19 luglio 2008

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19 luglio 2008
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0,5
Pulizie Professionali
ofes
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fes io
ona
industriali e private
va
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Pulizie Professionali
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www.ecoluxsrl.it
tel. 0444 362898
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Direttore editoriale Giovanni Coviello
Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona
Lo straniero
Elogio della follia
di Giovanni Coviello
Non abbiamo fatto cinquina qualche numero fa quando su
VicenzaPiù ci appellavamo a politici e imprenditori vicentini
perché si ricompattassero per la città, e cercassero soluzioni
per i punti chiave della sua gestione, in crisi da tempo e sull’orlo di un fallimento totale, ancora più grave in un momento in cui dire che l’economia piange è un puro eufemismo.
Suggerivamo, provocatoriamente, noi che siamo fuori dalle
stanze del potere e perciò a volte più liberi di pensare (magari con incoscienza), di utilizzare professionalità di spessore,
per giunta di nascita vicentina. Facevamo i nomi di Mincato
e Scaroni, come per lanciare un sasso nel lago melmoso delle faide che da tempo hanno squassato e frenato lo sviluppo
della città, magari per l’Aim. Non abbiamo fatto cinquina,
perché Mincato è appena stato indicato dal presidente di Assindustria, Roberto Zuccato, non per Aim ma come più che
possibile (visti gli alti consensi) Presidente di una Camera di
Commercio, da rilanciare su base di criteri di professionalità
e indipendenza.
Anno 3 - Numero 113 - Sabato 19 luglio 2008
Il numero uno degli industriali vicentini, Roberto Zuccato,
vuole rimettere ordine nel rissoso campo delle forze economiche locali.
Di qui la sua scelta di Mincato per la Camera di Commercio
(imitato da Variati per Aim con l’ipotesi Sapelli).
Un nuovo inizio per la città?
a pagina 4
Inceneritore,
la “favola”
del modello
Brescia
Vita da
oratorio,
feste
e calcetto
contro
i bulli
da pagina 6
a pagina 15
Salari
e Dal Molin,
la Cgil
della
Bergamin
Trent’anni
da polemista,
a tu per tu
con
Pino Dato
a pagina 16
a pagina 17
tutte le partite del vicenza calcio in diretta
(continua a pagina 5)
13 notiziari locali e
16 notiziari nazionali
al giorno
tutto quello che succede
a vicenza e provincia
CI PUOI
ASCOLTARE
la musica che vuoi
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Vicenza, Bassano,
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Dal 9 Giugno al 31 Agosto lun-mar-gio-sab-dom
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Palazzetto del nuoto - Viale Ferrarin, 71 - tel. e fax 0444.924868 • [email protected] - www.piscinedivicenza.it
Veneto strade informa
L’opera consentirà un rapido collegamento tra la A4 ed i centri urbani di Mirano, Marano, Scaltenigo e Dolo
INIZIATIVE - Chisso è intervenuto a Cinto Caomaggiore all’inaugurazione di due interventi di messa in sicurezza della SS 251
Passante
Mestre:
La
Regione deldi
Veneto
premia
nuovo
casello Dolo/Mirano
le
amministrazioni
locali attive
E' stato aperto al traffico, nei gior-
Comune di Cinto Caomaggiore
ha attivato investimenti per oltre
7 milioni di euro, sui quali la
Regione è intervenuta con finanziamenti per quasi 5 milioni. “In
questo come in altri casi – ha sottolineato Chisso – non abbiamo
fatto altro che il nostro dovere,
perseguendo lo scopo della polie Dolo, ma anche di liberare il
tica, che è quello di fare in modo
centro di Vetrego dal traffico
che i cittadini possano vivere
pesante.
meglio.
L’opera è stata presentata oggi,
C’è però una indubbia differenpresso la sede di Veneto Strade,
za tra le possibilità delle ammidall’Assessore alla Mobilità delnistrazioni nel Veneto e quelle
la Regione del Veneto, Renato
del confinante Friuli Venezia
Chisso, dal Commissario delegaGiulia, che trattiene e investe sul
to per l’Emergenza Socio-Econoterritorio una quota di introiti
mia-Ambientale della viabilità di
Mestre, Silvano Vernizzi e daldelle tasse pagate dai propri citl’Amministratore Delegato della
tadini tre volte superiore a quelSocietà Autostradale Venezia- entrata e in uscita, che interessa la
stesso
casello,
che può
si trova
ad
di cui
il Veneto
disporPadova, Lino Brentan.
interferire con la realizzazione
l’attuale casello do Dolo, posto re”.
Lo scopo del casello provvisorio lungo la A4 Milano – Venezia, E’
deluna
Passante
Autostradale
in fase
disparità
oggettiva
che
è quello di assorbire il traffico, in consentendo la rimozione dello qui
di completamento
permettenviene percepitae immediatamente, quando lo stare al di qua
o al di là della stessa strada significa pagare meno tasse e avere
L’ impegno finanziario nel Piano Triennale della viabilità è di 37 milioni di euro. Chisso si è
più servizi.
“Ma la strada maestra non è il
passaggio di regione, bensì
superare le differenze esistenti
ricontrattando l’autonomia del
Veneto, anche dal punto di vista
fiscale. Ed è proprio questo il
mandato affidato a Galan da tutè svolta
nella
sede èdi
Vernizzi,
i consiglieri
realizzazione
il Consigliodell’intero
regionale tratto:
alcune
Bagnariol,
il consigliere
regio- to
nelSiFriuli
Venezia
Giulia
la Venecon- givano
to
Strade
a
Mestre,
la
riunione
regionali:
Barbara
Degani,
Palugana-Legnago.
Durante
trattazione della nostra autono- nale Daniele Stival e l’assessore settimane fa”.
tra una
dei sin- provinciale
Franco Frigo
e Piergiorgio
Cor- Gli
l’incontro
è stato
ricordato oggi
che
interventi
inaugurati
Paolo
Gatto. Succesmia,
per rappresentativa
la quale il Consiglio
daci
dei
comuni
interessati
alla
tellazzo,
il
sindaco
di
Legnago,
esiste
un
impegno
finanziario
regionale, all’unanimità, ha dato sivamente, presente anche il sin- riguardano, in particolare, l’elirealizzazione
nuova Stra- daco
Silvio
Gandini,
di minazione
nel Piano Triennale
dellapericoviabidi due curve
Igor
Visentin,ilè sindaco
stata inaupieno
mandatodella
al presidente
da Regionale
Montagnana,
Mossa lose
lità trasferita
di 37
milioni
di
sulla SS 251,
dando
anche
nuovaGiuseppe
pista ciclabile
Giancarlo
Galan10.
di trattare con guratala
All’incontro hanno partecipato: e l’assessore all’Urbanistica e al euro.
che collega Pramaggiore con continuità ad una pista ciclabiil governo”.
l’assessore regionale alla Mobi- Patrimonio, Pierantonio Capo- L’assessore Chisso, si è impeLo ha ribadito l’assessore alle Annone Veneto passando per le, e l’allargamento della “Postulità e alle Infrastrutture, Rena- daglio del comune di Este.
gnato a proporre per il prossipolitiche della mobilità Renato Blessaglia.Per interventi sulla mia” tra Annone e Pramaggiore
to Chisso, l’amministratore Il costo complessivo dell’opera mo Triennale, che sarà trasmesChisso, intervenendo a Cinto viabilità, per la sicurezza strada- con l’inserimento di una pista
delegato di Veneto Strade, Sil- e di 211 milioni di euro per la so al Consiglio Regionale entro
Caomaggiore, in provincia di le e per opere pubbliche, il ciclabile.
ni Regione
scorsi, ildel
nuovo
casello
prov“La
Veneto
ha semvisorio
di Dolo/Mirano,
che ha
pre
premiato
le amministrazioil vecchio
casello
ni sostituito
locali attive,
che si sono
fattedi
Dolo. Si tratta
un’opera
portavoce
delle di
esigenze
deiprevicitsta dal
progetto
del Passante
tadini
e non
sono rimaste
inerti
Autostradale
di Mestre,
connelle
polemiche,
ma la che
strada
sentirà
non
solo
un
rapido
collemaestra per eliminare le disegamento tra la A4 ed i centri urbaguaglianze
tra le possibilità d’inni di Mirano, Marano, Scaltenigo
tervento e i servizi nel Veneto e
Venezia, all’inaugurazione di
due interventi di messa in sicurezza della SS 251 della Val di
Zoldo e Val Cellina.
Alla cerimonia, iniziata in Municipio e conclusasi con il tradizionale taglio del nastro nel luogo
del primo intervento, sono intervenuti tra gli altri il sindaco Lui-
do quindi la successiva realizzazione della nuova Barriera autostradale di Venezia Ovest, una
volta immessa sul Passante la
direttrice principale del sistema
autostradale.
“ Siamo consapevoli – sottolinea
l’Assessore Chisso - che l’apertura del nuovo casello di Mirano
creerà qualche disagio alla circolazione stradale, ma si tratta di
disagi limitati, soprattutto nel
tempo.
Di“Ho
contro
– precisa
– andremo a
scritto
personalmente
risolvere più di qualche probleal presidente e agli amminima, sia perché renderemo meno
stratori della società Autotortuosa la viabilità, sia perché
strade Brescia
– Padova
andremo
ad aumentare
la sicuchiedendo
un
intervento
rezza stradale, baypassando il
finanziario
a copertura
centro
abitato di
Vetrego. della
spesa
necessaria
per comSi tratta dell’unica soluzione
pospletare
la Strada
Regionale
sibile,
rispetto
alla quale,
grazie
alla
tra di
la CarceRegion. collaborazione
10, da Palugana
neri efino
la al
Società
caselloAutostradale
autostradaVenezia
– Padova,
si è ottenuto
le di Santa
Margherita
d’Aundige,
risultato
ottimale”.
NelValconsulla costruenda
cludere il suo intervento l’Assessore Chisso, rispetto al crono programma dei lavori del Passante,
ha informato che nel corso del
mese di luglio, tra il 18 e il 28 è
prevista la fase di spinta del
monolite del sottopasso autostradale alla linea ferroviaria Mestre
– Udine, in località Preganziol,
tra il 19 e il 20 luglio la demolizione del cavalcavia dell’attuale
casello di Dolo – Mirano, con
chiusura della A4 tra Padova est
elocali
Dolo/Mirano
nelle ore
nottura lamentarsi
e non
siane, tra il 20 e il 30 luglio è previmo sordi alle sollecitazioni,
sta l’apertura al traffico del racpur con i vincoli di bilancio
cordo stradale tra la S.P. 64 “Zerdi una Regione
a statuto
manesa”
in Comune
di Mogliaordinario.
A
no Veneto e la S.P. n.63 “Casalebbiamo
già trovato
la coperse”
tra Preganziol
e Casale
sul
tura
finanziaria
per
23 dei
Sile.
milioni
di euro Villabona
che ser- –
Il63
tratto
autostradale
Dolo/Mirano
sarà a pagamento
vono per il secondo
tratto in
fino
all’apertura
Passante di
variante,
fino aldel
futuro
Mestre,
sarà
casello e– successivamente
ha ricordato Chisgratuito.
so – sia attraverso il Piano
SR 10. Chisso chiede
sostegno alla società
Brescia - Padova
triennale della grande viabidastico Sud”. Lo ha annunlità regionale, sia con l’atto
ciato l’assessore alle politiaggiuntivo
all’Accordo
che
della
mobilità
del
Veneimpegnato a proporre un integrazione
dello
stanziamento
Quadro Regione – Governo
to Renato Chisso.
sulle infrastrutture firmato
“La Regione è fortemente
qualche settimana fa.
impegnata e non da ora per
Ora, considerato che la nuola nuova Padana Inferiore –
va SR 10 porterà traffico e
ha ribadito Chisso – e non è
per caso che siamo riusciti a introiti alla società autostradale e che risolverebbe i
realizzare con l’ANAS il
problemi
sua continuità
volta
primo
tratto
da
Monselice
a
il mese di luglio, un integrazio- di
Padova che
per adare
deriveranno
sulla
viabilità
Palugana.
ne dello stanziamento.
al percorso fino al casello autolocale dalla
presenzae del
Del resto si
tutta
la S.R.
10
L’assessore
è altresì
impegnastradale
di Monselice
di svolcasello
dell’autostrada,
ho
attuale
fino
a
Legnago,
che
to di dare incarico a Veneto gere tutte le pressioni possibili
chiesto
alla
Brescia
–
Padoattraversa
numerosi
centri
Strade di valutare tutte le pos- su Autostrade per l’Italia (caselvoler contribuire
abitati,
è oggi
a
sibili
azioni
perinadeguata
giungere ad
lovadidiMonselice)
e Autostrada
finanziariamente
con almesopportare
i consistenti
una
realizzazione
complessiva Brescia-Padova
(casello
Santa
no 30 milioni
di euro. Sto
volumi di traffico
che latrat- Margherita
dell’intervento
nell’intera
d’Adige)
perché
ta.interessano quotidianamen- concorrano
attendendo finanziariamente
un’auspicabile
Infine
Renato
Chissogli
si èenti
impe- alla
realizzazione
risposta
positiva”.del nuovo
te: hanno
ragione
Nuova Strada Regionale 10
gnato a contattare la Provincia
intervento infrastrutturale.
Veneto strade S.p.A.
publiredazionale
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30174 Mestre Venezia
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3
lettere
19 LUGLIO 2008
Dal Molin, urbanistica, Aim: i primi mesi della giunta Variati hanno già segnato una svolta
Soprattutto nei rapporti con i cittadini
Referendum e promesse rispettate
La primavera di Vicenza
Dieci anni di oscuramento democratico locale in un contesto
nazionale non certo più illuminato, evidenziano la differenza
tra la nuova amministrazione
comunale rispetto sia a quella
passata sia al governo nazionale, almeno per un motivo: sta
rispettando le promesse elettorali.
A fronte di ciò abbiamo anche
un’opposizione che invece, non
imparando nulla dai propri errori, continua a comportarsi
come se l’elezione di Variati sia
stata un incidente di percorso,
speranzosi forse, che entro breve tempo si ripeta per il nuovo
sindaco ciò che è successo al governo Prodi.
Bene, continuino pure, così
avremo per cinque anni il privilegio di un’amministrazione decisamente controcorrente perché molto più vicina ai bisogni
dei cittadini.
munque le elezioni non le han- l’occasione), dall’altra lo sforno vinte lo stesso. Nonostante zo di chi ha capito fin da subito
quindi la presenza di adulti che l’importanza di un contatto diancora credono alle favole, il retto e presente con tutti i citnumero dei vicentini disponibi- tadini, fatto sulla strada, sulla
le a continuare a farsi prendere piazza, nelle circoscrizioni, ai
in giro è sensibilmente diminui- mercati e in ogni posto buono
to. Magari anche perché, con la per incontrare le persone. E di
nuova legge regionale che intro- mantenere le promesse.
duce il PAT, hanno
Come di fatto sta accapito che di tercadendo con i conreno per la nuova
trolli sulla gestione
edificazione non ce
AIM, alla forzatura
ne sarà poi molto e Con il PAT,
commerciale della
tanto meno per tut- non si può più zona industriale, al
ti, quindi non si può promettere
devastante impatto
promettere tutto a terreni a tutti
dell’ex
Cotorossi,
tutti solo per avere solo per avere alle dovute cautele
voti in cambio aril PAT, al con“Dieci anni di incuria stradale sono imputabili all’attuale opposizione”
voti in cambio per
rivando addirittutrollo del territorio
hanno votato. Ma, nemmeno ma dieci anni di incuria stradale ra a far carte false
fatto dai vigili urbahanno votato Sartori ed in de- sono imputabili a loro e a Hul- pur di mantenere
ni e non dai privati,
mocrazia chi non si esprime lweck che hanno preferito usa- promesse, riservate
all’installazione delnon dice nulla. Ciò che conta è re tutte le risorse per il nuovo però solo per i loro pochi amici la webcam in consiglio comunache se Variati è sindaco è perché teatro e poi il referendum pote- intimi.
le, ai maxi schermi aggiuntivi, al
la maggioranza dei vicentini che vano averlo fatto
coinvolgimento dei movimenti
hanno voluto esprimersi non fare loro, invece
Se guardiamo an- per il si e per il no nel mettere
Un fatto che certamente deve vuole la nuova base e vuole po- lo hanno per ben
che come si sono a punto la consultazione sulla
bruciare parecchio all’opposi- terlo dire con un referendum e due volte impedipresentati i due nuova base.
zione è che Variati ha vinto per questo segnale ancora l’opposi- to, perdendo così
candidati sindaco
un pugno di voti promettendo zione non lo vuole ammettere.
una larga fetta di
durante la cam- Ebbene che tutto questo sia l’iniil referendum sulla nuova base.
fiducia dei cittapagna elettorale zio di una “Primavera di demoLo dicono spesso, aggiungendo Contro il referendum poi perse- dini.
la differenza è crazia” per Vicenza? Se manterpure che in realtà la città vuole verano con l’arma dei costi, prelampante, da una ranno le promesse ascoltando e
la nuova base perché tanti non ferendone la cura delle strade Ma non è solo
parte l’arroganza coinvolgendo i cittadini senza
la nuova base a
di chi ha sempre lasciarsi prendere la mano dalla
fare la differenza,
creduto che la vit- tentazione del potere, il futuro
ormai l’ipocrisia L’ex assessore Marco Zocca
toria gli sarebbe ce lo dirà, certo però che se il
della passata amarrisa come un buon giorno si vede dal mattiFatti, personaggi e vita vicentina
ministrazione era diventata tal- diritto divino (infatti di vino ne no…
www.vicenzapiu.com
mente evidente e pesante, che deve essere corso parecchio nei
[email protected]
perfino i vicentini, tendenzial- ritrovi privati organizzati per
lettera firmata
Direttore Editoriale
Collaborano:
GIOVANNI COVIELLO
ANDREA ALBA
mente
conservatori,
hanno
[email protected]
ANDREA BASSO
pito che era venuto il momento
DANIELE BINAGHI
Direttore Responsabile
MARTA CARDINI
di dare un taglio con la fiducia a
GIAMPAOLO ZORZO
FRANCESCO CAVALLARO
FEDERICA CEOLATO
questi signori. Ad es.: bando deEditori
GIULIANO CORÀ
gli Interessi Diffusi, BID. StudiaPIÙ MEDIA SRL
STEFANO FERRIO
Corso Padova, 12 – Vicenza
GIOVANNI MAGALOTTI
to apposta prima delle elezioni
[email protected]
&
del 2003 dall’ex ass. Franzina,
Opinionisti:
EDIZIONI LOCALI SRL
ALBERTO BELLONI
ha menato per il naso qualche
via Nizza, 8 – Verona
FRANCESCO DI BARTOLO
MATTEO RINALDI
migliaio di vicentini con il risulRedazione di Vicenza
Corso Padova, 12 Vicenza
tato della riconferma di HullweRedazione di Verona
tel. 0444 923362 - 922766
Via Nizza, 8
ck a sindaco e 5 anni di illusioni
Fax 0444 926780
[email protected]
per chi ha fatto domanda (maPubblicità
Corso Padova, 12 – Vicenza
Redazione
gari con qualche sorrisino comtel. 0444 923362 – 922766
LUCA MATTEAZZI
Fax 0444 926780
piaciuto degli autori). Ci hanno
[email protected]
[email protected]
ALESSIO MANNINO
poi riprovato, infatti l’ultimo ex
[email protected]
Stampa
assessore all’urbanistica Zocca,
ILARIO TONIELLO
Stampato da Pentagraph Srl
[email protected]
poco prima dell’appuntamento
via Tavagnacco, 61 33100 Udine
Redazione sportiva
elettorale, ha spedito personalAutorizzazione
TOMMASO QUAGGIO
mente un migliaio di lettere ad
Tribunale di Treviso n. 1132
[email protected]
supplemento di Treviso Sette
PAOLO MUTTERLE
altrettanti vicentini dandogli
[email protected]
del 19 luglio 2008
ad intendere che i loro interessi
sull’edificazione potevano venire soddisfatti. Il risultato è stato
Associato all’USPI
positivo per Zocca, visto che ha
Unione Stampa Periodica Italiana
Iscrizione al Registro Nazionale
raccolto un migliaio di preferendella stampa n.8857 del 15-12-2000
ze (che coincidenza !!!) ma co-
4
19 LUGLIO 2008
fatti&notizie
Il numero uno degli industriali berici a tutto campo. “La mia forza? Nella base, non nei salotti”
E sulla Ederle 2: “Favorevole, ma so che gli Americani non daranno compensazioni”
Zuccato, il garibaldino di Confidustria
“A Vicenza occorre il metodo Mincato”
DI ALESSIO MANNINO
Davanti a Palazzo
Bonin
Longare,
sede dell’Associazione Industriali
di Vicenza, c’è la
statua di Giuseppe
Garibaldi. Lui fece
l’Unità d’Italia. Il
numero uno degli
imprenditori vicentini, Roberto Zuccato, prova a comporre l’unità dell’economia berica, squassata da due anni di
odii e guerre fra gruppi d’interesse che
hanno usato a loro uso e consumo le
cariche di comando nelle associazioni di
categoria per il proprio tornaconto.
Non ha il piglio garibaldino, Zuccato,
anzi è uno pacato: è di Carrè e alle spalle
ha una vita da produttore di sedie di lusso, mica indossa il poncho dell’idealista.
