento con resine
epossidiche, acriliche, poliestere, o plastificate con PVF, PVC ect.
Il calcolo dei valori statici delle sezioni sarà effettuato secondo le norme del "Light Gage, Cold Formed Steel Design Manual" edito
dall'AISI (American Iron and Steel Institute) e normalmente seguito anche in Italia (v. C.N.R. Istruzioni per l'impiego nelle costruzioni di profilati di acciaio formati a freddo).
80.4.2 Copertura con lamiera di alluminio.
Salvo la prescrizione di leghe speciali, sarà di norma realizzata con lamiera in alluminio ALP 99,5 di cui alla UNI 4507, se anodizzata, la lamiera dovrà avere strato di ossido non inferiore 15/1000 mm.
Lo spessore della lamiera dovrà essere non inferiore a 0,8 mm. Il fissaggio dovrà essere effettuato con appositi elementi in lega
leggera; si dovrà evitare il contatto diretto con altri metalli, per la protezione da coppie elettrolitiche, a meno che questi non siano zincati,
cadmiati, verniciati o meglio plastificati. Nei giunti di contatto con le murature l'alluminio dovrà essere protetto con vernice bituminosa.
80.4.3 Copertura di lamiera di rame.
La copertura sarà di norma eseguita con lamiera Cu - DHP UNI 5649/1^71. La lamiera potrà essere nervata o piana; lo spessore
non dovrà essere inferiore a 0,8 mm.
La messa in opera avverrà con le necessarie cautele e protezioni così come prescritto al precedente punto 80.5.2
80.5 COPERTURA DI LASTRE DI ARDESIA
Le lastre presenteranno i requisiti di cui al punto 36.6.3 ed inoltre dovranno essere assolutamente impermeabili, non gelive e resistenti agli urti.
Il piano di posa potrà essere costituito da correntini in legno (su struttura in legno od in cemento armato), con interasse e sezioni
rapportate al tipo di lastre ed alla struttura di appoggio, oppure da tavolato continuo in legno, da manto in laterizio o da solaio in conglomerato armato.
Il fissaggio delle lastre avverrà mediante robusti chiodi o ganci, zincati a fuoco, passanti in appositi fori praticati negli elementi; in
questo caso, se il supporto sarà costituito da tavolato continuo o da caldana speciale chiodabile, dovrà essere interposto uno strato di cartonfeltro bitumato, del tipo R 224 UNI 3838 chiodato nel primo caso ed incollato con bitume a caldo nel secondo. La sovrapposizione sarà
funzione del tipo di copertura e della pendenza.
I compluvi, le converse ed i grembiuli saranno realizzati con lastre di zinco o di lamiera zincata di spessore non inferiore a 1 mm. I
colmi ed i displuvi saranno realizzati con coppi e pezzi speciali in ardesia, chiodati su apposito travetto in legno previa interposizione di lastra di piombo da 2 mm, di larghezza tale da garantire l'impermeabilità (25-30 cm).
80.6 COPERTURA DI MANTI BITUMINOSI AUTOPROTETTI
Si rimanda, per tale categoria di lavoro, alla normativa riportata all'art.82 (impermeabilizzazioni), punto 82.4.2.
Art.81 COPERTURE A TERRAZZA
81.1 REALIZZAZIONE DELLE PENDENZE
IL solaio di copertura dell'ultimo piano a terrazza sarà eseguito in piano. Le pendenze, di valore non inferiore al 1%, saranno realizzate mediante apposito massetto in calcestruzzo cementizio alleggerito, in dei tipi di cui al precedente punto 70.4. Sopra tale massetto
verrà eseguita una spianata di malta bastarda cementizia (tipo 21), tirata a fratazzo, dello spessore non inferiore a 1 cm.
Le pendenze dovranno essere predisposte in una maniera tale da convogliare, verso i punti di raccolta e scarico, l'acqua proveniente da una superficie di terrazza di misura non superiore a 50 mq.
81.2 BOCCHETTONI DI SCARICO
Nei punti di scarico dovranno essere collocati appositi bocchettoni di rame (spess. = 1 mm), di piombo (spess. = 2 mm) o PVC,
formati da una lastra di almeno 50 x 50 cm raccordata ad un tubo di adeguata lunghezza da innestare, oltre la struttura del solaio, ai sottostanti pluviali.
Il piatto del bocchettone (strombatura) e gli eventuali risvolti verticali dovranno essere inseriti tra gli strati di impermeabilizzazione
e ben raccordati e saldati agli stessi. L'imbocco del tubo dovrà essere protetto da apposita griglia apribile, in acciaio inossidabile od altro
materiale ritenuto idoneo dalla Direzione Lavori; la griglia avrà un telaio fisso saldamente ancorato al bocchettone.
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I bocchettoni potranno anche essere di tipo speciale brevettato (in elastomeri, i quali neoprene o dutral, monopezzo o meglio con
corpo in vetroresina, se occorre anche a struttura scatolare coibentata e guaina di raccordo in elastomero) purché siano accettati dalla Direzione o prescritti, con garanzia comunque di resistenza alla luce, agli agenti atmosferici, all'ozono, al calore, alle vibrazioni ed agli sbalzi di
temperatura.
81.3 TUBAZIONI E MONTANTI EMERGENTI
I raccordi tra il piano di calpestio della terrazza con tubazioni emergenti, di qualsiasi materiale, dovranno essere realizzati mediante converse in piombo od in rame di spessore rispettivamente non inferiore a 2 od a 1 mm; il piano della conversa dovrà estendersi sotto il
piano impermeabile per non meno di 20 cm; la parte verticale dovrà abbracciare la tubazione in indipendenza, sovrastando per almeno 20
cm il piano della terrazza. Il bordo superiore sarà protetto da collarino metallico serrato al tubo con apposito anello e con sigillanti.
Dovrà comunque essere eseguita la norma, per quanto possibile, di raccogliere in fasci tali tubazioni, racchiudendole con muretti
di contorno. I montanti, per quanto possibile, saranno murati nella parete verticale sottostante il piano di calpestio della terrazza o dei balconi in genere.
81.4 GIUNTI DI DERIVAZIONE
Dovranno avere larghezza non inferiore al prodotto della lunghezza di campata per la massima escursione termica tra inverno ed
estate e per il coefficiente di dilatazione termica del materiale.
I giunti dovranno essere assolutamente protetti da infiltrazioni di acqua e realizzati in maniera tale da garantire la durabilità di tale
protezione.
Per le modalità esecutive, risultando la gamma tipologica estremamente estesa in rapporto anche alla possibilità di uso di svariati
materiali idonei alle diverse esigenze (lamine metalliche, guaine elastomeriche, spugne poliuretaniche, mastici e sigillanti) ed alla diversa
combinazione degli stessi, si rimanda ai particolari di progetto od alle disposizioni della Direzione Lavori.
Nella progettazione dei giunti, tenuto conto che l'entità del movimento sarà determinata dalla temperatura di superficie dei materiali adiacenti, dovrà considerarsi una oscillazione di temperatura di 100°C qualora si tratti di giunti per elementi metallici e di 75°C per gli
altri materiali; per la determinazione delle massime escursioni dovrà ovviamente tenersi conto della temperatura ambiente al momento della
posa in opera dei materiali.
Art.82 IMPERMEABILIZZAZIONI
82.0 GENERALITÀ
Le impermeabilizzazioni di qualsiasi genere dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza possibile, specie in vicinanza
di fori, passaggi, cappe ect., in modo da garantire, in ogni caso, l'assenza di qualunque infiltrazione di acqua.
Il piano di posa su opere murarie dovrà essere ben livellato, con pendenze in nessun punto inferiori al 2% ed avere una superficie
priva di asperità, possibilmente lisciata a fratazzo, perfettamente asciutta e livellata; in ogni caso la stagionatura non dovrà risultare inferiore
a 20 giorni.
I materiali da impiegare nelle opere di impermeabilizzazione dovranno presentare i requisiti e le caratteristiche di cui all'Art.51 del
presente Capitolato. Fra questi comunque potranno venire richiesti quelli forniti dal "Marchio di Qualità" rilasciato dall'I.G.L.A.E. o del "Certificato di Idoneità Tecnica" rilasciato dall'I.C.I.T.E.
All'atto del collaudo i manti impermeabili ed i relativi raccordi dovranno risultare perfettamente integri, senza borse, scorrimenti,
fessurazioni e simili, salvo danni causati da forza maggiore escludendosi, tra questi, quelli eventuali provocati da azioni meteorologiche,
anche se di entità eccezionale.
82.0.1 Elementi strutturali da sottoporre ad impermeabilizzazione.
Salvo diversa prescrizione, saranno sempre sottoposte a trattamento impermeabilizzante le seguenti strutture e parti di strutture,
anche se in estensione alle previsioni di progetto:
a) Falde di tetto continue con le modalità minime di cui all'Art.80;
b) Solai di terrazzi praticabili od impraticabili;
c) Mensole di balconi, pensiline ed aggetti in genere;
d) Soglie di porte e porte-finestre esterne, davanzali, parapetti;
e) Solai di locali adibiti a bagni, lavatoi, stenditoi, cabine idriche e locali in genere ove siano collocate prese d'acqua con scarico libero;
f) Piani di posa dello spiccato delle murature di ogni genere;
g) Massetti di piani terra o cantinati realizzati su vespai;
h) Verticali (raccordi) di tutte le pareti perimetrali i piani orizzontali di cui alle precedenti lettere;
i) Pareti verticali esterne di murature interrate.
82.0.2 Impermeabilizzazioni esterne - Lavori preparatori e complementari.
Quando le terrazze presentassero forme particolari ed irregolari occorrerà prevedere, in aggiunta ai giunti strutturali, dei giunti che
interessino anche e soltanto il manto impermeabile. Le modalità di realizzazione potranno essere diverse, dipendono anche da esigenze di
uso od architettoniche; in linea generale comunque i giunti potranno essere in piano o sopraelevati con lastre metalliche a soffietto (di rame
o piombo) e sigillanti i primi, e con copertine metalliche i secondi; in questo naturalmente senza alcun pregiudizio per qualunque altra soluzione tecnica di provata validità.
I piani di posa delle soglie di porte e balconi o davanzali di finestre dovranno essere predisposti in salita verso l'interno. I muri perimetrali a tutti i piani impermeabilizzati come pure i muri emergenti saranno realizzati lasciando al piede incassature profonde 7 - 8 cm ed
alte 20 cm sul piano di posa del manto. Il fondo di dette incassature verrà intonacato con malta cementizia e raccordato con ampie fasce al
piano di posa stesso. Un idoneo solino, formato con lo stesso materiale impiegato per la impermeabilizzazione, raccorderà le superfici orizzontali con quelle verticali.
A manto ultimato il vuoto rimasto verrà chiuso con un mattone in costa operando in modo da lasciare una certa libertà di movimento; l'intonaco verrà realizzato con malta cementizia retinata raccordata alla pavimentazione con interposto giunto bituminoso. In presenza di pilastri o di pareti in cemento armato o quando non fosse possibile ricavare una profonda incassatura, si darà luogo al solo intonaco
retinato.
Qualora al piede delle pareti impermeabilizzate venissero eseguite zoccolature di marmo, grès od altro materiale, le facce a vista
degli elementi di rivestimento dovranno risultare sullo stesso piano della parete finita superiore, non essendo consentiti aggetti di sorta.
Laddove non fosse possibile procedere ad un efficace incasso dei raccordi verticali del manto impermeabilizzante, dovranno venire posizionate, a protezione, idonee scossaline metalliche.
Per la sistemazione dei bocchettoni di scarico e delle tubazioni emergenti si rimanda a quanto in proposito prescritto ai precedenti
punti 81.2 e 81.3.
82.0.3 Barriera al vapore.
Nel caso che gli ambienti sottoposti alla copertura avessero condizioni termo-igrometriche particolari (bagni, cucine, lavanderie,
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piscine, ect.), il manto impermeabile ed in particolare l'eventuale stato termocoibente, dovranno essere protetti dalla umidità o dalle aggressioni di vapore provenienti dal basso, provvedendo all'applicazione della cosiddetta "barriera al vapore".
Tale barriera potrà venire realizzata in aderenza, semiaderenza od in indipendenza in rapporto alle condizioni di posa e d'impiego
ed ai materiali previsti.
82.0.4 Garanzia delle opere di impermeabilizzazione.
Sia i manti impermeabili, che le opere complementari d'impermeabilizzazione in genere, dovranno essere garantiti dall'Appaltatore per non meno di 10 anni, decorrendo tale termine dalla data di collaudo e di accettazione definitiva dell'opera.
Qualora entro il superiore termine dovessero venire lamentati difetti di impermeabilità nelle opere eseguite o degradazioni e difetti
di qualunque genere (rigonfiamenti, crepe, fessurazioni, scollamenti) le cui cause fossero attribuibili all'Appaltatore, l'Amministrazione né
darà comunicazione scritta all'Appaltatore affinché, entro il termine massimo di 7 giorni venga provveduto all'eliminazione degli inconvenienti lamentati e degli eventuali danni conseguenti.
In difetto l'Amministrazione, anche in deroga all'Art.1218 C.C. e senza l'obbligo di costituzione in mora previsto dall'Art.1219 C.C.,
avrà la facoltà di procedere all'eliminazione dei danni verificatesi, addebitando all'Appaltatore le relative spese.
L'Appaltatore sarà obbligato, per un periodo di dieci anni dalla data di ultimazione dei lavori a rimborsare all'Amministrazione e su
richiesta della stessa, le somme impiegate per la riparazione delle opere di impermeabilizzazione e per l'eliminazione dei danni eventuali
conseguenti. La valutazione dei danni, in caso di disaccordo, verrà effettuata da un perito nominato dal Presidente del Tribunale competente per giurisdizione.
82.1 IMPERMEABILIZZAZIONE CON MALTA ASFALTICA
82.1.1 Caratteristiche della malta.
La malta asfaltica per impermeabilizzazione sarà ottenuta dalla miscelazione a caldo, fino a ottenere un prodotto omogeneo, di
mastice di rocce asfaltiche di cui al punto 51.5 del presente Capitolato o di polvere asfaltica di cui al punto 2 della UNI 4377 con bitume, aggiunto in quantità tale da ottenere un contenuto totale di solubile in solfuro di carbonio compreso tra il 18 - 25%.
Per l'applicazione la malta dovrà presentare i requisiti prescritti al punto 2 della seguente norma di unificazione:
UNI 5660-65 - Impermeabilizzazione delle coperture. Malte asfaltiche Caratteristiche e prelievo dei campioni.
82.1.2 Applicazione della malta.
L'applicazione della malta sarà effettuata su superfici perfettamente asciutte e depolverate, la cui pendenza, fatta eccezione per i
raccordi, non dovrà risultare superiore al valore dell'8%.
La malta, previamente scaldata a temperatura non superiore a 180°C ed energicamente mescolata, sarà applicata a temperatura
compresa tra 140 - 150°C, facendo in modo che vengano evitate occlusioni d'aria o di vapori in genere.
La malta sarà distesa a strisce parallele, dello spessore prescritto, con l'ausilio di opportune guide metalliche; sarà quindi compresa e spianata con spatole di legno. Particolare cura dovrà essere posta nelle giunture dei pannelli onde realizzare, con l'impiego di malta
a più alta temperatura, la perfetta saldatura tra gli stessi.
Nel caso in cui fossero prevedibili cedimenti del piano di posa, eccessive dilatazioni o movimenti in genere, il malto asfaltico dovrà
essere realizzato su strato di indipendenza costituito da velo di vetro bitumato, di tipo non inferiore al VB 315.
82.2 IMPERMEABILIZZAZIONI STRATIFICATE MULTIPLE
82.2.0 Generalità.
Le impermeabilizzazioni in argomento saranno costituite da stratificazioni alternate di spalmature bituminose e strati di supporto
bitumati per le quali, risultando la casistica tecnologica alquanto vasta in rapporto sia alla varietà dei materiali, sia alle diverse condizioni di
applicazione, verranno date di seguito delle prescrizioni di carattere generale, con riferimento a minimi, rimandando per i particolari agli esecutivi di progetto ed alle disposizioni della Direzione Lavori.
82.2.1 Caratteristiche dei materiali.
I materiali da impiegare nella esecuzione delle presenti impermeabilizzazioni saranno in linea generale costituiti da bitumi puri da
spalmatura UNI 4157 (o preferibilmente da mastici bituminosi) e da cartonfeltri bitumati (cilindrati o ricoperti) o meglio da supporti in fibre di
vetro impregnati di bitume od impregnati e ricoperti da miscele bituminose.
Per le caratteristiche si rimanda ai punti 51.2, 51.3, 51.7, 51.8 e 51.9 del presente Capitolato con l'avvertenza che il bitume tipo 0
potrà essere impiegato su superfici con pendenza non superiore al 3% ed il tipo 15 su superfici con pendenza fino all'8%.
82.2.2 Massa base di bitume (M.B.B.).
Nella esecuzione dei manti stratificati per l'impermeabilizzazione di terrazze e coperture in genere è prescritta una massa base di
bitume (M.B.B.) minima di 6,5 Kg/mq (5,5 Kg/mq per pendenze oltre il 10%) intendendo per M.B.B la massa complessiva di bitume solubile
in tetracloruro di carbonio contenuta nell'unità di superficie del manto impermeabile completo, dal computo verranno esclusi:
• l'eventuale barriera al vapore;
• l'eventuale applicazione di impregnazione del piano di posa a mezzo di soluzione bituminosa;
• la prima spalmatura di materiale bituminoso effettuata direttamente sul piano di posa, nel limite del 50% in massa.
Tutte le rimanenti impermeabilizzazioni orizzontali specificatamente elencate alle lettere c), d), e), f), g), del precedente punto
82.0.1 saranno realizzate con una M.B.B. minima di 3 Kg/mq.
I raccordi verticali sulle pareti perimetrali od emergenti avranno un'altezza non inferiore a 20 cm e verranno eseguiti rivoltando tutti
gli strati costituenti il manto, in maniera continua e con l'uso di bitume 25 UNI 4157.
82.2.3 Numero complessivo degli strati.
Nell'impermeabilizzazione di terrazze e coperture in genere è prescritto un numero complessivo tra gli strati di supporto e spalmature bituminose complete, eseguite alternativamente, non inferiori a 7 (5 per pendenze oltre il 10%); nel computo non verranno considerati
gli strati precedentemente elencati al punto 82.2.2 fatta eccezione per la prima spalmatura.
Tutte le rimanenti impermeabilizzazioni orizzontali di cui al 2° capoverso del punto 82.2.2 saranno realizzate con un numero di
strati non inferiori a 5.
82.2.4 Modalità esecutive degli strati.
Nella forma più generale di esecuzione la realizzazione di un manto bituminoso stratificato sarà effettuata con le modalità di seguito descritte:
a) Spalmatura a freddo, mediante pennello, di una soluzione di bitumi ossidati (con le avvertenze di cui al punto 82.2.1) in solventi a rapida
essiccazione. L'impregnazione sarà effettuata su superfici perfettamente asciutte o depolverate, con l'impiego di soluzione in quantità
non inferiore a 0,4 Kg/mq.
b) Prima spalmatura bituminosa a caldo (180 + 200°C) di bitume ossidato o di mastice bituminoso. La quantità da impiegare sarà compresa tra 1,5 - 2 Kg/mq in rapporto alle caratteristiche della superficie di base.
c) Prima applicazione di supporto bitumato (cartonfeltro, fibre di vetro ect., di massa areica prescritta) sulla spalmatura di bitume, con sovrapposizione dei lembi non inferiore a 8 cm ed incollaggio degli stessi con bitume a caldo o con fiamma secondo i tipi.
d) Seconda spalmatura bituminosa a caldo di massa non inferiore a 1,5 Kg/mq (spalmatura intermedia tipo).
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e)
Ripetizione delle operazioni di cui alle lettere c) e d) per le volte necessarie a realizzare il numero di strati prescritti, sfalsando od incrociando gli strati di supporto.
f) Spalmatura terminale bituminosa in quantità non inferiore a 1,7 Kg/mq.
Per l’impermeabilizzazione degli elementi strutturali per i quali é prescritta una M.B.B. minima di 3 Kg/mq le spalmature di cui alle
lettere b), d), f), potranno essere ridotte rispettivamente a 1,2 - 1 - 1,2 Kg/mq.
Qualora il manto impermeabile venisse realizzato in indipendenza parziale o totale il foglio di supporto a contatto con il piano di
posa dovrà essere tassativamente a base imputrescibile.
82.3 IMPERMEABILIZZAZIONI CON GUAINE DI GOMMA SINTETICA E SIMILI
82.3.1 Caratteristiche dei materiali.
Nelle impermeabilizzazioni in argomento lo strato impermeabilizzante sarà costituito unicamente da guaina o foglia di gomma sintetica (poliisobutilenica, policloropprenica, ect.), o di altro materiale elastomerico i cui requisiti dovranno essere conformi a quanto prescritto
al punto 51.10 del presente Capitolato con la specificazione che lo spessore dovrà risultare, salvo diversa prescrizione, non inferiore a 1,5
mm ed, in ogni caso, non inferiore ad 1 mm.
82.3.2 Posa in opera delle guaine.
In rapporto alla pendenza della superficie di posa nonché ad altri fattori strutturali e di impiego condizionanti, la posa in opera delle guaine potrà essere effettuata in completa aderenza, in semi-aderenza od in indipendenza.
In tutti e tre i casi comunque la posa sarà preceduta, salvo diverso disposto, dall’applicazione sulla superficie di supporto, di uno
strato di velo di vetro bitumato tipo VB 315 (V 5) incollato con bitume a caldo previo trattamento con "primer" (strato di separazione).
La posa in aderenza sarà effettuata con incollaggio mediante l'impiego di bitume ossidato a caldo (180 - 200°C) in ragione di 1,3 1,5 Kg/mq; qualora non fosse disposto lo strato di separazione, la spalmatura di bitume sarà preceduta dal trattamento con "primer" così
come prescritto alla lett.a) del precedente punto 82.2.4
La posa in semi-aderenza sarà effettuata con incollaggio mediante l'impiego di bitume ossidato a caldo (180 - 200°C) in ragione di
1,3 - 1,5 Kg/mq; qualora non fosse disposto lo strato di separazione, la spalmatura di bitume sarà preceduta dal trattamento con "primer"
così come prescritto alla lett. a) del precedente punto 82.2.4.
La posa in indipendenza, da considerarsi ove possibile preferenziale, avverrà semplicemente posando le guaine sullo strato di
separazione (che in questo caso avrà la faccia superiore solcata o sabbiata onde impedire l'aderenza del manto) e provvedendo agli opportuni ancoraggi nelle testate terminali a mezzo di adesivi idonei o di bitume a caldo o di speciali elementi metallici di pressione e sigillatura.
La giunzione sia laterale che trasversale delle singole foglie sarà realizzata stendendo i rotoli in parallelo, sulla superficie bitumata
o meno secondo il sistema di posa, curando di sovrapporre sempre un margine non inferiore a 6 cm del rotolo successivo adiacente su
quello già steso, così fino alla completa collocazione di tutti i rotoli.
Nel caso di incollaggio con bitume sarà molto importante che le sovrapposizioni laterali e terminali restino prive di bitume onde
garantire una perfetta aderenza dei prodotti adesivi.
Sia nella fase di stendimento, che in quella di eventuale ancoraggio, le guaine non dovranno essere sottoposte a tensioni. La saldatura dei lembi sarà eseguita con gli adatti adesivi forniti o indicati dalle Ditte produttrici, previa pulizia con idoneo solvente (benzina, eptano, ect.) delle superfici da sottoporre a collaggio; la giunzione sarà quindi sottoposta a pressione con rullino gommato fino a provocare la
fuoruscita della pasta adesiva, sì da formare un bordino sigillante.
82.3.3 Esecuzione dei raccordi.
I raccordi verticali, i profili di coronamento ed altri punti particolari, ove non fosse possibile eseguirli risvoltando con continuità le
stesse guaine, saranno rivestiti con strisce dello stesso materiale, con sovrapposizione orizzontale di non meno di 30 cm di larghezza, di cui
almeno 15 cm da interessare alla saldatura con il sottostante manto. La parte verticale sarà fissata con idonei adesivi e protetta con scossaline metalliche e/o con sigillanti in rapporto ai particolari costruttivi.
Angoli interni ed esterni, colletti, bocchettoni di scarico, sfiatatoi, supporti di antenne, ect., dovranno essere appositamente prefabbricati, con i necessari raccordi e svasi onde garantire l'assoluta impermeabilità e durabilità dei collegamenti.
82.4 PROTEZIONE DELLE IMPERMEABILIZZAZIONI
82.4.0 Condizione di essenzialità.
La protezione del manto impermeabile è da ritenersi comunque necessaria. Essa pertanto dovrà sempre essere eseguita anche
in estensione alle previsioni di progetto.
82.4.1 Protezione con pitture metallizzanti all'alluminio.
Appartiene al tipo di protezione extra-leggera e sarà realizzata su coperture non praticabili che prevedano il manto impermeabile
come ultimo elemento strutturale.
La pittura verrà data in doppia mano (0,10 Kg/mq per mano a distanza non inferiore a 24 h) non prima che siano trascorsi almeno
30 giorni dalla completa esecuzione del manto asfaltico o bituminoso, e sarà applicata su manto perfettamente asciutto, previamente sgrassatio e sottoposto ad energico lavaggio.
82.4.2 Protezione con membrane prefabbricate bituminose rivestite (Autoprotezione).
Appartiene al tipo di protezione leggera e sarà realizzata anch'essa su coperture non praticabili che prevedano il manto impermeabile come ultimo elemento strutturale.
Le membrature potranno essere costituite da cartonfeltri bitumati ricoperti o da supporti in fibre di vetro impregnati e ricoperti da
miscela bituminosa, con le superfici esterne protette da scagliette di ardesia, da graniglie di marmo o di quarzo ceramizzate e, per i supporti
in fibra di vetro, anche da lamine metalliche a dilatazione autocompensata o meno e con trattamenti anticorrosione. I requisiti dei materiali
saranno comunque conformi alle prescrizioni di cui ai punti 51.7, 51.8, e 51.9 del presente Capitolato.
Potranno essere impiegati anche altri tipi di guaine rivestite (elastomeri plastificati con bitume ed armati con fibre di vetro, ect.)
purché di idonee e provocate caratteristiche reologiche e chimico-fisiche.
I supporti bituminosi delle membrane avranno massa areica non inferiore a 2.500 g/mq e saranno presi in considerazione sia ai
fini del calcolo della M.B.B. di cui al precedente punto 82.2.2, sia con riguardo al numero degli strati di cui al punto 82.2.3. Su tale numero,
peraltro, sarà ammessa in questo caso la riduzione di una unità.
Qualora il rivestimento fosse costituito da lamine metalliche, queste dovranno avere spessore non inferiore a 8/100 mm se di alluminio o di rame ed a 5/100 mm se di acciaio inossidabile 18/10.
L'applicazione delle membrane terminali autoprotette potrà essere effettuata mediante spalmatura di bitume fuso ad alto punto di
rammollimento od alla fiamma (in relazione alle diverse esigenze di lavoro), quest'ultima essendo particolarmente indicata nella posa su tetti
inclinati o nella formazione dei colli di raccordo, dei colmi, delle converse ect.
L'applicazione alla fiamma consisterà nel riscaldare a mezzo di un bruciatore a gas liquido il supporto bituminoso del manto fino al
giusto grado di adesività.
L'unione tra i teli, che normalmente andranno disposti secondo le linee di massima pendenza, si otterrà mediante sovrapposizione (6 - 7 cm) di ogni telo sull'orlo predisposto in bitume (privo cioè del rivestimento) del telo già applicato; del pari il giunto potrà venire sigillato a bitume od alla fiamma.
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Qualora i manti autoprotetti venissero posizionati su pannellature termocoibenti od altre simili strutture non verranno ammesse,
per le superfici di posa, pendenze inferiori al 5%; di conseguenza la posa del manto impermeabile sarà effettuata in semi-aderenza o in aderenza.
Qualora poi la pendenza fosse superiore al 20%, i teli verranno fissati in testa meccanicamente e la loro lunghezza non dovrà superare i 6 mt. L'esecuzione delle saldature, nelle ricoperture alle estremità dei teli ed alla base dei rilievi, dovrà essere effettuata con la
massima cura.
82.4.3 Protezione con strato di ghiaietto.
Verrà realizzata per pendenze non superiori al 5% e consisterà nello stendere, sopra il manto impermeabile, uno strato di giaietto
15/25 di spessore non inferiore a 6 cm; gli elementi di ghiaietto dovranno avere forma rotondeggiante, essere privi di incrostazioni e prima
della messa in opera dovranno venire attivamente lavati.
La protezione in argomento risulterà del tipo medio-pesante e non praticabile; qualora necessitasse la praticabilità, potrà ricorrersi
alla pre-bitumatura del ghiaietto predisponendo in questo caso l’interposizione a secco, tra manto impermeabile e strato di ghiaietto, di un
supporto bitumato in fibre di vetro VB 435.
82.4.4 Protezione con strato di pavimentazione.
Appartiene al tipo di protezione cosiddetto pesante e sarà realizzata per coperture praticabili conformemente agli esecutivi di progetto.
Art.83 ISOLAMENTI TERMO - ACUSTICI ED ANTICONDENSA - REQUISITI FISICO TECNICI
83.0 GENERALITÀ
Tutte le strutture comunque costituenti elementi di separazione fra ambienti di differenti condizioni termo- acustiche, dovranno
avere caratteristiche di isolamento termico ed acustico non inferiore a quelle prescritte nei successivi punti 83.1, 83.2 e 83.3; pertanto, ove
dette caratteristiche non venissero raggiunte normalmente dalle stesse strutture, dovranno venire posti in opera materiali integrativi, quali
quelli appositamente previsti all'Art.50 del presente Capitolato.
Detti materiali saranno collocati con tutti gli accorgimenti e le norme prescritte dalle Ditte produttrici, così da evitare danneggiamenti od alterazioni di qualunque genere, previa perfetta stuccatura dei supporti e conseguente eliminazione delle soluzioni di continuità e
delle vie d'aria. Per i materiali non autoprotetti e per i casi che lo richiedano, saranno adottate opportune protezioni nei riguardi del vapore.
83.1 ISOLAMENTO TERMICO
L'isolamento termico delle strutture precedentemente indicate, dovrà venire effettuata nel rispetto della normativa di seguito riportata:
• Circolare 22 maggio 1967, n°3151 - Criteri di valutazione delle grandezze atte a rappresentare le proprietà
termiche, igometriche, di ventilazione e illuminazione nelle costruzioni edilizie (Min.LL.PP.).
• Circolare 22 novembre 1974, n°13011 - Requisiti fisici-tecnici per le costruzioni ospedaliere. Proprietà termiche, igrometriche, di ventilazione e illuminazione (Min.LL.PP.).
• D.M. 18 dicembre 1975 - Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica,
edilizia ed urbanistica da osservarsi nella costruzione di opere di edilizia scolastica (Min.LL.PP.).
• Legge 30 aprile 1976, n°373 - Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici.
• D.M. 10 marzo 1977 - Determinazione delle zone climatiche e dei valori minimi e massimi dei relativi coefficienti volumici globali di dispersione termica.
• D.P.R. 28 giugno 1977 n°1052 - Regolamento di esecuzione alla legge 30 aprile 1976, n°373, relativa al consumo energetico per usi
termici negli edifici.
• D.M. 13 settembre 1977 - Modificazione alle norme tecniche relative alla costruzione di edifici scolastici.
• D.M. 30 luglio 1986 - Aggiornamento dei coefficienti di dispersione termica degli edifici.
• Legge 9 gennaio 1991, n. 10 - Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
Il rispetto della superiore normativa, il cui indirizzo fa riferimento a diverse caratteristiche e grandezze relative all'isolamento termico, dovrà venire effettuato con riguardo ai valori più restrittivi derivanti dalla combinazione di dette norme.
I valori dei coefficienti volumici di dispersione termica dovranno non superare i valori massimi stabiliti per ciascun Comune con i
Decreti Presidenziali emanati in sede regionale. In difetto saranno applicati i valori minimi dei coefficienti volumici fissati dal D.M. 10 marzo
1977 sopra citato per le zone climatiche (valutate a norma dell'art.1) comprendenti i Comuni interessati.
A norma del Regolamento n°1052 l'Appaltatore sarà tenuto a depositare, al competente ufficio comunale, una documentazione
idonea a dimostrare la rispondenza delle caratteristiche di isolamento termico a quanto previsto dalla legge e dallo stesso regolamento.
83.2 ISOLAMENTO ANTI CONDENSA - PRESCRIZIONI TERMOIGROMETRICHE
83.2.1 Controllo delle proprietà termoigrometriche.
Dovrà essere eseguito in modo da accertare che, nelle condizioni di temperatura previste per l'impiego della parete opaca, in
nessun punto della faccia interna di questa possano aversi fenomeni di condensazione almeno fino a quando il valore dell'umidità relativa
(U.R.) dell'ambiente interno non superi il limite del 70%.
83.2.2 Prescrizioni termoigrometriche.
Negli edifici di impianti di riscaldamento atti a realizzare e mantenere la temperatura di 20°C, in nessun punto della faccia interna
delle pareti delimitanti ogni ambiente la temperatura superficiale dovrà risultare inferiore alla temperatura di 14°C in corrispondenza della
temperatura esterna di progetto.
Negli edifici adibiti ad usi scolastici dovranno assicurarsi, in periodo invernale, condizioni interne caratterizzate, salvo diverse e
particolari prescrizioni, da una temperatura di 18 20°C e dal 40 -50% di umidità relativa.
Analoga temperatura dovrà garantirsi nei reparti ospedalieri (compresi i servizi), con una umidità relativa del 40% ± 5%.
83.3 ILLUMINAZIONE - VENTILAZIONE - CONDIZIONI DI TENUTA
83.3.1 Illuminazione naturale.
Nelle costruzioni edilizie l'aria delle porzioni vetrate delle pareti perimetrali opache dovrà rispondere alle prescrizioni di cui al punto 1.1.03 della Circolare n°3151 nonché alle disposizioni di cui all'Art.5 del D.M. 5 luglio 1975.
• Nell'edilizia scolastica dovranno rispettarsi le condizioni di cui al punto 5.2 del D.M. 18 dicembre 1975.
• Nell'edilizia ospedaliera dovranno essere verificate le condizioni di cui al punto 1.3 della Circolare n°13011.
83.3.2 Ventilazione degli ambienti.
Nelle costruzioni realizzate secondo le norme della Circolare 3151 dovrà essere installato un impianto di ventilazione forzata capace di assicurare in ogni alloggio ed in ogni abitazione un fattore di ricambio almeno uguale ad 1. L'impianto di ventilazione dovrà essere
costituito da una canna munita di sistema di aspirazione meccanica regolabile. Le prese di aspirazione dovranno essere disposte, di maspagina n.58
sima, nelle cucine e nei servizi igienici. Il sistema dovrà essere realizzato evitando la diffusione di odori o di gas tossici.
83.3.3 Tenuta all'aria.
La tenuta all'aria della parete esterna considerata nel suo insieme (compresi infissi, giunti, ect.) dovrà essere tale da consentire
che in un locale delimitato da 5 pareti perfettamente stagne e dalla parete in questione, sia possibile mantenere una pressione di 50 mm di
colonna d'acqua con un ventilatore di portata non superiore a 2mc/h per ciascun metro quadrato di superficie frontale della parete considerata.
83.3.4 Tenuta all'acqua.
Le chiusure esterne o pareti perimetrali verticali ed orizzontali, considerate nel loro complesso ed in particolare nei giunti e negli
infissi, dovranno essere realizzate in modo da assicurare che non possano avvenire, attraverso di esse, infiltrazioni di acqua di pioggia.
Il controllo in laboratorio della tenuta alla pioggia dovrà accertare che l'acqua di pioggia che scorre su una porzione di chiusura
esterna verticale opaca comprendente eventuali giunti, ma con esclusione di infissi, non possa attraversare la parete, anche quando sulla
faccia bagnata si esercita una pressione statica di 50 mm di colonna d'acqua. Per quanto riguarda l’impermeabilità all'acqua la chiusura,
sottoposta per un periodo di tempo di 3 ore alla prova sopra descritta, non dovrà presentare un aumento di peso superiore al 5% di quello
determinato prima della prova.
83.4 ISOLAMENTO ACUSTICO
83.4.0 Disposizioni normative - Generalità.
L'isolamento acustico delle strutture precedentemente indicate al punto 83.0 dovrà venire effettuato nel rispetto della normativa di
seguito elencata:
• Circolare 30 aprile 1966, n°1769 - Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni edilizie (Min.LL.PP.).
• D.M. 18 dicembre 1975 - Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica.
Le misure, le determinazioni sperimentali, la presentazione e valutazione dei dati seguiranno, per quanto possibile, le raccomandazioni ISO od UNI; le caratteristiche degli strumenti di misura seguiranno le raccomandazioni ISO, IEC o CEI. in particolare i misuratori di
livello sonoro dovranno soddisfare le norme CEI (29 gennaio 1958) o le norme IEC per i tipi non di precisione (Pubblicazione 123); gli analizzatori per i filtri di ottava dovranno rispondere alle proposte di norme IEC (29 Central Office 62); la macchina di calpestio dovrà rispondere
alle prescrizioni ISO (Recommendation 219). Gli apparecchi di misura dovranno rientrare nelle tolleranze stabilite.
L'isolamento acustico per via aerea tra due ambienti verrà determinato dalla differenza fra il livello di pressione sonora misurato
nell'ambiente disturbante ed il livello di pressione sonora misurato nell'ambiente disturbato; i livelli di pressione sonora dovranno essere misurati per bande di ottava.
Il livello di rumore di calpestio verrà determinato dalla misura per bande di ottava del livello della pressione sonora nell'ambiente
sottostante quando nel pavimento del vano superiore agirà la macchina normalizzata generatrice di calpestio.
Sia l'isolamento acustico per via aerea, sia il livello di rumore di calpestio dovranno essere misurati in ambienti vuoti e non arredati, con la presenza di due persone al massimo. Le grandezze da sottoporre a misurazione saranno quelle indicate al punto 2.7, Parte 1^,
della Circolare 1769 in precedenza citata. Per i termini, i simboli e le definizioni si farà riferimento alla tabella 5 riportata nella stessa circolare.
83.4.1 Potere fonoisolante ed isolamento acustico.
a) Strutture verticali divisorie: I livelli di pressione sonora L1 nel locale disturbante ed L2 in quello disturbato saranno determinati con un
misuratore di livello sonoro (munito di analizzatore per bande di ottava di frequenze nominali 125 - 250 - 500 - 1000 - 2000 - 4000 Hz); il
rilievo avverrà almeno in tre posizioni diverse di ciascun locale (una al centro, le altre in posizioni non aderenti alle pareti) e si assumerà
come valore "L" la media di tali misure.
b) Strutture verticali esterne: La misura verrà eseguita in laboratorio. Se verrà richiesta una misura in opera, si dovrà sistemare una sorgente sonora esterna; l'isolamento verrà definito come differenza dei livelli sonori nell'ambiente disturbato a finestra aperta ed a finestra
chiusa.
c) Strutture orizzontali: L'isolamento acustico per via aerea si eseguirà in modo del tutto analogo a quello descritto alla precedente lett.a).
83.4.2 Livello di rumore di calpestio.
Il livello sonoro dell'ambiente sottostante verrà misurato con un misuratore di livello sonoro normalizzato, su una scala di ponderazione C, con costante di tempo alta (slow) munito di analizzatore per ottave avente le frequenze nominali di cui alla lett.a) del punto
83.4.1.
Le misure saranno valide soltanto se il livello di pressione sonora misurata nel locale disturbato sarà almeno 10 dB superiore al
livello di pressione sonora dovuto al rumore di fondo (alla frequenza di misura). L'esecuzione della misura in opera dovrà essere attuato almeno quattro giorni dopo la definitiva posa in opera del pavimento.
83.4.3 Rumorosità provocata da servizi ed impianti fissi.
Verrà determinata utilizzando una misura di livello sonoro con scala di ponderazione A, con costante di tempo alta (slow).
83.4.4 Indice qualitativo del grado di isolamento.
Sarà determinato, secondo il progetto di raccomandazione ISO - TC43/362, mediante un metodo che consentirà di valutare l'isolamento di un locale contro i rumori aerei ed i rumori di calpestio riunendo i risultati delle misure in un indice di qualità unico, con riferimento
a due curve limiti (una per l'isolamento per via aerea ed una per il livello di rumore di calpestio) caratterizzate dal valore in dB fissato per la
frequenza di 500 Hz, valore definito "Indice di valutazione".
Come criterio di accettabilità per l'isolamento acustico, si verificherà che i punti sperimentali stiano al di sopra della curva limite, a
meno della seguente tolleranza: la somma delle differenze di livello fra la curva limite ed i punti del diagramma sperimentale che stanno al di
sotto di essa non dovrà superare 12 dB, lo scarto massimo, per una frequenza qualsiasi, non dovrà superare 5 dB.
Come criterio di accettabilità per livello di rumore di calpestio si verificherà che i punti sperimentali stiano al di sotto della curva
limite a meno della seguente tolleranza: la somma delle differenze di livello fra i punti sperimentali che stanno al di sopra della curva limite e
la curva limite stessa non dovrà superare 12 dB, lo scarto massimo per una frequenza qualsiasi non dovrà superare 7 dB.
Art.84 P A V I M E N T I
84.0 PRESCRIZIONI GENERALI
La posa dei pavimenti di qualsiasi tipo o genere dovrà venire eseguita in modo che le superfici risultino perfettamente piane ed
osservando scrupolosamente le disposizioni che, di volta in volta, saranno impartite dalla Direzione Lavori.
I singoli elementi dovranno combaciare esattamente tra di loro, dovranno risultare perfettamente fissati al sottostrato e non dovrà
verificarsi, nelle connessure di contatto di contatto, la benché minima ineguaglianza; le fessure dovranno essere pressoché invisibili e la
loro linea perfettamente diritta.
I pavimenti si addentreranno per 15 mm entro l'intonaco delle pareti, che sarà tirato verticalmente sino all'estradosso degli stessi,
evitandosi quindi ogni raccordo o guscio. L'orizzontalità dovrà essere sempre scrupolosamente curata e controllata mediante livella; non
saranno inoltre ammesse ondulazioni superiori a 2 mm, misurate con l'apposizione a pavimento di un regolo di 2 m di lunghezza.
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Tutti i pavimenti dovranno risultare di colori uniformi secondo le tinte e le qualità prescritte e privi di qualunque macchia o difetto
per tutta la loro estensione. Saranno quindi a carico dell'Appaltatore gli oneri per la spianatura, la levigatura, la pulizia e la conservazione
dei pavimenti che dovessero richiedere tali operazioni.
E' fatto espresso divieto di disporre tavole per il passaggio di operai e di materiali su pavimenti appena gettati o posati; l'Appaltatore sarà tenuto a disporre efficienti sbarramenti per evitare tale passaggio per tutto il tempo necessario alla stabilizzazione del pavimento.
Resta comunque stabilito che, ove i pavimenti risultassero in tutto o in parte danneggiati per il passaggio abusivo di persone o per altre cause, l'Appaltatore dovrà a sua cura e spese rimuovere e successivamente ricostruire le parti danneggiate.
I materiali ed i manufatti di cui saranno composti i pavimenti dovranno essere conformi alle caratteristiche e norme già indicate nei
rispettivi articoli; l'Appaltatore avrà l'obbligo di presentare alla Direzione Lavori i campioni dei pavimenti prescritti, per la preventiva accettazione.
Qualora la fornitura del materiale di pavimentazione fosse totalmente o parzialmente scorporata l'Appaltatore, se richiesto, avrà
inoltre l'obbligo di provvedere alla relativa posa in opera al prezzo indicato in Elenco e di eseguire il sottofondo giusto le disposizioni che
saranno impartite dalla Direzione stessa; si richiamano peraltro, in proposito, gli oneri riportati al punto 27.29 del Presente Capitolato.
84.1 SOTTOFONDI
Il piano destinato alla posa dei pavimenti di qualunque tipo dovrà essere opportunamente spianato mediante sottofondo, in modo
che la superficie di posa risulti regolare e parallela a quella del pavimento da eseguire ed alla profondità necessaria, tenuto conto dello
spessore degli elementi da impiegare e della quota del pavimento finito. Il sottofondo potrà essere costituito, secondo le prescrizioni della
Direzione Lavori, da un massetto di calcestruzzo idraulico o cementizio normale od alleggerito (con inerti leggeri o cellulare), di spessore in
ogni caso non inferiore a 3 cm, che dovrà essere gettato in opera a tempo debito per essere lasciato stagionare almeno 10 giorni. Dovrà
ad ogni modo essere evitata la formazione di lesioni o ricorrendo, se opportuno, all'uso di additivi antiritiro o procedendo, nel caso di notevoli estensioni, alla creazione di idonei giunti.
Prima della posa del pavimento comunque, le lesioni eventualmente manifestatesi nel sottofondo saranno riempite e stuccate con
beverone di calce idraulica o di cemento, secondo i casi.
84.2 PAVIMENTI IN LATERIZIO
84.2.1 Pavimenti di mattoni.
I pavimenti con mattoni di piatto o di costa saranno formati, previa prolungata immersione del laterizio in acqua, distendendo sopra il sottofondo uno strato di malta idraulica grassa (tipo 6) o cementizia grassa (tipo 10), sul quale strato i mattoni si disporranno a filari
paralleli, a spina di pesce, in diagonale ect. comprimendoli affinché la malta rifluisca nei giunti. Le connessure dovranno essere allineate e
stuccate con cemento e la loro larghezza non dovrà superare £ 4 mm; si provvederà quindi alla pulizia a spugna del pavimento.
84.2.2 Pavimenti di pianelle.
Saranno eseguiti le modalità generali di cui alle prescrizioni del precedente punto 84.2.1. A differenza però avranno la malta crivellata e la larghezza delle connessure mantenuta entro i 2 mm.
84.3 PAVIMENTI DI MARMETTE E MARMETTONI
84.3.1 Norme generali.
I pavimenti in argomento saranno posati sopra un letto di malta cementizia grassa distesa sopra il massetto. Gli elementi saranno
premuti fino a rifluimento della malta nelle connessure; queste dovranno avere larghezza non superiore ad 1 mm e saranno stuccate con
impasto molto fluido di solo cemento, tipo normale, bianco o colorato sullo stesso tono di colore dello strato superficiale delle marmette o dei
marmettoni impiegati.
84.3.2 Arrotatura e levigatura.
Avvenuta la presa della malta e non prima di 10 giorni dal termine della posa in opera, i pavimenti saranno sottoposti ad una preliminare spianatura e sgrossatura mediante opportuna macchina a mole abrasive a grana grossa.
Si procederà quindi all'eliminazione del fango di risulta, al lavaggio del pavimento ed alla posa in opera, se in previsione, degli
eventuali zoccoletti o rivestimenti delle pareti.
Successivamente verranno riprese le operazioni di sgrossatura e levigatura, con l'impiego di mole di grana sempre più fine e con
eccesso di acqua, fino a concludere le operazioni con un'azione di vera e propria lucidatura. Al termine i pavimenti, previa raccolta ed allontanamento del fango di risulta, dovranno essere accuratamente lavati e puliti con segatura di legno e abete.
84.3.3 Lucidatura a piombo.
Qualora fosse richiesta tale operazione, questa sarà eseguita con apposita macchina levigatrice sulle cui mole saranno applicati
esclusivamente fogli di lamina di piombo.
84.4 PAVIMENTI IN PIASTRELLE CERAMICHE
84.4.1 Norme generali.
Prima di iniziare l'applicazione dello strato legante di malta, il piano di posa dovrà essere accuratamente pulito ed uniformemente
bagnato.
Sul piano così preparato verrà steso lo strato di malta curando che lo stesso non sia inferiore a 2 cm per i pavimenti interni ed a 4
cm per i pavimenti esterni. La malta dovrà essere possibilmente mescolata a macchina e di consistenza tale che nella stessa non affiori acqua in superficie.
Sistemate sul piano di posa le fasce di livello, si stenderà lo strato di malta nello spessore dovuto e si procederà quindi ad apposita spianatura e levigatura con adatto rigone. La superficie superiore di questo strato, una volta livellata, verrà coperta con un sottile strato (1
mm) di cemento asciutto (spolvero: normale, bianco o colorato) immediatamente prima della posa delle piastrelle.
Sul letto di malta così preparato si appoggeranno gli elementi, previa immersione degli stessi in acqua per almeno due ore, esercitando una leggera pressione sugli stessi ma evitando rifluimenti di malta.
Si procederà quindi ad una dosata bagnatura del pavimento e ad una uniforme ed energica battitura dello stesso con apposito
tacco di legno, affinché le piastrelle assumano la loro posizione piana definitiva: la battitura sarà valida quando, sollevando una piastrella,
ad essa resterà aderente una buona quantità di malta.
Ultimata tale operazione si procederà alla pulizia degli elementi mediante lavaggio con telai di juta in modo da asportare ogni
traccia di malta rifluita tra le connessure.
La sigillatura dei giunti fra le singole piastrelle con boiacca (5 parti di cemento normale, bianco o colorato, 2 di sabbia molto fine e
3 di acqua) dovrà essere effettuata quando il letto di malta sarà già parzialmente indurito e cioè non prima di 12 ore, né dopo 24 ore dalla
posa; per spargere la boiacca si utilizzerà una spatola di gomma io di materiale plastico di essendo in ogni caso vietato l'uso di spazzole
metalliche.
A sigillatura effettuata si procederà alla pulizia del pavimento con segatura o meglio con tela di juta o spugne di gomma, curando
di asportare tutti i residui di boiacca.
Successivamente, ed a sigillatura indurita, dovrà lavarsi il pavimento con acqua o, se necessario e nel caso di piastrelle non
smaltate, anche con soluzione acida (10% di acido nitrico + 90% di acqua).
84.4.2 Giunti.
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Secondo le prescrizioni, le operazioni di posa delle piastrelle potranno venire effettuate a giunto unito, a giunto aperto o con giunto elastico.
Con la posa a giunto unito le piastrelle dovranno venire collocate a diretto contatto tra di loro, curando che lo spazio fra gli elementi non risulti mai superiore a 1 mm e le fughe risultino perfettamente allineate.
Con la posa a giunto aperto le piastrelle saranno spaziate di 5 - 8 mm ponendo ogni cura, con l'uso di apposite sagome (dime), od
altri dispositivi, che i giunti risultino regolari, allineati e di larghezza uniforme.
I giunti elastici (o di deformazione) potranno interessare tutta o parte della pavimentazione.
In ambienti interni di superficie non eccessiva il giunto verrà realizzato lasciando uno spazio di alcuni millimetri lungo le pareti e
chiudendo con idonei sigillanti; la mascheratura avverrà con zoccoletti od altro.
In caso di pavimentazione di grandi superfici i giunti dovranno essere previsti ogni 6 m di pavimento ed avranno larghezza di circa
1 cm.
Sarà opportuno evitare la coincidenza dei giunti superficiali con quelli strutturali; se questo dovesse comunque avvenire la larghezza dei primi dovrà essere almeno pari a quella dei secondi.
Per pavimenti a cielo aperto, da realizzarsi in località con condizioni climatiche particolarmente severe, le superfici pavimentate
delimitate da giunti elastici non dovranno essere superiori ad 8 mq.
84.4.3 Precauzioni e protezioni.
In condizioni climatiche esasperate dovrà poi provvedersi a riparare i pavimenti interni chiudendo le aperture, se provviste di infissi, con fogli di plastica.
In caso di pavimenti esterni, sarà vietato procedere alla posa quando la temperatura dovesse estendersi oltre il campo compreso
tra -5°C e + 35°C.
A posa avvenuta i pavimenti dovranno venire protetti dal vento, dai raggi solari e dalla pioggia.
Prima di sottoporre i pavimenti a pesi, o comunque a sollecitazioni di carichi ed a quelli di esercizio, dovranno trascorrere non
meno di 30 giorni.
84.5 PAVIMENTI IN LASTRE DI MARMO
Per i pavimenti in lastre di marmo si useranno le stesse norme di cui al precedente punto 84.3. La finitura, salvo diversa prescrizione, dovrà sempre essere completa con la lucidatura a piombo.
84.6 PAVIMENTI IN BATTUTO DI CEMENTO
La pavimentazione sarà costituita da un doppio strato di malta cementizia, posta in opera su massetto di calcestruzzo di cemento,
il cui spessore sarà prescritto in progetto, o dalla Direzione, in rapporto alla destinazione.
Il primo strato di malta di spessore non inferiore a 15 mm sarà dosato a 500 Kg di cemento; il secondo strato, dello spessore di 5
mm, sarà costituito da malta di solo cemento, colorata o meno, lisciata, rullata, rigata o bocciardata secondo prescrizione.
Prima di stendere la malta la superficie del massetto sarà accuratamente ripulita e lavata con acqua a pressione. Si procederà
quindi alla stesa dell'impasto cementizio, dello spessore prescritto, curando attraverso guide prestabilite la perfetta regolarità della superficie
e l'eventuale pendenza necessaria.
Malte speciali ed indurenti superficiali saranno impiegati secondo le prescrizioni delle Ditte produttrici, previe prove di idoneità su
campioni e certificazioni di laboratorio.
L'esecuzione delle pavimentazioni dovrà essere sospesa per temperature estese oltre il campo di cui al precedente punto 84.4.3.
A lavoro ultimato dovranno essere opportunamente protette fino al completo indurimento della malta, onde evitare fessurazioni o danni di
qualsiasi specie.
84.7 PAVIMENTI ALLA VENEZIANA
Sul sottofondo previamente preparato in conglomerato cementizio ed eventualmente, se del caso, irrigidito con rete elettrosaldata
(Ý 4 - 5 mm e maglia 15 - 20 cm), sarà disteso uno strato di malta, composta di sabbia e cemento colorato misto a graniglia, nella quale verranno incorporate scaglie di marmo; si procederà quindi alla battitura ed alla cilindratura.
Per pavimenti a disegno di diverso colore, la gettata della malta colorata sarà effettuata adottando opportuni accorgimenti perché
il disegno risulti ben delimitato, con contormi netti e senza soluzioni di continuità. Quando il disegno dovesse ottenersi mediante cubetti di
marmo, questi verranno disposti sul piano di posa prima del getto di malta.
Le qualità dei colori dovranno essere adatte all'impasto, in modo da non provocarne la disgregazione; i marmi in scaglie tra 10 e
25 mm, dovranno essere non gessosi ed il più possibile duri (giallo, rosso e bianco di Verona; verde, nero e rosso di Levanto; bianco venato
e bardiglio di Carrara, ect.).
I giunti saranno realizzati con lamine di zinco o di ottone, dello spessore di 1 mm ed alte circa 30 mm, appoggiate di costa sul sottofondo, così da formare regolari riquadri di opportune dimensioni.
A indurimento avvenuto verrà eseguita l'arrotatura a macchina con idonee mole abrasive, fino a rendere le scaglie di graniglia nettamente contornate dal cemento, quindi verrà effettuata la levigatura e, se ordinata, la lucidatura a piombo.
L'Appaltatore dovrà comunque adottare ogni accorgimento affinché, a lavori ultimati, i pavimenti risultino privi di carie, fessurazioni, screpolature e difetti di qualunque genere.
84.8 PAVIMENTI A BOLLETTONATO
Su di un sottofondo preparato come al punto precedente si distenderà uno strato di malta cementizia grassa di spessore minimo
di 1,5 cm sul quale verranno posti a mano pezzami di marmo colorato di varie qualità, di dimensioni e forme atte allo scopo, in assortimento
previamente approvato dalla Direzione Lavori; i pezzami verranno disposti in modo da ridurre al minimo gli interspazi di cemento.
Su tale strato di marmo verrà quindi gettato un impasto di solo cemento (normale, bianco o colorato), abbondantemente distribuito
fino a rigurgito, in modo che ciascun pezzo di marmo venga circondato da tutti i lati dalla stessa malta.
Il pavimento sarà poi rullato ed eseguito, ad indurimento avvenuto, sottoposto all'arrotatura, alla levigatura e, se ordinato, alla lucidatura a piombo.
84.9 PAVIMENTI IN LEGNO
I pavimenti in legno dovranno essere eseguiti con legno ben stagionato e profilato, di tinta grana uniforme.
Gli elementi dovranno possedere le caratteristiche indicate al punto 43.3 del presente Capitolato; a posa ultimata dovranno presentarsi scevri di alterazioni, macchie o degradazioni in genere, causate da colle o da materiali di pulizia.
Lungo il perimetro degli ambienti dovrà essere collocato uno zoccoletto della stessa essenza del pavimento, lucidato a cera o
verniciato, fissato con viti di ottone su tasselli di legno pre-murati o mediante dispositivi a scatto brevettati, accettati dalla Direzione Lavori;
la distanza fra i fissaggi non dovrà essere superiore a 70 cm, con un minimo di due fissaggi per ogni singolo tratto.
Lo zoccoletto avrà altezza non inferiore a 70 mm, spessore non inferiore a 8 mm e la parte superiore sagomata a "becco di civetta"; gli spigoli di raccordo tra due tratti ortogonali, o comunque angolati, saranno realizzati con taglio a "becco di flauto", si da realizzare il
perfetto combaciamento tra gli stessi.
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I giunti di raccordo con pavimenti di diversa natura saranno schermati con fasce in ottone, di larghezza non inferiore a 40 mm,
fissate con viti di ottone su appositi tasselli a pavimento.
La posa in opera dei pavimenti si effettuerà solo dopo il completo prosciugamento del sottofondo e dovrà essere effettuata a perfetta regola d'arte, in modo da evitare difetti di orizzontalità, discontinuità, gibbosità, rumori di cigolio ect. Gli adesivi dovranno risultare di
elevata durabilità e chimicamente inerti. La dilatazione dovrà essere assicurata con la creazione di un giunto perimetrale lungo le pareti.
84.10 PAVIMENTI RESILIENTI
84.10.1 Sottofondo.
Il sottofondo destinato alla posa dei pavimenti resilienti dovrà essere perfettamente piano, duro, consistente ed indeformabile,
asciutto e protetto contro possibili infiltrazioni di umidità; tali caratteristiche inoltre dovranno essere mantenute nel tempo.
Il grado di umidità del sottofondo non dovrà superare, perché possa venire pavimentato, il 25%; il controllo verrà effettuato in vari
punti con l'igrometro elettrico.
Il sottofondo dovrà inoltre essere esente da polvere, vernici, grassi, cere, ect. Per l'eliminazione di uno o più di tali elementi, se
presenti, sarà perciò necessario ricorrere a spolverature, a lavaggi con soluzioni di acqua calda e soda, o con soluzioni al 10% di acido cloridrico, o ad una fiamma a gas liquido; dopo tali trattamenti il sottofondo sarà sottoposto ad energico lavaggio con sola acqua, quindi verrà
lasciato asciugare per non meno di 7 giorni.
Con riguardo alla composizione, il sottofondo potrà essere costituito da calcestruzzo normale, da calcestruzzo alleggerito o da un
massetto asfaltico, su autorizzazione della Direzione Lavori potrà anche venire omesso, nel qual caso il pavimento verrà applicato direttamente sulla soletta, previa particolare rifinitura della stessa eseguita non oltre 24 ore dal getto.
84.10.2 Lisciatura del sottofondo.
Qualora il sottofondo non fosse perfettamente piano, sarà necessario procedere alla regolarizzazione e lisciatura dello stesso con
idoneo livellante, dato in una o più mani secondo il tipo ed il grado di rettifica da apportare.
Nel caso di massetti in calcestruzzo cementizio, la lisciatura potrà essere effettuata con cemento e sabbia (nel rapporto 1:1) purché non oltre 24 ore dal getto del massetto; negli altri casi la lisciatura verrà effettuata con materiali a base di gesso, materiali a base di bitumi ovvero, in linea ottimale, con materiali a base di gomma naturale o sintetica.
84.10.3 Applicazioni dei materiali resilienti.
La posa dei materiali resilienti, piastrelle o teli che siano, dovrà essere preceduta dalla conservazione degli stessi fuori imballaggio, in ambiente chiuso e per almeno 48 ore prima dell'applicazione, ad una temperatura minima di 24°C.
Il collocamento in opera dovrà essere effettuato con temperatura ambiente non inferiore a 16°C. Anche il mastice da usare per
l'incollaggio dovrà essere sottoposto al suddetto trattamento; pertanto nella stagione fredda si potrà posare solo in locali con finestre chiuse
e riscaldamento in funzione.
Gli adesivi dovranno essere compatibili con il materiale da incollare, non dovranno essere attaccati o disciolti dai materiali normalmente usati per le pulizie e lucidature, né dovranno danneggiare le opere già eseguite.
Le piastrelle saranno sempre posizionate con posizione a piramide, partendo dal centro ed andando verso le pareti; i teli verranno
posizionati a fascia intera, da parete a parete, con le giunzioni disposte parallelamente al senso di direzione della luce, salvo diversa prescrizione.
Per evitare risalti sulla linea da cui riprenderà la stesura del collante, bisognerà inserire a metà telo una riga metallica; per evitare
bolle, sarà invece necessario che il telo venga fatto aderire completamente con la pressione delle mani o con squadre rigide a bordi arrotondati fino alle pareti, evitando di pressarlo sui bordi o dove dovrà essere rifilato. La superficie sarà quindi ripassata con cilindro metallico.
A posa ultimata i pavimenti resilienti dovranno risultare perfettamente aderenti in ogni punto della loro superficie ed assolutamente piani,
dovranno altresì presentarsi privi di rigonfiamenti, bolle, distacchi, grumi, macchie e di qualsiasi altro difetto.
Se ambienti adiacenti avranno pavimenti di diversa natura o, quando anche della stessa natura, di diverso colore o disegno, in
corrispondenza delle soglie delle porte saranno applicate fasce coprigiunto in ottone, così come prescritto al precedente punto 84.9.
Art.85 I N T O N A C H I
85.0 GENERALITÀ
L'esecuzione degli intonachi sia interni che esterni, dovrà essere effettuata non prima che le malte di allettamento delle murature,
sulle quali verranno applicati, abbiano fatto conveniente presa e comunque non prima di 60 giorni dall'ultimazione delle stesse murature.
L'esecuzione sarà sempre preceduta da una accurata preparazione delle superfici. Le strutture nuove dovranno essere ripulite da
eventuali grumi di malta, rabboccate nelle irregolarità più salienti e poi abbondantemente bagnate.
Per le strutture vecchie non intonacate, si dovrà procedere al distacco di tutti gli elementi non ben solidali con la muratura, alla
bonifica delle superfici ed infine alla lavatura, in modo da garantire l'assoluta pulizia. Per le strutture già intonacate si dovrà invece procedere alla asportazione dei tratti di intonaco non ben aderenti, alla spicconatura (eseguita con la martellina) delle superfici ed infine alla già prescritta lavatura.
