1/11/03 gorakhpur - india

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PATAGONIA E LAKE DISTRICT
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02/04/04 SUL VOLO SANTIAGO – PUNTA ARENAS
Ed è sempre il 2 aprile, sono le 6.30 di mattina del 3 aprile, o le 2.30 di pom del 2 aprile, e
sono riuscita ad acchiappare il volo prima per Punta Arenas…niente arrivo a mezzanotte, good!
Volo Auckland – Santiago mooolto lungo (11 h) ma siamo stati adeguatamente nutriti (cena e
poi colazione alle 3 di mattina – o le 11 di Santiago) e dissetati (si parte col vino cileno!) e i
sedili erano addirittura muniti di touchscreen, telecomando, video e audio on demand e
videogiochi! Disturbavano giusto un po’ il sonno il solito bambino urlante, l’arrivo alle 4 di
mattina kiwi e la luce di mezzogiorno che filtrava dai finestrini mentre nella mia testa doveva
essere buio pesto…
Immigration, recupero veloce bagagli e cambio biglietto per Punta Arenas con corsa
all’imbarco…tanto per cambiare un altro pasto (e visto che facciamo tappa a Puerto Montt
credo ne seguirà un altro ancora), tortellini alle 6 di mattina, o 2 di pomeriggio…ci aggiorniamo
a Punta Arenas se non abbiocco all’istante!//
Punta Arenas: se la canzone che mi ha accolta in Australia è The Scientist dei Coldplay, qui mi
è andata un po’ peggio…dopo un atterraggio nella pioggia a Puerto Montt, a Punta Arenas è
bagnato a terra ma per fortuna non piove. Arrivando in aereo mi trovo in una specie di deserto
punteggiato di laghi; l’aeroporto di Punta Arenas è una striscia di asfalto tracciata tra i cespugli
aridi che crescono qua, alle 6 di sera c’è un sacco di luce ma anche una fetta di tramonto
arancione all’orizzonte (Iceland-style). In teoria ci ho messo 1 ora ad arrivare da Auckland, e
potrei chiamare i miei 2 volte lo stesso giorno alla stessa ora, la prima per loro era sera prima
di andare a dormire, la seconda si sarebbero appena svegliati…però!
Beh, il giorno in più che ho vissuto l’ho vissuto abb da rinco, cmq alla fine munita di zaino e
zainetto salgo su una specie di shuttle ed ecco che parte la famosa canzone che mi dà il
benvenuto: Ricominciamo di Adriano Pappalardo, in Spanish (te quieeeeroooo…
recomenceeeeemooo…)! La LP appena pubblicata ha ciccato l’indirizzo in pieno: al posto
dell’ostello ora c’è un barbiere! Sfoggiando il mio famoso spagnolo da italiana con jet lag il tipo
mi spiega dov’è finito l’ostello, arrivo e la tipa non c’è, c’è un cileno che mi spiega dov’è tutto
quanto, io mi parcheggio a fare una meritata doccia e guardare i Simpson in spagnolo finchè
non arrivano due francesi simpatici, Rebecca e Benoit, che mi offrono un bicchiere di vino e
qualche consiglio sulla Patagonia. All’alba delle 21.30, le 13.30 in New Zealand e dopo 2 ore di
sonno sul volo n°1 e una mezz’oretta sul volo n°2, me ne vado a nanna…si accettano
scommesse su quando mi sveglierò!
03/04 PUNTA ARENAS
Colazione con una famigliola argentina cercando di parlare spagnolo, dopo 13 ore di sonno mi
sono svegliata un po’ rinco ma ora sono in forma – che figo avere di nuovo una stanza tutta
per me! Internet e poi in giro per Punta Arenas approfittando del sole, cmq ho visto che al
supermercato vendono le giaccavento a 10 euro e una mi sa tanto che la acchiappo! Il giro per
la città è passato per la piazza principale (che in realtà ha in mezzo un parco, quindi piazza si
fa per dire), al Mirador de la Cruz, poi il museo marittimo (prima di vedere il filmino avevo una
mezza idea di andare a Capo Horn, ora che ho visto le bufere di quelle parti ci sto ripensando!)
e poi in riva al mare dove ho visto penso tutte le forme immaginabili di nuvole…
Sosta cioccolata calda-dolcetto e poi si torna alla base per cucinare cena, sarò qua ancora
domani perché domenica non ci sono bus per Ushuaia, peccato che los pinguinos se ne sono
andati al caldo ma credo che troverò qlcs da fare!
04/04/04 (bello! Tutti 4!) PUNTA ARENAS
Giornata di stra-kazzeggio tra Internet, lettura LP, chiacchiere in spagnolo e TV dove ho visto
un po’ di tutto, da Point Break ai programmi trash inglesi dove ti smontano la casa, a un film
assurdo con Ben Stiller sui modelli (“Zoolander”, veramente senza senso!) a Karate Kid in
spagnolo. Direi che sono pronta per le 12 gloriose ore in pullman verso Ushuaia (altro giro,
altro timbro sul passaporto…).
