Report settore sociale 17042009

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Report settore sociale 17042009
PROVINCIA DI GROSSETO
COSTRUZIONE DI UN SISTEMA DI VALUTAZIONE E PIANIFICAZIONE
DELL’OFFERTA FORMATIVA PROVINCIALE
________________________________________________________________________
Ricognizione sul settore servizi sociali e socio-sanitari
Grosseto, 17 aprile 2009 1
Indice
1. Quadro informativo sul settore sociale e socio-sanitario
2. Le previsioni di assunzione e gli avviamenti
3. L’offerta formativa provinciale rivolta al settore
4. Le figure professionali del settore
5. Fabbisogni professionali e formativi: spunti per proseguire l’indagine
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FSE Investiamo nel vostro futuro
1
Il report è stato curato da Romano Calvo
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1. Quadro informativo sul settore sociale e socio sanitario
1.1. Il profilo toscano del settore
La definizione e i confini del settore sociale e sociosanitario hanno risentito delle profonde
trasformazioni che, nel corso degli ultimi anni, hanno interessato il sistema dei servizi sociali e
sanitari del nostro paese.
Accanto alla riforma del sistema sanitario, avviata con il decreto 229/1999, la legge quadro
328/2000 ha introdotto una nuova logica e un nuovo schema di competenze per la realizzazione di
un sistema integrato di interventi e di servizi sociali, collocando il settore sociosanitario al centro
del vasto quadro organizzativo e di interventi volti a garantire e a promuovere la tutela e la cura
della persona. In particolare, la legge 328/2000 ricompone in modo organico - almeno a livello
normativo - l'assetto del sociale nella sua più vasta accezione, con l'intento di promuovere attività
volte a garantire pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, ad eliminare e a
ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, di difficoltà sociali e
di non autonomia. All'individuazione di questi macro-obiettivi si accompagna la ridefinizione dei
soggetti istituzionali titolari delle competenze, la ripartizione delle loro funzioni, la programmazione
ciclica degli interventi, il ruolo del terzo settore e, ultimo ma non meno importante, il riordino delle
Ipab (gli enti di assistenza e beneficenza). Fotografare oggi il settore sociosanitario è
un'operazione complessa e, per molti aspetti, di difficile attuazione. Si tratta, principalmente, di un
problema di fonti e di modalità di classificazione delle attività che ricadono all'interno del settore.
Le rilevazioni effettuate - e conseguentemente i dati raccolti - non confluiscono in rapporti organici,
basandosi spesso su modalità di classificazione e analisi eterogenee fra loro (è il caso, ad
esempio, del rapporto Istat e del rapporto Isfol, che sovrappongono indistintamente i dati dell'area
sanitaria a quella dei servizi integrati sociosanitari). Per questo motivo, dunque, può essere utile
richiamare le aree di intervento riconducibili al settore dei servizi sociali e sociosanitari, secondo
quanto definito dalla Legge 328/2000 e dal Piano Nazionale degli Interventi sociali. Le aree di
intervento in cui si declina il settore sono:
anziani e non auto-sufficienza (interventi residenziali e domiciliari);
diritti e disagio minorile;
disabilità;
patologie psichiatriche;
dipendenza da droghe, alcool e farmaci;
immigrazione;
contrasto alla povertà e sostegno al reddito;
sostegno alle donne in difficoltà.
Distribuzione sul territorio toscano2
La distribuzione dei servizi sociali e sociosanitari sul territorio regionale risulta particolarmente
diversificata, sia per quanto attiene all'erogazione delle prestazioni che relativamente al numero
delle strutture attive sul territorio.
Tenendo presente l'ambito sanitario di riferimento - che si articola in 12 Aziende di Unità Sanitarie
Locali e in 4 Aziende Ospedaliere - l'offerta di posti letto ospedalieri pubblici si attesta a 14.504
unità (anno 2005).
Relativamente alla sanità privata, che al suo interno mantiene una parte di prestazioni a carattere
riabilitativo e socio-sanitario, sul territorio regionale sono presenti 32 case di cura, oltre la metà
delle quali si concentra sul territorio fiorentino.
In ambito residenziale, al 31/12/2005 erano presenti sul territorio regionale 410 strutture
assistenziali (RSA o RA), il 26% delle quali concentrate nella provincia capoluogo, con un
assorbimento dei posti autorizzati che supera il 30% del totale regionale. In dettaglio, la ripartizione
delle strutture nelle dieci province toscane è la seguente: 45 ad Arezzo; 109 a Firenze; 23 a
Grosseto; 27 a Livorno; 45 a Lucca; 28 a MassaCarrara; 43 a Pisa; 22 a Pistoia; 18 a Prato; 46 a
2
Tratto da: Regione Toscana; REPERTORIO REGIONALE DELLE FIGURE PROFESSIONALI; Scheda Settore n.
18 - servizi socio sanitari.
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Siena. Delle 410 strutture, 149 sono a gestione pubblica (Comune, USL o Comunità Montana),
166 a gestione privata (imprenditoria for profit) e 95 sono gestite dal privato sociale (attraverso
fondazioni, cooperative e altre Onlus).
Nel campo della assistenza domiciliare un rapporto del Dipartimento sociale della Regione
evidenzia che nel 2004 risultavano operanti 99 Centri rispetto ai 68 del 2002, con una potenzialità
di 1.237 posti assistito rispetto ai 597 del 2002 (con un incremento del 107%).
Nell'area del disagio minorile sul territorio regionale si registrano circa 100 comunità residenziali
per minori, concentrate prevalentemente in provincia di Firenze (33), in provincia di Pistoia (12), in
provincia di Arezzo (10) e in provincia di Prato (9). Le comunità residenziali per minori - che sono
gestite totalmente dal no-profit (cooperative sociali, fondazioni e varie forme di onlus) o da istituti
religiosi - accoglievano al 31 dicembre 2003 642 minori.
Sul versante della tossicodipendenza, la rete dei servizi regionali si articola su 40 Servizi per le
Tossicodipendenze, con 28 Enti Ausiliari che gestiscono Comunità di recupero per
tossicodipendenti e alcooldipendenti. Per quanto riguarda la distribuzione delle comunità sul
territorio regionale, 2 sono in provincia di Massa, 9 a Lucca, 14 a Pistoia, 2 a Prato, 3 a Pisa, 8 a
Livorno, 4 ad Arezzo, 2 a Grosseto e 13 a Firenze.
Alle macro-aree di intervento elencate si aggiungono le molteplici e capillari attività a progetto o
convenzione annuali che i Comuni e le Province della Toscana commissionano in ambito sociale,
educativo e assistenziale alle varie realtà della cooperazione sociale e del volontariato che,
all'interno della programmazione dei piani di zona, interagiscono con il soggetto pubblico titolare
delle politiche sociali. Si tratta di un universo composito e eterogeneo, non rilevabile
statisticamente perché troppo frammentato e disperso sul territorio, ma che è particolarmente
significativo anche sul fronte dell'occupazione giovanile e femminile per la determinazione delle
nuove figure professionali del settore socio-sanitario.
Ripartizione aziende toscane
Come abbiamo evidenziato, le fonti statistiche relative al settore sono molteplici ed eterogenee fra
loro. In linea generale, il Censimento dell'industria e dei servizi, realizzato dall'Istat nell'ottobre del
2001, individua sul territorio regionale oltre 16.600 unità locali delle imprese che operano nella
sanità e nell'assistenza sociale.
L'espansione della base produttiva del settore, rispetto al 1991, risulta pari al 38,3%, valore questo
doppio rispetto al 17,0% relativo all'intero tessuto produttivo regionale.
Per quanto riguarda gli addetti, sempre secondo i dati dell'ultimo censimento, il settore impiegava
nel 2001 circa 95 mila persone, il 20,1% in più del dato rilevato dal precedente censimento del
1991. Anche in questo caso, l'espansione settoriale è stata ben più consistente rispetto alla
crescita del totale degli addetti che ha caratterizzato l'economia regionale fra il 1991 e il 2001
(+4,7%).
Nell'ambito del settore sociosanitario, le imprese non profit rivestono ormai un ruolo rilevante. In
questo senso, il censimento delle istituzioni no-profit del 2000 rileva, per la Toscana, i seguenti
numeri. Sul territorio regionale erano presenti 4.916 istituzioni, per un totale di 27.216 occupati. Di
questi oltre 17.000 erano impiegati nelle attività socio-assistenziali. Gli altri si ripartivano fra servizi
riabilitativi, psichiatrici e altri servizi sanitari.
In questo quadro la cooperazione sociale risulta la tipologia di impresa più diffusa con trend di
crescita più dinamici. L'Irpet stima che le cooperative presenti sul territorio nel 2005 siano circa
650, con un incremento del 45,7% rispetto al dato censito nel 2000.
Contestualmente, si stima un incremento degli addetti, sempre fra il 2000 e il 2005, del 55,5%
Tendenze evolutive in Toscana
La trasformazione del sistema dei servizi da un modello a gestione pubblica a uno più integrato fra
pubblico e privato evidenzia, soprattutto in ambito sociosanitario, l'aumento inarrestabile di una
gestione affidata a soggetti privati (in particolare a quelli no-profit) e ad una parallela contrazione
della gestione diretta da parte degli enti locali. Il fenomeno, che ha radici complesse di natura
macro-economica nonché socio-demografica, risulta oramai irreversibile e ampiamente sostenuto
dalle scelte programmatorie e legislative messe in atto dalla fine degli anni Novanta. Se questa
tendenza rappresenta di per sé una scelta politica volta ad ottimizzare le risorse e a valorizzare
percorsi di sussidiarietà orizzontale, le crescenti criticità che hanno colpito i bilanci degli enti locali
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rendono il quadro della gestione e dello sviluppo delle politiche sociali particolarmente incerto, sia
sul fronte del numero di prestazioni da garantire sia su quello di una adeguata qualità dei servizi
richiesti.
E' in questo quadro che anche nell'ambito delle imprese sociali e delle altre società di servizi in
Toscana si registrano momenti di incertezza e di difficoltà, soprattutto sul versante della
contrazione della redditività e della liquidità di risorse finanziarie per gli aumenti nei ritardi dei
pagamenti da parte della committenza pubblica. La Toscana, tuttavia, nel panorama nazionale,
mostra indicatori e dati sistemici di tenuta che, pur a fronte di un taglio molto rilevante da parte
dello Stato sul fondo sociale, consentono l'attivazione di misure straordinarie volte al
mantenimento sostanziale delle prestazioni finora erogate
Caratteristiche occupazionali
Come si evince dall'ultimo censimento Istat 2001, l'84,8% degli addetti alla divisione Ateco 85
(sanità e altri servizi sociali) è rappresentato da lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato e a
tempo determinato).
Il settore rappresenta un importante bacino di impiego per l'occupazione femminile. Il tasso di
femminilizzazione al 2001 - dato dall'incidenza delle donne sul totale degli addetti – risulta pari al
63,7% e risulta quasi doppio rispetto alla presenza femminile nel tessuto produttivo regionale (il
39,7%).
Per quanto riguarda l'età, un terzo degli occupati nell'ambito del settore sociosanitario ha un'età
compresa fra i 40 e i 49 anni. In linea generale, la distribuzione per età degli occupati, nel
confronto con il dato complessivo, evidenzia per il settore sociosanitario un'incidenza percentuale
più contenuta di occupati under 30 (l'11,5% del totale contro il 20,0%).
Nel corso degli ultimi anni, anche per effetto della crescente diffusione dei fenomeni di
esternalizzazione, le modalità di lavoro
sono diventate meno stabili. In molti ambiti di attività, tuttavia, il problema non è rappresentato
tanto dalle modalità di inserimento, quanto dai processi di dumping salariale, che condizionano la
tenuta della qualità dei servizi.
1.2. Breve quadro normativo sul settore sociale e sociosanitario
A livello nazionale
I riferimenti legislativi afferenti le politiche sociali e la formazione professionale nel settore
sociosanitario, sono i seguenti:
- Legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato dei interventi e
servizi sociali” istituisce il Fondo Sociale Nazionale; definisce un nuovo assetto del sistema dei
servizi e delle prestazioni sociali e socio sanitari integrati; individua le materie riconducibili ai Livelli
di assistenza sociale (LIVEAS); individua la dimensione territoriale della programmazione;
determina le singole politiche settoriali inserendole in un contesto unitario; riordina le pensioni di
carattere assistenziale.
Legge 104/92 (inserimento sociale e scolastico delle persone disabili);
Legge 68/2000 (inserimento lavorativo delle persone disabili);
Legge 149/01 (di modifica della L. 184/83 su affidamento ed adozione e prevede la chiusura
degli istituti);
D.lgs. 268/98 (norme sugli immigrati);
Legge 269/98 (norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo
sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù);
Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001 – 2003 (contiene misure di contrasto
alla povertà);
Legge 228/93(norme sulla tratta);
- D.lgs. 502/1992, “Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell’articolo 1 della
Legge 23 ottobre 1992, n.421”
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- D.lgs. 229/1999 “Norme per la razionalizzazione del Servizio Sanitario nazionale a norma
dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n.419”
- DPR 14 gennaio 1997 “Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici e
organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e
private”
- DM 308/2001 “Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio dei
servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell’art.11 della legge 8
novembre 2000, n. 328/2000”
A livello di Regione Toscana
Le principali leggi a livello regionale sono:
LR. 41/2005 disciplina del sistema di servizi e interventi sociali, sociosanitari integrati
LR. 40/2005 disciplina del servizio sanitario regionale;
LR. 43/2004 norme in materia di trasformazione delle IPAB in ASP;
LR. 66/2003 norme in materia di barriere architettoniche;
LR. 31/2000 norme relative all’Istituto degli Innocenti;
LR. 35/2006 norme in materia di sevizio civile regionale;
LR. 74/1998 norme per la formazione degli operatori del servizio sanitario.
Ed inoltre si segnalano per l’importanza:
Il Piano Sanitario Regionale 2008-2010
Il Regolamento Regione Toscana ex art. 62 L.R. 41/2005
Seguono alcuni spunti tratti dalla sopra citata normativa regionale.
LR 40/2005 Disciplina del servizio sanitario regionale
La legge 40/2005, in conformità ai principi contenuti nel D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino
della disciplina in materia sanitaria a norma dell`articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421)
come modificato dalla legge 26 maggio 2004 e del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517
(Disciplina dei rapporti tra servizio sanitario nazionale ed università a norma dell'articolo 6 della
legge 30 novembre 1998, n. 419), disciplina:
gli strumenti e le procedure della programmazione sanitaria;
l'organizzazione e l'ordinamento del servizio sanitario regionale;
i criteri di finanziamento delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliero
universitarie;
il patrimonio e la contabilità delle aziende sanitarie;
le erogazioni delle prestazioni.
In materia di formazione professionale si segnalano gli art. 51 e 52:
“Art. 51
5. La commissione per la formazione sanitaria elabora proposte e formula pareri in materia di
formazione continua relativamente a:
a) programmazione regionale, di area vasta e aziendale della formazione continua;
b) indirizzo e coordinamento del sistema formativo del servizio sanitario regionale;
c) disciplina della modalità e degli strumenti per regolamentare gli apporti economici esterni alla
formazione del servizio sanitario regionale;
d) criteri e procedure per l'accreditamento degli eventi formativi, residenziali e sul campo;
e) criteri e procedure per l'accreditamento delle agenzie formative pubbliche e private;
f) criteri e indirizzi per lo sviluppo della qualità delle metodologie formative ivi compresa la
formazione a distanza e per la promozione della formazione interprofessionale;
g) determinazione dei criteri per la scelta delle sedi didattiche.
6. La Giunta regionale promuove la realizzazione di un'anagrafe da parte dei soggetti pubblici e
privati del servizio sanitario regionale per la registrazione dei crediti formativi degli operatori in
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collaborazione con gli ordini, collegi e associazioni professionali; gli ordini, collegi e associazioni
professionali certificano i crediti conseguiti dai professionisti sanitari iscritti negli albi.
Art. 52 - Apporto della rete formativa regionale alla formazione di base
1. La Regione, di intesa con le università toscane, garantisce l'apporto della rete formativa
regionale alla formazione di base, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 26
ottobre 1998, n. 74 (Norme per la formazione degli operatori del servizio sanitario), degli operatori
del servizio sanitario regionale avvalendosi della commissione regionale per la formazione
sanitaria, con funzioni di:
a) definizione dei criteri generali per l'individuazione del personale del servizio sanitario cui
attribuire funzioni di "tutor" o di docente;
b) elaborazione dei criteri per la scelta delle sedi didattiche;
c) definizione dei fabbisogni formativi;
d) attuazione dei compiti di cui all'articolo 16 del decreto delegato per quanto attiene alla
formazione specialistica.
LR 41/2005 Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza
sociale
SOMMARIO
Principi generali del sistema integrato di interventi e servizi sociali
Diritti di cittadinanza sociale
Il sistema integrato
Soggetti istituzionali
Art. 11 Il comune
Art. 12 La comunità montana
Art. 13 La provincia
Art. 14 La Regione
Soggetti sociali
Art. 15 Le famiglie
Art. 16 Le associazioni familiari
Art. 17 Il terzo settore
Art. 18 Relazioni sindacali
Art. 19 Affidamento dei servizi
Strutture residenziali e semiresidenziali
Programmazione e organizzazione delle funzioni
Organizzazione territoriale e funzioni gestionali
Art. 33 Ambiti territoriali per la gestione associata
del sistema locale di interventi e servizi sociali
Art. 34 Gestione associata dei servizi e degli interventi
Art. 35 Aziende unità sanitarie locali
Art. 36 Forme innovative di gestione unitaria ed integrata dei servizi tra comuni e aziende unità
sanitarie locali - Società della salute
Art. 39 Formazione degli operatori dei servizi sociali
Valutazione e monitoraggio del sistema integrato
Integrazione socio-sanitaria
Politiche sociali integrate
Art. 52 Politiche per le famiglie
Art. 53 Politiche per i minori
Art. 54 Politiche per gli anziani
Art. 55 Politiche per le persone disabili
Art. 56 Politiche per gli immigrati
Art. 57 Politiche per i nomadi
Art. 58 Politiche per le persone a rischio di esclusione sociale
Art. 59 Politiche per il contrasto della violenza contro
le donne, i minori e in ambito familiare
Art. 60 Politiche per la tutela della salute mentale
Art. 61 Politiche per la prevenzione ed il trattamento delle dipendenze.