Non dovrà mai procedersi all'esecuzione di intonachi, specie se interni, quando le strutture murarie non fossero sufficientemente
protette dagli agenti atmosferici, e ciò sia con riguardo all'azione delle acque piovane, sia con riferimento alle condizioni di temperatura e di
ventilazione.
Gli intonachi, di qualunque specie siano, non dovranno mai presentare peli, crepature, irregolarità negli allineamenti e negli spigoli
od altri difetti. Le superfici (pareti o soffitti che siano), dovranno essere perfettamente piane: saranno controllate con una riga metallica di
due metri di lunghezza e non dovranno presentare ondulazioni con scostamenti superiori a 2 mm.
L'intonaco dovrà essere eseguito, di norma, con spigoli ed angoli vivi, perfettamente diritti; eventuali raccordi, zanche e smussi
potranno essere richiesti dalla Direzione Lavori, senza che questo dia luogo a diritti per compensi supplementari.
Il grassello di calce avrà sempre una stagionatura in vasca di almeno tre mesi. Le sabbie e le pozzolane da impiegare nella preparazione delle malte, oltre ad essere di qualità particolarmente scelta, dovranno essere totalmente passanti allo staccio 0,5 UNI 2332, salvo diversa prescrizione.
85.1 INTONACO GREZZO (ARRICCIATURA)
85.1.1 Rinzaffo e sestiato.
L'intonaco grezzo verrà eseguito applicando sulle murature, preparate come nelle generalità, un primo strato di malta, dello spessore di 0,5 cm circa, ottenuta con sabbia a grani piuttosto grossi, gettata con forza in modo che possa penetrare nei giunti e riempirli.
Fissati quindi sulla superficie da intonacare alcuni punti, detti capisaldi (o poste), verranno tra questi predisporre opportune fasce,
dette seste (o righelle), eseguite sotto regoli di guida, ed a distanza sufficientemente ravvicinata. Tale operazione verrà definita "sestiato".
Il rinzaffo ed il sestiato dovranno essere eseguiti con malta di grassa comune, bastarda od idraulica per gli intonachi interni e con
malta cementizia grassa o pozzolanica mezzana per quelli esterni.
85.1.2 Traversato.
Quando la malta del rinzaffo avrà fatto una leggera presa, si applicherà su di essa un secondo strato della corrispondente malta
per finiture, in modo da ottenere una superficie piana non molto levigata; come guida ci si gioverà delle seste o righelle, in funzione di rette
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del piano, asportando con un regolo di legno la malta eccedente e conguagliando nelle parti mancanti in modo da avere in definitiva un piano unico di media scabrosità (traversato).
85.1.3 Arricciatura.
Quando anche la malta del traversato avrà fatto presa, si applicherà un altro sottile strato della stessa malta, nel tipo per intonachi, che si conguaglierà con la cazzuola e con il frattazzino, stuccando ogni fessura e togliendo ogni asperità affinché le pareti riescano per
quanto possibile regolari.
85.2 INTONACO COMUNE (CIVILE)
Appena l'intonaco grezzo di cui al precedente punto 85.1; in particolare l'arricciatura, avrà preso consistenza, dovrà essere disteso in ulteriore strato (tonachino) della corrispondente malta per intonachi passata allo staccio fino, che verrà conguagliato in modo tale che
l'intera superficie risulti perfettamente uniforme, piana, ovvero secondo le particolari sagome stabilite.
Lo strato di tonachino verrà di norma lavorato a fratazzo, rivestito o meno con panno di feltro, secondo prescrizione.
85.3 INTONACO A STUCCO
85.3.1 Intonaco a stucco semplice.
Sull'intonaco grezzo di cui al precedente punto 85.1 saranno sovrapposti due strati, di cui il primo spesso 2,5 mm ed il secondo
1,5 mm circa, formati rispettivamente con malta normale per stucchi e con colla di stucco.
La superficie dovrà essere accuratamente lisciata con frattazzo di acciaio così da avere pareti perfettamente piane ed esenti da
ogni minima imperfezione.
Ove lo stucco dovesse colorarsi, nella malta verranno stemperati i colori prescelti dalla Direzione Lavori.
85.3.2 Intonaco a stucco lucido.
Verrà preparato con lo stesso procedimento dello stucco semplice. Spianato lo stucco, prima che esso sia asciutto si bagnerà la
superficie con acqua in cui sia stato disciolto sapone tipo Marsiglia, quindi si comprimerà e si tirerà il lucido con ferri caldi, evitando qualsiasi
macchia la quale sarà sempre da attribuire a cattiva esecuzione del lavoro. Terminata l'operazione si bagnerà lo stucco con la medesima
soluzione saponata, lisciandolo con un panno.
85.4 INTONACO DI GESSO
85.4.0 Generalità.
Le superfici sulle quali verrà applicato l'intonaco di gesso dovranno essere esenti da polveri, efflorescenze, tracce di unto e simili;
inoltre dovranno presentare una scabrosità sufficiente a garantire l'aderenza dell'intonaco. Le stesse superfici dovranno essere previamente
bagnate, onde evitare l'assorbimento dell'acqua di impasto della malta. Qualora l'intonaco dovesse applicarsi a più strati, si dovrà rendere
scabro lo strato precedente prima di applicare il successivo.
85.4.1 Intonaco con malta di solo gesso.
La malta di gesso dovrà essere preparata in recipienti di legno, acciaio zincato o di materia plastica, preventivamente lavati, in
quantità sufficienti all'immediato impiego, dovendosi applicare unicamente impasto allo stato plastico e scartare quello che abbia fatto presa
prima della posa in opera.
L'impasto sarà effettuato versando nel recipiente prima acqua e poi il gesso fino ad affioramento, mescolando quindi a giusto grado di plasticità. Sarà vietato mescolare i prodotti di una bagnata con quelli della successiva.
La malta sarà applicata direttamente sulla muratura in quantità e con pressione sufficienti ad ottenere una buona aderenza della
stessa. Dopo aver steso la malta sulla muratura si procederà a lisciarla con la spatola metallica per ottenere la necessaria finitura. Anche
l'eventuale rasatura sarà eseguita con impasto di solo gesso.
85.4.2 Intonaco con malta di gesso e sabbia.
Sarà formato come al punto precedente ma con malta i cui componenti solidi saranno costituiti da gesso e sabbia finemente vagliata, nel rapporto in peso di 1:2,5.
Lo spessore reso dell'intonaco dovrà risultare in nessun punto inferiore a 10 mm. La rasatura sarà sempre eseguita con impasto
di solo gesso.
85.4.3 Finitura con impasto di solo gesso.
Qualora la finitura in argomento venisse eseguita su intonaco non costituito da solo gesso, lo spessore non dovrà essere inferiore
a 3 mm; l'impasto dovrà essere lisciato con idonee spatole o cazzuole metalliche.
85.5 INTONACO CON INERTI ESPANSI
Sarà formato con malta i cui componenti solidi saranno costituiti, di norma, da cemento tipo 325 (200 Kg), da calce idraulica naturale in polvere (100 Kg) e da inerti espansi di granulometria medio-fine (1 mc). La preparazione della malta sarà effettuata con la preventiva
miscelazione di detti componenti e la successiva aggiunta di acqua; l'eventuale emulsionante-plastificante, in dose opportuna e diluito in
acqua, dovrà essere versato durante la miscelazione.
L'intonaco, salvo diversa disposizione, verrà dato in doppio strato per uno spessore complessivo di 20 - 25 mm. Ogni applicazione dovrà essere preceduta da adeguata bagnatura della superficie interessata.
85.6 INTONACO DECORATIVO ESTERNO
85.6.0 Generalità - Costituzione degli strati.
Con la dizione generica di intonachi decorativi si intendono tutte quelle opere occorrenti per il completo rivestimento delle pareti
esterne dei fabbricati, dalle zoccolature agli attici, generalmente eseguite con impasti di malte di vario tipo e sabbia o polvere di marmo,
graniglie, ect. con o senza aggiunta di materie coloranti. In essi restano compresi anche gli intonachi speciali, preconfezionati o meno in
stabilimento.
Tutti i detti intonachi, comunque, saranno sempre costituiti, al pari dell'intonaco civile di cui al precedente punto 85.2, da uno strato grezzo o corpo (rinzaffo + traversato o squadratura + arricciatura), dello spessore di 15 - 18 mm e da uno strato di finitura (rivestimento o
tonachino), dello spessore di 3 - 8 mm secondo i tipi e le lavorazioni. Il rinzaffo sarà costituito, di norma, con malta cementizia dosata a 400
- 500 Kg di cemento e sabbia silicea a grana grossa. La squadratura e l'arricciatura verranno date con malta bastarda cementizia, comune
od idraulica, nei tipi prescritti dalla Direzione Lavori.
Le malte da impiegarsi dovranno sempre contenere un idrofugo di ottima qualità e di sicura efficacia, nelle proporzioni ottimali
stabilite dalle Ditte produttrici.
Per la formulazione di parti aggettanti come zoccolature, fasce, lesene, riquadri, ect., l'Appaltatore avrà l'obbligo di predisporre le
relative ossature durante l'esecuzione delle opere murarie.
85.6.1 Intonaco pietrificante ad imitazione di pietra tufacea.
Sulla parete da intonacare verrà preliminarmente realizzato un intonaco grezzo come al precedente punto 85.6.0 con squadratura
ed arricciatura eseguite con malta bastarda cementizia di cui al tipo 22.
Si distenderà quindi uno strato d'impasto, dello spessore non inferiore a 3 mm, preparato in cantiere con grassello, cemento bianco, sabbia dolomitica e colori particolarmente resistenti agli agenti atmosferici, o preconfezionato industrialmente nei componenti solidi e
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fornito pronto in confezioni sigillate. La lavorazione prevede il tipo lamato, il tipo spruzzato o altri tipi speciali.
Il tipo lamato potrà essere lavorato fine (spessore 5 mm ca.), medio (spessore 6 - 7 mm ca.) o grosso (spessore 7 - 8 mm ca.). La
posa sarà effettuata stendendo lo strato di impasto a cazzuola, fratazzando con attrezzo di legno e dopo circa 3 - 4 ore lamando con speciale lama, indi spazzolando con attrezzo di crine. Il tipo spruzzato sarà applicato con il mulinello spruzzatore per uno spessore reso non inferiore a 3 mm.
85.6.2 Intonaco di cemento.
L'intonaco di cemento verrà eseguito in conformità a quanto prescritto al punto 85.6.0 con la specifica che per gli strati successivi
al rinzaffo verrà usata unicamente malta cementizia nei tipi per finiture e per intonachi (rispettivamente dosate a 500 e 600 Kg di cemento).
L’ultimo strato di colla di malta fine, eventualmente colorato, dovrà essere tirato e lisciato in perfetto piano con apposito attrezzo, o fratazzo
secondo prescrizione. valgono, per l'intonaco in argomento, le specifiche di protezione precedentemente elencate per i conglomerati; l'intonaco comunque dovrà essere mantenuto umido e protetto dall’irradiazione solare per almeno 15 giorni dall'esecuzione.
85.6.3 Intonaco di cemento e graniglia.
Sarà eseguito su rinzaffo di malta cementizia con impasto formato da 400 - 500 Kg di cemento (normale, bianco o colorato), 0,8
mc di sabbia particolarmente scelta e 0,4 mc di graniglia di marmo di qualità, dimensioni e colori che saranno indicati dalla Direzione Lavori.
La superficie a vista sarà lavorata a fasce, a bugne, a riquadri, ect., secondo i disegni, e quindi sottoposta ad uno strato dei seguenti trattamenti:
a) Spazzolatura: Sarà eseguita con spazzole metalliche od a setole rigide, con un discreto getto di acqua per allontanare il materiale asportato e ripulire ogni zona di inerti in vista. Il periodo di tempo in cui potrà effettuarsi il trattamento sarà compreso tra due e sei ore dopo la stesura del rivestimento ed in ogni caso, per le condizioni meteorologiche normali (Temperatura compresa tra 12,8 e 18,3°C), non
dovrà superare 16 ore.
b) Martellinatura: Sarà eseguita con martello pneumatico ed utensili di vario tipo (a punta, a pettine, a testa multipla, ect.) curando con la
massima attenzione l'uniformità e la regolarità della lavorazione. Particolare cautela sarà richiesta nel trattamento degli spigoli, che potranno venire ordinati lisci o lavorati a scalpello piatto. La martellinatura dovrà essere effettuata non prima che siano trascorsi 30 giorni
dalla stesura del rivestimento.
c) - Sabbiatura abrasiva: Sarà effettuata con getto sotto pressione di sabbia ed aria compressa diretto sulla superficie da trattare tenendo
l'ugello di afflusso a circa 30 cm dalla superficie stessa. Il ritmo e la profondità di abrasione saranno rapportati alla tipologia degli inerti
ed agli effetti decorativi da realizzare.
85.7 INTONACO PLASTICO
85.7.1 Generalità.
Prodotto di norma industrialmente e fornito pronto in confezioni sigillate, l'intonaco plastico sarà composto da resine sintetiche (in
emulsione acquosa od in solvente), inerti, pigmenti ed additivi vari (amalgamati, stabilizzanti, fungicidi, battericidi, idrorepellenti, ect.) in rapporti tali da realizzare, in applicazione e nello spessore previsto, un rivestimento rispondente, in tutto od in parte (secondo quanto richiesto
dalla Direzione), alle caratteristiche di prova riportate all'Art.48.
L'intonaco dovrà possedere elevati requisiti di aderenza, di resistenza e, se in applicazioni particolari od esterne, anche idrorepellenza.
Il supporto o fondo sarà di norma costituito dallo strato di tonachino, in malta bastarda se per esterni, perfettamente stagionato ed
esente da umidità.
Su tale tonachino, e nei casi previsti dalle Ditte produttrici dell'intonaco, dovranno essere date a pennello una o più mani di appositi prodotti di preparazione.
85.7.2 Modalità d'applicazione.
L'applicazione dell'intonaco plastico dovrà essere preceduta dalla protezione, con nastri di carta autoadesiva, delle pareti da non
intonacare (marmi, infissi, ect.) o predisposte per la formazione di pannellature nelle dimensioni e forme prescritte.
La carta adesiva dovrà essere asportata prima dell'indurimento dell'intonaco, curando la perfetta rifinitura dei bordi.
L'applicazione dell'intonaco varierà in rapporto ai tipi ed alle finiture superficiali (lisce, rigate, graffiate, rustiche, spatolate, rullate,
spruzzate, ect.).
Di norma comunque la pasta, previo energico mescolamento in vaschetta di plastica, verrà stesa sulla parete da intonacare con il
frattone metallico, dal basso verso l'alto, con uno spessore di circa 3 mm. La stesura verrà quindi regolata con il fratazzo metallico, con movimenti verticali ed orizzontali onde evitare le ondulazioni.
Successivamente, con lo stesso con lo stesso fratazzo perfettamente lavato ed asciutto, si dovrà lamare la superficie con forza,
onde comprimere i granuli ed ottenere una superficie uniforme e regolare.
A lavoro ultimato le superfici rivestite dovranno presentarsi del tutto conformi alle campionature previamente preparate dall'Appaltatore, sottoposte a prova ed accertate dalla Direzione Lavori.
Art.86 D E C O R A Z I O N I
Per l'esecuzione delle decorazioni, sia nelle pareti interne che nei prospetti esterni, la Direzione Lavori fornirà all'Appaltatore, qualora non compresi tra i disegni di contratto o ad integrazioni degli stessi, i necessari particolari dei cornicioni, cornici, lesene, archi, fasce,
aggetti, riquadrature, bugnati, bassifondi, ect., di cui lo stesso dovrà scrupolosamente attenersi mediante l’impiego di stampi, sagome, modelli, ect., predisposti a sua cura e spese e mediante pre-campionatura al vero, se richiesta.
L'ossatura dei cornicioni, delle cornici e delle fasce sarà formata, sempre in costruzione, con più ordini di pietre o di mattoni, od
anche in conglomerato cementizio semplice od armato, a seconda delle sporgenze e degli spessori; l'ossatura dovrà comunque essere costituita in maniera tale che l'intonaco di rivestimento non superi lo spessore di 25 mm.
Quando nella costruzione non fossero state predisposte le ossature per le lesene, cornici, fasce, ect. e queste dovessero quindi
applicarsi in aggetto, o quando fossero troppo limitate rispetto alla decorazione, o quando infine possa temersi che la parte di finitura delle
decorazioni, per eccessiva sporgenza o per deficiente aderenza dell'ossatura predisposta, potesse col tempo staccarsi, si curerà di ottenere
il miglior collegamento della decorazione sporgente alle pareti od alle ossature mediante adatte chiodature, tiranti, applicazione di rete metallica, cementazioni con resine epossidiche ect.
Preparate così le superfici di supporto, si procederà alla formazione dell'abbozzo con intonaco grezzo indi si tirerà a sagoma e si
rifinirà con malta fina ed eventualmente, se prescritto, con colla di stucco.
Nella lavorazione dei cornicioni, cornici, fasce, ect., sarà di norma vietato l'impiego del gesso; tale divieto sarà comunque tassativo per i lavori in esterno.
Art.87 R I V E S T I M E N T I
87.1 GENERALITÀ
I materiali con i quali verranno eseguiti i rivestimenti dovranno possedere i requisiti prescritti nel presente Capitolato (art.46, per i
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più comuni) o nell'allegato Elenco Prezzi o più generalmente richiesti dalla Direzione Lavori.
Quando i materiali non fossero direttamente forniti dall'Amministrazione appaltante, l'Appaltatore dovrà presentare all'approvazione della Direzione i campioni degli stessi e dovrà sempre approntare una campionatura in opera; solo dopo l'approvazione di questa sarà
consentito dare inizio ai lavori di rivestimento od alla posa degli elementi decorativi.
L'esecuzione di un rivestimento dovrà possedere tutti i requisiti necessari per garantire l'aderenza alle strutture di un supporto e
per assicurare l'effetto funzionale ed estetico dell'opera di finitura stessa. Gli elementi del rivestimento dovranno combaciare perfettamente
tra loro e le linee dei giunti, debitamente stuccate con cemento bianco o diversamente colorato, dovranno risultare, a lavoro ultimato, perfettamente allineate nelle due direzioni.
La perfetta esecuzione delle superfici dovrà essere controllata con un regolo rigorosamente rettilineo che dovrà combaciare con il
rivestimento in qualunque posizione. I contorni degli apparecchi sanitari, rubinetterie, mensole, ect., dovranno essere disposti con elementi
appositamente tagliati e predisposti a regola d'arte, senza incrinature né stuccature.
A lavoro ultimato i rivestimenti dovranno essere convenientemente lavati e puliti.
87.2 MODALITÀ DI ESECUZIONE
87.2.1 Rivestimenti in piastrelle e listelli ceramici.
Dovrà distinguersi il caso che tali rivestimenti siano realizzati su struttura in calcestruzzo (a blocchi o armato), in laterizio (pieno o
forato) od in pietra naturale, ovvero che siano realizzati su strutture o finimenti in gesso, plastica, metallo, pannelli di fibra, legno, ect.
Sulle strutture murarie lo strato legante sarà in genere costituito da una malta di rinzaffo (o intonaco grezzo di fondo), che potrà
essere una malta idraulica bastarda o una malta grassa cementizia, e da una malta di posa che sarà di norma una malta cementizia dosata
a non meno di 400 Kg di cemento per metro cubo di sabbia (Ý < 3 mm).
I materiali con supporto poroso (assorbimento d'acqua > 2%), dovranno essere pre-immersi in acqua per non meno di due ore,
per gli altri sarà sufficiente un'immersione meno prolungata.
Prima di iniziare le operazioni di posa si dovrà pulire accuratamente la parete e bagnarla uniformemente; si darà inizio quindi
all'esecuzione del rinzaffo, gettando la malta con la cazzuola per uno spessore di 0,5 - 1 cm.
Non appena tale malta avrà fatto presa si procederà, se occorre, ad una seconda bagnatura e quindi all'applicazione delle singole
piastrelle o listelli, dopo averli caricati nel retro con circa 1 cm di malta di posa; l'operazione andrà iniziata dal pavimento, se questo non è
ben livellato, da un listello di legno poggiato sullo stesso, messo in orizzontale e che sostituirà provvisoriamente la prima fila di piastrelle.
Per i rivestimenti interni, salvo diversa disposizione, il tipo di posa sarà a giunto unito. I giunti saranno stuccati non prima di 12 ore
e, di norma, dopo 24 ore dall'ultimazione della posa. Pulito il rivestimento e bagnatolo abbondantemente, si stenderà la boiacca di cemento
(bianco o colorato), quindi, quando ancora la stessa è fresca, se ne elimineranno i residui con stracci o trucioli di legno.
Particolare attenzione dovrà porsi alle dimensioni della superficie da rivestire onde evitare, per quanto possibile, frazionamento di
elementi ai punti terminali (porte, finestre, spigoli, ect.). Le piastrelle saranno poste in opera con i relativi "becchi di civetta" nei tipi previsti
dalla UNI 6776-70.
Per i rivestimenti esterni, effettuate le operazioni di rinzaffo come in precedenza descritto, si procederà alla posa delle piastrelle o
dei listelli caricandole abbondantemente di malta di dorso, quindi curando l'applicazione della prima fila in perfetta linea orizzontale.
Per la posa a giunto aperto sarà impiegato un righello distanziatore a sezione quadra (lato 8 -10 mm), riferendo i giunti orizzontali
e verticali con un ferro a sezione circolare e curando di non lasciare soluzioni di continuità nella malta. Si pulirà quindi con uno strofinaccio e
quando la malta avrà fatto presa si laverà la parete con un getto d'acqua.
Nel caso di piastrelle smaltate o vetrinate eventuali soluzioni acide di pulizia potranno essere usate solo se consentito.
Su pareti in gesso la posa delle piastrelle sarà effettuata con cementi adesivi (dry-set mortars o ciment colle) composti da cemento, sabbia e resine idroretentive, previa impermeabilizzazione delle stesse pareti.
Sugli altri tipi si supporto verranno di norma impiegati adesivi organici (resine poliviniliche od acriliche con idonei plastificanti e
stabilizzanti, gomme antiossidanti, resine epossidiche, fenoliche, poliesteri, furaniche, ect.) con le modalità ed i limiti prescritti dalle Ditte
produttrici.
87.2.2 Rivestimenti a mosaico.
Saranno formati con tesserine di grès ceramico fine o di pasta vetrosa poste su sottofondo di intonaco grezzo (arricciatura) in
malta idraulica bastarda o cementizia.
I pannelli o teli di mosaico, supportati con carta, saranno applicati con malta fluida di cemento bianco o colorato, data in leggero
spessore sull'arricciatura previa bagnatura della superficie.
Ad applicazione avvenuta si batteranno le tesserine con fratazzino, onde provocare il rifluimento della malta nelle giunzioni, quindi
man mano che avrà inizio la presa verrà asportata la carta superficiale continuando l'operazione di battitura onde assestare i giunti ed uniformare le connessure; infine si procederà alla pulizia della superficie.
Nella posa in opera dei rivestimenti in mosaico particolare attenzione dovrà essere posta nella esecuzione degli spigoli, che dovranno risultare assolutamente diritti, con piani a perfetto squadro, e nell'esecuzione dei raccordi vari.
87.2.3 Rivestimenti resilienti.
Saranno posti in opera mediante idonei adesivi su pareti perfettamente asciutte, compatte, protette contro possibili infiltrazioni di
acqua o di umidità e tirate a gesso duro.
Prima dell'applicazione le pareti, dovranno essere pulite a fondo e sottoposte a scartavetratura per l'eliminazione di ogni ancorché
piccola asperità. A lavoro ultimato i rivestimenti dovranno risultare perfettamente aderenti e distesi, senza asperità, bolle o giunti orizzontali,
con le giunzioni ben accostate ed esattamente verticali.
87.2.4 Rivestimenti in lastre di marmo e pietra.
Le lastre di marmo dovranno essere fissate a parete mediante zanche ed arpioni di rame o di acciaio inossidabile e tenute staccate dalla parete stessa di almeno 1,5 cm; successivamente nell'intercapedine tra lastra e parete sarà eseguita, previa bagnatura, l'imbottitura,
cioè una colata di malta idraulica o bastarda cementizia secondo di casi.
Le mastre avranno spessore minimo di 2 cm per i rivestimenti interni, 3 cm per quelli esterni e, salvo diversa prescrizione, saranno lucidate a piombo su tutte le facce a vista. Le connessure dovranno presentare un perfetto combaciamento (salvo i giunti a sovrapposizione a stradella) con larghezza massima di 1 mm ed assoluta rettilineità. La stuccatura dovrà eseguirsi con cemento in polvere.
Per i rivestimenti in lastre di pietra varranno in generale le stesse norme, salvo la definizione degli spessori e delle connessure,
variabili secondo la qualità della pietra ed il tipo di lavorazione. Per gli elementi di scala (gradini, soglie, pianerottoli, parapetti) l'Appaltatore
dovrà precostituire l'apparecchiatura ben precisa e presentare alla Direzione Lavori i relativi campioni per il giudizio sulla qualità del materiale e sul tipo di lavorazione.
Particolare precisione dovrà essere realizzata nell'esecuzione delle strutture di supporto (rampe, gradini, innesti, ect.) sicché la
collazione avvenga senza necessità di tagli ed aggiustamenti e nel rispetto dei particolari di progetto.
A lavoro ultimato, gradini e ripiani dovranno essere protetti con gesso o con tavolato da togliere solo quando disposto dalla Direzione Lavori.
87.2.5 Rivestimenti resino-plastici.
Saranno applicati su intonachi perfettamente rifiniti a tonachino (in malta comune per gli interni, bastarda o cementizia per gli epagina n.65
sterni), dovutamente stagionati ed esenti da umidità.
A seconda della qualità dei fondi, l'applicazione sarà proceduta o meno da una mano di preparazione (pigmentata o meno) data a
pennello; ciò sarà particolarmente indicato su fondi vecchi, per i quali sarà necessario asportare con mezzi meccanici o manuali le vecchie
pitture, spazzolate bene e stuccate con malta cementizia.
A seconda poi dei tipi, l'applicazione potrà esser fatta in unico strato od in doppio strato. Le modalità di messa in opera verieranno
comunque in rapporto alle caratteristiche dei rivestimenti, nonché degli impieghi e degli effetti estetici da ottenere.
I rivestimenti rullati saranno di norma dati a pennello, in strato abbondante e perfettamente coprente; la rullatura sarà effettuata
con rullo di gomma, passato sulla superficie appena ricoperta in senso verticale ed orizzontale.
I rivestimenti graffiati, caricati con quarzi di particolare curva granulometrica, saranno di norma applicati con fratazzo di acciaio
(con l'ausilio del frattone di raccolta); la superficie verrà quindi subiti lamata con fratazzo di plastica, mosso in senso verticale, orizzontale o
circolare.
I rivestimenti spruzzati saranno applicati a spruzzo su mano di fondo a pennello; l'ulteriore lavorazione con fratazzino di plastica
darà luogo, in rapporto alle formulazioni del rivestimento, all'effetto di finitura definito "damascato".
Con riguardo alle modalità di posa ed alle lavorazioni dovranno comunque essere osservate le prescrizioni delle Ditte fornitrici del
rivestimento prescelto, prescrizioni alle quali l'Appaltatore dovrà scrupolosamente attenersi. Per il resto si rimanda a quanto riportato sull'argomento al precedente punto 85.7.
87.2.6 Rivestimenti vari e speciali.
Per i rivestimenti speciali (legno, cristallo, acciaio, alluminio, plastica, gomma, pannellature, ect.), il progetto o la Direzione Lavori
definiranno caso per caso le prescrizioni relative, imposte e dalla funzionalità e dagli effetti decorativi da ottenere.
A carico graverà ogni onere diretto ed accessorio per l'esecuzione del lavoro.
Art.88 INFISSI IN LEGNO
88.0 GENERALITÀ
88.0.1 Requisiti di prestazione - Materiali.
Tutti gli infissi dovranno essere eseguiti nel perfetto rispetto degli esecutivi di progetto, nonché degli elementi grafici di insieme e
di dettaglio e delle indicazioni che potrà fornire la Direzione Lavori o, qualora questa non dovesse provvedervi, nel rispetto dei particolari
costruttivi che lo stesso appaltatore sarà tenuto a predisporre, in modo che risultino chiaramente definite le caratteristiche di struttura e di
funzionamento.
L'Appaltatore, comunque, rimane altresì obbligato al rispetto dei requisiti minimi di prestazione prescritti dal presente Capitolato;
pertanto, qualora i disegni di progetto non consentissero nella traduzione esecutiva il raggiungimento di tali requisiti, l'Appaltatore dovrà apportarvi le opportune varianti rimanendo svincolato di tale onere solo su precisa disposizione scritta della Direzione Lavori od autorizzazione
tempestivamente richiesta dallo stesso. In caso contrario, l'Appaltatore sarà tenuto al rispetto delle caratteristiche minime imposte in questa
sede, anche in difformità al progetto o ad altre prescrizioni di contratto.
I legnami; i paniforti, i compensati, etc., da impiegare nella costruzione degli infissi dovranno rispondere alle caratteristiche precedentemente riportate all'art.43. Il legname dovrà essere perfettamente lavorato e piallato e risultare, dopo di ciò, dello spessore richiesto,
intendendosi che le dimensioni e gli spessori dei disegni sono fissati per lavoro ultimato e non saranno tollerate, a tale riguardo, eccezioni di
sorta; l'Appaltatore dovrà quindi provvedere legname di spessore superiore a quello richiesto per il lavoro finito.
Le superfici dovranno essere piane e lisciate con carte abrasive finissime, così da non richiedere per le operazioni di finitura particolari rasature. Gli spigoli, ove non diversamente prescritto saranno leggermente arrotondati.
88.0.2 Protezione del legno.
Qualora richiesto dalla Direzione Lavori, ed in tutti i casi per gli infissi ed i manufatti in genere da posizionare in ambienti umidi od
a contatto con l'esterno (parapetti, rivestimenti, etc.), i legnami dovranno essere protetti contro l'azione degli insetti xylofagi (tarlo, capricorno, termiti) e contro i funghi parassiti della muffa, del marcimento e della putredine mediante un accurato trattamento con idonei prodotti di
protezione.
Il legname dovrà essere impregnato quando tutte le lavorazioni di sagomatura siano già state ultimate. I liquidi per il trattamento
saranno di norma costituiti da soluzioni in solventi organici di sostanze antisettiche, non dovranno causare rigonfiamenti nel legno né alterarne il colore ed inoltre non dovranno emanare cattivi odori né impedire o rendere difficoltose le operazioni di verniciatura.
88.0.3 Montanti e traverse - Unione degli elementi.
I montanti dovranno essere continui per tutta l'altezza del serramento; le traverse, anch'esse di un sol pezzo, dovranno essere
calettate a tenone e mortasa e fissate con cavicchi di legno duro. Il tenone e la mortasa per gli incastri a maschio e femmina dovranno attraversare dall'una all'altra parte i pezzi in cui verranno calettati e le linguette avranno spessore pari ad 1/3 della dimensione del legno e
gioco con la mortasa non superiore a 0,2 mm.
L'unione sarà realizzata mediante incollatura con adesivi insaponificabili, essendo vietata ogni unione con chiodi, viti od altri elementi metallici.
88.0.4 Specchiature - Pannelli.
Nei lavori a specchiatura, gli incastri nei telai per installazione dei pannelli dovranno essere inferiori a 15 mm; i pannelli dovranno
avere dimensioni di almeno 12 mm (per parte) oltre alla luce netta della specchiatura per modo che fra l'estremità del pannello (o della linguetta) ed il fondo della scanalatura rimanga un gioco di 2 - 3 mm onde permettere la libera dilatazione del pannello.
Nei pannelli a superficie liscia o perlinata le tavole di legno saranno connesse a dente e canale ed incollate, oppure a canale, unite con apposita linguetta di legno duro incollata a tutta lunghezza.
88.0.5 Verniciatura e posa in opera dei vetri.
Gli infissi dovranno essere dati ultimati completi di verniciatura e di vetratura. Per tali categorie di lavori si rimanda, comunque,
qualora non facenti parte di opere scorporate, alle disposizioni e prescrizioni particolarmente riportate agli artt.91 e 95 del presente Capitolato.
88.0.6 Senso di chiusura dei battenti - Normalizzazione.
Le designazioni simboliche del senso di chiusura dei battenti di porte, finestre, ante e persiane e delle facce dei battenti, in relazione al loro senso di manovra, saranno adottate in conformità alla proposta ISO-TC 59.
Per quanto riguarda la normalizzazione, dovranno essere rispettate le prescrizioni ed adottati gli spessori e le dimensioni riportate
nelle tabelle UNI, sempre che non siano in contrasto con i dati di progetto o con le disposizioni contrattuali. In quest'ultimo caso competerà
alla Direzione Lavori ogni decisione circa l'opportunità dell'uniformazione, restando comunque l'Appaltatore obbligato alla accettazione di tali
modifiche.
88.0.7 Colle.
Qualunque adesivo venga adoperato per l'incollaggio delle varie parti degli infissi, questo dovrà essere del tipo insaponificabile,
cioè dovrà possedere un numero di saponificazione non superiore a 2.
88.0.8 Campionatura - Esami, prove e controlli.
Per ogni tipo di infisso dovrà essere sottoposto alla Direzione Lavori, ancor prima che venga effettuata la fornitura, un apposito
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campione, completo di tutti gli elementi componenti e della ferramenta di manovra.
Accettata la campionatura da parte della Direzione Lavori, verrà redatto apposito verbale, quindi i campioni verranno depositati
come manufatti di confronto e saranno posti in opera per ultimi, quando tutti gli altri infissi saranno stati presentati ed accettati.
Tutta la fornitura degli infissi dovrà essere comunque sottoposta al preventivo esame della Direzione Lavori; tale esame potrà essere esteso anche alle varie fasi di lavorazione e pertanto l'Appaltatore dovrà informare tempestivamente la stessa Direzione sia sulle epoche delle lavorazioni, sia sugli stabilimenti di produzione. Si richiama in proposito quanto in precedenza stabilito ai punti 27.26, 27.3 e 35.1.
La Direzione avrà il diritto di controllare i materiali in lavorazione e la lavorazione stessa presso i detti stabilimenti e ciò quand'anche gli
stessi non fossero di proprietà dell'Appaltatore.
La Direzione avrà altresì la facoltà di ordinare, a cura e spese dello stesso, l'esecuzione di saggi, analisi e prove presso gli istituti
specializzati e ciò sia sui materiali, sia sui manufatti e relativi accessori; potrà ancora ordinare modifiche alle tecnologie di lavorazione, qualora dovesse ritenere ciò necessario al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni contrattuali.
Per l'esecuzione delle prove e dei controlli l'Appaltatore dovrà mettere a disposizione, a proprie spese, un infisso completo in soprannumero per ogni tipo di infisso adottato la cui quantità sia superiore a 20. Qualora il numero di infissi uguali dovesse essere superiore a
100, la fornitura gratuita in soprannumero sarà di un infisso per ogni lotto di 100 o frazione, per frazione superiore a 50/100.
Resta comunque inteso che l'accettazione da parte della Direzione Lavori della completa fornitura degli infissi non pregiudica in
alcun modo i diritti che l'Amministrazione si riserva in sede di collaudo definitivo. Gli infissi che invece non avessero i richiesti requisiti di
costruzione e di qualità, saranno dalla stessa Direzione rifiutati e dovranno essere immediatamente allontanati dal cantiere per essere modificati o, se necessario, sostituiti.
L'Appaltatore rimane in ogni caso unico responsabile sia della perfetta rispondenza della fornitura alle caratteristiche prescritte,
sia del perfetto funzionamento a collocazione avvenuta obbligandosi, in difetto, all'immediata dismissione e sostituzione degli infissi non rispondenti ai requisiti prescritti (o soggetti a degradazioni o affetti da vizi di funzionamento) ed al ripristino di quanto in conseguenza manomesso.
L'Appaltatore rimane infine obbligato alla rimozione, con successiva ricollocazione e conseguenti ripristini, degli infissi che, in sede di collaudo, il collaudatore ritenesse di sottoporre a prove e verifiche.
88.0.9 Obblighi dell'Appaltatore in caso di scorporo.
Nel caso che la fornitura degli infissi fosse parzialmente o totalmente scorporata l'Appaltatore, a norma di quanto prescritto al punto 27.29 del presente Capitolato, sarà tenuto al ricevimento in cantiere, all'immagazzinamento, alla sistemazione e custodia di tali manufatti
fino al momento della collocazione in opera e risponderà dell'integrità degli stessi; l'Appaltatore dovrà pertanto sottoporre gli infissi, all'atto
del ricevimento, ad accurato controllo, segnalando tempestivamente alla Direzione Lavori eventuali difetti, guasti o rotture, per i provvedimenti di competenza della stessa.
La Ditta fornitrice degli infissi scorporati sarà tenuta a prestare a propria cura e spese, la necessaria assistenza tecnica al montaggio che verrà eseguito dall'Appaltatore; sarà tenuta altresì all'eliminazione dei difetti che venissero riscontrati in sede di posa in opera e,
se del caso, alla completa sostituzione degli infissi.
88.0.10 Oneri relativi alla posa in opera - Prescrizioni varie.
Tutti gli infissi in legno, salvo diversa disposizione, dovranno essere fissati alle strutture di sostegno mediante controtelai, debitamente murati con zanche di acciaio e posti in opera anticipatamente, a murature rustiche ed a richiesta della Direzione Lavori.
Nell'esecuzione della posa in opera le zanche dovranno essere murate a cemento se cadenti entro strutture murarie e con piombo fuso battuto a mazzuolo se cadenti entro pietre, marmi o simili.
Tanto durante la loro giacenza, quanto durante il loro trasporto, sollevamento e collocamento in sito, l'Appaltatore dovrà curare
che gli infissi non abbiano a subire alcun guasto o lordura, proteggendoli convenientemente da urti, calce, vernici, etc. e ciò con particolare
cautela per gli spigoli.
Saranno comunque a carico dell'Appaltatore ogni onere ed opera principale, complementare od accessoria per dare gli infissi
completamente finiti e funzionanti e le opere connesse perfettamente rifinite.
Nella posa in opera sono perciò compresi tutti gli oneri relativi al trasporto, all'immagazzinamento ed al sollevamento fino al posto
di posa; ogni opera provvisionale e di protezione; ogni lavorazione nelle murature, nelle pietre e nei marmi quali spicconature, scalpellamenti, tagli, forature, impiobature, imperniazioni, etc.; le ferramenta accessorie a muro quali meccanismi di comando e di dispositivi di fermo;
ogni conseguente lavoro di ripristino, quali rincocciature, stuccature, riprese in genere; ogni impiego di mano d'opera, anche specializzata; i
lavori di verniciatura e di vetrazione ed infine la registrazione e l'eliminazione di qualsiasi imperfezione venisse riscontrata, anche ad avvenuta collocazione e fino al momento del collaudo.
88.1 ELEMENTI COSTRUTTIVI - PRESCRIZIONI VARIE E DIMENSIONAMENTO
88.1.1 Controtelai.
Saranno costituiti da tavole rustiche, di spessore non inferiore a 25 mm e di larghezza pari a quella del telaio maestro dell'infisso;
inoltre, se prescritto, avranno la parte contro muratura sagomata ad U, per una profondità non superiore ad 1/5 dello spessore del controtelaio e non inferiore a 5 mm e per una lunghezza pari al rustico della muratura (per pareti in foglio).
I controtelai saranno posti in opera anticipatamente, al rustico delle murature, saranno arpionati a queste con un numero adeguato di staffe ad U in acciaio zincato, incassate nel controtelaio stesso, e saranno dimensionati in modo da determinare, con il telaio maestro,
un gioco massimo di 10 mm.
88.1.2 Telai maestri (telaroni).
Saranno realizzati con le specie legnose prescritte in progetto ed in ogni caso con legnami di qualità forte e resistente.
Nei tipi a cassettone avranno larghezza corrispondente a quella della struttura sulla quale verranno applicati e spessore non inferiore a 45 mm; lo spessore degli altri elementi sarà tale che, ad intonaco finito, il piano del paramento coincida, salvo diversa prescrizione,
con il piano del ritto del telaio.
Nei tipi a mazzetta avranno dimensioni non inferiori a 45x65 mm se riferiti a finestre od a porte balcone e spessore non inferiore a
45 mm se riferiti a porte.
I profili presenteranno almeno due battute (a gola per i ritti, a risega per le traverse) nel caso di infissi esterni ed almeno una battuta per quelli interni.
Le traverse inferiori dei telai maestri a mazzetta per finestre avranno il profilo scanalato inferiormente onde innestarsi nell'apposito
dente dei davanzali e saranno collocate con l'ausilio di opportuni materiali sigillanti.
88.1.3 Mostre e contromostre.
Saranno della stessa specie legnosa dei telai maestri, sagomate come da disegno o da prescrizione ed avranno dimensioni minime, ove non diversamente specificato, di 12x60 mm.
L'applicazione in opera avverrà mediante fissaggio con viti inossidabili ai controtelai o su tasselli di legno pre-murati.
88.1.4 Coprifili.
Saranno della stessa specie legnosa dei telai maestri, sagomati a sezione leggermente romboidale ed avranno dimensioni minime di 15x18 mm.
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88.2 PORTONCINI DI INGRESSO AD APPARTAMENTI
Qualunque sia il tipo costruttivo, avranno il telaio maestro (telarone) costituito da masselli di legno della qualità prescritta con elementi di dimensioni non inferiori a 45x110mm.
88.2.1 Tipo piano con ossatura cellulare.
Avranno i battenti formati da un telaio interno in legno abete, con montanti e traversa superiore di sezione non inferiore a 40x65
mm e traversa inferiore di sezione non inferiore a 40x90 mm.
Nelle specchiature del telaio sarà allogata un'ossatura cellulare costituita da listelli di abete di spessore non inferiore a 8 mm, larghezza pari allo spessore del telaio, uniti in modo da formare riquadri di interasse non superiore a 50 mm (nido d'ape).
Sia il telaio che l'ossatura cellulare saranno controplaccati con compensati di legno pregiato (mogano, rovere, noce od altra essenza, secondo prescrizione) di spessore non inferiore a 6 mm. La placcatura sarà effettuata sotto pressione con l'ausilio di idonei collanti.
Sul perimetro di ogni battente saranno fissati 4 bordi di protezione di legno duro, di larghezza non inferiore a quella del battente e
di spessore non inferiore a 25 mm per chiusure a bietta ed a 156 mm per chiusure a rasare; l'essenza legnosa sarà uguale a quella dei panelli. Alla base e su entrambe le facce sarà ancora fissato uno zoccoletto dello stesso legno, di sezione non inferiore a 8x80 mm.
L'unione dei vari elementi e le particolari sagomature saranno effettuate nel rispetto degli esecutivi di progetto e/o delle vigenti
norme di unificazione.
88.2.2 Tipo intelaiato con specchiature.
Avranno il telaio costituito da masselli di legno della Qualità prescritta. Le dimensioni degli elementi componenti saranno non inferiori a 45x110 mm, tranne che per la traversa inferiore, che avrà altezza non minore di 265 mm e per eventuali traverse intermedie, che avranno altezza non minore di 65 mm.
Le specchiature saranno di norma formate con tavole dello stesso legno, avranno spessore non inferiore 22 mm e saranno riquadrate o meno con regoli (a rasare od a sporgere) secondo quanto prescritto, di spessore comunque non inferiore a 18 mm. La zoccolatura di
base sarà realizzata con le modalità e le caratteristiche di cui al precedente punto 88.2.1.
88.3 PORTE INTERNE
Valgono, per il telaio maestro (telarone) le prescrizioni e le dimensioni precedentemente riportate al punto 88.2
88.3.1 Tipo piano con ossatura cellulare.
Avranno i battenti formati da un telaio interno in legno abete con montanti e traversa superiori di sezione non inferiore a 35x35
mm e traversa di base di sezione non inferiore a 35x90 mm. Nella specchiatura del telaio sarà allogata un'ossatura cellulare in listelli d'abete (nido d'ape), di spessore non minore di 6 mm, realizzata come al punto 88.2.1.
Sia il telaio, che l'ossatura cellulare saranno controplaccati con compensati di legno (pioppo od altre essenze, secondo prescrizione) di spessore non inferiore a 5 mm.
Gli altri particolari costruttivi saranno conformi a quanto riportato al punto sopra citato.
88.3.2 Tipo intelaiato con specchiature.
Avranno il telaio costituito da masselli di legno della qualità prescritta o da masselli di abete placcati in legno pregiato.
Le dimensioni degli elementi componenti, in sezione, saranno non inferiori a 45x110 mm tranne che per la traversa di base, che
avrà altezza non inferiore a 255 mm e per le traverse intermedie che avranno altezze rispettivamente non inferiori a 65,55 e 45 mm se presenti in numero di una, due o tre.
Le specchiature, salvo diversa disposizione, saranno formate con tavole di spessore non inferiore a 15 mm o con pannelli di compensato di spessore non inferiore a 10 mm.
Qualora in una o più specchiature fosse previsto il montaggio di vetri, i montanti e le traverse saranno sagomati con idoneo battente ed i vetri verranno fermati con regolini di legno (a rasare od a sporgere), di sezione non inferiore a 12x18 mm, fissati con viti di ottone;
in questo caso e salvo diversa disposizione, le misure minime indicate per gli elementi del telaio dovranno intendersi al netto delle battentature interne.
Per quanto riguarda i bordi di protezione e gli zoccoletti si rimanda alle prescrizioni di cui al precedente punto 88.2.1.
88.4 FINESTRE E PORTE BALCONE - CONTROSPORTELLI
88.4.1 Finestre e porte balcone.
Avranno il telaio costituito da masselli di legno della qualità prescritta, con elementi di spessore non inferiore a 45 mm e larghezza
non inferiore a 65 mm. La traversata di base avrà invece altezza non inferiore a 80 mm per le finestre ed a 335 mm per le porte balcone.
Per le finestre o porte balcone a due battenti i montanti centrali avranno larghezza non inferiori rispettivamente a 60 e 70 mm secondo che si tratti di montanti di sinistra o di destra.
I profili presenteranno almeno due battute (a gola per il montante di cerniera, a risega per gli altri elementi). Il rigetto d'acqua dovrà essere assicurato con idonei gocciolatoi, della stessa essenza dell'intelaiatura, incastrati a coda di rondine nelle traverse inferiori e fissati con collante viti di ottone previa applicazione su tutto il perimetro di nastro sigillante o di idonea guarnizione.
88.4.2 Controsportelli.
Qualora le intelaiature per finestre e balconi non fossero dotate di persiane avvolgibili, le stesse dovranno essere munite di controsportelli. Questi saranno della stessa specie legnosa del battente ed avranno l'intelaiatura formata con elementi di sezione minima di
25x65 mm e da una o due traverse intermedie, secondo prescrizione.
Le specchiature saranno formate con tavole della stessa essenza, lavorate secondo le indicazioni della Direzione e di spessore
non inferiore a 12 mm o di compensato di spessore non inferiore a 8 mm.
88.5 PERSIANE AVVOLGIBILI
88.5.0 Generalità.
Salvo diversa disposizione, per ciò che concerne terminologia, classificazione e caratteristiche, di qualità si farà riferimento alle
"Direttive comuni per l'agrement delle persiane avvolgibili" emanate dalla "Union Europeenne pour l'agrement tecnique dans la construction"
e pubblicate in Italia dall'I.C.I.T.E.
88.5.1 Stecche.
Saranno dell'essenza legnosa prescritta e tutte della stessa specie; il legname dovrà essere esente da difetti, avrà tessitura regolare e fibra dritta, senza nodi, di legno di compressione (canastro) e di tensione, senza alburno differenziato.
Le stecche saranno ricavate di un sol pezzo da tavolame di tronco, avranno sezione non inferiore a 14x45 mm e saranno sagomate in maniera tale da consentire una perfetta chiusura, uno scuramento totale ed un'assoluta impermeabilità alle infiltrazioni di acqua,
ancorché scorrente lungo la faccia esterna.
Le stelle dovranno essere collegate tra loro con ganci di acciaio zincato, cadmiato od inossidabile, secondo prescrizione; i 2/3
inferiori del telo saranno muniti di ganci da consentire il distanziamento delle stecche stesse.
La stecca di base (palettone) sarà ricavata da legname duro (rovere o faggio evaporato) ed avrà un'altezza non inferiore a 60
mm; la stessa dovrà essere protetta nella battuta con una regetta di acciaio, trattata al pari dei ganci e di spessore non inferiore a 2 mm;
sarà altresì munita di squadrette di arresto, di acciaio zincato o cadmiato, corredate di paracolpi in gomma.
88.5.2 Ganci e catene.
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Avranno spessore non inferiore a 1 mm e saranno perfettamente snodabili; la conformazione sarà tale da permettere un'agevole
manovra di avvolgimento del telo senza dar luogo, in ogni caso, a fenomeni di sganciamento.
Le catene saranno poste ad interasse massimo di 60 cm; quelle di estremità dovranno distare non oltre 10 cm dal bordo delle
stecche.
88.5.3 Guide - Apparecchi a sporgere.
Avranno sezione ad U, di dimensioni adeguate a quelle dell'avvolgibile ed in ogni caso non inferiori a 22x22 mm per uno spessore
di 1,5 mm.
Le guide saranno ricavate da nastro di acciaio zincato, profilato a freddo, e saranno protette con idonea verniciatura previo trattamento antiruggine al cromato di zinco.
Il fissaggio sarà effettuato con viti inossidabili a rasare (previa svasatura del foro) poste a non oltre 50 cm, con bordi liberi di non
oltre 15 cm. L'estremità delle guide penetrerà nel cassonetto per circa 7,5 cm ed avrà un'alta tagliata e sagomata onde favorire l'inserimento
delle stecche.
Le persiane avvolgibili potranno essere dotate di apparecchi a sporgere realizzati mediante snodo delle guide ad U e robusti
compassi a doppio comando e bracci collegati. Per luci superiori a 1,40 mt. e fino a 2,80 mt. il comando sarà effettuato mediante ferro centrale con maniglia snodata.
88.5.4 Cassonetti coprirullo.
Costituiti da telaio e pannelli, ed incassati per quanto possibile nelle murature perimetrali, potranno essere a semplice cielino o
angolari (per la chiusura inferiore e frontale), apribili per scorrimento su guide od a voletto.
Ove non diversamente prescritto, comunque, i cassonetti saranno costituiti da un telaio fisso di abete, di sezione 25x55 mm, opportunamente sagomato e con incassi sul perimetro interno per l'alloggiamento del frontalino; tale telaio sarà fissato superiormente ad un
controtelaio murato con zanche ed inferiormente al cielino.
Il frontino sarà costituito da un pannello amovibile in compensato di pioppo (con realtiveunghie di presa), di altezza superiore ai
10 mm alla luce verticale netta del telaio e di spessore non inferiore a 5 mm, irrigidito longitudinalmente da una traversa in abete di sezione
non inferiore a 15x50 mm e da traversini verticali di pari sezione, interessati di 40 cm circa.
Il cielino sarà costituito da un pannello di 22 mm di spessore in abete (tavole o paniforte), rigidamente calettato con il telaio maestro dell'infisso.
Qualora la puleggia di avvolgimento non fosse contenuta per intero nello spessore delle murature, i cassonetti saranno costruiti in
aggetto, per lo spessore necessario.
88.5.5 Accessori e dispositivi di sicurezza - Verniciatura.
La fornitura e collocazione delle persiane avvolgibili comprende ogni accessorio e dispositivo, anche se qui non espressamente
riportato o specificato (guida cinghie a due rulli, blocca cinghie, cintini di attacco in treccia di acciaio, rullini di rinvio, piastrine, ganci, zanche,
etc.) perché le stesse risultino complete, perfettamente ed agevolmente funzionanti.
Comprende altresì l'applicazione di idonei dispositivi di blocco, atti ad impedire il sollevamento delle persiane dall’esterno; comprende infine ogni trattamento di protezione e verniciatura, che verrà eseguito con le modalità più avanti specificate nel relativo articolo.
88.6 FERRAMENTA
Tutte le ferramenta, siano esse di acciaio, o di ottone o di altro materiale, dovranno essere di adeguata robustezza, di perfetta
esecuzione e calibratura e di ottima finitura; dovranno rispondere alla caratteristiche tecniche correlate a ciascun tipo di infisso e saranno
complete di ogni accessorio, sia di montaggio che di funzionamento.
Le viti saranno in acciaio cadmiato od in ottone lucido o cromato in rapporto al tipo di ferramenta; in ogni caso le teste alloggeranno in apposite svasature in modo da presentare, a fissaggio ultimato, una perfetta rasatura.
Le cerniere potranno essere del tipo "a bietta", "a rasare", "a sedia" (con articolazioni "a sfilare" od "a nodo") o di tipo speciale
brevettato; saranno in acciaio od in ottone secondo che montate su infissi con verniciatura a coprire od in trasparenza; in ogni caso avranno
l'altezza di ciascun paletto pari a quella dell'intera cerniera. Le cerniere con "gambo a vite", da avvitare negli infissi, avranno il gambo a tre
diametri dei quali i due di estremità filettati a dente di sega.
Le catenelle di ritegno saranno in ottone, di peso non inferiore a 50 g (compreso piastrino), e verranno applicate con viti su tasselli
di legno predisposti nelle murature.
Le serrature per porte interne (da infilare, tipo Patent) dovranno essere a doppia mandata, con scatola in acciaio, piastra e contropiastra in acciaio od in ottone, maniglie, rosette e bocchette in ottone, chiavi in acciaio nichelato od in ottone.
Le serrature per porte d'ingresso (da infilare, tipo Yale) saranno del pari a doppia mandata, con scrocco e catenaccio azionabili
sia dall'interno, con maniglia (o manopola), sia dall'esterno, con chiave. Le serrature saranno a cilindri intercambiabili con almeno 5 pistoncini. Piastre, contropiastre, mostrine, rosette, manopole, etc. saranno in ottone.
Le elettroserrature per portoni esterni dovranno essere azionabili dall’esterno con chiave; all'interno lo scrocco sarà azionabile
con comando elettromeccanico a distanza o con pulsante meccanico ed il catenaccio solo con chiave. Il dispositivo funzionerà a bassa tensione, con alimentazione a contatti mobili e non dovranno aversi cavi elettrici a vista.
Resta comunque inteso che qualunque sia il tipo di ferramenta da collocare in opera, l'Appaltatore sarà tenuto a fornire la migliore
scelta commerciale ed a sottoporne la campionatura alla Direzione Lavori per preventiva accettazione; detta campionatura, se riscontrata
idonea, sarà depositata come prescritto al precedente punto 88.0.8 per i controlli di corrispondenza od altri eventualmente ordinati.
88.7 PROVE DI RESISTENZA E DI FUNZIONAMENTO
Sugli infissi oggetto della fornitura la Direzione Lavori, sia in fase di campionamento che di approvvigionamento od alla collocazione avvenuta, potrà eseguire o fare eseguire, a norma di quanto prescritto nelle generalità, tutte le prove che riterrà opportune al fine di
verificare la rispondenza delle caratteristiche costruttive e di funzionamento alle prescrizioni di contratto.
In particolare verranno eseguite le prove di cui ai seguenti punti 88.7.1 e 88.7.2 che, per le porte vetrate, verranno eseguite senza
pannello di vetro, mentre, per le finestre, saranno effettuate su infisso completo nelle condizioni che corrispondano, per quanto possibile,
alle condizioni del manufatto in opera.
88.7.1 Porte.
Saranno eseguite per tali manufatti, nell'ordine, le seguenti prove:
a) Prova di resistenza agli sbalzi igrometrici: La porta, dopo immagazzinamento in condizioni non nocive (umidità relativa compresa tra il
40 ed il 75%) sarà sottoposta, in ambiente a 25 ± 2°C, a due cicli di diverso stato igrometrico: il primo caratterizzato da una umidità relativa dell'85 ± 5% ed il secondo da un'umidità relativa del 30 ± 5%. La durata della permanenza in ognuno dei due climi sarà di 7 giorni
per le porte grezze e di 21 giorni per le porte finite. A prova ultimata non dovranno manifestarsi scollature di alcun genere né deformazioni, queste ultime misurate a porta verticale con un regolo rigido. L'esito della prova sarà ritenuto però favorevole se, al controllo di
planarità generale, il massimo scostamento (rispetto allo stato iniziale) risulterà non maggiore a 5 mm.
b) Prova di flessione deviata: la porta bloccata sulla traversa di base e lungo un montante, sarà sottoposta ad un carico statico di 50 Kgf,
agente normalmente sull'angolo libero, per la durata di 24 ore. Si misurerà la massima freccia, quindi la stessa misura verrà ripetuta a
24 ore dallo scarico. L’esito della prova sarà ritenuto favorevole se la freccia massima misurata risulterà non superiore a 20 mm per batpagina n.69
tente di 60x200 cm (con incremento di 5 mm di freccia per ogni 10 cm di maggiore dimensione della traversa o del montante) ed in ogni
caso se la freccia residua risulterà inferiore a 5 mm.
88.7.2 Finestre e porte balcone.
Saranno eseguite nell'ordine le seguenti prove:
a) Prova di apertura e chiusura: Dovrà verificarsi che lo sforzo da esercitare per tali operazioni, applicato all'estremità della leva (o maniglia) non superi staticamente il valore di 12 Kgf e dinamicamente il valore di 0,5 Kg*m. Per aperture a doppio comando, tali limiti dovranno intendersi ridotti al 50%.
b) Prova di resistenza alla deformazione: Sarà effettuata applicando alla maniglia, in posizione di apertura, un carico statico di 40 Kgf, raggiunto con incrementi successivi di 10 Kgf, o un carico dinamico di 1,3 Kgf*m e bloccando la parte dell'infisso più lontana, sia dal punto
di applicazione di tali sforzi, sia dalle cerniere. La prova sarà ritenuta positiva se, al termine della stessa, non si presentassero rotture o
lesioni nei pannelli di vetro, né deformazioni permanenti che possano compromettere le prove di tenuta.
c) Prova di tenuta all'aria: Sarà effettuata con l'impiego di un cassone stagno, di forma parallelepipeda, una parete del quale sarà costituita
dall'infisso da provare. L'infisso sarà mantenuto su supporto, con la faccia esterna rivolta verso l'interno del cassone e sarà ermeticamente sigillato in tutti i giunti perimetrali; il legno dovrà inoltre presentare un grado di umidità compreso tra il 13 ed il 18%. Il cassone sarà munito di sensibili apparecchi misuratori, sia del flusso d'aria entrante, che della pressione interna. Si realizzeranno quindi nel cassone, mediante idonei dispositivi (compressori, ventilatori) n°3 pulsazione di pressione d'aria, con tempi di salita in pressione non minori di
1 sec.; ogni pulsazione dovrà essere mantenuta almeno per 3 sec. Il valore della pressione di pulsazione dovrà essere non minore di
500 Pa (50 mmh2O circa). Riportata a zero la pressione, tutte le parti mobili dell'infisso dovranno essere aperte e chiuse 5 volte consecutive e quindi bloccare in posizione chiusa. Successivamente l'infisso dovrà essere sottoposto a pressioni positive gradualmente crescenti al ritmo minimo di 10 sec. fino alla pressione di prova di 100 Pa (10 mm colonna d'acqua circa), misurando nel contempo il flusso
d'aria necessario per mantenere tale pressione, poiché tale flusso equivale, per continuità, al flusso filtrato all'esterno attraverso i giunti
propri dell'infisso (battenti, vetri, etc), in rapporto ai risultati di misurazione si definiranno:
- infissi a migliore tenuta d'aria che in prova presenteranno una permeabilità inferiore a 12 mc/hmq.
- infissi a normale tenuta d'aria quelli che in prova presenteranno una permeabilità compresa tra 12 e 60 mc/hmq.
Per la fornitura e salvo diversa prescrizione, saranno posti in accettazione unicamente infissi classificati, in prova e per le superiori definizioni, quantomeno a "normale tenuta d'aria".
d) Prova di resistenza alla pressione del vento: sarà eseguita con l'impiego dell'apparecchiatura di cui alla precedente prova. Definite le
pressioni sperimentali secondo il punto 2 della UNI 7523 ed assestato il campione con 3 pulsazioni di pressione in rapida successione,
di valore pari al 50% della pressione massima normale, si raggiungerà gradualmente quest'ultima pressione con gradienti di 100 Pa fino
a 600 Pa e di 250 Pa oltre. Dopo 5 minuti dal ritorno a zero della pressione si applicheranno 50 cicli di pressione pulsante tra zero ed il
valore P2. Dopo 5 minuti dal completamento della prova si misureranno gli spostamenti, le deformazioni residue e la permeabilità all'aria
secondo UNI-EN 42 (alla pressione di 100 Pa). Si procederà infine alla prova di resistenza alla pressione P3 massima eccezionale di sicurezza che dovrà essere raggiunta nel più breve tempo e mantenuta per 3 sec.. L'esito sarà ritenuto positivo se, al termine, non si saranno manifestati danni o sensibili deformazioni permanenti, né aumenti di permeabilità superiori al 5%. I risultati dovranno essere registrati ed espressi secondo le disposizioni di cui ai punti 4.6 e 5 della UNI citata. Gli infissi comunque saranno posti in accettazione se,
non oltre a superare le prove di cui sopra presenteranno, sotto le condizioni di vento previste in progetto o prescritte dalla Direzione Lavori (non inferiori in ogni caso a 70 Km/h), frecce inferiori a 1/300 della luce, qualunque sia l'elemento preso in considerazione.
e) Prova di tenuta d'acqua: Sarà effettuata per mezzo dell'apparecchiatura di cui in precedenza integrata con un impianto per bagnare la
superficie esterna del serramento in prova con un velo pressoché continuo d'acqua. Assestato il complesso serramentoapparecchiatura con 3 pulsazioni come indicato al punto 4.2 della UNI 7522, si bagnerà la superficie esterna del campione con un velo
di acqua in ragione di 2 l/min per mq di superficie, la pressione nella camera di tenuta verrà aumentata con gradienti di 5O Pa fino a 200
Pa, di 100 Pa fino a 500 Pa. Le sovrapposizioni di aria verranno applicate per 5 minuti per ogni gradiente, fatta eccezione per la pressione zero che sarà tenuta per 15 minuti. In rapporto a tali condizioni ed alle altre seguenti, gli infissi si definiranno a normale tenuta
d'acqua se garantiranno la tenuta per sovrappressioni di 50 Pa (5 mm di colonna d'acqua); a migliore tenuta d'acqua se la garantiranno
per sovrappressioni di 150 Pa; a tenuta d'acqua rinforzata se la garantiranno per sovrappressioni di 500 Pa. Perla fornitura e salvo diversa prescrizione, saranno posti in accettazione unicamente infissi classificati, in prova e per le superiori definizioni, quantomeno "a
normale tenuta d'acqua.