La sera è arrivato un ragazzo di Santiago, Mauricio, che fa la guida a Torres del Paine, molto
simpatico e gentile, l’ho bombardato di domande, adesso sono preparatissima!
05/04 USHUAIA (ARGENTINA)
12 ore di pullman con sottofondo musicale d’eccezione (Laura Pausini, Nek, Grignani…in
spagnolo), strade sterrate, una sorta di panorama molto poco ospitale (un deserto di ciuffi
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d’erba, solo a qualche km da Ushuaia compaiono un mega lago e i pini) e qualche trasbordo
per frontiere e cambio bus giusto per rendere la cosa più interessante. Arrivati a Ushuaia
seguiamo (io e gli altri ragazzi sul pullman: 4 inglesi e 1 olandese) dei tipi di un ostello e ci
troviamo in un posto veramente bello, pieno di gente simpatica e con un italiano di Macerata
molto carino, Luca, e mentre stavamo chiacchierando compare una cena con asado fantastico,
salsicce, insalata, patate nella stagnola, vino e poi mas vino, gelato e chiacchiere fino alle 3 di
notte…ma che posto spettacolare!
06/04 USHUAIA
Mattinata di commissioni, non so se è stata una grande idea ma mi sono fatta tentare da un
volo per El Calafate (1 h) allo stesso prezzo del pullman (16 h), e dopo aver litigato con uno
dei famosi bancomat con il PIN a 4 cifre e aver preso il biglietto, sono andata a fare un giro in
centro e poi in un parco dove in teoria c’era un punto panoramico, ma mi ha placcata un tipo
della Mesopotamia (a quanto pare una provincia argentina) vestito da montanaro che ha
iniziato a parlare di razze, genetica e dei greci che hanno inventato lo spagnolo (!!), poi a un
certo punto ho avuto l’impressione che stesse facendo un segnale a qlcuno, o forse si stava
solo grattando un occhio, cmq attimo di panico, l’ho mollato con una scusa e mi sono rifugiata
in un supermercato. Al pom ho fatto un giro in barca nel Canal Beagle, molto bello, abbiamo
visto un sacco di leoni di mare e cormorani appiccicati sulle rocce, un faro e delle splendide
viste di Ushuaia che è veramente in un posto splendido, con il mare davanti e montagne e
ghiacciai alle spalle. Un freddo porco però…vento super gelido, 3 gradi, e io sono sempre senza
giubbotto!
Domani parte un sacco di gente, Luca ha deciso di fare la pasta e così siamo andati io lui e
Daniel a fare la spesa e poi ci siamo messi a cucinare…alla fine abbiamo mangiato a
mezzanotte! Pasta per me, Luca, i 2 Daniel, Carlos, Mathieu, Sébastien, Gwen, Huw, e mucho
mucho vino…a seguire Luca ha tirato fuori una mini-chitarra comprata in Messico, e in
condizioni abb alcoliche siamo passati da Twist & Shout (con Mathieu che suonava una
bottiglia, Huw un coperchio e tutti insieme a fare “aaah…aaah…”) a un duetto blues di
Sébastien con chitarra e Luca con l’armonica, finchè alle 2 di notte abbiamo sfidato il gelo per
andare in un “bar” sul lungomare da cui siamo tornati alle 4 e mezza! Adoro questo posto, la
gente che c’è qua, la presenza simultanea di un italiano molto carino e di uno snowboarder
australiano, l’aria da grande famiglia, e usare lo spagnolo come lingua comune…W il
Sudamerica!!
07/04 USHUAIA
Sorpresa…nevica!! Mi sveglio e Paul (lo snowboarder australiano) annuncia che sta nevicando,
e io ma vaff…e invece nevica davvero! Mega fioccono che vanno avanti per quasi tutto il
gg…tra un fioccone e l’altro vado a incontrare il famoso Massimo di Catania dopo mesi di email, very very simpatico! Abbiamo passato tutto il gg insieme, a raccontarci avventure,
scambiare itinerari, vedere le foto, e mangiare come fogne, riuscendo anche a vedere la città
passando tra un fiocco e l’altro…siamo andati a fotografare le montagne con la neve, poi a
strafogarci di empanadas, poi al museo degli Yamana e infine a mangiare una pizza e un gelato
(very italian!) prima di tornare in ostello a chiacchierare…ah, e grazie per avermi prestato
mezzo giubbotto! :)
08/04 …e sono sempre a USHUAIA! (chi se ne va più…)
Tanto per iniziare la giornata sono andata a comprarmi un giubbotto, non è il max ma è supercaldo, anche troppo! Mi sono ribeccata con Massimo e dopo la doverosa scorta di empanadas
(abbiamo trovato una panaderia che è una specie di miraggio dalla roba che c’è dentro, ci ho
pure fatto una foto!) abbiamo preso un taxi fino all’inizio di un sentiero lungo la costa e
abbiamo scarpinato per qualche ora tra bosco, costa, mucche e fango per la pioggia del gg
prima, e poi siamo tornati in autostop+taxi. E dopo la dura fatica siamo andati a comprare i
pasticcini e siamo andati nel suo ostello a farci il tè coi pasticcini. Poi lui è partito per la
Peninsula Valdes, sono contenta che ci siamo incontrati finalmente! Che gran personaggio,
spero di ribeccarlo da qualche parte in Sudamerica!