Ma sicuramente ha tutta l’intenzione di
finirla con la balcanizzazione della sua
categoria (e di quelle rappresentate in
Camera di Commercio). “E’ un momento particolare, sto cercando di risolvere
la situazione in Camera di Commercio”,
esordisce. Niente fughe in avanti. Ma chi
attende la liberazione della città dalla
peste delle cordate e delle lobby si aspetta molto da lui. E l’impressione è che c’è
chi gli stia lisciando il
pelo. Basta vedere il coro
di beatificazione levatosi
in occasione della sua relazione davanti agli associati di poche settimane
fa, presente la presidente
nazionale Emma Marcegaglia. “Potevo fare
una relazione con effetto
strappa-applausi, dicendo questo e questo non
vanno, oppure volare più
alto indicando indirizzi e
aperture. Ho scelto quest’ultima opzione, e ho ricevuti commenti positivi, sì.
Ma credo molto in quello che ho detto.
No, la beatificazione non l’ho vista, sono
stato contento che sia stata percepita
come io volevo fosse percepita”. Cioè un
segnale di distensione.
Senta, ma cosa l’ha spinta a ‘sacrificarsi’ candidandosi per la poltrona più scomoda di Vicenza?
Le dico la verità: non era mai stato nelle
mie intenzioni correre per questo posto.
Tra l’altro la mia azienda (la Ares Line,
sue le poltrone del nuovo teatro, ndr) è
in una fase di sviluppo, che in particolare in questo periodo è in forte accelerazione. E’ stato un gruppo di persone
che per qualche mese ha cercato di convincermi per dare all’associazione una
presidenza diversa, che rimettesse al
centro gli associati. All’inizio non vole-
Roberto Zuccato, presidente di Assindustria Vicenza
vo, poi l’affetto e il clima di consenso mi
hanno convinto. La mia è stata una candidatura di servizio, e la mia presidenza
è una presidenza di servizio. Purtroppo
sto trascurando l’azienda, e spero di poter recuperare del tempo nei prossimi
mesi.
Oltre che scomoda, la sua è la poltrona più importante della città.
Una volte il centro del potere berico, si diceva, era il vescovado.
Oggi è il suo palazzo. Condivide?
Sicuramente è… un punto di riferimento per
l’economia
vicentina.
Però devo dire che l’associazione può mettere
a disposizione uno staff
di grande qualità. Quanto a quello che diceva
lei, oggi ha un peso, una
funzione, un ruolo tale
che qualsiasi cosa esca
da qui viene soppesato
da tutti.
La corsa per la presidenza di cui Lei è titolare ha scatenato furiose e, se mi consente,
miserevoli lotte per bande. Possiamo dire che con Lei tutto questo è finito?
Lei lo sa che è stata una scelta tribolata, ma oggi credo che il consenso si stia
coagulando. Rimangono situazioni di
non completa serenità, ma conto sul
fatto che sto lavorando nell’esclusivo interesse dell’economia vicentina. Io non
ho nemici e non sono contro nessuno,
e non rappresento solo una parte, una
fetta dell’associazione.
La sua forza sta nei numeri, a differenza di prima, quando c’era un
gruppo ristretto a guidare le danze.
La mia forza sta nella base degli associati.
Le situazioni non serene a cui fa
Sì, per Aim
vogliamo
un manager.
Sapelli?
Va bene
c’erano voci di voler nominare politici
(Ubaldo Alifuoco, ndr), noi abbiamo
solo detto che ci vuole un manager.
Pare che il sindaco Variati l’abbia
ascoltata, visto che pensa al super-tecnico Giulio Sapelli come
capo dell’azienda comunale.
Sì, Sapelli risponde al metodo che dicevo.
Camera di Commercio: è sicuro
che tutte le altre categorie siano
d’accordo su Vittorio Mincato
presidente?
Credo proprio di sì. Stiamo lavorando
con le altre categorie tramite i nostri
direttori, c’è un continuo scambio di
vedute. Mincato è una persona talmente superpartes, una persona che non è
proprietà di nessuno, che penso ci sarà
unanimità. Quando lui mi ha detto “sì,
accetto”, io… mi sono commosso. Mi
sono commosso per la valenza storica
della scelta, lui che voleva tornare nella
sua terra. In quel momento ho capito
che si poteva prendere una strada nuova. Chi non ha la coda di paglia non può
che esserne felice, perché uno come lui
taglia alla radice ogni considerazione di
parte.
Sul Dal Molin da parte sua finora
c’è stato silenzio. Se ne deve arguire che la posizione di Assindustria
rimane quella del suo predecessore Massimo Calearo, alfiere del sì
alla base?
Io non ho commentato perché preferisco aspettare di vedere come va a finire
questa vicenda. Se prima non si capisce
come andranno le cose, col giudizio del
Tar in sospeso e la consultazione promossa dal sindaco, cosa vuole che intervenga io? Comunque la posizione resta
quella del mio predecessore, perché
è un’opportunità per Vicenza. Ma sto
aspettando di capire. Vorrei capire se
ci saranno compensazioni da parte degli Americani. Si ricorda, no?, che c’era
cenno sono i rapporti con chi sosteneva la sua avversaria Susanna
Magnabosco, cioè il gruppo capitanato dalla famiglia Amenduni
(Valbruna)?
Con loro non ci sono contrasti particolari, anzi, c’è anche dialogo. Bisogna
capire se da parte loro c’è soddisfazione.
Io comunque non voglio isolare nessuno, non voglio fare guerre. Certo, con
dei limiti: lei sa che se ha una squadra,
deve tenerla coesa e motivata, facendo
determinate scelte.
Insomma lei ha sotterrato l’ascia
di guerra.
Io l’ascia di guerra non l’ho mai avuta,
anche perché non ho scheletri nell’armadio. E non ho mai reagito agli attacchi, e in questo, credo, sta la mia credibilità.
Test: se e quando cambierà il cda
di Athesis, l’editrice del Giornale
di Vicenza, quotidiano di proprietà degli Industriali?
Al momento non è all’ordine del giorno.
Veniamo ai problemi cittadini. Su
Aim la posizione espressa
dal suo vice Zigliotto, che ha
scritto di voler
un
manager
a capo della
multiservizi, è
condivisa dall’intera associazione?
Be’, Zigliotto è
vicepresidente,
se parla lo fa a
nome dell’associazione. Noi siamo per persone
di alto profilo, è
il metodo Mincato. In quei giorni Zuccato con Emma Marcegaglia, presidente nazionale Confindustria
l’idea dell’università americana, e poi
c’è la tangenziale nord. Io spererei ci
fosse un ritorno. Aspettiamo e poi interverremo, e in caso andrò all’attacco
per un ritorno per la città.
Mi scusi, ma lei pensa veramente
che gli Americani concederanno
contropartite, loro che non investono un centesimo al di fuori del
perimetro delle loro caserme?
(Zuccato annuisce). Infatti, conosco la
mentalità e il modo di procedere degli
Americani. A suo tempo Calearo aveva
avuto contatti col console e altri americani, ma poi queste persone sono tutte
cambiate. Sono d’accordo con lei sul
fatto che gli Americani non investono,
ma è nostro dovere tentare.
Desta una felice sorpresa il finanziamento da lei deciso per l’università a Vicenza. Finalmente gli
industriali berici, che non hanno
mai brillato in mecenatismo, fanno qualcosa di tangibile e sonante per la cultura.
Credo fortemente che la salvezza del
nostro sistema economico stia nella
formazione. Questo territorio si è sviluppato sul fatto di saper fare qualcosa, di produrre. Ora questo non basta
più. E’ impressionante quel dato che
dice che il 30% di aziende è destinato
a scomparire se non punta sull’innovazione. Le preannuncio che in un settore
in particolare ci attiveremo su questo
fronte, per puntare sull’eccellenza. E
per avere eccellenza bisogna investire
nella formazione, anche nelle scuole
superiori e tecniche. Noi come associazione poi faremo formazione anche
per i nostri associati, perché solo chi è
aggiornato è in grado di capire quali
sono le sfide.
Mentre su tante questioni lei
sta ancora tastando il terreno e
tenendo un basso profilo, sullo
stato disastroso degli organici
del tribunale ha preso una posizione decisa. E’ ora che i nostri
parlamentari a Roma si sveglino
e comincino a portare a casa dei
risultati, non crede?
Io ho voluto dare uno stimolo. Anche
per noi imprenditori è fondamentale che la giustizia funzioni, perché le
aziende virtuose non possono essere
penalizzate da una situazione che vede
1 giudice ogni migliaia di abitanti. Volevo portare all’attenzione dell’opinione pubblica un’emergenza.
A Roma sulla giustizia hanno altre priorità, però. Salvare le alte
cariche e fermare certi processi,
ad esempio.
(Zuccato sorride). E’ un problema che
coinvolge tutti i cittadini compresi noi,
mi pareva giusto parlarne.
5
19 LUGLIO 2008
fatti&notizie
Per la Camera di Commercio il capo degli industriali lancia Mincato
Per Aim il sindaco pensa a Sapelli. Segnali positivi per la città
Zuccato-Variati, la strana coppia
fa ben sperare. In un nuovo inizio
L’anno scorso avevamo un’Assindustria preda di lotte intestine (da
un lato Valbruna, Incos, dall’altro,
Askoll, Bisazza e, nel mandamento
del capoluogo, Bruno Carta, espressione della sponda politica in Forza
Italia) su tante questioni di potere,
tra cui il tentativo di influenzare direttamente da parte di alcuni suoi
singoli esponenti di spicco Il Giornale di Vicenza e Tva, di cui Assindustria detiene il controllo. L’ex
presidente in prorogatio Massimo
Calearo era il beniamino dei primi,
ma dopo la sua impuntatura per farsi intronizzare alla guida della commissariata Camera di Commercio, è
stato scaricato (e lui si è ‘inventato’
politico de sinistra facendosi assegnare un seggio sicuro come deputato del Pd veltroniano). Proprio
nell’ente camerale, nel frattempo e
sempre per la presidenza, si consumava anche la guerra
fra il fronte capeggiato da Giuseppe Sbalchiero di Assoartigiani
(dato per vicino alla
cordata amenduniana in Assindustria) da
una parte, e il rampante Calearo (sostenuto
a quel punto dal banchiere Gianni Zonin)
dall’altra. Di qui, con
lo zampino del governatore Giancarlo Galan, lo stallo e il commissario ‘eterno’ Dino Menarin.
L’anno scorso avevamo un’Aim vittima di una bufera politico-giudi-
Giulio Sapelli
ziaria, con il cda indagato per affari
su cui pendono le accuse di truffa
aggravata, falso in bilancio e false
comunicazioni sociali, con l’ombra
di un personaggio come Carlo Valle.
Risultato anche qui: commissariamento. Affidato a Mauro Zanguio,
vecchio rumoriano,
che tiene ancor oggi in
freezer l’azienda in attesa di un imminente
rinnovamento da parte della nuova giunta
Variati.
Oggi le cose sono
cambiate. E, a quanto
pare, decisamente in
meglio. In Assindustria c’è un Roberto
Zuccato, prima poco
conosciuto imprenditore di poltrone di Carrè, fuori
dai giri del capoluogo, che finora si
è esposto con misura, ma quando
l’ha fatto, ha mosso una pedina ‘ri-
Un anno fa
Assindustria
era bloccata
da lotte
intestine e
Aim nella
bufera
voluzionaria’: il
nome di Vittorio
Mincato come
presidente della
Camera di Commercio. Perché
‘rivoluzionaria’?
Perché Zuccato,
proprio perchè
estraneo alle mischie e alle lotte
che si combattono nei salotti
buoni di Vicenza, ha optato per
una persona dello stesso profilo: alto e abissalmente
distante dalle guerricciole di paese.
Era ora. Mincato, ex amministratore delegato di Eni e da poco ex presidente delle Poste, nativo di Torrebelvicino, oggi è a capo del Cuoa, la
scuola per manager di Altavilla. E’
un uomo di specchiato curriculum,
ed è uno tosto, che non si fa mettere
i piedi in testa (per questo, si dice,
Berlusconi gli preferì Paolo Scaroni all’Eni). Un dirigente d’azienda
senza legami con consorterie politiche o cosche imprenditoriali, senza
macchie giudiziarie né ombre di alcun genere. Un Mincato nel centro
nevralgico dei poteri forti berici è il
segnale che ci voleva per dire ai questuanti delle poltrone: signori miei,
la festa è finita.
Identico discorso per Aim. Qui il
sindaco Achille Variati ricalca le
orme del suo omologo confindustriale e pensa a Giulio Sapelli, economista con un passato di attività e
medaglie lungo un chilometro, una
personalità di livello nazionale. Un
abisso a confronto con uno Zanguio
o un Beppe Rossi. Se
prima girava voce che
Variati, a volte ondivago (per i sostenitori
per necessità politica,
per i detrattori per
Dna), volesse insediare a San Biagio un ex
consigliere comunale
molto vicino, si dice,
ad Assindustria, il
compagno di partito
(ma, attenzione, rivale
interno) Ubaldo Alifuoco, adesso vengono fuori i rumors
su Sapelli. Come dire: dal cortile di
casa alle alte sfere della professionalità manageriale. Evidentemente,
Variati, politico puro, se mai ve n’è
uno a Vicenza, ha fiutato il vento. Ha
captato l’onda del new deal di Zuccato, che tramite il vice Zigliotto ha
fatto anche sapere di non gradire esponenti
di partito per la
svolta in Aim. E
dopo che il presidente degli industriali ha calato l’asso Mincato, si è messo
a seguirlo con
l’ipotesi Sapelli.
In ogni caso, e
senza tenerezza
per
principio
d e o n t o l o g i c o , Vittorio Mincato
dobbiamo applaudire la confermata coerenza di Variati. Basta che poi
non largheggi in contentini compensatori, magari trovando posti e posticini
per chi dovesse sentirsi defraudato. Occorre
una svolta per l’immobilizzata Aim? E che
svolta sia.
Al dunque. Vicenza è
stata per anni il rissoso feudo di chi ha
usato le associazioni
di categoria, gli enti
vari, il Comune e le
sue partecipate come
terreno di scontro e di caccia. Ora
si vedono le prime luci dell’alba. Il
duo Zuccato-Variati, titolari dei due
veri potentati della città – il palazzo
dell’economia e quello della politica
– sembra che vogliano far entrare
aria finalmente pulita. Ce n’era bisogno.
Dopo anni di
scontri c’era
bisogno di
aria nuova
Da più parti arrivano indizi che il clima sta cambiando. Si va verso la fine delle guerre tra potenti?
L’utopia di una cinquina secca sulla ruota di Vicenza
segue dalla prima
Non è cinquina, ma, lo dico con l’orgoglio di chi con lucida follia ama
questa città e perciò le ha regalato
un giornale in più, una bella quaterna sulla ruota di Vicenza possiamo
andarla ad incassare. E leggiamo di
altre rinnovate lucide ‘follie’. Come
quella del neo sindaco Variati che,
per Aim, pensa a un’altra professionalità di spicco come Giulio Sapelli.
O come quella del compattamento
delle varie anime di Assindustria
intorno al nome di Roberto Zuccato, cosa che comincia a farci sperare
nella nuova primavera di Vicenza.
Uno Zuccato geloso della propria autonomia, almeno fino ad oggi, esat-
tamente come Achille Variati, pur
entrambi rispettosi delle opinioni e
degli equilibri generali.
Tutto bene allora? Da questi primi
passi, alcuni ancora incompiuti, parrebbe di sì. Ma, per prudenza, aspettiamo tutto il quadro e il suo sviluppo, perché non vorremmo rimanere
delusi dopo questi inattesi entusiasmi. Per un sì incondizionato ci vorrebbe un altro, enorme, salto di qualità, questo ancor di più assimilabile
ad una follia pura. E se invece che
follia la chiamassimo sogno, perché
non sperare che, dopo i nuovi equilibri (realizzati o annunciati) nelle
Associazioni di categoria e negli enti,
oltre che a Palazzo Trissino (segno
di mediazioni intelligenti anche se
in parte obbligate per non andare al
suicidio generale), le varie anime dei
poteri che governano la città (buone
o cattive nel passato, a questo punto
non ci interesserebbe più) cerchino
e trovino un dialogo crescente e non
spartitorio.
Si è parlato e tanto ancora si parla,
magari nelle segrete stanze e con eccessivi timori, di Ingui, Amenduni,
Zonin, tanto per fare alcuni nomi di
imprenditori potenti, e non solo, che
sulla città influiscono e non potrebbero non influire; ma che poi mettono uno Zuccato (che ora tutti dicono
uomo libero) alla testa di Assindustria. E tanto si è parlato e si parla di
politici così potenti da condizionare
appalti e lavori, Galan e Sartori ad
esempio (anche qui per non nascondersi dietro il classico dito vicentino), ma che comunque, e almeno
in alcuni settori, tra cui proprio la
tanto discussa sanità, hanno portato il Veneto a primeggiare: se tutte
le regioni operassero nella sanità
come Lombardia e Veneto lo Stato
risparmierebbe 1,8 miliardi di euro
all’anno, ha scritto La Repubblica.
Sono folle o mi è consentito sognare
che Ingui, Amenduni, Zonin, Galan,
Sartori e tutti quelli che contano, davanti o dietro le quinte, mettano al
servizio di Variati (un nome per tutti
nella politica cittadina) e di Zuccato
(un altro nome per tutti nell’imprenditoria berica), due dei più importanti poteri ufficiali della comunità,
le loro capacità migliori? Per i loro
interessi, di sicuro, ma anche per
quelli di una città che, altrimenti, rischia di soffocare, se non di morire.
Sarà una follia, ma dopo la quaterna, voglio sognare la cinquina sulla
ruota secca di Vicenza. Per alzarmi
la mattina con la voglia di fare e non
con la necessità di scappare, come
mi ha confessato un benzinaio nell’area di sosta appena all’uscita di
Vicenza Ovest, che con grande tristezza mi ha detto: “ora siamo noi a
dover emigrare da Vicenza per trovare il modo di sopravvivere!”. Ed
essere potenti in una città vuota a
chi servirebbe?
Giovanni Coviello
6
19 LUGLIO 2008
approfondimenti
Mentre a Vicenza si torna a discutere di un nuovo termovalorizzatore, ecco come funziona
l’impianto che a Brescia ha fatto scuola. Tra premi mondiali e emissioni misteriose
Inceneritori: Dottor T.U. e Mister “Tiù”
Il modello bresciano funziona davvero?
DI
LUCA MATTEAZZI
Negli ultimi
mesi
sono
venuti in migliaia a dargli
un’occhiata
e a studiarlo.
Politici,
scolaresche
e soprattutto
amministratori. Arrivati da tutta Italia,
dalla Campania alle prese
con l’eterna emergenza dei
rifiuti come dalla più tranquilla Toscana. Tutti in fila
sotto il camino azzurro alto
centoventi metri disegnato dall’architetto austriaco
Jerrit Tornquist che svetta
a due passi dall’autostrada,
in attesa di poter vedere, e
capire, come funzionano le
cose all’interno del gigante
che brucia buona parte delle
immondizie della provincia.
L’inceneritore di Brescia,
che qui chiamano più elegantemente termoutilizzatore, e che i bresciani hanno
amichevolmente
ribattezzato Tiù (dalle iniziali di
L’impianto di Brescia
Termo Utilizzatore, appunto), è il più grande d’Italia
e tra i più grandi d’Europa,
tanto da essere diventato
uno dei simboli della città,
accanto alla Loggia che abbellisce la piazza principale
e ai tondini che escono dalle
tante acciaierie della zona.
Ed è considerato un modello di efficienza e buona gestione, additato ad esempio
ogni qualvolta si discuta di
gestione e smaltimento dei
rifiuti. Probabile che nei
prossimi mesi anche a qualche amministratore vicentino venga voglia di andare a
darci un’occhiata, visto che
con il progressivo esaurirsi
della discarica di Grumolo
delle Abbadesse il tema di un
nuovo inceneritore è sempre
più all’ordine del giorno.
Rifiuti dorati
Ecco, allora, come funziona l’impianto premiato nel
2006 dalla Columbia University come il migliore inceneritore del mondo. Approvato dal consiglio comunale nel 1992, costruito in
un paio d’anni tra il ’95 e il
’98 (in tutta fretta per evitare che diventasse obbligatoria la valutazione di impatto ambientale, osservano i
critici) e collaudato subito
dopo, il “Tiù” è entrato in
funzione nel 2000. Costato
qualcosa come 350 milioni
di euro, si sta ripagando in
fretta, tra incentivi statali
(i famosi Cip6, i contributi
che i termovalorizzatori ricevono in quanto considerati fonti di energia alterna-
tiva) e ricavi dall’attività di
smaltimento: oggi, infatti,
dopo l’entrata in funzione
di una nuova linea “produttiva”, brucia ogni giorno tra
le duemila e le duemilacinquecento tonnellate di rifiuti, per un totale di 800mila
tonnellate all’anno, pagate
tra i 70 e gli 80 euro l’una.
Non è un caso se la tariffa
rifiuti di Brescia è una delle
più basse d’Italia, e se l’Asm,
l’ex azienda municipalizzata
che ha realizzato l’impianto
(ora diventata A2A, dopo la
fusione con la cugina milanese Aem), versa ogni anno
nelle casse del comune qualche decina di milioni di euro di Grazie
utili.
mento cittadina. Grazie all’inceneritore, sottolineano
ad ogni occasione i responsabili della struttura, sono
state spente qualcosa come
16 mila caldaie, e ogni anno
vengono risparmiate 150
mila tonnellate di petrolio,
evitando l’emissione di 470
mila tonnellate di anidride
carbonica. Con rischi praticamente nulli, a quanto pare,
dal punto di vista ambientale: le emissioni di particelle potenzialmente dannose
sono tutte abbondantemente sotto i limiti di legge. E
anche la tanto temuta diossina è a livelli estremamente bassi. Insomma, a Brescia
sembrano essere riusciti a
trasformare la munnezza in
oro: niente immondizie per
le strade, niente discariche,
e soldi per tutti. “I rifiuti che
New York ci invidia”, titolava in gennaio un articolo de
La Stampa; “Storia, segreti
e miracoli di un impianto da
Nobel”, le faceva eco, più o
meno nello stesso periodo, il
quotidiano Libero.