Art.89 INFISSI METALLICI
89.0 GENERALITÀ
89.0.1 Norme comuni - Ferramenta - Prove
Per gli infissi metallici valgono, per quanto compatibili, tutte le norme di cui al precedente Art.88. In particolare si richiamano i punti 88.0.1 (Esecuzione degli infissi), 88.0.6 (Senso di chiusura dei battenti), 88.8.8 (Campionatura - Esami, prove e controlli), 88.0.9 (Obblighi
dell'Appaltatore in caso di scorporo), 88.0.10 (Oneri relativi alla posa in opera - Prescrizioni varie), 88.6 (Ferramenta), e 88.7 (Prove di resistenza e di funzionamento).
89.0.2 Modalità di lavorazione e montaggio.
Gli infissi metallici saranno realizzati esclusivamente in officina, con l'impiego di materiali aventi le qualità prescritte nel presente
Capitolato od in particolare dal progetto o dalla Direzione Lavori. Il tipo dei profilati, le sezioni ed i particolari costruttivi in genere che, ove
non diversamente disposto, verranno scelti dall'Appaltatore, saranno tali da garantire assoluta indeformabilità (statica, di manovra e per
sbalzi termici), perfetto funzionamento, durata ed incorrodibilità.
Gli infissi di grandi dimensioni non dovranno essere influenzati dalle deformazioni elastiche o plastiche delle strutture né dovranno
subire autoestensioni o tensioni in genere, per effetto delle variazioni termiche, in misura tale da averne alterate le caratteristiche di resistenza o di funzionamento.
Le parti apribili dovranno essere munite di coprigiunti; la perfetta tenuta all'aria e all'acqua dovrà essere garantita da battute multiple, sussidiate da idonei elementi elastici.
Il collegamento delle varie parti componenti il serramento potrà essere realizzato sia meccanicamente, sia mediante saldatura. Il
collegamento meccanico sarà eseguito a mezzo di viti, chiodi o tiranti ovvero a mezzo di squadre fissate a compressione o con sistemi misti. Il collegamento mediante saldatura dovrà essere eseguito a perfetta regola d'arte, con i sistemi tecnologicamente più avanzati e sarà
rifinito con accurate operazioni di limatura e lisciatura; per serramenti in alluminio od in leghe leggere di alluminio la saldatura dovrà essere
eseguita esclusivamente con sistema autogeno (preferibilmente saldatura elettrica in gas inerte ovvero a resistenza).
L'incastro per la posa dei vetri sarà di ampiezza sufficiente allo spessore ed al tipo degli stessi e sarà dotato di idonea guarnizione
(o nastro sigillante, secondo i casi) e di fermavetro metallico o di legno o di essenza forte. Le staffe per il fissaggio alle murature saranno in
acciaio zincato per i serramenti in acciaio, in bronzo od in ottone per i serramenti in alluminio qualora, per i casi eccezionali, il montaggio
non dovesse avvenire su controtelaio in acciaio premurato.
Gli accessori dovranno intendersi sempre compresi nella fornitura degli infissi e saranno, per quanto possibile, montati in officina.
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89.0.3 Prove di resistenza e di usura.
In aggiunta alle prove riportate al precedente punto 88.7 per gli infissi metallici potranno venire richieste anche le seguenti prove
suppletive:
a) Prova di flessione sotto carico concentrato: Sarà effettuata in senso parallelo all'asse delle cerniere, sulle parti mobili di un serramento
completo e montato, ma privo di vetratura. Un carico concentrato di 30 Kg agente parallelamente all'asse delle cerniere sullo spigolo esterno dell'anta, aperta a 90°, non dovrà causare una flessione elastica superiore a 12 mm ed una permanente superiore a 2 mm.
b) Prova di flessione sotto carico distribuito: Sarà effettuata mediante apposito cassone, su serramento vetrato,
sottoponendo lo stesso ad un carico di 70 Kgf/mq. La prova sarà ritenuta positiva se nessun elemento subirà
flessioni superiori ad 1/175 della sua luce.
a) Prova d'usura: Sarà eseguita sul serramento murato e non vetrato, con cerniere non lubrificate. La parte apribile verrà collegata mediante un braccio snodato ad un apparecchio capace di aprirla a 45° e poi chiuderla con una frequenza di 30 volte al minuto. La prova verrà
considerata positiva se, dopo un totale di 14.000 cicli, il serramento non presenterà rumorosità anormali, deformazione o sensibile usura
delle cerniere o degli organismi di manovra, né sensibili aumenti di permeabilità all'aria o perdite di tenuta all'acqua.
89.1 INFISSI IN PROFILATI DI LAMIERA DI ACCIAIO ZINCATA
89.1.0 Generalità - Materiali - Classificazione.
Gli infissi in argomento saranno realizzati, salvo diversa specifica, con profilati di acciaio Fe KP GZ 275 UNI 5753-75, a sezione
chiusa od aperta, ricavati dalla profilatura a freddo il nastro di lamiera zincata a caldo, ottenuta secondo il sistema Sedzimir di cui al punto
41.5.2 del presente Capitolato.
L'unione dei lembi della lamiera sarà ottenuta mediante aggraffatura multipla non sfilabile (tripla) e punzonatura oppure con saldatura continua sulla generatrice. Lo spessore della lamiera, qualunque sia l'elemento dell'infisso preso in considerazione, non dovrà mai
scendere sotto il valore di 10/1O di mm.
Tutte le giunzioni dovranno essere eseguite, di norma, mediante saldatura elettrica; in particolare le saldature angolari degli elementi scatolati (tubolari) dovranno essere realizzate sull'intero perimetro di accoppiamento onde evitare infiltrazioni d'acqua e condense nelle parti interne. Le zone di saldatura saranno accuratamente molate e protette con idonei trattamenti.
Potranno comunque essere consentiti altri tipi di giunzione, purché la resistenza non risulti inferiore a quella delle giunzioni saldate e sia comprovata, con opportune prove e certificazioni, la protezione efficiente nei riguardi delle infiltrazioni e delle condense.
Con riguardo alla classifica, e per i fini della presente normativa, saranno distinti, in particolare per le finestre e le porte balcone, 5
tipi di infissi:
• Infisso tipo A (infisso semplice), costituito unicamente dal telaio fisso e dal telaio mobile, con i necessari accessori di fissaggio e di funzionamento.
• Infisso tipo B (blocco semplice), costituito dall'infisso semplice accoppiato in unico blocco con il cassonetto e le guide (fisse od a sporgere) dell'avvolgibile.
• Infisso tipo C (blocco interno), costituito dal blocco semplice completato con imbotti e mostre interne (con risvolto), nonché con avvolgitore automatico con piastra e cinghia e relativa cassetta incassata, in lamiera di acciaio zincata.
• Infisso tipo D (blocco esterno), costituito dal blocco semplice completato con veletta, imbotto e mostre esterne.
• Infisso tipo E (monoblocco), costituito dal blocco semplice completato con veletta, imbotti e mostre sia interne, che esterne ed inoltre
con avvolgitore automatico come al tipo C.
89.1.1 Telaio fisso esterno.
Negli infissi di tipo A e B potrà essere costituito o da profilati chiusi, di dimensioni non inferiori a 45x65 mm e dotati di zanche di
fissaggio, o da profilati aperti, di nervature di irrigidimento, con dimensioni non inferiori alle precedenti e di sezione opportunamente sagomata per permettere un facile ancoraggio alle murature sia mediante riempimento di malta di cemento, sia a mezzo di controtelaio da premurare.
Negli infissi dei rimanenti tipi potrà essere costituito o da profilati chiusi, come sopra, con guide avvolgibili ed imbotti riportate, o
da unica cassa a muro di opportuna sagoma ed adeguatamente irrigidita.
Sia nelle finestre, che nelle porte balcone il giro del telaio sarà comunque completo e sarà composto da 4 pezzi di profilo (semplici
o composti, di unica o diversa sezione) saldati mediante saldatrici elettroniche e scintillio, così che la zincatura venga intaccata per uno
spazio non superiore ad 1 mm.
La traversa di base dovrà consentire l'alloggiamento del dente di ritenuta ricavato sul davanzale od avrà essa stessa un apposito
dente da incassare in un corrispondente incavo del davanzale (o soglia); dovrà essere altresì dotata di vaschetta per la raccolta e lo scarico
delle eventuali acque di infiltrazione e di condensa e di almeno due gocciolatoi, congegnati in modo da evitare il ritorno dell'acqua all'interno
sotto l'azione del vento.
Nel caso di porte balcone dovrà sporgere dalla soglia esterna non meno di 8 mm e non oltre 15 mm e sarà rivestita sull'intera superficie a vista con lamiera di acciaio inox (AISI 304) arrotondata nei bordi.
89.1.2 Telaio mobile portavetri (battente).
Sarà realizzato unicamente con profilati tubolari a sezione chiusa, di spessore non inferiore a 10/10 di mm per telai la cui massima dimensione non sia superiore a 1,50 m e non inferiore a 12/10 di mm negli altri casi.
Tutti gli elementi del telaio, fatta eccezione per le eventuali traverse intermedie, avranno di norma la stessa sezione; questa sarà
in maniera tale da formare due piani di battuta, con camera interposta, permettere il riporto di una terza battuta elastica in neoprene mediante apposito incavo di alloggiamento ricavato nel profilato stesso.
I telai portavetri dovranno essere realizzati con elementi tubolari di sezione non inferiore a 45x47 mm (serie 45), avranno gli angoli provvisti di speciali elementi di irrigidimento ed inoltre, sulla traversa di base, porteranno a tutta lunghezza uno speciale profilo gocciolatoio.
I telai saranno altresì dotati di regolini fermavetro in canalino di lamiera zincata, di sezione minima di 10x10 mm, che saranno fissati a mezzo di viti autofilettanti in acciaio cadmiato od a mezzo di opportuni sistemi di aggraffatura a scatto.
Eventuali specchiature opache di base, se prescritte, saranno realizzate con sistema a "sandwich", interponendo cioè tra due
pannelli di lamiera uno strato di isolante rigido, di spessore non inferiore a 10 mm.
89.1.3 Cassonetto.
Sarà al pari dell'infisso, realizzato in lamiera di acciaio zincata, sarà solidale con le guide, con gli imbotti e con la traversa superiore del telaio fisso (od avrà il cielino particolarmente sagomato, sì da costituire esso stesso traversa fissa) ed avrà un lato ribaltabile od asportabile per le necessarie ispezioni.
L'intelaiatura sarà costituita da laminati di acciaio zincati, di resistenza e rigidezza adeguati alle dimensioni dell'infisso.
Il cassonetto sarà dotato di supporti per l'albero e di rullini scorricinghia ed inoltre di elementi per il fissaggio alle murature e per il
raccordo, se necessario, delle stesse. La superficie interna dovrà essere trattata opportunamente onde evitare fenomeni di condensa; le
battute dello sportello di ispezione saranno dotate di guarnizioni di tenuta.
89.1.4 Ferramenta ed accessori.
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I telai dovranno essere completi di tutti gli accessori necessari per il movimento e la chiusura.
Le cerniere saranno in numero di due o tre per telaio in funzione delle dimensioni dello stesso, saranno in acciaio zincato di spessore non inferiore a 20/10 di mm e verranno applicate mediante saldatura elettronica a proiezione.
Il bloccaggio dei telai apribili ad un battente avverrà quanto meno su due punti (preferibilmente su tre nel caso di porte balcone)
mediante cremonesi in ottone completi di aste di acciaio zincato scorrenti, fuori vista, all'interno dei profili. Per gli altri tipi di aperture verranno impiegate maniglie, cricchetti, nottolini e maniglie da blocco sempre in ottone.
89.1.5 Trattamenti e verniciatura.
Tutti i serramenti dovranno subire un ciclo di trattamenti protettivi, interamente effettuato a caldo ad immersione, comprendente le
fasi di sgrassaggio, lavaggio, decappaggio, attivazione, fosfatazione e passivazione.
Dopo la prima essiccazione, per circa 20 minuti, i profilati verranno trattati con pittura al cromato di zinco per immersione.
Qualora poi fosse richiesta la verniciatura in stabilimento, gli infissi saranno successivamente sottoposti a verniciatura con smalto
sintetico, applicato con sistema elettrostatico od a bagno e quindi all'essiccazione in forno ad adatta temperatura.
89.2 INFISSI IN PROFILATI DI ACCIAIO LAMINATI A CALDO
Potranno essere realizzati, in rapporto alle prescrizioni, sia in profilati normali, che in profilati per infissi (ferrofinestra) di cui alla
norma di unificazione UNI 3897.
Per le caratteristiche generali dei materiali si rimanda al punto 41.3 del presente Capitolato.
L'acciaio salvo diversa prescrizione, sarà del tipo Fe 37 A UNI 7070-72; le tolleranze saranno di ± 0,3 mm sullo spessore dell'anima e di 0,5 mm sull'altezza del profilato.
I profilati saranno opportunamente accoppiati, con perfetto combaciamento delle sagome reciproche e con la formazione di camere d'aria tra le battute dei telai apribili e di quelli fissi. Nei tipi ferrofinestra verrà impiegata la serie 34 per telai di luce libera (in altezza) non
superiore a 1,50 m; viceversa verrà adoperata la serie 40.
L'unione dei vari elementi sarà eseguita di norma mediante saldatura elettrica; il fissaggio alle murature verrà effettuato con zanche di acciaio, in numero e robustezza proporzionate alla massa degli infissi. Le ferramenta saranno in ottone e corrisponderanno in linea
generale alle caratteristiche di cui al punto 88.6 del presente Capitolato od a quanto più in particolare specificherà la Direzione Lavori.
La protezione e la finitura saranno effettuate con i trattamenti di verniciatura più avanti descritti per i materiali ferrosi ovvero, per le
atmosfere aggressive e se specificatamente prescritto, mediante zincatura normale a caldo UNI 5744-66 e successiva verniciatura.
89.3 INFISSI IN ALLUMINIO E LEGHE LEGGERE DI ALLUMINIO
89.3.0 Generalità - Materiali.
Gli infissi in alluminio verranno costruiti con profilati estrusi, con trafilati ovvero con laminati di alluminio o leghe leggere di alluminio, collaboranti o meno con parti strutturali od accessorie di altri materiali.
I tipi dei profilati e le relative sezioni dovranno essere preventivamente approvati dalla Direzione Lavori; per la scelta dei materiali
si farà riferimento alla UNI 3952-66 e particolarmente alle specificazioni ivi riportate al punto 2 a seconda che trattasi di profilati estrusi oppure di laminati, trafilati, sagomati non estrusi da impiegarsi per membrature dei serramenti oppure ancora di materiale destinato all'esecuzione degli accessori; si farà inoltre riferimento al punto 42.5 del presente Capitolato.
Tutti gli elementi aventi funzione resistente e di irrigidimento dovranno comunque essere costituiti, se non diversamente disposto,
da profilati estrusi di lega anticorodal P-Al Mg Si UNI 3569-66, stato TA 16; solo i rivestimenti in lastra potranno essere di alluminio primario
P-ALP 99,5 UNI 4507.
Lo spessore delle membrature non dovrà mai essere inferiore a 20/10 di mm; per i rivestimenti in lastre, non inferiore ad 8/10 di
mm.
89.3.1 Modalità esecutive e di posa in opera.
I telai fissi saranno di norma realizzati con profilati a sezione aperta, di opportuna sagoma e potranno, al pari di quanto specificatamente espresso al punto 89.1.1 ed in rapporto alle prescrizioni, essere costituiti da semplici elementi di battuta ovvero allargarsi fino a costituire guide, imbotti, mostre e cielino di cassonetto.
Il montaggio comunque avverrà sempre su falsotelaio premurato, di norma in lamiera di acciaio zincata (s = 10/10) opportunamente protetta, in modo che tutti gli elementi dell'infisso in alluminio, semplice od a blocco, possano essere montati a murature e contorni
ultimati.
Le ante mobili saranno costituite da profilati tubolari di opportuna sagoma, almeno a doppia battuta, nei quali saranno ricavate
opportune sedi per l'inserimento di guarnizioni in materiale plastico (neoprene, dutral ecc.) che consentano una perfetta tenuta agli agenti
atmosferici ed attutiscano l'urto in chiusura.
Le giunzioni dei vari profilati saranno eseguite mediante saldatura elettrica o mediante apposite squadrette di alluminio fissate a
pressione e/o con viti di acciaio cadmiato; sarà vietato comunque l'impiego di viti a vista mentre eventuali fori passanti di montaggio (comunque non a vista) dovranno essere schermati e chiusi con bottoni di materiali plastico fissati a pressione e scatto.
Il fissaggio dei vetri verrà assicurato da appositi regoletti di alluminio inseriti a scatto, previa apposizione di idonea guarnizione.
Negli infissi speciali (a scorrimento orizzontale, a saliscendi, ecc.) sarà posta la massima attenzione sulla tecnologia delle guarnizioni (a slitta, a spazzola, a tampone, ecc.) di modo che venga sempre assicurata, quanto meno, una doppia tenuta agli agenti atmosferici.
89.3.2 Accessori.
Tutti gli accessori dovranno essere realizzati in alluminio od in lega leggera di alluminio, con l'uso dei materiali di cui al punto 2
della UNI 3952-66. Gli elementi soggetti a sforzi concentrati, di rinforzo o resistenti a fatica (viti, perni, aste, ecc.) saranno in acciaio inossidabile austenitico o nichelato o cromato; potrà essere ammesso l'uso di altri materiali (specie per parti non a vista) purché gli stessi e le loro
protezioni non possano causare corrosioni di contatto sulla struttura di alluminio o di lega leggera.
89.3.3 Trattamenti di protezione superficiale.
I materiali costituenti i serramenti saranno di regola impiegati ossidati anodicamente, dopo eventuale condizionamento della superficie mediante trattamenti chimici, elettrolitici, ovvero meccanici di smerigliatura e finitura.
L'ossidazione anodica dei materiali dovrà essere eseguita secondo la norma UNI 4522-66 riportata al punto 45.5.2 del presente
Capitolato; l'anodizzazione sarà effettuata sugli elementi già lavorati e prima del montaggio, ove lo stesso dovesse venire eseguito meccanicamente, o sui manufatti già montati, qualora l'unione dei vari elementi venisse realizzata mediante saldatura.
Lo strato di ossido dovrà avere spessore non inferiore a 10 micron (classe 10) per gli infissi interni e non inferiore a 15 micron
(classe 15) per i serramenti esterni; per esposizione ad atmosfere aggressive (industriali, marine, ecc.) lo strato dovrà essere del tipo rinforzato (classe 20).
Le caratteristiche visive dell'anodizzazione potranno essere del tipo architettonico lucido (ARP) spazzolato (ARS), o satinato chimicamente (ARC).
In alternativa ai trattamenti anodici, se prescritto, le superfici di alluminio potranno venire sottoposte a processo di verniciatura. In
questi casi i vari elementi o manufatti, pretrattati con sgrassaggio, decappaggio e neutralizzazione, verranno sottoposti superficialmente a
processo di passivazione, quindi verranno verniciati con vernici speciali in apposita cabina dotata di impianto elettrostatico e sottoposti a
polimerizzazione in camera di essiccazione.
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Nel trattamento di verniciatura dovrà essere vietato l'uso di pigmenti contenenti composti di piombo, rame o mercurio, specialmente per lo strato di fondo.
89.3.4 Protezioni speciali.
Le parti di alluminio o di lega di alluminio dei serramenti destinate ad andare a contatto con le murature (qualora ammesso) dovranno essere protette, prima della posa in opera, con vernici a base bituminosa o comunque resistenti agli alcali.
Qualora nella struttura dei serramenti fossero impiegati dei telai portanti in profilati di acciaio, questi dovranno essere zincati a
fuoco, elettroliticamente od a spruzzo, oppure protetti con vernici a base bituminosa, ovvero a base di zinco, previo trattamento di ancoraggio.
Qualora infine nella struttura dei serramenti venissero impiegati materiali non metallici igroscopici, le parti destinate a contatti con
componenti di alluminio o di lega dovranno essere convenientemente protette in modo da non causare corrosioni da umidità.
Art.90 SERRAMENTI IN CLORURO DI POLIVINILE
90.1 GENERALITÀ - MATERIALI
Per i serramenti in PVC rigido, valgono per quanto compatibili, tutte le norme di cui al precedente articolo 88. In particolare si richiamano i punti 88.0.1, 88.0.5, 88.0.8, 88.0.9, 88.0.10, 88.6 e 88.7.
La resina costituente i profilati sarà formata da mescolanze a base di cloruro di polivinile in formulazione rigida, esente da plastificanti. I profilati saranno del tipo estruso scatolato e presenteranno superficie liscia di colore uniforme ed esente da irregolarità o difetti, perfetta rettilineità e sezione costante senza deformazioni.
Il materiale presenterà ancora resistenza all'urto, a 0°C, superiore a 0,5 Kgf*m, temperatura di rammollimento (grado Vicat) non
inferiore a 80°C, stabilità dimensionale (variazione di lunghezza max ± 1%), modulo elastico non inferiore a 30.000 Kgf/cmq, completa opacità, ceneri non superiori al 10%, resistenza agli agenti atmosferici artificiali.
Le relative prove saranno eseguite in conformità alle specifiche di cui alla norma UNI 6214-68.
90.2 FINESTRE E PORTE BALCONE
90.2.1 Telai - Modalità di esecuzione e di posa in opera.
I serramenti in cloruro di polivinile dovranno avere i telai, sia fissi che mobili, costituiti da profilati estrusi, a sezione scatolare, dotata di adeguati rinforzi interni. Il profilo presenterà di norma spessore differenziato, avrà cioè spessore non uniforme tra le varie pareti (esterne od interne) della sezione, ma comunque avrà spessore non inferiore a 30/10 di mm per le pareti esterne ed a 12/10 di mm per quelle
interne (setti).
La sezione presenterà dimensione minima, nella direzione normale al piano del telaio, di 55 mm. Il fissaggio degli angoli dei vari
elementi potrà essere effettuato per saldatura a specchio (termofusione autogena) per incollaggio con l'inserimento di squadrette di rinforzo
oppure per stampaggio ad iniezione; nel caso di impiego di squadrette ad angolo, da infilare nelle cavità degli estrusi, queste saranno dello
stesso materiale (P.V.C. rigido) e saranno incollate con adesivi clorovinilici.
I vetri saranno fissati mediante appositi regolini di P.V.C., innestabili a scatto, previa apposizione di idonea guarnizione elastica.
Il fissaggio del telaio fisso del serramento alla struttura muraria avverrà, di norma, mediante l'interposizione di un controtelaio in
legno; per infissi di notevoli dimensioni occorrerà che tra resina e controtelaio vi sia un sistema elastico che consenta la possibilità di movimenti tra le due parti.
I giochi tra le parti fisse e le parti mobili dovranno essere contenuti entro limiti ristretti e dovranno risultare costanti nel tempo.
9O.2.2 Guarnizioni di tenuta.
Le guarnizioni dovranno essere continue lungo tutto il perimetro dei telai e saranno applicate sia sui telai fissi, che su quelli mobili,
saranno realizzate con P.V.C. plastificato con sostanze non migrabili e che non conferiscano rigidità alle basse temperature, ovvero in etilene-propilene.
La forma delle guarnizioni dovrà essere calcolata in modo che la tenuta sia sempre attiva, anche quando fenomeni di dilatazione
intervengono a variare i giochi delle battute.
90.3 PERSIANE AVVOLGIBILI
90.3.0 Generalità.
Le avvolgibili di materia plastica saranno costituite da elementi estrusi, di cloruro di polivinile rigido, con assoluta esclusione di
prodotti plastificanti.
Le persiane saranno fornite nel rispetto delle prescrizioni di cui al punto 53.2.2 del presente Capitolato nonché con riguardo agli
accessori di funzionamento e completamento e per quanto compatibile, nel rispetto di quanto stabilito al punto 88.6 per le persiane in legno.
90.3.1 Stecche.
Potranno essere, in rapporto alle prescrizioni, sia del tipo ad ala, autoaggancianti (tipo 351 UNI 6213-68), sia del tipo con collegamento a ganci (tipo 352 UNI 6213-68); in ogni caso avranno spessore complessivo non inferiore a 13,8 mm e non meno di due setti interni di irrigidimento; l'altezza, gancio escluso, sarà compresa tra 40 e 50 mm.
Nei teli del primo tipo i due terzi inferiori saranno formati con stecche corredate da apposite feritoie tali da permettere, a telo semialzato, il passaggio indiretto di aria e luce; il terzo superiore sarà invece cieco.
Nei teli del secondo tipo lo stesso risultato sarà invece ottenuto con la distanziabiltà delle stecche, così come prescritto al punto
88.5.1.
90.3.2 Rinforzi metallici.
Nelle persiane di lunghezza superiore a 1,50 mt alcune stecche verranno opportunamente armate con profili ad U di acciaio zincato, cadmiato od inossidabile, della sezione minima di 10x10x1 mm. La frequenza dell'armatura sarà di u profilo ogni 5 stecche per larghezze da 1,51 a 2,00 m; di uno ogni 4 stecche per larghezze da 2,01 a 2,50 mt; di uno ogni 3 stecche per larghezze da 2,51 a 3,00 mt.
valendo la stessa prescrizione, in tutti i casi, per teli montanti su apparecchi a sporgere.
La stecca di base sarà dotata di doppia armatura, di peso totale da assicurare la regolare discesa dell'avvolgibile.
90.3.3 Guide.
Avranno profondità non inferiore a 22 mm per teli fino a 1,50 di larghezza, non inferiore a 25 mm per teli da 1,51 a 2,00 m di larghezza, non inferiore a 28 mm per teli da 2,01 a 2,50 mt di larghezza e non inferiore a 31 mm per teli di larghezza superiore.
Il gioco tra le estremità dei teli e le guide sarà mediamente pari al 25% della profondità delle stesse.
90.3.4 Rullini di rinvio.
Saranno applicati alle traverse superiori dei serramenti ogni qualvolta la larghezza dei teli sarà superiore a 1,50 mt.
90.3.5 Apparecchi di sollevamento.
Qualora la superficie dell'avvolgibile dovesse superare il valore di 4,00 mq, dovrà farsi uso dell'apparecchio demoltiplicatore, al
fine di alleggerire la manovra di sollevamento.
L'apparecchio sarà di norma comandato con cinghia per superfici fino a 5,00 mq e con arganello per superfici superiori.
90.4 LUCERNARI
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Qualunque siano i tipi da realizzare i lucernari, oltre a soddisfare i requisiti di cui al punto 53.4 del presente Capitolato, dovranno
rispondere alle seguenti prescrizioni:
• avranno dei muretti di base eseguiti con perfetta rispondenza alle dimensioni prescritte e con le superfici di estradosso perfettamente
rifinite e complanari (orizzontali od inclinate che siano);
• lo schema strutturale dei lucernari sarà tale che anche in caso di mancanza di tenuta delle guarnizioni o dei sigillanti non si abbiano infiltrazioni di acqua nell'interno;
• gli eventuali telai in profilati metallici dovranno essere protetti a regola d'arte e dovranno rendere non difficoltose le operazioni di smontaggio, manutenzione ed eventuale riparazione;
• dovranno essere dotati di canali interni raccogli-condensa con scarico all'esterno;
• avranno eventuali viti di fissaggio esterne protette con idoneo biccherino e cappuccio di chiusura a scatto o filettato;
• tutte le linee di raccordo tra telai e struttura muraria o tra diversi elementi dello stesso telaio, che possano costituire vie d'aria, dovranno
essere sigillate e/o protette con idonee guarnizioni.
Art.91 LAVORI DA PITTORE
91.0 GENERALITÀ
91.0.1 Materiali - Terminologia - Preparazione delle superfici.
I materiali da impiegare per l'esecuzione dei lavori in argomento dovranno corrispondere alle caratteristiche riportate all'Art.47 del
presente Capitolato ed a quanto più in particolare potrà specificare l'Elenco Prezzi o prescrivere la Direzione Lavori.
Per la terminologia si farà riferimento al "Glossari delle Vernici" di cui al Manuale Unichim 26 precedentemente citato al punto
47.1.1. Resta comunque inteso che con il termine di "verniciatura" si dovrà intendere il trattamento sia con vernici vere e proprie che con
pitture e smalti.
Qualunque operazione di tinteggiatura o verniciatura dovrà essere preceduta da una conveniente ed accurata preparazione delle
superfici e precisamente da raschiature, scrostature, stuccature, levigature e lisciature con le modalità ed i sistemi più atti ad assicurare la
perfetta riuscita del lavoro.
In particolare dovrà curarsi che le superfici si presentino perfettamente pulite e pertanto esenti da macchie di sostanze grasse od
untuose, da ossidazioni, ruggine, scorie, calamina, ecc. Speciale riguardo dovrà aversi per le superfici da rivestire con vernici trasparenti.
91.0.2 Colori - Campionatura - Mani di verniciatura.
La scelta dei colori è demandata al criterio insindacabile della Direzione Lavori.
L'Appaltatore avrà l’obbligo di eseguire, nei luoghi e con le modalità che gli saranno prescritte, ed ancor prima di iniziare i lavori, i
campioni delle varie finiture, sia per la scelta delle tinte che per il genere di esecuzione, e ripeterli eventualmente con le varianti richieste
sino ad ottenere l'approvazione della stessa Direzione Lavori.
Le successive passate (mani) di pitture, vernici e smalti dovranno essere di tonalità diverse in modo che sia possibile, in qualunque momento, controllarne il numero.
Lo spessore delle varie mani di verniciatura dovrà risultare conforme a quanto particolarmente prescritto; tale spessore verrà attentamente controllato dalla Direzione Lavori con idonei strumenti e ciò sia nello strato umido che in quello secco. I controlli, ed i relativi risultati verranno verbalizzati in contraddittorio.
Le successive mani di pitture, vernici e smalti dovranno essere applicate, ove non sia prescritto un maggiore intervallo, a distanza
non inferiore a 24 ore e sempreché la mano precedente risulti perfettamente essiccata. Qualora per motivi di ordine diverso e comunque in
linea eccezionale l'intervallo dovesse prolungarsi oltre i tempi previsti, si dovrà procedere, prima di riprendere i trattamenti di verniciatura, ad
una accurata pulizia delle superfici interessate.
91.0.3 Preparazione dei prodotti.
La miscelazione dei prodotti monocomponenti con diluenti e dei bicomponenti con l'indurente ed il relativo diluente dovrà avvenire
nei rapporti indicati dalla scheda tecnica del fornitore della pittura. Per i prodotti a due componenti sarà necessario controllare che l'impiego
della miscela avvenga nei limiti di tempo previsti alla voce "Pot-life".
91.0.4 Umidità ed alcalinità delle superfici.
Le opere ed i manufatti da sottoporre a trattamento di verniciatura dovranno essere asciutti sia in superficie che in profondità; il
tenore di umidità, in ambiente al 65% di U.R., non dovrà superare il 3%, il 2% o l'1%, rispettivamente per l'intonaco di calce, di cemento (o
calcestruzzo) o di gesso (od impasti a base di gesso); per il legno il 15% (riferito a legno secco).
Dovrà accertarsi ancora che il grado di alcalinità residua dei supporti sia a bassissima percentuale, viceversa si dovrà ricorrere
all'uso di idonei prodotti onde rendere neutri i supporti stessi od a prodotti vernicianti particolarmente resistenti agli alcali.
91.0.5 Protezione e precauzioni.
Le operazioni di verniciatura non dovranno venire eseguite, di norma, con temperature inferiori a 5°C o con U.R. superiore all'85%
(per pitture monocomponenti, a filmazione fisica) e con temperature inferiori a 10°C ed U.R. superiore all'80% (per pitture bicomponenti, a
filmazione chimica). La temperatura ambiente non dovrà in ogni caso superare i 40°C, mentre la temperatura delle superfici dovrà sempre
essere compresa fra 5 e 50°C.
L'Applicazione dei prodotti vernicianti non dovrà venire effettuata su superfici umide; in esterno pertanto, salvo l'adozione di particolari ripari, le stesse operazioni saranno sospese con tempo piovoso, nebbioso od in presenza di vento.
In ogni caso le opere eseguite dovranno essere protette, fino a completo essiccamento in profondità, dalle correnti d'aria, dalla
polvere, dall'acqua, dal sole e da ogni altra causa che possa costituire origine di danni o degradazioni in genere.
L'Appaltatore dovrà adottare inoltre ogni precauzione e mezzo atti ad evitare spruzzi, sbavature e macchie di pitture, vernici, ecc.
sulle opere già eseguite (pavimenti, rivestimenti, zoccolature, intonachi, infissi, apparecchi sanitari, rubinetterie, frutti, ecc.), restando a carico dello stesso ogni lavoro e provvedimento necessari per l'eliminazione degli imbrattamenti, dei degradamenti, nonché degli eventuali danni apportati.
91.0.6 Obblighi e responsabilità dell'Appaltatore.
La direzione Lavori avrà la facoltà di modificare, in qualsiasi momento, le modalità esecutive delle varie lavorazioni; in questo caso il prezzo del lavoro subirà unicamente le variazioni corrispondenti alle modifiche introdotte, con esclusione di qualsiasi extracompenso.
La stessa Direzione avrà altresì la facoltà di ordinare, a cura e spese dell'Appaltatore, il rifacimento delle lavorazioni risultanti da
esecuzione non soddisfacente e questo sia per difetto dei materiali impiegati, sia per non idonea preparazione delle superfici, per non corretta applicazione degli stessi, per mancanza di cautele o protezioni o per qualunque altra causa ascrivibile all'Appaltatore.
L'Appaltatore dovrà provvedere con immediatezza a tali rifacimenti, eliminando nel contempo eventuali danni conseguenti dei
quali rimane, in ogni caso ed a tutti gli effetti, unico responsabile.
91.0.7 Disposizioni legislative.
Nei lavori di verniciatura dovranno essere osservate le disposizioni antinfortunistiche di cui alle Leggi 19 luglio 1961, n°706 e 5
marzo 1963, n°245.
91.1 SUPPORTI DI INTONACO, GESSO, CALCESTRUZZO E CEMENTO AMIANTO - TINTEGGIATURE E PITTURAZIONI
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91.1.0 Preparazione delle superfici - Rasature.
Le superfici da sottoporre a trattamenti di tinteggiatura e pitturazione, fermo restando quanto prescritto al punto 91.0.3, dovranno
essere ultimate da non meno di 12 mesi; eventuali alcalinità residue potranno essere trattate con opportune soluzioni acide neutralizzanti
date a pennello e successive spazzolature a distanza non inferiore a 24 ore.
Le superfici dovranno essere portate a perfetto grado di uniformità e regolarità. Le punte di sabbia saranno asportate con regoletti
di legno a rasare; eccezionalmente, ed ove si riscontri la presenza di graffiature, potrà venire adoperata carta abrasiva di grana grossa.
Per chiudere eventuali buchi o scalfiture in locali interni verrà adoperato gesso puro, gesso con sabbia o stucco sintetico, avendo
cura di battere la stuccatura con una spazzola onde uniformare la grana con il rimanente intonaco.
Su pareti esterne, eventuali sigillature verranno effettuate con lo stesso tipo di intonaco o con stucco speciale per esterni (con
assoluta esclusione di gesso) curando, nel caso di intonaco, di scarnire i punti di intervento onde migliorare la tenuta dei rappezzi.
Nel caso di intonaco civile ricoperto da vecchie pitturazioni si procederà preliminarmente alla spazzolatura o, se necessario, alla
raschiatura od alla sabbiatura a fondo delle stesse fino a scoprire la parte viva e sana dell'intonaco. Seguirà quindi un'energica spolveratura
meccanica, con successivo lavaggio e sgrassaggio con detergenti onde eliminare ogni traccia di sporco, eventuali muffe ed efflorescenze di
salnitro; si procederà dopo alle necessarie riprese e stuccature. In ultimo verrà data una mano di imprimitura la quale, nel caso di tinteggiature a calce, sarà costituita con latte di calce diluito, mentre, negli altri casi, da speciali appretti sintetici o da pitture ad olio come più avanti
specificato.
La rasatura dell'intonaco civile interno, se prescritta, sarà effettuata con impasto di solo gesso o di calce spenta e gesso nello
stesso rapporto in peso; l'impasto comunque, qualora ammesso, potrà essere costituito anche dal 60% di gesso in polvere e dal 40% di calce idrata in polvere, purché la calce venga bagnata prima dell'uso e lasciata riposare il tempo prescritto dal produttore.
L'impasto, preparato in quantità sufficiente per l'immediato impiego, verrà spalmato in spessori non inferiori a 3 mm, successivamente lisciato e quindi rifinito con spatola a mano.
A lavoro ultimato la rasatura dovrà presentarsi lucida nonché priva di ondulazioni od altri difetti. L'essiccamento prepitturazione
dovrà avere una durata non inferiore a 8 - 15 giorni, secondo la stagione e le condizioni meteorologiche.
La rasatura con stucco a colla verrà effettuata con stucchi preconfezionati, previa mano di ancoraggio con tinta ad olio di lino allungata od altro tipo di appretto prescritto dalle Ditte fornitrici dello stucco. L'applicazione verrà fatta a due o più riprese intervallando, dopo
ogni ripresa, operazioni di carteggiatura e spolveratura eseguite su stucco completamente indurito.
Rasature speciali, con stucchi o intonachi a base di resine sintetiche od altri componenti di particolare formulazione, saranno effettuate nel rispetto delle superiori prescrizioni e di quelle più particolari fornite dalle Ditte produttrici. L'accettazione dei prodotti sarà comunque subordinata a prove e certificazioni di idoneità.
91.1.1 Tinteggiatura a calce fissata.
La tinteggiatura dovrà sempre essere preceduta da una accurata preparazione delle superfici interessate, così come prescritto al
precedente punto 91.1.0; saranno eseguite pertanto stuccature, carteggiature, spolverature e quant'altro necessario per livellare, regolarizzare e rendere di aspetto uniforme le superfici stesse.
La tinteggiatura non dovrà essere applicata sugli intonachi prima che essi abbiano iniziato la loro presa. La stagionatura della calce non dovrà essere inferiore a 6 mesi.
La tinteggiatura a calce semplice sarà preceduta dal lavaggio delle superfici con latte di calce diluito; si allungherà quindi la calce
spenta (grassello) con acqua, in un mastello, setacciando nel "lattone" nel quale verrà in ultimo aggiunta della resina poliacetovinilica in emulsione per il fissaggio della calce. Si passerà quindi all'applicazione, curando che le varie mani di tinta siano date a tinteggiatura ancora
umida con intervalli di tempo, tra le stesse, non superiori a 24 ore.
Per la tinteggiatura a calce colorata si procederà con le stesse modalità, stemperando previamente nel latte di calce i colori minerali, ridotti in pasta omogenea esente da granulosità; il tutto sarà poi passato ad uno staccio fine di tela zincata 0,355 UNI 2331.
91.1.2 Tinteggiatura a gesso e colla.
Sarà realizzata con l'impiego del bianco Meudon (biancone) legato con colla cellulosica (meticellulosa) preparata a freddo. Il dosaggio della colla e dell'acqua sarà in relazione al diverso assorbimento delle superfici (sia a gesso, che a civile); sarà effettuato comunque
in maniera tale da evitare fenomeni di scagliatura o sfarinamento.
L'impiego della tinteggiatura a biancone e colla sarà in generale effettuato su rasatura a gesso ed unicamente in interni. Per quanto riguarda l'impiego dei colori si rimanda al precedente punto 91.1.1
91.1.3 Tinteggiatura a tempera.
Detta anche idropittura non lavabile, la tempera verrà applicata almeno a tre mani delle quali, se non diversamente prescritto, la
prima (piuttosto diluita) a pennello e le altre due a rullo a pelo lungo.
91.1.4 Tinteggiatura con idropitture.
Sia su intonaco nuovo, che su vecchio la tinteggiatura sarà di norma preceduta, se non diversamente prescritto, da una mano di
imprimitura data a pennello e costituita, in genere, dalla stessa resina legante in emulsione con la quale è formulata l'idropittura. Il prodotto
dovrà ben penetrare nella superficie di applicazione allo scopo di uniformare gli assorbimenti e fornire inoltre un valido ancoraggio alle mani
successive: non dovrà perciò "far pelle" ed a tal fine, in rapporto al tipo di superficie, ne verrà sperimentata l'esatta diluizione.
Verrà quindi data l'idropittura, nei colori prescelti dalla Direzione ed almeno in due mani, delle quali la prima a pennello (mazzocca
media) e la seconda a rullo (di pelo merinos corto). Lo spessore dello strato secco, per ogni mano, dovrà risultare non inferiore a 30 micron
se per interni ed a 40 micron se per esterni. Su superfici estremamente porose ed i generale negli esterni, per le superfici più esposte al
sole, saranno date non meno di tre mani.
Il dosaggio di acqua, nelle varie passate, sarà conforme alle prescrizioni della Ditta produttrice e/o della Direzione Lavori e comunque decrescente per le varie mani.
Sarà vietato adoperare per applicazioni esterne idropitture formulate per usi interni. Per tinteggiature di calcestruzzi a vista (se
ammesse),manufatti di cemento ed intonachi cementizi dovranno sempre adoperarsi idropitture per esterni.
91.1.5 Verniciatura con pittura grassa opaca.
Potrà essere eseguita su intonaco civile grezzo o su intonaco rasato a gesso, con stucco a colla o con altri tipi di rasatura, secondo prescrizioni.
La verniciatura sarà eseguita su superfici perfettamente asciutte, con grado di alcalinità non superiore ad 8; in caso contrario occorrerà ricorrere a trattamenti neutralizzanti ed in particolare imprimiture isolanti.
Di norma comunque il ciclo di applicazione comprenderà le seguenti fasi:
1) Preparazione delle superfici come al precedente punto 91.1.0.
2) Carteggiatura di livellamento, effettuata a secco con carte abrasive autolubrificanti di tipo medio (180 - 220) e successiva spolveratura
con aria in pressione.
3) Prima mano a pennello di imprimitura di tinta ad olio, più o meno grassa a secondo dell'assorbimento della superficie.
4) Seconda mano a pennello od a rullo (pelo sintetico medio) di tinta ad olio mescolata con la pittura grassa opaca (in rapporto non superiore al 50%), leggermente diluita con olio e ragia; la mano sarà già in tinta, leggermente più chiara di quella finale e, una volta essiccata, dovrà risultare uniformemente traslucida (assolutamente priva cioè di zone opache).
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5)
Terza mano di pittura grassa opaca, nel colore prescelto ed eventualmente con leggera diluizione di ragia, data a pennello di pelo sintetico medio.
L'intervallo di tempo per l'esecuzione delle varie passate sarà non inferiore a 24 ore tra la prima e la seconda mano e non inferiore a 36 ore tra la seconda e la terza. Tempi più lunghi potranno comunque essere prescritti nella stagione invernale.
91.1.6 Verniciatura con pitture oleosintetiche o con smalti sintetici.
Sarà effettuata come al precedente punto 91.1.5 con la differenza che la prima mano sarà costituita da pittura opaca di fondo di
cui al punto 47.3.3 del presente Capitolato e le altre due mani da pitture oleosintetiche o smalti.
Su intonachi rasati, la terza mano sarà preceduta da una accurata e leggera carteggiatura con carta abrasiva fine secco (e successiva spolveratura) e verrà applicata, salvo diversa prescrizione a pennello od a spruzzo secondo che si tratti di smalti opachi o di smalti
lucidi.
91.1.7 Verniciatura con pitture a base di elastomeri o di resine plastiche.
Sarà di norma effettuata con non meno di tre mani delle quali la prima, di imprimitura, con trasparenti resino-compatibili od a corrispondente base elastomerica o di resina plastica dati a pennello e le altre due con pitture prescritte e nei colori richiesti, date a pennello od
a rullo, secondo disposizione e con spessori di strato mai inferiori a 40 micron.
La verniciatura sarà effettuata su superfici adeguatamente preparate, rispettando i cicli di applicazione e le particolari prescrizioni
delle Ditte produttrici nonché le disposizioni che nel merito, anche in variante, potrà impartire la Direzione Lavori.
91.2 SUPPORTI IN CALCESTRUZZO - PITTURAZIONE ANTICORROSIVA
Tutte le superfici in calcestruzzo o cementizie in genere, particolarmente esposte ad atmosfere aggressive (industriali o marine), o
direttamente a contatto con sostanze chimicamente attive od esposte ad attacco di microrganismi, dovranno essere protette con rivestimenti
adeguati.
L'applicazione sarà fatta a non meno di 60 giorni dall'ultimazione dei getti; le superfici dovranno essere pulite, asciutte e libere da
rivestimenti precedentemente applicati, incrostazioni di sali e materiale incoerente. Ove siano stati impiegati agenti disarmati, indurenti od
altri additivi del cemento, si dovranno stabilire di volta in volta le operazioni necessarie, atte a neutralizzare gli effetti superficiali.
Tutte le imperfezioni del calcestruzzo, protuberanze e vuoti particolare, dovranno essere eliminate al fine di ottenere una superficie priva di porosità; i punti in rilievo saranno eliminati mediante discature mentre, i vuoti, con malte e boiacche cementizie applicate subito
dopo il disarmo. L'applicazione dei rivestimenti protettivi sarà comunque preceduta da una accurata pulizia e dall'irruvidimento delle superfici.
91.3 SUPPORTI IN ACCIAIO - VERNICIATURE E PROTEZIONI
91.3.1 Preparazione del supporto.
Prima di ogni trattamento di verniciatura o di protezione in genere, l’acciaio dovrà essere sempre adeguatamente preparato; dovranno essere eliminate cioè tutte le tracce di grasso o di unto dalle superfici, gli ossidi di laminazione ("calamina" o "scaglie di laminazione") e le scaglie o macchie di ruggine.
La preparazione delle superfici potrà venire ordinata in una delle modalità previste dalle norme SSPC (Steel Structures Paiting
Council); con riferimento agli standard fotografici dello stato iniziale e finale elaborati dal Comitato Svedese della Corrosione e noti come
"Svensk Standard SIS")
Con riguardo alle varie modalità di preparazione, si precisa in particolare:
a) Sgrassaggio con solventi (SSPC - SP1): Sarà effettuato con solventi a lenta evaporazione (ragia minerale, nafta solvente, ecc.), vapore,
alcali, emulsioni, ecc. L'operazione verrà eseguita a spruzzo o con grossi pennelli e sarà seguita da lavaggio ed asciugamento con aria
in pressione.
b) Pulizia con attrezzi manuali (SSPC - SP2): Consisterà nel rimuovere fino al grado richiesto le scaglie di laminazione, le pitture e la ruggine, in fase di distacco, utilizzando attrezzi manuali quali picchette raschietti, spazzole metalliche e carta abrasiva.
c) Pulizia con attrezzi meccanici (SSPC -SP3): Consisterà nell'effettuare le operazioni di cui alla lett.b) utilizzando attrezzi meccanici quali
spazzole rotanti, attrezzi a percussione, mole meccaniche, abrasivi silicei o metallici.
d) Pulizia mediante sabbiatura (SSPC - SP7 SP6 - SP10 - SP5): Consisterà nell'eliminare, con risultati di diversa gradazione, ogni traccia
di calamina, ruggine e sostanze estranee. L'operazione verrà effettuata mediante violetto getto di sabbia quarzifera (vagliata su setaccio
di 16 maglie/cmq) a seco oppure ad umido, oppure di abrasivi metallici.
e) Pulizia mediante decapaggio acido (SSPC - SP8): Consisterà nell'eliminazione delle scaglie di ruggine e di laminazione mediante decapaggio acido od elettronico (o con una combinazione degli stessi) e successivo lavaggio di neutralizzazione.
f) Fosfatazione a freddo: Consisterà nel trattare l'acciaio con una miscela acqua, acido fosforico ed olio solvente solubile in acqua in maniera da asportare parte della ruggine e trasformare il residuo in fosfato di ferro insolubile.
91.3.2 Carpenterie ed infissi - Cicli di verniciatura.
In mancanza di specifica previsione, la scelta dei rivestimenti di verniciatura e protettivi dovrà essere effettuata in base alle caratteristiche meccaniche, estetiche e di resistenza degli stessi, in relazione alle condizioni ambientali e di uso dei manufatti da trattare.
Con riguardo al ciclo di verniciatura protettiva, questo, nella forma più generale e ferma restando la facoltà della Direzione Lavori
di variarne le modalità esecutive od i componenti, sarà effettuato come di seguito:
A) Prima dell'inoltro dei manufatti in cantiere:
1) Preparazione delle superfici mediante sabbiatura di grado non inferiore a SP 6 (sabbiatura commerciale). Solo in casi particolari e
previa autorizzazione della Direzione, la sabbiatura potrà essere sostituita dalla pulizia meccanica (brossatura) SP3 o da quella manuale SP2 (per limitate superfici).
2) - Eventuale sgrassatura e lavaggio, se necessari.
3) - Prima mano di antiruggine ad olio (od oleosintetica) al minio di piombo od al cromato di piombo o di zinco nei
4) tipi di cui al punto 47.3.4 del presente Capitolato. La scelta del veicolo più idoneo dovrà tenere conto delle condizioni ambientali e
d'uso dei manufatti da proteggere; in particolare si prescriverà l'impiego di "primer" in veicoli epossidici, al clorocaucciù o vinilici in
presenza di aggressivi chimici, atmosfere industriali od in ambienti marini.
B) Dopo il montaggio in opera:
4) - Pulizia totale di tutte le superfici con asportazione completa delle impurità e delle pitturazioni eventualmente degradate.
5) - Ritocco delle zone eventualmente scoperte dalle operazioni di pulizia o di trasporto.
6) - Seconda mano di antiruggine dello stesso tipo della precedente, ma di diversa tonalità di colore, data non prima di 24 ore dai ritocchi effettuati.
7) - Due mani almeno di pittura (oleosintetica, sintetica, speciale) o di smalto sintetico, nei tipi, negli spessori e nei colori prescritti, date
con intervalli di tempo mai inferiori a 24 ore e con sfumature di tono leggermente diverse (ma sempre nella stessa tinta), sì che possa distinguersi una mano dall'altra.
91.4 SUPPORTI IN ACCIAIO ZINCATO
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91.4.0 Condizioni di essenzialità.
Qualunque manufatto in acciaio zincato, con grado di zincatura non superiore al "normale" dovrà essere sottoposto a trattamento
di protezione anticorrosiva mediante idonea verniciatura.
91.4.1 Pre trattamento delle superfici zincate.
Le superfici di acciaio zincato, da sottoporre a cicli di verniciatura, dovranno essere innanzitutto sgrassate (se nuove) mediante
idonei solventi od anche spazzolate e carteggiate (se esposte da lungo tempo); quindi lavate energicamente e sottoposte a particolari pretrattamenti oppure all'applicazione di pitture non reattive nei riguardi dello zinco.
I sistemi di pretrattamento più idonei per ottenere una adeguata preparazione delle superfici zincate saranno realizzate in uno dei
due modi seguenti:
a) Fosfatazione a caldo: Sarà eseguita in stabilimento e consisterà nella deposizione di uno strato di fosfato di zinco seguita da un trattamento passivamente con acido cromico e successivo lavaggio neutralizzante a freddo.
b) - Applicazione di "wash primer": si effettuerà trattando la superficie zincata con prodotti formulati a base di resine polivinilbutirraliche,
resine fenoliche e tetraossicromato di zinco ed acido fosforico, quale catalizzatore.
Lo spessore del wash primer, a pellicola asciutta, dovrà risultare non inferiore a 5 micron.
91.4.2 Fondi che non richiedono pretrattamento.
Saranno costituiti di norma da antiruggini epossidiche ad alto spessore (A.S.) bicomponenti (con indurente poliammidico) o da
fondi poliuretanici bicomponenti (o monocomponenti) a base di dispersioni fenoliche.
Tali saranno dati, se non diversamente prescritto, in una sola mano, a spruzzo od a pennello, con spessore reso non inferiore ad
80 micron.
91.4.3 Pigmenti.
Risulta tassativamente vietato impiegare pitture con pigmenti catodici rispetto allo zinco (ad esempio: minio e cromato di piombo).
91.4.4 Cicli di verniciatura.
Con riferimento a quanto in precedenza espresso ai punti 91.4.1 e 91.4.2 i manufatti in acciaio zincato dovranno essere sottoposti, se non diversamente disposto, a cicli di verniciatura protettiva effettuati come di seguito:
1) Sgrassaggio, spazzolatura e successivo lavaggio a caldo delle superfici.
2) Fosfatizzazione a caldo od applicazione di "wash primer" od ancora applicazione di pitture di fondo che non richiedono pretrattamento.
3) Doppia mano di antiruggine al cromato di zinco (80 micron in totale) od unica mano di antiruggine vinilica A.S. (70 micron) nel caso di
pretrattamenti a "wash prime".
4) Doppia mano di pittura oleosintetica o di smalto sintetico nei tipi e colori prescritti ed in rapporto al tipo dei fondi.
91.5 SUPPORTI IN ALLUMINIO
Le superfici in alluminio da sottoporre a cicli di verniciatura, al pari di quelle in acciaio zincato, dovranno essere innanzi tutto
sgrassate mediante idonei solventi od anche spazzolate e carteggiate (se esposte da lungo tempo); quindi lavate energicamente e sottoposte a particolari pretrattamenti (passivazione, applicazione di wash primer) oppure all'applicazione di pitture non reattive nei riguardi dell'alluminio. In ogni caso, e specie per lo strato di fondo, dovranno essere evitate pitture con pigmenti contenenti composti di piombo, rame o
mercurio.
I cicli di verniciatura dell'alluminio (o delle leghe leggere di alluminio) saranno rapportati sia al tipo di opere o manufatti, che alle
condizioni di esercizio degli stessi.
In generale comunque, e salvo diversa o più particolare prescrizione, essi saranno costituiti da un trattamento di preparazione
della superficie (semplice sgrassaggio e lavaggio od anche spazzolatura da un pretrattamento di pitturazione con "wash primer" (dato in
spessore non inferiore a 5 micron) o con fondi epossidici bicomponenti con indurente poliammidico (spessore = 80 micron) ed in ultimo da
non meno di due mani di finitura costituite da pitture o smalti epossidici B.S. (spessore = 2x30 micron), poliuretanici (spessore = 2x30 micron), epossidici A.S. (spessore = 2x100), epossivinilici A.S. (spessore = 2x150),ecc.
La scelta verrà effettuata dalla Direzione Lavori, tenute presenti le caratteristiche dei rivestimenti, i vari tipi di impiego e le indicazioni di cui alle precedenti tabelle.
91.6 SUPPORTI IN LEGNO - PITTURAZIONI E VERNICIATURE
91.6.0 Preparazione delle superfici - Pretrattamento di imprimitura.
Qualunque sia il ciclo di verniciatura al quale sottoporre le superfici dei manufatti in legno, queste dovranno essere convenientemente preparate. La preparazione dovrà portare dette superfici al miglior grado di uniformità e levigatezza dotandole nel contempo, con riguardo ai superiori strati di pitturazione, delle massime caratteristiche di ancoraggio.
Tale preparazione, comprensiva del primo trattamento di imprimitura, sarà di norma così eseguita:
1) Asportazione parziale o totale (secondo prescrizione) dei precedenti strati di verniciatura eventualmente esistenti su superfici non nuove, mediante raschiatura previo rammollimento alla fiamma o con sverniciatori (su superfici non destinate ad essere verniciate con prodotti trasparenti) o mediante carteggiatura a fondo.
2) Carteggiatura di preparazione, necessaria ad asportare grasso, unto od altre sostanze estranee, eseguita a secco con carte abrasive
dei numeri 80 - 180 (usate in ordine di grana decrescente) e successiva spolveratura.
3) Stuccatura con stucco a spatola onde eliminare eventuali, limitati e consentiti difetti del supporto.
4) Seconda carteggiatura, a secco, eseguita con carte abrasive dei numeri 180 - 220 e successiva spolveratura.
5) Prima mano di imprimitura, data a pennello, con olio di lino cotto, con fondi alchidici o con fondi propri delle verniciature speciali.
6) Ripresa della stuccatura, carteggiatura di livellamento a secco od a umido (secondo i casi) con carte abrasive dei numeri 220 - 280 e
successiva pulizia o spolveratura.
91.6.1 Verniciature con pitture all'olio di lino.
Verrà eseguita sulle superfici preparate come al precedente punto 91.6.0 (con 1^ mano di imprimitura ad olio), mediante le seguenti operazioni:
1) Seconda mano di imprimitura con tinta ad olio.
2) Leggera levigatura con carte abrasive di numero non inferiore a 280.
3) Due mani di pittura all'olio, nei colori prescelti e con diluizione decrescente.
91.6.2 Verniciatura con pitture oleosintetiche od a smalto.
Verrà eseguita sulle superfici preparate come al precedente punto 91.6.0 (con 1^ mano di imprimitura costituita da olio di lino o
fondo alchidico), mediante le seguenti operazioni:
1) Seconda mano di imprimitura (o fondo) con pittura opaca di cui al punto 47.3.3 del presente Capitolato (fondo alchidico).
2) Leggera carteggiatura di preparazione con carte abrasive di numero non inferiore a 380 (la carteggiatura sarà effettuata a seco od in
umido secondo il grado di essiccamento dello strato di pittura).
3) Due mani di pittura oleosintetica o di smalto sintetico, nei tipi e nei colori prescelti, l'ultima mano di norma sarà applicata pura, del tutto
esente cioè da diluizione.
91.6.3 Verniciatura con smalti al clorocaucciù, epossidici, poliuretanici, poliestere, ecc. (mono e bicomponenti).
Verrà eseguita sulle superfici preparate come al precedente punto 91.6.0 con l'esclusione della 1^mano di imprimitura con olio di
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lino cotto.
La verniciatura comunque sarà sempre eseguita a non meno di tre mani delle quali la prima, la prima di fondo, con i corrispondenti "primer" degli smalti da applicare (fondi epossidici, uretanici, ecc.) e le altre due, di finitura, con gli smalti prescritti dati con le modalità, i
tempi e le diluizioni esattamente indicati dal produttore.
Sull'ultima mano potrà venire richiesta, se del caso e con relativo compenso, l'ulteriore applicazione del corrispondente "trasparente", mono o bicomponente.
91.6.4 Verniciatura con vernici trasparenti (flatting e sintetiche).
Verrà eseguita sulle superfici preparate come al precedente punto 91.6.0 con l'esclusione, nel caso vengano adoperati cicli di
verniciatura sintetici o speciali, (clorocaucciù, epossidici, vinilici, poliestere, poliuretanici) o nel caso che non si voglia alterare la tonalità dei
legni chiari, della prima mano di imprimitura con olio di lino cotto. L'uso dello stucco sarà, qualora ammesso, limitato indispensabile; l'impiego sarà effettuato "in tinta", sullo stesso tono di colore cioè della parte da stuccare.
La carteggiatura dovrà essere con particolare accuratezza in modo da rendere le superfici perfettamente levigate. La verniciatura
comunque, qualunque sia il tipo di vernice da impiegare, sarà sempre eseguita a non meno di tre mani, diluite gradualmente in decrescendo
(la terza mano pura) con acquaragia o con diluente proprio della vernice. Ogni mano sarà applicata sulla precedente a non meno di 48 ore
di distanza e previa leggera carteggiatura di quest'ultima con carte abrasive finissime in umido e successivo lavaggio.
A verniciatura ultimata, lo spessore complessivo degli strati di vernice, misurati a secco, dovrà risultare non inferiore a 9O micron;
gli strati dovranno inoltre risultare perfettamente ed uniformemente trasparenti nonché esenti da difetti di qualsiasi genere.
91.7 SUPPORTI IN POLIESTERE
LA verniciatura dei supporti in poliestere sarà effettuata, previo sgrassaggio e lavaggio delle superfici, con cicli a tre mani, delle
quali la prima a fondo con "primer" epossidici (spessore = 30 micron) le altre due, di finitura, con pitture e smalti epossidici, epossivinilici o
poliuretanici.
Su superfici non nuove, oltre alle operazioni preliminari di sgrassatura e lavaggio, potrà essere necessario eseguire anche operazioni parziali o totali di sverniciatura (da effettuare unicamente mediante carteggiatura e levigatura con carte abrasive) e di stuccatura (da
effettuare, di norma, mediante stucchi epossidici).
91.8 SUPPORTI BITUMINATI
La verniciatura dei supporti bituminati sarà effettuata, previo sgrassaggio delle superfici, con pitture all'alluminio, di norma con
veicolo bituminoso. La verniciatura verrà eseguita mani, con spessori per mano non inferiori a 20 micron; per il resto si rimanda alle prescrizioni di cui al punto 89.4.1 del presente Capitolato.
91.9 VERNICIATURE INDUSTRIALI
Impiegate in genere per lavorazioni in serie, potranno essere del tipo elettrostatico, a flusso, ad immersione, a spruzzo( ad aria
compressa od "airless-spray"), per elettroforesi, ecc.
L'essiccamento avverrà di norma in forno, con temperature generalmente superiori a 150°C. Tra le finiture essiccanti in forno potranno richiedersi le pitture e gli smalti a base di resine alchidico-ammiche, acriliche termoplastiche e termoindurenti, epossimelamminiche o
ureiche, epossiacriliche, viniliche, ecc.
Il ciclo di verniciatura comprenderà ogni trattamento per una perfetta preparazione delle superfici (sgrassaggio, decapaggio,
spazzolature, fosfatizzazioni, cromatizzazioni, passivazioni, risciacqui, a seconda dei materiali da trattare), l'applicazione di pitture di fondo
anch'esse essiccanti in forno ed in ultimo l'applicazione dello smalto a finire e la polimerizzazione in forno.
Le verniciature in forno dovranno presentare uniformità e regolarità della colorazione e del grado di brillantezza, costanza di
spessore, assoluta assenza di ondulazioni, retinamento, schivamento, ingiallimento ed altri difetti dovuti in genere a preparazioni non perfette, irregolare distribuzione dei prodotti vernicianti, temperature e tempi di "cottura" non adeguatamente calibrati.
Gli spessori dovranno risultare non inferiori a 30 micron per opere e manufatti interni e non inferiori a 40 micron per opere e manufatti esterni.
91.10 RIVESTIMENTI CON TAPPEZZERIE
91.10.1 Preparazione delle pareti.
Le pareti destinate ad essere ricoperte con tappezzerie dovranno essere accuratamente preparate così come prescritto al precedente punto 91.1.0 per le tinteggiature. Saranno sottoposte cioè ad operazioni di stuccatura, ripresa di spigoli, carteggiatura, spolveratura e
quant'altro occorrente per rendere le superfici perfettamente regolari e livellate.
Per rivestimenti di tipo lucido e comunque se prescritto, le pareti saranno altresì sottoposte a rasatura con stucco o con idonei
mastici di livellamento e lisciatura.