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In materia di formazione professionale si segnala l’articolo 39 (della LR. 41/2005):
“Art. 39 Formazione degli operatori dei servizi sociali
1. Il regolamento regionale, di cui all’articolo 62, individua i livelli di formazione scolastica e
professionale per gli operatori sociali del sistema integrato, tenuto conto delle funzioni e delle
competenze necessarie a garantire l’adeguatezza e l’appropriatezza delle prestazioni.
2. La Regione e gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze e delle procedure previste
dalla normativa regionale:
a) valorizzano lo sviluppo della formazione e sostengono le professionalità degli operatori sociali
degli enti locali;
b) promuovono la partecipazione degli operatori sociali ai processi organizzativi per il
raggiungimento degli obiettivi previsti dalla presente legge;
c) sostengono la formazione continua degli operatori sociali;
d) coordinano e indirizzano le attività di aggiornamento, tenendo conto dei criteri di integrazione
sociosanitaria ed educativa, favorendo la multidisciplinarità fra i soggetti e le istituzioni che
concorrono alla realizzazione degli interventi e dei servizi;
e) assicurano le iniziative a sostegno della qualificazione e della formazione dei soggetti del terzo
settore e di quelli senza scopo di lucro.
3. I soggetti pubblici e privati, erogatori degli interventi e dei servizi sociali, promuovono ed
agevolano la partecipazione degli operatori sociali alle iniziative di formazione, qualificazione,
aggiornamento e supervisione professionale.”
Regolamento Regione Toscana ex art. 62 L.R. 41/2005:
E’ interessante in particolare l’articolo 5 e l’articolo 21 in cui di definiscono i requisiti professionali
del personale:
“Art. 5; Requisiti professionali per il personale
1. Ferma restando l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei relativi accordi
integrativi, il personale addetto alle strutture di cui all’articolo 2, comma 1 (strutture residenziali e
semi residenziali soggette ad autorizzazione) opera secondo le funzioni e gli apporti indicati, per
ciascuna tipologia di struttura, nell’allegato A.
2. A ciascun addetto, di cui al comma 1, deve corrispondere una delle seguenti professioni o
qualifiche:
a) addetto all’assistenza di base;
b) operatore socio sanitario ;
c) educatore professionale;
d) infermiere;
e) fisioterapista;
f) animatore socio-educativo.
3. L’animatore socio-educativo di cui al comma 2, lettera f), deve possedere uno dei seguenti titoli
di studio o qualifiche professionali:
a) diploma di tecnico dei servizi sociali;
b) diploma di dirigente di comunità;
c) attestato di qualifica rilasciato dal sistema della formazione professionale nel relativo profilo.”
“Art. 21; Livello di formazione scolastica e professionale relativi agli operatori del sistema integrato
sociale
Gli operatori sociali impiegati nelle attività del sistema integrato di cui alla l.r. 41/2005 devono
possedere, in relazione al ruolo ricoperto, uno dei seguenti livelli di formazione scolastica o
professionale:
a) laurea di primo o di secondo livello negli ambiti disciplinari afferenti le aree sociale, pedagogicoeducativa e psicologica;
b) requisito di cui all’articolo 40, comma 4, lettera c) della l.r. 40/2005 3;
3
Iscrizione nella sezione A dell'albo di cui al combinato disposto della legge 23 marzo 1993, n. 84 (Ordinamento della
professione di assistente sociale e istituzione dell'albo professionale) e del decreto del Presidente della Repubblica 5
giugno 2001, n. 328 (Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle
relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti).
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c) qualifica di operatore socio sanitario prevista dalla legislazione statale;
d) qualifica o diploma, rilasciato da istituto professionale o tecnico di Stato o parificato, di:
1) operatore dei servizi sociali;
2) tecnico dei servizi sociali;
3) dirigente di comunità;
e) qualifiche professionali di II, III, IV livello e di specializzazione rilasciate dal sistema formativo
regionale ed inserite nel settore sociale del “Repertorio regionale dei profili professionali”
approvato ai sensi della legge regionale 26 luglio 2002 (Testo unico della normativa della
Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e
lavoro), i cui percorsi formativi sono disciplinati dai relativi atti amministrativi.”
LR 74/1998 Norme per la formazione degli operatori del servizio sanitario
Art. 1
“1. La presente legge disciplina, nell’ambito delle competenze regionali, le attività formative
per l’accesso ai profili professionali sanitari, di loro ulteriore qualificazione e quelle inerenti la
formazione permanente del personale del Servizio sanitario regionale, al fine di garantire la
creazione, il mantenimento e lo sviluppo costante della qualità delle risorse professionali in esso
impiegate e di dare vita, in via permanente e specifica, ad un sistema organico di formazione,
valorizzando gli apporti offerti dai soggetti, pubblici e privati, operanti nel settore e stabilendo fra
di essi le necessarie sinergie e reciprocità.
2. Ad integrazione delle strutture e professionalità presenti nel Servizio sanitario regionale, si
riconoscono nelle Università degli Studi, negli Istituti di istruzione secondaria superiore, negli
Ordini
e
Collegi
professionali,
nelle Organizzazioni sindacali,
scientifiche e
del
volontariato operanti nel settore sanitario, le principali risorse formative per la realizzazione delle
suddette finalità.
Piano Sanitario Regionale 2008-2010
Con delibera del Consiglio Regionale n°53 del 16 lu glio 2008, è stato approvato il nuovo Piano
Sanitario Regionale 2008-2010. Esso realizza, ai sensi dell’articolo 8 della LR 40/2005, la
programmazione sanitaria della Regione assicura, in coerenza con il Piano Sanitario Nazionale, lo
sviluppo dei servizi di prevenzione collettiva, dei servizi ospedalieri in rete, dei servizi sanitari
territoriali di zona–distretto e la loro integrazione con i servizi di assistenza sociale.
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1.3. Indicatori di sanità e assistenza sociale in Provincia di Grosseto
La tabella che segue è tratta dalla ricerca svolta nel 2007 dall’Istituto Tagliacarne sul settore non
profit di Grosseto4 ed evidenzia il posizionamento di Grosseto in comparazione con la Toscana e
l’Italia, in merito ad alcuni indicatori sintetici relativi alla sanità ed assistenza sociale.
“Gli indicatori relativi alla domanda locale di servizi che possono essere legati alla sanità e
all’assistenza sociale della provincia di Grosseto assumono valori piuttosto contenuti.
La dotazione di strutture sanitarie della provincia di Grosseto è abbastanza dimensionata, con un
valore dell’indice pari a 34,5 (posta uguale a 100 la media Italia), inferiore al valore regionale di
ben 52,2 punti e al valore di macroripartizione di 78,5.”5
Il numero di giornate di degenza media per abitante non denota una peculiarità provinciale,
rimanendo in linea con i valori rilevati negli altri contesti territoriali di riferimento (0,9 giornate in
media per abitante).
Rispetto al panorama nazionale la presenza delle strutture che hanno come specifica utenza la
popolazione anziana, sia dal punto di vista del ricovero e dell’assistenza che da quello della
collocazione sociale, non appare nella provincia di Grosseto eccessivamente rilevante. Il numero
medio di posti letto nei presidi residenziali socio-assistenziali per anziani, pari a 18,8, è inferiore
infatti al dato nazionale, regionale e di area (pari rispettivamente a 22,9 20 e 22,8), superiore solo
4
5
Istituto Guglielmo Tagliacarne; Report sul settore non profit della provincia di Grosseto; Marzo 2007
Istituto Guglielmo Tagliacarne; Ibid.
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al dato di ripartizione (16,3); si rilevano inoltre 95,1 posti letto nei presidi residenziali socioassistenziali per anziani ogni 1.000 persone al di sopra dei 65 anni (a fronte di un dato nazionale
pari a 90,8), mentre i posti letto occupati nei presidi residenziali socio-assistenziali per anziani
sono 16,6 (per 100 posti letto, a fronte di un dato nazionale pari a 20,5) con un tasso di ricovero
assistenziale per anziani pari a 42,6 (a fronte di un valore nazionale pari a 57,5), quindi
abbastanza basso.
Inferiore alla media nazionale è il dato relativo al recupero e al reinserimento dei tossicodipendenti:
2,2 individui ogni 10.000 risultano essere infatti accolti all’interno delle apposite strutture, a fronte
di un dato nazionale pari a 3 e di un dato regionale pari a 3,7.
Alcuni dati sul servizio sanitario grossetano
Tratto da: http://www.ministerosalute.it/servizio/usldb/regusl_personale.jsp?reg=090&usl=109
Azienda Sanitaria Locale: 109 – PROVINCIA DI GROSSETO - Dati aggiornati al 2005
ASSISTENZA DI BASE:
Medici Generici
Popolazione > 13 anni per Medico Generico
Numero Scelte per Medico Generico
Medici Pediatri
Popolazione Infantile per Medico Pediatra
Numero Scelte per Medico Pediatra
187
1048
1047
21
1049
743
STRUTTURE SANITARIE:
Ambulatori e Laboratori
di cui Privati Accreditati
Consultori Materno-Infantile
S.E.R.T.
Ambulatori e Laboratori per 10.000 residenti
S.E.R.T. per popolazione da 14 a 64 anni
81
12
28
4
3.8
0.3
1.4. La spesa sociale in Provincia di Grosseto
I dati disponibili6 per un’analisi della spesa sociale sul territorio grossetano fanno riferimento
principalmente a due tipologie di fonti:
- le rilevazioni censuarie sugli interventi e i servizi sociali dei comuni singoli o associati di Regione
Toscana e Istat per gli anni 2003 e 2004; l’indagine rileva gli impegni di spesa in conto corrente di
competenza di comuni e associazioni di comuni per l'erogazione dei servizi e degli interventi socioassistenziali. Le informazioni raccolte riguardano dunque il numero di utenti presi in carico e la
spesa sostenuta dai comuni e dagli enti delegati per l’erogazione dei servizi nell’anno di
riferimento.
- i dati consuntivi del certificato al conto di bilancio dei comuni (che offrono una visione di sintesi
del rendiconto di gestione dell’ente) tratti dal Sistema Informativo sulla Finanza delle Autonomie
Locali (S.I.F.A.L.) della Regione Toscana per il periodo 1992-2005.
I primi consentono di avere un panorama zonale, permettendo un confronto tra le zone
sociosanitarie provinciali e tra queste e le altre zone della Toscana.
I secondi permettono di avere una visione comunale della spesa sociale attraverso l’analisi della
spesa corrente per “funzioni nel settore sociale.
Al 2004 la spesa lorda per interventi e servizi sociali nella provincia di Grosseto ammonta
complessivamente a poco più di 19 milioni di euro, di cui circa il 15% costituito dalle
6
I dati contenuti nel presente paragrafo sono stati tratti da: Simurg Ricerche; La spesa sociale in provincia di Grosseto
attraverso le statistiche; Novembre 2007.
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compartecipazioni di utenti (10%) e Servizio Sanitario Nazionale (5%). Rispetto alla media
regionale, Grosseto ha una quota di compartecipazioni più bassa, soprattutto da parte del SSN
(che rappresenta in Toscana circa il 12%).
L’Amiata ha la quota di compartecipazione utenti più alta (12,2%), ma quasi nullo è il carico del
SSN (0,7%); l’Albegna ha la spesa netta meno incisiva (75,3%) e ciò è dovuto in massima parte
alla rilevante quota di compartecipazione del SSN (15,5%); le Metallifere hanno la spesa netta
percentualmente più consistente in ragione di assenza di compartecipazione SSN; la Grossetana
si mostra in linea con provincia e regione per la quota di compartecipazione utenti e al di sotto di
esse in relazione alla compartecipazione SSN, evidenziando quindi una spesa netta
percentualmente superiore a quella media toscana.
L’entità della spesa netta (spesa totale depurata delle compartecipazioni) è di quasi 16 milioni e
200 mila euro, così ripartiti: circa 8,9 milioni la Grossetana (55% del totale), circa 2,8 milioni le
Metallifere (17%), circa 2 milioni e 650 mila l’Albegna (16%) e 1 milione e 864 mila l’Amiata (11%).
La spesa sociale procapite nella provincia di Grosseto ammontava nel 2004 a 74,60 euro
contro il 116,10 della media regionale.
Gli interventi e i servizi sociali sono riconducibili a tre macro-tipologie:
interventi e servizi (servizio sociale professionale, integrazione sociale, interventi e servizi
educativo-assistenziali e per l’inserimento lavorativo, assistenza domiciliare, servizi di supporto);
-
trasferimenti in denaro (sostegno al reddito, all’alloggio, ai servizi scolastici);
strutture (strutture semi-residenziali di tipo socio-assistenziale e di tipo ricreativo, strutture
residenziali, pronto intervento sociale).
Nella provincia di Grosseto la situazione è abbastanza differenziata da zona a zona. l’Amiata
dedica in gran parte la propria spesa alle “strutture” (60%), mostrando una quota e una spesa procapite molto speriori anche alla media regionale; l’Albegna destina la parte maggioritaria alla
tipologia “interventi e servizi” sia in termini di quota (42,3%) che di euro pro-capite (21,5), così
come le Metallifere (50% e 31,2 euro pro-capite); la Grossetana privilegia le “strutture” (43,5% e
38,3 euro pro-capite) ed ha la percentuale di spesa più alta nei “trasferimenti in denaro”, tipologia
che risulta minoritaria in tutte le zone. Il raffronto tra Grosseto e la Toscana fa risaltare una sorta di
aderenza della provincia alla situazione regionale in quanto a imputazione percentuale della spesa
(pur nel minore spesa procapite di Grosseto rispetto alla Regione).
Le informazioni rilevate attraverso le indagini censuarie sono suddivise in sette aree di utenza dei
servizi, sulla base delle indicazioni della Legge 328/2000 (legge quadro sull’assistenza) e del
Sistema europeo di classificazione dei regimi di protezione sociale (SESPROS): famiglie e minori,
anziani, disabili, disagio adulti, immigrati, dipendenze, multiutenza.
La composizione percentuale della spesa per area di utenza fornisce una misura dell’investimento
della zona nei vari settori in base alle risorse disponibili e, indirettamente, rivela le scelte di fondo
di allocazione di tali risorse. In questo senso a Grosseto, così come in Toscana, si conferma
centralità della famiglia nelle politiche sociali ed il riconoscimento del suo ruolo di protezione
sociale.
La quota di spesa destinata all’area “famiglie e minori”, infatti, è prevalente in tutte le zone ed il
dato medio provinciale (42%) è superiore a quello regionale (37%).
Anche le aree “anziani” e “disabili” assorbono una percentuale rilevante di risorse, seguite da
“multiutenza” e “disagio adulti”, mentre le aree sulle quali vengono riversati meno investimenti sono
quelle che riguardano “immigrati” e “dipendenze”.
Analizzando area per area con l’ausilio della spesa pro-capite, emergono alcuni aspetti
interessanti: si ha infatti in ritorno una dimensione di quanto la zona spende in relazione all’utenza
di riferimento presente sul suo territorio.
La spesa sociale grossetana ha l’incidenza più marcata nell’area disabili con 1.619 euro procapite,
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seguita via via da “famiglia e minori” (96), “anziani” (80,7), “immigrati” (18,8), “disagio adulti” (4,7) e
“dipendenze” (0,8).
Le dimensioni della spesa sociale:
- 96 euro per ogni famiglia con minore
- 81 euro per ogni anziano
- 1.619 euro per ogni disabile
- 4,7 euro per ogni adulto
- 19 euro per ogni immigrato.
La rilevazione del 2004 offre delle possibilità di approfondimento su tre voci di spesa trasversali a
tutte le aree di utenza: il servizio sociale professionale, l’assistenza domiciliare e le strutture
residenziali. Si tratta dei servizi sociali che, insieme agli asili nido, assorbono la maggior quantità di
spesa in Toscana (a Grosseto rappresentano circa il 40% della spesa totale).
La spesa per il servizio sociale professionale comprende gli interventi di consulenza e di
informazione sui servizi e sugli interventi sociali, nonché le attività di supporto alle persone in
difficoltà nell'individuazione e attivazione di possibili soluzioni ai loro problemi. In sostanza, il
servizio prende in carico gli utenti e li aiuta ad individuare i propri bisogni per l’attivazione di
percorsi assistenziali volti a risolvere le loro situazioni di difficoltà.
Nella provincia di Grosseto sono stati impegnati nel 2004 per questa voce circa 750.000 euro,
corrispondenti al 4,4% della spesa totale (la media regionale è il 2,6%) e sono stati presi in carico
7.587 utenti (il 60% dei quali nella zona Grossetana).