Piccoli problemi...
C’è, però anche un rovescio
delle medaglia, come ripetono da anni i comitati che si
battono contro l’attività dell’inceneritore. Anzi, a ben
guardare quella del modello
bresciano rischia di essere
solo una “favola”. Per molti
motivi. Alcuni, forse, marginali, come il fatto che per
alimentare l’inceneritore ci
sia un via vai continuo di camion
allo
150 al giorinceneritore (circa
no); o che il teMeno scoasse, sono state
leriscaldamento
spente 16
più energia
sempre in funzioNon è tutto. Dalla mila caldaie, ne abbia fatto di
combustione dei risparmiando Brescia una delrifiuti, il “Tiù” ri- ogni anno
le città più calde
cava infatti enerd’Italia (provate
150 mila
gia e calore. Le
ad
immaginare
turbine dell’im- tonnellate di
cosa vuol dire,
pianto sono in petrolio
quando fuori l’afa
grado di produrre
picchia a 35 gra528 milioni di chilowatt/ora di, trovarsi con il sottosuolo
l’anno di energia elettrica, delle strade e una parte delsufficiente per i consumi le mura degli edifici riscaldomestici di circa 190 mila dati). Altri decisamente più
famiglie, e poco più di 500 sostanziali. Come la manmilioni di chilowatt/ora di canza di autorizzazioni (la
calore, che vanno ad alimen- terza linea dell’inceneritore,
tare la rete del teleriscalda- ad esempio, è stata aperta
7
senza una corretta procedura di valutazione dell’impatto ambientale, ed è stata
per questo sanzionata dalla
Corte di Giustizia europea),
o come il problema del controllo gestionale (il T.U. è
stato costruito da Asm, la
municipalizzata del comune,
ma adesso fa parte del gruppo A2A, che ha impianti in
tutto il Nord Italia e anche
fuori dai confini nazionali).
...e grandi incognite
O, ancora, come quelli collegati alle emissioni nocive. È
vero che sono sotto i limiti
di legge - sta scritto nel sito
ambientebrescia.it, curato
dai comitati che hanno seguito tutta la vicenda – ma
i limiti di legge sono definiti
però per metro cubo, senza
tenere conto delle dimensioni dell’impianto, e senza
considerare quindi le quantità assolute di inquinanti immessi nell’atmosfera.
Come dire che la diossina
o le polveri sottili prodotte
per ogni tonnellata di rifiuti
saranno anche infinitesimali, ma se le tonnellate di immondizia bruciate sono cen-
19 LUGLIO 2008
approfondimenti
Ecco come i PM10 si depositano all’interno del nostro apparato respiratorio
tinaia di migliaia il risultato
finale rischia comunque di
essere preoccupante. “L’inceneritore produce ogni
anno 5 miliardi di metri cubi
di aria, e questa è aria con-
taminata, cioè rifiuto – sottolinea Marino Ruzzenenti,
uno dei responsabili del comitato, autore tra l’altro di
molti libri sul tema dei rifiuti -. La gente lo deve capire:
se fanno la ciminiera alta zione – continua Ruzzenen120 metri è proprio perché ti -. Invece noi sappiamo
quell’aria lì inquina”.
che basta qualche piccolo
Osservati speciali sono, in intoppo per modificare la
particolare, le emissioni di situazione: basta trovare un
Pcb (policlorobifenili) e di carbone attivo di bassa quadiossina, due inquinanti ad lità, o una manutenzione
elevata tossicità che a Bre- svolta non alla perfezione,
scia già presenti in elevate per far sì che la produzione
quantità, principalmente a di diossina aumenti di molcausa delle industrie chi- to. E cosa succede quando
miche e siderurgiche del l’impianto viene spento per
territorio.
L’inceneritore la manutenzione e le tempeandrebbe quinrature si abbasdi a gravare su
E’ assurdo
“La gente lo sano?
una situazione in
che, ad anni di
gran parte com- deve capire: distanza dell’enpromessa
(nel se fanno la
trata in funzione,
sangue dei bre- ciminiera
non ci sia ancora
sciani, la concen- alta 120
un controllo puntrazione di Pcb e metri è
tuale sulle emisdiossina è supesioni di microinproprio
riore a quella di
quinanti”. Così,
chi vive attorno perché
quando si viene
a Seveso, tanto quell’aria li
a sapere che nel
per dare l’idea). inquina”
latte degli alleIl problema è che
vamenti a sud di
i controlli, secondo i comi- Brescia ci sono concentratati, non sono così affidabi- zioni di diossina al di sopra
li: quelli per le diossine, ad del consentito, è difficile
esempio, verrebbero svolti togliersi il dubbio che una
un paio di volte all’anno. parte di responsabilità vada
“Ma è chiaro che in quei mo- anche addebitato a quanto
menti l’inceneritore viene esce dall’alto camino azzurfatto funzionare alla perfe- ro.
Incenerire o riciclare? Questo è il problema
I problemi ambientali ci sono,
e non vanno sottovalutati. Ma
la questione di fondo quando si parla di inceneritori è
probabilmente un’altra. Ed è
proprio l’esempio di Brescia a
dimostrarlo.
Il fatto è che, una volta costruito, un inceneritore deve
funzionare a pieno regime,
per rientrare nell’investimento iniziale. Anzi, più brucia
più guadagna. A Brescia, inizialmente, si parlava di bruciare qualcosa come 250 mila
tonnellate di rifiuti all’anno:
adesso il T.U ne smaltisce circa 800 mila in dodici mesi,
ben più di quelle prodotte
nella provincia della Leonessa (e infatti una buona parte
del combustibile arriva da
fuori, sotto forma di rifiuti
speciali, cioè di scarti di lavorazioni artigianali, industriali
o commerciali, come carta,
plastiche, tessuti). Non solo:
il rifiuto urbano inviato all’inceneritore è rifiuto “tal quale”, cioè indifferenziato.
In queste condizioni diventa
dunque difficile portare avanti politiche alternative nella
gestione dei rifiuti, sia che si
tratti di arrivare ad un riduzione graduale della quantità
di immondizie prodotte, sia
che si parli di raccolta differenziata spinta. Secondo i dati
forniti dai comitati ambientalisti, ed elaborati sulla base
delle statistiche dell’agenzia
regionale per l’ambiente, a
Brescia negli ultimi anni la
produzione di rifiuti pro capite è continuamente aumentata, ed è oggi tra le più alte
d’Italia (arriva a sfiorare i 2
chili a testa). Parallelamente, la raccolta differenziata ha
fatto progressi molto lenti, ed
è ancora al di sotto della soglia
del 35 per cento: è la stessa
Arpa Lombardia, nel suo ultimo rapporto sulla situazione
ambientale, ad osservare che
Brescia è la provincia che, con
Pavia, deve lavorare di più su
quest’aspetto. Se si incenerisce, quindi, non si differenzia.
E viceversa.
La controprova arriva da una
altr caso modello di cui si è
parlato molto negli ultimi
mesi, quello del Consorzio
Priula, che raccoglie una ventina di comuni del trevigiano,
a cavallo tra il Montello, il corso del Piave e quello del Sile.
Lì si è scelto di seguire una
politica opposta: raccolta differenziata spinta, cioè con un
porta a porta molto dettagliato, e tariffe studiate apposta
per favorire chi
produce meno
scoasse, il tutto
con l’obiettivo
di arrivare il più
vicino possibile
all’obiettivo di
“zero rifiuti”.
I risultati dicono che, nei sette
anni tra il 2000
e il 2006, la raccolta differenziata è balzata
da una media
del 33 per cento
ad una del 76,
con casi limite come quello
del Comune di
Casale del Sile,
che è passato dall’11 per cento
al 79. Nello stesso periodo di
tempo, i rifiuti pro capite prodotti in un anno sono scesi da
una media di 440 chili a circa
368 (a Brescia sono circa 650).
E la diminuzione è ancora più
evidente se si considera il rifiuto indifferenziato, cioè non
avviato al riciclo, che è crollato dai 320 chili pro capite del
2000 agli 84 chili del 2006
(mentre a Brescia la quantità
di rifiuto indifferenziato pro
capite oscilla ancora tra i 350
e i 400 chili all’anno).
Alla fine, naturalmente,
qualcosa da mandare in discarica rimane comunque.
Ma di solito ci si dimentica
che lo stesso si può dire anche per gli inceneritori: la
combustione non fa sparire i
rifiuti, semplicemente li trasforma. E alla fine si ottiene
una quantità di scorie che è
circa un quinto del peso iniziale, e che spesso contiene
le sostanze più pericolose.
A Brescia il “Tiù” produce
circa 180 mila tonnellate di
scorie, in parte avviate al
riciclo, in parte in discarica
(e 30 mila di queste sono rifiuti tossici). “Se a Brescia si
applicasse il modello Priula
– osservano i comitati -, si
avrebbero 90 mila tonnellate di rifiuto da conferire in
discarica. La metà di adesso”.
Di fronte a questi dati la domanda, come si dice in questi
casi, sorge spontanea. Siamo
proprio sicuri che l’inceneritore sia l’unica soluzione?
L.M.
8
19 LUGLIO 2008
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Oggi l’azienda comunale ha un debito di 5 milioni di euro
Ma dal 2002 al 2006 ha conosciuto un impetuoso sviluppo
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DI
L’espansione, le conquiste, i conti
ALESSIO MANNINO
generale’: praticamente il 90 per cento
degli intervistati ha dichiarato che è
soddisfatto di come l’Aim gli fornisce i
suoi servizi.
3 agosto 2002. Fatto l’accordo Aimindustriali per Elettrogas. Questa
volta l’accordo con il Comune è fatto:
Associazione industriali e Aim, Aps e
industriali di Padova sono pronti a dar
vita a “Elettrogas”, società colosso che
avrà la missione di acquistare maxiforniture di energia e gas sul mercato
nazionale-internazionale
ottenendo
prezzi concorrenziali. (…) Il patto è di
quelli storici, senza dubbio.
21 novembre 2002 Rifiuti, Aim
diventa un colosso. Adesso ha il
controllo della Sit. L’Aim è diventata
il colosso dello smaltimento rifiuti urbani
del Vicentino: ha acquistato il controllo
del pacchetto di maggioranza della “Sit
spa”, il gruppo di Brendola che possiede
impianti anche fuori regione, ha un
fatturato di 45 milioni di euro (vale a dire
un terzo dell’intero fatturato della stessa
Aim spa) e fino a pochi giorni fa era invece
il colosso privato dello smaltimento rifiuti
nel Vicentino, contrapposto alle aziende
pubbliche come l’Aim, l’Mbs e la Soraris.
21 maggio 2003 Aim, altro colpo per
la plastica. L’Aim… tramite la società Sit,
di cui è diventata socio di maggioranza,
ha messo a segno un’operazione
commerciale-finanziaria per mettere a
frutto l’impianto di separazione-recupero
della plastica presente nella piattaforma
“Masona” di Sandrigo gestita dal Cisat,
del gruppo Sit. In pratica la Sit - spiega
il presidente Rossi, che guida sia questa
azienda sia l’Aim - ha ceduto la proprietà
dell’impianto
di
separazioneimballaggiorecupero
della
plastica, che sarà
anche rimesso a
nuovo e dotato di
una tecnica migliore
di
separazione
della plastica, a
una nuova società
chiamata
“Acovis”
(sarà costituita entro
fine mese) che mette
assieme a Sit, Aim
e Tre V Ambiente
Alessandro Moscatelli
(società del gruppo
Sit) anche la Soraris (società dei Comuni
dell’Est vicentino) e l’Associazione
industriali di Vicenza.
31 luglio 2003 Gas, colpo da 11 miliardi
Aim ottiene un maxi-risparmio:
«Sconti pure ai cittadini» Da ieri
Vicenza può fregiarsi di un risultato che
fa notizia a livello nazionale: ha effettuato
la ’prova su strada’ della liberalizzazione
Enrico Hullweck, ex sindaco di Vicenza
del gas in Italia. E per essere concreti
questo significa due cose (...). Primo, per
il gas metano che userà per fornire le case
vicentine nel prossimo ’anno termico’ (è
appena iniziato e si concluderà a giugno,
passato l’inverno 2003-2004) l’Aim si
è assicurata un risparmio di qualcosa
come 11 miliardi di vecchie lire rispetto
all’anno scorso. Secondo, anche se le
tariffe del gas le fissa l’Autorità nazionale
l’azienda di contrà S. Biagio sta studiando
il modo di far sentire i benefici del maxisconto anche nelle bollette dei vicentini,
andando magari ad operare sulle poche
voci marginali che sono di sua diretta
competenza. (…) Come annunciato
dal nostro giornale, già in estate l’Aim
(o meglio la sua società Aim vendite,
presieduta dal consigliere Alessandro
Moscatelli) era riuscita a mettere a segno
un primo colpo, ottenendo una fornituraspot
di
metano
olandese (12 milioni
di metri cubi), con un
risparmio immediato
di 500 mila euro.
(…) Ma il colpo
gobbo è arrivato
grazie ad Elettrogas.
Elettrogas,
la
società
costituita
dall’Aim
assieme
all’Aps di Padova
e alle associazioni
industriali di Vicenza,
Padova e Treviso
per trovare maxiforniture all’estero
di gas ed energia elettrica. Ebbene,
Elettrogas ha trovato una fornitura di
gas spagnolo ed olandese che arriverà
per tutto l’anno nelle case vicentine e di
fatto consentirà all’Aim di risparmiare 5,6
milioni di euro rispetto all’anno scorso.
22 aprile 2004 Decisi a crescere in
un mercato libero Anche nel Settore
Energia AIM Vicenza è protagonista
di un mercato sempre più aperto alla
concorrenza, forte di una serie di iniziative
di rilievo e di importanti riconoscimenti.
(…) Presidente, l’energia è anche uno
dei concetti alla base della vostra nuova
campagna istituzionale. Cosa significa
per un’azienda come AIM
avere energia? «Vuol dire
avere una forte attitudine
a crescere sul mercato,
come testimoniano i
risultati ottenuti negli
ultimi anni: il valore
della produzione nel
2003 è stato di circa 180
milioni di euro, quando
solo nel 2000 era di
123 milioni. Questo
grazie anche a una forte
politica di investimenti
cresciuti del 55% negli ultimi 5 anni, con
particolare attenzione proprio al settore
dell’energia».
21 maggio 2004 E la Sit porta a S.
Biagio un milione di euro in più
Un dialogo tra sindaci sugli impianti per
rifiuti, e i conti dell’Aim Vicenza schizzano
verso l’alto grazie al maxi-investimento
che tanto aveva fatto discutere un anno
fa: l’acquisto della società Sit di Brendola.
Un’operazione che già dal bilancio 2003,
che si sta chiudendo in queste settimane,
porta in casa Aim al netto di tutte le tasse
un milione di euro. La pioggia di soldi
arriva nientemeno che dalla Toscana.
A Grosseto infatti c’è l’impianto per
trattamento secco-umido e stoccaggio
rifiuti “Le Strillaie” che dal ’98 fu affidato
- con gara d’appalto - alla vicentina Sit.
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E già che ci siamo, il «rapporto novativo»
cambia anche le cifre del 2004. L’Aim
appunto non dà più un’anticipazione
finanziaria di 2,6 milioni di euro, ma
una somma ’una tantum’ di 2,5 milioni:
l’azienda ci guadagna sia 100 mila euro
sia l’impegno del Comune a concedere
che i canoni degli anni futuri vengano
pagati al Comune, per metà cifra, con un
anno di posticipo. Insomma, l’Aim versa
subito soldi sì, ma ha il suo guadagno e il
Comune incassa subito quei 2,5 milioni di
euro che - con l’aggiunta di 100 mila euro
presi dal fondo di riserva - gli permettono
di chiudere quella benedetta ’falla’ emersa
nel bilancio. Anche per il 2004, però, il
Comune si è segnato un incasso di 6,8
milioni mentre l’Aim prevede 5,4 milioni.
Anche qui accordo fatto: l’azienda accetta
di aumentare (ma solo per quest’anno)
di 790 mila euro più Iva la somma di
canoni dovuti al Comune - da versare
entro fine dicembre - mentre altri 600
mila euro arriveranno al Comune grazie
alla concessione all’Aim della possibilità
di sfruttare per la pubblicità le superfici
delle 100 cabine elettriche in città, per
ben 7 anni. Accordo fatto, tutti contenti.
25 settembre 2004 I revisori
confermano la falla ma l’Aim
accetta di tapparla Alla fine è uscito,
il verbale dei revisori
dei conti sul bilancio
del Comune, scritto il 15
settembre - per rispettare
i compiti di vigilanza
28 settembre 2004 Aim, cambierà
affidati dalla legge - e
tutto L’hanno già dipinto come il
ufficialmente presentato
presidente più longevo della storia
però ad amministratori e
dell’Aim, dopo Enrico Vettori (anni ’70dirigenti solo otto giorni
’80). E come il più giovane ’capo’ di una
dopo. Cosa dicono i tre
ex municipalizzata italiana. Giuseppe
tecnici? Prendono atto
Rossi (An), riconfermato presidente per
di quello che sui giornali
il prossimo triennio dal sindaco Enrico
è scritto da mesi: ci sono
Hüllweck, è a capo dell’Aim da tre anni
«differenze» tra quanto
e mezzo, periodo in cui l’azienda ha
riportato nel conto 2003 del Comune e
praticamente raddoppiato il fatturato
in quello 2003 dell’Aim. (…) Ecco allora
allargando il servizio a molti Comuni
il contenuto dell’“accordo novativo”
berici e conquistando fette di mercato
che è stato proposto all’Aim dal sindaco
in gas, elettricità, acqua e rifiuti. Ma la
Hüllweck, dopo i consigli forniti dal
sfida per passare alla storia se la gioca
consulente
prof.
Maurizio
Interdonato. Il testo dell’accordo
ricorda che il Comune nel 2002
prese atto di non poter più
chiedere corrispettivi per l’energia
elettrica, e decise di “spalmare”
la cifra che voleva incassare nei
corrispettivi per gli altri servizi.
L’Aim eseguì l’operazione per il
2002, ma non lo fece più nel 2003.
Perché non lo fece? Il Comune
riconosce nero su bianco che è
stato «per le mutate condizioni
normative» . Insomma, sono
cambiate le norme (per gas e
per acqua) e l’Aim se n’è accorta,
mentre è il Comune che non se n’è
accorto e ha continuato a scrivere
nel suo bilancio la stessa cifra
degli anni precedenti. (…) Ma con
la riorganizzazione dell’Aim in
una holding dovranno cambiare
tutti i rapporti a partire dal 2005. La sede di Aim a San Biagio
Per anni
la sfilza di
investimenti
e operazioni
è passata
sostanzialmente
indenne
4 maggio 2004 L’Aim è promossa da
quasi 9 clienti su 10 È questo il risultato
della nuova indagine sulla customer
satisfaction (la soddisfazione degli utenti)
promossa dall’Aim a due anni di distanza
da quella precedente, svolta dalla società
Queris di Breda di Piave e presentata
ieri dal presidente Giuseppe Rossi, dai
consiglieri Alessandro Moscatelli, Virginio
Piva e Alberto Filosofo, e dal direttore
dell’azienda Dario Vianello. Come
evidenzia il grafico qui a fianco, l’Aim in
due anni ha ’superato se stessa’. E questo,
sottolinea Giorgio De Carlo della ditta
trevigiana, nonostante si sia ampliato di
molto il gruppo degli intervistati (sono
state compiute 5554 interviste) andando
a coinvolgere i cittadini di praticamente
tutti i Comuni serviti dall’Aim per i vari
servizi pubblici, e soprattutto - per un
40% del campione circa - anche le utenze
dell’area “business”, vale a dire le aziende
e le utenze produttive-commerciali.
L’Aim ha migliorato soprattutto il ’voto
GIADA RISTORA s.r.l.
Via Nazionale, 10 - Grumolo delle Abbadesse (Vi)
9
tutta adesso. (…) Quanti soldi darete al
Comune per il 2005? «La cifra è già calata
con il 2004, ma di sicuro verrà ridotta a
meno della metà di quella attuale, forse
a un terzo. Poi il Comune potrà incassare
altri soldi, come avviene dappertutto, dai
dividendi della spa, una volta quantificati
gli utili e pagate le tasse. L’azienda ha
bisogno di risorse da investire, come ha
fatto finora, perché siamo sempre più nel
mercato aperto, e il Comune non ha alcun
interesse a legarle le mani».
21 ottobre 2004 Rifiuti, patto con
i padovani Questa volta il patto c’è
davvero, anche se per realizzarlo c’è
voluto oltre un anno. E l’Aim si trova così
a lanciare la prima alleanza con ’sorelle’
venete, partendo da quello che è stato il
settore in cui più ha investito fuori città:
lo smaltimento dei rifiuti. Non per niente
l’accordo riguarda la Sit, la grande società
di Brendola - attiva in Veneto e in varie
parti d’Italia con impianti per rifiuti che è stata acquisita dall’Aim alla fine
del 2002 con una maxi-spesa che sta già
dando copiosi frutti. «Quello che abbiamo
realizzato è un accordo di concambio con
la società padovana Te di Monselice, che
riguarda il 15 per cento delle azioni della
Sit», annuncia il presidente dell’Aim, e di
Sit, Giuseppe Rossi, affiancato dal sindaco
Enrico Hüllweck che da pochi giorni ha
deciso di gestire direttamente la delega
per i rapporti con l’azienda di S. Biagio.