A completamento delle operazioni di preparazione, sulle superfici dovrà essere applicata una spalmatura preventiva del collante
da impiegare per l'incollaggio dei teli, opportunamente diluito, o di altro idoneo prodotto isolante di preadesione, appositamente prescritto.
91.10.2 Applicazione delle tappezzerie.
Di norma le tappezzerie di carta saranno applicate con collanti a freddo a base di meticellulosa rinforzata con resine polivinilacetiche, quelle in plastica con adesivi di tipo vinilico, mentre quelle in stoffa con adesivi poli-isoprenici.
I collanti e gli adesivi adoperati non dovranno in ogni caso deteriorare le tappezzerie né, ad asciugamento avvenuto, dovranno
emanare odori di sorta.
Gli adesivi saranno applicati secondo i tipi e le esatte prescrizioni del produttore: solo sulle tappezzerie od anche sulle superfici
da rivestire o solo su di esse e con i tempi di maturazione previsti.
L’Appaltatore rimane comunque unico responsabile dell'esatto incollaggio dei teli dovendosi questi presentare, a 48 ore dall'applicazione, perfettamente distesi ed aderenti, senza asperità, bolle, rigonfiamenti, incavi o distacchi parziali.
La tappezzeria dovrà essere applicata in un sol pezzo, per tutta l'altezza della parete e, salvo diversa disposizione, dovranno anche essere rivestiti gli sguinci di porte e finestre ed i parapetti.
La giunzione dei teli sarà effettuata a sovrapposizione od a combaciamento, secondo disposizione; peri teli in plastica od in stoffa,
in unica tinta, la giunzione sarà effettuata a combaciamento, sovrapponendo i bordi per circa 2-3 cm, rifilando in centro con riga metallica e
lama perfettamente affilata ed asportando quindi le parti in sovrapposizione onde ottenere l'esatto combaci amento dei teli.
Qualora i teli fossero dotati di disegni e di decorazioni dovrà curarsi infine che venga realizzata la perfetta corrispondenza delle
composizioni.
Art.92 OPERE DI MARMO, PIETRE NATURALI OD ARTIFICIALI
92.0 GENERALITÀ
92.0.1 Forme, dimensioni e caratteristiche.
Le opere in marmo, pietre naturali od artificiali dovranno corrispondere, nei limiti delle tolleranze indicate, alle forme e dimensioni
prescritte ed essere lavorate secondo le indicazioni del presente Capitolato e di quelle che fornirà la Direzione Lavori all'atto esecutivo.
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Tutti i materiali dovranno avere le caratteristiche esteriori (grana, coloritura e venatura) e quelle essenziali della specie prescelta e
rispondere ai requisiti indicati al punto 36.5 del presente Capitolato.
La Direzione Lavori avrà facoltà di prescrivere, qualora non disposto e nei limiti del presente articolo, le misure dei vari elementi di
ogni opera, la formazione e disposizione dei vari conci e lo spessore delle lastre, come pure precisare gli spartiti, la posizione dei giunti, la
suddivisione dei pezzi, l'andamento della venatura, ecc. secondo i particolari disegni costruiti che la stessa Direzione potrà fornire all'Appaltatore all'atto dell'esecuzione ed ai quali lo stesso sarà tenuto ad uniformarsi.
Le lastre di rivestimento o di pavimentazione dovranno essere accostate in maniera da evitare contrasti di colore o di venatura,
tenendo conto delle caratteristiche del materiale impiegato e delle particolari disposizioni della Direzione.
92.0.2 Tolleranze.
Sulla larghezza degli elementi, conci o manufatti in genere, è ammessa una tolleranza non superiore al ± 0,5%; per le lastre, gli
scarti nelle misure non dovranno superare il valore di +0,5/-1 mm per le dimensioni lineari e del ± 5% per lo spessore.
Tolleranze più ristrette potranno comunque essere disposte in progetto o prescritte dalla Direzione.
92.0.3 Campioni e modelli.
Prima di iniziare i lavori in argomento l'Appaltatore dovrà predisporre, a propria cura e spese i campioni dei vari marmi e pietre,
lavorati secondo prescrizione, sottoponendoli all'esame della Direzione Lavori; Tali campioni, se accettati, verranno debitamente contrassegnati e conservati, come termini di riferimento e confronto, negli uffici della Direzione od in locali appositamente assegnati.
Per le opere di un certo impiego la Direzione potrà anche richiedere, ad esclusiva discrezione, la predisposizione di modelli in
gesso, anche in scala al vero, ed il loro collocamento in sito, il tutto a spese dell'Appaltatore che occorrendo dovrà apportarvi, prima di procedere all'esecuzione della fornitura tutte le modifiche necessarie fino ad ottenere l'approvazione.
92.0.4 Controlli e corrispondenze.
L'Appaltatore è tenuto a rilevare e controllare che in ogni elemento o manufatto ordinato e da collocare corrisponda alle strutture
rustiche di destinazione, segnalando tempestivamente alla Direzione Lavori eventuali divergenze od ostacoli. In difetto, resteranno a carico
dello stesso ogni spesa ed intervento derivanti da non esatte rispondenze o da collocazioni non perfettamente calibrate.
L'Appaltatore sarà comunque obbligato ad apportare alle opere, anche nel corso dei lavori, tutte le modifiche che la Direzione Lavori potesse richiedere.
92.0.5 Protezione dei manufatti - obblighi in caso di scorporo.
Tanto nel caso in cui la fornitura dei manufatti debba essere effettuata direttamente dall'Appaltatore, quanto nel caso in cui la fornitura sia parzialmente o totalmente scorporata e lo stesso sia unicamente tenuto alla posa in opera, tenuti presente gli obblighi e le prescrizioni di cui al punto 27.29 del presente Capitolato, l'Appaltatore dovrà avere la massima cura onde evitare, durante le varie operazioni di
carico, trasporto, eventuale magazzinaggio e quindi collocamento in sito e fino al collaudo, pertanto dovrà provvedere a sue spese alle opportune protezioni, con materiale idoneo, di spigoli, cornici, scalini, zoccoletti, pavimenti ed in genere di tutte quelle parti che, avendo già
ricevuto la lavorazione di finitura, potrebbero restare comunque danneggiate dai successivi lavori di cantiere.
L'Appaltatore resterà di conseguenza obbligato a riparare a sue spese ogni danno riscontrato ricorrendo se necessario, ed a giudizio insindacabile della Direzione, anche alla sostituzione dei pezzi danneggiati ed a tutti i conseguenti ripristini.
Resta peraltro precisato che qualora la fornitura dovesse avvenire in forma scorporata, all'atto del ricevimento dei materiali l'Appaltatore dovrà segnalare alla Direzione eventuali difetti o difformità, restando egli stesso responsabile, in caso di omissione, della completa
rispondenza della fornitura.
92.0.6 Posa in opera dei manufatti.
Per ancorare i diversi pezzi di marmo o pietra alle strutture di supporto si adopereranno grappe, perni, staffe, sbarre, ecc. in ottone ricotto, rame, bronzo, acciaio inossidabile, di tipo e dimensioni adatti allo scopo ed agli sforzi cui saranno assoggettati, previo benestare
della Direzione Lavori.
Tali ancoraggi saranno fissati saldamente ai marmi o pietre entro apposite incassature, di forma adatta, a mezzo di piombo fuso
battuto a mazzuolo o di malte epossidiche e saranno murati sui supporti con malta cementizia.
I vuoti che risulteranno tra i rivestimenti in pietra o marmo ed i relativi supporti, a norma di quanto prescritto al punto 87.2.4 del
presente Capitolato, dovranno essere accuratamente riempiti con malta idraulica, mezzana o fina, sufficientemente fluida e debitamente
scagliata, in modo che non rimangono vuoti di alcuna entità.
Sarà assolutamente vietato l'impiego di agglomerante cementizio a rapida presa o di gesso, tanto per la posa che per il fissaggio
provvisorio dei pezzi.
L'Appaltatore dovrà usare speciali cure ed opportuni accorgimenti per il fissaggio ed il sostegno di stipiti, archiviati, rivestimenti,
ecc. dove i pezzi risultino sospesi alle strutture in genere ed a quelle in cemento armato in particolare: in tal caso si potrà richiedere che le
pietre o marmi siano collocati in opera prima del getto ed incorporati con opportuni mezzi alla massa delle murature o del conglomerato, il
tutto seguendo le speciali norme che saranno impartite dalla Direzione Lavori e senza che l'Appaltatore abbia a pretendere speciali compensi.
Tutti i manufatti, di qualsiasi genere, dovranno risultare collocati in sito nell'esatta posizione stabilita dai disegni od indicata dalla
Direzione Lavori; le connessure ed i collegamenti, eseguiti a perfetto combaciamento, dovranno essere stuccati con cemento bianco o colorato, secondo disposizione.
Nel caso di rivestimenti esterni potrà essere richiesto che la posa in opera delle pietre o marmi segua immediatamente il progredire delle murature, ovvero che venga eseguita in tempi successivi, senza che l'Appaltatore possa richiedere extracompensi.
Nei rivestimenti delle zone di spigolo, le lastre incontrantesi ad angolo dovranno essere rese solidali tra loro mediante idonee piastre o squadrette in metallo inossidabile, fissate a scomparsa con adeguati adesivi; negli spigoli sarà comunque vietato il taglio a 45° dei
bordi delle lastre.
92.1 MARMI E PIETRE NATURALI - PIETRA DA TAGLIO
92.1.1 Marmi e pietre naturali.
Le opere in marmo dovranno presentare piani con giunzioni senza risalti, a perfetta continuità; le parti a vista, se non diversamente disposto, dovranno essere levigate e lucidate.
I marmi colorati dovranno presentare, in tutti i pezzi, le precise tinte e venature caratteristiche della specie prescelta. Potranno
essere richiesti, quando la loro venatura si presti, con la superficie vista a spartito geometrico, a macchia aperta a libro o comunque giocata.
92.1.2 Pietra da taglio.
La pietra da taglio da impiegare nelle costruzioni dovrà presentare la forma e le dimensioni di progetto e sarà lavorata e posta in
opera secondo le disposizioni che verranno impartite dalla Direzione all'atto dell'esecuzione ed in conformità di quanto stabilito al punto
69.3.3 del presente Capitolato.
92.2 PIETRE ARTIFICIALI
Le pietre artificiali, ad imitazione delle naturali, saranno costituite da conglomerati cementizio, sabbia silicea, ghiaione scelto e
graniglia della stessa pietra naturale che si intende imitare. Il conglomerato così formato sarà gettato poi entro apposite casseforme e sottoposto di norma a vibrocompressione.
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Il nucleo dei manufatti sarà dosato con non meno di 350 Kg di cemento 325 per ogni mc di impasto e con non meno di 400 Kg
quando si tratti di elementi sottili. Le superfici in vista, che dovranno essere gettate contemporaneamente al nucleo interno, saranno costituite, per uno spessore non inferiore a 2 cm, da impasto notevolmente più ricco, formato con cemento bianco, graniglia di marmo, ossidi coloranti e polvere della pietra da imitare. Le stesse superfici saranno lavorate all'utensile, dopo perfetto indurimento, o sabbiate con le modalità
di cui al punto 85.6.3 del presente Capitolato, in modo da presentare struttura identica, per grana, tinta e lavorazione, alle pietre naturali da
imitare.
La parte superficiale dovrà essere gettata con dimensioni esuberanti rispetto a quelle definitive, così che queste possano ricavarsi
asportando materia a mezzo di utensili da scalpellino, essendo vietate in modo assoluto le stuccature, le tassellature ed in genere le aggiunte di materiale.
I getti saranno opportunamente armati con tondini di ferro e lo scherma dell'armatura dovrà essere preventivamente approvata
dalla Direzione Lavori. La dosatura, la lavorazione e la stagionatura degli elementi dovranno garantire per gli stessi inalterabilità agli agenti
atmosferici e resistenza a rottura non inferiore a 300 Kgf/cmq a 28 giorni; le sostanze coloranti dovranno risultare assolutamente inerti nei
riguardi dei cementi e resistenti alla luce. la posa in opera avverrà come specificato al punto 92.0.6.
La pietra artificiale da gettare sul posto come parametro di ossature grezze, sarà formata da rinzaffo ed arricciatura in malta cementizia e successivo strato in malta di cemento, con colori e graniglia della stessa pietra naturale da imitare.
Quando tale strato debba essere sagomato per la formazione di cornici, dovrà essere confezionato ed armato nel modo più idoneo per una perfetta adesione alle murature sottostanti, che saranno state in precedenza debitamente preparate.
Le facce viste saranno poi lavorate come per le pietre gettate fuori opera.
92.3 ESECUZIONI PARTICOLARI
92.3.1 Copertine esterne.
Le copertine per muri, parapetti, ecc., saranno in pietra naturale od artificiale secondo prescrizione ed avranno spessore minimo,
in corrispondenza del gocciolatoio, non inferiore a 3 cm.
Le copertine dovranno aggettare non meno di 4 cm dal paramento esterno delle strutture di supporto; il canale gocciolatoio avrà
sezione non inferiore a 10x12 mm e sarà incassato a non meno di 15 mm dal filo esterno della copertina.
L'estradosso degli elementi sarà sagomato ad unico doppio spiovente, secondo disegno o prescrizione; l'ancoraggio avverrà mediante grappe di ottone del tipi, numero e dimensioni adeguati agli sforzi cui i singoli elementi potranno essere sottoposti. le grappe, previamente fissate come specificato al precedente punto 92.0.6, saranno successivamente ancorate alle strutture con malta cementizia; la stessa malta verrà impiegata per l'allettamento ed il fissaggio dei vari elementi.
Il numero delle grappe non sarà inferiore a 2 per ogni metro lineare di elemento e comunque non inferiore a 2 per ogni elemento. I
manufatti avranno lunghezza non inferiore a 1,20 m (con eccezione per gli elementi terminali) e saranno collegati tra loro con giunti a battente accuratamente sigillati.
Gli elementi da ammorsare nelle murature saranno incassati fino ad accostare i risvolti verticali delle impermeabilizzazioni ed avranno pendenza verso l'esterno. I piani delle murature di appoggio saranno idoneamente impermeabilizzati.
Negli elementi di copertina posizionati normalmente ai paramenti esterni delle murature, il gocciolatoio dovrà essere interrotto a
circa 4 cm da tali paramenti.
92.3.2 Orlature di balconi (stangoni).
Le orlature poste a delimitazione delle pavimentazioni dei balconi dovranno essere in marmo o pietra naturale, avranno larghezza
non inferiore a 20 cm, spessore non inferiore a 3 cm e saranno tassativamente collocate, non essendo consentita l'estensione della pavimentazione fino al bordo dei balconi.
Per il resto valgono, in quanto compatibili, tutte le prescrizioni di cui al precedente punto 92.3.1.
92.3.3 Soglie e controsoglie per finestre.
Qualora non fosse diversamente disposto, tutte le finestre dovranno essere dotate di soglie e controsoglie in marmo o pietra naturale. Lo spessore degli elementi non dovrà essere in alcun punto inferiore a 3 cm e comunque sarà adeguato al tipo di infisso ed alla battentatura dallo stesso richiesta; questa sarà ricavata per la lavorazione della stessa pietra (escludendosi la battentatura in riporto) ed avrà un
risultato non inferiore a 6x24 mm.
Per lunghezza fino a 1,50 m gli elementi saranno realizzati in unico pezzo; per lunghezze superiori gli elementi potranno essere
giuntati e, nel caso saranno adeguatamente sigillati.
Le soglie dovranno essere costruite a sezione leggermente variabile, sì da determinare una pendenza verso l'esterno; sulla faccia
superiore, all'estremità, dovranno essere ricavate delle stradelle di scolo, in senso normale al piano del telaio, in modo da favorire lo smaltimento delle acque pluviali evitandone il contatto con le murature; in queste peraltro, le soglie dovranno essere ammorsate per non meno di
4 cm per parte.
Circa lo sporto sulle misure, il taglio del gocciolatoio, i sistemi di fissaggio e quant'altro compatibile, si rimanda alle prescrizioni di
cui al precedente punto 92.3.1.
Le controsoglie avranno un aggetto di 3 cm sui corrispondenti parapetti interni ed uno spessore non inferiore alla stessa misura.
92.3.4 Soglie e controsoglie per porte balcone.
Salvo diversa disposizione, saranno realizzate in marmo o pietra naturale, avranno spessore non inferiore a 3 cm e larghezza
complessiva (soglia+controsoglia) pari allo spessore del vano nel quale saranno applicate.
Le soglie di norma saranno lavorate a battente, così come indicato al punto precedente; per luci non superiori a 1,50 m gli elementi saranno realizzati in unico pezzo. Le parti terminali, a contatto con le murature, saranno ammorsate per non meno di 3 cm.
92.3.5 Soglie interne.
Negli ambienti interni, salvo diversa disposizione, dovranno sempre essere collocate soglie in marmo o pietra naturale in corrispondenza dei vani porta od a delimitazione tra pavimentazioni di tipo, lavorazione o colori diversi.
Lo spessore delle soglie non dovrà essere i inferiore a 3 cm. La larghezza sarà pari allo spessore finito del vano nel primo caso o
sarà specificata dalla Direzione negli altri casi. per lunghezza fino a 1,50 m le soglie dovranno essere di un sol pezzo; le parti terminali, a
contatto delle murature, saranno ammorsate nelle stesse per almeno 2 cm.
92.3.6 Elementi di scale.
Saranno realizzati con materiali a grana molto fine e compatta e di composizione uniforme.
I gradini, nelle dimensioni prescritte ed in un sol pezzo, avranno spessore non inferiore a 3 cm, con la costa sia frontale che di
risvolto lavorata a filo quadro e spigoli leggermente arrotondati. L'aggetto rispetto al sottogrado dovrà essere, se non diversamente disposto,
pari allo spessore; analogo aggetto per le scale a giorno, dovrà aversi nei riguardi le paramento esterno finito della struttura portante.
Lo spessore dei sottogradi dovrà essere non inferiore a 2 cm; i sottogradi dovranno completamente sormontare i gradini e, al pari
di questi, saranno ammorsati all’estremità, nell'intonaco (o muratura), per almeno 2 cm.
Su tute le pareti delle scale (rampe, pianerottoli, ripiani, ecc.) sarà applicato alla base uno zoccolo di 2 cm di spessore e di altezza
pari all'alzata; sulle rampe la zoccolatura sarà conformata a scaletta per (con l'incamerazione dello sporto del gradino) ed avrà lunghezza
tale che la distanza tra la parte terminale dell'elemento superiore e quella iniziale sia uguale al valore dell'alzata.
I ripiani saranno delimitati con stangoni di larghezza, aggetto e spessore pari alle misure fissate per i gradini. La copertina dei papagina n.80
rapetti avrà spessore non inferiore a 3 cm e potrà essere o aggettante sui paramenti (1,5 cm per lato) od a filo e staccata da questi mediante stradellatura.
92.3.7 Zoccoletti battiscopa.
In tutti gli ambienti interni rifiniti a civile, non piastrellati o diversamente rivestiti con materiali resistenti agli urti ed all'usura, lungo
tutto il perimetro delle pareti verranno collocati alla base, salvo diversa prescrizione, dei zoccoletti battiscopa in marmo.
Gli zoccoletti saranno di norma alti 8 cm, avranno spessore non inferiore a 2 cm e saranno costituiti da elementi lunghi, salvo
quelli terminali, non meno di 100 cm.
Gli zoccoletti saranno incamerati nell'intonaco per almeno 10 mm, curando il raccordo a perfetto squadro con lo stesso e l'assoluta costanza dello sporto.
92.3.8 Elementi da collocare in esterno.
Saranno realizzati con marmi e pietre assolutamente resistenti agli agenti atmosferici ed avranno spessori incrementati, rispetto ai
valori dei corrispondenti elementi collocati in interno, di non meno del 50% con arrotondamento, per le frazioni, alla misura intera superiore.
Tutti gli spigoli dovranno essere smussati ed arrotondati con raggi di curvatura più ampi (per gli elementi di corrente accessibilità o uso);
prescrizioni più particolari comunque saranno date, di volta in volta dalla Direzione Lavori.
Art.93 OPERE DA CARPENTERIE
Tutti i legnami da impiegarsi in opere permanenti da carpenterie (grosse armature, impalcati, ecc.) dovranno essere lavorati con
la massima cura e precisione ed in conformità alle prescrizioni date dalla Direzione Lavori.
Le giunzioni dei legnami dovranno avere la forma e le dimensioni indicate ed essere nette e precise in modo da ottenere un perfetto combaciamento dei pezzi che dovranno essere uniti. Non sarà tollerato alcun taglio in falso, né zeppi o cunei, né alcun altro mezzo di
guarnitura o ripieno.
Le diverse parti componenti un'opera in legname dovranno essere fra loro collegate solidamente mediante caviglie, chiodi, squadre, staffe, fasciature od altro, in conformità alle prescrizioni che saranno date; nelle facce di giunzione, qualora non diversamente disposto,
verranno interposte delle lamine di piombo dello spessore di 1 mm. Dovendosi impiegare chiodi per il collegamento dei legnami, sarà vietato
farne l'applicazione senza averne apparecchiato prima il conveniente foro col succhiello.
I legnami prima della loro posa in opera e prima della spalmatura di catrame o di carbolineo, secondo quanto verrà disposto, e
prima della coloritura, dovranno essere congiunti in prova nei cantieri, per essere esaminati ed accettati provvisoriamente.
Tutte le parti dei legnami destinate ad essere incassate nelle murature dovranno prima della posa in opera, essere convenientemente sottoposte a trattamenti di protezione; in opera saranno tenute, almeno lateralmente e posteriormente, isolate dalle murature in modo
da permettere l'areazione.
Nel collocamento in opera dovrà infine essere posta ogni cura ed attenzione affinché i legnami siano a conveniente distanza da
camini ed altre possibili fonti di incendio o siano adeguatamente coibentati e protetti con adatti materiali.
Art.94 OPERE E MANUFATTI IN ACCIAIO OD ALTRI METALLI
94.0 GENERALITÀ
94.0.1 Accettazione dei materiali.
Tutti i materiali in acciaio od in metallo in genere, destinati all’esecuzione di opere e manufatti, dovranno rispondere alle norme di
cui agli artt.41 e 42 del presente Capitolato, alle prescrizioni di Elenco od alle disposizioni che più in particolare potrà impartire la Direzione
Lavori.
L'Appaltatore sarà tenuto a dare tempestivo avviso dell'arrivo in officina dei materiali approvvigionati in modo che, prima che ne
venga iniziata la lavorazione, la stessa Direzione possa disporre il prelievo dei campioni da sottoporre alle prescritte prove di qualità ed a
"test" di resistenza.
94.0.2 Modalità di lavorazione.
Avvenuta la provvisoria accettazione dei materiali, potrà venirne iniziata la lavorazione; dovrà comunque esterne comunicata la
data di inizio affinché la Direzione, a norma di quanto stabilito al punto 27.3.1 del presente Capitolato, possa disporre i controlli che riterrà
necessari od opportuni.
Tutti i metalli dovranno essere lavorati con regolarità di forme e di dimensioni e nei limiti delle tolleranze consentite. Il raddrizzamento e lo spianamento, quando necessari, dovranno essere fatti possibilmente con dispositivi agenti per pressione; riscaldamenti locali, se
ammessi, non dovranno creare eccessive concentrazioni di tensioni residue.
I tagli potranno essere eseguiti con la cesoia od anche ad ossigeno, purché regolari; i tagli irregolari, in special modo quelli in vista, dovranno essere rifiniti con la smerigliatrice. Le superfici di laminati diversi, di taglio o naturali, destinate a trasmettere per mutuo contrasto forze di compressione, dovranno essere piallate, fresate, molate o limate per renderle perfettamente combacianti.
I fori per chiodi e bulloni dovranno sempre essere eseguiti con trapano, tollerandosi l'impiego del punzone per i fori di preparazione, in diametro minore di quello definitivo (per non meno di 3 mm), da allargare poi e rifinire mediante il trapano e l'aselatore. Per tali operazioni sarà vietato comunque l'uso della fiamma.
I pezzi destinati ad essere chiodati o bullonati in opera dovranno essere marcati in modo da poter riprodurre, nel montaggio definitivo, le posizioni d'officina all'atto dell'alesatura dei fori.
94.3.0 Montaggio di prova.
Per strutture o manufatti particolarmente complessi ed in ogni caso se disposto dalla Direzione Lavori, dovrà essere eseguito il
montaggio provvisorio in officina; tale montaggio potrà anche essere eseguito in più riprese, purché in tali montaggi siano controllati tutti i
collegamenti. Del montaggio stesso si dovrà approfittare per eseguire le necessarie operazioni di marcatura.
Nel caso di strutture complesse costruite in serie sarà sufficiente il montaggio di prova de solo campione, purché la foratura venga
eseguita con maschere o con procedimenti equivalenti.
L'Appaltatore sarà tenuto a notificare, a tempo debito, l'inizio del montaggio provvisorio in officina di manufatti e strutture, o relative parti, affinché la Direzione possa farvi presenziare, se lo ritiene opportuno, i propri incaricati. I pezzi presentati all'accettazione provvisoria dovranno essere esenti da verniciatura, fatta eccezione per le superfici di contatto dei pezzi uniti definitivamente tra di loro. Quelli rifiutati
saranno marcati con un segno apposito, chiaramente riconoscibile, dopo di che saranno subito allontanati.
94.0.4 Pesatura dei manufatti.
Sarà eseguita in officina od in cantiere, secondo i casi e prima del collocamento in opera, verbalizzando i risultati in contraddittorio, fra Direzione Lavori ed Appaltatore.
94.0.5 Controllo del tipo e della qualità delle opere - Verifica delle strutture murarie.
L’Appaltare è obbligato a controllare il fabbisogno dei vari manufatti, rilevando in posto il tipo, la quantità e le misure esatte degli
stessi. Dovrà altresì verificare l'esatta corrispondenza plano-altimetrica e dimensionale tra le strutture metalliche e strutture murarie, ciò in
special modo quando i lavori in metallo fossero stati appaltati in forma scorporata.
Delle discordanze riscontrate in sede di controllo dovrà esserne dato tempestivo avviso alla Direzione Lavori per i necessari provpagina n.81
vedimenti di competenza; in difetto, o qualora anche dall'insufficienza o dall'omissione di tali controlli dovessero nascere inconvenienti di
qualunque genere, l'Appaltatore sarà tenuto ad eliminarli a propria cura e spese, restando peraltro obbligato al risarcimento di eventuali
danni.
94.0.6 Collocamento e montaggio in opera - Oneri connessi.
L’Appaltare dovrà far tracciare od eseguire direttamente, sotto la propria responsabilità, tutti gli incassi, i tagli, le incamerazioni,
ecc. occorrenti per il collegamento in opera dei manufatti metallici; le incamerazioni ed i fori dovranno essere svasati in profondità e, prima
che venga eseguita la sigillatura, dovranno essere accuratamente ripuliti.
Nel collocamento in opera dei manufatti le zanche, staffe e qualunque altra parte destinata ad essere incamerata nelle strutture
maurarie, dovranno essere murate e cemento se cadenti entro murature o simili, mentre saranno fissate con piombo fuso o con malte epossidiche se cadenti entro pietre, marmi o simili.
I manufatti per i quali siano previsti movimenti di scorrimento o di rotazione dovranno poter compiere tali movimenti, a collocazione avvenuta, senza impedimenti od imperfezioni di sorta.
Per le strutture metalliche, qualora in sede di progetto non fossero prescritti particolari procedimenti di montaggio, l'Appaltatore
sarà libero di scegliere quello più opportuno, previo benestare della Direzione Lavori.
Dovrà porre però la massima cura affinché le operazioni di trasporto, sollevanti a montaggio ultimato e tali perciò da poter determinare deformazioni permanenti, demarcature, autotensioni, ecc. Occorrendo pertanto le strutture dovranno essere opportunamente e
provvisoriamente irrigidite.
Nel collocamento in opera dei manufatti e nel montaggio delle strutture sono compresi tutti gli oneri connessi a tali operazioni,
quali ad esempio ogni operazione di movimento e stoccaggio (carichi, trasporti, scarichi, ricarichi, sollevamenti, ecc.), ogni opera provvisionale, di protezione e mezzo d'opera occorrente, l'impiego di ogni tipo di mano d'opera provvisionale, di protezione e mezzo d'opera occorrente, l'impiego di ogni tipo di mano d'opera provvisionale, di protezione e mezzo preparazione e di ripristino sulle opere e strutture murarie,
le ferramenta accessorie e quant'altro possa occorrere per dare le opere perfettamente finite e rifinite.
94.0.7 Verniciatura e zincatura.
Prima dell'inoltro in cantiere tutti i manufatti metallici, le strutture o parti di esse, se non diversamente disposto, dovranno ricevere
una mano di vernice di fondo. L'operazione dovrà essere preceduta da una accurata preparazione delle superfici, così come particolarmente prescritto all'Art.98.
Di norma nelle strutture chiodate o bullonate, dovranno essere verniciate con una ripresa di pittura di fondo non soltanto le superfici esterne, ma anche tutte le superfici a contatto (ivi comprese le facce dei giunti da effettuare in opera) e le superfici interne dei cassoni;
saranno esclusi soli i giunti ad attrito, che dovranno essere accuratamente protetti non appena completato il serraggio definitivo, verniciando
a saturazione i bordi dei pezzi a contatto, le rosette, le teste ed i dati dei bulloni, in modo da impedire qualsiasi infiltrazione all'interno del
giunto.
A piè d'opera, prima ancora di iniziare il montaggio, si dovranno ripristinare tutte le verniciature eventualmente danneggiate dalle
operazione di trasporto; infine, qualora la posizione di alcuni pezzi desse luogo, a montaggio ultimato, al determinarsi di fessure o spazi di
difficile accesso per le operazioni di verniciatura e manutenzione, tali fessure o spazi dovranno essere prima dell'applicazione delle mani di
finitura, accuratamente chiusi con materiali sigillanti.
La zincatura, se prescritta, verrà effettuata sui materiali ferrosi già lavorati, mediante immersione in zinco fuso (zincatura a caldo)
conformemente alle indicazioni della UNI 5744; altro tipo di zincatura potrà essere ammesso solo in casi particolari e comunque su precisa
autorizzazione della Direzione Lavori.
94.1 COSTRUZIONI IN ACCIAIO
Dovranno essere realizzate nel rispetto delle norme e delle disposizioni richiamate all'art.78 del presente Capitolato, nonché, per
quanto compatibile nel rispetto delle disposizioni generali riportate al punto 72.0.
Per quanto riguarda la protezione contro il fuoco, in sede di progettazione e di esecuzione dovranno essere osservate le prescrizioni delle Circolari 14 settembre 1961, n°91, 15 marzo 1963, n°37 e 19 giugno 1964, n°72 nonché le prescrizioni di cui alla "Normativa tecnica sulla sicurezza contro il fuoco dei fabbricati con struttura in acciaio" pubblicata dal C.N.R. sul B.U. (Norme Tecniche) n°37 del 25 luglio
1973.
Dovranno ancora essere osservate le disposizioni di cui agli art.38 e 39 del D.P.R. 27 aprile 1955, n°547, riguardanti le protezioni
dalle scariche atmosferiche, con il rispetto dei DD.MM. 12 settembre 1959 e 22 febbraio 1965. Dovranno infine essere rispettate, per quanto
non in contrasto con le norme di cui al D.M. 26 marzo 1980, le prescrizioni della seguente norma di identificazione:
CNR - UNI 10011-73 - Costruzioni in acciaio - Istruzioni per il calcolo, l'esecuzione e la manutenzione.
94.2 STRUTTURE COMPOSTE DI ACCIAIO E CALCESTRUZZO
Dovranno essere realizzate, oltre che nel rispetto delle normative relative ai due tipi di materiali, anche con l'osservanza delle
prescrizioni contenute nella seguente norma di unificazione:
CNR-UNI 10016-72 - Travi composte di acciaio e calcestruzzo - Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione.
Art.95 OPERE IN VETRO E CRISTALLO
95.0 GENERALITÀ
95.0.1 Fornitura dei materiali - Spessori.
I materiali da impiegarsi in tutte le opere di vetrazione dovranno corrispondere, per quanto non diversamente disposto, alle caratteristiche di accettazione espressamente riportate all'Art.44 del presente Capitolato.
Le lastre di vetro saranno di norma incolori e nei tipi prescritti in Elenco per i vari tipi di infissi o, in ogni caso, specificati dalla Direzione Lavori.
Gli spessori dovranno essere contenuti nelle tolleranze consentite; per infissi di notevoli dimensioni e per località particolarmente
soggette all'azione ed alle sollecitazioni dovute al vento ed alla neve dovranno esser adottati, anche in difformità al progetto, spessori non
inferiori a quelli calcolati sulla base della seguente normativa di unificazione:
UNI 7143-72 Vetri piani - Spessore di vetri piani per vetrazioni in funzione delle loro dimensioni, dell'azione del
vento e del carico neve.
95.0.2 Trasporto e stoccaggio.
Tutte le lastre dovranno essere trasportate e stoccate in posizione verticale o su cavalletti aventi le superfici di appoggio esattamente ortogonali fra loro; quest'ultima disposizione dovrà essere rigorosamente verificata e rispettata per le lastre accoppiate, allo scopo di
evitare anormali sollecitazioni di taglio sui giunti di accoppiamento.
95.0.3 Controlli e obblighi dell'Appaltatore - Responsabilità.
L'appaltatore avrà l'obbligo di controllare il fabbisogno o gli ordinativi dei vari tipi di vetri o cristalli, rilevandone le esatte misure ed
i quantitativi e segnalando alla Direzione eventuali discordanze; resteranno pertanto a suo completo gli inconvenienti di qualsiasi genere
che potessero derivare dall'incompletezza o dalla omissione di tale controllo.
L'Appaltatore avrà anche l'obbligo della posa in opera di ogni specie di vetri o cristalli, anche se forniti da altre Ditte, ai prezzi di
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elenco e con gli oneri, in caso di scorporo, espressamente riportati al punto 27.29 del presente Capitolato. Ogni rottura di lastre, fornite o
meno dall'Appaltatore, che per qualunque motivo si verificasse prima della presa in consegna delle opere da parte dell'Amministrazione appaltante, sarà a carico dello stesso che sarà tenuto, altresì, al risarcimento degli eventuali danni. Fanno eccezione la rotture ed i danni dipendenti da forza maggiore.
95.0.4 Modalità di posa in opera.
Le lastre di vetro o cristallo, siano esse semplici, stratificate od accoppiate, dovranno essere montate con tutti gli accorgimenti atti
ad impedire deformazioni, vibrazioni e, nel contempo, idonei a consentire la libera dilatazione. Nella posa in opera dovranno essere inoltre
osservate tutte le prescrizioni di cui alla seguente norma di unificazione:
UNI 6534 - Vetrazioni in opere edilizie - Progettazione, materiali e posa in opera.
UNI 7697 - Criteri di sicurezza nelle vetrazioni.
Le lastre dovranno essere opportunamente tassellate sui bordi onde impedire il contatto con il telaio di contorno. I tasselli, sia portanti (di appoggio) che periferici o spaziatori, saranno in legno, in materiale plastico od in gomma sintetica (dutral, neoprene), avranno dimensioni e posizionamento corrispondenti al tipo di serramento, nonché al peso ed allo spessore delle lastre, e dovranno essere imputrescibili.
La profondità della battuta (e relativa controbattuta) dei telai dovrà essere non inferiore a 12 mm; il gioco perimetrale non inferiore
a 2 mm.
La sigillatura dei giunti fra lastre e telai verrà effettuata con l'impiego di idonei sigillanti o con guarnizioni di opportuna sagoma e
presenterà requisiti tecnici esattamente rapportati al posizionamento e tipo dei telai, al sistema ed all'epoca della vetrazione, ecc. I sigillanti
saranno di norma del tipo plastico preformato (in profilati di varie ed adeguate sezioni) o non preformato; saranno esenti da materie corrosive (specie per l'impiego su infissi metallici), resistenti all'azione dei raggi ultravioletti, all'acqua ed al calore (per temperature fino ad 80°C) e
dovranno mantenere inalterate nel tempo tali caratteristiche.
Per la sigillatura delle lastre stratificate od accoppiate dovrà essere vietato l'impiego di siggillanti a base di olio o solventi (benzolo, toluolo, xilolo) sarà evitato in ogni caso l'impiego del cosiddetto "mastice da vetraio" (composto con gesso ed olio di lino cotto). Potranno
anche venire impiegati sigillanti di tipo elastoplastico od elastomerico (mastici butilici, polisolfurici, siliconici) od ancora, in rapporto alle prescrizioni, sistemi misti di sigillatura. Il collocamento in opera delle lastre di vetro o cristallo potrà essere richiesto a qualunque altezza ed in
qualsiasi posizione, esso comprenderà anche il taglio delle lastre, se necessario, secondo linee spezzate o comunque sagomate, ogni opera provvisionale e mezzo d'opera occorrente e dovrà essere completato da una perfetta pulizia delle due facce delle lastre, a lavori ultimati,
dovranno risultare perfettamente lucide e trasparenti.
95.0.5 Prescrizioni particolari.
Nelle lastre di grandi dimensioni le punte degli angoli, prima della posa dovranno essere smussate. Le lastre attestate, prima di
essere saldate con adesivo, dovranno essere molate.
I vetri atermici, montati con un sistema che tolleri anche importanti escursioni termo-elastiche delle lastre, ma inseriti in scanalature non molto profonde per evitare sbalzi di temperatura fra i margini ed il centro della lastra, dovranno essere posti in opera con l'uso di sigillanti elastoplastici capaci di grande allungamento.
I vetri isolanti dovranno essere collocati con guarnizioni ai bordi, suole assorbenti agli zoccoli ed altri speciali accorgimenti tali da
renderne pienamente efficiente l'impiego.
La posa a serraggio sarà riservata ai vetri piani temprati e consisterà nello stringere i bordi della lastra fra due piastre metalliche,
fra le piastre ed il vetro dovrà essere interposto un materiale cuscinetto, non igroscopico, imputrescibile e di conveniente durezza, ad esclusione del legno. La posa ad inserimento, se ammessa, dovrà essere limitata solo agli interni.
95.1 DISPOSIZIONI NORMATIVE
95.1.1 Illuminazione naturale - Fattore medio di luce diurna.
A norma di quanto prescritto al punto 1.1.03, Parte II, della Circolare Ministero LL.PP.22 maggio 1967, n°3151,l'area delle porzioni
vetrate delle pareti perimetrali opache non dovrà eccedere il valore necessario per ottenere che il coefficiente medio di illuminazione diurna
degli ambienti (o "fattore medio di luce diurna") risulti superiore od almeno uguale a 0,06.
Unitamente, a norma dell'art.5 del D.M. 5 luglio 1975, per ciascun locale di abitazione l'ampiezza della finestra dovrà essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile
non dovrà essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento.
95.1.2 Protezione delle superfici vetrate.
Le superfici vetrate, a norma di quanto prescritto al punto 1.1.04 della Circolare n°3151 in precedenza citata, dovranno in ogni
caso dotate di schermature mobili, esterne e ventilate, che riducano almeno del 70% il flusso termico totale che, nel periodo di insolazione,
entrerebbe nell'ambiente dell'area delle porzioni vetrate che risultasse eccedente il valore innanzi precisato. Tale seconda schermatura dovrà essere prevista in modo che l'irraggiamento diretto delle superfici protette risulti ridotto dell'80% durante la stagione estiva.
95.2 ESECUZIONI PARTICOLARI
95.2.1 Finestre e porte balcone.
Salvo diversa disposizione, le lastre da impiegare per la vetrazione di finestre e porte balcone saranno costituite da cristallo lustro
UNI 6487-75 di cui al punto 44.1.2 del presente Capitolato.
Lo spessore nominale delle lastre, sia per infissi in legno che per infissi metallici, dovrà essere non inferiore a 6 mm (tipo: normale
6 UNI 6487-75).
Per i bagni e locali simili dovranno invece essere impiegati vetri smerigliati, di spessore nominale non inferiore a 5 mm (tipo: rigato
5 UNI 6123-75).
95.2.2 Portoni esterni.
Salvo diversa disposizione, la vetrazione dei portoni esterni sarà effettuata con lastre di cristallo, di spessore nominale non inferiore ad 8 mm (tipo: forte UNI 6487-75).
95.2.3 Parapetti di scale e balconi.
Potranno essere costituiti, secondo prescrizione, sia con vetri greggi retinati, sia con vetri o cristalli stratificati. I vetri retinati avranno spessore nominale non inferiore a 7 mm. I vetri o cristalli stratificati avranno spessori non inferiori ad 8/9 mm se a bordi incastrati e
da 10/11 mm se a bordi liberi.
95.2.4 Infissi interni.
La vetrazione degli infissi interni dovrà essere effettuata con lastre di vetro o cristallo greggio, di spessore nominale non inferiore
a 5 mm, nei tipi e nei colori prescritti in Elenco od indicati dalla Direzione Lavori. La campionatura sarà approntata con vasto assortimento a
cura dell'Appaltatore, per la competente scelta che, in ogni caso, spetterà alla stessa Direzione.
95.2.5 Pareti e porte vetrate.
Saranno realizzate nel perfetto rispetto degli esecutivi di progetto, con lastre di cristallo (lustro o greggio) di spessore mai inferiore
a 10 mm.
Tutte le lastre, fisse o mobili, dovranno essere temperate. Gli accessori metallici (zoccoli, piastre di fissaggio, cerniere, cardini,
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traverse, ecc.) saranno in ottone; alluminio anodizzato, acciaio inossidabile, con dimensioni e sezioni adeguate agli sforzi da sostenere; per
pareti di notevoli dimensioni, e comunque se prescritto, saranno impiegate traverse rompitratta (di irrigidimento) in acciaio zincato, da rivestire con i materiali di cui sopra.
Le porte saranno dotate di cerniere o di cardini a molla (con dispositivo autofrenante di chiusura automatica) secondo prescrizione; avranno maniglie e maniglioni in ottone, in cristallo, in rame smalto, ecc., come da specifica, o pomoli in ottone con serratura (nei tempi:
normale, a semplice od a doppio bloccaggio).
Sulle pareti vetrate, ed in genere su tutte le opere da eseguire in vetro o cristallo, potranno essere ordinate e verranno effettuate
tutte le operazioni che nei casi particolari si rendessero necessarie: bordi a bisello o smussati, fori a tutto spessore, ciechi o svasati, fori tagliati, incavi, sportelli, tacche, ecc. L'onere di tali lavorazioni dovrà intendersi compreso nel prezzo delle opere di vetrazione e pertanto, salvo diversa disposizione, non darà luogo a compensi di alcun genere.
95.2.6 Lucernari.
Saranno realizzati, ove non diversamente disposto, con lastre di vetro o cristallo retinate, o stratificate di spessore nominale non
inferiore a 8 mm.
Nell'applicazione delle lastre dovrà curarsi la realizzazione dei giunti non dia luogo, in alcun modo, ad infiltrazioni di aria o acqua;
tale risultato verrà garantito sia con opportuna geometria dei telai portanti, sia con l'impiego di opportuni prodotti sigillanti (plastici, elastoplastici o combinati). Ancora, dovrà garantirsi la libera dilatazione delle lastre e la facile sostituzione delle stesse in caso di rottura.
In ambienti con elevato grado di umidità interna si dovrà tenere in conto la protezione anticondensa ricorrendo, se necessario,
all'impiego delle lastre accoppiate (doppie o triple, secondo i casi).
95.3 OPERE CON ELEMENTI DI VETRO STRUTTURALE
95.3.1 Pareti e coperture con profilati strutturali ad "U".
Saranno realizzare con elementi di vetro profilati (barre), di spessore non inferiore a 6 mm, corrispondenti alle prescrizioni della
norma UNI 7306-74 richiamata al punto 44.0 del presente Capitolato.
Le barre potranno essere di tipo normale, armato, o temprate. Nell'impiego come strutture orizzontali, e comunque qualora soggette a particolari sollecitazioni, le lastre dovranno essere, unicamente, del tipo armato o temprato. Nei calcoli strutturali le sollecitazioni
ammissibili non dovranno superare il valore di 150 Kgf/cmq per quelle temprate.
Di norma le strutture verticali realizzabili con le barre da 6 mm profilate ad "U" potranno raggiungere, salvo verifica, altezze di 3,00
m per i tipi normali e di 5,00 m per quelli temprati; nelle zone extra-urbane o molto esposte a vento, le altezze verranno convenientemente
ridotte, salvo l'uso di un rompitratta intermedio.
Nelle coperture, le distanze tra gli arcarecci non dovranno superare la misura di 1,50 m per le lastre normali e di 2,20 m per quelle
temprate; le pendenze non dovranno essere inferiori al 10%.
Le barre potranno essere accoppiate a pettine, a greca ed a camera d'aria; nelle applicazioni esterne, ed in generale nelle applicazioni che richiedono tenuta all'aria ed all'acqua, l'accoppiamento avverrà unicamente a greca od a camera d'aria.
95.3.2 Strutture in vetrocemento armato.
Nella realizzazione delle strutture in vetrocemento armato dovranno essere osservate tutte le norme già riportate per le opere in
cemento armato; inoltre dovranno adottarsi gli speciali accorgimenti che sono propri delle costruzioni in oggetto.
Per le nervature in cemento armato si dovrà impiegare un conglomerato cementizio formato con ghiaietto finissimo (categoria ¾ D
15) e sabbia scelta, dosato con almeno 400 Kg/mc di cemento, salvo l'uso di impasti a più alto dosaggio o l'impiego di cemento ad alta resistenza qualora necessario.
Gli elementi di vetro (diffusori) da impiegare nelle strutture in vetrocemento proverranno da stampaggio meccanico di vetro fuso in
massa e corrisponderanno, per tipo e dimensioni, alle prescrizioni della norma UNI 7440-75.
I diffusori potranno essere nei modelli per pareti o per coperture e nei tipi ricotti o temprati.
Dovranno resistere agli "shoc" termici per balzi di temperatura di 30°C (diffusori ricotti) e di 70°C (diffusori temperati) ed avranno
resistenza allo sfondamento non inferiore a 250 Kgf per qualunque modello, non inferiore a 600 Kgf per i modelli cavi quadrati del tipo ricotto e non inferiore a 2000 Kgf per gli analoghi modelli del tipo temprato. Le strutture di copertura saranno di norma del tipo a soletta nervata,
con gli elementi annegati in un reticolo di nervature sporgenti sotto la faccia inferiore del diffusore ed arrotondate, oppure del tipo a soletta
piena in cui i diffusori, a bicchiere rovescio od a camera d'aria (anticondensa), avranno lo stesso spessore della soletta.
Tanto in fase di progettazione, che in sede esecutiva, dovrà comunque essere curata l'indipendenza strutturale delle pannellature
in vetro cemento: questo sia per impedire inversioni negli stati di sollecitazione, sia per garantire libertà ed indipendenza negli stati di deformazione (strutturale o termica).
Le coperture in vetrocemento poggeranno pertanto su feltri bitumati (cartonfeltri tipo R 450 o veli di vetro tipo VR 1350) o su fasce
di gomma sintetica di spessore adeguato all'entità delle deformazioni. Le pareti poggeranno di norma su guarnizioni continue di gomma sintetica dura e saranno fermate con l'ausilio di opportuni telai (in legno o metallo, secondo prescrizione).
Particolare attenzione dovrà rivolgersi alla realizzazione delle opere di impermeabilizzazione, così come si dovrà curare la predisposizione di giunti di dilatazione perimetrali e la loro più idonea protezione; verranno impiegate pertanto guarnizioni in espansi bitumati,
materiali impermeabilizzanti e sigillanti, con le modalità ed i particolari previsti dal progetto o specificatamente indicati dalla Direzione. In tutti
i casi si dovrà avere la massima cura nella scelta degli elementi di vetro, in rapporto ai requisiti particolari cui dovrà rispondere l'opera.
Art.96 OPERE DA LATTONIERE - CANALI DI GRONDA E PLUVIALI
96.0 OPERE DA LATTONIERE - GENERALITÀ
I manufatti ed i lavori in genere in lamiera di acciaio (nera o zincata), di zinco, di rame, di piombo, di ottone, di alluminio o di altri
metalli, dovranno essere delle dimensioni e delle forniture richieste, lavorati con la massima precisione ed a perfetta finitura.
Detti lavori saranno dati in opera, salvo diversa disposizione, completi di ogni accessorio necessario al loro perfetto funzionamento, nonché completi di pezzi speciali e sostegni di ogni genere.
Il collocamento in opera comprenderà altresì ogni occorrente prestazione muraria ed ancora il lavoro completo di verniciatura protettiva, da eseguire secondo prescrizione.
Le giunzioni dei pezzi saranno effettuate mediante chiodature, ribattiture, rivettature, aggraffature, saldature o con sistemi combinati, sulla base di quanto disposto in particolare dalla Direzione Lavori ed in conformità ai campioni che dovranno essere presentati per
l'approvazione.
L'Appaltatore avrà anche l'obbligo di presentare, a richiesta della stessa Direzione, gli esecutivi delle varie opere, tubazioni, canali
di raccolta, ecc., completi dei relativi calcoli di verifica e di apportarvi, se necessario, tutte le modifiche eventualmente richieste in sede di
preventiva accettazione.
96.1 CANALI DI GRONDA
96.1.0 Norme comuni.
I canali di gronda potranno essere realizzati, in rapporto alle prescrizioni, in lamiera di acciaio zincata (o rame, o di acciaio inossidabile), in cemento-amianto, in vetroresina, ecc., o potranno venire ricavati direttamente nella struttura con l'adozione di opportuni sistemi di
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protezione. Qualora comunque non diversamente previsto, i canali di gronda verranno realizzati in lamiera di acciaio zincata, del tipo Fe KP
GZ 450 UNI 5753-75 di cui al punto 41.5 del presente Capitolato e di spessore non inferiore ad 8/10 di mm.
I canali di gronda dovranno essere collocati in opera con le pendenze necessarie al perfetto scolo delle acque; in ogni caso la
pendenza minima non dovrà risultare inferiore allo 0,5% e la lunghezza dei canali, per ogni pendenza, non dovrà superare 12,50 m.
Nelle località ove le nevicate raggiungono altezze ragguardevoli sarà necessario, in vicinanza delle gronde, collocare dei telai paraneve, costruiti in acciaio zincato e fissati all'armatura del sottotetto.
La verniciatura, salvo diversa prescrizione, verrà effettuata per le parti interne con pitture del tipo epossicatrame; per le parti esterne con fondi epossici e finiture del tipo poliuretanico. I relativi cicli saranno realizzati con le prescrizioni di cui al punto 91.4 del presente
Capitolato.
96.1.1 Canali di gronda esterni.
Avranno sagoma tonda od a gola, con riccio interno od esterno, ovvero sezione quadra o rettangolare, secondo le prescrizioni
della Direzione od i particolari di progetto; saranno forniti in opera con le occorrenti unioni o risvolti per seguire la linea di gronda, i pezzi
speciali di imboccatura, sbocco, ecc. e saranno sostenuti da robuste cicogne in acciaio zincato, modellate secondo disposizioni e murate o
fissate all'armatura della copertura a distanze non superiori ad 80 cm.
Le giunzioni dovranno essere chiodate con ribattini di rame e saldate con saldature ad ottone a perfetta tenuta; per tratti di notevole lunghezza verranno predisposti opportuni giunti di dilatazione.
I bordi esterni dei canali di gronda saranno a quota leggermente più bassa di quelli interni onde impedire, in casi di otturazione,
travasi di acqua verso l'edificio; gli sbocchi nei pluviali saranno protetti con griglie di materiale inossidabile.
Le grondaie in cemento-amianto saranno poste in opera con le stesse modalità ed assicurate mediante legatura in filo di ferro
zincato; le giunzioni saranno eseguite con appositi coprigiunti, chiodati e saldati con idonei adesivi.
96.1.2 Canali di gronda incassti nella muratura.
Ricavati con opportuna sagomatura della struttura muraria(di norma conglomerato cementizio armato), potranno essere rivestiti in
lamiera di acciaio zincata od inossidabile o protetti con idonei sistemi impermeabilizzanti.
Qualunque sia la sagoma prescritta, il bordo interno dell'incavo avrà un'altezza di almeno 10 cm e formerà con la verticale, nel
caso di raccordo continuo con manti impermeabilizzanti, un angolo non inferiore a 30°; il bordo esterno dovrà risultare più alto di quello interno per almeno 5 cm.
Per i canali rivestiti in lamiera, il fissaggio di questa avverrà con l'ausilio di zanche di acciaio o mediante chiodatura su tasselli od
elementi di legno resinoso annegati nella muratura, con gocciolatoio esterno e spiovente verso l'interno; sul bordo interno l'ala della lamiera
penetrerà per non meno di 15 cm nella sottostruttura del tegolato o sarà fissata sotto il manto impermeabile della copertura.
Per i canali rivestiti con strato impermeabilizzante, questo sarà di norma costituito con le stesse modalità del manto realizzato
sulla copertura, del quale rappresenterà quindi appendice indipendente. Salvo diversa prescrizione verranno impiegati manti di finitura autoprotetti con lamine metalliche o guaine elastomeriche; la pendenza comunque non dovrà risultare inferiore all'1%.
Il bordo esterno dei canali dovrà essere protetto con scossaline metalliche o con lastre di marmo a doppio gocciolatoio idoneamente fissate. L'impermeabilizzazione del bordo interno dovrà invece risvoltare sotto l’angolo manto della copertura (o sotto il tegolato) per
non meno di 15 cm, o sarà protetta da scossalina metallica a squadra, costituita da elementi lunghi 2 - 3 m, ben fissati al sottofondo e non
saldati fra loro.
96.2 PLUVIALI
96.2.0 Norme comuni.
I pluviali potranno essere applicati, in rapporto alle prescrizioni, all'esterno dei fabbricati oppure incassati in apposite tracce ricavate nelle strutture murarie. Potranno essere realizzati con tubi di acciaio zincato (serie normale), di ghisa (grigia o sferoidale), di P.V.C.
rigido (tipi 301 o 302), di polietilene (P.E.a.d.) od in lamiera di acciaio zincata, delle qualità e caratteristiche descritte rispettivamente ai punti
41.7.1, 41.8, 53.2.1 e 53.3.1 del presente Capitolato.
I pluviali avranno diametro interno non inferiore a 80 mm, né superiore a 150 mm. Saranno posti in opera, di norma, a distanze
non superiori a 25 m e saranno fissati alla struttura muraria, a non meno di 5 cm dal filo esterno di parete (esterna o di incasso), mediante
opportuni bracciali snodati muniti degli occorrenti anelli (collari); l'interasse di questi non dovrà superare 1,50 m ed il fissaggio della tubazione sarà bloccato sotto bicchiere e libero nel punto intermedio (collare guida).
Qualora le acque raccolte nei pluviali dovessero essere convogliate nei canali di fogna, lo scarico degli stessi dovrà avvenire in
appositi pozzetti sifonati, in muratura o prefabbricati, ubicati in posizione tale da rendere possibile una facile ispezione. Il collegamento dovrà avvenire a perfetta tenuta, possibilmente realizzata mediante l'inserimento di una guarnizione elastica.
96.2.1 Pluviali esterni.
Avranno i sostegni fissati con leggera pendenza verso l'esterno o idoneamente sagomati e forniti di tacche gocciolatoio, cosi da
evitare che l'acqua piovana filtri nelle murature. Il collegamento con i canali di gronda sarà effettuato nel perfetto rispetto degli esecutivi di
progetto e delle disposizioni della Direzione. Saranno impiegati idonei pezzi speciali (rapportati al tipo dei raccordi ed alle caratteristiche dei
materiali impiegati) nonché giunzioni adeguate (saldature, incollaggi) e materiali ausiliari di tenuta (guarnizioni, sigillanti) in maniera tale da
garantire l'assoluta assenza di perdite o di infiltrazioni di acqua.
Il piede di ogni colonna sarà di norma costituito da un tubo di ghisa, catramato a caldo sia esternamente che internamente (o cemento internamente), alto non meno di 2,50 m e munito all'estremità inferiore, se con scarico all'esterno, di apposito gomito a 90°.
Qualora i pluviali esterni dovessero rientrare nella parete, per proseguire incassati in sede propria predisposta, dovrà essere innestato sui pluviali stessi, prima dell'incameramento, un apposito gocciolatoio atto ad evitare infiltrazioni d'acqua nelle murature.
Particolare attenzione dovrà essere posta nell'esecuzione dei giunti di dilatazione ricorrendo all'impiego, ove risultino già predisposti, negli appositi pezzi speciali.
96.2.2 Pluviali incassati.
Saranno realizzati con tubi di acciaio zincato, di ghisa, di P.V.C. o di polietilene, con assoluta esclusione dei condotti in lamiera
(zincata o meno). La posa in opera avverrà come per i pluviali esterni curando che la tubazione non disti meno di 5 cm da tutte le pareti di
contorno.
96.3 CONVERSE - COLMI - COMPLUVI - SCOSSALINE
Tutti i manufatti di cui al presente titolo e simili, se non diversamente prescritto, dovranno essere in lamiera di acciaio zincata del
tipo e dello spessore di cui al precedente punto 96.1.0. Avranno sviluppo adeguato (larghezza comunque non minore di 50 cm, fatta eccezione per le scossaline) e sagoma come da progetto o da prescrizione.
La saldatura dei giunti sarà fatta con una sovrapposizione di circa 5 cm, su entrambi i fili di testa, e rinforzata con rivetti distanti 56 cm e sfalsati. La pendenza non dovrà essere inferiore all'1%.
Nella posa dei giunti tratti si dovrà tener conto della dilatazione; si poseranno quindi in opera tratti di circa 20 m, distaccando le
testane di circa 3 cm e coprendo i bordi superiori con un cappellotto coprigiunto. Le converse poste lungo le pareti verticali in muratura dovranno avere le estremità libere per la dilatazione del metallo ed essere munite di sgoccioline, murate nell'apposita incavatura predisposta
nella parete.
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Art.97 T U B A Z I O N I
97.0 GENERALITÀ
97.0.1 Progetto esecutivo.
La posa in opera di qualunque tipo di tubazione, dovrà essere preceduta, qualora dal progetto non emergano specifiche indicazioni, dallo studio esecutivo particolareggiato delle opere da eseguire, di modo che possano individuarsi con esattezza i diametri ottimali
delle varie tubazioni ed i relativi spessori. Lo studio sarà completo di relazioni, calcoli, grafici e di quant'altro necessario per individuare le
opere sotto ogni aspetto, sia analitico che esecutivo.
A lavori ultimati l'Appaltatore sarà) altresì tenuto a consegnare alla Direzione , per l'acquisizione agli atti, appositi grafici, quotati in
dettaglio, con l'indicazione dei percorsi di ogni tipo di tubazione e per ogni ambiente.
97.0.2 Tubazioni in genere.
Le tubazioni in genere, del tipo e dimensioni prescritte, dovranno avere le caratteristiche indicate nel presente Capitolato o quelle
più particolari o diverse eventualmente specificate in Elenco.
Le tubazioni dovranno seguire il minimo percorso compatibile con il migliore funzionamento dell'impianto cui sono destinate e comunque i tracciati eventualmente stabiliti; dovranno evitarsi per quanto possibile gomiti, bruschi risvolti, giunti e cambiamenti di sezione,
come pure dovrà curarsi che le tubazioni non risultino ingombranti e siano di facile ispezione, specie in corrispondenza a giunti non necessari per l'impiego di spezzoni; in difetto, l'Appaltatore sarà tenuto al rifacimento della tubazione ed ai conseguenti ripristini.
Le tubazioni non dovranno mai attraversare i giunti di dilatazione delle strutture. Qualora l'attraversamento non fosse comunque
evitabile, le stesse dovranno essere dotate, in corrispondenza del giunto, di opportuni compensatori di dilatazione, nei tipi approvati dalla
Direzione Lavori.
97.0.3 Tubazioni interrate.
Saranno poste alla profondità e con la pendenza stabilite in progetto o disposte dalla Direzione, previo accertamento dell'integrità
delle stesse e degli eventuali rivestimenti; la profondità dovrà essere comunque tale da garantire uno strato di copertura di almeno 1,00 m
rispetto alla generatrice superiore delle tubazioni.
Per i rinterri si riutilizzeranno i materiali provenienti dagli scavi, in precedenza depositati lungo uno od entrambi i lati dello scavo,
qualunque sia la consistenza ed il grado di costipamento delle materie stesse. Salvo disposizioni in contrario, il rinterro delle tubazioni avverrà a tratti una volta eseguite, con esito favorevole, le prove di collaudo. IL rinterro sarà effettuato rincalzando i tubi lateralmente con materiale a granulometria fine e minuta ed avendo cura che non vengano a contatto degli eventuali rivestimenti pietre o quant'altro possa costituire fonte di danneggiamento.
97.0.4 Tubazioni in vista, incassate od annegate.
Le tubazioni non interrate dovranno essere sostenute e fissate con convenienti staffe, cravatte, mensole, grappe e simili, in numero tale da garantire il loro perfetto ancoraggio alle strutture di sostegno. Tali elementi, eseguiti di norma in acciaio zincato od in ghisa malleabile, saranno murati con gli intervalli prescritti (in genere non superiori ad 1,00) e saranno realizzati in modo da permettere la rapida rimozione delle tubazioni.
Le tubazioni in vista od incassate dovranno correre ad una distanza dalle pareti tale da rendere agevole le giunzioni e comunque
non inferiore a 5 cm; le tubazioni in traccia annegate nelle malte, dovranno essere idoneamente protette e fissate.
Tutti i sistemi di tubazioni metalliche accessibili, destinati ad impianti di alimentazione idrica e di scarico e posizionati in aree dove
coesistono impianti elettrici, dovranno essere protetti contro contatti indiretti con un adeguato impianto di terra.
97.0.5 Giunzioni in genere.
Le giunzioni dovranno essere eseguite secondo la migliore tecnica relativa a ciascun tipo di materiale, con le prescrizioni più avanti riportate e le specifiche di dettaglio indicate dal fornitore. Le giunzioni non dovranno dar luogo a perdite di alcun genere, qualunque
possa essere la causa determinante (uso, variazioni termiche, assestamenti, ecc.) e questo sia in prova, che in anticipato esercizio e fino al
collaudo; ove pertanto si manifestassero delle perdite, l'Appaltatore sarà tenuto ad intervenire con immediatezza per le necessarie riparazioni, restando a suo carico ogni ripristino o danno conseguente.
97.0.6 Protezione esterna delle tubazioni.
La protezione esterna delle tubazioni dovrà essere eseguita, salvo diversa disposizione, sulla base delle indicazioni riportate in
appresso. La protezione dovrà essere continua ed estesa anche ai raccordi ed agli elementi metallici di fissaggio; qualora perciò nelle operazioni di montaggio la stessa dovesse essere danneggiata, si dovrà provvedere al perfetto reintegro od all'adozione di sistemi integrativi di
efficacia non inferiore.