La zona Grossetana ha speso 436.000 euro (4,9% del totale zonale), le Metallifere 200.000 euro
(7,2%: la seconda quota più alta in Toscana), l’Albegna 41.500 euro (1,6%) e l’Amiata 26.000 euro
(1,4%). La provincia grossetana destina le risorse del servizio sociale professionale principalmente
all’area “disabili”, che assorbe quasi la metà delle risorse, il 20% all’area “anziani” ed il 15,4%
all’area “famiglie e minori”. Il forte impegno nella sfera della disabilità è testimoniato anche
dall’incidenza della spesa sulla popolazione residente: 1.445 euro per 1.000 residenti contro i 553
della media regionale; inoltre, Grosseto mostra valori superiori a quelli medi toscani nelle aree
“immigrati” e “dipendenze”. A livello zonale spiccano senza dubbio le Metallifere in quasi tutte le
aree di utenza (ai primi posti nella regione per “disagio adulti” e “famiglie e minori”), la Grossetana
per “disabili” (prima in Toscana) e “anziani”, l’Amiata per “immigrati” e l’Albegna per “dipendenze”
(entrambe seconde in Toscana).
Nel complesso, il rapporto tra spesa per il servizio sociale professionale e abitanti risulta superiore
a quello medio toscano (3.250 contro 3.025 euro per 1.000 residenti).
I numeri del servizio sociale professionale (2004):
- utenti 7.587
- spesa 750.000 euro
- (4,4% del totale)
L’assistenza domiciliare comprende assistenza domiciliare sociale, assistenza domiciliare
integrata (ADI), servizi di prossimità, telesoccorso e teleassistenza, distribuzione di pasti e/o la
lavanderia a domicilio.
Sono stati presi in carico dal servizio 1.751 utenti e sono stati spesi 2 milioni e 250 mila euro
complessivi (circa il 14% della spesa totale) così ripartiti: quasi 860.000 euro la Grossetana (9,7%
del totale zonale), poco meno di 600.000 euro le Metalliefere (21,3%), circa 550.000 euro
l’Albegna (20,8%) e circa 250.000 l’Amiata (13,3%).
A Grosseto la propensione di spesa verso l’assistenza domiciliare è quindi più alta della
media regionale (9,5%) sia a livello provinciale che zonale, ambito nel quale Metallifere e Albegna
si posizionano tra le zone toscane con la più alta percentuale dedicata.
Come era lecito attendersi, la ripartizione per area di utenza vede prevalere nettamente la voce
“anziani” con il 62,7% (media toscana 65,6%), seguita da “disabili” (26,6%; Toscana 16,8%) e
“famiglie e minori” (8,2%; Toscana 16,5%), mentre le altre hanno valori residuali poco significativi.
In termini euro/residenti il raffronto con la regione colloca Grosseto (10.369 euro per 1.000
residenti) al di sotto della media toscana (11.066) ma rispetto a tali dati, la provincia evidenzia
ancora la propria connotazione verso l’area della disabilità; non solo in termini di quota di spesa
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riservata, ma soprattutto in relazione all’incidenza del servizio (2.755 contro 1.854 euro per 1.000
residenti). Per quanto riguarda l’area “anziani”, il dato provinciale si rivela più basso di quello
regionale ma tre delle quattro zone hanno un valore superiore a quello medio toscano.
I numeri dell’assistenza domiciliare (2004):
- utenti 1.751
- spesa 2.250.000 euro
- (14% del totale)
Le strutture residenziali sono centri di accoglienza e di pronta accoglienza che forniscono
assistenza e la relativa spesa comprende oltre ai costi delle strutture stesse, anche le rette per le
prestazioni residenziali.
Questo servizio ha preso in carico circa 400 utenti e l’ammontare della spesa è stato nel 2004 di
circa 3 milioni e 550 mila euro, corrispondente al 22% della spesa totale provinciale.
La Grossetana ha impegnato poco meno di 2 milioni e 400 mila euro (26,9% del totale zonale),
l’Amiata circa 545 mila euro (29,2%), le Metallifere circa 340 mila euro (12,1%) e l’Albegna quasi
280 mila euro (12,5%). Questo ambito di spesa, come l’assistenza domiciliare, è quasi totalmente
indirizzato su tre aree di utenza: in massima parte dedicato agli anziani (68,5%), poi alle famiglie
con minori (22,3%) e in misura minore ai disabili (6%).
I numeri delle strutture residenziali:
- utenti 400
- spesa 3.550.000 euro
- (22% del totale).
1.5. Il settore non profit in Provincia di Grosseto
Sul versante delle attività nonprofit riguardanti la sanità e l’assistenza sociale, Grosseto presenta
un’incidenza, in termini di istituzioni coinvolte, equivalente a quella rilevata a livello nazionale,
regionale e di ripartizione, pari a 11,4. Anche il coefficiente di localizzazione non mette in luce una
specifica peculiarità del contesto provinciale rispetto a tale componente dell’universo nonprofit.
Il settore nonprofit rilevato nella provincia di Grosseto nell’ambito dell’8° Censimento dell’industri a
e servizi del 2001 è fotografato dalle seguenti tabelle:
Fonte: Istituto Guglielmo Tagliacarne; Report sul settore non profit della provincia di Grosseto; Marzo 2007
Dal punto di vista della forma istituzionale, va tenuto conto che, secondo i dati del Censimento
2001, la Provincia di Grosseto vede una prevalenza di associazione non riconosciute, anche se gli
addetti, intesi come personale retribuito, sono prevalentemente presenti nelle cooperative sociali;
in queste ultime, va precisato che n. 15 sono di tipo A ed operano nel settore sociosanitario ed
educativo, le restanti sono di tipo B ed operano per l’integrazione di soggetti svantaggiati.
<segue tabella>
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Forma istituzionale enti non profit provincia di Grosseto (2001)
Ass. ric.
Fondazione Ass. non ric. Coop. sociali
Unità locali
Addetti
423
261
13
26
824
282
25
679
Altre
istituzioni
35
80
Totale
1.320
1.328
Fonte: Provincia di Grosseto – Osservatorio sulle politiche sociali; Dossier statistico per le politiche sociali;
2006 (a cura di Simurg ricerche).
Nell’ambito del Censimento realizzato nel 2001 le risorse umane impiegate rilevate facevano
riferimento a diverse tipologie di soggetti: i lavoratori dipendenti, i lavoratori con contratto di
collaborazione coordinata e continuativa, i lavoratori interinali e i volontari.
Nella provincia di Grosseto il numero di risorse occupate nel settore nonprofit ammonta a oltre
18.000 soggetti. La presenza più cospicua è rappresentata dai circa 16.500 individui che prestano
la loro attività in maniera gratuita e volontaria. Il personale retribuito attivo nelle organizzazioni
della provincia è costituito da 1.328 lavoratori dipendenti e 434 risorse esterne (in cui sono
inclusi i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e gli interinali).
1.6. I servizi sociali e sociosanitari in Provincia di Grosseto
I Distretti sono la sede primaria di governo dei servizi sanitari e socio-sanitari. Il Regolamento di
organizzazione individua nell'ambito di competenza dell'Azienda USL 9 di Grosseto, 4 Distretti:
- Distretto Colline Metallifere
- Distretto Colline dell'Albegna
- Distretto Amiata Grossetana
- Distretto Area Grossetana
Nei quattro distretti, i servizi sociali sono gestiti con modalità organizzative specifiche.
Nel distretto di Grosseto i servizi socio-sanitari sono affidati a COESO, Azienda Speciale
Consortile costituita dai comuni della zona socio-sanitaria.
Nei distretti delle Colline Metallifere e dell’Amiata sono state istituite le “Società della Salute”.
Nel distretto dell’Albegna i servizi sociali sono gestiti dall’Azienda USL in convenzione con i
Comuni.
Le funzioni e servizi erogati
Il sistema integrato di interventi e servizi sociali intende assicurare alle persone e alle famiglie
servizi sociali integrati, promuovere interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità,
non discriminazione e diritti di cittadinanza, prevenire, ridurre o eliminare le condizioni di disabilità,
di bisogno e di disagio individuale e familiare che derivano da inadeguatezza di reddito, difficoltà
sociali e condizioni di non autonomia.
Tipologia servizi: Accesso – Domiciliari – Semiresidenziali – Residenziali - Di prossimità - Altri
servizi
Tipologia Utenza: Popolazione – Famiglia e minori – Anziani – Disabili – Stranieri – Dipendenze –
Salute mentale
Finanziamenti:
• Comunali
• Fondo Nazionale Politiche Sociali
• Fondo Nazionale Assistenza Sociale (FRAS)
• Compartecipazione degli utenti
• Autonomia imprenditoriale (dai propri servizi e progetti)
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Profili professionali degli operatori del socio-sanitario a Grosseto
Va precisato che alla data in cui si scrive il presente paragrafo, non è stato possibile individuare
alcuna fonte in grado di documentare sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo il profilo
delle risorse umane impegnate nel settore sociale e sociosanitario, soprattutto dal punto di vista
delle qualifiche, titoli e specializzazioni.
Sebbene in oltre sei mesi di ricerca siano stati raccolti ed esaminati molti dati in merito, persistono
forti difficoltà a reperire informazioni quantitative e qualitative affidabili, specie per ciò che riguarda
il personale attualmente operante nei servizi sociosanitari, sia quello gestito dalla mano pubblica,
sia quello dato in appalto alle cooperative sociali e sia quello gestito dalle strutture private
convenzionate (e non).
Sono state attivate tutte le fonti disponibili, come gli studi ed i monitoraggi dell’osservatorio
provinciale sulle politiche sociali, le indagini regionali (Fondazione Zancan) nonché informazioni
desunte direttamente dai responsabili ASL e dei Servizi sociali. Si illustrano pertanto in via
provvisoria i dati che è stato possibile per il momento collezionare.
Gli organici di Coeso (distretto Grosseto) al marzo 2009, ammontano ad un totale di 55
dipendenti così suddivisi:
- Direzione:
4
- Amministrativi:
7
- Politiche sociali allargate: 12
- Servizi socio assistenziali: 23
- Strutture:
9
Figure professionali:
il personale operante presso i distretti dei servizi socio-sanitari è generalmente suddiviso in 4 aree:
•
Sociale professionale (assistenti sociali)
•
Amministrativa (bilancio economico, procedimenti, programmazione)
•
Educatori (presso domicilio, comunità, case diurne)
•
Animatori.
Va precisato che il personale operante nell’assistenza diretta presso strutture o domiciliari, è
costituito perlopiù da OSS, educatori ed animatori che in rari casi è contrattualmente dipendente
dei Distretti, poiché opera nelle Cooperative sociali a cui viene esternalizzato il servizio.
Il personale delle cooperative sociali
Al momento si dispone unicamente dei dati relativi al personale di una delle maggiori cooperative
sociali operanti nei servizi socio-sanitari della provincia: Uscita di Sicurezza.
Cooperativa Sociale Uscita di Sicurezza; numero dipendenti (soci e non soci) e livelli scolastici
Titolo di studio
Donne Uomini
Elementari
5
0
Medie inferiori
156
17
Medie superiori
96
10
Diploma professionale
12
2
Laurea breve
8
0
Laurea
56
6
Totale
333
35
Totale 2008 Totale 2007
5
4
173
164
106
79
14
16
8
22
62
31
368
316
Cooperativa Sociale Uscita di Sicurezza; numero dipendenti (soci e non soci) per contratto
Tipo contratto
full time part time Totale
99
Tempo determinato
36
63
289
Tempo indeterminato
228
61
Totale
264
124
388
Pag 15 di 48
Cooperativa Sociale Uscita di Sicurezza; ore lavorate per committente, anno 2008
Committente
Ore
Costa d'Argento (UDS)
UDS Direzione, Amm.ne
Servizi Privati alla Persona
Oasi - prog. "Casa Ama"
63.527
11.504
203
256
Totale Privati
75.490
ASL
235.848
Comune Grosseto
26.250
COESO
25.929
PUNTO INSIEME - CO&SO
5.398
Comune Civitella P.
3.473
Comune di Magliano
640
Comune di Monte Argentario
13.350
Comune di castiglione della pescaia
72
Assistenza didattica di sostegno Liceo E. Fermi di Castel del Piano
379
Totale Pubblici
311.339
Totale pubblico e privato
386.829
Il personale dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale
La banca dati on line del Sistema Sanitario Nazionale,
(http://www.ministerosalute.it/servizio/usldb/regusl_personale.jsp?reg=090&usl=109), illustra i dati
sul personale dipendente dell’ASL, particolarmente interessante per dimensionare il peso del
personale infermieristico.
Azienda Sanitaria Locale: 109 – PROVINCIA DI GROSSETO - Dati aggiornati al 2005
s.s.n.
universitari
2089
0
Ruolo Sanitario
Medici e Odontoiatri
429
0
Medici
Odontoiatri
429
0
0
0
Altro Personale Laureato
81
0
Veterinari
Farmacisti
Biologi
Chimici
Fisici
Psicologi
36
11
17
0
2
15
0
0
0
0
0
0
Didattico-Organizzativo
9
0
Tecnico-Sanitario
140
0
Riabilitazione
90
0
Vigilanza e Ispezione
70
0
Personale Infermieristico
1270
0
Operatori 1^ categoria
Operatori 2^ categoria
1168
102
0
0
Ruolo Professionale
Avvocati
Ingegneri
Architetti
Geologi
Assistenti Religiosi
11
1
9
1
0
0
0
0
0
0
0
0
<segue tabella>
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Ruolo Tecnico
Analisti
Statistici
Sociologi
Assistenti Sociali
Collaboratori tecnico-professionali
Assistenti tecnici
Programmatori
Operatori tecnici
Operatori Tecnici di Assistenza
Ausiliari Specializzati
287
1
1
3
25
18
18
0
183
0
38
Ruolo Amministrativo
Direttori Amministrativi
Collaboratori Amministrativi
Assistenti Amministrativi
Coadiutori Amministrativi
Commessi
264
TOTALE
2651
Restante Personale
TOTALE PERSONALE
0
0
0
0
0
0
13
113
106
30
2
Specializzandi
Personale contrattista o equiparato
Personale edetto ai L.S.U.
184
0
0
0
0
0
0
0
0
184
0
184
2
0
2
0
0
0
0
0
2653
184
Il Forum Sociale Provinciale
Il Forum Sociale della Provincia di Grosseto è costituito dalle realtà associative che animano il cd.
“terzo settore” e si occupa in particolare di organizzare tavoli di confronto sui seguenti ambiti:
- Tavolo anziani
- Tavolo socio sanitario
- Tavolo culturale educativo
- Tavolo Volontariato internazionale
- Tavolo Cooperative sociali
- Tavolo protezione civile
- Tavolo Immigrazione
- Tavolo Disabilità
Ciascun tavolo ha un coordinatore e si riunisce a scadenze pressoché mensili.
L’osservatorio sulle politiche sociali della Provincia di Grosseto
L'Osservatorio sulle Politiche Sociali, istituito nel 1999, è stato costruito come uno strumento di
programmazione oltre che banca dati, organizzata in conoscenze relative alla condizione dei
minori, dei disabili, degli anziani, degli immigrati e dei servizi connessi (es. servizi per l'infanzia e
l'adolescenza, scolarizzazione). L’osservatorio è stato pensato come il luogo dove, fin dalla fase
della sua progettazione, si poteva costruire un rapporto di concertazione, cooperazione tra i diversi
livelli istituzionali. Così, fin dall'inizio, attraverso un protocollo d'intesa, la Provincia, i Comuni del
territorio, la A.S.L., il Provveditorato agli Studi (ora C.S.A), hanno dato vita ad un gruppo tecnico di
coordinamento attraverso il quale hanno costruito un primo sistema di indicatori sociali condivisi, in
base ai quali indirizzare i flussi dei dati, di cui gli Enti sono contemporaneamente fornitori e fruitori.
Ciò al fine di costruire insieme e concordare modalità di lettura del territorio.
I legami sviluppati tra l’Osservatorio ed il territorio di riferimento consente alla Provincia, che ha
competenze in materia di formazione professionale, politiche del lavoro, diritto allo studio ed
educazione degli adulti, promozione della cooperazione sociale e del terzo settore, di svolgere la
propria funzione di concorrere alla programmazione di un sistema integrato di interventi e di
servizi.
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2. Le previsioni di assunzione e gli avviamenti
2.1 - I Dati Excelsior 2008
Peso economico delle attività legate al settore sociale e socio-sanitario nell’economia
grossetana
Il tessuto produttivo della provincia di Grosseto nel 2007 è costituito da 30.772 imprese registrate,
delle quali il 90% risulta in attività. La dinamica tra iscrizioni e cessazioni è positiva in quanto le
prime prevalgono sulle seconde ed il saldo si attesta a 127 unità (+0,5% rispetto all'anno
precedente)7.
Tabella 1 - Imprese registrate ed attive per settore in provincia di Grosseto nel 2007 (valori
assoluti e variazioni percentuali rispetto al 2006)
2007
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Produz. e distribuz. energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio all'ingr. e al dett.; riparaz. beni person. e per la casa
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
Servizi domestici presso famiglie e convivenze
Imprese non classificate
TOTALE
Var 2007/2006
Registrate
Attive
Iscritte
Cessate
Registrate
Attive
10.244
133
36
2.150
13
3.870
6.260
2.134
646
414
2.408
58
79
1.223
1.104
30.772
10.158
126
27
1.905
11
3.571
5.706
1.815
598
390
2.152
53
67
1.139
61
27.779
291
6
1
99
347
338
119
27
42
158
2
3
73
467
1.973
513
8
1
115
1
251
405
153
47
36
182
1
1
63
69
1.846
-1,7
0,0
0,0
-0,6
-7,1
3,8
0,2
2,6
-2,1
4,0
3,8
5,5
9,7
2,9
-0,5
0,5
-1,7
0,8
0,0
-0,9
-8,3
4,1
0,3
2,1
-2,1
3,2
3,8
8,2
9,8
2,8
29,8
0,5
Fonte: Elaborazione Istituto G. Tagliacarne su dati Movimprese
Le attività sanitarie e di assistenza sociale, spinte dal progressivo invecchiamento della
popolazione locale, rispetto al consuntivo 2006, risultano cresciute di 6 unità (+9,8%)8.