12 novembre 2004 Aim fa il colpo
grosso a Grosseto Mentre in Veneto i
giornali si riempiono di voci e controvoci
su alleanze e fusioni riuscite (AcegasAps) e mancate (Nes), l’Aim va a giocare
in trasferta e centra
il colpo grosso
in terra toscana.
Ieri
pomeriggio
a
Grosseto
il
presidente
Giuseppe
Rossi,
affiancato
dal
direttore dei servizi
generali
Dario
Vianello e dal
dirigente Ruggero
Anfossi
(già
direttore generale),
ha firmato davanti
a un notaio la
costituzione della “Sms srl -Società
multiservizi” che vede l’Aim socia al 45%
della “Grosseto parcheggi”, società a sua
volta posseduta interamente dal Comune
di Grosseto.
15 dicembre 2004 Gas, l’Aim fa il
colpo a Treviso! Questa volta è un botto
davvero grande. L’Aim Vicenza conquista
la gestione del servizio gas della città di
Treviso, battendo in gara nientemeno
che due colossi che in partenza potevano
essere considerati sicuramente favoriti:
l’Enel-gas (che tra l’altro era il padrone
di casa fino a ieri), e l’Ascopiave, che
controlla il servizio gas di tutto il resto
della provincia trevigiana e certo puntava
decisamente a “chiudere la partita della
Marca” conquistando anche il capoluogo.
31 dicembre 2004 Il bilancio salvato
da Aim Il primo botto di fine anno è
19 LUGLIO 2008
speciale
esploso ieri mattina in Giunta, dove dopo
settimane di incertezze è stata individuata
la strada per far quadrare il bilancio del
2005. (…) Di fronte all’impossibilità di
rivedere l’Irpef, non restava che rivolgere
lo sguardo ad Aim. E ancora una
volta, probabilmente l’ultima,
l’azienda di S. Biagio salverà i
conti comunali. Come? In base
alle indiscrezioni filtrate ieri da
palazzo Trissino, l’Aim acquisterà
dal Comune le sedi principali
in cui opera. L’operazione - di
portata storica per le casse
civiche - è stata delineata
ieri dall’assessore al bilancio
Marco Zocca: si tratta di
incamerare non meno di
40 milioni di euro, che
andranno a spegnere
buona
parte
della
montagna di mutui che
pesa sulle spalle del
bilancio di anno in anno,
sotto forma di rate e
interessi per circa 9
milioni di euro.
19 maggio 2005 Da oggi Treviso
ha gas vicentino Da mezzanotte
l’Aim Vicenza spa è il nuovo gestore del
servizio gas per l’intera città di Treviso.
«È una bella soddisfazione - commenta
il presidente Giuseppe Rossi al termine
della lunga giornata per la firma dell’intesa
- ottenuta con grandi fatiche. Adesso
finalmente siamo davvero al lavoro».
6 luglio 2005 Aim da record: utile
di 7,8 milioni di euro Il consiglio di
amministrazione dell’Aim ha chiuso
il bilancio 2004
che
sottoporrà
all’assemblea
degli
azionisti
(…). il valore della
produzione
è
salito a 136 milioni
di euro, con un
balzo di quasi
il 10 per cento
rispetto all’anno
precedente. E l’utile
aziendale
postimposte è qualcosa
di stratosferico, se
si tiene conto che
soltanto un anno fa si era fermato soltanto
a 212 mila euro: 7,8 milioni di euro. «Se li
sommiamo agli oltre 6 milioni di euro
andati al Comune per canoni e altro,
significa che l’azienda ha ’prodotto’ 1314 milioni di euro, 27 miliardi di vecchie
lire», sottolineano sorridenti Rossi e
Vianello. (…) L’azienda è cresciuta anche
per la forza lavoro, che conta oggi circa
840 addetti: i dipendenti sono aumentati
di 36 unità (+ 4%). Ma il presidente Rossi
è particolarmente soddisfatto anche
dei bilanci delle aziende controllate
o partecipate dall’Aim. Il gruppo Sit,
colosso dei rifiuti che mette assieme 42
milioni di fatturato, ha portato un utile
all’Aim di 1,2 milioni di euro (lasciato
però alla Sit stessa per investimenti).
L’Elettrogas ha chiuso con un utile posttasse di 500 mila euro, “Valore ambiente”
(discarica di Grumolo) ha chiuso con un
utile di 200 mila euro e anche il “Centro
idrico Novoledo” nei suoi piccoli numeri
ha portato un conto positivo di 60 mila
euro. I numeri più grandi sono di “Aim
vendite”, l’azienda che dà il metano ai
cittadini: 670 mila euro di utile e un
fatturato di 64 milioni.
27 luglio 2005 Stavolta il
Comune non preleva il maxi-utile
del bilancio 2005 Aim «Il Comune spiega il presidente Giuseppe Rossi - ha
stabilito di prelevare 2 milioni di euro, che
poi corrispondono in sostanza a quella
cifra che era già stata concordata un anno
fa come prelievo sui fondi di riserva da
parte del Comune. Questo significa - fa
notare Rossi, molto soddisfatto - che in
azienda restano circa 5,7 milioni di euro
di utile da reinvestire per far crescere
l’Aim. Il Comune non ha chiesto nulla di
più, e questo bilancio si chiude con ottimi
risultati».
26 luglio 2006 Aim chiama a raccolta
le sue spa e il bilancio regala 900
mila euro Non si può più fare paragoni
diretti: un anno fa l’Aim era ancora una
maxi-azienda, oggi la struttura che fa capo
al palazzo di S. Biagio è una “holding” che
mette soprattutto assieme in sostanza
i bilanci degli altri, e cioé delle società
operative (acqua, energia, gas, trasporti
e telecomunicazioni), di “Aim vendite”
(gas) e di altre società che controlla come
il gruppo Sit. (…) Il fatturato globale
è di 224 milioni di euro, con un +12%
rispetto all’anno precedente. Anche il
margine operativo cresce addirittura di
un 20% rispetto a un anno fa. L’ebit, cioè
l’utile prima delle tasse e degli interessi,
è di 6,3 milioni di euro, solo che le tasse
si portano via 5,4 milioni per cui l’utile
netto finale è appunto di 900 mila euro.
Ma ci sono altre due cifre che Fortuna
evidenzia immediatamente. Primo: nel
2005 l’Aim ha effettuato investimenti
per qualcosa come 35 milioni di euro: «È
un dato eccezionale e
irripetibile, dovuto
ad esempio anche
all’aver vinto la
gara per la gestione
del gas di Treviso».
Secondo: c’è un altro
utile in realtà nei conti
Aim, e cioè 1,6 milioni di
euro, che per questioni
normative resta però nel
bilancio della società “Aim
gas” e non va nelle somme
finali della holding.
3
settembre
2006
Aspettando
la
trasparenza
dell’agire
Per ora ci si augura che Rossi
riesca a realizzare ciò che ha
promesso nella conferenza
stampa del dopo nomina e che
da subito individui e nomini gli
advisors dimostrando davvero di essere
non più un esponente di un partito
politico ma il “traghettatore” in grado, con
l’aiuto di tutte le forze migliori dell’Aim
e di Vicenza (e ce ne sono), di segnare
un punto a favore della vicentinità che
lui va inseguendo. Operazione, questa,
che non deve escludere la possibilità di
grandi alleanze. Piuttosto: traghettatore
verso dove? Siamo sempre convinti che
Rossi possa traghettare
la nave di S. Biagio verso
quella sponda condivisa
da Giorgio Conte e
Ubaldo Alifuoco, vale a
dire l’azzeramento del
Cda e la ricostruzione
dei vertici al di fuori di
ogni logica di spartizione
partitica e l’affidamento a
un manager di spessore.
Questa sarebbe la vera
novità.
«In novanta giorni avremo concluso il
giro di contatti con società, enti e privati
interessati a partecipare. Poi saremo
pronti per metterlo in rampa di lancio»,
dice, assistito dal direttore generale
Dario Vianello, che lima e aggiusta
parole e concetti. O la va o la spacca. Il
sindaco Enrico Hüllweck gli ha messo in
mano un mandato di quattro o cinque
mesi, quasi una corsa contro il tempo.
Ma non c’è alternativa, come riconosce
Rossi per primo: quel famigerato decreto
Bersani ha impresso un’accelerazione
alla liberalizzazione del mercato tale
da costringere la multiutility vicentina
a non commettere altri passi falsi. La
scaletta che ha in testa il numero uno
di S. Biagio è fatta di due scalini: prima
Vicenza, poi il resto del mondo. Tradotto:
prima si crea un blocco vicentino,
coinvolgendo in alleanze e aggregazioni
società pubbliche, gruppi privati, enti,
per aumentare il peso specifico di Aim;
poi si può uscire dalla provincia e andare
a trattare con i big delle multiservizi, da
Padova a Trieste.
24
ottobre
2006
L’azienda:
controlliamo i costi meglio di
tutti gli altri Fornisce cifre come
una mitragliatrice - davanti alla
“Commissione speciale Aim” convocata
dall’assessore Pietro Magaddino e dal
presidente dell’Aim Giuseppe Rossi in
sede (ci sono anche il cda, i consulenti
esterni e i dirigenti) - Gianfranco Pisani,
dirigente della milanese Gea-consulenti
associati di direzione aziendale. (…) I
ricavi, spiega, sono cresciuti: una media
del 9,2% l’anno, salita al 14% nel 2005
grazie agli incassi del nuovo servizio gas
conquistato a Treviso
città. (…) Il reddito? È
cresciuto a ritmi del 20%
annuo, sottolinea Pisani.
Gli oneri finanziari sono
cresciuti? Sì, ma l’azienda
ha acquistato la Sit e le
utenze Enel nel 2003, e
nel 2005 si è aggiudicata
il servizio gas a Treviso.
(…) L’andamento di debiti
e crediti? «L’azienda ha
saputo controllare bene
la situazione: il capitale è costante, con
incassi e pagamenti che sono calati da
un ciclo di 210 giorni a 170 giorni». Il
problema finanziario però, conferma
Pisani, c’è: se l’indice migliore tra debiti
e cifre a disposizione è “uno”, in casa
Aim oggi si è all’1,4. Ma le spiegazioni
che Pisani dà della ’zavorra finanziaria’
che si ritrova addosso l’Aim sono due: il
Comune e gli “ossi”. Il Comune perché
si è preso e portato via “Aim reti”, cioè
la società proprietaria di tubazioni e
impianti, a “costo di libro”, e cioè senza
riconoscere all’Aim un plus-valore
mentre ora l’azienda versa 3,1 milioni
di euro di canoni per l’utilizzo dei tubi
e in più ha perso patrimonio, e quindi
ha anche meno forza nel ricorrere
all’indebitamento. Gli ’ossi’ perché il
settore trasporti anche nel 2005 si è
portato via un paio di milioni di euro di
deficit.
Colpi grossi,
colpi gobbi,
maxi-utility:
una carrellata
di successi.
Ma non era
allo sfascio?
8 settembre 2006 Obiettivo: bollette
meno care Il signor Rossi è tornato
da appena una settimana e ha già
strappato il via libera del consiglio di
amministrazione e dell’azionista di
maggioranza al suo piano strategico.
(Tutti gli stralci di articoli sono tratti
dal Giornale di Vicenza. A.M.)
10
19 LUGLIO 2008
fatti&notizie
Un’indagine della Fiom sui lavoratori dell’industria sfata molti luoghi comuni. E dipinge un ritratto in cui dominano incertezza, stress e salari bassi
Pessimista, sottopagato e di destra
Ritratto del metalmeccanico berico
DI
ANDREA ALBA
L’operaio metalmeccanico vicentino,
nel 2008. Da una ricerca condotta
dalla Fiom Cgil sulle dinamiche della contrattazione sindacale all’interno
delle aziende emerge una figura molto
diversa dall’immaginario collettivo. A
maggior ragione dopo la tragedia di Torino, cui la Fiom Cgil di Vicenza ha voluto descriverla anche commissionando
all’istituto di ricerche Ires Veneto una
ricerca approfondita sulla contrattazione, che è
stata svolta nel biennio
2006 e 2007.
motori, alternatori, automazione industriale e ottimizzazione dei processi di
produzione).
Il metalmeccanico di destra
E’ importante non dimenticare quei
fattori di lungo corso che hanno sicuramente influenzato non solo i caratteri
dello sviluppo produttivo locale, ma anche i tratti del contesto sociale, politico
e culturale. Questi fattori sono: prevalente occupazione nel settore primario e
povertà diffusa fino alla
seconda guerra mondiale; presenza di un’agricoltura basata soprattutto sulla piccola proprietà
diffusa;
emigrazione
consistente verso altre
regioni o stati; industrializzazione antica secondo
un modello autoritario
e paternalistico (Marzotto, Rossi, Pellizzari,
Ceccato); successiva e
recente nascita di piccole attività produttive (“capitalismo molecolare”), per “gemmazione” da quelle
più grandi e spesso a conduzione familiare; forte peso e presenza della Chiesa Cattolica (Vicenza veniva definita la
“sacrestia d’Italia”); forte radicamento
e ruolo egemone assunto per molti anni
dal partito della Democrazia Cristiana
e dalle organizzazioni a questa ed alla
Chiesa collaterali; limitato radicamento e debole presenza dei partiti della
sinistra storica; significativa diffusione di una sindacalizzazione di matrice
“bianca” (CISL); sentimento diffuso di
distacco/lontananza dallo stato centrale; rapidissima e forte crescita di attività
economiche nel dopoguerra in assenza
Dopo il 2001
il sistema
industriale
vicentino ha
vissuto un
momento di
grandissima
difficoltà
Le dimensioni
L’industria metalmeccanica nella provincia
di Vicenza occupa oltre
40mila lavoratrici e lavoratori dipendenti. Per
circa 30mila si applica
il contratto nazionale di
Federmeccanica, gli altri
hanno quello di Confapi. Sei le aziende
che superano i 500 dipendenti: Acciaierie Valbruna, Baxi, Lowara, Acciaierie
Beltrame, Salvagnini e Marelli Motori.
Un’altra cinquantina supera i 150 dipendenti. Di rilievo è poi la presenza
di stabilimenti locali facenti parte di
grandi multinazionali straniere o gruppi italiani: Itt, Fki, Grundfos, Alfa Laval,
Atlas Copco, Ebara Pumps, Baxi, Mann,
Scm Stefani, Siltal, Newcosmit, Asi,
Fomas. Circa 300 aziende locali fanno
parte del distretto della “meccatronica”,
comprendente produzioni che si collocano nell’area di confine tra la meccanica, l’elettronica e l’informatica (macchine, macchine utensili, elettropompe,
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di regolazione politica; forte immigrazione negli ultimi 20 anni. Infine, e veniamo ai giorni nostri, c’è quello che in
un certo senso è il dato più sorprendente dell’indagine. Secondo i dati statistici
raccolti dall’Ires, infatti, la maggior parte degli operai metalmeccanici vicentini
si allinea alla massa provinciale, alle
urne: votando centrodestra, e in particolar modo sostenendo la Lega Nord.
Il ciclo economico
Nel periodo 2000-2005, arco temporale nel quale il settore industriale
metalmeccanico è stato investito, attraversato ed in taluni casi devastato
da un sommovimento profondo che la
Fiom definisce “declino industriale”,
e che altrove è stata definita “metamorfosi”. Comunque lo si voglia denominare è indubbio che dopo il 2001 il
sistema industriale vicentino ha vissuto
un momento di grandissima difficoltà,
nel quale sono venuti allo scoperto alcuni precisi fattori di criticità: piccole
dimensioni delle aziende, cronica sottocapitalizzazione, assenza di politiche
di governo dello sviluppo territoriale e
delle sue risorse, difficoltà di ricambio
generazionale, cattivo
rapporto con il credito,
scarsa innovazione dei
prodotti, pochissimi investimenti nella ricerca,
poca formazione dei lavoratori, incapacità di
“fare sistema” e assenza
di politiche industriali
nazionali o locali. Ad
oggi, in particolar modo
dopo il 2006, è evidente
che vi è stata una forte
ripresa, stimolata però
secondo la Fiom soprattutto dalla positiva congiuntura economica complessiva e solo in parte al superamento di
quei fattori specifici di debolezza, sopra
elencati.
Le condizioni di lavoro
Se è innegabile una certa ripresa di interesse dell’opinione pubblica rispetto
al tema degli infortuni mortali sul lavoro e, complice l’aumento del caro vita,
anche della questione del livello troppo
basso delle retribuzioni dei lavoratori
dipendenti in Italia, ancora molto scarsi sono l’attenzione e l’interesse rispetto
alle condizioni materiali di lavoro, in
particolare di quello operaio. Per indagare questa realtà nel settore metalmeccanico del nostro paese, nel corso del
2007 la Fiom nazionale ha condotto
una specifica ricerca, che ha permesso
di raccogliere 96.607 questionari compilati da lavoratrici e da lavoratori metalmeccanici di tutti i comparti e di tutte
le regioni. Gli uomini risultano il 78%
degli intervistati, gli operai sono il 70%,
il 37% ha meno di 35 anni, poco più del
I metalmeccanici in provincia sono oltre 40 mila
3% sono migranti ed il 56% è iscritto al
sindacato.
Lo spaccato che emerge fa davvero riflettere: il salario medio netto mensile
per gli operai risulta di
mille 170 euro (1.370
per gli impiegati), il 41%
delle famiglie degli operai vive con un reddito
complessivo inferiore a
mille 900 euro netti al
mese, 2 famiglie su 3 devono pagare ogni mese
l’affitto per la casa (il 21
%) oppure sostenere la
spesa per la rata del mutuo per la casa (il 42%), il
10% ha un contratto non
a tempo indeterminato (per gli operai
sotto i 35 anni questa percentuale sale
al 16% e per le donne operaie sotto i 35
anni si arriva al 21%), il 33% degli operai
Ancora molto
scarsi sono
l’attenzione
e l’interesse
rispetto alle
condizioni
materiali di
lavoro, in
particolare di
quello operaio
Il salario medio mensile è di 1170 euro
è inquadrato al 3° livello, il 26% lavora
mediamente più di 40 ore settimanali,
solo il 17% ha partecipato a corsi di formazione aziendali, la maggioranza degli
operai e degli impiegati non ha margini
di autonomia nel lavoro (le donne meno
ancora) anche se nel contempo vengono richieste responsabilità e attenzioni
continue che producono una maggior
fatica ed un aumento dello stress: La
metà degli operai lamenta problemi
ambientali dovuti a rumori, vibrazioni,
vapori, fumi, polveri, sostanze chimiche, alte o basse temperature, posizioni disagiate e movimenti brevi ripetuti
troppo spesso (afferma questo il 65%
delle donne), il 40% ritiene che il lavoro
svolto comprometta la propria salute, il
30% teme che la situazione lavorativa
possa ulteriormente peggiorare e, come
non bastasse, il 34% considera a rischio
il proprio posto di lavoro.
T
R
Fatti, personaggi e sport vicentino SPO
Direttore editoriale Giovanni Coviello
Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiare di Verona
Presentata la nuova squadra il tecnico pensa alla prossima stagione,
anche se all’orizzonte c’è sempre il possibile ripescaggio
Volley
Nica dopo sei anni
lascia Vicenza
Terza chance
pagina 12
DI
Rugby
Gli Imbriagatti
chiudono la stagione
pagina 13
Hockey in line
Diavoli azzurri:
rientro tra gli applausi
pagina 14
Rally
Sossella tradito
dal cilindro
pagina 14
Anno 3 - Numero 71 - Sabato 19 luglio 2008 Supplemento al settimanale VicenzaPiù n°113
FRANCESCO CAVALLARO
Il solleone, la spiaggia, il
mare sono solo un bel ricordo. Il Bassano ricomincia da
dove aveva finito: la serie
C2, con più di un pensierino
rivolto ad un eventuale ripescaggio. La squadra, dopo la
presentazione di giovedì 17,
lunedì 21 partirà per il ritiro
di Falcade. Ci rimarrà fino al
2 agosto, quindi la preparazione proseguirà al Mercante.
Alla vigilia del raduno mister
Ezio Glerean è più loquace
del solito; sarò stata la vacanza, fatto sta che lo troviamo
rilassato e ben disposto nei
nostri confronti. Primo punto
all’ordine del giorno della nostra chiacchierata il ripescaggio in serie C1 (o, se volete,
in Prima Divisione). Mister,
lei ci crede o no? “Ben venga
una promozione sulla carta Ezio Glerean
– attacca Glerean -, sarebbe il
giusto premio per una stagio- nella finale con il Portogruaro
ne giocata ad altissimi livelli. è accaduto di tutto. Dispiace,
In qualche modo ci verrebbe ma fa parte del gioco. Nel calrestituito ciò che ci è stato cio le delusioni vanno messe
ingiustamente tolto con la in preventivo; personalmente
sconfitta ai play-off contro il le cose non stanno girando
Portosummaga. In fondo noi per il verso giusto da troppo
avevamo conquitempo: è ora di instato la C1 sul
vertire la tendencampo; purtroppo “Ben
za. Che sia C2 o C1
abbiamo
pagato venga una
la società ha obietun finale di cam- promozione
tivi importanti. Se
pionato da retro- sulla carta.
alla fine ripartirecessione. Tuttavia, Sarebbe il
mo davvero dalla
mi auguro ci siano
Divisione
giusto premio Seconda
i margini per fare
l’obiettivo sarà la
il salto di catego- per una
promozione diretria. I requisiti in stagione
ta; in caso di iscritermini di solidi- giocata al
zione in Prima abtà societaria ce li massimo”
biamo comunque
abbiamo tutti; la
le potenzialità per
nostra dirigenza è una delle fare un ottimo campionato”.
migliori d’Italia, la Federa- Vero. E negli ultimi giorni
zione dovrà tenerne conto al Cesca e Lorenzini hanno conmomento della scelta defini- fermato di voler restare al
tiva”.
