gestione delle scorte lucidi - LaSI

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gestione delle scorte lucidi - LaSI
Gestione delle scorte
- contenuti di base -
Prof. Riccardo Melloni
[email protected]
Gruppo di Ricerca: “Impianti Industriali”
Università di Modena and Reggio Emilia
Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”
via Vignolese 905, 41100, Modena - Italia
Ing. Giovanni Davoli
Ing. Andrea Govoni
Ing. Sergio A. Gallo.
059-2056113
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Contenuti
- Classificazione delle scorte
- Modelli deterministici per sistemi a
indipendente:
a)
Modelli ad intervallo fisso:
b)
Modelli a quantità fissa:
domanda
• Lotto Economico di Riordino [Economic Order Quantity (EOQ)];
• Lotto Economico di Produzione [Economic Production Quantity (EPQ)];
-
Costi delle scorte
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Classificazione delle scorte
Vi sono diversi tipi di scorte che possono essere classificate in: scorte di fornitura,
materie prime semilavorati o di prodotti finiti.
Le scorte di fornitura possono essere i materiali di cancelleria o gli articoli necessari
per effettuare le operazioni di manutenzione. Queste scorte sono acquistate da fornitori
esterni e destinate all’utilizzo nei settori amministrativi, nei reparti di produzione e per le
operazioni di manutenzione.
Le materie prime, invece, sono scorte che fanno parte del ciclo produttivo, vengono
acquistate da fornitori esterni e sono destinate alla produzione dove, dopo una serie di
trasformazioni fisiche, chimiche o di forma, vengono trasformate in prodotti finiti.
I prodotti finiti, originati dalla produzione e in taluni casi dai fornitori (caso delle aziende
operanti nel settore della distribuzione dei prodotti) sono destinate ad essere
immagazzinate in attesa di essere immesse sul mercato o inviate direttamente al
mercato.
I semilavorati che costituiscono scorte tra diversi reparti di lavorazione e che hanno
origine e destinazione nei diversi reparti produttivi.
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Funzioni delle scorte
Le funzioni principali cui sono chiamate a rispondere le scorte sono il disaccoppiamento
dei processi, la stabilizzazione degli impieghi, la protezione contro i fermi di produzione,
avvantaggiarsi degli sconti quantità e la protezione contro gli stock out o rotture di stock.
Il disaccoppiamento dei processi produttivi serve per meglio razionalizzare i
processi stessi. Si ottiene provvedendo ad avere scorte tra varie fasi di produzione a
partire dalla materia prima fino all’ottenimento dei prodotti finiti e dal punto di
produzione, attraverso i distributori, ai punti di vendita. Per quanto riguarda le scorte tra
le varie fasi di produzione, esse servono a mantenere parzialmente indipendenti stazioni
ci lavoro contigue, a fare in modo che guasti di una stazione produttiva non sia causa di
fermata per le stazioni che seguono o la precedono nel ciclo di lavorazione.
Le scorte servono per ridurre l’impiego di risorse quando siamo in presenza di
accentuate fluttuazioni della domanda.
Le scorte servono anche per proteggersi da eventuali interruzioni di fornitura da parte
di altre aziende o soggetti esterni.
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Modelli deterministici per sistemi a
domanda indipendente
Domanda Indipendente
Domanda Dipendente
A
C(2)
B(4)
D(2)
E(1)
D(3)
F(2)
Gli items realizzati in un’azienda, siano essi prodotti finiti o semilavorati dal punto di vista del mercato,
si possono classificare in due grandi categorie:
–
–
PRODOTTI A DOMANDA DIPENDENTE
PRODOTTI A DOMANDA INDIPENDENTE
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Modelli ad intervallo fisso: si esegue un controllo periodico, con periodo fisso, delle scorte,
quindi, si emette un ordine che ripristini la scorta massima che si desidera. Quando il lead time
tra il tempo di emissione dell’ordine e il tempo in cui la merce arriva a destinazione aumenta
rispetto al tempo previsto, c’è il pericolo di andare in rottura di stock.
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Modelli a quantità fissa: viene fissato un livello di scorte raggiunto il quale occorre effettuare
un ordine che sarà sempre della stessa quantità. Il livello di scorte che una volta raggiunto dà il
segnale per emettere l’ordine prende il nome di punto o livello di riordino. Il punto di riordino
viene fissato in base al lead time di riordino previsto e al tasso di consumo del materiale da
riordinare più una eventuale scorta, detta di sicurezza, che garantisce dalle incertezza della
domanda o dei tempi di durata del lead time.
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Lotto Economico di Riordino
[Economic Order Quantity (EOQ)]
Il lotto economico (EOQ) è la quantità di riordino che riduce al minimo
il costo totale di mantenimento e di riordino delle scorte.
Caso di domanda nota e costante nel tempo, l’ipotesi alla base del
modello:
• Costo di acquisto unitario noto e costante nel tempo, non influenzato dalla
quantità acquistata (ca).
• E’ possibile acquistare qualsiasi quantità, anche non intera.
• La domanda è nota e costante nel tempo (D).
• Il lead time di approvvigionamento è noto e costante nel tempo (Lt)
• I costi di immagazzinaggio sono proporzionali al valore della merce
(cs = costo di un euro messa a scorta per unità di tempo).