La Tabella 2 permette un confronto sull’importanza dei vari settori nell’economia provinciale,
regionale e nazionale, in termini di imprese attive nel 2006.
7
POLOS Grosseto – Osservatorio Economico Locale, “Crescita reale ed evoluzione strutturale del sistema economico della provincia di
Grosseto”; 5° giornata dell'economia, 10 maggio 2007.
8
Osservatorio Economico Locale, “La congiuntura economica in provincia di Grosseto”; Consuntivo 2007 - Previsioni 2008. II semestre
2007 - Previsioni I semestre 2008.
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Tabella 2 - Distribuzione settoriale delle IMPRESE ATTIVE in provincia di Grosseto, in
Toscana ed in Italia e peso dei settori della provincia sulla regione. Anno 2006 (valori
percentuali)
Settori
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca,piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici,sociali e personali
Imprese non classificate
TOTALE
Grosseto
37,4
0,5
0,1
7
0
12,4
20,6
6,4
2,2
1,4
7,5
0,2
0,2
4
0,2
100
Toscana
13,1
0,1
0,1
15,6
0
16,8
26,2
5,5
3,5
2
11,8
0,3
0,3
4,5
0,1
100
Italia
18,1
0,2
0,1
12,3
0,1
14,5
27,6
5
3,8
2
10,6
0,4
0,5
4,4
0,5
100
Grosseto/Toscana
22
30,9
9
3,4
8,6
5,7
6,1
9
4,9
5,3
4,9
4,6
5,8
6,8
10,6
7,7
Fonte: elaborazione Istituto Tagliacarne su dati Infocamere
Rapportando il peso di ciascun settore riferito alla provincia nell’economia regionale, emerge che
le attività legate al settore socio-sanitario rappresentano il 5,8% delle imprese diffuse in tutto il
territorio regionale.
Considerando un periodo di analisi compreso fra il 2003 ed il 2006, le dinamiche per la provincia di
Grosseto evidenziano un tasso di variazione medio annuo positivo per circa la metà dei settori; per
le attività legate al settore socio-sanitario, invece, la variazione 2003-2006 evidenzia una dinamica
negativa corrispondente ad un tasso di variazione medio annuo pari a -2,7%.
Tabella 3 - Composizione percentuale delle IMPRESE ATTIVE in provincia di Grosseto nel
2003 e nel 2006; tasso di variazione medio annuo 2006/2003
Settori
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
Imprese non classificate
TOTALE IMPRESE ATTIVE
2003
39,1
0,5
0,1
7
0
11,1
21,2
6
2,3
1,4
6,3
0,2
0,3
4
0,5
100
2006
37,4
0,5
0,1
7
0
12,4
20,6
6,4
2,2
1,4
7,5
0,2
0,2
4
0,2
100
TVMA 2006/2003
-0,4
-1,4
0
0,4
2,2
3,5
-0,1
2,3
-0,5
-0,3
5,2
-0,5
-2,7
1
-22,2
0,7
Fonte: elaborazione Istituto Tagliacarne su dati Infocamere
Analizzando il tessuto produttivo della provincia di Grosseto dal punto di vista della natura giuridica
(Tabella 4), emerge la netta prevalenza della forma dell’impresa individuale, che rappresenta oltre
il 70% delle unità produttive totali.
Le società di persone costituiscono il 19,1% del totale, mentre per le società di capitale la
percentuale è limitata al 7,6% del totale.
La distribuzione delle imprese provinciali tra le varie forme di impresa evidenzia la presenza di
concentrazioni di imprese in particolari forme in alcuni dei settori di rilievo per l’economia
provinciale.
Pag 19 di 48
Tabella 4 - Distribuzione settoriale delle IMPRESE ATTIVE in provincia di Grosseto per
natura giuridica (valori assoluti e %; anno 2006)
Settori
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
Imprese non classificate
TOTALE
Società di capitale
Società di persone
Ditte individuali
Altre forme
175
9
15
212
7
386
375
160
69
17
548
6
17
92
10
2.098
1.040
31
6
566
0
520
1.224
782
127
63
685
12
13
206
12
5.287
9.036
69
4
1.119
0
2.442
4.051
812
386
290
732
16
4
670
4
19.635
81
16
2
25
5
83
39
23
29
8
109
15
27
140
21
623
19,7
0,6
0,1
10,7
0
9,8
23,2
14,8
2,4
1,2
13
0,2
0,2
3,9
0,2
100
46
0,4
0
5,7
0
12,4
20,6
4,1
2
1,5
3,7
0,1
0
3,4
0
100
13
2,6
0,3
4
0,8
13,3
6,3
3,7
4,7
1,3
17,5
2,4
4,3
22,5
3,4
100
Valori %
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
Imprese non classificate
TOTALE
8,3
0,4
0,7
10,1
0,3
18,4
17,9
7,6
3,3
0,8
26,1
0,3
0,8
4,4
0,5
100
Fonte: elaborazione Istituto Tagliacarne su dati Infocamere
La tabella 5 evidenzia le previsioni di assunzioni NON stagionali per il 2007 e 2008, per grandi
gruppi professionali. Limitando per forza di cose l’attenzione esclusivamente sui due grandi gruppi
delle figure qualificate:
- Professioni qualificate nei servizi sociali, culturali, di sicurezza, pulizia e assimilati,
- Professioni qualificate nei servizi sanitari,
emerge il loro scarso peso: 110 assunzioni su 3.420 significa il 3,2% delle assunzioni previste che
è tuttavia più significativo di quanto non indichino i dati IDOL del CPI (cfr. paragrafo successivo).
Tabella 5 - Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2007 e per il 2008 per
grandi gruppi professionali (secondo la classificazione ISTAT), professioni più richieste di
ciascun gruppo e principali caratteristiche - Provincia di Grosseto
Pag 20 di 48
TOTALE
1. Dirigenti
2. Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione
3. Professioni tecniche
33
Professioni tecniche nell’amministrazione e nelle attività finanziarie e com
31
Professioni tecniche nelle scienze fisiche, naturali, nell’ingegneria ed assim
34
Professioni tecniche nei servizi pubblici e alle persone
Altre professioni
4. Impiegati
41
Impiegati di ufficio
42
Impiegati a contatto diretto con il pubblico
5. Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi
52
Professioni qualificate nelle attività turistiche ed alberghiere
51
Professioni qualificate nelle attività commerciali
55
Professioni qualificate nei servizi sociali, culturali, di sicurezza, pulizia e as
54
Professioni qualificate nei servizi sanitari
6. Operai specializzati
61
Operai specializzati dell’ industria estrattiva e dell’edilizia
62
Operai metalmeccanici specializzati ed assimilati
65
Operai specializzati lavorazioni alimentari, legno, tessili e assimilati
Altre professioni
7. Conduttori di impianti e operai semiqualificati addetti a
macchinari fissi e mobili
74
Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
72
Operai semiqualificati di macchinari per lavorazione in serie e addetti al m
71
Conduttori di impianti industriali
Altre professioni
8. Professioni non qualificate
84
Professioni non qualificate nei servizi alle persone ed assimilati
82
Professioni non qualificate nelle attività commerciali e nei servizi
86
Professioni non qualificate delle miniere, delle costruzioni e delle attività i
81
Professioni non qualificate nelle attività gestionali
Altre professioni
*Valori assoluti arrotondati alle decine.
(1) Formazione prevista dalle imprese attraverso attività corsuale interna ed esterna alle imprese stesse.
(2) Attraverso attività corsuali e/o in affiancamento.
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2008
Pag 21 di 48
2.2. I Dati dei Centri per l’Impiego
Nel corso dell’anno 2007 gli avviamenti al lavoro registrati dai CPI della Provincia di Grosseto sono
stati complessivamente:
M
F
Totale
Avviamenti 2007 24.371 25.357 49.728
Pur con i limiti intrinseci alle classificazioni per settori e per qualifiche, abbiamo estratto i dati
relativi agli avviamenti al lavoro per il settore “Sanità e assistenza sociale” e per il settore – meno
specifico – degli “Altri servizi pubblici, sociali e personali”:
Avviati nell'anno 2007:
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
Lavoratori avviati nell'anno 2007 provenienti da altre province:
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
Lavoratori avviati extra U.E. nell'anno 2007:
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
Lavoratori Cessati nell'anno 2007:
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
M
F Totale
272 520 792
M
61
F Totale
53
114
M
43
F Totale
23
66
M
F Totale
195 471 666
Fonte : Provincia di Grosseto – Centri per l’Impiego
Avviati nell'anno 2007:
ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
M
1.091
F
1.625
Totale
2.716
M
213
F
229
Totale
442
M
148
F
198
Totale
346
M
729
F
1.314
Totale
2.043
Lavoratori avviati nell'anno 2007 provenienti da altre province:
ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
Lavoratori avviati extra U.E. nell'anno 2007:
ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
Lavoratori Cessati nell'anno 2007:
ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
Fonte : Provincia di Grosseto – Centri per l’Impiego
Gli avviamenti nel settore “Sanità e assistenza sociale” sono stati 792 in valore assoluto,
rappresentando appena l’1,6% del totale degli avviamenti.
Per il settore – meno specifico – degli “Altri servizi pubblici, sociali e personali” gli avviamenti sono
stati 2.716, rappresentando il 5,5% del totale avviamenti.
Si conferma pertanto il limitato peso del settore, perlomeno dal punto di vista dei movimenti di
lavoro.
Pag 22 di 48
Avviati nell'anno 2007 per tipologia contratto – Settore SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE:
M
F Totale
15
16
6
1
1
69
376
11
137
53
31
1
9
41
12
5
3
1
4
272 520
792
5 10
APPRENDISTATO EX ART.16 L. 196/97
6 10
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
2
4
ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE
1
LAVORO A DOMICILIO A TEMPO DETERMINATO
1
LAVORO A DOMICILIO A TEMPO INDETERMINATO
22 47
LAVORO A PROGETTO / COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA
115 261
LAVORO A TEMPO DETERMINATO
3
8
LAVORO A TEMPO DETERMINATO PER SOSTITUZIONE
61 76
LAVORO A TEMPO INDETERMINATO
6 47
LAVORO DIPENDENTE NELLA P.A. A TEMPO DETERMINATO
10 21
LAVORO DIPENDENTE NELLA P.A. A TEMPO INDETERMINATO
1
LAVORO DOMESTICO A TEMPO DETERMINATO
9
LAVORO DOMESTICO A TEMPO INDETERMINATO
30 11
LAVORO IN AGRICOLTURA A TEMPO DETERMINATO
5
7
LAVORO INTERINALE (O A SCOPO DI SOMMINISTRAZIONE) A TEMPO DETERMINATO
1
4
LAVORO INTERMITTENTE A TEMPO DETERMINATO
2
1
LAVORO INTERMITTENTE A TEMPO INDETERMINATO
1
LAVORO OCCASIONALE
3
1
TIROCINIO
Totale
Fonte : Provincia di Grosseto – Centri per l’Impiego
Avviati nell'anno 2007 per qualifiche
(nostra selezione sulle qualifiche strettamente afferenti al settore sociale e socio-sanitario)
M
F Totale
16 64
80
2
30
32
ADDETTI ALL'ASSISTENZA PERSONALE IN ISTITUZIONI
8 33
41
ASSISTENTE DOMICILIARE
9 46
55
ASSISTENTE SOCIALE
0 12
12
ASSISTENTE SOCIALE FAMILIARE
0
1
1
ASSISTENTE SOCIALE SCOLASTICO
0
1
1
ASSISTENTE SOCIOSANITARIO CON FUNZIONI DI SOSTEGNO IN ISTITUZIONI
3 38
41
ASSISTENTE SOCIOSANITARIO CON FUNZIONI EDUCATIVE IN ISTITUZIONI
9 10
19
ASSISTENTI SOCIALI ED ASSIMILATI
2 21
23
PERSONALE DI COMPAGNIA E PERSONALE QUALIFICATO DI SERVIZIO ALLE FAMIGLIE
0
3
3
PROFESSIONI QUALIFICATE NEI SERVIZI SANITARI
1
5
6
TECNICI DELLA ASSISTENZA E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
13
131
144
TUTOR, ISTITUTORI, INSEGNANTI NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE ED ASSIMILATI
63 395
458
Fonte : Provincia di Grosseto – Centri per l’Impiego
ADDETTI ALL'ASSISTENZA PERSONALE A DOMICILIO
Avviati nell'anno 2007 per qualifiche
(panoramica sulle qualifiche in senso lato afferente al settore sociale e socio-sanitario ed ai servizi
domestici)
ADDETTI ALL'ASSISTENZA PERSONALE A DOMICILIO
ADDETTI ALL'ASSISTENZA PERSONALE IN ISTITUZIONI
M
16
2
AIUTANTE DI SANITA'
ASSISTENTE DIDATTICO
ASSISTENTE DOMICILIARE
ASSISTENTE SOCIALE
ASSISTENTE SOCIALE FAMILIARE
6
8
9
F
64
30
1
67
33
46
12
Pag 23 di 48
Totale
80
32
1
73
41
55
12
3
1
19
1
63
2
9
491
39
2
243
85
1
1
41
19
25
47
936
251
2
95
295
54
941
32
11
1
1
27
1
95
2
10
517
60
2
243
88
5
9
14
1
4
1
1
2
1
1
2
35
118
220
5
119
221
2
1
1
14
672
1
19
9
12
51
39
23
3
2
1
6
19
144
1
8
5.479
ASSISTENTE SOCIALE SCOLASTICO
ASSISTENTE SOCIOSANITARIO CON FUNZIONI DI SOSTEGNO IN ISTITUZIONI
ASSISTENTE SOCIOSANITARIO CON FUNZIONI EDUCATIVE IN ISTITUZIONI
ASSISTENTI SOCIALI ED ASSIMILATI
AUSILIARIO DI ASSISTENZA PER ANZIANI
AUSILIARIO SOCIOSANITARIO
COLLABORATORI DOMESTICI ED ASSIMILATI
COLLABORATRICE FAMILIARE
3
9
1
4
66
27
DAMA DI COMPAGNIA
DOMESTICO
DOMESTICO FAMILIARE
DONNA DI PULIZIA
DONNA TUTTOFARE
EDUCATORE PER GLI HANDICAPPATI
10
33
4
143
1
EDUCATORE PROFESSIONALE PER GLI HANDICAPPATI
INFERMIERE ADDETTO AL TRASPORTO AMMALATI
1
INFERMIERE DI BORDO
INFERMIERE DIPLOMATO
8
INFERMIERE PER CURE A DOMICILIO
INFERMIERE PROFESSIONALE
32
INFERMIERE PROFESSIONISTA
INFERMIERI ED ASSIMILATI
INSEGNANTE ELEMENTARE
INSEGNANTE NEI CORSI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
1
26
21
INSEGNANTE NELLE SCUOLE PER MINORATI MENTALI E FISICI
INSEGNANTI DI SCUOLE MATERNE
INSEGNANTI ELEMENTARI
INSEGNANTI PER HANDICAPPATI, DI SOSTEGNO ED ALTRI INSEGNANTI DI SCUOLE SPECIALI
(DIPLOMATI)
INSEGNANTI SPECIALIZZATI NELL'EDUCAZIONE E NELLA FORMAZIONE DEGLI HANDICAPPATI (IN
POSSESSO DI LAUREA)
MAESTRA D'ASILO
MAESTRA DI SCUOLA MATERNA
MAESTRO DI CORO
MAESTRO DI GIARDINAGGIO
MAESTRO DI ORCHESTRA
MAESTRO DI RELIGIONE
MAESTRO ELEMENTARE
MEDIATORE
OPERATORE PROFESSIONALE INFERMIERISTICO COLLABORATORE
OPERATORE SANITARIO PROFESSIONALE
OPERATORE SOCIALE PER ASSISTENZA (DI VARIO GENERE) A DOMICILIO
OPERATORE SOCIOASSISTENZIALE (OSA)
OPERATORE SOCIOSANITARIO (OSS)
PERSONALE DI COMPAGNIA E PERSONALE QUALIFICATO DI SERVIZIO ALLE FAMIGLIE
6
5
4
2
6
2
PROFESSIONI QUALIFICATE NEI SERVIZI SANITARI
PSICHIATRA
PSICOMOTRICISTA
TECNICI DELLA ASSISTENZA E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
TUTOR
TUTOR, ISTITUTORI, INSEGNANTI NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE ED ASSIMILATI
VIGILATRICE DI BAMBINI
VIGILATRICE D'INFANZIA
Totale
1
1
38
10
24
43
870
224
2
85
262
50
798
31
11
12
637
1
13
4
8
49
33
21
3
2
1
1
5
13
5
14
131
1
1
7
531 4.948
Fonte : Provincia di Grosseto – Centri per l’Impiego
Pag 24 di 48
3. L’offerta formativa finanziata dalla Provincia di Grosseto nel settore
sociale, sociosanitario ed educativo
Il finanziamento totale erogato dalla Provincia di Grosseto verso interventi formativi rivolti al settore
sociale e socio-sanitario nelle annualità 2003-2007, ammonta a € 1.793.652,68 per erogare un
totale di 28.876 ore di formazione, per n. 119 iniziative formative di cui 34 esplicitamente rivolte
alla formazione di profili riconosciuti dalla Regione Toscana (la restante parte per circoli di studio,
aggiornamento culturale e formazione per occupati).