Bassano anche quest’anno:
Brucia perdere la promozione due colonne che danno le miall’ultimo, come è accaduto gliori garanzie. Capitolo arbinegli ultimi due anni. “Contro traggio. Lo tira fuori lo stesso
il Lecco, sotto il diluvio uni- Glerean per togliersi qualche
versale, abbiamo colpito tre sassolino: “Mi è dispiaciuto
pali: la palla non ne voleva sa- molto che Reggiana e Portopere di entrare. Quest’anno, summaga abbiano insinuato
che siamo stati favoriti dagli
arbitri: non mi pare proprio.
La squadra ha sempre dimostrato massima correttezza
in campo; e non è un caso la
vittoria della Coppa Disciplina. Polemiche di questo tipo
sono inutili e non fanno bene
al calcio”. Non può mancare
un accenno al “suo” Cittadella, ritornato in serie B. “Sono
molto felice – sottolinea il
mister ex granata -, soprattutto per il presidente Angelo
Gabrielli. E’ una persona fantastica, come tutti coloro che
lavorano all’interno della società. Anch’io ho goduto per
questa vittoria, nell’ambiente
ci sono ancora molte persone
con le quali abbiamo conquistato la prima promozione
in serie B”. Se il Cittadella fa
parte di un glorioso passato,
il Bassano è il suo presente.
Glerean ha tanta voglia di ripetere la stessa impresa anche
ai piedi del Grappa; e con un
po’ di fortuna potrebbe anche
riuscirci. Scommettiamo? Per
quanto riguarda le amichevoli estive, questo il calendario
da qui al 6 agosto: Melbourne
– Bassano il 25 luglio a Longarone; Udinese – Bassano il
27 luglio a Sappada; Piacenza
- Bassano il 30 luglio a Baselga di Pinè; Bassano – Cittadella il 2 agosto al Mercante e
Bassano – Vicenza il 6 agosto,
sempre al Mercante.
12
19 LUGLIO 2008
Dopo tre scudetti giovanili si conclude l’era -Nica in biancorosso. Il progetto sul vivaio però continua
con Marchiaro, il diesse Claudio Bianchi e uno staff di allenatori in buona parte confermato
L’addio del pluricampeon
Nica lascia dopo 6 anni record
DI PAOLO
MUTTERLE
Per chi lo ha
conosciuto e ha
lavorato con lui,
la notizia è di
quelle che non
si vorrebbe mai
venire a sapere:
Peppe Nica, il
tecnico più vincente della storia biancorossa e il numero uno
in Italia per trofei vinti nel giovanile, non allenerà più a Vicenza.
Dopo sei anni e tre scudetti vinti
all’ombra dei Berici, che si sommano agli altri tre titoli nazionali vinti agli esordi in Campania,
l’allenatore sorrentino lascia il
vivaio del gruppo Joy Volley per
dedicarsi a un progetto diverso
nell’ambito della pallavolo. Sua
la scelta, rispettabile, comprensibile, perfino naturale per certi
versi, di cercare altrove nuovi stimoli. Dubbi? Nessuno. Serenità?
Massima. E anche tanta umiltà:
“Un giocatore si stanca a giocare
Un palmares invidiabile
Cinque scudetti: due under 15,
due under 18 e uno under 19.
Un Trofeo delle Regioni: vinto
con la Campania.
De Gennaro, Dall’Igna, Tirozzi,
Astarita, Strobbe: alcune delle
atlete da lui allenate arrivate in
serie A.
sempre la stessa partita - spiega
con la consueta lucidità l’ormai
ex coach della Novello Fidas Voglio vedere cosa sono capace
di fare in una nuova. Non è detto
che ci riesca, ma mi ritengo una
persona intelligente: se vedrò che
non fa per me, tornerò indietro
per fare quello che faccio bene”.
I perché di una scelta difficile
“Dopo sei anni a Vicenza e molti
di più a lavorare nel settore giovanile, sentivo la necessità di fare
qualcosa di diverso. Non penso a
una categoria, ma a un progetto
nuovo, non più soltanto basato sul
vivaio. Qui sono stato benissimo;
a livello professionale ho ricevuto
il massimo che potessi sognare.
Quando sono partito da Sorrento
pensavo di saper allenare nel giovanile, ma mi serviva una controprova; sono arrivati tre scudetti,
la soddisfazione di vedere alcune
mie ragazze giocare ad alti livelli
in serie A e in nazionale, il contatto continuo con la Minetti, che
per qualche mese ho avuto anche
la fortuna e l’onore di allenare
in A1. Un’emozione che mi sono
ripromesso di provare ancora.
Oggi spero di cominciare presto
un’altra scommessa, sicuramente
sarà qualcosa di diverso e sono
curioso di mettermi nuovamente
alla prova”
Sei anni da record
“Le soddisfazioni in questi anni
sono state tante; vedere Moky in
serie A, i tre scudetti, ma se devo
scegliere un’emozione è stato il
‘grazie’ ricevuto da una mia atleta
alla fine dell’ultimo campionato.
Non me l’aspettavo e l’ho sentita
sincera; se una giocatrice ti viene
a ringraziare dopo che per mesi
l’hai, tra virgolette, trattata male
in palestra significa che hai lasciato qualcosa. Lo scudetto è un
simbolo, il calore e l’affetto delle persone è una cosa ancora più
importante. A livello umano penso e spero di conservare un buon
rapporto con tutte le giocatrici, di
sicuro di ognuna di loro porterò
dei bei ricordi dei momenti passati assieme. Sono stati sei anni
meravigliosi, ora lascio un settore giovanile di altissimo livello. Su tante ragazze sono pronto
a scommettere che tra qualche
anno le vedrò giocare in serie A.
Michele (Marchiaro) troverà una
grossa responsabilità, ma sono
convinto che farà benissimo: ha
tutte le capacità e le caratteristiche per farlo”.
L’ultima impresa
“Quella di cambiare è una scelta
su cui ho riflettuto a lungo negli
ultimi mesi. Lo scudetto vinto a
Loano non ha influito sulla decisione finale, ma per me è stato
importante, ci tenevo a fare bene
sapendo che per me poteva essere
l’ultimo anno a Vicenza. Lasciare
dopo una vittoria così importante
è il massimo. Come abbiamo fat-
to? Siamo arrivati in Liguria al top dopo
un
intenso
programma di
allenamenti,
con uno staff
tecnico completo e perfetto. Tante piccole cose hanno
formato
una squadra
vincente; se ci
siamo riusciti in soli due
mesi è perché
dietro c’erano
anni di lavoro
e di esperienza. Nello sport
quando vinci
sei bravo, ma
cresci
poco;
quando perdi,
Peppe Nica, il tecnico più vincente delal storia biancorossa
se sai ripensalavoro in staff ci permette una
re agli errori fatti, cresci molto
rapida successione, mantenendo
di più. In questi anni le sconfitte
invariate qualità e formazione.
sono state per me importanti forLa scelta più ovvia è quella di
se più delle vittorie”.
continuare con Michele Marchiaro, che dopo tre anni di lavoro
La storia continua
con Nica e la vittoria dell’ultimo
E in casa Joy Volley cosa cambiescudetto under 18 è la persona
rà? Nessuno può spiegarlo mepiù indicata per il passaggio di
glio di Claudio Bianchi, direttore
consegne. Sicuramente saranno
sportivo e ‘anima’ del settore gioconfermati anche molti degli alvanile biancorosso: “Sicuramentri allenatori con cui abbiamo già
te sentiremo la mancanza di una
stretto contatti e che comunichepersona come Peppe e della sua
remo in futuro; oggi è solo giusto
esperienza, ma il sistema creato
dire: grazie Peppe”.
con lui in questi anni grazie al
13
19 LUGLIO 2008
Beach Rugby. La formazione con i migliori giocatori dei Rangers e atleti di Bassano,
Montebelluna, Riviera e Rubano conclude la stagione con un quarto posto al trofeo di Caorle
La Prosecco’s Cup ubriaca
gli Imbriagatti biancorossi
DI
FRANCESCO BIANCHI
Dopo aver partecipato a due delle
tappe del campionato organizzato
dalla Lega Italiana di Beach Rugby
ed alla immancabile Prosecco’s
Cup, i beach-rugbisti vicentini tirano il bilancio di questa breve ma
intensa stagione di incontri estivi.
I Fossil Imbriagatti sono una selezione dei migliori giocatori del
Rangers Rugby Vicenza, a cui si
sono aggiunti atleti di altri club veneti, tra cui Rugby Bassano, Rugby
Montebelluna, Rugby Riviera, Roccia Rugby Rubano. La squadra,
nata nel 2005, si riunisce ogni estate per partecipare al campionato
italiano di beach rugby e ai diversi
tornei organizzati nelle migliori località balneari dell’alto Adriatico.
I Fossil Imbriagatti hanno inaugurato la stagione 2008 partecipando lo scorso 14 giugno al torneo di
Bibione, dove le mete acrobatiche
che caratterizzano il gioco di questa selezione non sono però bastate
per superare avversari ben più attrezzati, e l’unica vittoria è giunta
nella finale per il 7°-8° posto contro
i Cinghiali di Rubano, in un match
appassionante terminato in parità e
vinto alla golden meta. A Bibione la
tappa del campionato nazionale di
beach rugby si è svolta contemporaneamente all’International Beach Rugby Open, manifestazione di
livello tecnico minore ed aperta a
tutti. Ad affrontarsi per la conquista della tappa internazionale c’erano 31 squadre provenienti da tutta
rosso ha saputo
sfoderare un
gioco di qualità crescente,
pesante e compatto in difesa,
frizzante e veloce in attacco. E contro il
Valsugana Padova è stato un
trionfo, che ha
regalato ai Fossil Imbriagatti
il quinto posto
nella classifica
finale. Vincitori
Al trofeo di Caorle, i vicentini hanno partecipato con due squadre
del torneo sono
risultati i Padova Beach.
Europa. La classifica della tappa di
L’evento principale di ogni staBibione ha visto al primo posto i
gione estiva degli Imbriagatti è la
Daggs Strani Tipi di Prato, seguiti
Prosecco’s Cup. Il nome dice tutto.
da Padova Beach, Bitch Boys di MiLa famosa coppa si è svolta come
lano, i Fox montebellunesi, il Monda tradizione a Caorle e costituister, il Villorba, i Fossil Imbriagatti
sce un connubio indissolubile tra
di Vicenza e i Cinghiali di Rubano.
Il torneo si è concluso a notte fonda
presso la discoteca Shany di Bibione, affollata di beach rugbisti.
La seconda tappa del campionato
italiano alla quale hanno partecipato i Fossil Imbriagatti si è disputata a Sottomarina di Chioggia il
21 giugno. All’interno della Beach
Arena – con le telecamere di SportItalia a riprendere l’evento – i Fossil Imbriagatti hanno cominciato
in salita, rimediando due sconfitte
nel girone di qualificazione, rispettivamente contro i Monsters di
Castelfranco Veneto e i The Fox di
Montebelluna. Ma il team bianco-
vela e rugby.
Infatti il Trofeo
Modulotecnica
di beach rugby
si svolge sulla
spiaggia mentre
sul mare si sfidano i regatanti
con le barche a
vela. La Prosecco’s Cup è stato
il primo torneo
al quale hanno
partecipato gli
Imbriagatti nel
2005 ed è stato
amore a prima La Prosecco’s Cup è la tappa più sentita del torneo sulla sabbia
vista. A testimol’obbiettivo di ottenere il miglior
niare questo legame, all’edizione
piazzamento possibile, gli Imbria2008 i Fossil Imbriagatti si sono
gatti con l’obbiettivo di divertire e
iscritti con ben 27 giocatori, tandivertirsi il più possibile. Obbiettivi
t’è che – d’accordo con l’organizraggiunti per entrambe le formazazione del torneo – si è deciso di
zioni. La due giorni sulla sabbia
schierare in campo ben due forma(28 e 29 giugno), inframmezzate
zioni vicentine: i Fossil Vicenza con
da un fantastico beach party serale, ha regalato ai Fossil un ottimo
primo posto nel girone di qualificazione e il quarto posto finale, il
migliore risultato di sempre. Un
ringraziamento da parte degli Imbriagatti va alla Fossil Italia, che ha
voluto sostenerli provando questo
nuovo veicolo per il proprio brand,
e al Rangers Rugby Vicenza, per il
supporto della sua struttura organizzativa e per la concessione di un
cospicuo numero di giocatori. Ulteriori informazioni su questo team
sono reperibili all’URL http://imbriagatti.webnode.com/.
www.sabana.it
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19 LUGLIO 2008
Hockey in Line. Mondiali agli Stati Uniti, quinta l’Italia, che centra l’obiettivo della qualificazione per i prossimi giochi di Taiwan
Positiva esperienza per i diavoli vicentini
I Diavoli Azzurri agganciano i World Games
DI SABRINA NICOLI
Sono terminati con la vittoria degli Stati
Uniti sulla Francia i mondiali di hockey
in line che si sono svolti dal 4 al 13 luglio
a Dusseldorf in Germania. Quinto posto
per gli azzurri che si sono giocati la finale perdendo con Svizzera e Francia, ma
hanno saputo recuperare e raggiungere
il quinto posto grazie alla bella vittoria
per 5-1 contro il Canada.
La classifica finale ha visto sul gradino
più alto la formazione statunitense seguita, un po’ a sorpresa, dalla Francia,
bronzo alla Repubblica Ceca, quarto posto per la Svizzera e quinto posto appunto per la formazione guidata da Angelo
Roffo che con questo risultato migliora
la posizione dello scorso anno e si qualifica per i World Games di Taiwan.
Con il Blue team anche quattro atleti
della Caoduro Diavoli Vicenza: Michele
Ciresa, Giacomo Petrone, Fabio Rigoni e
Luca Roffo, che hanno saputo dare il loro
contributo sia in difesa che in attacco.
“Possiamo essere soddisfatti – dichiara
Luca Roffo, autore di un gol ai mondiali
–. Abbiamo vinto contro il Canada e raggiunto l’obiettivo della qualificazione per
i World Games di Taiwan, migliorando
il risultato dello scorso anno. Abbiamo
fatto una grande prestazione contro il
Canada, mentre non siamo stati altrettanto bravi con Svizzera e Francia con
cui abbiamo perso per 3-0. In entrambe
le gare il primo tempo si è chiuso senza
reti, con noi azzurri a recriminare per alcune occasioni sprecate, mentre nei secondi tempi non c’è stata molta fortuna e
siamo usciti sconfitti. In particolare con
la Francia potevamo ottenere qualcosa
in più ed è stata un po’ una sorpresa che
sia arrivata in finale. Diciamo che le prime sei squadre erano tutte di buon livello, ma con caratteristiche diverse, forse
un gradino superiori gli USA per tecnica
ed esperienza e buona squadra anche la
Repubblica Ceca”.
Positivo anche il bilancio per gli altri tre biancorossi: Michele Ciresa, dopo un avvio in cui
non ha giocato molto,
ha trovato spazio e si
è distinto sia nella gara
con la Germania che in
quella con il Canada,
realizzando tre gol e
fornendo delle ottime
prestazioni; buono anche il contributo di Giacomo Petrone, partito
in extremis con la nazionale, per la defezione di Cristiano Sartori,
si è dimostrato sempre
pronto ad ogni chiamata e sempre costante
nei suoi interventi, dimostrando di meritare
la convocazione con gli Luca Roffo, autore di un gol ai mondiali di Dusseldorf
azzurri; infine Fabio
Rigoni grande forza nella difesa del Blue
l’attaccante – poi sono da definire gli
team, ha fatto sentire anche la sua espeaccordi per la prossima stagione. La
rienza maturata partecipando ad altri
mia intenzione sarebbe quella di riquattro mondiali.
prendere a giocare anche nel ghiaccio
”E’ stata un’esperienza positiva per tutti
e poter fare tutti e due i campionati,
e quattro – prosegue Roffo –. Ognuno ha
sul ghiaccio e sull’in line. Dopo il pedato il suo contributo, con Cioka (Fabio
riodo di sosta dal ghiaccio, ho voglia
Rigoni) autentico baluardo della difesa,
di tornare, lo devo anche a me stesso.
Jacky sempre pronto ad ogni cambio,
Ora sono contento, la stagione è andaMichele autore di tre reti ed io, con alta bene, sono soddisfatto dei mondial’attivo un solo gol, ma anche tre assist
li, anche se forse si poteva fare qualpartendo a giocare più dalla difesa”.
cosa di più e pensiamo già ai prossimi
Da veterano, quali differenze riche si terranno nel 2009 a Milano,
spetto al mondiale 2007?
quindi con lo stimolo in più di giocare
“Per me è stato il quarto mondiale, ma
in casa”.
è sempre un’esperienza positiva – proPer Caoduro Diavoli Vicenza, termisegue Roffo –. Rispetto allo scorso anno
nati i Mondiali, è il momento di deho visto una squadra più attenta in difinire le posizioni dei propri atleti in
fesa, meglio organizzata e sicuramente
azzurro e di proseguire nei lavori di
migliorata rispetto ad un anno fa”.
preparazione della prossima stagione
Programmi futuri per Luca Roffo?
che hanno già visto alcune conferme
“Adesso un po’ di riposo – conclude
importanti.
Clicca!
Rally. Nella gara del Casentino il pilota vicentino
costretto al ritiro
Un cilindro blocca
la corsa di Sossella
Weekend amaro per il pilota vicentino Manuel Sossella e il suo copilota Alberto
Contini, impegnati al 28°
Rally del Casentino. La
Peugeot 206 WRC del team
G.M.A. Racing è stato purtroppo costretta al ritiro
a causa di un problema al
motore, quando occupava
le posizioni di vertice della
classifica.
Nella fase tre della crono
sono iniziati i primi problemi al motore della Peugeot: a circa un chilometro
e mezzo dall’inizio prova la
vettura perdeva improvvisamente potenza emettendo nello stesso tempo quel
rumore tipico dei propulsori che hanno un cilindro
che “non lavora a dovere”.
Nonostante ciò Sossella e
Contini riuscivano a contenere il distacco dal vincitore della prova speciale in
poco più di 13” rimanendo
in piena lotta per la vittoria finale. Fortunatamente
dopo la prova speciale 3 era
previsto il parco assistenza e i meccanici del team
G.M.A. provvedevano alla
sostituzione del pezzo (bo-
bina) causa dei problemi
al propulsore. A quel punto tutto sembrava risolto e
pronto per una gran rimonta ma purtroppo, a pochi
chilometri dalla partenza
del quarto tratto cronometrato “Crocina” si ripresentavano in modo ancora più
eclatante i problemi avuti
in precedenza e il duo della
Mirano Rally era costretto
a parcheggiare la propria
206 WRC a lato strada impossibilitato a proseguire
la gara. Un ritiro quello
dell’equipaggio vicentinocomasco coinciso con la
nuova vittoria del leader
di campionato “Grossi” e
il secondo posto di “Luciani” attualmente secondo in
classifica; ora il ritardo in
classifica di Sossella-Contini si fa pesante ed una
rimonta appare davvero
ardua. I protagonisti dell’International Rally Cup
si prendono ora un paio di
mesi di pausa e si ritroveranno il 13-14 settembre
per la disputa del “Rally
Valli Cuneesi”.
www.adige.tv
Per avere le notizie del Nord Est
La Peugeot di Sossella si è fermata a causa di un problema al motore
T.Q.
15
19 LUGLIO 2008
fatti&notizie
Viaggio negli oratori della città, ecco i corsi e le iniziative che coinvolgono ragazzi e famiglie
E tengono lontani bulli e spacconi
Calcetto e feste di compleanno
Un’ordinaria giornata di oratorio
DI LUCA MATTEAZZI
Dici oratorio e pensi ad interminabili
partite di pallone su campi sgangherati,
ai tornei di biliardino, alle serate passate a chiacchierare, ai bimbi che corrono
sotto lo sguardo severo ma non troppo di
qualche sacrestano che non sa se arrabbiarsi o sorridere compiaciuto. Un’immagine sicuramente un po’ stereotipata,
ma non troppo lontana dal vero, almeno
a giudicare da quanto succede ogni giorno in giro per la città. In una Vicenza in
cui gli spazi per i giovani sono una delle
eterne incompiute della politica, ci sono
delle strutture che svolgono da tempo
una funzione fondamentale: lontano dalle luci della cronaca – a meno che, come
avvenuto a Santa Bertilla, non ci sia una
gang di bulli a mandare in crisi la struttura – oratori e circoli parrocchiali sono
un punto di riferimento per centinaia di
bambini, ragazzi e famiglie. Che trovano
a due passi da casa spazi e possibilità di
svago e socializzazione.