• Il costo di ordinazione è costante co.
• Non sono ammesse rotture di stock.
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Lotto Economico di Riordino
[Economic Order Quantity (EOQ)]
Nelle ipotesi considerate:
• andamento temporale di:
scorte in mano ( _____ )
scorte disponibili ( ------- )
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Lotto Economico di Riordino
[Economic Order Quantity (EOQ)]
Detta Q la generica quantità da ordinare, la funzione costo totale assume la forma.
Minimizzando la funzione costo totale rispetto a Q si ottiene il lotto economico di
riordino.
Per garantire che non vi siano rotture di stock, nelle ipotesi formulate, risulta che il
punto o livello di riordino deve essere tale da far fronte alla domanda nel lead time
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Lotto Economico di Riordino
[Economic Order Quantity (EOQ)]
Si dimostra che il punto di minimo della funzione di costo è rappresentato dal Qott s
tale dimostrazione si effettua derivando la funzione in ∂Q e ponendo la derivata
prima pari a zero.
La dimostrazione viene lasciata come esercitazione autonoma agli studenti.
La dimostrazione fa comunque parte del programma di esame, chi avesse
difficoltà può rivolgersi al docente ed ai collaboratori per ricevimento
(saranno richiesti i calcoli svolti).
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Lotto Economico di Riordino
[Economic Order Quantity (EOQ)]
Funzione di costo totale nelle ipotesi considerate
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Lotto Economico di Produzione
[Economic Production Quantity (EPQ)]
Il lotto economico (EPQ) è la quantità del lotto da produrre che riduce
al minimo il costo totale di mantenimento e di riordino delle scorte.
Caso di domanda nota e costante nel tempo, l’ipotesi alla base del
modello:
• Costo di produzione unitario noto e costante nel tempo, non influenzato
dalla quantità prodotta (cp).
• E’ possibile produrre una qualsiasi quantità, anche non intera.
• La domanda è nota e costante nel tempo (D).
• Il lead time di produzione noto e costante nel tempo (Lt)
• I costi di immagazzinaggio sono proporzionali al valore della merce
(cs = costo di un euro messa a scorta per unità di tempo).
• Il costo di lancio in produzione (o costo di set-up) è costante co.
• Non sono ammesse rotture di stock.
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Lotto Economico di Produzione
[Economic Production Quantity (EPQ)]
Nelle ipotesi considerate:
• andamento temporale delle
scorte in mano ( _____ )
Dove:
- p = rp : tasso di produzione
- r = rc : tasso di consumo
- tp : periodo di produzione
- tc : periodo di consumo
- Q1 : livello massimo delle scorte
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Lotto Economico di Produzione
[Economic Production Quantity (EPQ)]
Detta Q la generica quantità da mettere in produzione, p il costo di produzione della
singola unità e c0 il costo di lancio, la funzione costo totale assume la forma.
Minimizzando la funzione costo totale rispetto a Q si ottiene il lotto economico di
produzione.
Per garantire che non vi siano rotture di stock, nelle ipotesi formulate, risulta che il
punto o livello di riordino deve essere tale da far fronte alla domanda nel lead time
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Costi delle scorte
Le scorte necessarie per le specifiche funzioni a cui sono deputate
comportano dei costi che sono classificabili in categorie:
1)
Costi di approvvigionamento: sono i costi sostenuti per l’acquisizione dei
prodotti destinati allo stoccaggio. Essi variano a seconda che i prodotti
siano fabbricati internamente all’azienda oppure acquistati presso terzi;
a)
Costi fissi (indipendenti dal quantitativo): costo di emissione ed
elaborazione degli ordini da parte degli uffici amministrativi in caso di
acquisto presso terzi e il costo di set-up, di allestimento della
produzione, in caso di fabbricazione interna;
b)
Costi variabili (dipendenti dal quantitativo): costo di acquisto o costo di
produzione; costo di trasporto, carico, scarico (se non compresi
nell’acquisto);
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Costi delle scorte
1)
2)
Costi di stoccaggio: sono i costi sostenuti per l’immagazzinamento delle
scorte:
a) Costi di immobilizzo del capitale: di solito viene calcolato sulla base del
tasso di riferimento applicato al valore delle merci a magazzino;
b)
Costi di esercizio del magazzino: costo di movimentazione, del
personale, dei consumi, assicurazione, occupazione area, ecc);
c)
Costo di ammanco: costi dovuti all’assenza del prodotto a magazzino e
conseguente impossibilità di soddisfare le richieste (costi per mancata
vendita e costi per ritardata vendita);
Costi di obsolescenza: dovuti all’evenienza che le merci divengano
inutilizzabili a causa di eccessiva permanenza a magazzino (degrado della
merce, fuori mercato/fuori moda, deperibilità della merce).
NOTA: non tutte le categorie di costo presentate sono esplicitamente
inserite nei modelli EOQ ed EOQ presentati.
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Costi delle scorte
I costi di approvvigionamento e di stoccaggio sono fortemente influenzati dalla
densità di valore e dalla densità di imballaggio delle merci:
• Densità di valore: valore dei beni contenuti nell’unità di volume;
• Densità d imballaggio: numero di unità di carico nell’unità di volume.

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