I profili riconosciuti dalla Regione Toscana, per i quali sono stati finanziati interventi formativi dalla
Provincia di Grosseto nelle annualità 2003-2007, sono:
1.
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE (obbligo, post obbligo)
2.
TECNICO QUALIFICATO PER L'ANIMAZIONE DI COMUNITÀ (obbligo, post obbligo)
3.
ESPERTO CONSULENTE DI ORIENTAMENTO (post universitario)
4.
TECNICO QUALIFICATO IN MEDIAZIONE CULTURALE E LINGUISTICA PER IMMIGRATI
(post diploma o reinserimento lavorativo extracomunitari)
5.
OPERATORE PER LE MARGINALITA' SOCIALI - Profilo non più attivabile (post diploma)
6.
ESPERTO PEDAGOGISTA RELAZIONALE (post universitario)
7.
TECNICO QUALIFICATO PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE NEL TERZO
SETTORE (post diploma)
8.
FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER OPERARE NELL'AMBITO DELL'ASSISTENZA
FAMILIARE (aggiornamento culturale extracomunitari).
La Programmazione formativa provinciale negli anni 2008-2009 – relativa al POR-FSE 2007/2013
– ha finanziato i seguenti corsi:
POR FSE - ASSE ADATTABILITA'
Titolo
Formazione obbligatoria
per operare nell'ambito
dell'assistenza
OCRA operatori case di
riposo - aggiornamento
AAFPL corso per allevatori
di asine finalizzato alla
produzione di latte
ASSISTENTE FAMILIARE
POR FSE - ASSE OCCUPABILITA'
Operatore in Onoterapia
Esperto in mediazione familiare
Assistente di base e disabilità
Addetto assistenza di base
Management dei servizi psico-sociali
Assistente di base e disabilità
Addetto all'assistenza di base
ASSISTENTE FAMILIARE
ANIMATORE DI COMUNITA'
TECNICO QUALIFICATO IN
ANIMAZIONE DI COMUNITA'
ADDETTO ASSISTENZA DI BASE
ADDETTO ASSISTENZA DI BASE
ADDETTO ASSISTENZA DI BASE
TECNICHE RELAZIONE SOGGETTI
SVANTAGGIATI
Soggetto Attuatore
ATLANTE soc.
coop.va
ENAIP
Toscana EST
Colline
Metallifere soc.
coop.va
ELIFORM
finanziamento
assegnato
numero ore di
formazione
€
33.000,00
223
€
44.450,00
300
€
€
22.500,00
1.500,00
150
300
Colline Mettallifere
Coop Heimat
CESVIP TOSCANA LAZIO
Enaip Toscana
Agenzia Formativa Iside
CESVIP TOSCANA LAZIO
SMILE TOSCANA
ATLANTE
L'altra città
€
€
€
€
€
€
€
€
€
29.986,00
67.200,00
67.200,00
1.000,00
2.250,00
90.000,00
65.533,00
2.800,00
1.800,00
200
600
600
600
L'altra città
ENAIP TOSCANA
COOP HEIMAT
Colline Mettallifere
€
€
€
€
1.800,00
1.000,00
2.000,00
1.500,00
600
600
600
600
ENAIP TOSCANA
€
1.500,00
600
600
<Segue prospetto di dettaglio FSE 2003-2007>
Pag 25 di 48
Provincia di Grosseto - Offerta formativa settore sociale e sociosanitario anni 2003-2007
Titolo Attività
Anno Attività
Tipologia Isfol
Finanziamento
Ore Previste
600
Ente Gestore
Tipolo Profilo
Utenza
Assemisura A
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
operatori del
sociale
pagamento
625
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
ATHENA SRL
donne
disoccupate
E1
-
600
ENAIP Toscana
operatori del
sociale
pagamento
€
-
600
ENAIP Toscana
operatori del
sociale
pagamento
Formazione post
diploma
€
-
600
SIDERFOR Srl
PIOMBINO
Formazione post
diploma
€
-
600
SIDERFOR Srl
PIOMBINO
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
disoccupati
approccio
preventivo
disoccupati
approccio
preventivo
operatori del
sociale
pagamento
2005
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2006
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
TD GROUP SPA
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2005
Formazione post
diploma
€
-
600
SIDERFOR Srl
PIOMBINO
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2006
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
ENAIP Toscana
disoccupati
approccio
preventivo
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
operatori del
sociale
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2003
€
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2005
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Formazione post
diploma
€
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2005
Formazione post
diploma
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2005
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
-
72.882,00
Pag 26 di 48
pagamento
pagamento
pagamento
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2007
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
ADDETTO ALL`ASSISTENZA DI BASE
2004
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ENAIP Toscana
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2003
€
72.682,00
625
ATHENA SRL
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2003
€
58.259,96
600
COOP COLLINE
METALLIFERE
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2003
€
59.633,00
625
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2004
Obbligo
Formativo
(Percorsi
formativi)
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
SIDERFOR SPA DI
LIVORNO
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2004
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
SIDERFOR SPA DI
LIVORNO
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2004
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
SIDERFOR SPA DI
LIVORNO
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI BASE
2004
Formazione postobbligo formativo
€
-
600
ATLANTE
ADDETTO ASSISTENZA DI BASE
(FAD)
2003
€
5.140,85
30
AGGIORNAMENTO OPERATORI
2005
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Aggiornamento
culturale
€
9.212,60
ANIMATORE DI COMUNITA'
2003
€
60.000,00
ANIMATORE DI COMUNITÀ
2005
Obbligo
Formativo
(Percorsi
formativi)
Formazione post
diploma
ARCO IN PROGRESS - DIRIGENTI E
QUADRI
2004
€
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
2004
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
€
€
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
operatori del
sociale
pagamento
adulti
pagamento
disoccupati
approccio
curativo
A2
donne
occupate
E1
dipendenti non
in possesso di
qualifica
professionale
adulti
D1
pagamento
adulti
pagamento
adulti
pagamento
adulti
pagamento
COOP COLLINE
METALLIFERE
donne
occupate
E1
40
ENAIP Toscana
B1
600
ATLANTE
formatori operatori
scolastici e
istruzione
disoccupati
approccio
preventivo
600
L`ALTRA CITTA`
operatori del
sociale
pagamento
4.656,00
60
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
operatori del
D1
-
Pag 27 di 48
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
TECNICO
QUALIFICATO PER
L'ANIMAZIONE DI
COMUNITÀ
TECNICO
QUALIFICATO PER
L'ANIMAZIONE DI
COMUNITÀ
A2
OPERATORI 1
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
OPERATORI 2
2004
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
OPERATORI 3
2004
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
OPERATORI 4
2004
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
OPERATORI 5
2004
ARCO IN PROGRESS - FORMAZIONE
OPERATORI 6
2004
AVVIO ALLA COSTITUZIONE DEL
CONSORZIO SOCIALE DI SERVIZI
INTEGRATI
CIRCOLI DI STUDIO HANDICAP E
DISAGIO
CIRCOLI DI STUDIO I NONNI
VOGLIONO CRESCERE
2003
CIRCOLI DI STUDIO. CITTADINANZA
ATTIVA E CRESCITA SOCIALE
2005
CIRCOLI DI STUDIO: INCONTRO CON
L'ALTRO. STORIE DI VITA E DI
LAVORO
CIRCOLI DI STUDIO: INCONTRO CON
L'ALTRO. STORIE DI VITA E
SCRITTURA
CIRCOLI DI STUDIO: LINGUA
ITALIANA E SERVIZI PER STRANIERI
A ROCCASTRADA 1
CIRCOLI DI STUDIO: LINGUA
ITALIANA E SERVIZI PER STRANIERI
A ROCCASTRADA 2
CIRCOLI DI STUDIO: NOZIONI DI
PRIMO SOCCORSO PER BADANTI
EXTRACOMUNITARIE
CIRCOLI DI STUDIO: PAURA ED
ANSIA NELLE SITUAZIONI FAMILIARI,
2003
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
la creazione
d'impresa
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
ARCOBALENO
sociale
€
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
9.224,00
80
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
40.500,00
250
COOPERATIVA
SOCIALE AGAPE ARL
operatori del
sociale
D3
€
3.135,00
30
ENAIP Toscana
adulti
C4
€
2.890,00
30
adulti
C4
Sensibilizzazione,
informazione e
pubblicità
Aggiornamento
culturale
€
45.000,00
0
LEGA
INTERCOMUNALE SPI
CGIL
COOPERATIVA I
QU.O.RI
€
3.800,00
30
COOPERATIVA I
QU.O.RI
adulti
C4
2003
Aggiornamento
culturale
€
4.345,00
30
COOPERATIVA I
QU.O.RI
adulti
C4
2003
Aggiornamento
culturale
€
1.750,00
30
adulti
C4
2003
Aggiornamento
culturale
€
1.750,00
30
adulti
C4
2003
Aggiornamento
culturale
€
4.100,00
30
ENAIP Toscana
adulti
C4
2003
Aggiornamento
culturale
€
2.789,90
30
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
adulti
C4
2003
2003
Pag 28 di 48
C4
SOCIALI, LAVORATIVE
CIRCOLI DI STUDIO: RIFLESSIONI
SULLE VACCINAZIONI
2003
Aggiornamento
culturale
€
440,00
30
CIRCOLI DI STUDIO: TECNICHE DI
RILASSAMENTO
2003
Aggiornamento
culturale
€
3.286,00
30
CIRCOLO DI STUDIO : BEN-ESSERE
(28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
5.400,00
30
CIRCOLO DI STUDIO : IO....SEGNO
(28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
3.790,50
30
CIRCOLO DI STUDIO : LA CALA DEL
NOSTROMO (28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
4.707,53
30
CIRCOLO DI STUDIO : LA MENTE DEL
CANE (28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
5.330,00
30
CIRCOLO DI STUDIO : LEGGENDE IN
LAGUNA (28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
3.420,00
30
CIRCOLO DI STUDIO : OBIETTIVO
CITTADINANZA (28/03/07)
CIRCOLO DI STUDIO : PENSIERI E
COLONNE (28/03/07)
CIRCOLO DI STUDIO : SANTE,
BEATE, MADONNE E DONNE
(28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
€
4.830,00
30
€
4.967,00
30
€
2.852,00
30
CIRCOLO DI STUDIO : TERZA ETA` ANSIA, AUTOSTIMA E SENSO DI
EFFICACIA PERSONALE (28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
5.400,00
30
CIRCOLO DI STUDIO: I PROBLEMI
DELLA RELAZIONE DI COPPIA
(15/09/05)
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.605,00
30
CIRCOLO DI STUDIO: NOI
IMPRENDITORI SOCIALI (15/09/05)
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.904,00
30
2007
2007
GROSSETO SETTORE F.P.
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
ASSOCIAZIONE
CULTURALE
MOVIMENTI
ASSOCIAZIONE
CULTURALE
OFFICINA HERMES
ISTITUTO STATALE
PER L`ISTRUZIONE
TECNICA E
PROFESSIONALE
GIOVANNI DA
VERRAZZANO
CENTRO DI
SOLIDARIETA` DI
GROSSETO ONLUS
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
METAPHORA S.C.
LA BOTTEGA DEL
SORRISO
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
ASSOCIAZIONE
CULTURALE:CENTRO
STUDI PER LA
RICERCA E
EDUCAZIONE
PSICOSOMATICA
KORE
SOCIETA`
COOPERATIVA
PORTAPERTA ONLUS
Pag 29 di 48
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: PARLARE
FRANCESE PER CONOSCERE
L'AFRICA (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: SAPERE E
SAPER FARE EDUCAZIONE ALLA
MONDIALITA' NELLA SCUOLA:
PERCORSI INTERCULTURALI
(15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: SCRIVERE
PER COMUNICARE (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: ABUSO E
MALTRATTAMENTO - 1 (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: ABUSO E
MALTRATTAMENTO - 2 (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO:
ALIMENTAZIONE E TERZA ETA' A
ARCIDOSSO (8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO: ANZIANI ETUTOR (8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO:
AUTOAPPRENDIMENTO ED
INSEGNAMENTO DELL'AUTONOMIA
CIRCOLO DI STUDIO: CIRCOLO
ARIANNA
2005
Aggiornamento
culturale
€
2.354,00
30
ASSOCIAZIONE
CHIAROSCURO
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
2.545,00
30
ASSOCIAZIONE
CHIAROSCURO
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
€
4.574,00
30
L`ALTRA CITTA`
adulti
C4
€
2.680,00
30
CENTRO CO.ME.TE
adulti
C4
€
2.680,00
30
CENTRO CO.ME.TE
adulti
C4
€
3.410,41
30
CTP DI ARCIDOSSO
(GR)
adulti
C4
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
€
3.000,00
30
adulti
C4
€
3.060,00
30
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.408,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: CIRCOLO
BABELE (28/03/07)
2007
Aggiornamento
culturale
€
4.300,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: CIRCOLO
DELL'AIUTO
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.734,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: CURARE LA
SCHIENA CHIEDENDO AIUTO ALLA
PSICHE (30/06/2005)
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.380,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: DISCIPLINE
DEL BENESSERE E REALTA'
REGIONALE (15/09/05)
2005
Aggiornamento
culturale
€
1.510,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: EYES WIDE
SHUT (8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO: EYES WIDE
SHUT 1 (8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO: IL DISAGIO
SCOLASTICO (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: IL
RILASSAMENTO NELLA
PROMOZIONE DEL BENESSERE
PSICOFISICO (15/09/05)
2006
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
€
3.650,00
30
CENTRO SOCIALE
ANZIANI ``PACE``
ASSOCIAZIONE
ITALIANA PERSONE
DOWN ONLUS
SOCIETA`
COOPERATIVA
PORTAPERTA ONLUS
SOCIETA`
COOPERATIVA
PORTAPERTA ONLUS
CENTRO DI
SOLIDARIETA` DI
GROSSETO ONLUS
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
CENTRO CO.ME.TE
adulti
C4
€
3.650,00
30
CENTRO CO.ME.TE
adulti
C4
€
2.680,00
30
CENTRO CO.ME.TE
adulti
C4
€
4.382,00
30
ASSOCIAZIONE
CULTURALE:CENTRO
STUDI PER LA
RICERCA E
EDUCAZIONE
PSICOSOMATICA
adulti
C4
2005
2005
2006
2006
2005
2006
2005
2005
Pag 30 di 48
KORE
CIRCOLO DI STUDIO: ITALIANO PER
DONNE EXTRACOMUNITARIE
(8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO:
L`ASSOCIAZIONE CHE NON C`E`
2006
Aggiornamento
culturale
€
3.650,00
30
CENTRO CULTURALE
ISLAMICO
adulti
C4
2007
Aggiornamento
culturale
€
2.525,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: LE MEDICINE
ALTERNATIVE A CONFRONTO:
IMPARIAMO A
CONOSCERLE(15/09/05)
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.895,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: LE TECNICHE
DI RILASSAMENTO (08/05/06)
2007
Aggiornamento
culturale
€
4.224,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO:
L'INTEGRAZIONE DELLE DONNE
EXTRACOMUNITARIE-DIRITTI E
DOVERI DEL SOGGIORNANTE IN
ITALIA (15/09/05)
CIRCOLO DI STUDIO: MEMORIA E
MIGRAZIONI, SCENARI DI VITA E DI
LAVORO NELLE DINAMICHE DI
CAMBIAMENTO (1)
CIRCOLO DI STUDIO: MEMORIA E
MIGRAZIONI. SCENARI DI VITA E DI
LAVORO NELLE DINAMICHE DI
CAMBIAMENTO (2)
CIRCOLO DI STUDIO: MIGLIORARE
LA QUALITà DELLA VITA PER
AIUTARE GLI ALTRI
CIRCOLO DI STUDIO: NON E' MAI
TROPPO TARDIALFABETIZZAZIONE....(8/05/2006)
CIRCOLO DI STUDIO: PC CON ''LA
MAGIA DI UN SORRISO''
2005
Aggiornamento
culturale
€
5.400,00
30
ARCI NUOVA
ASSOCIAZIONE COMITATO
PROVINCIALE
GROSSETO
ASSOCIAZIONE
CULTURALE:CENTRO
STUDI PER LA
RICERCA E
EDUCAZIONE
PSICOSOMATICA
KORE
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
CONFCONSUMATORIFEDERAZIONE
PROV.LE DI
GROSSETO
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
4.435,00
30
COOPERATIVA I
QU.O.RI
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
4.435,00
30
COOPERATIVA I
QU.O.RI
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
3.106,00
30
adulti
C4
2006
Aggiornamento
culturale
€
3.610,00
30
ASSOCIAZIONE
ITALIANA PERSONE
DOWN ONLUS
IMPRESA VERDE
GROSSETO s.r.l
adulti
C4
2005
Aggiornamento
culturale
€
2.000,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: STILE DI VITA
DEI PAZIENTI EPILETTICI ( 08/05/06 )
2007
Aggiornamento
culturale
€
3.415,00
30
adulti
C4
CIRCOLO DI STUDIO: STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE (15/09/05)
COMUNICARE NEL SOCIALE
(AGGIORNAMENTO)
2005
Aggiornamento
culturale
Aggiornamento
culturale
€
4.574,00
30
ASSOCIAZIONE
ITALIANA PERSONE
DOWN ONLUS
AMMINISTRAZIONE
PROVINCIALE DI
GROSSETO SETTORE F.P.