Compleanni in corso Fogazzaro
Uno dei più noti e frequentati è quello
dei Carmini, nel cuore del centro storico,
e diretto da oltre 20 anni da don Silvio
Parlato: un campo da calcio come ce ne
sono pochi nel cuore della città, un parco
giochi per i più piccoli, una serie di sale
a disposizione per incontri e associazioni
e, se serve, anche un piccolo teatro per gli
appuntamenti più importanti. La mattina i locali sono affittati ad una scuola privata di inglese, che li lascia liberi attorno
alle tre del pomeriggio. Dalle 15,30 ad ora
di cena, quindi, porte aperte a famiglie e
bambini: “Vengono tantissime persone,
soprattutto mamme con bambini – racconto don Silvio -. È una ambiente adatto
ad accogliere le famiglie. E molti vengono
anche da fuori parrocchia”. Segno che la
fame di punti di ritrovo e aggregazione è
tanta, e che molte persone sono disposte
a spostarsi pur di avere un posto tranquil-
Un momento normale di “vita da oratorio”, con l’immancabile ed onnipresente biliardino
lo per in cui giocare, stare in compagnia
o festeggiare il compleanno. Già: proprio
le feste di compleanno dei bambini sono
uno dei segreti del successo dell’oratorio
di corso Fogazzaro. “Da quando abbiamo
cominciato a mettere a disposizione gli
spazi per le feste di compleanno, ce n’è
una al giorno. E a volte non riusciamo a
star dietro alle richieste”, aggiunge il sacerdote.
Il resto lo fanno le tante attività che si
svolgono nei locali della parrocchia: dal
catechismo, che coinvolge qualcosa come
quattrocentocinquanta bambini, agli incontri per adolescenti del mercoledì sera;
dalle prove dei gruppi di cantori all’attività di associazioni come la San Vincenzo,
impegnata nell’assistenza delle famiglie
bisognose, ai pomeriggio con lo studio
assistito per i ragazzi che hanno qualche
difficoltà a scuola.
Il risultato è un ambiente vivo, in cui c’è
qualcuno ad ogni ora del giorno, e in cui
basta una sorveglianza discreta per assicurare che tutte le cose filino per il verso
giusto. “Non abbiamo un custode – continua don Silvio -. Ci sono le mamme che
portano i loro figli, e che tengono d’occhio la situazione, visto che tutto l’am-
biente è recintato. E poi ci sono io che
ogni tanto do un’occhiata dalle finestre
della canonica. I primi anni che ero qui
abbiamo avuto qualche problema con dei
ragazzi un po’ turbolenti, ma sono spariti
quando l’oratorio ha cominciato ad essere più frequentato”. Detta così, sembra
quasi troppo facile. E infatti il parroco
aggiunge un altro paio di “trucchetti”.
“Serve disponibilità e grande fermezza,
perché, come diceva don Bosco, le mele
marce vanno tolte dal cesto – conclude il
sacerdote -. E poi un po’ di creatività pastorale: qui le cose sono migliorate molto
da quando ho cominciato a fare una messa per i bambini, in cui i più piccoli sono
i protagonisti assoluti. Perché attraverso
i bambini coinvolgi anche i genitori, e si
ravviva tutta la parrocchia”.
Metti una sera al cinema dei Ferrovieri...
Sistema diverso, ma risultati simili anche
ai Ferrovieri, quartiere popolare per definizione. Qui l’oratorio della parrocchia
è gestito dall’associazione Noi (un’associazione collegata alla diocesi, che in giro
per la provincia anima decine di centri),
che negli ultimi anni ha progressivamen-
te aumentato le attività. C’è il campo da
calcio, a disposizione dei ragazzi e di alcune società sportive; c’è il bar bianco, un
piccolo spaccio a cui possono accedere
solo i soci dell’associazione e in cui non
si vendono alcolici; ci sono le sale per il
catechismo, le riunioni delle associazioni e i corsi, che spaziano dalle lezioni di
lingua straniera agli insegnamenti di
fotografia digitale; e c’è anche qui, come
ai Carmini, un piccolo cinema teatro per
quelle attività che hanno bisogno di spazi più grandi. “Ad esempio noi facciamo
una rassegna cinematografica, in cui una
volta alla settimana viene proiettato un
film introdotto e commentato da qualcuno dei soci che è appassionato di cinema
– racconta Simonetta Brunelli, una delle
responsabili del circolo Noi della zona -.
Altre volte organizziamo incontri e dibattiti pubblici: ad esempio sono venuti
don Albino Bizzotto per parlare di pace,
don Adriano Sella per parlare di stili di
vita, Lorenzo Altissimo, del centro idrico
di Novoledo, per analizzare il problema
dell’acqua”.
Una serie di attività che, soprattutto di
sera, richiamano giovani e famiglie, anziani che giocano la partita a carte e ra-
gazzi che si sfidano a calcetto. E tengono
alla larga eventuali ‘disturbatori’. “Noi
abbiamo avuto qualche problema nel
momento in cui c’era stato un calo dell’attività dell’oratorio – conferma la signora Brunelli -. Ma se il circolo è vivo chi
disturba si ritrova emarginato in modo
quasi automatico, oppure viene integrato
nelle attività. Per noi, ad esempio, è fondamentale il campo da calcio: è sempre
usato, e questo vuol dire che ogni sera ci
sono le luci accese e ci sono persone che
entrano ed escono. È una cosa che fa la
differenza”.
A consolidare il tutto ci pensano poi le attività che attirano un pubblico più vasto.
Le gite in bicicletta, i weekend nelle città
d’arte, le passeggiate in montagna, o iniziative come la “Marronata”, che ogni autunno diventa un punto di incontro per la
gente e le associazioni del quartiere. “Così
si fanno nuove conoscenze, e si riesce a
coinvolgere persone e famiglie nuove”.
Già, perché il problema fondamentale,
spesso, è proprio quello di trovare persone disponibili a portare avanti l’attività.
E a non far ripiombare l’oratorio in uno
stato di abbandono che spalancherebbe
le porte ai bulli e al degrado.
Attesa di bambini e genitori nel cortile di un oratorio
Regione. Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono al Difensore Civico per vedere rispettati i propri diritti
redazionale
Bottoli: Difesa Civica, strumento per il cittadino
Sono sempre più numerose le
persone che si rivolgono al Difensore Civico per vedere rispettati i propri diritti, per vedere
risolte questioni a cui, da solo,
con i propri mezzi, probabilmente non sarebbe in grado di
far fronte. L’istituto della Difesa
Civica, per chi ancora non la conoscesse, permette ai cittadini di
esporre i problemi in cui sono
incappati in ordine a disguidi
con l’amministrazione pubblica,
funge quindi da mediatore ed,
in molti casi, da risolutore ed in
più: gratuitamente. Per scendere nel concreto: se il cittadino
crede di essere stato tratto in
modo ingiusto/non corretto dagli organi amministrativi, se ha
bisogno di informazioni, se le
pratiche avviate vanno a rilento
possono trovare un valido sostegno nella Difesa Civica.
Purtroppo però, sottolinea Vittorio Bottoli, difensore civico della
Regione Veneto, “Incontriamo
ancora molte resistenze a livello
politico perché non viene capita
l’importanza di questa istituzione. Non è pensabile che un
cittadino che sia incorso in una
violazione da parte della pubblica amministrazione debba intraprendere un iter giurisdizionale
personale, lungo e costoso. Il
Difensore Civico permette risoluzioni efficaci, rapide e soprattutto gratuite. Perciò dobbiamo
resistere contro chi, per ignoranza, vorrebbe eliminarla e
continuare negli sforzi per farci
conoscere dai cittadini ma anche
dalle diverse istituzioni”
Il Difensore civico regionale è
un organismo di tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini nei confronti della Pubblica
Amministrazione. E’ stato istituito dalla Regione Veneto con
la Legge regionale n. 28 del 6
giugno 1988: in base all’art. 1 di
questa legge il Difensore civico
regionale “è chiamato a svolgere
in piena libertà ed indipendenza la sua attività al servizio dei
cittadini nei casi di disfunzioni
o abusi della Pubblica Amministrazione. Ha sede presso il
Consiglio regionale e per lo svolgimento della sua attività ha un
proprio ufficio organizzato in
base alle necessità delle funzioni di cui è investito (art. 14 L. R.
28/1988).
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19 LUGLIO 2008
donne
Per la prima volta una donna alla guida del sindacato “rosso”. Le priorità del nuovo
segretario, l’apertura al dialogo con Assindustria e la linea ferma sul Dal Molin
www.minettigroup.com
DI
Lavoro, salari e territorio
Begamin: “Ecco la mia Cgil”
GIULIO TODESCAN
«Siamo diversi, abbiamo
stili diversi, età diverse,
soprattutto genere diverso, ma sulle scelte politiche il percorso della segreteria di Oscar Mancini
è stato sempre condiviso»,
così Marina Bergamin si
confronta con l’eredità
del suo predecessore alla
guida della camera del lavoro di Vicenza. E i punti
di continuità sono quelli
che negli ultimi anni hanno visto il sindacato di via
Vaccari prendere spesso
posizione sui temi “politici” della città, dal Dal Molin, ad Aim, allo sviluppo
territoriale e urbanistico.
Lo dice chiaramento la
nuova segretaria: «Io credo che occuparsi di ter- Marina Bergamin, quarta da sinistra, in una manifestazione di piazza
ritorio, ambiente, servizi
del territorio, Aim, Ipab, da pensione la media è di che una donna venga eletzona industriale, qualità 709 euro».
ta a guidare un sindacato
dell’aria, sia un modo di Marina Bergamin è stata proprio nel momento in
fare gli interessi di lavo- eletta il 26 giugno segre- cui, da più parti, si parla
ratori e pensionati». Per taria della camera del la- di una “femminilizzazioquesto, l’azione della Cgil voro, prima donna a rico- ne” crescente del lavoro.
si dovrà muovere su due prire questo incarico dal Un lavoro che è sempre
piani, quello della con- 1902. Bancaria, è entrata più fatto di relazioni, di
trattazione di secondo in Cgil nel 1991, ha segui- investimenti affettivi, ma
livello da rafforzare – in to il commercio e il turi- anche sempre più flessibiuna provincia tradizio- smo, poi i tessili – dalla le, complicato, intrecciato
nalmente bianca, in poli- piccola impresa ai giganti con gli altri ambiti della
tica e nel sindacome la Marzot- vita. «Mi faccio sempre la
cato, anche se
to – e dal 2001 domanda: se avessi due figli iscritti Cgil “Dobbiamo
è entrata a far gli, come andrebbe? - dice
sono in aumento rappresentare parte della se- Marina Bergamin - Io ho
– e una seconda
greteria
pro- un compagno, ma non ho
gamba fatta di le difficoltà
vinciale. Mer- figli, e un bel pezzo della
c o n t r a t t a z i o n e in cui versa
cato del lavoro, mia vita è dedicata al laa tutto campo, anche
c o n t r a t t a z i o n e voro e allo studio. Ovviasul
territorio. un pezzo
e politiche di mente leggo moltissimo,
«Dobbiamo imgenere i suoi mi piace, oltre alla sagpegnarci in una della ricca
ambiti di azio- gistica che leggo per lan e g o z i a z i o n e Vicenza”
ne. Almeno fino voro mi piacciono tanto i
sociale, aprire
all’altro
ieri. gialli, i polizieschi, fra gli
una
stagione,
«La sfida è di altri generi. Tutto questo
insieme a Cisl e Uil, con mettere in pratica anche tempo ci sarebbe se avessi
gli enti locali, Ulss, Ipab, nella Cgil quello che vado una famiglia? Si sicuro le
affiché quando si parla di teorizzando da anni – dice cose sarebbero molto più
tariffe, rette, trasporti, si – che diventi un luogo più difficili».
tenga conto della qualità e accogliente per le donne, Il ricambio quest’anno ha
dell’accessibilità del ser- e che tenga a mente i biso- coinvolto il sindacato ma
vizio. Dobbiamo rappre- gni espressi dalle lavora- anche gli industriali: ad
sentare le difficoltà in cui trici» Tradotto in cifre: il Assindustria è stato eletto
versa anche un pezzo della tasso di occupazione fem- Roberto Zuccato, segnanricca Vicenza: nel pil pro minile qui è al 54, 6 per do una fase nuova, per alcapite, siamo al 17mo po- cento, buono, ma il tasso cuni versi un “outsider”
sto con 30 mila euro, ma di disoccupazione rimane che ha superato la preceè la media del pollo, c’è al 5,5 per cento, sensibil- dente egemonia. Zuccato
chi ne prende il doppio e mente più alto di quello e Bergamin non si sono
chi la metà. E per reddito maschile. E sarà un caso ancora incontrati:«Spero
www.minettigroup.com
te nei prossimi mesi, vedi
la crisi internazionale che
sta avanzando, chiede che
si serrino i ranghi e che si
faccia un lavoro di squadra, Lo so, è una parola
abusata, ma quanto mai
attuale: l’intero territorio si deve preparare a un
periodo di difficoltà. Bisogna accelerare, i tempi
che abbiamo davanti chiedono che ci si attrezzi».
Poi, parlando di un altro
tema, ma pur sempre collegato, come l’informazione cittadina controllata in buona parte dal
gruppo Athesis a maggioranza confindustriale: «Il
Giornale di Vicenza ha un
ruolo fondamentale nell’informazione vicentina
e è per il suo bene, e di
tutta la cittadinanza, che
dovrebbe
rappresentare
di farlo nei prossimi gior- la pluralità presente non
ni. Ma ero presente all’as- solo nella proprietà, ma
semblea di Confindustria anche nella società vicendi un mese fa: ho apprez- tina». In prima pagina al
zato la relazione di Zucca- quotidiano campeggia un
to e la sua consapevolezza titolo sul Dal Molin: manche tutti debbano fare la ca il progetto definitivo,
propria parte per riquali- pare. Marina Bergamin
ficare e sostenere il nostro scuote la testa. È un tema,
sistema. Ha aperto verso quello della base Usa,
il territorio, e l’ho apprez- che ha scavato un solco
zato molto. Quello che gli fra Cgil vicentina e Cisl e
chiedo a tutte
Uil. Anche se a
le associazioni
il vero, neBuona parte dire
datoriali, anche
gli ultimi mesi,
Api e Ascom, è della mia vita la Cgil non si è
che la qualifica- è dedicata
esposta più di
zione del nostro allo studio e
tanto sugli ultiterritorio deve
sviluppi del
al lavoro: mi mi
passare anche
caso. «Non abper la qualifica- chiedo sempre biamo fatto un
zione del lavo- come farei
passo indietro
ro».
se avessi due rispetto a quanIntanto, però,
do, in tempi
figli”
Bergamin
apnon sospetti, ci
prezza la mossa
siamo impegnadi Zuccato che per la guida ti contro la base – rispondella Camera di Commer- de Bergamin - Venerdì
cio ha proposto il nome di mattina (ieri per chi legVittorio Mincato, il presi- ge, ndr) al nostro considente del Cuoa, figura au- glio di zona abbiamo invitorevole e “super partes” tato l’ingegner Vivian che
per superare lo stallo che ci esporrà gli ultimi studi
da mesi blocca il vertice su cosa comporterebbe la
della Camera. Un’idea di nuova caserma: il Dal Mo“pacificazione” che piace lin sarà un disastro per il
alla neo segretaria Cgil: territorio. Ci impegniamo,
«Credo che sia tempo di quando sarà indetto il rearrivare a una soluzione ferendum, a fare campacondivisa, perché le diffi- gna informativa insieme
coltà che avremo di fron- ai comitati».
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19 LUGLIO 2008
cultura
Intervista con il giornalista e scrittore che per trent’anni ha animato la rivista Il sospiro del tifoso
“Oggi c’è meno libertà di espressione. E molto dipende dalla qualità dei politici”
Il sospiro di Pino Dato: Corazzin,
la Balena Bianca e il Dal Molin
ALBERTO BELLONI
non è un
buon proPer uno che per anni è stato
fessioniil Pasquino della politica vista e tanto
centina, starsene zitto è una
meno uno
specie di tortura cinese. Pino
scrittore.
Dato si sta spendendo più sul
Magari
fronte del lavoro, ultimamenha il fiute, ma a prospettargli una seto
dello
rie di domande su Vicenza e la
s c o o p ,
vicentinità si vede chiaro che
però, per
è come invitarlo a nozze.
come
la
Quando si comincia a invedo
io,
vecchiare c’è sempre il
il giornarischio di guardare con
lismo
è
Pino Dato, veneziano di nascita ma ormai vicentino a tutti gli effetti
troppa indulgenza al pasancora fare
sato. Nostalgia della città
opinione.
di un tempo, quella della aver fatto una certa presa an- E spesso capisci dalle prime
Balena Bianca?
che sui potenziali nemici poli- righe che minestra ti stai per
“Se mi guardo indietro non tici. Mi riconoscevano qualità mangiare. Un buon incipit è
vedo la cappa di piombo di cui nella scrittura e un buon spes- già la base di un buon pezzo.”
qualcuno parla. Non so se per sore culturale. Sono stato un Dire Pino dato è come dire
merito mio o di chi stava al polemista, li ho attaccati tutte Il Sospiro del Tifoso. Lei è
potere in città, ma negli anni le volte che riconoscevo i loro ancora molto legato al suo
di strapotere democristiano errori, ma ciascuno sapeva giornale, vero?
io ho sempre potuto fare ciò che gli attacchi scandalistici “Sì, anche se lo tengo in stand
che volevo. Oggi credo avrei non stavano nelle mie corde.”
by, potrei farlo ripartire in
molta più difficoltà ad eser- Ha appena parlato di qualsiasi momento. Ma mi
citare quella mia libertà di stampa troppo accondi- chiedo: val la pena di farlo in
espressione. Volendo proprio scendente. E’ così anche questa Vicenza? Il Sospiro è
dare una risposta, ritengo che oggi?
stato me e io sono stato Il Somolto dipendesse dalla qua- “Ma li vede i giornali? Fare del spiro, proprio come Flaubert
lità degli uomini di vertice. buon giornalismo non è solo con Emma Bovary.”
Si chiamavano Zio, Volpato, saper scrivere correttamente Come partì quell’avventuBaldo o Corazzin. Se qualcuno in termini di grammatica e di ra?
ne ha voglia, vada a rileggersi sintassi. E’ già questa è una “Sui banchi di scuola. Colla“Dimenticare Vicenza” o me- base che comincia a latitare. boravo allora con Gianmauro
glio ancora “Vicenza: brigan- Direi che il buon giornalismo Anni a “Tempi nostri”. Bel
ti e gentiluomini”. Ho scritto parte dall’impaginazione in- periodico studentesco, schiecose scomode, che altri gior- telligente, dai titoli e dai sot- rato tutto a sinistra. Ricordo
nali non si sognavano nemme- totitoli pertinenti. Chi si li- che all’inizio degli anni ’60
no di pubblicare, ma credo di mita a fare il temino in classe pubblicammo un pezzo molto duro sull’Algeria, quando
ancora era tabù farne cenno.
Scoppiò un casino. Il numero successivo la pubblicità
si ridusse al 50% e Maltauro
di Artini Roberto & C. s.a.s.
pensò bene di finanziare un
TELEFAX - FOTOCOPIATORI - ATTREZZATURE PER UFFICIO
giornalino concorrente, che
si chiamò l’Arca di Noè. Io e
il mio amico Giorgio Menti
concessionario esclusivo
decidemmo più tardi di costituire una testata tutta nostra,
che parlasse di calcio ma non
solo di calcio. La mia vocazione era di far cultura in una
città che ne produceva troppo
poca e sulle pagine della rivista cominciarono dunque ad
alternarsi intellettuali che poi
sarebbero diventati famosi, e
cito solo Paolo Madron (divenuto pubblicista proprio con
il Sospiro), Fernando Banvia Lago Maggiore, 2
dini, Fulvio Rebesani, Paolo
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Tel. 0444.371531 0444.334027 - Fax 0444.370922
Coltro, Emilio Franzina, Ilvo
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Diamanti e mi scuso con i
DI
molti che trascuro.”
tutta nostrana. E che dire inParliamo di politica, visto fine del Festival Mozartiano?
che ci siamo. Il miglior Un picco di eccellenza cui anSindaco di Vicenza e il che il Corriere della Sera depeggiore…
dicava ampio spazio, un moLa palma la darei senz’altro mento straordinario mai più
ad Antonio Corazzin. Ricor- raggiunto, con le sue prime
do solo che fu durante il suo prestigiose anche a livello eumandato che la città vide la ropeo. Ma Lei voleva sapere
possibilità di avere una Basi- anche il peggiore, vero? Qui
lica interpretata architettoni- ho più difficoltà. Mi verrebbe
camente da Renzo Piano. Io di primo acchito da dire Hulallora stavo all’opposizione lweck, che mi è lontanissimo
come indipendente del PCI, politicamente. Ma lo conosco
assieme al mio amico Luca poco e poi devo ammettere
Romano, e il Sindaco lottò che ha il grande merito di
quasi da solo contro l’opposi- aver regalato a Vicenza il suo
zione del resto della DC. Se ce teatro. Un teatro che non mi
l’avesse fatta, Vicenza avreb- piace per dove è collocato e
be avuto in regalo uno spazio per come è realizzato, ma che
espositivo tale da cancellare il ora c’è. Allora, controcorrenPalazzo dei Carraresi. Treviso te, dico il primo Variati. Un
è stata molto più lungimiran- mandato che non ha lasciato
te. Ha capito subinessun segno”
to la valenza, anUltima provoche turistica, delcazione… Il Dal
l’arte e ha lavorato Il peggior
Molin
in questo senso. sindaco? Il
“Sono pacifista e
La battaglia persa primo Variati: a n t i m i l i t a r i s t a .
da quel Primo CitPenso che la nuoun mandato
tadino ha signifiva base ammazcato consegnare il che non ha
zerebbe del tutto
nostro capolavoro lasciato
una città già agopalladiano al me- nessun segno nizzante…”
sto ruolo di cartoAnche
antialina in muratura.
mericano, parCorazzin ha fatto
rebbe di capisentire forse per l’unica volta re…
Vicenza una città vera, centro “No, qui si sbaglia. Io mi sono
e capoluogo reale, un corpo nutrito di cultura americana,
mistico attorno cui lavorare ma sono sempre stato contro
con idee e genialità. Era poi le politiche USA di espansioun sostenitore del terziario nismo. Perché rinunciare al
avanzato. Vedeva lontano e nostro piccolo aeroporto, ad
immaginava una parte del esempio, per una cosa che
Centro Storico come città de- non ci serve? Non più, almegli uffici, una sorta di Defense no… Non capisco proprio.”