Le tubazioni di acciaio, nero o zincato, correnti in cunicolo od in appositi cavedi ricavati nelle murature, dovranno essere sottoposte a trattamento anticorrosione con doppia mano di antiruggine, come previsto ai precedenti punti 91.3.2 e 91.4.4. Le tubazioni annegate
nelle malte dovranno altresì essere isolate con idonea carta (da almeno 80 g/mq) fissata alle stesse. Le tubazioni in vista dovranno essere
verniciate a ciclo completo, esteso anche alle mani di finitura, e nei colori prescritti.
Le tubazioni di piombo saranno protette con le stesse modalità esposte per quelle di acciaio. Nei punti a contatto con le malte o
conglomerati cementizi, la protezione sarà effettuata con bitumi ossidati, dati a caldo, in misura non inferiore a 1,5 Kg/mq.
Le tubazioni convoglianti acqua a bassa temperatura, comunque sistemate, dovranno essere idoneamente coibentate e schermate, al fine di evitare fenomeni di condensa e conseguenti stillicidi, trasudamenti, corrosioni e danni derivati.
97.0.7 Isolamento acustico.
Tutte le tubazioni incassate nelle murature o correnti in appositi cavedi od in vista (se ammesse), dovranno essere collegate alle
strutture murarie mediante l'impiego di supporti antivibranti. Del pari, si dovrà ricorrere all'impiego di spessori isolanti antivibranti (cartonfeltro bitumato, guaine o tasselli di gomma, ecc.) nel caso di attraversamento di strutture quali solai, solette, travi, ecc.
L'isolamento dovrà comunque essere affiancato da un efficace studio delle sezioni (al fine di evitare eccessive velocità dei fluidi) e
dei percorsi (al fine di rendere minimi i cambiamenti di direzione).
97.0.8 Colori distintivi delle tubazioni.
Le tubazioni convoglianti fluidi liquidi o gassosi, alloggiate sia in cavedio che in vista, dovranno essere identificabili mediante apposita verniciatura, da eseguire nei colori previsti dalla norma di unificazione UNI 5634-65P.
97.0.9 Pulizia e disinfezione delle tubazioni.
Tutte le tubazione, prima della posa in opera, dovranno essere accuratamente pulite sia esternamente che internamente; nel corso della posa, l'ultimo tubo posato dovrà essere chiuso con apposito tappo, essendo assolutamente per tali operazioni l'impiego di sacchi,
carta, stracci o simili.
Le condotte di acqua potabile dovranno essere scrupolosamente sottoposte a pulizia e lavaggio prima e dopo le operazioni di posa ed inoltre ad energica disinfezione, da effettuare con le modalità prescritte dalla competente autorità comunale o dalla Direzione Lavori.
97.0.10 Prova delle tubazioni.
Quando le tubazioni dovessero venire soggette a pressione, anche per breve tempo, dovranno essere sottoposte ad una pressione di prova di almeno 1,5 - 2 volte quella di esercizio.
La prova verrà effettuata riempiendo d'acqua il tronco da provare e raggiungendo la pressione prescritta mediante pompa manuapagina n.86
le, da applicare all'estremo più depresso del tronco stesso; anche le letture al manometro dovranno effettuarsi in tale punto. Si dovrà tener
presente che, dopo il riempimento delle tubazioni, sarà opportuno lasciare aperti per un certo periodo eventuali sfiati, onde permettere l'uscita di ogni residuo di aria.
La pressione di prova dovrà mantenersi costante per una durata di almeno 24 ore continue, periodo durante il quale si provvederà
ad una accurata ispezione dei giunti. Qualora la prova non riuscisse favorevole per perdite, trasudamenti od altri inconvenienti, si provvederà alle necessarie riparazioni o sostituzioni e la prova sarà ripetuta con le stesse modalità.
Le prove saranno effettuate a cura e spese dell'Appaltatore, il quale dovrà procurare ogni apparecchiatura necessaria; per le prove con acqua, lo stesso sarà tenuto a procurare anche l'acqua occorrente , pure nel caso che manchino gli allacciamenti alla rete od a qualunque altra fonte di approvvigionamento diretto.
Le prove saranno eseguite in contraddittorio fra la Direzione Lavori e l'Appaltatore e per ogni prova eseguita con esito favorevole
ne sarà redatto apposito verbale sottoscritto dalle parti. Dichiarato accettato il tratto di tubazione, di parte della rete o di tutta la rete, si procederà al rinterro dei cavi (nel caso di tubazioni interrate) od alla chiusura delle tracce murarie o dei cavedi (nel caso di tubazioni incassate
o comunque mascherate) previa effettuazione dei trattamenti protettivi e di identificazione.
Le tubazioni di acqua verranno collaudate con le modalità in precedenza esposte; le prove verranno eseguite prima parzialmente
su singoli tronchi della rete e poi successivamente su tutta la rete.
Le tubazioni di gas potranno venire provate, secondo quanto disposto dalla Direzione, sia ad aria, con un comune compressore,
sia ad acqua, con le modalità di cui sopra.
Le tubazioni di scarico dovranno subire, in rapporto a quanto richiesto, almeno una delle seguenti prova: prova ad acqua, prova
ad aria e prova del fumo.
97.1 TUBAZIONI IN ACCIAIO
97.1.1 Accettazione - Limiti di impiego e di lavorazione.
I tubi di acciaio dovranno rispondere, per i rispettivi tipi, alle norme di accettazione di cui al punto 41.7 del presente Capitolato.
Con riguardo ai limiti, i tubi saldati non dovranno venire impiegati in tutte le applicazioni in cui sia previsto il convogliamento di
acqua a temperatura superiore a 40°C, mentre i tubi zincati non dovranno essere lavorati a caldo, onde evitare la volatizzazione dello zinco.
97.1.2 Giunzioni.
Potranno venire realizzate, in rapporto alle prescrizioni, in uno dei modi di seguito specificati:
a) Giunzioni a piombo: Qualora ammesse, saranno limitate unicamente alle tubazioni di scarico e verranno effettuate con le modalità di cui
al successivo punto 97.2.2, lett.b).
b) Giunzioni saldate: Potranno essere del tipo con "giunto a sovrapposizione" e con "giunto di testa". In tutti i casi i tubi dovranno essere
accoppiati in asse, in modo che la saldatura si verifichi in posizione corretta. Le estremità da saldare dovranno essere accuratamente
tenute libere da ruggine o da altri ossidi, pelle di laminazione, tracce di bitume, grassi, scaglie ed impurità varie, in modo da presentare il
metallo perfettamente pulito. Lo spessore delle saldature dovrà essere di regola non inferiore a quello del tubo e presentare un profilo
convesso (con sovrametallo variante da 1 - 1,5 mm) e ben raccordato con materiale base. La sezione della saldatura dovrà essere uniforme e la superficie esterna regolare, di larghezza costante, senza porosità od altri difetti apparenti. Gli elettrodi dovranno essere del
tipo rivestito, di qualità e caratteristiche corrispondenti alla UNI 5132-74; il metallo d'apporto sarà scelto con caratteristiche meccaniche
analoghe a quelle del metallo base.
c) Giunzioni frangiate: Potranno essere del tipo "a flange libere con anello d'appoggio saldato a sovrapposizione" o del tipo "a flange saldate di testa". Le giunzioni a flange, qualunque sia il tipo prescritto, verranno realizzate con l’interposizione di opportune guarnizioni di
tenuta e verranno impiegate, di norma, per il montaggio sulle tubazioni delle apparecchiature di manovra. Le flange dovranno essere di
tipo unificato e rispondente alle prescrizioni delle relative norme UNI.
d) Giunzioni a vite e manicotto: Saranno particolarmente impiegate per diramazioni di piccolo diametro (interrate od esterne) degli acquedotti e delle condotte di gas, nonché nelle tubazioni per impieghi diversi situate all'interno di fabbricati. Le filettature dei tubi e dei manicotti saranno secondo UNI 339-66; i manicotti dovranno altresì rispondere alle prescrizioni della UNI 349-74. Nell'esecuzione delle giunzioni, qualora si dovesse filettare a nuovo la parte da imboccare nel manicotto, si dovrà procedere in modo da non deteriorare il rivestimento protettivo od ovalizzare il tubo stesso, con filetti privi di sbavature e ben netti. Quale materiale di guarnizione si impiegherà stoppa di canapa, esente da canucoli e nodi, spalmata esclusivamente con pasta di manganesite stemperata in olio di lino cotto.
e) Giunzioni isolanti: Saranno realizzate con l'impiego di appositi pezzi speciali (giunti isolanti), resine e guarnizioni isolanti e potranno essere del tipo a manicotto (di norma per DN ¾ 2") e del tipo a flangia (di norma per DN ¾ 40). I giunti isolanti dovranno essere idonei alle
sollecitazioni cui sarà soggetta la tubazione e saranno inseriti (secondo le disposizioni della Direzione che ne approverà anche il tipo) in
punti opportuni delle condotte allo scopo di sezionarle elettricamente e di regolarne le correnti vaganti o di protezione; in ogni caso saranno poi inseriti dove le tubazioni saranno collegate ad altre condotte metalliche da non comprendere nel sistema di protezione od a
strutture metalliche a contatto diretto od indiretto con il terreno (stazioni di pompaggio, serbatoio, pozzi, ecc.), in corrispondenza di tutte
le derivazioni ed utenze metalliche. I giunti isolanti dovranno essere installati in manufatti edilizi od in camerette accessibili e drenate
dalle acque di infiltrazione; nel caso di giunti interrati, se ammessi, i giunti stessi dovranno essere opportunamente rivestiti ed isolati
dall'ambiente esterno. I giunti isolanti sulle derivazioni per utenze d'acqua saranno installati di norma sulle colonne montanti, all'interno
dei fabbricati od entro pozzetti; quelli sulle derivazioni gas saranno installati di norma fuori terra (per motivi di sicurezza),all'inizio della
colonna montante.
97.2 TUBAZIONI IN GHISA
97.2.1 Generalità.
Per la posa in opera delle tubazioni in ghisa si eseguiranno le stesse norme generali riportate al precedente punto 97.1, in quanto
applicabili.
Le tubazioni potranno essere, in rapporto alle prescrizioni, sia in ghisa grigia sferoidale; dovranno rispondere comunque, per l'accettazione, ai requisiti prescritti al punto 41.8.4 del presente Capitolato.
97.2.2 Giunzioni.
Potranno essere del tipo con "giunto a vite", con "giunto a piombo", con "giunto a flangia" e con "giunto elastico", quest'ultimo tipo
dovendosi intendere in ogni caso prescritto per le condotte di acqua e di gas.
a) Giunto con piombo a freddo (misto): Sarà realizzato unicamente nelle reti di scarico e comunque per tubazioni non convoglianti fluidi in
pressione, qualora per difficoltà tecniche non fosse possibile realizzare un giunto a caldo. Il giunto a freddo verrà eseguito con corda
floscia di canapa, ben imbevuta di catrame vegetale, e successivo riempimento con stoppa o piatina di piombo ribattuta a freddo. La
corda catramata dovrà essere avvolta attorno al tubo, quindi pressata a battuta sul fondo del bicchiere fino a rifiuto, in modo da formare
spessore centrante per la tubazione e solida base di appoggio per la piattina di piombo; la corda catramata dovrà impregnare circa 2/3
dell'altezza del bicchiere. La rimanente parte del bicchiere verrà riempita con anelli successivi di stoppa o piattina di piombo, in modo da
formare una massa compatta e regolare.
b) Giunto con piombo a caldo (misto): Sarà realizzato per le finalità e con le modalità di cui alla precedente lett.a) sostituendo però, alla
piattina di piombo, del piombo fuso, colato a caldo e cafatato.
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c) Giunto a flangia: Consisterà nell'unione, mediante bulloni a vite, di due flange poste all'estremità dei tubi (o pezzi speciali od apparecchi)
fra le quali sia stata interposta una guarnizione di piombo in lastra di spessore non inferiore a 5 mm. Le guarnizioni avranno la forma di
un anello, il cui diametro interno sarà uguale a quello dei tubi da congiungere e quello esterno tangente ai fori delle flange. Guarnizioni
di cuoio o di gomma, con interposto doppio strato di tela, potranno essere del pari impiegate, comunque su esplicita autorizzazione della Direzione lavori e sempre con spessore minimo di 5 mm.
d) Giunto elastico con guarnizione in gomma (tipo Rapido): Sarà di norma impiegato nelle tubazioni adibite a condotte d'acqua e sarà ottenuto per compressione di una guarnizione di gomma, inserita in un apposito alloggiamento nell'interno del bicchiere, sulla canna del tubo imboccato; il bicchiere dovrà presentare un adatto profilo interno così da permettere anche le deviazioni angolari del tubo consentite
dalla guarnizione. Per l'esecuzione del giunto, dopo accurata pulizia delle pareti, si spalmerà un'apposita pasta lubrificante (fornita a
corredo dei tubi) nella sede di alloggiamento della guarnizione, all'interno della guarnizione stessa e nel tratto terminale di canna da
e) imboccare. Si sistemerà quindi l'anello di gomma nel bicchiere dopodiché, marcata sul tubo la profondità di imbocco, si introdurrà lo
stesso nell'esatta posizione con apposita apparecchiatura di trazione. Per i tubi in ghisa sferoidale, collegati con la giunzione elastica in
argomento, le pressioni di esercizio non dovranno in alcun modo superare le 50 atm per tubi con DN fino ad 80 mm, le 45 atm per tubi
con DN 100 mm, le 40 atm per tubi con DN 125-200 mm e le 30 atm per tubi con DN superiori e fino a 450 mm.
97.4 TUBAZIONI DI RAME
97.4.1 Stato di fornitura ed accettazione.
Le tubazioni di rame potranno venire eseguite, in rapporto alle prescrizioni ed alle esigenze di impiego, sia con tubi di serie normale "A", sia con tubi di serie pesante "B", entrambi nello stato di fornitura ricotto oppure incrudito. I tubi dovranno essere di rame Cu-DHP
UNI 5649-65, presentare superficie interna ed esterna liscia ed esente da difetti ed in generale rispondente ai requisiti di accettazione prescritti al punto 42.4.1
97.4.2 Raccordi.
Potranno essere del tipo meccanico filettato (per tubi da poter smontare per operazioni di manutenzione, ecc.) o misto (a saldare
e filettare, per il collegamento con tubazioni di acciaio, rubinetterie, ecc.) od ancora di tipo a saldare (per le giunzioni fisse da realizzare con
saldature capillari).
I raccordi potranno essere di rame (fabbricati partendo dal tubo) od in bronzo e saranno di norma sottoposti alle stesse prove prescritte per i tubi di rame.
97.4.3 Curvatura dei tubi - Fissaggio.
La curvatura dei tubi di rame potrà essere effettuata manualmente, su sagome appositamente scanalate, fino ad diametro esterno
di 20 mm; oltre tale diametro verranno impiegati idonei piegatubi o macchine curvatrici automatiche o semiautomatiche. I tubi incruditi dovranno venire preventivamente scaldati, per la piegatura, ad una temperatura di 600°C.
Il fissaggio ed il sostegno dei tubi dovrà essere effettuato con supporti di rame o di leghe di rame; la conformazione di tali manufatti dovrà consentire l'eventuale rimozione. I tubi installati in vista avranno i supporti distanziati di non oltre 150 cm se con diametro inferiore
a 28 mm e di non oltre 250 mm se con diametro maggiore.
97.4.4 Giunzioni.
Le giunzioni dei tubi di rame dovranno venire effettuate, salvo diversa disposizione, mediante saldature capillari, con l'impiego dei
raccordi e dei pezzi speciali necessari; l'intercapedine tubo-raccordo dovrà risultare non inferiore a 0,2 mm, né superiore a 0,2 - 0,3 mm (in
proporzione, per tubi da 6 a 54 mm).
I tubi dovranno essere tagliati a perfetto squadro e dovranno presentare estremità esattamente calibrate, prive di sbavature, pulite
ed accuratamente sgrassate.
La saldatura verrà eseguita riscaldando alla giusta temperatura il raccordo, previa spalmatura del decapante sul tubo ed introduzione del raccordo stesso, quindi avvicinando sul collarino del raccordo (od in apposito foro) la lega saldante fino ad ottenere, a fusione avvenuta, la uniforme diffusione nell'intercapedine, per effetto capillare, a completa saturazione.
97.4.5 Giunti di dilatazione.
Qualora le tubazioni di rame dovessero essere sottoposte a temperature di esercizio variabili, dovrà essere tenuto conto del notevole valore del coefficiente di dilatazione termica lineare del materiale, pari a circa 0,017 mm/m°C, compensando, con opportune curve ad
omega, la massima dilatazione conseguibile per effetto della differenza tra la temperatura minima prevista e la temperatura di esercizio più
alta.
Tra due punti fissi pertanto le tubazioni non dovranno essere murate in maniera rigida, ma con supporti che possano consentire,
liberamente, gli scorrimenti da dilatazione; se incassate invece, le tubazioni dovranno essere protette con idonei rivestimenti, tali in ogni caso da consentire gli stessi scorrimenti.
Le curve di dilatazione dovranno essere ricavate dallo stesso tubo, mediante curvatura a raggio non inferiore a 3 volte il diametro
esterno del tubo.
97.5 TUBAZIONI DI GRES
Dovranno essere realizzate, in quanto ai materiali, con tubi di grès (ordinario o ceramico) rispondenti alle caratteristiche di accettazione di cui ai punti 40.3.1 e 40.4.1 del presente Capitolato.
97.5.1 Tubazioni interrate.
Saranno posate di norma su di un massetto di conglomerato cementizio magro, ed opportunamente rinfiancate. Quando però la
tubazione dovesse venire installata in terreni sottoposti al transito di carichi pesanti, il rinfianco sarà allargato, fino a costituire un manto a
spessore; la misura di tale spessore, che comunque sarà ricavata mediante calcolo, dovrà essere non inferiore a 5 cm.
La posa delle tubazioni orizzontali dovrà essere iniziata dal punto di scarico, collocando i tubi con manicotto verso monte. Gli allacciamenti delle tubazioni secondarie verranno eseguite mediante pezzi speciali (giunti) con bracci a 45° curando, per quanto possibile, di
evitare l'impiego di giunti a due bracci (doppi).
In corrispondenza a tali giunti o nei punti di derivazione, ed inoltre ogni 35 - 40 m nelle tubazioni ad andamento rettilineo, dovranno essere predisposti dei pozzetti o delle camerette che permettano l'ispezione e la pulizia della tubazione.
97.5.2 Tubazioni fuori terra.
Avranno ogni pezzo di grès provvisto di idoneo sostegno, da applicare in prossimità del manicotto, onde evitare qualsiasi cedimento della conduttura.
Le tubazioni orizzontali saranno di regola sostenute da mensole di acciaio a "T" zincato, opportunamente sagomate ed infisse
nelle murature; quelle verticali da staffe a collare in acciaio piatto, applicate immediatamente sotto il manicotto.
Il montaggio delle tubazioni verticali dovrà)essere iniziato dal basso ed in ogni elemento dovrà venire staccato dal sottostante di
almeno 5 mm; ciò potrà ottenersi con l’interposizione fra tubi di tre elementi di cartone di pari spessore (destinati a macerarsi ed a scomparire nel tempo) o di opportuni supporti elastici (anelli di battuta).
97.5.3 Giunzioni.
Potranno essere effettuate, in rapporto alle prescrizioni ed alle condizioni di posa, sia in maniera semirigida che in maniera plastica od anche elastica.
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a) Giunzioni semirigide: Verranno realizzate in opera con l'impiego di stoppa o corda catramata e malta di c mento. La corda dovrà essere
uniformemente imbevuta e sufficientemente secca; verrà avvolta attorno alla testa del tubo e quindi, ad infilaggio avvenuto, ben compressa a stecca e mazzuolo fino a riempire, con eventuali aggiunte dia litri giri di materiale, circa 1/3 della profondità del bicchiere. Si
provvederà dopo al controllo, alla rettifica ed al fissaggio della tubazione nell'esatta posizione e quindi alla sigillatura del giunto, mediante pasta di puro cemento 425, comprimendo il legante nella restante parte del bicchiere e lisciando a cazzuola fino a realizzare un raccordo con inclinazione verso l'esterno. Tale tipo di giunzione sarà comunque vietato per le tubazioni da collocare in opera fuori terra.
b) Giunzioni plastiche a caldo: Verranno realizzate in opera, per la sigillatura con giunti a bicchiere, mediante corda di canapa catramata e
mastice bituminoso versato a caldo. La realizzazione delle giunzioni plastiche a caldo verrà effettuata su tubi perfettamente puliti ed asciutti, previa verniciatura delle estremità da congiungere con lo stesso mastice da impiegare nella giunzione.
c) Giunzioni plastiche a freddo: Verranno realizzate mediante nastri plastici o mastici spatolati a freddo, con materiali e modalità esecutive
rispondenti alle norme DIN 4062. I prodotti dovranno avere consistenza plastico-dura ed essere compatibili con le vernici di pretrattamento che, comunque, dovranno essere applicate.
d) Giunzioni elastiche: Verranno realizzate con l'interposizione di anelli di gomma naturale o di sintetica montanti in opportune sedi anulari
dei tubi, oppure mediante l'accoppiamento di tubi con giunzioni prefabbricate in stabilimento, attraverso la colatura di resina poliuretanica liquida attorno alla punta ed all'interno del bicchiere dei manufatti.
97.5.4 Prove.
Ogni tratto di tubazione dovrà essere provato, se non diversamente prescritto, ad una pressione non inferiore a 0,6 Kgf/cmq (misurata nel punto più basso) e, se per le giunzioni poliuretaniche , fino ad una pressione di 1,5 Kgf/cmq (se richiesto e comunque per le giunzioni non angolate).
97.6 TUBAZIONI DI CEMENTO
Dovranno essere realizzate, in quanto ai materiali, con tubi di cemento rispondenti ai requisiti di accettazione di cui al punto
49.2.1 del presente Capitolato.
La posa avverrà di norma con le stesse modalità e prescrizioni generali e particolari di cui al precedente punto 97.5, in quanto
applicabili; per le tubazioni interrate, potrà venire ammessa anche la posa sul letto di sabbia, con rinfianchi dello stesso materiale. Le giunzioni fra i tubi, oltre che con le modalità descritte al punto 97.5.3, potranno venire realizzate anche in maniera rigida, mediante sigillatura con
puro cemento classe 425.
Salvo diversa prescrizione, nell'impiego delle tubazioni di cemento sarà tassativamente vietato il convogliamento sia di acque nere, che miste.
97.7 TUBAZIONI DI CLORURO DI POLIVINILE (PVC)
97.7.1 Generalità - Modalità di posa.
Le tubazioni in PVC dovranno essere realizzate, in quanto ai materiali, con tubi di cloruro di polivinile non plastificato rispondenti
ai requisiti di accettazione di cui al punto 53.2.1 del presente Capitolato.
Negli scarichi all'interno dei fabbricati i tubi, se non espressamente designati, dovranno essere scelti in funzione delle condizioni
di impiego secondo quanto previsto nel prospetto I della UNI 7443 - 75: tipo 301 solo quando la temperatura massima permanente delle
acque di rifiuto non superi i 50°FC e tipo 302 quando la stessa temperatura non superi i 70°C.
Nel caso di scarichi discontinui, potrà ammettersi una temperatura massima di 95°C per una durata non superiore ad 1 minuto. In
questo caso i diametri dovranno essere dimensionati in modo che venga rispettato il massimo tempo di scarico ammesso.
La posa in opera avverrà nel rispetto delle prescrizioni di progetto, con tutte le attenzioni che l'uso di detto materiale comporta.
Nel caso di tubazioni interrate, la posa e la prima parte del rinterro verranno eseguiti con l'impiego di materiale arido e granulometria minuta (possibilmente sabbia, per un spessore di copertura non inferiore a 20 cm), curando opportunamente la protezione delle tubazioni nei riguardi dei carichi di superficie o di eventuali danneggiamenti accidentali.
Nel caso di tubazioni esterne il sostegno avverrà, per quelle verticali, a mezzo di collari serranti posizionati immediatamente sotto
i bicchieri e di collari guida posizionati lungo il resto del tubo; per quelle orizzontali, a mezzo di staffe a larga base (almeno 5 cm), interposte
ogni 60 - 75 cm per tubazioni con diametro di 40 - 75 mm ed a non oltre 100 cm per tutti gli altri diametri. Dovrà comunque evitarsi che le
tubazioni siano sistemate in prossimità di sorgenti di calore.
Sarà vietato l'impiego delle tubazioni di PVC per l'adduzione di acqua calda come pure saranno vietate la formazione in cantiere
dei bicchieri di innesto (dovendosi nel caso di approvvigionare tubi preformati in stabilimento) e la curvatura a caldo (dovendosi nel caso
impiegare i necessari pezzi speciali).
I tubi di PVC, sia che vengano posati in traccia o sotto pavimento, dovranno poter scorrere liberamente; pertanto saranno vincolati
alle strutture solo nei nodi (pezzi speciali e bicchieri).
97.7.2 Giunzioni.
Potranno essere, in rapporto alle prescrizioni, sia di tipo rigido, effettuate a mezzo di incollaggi e/o saldature, sia di tipo elastico,
effettuate a mezzo di idonei anelli elastomerici di tenuta.
Nelle giunzioni di tipo rigido dovrà essere tenuto conto dell'elevato coefficiente di dilatazione termica lineare del PVC (pari a circa
0,08 mm/m°C) inserendo, a monte dei punti fissi (nodi) un apposito giunto di dilatazione.
a) Giunto a bicchiere incollato: Sarà effettuato, previa pulizia delle parti con idoneo solvente, spalmando l’estremità liscia del tubo e l'interno del bicchiere con opportuno collante vinilico e realizzando l'accoppiamento con leggero movimento rotatorio onde favorire la distribuzione del collante stesso. Il tubo sarà spinto quindi fino al fondo del bicchiere ed il giunto così ottenuto dovrà essere lisciato indisturbato
e protetto per non meno di 48 ore.
b) Giunto a bicchiere incollato e saldato: Sarà effettuato come alla precedente lett. a) con l'aggiunta di una saldatura intesta al bicchiere,
eseguita con adatto materiale di rapporto in PVC. Tale sistema di giunzione verrà impiegato nel caso di spessori non sufficienti.
c) Giunto a manicotto incollato: Sarà effettuato su tubi con estremità lisce, per introduzione ed incollaggio delle stesse in un manicotto sagomato, espressamente costruito per lo scopo. Anche questo tipo di giunto potrà essere se del caso rinforzato, con saldatura dei bordi
del manicotto eseguita come alla precedente lett.b).
d) Giunto con guarnizione ad anello elastico: Sarà effettuato su tubi o pezzi speciali, un'estremità dei quali sarà idoneamente foggiata a
bicchiere e sede di apposita guarnizione elastica. Per l'esecuzione del giunto, pulite accuratamente le parti da congiungere, si inserirà
l'anello nella sede predisposta, quindi si lubrificherà la superficie interna dello stesso e quella esterna del codolo con apposito lubrificante (acqua saponosa o lubrificanti a base di siliconi, ecc.) e si infilerà la punta nel bicchiere fino all'apposito segno di riferimento, curando
che l'anello non esca dalla sede.
e) Giunto a vite e manicotto: Sarà effettuato su tubi e manicotti perfettamente filettati e di adeguato spessore. Nell'avvitamento si dovrà
interporre poca canapa e non forzare eccessivamente sia per evitare rotture, sia per consentire eventuali smontaggi.
f) - Giunto a flangia mobile: Verrà usato quando è richiesta la possibilità di montaggio e smontaggio della tubazione con una certa frequenza o per l'inserimento di apparecchiature e verrà effettuato incollando sull'estremità liscia del tubo un collare di appoggio contro il
quale si porterà a contrastare una flangia di PVC; la tenuta sarà realizzata interponendo, tra le flange, una opportuna guarnizione di
gomma.
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Art.98 SIGILLATURE
Dovranno essere effettuate, salvo diversa prescrizione, con materiali aventi i requisiti prescritti al punto 52.2 del presente Capitolato, nelle più adatte formulazioni relative ai diversi campi di impiego (autolivellanti, pastosi a media od alta consistenza, tixotropici, solidi,
preformati).
98.1 MODALITÀ DI ESECUZIONE - GENERALITÀ
98.1.1 Preparazione delle superfici - Primers.
Le superfici da sigillare dovranno essere assolutamente sane, asciutte e pulite, nonché esenti da polvere, grassi, oli, tracce di
ruggine, vernici, ecc. Le malte, i conglomerati e gli intonachi in genere da polvere, grassi, oli, tracce di ruggine, vernici, ecc. Le malte, i conglomerati e gli intonachi in genere dovranno essere pervenuti a perfetta maturazione, senza conservare quindi alcuna traccia di umidità.
La pulizia delle superfici dovrà essere effettuata con idonei prodotti, solventi e/o se necessario con mezzi meccanici (spazzolature, sabbiature), dovendosi evitare in ogni caso l'uso di prodotti chimici oleosi. I sali alcalini potranno essere eliminati con ripetuti lavaggi
mentre le superfici di alluminio dovranno essere sgrassate con alcool metilico; per metalli e vetro in genere potranno venire impiegati solventi organici, come il clorotene o la trielina. Prima dell'applicazione dei materiali sigillanti, sulle superfici dovranno essere dati a pennello
degli idonei prodotti impregnati (primers), nei tipi prescritti dalle Ditte produttrici. I pannelli in compensato, legno, e le superfici in calcestruzzo o pietra ed in generale i materiali assorbenti, dovranno essere trattati con un apposito strato di "primers".
Gli spigoli o margini dei giunti dovranno comunque essere protetti, prima dell'applicazione del sigillante con strisce di nastro adesivo, da asportare poi ad avvenuta lisciatura del mastice applicato ed in ogni caso prima dell'indurimento.
98.1.2 Giunti mobili - Criteri di dimensionamento.
L'ampiezza e la profondità dei giunti mobili dovranno essere tali da garantire, materiali la sigillanti, di potersi deformare nei limiti
stabiliti dalle Ditte produttrici o diversamente prescritti. Nei giunti a sovrapposizione gli spessori dei sigillanti dovranno avere valori non inferiori a 3 mm.
Nei giunti di testa la larghezza media degli stessi non dovrà mai essere inferiore a 4 volte il movimento massimo previsto ed inoltre:
• la massima oscillazione di temperatura superficiale sarà considerata di 100°C per i materiali metallici e di 75°C per tutti gli altri materiali;
• la profondità e larghezza minima del giunto dovranno essere di almeno 4 mm per i materiali metallici e di 6,5 mm per i materiali di muratura in genere;
• per i giunti di larghezza inferiore a 12 mm il rapporto profondità/larghezza della massa sigillante dovrà essere compresa tra 0,5 - 1;
• per i giunti di larghezza compresa tra i 12 e 25 mm lo stesso rapporto sarà uguale a 0,5;
• per i giunti di larghezza superiore, se ammessi dal tipo di sigillante, la massa dovrà avere spessore non inferire a 12 mm.
98.1.3 Materiali di riempimento e di distacco.
Al fine di applicare gli spessori prestabiliti di sigillante, per i giunti di notevole profondità sarà necessario inserire negli stessi un
materiale di riempimento comprimibile, di regola a sezione circolare superiore del 25% a quella del giunto, in modo da creare una base sulla
quale il sigillante possa essere estruso.
Il materiale elastico di riempimento (poliuretano, polietilene, polistirolo flessibile, ecc.) dovrà essere compatibile con sigillante impiegato, impermeabile all'acqua ed all'aria ed inoltre essere dotato di proprietà antiadesive in modo da non alterare la deformazione elastica
del sigillante; qualora questa ultima proprietà non fosse propria del materiale di riempimento o di supporto, verranno impiegati appositi materiali di distacco, come film di polietilene od altri nastri di pari funzione, in modo da impedire l'aderenza del sigillante al fondo del giunto.
I materiali oleosi e quelli impregnati con prodotti asfaltici, bituminosi o plastificanti in genere, non dovranno mai essere utilizzati
come riempitivi.
98.1.4 Modalità di posa.
La posa in opera dei sigillanti dovrà essere effettuata solo dopo perfetto essiccamento dei rispettivi "primers" con le esatte modalità e nei tempi previsti dal produttore.
I sigillanti in pasta a media consistenza verranno di norma estrusi con idonee apparecchiature (pistole a cremagliera, ad aria
compressa, ecc.) evitando in modo assoluto, nell'operazione, la formazione di bolle d'aria. Nei giunti verticali, il mastice verrà immesso nella
sede del giunto con movimento dall'alto verso il basso.
A posa avvenuta i materiali sigillanti dovranno essere convenientemente lisciati e quindi idoneamente protetti, specie nelle prime
12 ore, onde evitare che i materiali di qualsiasi genere od acqua vengano a contatto con gli stessi.
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6° CAPITOLO
IMPIANTI
Art. 99 - COMPONENTI DELL'IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL'ACQUA
In conformità alla legge n. 46 del 12 marzo 1990 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica:
le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica.
99.1 APPARECCHI SANITARI
99.1.1 Gli apparecchi sanitari in generale indipendentemente dalla loro forma e dal materiale costituente devono soddisfare i seguenti requisiti: robustezza meccanica; durabilità meccanica; assenza di difetti visibili ed estetici; resistenza all'abrasione; pulibilità di tutte le parti
che possono venire a contatto con l'acqua sporca; resistenza alla corrosione (per quelli con supporto metallico); funzionalità idraulica.
99.1.2 Per gli apparecchi di ceramica la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si intende comprovata se essi rispondono alle seguenti
norme: UNI 8949/1 per i vasi, UNI 4543/1 e 8949/1 per gli orinatoi, UNI 8951/1 per i lavabi, UNI 8950/1 per i bidè. Per gli altri apparecchi
deve essere comprovata la rispondenza alla norma UNI 4543/1 relativa al materiale ceramico ed alle caratteristiche funzionali di cui in
69.1.1.
99.1.3 Per gli apparecchi a base di materie plastiche la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si ritiene comprovata se essi rispondono
alle seguenti norme UNI EN 263 per le lastre acriliche colate per vasche da bagno e piatti doccia, norme UNI EN sulle dimensioni di raccordo dei diversi apparecchi sanitari ed alle seguenti norme specifiche: UNI 8194 per lavabi di resina metacrilica; UNI 8196 per vasi di resina
metacrilica; UNI EN 198 per vasche di resina metacrilica; UNI 8192 per piatti doccia di resina metacrilica; UNI 8195 per bidè di resina metacrilica.
9.2 RUBINETTI SANITARI
a) I rubinetti sanitari considerati nel presente punto sono quelli appartenenti alle seguenti categorie:
- rubinetti singoli, cioè con una sola condotta di alimentazione;
- gruppo miscelatore, avente due condotte di alimentazione e comandi separati per regolare e miscelare la portata d'acqua;
- miscelatore meccanico, elemento unico che sviluppa le stesse funzioni del gruppo miscelatore mescolando prima i due flussi e regolando dopo la portata della bocca di erogazione;
- miscelatori termostatici, elemento funzionante come il miscelatore meccanico, ma che varia automaticamente la portata di due flussi a
temperature diverse per erogare e mantenere l'acqua alla temperatura prescelta.
b)
I rubinetti sanitari di cui sopra indipendentemente dal tipo e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- inalterabilità dei materiali costituenti e non cessione di sostanze all'acqua;
- tenuta all'acqua alle pressioni di esercizio;
- conformazione della bocca di erogazione in modo da erogare acqua con filetto a getto regolare e comunque senza spruzzi che vadano
all'esterno dell'apparecchio sul quale devono essere montati;
- proporzionalità fra apertura e portata erogata;
- minima perdita di carico alla massima erogazione;
- silenziosità ed assenza di vibrazione in tutte le condizioni di funzionamento;
- facile smontabilità e sostituzione di pezzi possibilmente con attrezzi elementari;
- continuità nella variazione di temperatura tra posizione di freddo e quella di caldo e viceversa (per i rubinetti miscelatori).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per i rubinetti singoli e gruppi miscelatori quando essi rispondono alla norma UNI EN 200 e ne viene comprovata la rispondenza con certificati di prova e/o con apposizione del marchio UNI.
Per gli altri rubinetti si applica la UNI EN 200 per quanto possibile o si fa riferimento ad altre norme tecniche (principalmente di enti
normatori esteri).
99.3 SCARICHI DI APPARECCHI SANITARI E SIFONI (MANUALI, AUTOMATICI)
Indipendentemente dal materiale e dalla forma essi devono possedere caratteristiche di inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione
del calore, realizzare la tenuta tra otturatore e piletta e possedere una regolabilità per il ripristino della tenuta stessa (per scarichi a comando meccanico).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta quando essi rispondono alle norme EN 274 e EN 329; la rispondenza è comprovata da una attestazione di conformità.
99.4 TUBI DI RACCORDO TRA I TUBI DI ADDUZIONE E RUBINETTERIA
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva essi devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
- inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore;
- non cessione di sostanze all'acqua potabile;
- indeformabilità alle sollecitazioni meccaniche provenienti dall'interno e/o dall'esterno;
- superficie interna esente da scabrosità che favoriscano depositi;
- pressione di prova uguale a quella di rubinetti collegati.
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta se i tubi rispondono alla norma UNI 9035 e la rispondenza è
comprovata da una dichiarazione di conformità.
99.5 RUBINETTI A PASSO RAPIDO, FLUSSOMETRI (PER ORINATOI, VASI E VUOTATOI)
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
- erogazione di acqua con portata, energia e quantità necessaria per assicurare la pulizia;
- dispositivi di regolazione della portata e della quantità di acqua erogata;
- costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito;
- contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
La rispondenza alle caratteristiche predette deve essere comprovata dalla dichiarazione di conformità.
99.6 CASSETTE PER L'ACQUA (PER VASI, ORINATOI E VUOTATOI)
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
- troppopieno di sezione tale da impedire in ogni circostanza la fuoriuscita di acqua dalla cassetta;
pagina n.91
-
rubinetto a galleggiante che regola l'afflusso dell'acqua, realizzato in modo che, dopo l'azione di pulizia, l'acqua fluisca ancora nell'apparecchio sino a ripristinare nel sifone del vaso il battente d'acqua che realizza la tenuta ai gas;
- costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito;
- contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per le cassette dei vasi quando, in abbinamento con il vaso,
soddisfano le prove di pulizia/evacuazione di cui alla norma UNI 8949/1.
99.7 TUBAZIONI E RACCORDI
Le tubazioni utilizzate per realizzare gli impianti di adduzione dell'acqua devono rispondere alle prescrizioni seguenti:
a) Nei tubi metallici di acciaio le filettature per giunti a vite devono essere del tipo normalizzato con filetto conico; le filettature cilindriche
non sono ammesse quando si deve garantire la tenuta. I tubi di acciaio devono rispondere alle norme UNI 6363 e UNI 8863 FA 199. I
tubi di acciaio zincato di diametro minore di mezzo pollice sono ammessi solo per il collegamento di un solo apparecchio.
b) I tubi di rame devono rispondere alla norma UNI 6507; il minimo diametro esterno ammissibile è 12 mm.
c) I tubi di PVC e polietilene ad alta densità (PEad) devono rispondere rispettivamente alle norme UNI 7441 e UNI 7612; entrambi devono
essere del tipo PN 10.
d) I tubi di piombo sono vietati nelle distribuzioni di acqua.
99.8 VALVOLAME, VALVOLE DI NON RITORNO, POMPE
a) Le valvole a saracinesca flangiate per condotte d'acqua devono essere conformi alla norma UNI 7125.
Le valvole disconnettrici a tre vie contro il ritorno di flusso e zone di pressione ridotta devono essere conformi alla norma UNI 9157.
Le valvole di sicurezza in genere devono rispondere alla norma UNI 9335.
La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata da dichiarazione di conformità completata con dichiarazioni di rispondenza
alle caratteristiche specifiche previste dal progetto.
b) Le pompe devono rispondere alle prescrizioni previste dal progetto e rispondere (a seconda dei tipi) alle norme UNI 6781 UNI ISO 2548
e UNI ISO 3555.
99.9 APPARECCHI PER PRODUZIONE ACQUA CALDA
Gli scaldacqua funzionanti a gas rientrano nelle prescrizioni della legge 6 dicembre 1971, n. 1083. Gli scaldacqua elettrici, in ottemperanza della legge 1° marzo 1978, n. 186, devono essere costruiti a regola d'arte; sono considerati tali se rispondenti alle norme CEI. La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata da dichiarazione di conformità (e/o dalla presenza di marchi UNI e/o IMQ).
99.10 ACCUMULI DELL'ACQUA E SISTEMI DI ELEVAZIONE DELLA PRESSIONE D'ACQUA
Per gli accumuli valgono le indicazioni riportate nell'articolo sugli impianti. Per gli apparecchi di sopraelevazione della pressione vale
quanto indicato nella norma UNI 9182 punto 8.4.
Art. 100 - ESECUZIONE DELL'IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL'ACQUA ED ANTINCENDIO
100.1 Si intende per impianto di adduzione dell'acqua l'insieme delle apparecchiature, condotte, apparecchi erogatori che trasferiscono l'acqua potabile (o quando consentito non potabile) da una fonte (acquedotto pubblico, pozzo o altro) agli apparecchi erogatori.
Gli impianti, quando non è diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono sufficientemente
dettagliati), si intendono suddivisi come segue:
a) impianti di adduzione dell'acqua potabile;
b) impianti di adduzione di acqua non potabile.
Le modalità per erogare l'acqua potabile e non potabile sono quelle stabilite dalle competenti autorità, alle quali compete il controllo sulla qualità dell'acqua. Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue:
a) fonti di alimentazione;
b) reti di distribuzione acqua fredda;
c) sistemi di preparazione e distribuzione dell'acqua calda.
100.2 Per la realizzazione delle diverse parti funzionali dell'impianto di adduzione dell'acqua vale, inoltre, quale prescrizione ulteriore a cui
fare riferimento, la norma UNI 9182.
a) Le fonti di alimentazione dell'acqua potabile saranno costituite da:
1) acquedotti pubblici gestiti o controllati dalla pubblica autorità; oppure
2) sistema di captazione (pozzi, ecc.) fornenti acqua riconosciuta potabile dalla competente autorità; oppure
3) altre fonti quali grandi accumuli, stazioni di potabilizzazione. Gli accumuli devono essere preventivamente autorizzati dall'autorità
competente.
b)
Le reti di distribuzione dell'acqua devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- le colonne montanti devono possedere alla base un organo di intercettazione (valvola, ecc.), con organo di taratura della pressione e
di rubinetto di scarico (con diametro minimo 1/2 pollice), le stesse colonne alla sommità devono possedere un ammortizzatore di colpo d'ariete;
- le tubazioni devono essere posate a distanza dalle pareti sufficiente a permettere lo smontaggio e la corretta esecuzione dei rivestimenti protettivi e/o isolanti. La conformazione deve permettere il completo svuotamento e l'eliminazione dell'aria. Quando sono incluse reti di circolazione dell'acqua calda per uso sanitario queste devono essere dotate di compensatori di dilatazione e di punti di fissaggio in modo tale da far mantenere la conformazione voluta;
- la collocazione dei tubi dell'acqua non deve avvenire all'interno di materiali che possono divenire pericolosi se bagnati dall'acqua, o
dove sono presenti sostanze inquinanti;
- la posa interrata dei tubi deve essere effettuata a distanza di almeno 1 m (misurato tra le superfici esterne) dalle tubazioni di scarico.
La generatrice inferiore deve essere sempre al di sopra del punto più alto dei tubi di scarico;
- nell'attraversamento di strutture verticali ed orizzontali i tubi devono scorrere all'interno di controtubi di acciaio, plastica, ecc. In generale si devono prevedere adeguati supporti per le tubazioni ed inoltre, in funzione dell'estensione ed andamento delle tubazioni, compensatori di dilatazione termica;
- le coibentazioni devono essere previste sia per i fenomeni di condensa delle parti non in vista dei tubi di acqua fredda, sia per i tubi
dell'acqua calda per uso sanitario. Quando necessario deve essere considerata la protezione dai fenomeni di gelo.
pagina n.92
c) Nella realizzazione dell'impianto si devono inoltre curare le distanze minime nella posa degli apparecchi sanitari (vedere la norma UNI
9182 appendice Ve W) e le disposizioni particolari per locali destinati a disabili (legge 9 gennaio 1989, n. 13 e D.M. 14 giugno 1989, n.
236).
Nei locali da bagno sono da considerare le prescrizioni relative alla sicurezza (distanze degli apparecchi sanitari, da parti dell'impianto
elettrico) così come indicato nella norma CEI 64-8.
In fase di posa si curerà l'esecuzione dei dispositivi di dilatazione, si inseriranno supporti antivibranti ed ammortizzatori per evitare la
propagazione di vibrazioni, si useranno isolanti acustici in corrispondenza delle parti da murare.
100.3 Si intende per impianto antincendio l'insieme delle apparecchiature, condotte, apparecchi erogatori che rendono disponibile l'acqua in
caso di incendio agli apparecchi erogatori.
La rete di distribuzione dell'impianto sarà indipendente da quella dell'impianto idrico, avrà colonne montanti del diametro di 70 mm, con
uscite ad ogni piano con cassetta a vetro e naspo di servizio, di diametro 45 mm da 15 m di lunghezza, con rubinetto di erogazione idrante,
lancia e ghiera porta lancia, installati possibilmente in nicchie in corrispondenza dei pianerottoli delle scale, mentre i corridoi lunghi saranno
serviti in due punti. Nei pressi dell'accesso da luogo pubblico l'impianto sarà dotato di attacco per la motopompa dei Vigili del Fuoco, dotato
di sportello a chiave.
100.4 Il Direttore dei lavori al termine dell'installazione verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di
conformità, le operazioni di prelavaggio, di lavaggio prolungato, di disinfezione e di risciacquo finale con acqua potabile. Detta dichiarazione
riporterà inoltre i risultati del collaudo (prove idrauliche, di erogazione, livello di rumore). Tutte le operazioni predette saranno condotte secondo la norma UNI 9182 punti 25 e 27.
Al termine il Direttore dei lavori raccoglierà in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede di componenti con dati di targa, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione
rilasciate dai produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni).
100.5 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL'ACQUA
100.5.1 Per quanto riguarda le tubazioni e le relative giunzioni, in caso di guasto si provvederà alla sostituzione del tratto necessario, previo
scoprimento del tubo e individuazione del guasto. La sostituzione sarà realizzata con materiale dello stesso tipo e sezione di quello in opera, salvo i manicotti di giunzione, che dovranno avere sufficiente presa con le parti in opera. Particolare cautela andrà riposta nel maneggio
degli strumenti di demolizione, in modo da minimizzare l'energia di demolizione a vantaggio della conservazione degli elementi costruttivi
viciniori.
100.5.2 Per quanto riguarda gli elementi di comando e intercettazione le sostituzioni andranno eseguite solo qualora non riparabili utilizzando, qualora i componenti non fossero più in commercio, componenti analoghi, e per i componenti a vista, anche nel disegno formale.
100.5.3 Il Direttore dei lavori potrà ordinare la conservazione di parte del materiale di demolizione per un periodo limitato e sufficiente ai riscontri degli addetti delle compagnie di assicurazione per l'eventuale risarcimento dei danni, nonché l'esecuzione di apposite inquadrature
fotografiche.
Art. 101 - IMPIANTO DI SCARICO ACQUE USATE
In conformità alla legge 12 marzo 1990, n. 46, gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le
norme UNI sono considerate norme di buona tecnica.
101.1 Si intende per impianto di scarico delle acque usate l'insieme delle condotte, apparecchi, ecc. che trasferiscono l'acqua dal punto di
utilizzo alla fogna pubblica. Il sistema di scarico deve essere indipendente dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche almeno fino al
punto di immissione nella fogna pubblica. Il sistema di scarico può essere suddiviso in casi di necessità in più impianti convoglianti separatamente acque fecali, acque saponose, acque grasse. Il modo di recapito delle acque usate sarà comunque conforme alle prescrizioni delle
competenti autorità. L'impianto di cui sopra si intende funzionalmente suddiviso come segue:
- parte destinata al convogliamento di acque (raccordi, diramazioni, colonne, collettori);
- parte destinata alla ventilazione primaria;
- parte destinata alla ventilazione secondaria;
- raccolta e sollevamento sotto quota;
- trattamento delle acque.
101.2 Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali ed a loro
completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti.
Vale inoltre quale precisazione ulteriore a cui fare riferimento la norma UNI 9183.
1) I tubi utilizzabili devono rispondere alle seguenti norme:
- tubi di calcestruzzo non armato: devono rispondere alla UNI 9534, i tubi armati devono rispondere alle prescrizioni di buona tecnica
(fino alla disponibilità di norma UNI);
- tubi di materiale plastico: devono rispondere alle seguenti norme:
- tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 7443 FA 178;
- tubi di PVC per condotte interrate: UNI 7447;
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI 7613;
- tubi di polipropilene (PP): UNI 8319;
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interne a fabbricati: UNI 8451.
2) Per gli altri componenti vale quanto segue:
- per gli scarichi ed i sifoni di apparecchi sanitari vedere articolo sui componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua;
- in generale i materiali di cui sono costituiti i componenti del sistema di scarico devono rispondere alle seguenti caratteristiche.
101.3 Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei documenti progettuali, e qualora
non siano specificate in dettaglio nel progetto o a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti.
Vale inoltre quale prescrizione ulteriore a cui far riferimento la norma UNI 9183.
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1) Nel suo insieme l'impianto deve essere installato in modo da consentire la facile e rapida manutenzione e pulizia; deve permettere la
sostituzione, anche a distanza di tempo, di ogni sua parte senza gravosi o non previsti interventi distruttivi di altri elementi della costruzione.
2) Le tubazioni orizzontali e verticali non devono passare sopra apparecchi elettrici o similari. Quando ciò è inevitabile devono essere previste adeguate protezioni che convogliano i liquidi in un punto di raccolta. Quando applicabile vale il D.M. 12 dicembre 1985 per le tubazioni interrate.
3) I raccordi con curve e pezzi speciali devono rispettare le indicazioni predette per gli allineamenti, le discontinuità, le pendenze, ecc. Le
curve ad angolo retto non devono essere usate nelle connessioni orizzontali (sono ammesse tra tubi verticali ed orizzontali), sono da evitare le connessioni doppie e tra loro frontali ed i raccordi a T.
4) I cambiamenti di direzione devono essere fatti con raccordi che non producono apprezzabili variazioni di velocità o altri effetti di rallentamento.
5) Gli attacchi dei raccordi di ventilazione secondaria devono essere realizzati come indicato nella norma UNI 9183.
6) I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture devono essere a non meno di 0,15 m dall'estradosso per coperture
non praticabili ed a non meno di 2 m per coperture praticabili. Questi terminali devono distare almeno 3 m da ogni finestra oppure essere ad almeno 0,60 m dal bordo più alto della finestra.
7) Punti di ispezione devono essere previsti con diametro uguale a quello del tubo fino a 100 mm, e con diametro minimo di 100 mm negli
altri casi.
La loro posizione deve essere:
- al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una derivazione;
- ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
- ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ed ogni 30 m per tubi con diametro maggiore;
- ad ogni confluenza di due o più provenienze;
- alla base di ogni colonna.
Le ispezioni devono essere accessibili ed avere spazi sufficienti per operare con gli utensili di pulizia. Apparecchi facilmente rimovibili
possono fungere da ispezioni. Nel caso di tubi interrati con diametro uguale o superiore a 300 mm bisogna prevedere pozzetti di ispezione
ad ogni cambio di direzione e comunque ogni 40/50 m.
8) I supporti di tubi ed apparecchi devono essere staticamente affidabili, durabili nel tempo e tali da non trasmettere rumori e vibrazioni. Le
tubazioni vanno supportate ad ogni giunzione; ed inoltre quelle verticali almeno ogni 2,5 m e quelle orizzontali ogni 0,5 m per diametri
fino a 50 mm, ogni 0,8 m per diametri fino a 100 mm, ogni 1,00 m per diametri oltre 100 mm. Il materiale dei supporti deve essere compatibile chimicamente ed in quanto a durezza con il materiale costituente il tubo.
9) Si devono prevedere giunti di dilatazione, per i tratti lunghi di tubazioni, in relazione al materiale costituente ed alla presenza di punti
fissi quali parti murate o vincolate rigidamente.
Gli attraversamenti delle pareti a seconda della loro collocazione possono essere per incasso diretto, con utilizzazione di manicotti di
passaggio (controtubi) opportunamente riempiti tra tubo e manicotto, con foro predisposto per il passaggio in modo da evitare punti di
vincolo.
10) Gli scarichi a pavimento all'interno degli ambienti devono sempre essere sifonati con possibilità di un secondo attacco.
101.4 IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL'ACQUA
101.4.1 Legislazione in materia
Gli impianti di trattamento devono essere progettati, installati e collaudati in modo che le acque da essi effluenti prima di essere consegnate al recapito finale rispondano alle caratteristiche indicate nelle seguenti leggi e disposizioni:
- legge 10 maggio 1976, n. 319 - Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento;
- Disposizioni del Ministero LL.PP. 4 febbraio 1977 (Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento) - Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d), e), della legge 10 maggio 1976, n. 319.
- Disposizioni del Ministero LL.PP. 8 maggio 1980 (Comitato interministeriale per la tutela delle acque dall'inquinamento) - Direttive per la
disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature.
101.4.2 Tipologie di impianto
Premesso che le acque da trattare sono quelle provenienti dagli usi domestici con la massima possibile prevalenza dei
prodotti del metabolismo umano e che è tassativamente da evitare la mescolanza con le acque meteoriche o di altra origine,
le tipologie usabili sono sostanzialmente tre:
• accumulo e fermentazione in pozzi neri con estrazione periodica del materiale seguita da smaltimento per interramento o immissione in concimaia o altro;
• chiarificazione in vasca settica tipo Imhoff attraverso separazione meccanica dei solidi sospesi e digestione anaerobica dei fanghi,
seguita dal processo di ossidazione da svolgersi per:
- dispersione nel terreno mediante sub-irrigazione;
- dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti;
- percolazione nel terreno mediante sub-irrigazione con drenaggio;
• ossidazione totale a fanghi attivi in sistemi generalmente prefabbricati nei quali all'aerazione per lo sviluppo delle colonie di microorganismi che creano i fanghi attivi fa seguito la sedimentazione con il convogliamento allo scarico dell'acqua depurata e con il
parziale ricircolo dei fanghi attivi, mentre i fanghi di supero vengono periodicamente rimossi.
101.4.3 Collaudi
Ad impianto ultimato dovrà essere eseguito il collaudo provvisorio per la verifica funzionale dei trattamenti da svolgere.
A collaudo provvisorio favorevolmente eseguito, l'impianto potrà essere messo in funzione ed esercito sotto il controllo della ditta fornitrice per un periodo non inferiore a 90 giorni in condizioni di carico normale.
Periodi più lunghi potranno essere fissati se le condizioni di carico saranno parziali.
Dopo tale periodo sarà svolto il collaudo definitivo per l'accertamento, nelle condizioni di regolare funzionamento come portata e tipo del
liquame immesso, delle caratteristiche degli effluenti e della loro rispondenza ai limiti fissati in contratto.
Le prove di collaudo dovranno essere ripetute per 3 volte in giorni diversi della settimana.
A collaudo favorevolmente eseguito e convalidato da regolare certificato, l'impianto sarà preso in consegna dal Committente che provvederà alla gestione direttamente o affidandola a terzi.
Per la durata di un anno a partire dalla data del collaudo favorevole permane la garanzia della ditta fornitrice che è tenuta a provvedere
a propria cura e spese a rimuovere con la massima tempestività ogni difetto non dovuto ad errore di conduzione o manutenzione.
pagina n.94
101.5 Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede dei componenti, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciata dai produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni).
101.6 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI SCARICO DI ACQUE USATE
La manutenzione seguirà i criteri e le indicazioni di cui all'articolo precedente 70.5, e potrà prevedere la disostruzione di tubazioni e
pozzetti di qualunque tipo fino alla fognatura pubblica.
Art.102 - IMPIANTO DI SCARICO ACQUE METEORICHE
In conformità alla legge 12 marzo 1990, n. 46, gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le
norme UNI sono considerate norme di buona tecnica.
102.1 Si intende per impianto di scarico acque meteoriche l'insieme degli elementi di raccolta, convogliamento, a collettori fognari. L'acqua
può essere raccolta da coperture o pavimentazioni all'aperto. Il sistema di scarico delle acque meteoriche deve essere indipendente da
quello che raccoglie e smaltisce le acque usate ed industriali.
Esso deve essere previsto in tutti gli edifici ad esclusione di quelli storico-artistici.
Il sistema di recapito deve essere conforme alle prescrizioni della pubblica autorità in particolare per quanto attiene la possibilità di inquinamento.
Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue:
- converse di convogliamento e canali di gronda;
- punti di raccolta per lo scarico (bocchettoni, pozzetti, caditoie, ecc.);
- tubazioni di convogliamento tra i punti di raccolta ed i punti di smaltimento (verticali = pluviali; orizzontali = collettori);
- punti di smaltimento nei corpi ricettori (fognature, bacini, corsi d'acqua, ecc.).
102.2 Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali. Per i
punti di smaltimento valgono per quanto applicabili le prescrizioni sulle fognature date dalle pubbliche autorità. Per i chiusini e le griglie di
piazzali vale la norma UNI EN 124.
102.3 Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei documenti progettuali, e qualora
non siano specificati in dettaglio nel progetto o a suo completamento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti. Vale inoltre quale prescrizione ulteriore cui fare riferimento la norma UNI 9184. Quando l'impianto acque meteoriche è collegato all'impianto di scarico acque usate deve essere interposto un sifone. Tutte le caditoie a pavimento devono essere sifonate.
102.4 Il Direttore dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di conformità dell'opera
alle prescrizioni del progetto, del presente Capitolato e di altre eventuali prescrizioni concordate. Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in
un fascicolo i documenti progettuali più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed eventuali schede di prodotti) nonché le istruzioni per la manutenzione con modalità e frequenza delle operazioni.
102.5 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI SCARICO DELLE ACQUE METEORICHE
La manutenzione seguirà i criteri e le indicazioni di cui all'articolo precedente 70.5, e potrà prevedere la disostruzione di tubazioni e
pozzetti di qualunque tipo fino alla fognatura pubblica.
Art.103 - IMPIANTI ADDUZIONE GAS
103.1 Si intende per impianti di adduzione del gas l'insieme di dispositivi, tubazioni, ecc. che servono a fornire il gas agli apparecchi utilizzatori (cucine, scaldacqua, bruciatori di caldaie, ecc.). In conformità alla legge 12 marzo 1990, n. 46, gli impianti di adduzione del gas devono
rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica.
103.2 Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione procederà come segue:
- verificherà l'insieme dell'impianto a livello di progetto per accertarsi che vi sia la dichiarazione di conformità alla legislazione antincendio
(legge n. 818/1984 e circolari esplicative) ed alla legislazione di sicurezza (legge 6 dicembre 1971, n. 1083, e legge 12 marzo 1990, n.
46);
- verificherà che la componentistica approvvigionata in cantiere risponda alle norme UNI-CIG rese vincolanti dai decreti ministeriali emanati in applicazione della legge 1083/1971 e della legge 46/1990 e per la componentistica non soggetta a decreto la sua rispondenza alle norme UNI; questa verifica sarà effettuata su campioni prelevati in sito ed eseguendo prove (anche parziali) oppure richiedendo un
attestato di conformità dei componenti e/o materiali alle norme UNI;
- verificherà in corso d'opera ed a fine opera che vengano eseguiti i controlli ed i collaudi di tenuta, pressione, ecc. previsti dalla legislazione antincendio e dalle norme tecniche rese vincolanti con i decreti precitati.
103.3 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI ADDUZIONE DEL GAS
La manutenzione verrà effettuata solo da personale specializzato che l'Appaltatore provvederà ad accreditare al Direttore dei lavori prima dell'inizio dei medesimi. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti libretti di manutenzione.
Art. 104 - IMPIANTI ANTIEFFRAZIONE E ANTINTRUSIONE
104.1 DISPOSIZIONI GENERALI
104.1.1 Direzione dei lavori
Il Direttore dei lavori al termine dei lavori si farà rilasciare il rapporto di verifica dell'impianto che attesterà che lo stesso è stato eseguito
a regola d'arte e la documentazione per la successiva gestione e manutenzione.
104.1.2 Edifici demaniali
In questi edifici, per quanto riguarda gli impianti di allarme l'impresa esecutrice dovrà rilasciare apposita certificazione, verificata favorevolmente dalla USL competente, attestante che gli impianti medesimi sono stati eseguiti in conformità alle normative CEI.
104.1.3 Norme e leggi
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Gli impianti di allarme dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla legge 1° marzo 1968, n. 186. Si considerano a regola d'arte gli impianti di allarme realizzati secondo le norme CEI applicabili, in relazione alla tipologia di edificio, di locale o di impianto specifico oggetto del progetto e precisamente:
• CEI 12-13: apparecchi elettronici e loro accessori collegati alla rete per uso domestico o analogo uso generale. Norme di sicurezza.
• CEI 79-2: impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione. Norme particolari per le apparecchiature.
• CEI 79-3 e variante V1: impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione. Norme particolari per gli impianti antieffrazione e antintrusione.
• CEI 79-4: impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione. Norme particolari per il controllo degli accessi.
Inoltre vanno rispettate le disposizioni della legge 818/1984 per quanto applicabili.
104.2 CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI
Il sistema di sicurezza dovrà essere realizzato con un livello di prestazione, definito di volta in volta dal progetto in funzione della particolare destinazione d'uso ed ai beni da proteggere presenti (in caso di insufficienza o incompletezza del progetto si farà specifico riferimento alle norme CEI 79-3 e 79-3 V1).
104.2.1 Installazione
Si intende per installazione l'insieme delle operazioni di posa in opera dei componenti atti a realizzare l'impianto antintrusione, antieffrazione ed antifurto così come progettato e commissionato.
104.2.2 Collaudo
Le verifiche da effettuare a cura del responsabile per il collaudo degli impianti antieffrazione, antintrusione ed antifurto sulla base della
documentazione fornita sono:
a) controllo dell'elenco dei materiali installati e delle relative caratteristiche tecniche;
b) controllo a vista del posizionamento, fissaggio ed accessibilità della centrale di gestione, dei singoli rilevatori e ogni altro dispositivo
competente il sistema, con ulteriore verifica della conformità a livello di prestazione richiesta;
c) controllo dello schema di localizzazione dei cavi e degli schemi dei collegamenti, verifica della completezza della documentazione tecnica e dei manuali d'uso e tecnici;
d) calcolo teorico dell'autonomia di funzionamento dell'impianto sulla base degli assorbimenti, del tipo delle batterie e del dimensionamento degli alimentatori installati;
e) Controllo operativo delle funzioni concordate.