L`ALTRA CITTA`
adulti
C4
€
21.600,00
60
CINEMA TEATRO LUX
donne
occupate
E1
2003
Pag 31 di 48
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
la creazione
d'impresa
Formazione per
la creazione
d'impresa
€
56.160,00
260
CINEMA TEATRO LUX
donne
occupate
E1
€
27.000,00
100
COOPERATIVA
SOCIALE AGAPE ARL
operatori del
sociale
D3
€
53.000,00
350
donne
disoccupate
D3
2006
Formazione post
ciclo universitario
€
750
CONSORZIO
NAZIONALE PER LA
FORMAZIONE E LA
RICERCA ASSOFORR
SCARL
PRATIKA
giovani laureati
pagamento
2006
Aggiornamento
professionale e
tecnico
Aggiornamento
professionale e
tecnico
Aggiornamento
professionale e
tecnico
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
€
30.000,00
150
CORAli
adulti
C4
€
25.000,00
100
adulti
C4
€
32.360,00
150
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
L`ALTRA CITTA`
adulti
C4
€
87.787,40
600
ENAIP Toscana
extracomunitari
B1
Formazione per
la creazione
d'impresa
Aggiornamento
professionale e
tecnico
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Formazione post
diploma
€
75.975,00
500
COOPERATIVA
HEIMAT SCRL
adulti
D3
€
31.396,14
150
OUVERTURE
SERVICE SRL
C4
€
86.400,00
605
ENAIP Toscana
giovani
diplomati o
qualificati
disoccupati
approccio
preventivo
€
61.896,14
600
OPERATORE PER
LE MARGINALITA'
SOCIALI - Profilo
non più attivabile
giovani
diplomati o
qualificati
C3
81.605,00
600
CONSORZIO
NAZIONALE PER LA
FORMAZIONE E LA
RICERCA ASSOFORR
SCARL
L`ALTRA CITTA`
A2
600
ENAIP Toscana
ESPERTO
PEDAGOGISTA
RELAZIONALE
disoccupati
approccio
preventivo
operatori del
sociale
COMUNICARE NEL SOCIALE
(PERFEZIONAMENTO)
2003
CORSO DI FORMAZIONE PER
SOCI/OPERATORI DI COOPERATIVE
SOCIALI (AULA)
DONNA E DONNA. PER LA
CREAZIONE DI UNA COOPERATIVA
SOCIALE
2003
ESPERTO CONSULENTE DI
ORIENTAMENTO
ESPERTO IN BILANCIO DI
COMPETENZE E PORTFOLIO
DIGITALE
IL RUOLO DELL'OPERATORE NELLA
RELAZIONE CON L'UTENTE
PSICHIATRICO
LA CITTA` COMPETENTE
2003
2006
2006
MEDIATORE CULTURALE
LINGUISTICO PER IMMIGRATI
2005
ONIPPO
2005
OPERATORE CASA FAMIGLIA
2006
OPERATORE FAMILIARE PER
L'INFANZIA
2005
OPERATORE PER LE MARGINALITA'
SOCIALE
2003
OPERATORE SOCIO CULTURALE
2005
Formazione postobbligo formativo
€
PEDAGOGISTA RELAZIONALE
2007
Formazione post
ciclo universitario
€
-
-
Pag 32 di 48
ESPERTO
CONSULENTE DI
ORIENTAMENTO
TECNICO
QUALIFICATO IN
MEDIAZIONE
CULTURALE E
LINGUISTICA PER
IMMIGRATI
A2
pagamento
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Formazione per
la creazione
d'impresa
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione per
occupati (o
formazione
continua)
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Aggiornamento
culturale
€
2.476,65
56
IAL CISL TOSCANA
donne
occupate
D1
€
10.783,50
229
IAL CISL TOSCANA
donne
occupate
D1
€
86.000,00
600
FORMIMPRESA
soggetti
svantaggiati
B1
€
85.000,00
700
ATLANTE
donne
disoccupate
D3
€
10.800,00
145
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
33.600,00
320
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
2.400,00
30
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
1.200,00
10
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
12.000,00
13
COOP.VA SOCIALE
ARCOBALENO
operatori del
sociale
D1
€
43.500,00
325
ATHENA SRL
donne
disoccupate
E1
€
23.144,00
150
adulti
C4
2006
Formazione post
diploma
€
-
600
BRITISH SCHOOL DI
GAONKAR
NARENDRA
SAKHARAM & C DI
GROSSETO (GR)
DIREZIONE
DIDATTICA
FOLLONICA DI
FOLLONICA (GR)
giovani
diplomati o
qualificati
assentiti
2007
Formazione post
€
-
600
giovani
pagamento
PERFEZIONAMENTO FIGURE
PROFESSIONALI CENTRO AIRRI.
(FAD)
2003
PERFEZIONAMENTO FIGURE
PROFESSIONALI CENTRO
AIRRI.ATTIVITA DI FORMAZIONE
2003
PROGETTO ARTEMISIA.
OPERATRICE PER LA MARGINALITA'
SOCIALE
2005
PROGETTO PENELOPE.PERCORSI
DI CREAZIONE D IMPRESA E
QUALIFICAZIONE SOCIALE
QUALITà E PERFORMANCE
DELL`IMPRESA SOCIALE: PER
COORDINATORI
2005
QUALITà E PERFORMANCE
DELL`IMPRESA SOCIALE: PER
DIRIGENTI
2005
QUALITà E PERFORMANCE
DELL`IMPRESA SOCIALE: PER
DIRIGENTI E COORDINATORI
2005
QUALITà E PERFORMANCE
DELL`IMPRESA SOCIALE: PER SOCI
2005
QUALITà E PERFORMANCE
DELL`IMPRESA SOCIALE: PLENARIA
2005
SPECIALIZZAZIONE ALZEHIMER E
DEMENZA SENILE
2004
TAKING CARE OF CHILDREN
(PACCHETTO FORMATIVO)
2003
TECNICO QUALIFICATO IN
MEDIAZIONE CULTURALE E
LINGUISTICA PER IMMIGRATI
TECNICO QUALIFICATO PER
2005
L`ALTRA CITTA`
Pag 33 di 48
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
TECNICO
QUALIFICATO IN
MEDIAZIONE
CULTURALE E
LINGUISTICA PER
IMMIGRATI
TECNICO
L`ANIMAZIONE DI COMUNITA`
diploma
TECNICO QUALIFICATO PER LA
GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
NEL TERZO SETTORE
2007
Formazione post
diploma
€
TELE ASSISTENZA EFFICACE
2005
€
OPERATRICE DELL'ASSISTENZA
FAMILIARE
2005
Formazione
finalizzata al
reinserimento
lavorativo
Aggiornamento
culturale
€
119
€ 1.793.652,68
Totali
-
600
L`ALTRA CITTA`
103.540,00
660
COOPERATIVA
USCITA DI
SICUREZZA
48.960,10
228
ARCI NUOVA
ASSOCIAZIONE COMITATO
PROVINCIALE
GROSSETO
28.876
35
QUALIFICATO PER
L'ANIMAZIONE DI
COMUNITÀ
TECNICO
QUALIFICATO PER
LA GESTIONE
DELLE RISORSE
UMANE NEL
TERZO SETTORE
ADDETTO
ALL'ASSISTENZA
DI BASE
diplomati o
qualificati
FORMAZIONE
OBBLIGATORIA
PER OPERARE
NELL'AMBITO
DELL'ASSISTENZA
FAMILIARE
8
giovani
diplomati o
qualificati
pagamento
disoccupati
approccio
curativo
A2
extracomunitari
B1
3 bis – L’offerta formativa per il sociale del sistema di istruzione provinciale
- Istituto “A. Rosmini”
L’Istituto di Istruzione Superiore Statale "A. Rosmini" a Grosseto ha due sedi: in via Porciatti e presso la Cittadella dello studente,
([email protected] - www.rosminigr.it ) ed eroga servizi formativi in due ambiti delle scienze sociali.
Titolo di studio conseguito: Diploma Scienze Sociali (Durata del corso di studi: anni 5)
Questo liceo si allinea allo standard della formazione scolastica europea che prevede un corso di studi di Scienze sociali. Offre allo studente
strumenti di lettura ed interpretazione della realtà civile e sociale. Infatti, oltre alle discipline specifiche della preparazione liceale, sono presenti
discipline che consentono la conoscenza di due lingue straniere, lo studio e l'uso dei linguaggi non verbali e multimediali, nonché i saperi
fondamentali in campo economico e giuridico e che promuovono l'avvio di una consapevolezza di sè e degli altri e l'uso di una metodologia
adeguata all'analisi dei fenomeni culturali e sociali
Proseguimento degli studi: accesso a tutte le facoltà universitarie in particolare Psicologia, Sociologia, Scienze della Comunicazione, Scienze
Sociali, Operatori di Pace, Consiglieri di Orientamento, Giurisprudenza e Scienze Politiche.
Possibilità d’impiego: come esperto di comunicazione, operatore educativo, operatore sociale, animatore culturale, animatore pedagogico e di
comunità, mediatore culturale.
Titolo di studio conseguito: Diploma Socio-psico-pedagogico (Durata del corso di studi: anni 5)
E’ un corso di studi che offre adeguate basi culturali per la prosecuzione in studi universitari specifici e orienta verso attività rivolte al “sociale” con
predominanti valenze culturali ed educative e con riferimento ad aspetti relazionali e di comunicazione. E’ caratterizzato dalla presenza
significativa delle discipline appartenenti all’area delle scienze umane e sociali, della storia e filosofia, conoscenze fisiche e neurobiologiche.
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Proseguimento degli studi: accesso a tutte le facoltà universitarie e a corsi post-secondari legati al mondo del sociale.
Possibilità d’impiego: presso amministrazioni statali, parastatali, provinciali e comunali nella carriera di concetto e ovunque venga richiesto il
possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore.
- Istituto Professionale di Stato “Luigi Einaudi”
Indirizzo Servizi Sociali - Grosseto
La tipologia delle qualifiche e dei diplomi:
- Operatore dei Servizi Sociali (terzo anno)
equipollente con delibera n. 695 del 4 luglio 2003 alla qualifica di Addetto assistente familiare e con un corso di formazione di 60 ore Addetto
all’assistenza di base.
- Tecnico dei Servizi Sociali (quinto anno)
equipollente con delibera n. 695 del 4 luglio 2003 attraverso un corso di formazione di 200 ore alla qualifica di Operatore socio-sanitario.
Psicologia, sociologia, diritto, storia dei paesi emergenti, lingue sono la base di questa nuova professionalità che consente al tecnico di intervenire
nei settori della cooperazione internazionale, della gestione delle urgenze, del management no profit.
La scuola offre gli strumenti conoscitivi e le opportunità di contatto con gli organismi che già operano nel settore al fine di formare un professionista
che opera nel mondo multiculturale di oggi. Il percorso formativo favorisce il proseguimento degli studi nelle facoltà di Psicologia, Scienze del
servizio sociale, Scienze Sociali per la cooperazione e lo sviluppo, Programmazione e gestione delle
politiche e dei servizi sociali, Scienze dell’educazione, Scienze infermieristiche.
Per gli studenti che non intendono proseguire gli studi oltre il diploma, vi sono sbocchi occupazionali nelle strutture, sia pubbliche che private, nei
settori educativi e sociali (strutture per l’infanzia, asili nido, ludoteche, centri di aggregazione sociale per adolescenti, case di riposo), nel
volontariato, nelle cooperative, nelle strutture sociali, nelle comunità e nel terzo settore.
Diplomati nell’anno scolastico 2006/07: 61 di cui 14 maschi e 47 femmine.
Diplomati nell’anno scolastico 2007/08: 42 di cui 11 maschi e 31 femmine.
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4. La mappa delle figure professionali del settore sociale e socio
sanitario
4.1. Repertorio Regionale delle figure professionali
Per il settore dei “servizi socio assistenziali”, il RRFP descrive n. 6 figure professionali:
cod. 113 - addetto alle operazioni di assistenza della persona di tipo igienico,
sanitario, relazionale e sociale
cod. 114 - addetto alle operazioni di supporto nella gestione domestica e di
assistenza nella cura della persona
cod. 111 - responsabile del coordinamento e realizzazione della progettazione di
interventi socio-sanitari
cod. 112 - responsabile della direzione e coordinamento del funzionamento di
struttura/servizi sociali e sociosanitari
cod. 115 - tecnico delle attività di studio, analisi e programmazione di interventi
sociali
cod. 116 - tecnico delle attività/servizi di facilitazione dell'integrazione socio-culturale
di cittadini stranieri
Va ricordato che allo stato attuale (2009), le professioni sociali riconosciute a livello
nazionale sono una figura di base, l’operatore socio-sanitario (OSS) che si forma con
1000 ore dopo la scuola dell’obbligo, e tre figure laureate: l’assistente sociale e
l’educatore professionale che richiedono una laurea triennale (con possibilità di un
ulteriore biennio di specializzazione non vincolante ai fini dell’accesso alla professione), e
lo psicologo che necessita invece di una laurea specialistica.
L’assistente sociale (Legge 84/93 “Ordinamento della professione di assistente sociale e
istituzione dell’Albo professionale”) e lo psicologo (Legge 56/1989 ) sono dotati anche di
un riconoscimento giuridico della professione per l’esistenza di Albi e Ordini professionali).
Altre figure laureate sollecitano da tempo un riconoscimento nazionale del loro nell’ambito
dei servizi sociali: è il caso tra le altre del sociologo e del pedagogista.
Per l’educatore professionale il riconoscimento è a tutt’oggi solo parziale: la professione è
stata infatti definita dal Ministero della Sanità (Decreto n. 520/98)14 in relazione
all’educatore professionale abilitato ad operare nel comparto sanitario (Laurea in
Medicina).
E’ noto che il RRFP ha esplicitamente rinunciato a descrivere le figure professionali che
ricadono sotto normative nazionali e pertanto le sopra citate figure nazionali non sono
trattate dal RRFP.
Tuttavia, per quanto riguarda l’Operatore Socio Sanitario, anche essa figura normata
(Accordo Stato Regioni 22 febbraio 2001), pur essendo assente come tale nel RRFP, la
figura cod. 113 è proprio ad essa che fa riferimento, come peraltro è confermato dal
campo “collocazione organizzativa” dove si fa esplicita menzione all’OSS.
A questo proposito è necessario chiarire la distinzione tra la figura dell’OSS, la figura 113
descritta dal RRFP ed il profilo della Regione Toscana ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI
Pag 36 di 48
BASE 9: “L’AAB è una professionalità che opera prevalentemente nel settore della sanità e
assistenza sociale. Si occupa di assistenza diretta, specie in situazioni di bisogno
particolari, e di cura dell'ambiente di vita, sia a domicilio dell'utente che nelle strutture di
cura residenziali. Opera in collegamento con i servizi e con le risorse sociali”.
Requisiti di ingresso: Istruzione primo ciclo, diploma di scuola secondaria di primo ciclo
oppure assolvimento di obbligo scolastico con licenza elementare + esperienza lavorativa
triennale; compimento del 18° anno di età alla data di avvio del percorso formativo e
certificazione di sana e robusta costituzione fisica, ai sensi della legislazione vigente e in
data non anteriore a tre mesi
Sbocchi occupazionali; servizi di assistenza domiciliare; residenze sanitarie assistenziali e
strutture tutelari; cooperative sociali; centri diurni.
Durata ore 600.
Ai sensi dell'art.21 dell'allegato 1 "Regolamento del corso di formazione per Operatore
Socio Sanitario" al DGR 867 del 05-08-2002, l'attestato di qualifica di O.S.A. (Operatore
Socio Assistenziale) rilasciato ai sensi della LEGGE 845/78 e' equiparato a quello di
A.A.B. (Addetto all'Assistenza di Base)”.
L’analisi per competenze professionali porta legittimamente a pensare che tra l’AAB,
l’OSS e la figura 113 non vi siano sostanziali differenze.
Ed infatti non è tanto sul contenuto delle competenze che vanno individuate le differenze,
quanto nel percorso giuridico-amministrativo che ha portato le strutture residenziali
sanitarie di ambito pubblico a riconoscere la figura dell’OSS parallelamente alle difficoltà di
reclutamento degli infermieri professionali (ricordiamo che la qualifica OSS implica 1.000
ore di formazione).
Le strutture private invece, dovendo sottostare a minori vincoli amministrativi, possono
reclutare una figura che sul piano dei requisiti formativi è meno impegnativa (600 ore) e
può essere inquadrata contrattualmente ad un livello inferiore.
In sostanza nelle strutture pubbliche la precedente figura dell’infermiere generico non
esiste più da parecchi anni ed è stata sostituita dall’OSS ai quali, causa la forte carenza di
infermieri professionali, si vorrebbe affidare mansioni di natura sanitaria, sebbene
l’accordo stato regioni 22/02/2001 lo escluda.
La figura dell’OSA nacque negli anni 80 per favorire la riqualificazione e riconoscimento
professionale del personale generico operante nelle strutture residenziali per anziani.
Come recita la DGR 867 del 05/08/2002, la figura OSA è stata equiparata all’AAB e di
fatto le strutture private Toscane oggi reclutano prevalentemente figure di AAB.
L’altra importante differenza risiede nel fatto che in Toscana la formazione professionale
dell’OSS è gestita dalle ASL mentre la formazione dell’AAB è delegata alle Province.
Pertanto il RRFP con la figura cod. 113 fa riferimento, con la modalità della “banda larga”
alla figura dell’AAB.
E’ peraltro interessante analizzare come gli operatori del settore si rappresentano i confini
tra queste figure. Potremmo riassumere dicendo che il campo dell’assistenza sociosanitaria di base vede nel nostro paese un fortissimo incremento di domanda che trova
risposta sempre più nel personale femminile straniero ed extracomunitario.