La redazione di un giornale
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cultura
La cultura in Veneto non va in vacanza: molte le offerte abbinate alla rassegna promossa dalla Regione
e giunta ormai alla sua XXVIII edizione
OperaEstate 2008, apertura col botto:
Bergonzoni e Baryshnikov a Bassano
DI DANIELE BINAGHI
Chi l’ha detto che la cultura d’estate
va in vacanza, come i più fortunati
di noi? Gli altri, secondo la leggenda, sono costretti a restare in città
calde, semivuote, chiuse per ferie,
senza sapere che fare. Dicerie, dicerie… Anzi, l’estate rappresenta un
ottimo periodo per chi di cultura si
pasce: basta pensare ai vari festival
a tema, ai concerti negli stadi, alla
stagione lirica all’arena di Verona.
E ad OperaEstate Festival Veneto,
ovviamente: uno degli appuntamenti estivi, se non L’appuntamento
estivo con la L maiuscola, culturali
per eccellenza nella nostra regione.
Giunto alla sua ventottesima edizione, quella che in realtà è una grandiosa collezione di eventi offre 400
serate di spettacolo ben distribuite
tra le ville, i castelli, i parchi, i palazzi, le piazze e i musei della pedemontana veneta, con l’intento non
tanto nascosto di esaltare luoghi,
storia e tradizioni: nell’arco di due
mesi, dal 3 luglio fino al 7 settembre,
la capofila Bassano del Grappa e gli
altri 31 comuni aderenti al progetto
offriranno un ventaglio di proposte
culturali per tutti i gusti, dal teatro
contemporaneo alla danza internazionale più innovativa, dalla musica, lirica, classica e jazz al cinema
d’autore.
Bassano del Grappa, che assieme
alla Regione Veneto è promotrice
della manifestazione, ovviamente fa
la parte del leone, ospitando celebri
protagonisti della scena musicale,
teatrale e danzistica italiana ed internazionale: dopo un inizio musicale con l’Orchestra Filarmonia
Veneta, è stato il turno dell’ottimo
Più che l’antipolitica,
ci vorrebbe la procultura
attore e scrittore Alessandro Bergonzoni, giocoliere delle parole, e di
uno dei più grandi ballerini viventi,
Mikhail Baryshnikov, che hanno
incantato ed avvinto i rispettivi pubblici in due serate da tutto esaurito.
Senza dimenticare la famosissima
compagnia di danza Ecole Atelier
Rudra Béjart Lausanne, creata
da Béjart nel 1992 per tramandare
la propria esperienza, che ha presentato ieri sera alcune creazioni rimandanti ad uno stile coreografico
unico per intensità e raffinatezza. Il
tutto, in attesa di almeno altri due
grandi eventi a cavallo del cambio
di mese, quali gli spettacoli del coreografo Chris Haring (29 e 30 luglio) e quelli di Moses Pendleton ed
il suo gruppo Momix (1 e 2 agosto),
e dell’arrivo di un altro mattatore
del palcoscenico, Natalino Balasso (7 agosto). Da segnalare anche
un omaggio a Mario Rigoni Stern,
recentemente scomparso, con Pino
Petruzzelli (8 agosto).
Uscendo da Bassano, sparsi per il
territorio delle provincie vicentina
e trevigiana ce n’è per tutti i gusti:
dal teatro shakespeariano, in
omaggio alle opere del vate inglese
(Bassano, 27 luglio, e Sandrigo, 31
luglio), a quello interattivo di Cucina Erotica (Asolo, 4 e 5 agosto)
e Cena con delitto (Asolo, 6 agosto); dalla musica lirica (Borso
del Grappa il 24 luglio, Castelfranco
Veneto il 27 luglio e Galliera Veneta il 17 agosto) alla riscoperta della musica anni ’30 con gli Italian
Harmonists (Loria, 7 agosto),
agli omaggi ai Beatles (Romano
d’Ezzelino, oggi) e a Frank Sinatra (Cartigliano, 25 luglio); senza
ovviamente dimenticare il Veneto
Jazz Festival, il cui evento clou
è stato l’applauditissimo concerto
della Ivan Lins All Star Band.
Il programma completo è disponibile sul sito internet www.operaestate.it, mentre per prenotazioni
ed info si possono usare i numeri
della biglietteria 0424/524214
e quello verde dell’Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica,
800533633.
Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna durante il terzo degli appassionanti duetti messi in scena al PalaBassano
Alessandro Bergonzoni, il minattore che trasporta
carichi emotivi, il
giocoliere che lancia in aria le parole e le riacchiappa
al volo cavandone
nuove frasi (“Ho
venduto un giardino di 300 metri quadrati non
calpestabili. L’ha Alessandro Bergonzoni
comperato un anmillesimo di spettatore al teatro.
gelo. Quando l’ha visto, ha detto
E non parlo solo per me: penso
‘Lo compro al volo’”), ha appena
a David Riondino, a Gene Gnocterminato il suo applauditissichi, e con loro ad altri attori che
mo spettacolo. Sudato, come
hanno avuto una vita televisiva
si conviene a chi si è spremuto
– la mia, in realtà, è stata abbaper bene durante la performanstanza breve. Il pubblico televice, subito si informa se in plasivo ed il pubblico teatrale sono
tea non fosse troppo caldo – lo
profondamente diversi. L’unica
spettacolo doveva tenersi nel
eccezione sono forse Aldo Giocortile del Castello degli Ezzelivanni e Giacomo, ma loro sono
ni, ma qualche nuvola ed il venenormemente bravi sia in tv che
to hanno suggerito di spostarlo
in teatro.
al sicuro nel teatro Astra -, e poi
E parlando di ex-comici…
ci concede qualche minuto priti abbiamo visto impegnato
ma di andare a rilassarsi.
sulle piazze dei VaffaDay,
Allora, Alessandro, com’è
insieme con Grillo e comstato questo ritorno in Vepagni. Saresti andato anche
neto?
alla manifestazione di piazFantastico, come sempre. Io
za Navona?
amo il pubblico veneto, mi piaNon so, non credo. Per me, più
ce un sacco il suo calore, è un
della protesta contro la politica,
pubblico che ti entusiasma, che
che può essere pure condivisa,
ti spinge a dare di più. A Vicensi dovrebbe fare qualcosa per
za, poi, dove sono stato svariate
quello che sta dietro: non è la
volte negli ultimi vent’anni, ho
corruzione il problema, ma la
molti buoni amici.
mancanza di una cultura alle
Ti sei scelto un lavoro mica
spalle. Vorrei tanto che anche
facile. Cos’è più difficile,
Beppe Grillo si battesse di più
scriverli o recitarli i tuoi
per la cultura che non c’è, piuttesti?
tosto che contro la malapolitica
Scriverli, sicuramente: il proche sta sotto gli occhi di tutti.
cesso creativo ti sottrae molte
Andrei in quelle piazze a chiedeenergie. Recitare è poi faticoso,
re “ok, vaffanculo e tutto quanma se si trova un buon pubblico
to, ma poi? Cosa pensate di fare,
la cosa scorre via facilmente.
voi, singolarmente?”
A parte il teatro, hai collaCosa pensi della vicenda
borato durante la tua carDal Molin? Ne sai qualcoriera con tv, radio e giornasa?
li, sia come ospite che come
No. Cioè, sì, ne ho sentito parideatore e conduttore di
lare, so che c’è una parte della
trasmissioni. Ti si potrebbe
popolazione che è contro l’amdefinire poliedrico, se non
pliamento della base; ma non
fosse forse limitativo. Ma è
ne so abbastanza per esprimervero che i media come la tv
mi, spero capirete.
aiutano il teatro?
No. I media, ed in particolare la
D.B.
tv, non aggiungono neppure un
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19 LUGLIO 2008
economia
Negli ultimi mesi le quotazioni delle derrate alimentari sono crollate. Più che i cambiamenti climatici, pesano le manovre dei grandi investitori
Che adesso potrebbero far ripartire la corsa
Mais, grano, riso e speculazione:
la strana altalena dei prezzi
DI MARCO ZACCARIA
l’ acquisto di sementi e fertilizzanti per gli agricoltori
Questa settimana tornere- e un sistema di rete di promo ad occuparci dei prezzi tezione sociale e ammortadi alcuni prodotti della ter- menti per bambini,
ra: frumento, mais e riso in anziani, malati
particolare, argomento che e categorie
ci tocca tutti in qualità di v u l n e r a consumatori di pane, riso e bili.
A
pasta, alimenti molto pre- c o m p l i senti nella dieta mediter- care la
ranea. Il direttore generale s i t u a della FAO Jacques Diouf ha z i o avvertito in una conferen- ne, ha
za stampa del 17 dicembre s p i e 2007 che già nei primi mesi g a t o
del 2008 le riserve scende- D i o u f ,
ranno a 420 milioni di ton- ci sono
nellate, il minimo storico gli effetti
dal 1983. In particolare, le dei
camscorte di mais caleranno a biamenti cliquota 129 milioni di ton- matici.
nellate, più del 10 per cento Di ritorno da Bali,
della stagione precedente e dove si è svolta la confein caso di crisi alimentare, renza mondiale sul clima,
potranno garantire prov- il numero uno della Fao
viste per 8 setha insistito sultimane anziché
le “crisi causate
le 11 assicurate
dal clima” che
nel quinquennio
stanno attraver2000-2005.
sando
AustraLe scorte
Diouf ha illu- di mais
lia e Ucraina, i
strato un piano
esporcaleranno in maggiori
d’azione propotatori mondiali
sto dalla Fao per un anno del
di cereali, che
mettere al ripa- 10%
quest’anno hanro i paesi poveri
no “abbassato in
dal drammatico
modo
preoccuincremento dei
pante le esporprezzi che ha
tazioni”,
come
recentemente colpito i pro- avevamo ricordato nell’ardotti alimentari di base, un ticolo del 13 ottobre 2007.
piano che prevede buoni per L’intreccio di tutti questi
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VICENZA
OVEST
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IPERMERCATO
VENEZIA
fattori (dall’ aumento dei
cereali a quello del petrolio fino ai danni causati dai
mutamenti climatici) unito
alla nuova domanda di biocarburante
(che
aumenterà di 16
v o l t e
entro il
2016) e
ai successivi
ettari
di terr e n o
sottratti
all’agricoltura di
sussistenza,
ha alzato la soglia di preoccupazione
dell’agenzia Onu. “Se non
si interverrà in tempo per
limitare i danni - ha insistito Diouf -, l’oscillazione
dei prezzi dei prodotti alimentari e il loro progressivo aumento non darà alcuna speranza di sviluppo ai
Paesi poveri. Considerando
l’ampiezza del problema ha concluso - è improbabile
che le politiche nazionali,
da sole, siano sufficienti a
tutelare i settori vulnerabili della popolazione”.
Parole che, certo, potranno forse strappare qualche applauso: ma i prezzi
delle derrate agricole sono
controllati dai mercati finanziari dove, dopo aver
attraversato un periodo di
assestamento (mais) o brusco ridimensionamento di
prezzo (frumento e riso),
i prezzi potrebbero essere
pronti per una nuova fiammata rialzista, anche se
forse i tempi non sono ancora maturi. Certo è che la
riduzione di valore subita
dal frumento negli ultimi
due mesi è davvero impressionante: dopo aver messo
a segno un picco di prezzo
massimo a 13,18 $ per bushel (1 bushel=36 kg.) il
giorno 13 marzo 2008, oggi
il frumento vale poco più
della metà attorno a 7,7 $
per bushel. Anche se i prezzi di pane, pasta e altri derivati non si sono certo allontanati dai massimi allo
stesso modo.
Lo stesso è accaduto al riso sconsiglio caldamente di
che, dopo un lungo e appa- acquistare o vendere comrentemente
interminabi- modities tramite certificati
le periodo di rialzo oggi si bancari o ETC (gli ETF sulè deprezzato del 30% dai le commodities) seguendo
prezzi massimi. Unica ec- il consiglio dei giornali o
cezione è la soia che non dei telegiornali finanziari:
si decide ad abbandonare nella maggior parte delle
livelli molto sostenuti (dal occasioni, quando una nomais però si ottengono i tizia finanziaria viene tratanto
criticati
smessa, in quebiocarburanti).
sto caso il timore
Gli
indicatori
di insufficienti
usati dagli ana- I prezzi
derrate agricole
listi
finanziari
che
avrebbero
relativi a riso e potrebbero
dovuto trascinafrumento, deno- essere pronti re ancora più in
tano la possibili- per una nuova alto i prezzi deltà, specialmente fiammata
le granaglie, il
per il frumento,
fenomeno spesdi una probabile rialzista
so è nella fase
nuova ascesa dei
finale della proprezzi che popria corsa o sta
trebbe prendere
già avvenendo il
il via nelle prossime setti- contrario, proprio come è
mane, anche se il segnale di avvenuto negli ultimi due
acquisto non ha ancora in- mesi per il riso e il frumenteressato nessuna delle due to che valgono poco più
commodities.
della metà di quanto non
Dunque,
come
sempre, valessero a marzo.
I generi alimentari sono diventati uno dei terreni preferiti della speculazione
20
19 LUGLIO 2008
edicola
Tratto dalla stampa locale o nazionale, un articolo che fa riflettere, discutere o arrabbiare. O anche divertire
Indro, l’hidalgo del giornalismo italiano
Sette anni fa, il 22 luglio
2001, moriva Indro Montanelli. Noi vogliamo onorarne il ricordo riportando
l’ultimo editoriale che firmò
da direttore de Il Giornale,
lasciandone il timone per
averne rifiutato la berlusconizzazione forzata. Il congedo amaro di un giornalista
che, come amava dire, aveva
avuto sempre e solo un unico
padrone: il lettore. E che mai
ebbe timore di far prevalere
la propria coscienza alla facile convenienza («Allo specchio, cioè al bilancio della
propria vita, prima o poi ci
si arriva. E lo specchio non
vi giudica dai successi che
avrete ottenuto nella corsa al
denaro, al potere, agli onori;
ma soltanto dalla Causa che
avrete servito. Tenendo bene
a mente il motto degli hidalgos spagnoli: “La sconfitta è
il blasone delle anime nobili”». Corriere della Sera, 31
dicembre 1997).
Indro Montanelli con la sua inseparabile Olivetti Lettera 22
mie corde e nulla mi riesce
più insopportabile del piagnisteo. Sento però di dovere una spiegazione ai lettori
coi quali mi ero impegnato
a restare al mio posto “finchè morte non sopravvenga”
come dicevano i boia inglesi
nell’annodare la corda al collo degl’impiccandi. Sia chiara
Questo è l’ultimo
una cosa: nessuarticolo che commi ha scacciaDi Berlusconi ne no
pare a mia firma
to.
sul giornale da ho conosciuti
Sono io che mi
me fondato e di- due: uno è
ritiro per una di
retto per vent’an- stato l’amico,
quelle situazioni
ni. Per vent’anni
d’incompatibilil’altro quello
esso è stato - i
tà di cui i lettori
miei compagni di che ha cercato
avranno
preso
lavoro
possono di ridurre il
atto dallo scamtestimoniarlo - la Giornale ad
bio di lettere,
mia passione, il
noi pubblicaorgano di partito da
mio orgoglio, il
te ieri, fra me e
mio tormento, la
l’editore. Di quemia vita. Ma ciò che provo a sto editore, ne ho conosciuti
lasciarlo riguarda solo me: i due. Uno è stato l’amico che
toni patetici non sono nelle mi venne incontro nel mo-
SALUMI VALLIGIANI DELL’ALTO ASTICO E POSINA
SPECIALITÀ: SALAMI • SOPPRESSE • VALLIGIANE
m
Salu
ificio “VERZA
Salumificio VERZA di Toniolo Andrea
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”
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9001: 2000
CERT. n. 3134
CSQA
Indro Montanelli con il grande amico Enzo Biagi
mento in cui tutti mi volta- illustrato dalle stesse firme
vano le spalle: che non si è e nutrito delle stesse idee del
mai avvalso di questo titolo Giornale. Con qualche difetto
di credito per limitare la mia - speriamo - in meno, ma una
indipendenza, che ha sempre cosa in più, di cui l’esperienza
mostrato nei miei riguardi un mi ha dimostrato l’assoluta
rispetto confinante e talvolta necessità: un assetto azionasconfinante nella deferenza rio che mi garantisca l’incon(tutte cose che
dizionata
indiera superfluo da
pendenza. Anche
Noi potremo
parte sua ricori lettori potranno
darmi perché non appoggiare l’uno parteciparvi (e mi
ho mai perso oc- o l’altro politico auguro che siacasione di farlo io a seconda che
no tanti) sia pure
stesso). Eppoi ne
quote piccole
si schierino sulle con
ho conosciuto un
o minime.
altro: quello che, nostre posizioni Della nostra “litrasformatosi in liberaldemocra- nea” non abbiacapo-partito, ha tiche, ma mai
mo da cambiacercato di ridurre una virgola.
noi sulle loro
re il Giornale ad
Nemmeno i noorgano di questo
stri amici politipartito suggerendogli non ci si facciano illusioni. Noi
soltanto le posizioni da pren- potremo appoggiare l’uno o
dere - e sulle quali non c’era- l’altro a seconda che si schieno in fondo grosse divergenze rino sulle nostre posizioni
- ma perfino il linguaggio da liberaldemocratiche, ma mai
usare, e che, a lasciarlo fare, noi su quelle loro, e tanto
avrebbe finito per impormi meno a scatola chiusa. Nelle
anche la “divisa” del suo par- nostre pagine si respirerà,
tito, il suo look.
come sempre, il più grande
Tralascio le rappresaglie con- rispetto per le Istituzioni,
tro la mia renitenza all’arruolamento, come gli attacchi dei
suoi Grisi televisivi alla mia
persona. Ma non posso sorvolare sull’ultima e più grave
provocazione: la promessa
alla redazione, alla mia redazione, di cospicui benefici se
si fosse adeguata ai suoi gusti
e desideri, cioè se si fosse ribellata a quelli miei.
A questo punto non avevo
più scelta. O rassegnarmi a
diventare il megafono di Berlusconi. O andarmene. Me ne
vado. Ma non senza avvertire
i lettori che manterrò l’impegno preso con loro. Fra poche settimane essi riavranno
il loro giornale, fatto dagli
stessi uomini del Giornale, Silvio Berlusconi e Bettino Craxi negli anni ‘80
ma mai l’odore del Palazzo,
da chiunque abitato. Quanto
a Berlusconi, nessun rancore ci farà velo. Gli abbiamo
detto - e confermiamo - che
il suo massiccio e rumoroso
intervento nell’arena elettorale non gioverà, secondo
noi, né alla causa per la quale egli pensa di battersi, e di
cui temiamo che frazionerà
ancora di più le forze, né per
i suoi propri interessi. I fatti
diranno se avevamo ragione
o torto. Se avevamo torto, lo
riconosceremo lealmente. Se
avevamo ragione, fingeremo
di essercene dimenticati. A
presto dunque, cari lettori.
Anche a costo di ridurlo, per
i primi numeri, a poche pagine, riavrete il nostro e vostro giornale. Si chiamerà La
Voce. In ricordo non di quella di Sinatra. Ma di quella del
mio vecchio maestro - maestro soprattutto di libertà e
indipendenza - Prezzolini.
Indro Montanelli
da Il Giornale
12 gennaio 1994
I negozi e le attività amiche di VicenzaPiù
Le testate di Più Media
Comunicazione (società del
gruppo Vicenza Volley) ereditano
il programma VicenzaVolley Point
ampliando i vantaggi offerti dalla
precedente iniziativa.
Infatti, il settimanale VicenzaPiù
ed il periodico VicenzaPiù Sport
sono i promotori del nuovo
programma VicenzaPiù Point 2007.
Tanti i vantaggi, sia per i negozi
convezionati, sia per i titolari della
VicenzaPiù Card.
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via Cantarella 12-14, Brendola
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Agenzia Immobiliare
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piazza delle Erbe 11, Vicenza
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via Div. Folgore 29, Vicenza
• accesso ad offerte esclusive con gli tel. 0444 926492
I possessori della card hanno:
esercizi convenzionati
• agevolazioni sulle varie attività del
gruppo Vicenza Volley (come sconti
alle partite, sconti sul merchandising,
sconti per i corsi e per i camp,
facilitazioni per le trasferte, ecc) e
delle altre società sportive
aderenti al progetto
Le attività convezionate hanno:
• esposizione marchio
VicenzaPiù Point
• presenza speciale su un apposito
spazio pubblicitario che sarà
presente con continuità sulle testate
VicenzaPiù e VicenzaPiù Sport
• convenzione Conto Commercianti
della Banca Popolare Italiana - Ag.