104.3 MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI DI ANTIEFFRAZIONE ED ANTINTRUSIONE
Per garantire l'indispensabile continuità di funzionamento degli impianti devono essere fornite le istruzioni per la loro manutenzione che
devono prevedere come minimo l'effettuazione di due visite ordinarie di ispezione all'anno, a partire dalla data di collaudo, da parte di personale specializzato che interverrà su programma di manutenzione preventiva ovvero su chiamata straordinaria. In fase di manutenzione
preventiva dovranno essere effettuate tutte le operazioni di verifica necessarie per il controllo del buon funzionamento dell'impianto in generale, ed in particolare:
a) il funzionamento della centrale di gestione con particolare riguardo alle segnalazioni ottiche ed all'attivazione dei mezzi di allarme;
b) l'efficienza dell'alimentatore e lo stato di carica delle batterie;
c) la sensibilità e la portata dei rilevatori;
d) l'efficienza degli organi di segnalazione d'allarme e di comando dei mezzi di trasmissione degli allarmi e di ogni altro dispositivo componente il sistema. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti libretti di manutenzione.
Art.105 - IMPIANTI DI ASCENSORI E MONTACARICHI
105.1 CLASSIFICAZIONE
Secondo le leggi attualmente in vigore, gli impianti, relativamente agli scopi ed usi, sono classificati nel modo seguente:
- in servizio privato: comprendenti tutti gli impianti installati in edifici pubblici e privati a scopi ed usi privati, anche se accessibili al pubblico;
- in servizio pubblico: comprendenti tutti gli impianti adibiti ad un pubblico trasporto.
105.2 DEFINIZIONI
105.2.1 Ascensore
Impianto di sollevamento fisso, avente cabina mobile fra guide verticali o leggermente inclinate, adibito al trasporto di persone o di cose,
fra due o più piani.
105.2.2 Montacarichi
Impianto di sollevamento fisso, avente cabina mobile fra guide verticali o leggermente inclinate, adibito al trasporto di sole cose, fra due
o più piani.
105.3 DISPOSIZIONI GENERALI PER L'IMPIANTO E L'ESERCIZIO
105.3.1 Ascensori e montacarichi
Gli ascensori e montacarichi in servizio privato sono soggetti alle seguenti disposizioni:
- legge 24 ottobre 1942, n. 1415, che determina gli impianti soggetti alle norme e stabilisce le prescrizioni di carattere generale;
- D.P.R. 24 dicembre 1951, n. 1767, che costituisce il regolamento amministrativo per l'applicazione della legge;
- D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497, che costituisce il regolamento tecnico per l'applicazione della legge;
- D.M. 28 maggio 1979 che integra il D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497, per gli ascensori idraulici;
- D.M. 9 dicembre 1987, n. 587, per gli ascensori elettrici;
- legge 5 marzo 1990, n. 46.
- Gli ascensori e montacarichi in servizio pubblico sono soggetti alle seguenti disposizioni:
- legge 23 giugno 1927, n. 1110 - Provvedimenti per la concessione all'industria privata dell'impianto ed esercizio di funicolari aeree e di
ascensori in servizio pubblico;
- D.M. 5 marzo 1931 - Norme per l'impianto e l'esercizio, in servizio pubblico, degli ascensori destinati al trasporto di persone.
105.4 CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI
pagina n.96
105.4.1 Ascensori
Per il dimensionamento e l'inserimento degli impianti nell'edificio le norme nazionali adottate dall'UNI sono le seguenti:
a
a
a
- UNI ISO 4190 Parte 1 (+ FA 158 e FA 270), Parte 2 , Parte 3 che stabiliscono le dimensioni necessarie per l'installazione delle seguenti tipologie di impianti:
a
- UNI ISO 4190, Parte 5 (+ FA 271) che stabilisce quali pulsanti e segnali sono da prevedere nella costruzione ed installazione di un
ascensore, tenendo conto del tipo di manovra adottato per l'apparecchio stesso;
a
- UNI ISO 4190, Parte 6 che stabilisce le regole concernenti le previsioni di traffico e la scelta degli ascensori per gli edifici adibiti ad abitazione, allo scopo di assicurare un servizio soddisfacente;
- UNI 8725 che stabilisce le istruzioni per l'integrazione negli edifici residenziali degli impianti di ascensori elettrici a fune;
- UNI 8999 che stabilisce le istruzioni per l'integrazione negli edifici per uffici, alberghi ed ospedali degli impianti di ascensori elettrici a
funi.
105.4.2 Servoscala
Per il dimensionamento e l'inserimento dell'impianto si seguirà la UNI 9801. La forma potrà essere rettilinea o curvilinea e dovrà consentire il trasporto di una persona su sedia a rotelle, la piattaforma sarà ribaltabile e munita di barra di sicurezza nella parte inferiore. Altre prescrizioni saranno ricavate dal Direttore dei lavori dalla legge 9 gennaio 1989, n. 13.
105.5 DIREZIONE DEI LAVORI
Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione procederà come segue:
- verificherà che l'impianto, a livello di progetto, abbia avuto le necessarie approvazioni da parte dei competenti organi di controllo e che
le dimensioni siano coerenti con la destinazione d'uso in base alle norme di dimensionamento e di inserimento nell'edificio;
- verificherà che l'impianto riceva alla fine dell'installazione il collaudo da parte dei competenti organi di controllo e che i dati relativi siano
registrati sulla documentazione obbligatoria in base alla legislazione vigente.
105.6 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI ASCENSORE O MONTACARICHI
105.6.1 La manutenzione verrà effettuata solo da personale specializzato che l'Appaltatore provvederà ad accreditare al Direttore dei lavori
prima dell'inizio dei medesimi. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti libretti di manutenzione.
105.6.2 La manutenzione verrà eseguita nel rispetto della legge 24 ottobre 1942 n. 1415, del D.P.R. 24 dicembre 1951, n. 1767 e del
D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497.
Art.106 - IMPIANTO ELETTRICO E DI COMUNICAZIONE INTERNA
106.1 DISPOSIZIONI GENERALI
106.1.1 Norme e leggi
Gli impianti elettrici dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alle leggi 1° marzo 1968, n. 186, e 5 marzo 1990, n. 46. Si
considerano a regola d'arte gli impianti elettrici realizzati secondo le norme CEI applicabili, in relazione alla tipologia di edificio, di locale o di
impianto specifico oggetto del progetto e precisamente:
• CEI 11-17(1981) e variante V1 (1989): impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo.
• CEI 64-8 (1987) e varianti V1 (1988) e V2 (1989): impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e a 1.500 V in corrente continua.
• CEI 64-9 (1987): impianti elettrici utilizzatori negli edifici a destinazione residenziale e similare.
• CEI 64-10 (1988): impianti elettrici nei luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento.
• CEI 64-2 (1987): impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione o di incendio.
• CEI S/423: raccomandazioni per l'esecuzione degli impianti di terra negli edifici civili.
• CEI 103-1 (1971) e variante V1 (1987): impianti telefonici interni.
• CEI 64-50 = UNI 9620: edilizia residenziale - Guida per l'integrazione nell'edificio degli impianti elettrici utilizzatori, ausiliari e telefonici.
Inoltre vanno rispettate le disposizioni del D.M. 16 febbraio 1982 e della legge 818 del 7 dicembre 1984 per quanto applicabili.
106.1.2 Qualità dei materiali elettrici
Ai sensi dell'art. 2 della legge 18 ottobre 1977, n. 791 e dell'art. 7 della legge 5 marzo 1990, n. 46, dovrà essere utilizzato materiale elettrico costruito a regola d'arte, ovvero che sullo stesso materiale sia stato apposto un marchio che ne attesti la conformità (per esempio
IMQ), ovvero abbia ottenuto il rilascio di un attestato di conformità.
106.1.3 Direzione dei lavori
Il Direttore dei lavori al termine dei lavori si farà rilasciare il rapporto di verifica dell'impianto elettrico come precisato nella Guida CEI 6450 = UNI 9620, che attesterà che lo stesso è stato eseguito a regola d'arte. Raccoglierà inoltre la documentazione più significativa per la
successiva gestione e manutenzione.
106.2 CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI E DEI COMPONENTI
106.2.1 Criteri per la dotazione e predisposizione degli impianti
Nel caso più generale gli impianti elettrici utilizzatori prevedono:
- punti di consegna ed eventuale cabina elettrica;
- circuiti montanti, circuiti derivati e terminali;
- quadro elettrico generale e/o dei servizi, quadri elettrici locali o di unità immobiliari;
- alimentazioni di apparecchi fissi e prese;
- punti luce fissi e comandi; illuminazione di sicurezza, ove prevedibile.
Con impianti ausiliari si intendono:
- l'impianto citofonico con portiere elettrico o con centralino di portineria e commutazione al posto esterno;
- l'impianto videocitofonico;
- l'impianto centralizzato di antenna TV e MF;
- l'impianto telefonico;
- l'impianto di cablaggio per reti locali di trasmissione dati (LAN).
pagina n.97
È indispensabile per stabilire la consistenza e dotazione degli impianti elettrici, ausiliari e telefonici la definizione della destinazione d'uso delle unità immobiliari (ad uso abitativo, ad uso uffici, ad altri usi) e la definizione dei servizi generali (servizi comuni: portinerie, autorimesse, box auto, cantine, scale, altri; servizi tecnici: cabina elettrica; ascensori; centrali termiche, idriche e di condizionamento; illuminazione esterna ed altri).
Quali indicazioni di riferimento per la progettazione degli impianti elettrici, ausiliari e telefonici, ove non diversamente concordato e specificato, si potranno assumere le indicazioni formulate dalla Guida CEI 64-50 per la dotazione delle varie unità immobiliari e per i servizi generali.
Sulla necessità di una cabina elettrica e sulla definizione del locale dei gruppi di misura occorrerà contattare l'ente distributore dell'energia elettrica. Analogamente per il servizio telefonico occorrerà contattare la società dei telefoni.
106.2.2 Criteri di progetto
Per gli impianti elettrici, nel caso più generale, è indispensabile l'analisi dei carichi previsti e prevedibili per la definizione del carico convenzionale dei componenti e del sistema.
Con riferimento alla configurazione e costituzione degli impianti, che saranno riportate su adeguati schemi e planimetrie, è necessario il
dimensionamento dei circuiti sia per il funzionamento normale a regime, che per il funzionamento anomalo per sovracorrente. Ove non diversamente stabilito, la caduta di tensione nell'impianto non deve essere superiore al 4% del valore nominale.
È indispensabile la valutazione delle correnti di corto circuito massimo e minimo delle varie parti dell'impianto. Nel dimensionamento e
nella scelta dei componenti occorre assumere per il corto circuito minimo valori non superiori a quelli effettivi presumibili, mentre per il corto
circuito massimo valori non inferiori ai valori minimali eventualmente indicati dalla normativa e comunque non inferiori a quelli effettivi presumibili.
È opportuno:
- ai fini della protezione dei circuiti terminali dal corto circuito minimo, adottare interruttori automatici con caratteristica L o comunque assumere quale tempo d'intervento massimo per essi 0,4 s;
- ai fini della continuità e funzionalità ottimale del servizio elettrico, curare il coordinamento selettivo dell'intervento dei dispositivi di protezione in serie, in particolare degli interruttori automatici differenziali.
Per gli impianti ausiliari e telefonici saranno fornite caratteristiche tecniche ed elaborati grafici (schemi o planimetrie).
106.2.3 Criteri di scelta dei componenti
I componenti devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle rispettive norme e scelti e messi in opera tenendo conto delle
caratteristiche di ciascun ambiente (ad esempio gli interruttori automatici rispondenti alle norme CEI 23-3, le prese a spina rispondenti alle
norme CEI 23-5 e 23-16, gli involucri di protezione rispondenti alle norme CEI 70-1).
106.3 PRESCRIZIONI RIGUARDANTI I CIRCUITI
106.3.1 Cavi e conduttori
a) isolamento dei cavi:
i cavi utilizzati nei sistemi di prima categoria devono essere adatti a tensione nominale verso terra e tensione nominale (Uo/U) non inferiori a 450/750 V, simbolo di designazione 07. Quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a 300/500 V, simbolo di designazione 05. Questi ultimi, se posati nello stesso tubo, condotto o canale con cavi previsti con
tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale maggiore;
b) colori distintivi dei cavi:
i conduttori impiegati nella esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti dalle colorazioni previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL 00722-74 e 00712. In particolare i conduttori di neutro e protezione devono essere contraddistinti rispettivamente ed esclusivamente con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo-verde. Per quanto riguarda i conduttori di fase, devono essere contraddistinti in
modo univoco per tutto l'impianto dai colori: nero, grigio (cenere) e marrone;
c) sezioni minime e cadute di tensione massime ammesse:
le sezioni dei conduttori calcolate in funzione della potenza impegnata e della lunghezza dei circuiti (affinché la caduta di tensione non
superi il valore del 4% della tensione a vuoto) devono essere scelte tra quelle unificate. In ogni caso non devono essere superati i valori
delle portate di corrente ammesse, per i diversi tipi di conduttori, dalle tabelle di unificazione CEI-UNEL.
Indipendentemente dai valori ricavati con le precedenti indicazioni, le sezioni minime dei conduttori di rame ammesse sono:
2
0,75 mm per circuiti di segnalazione e telecomando;
2
1,5 mm per illuminazione di base, derivazione per prese a spina per altri apparecchi di illuminazione e per apparecchi con potenza unitaria inferiore o uguale a 2,2 kW;
2
2,5 mm per derivazione con o senza prese a spina per utilizzatori con potenza unitaria superiore a 2,2 kW e inferiore o uguale a 3,6
kW;
2
4 mm per montanti singoli e linee alimentanti singoli apparecchi utilizzatori con potenza nominale superiore a 3,6 kW;
d) sezione minima dei conduttori neutri:
la sezione dei conduttori neutri non deve essere inferiore a quella dei corrispondenti conduttori di fase. Per conduttori in circuiti polifasi,
2
con sezione superiore a 16 mm , la sezione dei conduttori neutri può essere ridotta alla metà di quella dei conduttori di fase, col minimo tut2
tavia di 16 mm (per conduttori in rame), purché siano soddisfatte le condizioni degli articoli: 522, 524.1-2-3, 543.1.4. della norma CEI 64-8;
e) sezione dei conduttori di terra e protezione:
la sezione dei conduttori di terra e di protezione, cioè dei conduttori che collegano all'impianto di terra le parti da proteggere contro i
contatti indiretti, non deve essere inferiore a quella indicata nella tabella seguente, tratta dalle norme CEI 64-8, IV edizione (tabella 54F):
SEZIONE MINIMA DEL CONDUTTORE DI PROTEZIONE
Sezione del conduttore di fase che ali2
menta la macchina o l'apparecchio mm
Cond. protez. facente parte dello stesso Cond. protez. facente parte dello stesso
cavo o infilato nello stesso tubo del condut- cavo e non infilato nello stesso tubo del
tore di fase
conduttore di fase
2
2
mm
mm
Minore o uguale a 16
Sezione del conduttore di fase
2,5 se protetto meccanicamente,
4 se non protetto meccanicamente
Maggiore di 16 e minore o uguale a 35
16
16
Maggiore di 35
Metà della sezione del conduttore di faMetà della sezione del conduttore di fase; nei cavi multipol., la sezione specificata se; nei cavi multipol., la sezione specificata
pagina n.98
dalle rispettive norme
dalle rispettive norme
f) propagazione del fuoco lungo i cavi:
i cavi in aria installati individualmente, cioè distanziati tra loro di almeno 250 mm, devono rispondere alla prova di non propagazione delle norme CEI 20-35. Quando i cavi sono raggruppati in ambiente chiuso in cui sia da contenere il pericolo di propagazione di un eventuale
incendio, essi devono avere i requisiti di non propagazione dell'incendio in conformità alle norme CEI 20-22;
g) provvedimenti contro il fumo:
allorché i cavi siano installati in notevole quantità in ambienti chiusi frequentati dal pubblico e di difficile e lenta evacuazione si devono
adottare sistemi di posa atti ad impedire il dilagare del fumo negli ambienti stessi o in alternativa ricorrere all'impiego di cavi a bassa emissione di fumo secondo le norme CEI 20-37 e 20-38;
h) problemi connessi allo sviluppo di gas tossici e corrosivi:
qualora cavi in quantità rilevanti siano installati in ambienti chiusi frequentati dal pubblico, oppure si trovino a coesistere in ambiente
chiuso, con apparecchiature particolarmente vulnerabili da agenti corrosivi, deve essere tenuto presente il pericolo che i cavi stessi bruciando sviluppino gas tossici o corrosivi. Ove tale pericolo sussista occorre fare ricorso all'impiego di cavi aventi la caratteristica di non sviluppare gas tossici e corrosivi ad alte temperature secondo le norme CEI 20-37 e 20-38.
Sezione minima del conduttore di terra
La sezione del conduttore di terra deve essere non inferiore a quella del conduttore di protezione suddetta con i minimi di seguito indicati.(norma CEI 64-8, IV edizione, tabella 54A).
- Protetto contro la corrosione ma non meccanicamente
16 (Cu)
16 (Fe) zincato
- non protetto contro la corrosione
25 (Cu)
50 (Fe)
- protetto meccanicamente
in accordo con l'art. 543.1
In alternativa ai criteri sopra indicati è ammesso il calcolo della sezione minima del conduttore di protezione mediante il metodo analitico
indicato al paragrafo a) dell'art. 543.1.1 delle norme CEI 64-8.
106.4 CANALIZZAZIONI
I conduttori, a meno che non si tratti di installazioni volanti, devono essere sempre protetti e salvaguardati meccanicamente.
Dette protezioni possono essere: tubazioni, canalette porta cavi, passerelle, condotti o cunicoli ricavati nella struttura edile ecc.
Negli impianti si devono rispettare le seguenti prescrizioni:
106.4.1 Tubi protettivi, cassette di derivazione
Nell'impianto previsto per la realizzazione sotto traccia, i tubi protettivi devono essere in materiale termoplastico serie leggera per i percorsi sotto intonaco, in acciaio smaltato a bordi saldati oppure in materiale termoplastico serie pesante per gli attraversamenti a pavimento;
il diametro interno dei tubi deve essere pari ad almeno 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio dei cavi in esso contenuti.
Tale coefficiente di maggiorazione deve essere aumentato a 1,5 quando i cavi siano del tipo sotto piombo o sotto guaina metallica; il diametro del tubo deve essere sufficientemente grande da permettere di sfilare e reinfilare i cavi in esso contenuti con facilità e senza che ne
risultino danneggiati i cavi stessi o i tubi.
Comunque il diametro interno non deve essere inferiore a 10 mm;
il tracciato dei tubi protettivi deve consentire un andamento rettilineo orizzontale (con minima pendenza per favorire lo scarico di eventuale condensa) o verticale. Le curve devono essere effettuate con raccordi o con piegature che non danneggino il tubo e non pregiudichino
la sfilabilità dei cavi;
ad ogni brusca deviazione resa necessaria dalla struttura muraria dei locali, ad ogni derivazione da linea principale a secondaria e in
ogni locale servito, la tubazione deve essere interrotta con cassette di derivazione;
le giunzioni dei conduttori devono essere eseguite nelle cassette di derivazione impiegando opportuni morsetti o morsettiere. Dette cassette devono essere costruite in modo che nelle condizioni ordinarie di installazione non sia possibile introdurvi corpi estranei, deve inoltre
risultare agevole la dispersione di calore in esse prodotta.
Il coperchio delle cassette deve offrire buone garanzie di fissaggio ed essere apribile solo con attrezzo;
i tubi protettivi dei montanti di impianti utilizzatori alimentati attraverso organi di misura centralizzati e le relative cassette di derivazione
devono essere distinti per ogni montante.
E' ammesso utilizzare lo stesso tubo e le stesse cassette purché i montanti alimentino lo stesso complesso di locali e che ne siano contrassegnati per la loro individuazione, almeno in corrispondenza delle due estremità;
qualora si preveda l'esistenza, nello stesso locale, di circuiti appartenenti a sistemi elettrici diversi, questi devono essere protetti da tubi
diversi e far capo a cassette separate.
Tuttavia è ammesso collocare i cavi nello stesso tubo e far capo alle stesse cassette, purché essi siano isolati per la tensione più elevata e le singole cassette siano internamente munite di diaframmi, non amovibili se non a mezzo di attrezzo, tra i morsetti destinati a serrare
conduttori appartenenti a sistemi diversi.
Il numero dei cavi che si possono introdurre nei tubi è indicato nella tabella seguente:
NUMERO MASSIMO DI CAVI UNIPOLARI DA INTRODURRE IN TUBI PROTETTIVI
(i numeri tra parentesi sono per i cavi di comando e segnalazione)
Diam. e/diam.i
mm (0,5) (0,75) (1)
12/ 8,5 (4) (4)
14/10 (7) (4)(3)
16/11,7 (4)
20/15,5 (9)
25/19,8 (12)
32/26,4
2
1,5
12
Sezione dei cavetti in mm
4
6
2,5
(2)
2
42
74
97
9
4
7
7
2
4
7
10
16
2
3
I tubi protettivi dei conduttori elettrici collocati in cunicoli, che ospitano altre canalizzazioni devono essere disposti in modo da non essere soggetti a influenze dannose in relazione a sovrariscaldamenti, sgocciolamenti, formazione di condensa ecc. E' inoltre vietato collocare
nelle stesse incassature montanti e colonne telefoniche o radiotelevisive.
106.4.2 Canalette porta cavi
pagina n.99
Per i sistemi di canali battiscopa e canali ausiliari si applicano le norme CEI 23-19.
Per gli altri sistemi di canalizzazione si applicheranno le norme CEI specifiche (ove esistenti).
Il numero dei cavi installati deve essere tale da consentire una occupazione non superiore al 50% della sezione utile dei canali, secondo quanto prescritto dalle norme CEI 64-9.
Per il grado di protezione contro i contatti diretti, si applica quanto richiesto dalle norme CEI 64-8 utilizzando i necessari accessori (angoli, derivazioni ecc.), opportune barriere devono separare cavi a tensioni nominali differenti.
I cavi vanno utilizzati secondo le indicazioni delle norme CEI 20-20.
Nei passaggi di parete devono essere previste opportune barriere tagliafiamma che non degradino i livelli di segregazione assicurati
dalle pareti.
Le caratteristiche di resistenza al calore anormale e al fuoco dei materiali utilizzati devono soddisfare quanto richiesto dalle norme CEI
64-8.
106.5 TUBAZIONI PER LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE
I tubi protettivi annegati nel calcestruzzo devono rispondere alle prescrizioni delle norme CEI 23-17.
Essi devono essere inseriti nelle scatole preferibilmente con l'uso di raccordi atti a garantire una perfetta tenuta. La posa dei raccordi
deve essere eseguita con la massima cura in modo che non si creino strozzature. Allo stesso modo devono essere uniti tra loro per mezzo
di appositi manicotti di giunzione.
La predisposizione dei tubi deve essere eseguita con tutti gli accorgimenti della buona tecnica in considerazione del fatto che alle pareti
prefabbricate non è in genere possibile apportare sostanziali modifiche né in fabbrica né in cantiere.
Le scatole da inserire nei getti di calcestruzzo devono avere caratteristiche tali da sopportare le sollecitazioni termiche e meccaniche
che si presentano in tali condizioni. In particolare le scatole rettangolari porta apparecchi e le scatole per quadretti elettrici devono essere
costruite in modo che il loro fissaggio sui casseri avvenga con l'uso di rivetti, viti o magneti da inserire in apposite sedi ricavate sulla membrana anteriore della scatola stessa. Detta membrana dovrà garantire la non deformabilità delle scatole.
La serie di scatole proposta deve essere completa di tutti gli elementi necessari per la realizzazione degli impianti, comprese le scatole
di riserva conduttori necessarie per le discese alle tramezze che si monteranno in un secondo tempo a getti avvenuti.
106.6 POSA DI CAVI ELETTRICI ISOLATI, SOTTO GUAINA, INTERRATI
L'interramento dei cavi elettrici dovrà avvenire secondo le prescrizioni di progetto.
106.7 PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
Devono essere protette contro i contatti indiretti tutte le parti metalliche accessibili dell'impianto elettrico e degli apparecchi utilizzatori,
normalmente non in tensione ma che, per cedimento dell'isolamento principale o per altre cause accidentali, potrebbero trovarsi sotto tensione (masse).
A tale impianto di terra devono essere collegati tutti i sistemi di tubazioni metalliche accessibili destinati ad adduzione, distribuzione e
scarico delle acque, nonché tutte le masse metalliche accessibili di notevole estensione esistenti nell'area dell'impianto elettrico utilizzatore
stesso.
106.7.1 - Impianto di messa a terra e sistemi di protezione contro i contatti indiretti
106.7.1.1 - Elementi di un impianto di terra
Tale impianto deve essere realizzato in modo da poter effettuare le verifiche periodiche di efficienza e comprende:
a) il dispersore (o i dispersori) di terra, costituito da uno o più elementi metallici posti in intimo contatto con il terreno e che realizza il collegamento elettrico con la terra;
b) il conduttore di terra, non in intimo contatto con il terreno, destinato a collegare i dispersori fra di loro e al collettore (o nodo) principale
di terra. I conduttori parzialmente interrati e non isolati dal terreno debbono essere considerati, a tutti gli effetti, dispersori per la parte interrata e conduttori di terra per la parte non interrata (o comunque isolata dal terreno);
c) il conduttore di protezione parte dal collettore di terra, arriva in ogni impianto e deve essere collegato a tutte le prese a spina (destinate ad alimentare utilizzatori per i quali è prevista la protezione contro i contatti indiretti mediante messa a terra); o direttamente alle masse di
tutti gli apparecchi da proteggere, compresi gli apparecchi di illuminazione con parti metalliche comunque accessibili. E' vietato l'impiego di
2
conduttori di protezione non protetti meccanicamente con sezione inferiore a 4 mm . Nei sistemi TT (cioè nei sistemi in cui le masse sono
collegate ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del sistema elettrico) il conduttore di neutro
non può essere utilizzato come conduttore di protezione;
d) il collettore (o nodo) principale di terra nel quale confluiscono i conduttori di terra, di protezione, di equipotenzialità (ed eventualmente
di neutro, in caso di sistemi TN, in cui il conduttore di neutro ha anche la funzione di conduttore di protezione);
e) il conduttore equipotenziale, avente lo scopo di assicurare l'equipotenzialità fra le masse e/o le masse estranee (parti conduttrici, non
facenti parte dell'impianto elettrico, suscettibili di introdurre il potenziale di terra).
106.7.1.2 - Prescrizioni particolari per locali da bagno
Divisione in zone e apparecchi ammessi
I locali da bagno vengono suddivisi in 4 zone per ognuna delle quali valgono regole particolari:
zona 0 - è il volume della vasca o del piatto doccia: non sono ammessi apparecchi elettrici, come scalda-acqua a immersione, illuminazioni sommerse o simili;
zona 1 - è il volume al di sopra della vasca da bagno o del piatto doccia fino all'altezza di 2,25 m dal pavimento: sono ammessi lo scaldabagno (del tipo fisso, con la massa collegata al conduttore di protezione) o altri apparecchi utilizzatori fissi, purché questi ultimi alimentati
a tensione non superiore a 25 V, cioè con la tensione ulteriormente ridotta rispetto al limite normale della bassissima tensione di sicurezza,
che corrisponde a 50 V;
zona 2 - è il volume che circonda la vasca da bagno o il piatto doccia, largo 60 cm e fino all'altezza di 2,25 m dal pavimento: sono ammessi, oltre allo scaldabagno, agli altri apparecchi, questi ultimi alimentati a non più di 25 V, anche gli apparecchi illuminanti dotati di doppio
isolamento (Classe II). Gli apparecchi installati nelle zone 1 e 2 devono essere protetti contro gli spruzzi d'acqua (grado protezione IPx4).
Sia nella zona 1 che nella zona 2 non devono esserci materiali di installazione come interruttori, prese a spina, scatole di derivazione; possono essere installati pulsanti a tirante con cordone isolante e frutto incassato ad altezza superiore a 2,25 m dal pavimento. Le condutture
devono essere limitate a quelle necessarie per l'alimentazione degli apparecchi installati in queste zone e devono essere incassate con tubo
protettivo non metallico; gli eventuali tratti in vista necessari per il collegamento con gli apparecchi utilizzatori (per esempio con lo scaldabagno) devono essere protetti con tubo di plastica o realizzati con cavo munito di guaina isolante;
zona 3 - è il volume al di fuori della zona 2, della larghezza di 2,40 m (e quindi 3 m oltre la vasca o la doccia): sono ammessi componenti dell'impianto elettrico protetti contro la caduta verticale di gocce di acqua (grado di protezione IPx1), come nel caso dell'ordinario materiale elettrico da incasso, quando installati verticalmente, oppure IPx5 quando è previsto l'uso di getti d'acqua per la pulizia del locale; inoltre l'alimentazione delle prese a spina deve soddisfare una delle seguenti condizioni:
a) bassissima tensione di sicurezza con limite 50 V (BTS). Le parti attive del circuito BTS devono comunque essere protette contro i
contatti diretti;
b) trasformatore di isolamento per ogni singola presa a spina;
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c) interruttore differenziale ad alta sensibilità, con corrente differenziale non superiore a 30 mA;
Le regole date per le varie zone in cui sono suddivisi i locali da bagno servono a limitare i pericoli provenienti dall'impianto elettrico del
bagno stesso, e sono da considerarsi integrative rispetto alle regole e prescrizioni comuni a tutto l'impianto elettrico (isolamento delle parti
attive, collegamento delle masse al conduttore di protezione ecc.).
106.8 POTENZA IMPEGNATA E DIMENSIONAMENTO IMPIANTI
Si fa riferimento al carico convenzionale dell'impianto. Detto carico verrà calcolato sommando tutti i valori ottenuti applicando alla potenza nominale degli apparecchi utilizzatori fissi e a quella corrispondente alla corrente nominale delle prese a spina, i coefficienti che si deducono dalle tabelle CEI.
106.9 INTEGRAZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI, AUSILIARI E TELEFONICI NELL'EDIFICIO
106.9.1 Generalità sulle condizioni di integrazione
Va curata la più razionale integrazione degli impianti elettrici e ausiliari nell'edificio e la loro coesistenza con le altre opere ed impianti.
A tale scopo vanno formulate indicazioni generali relative alle condutture nei montanti (sedi, canalizzazioni separate, conduttori di protezione ed altre) o nei locali (distribuzione a pavimento o a parete, altre).
Per la definizione di tali indicazioni si può fare riferimento alla Guida CEI 64-50 ove non diversamente specificato.
È opportuno, in particolare, che prima dell'esecuzione e nel corso dei lavori vengano assegnati agli impianti elettrici spazi adeguati o
compatibili con quelli per gli altri impianti tecnici, onde evitare interferenze dannose ai fini dell'installazione e dell'esercizio.
106.9.2 Impianto di terra
È indispensabile che l'esecuzione del sistema dispersore proprio debba aver luogo durante la prima fase delle opere edili nella quale è
ancora possibile interrare i dispersori stessi senza particolari opere di scavo o di infissione ed inoltre possono essere eseguiti, se del caso, i
collegamenti dello stesso ai ferri dei plinti di fondazione, utilizzando così dispersori naturali.
I collegamenti di equipotenzialità principali devono essere eseguiti in base alle prescrizioni della norma CEI 64-8.
106.9.3 Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche
Nel caso tale impianto fosse previsto, esso deve essere realizzato in conformità alle disposizioni della legge 12 marzo 1990, n. 46. È
opportuno predisporre tempestivamente l'organo di captazione sulla copertura ed adeguate sedi per le calate, attenendosi alle distanze prescritte dalle norme CEI 81-1. Si fa presente che le suddette norme prevedono anche la possibilità di utilizzare i ferri delle strutture edili alle
condizioni indicate al punto 1.2.17 della norma stessa.
106.9.4 Impianto di cablaggio per reti locali di trasmissione dati
106.9.4.1 L'impianto deve essere realizzato in conformità alle disposizioni degli standard internazionali ISO/OSI, con le caratteristiche di
flessibilità, espandibilità, affidabilità, indipendenza dalle tipologie di protocollo e dalle architetture di sistema dei vari fornitori, per le particolari finalità della rete dell'edificio o del gruppo di edifici.
La progettazione dell'impianto dovrà rendere congruenti i seguenti obiettivi:
- realizzazione di un sistema di cablaggio strutturato, flessibile e modulare che consenta la possibilità di collegare qualsiasi dispositivo
(terminale, personal computer, workstation, periferiche varie e di servizio dell'edificio), e l'integrazione tra servizi telefonici, servizi di trasmissione dati e di automazione dell'edificio o del gruppo di edifici interessati;
- possibilità di ridistribuzione dei terminali secondo la disposizione dei posti di lavoro e le fluttuazioni del personale;
- semplicità di gestione, controllo ed espansione della rete;
- affidabilità nella trasmissione dati mediante una tipologia di rete ridondante;
- velocità di trasmissione dei dati ed efficienza del sistema.
106.9.4.2 La scelta dei mezzi trasmissivi di rete va compiuta considerando, tra le caratteristiche principali che la rete dovrà avere, la velocità
di trasmissione, la lunghezza massima, la schermatura dalle interferenze elettromagnetiche. A maggiore velocità di trasmissione corrisponde una minore sicurezza, mentre con l'impiego di dispositivi appositi è possibile rilanciare il segnale indebolito ed ampliare le distanze, oppure connettere più reti tra loro.
La schermatura da interferenze elettromagnetiche va attuata innanzitutto evitando la vicinanza del tracciato dei cavi con le sorgenti che
normalmente le producono. Ulteriore misura preventiva consiste nell'impiego di cavi schermati. I tipi di cavi disponibili sono:
- cavo twisted-pair (o doppino telefonico) schermato o meno, costituito da una coppia di fili in rame, caratterizzato da bassa velocità di
trasmissione dei dati ed adatto a brevi distanze (max 300 m), non adatto nelle vicinanze di motori elettrici, impianti di gasolio e riscaldamento, trasmettitori e trasformatori, possono essere collocati entro tubi schermati, adatto per reti da 20-30 unità;
- cavo coassiale, costituito da un conduttore interno ed uno di massa esterno, con schermatura, adatto nelle vicinanze di radio trasmettitori, con lunghezza massima di 2.000 m, va collegato ad ogni computer con un cavo terminale apposito mediante un connettore a T;
- cavo in fibra ottica, consente alta sicurezza, una altissima velocità di trasmissione a lunghezze rilevanti e con alta schermatura dalle
interferenze, come è necessario nelle aree industriali per collegare diversi edifici di un complesso produttivo;
- dispositivo infrarossi, senza l'uso di cavi fisici. È costituito da una prima trasmissione dati dal computer ad un ricevitore-trasmettitore
mediante cavo e, da questo, rilanciato ad un dispositivo di riflessione del segnale infrarosso verso gli altri componenti collegati ad altri
ricevitori-trasmettitori. È adatto ad ambienti ed uffici aperti in cui le postazioni di lavoro possono cambiare con frequenza.
106.9.4.3 Le tipologie di rete impiegabili sono le seguenti:
- seriale, adatto a piccole reti, in cui il segnale viene inviato su tutta la rete, ma captato solo dal nodo cui è indirizzato;
- stellare, in cui tutte le unità vengono collegate ad un dispositivo centrale tramite cavo che smista il segnale all'unità di destinazione, adatto a reti medie;
- anulare, in cui le unità sono collegate con un cavo ad anello chiuso, previo passaggio del segnale attraverso un dispositivo che abilita il
collegamento attraverso un relais, ottimizzando i tempi di accesso tra unità, adatto a reti medio-grandi.
106.10 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO ELETTRICO E DI COMUNICAZIONE INTERNA
La manutenzione verrà effettuata solo da personale specializzato che l'Appaltatore provvederà ad accreditare al Direttore dei lavori prima dell'inizio dei medesimi. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti libretti di manutenzione.
106.11 QUALITA’ E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI VERIFICHE E PROVE IN CORSO D’OPERA
106.11.1 – Generalità
Ai sensi dell'art. 2 della legge 18 ottobre 1977, n. 791 e art. 7 della legge 5 marzo 1990, n. 46, dovrà essere utilizzato materiale elettrico
esente da difetti qualitativi e di lavorazione e costruito a regola d'arte:
ovvero che sullo stesso materiale sia stato apposto un marchio che ne attesti la conformità (per esempio IMQ);
ovvero che abbia ottenuto il rilascio di un attestato di conformità da parte di uno degli organismi competenti per ciascuno degli stati
membri della Comunità Economica Europea;
ovvero che sia munito di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore.
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L'attestato di conformità alla norma si riferisce a un campione, mentre il marchio riguarda anche la produzione. Si ricorre alla relazione
di conformità ai principi generali di sicurezza quando non esistono norme relative.
La conformità di un componente elettrico alla relativa norma può essere dichiarata dal costruttore in catalogo. In caso contrario, è necessaria una copia della documentazione specifica.
Quanto sopra vale anche per i materiali ricevuti in conto lavorazione, per i quali l'installatore diventa, volente o nolente, responsabile.
Tutti i materiali e gli apparecchi impiegati negli impianti elettrici devono essere adatti all'ambiente in cui sono installati e devono avere
caratteristiche tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive, termiche o dovute all'umidità alle quali possono essere esposti durante
l'esercizio.
Tutti i materiali e gli apparecchi devono essere rispondenti alle relative norme CEI e alle tabelle di unificazione CEI-UNEL, ove queste
esistano.
Per i materiali la cui provenienza è prescritta dalle condizioni del presente Capitolato speciale, potranno pure essere richiesti i campioni.
Nella scelta dei materiali è raccomandata la preferenza ai prodotti nazionali o comunque a quelli dei Paesi della CE.
Tutti gli apparecchi devono riportare dati di targa ed eventuali indicazioni d'uso utilizzando la simbologia del CEI e la lingua italiana.
106.11.2 - Comandi (interruttori, deviatori, pulsanti e simili) e prese a spina
Sono da impiegarsi apparecchi da incasso modulari e componibili.
Gli interruttori devono avere portata di 16 A; negli edifici residenziali è ammesso l'uso di interruttori di portata di 10 A; le prese devono
essere di sicurezza con alveoli schermati e far parte di una serie completa di apparecchi atti a realizzare impianti di segnalazione, impianti
di distribuzione sonora negli ambienti ecc.
I comandi e le prese devono eventualmente anche poter essere installati su scatole da parete con grado di protezione IP 40 e/o IP 55.
106.11.2.1 - Apparecchi di comando in edifici a destinazione sociale
Nelle costruzioni a carattere collettivo-sociale aventi interesse amministrativo, culturale, giudiziario, economico e comunque in edifici in
cui si svolgono attività comunitarie, le apparecchiature di comando devono essere installate a un'altezza massima di 0,90 m dal pavimento.
Devono essere inoltre facilmente individuabili e visibili anche in caso di illuminazione nulla (apparecchi con tasti fosforescenti): vedere
D.P.R. n. 384 del 27 aprile 1978.
106.11.2.2 - Prese di corrente
Le prese di corrente che alimentano utilizzatori elettrici con forte assorbimento devono avere un proprio dispositivo di protezione di sovracorrente, interruttore bipolare con fusibile sulla fase o interruttore magnetotermico.
106.11.3 – Apparecchiature modulari con modulo normalizzato
Le apparecchiature installate nei quadri di comando e negli armadi devono essere del tipo modulare e componibili con fissaggio a scatto su profilato preferibilmente normalizzato EN 50022 (norme CEI 17-18).
In particolare:
a) gli interruttori automatici magnetotermici da 1 a 100 A devono essere modulari e componibili con potere di interruzione fino a 6.000 A,
salvo casi particolari;
b) tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l'impianto (per esempio, trasformatori, suonerie, portafusibili,
lampade di segnalazione, interruttori programmatori, prese di corrente CE ecc.) devono essere modulari e accoppiabili nello stesso quadro
con gli interruttori automatici di cui al punto a);
c) gli interruttori con relè differenziali fino a 80 A devono essere modulari e appartenere alla stessa serie di cui ai punti a) e b), nonché
essere del tipo ad azione diretta;
d) gli interruttori magnetotermici differenziali tetrapolari con 3 poli protetti fino a 63 A devono essere modulari e dotati di un dispositivo
che consenta la visualizzazione dell'avvenuto intervento e permetta preferibilmente di distinguere se detto intervento è provocato dalla protezione magnetotermica o dalla protezione differenziale. E' ammesso l'impiego di interruttori differenziali puri purché abbiano un potere di
interruzione con dispositivo associato di almeno 4.500 A;
e) il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere garantito sia in caso di alimentazione dai morsetti superiori (alimentazione dall'alto) sia in caso di alimentazione dai morsetti inferiori (alimentazione dal basso).
Gli interruttori di cui alle lettere c) e d) devono essere conformi alle norme CEI 23-18 e interamente assiemati acura del costruttore.
106.11.4 – Interruttori scatolati
Onde agevolare le installazioni sui quadri el'intercambiabilità, è preferibile che gli apparecchi da100 a 250 A abbiano le stesse dimensioni d'ingombro.
Nella scelta degli interruttori posti in serie, va considerato ilproblema della selettività nei casi in cui sia di particolareimportanza la continuità del servizio.
Il potere di interruzione deve essere dato nella categoria diprestazione P2 (norme CEI 17-5) onde garantire un buon funzionamentoanche dopo 3 corto circuiti con corrente pari al potere diinterruzione.
Gli interruttori differenziali devono essere disponibili nella versionenormale e in quella con intervento ritardato per consentire laselettività
con altri interruttori differenziali installati avalle.
106.11.5 – Interruttori automatici modulari con alto potere di interruzione
Qualora vengano usati interruttori modulari negli impianti elettriciche presentano correnti di c.c. elevate (fino a 30 KA), gliinterruttori automatici magnetotermici fino a 63 A devono avereadeguato potere di interruzione in categoria di impiego P2 (norme CEI15-5 e art. 9.15 del
presente capitolato).
106.11.6 – Quadri di comando e di distribuzione in materiale isolante
Questi devono avere attitudine a non innescare l'incendio al verificarsi di un riscaldamento eccessivo secondo la tabella di cuiall'art.
134.1.6 delle norme CEI 64-8, e comunque, qualora si tratti di quadri non incassati, devono avere una resistenza alla prova delfilo incandescente (glow-fire) non inferiore a 650 °C.
I quadri devono essere composti da cassette isolanti, con piastraportapparecchi estraibile per consentire il cablaggio degli apparecchi in
officina, essere disponibili con grado di protezione adeguato all'ambiente di installazione e comunque non inferiore a IP 30, nel qual caso il
portello deve avere apertura a 180 gradi.
Questi quadri devono consentire un'installazione del tipo a doppio isolamento.
106.11.7 – Accettazione
I materiali dei quali sono stati richiesti i campioni potranno essere posti in opera solo dopo l'accettazione da parte della Direzione Lavori,
la quale dovrà dare il proprio responso entro 7 giorni dalla presentazione dei campioni, in difetto di che il ritardo graverà sui termini di consegna delle opere.
La ditta appaltatrice non dovrà porre in opera materiali rifiutati dalla Direzione dei Lavori, provvedendo quindi adallontanarli dal cantiere.
106.11.8 – Modo di esecuzione ed ordine dei lavori
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole dell'arte e le prescrizioni impartite al riguardo dalla direzione dei lavori, in
modo che gli impianti rispondano perfettamente a tutte le condizioni stabilite nel presente Capitolato speciale e al progetto approvato.
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della direzione dei lavori e le esigenze che possono sorgere dalla contemporanea esecuzione di tutte le altre opere.
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La ditta appaltatrice è pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio e dei propri dipendenti, alle opere dell'edificio e/o a terzi.
106.11.9 – Verifiche e prove in corso d’opera degli impianti
Durante il corso dei lavori, l'Amministrazione appaltante si riservadi eseguire verifiche e prove preliminari sugli impianti o parti deglistessi, in modo da poter tempestivamente intervenire qualora nonfossero rispettate le condizioni del presente Capitolato speciale e delprogetto
approvato.
Le verifiche potranno consistere nell'accertamento della rispondenzadei materiali impiegati con quelli stabiliti, nel controllo delleinstallazioni secondo le disposizioni convenute (posizioni, percorsiecc.), nonché in prove parziali di isolamento e di funzionamentoe in tutto quello
che può essere utile allo scopo sopraaccennato.
Dei risultati delle verifiche e delle prove preliminari di cui sopra,si dovrà compilare regolare verbale.
106.11.10 – Verifica provvisoria e norme per il collaudo dell’impianto
106.11.10.1 - Verifica provvisoria e consegna degli impianti
Dopo l'ultimazione dei lavori e il rilascio del relativo certificatoda parte dell'Amministrazione appaltante, questa ha la facoltà di prendere
in consegna gli impianti, anche se il collaudo definitivo degli stessi non abbia ancora avuto luogo.
In tal caso però, la presa in consegna degli impianti da partedell'Amministrazione appaltante dovrà essere preceduta da una verifica
provvisoria degli stessi, che abbia avuto esito favorevole.
Anche qualora l'Amministrazione appaltante non intenda avvalersi della facoltà di prendere in consegna gli impianti ultimati prima del
collaudo definitivo, può disporre affinché dopo il rilascio del certificato di ultimazione dei lavori si proceda alla verifica provvisoria degli impianti.
La verifica provvisoria accerterà che gli impianti siano in condizione di poter funzionare normalmente, che siano state rispettatele vigenti
norme di legge per la prevenzione degli infortuni e in particolare dovrà controllare:
lo stato di isolamento dei circuiti; la continuità elettrica dei circuiti;
il grado di isolamento e le sezioni dei conduttori;
l'efficienza dei comandi e delle protezioni nelle condizioni del massimo carico previsto;
l'efficienza delle protezioni contro i contatti indiretti.
La verifica provvisoria ha lo scopo di consentire, in caso di esito favorevole, l'inizio del funzionamento degli impianti a uso degli utenti a
cui sono stati destinati.
A ultimazione della verifica provvisoria, l'Amministrazione appaltante prenderà in consegna gli impianti con regolare verbale.
106.11.10.2 - Collaudo definitivo degli impianti
Il collaudo definitivo dovrà accertare che gli impianti e i lavori, per quanto riguarda i materiali impiegati, l'esecuzione e la funzionalità,
siano in tutto corrispondenti a quanto precisato nel Capitolato speciale di appalto, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in sede di
aggiudicazione dell'impianto stesso.
A impianto ultimato si deve provvedere alle seguenti verifiche di collaudo:
-rispondenza alle disposizioni di legge;
- rispondenza alle prescrizioni dei VV.FF.;
- rispondenza a prescrizioni particolari concordate in sede di offerta;
- rispondenza alle norme CEI relative al tipo di impianto, come diseguito descritto.
In particolare, nel collaudo definitivo dovranno effettuarsi leseguenti verifiche:
a) che siano osservate le norme tecniche generali di cui è detto nei precedenti articoli;
b) che gli impianti e i lavori siano corrispondenti a tutte le richieste epreventive indicazioni, richiamate nell'art. 4.1, inerenti lospecifico
appalto, precisato dall'Amministrazione appaltante nellalettera di invito alla gara o nel disciplinare tecnico a base dellagara, purché risultino
confermate nel progetto-offerta delladitta aggiudicataria e purché non siano state concordate dellemodifiche in sede di aggiudicazione
dell'appalto;
c) che gli impianti e i lavori siano in tutto corrispondenti alleindicazioni contenute nel progetto-offerta, relative a quantoprescritto nei primi quattro commi dell'art. 4.2, purché nonsiano state concordate delle modifiche in sede di aggiudicazionedell'appalto;
d) che gli impianti e i lavori corrispondano inoltre a tutte quelleeventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione dell'appalto,di
cui è detto ai precedenti commi b) ecc);
e) che i materiali impiegati nell'esecuzione degli impianti, dei quali,in base a quanto indicato nell'art. 5, siano stati presentati icampioni,
siano corrispondenti ai campioni stessi;
f) inoltre, nel collaudo definitivo dovranno ripetersi i controlliprescritti per la verifica provvisoria.
Anche del collaudo definitivo verrà redatto regolare verbale.
- Esame a vista
Deve essere eseguita una ispezione visiva per accertarsi che gliimpianti siano realizzati nel rispetto delle prescrizioni delle normegenerali, delle norme degli impianti di terra e delle norme particolaririferentesi all'impianto installato. Detto controllo deve accertareche il materiale elettrico, che costituisce l'impianto fisso, siaconforme alle relative norme, sia scelto correttamente e installato inmodo conforme alle prescrizioni normative e non presenti danni visibiliche possano compromettere la sicurezza.
Tra i controlli a vista devono essere effettuati i controlli relativia:
protezioni, misura di distanze nel caso di protezione con barriere;
presenza di adeguati dispositivi di sezionamenti e interruzione,polarità, scelta del tipo di apparecchi e misure di protezioneadeguate alle
influenze esterne, identificazione dei conduttori dineutro e di protezione, fornitura di schemi cartelli ammonitori,identificazione di comandi e
protezioni, collegamenti dei conduttori.
- Verifica del tipo e dimensionamento dei componenti dell'impianto e dell'apposizione dei contrassegni di identificazione
Si deve verificare che tutti i componenti dei circuiti messi in opera nell'impianto utilizzatore siano del tipo adatto alle condizioni diposa e
alle caratteristiche dell'ambiente, nonché correttamente dimensionati in relazione ai carichi reali in funzionamento contemporaneo, o, in
mancanza di questi, in relazione a quelli convenzionali.
Per cavi e conduttori si deve controllare che il dimensionamento sia fatto in base alle portate indicate nelle tabelle CEI-UNEL; inoltre sideve verificare che i componenti siano dotati dei debiti contrassegni di identificazione, ove prescritti.
- Verifica della sfilabilità dei cavi
Si deve estrarre uno o più cavi dal tratto di tubo o condotto compreso tra due cassette o scatole successive e controllare che questa
operazione non abbia provocato danneggiamenti agli stessi. La verificava eseguita su tratti di tubo o condotto per una lunghezza pari complessivamente a una percentuale tra l'1% ed il 5% della lunghezza totale. A questa verifica prescritta dalle norme CEI 11-11 (Impianti elettrici degli edifici civili) si aggiungono, per gli impianti elettrici negli edifici prefabbricati e costruzioni modulari, anchequelle relative al rapporto
tra il diametro interno del tubo o condottoe quello del cerchio circoscritto al fascio di cavi in questi contenuto, e al dimensionamento dei tubi
o condotti.
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Quest'ultima si deve effettuare a mezzo apposita sfera, come descritto nelle norme per gli impianti sopraddetti.
- Misura della resistenza di isolamento
Si deve eseguire con l'impiego di un ohmetro la cui tensione continuasia circa 125 V nel caso di misura su parti di impianto di categoria
O,oppure su parti di impianto alimentate a bassissima tensione disicurezza; circa 500 V in caso di misura su parti di impianto di1a categoria.
La misura si deve effettuare tra l'impianto (collegando insieme tuttii conduttori attivi) e il circuito di terra, e fra ogni coppia diconduttori tra
loro. Durante la misura gli apparecchi utilizzatoridevono essere disinseriti; la misura è relativa a ogni circuito, intendendosi per tale la parte
di impianto elettrico protetto dallo stesso dispositivo di protezione.
I valori minimi ammessi per costruzioni tradizionali sono:
400.000 ohm per sistemi a tensione nominale superiore a 50 V;
250.000 ohm per sistemi a tensione nominale inferiore o uguale a 50V.
I valori minimi ammessi per costruzioni prefabbricate sono:
250.000 ohm per sistemi a tensione nominale superiore a 50 V;
150.0
m per sistemi a tensione nominale inferiore o uguale a 50V.
-Misura delle cadute di tensione
La misura delle cadute di tensione deve essere eseguita tra il punto diinizio dell'impianto e il punto scelto per la prova; si inseriscono
unvoltmetro nel punto iniziale e un altro nel secondo punto (i duestrumenti devono avere la stessa classe di precisione).
Devono essere alimentati tutti gli apparecchi utilizzatori che possono funzionare contemporaneamente: nel caso di apparecchiature con
assorbimento di corrente istantaneo si fa riferimento al carico convenzionale scelto come base per la determinazione della sezione delle
condutture.
Le letture dei due voltmetri si devono eseguire contemporaneamente e sideve procedere poi alla determinazione della caduta di tensione percentuale.
-Verifica delle protezioni contro i corto circuiti ei sovraccarichi
Si deve controllare che:
il potere di interruzione degli apparecchi di protezione contro icorto circuiti sia adeguato alle condizioni dell'impianto e della sua alimentazione;
la taratura degli apparecchi di protezione contro i sovraccarichi sia correlata alla portata dei conduttori protetti dagli stessi.
-Verifica delle protezioni contro i contatti indiretti
Devono essere eseguite le verifiche dell'impianto di terra descritte nelle norme per gli impianti di messa a terra (norme CEI 64-8).
Si ricorda che per gli impianti soggetti alla disciplina del D.P.R. 547va effettuata la denuncia degli stessi alle Unità sanitarielocali (USL)
a mezzo dell'apposito modulo, fornendo gli elementirichiesti e cioè i risultati delle misure della resistenza di terra.
Si devono effettuare le seguenti verifiche:
a) esame a vista dei conduttori di terra e di protezione. Si intende che andranno controllate sezioni, materiali e modalità di posa nonché
lo stato di conservazione sia dei conduttori stessi chedelle giunzioni. Si deve inoltre controllare che i conduttori diprotezione assicurino il
collegamento tra i conduttori di terra e il morsetto di terra degli utilizzatori fissi e il contatto di terra delleprese a spina;
b) si deve eseguire la misura del valore di resistenza di terra dell'impianto, utilizzando un dispersore ausiliario e una sonda di tensione
con appositi strumenti di misura o con il metodo voltamperometrico. La sonda di tensione e il dispersore ausiliario vanno posti a una sufficiente distanza dall'impianto di terra e traloro; si possono ritenere ubicati in modo corretto quando sono sistemati a una distanza del suo
contorno pari a 5 volte la dimensione massima dell'impianto stesso; quest'ultima nel caso di semplice dispersore a picchetto può assumersi
pari alla sua lunghezza. Una pari distanza va mantenuta tra la sonda di tensione e il dispersore ausiliario;
c) deve essere controllato in base ai valori misurati il coordinamento degli stessi con l'intervento nei tempi previsti dei dispositivi di massima corrente o differenziale; per gli impianti con fornitura in media tensione, detto valore va controllato in base a quello della corrente convenzionale di terra, da richiedersi al distributore dienergia elettrica;
d) quando occorre, sono da effettuare le misure delle tensioni di contatto e di passo. Queste sono di regola eseguite da professionisti,
ditte o enti specializzati. Le norme CEI 64-8 forniscono le istruzioni per le suddette misure;
e) nei locali da bagno deve essere eseguita la verifica della continuità del collegamento equipotenziale tra le tubazioni metalliche di adduzione e di scarico delle acque, tra le tubazioni egli apparecchi sanitari tra il collegamento equipotenziale e il conduttore di protezione. Detto controllo è da eseguirsi prima della muratura degli apparecchi sanitari.
106.11.10.3 – Norme generali comuni per le verifiche in corso d’opera, per la verifica provvisoria e per il collaudo definitivo degli impianti
a) Per le prove di funzionamento e rendimento delle apparecchiature edegli impianti, prima di iniziarle, il collaudatore dovrà verificare
che le caratteristiche della corrente di alimentazione, disponibile al punto di consegna (specialmente tensione, frequenza epotenza disponibile) siano conformi a quelle previste nel Capitolato speciale d'appalto e cioè quelle in base alle quali furonoprogettati ed eseguiti gli impianti.
Qualora le anzidette caratteristiche della corrente di alimentazione (se non prodotta da centrale facente parte dell'appalto) all'atto delle
verifiche o del collaudo non fossero conformi a quelle contrattualmente previste, le prove dovranno essere rinviate a quandosia possibile
disporre di corrente di alimentazione delle caratteristiche contrattualmente previste, purché ciò, non implichi dilazione della verifica provvisoria o del collaudo definitivo superiore ad un massimo di 15 giorni.
Nel caso vi sia al riguardo impossibilità da parte dell'azienda elettrica distributrice o qualora l'Amministrazione appaltante non intenda
disporre per modifiche atte a garantire un normale funzionamento degli impianti con la corrente di alimentazione disponibile, sia le verifiche
in corso d'opera, sia la verifica provvisoria a ultimazione dei lavori, sia il collaudo definitivo, potranno egualmente aver luogo, ma il collaudatore dovrà tenerconto, nelle verifiche di funzionamento e nella determinazione dei rendimenti, delle variazioni delle caratteristiche della corrente disponibile per l'alimentazione, rispetto a quelle contrattualmente previste e secondo le quali gli impianti sono stati progettati edeseguiti.
b) Per le verifiche in corso d'opera, per quella provvisoria aultimazione dei lavori e per il collaudo definitivo, la dittaappaltatrice è tenuta,
a richiesta dell'Amministrazioneappaltante, a mettere a disposizione normali apparecchiature e strumenti adatti per le misure necessarie,
senza potere per ciò accampare diritti a maggiori compensi.
c) Se in tutto o in parte gli apparecchi utilizzatori e le sorgenti dienergia sono inclusi nelle forniture comprese nell'appalto, spetterà
all'Amministrazione appaltante di provvedere a quellidi propria spettanza, qualora essa desideri che le verifiche in corsod'opera, quella
provvisoria a ultimazione dei lavori e quella dicollaudo definitivo ne accertino la funzionalità.
106.10.11.4 - Garanzia degli impianti
Se non diversamente disposto nel Capitolato speciale d'appalto, la garanzia è fissata entro 12 mesi dalla data di approvazione delcertificato di collaudo.
Si intende, per garanzia degli impianti, entro il termine precisato, l'obbligo che incombe alla ditta appaltatrice di ripararetempestivamente, a sue spese, comprese quelle di verifica e tutti i guasti e le imperfezioni che si manifestano negli impianti per effetto della nonbuona qualità dei materiali o per difetto di montaggio.
Art. 107 - IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
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In conformità alla legge 5 marzo 1990, n. 46, gli impianti di riscaldamento devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI
e CEI sono considerate norme di buona tecnica.
107.1 GENERALITÀ
L'impianto di riscaldamento deve assicurare il raggiungimento, nei locali riscaldati, della temperatura indicata in progetto, compatibile
con le vigenti disposizioni in materia di contenimento dei consumi energetici. Detta temperatura deve essere misurata al centro dei locali e
ad una altezza di 1,5 m dal pavimento. Quanto detto vale purché la temperatura esterna non sia inferiore al minimo fissato in progetto.
Nella esecuzione dell'impianto dovranno essere scrupolosamente osservate, oltre alle disposizioni per il contenimento dei consumi energetici, le vigenti prescrizioni concernenti la sicurezza, l'igiene, l'inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo.
107.2 COMPONENTI DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
In base alla regolamentazione vigente tutti i componenti degli impianti di riscaldamento destinati vuoi alla produzione, diretta o indiretta,
del calore, vuoi alla utilizzazione del calore, vuoi alla regolazione automatica e contabilizzazione del calore, debbono essere provvisti del
certificato di omologazione rilasciato dagli organi competenti. I dispositivi automatici di sicurezza e di protezione debbono essere provvisti di
certificato di conformità rilasciato, secondo i casi, dall'lSPESL o dal Ministero degli interni (Centro studi ed esperienze).
Tutti i componenti degli impianti debbono essere accessibili ed agibili per la manutenzione e suscettibili di essere agevolmente introdotti
e rimossi nei locali di loro pertinenza ai fini della loro revisione, o della eventuale sostituzione.
Il Direttore dei lavori dovrà accertare che i componenti impiegati siano stati omologati e/o che rispondano alle prescrizioni vigenti e alla
UNI 10376.
107.3 CONDOTTI DI EVACUAZIONE DEI FUMI ED AERAZIONE DELLE CENTRALI TERMICHE
I condotti dei fumi: raccordi fumari, canali fumari e camini debbono assicurare la corretta evacuazione dei fumi anche al carico massimo
e nelle peggiori condizioni esterne di temperatura, pressione ed umidità relativa.
Qualora i condotti non siano totalmente esterni all'edificio il tiraggio ne dovrà assicurare la depressione lungo l'intero sviluppo così che,
in caso di lesioni, non vi sia fuoriuscita dei prodotti della combustione.
Lo sbocco all'esterno dovrà avvenire secondo le prescrizioni vigenti e comunque in modo da non recare molestie. In qualsiasi locale in
cui funziona un generatore di calore, di qualsiasi potenza, deve essere assicurato il libero ingresso dell'aria necessaria mediante un'apertura non chiudibile di dimensioni adeguate.
107.4 I DEPOSITI DI COMBUSTIBILI LIQUIDI
Devono rispettare la legislazione in base alla capacità, ai locali in cui possono essere collocati ed alla loro sistemazione ove siano interrati o collocati in vista all'aperto.
Ove si presentassero delle perdite, il combustibile liquido dovrà fluire entro un apposito bacino di raccolta che, nel caso di interramento,
non deve inquinare il terreno e la falda acquifera. Ogni serbatoio deve essere provvisto di un tubo di sfiato ubicato in modo che i prodotti
gassosi non possano molestare le persone. Le tubazioni di adduzione del combustibile, liquido o gassoso, al serbatoio debbono potersi intercettare all'esterno delle centrali termiche, in caso di emergenza.
Deve essere provvisto altresì di un attacco di carico, facilmente accessibile e protetto da manomissioni.
Le tubazioni di adduzione ai bruciatori devono essere intercettabili all'esterno della centrale termica.
Le stazioni di riduzione per l'alimentazione dei bruciatori di gas ed i relativi contatori vanno collocati all'esterno e, dove ciò non è possibile, in ambienti aerati e separati dai locali di utilizzazione secondo la regolamentazione antincendio.
107.5 CIRCOLAZIONE DEL FLUIDO TERMOVETTORE
107.5.1 Pompe di circolazione
Nel caso di riscaldamento ad acqua calda, la circolazione, salvo casi eccezionali in cui si utilizza la circolazione naturale per gravità,
viene assicurata mediante elettropompe centrifughe la cui potenza elettrica assorbita non deve essere, di massima, maggiore di 1/500 della
potenza termica massima dell'impianto.
Le pompe, provviste del certificato di omologazione, dovranno assicurare portate e prevalenze idonee per alimentare tutti gli apparecchi
utilizzatori e debbono essere previste per un servizio continuo senza sensibile surriscaldamento del motore.