Statisticamente il principale accesso al mercato del lavoro italiano per una donna straniera
è il ruolo di badante (o assistente familiare). Dopo alcuni anni, molte di queste persone
capiscono che è possibile migliorare la propria posizione lavorativa acquisendo la qualifica
di AAB, e ciò spiega (anche per Grosseto) la forte richiesta di formazione che proviene
dalle donne straniere ed anche la grande offerta di corsi privati a pagamento. Con la
qualifica AAB è possibile fare il salto dal datore di lavoro “famiglia” al datore di lavoro
“impresa”, conseguendo se non altro maggiore stabilità e regolarizzazione del rapporto di
lavoro. Successivamente si diventa consapevoli della possibilità di un ulteriore passo
verso la stabilizzazione del rapporto di impiego, partecipando ai concorsi pubblici per
l’assunzione di OSS, la cui qualifica si può ottenere in modo abbreviato grazie ai crediti
formativi maturati con il titolo di AAB (ferma restando la normativa sulla cittadinanza per
9
Tratto da: Regione Toscana, Data Base Fondo Sociale Europeo, su:http://ius.regione.toscana.it/cgibin/fp/fpibo?profili:2801011;main
Pag 37 di 48
l’accesso al pubblico impiego). Si badi bene che questa rappresentazione dei percorsi di
carriera, per quanto “popolare”, fotografa un dato fattuale più reale delle stesse previsioni
di legge.
La figura cod. 114, coincide con la figura comunemente denominata “badante” o da
alcune regioni denominata “assistente familiare”. Si tratta di una figura di crescente
rilevanza per la quale – nonostante l’assenza di una specifica normativa - si segnalano
numerose iniziative locali volte alla prima qualificazione ed aggiornamento professionale
ed anche esperienze di certificazione delle competenze e gestione di liste o albi certificati
al fine di favorire i processi di incontro domanda offerta.
La figura cod. 111 (coordinamento e progettazione di interventi socio sanitari) è una
figura che opera tipicamente nelle imprese sociali e gestisce soprattutto la fase di stesura
dei progetti a bando pubblico.
La figura cod. 112 invece opera nella direzione delle strutture socio-sanitarie (pubbliche o
private). Pur non essendo normata questa figura riveste una crescente importanza e
spesso i bandi di concorso pubblico facendo riferimento a questa figura, indicano vari mix
di titoli di studio (laurea, assistente sociale, scienze politiche) e di esperienza lavorativa
preso strutture socio-sanitarie. A questo scopo alcune Regioni (non la Toscana) hanno
formalizzato uno specifico attestato di R.A.A.-Responsabile Attività Assistenziali
conseguibile mediante percorso formativo ed un numero minimo di anni di esperienza
lavorativa nell’ambito socio-sanitario.
La figura cod. 115 (analisi, studio e programmazione) descrive invece un ambito
professionale che tuttora non trova in Regione alcuna forma di riconoscimento, né di legge
né di fatto e rappresenta un tentativo di anticipazione verso un auspicabile scenario di
valorizzazione del lavoro di ricerca applicato al contesto dei servizi sociali.
Infine la figura cod. 116 (facilitazione dell'integrazione socio-culturale di cittadini stranieri)
ripercorre in qualche modo i tratti della figura che tipicamente passa sotto la
denominazione del “mediatore interculturale” già riconosciuto dalle Regioni Liguria, Emilia
Romagna, Lazio e Province autonome di Trento e Bolzano10.
Questa figura presenta una complessità e varietà di declinazioni a seconda dei contesti
regionali: in Campania e Veneto passa sotto la denominazione di “Mediatore culturale”, in
Emilia Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Trento e Bolzano, passa sotto la definizione di
“mediatore interculturale”. In Toscana esiste il profilo formativo di TECNICO
QUALIFICATO IN MEDIAZIONE CULTURALE E LINGUISTICA PER IMMIGRATI che è
un corso post diploma o reinserimento lavorativo extracomunitari di 600 ore, realizzato in
anni recenti anche dalla Provincia di Grosseto. In regione Lazio si chiama “mediatore
interculturale” ed è stato istituito un apposito albo.
Queste denominazioni celando paradigmi differenti, privilegiano ora gli elementi culturali
della relazione tra mondi diversi, ora gli aspetti dell’interpretariato e della traduzione
linguistica. Di fatto la mobilità interregionale dei professionisti che hanno acquisito questi
titoli è fortemente ostacolata dal loro riferimento locale e dai diversi percorsi formativi che
hanno seguito11.
Peraltro, sotto il versante linguistico, in questi anni recenti si è sviluppata notevolmente
l’offerta formativa universitaria12, mentre la programmazione regionale della formazione
10
G. Daniele; Sul crinale: riflessioni intorno alla mediazione interculturale; ISFORCOOP, Genova, 2007.
G. Daniele; Sul crinale: riflessioni intorno alla mediazione interculturale; ISFORCOOP, Genova, 2007.
12
Si veda la Scuola superiore per mediatori linguistici di Pisa che rilascia il DIPLOMA DI LAUREA IN
SCIENZE DELLA MEDIAZIONE LINGUISTICA classe L-12 se conseguito nelle Università Statali Il
Corso di Laurea in Mediazione Linguistica ha durata triennale, corrispondente a 180 crediti formativi
universitari ed ha lo scopo di fornire agli studenti una solida formazione culturale, di base e linguistica, di
livello superiore in almeno due lingue straniere, oltre all’italiano, e nelle relative culture, nonché di sviluppare
specifiche competenze linguistico-tecniche orali e scritte adeguate alle professionalità proprie dell’area
mediazione linguistica.
11
Pag 38 di 48
professionale vive un momento di stasi e riflessione. In Toscana negli ultimi anni sono
infatti stati istituiti corsi di vario livello per formare la figure del Mediatore interculturale
(post laurea o formazione post diploma con il conseguimento della relativa qualifica). I
contenuti e le tipicità di questa figura professionale fanno sì che in genere sia un cittadino
straniero con una ottima conoscenza delle lingua italiana, sia scritta che orale. Tuttavia si
fanno sentire segnali di scarsi sbocchi occupazionali per questi professionisti e l’offerta
formativa ne deve tenere conto.
4.2 I profili formativi approvati dalla Regione Toscana
Nel database regionale del Fondo Sociale Europeo, sezione Profili Formativi, sono
descritti i profili approvati dalla Regione Toscana (al Febbraio 2009).
La tabella seguente riporta un sintetico elenco, distinguendo i tre comparti servizi sociali,
servizi sanitari e servizi educativi. In grassetto sono evidenziati i profili che sono stati
attivati dalla formazione professionale in provincia di Grosseto negli anni 2003-2007.
La seguente tabella è particolarmente importante poiché illustra il potenziale campo
d’azione della formazione professionale provinciale e regionale, nonché lo specifico
campo d’azione riservato alle Università.
Comparto Servizi Sociali
(36 di cui 5 non + attivabili)
Ore
Requisiti
ADDETTO ALL'ASSISTENZA DI
BASE
600
ADDETTO ASSISTENTE
FAMILIARE
ora:
FORMAZIONE OBBLIGATORIA
PER OPERARE NELL'AMBITO
DELL'ASSISTENZA FAMILIARE
300
TECNICO QUALIFICATO
ANIMATORE DEL MERCATO
DEL LAVORO
ESPERTO CONSULENTE DI
ORIENTAMENTO
600
ESPERTO MEDIATORE
FAMILIARE
600
ESPERTO PEDAGOGISTA
RELAZIONALE
600
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola secondaria di
primo ciclo; oppure assolvimento di obbligo scolastico
con licenza elementare + esperienza lavorativa
triennale
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola secondaria di
primo ciclo - coloro che devono assolvere il dirittodovere come previsto dalla L.53/2003,devono anche
aver frequentato almeno un anno di percorso di
Istruzione secondo ciclo; oppure assolvimento di
obbligo scolastico con licenza elementare +
esperienza lavorativa triennale compimento del 18°
ISTRUZIONE SECONDO CICLO oppure di primo ciclo
+ esperienza lavorativa biennale nel settore
Livello europeo della qualifica III c.
ISTRUZIONE UNIVERSITARIA: diploma di laurea di
1° livello Area umanistica o psico-pedagogica oppu re
diploma di laurea di 1° livello + 1 anno di esperie nza
nel settore.
Livello europeo della qualifica V b.
Istruzione universitaria: diploma di laurea di 1° livello corso di laurea in psicologia, sociologia,
giurisprudenza, neuropsichiatria infantile, psichiatria,
scienze dell'educazione, pedagogia; oppure Corso di
laurea per Assistente Sociale
Istruzione universitaria: Facoltà di Scienze della
Formazione, di Psicologia, di Lettere e Filosofia, corsi
di laurea attinenti.
TRATTASI DI PROFILO DI SPECIALIZZAZIONE LA
CUI PRESENTAZIONE E APPROVAZIONE DEL
RELATIVO ESITO E' PRECEDENTE ALLA DGR 249
DEL 14/02/2005.
PROFILO DI SPECIALIZZAZIONE APPROVATO
CON D.D.2824 DEL 20.05.05
diploma di scuola media superiore o laurea
750
ESPERTO PER LA MEDIAZIONE
DEL LAVORO - Profilo non più
attivabile
OPERATORE CULTURALE Profilo non più attivabile
600
Pag 39 di 48
OPERATORE FAMILIARE PER
L'INFANZIA - Profilo non più
attivabile
OPERATORE PER LE
MARGINALITA' SOCIALI –
Profilo non più attivabile
OPERATORE SOCIALE DI
STRADA - Profilo non più
attivabile
600
licenza di scuola media e compimento del 18° an no si
età
600
ESPERTO IN SOCIAL QUALITY
-
TECNICO ESPERTO DELLA
DOCUMENTAZIONE SOCIALE
-
TECNICO ESPERTO DELLA
PROGETTAZIONE SOCIALE
-
TECNICO ESPERTO DI
COOPERAZIONE ALLO
SVILUPPO
TECNICO ESPERTO IN
AGENZIA DEL LAVORO
-
TECNICO ESPERTO IN
BIOETICA
-
TECNICO ESPERTO IN
GESTIONE DI STRUTTURE
SANITARIE ASSISTENZIALI E
ASSISTITE
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE E
TRASFORMAZIONE DEI
CONFLITTI SOCIALI E
INTERCULTURALI
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE LINGUISTICA E
CULTURALE NEI FENOMENI
MIGRATORI
-
* diploma di scuola media superiore
* esperienze nel settore socioeducativo
* studi specifici nel settore
diploma di scuola media superiore
esperienza nel settore socioeducativo,
titoli specifici del settore (educatore professionale,
educatore di comunità)
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
600
-
-
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
-
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE DEI CONFLITTI E
CONCILIAZIONE SOCIALE
TECNICO ESPERTO NEL
SETTORE DELLA TUTELA
ANTIDISCRIMINATORIA
TECNICO ESPERTO NELLE
RELAZIONI DI AIUTO PER LE
MARGINALITA' SOCIALI
TECNICO ESPERTO NELLE
RELAZIONI EDUCATIVE
-
TECNICO ESPERTO PER IL
SEGRETARIATO SOCIALE
-
TECNICO ESPERTO PER
L'INSERIMENTO LAVORATIVO
NELLA MARGINALITA' SOCIALE
TECNICO ESPERTO PER LA
MARGINALITA' MINORILE ED
ADOLESCENZIALE IN AMBITO
-
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
-
-
-
-
Pag 40 di 48
FAMILIARE ED EXTRA
FAMILIARE
TECNICO ESPERTO PER LA
MEDIAZIONE SOCIALE E
PENALE
TECNICO QUALIFICATO IN
MEDIAZIONE CULTURALE E
LINGUISTICA PER IMMIGRATI
-
600
TECNICO QUALIFICATO IN
MUSICOTERAPIA
1400
TECNICO QUALIFICATO NEI
SERVIZI DI ASSISTENZA
RIVOLTI ALLE MARGINALITA'
SOCIALI
700
TECNICO QUALIFICATO PER
L'ANIMAZIONE DI COMUNITÀ
600
TECNICO QUALIFICATO PER
LA GESTIONE DELLE RISORSE
UMANE NEL TERZO SETTORE
TECNICO QUALIFICATO PER LA
GESTIONE DI SERVIZI AL
LAVORO
600
TECNICO QUALIFICATO PER LA
600
600
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE
UNIVERSITA’
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento per le persone di nazionalità italiana
competenze di lingua inglese o francese al livello
ALTE B1, per le persone di nazionalità estera,
competenze di lingua italiana al livello ALTE B1
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale)+ licenza di
Teoria e Solfeggio; oppure Formazione professionale:
qualifica professionale di II livello corrispondente a
profilo professionale nel settore/subsettore di
riferimento + licenza di Teoria e Solfeggio; oppure
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola secondaria di
primo ciclo + esperienza lavorativa biennale nel
settore di riferimento + licenza di Teoria e Solfeggio
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento.
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento
ISTRUZIONE SECONDO CICLO oppure di primo ciclo
+ esperienza lavorativa biennale nel settore
Livello europeo della qualifica III c.
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
Pag 41 di 48
PROGRAMMAZIONE ED
ORGANIZZAZIONE DI
INTERVENTI/SERVIZI
SOCIOEDUCATIVI
TECNICO QUALIFICATO NELLE
ARTI DI CLOWNERIE NELLE
STRUTTURE SANITARIE E
SOCIO-SANITARIE (CLOWN IN
CORSIA)
620
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento.
ISTRUZIONE SECONDO CICLO
Comparto Servizi Sanitari
(8)
Ore
Requisiti
ADDETTO ASSISTENTE
DENTISTA
1200
ESPERTO DEL BENESSERE
ANIMALE
FORMAZIONE OBBLIGATORIA
PER ADDETTO AL PRONTO
SOCCORSO IN AZIENDE DI
GRUPPO A
-
FORMAZIONE OBBLIGATORIA
PER ADDETTO AL PRONTO
SOCCORSO IN AZIENDE DI
GRUPPO B e C
12
FORMAZIONE OBBLIGATORIA
PER MICOLOGO
TECNICO ESPERTO BIOLOGO
PER ATTIVITA' SANITARIA
PREVENTIVA E DI SOSTEGNO
TECNICO QUALIFICATO IN
APPARECCHIATURE
ELETTROMEDICALI
240
TECNICO QUALIFICATO
OTTICO
(corso biennale)
1920
TECNICO QUALIFICATO
OTTICO
(corso triennale)
3060
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola secondaria di
primo ciclo - coloro che devono assolvere il dirittodovere come previsto dalla L.53/2003 devono anche
aver frequentato almeno un anno di percorso di
Istruzione secondo ciclo; oppure assolvimento di
obbligo scolastico con licenza elementare +
esperienza lavorativa triennale
MODULO PROFESSIONALIZZANTE RISERVATO
ALLE UNIVERSITA’
Art. 3 co. 2 D.M. n. 388 del 15 luglio 2003: La
formazione dei lavoratori è svolta da personale medico
in collaborazione, ove possibile, con il sistema di
emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello
svolgimento della parte pratica della formazione il
medico può avvalersi della collaborazione di personale
infermieristico o di altro personale specializzato.
Art. 3 co. 2 D.M. n° 388 del 15 luglio 2003: La
formazione dei lavoratori è svolta da personale medico
in collaborazione, ove possibile, con il sistema di
emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello
svolgimento della parte pratica della formazione il
medico può avvalersi della collaborazione di personale
infermieristico o di altro personale specializzato.
Decreto 29 novembre 1996 n. 686 Min. Sanità; L.R. 22
marzo 1999 n. 16; D.G.R. 1315 del 3 dicembre 2001.
ISTRUZIONE SECONDO CICLO oppure Iscrizione ad
un corso di laurea di I livello in Scienze Biologiche
Molecolari
ISTRUZIONE SECONDO CICLO
ad indirizzo tecnico oppure FORMAZIONE
PROFESSIONALE: qualifica professionale di livello
DL33.10.1 - Fabbricazione di apparecchi
elettromedicali (compresi parti staccate e accessori,
riparazione e manutenzione)- fabbricazione di
strumenti e apparecchi utilizzati in medicina, chirurgia,
odontoiatria o veterinaria: apparecchi di
elettrodiagnosi oppure Istruzione primo ciclo +
Esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento.
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale)
Istruzione primo ciclo + possesso di un certificato
attestante l'ammissione al terzo anno di scuola
secondaria di secondo grado
16
550
600
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Comparto Servizi
Educativi (10)
Ore
Requisiti
ESPERTO DI FORMAZIONE
600
ESPERTO IN TUTORAGGIO DEI
PROCESSI FORMATIVI
TECNICO ESPERTO IN
EDUCAZIONE PER LA PRIMA
INFANZIA
600
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE SCOLASTICA
500
TECNICO ESPERTO NELLE
FUNZIONI LOGICO
MATEMATICHE NEI SETTORI
DEL SOCIALE E
DELL'ISTRUZIONE
TECNICO QUALIFICATO DELLA
COMUNICAZIONE PER NON
UDENTI
500
Istruzione universitaria: diploma di laurea di 1° livello
Competenze in almeno una lingua straniera al livello
ALTE C1
ISTRUZIONE UNIVERSITARIA: diploma di laurea di
1° livello
Istruzione secondo ciclo + ISCRIZIONE UNIVERSITA'
DEGLI STUDI: Iscrizione ad un corso di laurea di I
livello in Scienze dell'Infanzia e superamento con esito
positivo degli esami previsti nel 1° e 2° anno del Corso
di Laurea.
*Il profilo rilascia 32 Crediti Formativi Universitari
(C.F.U.)