Torno in ostello e ovviamente stavano organizzando l’ennesima cena, e ovviam non potevo
non aggregarmi…cena preparata da Daniel a base di agnolotti, insalata, melanzane impanate e
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ovviam vino…e tra l’altro, ho scoperto che Gwen e Huw il viaggio lo stanno facendo in
TANDEM, ma che figata!!
Tra una chiacchierata e l’altra si sono di nuovo fatte le 2 e mezza…non sto dormendo un c ma
adoro qs posto, la gente (dell’ostello e i backpackers), le cene tutti insieme, le chiacchiere in
spagnolo (poi con la mia nuova supertabellina coi verbi!)…non me ne andrei mai e so che mi
mancherà. Ci tornerò prima o poi, ne sono sicura.
09/04 EL CALAFATE
Ahimé ahimé è venuto il momento di lasciare Ushuaia…giretto al mattino a confermare il volo e
scrivere mail (stiamo cercando con Ivan il piano perfetto perché mi venga a trovare…ce la
possiamo fare e non vedo l’ora!), poi saluti e abbracci a tutti quanti in ostello e via in
aeroporto…Patagonia Pais, praticamente l’ostello perfetto! Tra l’altro giornata splendida, un
cielo incredibile, blu e senza nuvole, e una vista dall’aereo-carcassa veramente da togliere il
fiato, la baia di Ushuaia con la città su un lato e le montagne ancora spruzzate di neve che la
abbracciano, con dietro altre montagne, e dietro altre montagne ancora…
Arrivati a El Calafate il panorama è abbastanza da outback australiano (ovvero: non c’è un
c…), saluto Gwen e Huw che continuano per Buenos Aires e inizio a chiedermi dove cavolo sia
la città mentre in taxi andiamo su una strada con niente su tutti i lati.
Arrivati nella metropoli, anche stavolta l’ostello (consigliato da Ramon del Patagonia Pais) è
molto bello, in una zona dove stanno sorgendo altri ostelli, infatti la strada è ancora da
asfaltare. Prenoto un paio di pullman, Perito Moreno domani, poi El Chalten, cena e poi
spuntano una belga, un inglese supercarino, un’australiana e un danese taciturno con cui ci
mettiamo a chiacchierare…poi loro tornano al loro ostello, e mi metto a chiacchierare con due
argentini che parlano italiano e mi offrono un whisky con ghiaccio, e con un tipo stragentile (e
anche molto carino) dell’ostello (con la maglia della Lazio!) che si è sbattuto a trovarmi un
posto per dormire a El Chalten, dove passerò Pasqua e Pasquetta.
10/04 EL CHALTEN (veram sono ancora a El Calafate ma spero di essere a El Chalten stasera)
Sveglia alle 5.30 (my God, mi sa che ‘sto “non conventional tour” non era poi così male…12 h
di ghiacciaio ma partivano alle 8!) e brancolamente nel buio fino alla bus station, e poi gli 80
km di sterrato nel Parque de los Glaciares, prima nel buio più totale, e poi con un’alba
splendida, cielo e nuvole infuocate dietro alle Ande e al Lago Argentino…finchè girata una curva
non spunta il Perito Moreno, che dire…wow!! Il lago davanti, le montagne dietro, e questa
enorme lingua di ghiaccio dai riflessi azzurri, larga 4 km, alta 60 m e lunga 30 km…che
spettacolo! Quando se ne staccava un pezzo faceva un casino immane e nel lago si formavano
dei cerchi giganti…e vogliamo per caso dire che sotto ci sono altri 120 m di ghiaccio? Altro che
Fox Glacier e i suoi scalini…
Torno a El Calafate e me ne vado in giro per i negozietti della città, che è praticamente tutta
agenzie di viaggio (tour dei ghiacciai – tutti con nomi italiani!-, giri a cavallo e El Chalten),
cioccolaterie artigianali (gnam!) e negozi di artigianato devo dire molto molto carini (è pieno di
vicoletti con case di legno e pietra che sono tutti negozietti, mi sembra la mia idea di St Moritz,
ed è anche una bella giornata di sole), c’è di tutto e comprerei quasi tutto, dalle ceramiche ai
servizi da matè, dal cuoio all’argento lavorato…ma un servizio da matè da 6 nello zaino non ci
sta, e un piatto arriva intero da qua a El Chalten…forse…quindi ahimè niente shopping! //
Sì sì, a El Chalten ci sono arrivata, ma c’è voluto giusto un po’…partiti alle 6 e mezza, mi sono
abbioccata all’istante svegliandomi un po’ di volte, con il pullman fermo…su 5 ore di strada
sterrata e non illuminata non è che di solito ci siano le fermate dei bus, ed ecco svelato il
mistero: si è rotto il pullman! Se ho ben capito, non arrivava più benzina al motore quindi si
fermava, ma uno dei 3 passeggeri del bus è riuscito più o meno a sistemarlo e così siamo
arrivati finalmente a destinazione verso mezzanotte…mi sono capottata nel letto e mi sono
risvegliata alle 11!