107.6 DISTRIBUZIONE DEL FLUIDO TERMOVETTORE
107.6.1 Rete di tubazioni di distribuzione
Comprende:
a) le tubazioni della centrale termica;
b) le tubazioni della sottocentrale termica allorché l'impianto sia alimentato dal secondario di uno scambiatore di calore;
c) la rete di distribuzione propriamente detta che comprende:
- una rete orizzontale principale;
- le colonne montanti che si staccano dalla rete di cui sopra;
- le reti orizzontali nelle singole unità immobiliari;
- gli allacciamenti ai singoli apparecchi utilizzatori;
d) la rete di sfiato dell'aria.
1) Le reti orizzontali saranno poste, di regola, nei cantinati o interrate: in quest'ultimo caso, se si tratta di tubi metallici e non siano previsti cunicoli accessibili aerati, si dovrà prevedere una protezione tale da non consentire alcun contatto delle tubazioni col terreno.
2) Le colonne montanti, provviste alla base di organi di intercettazione e di rubinetto di scarico, saranno poste possibilmente in cavedi
accessibili e da esse si dirameranno le reti orizzontali destinate alle singole unità immobiliari. Debbono restare accessibili sia gli organi di
intercettazione dei predetti montanti, sia quelli delle singole reti o, come nel caso dei pannelli radianti, gli ingressi e le uscite dei singoli serpentini.
3) Diametri e spessori delle tubazioni debbono corrispondere a quelli previsti nelle norme UNI: in particolare per i tubi di acciaio neri si
impiegheranno, sino al diametro di 1", tubi gas secondo la norma UNI 3824 e per i diametri maggiori, tubi lisci secondo le norme UNI 7287 e
UNI 7288. Per i tubi di rame si impiegheranno tubi conformi alla norma UNI 6507.
4) Le tubazioni di materiali non metallici debbono essere garantite dal fornitore per la temperatura e pressione massima di esercizio e
per servizio continuo.
5) Tutte le tubazioni debbono essere coibentate secondo le prescrizioni della legge 10/1991 e decreti di attuazione, salvo il caso in cui il
calore da esse emesso sia previsto espressamente per il riscaldamento, o per l'integrazione del riscaldamento ambiente.
6) Il percorso delle tubazioni e la loro pendenza devono assicurare, nel caso di impiego dell'acqua, il sicuro sfogo dell'aria e, nel caso
dell'impiego del vapore, lo scarico del condensato oltre che l'eliminazione dell'aria.
107.7 APPARECCHI UTILIZZATORI
pagina n.105
Tutti gli apparecchi utilizzatori debbono essere costruiti in modo da poter essere impiegati alla pressione ed alla temperatura massima
di esercizio, tenendo conto della prevalenza delle pompe di circolazione che può presentarsi al suo valore massimo qualora la pompa sia
applicata sulla mandata e l'apparecchio sia intercettato sul solo ritorno.
107.7.1 Corpi scaldanti statici
Qualunque sia il tipo prescelto, i corpi scaldanti debbono essere provvisti di un certificato di omologazione che ne attesti la resa termica,
accertata in base alla norma UNI 6514.
Essi debbono essere collocati in posizione e condizioni tali che non ne risulti pregiudicata la cessione di calore all'ambiente. Non si
debbono impiegare sullo stesso circuito corpi scaldanti dei quali sia notevolmente diverso l'esponente dell'espressione che misura la variazione della resa termica in funzione della variazione della differenza tra la temperatura del corpo scaldante e la temperatura ambiente (esempio radiatori e convettori).
Sulla mandata e sul ritorno del corpo scaldante si debbono prevedere organi atti a consentire la regolazione manuale e, ove occorra,
l'esclusione totale del corpo scaldante, rendendo possibile la sua asportazione, senza interferire con il funzionamento dell'impianto.
107.8 ESPANSIONE DELL'ACQUA DELL'IMPIANTO
Negli impianti ad acqua calda, o surriscaldata, occorre prevedere un vaso di espansione in cui trovi posto l'aumento di volume del liquido per effetto del riscaldamento.
Il vaso può essere aperto all'atmosfera o chiuso, a pressione. Il vaso aperto deve essere collocato a quota maggiore del punto più alto
dell'impianto ed occorre assicurarsi che esso non sia in circolazione per effetto dello scarico del tubo di sicurezza (allacciato scorrettamente) o della rete di sfiato dell'aria (sprovvista di scaricatore idoneo). Ove si utilizzi un vaso chiuso la pressione che vi deve regnare deve essere superiore alla pressione statica dell'impianto.
107.9 REGOLAZIONE AUTOMATICA
Secondo la legge 10/1991, ogni impianto centrale deve essere provvisto di un'apparecchiatura per la regolazione automatica della temperatura del fluido termovettore, in funzione della temperatura esterna e del conseguente fattore di carico.
107.10 ALIMENTAZIONE E SCARICO DELL'IMPIANTO
Può avvenire secondo uno dei criteri seguenti:
- negli impianti ad acqua calda con vaso di espansione aperto, o mediante l'allacciamento all'acquedotto;
- negli impianti ad acqua calda con vaso chiuso, mediante l'allacciamento diretto all'acquedotto (o al predetto condotto dell'acqua trattata)
attraverso una valvola di riduzione.
Deve essere prevista la possibilità di scaricare, parzialmente o totalmente, il fluido termovettore contenuto nell'impianto.
107.11 QUADRO E COLLEGAMENTI ELETTRICI
Si dovrà prevedere un quadro elettrico per il comando e la protezione di ogni singolo motore da corto circuiti, abbassamenti di tensione,
mancanza di fase e sovraccarichi prolungati.
Quadro e collegamenti elettrici, nonché la messa a terra di tutte le parti metalliche dovranno essere conformi alle norme CEI ed in particolare a quella prevista espressamente per le centrali termiche nella CEI 64/2 appendice B.
107.12 Il Direttore dei lavori al termine dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di
conformità dell'opera alle prescrizioni del progetto, del presente Capitolato e di altre eventuali prescrizioni concordate.
Effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione di conformità le prove di tenuta, consumo di combustibile (correlato al
fattore di carico), ecc., per comprovare il rispetto della legge 10/1991 e della regolamentazione esistente.
Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed
eventuali schede di prodotti) nonché le istruzioni per la manutenzione con modalità e frequenza delle operazioni.
107.13 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E RESPONSABILITÀ
107.13.1 La manutenzione verrà effettuata solo da personale specializzato che l'Appaltatore provvederà ad accreditare al Direttore dei lavori
prima dell'inizio dei medesimi. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti documenti.
Le modalità operative per l'esercizio, la manutenzione e le verifiche periodiche sono quelle dettate dal Regolamento approvato con
D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 e quelle di cui alle norme UNI e CEI per il tipo di impianto.
107.13.2 Resta convenuto con l'Appaltatore che, nelle unità immobiliari dotate di impianti termici individuali occupate alla data di sottoscrizione del contratto di appalto, il responsabile dell'esercizio, della manutenzione e delle verifiche periodiche di cui all'art. 11, c. 2, D.P.R.
412/1993 è l'occupante stesso; per le altre unità immobiliari dotate di impianti termici individuali non occupate alla data di sottoscrizione del
contratto di appalto, il responsabile rimane l'Appaltatore medesimo, in quanto ai sensi dell'art. 1, c. 1, lett. o) del medesimo regolamento
107.13.3 L'Appaltatore ricopre la figura per gli impianti termici centralizzati.
107.13.4 L'Appaltatore ricopre la figura per gli impianti termici centralizzati con potenza nominale superiore a 350 kW, ed in ogni caso qualora gli impianti termici siano destinati esclusivamente ad edifici di proprietà pubblica o ad uso pubblico. I requisiti richiesti vengono dimostrati mediante le forme di cui all'art. 11, c. 3 del D.P.R. 412/1993.
ART. 108 - IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
108.1 GENERALITÀ
L'impianto di climatizzazione è destinato ad assicurare negli ambienti una determinata temperatura, una determinata umidità relativa, un
determinato rinnovo dell'aria.
L'aria immessa, sia essa esterna di rinnovo o ricircolata, è di regola filtrata.
La climatizzazione può essere:
- soltanto invernale, nel qual caso la temperatura ambiente è soggetta alle limitazioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento dei consumi energetici;
- soltanto estiva;
- generale, ossia estiva ed invernale.
Qualunque sia il sistema di climatizzazione, deve essere assicurata la possibilità di una regolazione locale, almeno della temperatura e
per i locali principali.
108.2 SISTEMI DI CLIMATIZZAZIONE
La climatizzazione viene classificata secondo uno dei criteri seguenti:
pagina n.106
1) mediante impianti, in cui l'aria, convenientemente trattata centralmente, viene immessa nei singoli locali con caratteristiche termoigrometriche tali da assicurare le condizioni previste;
2) mediante impianti in cui l'aria viene trattata localmente nelle, o nella, batterie di apparecchi singoli; tali batterie, se riscaldanti, sono alimentate con acqua calda o con vapore, se raffreddanti, sono alimentate con acqua refrigerata, oppure si prevede l'evaporazione di un
fluido frigorigeno entro le batterie in questione.
Il rinnovo dell'aria negli impianti con ventilconvettori avviene per ventilazione naturale dell'ambiente e quindi in misura incontrollabile; o
per richiamo diretto dall'esterno, da parte di ciascun apparecchio, attraverso un'apposita apertura praticata nella parete; oppure con l'immissione mediante una rete di canalizzazioni, di aria trattata centralmente.
Negli impianti con induttori il rinnovo avviene mediante l'aria ad alta velocità trattata centralmente che dà luogo all'effetto induttivo e che,
in parte o totalmente, è aria esterna.
Negli impianti con aria primaria questa, di regola, soddisfa essenzialmente le esigenze igrometriche, mentre gli apparecchi locali operano di regola sul solo calore sensibile.
L'impianto di climatizzazione dal punto di vista gestionale sarà autonomo, ovvero servirà un'unica unità immobiliare.
Gli impianti destinati alla climatizzazione di singoli locali devono rispondere alle norme CEI ed UNI loro applicabili.
108.3 COMPONENTI DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
I componenti destinati al riscaldamento dei locali debbono avere attestato di conformità.
I componenti degli impianti di condizionamento saranno conformi alle norme UNI, mentre gli apparecchi di sicurezza e di protezione dovranno essere provvisti di certificato di conformità.
Inoltre i componenti degli impianti in questione:
- debbono essere accessibili ed agibili per la manutenzione e suscettibili di essere agevolmente introdotti e rimossi nei locali di loro pertinenza, ai fini della loro revisione, o della eventuale sostituzione;
- debbono essere in grado di non provocare danni alle persone, o alle cose, se usati correttamente ed assoggettati alla manutenzione
prescritta.
La rumorosità dei componenti, in corso di esercizio, deve essere contenuta, eventualmente con l'ausilio di idonei apprestamenti, entro
limiti tali da non molestare né gli utilizzatori, né i terzi.
Di tutti i dispositivi di sicurezza, di protezione e di controllo, debbono essere rese chiaramente individuabili le cause di intervento onde
renderne possibile l'eliminazione.
108.4 MANUTENZIONE DELL'IMPIANTO DI ADDUZIONE DEL GAS
La manutenzione verrà effettuata solo da personale specializzato che l'Appaltatore provvederà ad accreditare al Direttore dei lavori prima dell'inizio dei medesimi. Saranno anche compilati ad ogni intervento i prescritti libretti di manutenzione.
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7° CAPITOLO
NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI
Art.110 NORME GENERALI
110.1 OBBLIGHI ED ONERI COMPRESI E COMPENSATI CON O PREZZI DI APPALT0
I lavori valutati esclusivamente con i prezzi in contratto al netto del ribasso od aumento contrattuale; tali prezzi devono ritenersi
accettati dall'Appaltatore in base a calcoli di sua convenienza ed a tutto suo rischio.
Nei prezzi netti contrattuali sono compresi e compensati sia tutti gli obblighi ed oneri generali e speciali richiamati e specificati nel
presente Capitolato e negli atti contrattuali , sia gli obblighi ed oneri, che se pur non esplicitamente richiamati, devono intendersi come insiti
e consequenziali nella esecuzione delle singole categorie di lavoro e del complesso delle opere, e comunque di ordine generale e necessari
a dare i lavori completi in ogni loro parte e nei termini assegnati.
Pertanto l'Appaltatore, nel formulare la propria offerta, ha tenuto conto oltre che di tutti gli oneri menzionati, anche di tutte le particolari lavorazioni, forniture e rifiniture eventuali che fossero state omesse negli atti e nei documenti del presente appalto, ma pur necessarie
per rendere funzionali le opere e gli edifici in ogni loro particolare e nel loro complesso, onde dare le opere appaltate rispondenti sotto ogni
riguardo allo scopo cui sono state destinate.
Nei prezzi contrattuali si intende quindi sempre compresa e compensata ogni spesa principale ed accessoria, ogni fornitura, ogni
consumo, l'intera mano d'opera specializzata, qualificata e comune, ogni carico, trasporto e scarico in ascesa e discesa; ogni lavorazione e
magistero per dare i lavori completamente ultimati nel modo prescritto e ciò anche quando non fosse stata fatta esplicita dichiarazione nelle
norme di accettazione e di esecuzione sia del presente Capitolato, che negli altri atti dell'appalto, compreso l'Elenco Prezzi; tutti gli oneri ed
obblighi derivanti, precisati nel presente Capitolato ed in particolare nell'Art.27; ogni spesa generale nonché l'utile dell'Appaltatore.
110.2 VALUTAZIONI E MISURAZIONE DEI LAVORI
Le norme di valutazione e misurazione che seguono si applicheranno per la contabilizzazione di tutte le quantità di lavoro da
compensarsi a misura e che risulteranno eseguite.
Salvo le particolari disposizioni delle singole voci di Elenco stesso facente parte del contratto si intendono applicabili ad opere
eseguite secondo quanto prescritto e precisato negli atti dell'appalto, siano esse di limitata entità od eseguire a piccoli tratti, a qualsiasi altezza o profondità, oppure i luoghi comunque disagiati, in luoghi richiedenti l'uso di illuminazione artificiale od in presenza d'acqua (con l'onere dell'esaurimento).
L'Appaltatore sarà tenuto a presentarsi, a richiesta della Direzione Lavori, alle misurazioni e constatazioni che questa ritenesse
opportune; peraltro sarà obbligato ad assumere esso stesso l'iniziativa per le necessarie verifiche, e ciò specialmente per quelle opere e
somministrazioni che nel progredire del lavoro non potessero più essere accertate.
Art.111 VALUTAZIONE DEI LAVORI IN ECONOMIA
Le prestazioni in economia diretta ed i noleggi, ove non espressamente previsti in progetto, saranno del tutto eccezionali e potranno verificarsi solo per lavori secondari. Tali prestazioni non verranno comunque riconosciute se non corrisponderanno ad un preciso
ordine di servizio od autorizzazione preventiva da parte della Direzione Lavori.
111.1 MANO D'OPERA - MERCEDI
Per le prestazioni di mano d'opera saranno osservate le disposizioni e convenzioni stabilite dalle leggi e dai collettivi di lavoro,
stipulati e convalidati a norma delle leggi sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi.
Nel prezzo della mano d'opera dovrà intendersi compresa e compensata ogni spesa per fornire gli operai degli attrezzi ed utensili
del mestiere e per la loro manutenzione, la spesa per l'illuminazione dei cantieri in eventuali lavori notturni, nonché la quota per assicurazioni sociali, per gli infortuni ed accessori di ogni specie, le spese generali e l'utile dell'Appaltatore.
111.2 NOLI
Nel prezzo dei noli dovrà intendersi compresa e compensata ogni spesa per dare le macchine perfettamente funzionanti in cantiere, con le caratteristiche richieste, complete di conducenti, operai specializzati e relativa manovalanza; la spesa per il combustibile e/o il
carburante, l'energia elettrica, il lubrificante e tutto quanto necessario per l'eventuale montaggio e smontaggio, per l'esercizio e per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine; l'allontanamento delle stesse a fine lavori.
Dovranno ancora intendersi comprese le quote di ammortamento, manutenzione ed inoperosità, le spese per i pezzi di ricambio,
le spese generali e l'utile dell'Appaltatore.
111.3 MATERIALI A PIE` D'OPERA
Nel prezzo dei materiali approvvigionati a piè d'opera dovranno intendersi compresi e compensati tutti gli oneri e le spese necessarie per dare i materiali in cantiere pronti all'impiego, in cumuli, strati, fusti, imballaggi, ecc. facili a misurare, nel luogo stabilito dalla Direzione Lavori. Nel prezzo dovrà altresì intendersi compreso l'approntamento di ogni strumento od apparecchio di misura occorrente, l'impiego ed il consumo dei mezzi d'opera, la mano d'opera necessaria per le misurazioni, le spese generali, l'utile dell'Appaltatore ed ogni spesa
ed incidenza per forniture, trasporti, cali perdite, sfridi ecc.
Tutte le provviste dei materiali dovranno essere misurate con metodi geometrici, a peso od a numero, come disposto dal presente
Capitolato.
Art.112 VALUTAZIONI DEI LAVORI A MISURA
Nel prezzo dei lavori valutati a misura dovranno intendersi comprese tutte le spese per la fornitura, carico, trasporto, scarico, lavorazione e posa in opera dei vari materiali, tutti i mezzi e la mano d'opera necessari, le imposte di ogni genere, le indennità di cava, i passaggi provvisori, le occupazioni per l'impianto dei cantieri, le opere provvisionali di ogni genere ed entità, le spese generali, l'utile dell'Appaltatore e quant'altro possa occorrere per dare le opere compiute a regola d'arte.
112.1 DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
I prezzi fissati in Elenco per le demolizioni e rimozioni si applicheranno al volume od alla superficie effettiva (secondo il tipo di misurazione prevista) delle murature e strutture da demolire o rimuovere. Tali prezzi comprenderanno i compensi per gli oneri ed obblighi specificati nell'art.64 ed in particolare i ponti di servizio, le impalcature, le armature e sbadacchiature, nonché la scelta, la pulizia, il deposito od
il trasporto a rifiuto dei materiali.
La demolizione dei fabbricati, di ogni tipo e struttura, se non diversamente disposto verrà compensata a metro cubo vuoto per
pieno, limitando la misura in altezza dal piano di campagna alla linea di gronda del tetto. Rimarrà comunque a carico dell'Appaltatore l'onere
della demolizione delle pavimentazioni del piano terreno e delle fondazioni di qualsiasi genere.
I materiali utilizzabili che dovessero venire reimpiegati dall'Appaltatore, su richiesta od autorizzazione della Direzione Lavori, verpagina n.108
ranno addebitati allo stesso al prezzo fissato per i corrispondenti materiali nuovi diminuito del 20% ovvero, in mancanza, istituendo apposito
nuovo prezzo.
112. 2 SCAVI IN GENERE
112.2.1 Oneri generali.
Oltre agli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di Elenco per gli scavi in genere l'Appaltatore dovrà ritenersi compensato per tutti gli oneri e le spese che esso dovrà incontrare per:
- l'esecuzione degli scavi con qualsiasi mezzo, i paleggi, l'innalzamento, il carico, il trasporto e lo scarico in
rilevato e/o a rinterro e/o a rifiuto a qualsiasi distanza, la sistemazione delle materie di rifiuto e le eventuali
indennità di deposito;
- la regolarizzazione delle scarpate o pareti, anche in roccia, lo spianamento del fondo, la formazione di gradoni, il
successivo rinterro attorno alle murature o drenaggi, attorno e sopra le condotte di qualsiasi genere, secondo le
sagome definite di progetto;
- le puntellature le sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere, secondo tutele prescrizioni del
presente Capitolato, comprese le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi,
deterioramenti e perdite parziali o totali del legname o dei ferri;
- le impalcature, i ponti e le costruzioni provvisorie occorrenti sia per l'esecuzione dei trasporti delle materie di
scavo, sia per consentire gli accessi ai posti di scavo e sia infine per garantire la continuità di passaggi,
attraversamenti, etc.
Nel caso di scavi in materie di qualsiasi natura e consistenza (con esclusione della sola roccia da mina) si intenderanno compensati nel relativo prezzo, se non diversamente disposto, i trovanti rocciosi ed i relitti di murature di volume non superiore ad 1,00 mc; quelli
invece di cubatura superiore verranno compensati con i relativi prezzi di Elenco ed il loro volume verrà detratto da quello degli scavi di materie.
Per gli scavi eseguiti oltre i limiti assegnati, non solo non si terrà conto del maggiore lavoro effettuato, ma l'Appaltatore dovrà a
sue spese rimettere in sito le materie scavate in eccesso o comunque provvedere a quanto necessario per garantire la regolare esecuzione
delle opere.
Tutti materiali provenienti dagli scavi dovranno considerarsi di proprietà dell'Amministrazione appaltante, che ne disporrà come
riterrà più opportuno. L'Appaltatore potrà usufruire dei materiali stessi, se riconosciuti idonei dalla Direzione Lavori, ma limitatamente ai
quantitativi necessari all'esecuzione delle opere appaltate e per quelle categorie di lavoro per le quali è stabilito il prezzo di Elenco per l'impiego dei materiali provenienti dagli scavi.
Per il resto competerà all'Appaltatore l'onere del caricamento, trasporto e sistemazione dei materiali nei luoghi stabiliti dalla Direzione, ovvero, quando di tali materiali non ne risultasse alcun fabbisogno, a rifiuto.
112.2.2 Scavi di sbancamento.
Il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato col metodo delle sezioni ragguagliate, che verranno rilevate in contraddittorio dall'Appaltatore all'atto della consegna e, ove necessario per l'esatta definizione delle quote e delle sagome di scavo, anche ad operazioni ultimate.
Nelle sistemazioni stradali ed esterne in genere, lo scavo del cassonetto (nei tratti in trincea), delle cunette, dei fossi di guardia e
dei canali sarà pagato col prezzo degli scavi di sbancamento. Altresì saranno contabilizzati come scavi di sbancamento gli scavi e tagli da
praticare nei rilevati già eseguiti per la costruzione di opere murarie di attraversamento o consolidamento, per tutta la parte sovrastante il
terreno preesistente alla formazione dei rilevati stessi.
112.2.3 Scavi di fondazione.
Il volume degli scavi di fondazione sarà computato come prodotto della superficie della fondazione per la sua profondità sotto il
piano di sbancamento o del terreno naturale; tale volume sarà eventualmente frazionato, in rapporto alle diverse zone di profondità previste
dai prezzi di Elenco.
Per gli scavi con cigli a quota diversa, il volume verrà calcolato col metodo delle sezioni successive, valutando però in ogni sezione come volume di fondazione la parte sottostante al piano orizzontale passante per il ciglio più depresso; la parte sovrastante sarà considerata volume di sbancamento e come tale sarà riportata nei relativi computi.
Qualora il fondo dei cavi venisse ordinato con pareti scampanate, la base di fondazione di cui in precedenza si intenderà limitata
alla proiezione delle sovrastanti pareti verticali e lo scavo di scampanatura, per il suo effettivo volume, andrà in aggiunta a quello precedentemente computato.
Negli scavi occorrenti per la costruzione delle opere di sottosuolo, quali fognature, acquedotti, etc., la larghezza massima dei cavi
sarà commisurata, salvo diversa disposizione, al diametro esterno dei tubi aumentato di 40 cm, con un minimo contabile di 60 cm di larghezza per profondità di scavo fino ad 1,50 m, di 80 cm per profondità da 1,51 a 3,00 e di 100 cm per maggiori profondità.
Per gli scavi di fondazione da eseguire con l'impiego di casseri, paratie e simili strutture, sarà incluso nello scavo di fondazione
anche il volume occupato dalle strutture stesse.
112.2.4 Scavi subacquei.
I sovrapprezzi per scavi subacquei, in aggiunta al prezzo fissato per gli scavi di fondazione, saranno valutati per il loro volume,
con le norme e le modalità prescritte nel precedente punto 112.2.3 e per zone successive, a partire dal piano orizzontale a quota di 0,20 m
sotto il livello normale delle acque stabilitosi senza emungimento nei cavi, procedendo verso il basso.
I prezzi di Elenco saranno applicabili, anche per questi scavi, unicamente e rispettivamente ai volumi realizzati in zone comprese
fra coppie di piani di delimitazione, posti a quote diverse ed appositamente specificate dagli stessi prezzi.
Nel caso che l'Amministrazione si avvalesse della facoltà di eseguire in economia gli esaurimenti d'acqua ed i prosciugamenti dei
cavi, con valutazione separata di tale lavoro, lo scavo entro i cavi così prosciugati verrà valutato così come prescritto al precedente punto
112.2.3.
112.2.5 Scavi cunicoli e pozzi.
Il volume degli scavi per i cunicoli e pozzi dovrà essere valutato geometricamente in base alle sezioni prescritte per ciascun tratto.
Ogni maggiore scavo non verrà contabilizzato ed anzi l'Appaltatore sarà obbligato ad eseguire a tutte sue spese il riempimento dei vani, tra
rivestimento e terreno, con muratura in malta o calcestruzzo.
Lo scavo in pozzo a cielo aperto verrà contabilizzato con gli appositi prezzi di Elenco. Tali prezzi verranno però applicati quando i
pozzi dovessero superare la profondità di 5,00 m dal piano di campagna o di sbancamento; per profondità fino a 5,00 mt lo scavo verrà contabilizzato e pagato come di fondazione.
112.2.6 Terebrazioni geognostiche.
La misurazione delle terebrazioni geognostiche sarà eseguita per la lunghezza effettiva della zona attraversata, in base alla quota
raggiunta a partire da quella del terreno circostante o dal fondo dei pozzi e degli scavi di fondazione.
112.3 RILEVATI E RINTERRI
Il volume dei rilevati e dei rinterri sarà misurato col metodo delle sezioni ragguagliate, ovvero per volumi di limitata entità e/o di
pagina n.109
sagoma particolare, con metodi geometrici di maggiore approssimazione.
Il volume dei rilevati e dei rinterri eseguiti con materiali provenienti da cave di prestito verrà ricavato come differenza tra il volume
totale del rilevato o rinterro eseguito secondo le sagome ordinate ed il volume degli scavi contabilizzati e ritenuti idonei per l'impiego in rilevato. Nel computo non dovrà tenersi conto del maggior volume dei materiali che l'Appaltatore dovesse impiegare per garantire i naturali assestamenti dei rilevati o rinterri e far sì che gli stessi assumano la sagoma prescritta al cessare degli assestamenti.
Nel prezzo dei rilevati con materiali provenienti da cave di prestito si intendono compresi gli oneri relativi all'acquisto dei materiali
idonei in cave di prestito private, alla sistemazione delle cave a lavoro ultimato, le spese per permessi, oneri e diritti per estrazioni di fiumi e
simili e da aree demaniali e, per quanto applicabili, gli oneri tutti citati per gli scavi di sbancamento.
Il prezzo relativo alla sistemazione dei rilevati comprende anche gli oneri della preparazione del piano di posa degli stessi, quali
l'eliminazione di piante, erbe e radici, nonché di materie contenenti sostanze organiche.
Tutti gli scavi per la formazione del piano di posa (scoticamento, bonifica, gradonatura) saranno valutati a misura con i prezzi unitari di Elenco relativi agli scavi di sbancamento. Per i rilavati costipati meccanicamente gli scavi per la preparazione dei piani di posa verranno valutati solo se spinti, su richiesta della Direzione, a profondità superiore a 20 cm dal piano di campagna ed unicamente per i volumi
eccedenti tale profondità.
Nella formazione dei rilevati è compreso l'onere della stesa a strati delle materie negli spessori prescritti, la formazione delle banchine e dei cigli, se previsti, e la profilatura delle scarpate. Nei rilevati inoltre non si darà luogo a contabilizzazioni di scavo di cassonetto ed
il volume dei rilevati sarà considerato per quello reale, dedotto, per la parte delle carreggiate, quello relativo al cassonetto.
Dal computo del volume dei rilevati non dovranno detrarsi i volumi occupati da eventuali manufatti di attraversamento, qualora la
superficie complessiva della sezione retta degli stessi dovesse risultare non superiore a 0,50 mq.
112.4 PALI DI FONDAZIONE
Il prezzo dei pali, oltre a quanto particolarmente previsto per ciascun tipo, comprende le eventuali perforazioni a vuoto (limitatamente al 10% della lunghezza di ciascun palo), le prove di carico sperimentali e quelle di collaudo, così come stabilito all'Art.67 del presente
Capitolato. Nessuna maggiorazione di prezzo competerà peraltro per l'esecuzione di pali comunque inclinati e di qualunque tipo.
112.5 MURATURE
112.5.0 Norme generali.
Le murature in genere, salvo le eccezioni specifiche di seguito, dovranno essere misurate geometricamente, in base al loro volume od alla loro superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi cioè gli intonachi. Sarà fatta detrazione
delle aperture di luce superiore a 0,50 mq e dei vuoti di canne fumarie, gole per tubazioni e simili che abbiano sezione superiore a 0,25 mq,
rimanendo per questi ultimi, all'Appaltatore, l'onere per la successiva eventuale loro chiusura con materiale di cotto o di tipo diverso, secondo prescrizione.
Allo stesso modo sarà sempre fatta detrazione per il volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri, piattabande, etc. di
strutture diverse, nonché di pietre naturali od artificiali da valutarsi con altri prezzi di Elenco.
Nei prezzi delle murature di qualsiasi specie, qualora non dovessero essere eseguite con paramento a faccia vista, si intende
compreso il rinzaffo delle facce viste dei muri, anche se a queste dovranno successivamente addossarsi materie per la formazione di rinterri; è altresì compreso ogni onere per la formazione di spalle, sguinci, spigoli, strombature, incassature per imposte di archi, volte e piattabande, nonché per la formazione degli incastri per il collocamento in opera di pietre da taglio od artificiali.
Qualunque fosse la curvatura data alla pianta ed alle sezioni trasversali dei muri, anche se si dovessero costruire sotto raggio, le
relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle volte e saranno valutate con i prezzi delle murature rette senza alcun
compenso.
Nei prezzi delle murature da eseguire con materiali di proprietà dell'Amministrazione è compreso ogni trasporto, ripulitura ed adattamento dei materiali per renderli idonei all'impiego, nonché il loro collocamento in opera. Le murature eseguite con materiali ceduti all'Appaltatore saranno valutate con i prezzi delle murature eseguite con materiale fornito dall'Appaltatore, diminuiti del 20% (salvo diversa disposizione), intendendosi con la differenza compreso e compensato ogni trasporto ed ogni onere di lavorazione, collocamento in opera etc.
112.5.1 Muratura a secco - Riempimenti di pietrame - Vespai.
La muratura di pietrame a secco sarà valutata per il suo effettivo volume; il prezzo comprendente l'onere della formazione del
cordolo in conglomerato cementizio, così come prescritto al punto 60.1.1 del presente Capitolato. Il riempimento di pietrame a ridosso delle
murature, o comunque effettuato, sarà valutato a metro cubo, per il suo volume effettivo misurato in opera.
I vespai saranno di norma valutati a metro cubo in opera se realizzati in pietrame, a metro quadrato di superficie se realizzati in
laterizio. In ogni caso la valutazione deve ritenersi comprensiva di tutti gli oneri particolarmente riportati al punto 69.1.3.
112.5.2 Muratura mista di pietrame e mattoni.
La muratura mista di pietrame e mattoni sarà misurata come le murature in genere; con i relativi prezzi di Elenco si intendono
compensati tutti gli oneri di cui al punto 69.2.3 del presente Capitolato per l'esecuzione in mattoni di spigoli, angoli, spallette, squarci, parapetti, etc.
112.5.3 Muratura in pietra da taglio.
La muratura in pietra da taglio da valutarsi a volume verrà sempre misurata in base al minimo parallelepipedo retto circoscrivibile
a ciascun pezzo; quella da valutarsi a superficie (lastre di rivestimento a spessore, lastroni, etc.) sarà misurata in base al minimo rettangolo
circoscrivibile. I pezzi da valutare a lunghezza saranno misurati secondo il lato di maggiore sviluppo.
Nei prezzi di Elenco sono compresi e compensati tutti gli oneri di cui al punto 69.3.3 del presente Capitolato.
112.5.4 Muratura di mattoni ad una testa od in foglio.
Le murature di mattoni ad una testa od in foglio si misureranno a vuoto per pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di
superfici superiore ad 1,00 mq. In ogni caso nel prezzo si intende compresa e compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande nonché, se non diversamente disposto, la fornitura e collocazione dei controtelai in legno per il fissaggio dei serramenti e delle eventuali riquadrature, così come specificatamente prescritto al punto 69.5.0 del presente Capitolato.
112.5.5 Pareti di tompagnamento a cassetta.
La valutazione delle pareti di tompagnamento a doppia struttura (a cassetta) sarà effettuata in base alla loro superficie netta, con
detrazione di tutti i vani di superficie superiore a 2,00 mq. Nel prezzo si intendono compensati tutti gli oneri previsti al punto 69.4.2 (perle
pareti in laterizio) ed al punto 69.6 per le pareti realizzate con altri tipi di materiale. Sarà peraltro computata come muratura a cassetta la
fodera singola che andasse a ridosso dei pilastri e delle travi, a mascheramento di tali strutture.
112.5.6 Volte - Archi - Piattabande.
Le volte, gli archi e le piattabande, in conci di pietrame o mattoni di spessore superiore ad una testa, saranno valutati a volume ed
a seconda del tipo, struttura e provenienza dei materiali impiegati.
Nei prezzi di Elenco si intendono comprese tutte le forniture, le lavorazioni e magisteri per dare le strutture di che trattasi complete
in opera, con tutti i giunti delle facce viste frontali e d'intradosso profilati e stuccati.
Le volte, gli archi e le piattabande di mattoni, in foglio o ad una testa, saranno valutati in base alla loro superficie, con i prezzi delle relative murature.
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112.5.7 Ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri, ecc.
Le ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri, etc. di aggetto superiore a 5 cm sul filo esterno del muro saranno valutate per il
loro volume effettivo in aggetto, con l'applicazione dei prezzi di Elenco per le relative murature, maggiorate del sovrapprezzo previsto nell'Elenco stesso.
Qualora la muratura in aggetto fosse di tipo diverso rispetto alla struttura sulla quale insiste, la parte incastrata sarà considerata
della stessa specie della medesima struttura.
112.5.8 Paramenti delle murature.
I prezzi stabiliti in Elenco per la lavorazione delle facce viste, con valutazione separata dalla muratura, comprendono non solo il
compenso per la lavorazione delle facce viste, dei piani di posa e di combaciamento, ma anche quello per l'eventuale maggiore costo del
materiale di rivestimento, qualora fosse previsto di qualità e provenienza diversa da quello del materiale impiegato per la costruzione della
muratura interna.
La misurazione dei paramenti in pietrame e delle cortine di mattoni verrà effettuata per la loro superficie effettiva, dedotti i vuoti e
le parti occupate da pietra da taglio od artificiale.
112.6 CALCESTRUZZI E CONGLOMERATI CEMENTIZI
I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., gli smalti ed i conglomerati cementizi in genere, costruiti di getto in opera, saranno di norma valutati in base al loro volume, escludendosi dagli oneri la fornitura e posa in opera degli acciai per i cementi armati, che
verranno considerati a parte.
I calcestruzzi ed i conglomerati saranno misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché inevitabile, e dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di esecuzione dei lavori, trascurando soltanto la deduzione delle
eventuali smussature previste in progetto agli spigoli (di larghezza non superiore a 10 cm) e la deduzione del volume occupato dai ferri.
Nei prezzi di Elenco dei calcestruzzi, smalti e conglomerati cementizi, armati o meno , sono anche compresi e compensati la fornitura e la posa in opera di tutti i materiali necessari, la mano d'opera, i ponteggi, le attrezzature ed i macchinari per la confezione ed in genere tutti gli obblighi ed oneri esecutivi particolarmente riportati agli artt.70, 71, 72 e 73 del presente capitolato; sono altresì compresi, se
non diversamente disposto, gli stampi di ogni forma, i casseri, le casseforme di contenimento, le armature e centinature di ogni forma e dimensione, il relativo disarmo, nonché l'eventuale rifinitura dei getti.
L'impiego di eventuali aeranti, plastificanti, impermeabilizzanti, acceleranti di presa ed additivi in genere nei calcestruzzi e nei
conglomerati darà diritto unicamente al compenso del costo di detti materiali.
I lastroni di copertura in cemento armato saranno valutati, se previsti in Elenco, a superficie, comprendendo per essi nel relativo
prezzo anche i ferri di armatura e la malta per la messa in opera. In caso diverso, rientreranno nella categoria del cemento armato.
Per gli elementi a carattere ornamentale gettati fuori opera (pietre artificiali), la misurazione verrà effettuata considerando il minimo parallelepipedo retto di base rettangolare circoscrivibile a ciascun pezzo ed il relativo prezzo dovrà ritenersi comprensivo, oltre che
dell'armatura metallica, anche di ogni onere di collocazione.
112.7 CASSEFORME - ARMATURE - CENTINATURE
Le strutture di cui al presente titolo, se non diversamente specificato, dovranno sempre intendersi comprese e compensate con i
prezzi di Elenco relative alle categorie di lavoro per le quali le strutture stesse sono necessarie, murature o conglomerati che siano.
112.7.1 Casseforme ed armature secondarie.
Le casseforme e le armature secondarie, ove il relativo onere non fosse compenetrato nel prezzo dei calcestruzzi e/o dei conglomerati, saranno computate in base allo sviluppo delle facce a contatto del calcestruzzo e/o conglomerato, escludendo di norma le superfici
superiori dei con l'inclinazione sull'orizzontale inferiore al 50%.
Per le solette e gli sbalzi gettati su nervature prefabbricate, per il caso di cui sopra, verrà sempre applicato l'apposito prezzo di
Elenco, allorquando la soletta venisse gettata senza l'uso di vere e proprie casseforme o venisse gettata fuori opera e collegata alle nervature con getti di sigillo.
112.7.2 Armature principali.
L'onere delle armature principali di sostegno delle casseforme per i getti di conglomerato cementizio, semplice od armato, a qualunque altezza, è compreso in genere nei prezzi di Elenco relativi a detti getti e, nel caso di valutazione scorporata delle casseforme, nel
prezzo relativo a queste ultime. Lo stesso vale per le armature di sostegno delle casseforme per piattabanda, travate e sbalzi, o di sostegno
della centinatura per volte, per opere fino a 10,00 m di luce netta o di aggetto.
Per luci maggiori le armature principali di sostegno saranno compensate a parte e saranno valutate con i criteri che, nel caso, verranno appositamente stabiliti.
112.7.3 Centine per archi e volte.
Per luci maggiori di 10,00 m, oltre al pagamento del compenso delle armature principali di sostegno, sono compensate a parte le
centinature, con il sovrapprezzo di Elenco computato a metro quadrato di proiezione orizzontale dell'intradosso dell'arco o della volta, purché il rapporto freccia/corda sia maggiore del 10%. Per valori inferiori di detto rapporto non verrà riconosciuto alcun compenso per centinature, intendendosi l'onere relativo compreso tra quelli inerenti alle armature principali di sostegno di cui al precedente punto 112.7.3.
112.8 ACCIAIO PER STRUTTURE IN C.A.E. C.A.P.
112.8.1 Acciaio per strutture in cemento armato ordinario.
La massa delle barre di acciaio normale per l'armatura delle strutture in conglomerato cementizio verrà determinata mediante la
massa teorica corrispondente alle varie sezioni resistenti e lunghezze risultanti dai calcoli e dagli esecutivi approvati, trascurando le quantità
superiori, le legature e le sovrapposizioni per le giunte non previste né necessarie. La massa di ogni barra (seguendo sagomature ed uncinature) per la massa unitaria di 7,85 Kg/dmc.
Resta inteso che l'acciaio per cemento armato ordinario sarà dato in opera nelle casseforme, con tutte le piegature, le sagomature, le giunzioni, le sovrapposizioni e le legature prescritte ed in genere con tutti gli oneri previsti all'Art.75 del presente Capitolato.
112.8.2 Acciaio per strutture in cemento armato precompresso.
La massa dell'acciaio armonico per l'armatura delle strutture in conglomerato cementizio precompresso verrà determinata in base
alla sezione utile dei fili per lo sviluppo teorico dei cavi tra le facce esterne degli apparecchi di bloccaggio per i cavi scorrevoli e tra le testate
delle strutture per i fili aderenti.
104.9 SOLAI
112.9.0 Norme generali.
I solai in cemento armato saranno valutati, salvo diversa disposizione, a metro cubo, come ogni altra opera in cemento armato.
Ogni altro tipo di solaio sarà invece valutato a metro quadrato, in base alla superficie netta dei vani sottostanti (qualunque fosse la forma di
questi, misurata al grezzo delle murature principali di perimetro) od in base alla superficie determinata dal filo interno delle travi di delimitazione, esclusi nel primo caso la presa e l'appoggio sulle murature stesse e, nel secondo, la larghezza delle travi portanti o di perimetro.
Nei prezzi dei solai in genere è compreso l'onere per lo spianamento superiore con malta sino al piano di posa del massetto di
sottofondo per i pavimenti; sono altresì comprese le casseforme e le impalcature di sostegno di qualsiasi entità, ogni opera e materiale ocpagina n.111
corrente per dare i solai completamente finiti e pronti per la pavimentazione e per l'intonaco, nonché gli oneri generali e particolari di cui
all'art.83 del presente Capitolato.
I solai a sbalzo saranno considerati, ai fini della classifica, di luce netta pari a 2,5 volte la luce dello sbalzo. Quelli struttura mista e
nervature incrociate saranno considerati, per gli stessi fini di luce pari alla media delle due luci nette. I solai per falde inclinate saranno misurati sulla luce effettiva tra gli appoggi.
112.9.1 Solai in cemento armato misto a laterizi.
Nel prezzo dei solai in cemento armato misto a laterizi dovrà intendersi compresa e compensata la fornitura, lavorazione e posa
in opera delle armature metalliche, resistenti e di ripartizione. IL prezzo a metro quadrato si applicherà anche, senza alcuna maggiorazione
e se non diversamente disposto a quelle parti di solaio in cui per resistere ai momenti negativi (zone di incastro) o per costituire fasce di
maggiore resistenza (travetti annegati), il laterizio fosse sostituito da calcestruzzo.
112.9.2 Solai e solette con lastre prefabbricate portanti ed autoportanti.
Il prezzo relativo ai solai e solette di cui al presente titolo comprende ogni onere e fornitura per dare la struttura completa e finita
in ogni sua parte, ed in particolare:
- la fornitura e posa in opera delle lastre prefabbricate, irrigidite dai pannelli di rete elettrosaldata e dai
tralicci metallici portanti;
- la fornitura e posa in opera delle armature aggiuntive, nella misura necessaria ed i getti di conglomerato.
112.10 CONTROSOFFITTI
I controsoffitti, di qualsiasi tipo, saranno valutati in base alla loro superficie effettiva, al rustico delle pareti perimetrali, senza tener
conto degli eventuali raccordi con dette pareti e senza deduzione delle superfici dei fori, incassi, etc. operati per il montaggio di plafoniere,
bocche di ventilazione e simili, per i quali tagli, peraltro, l'onere dovrà ritenersi compreso nel prezzo.
I controsoffitti a finta volta, di qualsiasi forma e monta, saranno valutati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale,
aumentata del 50%.
I controsoffitti di sagoma particolare, a sviluppo misto (orizzontale, verticale, retto o curvo), potranno essere valutati per la loro
superficie effettiva od in proiezione, secondo quanto specificato in Elenco.
In ogni caso nel prezzo dei controsoffitti dovranno intendersi compresi e compensati tutti gli oneri di cui all'Art.79 del presente Capitolato ed in particolare, oltre quanto specificato nel primo capoverso, tutte le armature ed in ogni fornitura, magistero e mezzo per dare i
controsoffitti perfettamente compiuti in opera.
112.11 COPERTURE A TETTO
Le coperture a tetto saranno di norma valutate a metro quadrato, misurando geometricamente la superficie delle falde senza alcuna deduzione dei vani per camini, canne, lucernari ed altre parti emergenti dalla copertura, purché non eccedenti per ognuna la superficie
di 1,00 mq (nel qual caso si dovranno dedurre per intero). In compenso non si terrà conto degli oneri derivanti dalla presenza di tali strutture.
Nel prezzo delle coperture a tetto sono compresi e compensati tutti gli oneri previsti all'Art.80 del presente Capitolato, ad eccezione della grossa armatura (capriate, puntoni, arcarecci, colmi, e costoloni) che verrà valutata a parte, secondo il tipo di materiale e le specifiche norme di misurazione.
Le lastre di piombo, rame, acciaio, etc. interposte nella copertura per i compluvi od all'estremità delle falde, intorno ai lucernari,
camini ed altre parti emergenti, qualora espressamente previsto, saranno valutate a parte, con i prezzi fissati in Elenco per la posa dei detti
materiali.
112.12 IMPERMEABILIZZAZIONI
Le impermeabilizzazioni su pareti verticali, su piani orizzontali od inclinati saranno valutate in base alla loro superficie effettiva,
senza deduzione dei vani per camini canne, lucernari ed altre parti emergenti purché non eccedenti ciascuna la superficie di 1,00 mq; per le
parti di superficie maggiore di 1,00 mq, verrà detratta l'eccedenza. In compenso non si terrà conto delle sovrapposizioni, dei risvolti e degli
oneri comportati dalla presenza dei manufatti emergenti.
Nei prezzi di Elenco dovranno intendersi compresi e compensati gli oneri di cui all'art.82 del presente Capitolato, in particolare la
preparazione dei supporti, sia orizzontali che verticali, la formazione dei giunti e la realizzazione dei solini di raccordo.
112.13 ISOLAMENTI TERMICI ED ACUSTICI
La valutazione degli isolamenti termo-acustici sarà effettuata in base alla superficie di pavimento o di parete effettivamente isolata, con detrazione dei vuoti di superficie maggiore di 0,25 mq.
La valutazione degli isolamenti di pavimenti sarà effettuata in base alla superficie del pavimento fra il rustico delle pareti, restando
compresi nel prezzo i prescritti risvolti, le sovrapposizioni, etc. Del prezzo degli isolamenti, se eseguiti con fibre di vetro o con fibre minerali,
deve intendersi escluso il massetto di conglomerato cementizio, qualora s'identifichi con quello della sovrastante pavimentazione.
Per la valutazione degli isolamenti termici dovrà farsi comunque riferimento generale alla norma UNI 6665-70 (Superfici coibentate - Metodi di misurazione) e, per la coibentazione di tubazioni e pezzi speciali, alle norme UNI da 7213-73 a 7217-73.
I prezzi di Elenco relativi agli isolamenti termo-acustici compensano tutti gli oneri previsti dal presente Capitolato, nonché tutti gli
accorgimenti (sigillature, stuccature, nastrature, ecc.) atti ad eliminare vie d'aria e ponti termici od acustici.
112.14 PAVIMENTI
112.14.0 Norme generali.
I pavimenti di qualunque genere saranno valutati per la loro superficie in vista tra le pareti o elementi di delimitazione perimetrale,
con esclusione delle parti ammorsate sotto intonaco o comunque incassate. Nella misurazione verranno detratte le zone non pavimentate
purché di superficie, ciascuna, superiore a 0,25 mq.
I prezzi di Elenco per ciascun genere di pavimento compensano tutti gli oneri di lavorazione e posa in opera intesi a dare i pavimenti stessi completi e rifiniti come prescritto all'art.84 del presente Capitolato, con esclusione, se non diversamente disposto, dei massetti
di sottofondo, che verranno valutati separatamente, a volume od a superficie secondo i relativi prezzi.
Il prezzo dei pavimenti, anche nel caso di solo collocamento in opera, compensata inoltre gli oneri ed i lavori necessari di ripristino
e di raccordo con gli intonachi, qualunque possa essere l'entità delle opere stesse.
112.14.1 Pavimenti di marmette e marmettoni - Pavimenti in lastre.
Il prezzo di Elenco compensa, per tali categorie di lavoro, l'arrotatura e le levigatura di cui al punto 84.3.2 del presente Capitolato.
L'eventuale lucidatura (a piombo o con mole ed additivi speciali), se ordinata e se non diversamente prescritto, sarà valutata separatamente.
112.14.2 Pavimenti alla veneziana.
Il prezzo di Elenco compensa, in uno agli oneri previsti al punto 84.7 del presente Capitolato, le lamiere di zinco o di ottone necessarie alla formazione dei giunti di riquadratura.
112.14.3 Pavimenti in legno.
I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri specificatamente previsti al punto 84.10 del presente Capitolato ed in
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particolare la fornitura e posa in opera di cantinelle, magatelli o tavolato, secondo prescrizione, e della malta di spianatura e di livellamento.
La verniciatura dei pavimenti, se non diversamente disposto, verrà valutata a parte.
112.14.4 Pavimenti resilienti.
I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri specificatamente previsti al punto 84.10 del presente Capitolato ed in
particolare la lisciatura del sottofondo di cui al punto 91.10.2
112.14.5 Pavimentazioni esterne.
I prezzi di Elenco relativi a tali categorie di lavoro (pavimentazioni in mattonelle d'asfalto, cubetti di pietra, acciottolati, selciati,
ecc.) comprendono e compensano tutti gli oneri specificatamente previsti, ed in particolare la formazione dei letti di sabbia o di malta e la
sigillatura dei giunti.
I prezzi di Elenco saranno applicati invariabilmente qualunque fosse, piana o curva, la superficie vista o qualunque fosse il fondo
su cui le pavimentazioni sono poste in opera; dai prezzi dovrà ritenersi escluso il compenso per la formazione dei massetti di sottofondo,
che verranno valutati a parte con i prezzi relativi ai tipi prescritti.
112.15 INTONACI
Le rabboccature, le sbruffature, le arriciature e gli intonachi di qualsiasi tipo, applicati anche in superfici limitate (spalle, sguinci,
mazzette di vani di porte e finestre, ecc.), o comunque centinate ed a qualsiasi altezza, saranno valutati in base alla loro superficie con i
prezzi di Elenco, che compensano, oltre tutti gli oneri previsti nell'Art.85 del presente Capitolato, anche quelli che seguono:
• l'esecuzione di angoli e spigoli a ciglio vivo od arrotondato con raggio non superiore a 5 cm, con l'avvertenza che in questo caso gli intonachi verranno misurati come se esistessero gli spigoli vivi;
• la ripresa, dopo la chiusura, di tracce di qualunque genere, la muratura di eventuali ganci a soffitto e le riprese contro pavimenti, rivestimenti, zoccolature, serramenti, da eseguirsi anche in tempi successivi;
• l'intasamento dei fori del laterizio nelle murature di mattoni forati;
• l'esecuzione di un primo leggero rinzaffo formato con malta fluida di cemento su tutte le superfici di intradosso dei solai e delle volte e
su tutte le strutture dei solai e delle volte e su tutte le strutture di conglomerato cementizio. La valutazione sarà eseguita in base alle superfici in vista effettive, salvo quanto specificato di seguito.
112.15.1 Intonachi interni.
Gli intonachi sui muri interni ad una testa od in foglio dovranno essere misurati per la loro superficie effettiva, con detrazioni pertanto di tutti i vuoti, al vivo delle murature, di qualunque dimensione essi siano. In nessun caso saranno misurate le superfici degli sguinci,
degli intradossi, delle piattabande o degli archi dei vani passanti o ciechi.
Gli intonachi sui muri di spessore maggiore ad una testa saranno misurati vuoto per pieno, senza detrazione di zone mancanti di
intonaco, fino alla superficie di 4,00 mq, a compenso delle superfici degli sguinci, degli intradossi, delle piattabande o degli archi dei vani
passanti o ciechi.
Gli intonachi sui muri di spessore maggiore ad una testa saranno misurati vuoto per pieno, senza detrazione di zone mancanti di
intonaco, fino alla superficie di 4,00 mq, a compenso delle superfici degli sguinci, spalle, intradossi dei vani compresi nelle suddette zone,
dei parapetti o simili eventualmente esistenti nei vani stessi.
Sui muri di spessore maggiore ad una testa intonacati dalle due parti, in corrispondenza dei vani a tutto spessore dovrà effettuarsi
la detrazione dei vuoti dalla parte in cui il vuoto presenta la superficie minore; l'altra parte ricadrà nel caso precedente.
112.15.2 Intonachi esterni.
Gli intonachi esterni di qualsiasi tipo saranno valutati vuoto per pieno nella relativa proiezione sul piano verticale, intendendosi in
tal modo valutate le sporgenze e le rientranze fino a 25 cm dal piano delle murature esterne. Nel prezzo sono compresi gli oneri per l'esecuzione dei fondi, cornici, cornicioni, fasce, stipiti, mostre, architravi, mensole, bugnati, ecc. nonché gli intradossi dei balconi, anche incassati,
delle verande, logge, pensiline e cornicioni di aggetto fino a 1,20 m.
Saranno invece computati nella loro superficie effettiva gli intonachi eseguiti su cornicioni, balconi, pensiline, etc., con aggetti superiori ad 1,20 m.
112.16 DECORAZIONI
Le decorazioni, in rapporto ai tipi, verranno valutate con misure di lunghezza o di superficie.
I prezzi delle cornici, delle fasce e delle mostre si applicheranno alla superficie ottenuta moltiplicando lo sviluppo lineare del loro
profilo retto (esclusi i pioventi ed i fregi) per la lunghezza della loro membratura più sporgente. Nel prezzo stesso è compreso il compenso
per la lavorazione degli spigoli, mentre per la maggiore fattura dei risalti, la misura di lunghezza verrà aumentata di 0,40 m per ogni risalto. I
fregi ed i pioventi delle cornici, con o senza abbozzatura, ed anche se sagomati e profilati, verranno pagati a parte con i corrispondenti
prezzi di Elenco.
I bugnati, comunque gettati, ed i cassettonati di qualunque profondità, verranno misurati secondo la loro proiezione su un piano
parallelo al parametro del fondo, senza tener conto dell'aumento di superficie prodotto dall'aggetto delle bugne o dalla profondità dei cassettonati. I prezzi dei bugnati restano invariabili qualunque fosse la grandezza, la configurazione delle bozze e la loro disposizione in serie
(continua o discontinua).
Nel prezzo di tutte le decorazioni è compresa l'ossatura, sino a che le cornici, le fasce e le mostre non superino l'aggetto di 0,05
m; l'abbozzatura dei bugnati, il ritocco ed il perfezionamento delle ossature, l'arricciatura di malta, l'intonaco di stucco esattamente profilato
e levigato, i modini, calchi, modelli, forme, stampe morte, l'esecuzione dei campioni e quant'altro occorrente, a norma dell'Art.86 del presente Capitolato, al completamento delle opere.
112.17 RIVESTIMENTI
I rivestimenti di qualunque genere verranno valutati in base alla loro superficie effettiva, qualunque fosse la sagoma e la posizione
delle pareti o strutture da rivestire, detratte le zone non rivestite di superficie superiore a 0,25 mq. I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri di cui all'art.87 del presente Capitolato. Per i rivestimenti resino-plastici valgono le norme di cui al precedente punto
104.15; per le tappezzerie quelle di cui al punto 112.19.4.
112.18 INFISSI
112.18.1 Infissi in legno.
Gli infissi come porte, vetrate, coprirulli e simili verranno valutati in base alla loro superficie e saranno misurati su una sola faccia
del perimetro esterno dei telai, siano essi semplici od a cassettone, fatta esclusione degli zampini da incassare nei pavimenti o nelle soglie.
Le parti centinate verranno valutate secondo la superficie del minimo rettangolo circoscrivibile, ad infisso chiuso, compreso il telaio se esistente.
Gli infissi di superficie inferiore a 1,20 mq verranno ammessi in contabilità con valutazione non inferiore a tale valore minimo di
superficie.
Le persiane avvolgibili verranno valutate aumentando la luce netta dell'apertura di 5 cm in larghezza e di 20 cm in altezza. Le mostre, le contromostre ed i coprifili dovranno, se non diversamente disposto, ritenersi sempre compresi nell'onere relativo alla fornitura e posa
in opera degli infissi; viceversa, saranno misurati linearmente lungo la linea di massimo sviluppo. I controsportelli e rivestimenti, ove non
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diversamente previsto, saranno anch'essi misurati su una sola faccia, nell'intera superficie vista.
I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri di cui all'art.88 del presente Capitolato in particolare gli oneri di cui ai
punti 88.0.5 e 88.0.10; compensano anche l'onere dell'eventuale collocamento in opera in diversi periodi di tempo (quando il collocamento
non fosse da valutare a parte), qualunque risultasse l'ordine di arrivo in cantiere dei manufatti forniti dalle Ditte costruttrici o dall'Amministrazione.
Il collocamento in opera, ove fosse da considerare separatamente dalla fornitura, sarà valutato in base alla superficie od a numero, secondo quanto stabilito in Elenco.
112.18.2 Infissi metallici.
I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri di cui all'Art.96 del presente Capitolato. La misurazione avverrà sul
filo esterno dei telai, come per gli infissi di cui al precedente punto 112.18.1 del quale si intendono qui ripetute le altre notazioni, in quanto
applicabili. Negli infissi a blocco, se non diversamente disposto, la misurazione in altezza verrà estesa fino al filo esterno del cassonetto.
Gli infissi in lamiera di acciaio zincata dovranno essere dati in alluminio (anodizzato o laccato) dovranno sempre intendersi compresi e compensati i provvedimenti di protezione per il trasporto, l'immagazzinamento ed il montaggio, la fornitura e posa in opera dei falsotelai in lamiera zincata od in legno, secondo prescrizione, ed in genere gli oneri tutti di cui ai punti 96.2 e 96.4 del presente Capitolato.
112.18.3 Serramenti speciali.
Le serrande di sicurezza verranno valutate con le stesse norme riportate per le avvolgibili al precedente punto 112.18.1.
Le serrande di sicurezza ad elementi verticali saranno valutate in base alla superficie del diaframma, calcolata tenendo conto delle misure effettive degli elementi sia in verticale, che in nello sviluppo orizzontale.
Le serrande di sicurezza a cancelletti riducibili verranno valutate con i criteri di cui sopra, considerando come sviluppo orizzontale
la luce netta del vano.
Le serrande basculanti saranno valutate a superficie, con misure riferite al filo esterno del telaio fisso.
112.18.4 Serramenti in cloruro di polivinile.
I serramenti in cloruro di polivinile rigido (PVC) saranno valutati con gli stessi criteri di cui al precedente punto 112.18.1, in quanto
applicabili. Il prezzo comprende e compensa ogni onere particolarmente previsto al punto 90.2 del presente Capitolato.
104. 19 LAVORI DA PITTORE
I prezzi di Elenco relativi ai lavori da pittore compensano tutti gli oneri di cui all'Art.91 del presente Capitolato. La valutazione delle
opere verrà effettuata come di seguito.
112.19.1 Tinteggiature e pitturazioni di pareti.
Negli ambienti interni la valutazione delle tinteggiature e pitturazioni, sia di pareti che di soffitti, verrà effettuata secondo le norme
degli intonachi interni riportate al precedente punto 112.15.1.
Negli esterni, per la valutazione delle pareti tinteggiate o pitturate non si terrà conto dei risalti, delle grossezze di ogni specie, delle
decorazioni dei vani, delle sporgenze delle cornici, etc.; in compenso, non verranno detratti i vani di porte, finestre, e simili, di qualunque
superficie. Le fiancate, quinte, velette, soffitti di balconi e di corpi aggettanti o delle parti incassate, etc. verranno valutati secondo le norme
degli intonaci esterni di cui al precedente punto 112.15.2.
112.19.2 Verniciatura di infissi in legno.
Per le porte, portoni e simili, verniciati nelle due parti, la valutazione verrà effettuata computando due volte la superficie apparente
in proiezione verticale e comprendente le mostre, i coprifili, etc., misurata dalla parte della maggiore superficie. La valutazione non terrà
conto degli spessori verniciati dei telai fissi o mobili (e relative mostre e coprifili) fino ad una larghezza in proiezione di 15 cm; per le larghezze superiori verrà tenuto conto della superficie eccedente.
Per lo stesso tipo di infissi, qualora la verniciatura fosse eseguita da una sola parte, la valutazione verrà effettuata computando
una sola volta la superficie apparente.
Per le porte a vetri, le vetrate e le porte-finestre, verniciate da entrambi le facce, la superficie apparente in proiezione verticale
sarà computata una volta e mezzo. Gli spessori verranno valutati come per le porte piene.
Per le finestre composte di soli battenti a vetri, verniciate dalle due parti, la valutazione verrà effettuata computando una volta la
superficie apparente in proiezione verticale, precedentemente definita. Per gli spessori sarà adottato il criterio di cui sopra.
I controsportelli, se verniciati da ambo le parti, saranno valutati computando per due volte la superficie della relativa proiezione
verticale.
Le persiane avvolgibili saranno valutate computando per due volte e mezzo la superficie apparente del telo, senza tener conto di
alcuno spessore; il prezzo deve anche ritenersi compensativo della verniciatura delle guide, degli eventuali apparecchi a sporgere e degli
accessori tutti per i quali è prescritto il trattamento di verniciatura anticorrosiva.
Con le valutazioni effettuate come sopra prescritto si intende compensata la verniciatura del cassettone o telaio, delle mostre,
coprifili, battenti, soglie e di ogni altra parte od accessorio, nei limiti di spessore stabiliti e con eccezione nei riguardi del cassonetto coprirullo dell'avvolgibile, che sarà misurato a parte valutando le singole superfici apparenti verniciate.
112.19.3 Verniciatura di infissi ed opere metalliche.
La verniciatura delle opere metalliche semplici e senza ornati (quali porte e finestre grandi a vetrata, lucernari, serrande avvolgibili
a maglia, e simili), effettuata nelle due parti, verrà valutata per tre quarti della superficie apparente del minimo rettangolo circoscritto e, per
le eventuali parti piene, due volte la loro superficie, senza includere nella misura le parti sporgenti come staffe, sostegni, grappe, nottole,
braccialetti e simili, la cui verniciatura si intende compensata con la valutazione di cui sopra.
Per le opere metalliche semplici e senza ornati, quali inferriate, cancellate, ringhiere, cancelli anche riducibili, infissi, reti e simili,
verniciate nelle due parti, verranno valutate le loro superfici effettive per una sola volta. Per quelle con ornamenti, nonché per le lamiere stirate, le reti con maglie di lato medio non superiore a 5 cm, verniciate nelle due parti, si procederà alla loro valutazione computando una volta e mezzo la superficie misurata come sopra.
Per le lamiere ondulate, le serrande ad elementi di lamiera e simili, verniciati nelle due parti, verrà valutata tre volte la loro superficie misurata come sopra, restando così compensato anche lo sviluppo, la parte non in vista e gli accessori. Per i corpi scaldanti le verniciature verranno valutate computando una volta e mezzo la superficie radiante nominale, intendendosi con questo compensato ogni altro onere.
112.19.4 Rivestimenti con tappezzerie.
La valutazione delle tappezzerie, in opera, verrà effettuata con i criteri di cui al precedente punto 112.17. I pezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri di cui al punto 9.10 del presente Capitolato.