Istruzione secondo ciclo + ISCRIZIONE UNIVERSITA'
DEGLI STUDI: iscrizione al secondo anno del corso di
laurea di 1° livello in Scienze e Tecniche dello
Sviluppo e dell'Educazione.
Istruzione secondo ciclo + Iscrizione Università degli
Studi corso di laurea di 1° livello. Conoscenza del la
lingua inglese.
TECNICO QUALIFICATO IN
TUTORAGGIO FAD
TECNICO QUALIFICATO PER
L'ORIENTAMENTO,
L'EDUCAZIONE E
L'ASSISTENZA AI MINORATI
DELLA VISTA
600
TECNICO ESPERTO NELLA
VALUTAZIONE,
OTTIMIZZAZIONE E
RIABILITAZIONE DEI PROCESSI
COGNITIVI
TECNICO ESPERTO NELLE
ATTIVITA' DI ORIENTAMENTO
500
500
1200
900
600
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento
ISTRUZIONE SECONDO CICLO oppure di primo ciclo
+ esperienza biennale nel settore
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante il
compimento del percorso relativo al secondo ciclo
dell'istruzione (sistema dei licei o sistema
dell'istruzione e formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica professionale di II
livello corrispondente a profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure Istruzione
primo ciclo: diploma di scuola secondaria di primo
ciclo + esperienza lavorativa biennale nel settore di
riferimento.
Istruzione secondo ciclo + ISCRIZIONE UNIVERSITA'
DEGLI STUDI: Iscrizione ad un corso di laurea di I
livello
Istruzione secondo ciclo + ISCRIZIONE UNIVERSITA'
DEGLI STUDI: Iscrizione ad un corso di laurea di I
livello.
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4.3. Le figure professionali emergenti a livello nazionale e nei contesti
regionali
Oltre alle figure professionali normate a livello nazionale e le figure del Repertorio
regionale toscano sopra ricordate, la letteratura esistente, le pratiche di altre regionali e lo
stesso ISFOL, avvertono circa l’emergere di nuove figure del sociale, attualmente non
comprese nel RRFP ma descritte da altri repertori regionali e spesso comunque già
previste dal repertorio dei profili formativi della stessa Regione Toscana.
Premessa
E’ utile tenere a mente che il Regolamento Regione Toscana ex art. 62 L.R. 41/2005
all’Art. 21; indica i livelli di formazione scolastica e professionale necessari per operare nel
sistema sociale integrato:
“Gli operatori sociali impiegati nelle attività del sistema integrato di cui alla l.r. 41/2005
devono possedere, in relazione al ruolo ricoperto, uno dei seguenti livelli di formazione
scolastica o professionale:
a) laurea di primo o di secondo livello negli ambiti disciplinari afferenti le aree sociale,
pedagogico-educativa e psicologica;
b) requisito di cui all’articolo 40, comma 4, lettera c) della l.r. 40/2005 13;
c) qualifica di operatore socio sanitario prevista dalla legislazione statale;
d) qualifica o diploma, rilasciato da istituto professionale o tecnico di Stato o parificato, di:
1) operatore dei servizi sociali;
2) tecnico dei servizi sociali;
3) dirigente di comunità;
e) qualifiche professionali di II, III, IV livello e di specializzazione rilasciate dal sistema
formativo regionale ed inserite nel settore sociale del “Repertorio regionale dei profili
professionali” approvato ai sensi della legge regionale 26 luglio 2002 (Testo unico della
normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento,
formazione professionale e lavoro), i cui percorsi formativi sono disciplinati dai relativi atti
amministrativi.”
Per realizzare la tabella che segue, è stata effettuata una ricerca sulla banca dati ISFOLOrfeo per l’attività formativa nei settori “Servizi sociali e sanitari” e nel settore “Servizi
educativi” disponibile in: http://old.isfol.it/BASIS/corr/screen/scheda/SF.
Sono stati inoltre consultati i repertori dei profili e delle figure professionali disponibili sul
sito del Ministero dell’Istruzione e sui siti di alcune Regioni (Veneto, Liguria, Lazio,
Campania, Puglia).
La colonna centrale contiene i riferimenti al repertorio dei profili formativi approvati dalla
Regione Toscana (cfr. par. 4.2).
Si tratta di n. 14 figure professionali (a cui si aggiungono le 6/7 figure già riconosciute a
livello nazionale, rispetto alle quali il sistema della formazione professionale provinciale
non ha competenze) sulle quali esiste una forte attenzione da parte di molta letteratura e
di molte Regioni italiane, rispetto alle quali dovrà concentrarsi l’attenzione della
programmazione formativa provinciale nei prossimi anni.
<segue tabella>
13
Iscrizione nella sezione A dell'albo di cui al combinato disposto della legge 23 marzo 1993, n. 84
(Ordinamento della professione di Assistente sociale e istituzione dell'albo professionale) e del decreto del
Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328 (Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per
l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della
disciplina dei relativi ordinamenti), Educatore professionale.
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Le figure professionali del sociale, sociosanitario e servizi educativi emergenti e/o
più significative a livello nazionale
Figura
professionale
Assistente
familiare
(badante)
Addetto
all’assistenza di
base
Operatore
prima infanzia
(o assistente
all’infanzia)
Rif. Regione Toscana
Il profilo: ADDETTO ASSISTENTE
FAMILIARE in Toscana non è più
attivabile ed ora è prevista
unicamente la FORMAZIONE
OBBLIGATORIA PER OPERARE
NELL'AMBITO DELL'ASSISTENZA
FAMILIARE aperta a chiunque
intenda operare a patto di aver
superato l’obbligo scolastico.
Vedi par. 4.1
Certificazione competenze (300 ore)
Qualifica professionale (600 ore)
Il profilo di OPERATORE FAMILIARE
PER L'INFANZIA in Toscana non è
più attivabile (dal 2007). Esistono
molti corsi privati per Operatore socio
assistenziale per l’infanzia ma sono
privi di riconoscimento. E’ previsto il
profilo di TECNICO ESPERTO IN
EDUCAZIONE PER LA PRIMA
INFANZIA
TECNICO QUALIFICATO IN
MEDIAZIONE CULTURALE E
LINGUISTICA PER IMMIGRATI
Mediatore
culturale
Animatore
sociale
Livello scolastico
e/o formativo
Secondo l’articolo 5 del Regolamento
Regione Toscana ex art. 62 L.R.
41/2005, l’animatore socio-educativo
deve possedere uno dei seguenti titoli
di studio o qualifiche professionali:
a) diploma di tecnico dei servizi
sociali;
b) diploma di dirigente di comunità;
c) attestato di qualifica rilasciato dal
sistema della formazione
professionale nel relativo profilo.
Quest’ultimo è previsto come:
TECNICO QUALIFICATO PER
L'ANIMAZIONE DI COMUNITÀ
Superamento del 2° anno del corso di
laurea in Scienze dell’Infanzia, presso le
Università,
+ 500 ore
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante
il compimento del percorso relativo al
secondo ciclo dell'istruzione (sistema dei
licei o sistema dell'istruzione e
formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica
professionale di II livello corrispondente a
profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola
secondaria di primo ciclo + esperienza
lavorativa biennale nel settore di
riferimento per le persone di nazionalità
italiana competenze di lingua inglese o
francese al livello ALTE B1, per le
persone di nazionalità estera,
competenze di lingua italiana al livello
ALTE B1,
+ 600 ore
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante
il compimento del percorso relativo al
secondo ciclo dell'istruzione (sistema dei
licei o sistema dell'istruzione e
formazione professionale); oppure
Formazione professionale: qualifica
professionale di II livello corrispondente a
profilo professionale nel
settore/subsettore di riferimento; oppure
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola
secondaria di primo ciclo + esperienza
lavorativa biennale nel settore di
riferimento.
+ 600 ore
Pag 45 di 48
Figura
professionale
Rif. Regione Toscana
ESPERTO MEDIATORE FAMILIARE
Mediatore
familiare
Facilitatore
sociale
Non previsto in Toscana.
Sono però previsti i seguenti corsi:
TECNICO ESPERTO PER LA
MEDIAZIONE SOCIALE E PENALE
Oppure
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE E TRASFORMAZIONE
DEI CONFLITTI SOCIALI E
INTERCULTURALI
Oppure:
TECNICO ESPERTO IN
MEDIAZIONE DEI CONFLITTI E
CONCILIAZIONE SOCIALE
Non previsto in Toscana.
E’ però previsto il seguente corso:
TECNICO ESPERTO PER LA
MEDIAZIONE SOCIALE E PENALE
(MODULO PROFESSIONALIZZANTE
RISERVATO ALLE UNIVERSITA’)
Livello scolastico
e/o formativo
Istruzione universitaria: diploma di laurea
di 1° livello - corso di laurea in psicologia,
sociologia, giurisprudenza,
neuropsichiatria infantile, psichiatria,
scienze dell'educazione, pedagogia;
oppure Corso di laurea per Assistente
Sociale
+ 600 ore
MODULI PROFESSIONALIZZANTI
RISERVATO ALLE UNIVERSITA’
Mediatore
penale minorile
Questa figura professionale non ha
ancora ricevuto in Italia una
formalizzazione e un riconoscimento
giuridico, tuttavia le sperimentazioni locali
sul territorio prevedono come requisito
base il possesso di una diploma di laurea
in Psicologia, Servizio Sociale,
Sociologia, Giurisprudenza, Scienza della
Formazione e precedenti esperienze di
lavoro nell’ambito della devianza
minorile. In alternativa è necessario
avere la qualifica di Educatore
Professionale o Assistente Sociale. In
alcuni casi è richiesta anche l’iscrizione
all’ordini professionale degli Psicologi e/o
degli Avvocati.
Per conseguire il titolo di Mediatore
Penale Minorile è necessario frequentare
con successo un corso di
specializzazione post-laurea (minimo 180
ore) in Mediazione Penale Minorile
presso un’agenzia formativa.
Tecnico di
clownerie in
strutture sociosanitarie
ISTRUZIONE SECONDO CICLO + 620
ore
TECNICO QUALIFICATO NELLE
ARTI DI CLOWNERIE NELLE
STRUTTURE SANITARIE E SOCIOSANITARIE (CLOWN IN CORSIA
Non previsto in Toscana.
Coordinatore di Assistente sociale con il compito di
Ambito
sostenere lo sviluppo del benessere
Territoriale
locale rispondendo del suo operato al
Sociale
Comitato dei Sindaci di Ambito –
previsto dall’art. 19 legge 328/2000
Responsabile
TECNICO ESPERTO IN GESTIONE
Attività
DI STRUTTURE SANITARIE
Assistenziali
ASSISTENZIALI E ASSISTITE
Aggiornamento professionale per
assistenti sociali
MODULO PROFESSIONALIZZANTE
RISERVATO ALLE UNIVERSITA’
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Figura
professionale
Rif. Regione Toscana
Livello scolastico
e/o formativo
Non previsto in Toscana.
Istruzione secondo ciclo: titolo attestante
Sono invece previsti i seguenti corsi:
il compimento del percorso relativo al
TECNICO ESPERTO IN AGENZIA
secondo ciclo dell'istruzione (sistema dei
licei o sistema dell'istruzione e
DEL LAVORO
(MODULO PROFESSIONALIZZANTE formazione professionale); oppure
RISERVATO ALLE UNIVERSITA’)
Formazione professionale: qualifica
Operatore per
Oppure
professionale di II livello corrispondente a
l’inserimento
TECNICO QUALIFICATO PER LA
profilo professionale nel
lavorativo
GESTIONE DI SERVIZI AL LAVORO settore/subsettore di riferimento; oppure
Istruzione primo ciclo: diploma di scuola
secondaria di primo ciclo + esperienza
lavorativa biennale nel settore di
riferimento,
+ 600 ore
Operatore
TECNICO ESPERTO PER
inserimento
L'INSERIMENTO LAVORATIVO
MODULO PROFESSIONALIZZANTE
lavorativo per
NELLA MARGINALITA' SOCIALE
RISERVATO ALLE
persone disabili
UNIVERSITA’
o svantaggio
TECNICO ESPERTO NELLE
Istruzione secondo ciclo + ISCRIZIONE
ATTIVITA' DI ORIENTAMENTO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI: Iscrizione
ad un corso di laurea di I livello,
Orientatore
+ 600 ore
servizi per
ESPERTO CONSULENTE DI
ISTRUZIONE UNIVERSITARIA: diploma
l’impiego
ORIENTAMENTO
di laurea di 1° livello Area umanistica o
psico-pedagogica oppure diploma di
laurea di 1° livello + 1 anno di esperienza
nel settore, + 750 ore
Figure professionali del sociale, sociosanitario ed educativo già riconosciute a
livello nazionale
Figura professionale
Operatore sociosanitario (OSS)
Assistente sociale
Sociologo
Psicologo
Pedagogista
Percorso di istruzione e formazione
Formazione professionale (1.000 h.)
Laurea Servizio Sociale (triennale e specialistica)
Laurea Sociologia (triennale e specialistica)
Laurea Psicologia (triennale e specialistica)
Laurea Scienze dell’Educazione triennale; Specialista in Scienze
dell’Educazione; Pedagogia (o lauree assimilabili vecchio ordinamento)
Educatore
professionale
Laurea Educatore professionale (D.M. n. 520/1998, classe SNT/2)
Vigilatrice d’infanzia
Laurea triennale Scienze infermieristiche; equiparata a Infermiera
pediatrica
Titoli di istruzione statale senza specifico riconoscimento della figura professionale
Titolo formativo
Operatore servizi sociali
Tecnico dei servizi sociali
Dirigente di comunità
Economa-dietista
Diplomato in scienze sociali
Diplomato in socio-psicopedagogia
Percorso scolastico
Qualifica Triennale
Istituto Professionale
Diploma Istituto Professionale:
ISAL - EGERIA TECNICO SERVIZI SOCIALI
Oppure: RR9S - TECNICO SERVIZI SOCIALI (nuovo
ordinamento)
Diploma Istruzione Tecnica TE01 - DIRIGENTI DI COMUNITA'
Diploma Istruzione Tecnica
Economa - dietista
Diploma Liceo
ad indirizzo Scienze sociali
Diploma Liceo
ad indirizzo Scienze sociali
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5. Fabbisogni professionali e fabbisogni formativi: spunti per
proseguire l’indagine
Una attenta lettura del complesso di dati illustrati nei precedenti capitoli, fornisce un
quadro utile a collocare il ruolo della programmazione formativa provinciale per il settore
dei servizi sociali, socio sanitari ed educativi.
Questi dati devono peraltro essere letti in parallelo ai giudizi ed alle proposte avanzate dai
tanti testimoni coinvolti nei tre tavoli finora organizzati dalla Provincia di Grosseto (Forum
sociale del 17/09/2008; Agenzie formative del 30/09/2008 e Cooperative sociali di tipo B
del 03/12/2008).
Occorre tuttavia onestamente osservare come in questa materia permangano importanti
buchi informativi che andrebbero in prospettiva colmati.
Com’è noto, per poter formulare previsioni in merito ai fabbisogni di figure professionali
occorre disporre anche di dati relativi a:
stock degli occupati (per figure professionali);
previsioni di assunzione, distinguendo il turn over dalla domanda aggiuntiva;
offerta di forze lavoro disponibile (per figure professionali).
A causa delle difficoltà statistiche a delimitare questo settore, ad oggi non si dispone di
informazioni in merito allo stock di occupati. Lacuna che potrebbe però essere facilmente
colmabile se i 4 Distretti dei servizi sociali collaborassero a rendere pubblici i loro organici.
Allo stesso modo dovrebbe essere possibile censire gli occupati (distinti per qualifica
professionale) delle 25 cooperative sociali esistenti in provincia.
Mancherebbero ancora le forze lavoro occupate dalle strutture socio assistenziali gestite
dal privato, il cui dato potrebbe essere ricavato sulla base di una collaborazione con i
Distretti.
Per ciò che riguarda invece le previsioni di assunzione dobbiamo purtroppo rilevare i limiti
del campionamento provinciale del sistema Excelsior che non consente di leggere oltre al
primo digit delle categorie professionali.
Va detto che in ogni caso il dato di 110 previsioni di assunzione di personale qualificato
nei servizi sociali e sanitari è effettivamente modesto (confrontato con i 792 avviamenti
rilevati dal CPI per l’anno 2007) e dovrebbe essere meglio indagato, mediante una
rilevazione ad hoc o con somministrazione di un questionario ai datori di lavoro del
settore, che, ripetiamo sono circoscritti negli enti sopra indicati.
Per quanto riguarda infine i fabbisogni di formazione, sia da parte delle persone che
devono ancora entrare nel mercato del lavoro che di quelle che già vi operano, abbiamo
più volte evidenziato l’impossibilità pratica di pervenire ad un qualsivoglia dato “oggettivo”.
Tuttavia sappiamo come una attenta lettura delle qualifiche dei disoccupati iscritti al CPI,
degli esiti occupazionali della formazione professionale e dell’istruzione comparati con
l’opinione degli stakeholder locali, può fornire indicazioni che, se non hanno il pregio di
essere quantitativamente perfette, possono in ogni caso fondare decisioni di priorità cui
indirizzare la programmazione formativa.
Tuttavia, anche a questo livello dobbiamo registrare una carenza di dati.
Anche a questo proposito si sollecita una maggiore collaborazione da parte dei Distretti,
dell’ASL e del Privato sociale al fine di indicare perlomeno quelle che sono le “loro”
previsioni in merito all’aggiornamento professionale dei loro operatori.
Il tavolo dei Responsabili dei servizi sociali, convocato dalla Provincia per il 23 marzo
2009, cercherà di rispondere a queste esigenze conoscitive.
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