Vicenza
• qualifica di rivenditori ufficiali
del merchandising del gruppo
Vicenza Volley e delle altre linee
di merchandising prodotte da
associazioni e società aderenti
al progetto
• [email protected] • Tel 0444 923362
• presenza del nome dell’azienda
e dei suoi recapiti all’interno di un
totem presente all’interno degli
impianti delle società sportive
delle aderenti al progetto
• presenza nome dell’azienda con
indicazione del settore merceologico
e del telefono sui siti
www.vicenzapiu.com
e www.vicenzavolley.it e nello
spazio dedicato al programma
• 2 inviti per le partite delle
squadre sportive delle società ed
associazioni aderenti al progetto
L’elenco completo delle iniziative
e maggiori informazioni su
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strada Casale 4 (ang. str. del Cavalcavia),
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Ristorante Pizzeria Zì Teresa
contrà S. Antonio 1, Vicenza
tel. 0444 321411
Gran Caffè Garibaldi
piazza dei Signori, Vicenza
tel. 0444 542455
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tel. 0444 543737
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Vicenza Più e VicenzaPiù Sport sono settimanali editi da Più Media Comunicazione e sono media partner di:
22
Spettacoli. Alla Fabbrica Alta di Schio spettacoli, reading e cinema dedicati al tema
dell’esilio e della lontananza. Tra gli artisti anche Carlotto e Tassinari
Riecco Azioni Inclementi
Nel nome di Meneghello
Alla Fabbrica Alta di Schio torna il
“Festival Azioni Inclementi – Arti e
mestieri del narrare”, dedicato quest’anno al ricordo di Luigi Meneghello, scomparso un anno fa. La 9° edizione della manifestazione, organizzata dall’associazione culturale Atoz
in collaborazione con il Comune di
Schio dal 24 al 27 luglio, ha infatti deciso di ricordare, e raccontare, Luigi
Meneghello, raccogliendone l’eredità
e collocando la sua opera nel contesto
che più le è proprio: quello della lontananza. «Luigi Meneghello scrive il
suo libro più famoso nell’Inghilterra
degli anni Sessanta – sottolineano gli
organizzatori – E’ grazie a quella distanza, a quella lontananza spaziale e
temporale, che lo scrittore può mettere a frutto il suo genio di mediazione
tra esperienza e linguaggio, tra oralità
e scrittura, tra autobiografismo e filtro letterario. La creazione del mondo
linguistico di Meneghello è il prodotto di un dispatrio».
E proprio a questo dispatrio il Festival vuole dare forma e voce con i suoi
quattro giorni di letture, spettacoli
teatrali e proiezioni cinematografiche. A partire dall’incontro tra lingue
e culture, raccontato nello spettacolo “Cristiani di Allah” con Massimo
Carlotto; oppure nel reading “Il circo capovolto” di Milena Magnani;
e ancora ne “L’ultima casa”, testo
teatrale di Tiziano Scarpa tratto da
“La casa nuova” di Goldoni. Ci sarà
spazio per la memoria, con la proiezione de “L’avvenire” dell’italo-spagnolo Claudio Zulian (premiato come
miglior corto al Festival di Lipsia) e
con l’incontro con Daniela Brighigni
della Fondazione Archivio Diaristico
Nazionale di Pieve Santo Stefano. Ci
saranno gli scrittori di seconda generazione Uba Cristina Ali Farah, con il
suo primo romanzo “Madre Piccola”
(Frassinelli, 2007), e Igiaba Scego
con “Amori bicolori” (Laterza, 2008),
mentre i “nuovi italiani” saranno protagonisti di “Sinagosty” di Aram Kian
e Gabriele Vacis.
Il Nordest di oggi verrà raccontato da
Teatro Babilonia in “Made in Italy”,
spettacolo vincitore del Premio Scenario 2007 e consigliato ad un pubblico maturo, e le atmosfere dell’Inghilterra che hanno accolto Meneghello
saranno rievocate da Stefano Tassinari con “I like a Rolling Stones”. La
scrittura di Meneghello rivivrà nella
voce dell’algerino Tahar Lamri, che
rileggerà alcune pagine di Libera Nos
a Malo, mentre un ironico viaggio
nella Resistenza e un gioco sulla lingua che ricorda I Piccoli Maestri sarà
proposto da “Kabum! ...come un paio
di impossibilità!” di Giulio Cavalli.
Durante il Festival saranno proposti
eventi e performance a cura di Menadito; non mancheranno il mercato del
libro, con testi nuovi a prezzo scontato, e il servizio di ristorazione del Pomopero ristobar. L’ingresso è libero
con tessera Atoz (10 euro) valida per
tutte le giornate; per ragazzi fino ai 14
anni ingresso libero.
In caso di pioggia gli spettacoli si terranno al cinema Pasubio in via Maraschin fino ad esaurimento posti.
Artigiani. Al via un corso di aggiornamento sul nuovo testo unico
Sicurezza sul lavoro
ecco le nuove regole
L’Assoartigiani di Vicenza organizza una serie di incontri sul territorio per illustrare le principali
novità introdotte dal recente testo
unico in materia di Sicurezza sul
Lavoro. Gli appuntamenti, sempre con inizio alle ore 20.30, sono
programmati per questo mese di
luglio a Vicenza (lunedì 21, al Centro Congressi dell’Associazione
Artigiani in via Fermi, 201) e nelle sedi mandamentali di Bassano
(martedì 22), Noventa (mercoledì
23), Thiene (giovedì 24) e infine
nella Sala Marzottini di Valdagno
19 LUGLIO 2008
aziende&associazioni
(lunedì 28). Relatori saranno i
tecnici dell’ufficio sicurezza della
stessa Associazione.
Il Testo Unico era un provvedimento atteso da tempo ma la sua
recente emanazione ha sollevato
alcuni problemi, e i timori dell’Assoartigiani sono anche legati all’impatto della nuova norma sulle
aziende di minori dimensioni.
Probabilmente si sarebbe dovuto
prevedere un termine di almeno
un anno per l’entrata in vigore,
un tempo che avrebbe consentito
una applicazione più serena e sa-
rebbe servito anche al legislatore
per correggere le anomalie già segnalate.
L’Assoartigiani ritiene fondamentale un’azione che veda la massima collaborazione tra le varie
componenti interessate. In tale ottica l’auspicio è quello che si possa
aprire un confronto nel sistema
(Spisal, DPL, associazioni di categoria, sindacato, rappresentanze
dei professionisti) che consenta,
nei limiti del possibile, di trovare
una linea condivisa almeno su alcune questioni fondamentali
Indagine Coldiretti: per contenere il conto della spesa,
uno su tre scegli i prodotti del territorio
Frutta, carne e verdura:
i vicentini scelgono il locale
Prodotti locali contro il caro
petrolio. Con l’aumento dei
costi di trasporto dovuto ai
record fatti segnare dalla benzina aumenta il consumo di
prodotti locali e di stagione.
Secondo una recente rilevazione della Coldiretti provinciale
berica, i vicentini riscoprono il
legame con il proprio territorio e si rifugiano negli alimenti prodotti nella zona in cui
vivono con il
97 per cento
che consuma
prodotti locali e due vicentini su tre
lo fanno con
regolarità.
“L’aumento
del costo del
petrolio
–
spiega il presidente della
Coldiretti vicentina, Diego
Meggiolaro – ha fatto esplodere il costo dei trasporti e
messo in discussione il principio base della globalizzazione
in base al quale si consumano
i prodotti realizzati dove costa
meno mentre oggi è necessario
sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo. Mangiare prodotti locali a “chilometri zero” significa, infatti,
anche risparmiare e combattere l’inflazione con cibi locali e
di stagione che non subiscono
troppe intermediazioni e non
devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole”. Un
ragionamento
supportato
dai numeri:
secondo
un
recente studio un pasto
medio
percorre più di
1.900 km per
camion, nave
e/o aeroplano
prima di arrivare sulla tavola e spesso ci
vogliono più calorie di energia
per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.
L’allarme della Lega consumatori: “Troppi furbetti”
Saldi sospetti,
attenzione alle truffe
La Lega Consumatori delle Acli lancia
l’allarme sui saldi, e richiama il comune di Vicenza a vigilare sui sui “negozianti che si fanno beffa delle norme ai
danni degli altri”. Il riferimento, spiega il presidente Serafino Zilio, è alla
mancanza di controlli accurati. “Sono
decine le segnalazioni agli sportelli
dell´Associazione da parte di cittadini
che lamentano palesi violazioni della
normativa sulle vendite di fine stagione.
Il semplice controllo dell´esposizione
corretta dei prezzi non è più sufficiente.
Occorre esaminare seriamente le politiche di certi commercianti che si fanno
beffa delle regole ai danni dei colleghi
onesti, per aggredire il consumatore. Ci sono negozi, e siamo
disposti a fornire precise indicazioni alle autorità preposte, che
per tutto l´anno espongono il
cartello “vetrina in allestimento”, non consentendo ai cittadini
di conoscere i prezzi, ma soprattutto evitando l´esposizione degli stessi con un fare decisamente beffardo”.
23
Carciofini sott’odio
Praticamente
in mutande
di Alessio Mannino
Lo sapevate che i vicentini sono
dei poveracci? Gli abitanti della
provincia che esporta quanto la
Grecia e che fornisce alle schiere di Confindustria la terza associazione d’imprenditori del Paese, i ricchi e infaticabili amanti
delle auto di grossa cilindrata,
in realtà fanno la fame o quasi.
E’ quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi del 2005 messi
on line per qualche giorno dal
ministero delle Finanze (e poi
subito tolti per volere dell’Authority sulla privacy). Ne ha
pubblicato un resoconto il segugio Marco Milioni sul suo blog
LaSberla.net due settimane fa,
e a leggerlo non si sa se mettersi
a ridere o piangere. Scrive Milioni: “Il totale dei contribuenti
è di 82.252. In questa graduatoria coloro che dichiarano più di
300.000 euro annui non sono
nemmeno 100, sono 94 per la
precisione (in pratica lo 0,11%).
A dichiarare tra i 300.000 e gli
85.000 euro sono appena 1.395
vicentini per una percentuale
pari a 1,68%. I vicentini che dichiarano un reddito medio alto
(tra gli 85.000 e i 40.000 euro)
sono invece 4.869; la percentuale è pari al 5,88%. I contribuenti
di fascia media (tra i 40.000 e i
20.000 euro) sono 14.207 ovvero il 17,15% del totale. La fascia
medio bassa invece è costituita
dalla dichiarazioni che oscillano tra i 20 e i 10.000 euro. In
questa casistica figurano 21.841
persone; la quota è del 26,36%.
La fascia dei redditi bassi o bassissimi è invece quella inferiore
ai 10.000 euro che conta ben
40.446 soggetti per una percentuale di poco sotto la metà, vale
a dire il 48,82%. Tra questi ultimi coloro che non dichiarano
alcun reddito sono 14.544 ovvero il 17%. Queste sono le nude
cifre. Se ne ricava che nella ricchissima Vicenza tre quarti dei
contribuenti dichiarano meno
di 20.000 euro all’anno. Quasi
due vicentini su dieci dichiarano
zero”. Ci tacceranno di moralismo, di giustizialismo, di dipietrismo, o magari, che ne so, di
terrorismo. Però a noi chi chiagne e fotte, come dicono a Napoli, ci dà la nausea. Perché poi ci
rompono i timpani con la lagna
dello Stato assente nel dare una
mano alle imprese e al territorio
che produce. Lo Stato italiano si
meriterà pure l’evasione di massa, d’accordo. Ma gli evasori si
meritano questo Stato.
19 LUGLIO 2008
tempo libero
Popcorn. Mammuth, tigri mostruose e masse di schiavi: l’avventura dell’ultimo Emmerich
L’intelligente fanta-preistoria di 10.000 a.C.
DI GIULIANO CORÀ
Non sarà un
maestro del cinema, Roland
Emmerich, ma
un bravo artigiano questo sì, e si
può star sicuri
che i suoi film a)
sono fatti ‘bene’,
b) non è mai tutto da buttar via (a
parte Independence Day, 1996,
evidentemente concepito in una notte insonne
dopo un’indigestione di
rane fritte). Così è stato
per Stargate (1994), bel
‘peplum’ fanta-archeologico, per Godzilla (1998),
divertente rivisitazione del
mitico lucertolone giapponese, per Il Patriota (2000),
ottimo e documentato film sulla Rivoluzione Americana, e per L’alba
del giorno dopo (2004), catastrofica profezia sulle alterazioni cli-
matiche. Qui torna con una storia
fanta-preistorica, ambientata tra
gli Yaghal, cacciatori delle montagne. Quando i mammuth si fanno
sempre più rari, D’Leh decide di
oltrepassare quel confine apparentemente invalicabile e di cercarne la causa. Scoprirà un mondo
inaspettato: sole ardente, deserti,
popoli dalla pelle scura, animali
ferocissimi e mai visti prima. Scoprirà anche un regno spietato, i cui
leggendari fondatori sfruttano uomini e mammuth per
costruire i loro immensi edifici sacri. Spinto da un’ampia gamma di sentimenti,
D’Leh riuscirà a riscattare
la propria dignità e la libertà degli schiavi, e a
tornare sulle sue montagne ricco di esperienza e
di sapere. Dicevamo dunque.
a) Ben fatto, non c’è che dire, e solo
la bellezza della tigre dai denti a
sciabola o dei magnifici mammuth
vale la visione. La storia è semplice
La potenza degli effetti speciali ri porta in vita animali estinti ormai da tempo
ed elementare, come un romanzo
di Rider Haggard, con personaggi
‘potenti’ ed essenziali. Affascinanti
le locations (Nuova Zelanda, Sud
Africa, Namibia).
b) Non è tutto da buttar via. Né da
un punto di vista antropologicoculturale – le figure degli sciamani,
la scoperta dell’agricoltura – né da
quello dei ‘messaggi’: l’amore per
il proprio popolo, la solidarietà tra
‘diversi’, la dignità di ogni essere
umano. Senza scordare la solita
abilità di Emmerich nelle scene
d’azione. Non è Ermanno Olmi,
dite? Lo so anch’io, ma tra questo e
Vacanze al mare – diciamo la verità –non c’è gara.
Sul comodino. Finalmente tradotti i romanzi di John Harvey: ironico come Ken Loach, tagliente come Ed McBain
L’assassino dei cuori solitari, noir molto british
DI GIOVANNI MAGALOTTI
re Charlie Resnick, assomiglia
a tratti a un film di Ken Loach
per lo spietato realismo che lo
A Nottingham,
contraddistingue e per la vena
un
misteriosotterranea di ironia che a tratti
so
assassino
fa capolino e che ne rende diha già fatto
geribile l’aspra materia. La tradue vittime: si
ma è ben congegnata e il finale
tratta di giovabruciante lascia il segno, ma
ni donne che
Harvey sembra soprattutto inhanno lasciateressato all’umanità
to il loro
dei suoi personaggi.
recapito sul giornale, nella
Così, piuttosto che
rubrica di inserzioni “Cuoaffollare la narraziori solitari” dedicata a chi è
ne con continui colpi
disperatamente in cerca di
di scena, preferisce
affetto. Mentre la polizia
soffermarsi sulla vita
indaga, uno degli ispettori
privata dei poliziotti
della sezione investigativa,
e sulla loro snervanCharlie Resnick, cavalieJohn Harvey
te routine quotidiare con molte macchie sulla
na, lasciando che nella storia
cravatta (di caffè e di sandwich
si aprano imprevedibili squarci
soprattutto), quattro gatti, un
di tenerezza e compassione. Sul
amore profondo per la musica
jazz e un innato senso di giustizia, sta provando a mettere
ordine nella sua vita scassata,
dopo che la moglie l’ha piantato
di punto in bianco mentre tinteggiava la cameretta dei bimbi.
Con “Cuori solitari” l’editore
Giano permette ai lettori italiani di conoscere uno dei più
grandi scrittori contemporanei
di noir: l’inglese John Harvey,
settant’anni e novanta romanzi
alle spalle, pochissimi dei quali
John Harvey
Cuori solitari
arrivati da noi. Il primo volume
Giano, 322 pp., € 17,50
dei dieci dedicati all’ispetto-
piano dello stile, il fraseggio
scarno, i dialoghi rapidi, e le
pennellate veloci con cui sono
restituiti al lettore atmosfere e
caratteri (modelli: Hemingway,
Ed McBain e Elmore Leonard),
contribuiscono in modo decisivo, con la loro ruvida efficacia,
alla complessiva riuscita dell’insieme.
VERONA TOUR BUS
Romeo
Percorso turistico nel centro storico di
Verona con fermata in collina per vista
panoramica della città, durata un’ora e
mezza. Biglietti in vendita sull’autobus.
Autobus da 30 posti con aria condizionata e dotato di cuffie per l’illustrazione
del percorso in lingua italiana, inglese,
tedesca, francese e spagnola.
The tour leads you
through the historical
centre of Verona with
a stop on a nearby
hill for a view over
the town. Total time:
1,5 hours.
Air-conditioned bus
with 30 available
seats equipped with
headphones to
guide you through
your tour in
english, french,
german, italian
or spanish.
Rundfahrt durch den
historischen Stadtkern
von Verona mit
Aufenthalt auf einem
Hügel, um einen
Ausblick über die
Stadt zu haben.
Dauer: 1,5 Stunden.
Klimatisierter Bus mit
30 Plätzen und mit
Kopfhörern für die
Erklärung der
Rundfahrt auf
deutsch, englisch,
französisch,
italienisch und
spanisch.
Per informazioni e
prenotazioni:
ATV
Azienda Trasporti Verona
Lungadige Galtarossa 5
Verona
Tel. 045 8057811
[email protected]
www.atv.verona.it
Oppure rivolgersi alla
reception del proprio
hotel.
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28-02-2008 17:05:26
La grande pallavolo femminile di A1 al PalaRewatt
HANNO DETTO
La Minetti Infoplus Vicenza è tornata a casa
[D’estate] te tocca sempre un funerale
de seconda classe. La gente se ne va ar
mare e te lascia solo…
Gianfranco Funari
Quotidiani EPolis
14 luglio 2008
Un pacchetto di sigarette, un accendino, delle fiches, un telecomando: ti sei
portato tutta la tua vita, nella tomba.
E anche la tua onestà e il tuo spirito
ribelle. Sì, Gianfranco, ora hai smesso
di fumare. Purtroppo.
A me preoccupa la posizione reazionaria di Mastella su giustizia e chiesa, o
quella di Rutelli sui Pacs e sulla cultura. Destra e sinistra sono alibi. Delle
questioni concrete, se non ci sono
Grillo, Luttazzi, io, non se ne parla.
La gente quando pronuncio la parola politica inorridisce, mi supplica di
non usare questa parola, c’è voglia di
riappropriarsi del significato originale
dello stare insieme e evolvere.
• [email protected] • Tel 0444 923362
Sabina Guzzanti
Il Foglio
14 luglio 2008
Campagna abbonamenti 2008-2009
Compra un abbonamento per l’A1
il secondo te lo regaliamo noi!
Fino al 31 luglio 2008
Costi abbonamenti singoli* ma validi per 2 persone fino al 31 luglio:
Tribuna laterale e gradinate: 80 Euro l'intero e 55 il ridotto
Tribuna numerata: 140 euro l'intero e 110 il ridotto
Tribuna centrale:180 euro l'intero e 145 il ridotto
*Gli abbonamenti per la Minetti Infoplus Vicenza di A1 valgono per 13 partite in casa
della prima squadra (2 in più delle precedenti stagioni per la nuova formula dell'A1 a 14 squadre),
danno diritto ad assistere gratuitamente anche alle 15 partite della Novello Fidas Vicenza
di serie B e a uno sconto del 10% sulle consumazioni al bar del PalaRewatt.
Per acquistare l’abbonamento col secondo in omaggio recarsi nei giorni feriali al PalaRewatt (Palasport Città di Vicenza - Via Goldoni, 12)
o in Corso Padova, 12 (redazione VicenzaPiù) dalle 9,00 alle 12,30 o in orari pomeridiani previo appuntamento telefonico
(0444-925537, 0444-922766) oppure inviare una email a [email protected] per prenotare e conoscere le modalità di pagamento.
Per la prima volta nella storia dell’umanità, il cibo fatto sotto casa costa
di più di quello che arriva da 500 o
5000 chilometri di distanza, grazie ai
grandi numeri legati all’esportazione.
Quindi ci si accontenta di un’arancia
insapore approdata dall’altra parte
del Mediterraneo e si lascia da parte
quella nostrana, più costosa. Lo stesso
vale per l’olio, per la pasta. Nasce la
legge della mortificazione della carne:
si passa ai cibi meno gustosi perché
economicamente convenienti.
Domenico De Masi
Corriere della Sera
16 luglio 2008
Lo spettacolo del volley a Vicenza nasce con l’aiuto dei nostri partner, tra cui:
MINETTI • INFOPLUS • ISOLA • VICENZAPIÙ • REGAS • REWATT • NOVELLO • FIDAS • GHISETTI • ADLER
MOSELE ELETTRONICA • CHIMICA ECOLOGICA • OTTICA PADRIN • RISTORANTE AI 2 FOGHER • MACRON • FONTE MARGHERITA
SERIE A1 FEMMINILE
www.joyvolleyvicenza.it • [email protected]
PalaRewatt tel 0444 925537 • fax 0444 937675
Corso Padova tel 0444 922766 • fax 0444 926780