112.20 OPERE IN MARMO, PIETRE NATURALI OD ARTIFICIALI
I prezzi di Elenco comprendono e compensano tutti gli oneri generali e particolari previsti all'Art.92 del presente Capitolato. I prezzi compensano altresì, se non diversamente prescritto, la lavorazione delle facce viste, gli incassi, le stradellature, la lavorazione degli spigoli, i tagli in sagoma e inoltre l'onere dell'eventuale posa in diversi periodi di tempo.
La valutazione delle opere sarà effettuata in base al volume, alla superficie, od allo sviluppo lineare, secondo i casi e le previsioni
di Elenco, con i criteri stabiliti in precedenza al punto 112.5.3. Le immorsature si valuteranno con lo stesso prezzo relativo ai marmi ed alle
pagina n.114
pietre.
112.21 OPERE DA CARPENTERIA
Nei prezzi di Elenco riguardanti la lavorazione e posa in opera dei legnami è compreso ogni compenso per la provvista di tutta la
chioderia, delle staffe, bulloni, chiavetti etc. occorrenti; per gli sfridi, per l'esecuzione delle giunzioni e degli innesti di qualunque specie, per
impalcature di servizio, catene, cordami, malte, meccanismi e simili, per qualunque mezzo provvisionale per l'innalzamento, trasporto e posa in opera ed in genere per gli oneri tutti di cui all'art.93 del presente Capitolato.
La valutazione dei manufatti in legno e delle opere da carpenterie in genere verrà effettuata in base al volume di legname effettivamente collocato in opera, senza tener conto dei maschi e dei nodi per le congiunzioni dei diversi pezzi e senza dedurre le relative mancanze od intagli.
112.22 OPERE E MANUFATTI IN METALLO
Tutti i lavori in metallo saranno in generale valutati in base alla massa dei manufatti, determinata a lavorazione completamente
ultimata e misurata prima della loro posa in opera, con misurazione effettuata a cura e spese dell'Appaltatore e verbalizzata in contraddittorio.
Nei prezzi delle opere in metallo è compreso ogni onere particolarmente previsto all'Art.94 del presente Capitolato ed inoltre ogni
e qualunque compenso per forniture accessorie e per lavorazione, montaggio e collocamento in opera.
112.23 OPERE IN VETRO E CRISTALLO
Le lastre di vetro o di cristallo, qualora previste con valutazione separata, verranno computate in base alla loro superficie effettiva,
senza tener conto degli eventuali tagli occorsi né delle parti coperte da incastri e simili o comunque ammorsate. Per le dimensioni di lastre
di vetro o di cristallo centinate, si assumerà il minimo rettangolo ad esse circoscritto.
Le pareti e coperture con profilati strutturali ad "U" e le opere in vetro-cemento verranno valutate in base alla loro superficie effettiva dei manufatti, misurata in opera. I prezzi di Elenco compensano comunque tutti gli oneri di cui all'art.95 del presente Capitolato.
112.24 OPERE DA LATTONIERE
I prezzi di Elenco compensano tutti gli oneri, le prestazioni e le forniture di cui all'Art.96 del presente Capitolato.
La valutazione dei condotti, pluviali e canali di gronda sarà effettuata in base alla loro lunghezza effettiva, misurata sull'asse. La
valutazione delle converse, dei compluvi, e delle scossaline sarà invece effettuata in base alla loro superficie, senza tener conto delle giunzioni, sovrapposizioni, etc.
112.25 TUBAZIONI
Le tubazioni in genere saranno valutate in base alla loro massa od in base al loro sviluppo in lunghezza, secondo i tipi e le particolari indicazioni di Elenco. I prezzi compensano comunque tutti gli oneri, le prestazioni e le forniture previste all'Art.97, fatta eccezione (se
no diversamente previsto) per i letti di sabbia, nelle tubazioni interrate, o per i massetti ed i rivestimenti in calcestruzzo, che verranno valutati
separatamente. Le protezioni, come pure gli isolamenti acustici e le colorazioni distintive devono ritenersi specificatamente inclusi, se non
diversamente disposto, tra gli oneri relativi ai prezzi di Elenco.
112.25.1 Tubazioni metalliche.
Le tubazioni metalliche saranno valutate in base alla loro massa, in rapporto al tipo approvato dalla Direzione Lavori, od in base
alla loro lunghezza, misurata sull'asse delle tubazioni stesse, quando ne siano indicate le caratteristiche.
I prezzi di Elenco comprendono oltre alla fornitura dei materiali, compresi quelli di giunzione, e la relativa posa in opera, anche
ogni accessorio quali staffe, collari, supporti, etc. nonché l'esecuzione delle giunzioni, nei tipi prescritti, e le opere murarie.
Nella valutazione delle masse si terrà conto unicamente di quelle relative ai tubi ed ai manufatti metallici di giunzione (flange, controflange, manicotti, ecc.), con esclusione del piombo (nei giunti a piombo), delle guarnizioni (corda di canapa, anelli di gomma, ecc.) nonché delle staffe, collari e materiali vari di fissaggio il cui onere, per quanto in precedenza esposto, deve ritenersi incluso nel prezzo.
Nella valutazione delle lunghezze non dovrà tenersi conto delle sovrapposizioni.
Per quanto riguarda i pezzi speciali, l'onere della relativa fornitura e posa in opera potrà essere compreso o meno nel prezzo delle
tubazioni. Qualora tale onere risultasse incluso nel prezzo e la valutazione delle tubazioni fosse prevista in base allo sviluppo lineare, i pezzi
speciali verranno valutati in lunghezza come se fossero tubazione, mentre, nel caso in cui la valutazione fosse prevista in base alla massa, i
pezzi speciali verranno valutati per la massa della tubazione corrispondente.
I prezzi di Elenco per le tubazioni in acciaio od in ghisa valgono anche nel caso che i tubi dovessero venire inclusi nei getti delle
strutture in calcestruzzo, con ogni onere relativo al loro provvisorio fissaggio nelle casseforme.
112.25.2 Tubazioni in grès, in cemento od in cemento amianto.
La valutazione delle tubazioni in grès, sia in opera che in semplice fornitura sarà fatta a metro lineare, misurando la lunghezza
sull'asse delle tubazioni senza tener conto delle parti destinate a compenetrarsi.
I pezzi speciali saranno valutati in lunghezza come se fossero tubazione.
Per i tubi in cemento, cemento armato, cemento amianto, vale quanto specificatamente riportato per la valutazione delle tubazioni
in grès, salvo diverse disposizioni.
112.25.3 Tubazioni in materie plastiche.
La valutazione delle tubazioni in materie plastiche (PVC, polietilene, ecc.) dovrà essere effettuata secondo le prescrizioni di cui al
precedente punto 104.25.2, ragguagliando i pezzi speciali alla tubazione del corrispondente diametro di pari lunghezza.
112.26 SIGILLATURE
Le sigillature, qualora non specificatamente comprese tra oneri connessi alla esecuzione delle opere per le quali risultano necessarie, verranno valutate in base al loro sviluppo lineare. I prezzi di Elenco compensano tutti gli oneri previsti all'art.98 del presente Capitolato, ivi compresa la fornitura e posa in opera dei materiali di riempimento e di distacco di cui al punto 98.1.3.
112.27 IMPIANTI
Qualora la fornitura e posa in opera degli impianti non fosse prevista in forma forfettaria, la valutazione dei vari elementi degli
stessi sarà effettuata a numero, a massa, secondo la lunghezza o con riferimento ad altre specifiche modalità di misura, in rapporto a quanto particolarmente stabilito nell'elenco dei prezzi.
Ove invece il prezzo di ciascun impianto fosse stabilito forfettariamente, esso comprende e compensa, se non diversamente previsto, tutte le forniture, le lavorazioni, i montaggi, le prestazioni (principali ed accessorie) e gli oneri tutti stabiliti nei relativi articoli del presente Capitolato.
pagina n.115
CRONOPROGRAMMA
settimane
LAVORAZIONE
1
allestimento cantiere
X
Scavi, demolizioni e rimozioni
X
Ripristino strutture in c.a.
Fondazioni in c.a. e muratura in laterizi
Vespaio e Massetto
2
3
4
5
X
X
X
X
X
6
7
8
X
X
9
10
11
X
X
X
X
X
X
Fornitura e Montaggio Infissi
X
Smontaggio cantiere
X
INCIDENZA DELLA MANO D'OPERA
n.
Categoria dei Lavori
Costi (€)
Incidenza Manodopera
1
SCAVI, RIMOZIONI E DEMOLIZIONI
€ 22 322,24
35%
2
OPERE IN C.A. E SIMILI, MURATURE
€ 20 524,42
26%
3
OPERE IN MARMO, MASSETTI E VESPAI
€ 15 605,51
28%
4
IMPERMEABILIZZAZIONI, OPERE IN FERRO, INFISSI
€ 2 671,30
27%
CONTRATTO D’APPALTO
OPERE DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
RISANAMENTO IGIENICO-CONSERVATIVO
DELLA SCUOLA MEDIA “IGNAZIO SILONE”
Il giorno ___________________________________________ in ________________ presso
l’ufficio ______________________________________ in Ugento (LE)
per sottoscrivere il
presente atto si costituiscono:
1. il
dott.
___________________________________,
dirigente
dell’ufficio
_________________, all’uopo incaricato con provvedimento della G. M. del __________
n.________, interviene esclusivamente in nome e per conto del Comune di Ugento con
sede in _______________ c.f. _________________ di seguito denominata appaltante;
2. il
sig.
_______________________
legale
rappresentante
della
ditta
___________________ con sede in _______________ via _________________ , p.iva
_________________________ di seguito denominato appaltatore.
Premesso che:
1) l’appaltante con provvedimento
-
______________________ ha approvato il progetto esecutivo dei lavori a misura su
indicati il cui importo a base d’asta è di Euro 61.123,47, secondo quanto risultante
all’art.2 del capitolato speciale d’appalto (allegato n.1), oltre a Euro 1.100,00 quale rimborso dei relativi oneri di sicurezza di cantiere, ai sensi del D.Lgs 494/96 e D.Lgs 81/08
ed art. 31 della L.109/94 e s.m.i., secondo quanto stabilito nel relativo piano (allegato
2);
-
_____________________ ha definitivamente aggiudicato al qui costituito appaltatore i
lavori per l’importo netto su indicato;
1/4
2) l’appaltatore dichiara di accettare tutte le condizioni d’appalto stabilite nel predetto capitolato speciale ed espressamente di:
-
aver piena e completa cognizione delle opere da eseguire per tipo, natura e quantità, di
essersi recato sul posto interessato ai lavori ed averne accertato lo stato, le condizioni
normali di esercizio in rapporto alla presenza di terzi estranei, le condizioni di viabilità e
di accesso, l’andamento del terreno, la sua natura e consistenza anche in relazione alle opere interrate da realizzare, nonché l’ubicazione delle reti pubbliche di erogazione/allacciamento dell’acqua, fognatura, gas, elettricità, telefoni che lo riguardano;
-
aver esaminato il progetto dei lavori ed il relativo piano di sicurezza, e averli ritenuti esaustivi e sufficienti per un’offerta pienamente cognitiva sul piano qualitativo e quantitativo, comunque sufficiente per dare esecuzione alle opere previste e che nulla osta ad
una loro ultimazione al prezzo offerto;
-
aver valutato tutte le circostanze e gli elementi che influiscono sul costo dei materiali,
della mano d'opera, dei noli e dei trasporti quanto all’attuazione del piano di sicurezza,
nel formulare l’offerta,
-
poter disporre di attrezzature e mezzi d’opera adeguati ai lavori che occorre eseguire e
di poterli realizzare alle condizioni previste dal piano di sicurezza predisposto dal committente e con la massima efficienza ed economicità e d’aver tenuto conto nell’offerta di
tutti i costi conseguenti, ovvero di tutte le attrezzature e mezzi d’opera conformi alla direttiva (di prodotto) CE necessari alla sua attività imprenditoriale;
-
ritenere congrui e soddisfacenti i prezzi unitari d’appalto (allegato n.3) e gli importi delle
diverse categorie di lavoro del progetto, nonché l’importo per l’attuazione delle misure
di sicurezza di cui al D.Lgs. 494/96 e D.Lgs 81/08 indicato ai punti 2.1b del capitolato
Speciale d’appalto;
2/4
-
poter eseguire i lavori secondo il cronoprogramma riportato all’art.2 del capitolato speciale;
-
garantire sempre la fruibilità di parte dell’edificio per lo svolgimento delle attività scolastiche;
-
offre di eseguire i lavori per un prezzo complessivo netto di €.___________, ossia con
ribasso di ______% su quello posto a base di gara;
-
ha già costituito una garanzia degli obblighi nascenti dal presente atto mediante polizza
fidejussoria assicurativa emessa _________________________ per l’importo di
€_____________________ (allegato n.4);
tanto premesso, quale presupposto essenziale per la sottoscrizione del presente atto,
l’appaltante affida all’appaltatore l’esecuzione dei lavori in argomento per il prezzo netto suindicato da questi offerto, I.V.A. esclusa, alle condizioni tutte stabilite nel capitolato speciale
d’appalto, ai relativi elaborati tecnici in questo richiamati, quali elaborati grafici, elenco
prezzi unitari, cronoprogramma, piano di sicurezza e di coordinamento e, per quanto non
specificato e pertinente ai rapporti contrattuali, alle condizioni stabilite dal capitolato generale
d’appalto, approvato con D.M. LL.PP. 19.04.2000 n.145, al D.P.R. 21.12.1999 n.554 e la
L.109/1994 e s.m.i., legge regione Puglia n°13 del 11 maggio 2001 e Decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163.
Previa consegna della fattura fiscale, i pagamenti dei lavori e degli oneri di sicurezza saranno
effettuati presso la tesoreria dell’ente, ossia presso ___________________ con mandati a favore dell’appaltatore sulla base di certificati di pagamento emessi dal responsabile del procedimento in ragione degli importi maturati, secondo quanto stabilito all’art.16 del capitolato speciale, unitamente all’IVA dovuta nella misura di legge. A tal proposito l’appaltatore precisa che
la persona autorizzate a riscuotere, ricevere e quietanzare le somme ricevute in conto o saldo
3/4
anche per effetto di eventuali cessioni di credito preventivamente riconosciute dalla stazione
appaltante è il sig.____________________________ nato a _____________________ il
_________ e residente a ________________, come da atto di designazione allegato (n.3), inoltre, non potendo condurre i lavori personalmente, conferisce mandato di rappresentanza al
sig. ___________________, nato a ____________ il ____________ e residente a
_________________, iscritto all’Albo degli Ingegneri n._______, come da mandato di rappresentanza allegato (n.4), pur rimando egli responsabile dell'operato del suo rappresentante, fatto salvo il diritto dell’appaltante di esigerne l’immediato cambiamento quando ricorrono gravi e
giustificati motivi, senza che per ciò spetti alcuna indennità all'appaltatore.
L’appaltatore elegge il proprio domicilio in _________________ presso ___________, pertanto tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra notificazione o comunicazione dipendente dal contratto di appalto sono fatte dal direttore dei lavori o dal responsabile unico del
procedimento, ciascuno relativamente agli atti di propria competenza, a mani proprie dell'appaltatore o di colui che lo rappresenta nella condotta dei lavori oppure saranno effettuate presso quel domicilio.
Sono espressamente allegati al presente atto:
1) capitolato speciale d’appalto;
2) piano di sicurezza e coordinamento;
3) elenco prezzi unitari;
4) polizza;
5) elaborati grafici e giustificativi di progetto, esclusi quelli di tipo economico di stima.
L’appaltante
L’appaltatore
4/4
pag. 2
Num.Ord.
TARIFFA
Nr. 1
E 01.01a
D E S C R I Z I O N E D E L L' A R T I C O L O
unità
di
misura
PREZZO
UNITARIO
Scavo di sbancamento effettuato con mezzi meccanici compresa la rimozione di arbusti e ceppaie, la profilatura
delle pareti, la regolarizzazione del fondo, il carico sugli automezzi ed il trasporto nell'ambito del cantiere. in
rocce sciolte (argilla, sabbia, ghiaia, terreno vegetale e simili o con trovanti fino ad 1 mc
euro (sette/70)
m3
7,70
Scavo a sezione obbligata, eseguita con mezzi meccanici, fino alla profondità di 2 m, compresa l’estrazione e
l’aggotto di eventuali acque, fino ad un battente massimo di 20 cm, il carico su mezzi di trasporto e
l’allontanamento del materiale scavato fino a un massimo di 10 km: in rocce sciolte (argilla, sabbia, ghiaia,
terreno vegetale e simili o con trovanti fino ad 1 mc
euro (otto/70)
m3
8,70
Trasporto con qualunque mezzo a discarica autorizzata di materiale di risulta di qualunque natura e specie
purché esente da amianto, anche se bagnato, fino ad una distanza di km 10, compreso, il carico o lo scarico, lo
spianamento e l'eventuale configurazione del materiale scaricato, con esclusione degli onrei di conferimento a
discarica
euro (undici/00)
m3
11,00
Nr. 4
E 01.28 b
Oneri di conferimento a discarica
euro (dieci/00)
m3
10,00
Nr. 5
E 04.01c
Fornitura e posa in opera di calcestruzzo cementizio per strutture non armate o debolmente armate (fondazioni,
copertine, murature, ecc.), a prestazione garantita,
confezionato a norma della legge n. 1086/71, con cemento tipo 325 o 425 ed inerti calcarei o di fiume dato in
opera compreso costipamento meccanico o a mano con esclusione del ferro di armatura e delle casseforme e
adeguata maturazione del getto.
Rck 250 N/mmq
euro (centoventi/00)
m3
120,00
Fornitura e posa in opera di calcestruzzo cementizio per strutture armate confezionato a norma di legge, con
cemento tipo 325 o 425 ed inerti a varie pezzature atte ad assicurare un assortimento granulometrico adeguato
alla particolare destinazione del getto ed al procedimento di posa in opera del calcestruzzo. La pezzatura
massima dell’inerte comunque dovrà dipendere dalla distanza dei ferri di armatura in modo tale da evitare il
fenomeno della grigliatura degli inerti. Compreso tutti gli oneri occorrenti tra cui quelli di controllo previsti dalle
vigenti norme, magisteri e quanto altro necessario per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d’arte, escluso il
ferro di armatura da pagarsi a parte, ma compreso le occorrenti casseforme eseguite a qualsiasi altezza. Il
calcestruzzo dovrà essere studiato in modo da assicurare oltre alla resistenza caratteristica a 28 giorni Rck
prevista in Capitolato, anche un'elevata durabilità delle opere in cemento armato nei confronti delle azioni
aggressive esterne. All’uopo il calcestruzzo dovrà avere: dosaggio in cemento non inferiore a 320-350 Kg/mc,
rapporto A/C non superiore a 0,45-0,50, impiego di cementi idonei all’ambiente fisico nel quale l’opera verrà a
trovarsi, adeguati copriferri maggiori o uguali a 3 . 4 cm, adeguata maturazione del getto.per strutture di
fondazione (plinti, travi rovesce e di collegamento, platee, ecc.) con resistenza caratteristica a compressione del
conglomerato cementizio a 28 giorni di stagionatura; slump = cm 7 + o – 2
Rck 300 N/mmq
euro (centosessanta/00)
m3
160,00
Fornitura, lavorazione e posa in opera di tondo di acciaio in barre di qualsiasi diametro e lunghezza per
armatura di strutture in calcestruzzo, compreso il filo di ferro delle legature, i distanziatori, le eventuali saldature
per giunzioni, la lavorazione secondo gli schemi progettuali ed il relativo sfrido, il trasporto, lo scarico
dall'automezzo, l'accatastamento, il tiro in alto, l'avvicinamento al luogo di posa, l'assistenza, e quant'altro
occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte. Acciaio per cemento armato tipo Fe B 44K
euro (uno/90)
kg
1,90
Muratura di tamponamento eseguita con blocchi presso-vibrati in calcestruzzo di argilla espansa Leca o
Protermo o similari, con dimensioni modulari (SxHxL) di cm __x20x50 con superficie da intonaco, prodotti da
azienda certificata secondo la norma ISO 9001:2000 e dotata di certificazione di prodotto “Blocco Qualità
Certificata” secondo le specifiche ANPEL. I blocchi devono avere una densità del
calcestruzzo a secco non superiore a 1000 kg/m³ ±10%. I manufatti devono essere marcati CE secondo la
norma UNI EN 771-3, ed avere le seguenti caratteristiche:
- tolleranze dimensionali: lunghezza, spessore –3, +1 mm
- tolleranze dimensionali: altezza ±2 mm
La posa dovrà avvenire con l’impiego di malta di classe M3 (D.M. 20.11.87).La muratura dovrà presentare
opportuni giunti di controllo per garantire l´assenza di fessurazioni. Il prezzo è comprensivo della fornitura e del
trasporto dei manufatti, compresi la formazione di spalle, architravi, velette, giunti di controllo, lo sfrido e
l´elevazione dei manufatti. Sono inclusi la fornitura di eventuali armature
metalliche, la ferramenta di collegamento alla struttura e la sigillatura dei giunti di controllo e di quant’altro
occorre per l’esecuzione a perfetta regola d’arte.E’ compreso l’occorrente ponteggio per altezze della parete
fino a mt. 4,00 dal pianodi lavoro.
Il blocco dovrà presentare caratteristiche Tagliafuoco come risultanti da Certificato di resistenza al fuoco
secondo la circolare M.I. n. 91 del 14/09/1961rilasciato da Laboratorio Ufficiale Riconosciuto. Tale Certificato
dovrà essereautenticato dal fornitore e corredato della dichiarazione di conformità attestante l’equivalenza, in
termini geometrici e di impasto, a quelli della prova oggetto di certificazione.
Spessore cm. 12 REI 120
euro (ventisette/00)
m2
27,00
Nr. 2
E 01.02a
Nr. 3
E 01.27
Nr. 6
E 04.02a 2
Nr. 7
E 04.05
Nr. 8
E 06 11 b
pag. 3
Num.Ord.
TARIFFA
Nr. 9
E 08.02a
D E S C R I Z I O N E D E L L' A R T I C O L O
unità
di
misura
PREZZO
UNITARIO
Realizzazione di vespaio aerato di qualunque spessore, eseguito con cupolette tipo “Igloo” con elementi
assemblati ad incastro, da poggiare su sottostante piano preventivamente livellato, (escluso) predisposti per
l’esecuzione del massetto in cls (questo escluso) eseguito a qualunque altezza o profondità compresa la
fornitura del materiale ed altro onere e magistero necessario. Cupoletta con altezza fino a 20 cm
euro (quattordici/50)
m2
14,50
Nr. 10
E 08.02b
idem c.s. ...con altezza oltre 20 fino a 30 cm
euro (diciassette/00)
m2
17,00
Nr. 11
E 08.08a
Massetto in conglomerato cementizio a resistenza caratteristica e classe di esposizione conforme alle
prescrizioni delle norma UNI 9858 con dimensioni massima degli inerti pari a mm 30, in opera ben livellato e
pistonato , armato con rete elettrosaldata di diametro mm 6 a maglia cm 20x20, su vespaio livellato e lisciato,
compreso l'uso di tavolame di contenimento, sponde, e il loro disarmo, il trasporto, lo scarico dall'automezzo,
l'accatastamento, l'avvicinamento al luogo di posa, compreso altresì l’uso, all’occorrenza, di qualsiasi
apparecchiatura anche
meccanica atta ed idonea a dare il lavoro finito a perfetta regola d’arte. Massetto in calcestruzzo RcK 20
spessore cm 8
euro (diciassette/50)
m2
17,50
Manto impermeabile in opera a qualsiasi altezza, composto da guaina armata TNT tessuto o feltro non
tessuto applicata a caldo con giunti sfalsati e sovrapposti di cm 10 sigillati a caldo. Dato in opera su superfici
orizzontali verticali o inclinate lisciate o rustiche, previa accurata pulizia e asportazione di corpi estranei
applicate in indipendenza o in semi-aderenza o in aderenza totale a seconda della pendenza della copertura.
Compreso l'onere per l'esecuzione dei risvolti, l'eventuale uso dei ponteggi di servizio ed il loro disarmo, lo
sfrido dei materiali, l'assistenza, il trasporto, lo scarico dall'automezzo, l'accatastamento, il tiro in alto,
l'avvicinamento al luogo di posa di tutti i materiali necessari e quant'altro occorre per dare il lavoro finito in opera
a perfetta regola d'arte. Impermeabilizzazione doppia guaina armata con poliestere mm 3 + 3
euro (diciassette/50)
m2
17,50
Lastre in pietra di Trani o Travertino di prima scelta, dello spessore di cm 3, di qualunque dimensione, con
faccia e frontino in vista, già levigati in laboratorio, per soglie, imbotti, e scale e simili. Dati in opera a qualsiasi
altezza, allettati con malta bastarda. Compreso il trasporto, lo scarico dall'automezzo, l'accatastamento, il tiro in
alto, l'avvicinamento al luogo di posa, eventuale taglio a misura con relativo sfrido, la stuccatura dei giunti con
cemento bianco o colorato la protezione fino alla consegna delle opere, la pulizia finale e quant'altro occorre per
dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte. Lastre di pietra di Travertino spessore cm 3
euro (ottantasei/78)
m2
86,78
Infisso per finestre e porte-finestra di alluminio della sezione minima di mm 52 e dello spessore minimo
dei profilati di mm 1,5 rifinito con le parti in vista satinate e con superficie totale della lega leggera ossidata
anodicamente a 15 micron, fornito e posto in opera. Ad anta semplice e doppia o apertura a vasistas. Tutti i
profilati sono costituiti da n° 2 elementi assemblati meccanicamente con due lamelle di poliammide
formanti il taglio termico. Sono compresi: le guarnizioni in dutral; gli apparecchi di manovra; i fermavetri a
scatto; i pezzi speciali; le cerniere; le squadrette di alluminio; le maniglie in alluminio fuso; il controtelaio,
da murare, in profilato di lamiera zincata; le opere murarie. con vetri camera costituiti da antivandalismo da 1012 mm all'esterno, antinfortunistico da 6-7 mm all'interno e camera d'aria disidrata da 4 mm. È inoltre
compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita a perfetta regola d'arte.
euro (trecentodieci/00)
m2
310,00
Nr. 12
E 11.12a
Nr. 13
E 12.13b
Nr. 14
E 17.07a n
Nr. 15
Inf 02 06.10
a
Nr. 16
Inf 02 06.10
b
Nr. 17
R 02.01b
Nr. 18
R 02.02a
Nr. 19
Abbattimento di alberi adulti a chioma espansa. Intervento completo di ogni onere, attrezzatura, mezzi
meccanici necessari, raccolta e conferimento del materiale di risulta, escluso l'onere di smaltimento e la
rimozione del ceppo. piante di altezza fino a m 6
cadauno
euro (sessantadue/00)
idem c.s. ...di altezza da m 6 a m 12
euro (centotrentacinque/50)
62,00
cadauno
135,50
Demolizione totale o parziale di conglomerati cementizi di qualunque tipo, effettuata con mezzi meccanici,
martelli demolitori, ecc., in qualsiasi condizione, altezza o profondità, compreso l'onere per il calo o
l'innalzamento dei materiali di risulta con successivo carico su automezzo, tagli anche a fiamma ossidrica dei
ferri, cernita dei materiali, accatastamenti, stuoie e lamiera per ripari, segnalazione diurna e notturna, recinzioni
etc. e quant'altro occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte. Valutato per la cubatura
effettiva delle parti demolite eseguito a mano o con l'ausilio di piccoli utensili
euro (duecentocinquanta/00)
m3
250,00
Demolizione di massi, massetto continuo in calcestruzzo o malta cementizia oppure di conglomerato
cementizio, anche armato, di sottofondo platee o per formazione di pendenze etc., eseguito a mano e/o con
l'ausilio di martello demolitore elettro-pneumatico, a qualsiasi altezza e condizione. Compreso il taglio dei ferri
anche con fiamma ossidrica , la cernita, il tiro in basso, l'accatastamento dei materiali di risulta fino ad una
distanza di m 50 e quant'altro occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
Demolizione di massetti in calcestruzzo armato, di altezza sino a 6,00 cm
euro (quindici/50)
m2
15,50
idem c.s. ...perfetta regola d'arte. Maggiorazione alle voci precedenti per ogni cm oltre l'altezza di 6,00 cm
pag. 4
Num.Ord.
TARIFFA
D E S C R I Z I O N E D E L L' A R T I C O L O
unità
di
misura
PREZZO
UNITARIO
R 02.02c
euro (uno/70)
m2
1,70
Nr. 20
R 02.03b
Demolizione totale o parziale di murature di tufo, pietrame in genere, mattoni pieni ed in calcestruzzo. Effettuata
a mano e con mezzi meccanici, in qualsiasi condizione, altezza o profondità, compreso l'onere per il calo o
l'innalzamento dei materiali di risulta con successivo carico su automezzo, tagli anche a fiamma ossidrica dei
ferri, cernita dei materiali, accatastamenti, stuoie e lamiera per ripari, segnalazione diurna e notturna, recinzioni
etc. e quant'altro occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
Valutato per la cubatura effettiva delle parti demolite. Eseguito a mano o con l'ausilio di piccoli utensili
demolizione libera
euro (centosessantacinque/00)
m3
165,00
Rimozione di cordoni di qualunque larghezza, compreso il taglio della vecchia malta, la pulizia l'accatastamento
dei cordoni utilizzabili ed il trasporto di materiale di risulta sino al sito di carico sui mezzi di trasporto
euro (dodici/50)
m
12,50
Rimozione di opere in ferro, quali ringhiere, inferriate e simili, completi di pezzi speciali e collari di ancoraggio
alla muratura e alle strutture, di qualsiasi dimensione e spessore e con qualsiasi sviluppo, in opera a qualsiasi
altezza anche in posizioni non facilmente accessibili. Compreso l'uso di semplici ponteggi di servizio ed il loro
disarmo, le opere provvisionali e di presidio, le occorrenti opere murarie per smurature etc., il taglio anche con
l'ausilio di fiamma ossidrica o con utensile meccanico, la cernita e l'accatastamento dei materiali rimossi, il tiro
in basso, il carico e il trasporto dei materiali di risulta alla discarica autorizzata a qualsiasi distanza e quant'altro
occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
euro (uno/50)
kg
1,50
Rimozione di pavimenti in ceramica o marmette di marmo di qualsiasi dimensione e natura, compresa la
demolizione del sottostante massetto di allettamento e la rimozione dello zoccolino battiscopa perimetrale.
Eseguita a qualsiasi piano, a mano e/o con l'ausilio di martello demolitore elettro-pneumatico, ponendo
attenzione e cura a non arrecare danno alle strutture sottostanti. Inclusa inoltre la cernita ed accatastamento dei
materiali rimossi, il tiro in basso, il trasporto sino al sito di carico per una distanza fino a m 50 e quant'altro
occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
euro (dodici/00)
m2
12,00
Rimozione di vespai di qualunque genere e spessore, eseguito a mano o anche con l’ausilio di piccoli mezzi
meccanici, all’interno o esterno di volumi edificati (cortili,chiostri, pozzi luce, ecc.) compreso il carico su
automezzo, e trasporto dei materiali di risulta nell’abito del cantiere, compreso le opere provvisionali e
quant’altro occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d’arte. Rimozione eseguita a mano per
mezzo di utensili all0interno di fabbricati
euro (cento/00)
m3
100,00
Taglio a sezione obbligata, secondo le linee prestabilite dalla D.LL, di muratura di qualsiasi natura forma e
spessore, eseguito a mano o con l'ausilio di qualunque mezzo, compreso eventuali opere provvisionali, il carico
e trasporto nell'ambito del cantiere e quant'altro occorre per dare il lavoro finito a regola d'arte. Taglio a sezione
obbligata in muratura di tufo
euro (duecentocinquanta/00)
m3
250,00
Nr. 21
R 02.20
Nr. 22
R 02.26
Nr. 23
R 02.29a
Nr. 24
R 02.34 d
Nr. 25
R 02.40a
Nr. 26
R 02.43 n
Nr. 27
R 02.44 n
Nr. 28
R 04.04 b
Apertura o allargamento di porta delle dimensioni medie di m² 1,60 x 2,50 o di finestra delle dimensionimedie
di m² 1,90 x 2,00 comprendente: il taglio a forza della muratura con ripresa degli stipiti, laformazione di
architrave in calcestruzzo cementizio antiritiro armato con 4 + 4 Ø 16 e staffe Ø 8 ogni 15cm; previa
collocazione di impiedi in tondino Ø 20 con appoggi, nel corso del taglio per dar luogo allaarchitrave da
incastrarsi per almeno cm 20 per parte oltre il filo degli stipiti, l'intonacatura degli stipiti edell'intaradosso
dell'architrave, con ogni onere per ponti di servizio e magisteri. Per spessori superiori acm 60 si computa due
volte.
cadauno
euro (centonovanta/00)
190,00
Formazione di fori di qualsiasi dimensione per l'areazione di vani dietro muratura e del vespaio in murature di
tufo o mattoni in laterizio o cls vibrato di qualsiasi spessore, per un qualsiasi diametro e qualsiasi sviluppo sia
orizzontale che ad "S" per il superamento della quota di calpestio esterna, eseguite a mano con l'ausiliio di solo
martelletto elettrico o con carotiere, della sezione strettamente necessaria, compresa la tubazione in materiale
autoestinguente di qualsiasi diametro e forma per l'incamiciatura del foro, compresa la rete antiratto davanti ai
fori interni ed una griglia di protezione con alette antipioggia in lamiera di acciaio all'uscita del foro sulle pareti a
vista, compreso il ripristino nonchè il trasporto a rifiuto del materiale di risulta ed ogni altro onere e magistero e
gli eventuali ponti di servizio.
cadauno
euro (sessantacinque/00)
65,00
Fornitura e posa in opera di malta premiscelata con fibre di polipropilene per il ripristino di strutture in
calcestruzzo secondo le seguenti fasi e metodologie Rimozione totale del calcestruzzo degradato e privo di
coerenza con il sottofondo mediante spicconatura, idropulitura e/o sabbiatura. Previa spazzolatura e/o
sabbiatura dei ferri d’armatura e integrazione attraverso la saldatura di monconi, trattamento mediante
l’applicazione di due mani di un prodotto bicomponente a base cementizio – polimerica, inibitore di corrosione,
senza alterare in alcun modo l’aderenza tra la malta di ripristino e le armature trattate. Ripristino del
calcestruzzo mediante l’applicazione di malta premiscelata tixotropica (escluso l’onere delle casseforme). La
malta dovrà possedere le seguenti caratteristiche:
- Resistenza a compressione minima di 20 Mpa a 1 giorno e 55 Mpa a 28 gg.;
- Resistenza a flessione minima di 3 Mpa a 1 giorno e di 9 Mpa a 28 gg.;
pag. 5
Num.Ord.
TARIFFA
D E S C R I Z I O N E D E L L' A R T I C O L O
- Aderenza al calcestruzzo non inferiore a 4 Mpa a 28 gg.;
- Aderenza all'acciaio di almeno 4 Mpa su barre lisce e 32 Mpa su barre a aderenza migliorata a 28 giorni di
stagionatura;
- Fibre di polipropilene;
- Modulo elastico a 28 gg. di almeno 25.000 Mpa;
- Elevata resistenza ai solfati ovvero nessun degrado dopo 7 cicli d'invecchiamento in MgSO4 secondo ASTM
C-88;
- Resistenza all'attacco d'agenti chimici quali cloruri, solfati, piogge acide, anidride carbonica;
- Elevata impermeabilità all'acqua e alle soluzioni acquose aggressive e resistenza al gelo anche alla presenza
di sali disgelanti;
- Assenza di particelle metalliche e di sostanze generatrici di gas;
- Assenza di cloruri;
- Assenza di ritiro sia in fase plastica (UNI 8996) che in fase indurita (UNI 8147);
- Successivamente sarà applicata una malta per rasature. La malta dovrà possedere le seguenti caratteristiche:
- Resistenza a compressione: 10 Mpa a 1 giorno e 35 Mpa a 28 giorni;
- Resistenza a flessione: 7 Mpa a 28 giorni di stagionatura
- Modulo elastico di almeno 15.000 Mpa a 28 giorni;
- Aderenza al supporto non inferiore a 3 Mpa a 28 giorni;
il tutto per dare l'opera finita a perfetta regola d'arte. Inclusi nel prezzo: la battitura per l'asportazione del
calcestruzzo ammalorato, il trasporto a discarica dei detriti, la spazzolatura delle barre d'acciaio, il trattamento
delle stesse con prodotto passivante, applicazione della malta di ricostruzione. Sono escluse dal prezzo: il
trattamento e la saturazione delle superfici con getto d'acqua a pressione, i ponteggi, impalcature, e/o
attrezzature necessarie all'esecuzione dei lavori e le eventuali coperture installate a protezione degli agenti
atmosferici.
Per ogni mq. di superficie ricostruita e uno spessore di cm. 3
euro (ottantacinque/05)
Ugento, __________
I Tecnici
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
unità
di
misura
m2
PREZZO
UNITARIO
85,05
pag. 2
Num.Ord.
TARIFFA
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
unitario
TOTALE
RIPORTO
LAVORI A MISURA
1
R 02.20
Rimozione di cordoni di qualunque larghezza, compreso il
taglio della vecchia malta, la pulizia l'accatastamento dei
cordoni utilizzabili ed il trasporto di materiale di risulta sino al
sito di carico sui mezzi di trasporto
marciapiede posteriore
8,20
8,20
SOMMANO m
2
R 02.29a
8,20
Rimozione di pavimenti in ceramica o marmette di marmo di
qualsiasi dimensione e natura, compresa la demolizione del
sottostante massetto di allettamento e la rimozione dello zocc
... i carico per una distanza fino a m 50 e quant'altro occorre
per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
marciapiede posteriore
8,20
2,20
18,04
Demolizione di massi, massetto continuo in calcestruzzo o
malta cementizia oppure di conglomerato cementizio, anche
armato, di sottofondo platee o per formazione di pendenze
etc., ... o finito in opera a perfetta regola d'arte.
Demolizione di massetti in calcestruzzo armato, di altezza sino
a 6,00 cm
sotto il marciapiede
8,20
2,10
Demolizione di massi, massetto continuo in calcestruzzo o
malta cementizia oppure di conglomerato cementizio, anche
armato, di sottofondo platee o per formazione di pendenze
etc., ... voro finito in opera a perfetta regola d'arte.
Maggiorazione alle voci precedenti per ogni cm oltre l'altezza
di 6,00 cm
Vedi voce n° 3 [m2 17,22]
17,22
7,00
Demolizione totale o parziale di murature di tufo, pietrame in
genere, mattoni pieni ed in calcestruzzo. Effettuata a mano e
con mezzi meccanici, in qualsiasi condizione, altezza o ... er la
cubatura effettiva delle parti demolite. Eseguito a mano o con
l'ausilio di piccoli utensili demolizione libera
marciapiede posteriore
120,54
8,20
0,50
0,50
SOMMANO m3
6
Inf 02 06.10
a
Abbattimento di alberi adulti a chioma espansa. Intervento
completo di ogni onere, attrezzatura, mezzi meccanici
necessari, raccolta e conferimento del materiale di risulta,
escluso l'onere di smaltimento e la rimozione del ceppo. piante
di altezza fino a m 6
nel giardino posteriore
Abbattimento di alberi adulti a chioma espansa. Intervento
completo di ogni onere, attrezzatura, mezzi meccanici
necessari, raccolta e conferimento del materiale di risulta,
escluso l'onere di smaltimento e la rimozione del ceppo. piante
di altezza da m 6 a m 12
nel giardino posteriore
SOMMANO cadauno
8
15,50
266,91
1,70
204,92
165,00
338,25
62,00
248,00
135,50
135,50
2,05
2,05
4,00
SOMMANO cadauno
7
Inf 02 06.10
b
216,48
120,54
SOMMANO m2
5
R 02.03b
12,00
17,22
SOMMANO m2
4
R 02.02c
102,50
18,04
SOMMANO m2
3
R 02.02a
12,50
4,00
4,00
1,00
1,00
1,00
Scavo di sbancamento effettuato con mezzi meccanici
A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
1´512,56
pag. 3
Num.Ord.
TARIFFA
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
unitario
RIPORTO
E 01.01a
compresa la rimozione di arbusti e ceppaie, la profilatura delle
pareti, la regolarizzazione del fondo, il carico sugli automezz ...
ambito del cantiere. in rocce sciolte (argilla, sabbia, ghiaia,
terreno vegetale e simili o con trovanti fino ad 1 mc
sul retro
1´512,56
8,00
7,00
0,40
SOMMANO m3
9
E 01.02a
Scavo a sezione obbligata, eseguita con mezzi meccanici, fino
alla profondità di 2 m, compresa l’estrazione e l’aggotto di
eventuali acque, fino ad un battente massimo di 20 cm, il ... a
un massimo di 10 km: in rocce sciolte (argilla, sabbia, ghiaia,
terreno vegetale e simili o con trovanti fino ad 1 mc
sul retro
all'interno per fondazioni muri perimetrali *(lung.=6,50+3,70+
4,90+2,70+1,30+4,90+2,10)
Demolizione totale o parziale di conglomerati cementizi di
qualunque tipo, effettuata con mezzi meccanici, martelli
demolitori, ecc., in qualsiasi condizione, altezza o profondità,
... gola d'arte. Valutato per la cubatura effettiva delle parti
demolite eseguito a mano o con l'ausilio di piccoli utensili
cordolo in corrispondenza delle aperture
8,20
6,00
1,80
88,56
26,10
0,40
0,50
5,22
93,78
1,50
0,30
0,20
SOMMANO m3
11
R 02.43 n
Apertura o allargamento di porta delle dimensioni medie di
m² 1,60 x 2,50 o di finestra delle dimensionimedie di m² 1,90
x 2,00 comprendente: il taglio a forza della ...
dell'architrave, con ogni onere per ponti di servizio e
magisteri. Per spessori superiori acm 60 si computa due volte.
porte finestra sul retro
finestre
1,00
4,00
3,00
500,00
500,00
45,00
135,00
SOMMANO kg
13
R 02.34 d
635,00
Rimozione di vespai di qualunque genere e spessore, eseguito
a mano o anche con l’ausilio di piccoli mezzi meccanici,
all’interno o esterno di volumi edificati (cortili,chiostri, p ... voro
finito in opera a perfetta regola d’arte. Rimozione eseguita a
mano per mezzo di utensili all0interno di fabbricati
all'interno del seminterrato *(H/peso=290,00*0,60)
174,00
SOMMANO m3
14
R 02.40a
Taglio a sezione obbligata, secondo le linee prestabilite dalla
D.LL, di muratura di qualsiasi natura forma e spessore,
eseguito a mano o con l'ausilio di qualunque mezzo, compres
... antiere e quant'altro occorre per dare il lavoro finito a regola
d'arte. Taglio a sezione obbligata in muratura di tufo
muratura di recinzione per passaggio provvisorio
SOMMANO m3
15
0,25
1,50
8,70
815,89
250,00
22,50
190,00
950,00
1,50
952,50
100,00
17´400,00
250,00
282,50
174,00
174,00
3,00
172,48
1,00
4,00
5,00
Rimozione di opere in ferro, quali ringhiere, inferriate e simili,
completi di pezzi speciali e collari di ancoraggio alla muratura
e alle strutture, di qualsiasi dimensione e spes ... ica
autorizzata a qualsiasi distanza e quant'altro occorre per dare
il lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
tubazioni vecchie varie nel seminterrato
ringhiera di recinzione per accesso provvisionale *(H/
peso=1,50*30,00)
7,70
0,09
0,09
SOMMANO cadauno
12
R 02.26
22,40
22,40
SOMMANO m3
10
R 02.01b
TOTALE
1,13
1,13
Trasporto con qualunque mezzo a discarica autorizzata di
A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
22´108,43
pag. 4
Num.Ord.
TARIFFA
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
unitario
RIPORTO
E 01.27
22´108,43
materiale di risulta di qualunque natura e specie purché esente
da amianto, anche se bagnato, fino ad una distanza di km 10
... spianamento e l'eventuale configurazione del materiale
scaricato, con esclusione degli onrei di conferimento a
discarica
dalle demolizioni
Vedi voce n° 3 [m2 17,22]
Vedi voce n° 10 [m3 0,09]
Vedi voce n° 5 [m3 2,05]
Vedi voce n° 14 [m3 1,13]
dalle rimozioni
Vedi voce n° 2 [m2 18,04]
dall'apertura di vani per porte e finestre
0,13
2,24
0,09
2,05
1,13
0,05
2,50
0,90
2,50
SOMMANO m3
16
R 04.04 b
Fornitura e posa in opera di malta premiscelata con fibre di
polipropilene per il ripristino di strutture in calcestruzzo
secondo le seguenti fasi e metodologie Rimozione totale de ...
erture installate a protezione degli agenti atmosferici.
Per ogni mq. di superficie ricostruita e uno spessore di cm. 3
sulle travi di fondazione
sulle travi di fondazione
sulle travi di fondazione
sulle travi di fondazione
sui pilastri
8,91
10,00
8,65
11,45
30,00
30,00
2,00
1,00
1,00
1,00
0,50
1,20
89,10
Oneri di conferimento a discarica
Vedi voce n° 15 [m3 8,91]
Vedi voce n° 16 [m2 89,10]
0,03
SOMMANO m3
18
E 04.01c
Fornitura e posa in opera di calcestruzzo cementizio per
strutture non armate o debolmente armate (fondazioni,
copertine, murature, ecc.), a prestazione garantita,
confezionato a ... canico o a mano con esclusione del ferro di
armatura e delle casseforme e adeguata maturazione del
getto.
Rck 250 N/mmq
all'interno per fondazioni muri perimetrali *(lung.=6,50+3,70+
4,90+2,70+1,30+4,90+2,10)
per spianamento vespaio areato *(par.ug.=8,40+5,20+10,80+
31,40+33,30+32,20+29,30+11,60+10,70+5,70+5,20)
accesso provvisorio sul retro
spianamento murature marciapiede tagliato sul retro
2,00
26,10
0,40
0,10
1,04
4,00
2,10
4,00
4,00
0,10
0,10
0,10
18,38
1,60
1,68
SOMMANO m3
19
E 04.05
Fornitura, lavorazione e posa in opera di tondo di acciaio in
barre di qualsiasi diametro e lunghezza per armatura di
strutture in calcestruzzo, compreso il filo di ferro delle leg ...
ant'altro occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta
regola d'arte. Acciaio per cemento armato tipo Fe B 44K
all'interno per fondazioni muri nuovi correnti fi 16 *(lung.=6,50+
3,70+4,90+2,70+1,30+4,90+2,10)
all'interno per fondazioni muri nuovi staffe fi 8
rete di armatura fi 6/25 per spianamento vespaio areato *
(par.ug.=8,40+5,20+10,80+31,40+33,30+32,20+29,30+11,60+
10,70+5,70+5,20)
SOMMANO kg
20
E 04.02a 2
22,70
6,00
140,00
183,80
26,10
1,60
98,01
85,05
7´577,96
10,00
115,80
120,00
2´724,00
1,90
1´261,96
8,91
2,67
11,58
183,80
11,00
8,65
11,45
30,00
15,00
24,00
SOMMANO m2
17
E 01.28 b
TOTALE
1,58
0,40
247,43
89,60
1,78
327,16
664,19
Fornitura e posa in opera di calcestruzzo cementizio per
strutture armate confezionato a norma di legge, con cemento
tipo 325 o 425 ed inerti a varie pezzature atte ad assicurare u
... ratteristica a compressione del conglomerato cementizio a
28 giorni di stagionatura; slump = cm 7 + o – 2
A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
33´886,16
pag. 5
Num.Ord.
TARIFFA
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
unitario
RIPORTO
Rck 300 N/mmq
all'interno per fondazioni muri nuovi *(lung.=6,50+3,70+4,90+
2,70+1,30+4,90+2,10)
33´886,16
26,10
0,40
0,40
SOMMANO m3
21
E 11.12a
Manto impermeabile in opera a qualsiasi altezza, composto da
guaina armata TNT tessuto o feltro non tessuto applicata a
caldo con giunti sfalsati e sovrapposti di cm 10 sigilla ... re il
lavoro finito in opera a perfetta regola d'arte.
Impermeabilizzazione doppia guaina armata con poliestere
mm 3 + 3
sotto le nuove murature
Muratura di tamponamento eseguita con blocchi presso-vibrati
in calcestruzzo di argilla espansa Leca o Protermo o similari,
con dimensioni modulari (SxHxL) di cm __x20x50 con super ...
uivalenza, in termini geometrici e di impasto, a quelli della
prova oggetto di certificazione.
Spessore cm. 12 REI 120
murature nuove perimetrali
83,00
0,20
Realizzazione di vespaio aerato di qualunque spessore,
eseguito con cupolette tipo “Igloo” con elementi assemblati ad
incastro, da poggiare su sottostante piano preventivamente liv
... compresa la fornitura del materiale ed altro onere e
magistero necessario. Cupoletta con altezza oltre 20 fino a 30
cm
all'interno nel seminterrato secondo strato
83,00
3,70
Realizzazione di vespaio aerato di qualunque spessore,
eseguito con cupolette tipo “Igloo” con elementi assemblati ad
incastro, da poggiare su sottostante piano preventivamente liv
... rofondità compresa la fornitura del materiale ed altro onere
e magistero necessario. Cupoletta con altezza fino a 20 cm
all'interno nel seminterrato primo strato
260,00
Massetto in conglomerato cementizio a resistenza
caratteristica e classe di esposizione conforme alle prescrizioni
delle norma UNI 9858 con dimensioni massima degli inerti pari
a m ... meccanica atta ed idonea a dare il lavoro finito a
perfetta regola d’arte. Massetto in calcestruzzo RcK 20
spessore cm 8
sul vespaio
SOMMANO m2
26
E 12.13b
290,50
27,00
8´291,70
17,00
4´420,00
14,50
3´770,00
260,00
17,50
4´550,00
18,04
86,78
1´565,51
307,10
260,00
260,00
260,00
260,00
260,00
260,00
Lastre in pietra di Trani o Travertino di prima scelta, dello
spessore di cm 3, di qualunque dimensione, con faccia e
frontino in vista, già levigati in laboratorio, per soglie, ... ltro
occorre per dare il lavoro finito in opera a perfetta regola
d'arte. Lastre di pietra di Travertino spessore cm 3
SOMMANO m2
27
E 17.07a n
17,50
16,60
260,00
SOMMANO m2
25
E 08.08a
668,80
307,10
SOMMANO m2
24
E 08.02a
160,00
16,60
SOMMANO m2
23
E 08.02b
4,18
4,18
SOMMANO m2
22
E 06 11 b
TOTALE
Infisso per finestre e porte-finestra di alluminio della sezione
minima di mm 52 e dello spessore minimo dei profilati di
mm 1,5 rifinito con le parti in vista satinat ... d'aria disidrata
da 4 mm. È inoltre compreso quanto altro occorre per dare
l'opera finita a perfetta regola d'arte.
A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
57´442,67
pag. 6
DIMENSIONI
Num.Ord.
TARIFFA
IMPORTI
Quantità
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
unitario
RIPORTO
infissi nuovi
infissi nuovi
infissi nuovi
infissi nuovi
57´442,67
2,00
1,00
2,00
1,00
1,50
0,50
2,45
SOMMANO m2
28
R 02.44 n
Formazione di fori di qualsiasi dimensione per l'areazione di
vani dietro muratura e del vespaio in murature di tufo o mattoni
in laterizio o cls vibrato di qualsiasi spessore, per ... nchè il
trasporto a rifiuto del materiale di risulta ed ogni altro onere e
magistero e gli eventuali ponti di servizio.
per areazione vespai nelle murature perimetrali
SOMMANO cadauno
2,00
1,00
1,00
3,68
7,68
20,00
310,00
2´380,80
65,00
1´300,00
20,00
20,00
Parziale LAVORI A MISURA euro
61´123,47
T O T A L E euro
61´123,47
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
TOTALE
pag. 7
IMPORTI
Num.Ord.
TARIFFA
DESIGNAZIONE DEI LAVORI
TOTALE
incid.
%
RIPORTO
001
002
003
004
Riepilogo SUPER CATEGORIE
SCAVI, RIMOZIONI E DEMOLIZIONI
OPERE IN C.A. E SIMILI, MURATURE
OPERE IN MARMO, MASSETTI E VESPAI
IMPERMEABILIZZAZIONI, OPERE IN FERRO E INFISSI
22´322,24
20´524,42
15´605,51
2´671,30
Totale SUPER CATEGORIE euro
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------A RIPORTARE
COMMITTENTE: Amm.ne di Ugento
36,520
33,579
25,531
4,370
61´123,47 100,000
QUADRO ECONOMICO
A) IMPORTO LAVORI:
1) Importo Lavori a base d’asta ……………………. €….61.123,47
2) Oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso….. €…...1.604,07
SOMMANO LAVORI
in uno
€….62.727,54
B) SOMME A DISPOSIZIONE DELL’AMM.NE
1) IVA 10% di A…………………………………………
2) Rilievi accertamenti e indagini……………………..
3) Spese tecniche (progett., sicurezza e D.LL.)..…..
4) Art.18 Legge 109/94 e s.m.i………………………..
5) Collaudo tecnico-amministrativo…………………..
6) IVA 20% di B3+B4+ B5………………..……………
7) Spese per Pubblicità………………………………..
8) Imprevisti e lavori a fattura………………………….
SOMMANO
€…..6.272,75
€…..6.480,00
€…16.320,00
€..…1.250,00
€…12.300,00
€..…5.974,00
€..……500,00
€.…....175,71
in uno
IMPORTO TOTALE PROGETTO
€.….49.272,46
€…112.000,00
I Tecnici Progettisti
Ing. Cataldo Boccuni
Arch. Antonio Serra
COMPUTO DEI COSTI PER LA SICUREZZA
U.M.
quantità
prezzo
importo
S 03.25 b - Turca da cantiere, delle dimensioni di mt. 1,00 x 1,00 x 2,70h, realizzato con struttura
portante monolitica in profili di acciaio zincato a caldo. Pareti in lamiera zincata, grecata,
preverniciata. Pavimento in grigliato zincato a caldo elettroforgiato, con sotto vasca per il recupero
delle acque reflue. Porta d'ingresso in lamiera zincata, grecata, preverniciata. Vaso alla turca in
ceramica smaltata con relativa vaschetta di scarico. Impianto idrico in tubi di rame per le acque
bianche e superplastica per le acque nere. Serbatoio acque bianche e nere in lamiera zincata a
tenuta stagna, autonomia per circa 100 utilizzi. Gradino d'ingresso ntiscivolo. costo noleggio
giornaliero
giorno
77,00
7,05
542,85
S 03.18 b - Esecuzione di recinzione provvisionale di cantiere sui confini dell'area destinata alla
costruzione, con lamiere ondulate o rete metallica a pannelli modulari assemblabili di altezza non
inferiore a m 2.00 con sostegni in paletti di castagno infissi nel terreno. Completa delle necessarie
controventature, sottomisure di abete, legature con filo di ferro, segnalazioni luminose diurne e
notturne e tabelle segnaletiche. Compreso lo sfrido dei materiali, il trasporto, lo scarico
dall'automezzo, l'accatastamento, l'avvicinamento al luogo di posa di tutti i materiali necessari, la
rimozione al termine dei lavori, lo sgombero dei materiali, la pulizia finale e quant'altro occorre per
dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte. Recinzione con rete metallica zincata
mq
53,28
16,50
879,12
S 02.09 - Pacchetto di medicazione, per cantieri la cui presenza giornaliera di persone è uguale o
inferiore a cinque dipendenti. La dotazione è costituita da: 1 flacone di sapone liquido, 1 flacone di
disinfettante da 250cc, 1 pomata per scottature, 2 bende di garza h.5cm., 1 benda di garza
h.7cm., 5 confezioni di 10 garze sterili 10x10cm., 1 flacone di pomata antistaminica, 1 paio di
forbici, 2 sacchetti di cotone da 50g., 5 garze sterili da 18x40cm, 2 confezioni da 2 paia di guanti
in vinile, 2 flaconi di acqua ossigenata, 1 flacone di clorossidante elettrolitico, 1 pinzetta sterile da
9cm., 1 rocchetto di cerotto 2,5cm.x 5m., 20 cerotti 2x7cm., 2 lacci emostatici, 1 confezione di
ghiaccio istantaneo, 2 sacchetti di politene monouso, 1 termometro clinico, 1 elenco del
contenuto.
cad
1,00
48,50
48,50
A 01.09 b - Fornitura e posa in opera di estintore portatile a polvere polivalente per classi di fuoco
A (combustibili solidi), B (combustibili liquidi), C (combustibili gassosi), tipo omologato secondo la
normativa vigente, completo di supporto metallico per fissaggio a muro, manichetta con ugello,
manometro ed ogni altro accessorio necessario all’installazione e funzionamento. E’ compreso
quanto occorre per dare il lavoro finito. Estintore classe 13A – 89BC (Kg 2).
cad
2,00
36,50
73,00
S 02.05 - Segnali informativi di forma rettangolare delle dimensioni di 200x400mm. Realizzati in
alluminio dello spessore di 1,5mm. Resistenti agli agenti atmosferici, adatti per uso interno ed
esterno.
cad
6,00
10,10
60,60
TOTALE
1 604,07
ARCH. ANTONIO SERRA
PIAZZA VIRGILIO MARONE,10
73020 - CAVALLINO (LE)
Telefono 333.3173914
e-mail: [email protected]
FASCICOLO DELL'OPERA
Art. 91, comma 1, lettera b), D. Lgs. 81/2008
Allegato XVI al D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008
OGGETTO:
LAVORI DI RISANAMENTO IGIENICO EDILIZIO DELL'EDIFICIO SCUOLA MEDIA I. SILONE
COMMITTENTE:
Amm.ne Comunale - Ugento
CANTIERE:
Via G. D'Annuzio
REDATTO DA:
Ing. C. Boccuni - Arch. A. Serra
Il Coordinatore per la Sicurezza
Il Committente
Il Responsabile dei Lavori
PREMESSA
Funzioni del fascicolo dell'opera
Secondo quanto prescritto dall'art. 91 del D. Lgs. 81/2008, il fascicolo dell'opera è preso in
considerazione al lato di eventuali lavori successivi sull'opera stessa. Tale fascicolo contiene "le
informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori" coinvolti
in operazioni di manutenzione. Sotto l'aspetto della prevenzione dai rischi, il fascicolo rappresenta
quindi uno schema della pianificazione della sicurezza per gli interventi di manutenzione. Il fascicolo
deve essere aggiornato in corso di costruzione (a cura del CSE) e durante la vita di esercizio
dell'opera in base alle eventuali modifiche alla stessa (a cura del committente / gestore).
Struttura del Fascicolo dell'opera
I contenuti del presente elaborato costituiscono il Fascicolo Tecnico informativo dell'opera in oggetto
così come previsto dall'art. 91, comma 1, lettera b del D.Lgs. 81/2008, redatto secondo le indicazioni
contenute nell'allegato XVI del sopra citato Decreto.
Le parti che lo costituiscono, oltre alla presente premessa, sono appresso elencate:
- SCHEDA I: Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati
- SCHEDA II-1: Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliarie
- SCHEDA II-2: Adeguamento delle misure preventive e protettice in dotazione dell'opera ed ausiliarie
- SCHEDA II-3: Informazioni sulle misure preventive e protettive in dotazione dell'opera necessarie per
pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza e modalità di utilizzo e di controllo dell'efficienza
delle stesse
- SCHEDA III-1: Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi all'opera nel proprio contesto
- SCHEDA III-2: Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi alla struttura architettonica e
statica dell'opera
- SCHEDA III-3: Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi agli impianti dell'opera
Soggetti interessati all'utilizzo del Fascicolo dell'opera
Il gestore dell'opera è il soggetto coinvolto maggiormente nell'utilizzo del Fascicolo. Egli effettuerà le
manutenzioni secondo le periodicità eventualmente individuate nel Fascicolo, e dovrà mettere a
conoscenza le imprese incaricate degli interventi, delle procedure o delle scelte adottate in fase
progettuale per ridurre i rischi. Infine, se l'opera viene ceduta, il proprietario dovrà consegnare anche il
Fascicolo. Riassumendo, i soggetti interessati all'utilizzo del fascicolo sono:
1. Gestore dell'opera (Amministratore, proprietario, ecc.);
2. Imprese incaricate per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'opera;
Introduzione
Pag. 1
Scheda I
Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati
Descrizione sintetica dell'opera
I principali lavori da esguire sono: Scavi, rimozione parziale di pavimenti vespai e massetti esterni, materiale di risulta al piano interrato,
interventi di risanamentodelle strutture in c.a.(plinti travi e pilastri, scale ), demolizione di murature, opere in c.a.
Durata effettiva dei lavori
Inizio lavori
Fine lavori
Indirizzo del cantiere
Suola Media Statale Ignazio Silone - via G. D.Annunzio - Ugento-Le
Committente
{indicare i dati relativi al committente}
Responsabile dei lavori
{indicare i dati del responsabile dei lavori}
Progettisti
{indicare i dati di tutti i progettisti dell'opera (architettonico, strutturale, impiantistico)}
Coordinatore in fase di progettazione
{indicare i dati del CSP}
Coordinatore in fase di esecuzione
{indicare i dati del CSE}
Impresa appaltatrice
Scheda I
Pag. 2
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
CODICE SCHEDA
1
Cemento armato
Tipo di intervento
Rischi individuati
Interventi localizzati consistenti nella pulitura e nell'applicazione di cementi con additivi
Interventi consistenti nella asportazione delle parti deteriorate, eventualmente la pulitura dell'armatura e
Utilizzo dell'apprestamento: Trabattello su ruote
Utilizzo dell'apprestamento: Ponteggio metallico a tubi giunti
Cadute dall'alto in genere.
Cadute dall'alto in genere.
Caduta dal trabatello; Crollo del trabatello.
Caduta dall'alto dal ponteggio; Caduta di materiali dall'alto del ponteggio; Cadute a livello e scivolamenti
nell'uso del ponteggio; Crollo o ribaltamento del ponteggio; Elettrocuzione nell'uso del ponteggio; Tagli e
abrasioni alle mani nel montaggio e smontaggio del ponteggio.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Misure preventive e protettive in
dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Trabattello su ruote; Ponteggio metallico a tubi giunti.
Trabattello su ruote; Ponteggio metallico a tubi giunti.
Tavole allegate
Scheda II-1
Pag. 3
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
CODICE SCHEDA
2
Serramenti in alluminio
Tipo di intervento
Rischi individuati
Sostituzione di vetri
Sostituzione di cerniere
Taglio agli arti nel maneggiare elementi in vetro.
Cadute dall'alto in genere.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Misure preventive e protettive in
dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Tavole allegate
Scheda II-1
Pag. 4

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