11/04 EL CHALTEN
Beh, non è che svegliarsi alle 11 sia un buon inizio per andare a camminare, ma ce l’ho fatta lo
stesso, dopo una sana colazione/pranzo in una bakery a base di empanadas e brioches varie.
Sono salita verso il Monte Fitz Roy (la strada inizia con un cartello che dice cosa fare se
incontri un puma…buono!), girato un angolo mi è spuntata davanti questa vista spettacolare di
montagna, ghiacciaio e in mezzo una valle con i colori dell’autunno…poi mi sono avvicinata per
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andare a un lago, ma nel frattempo si è messo a piovere (con il sole) e la cima del Fitz Roy si è
coperta di nuvole quindi sono tornata indietro.
Dopo una cena a base di zuppa di piselli in polvere (per 4), un altro dolcino della panaderia e
un po’ di chiacchiere con gente dell’ostello, all’alba delle 10 sono distrutta e me ne vado a
nanna!
12/04 EL CALAFATE
(Anche stavolta, in realtà sono ancora a El Chalten ma spero di arrivarci stasera…se non si
rompe di nuovo il bombino o quello che era).
Seconda e ultima passeggiata a El Chalten, non prima di una colazione con un’indispensabile
torta di pastasfoglia ripiena di dulce de leche e ricoperta di zucchero a velo…
Oggi sono andata alla Laguna Torre, sotto il Cerro Torre, anche oggi la cima si vedeva all’inizio
e poi arrivata al lago era coperta dalle nuvole, ma la vista (ghiacciaio che finisce nel lago) era
cmq molto bella, così come la passeggiata tra gli alberi con i colori dell’autunno…che spettacolo
la Patagonia!
Festeggio il ritorno con, ovviamente, empanadas, e un po’ di kazzeggio in ostello in attesa del
bus per El Calafate.//
E al ritorno ci siamo beccati il bus spaziale (che per fortuna non si è rotto), con ben 6
passeggeri. Ho passato il tempo a chiacchierare con una ragazza belga dell’ostello, e poi sono
tornata all’America del Sur a El Calafate a farmi baccagliare da Matias, uno dei ragazzi
dell’ostello, che entra di diritto nella rosa dei ragazzi più carini del viaggio…occhi azzurri, capelli
scuri, un bel sorriso e modi baccagliosi…many compliments!
13/04 PUERTO NATALES (CILE)
Altro viaggio in mega-pullman semi-deserto verso Puerto Natales, unici passeggeri io, le due
ragazze inglesi che erano sedute vicino a me sul volo Auckland-Santiago, 2 ragazzi israeliani, e
un messicano+cileno. Strada a scelta sterrata o con mini-striscia di asfalto appena posata, ai
lati deserto e cespuglietti, montagne sullo sfondo e un cielo blu stupendo. Sul bus mi sono
messa a chiacchierare con i due ragazzi israeliani, siamo andati nella stessa guesthouse e
domani partiamo insieme per il trekking, dopo una giornata all’insegna dell’efficienza dove ho
fatto lavare tutti i miei vestiti (e la sveglia che avevo dimenticato avvolta nell’assciugamano!),
cercato un ufficio Lan Chile per cambiare i voli (per il biglietto devo andare a Punta Arenas, ma
ho telefonato almeno per cambiare le date di Punta Arenas-Puerto Montt così non vivo con
l’angoscia di perdere il volo mentre sono in montagna), passato 1 ora a leggere e scrivere
mail, prenotato bus/barca/rifugi, affittato il sacco a pelo e comprato il cibo per il trekking…ok,
ora dovrei avere tutto e speriamo in bene per il tempo!
13-17/04 TORRES DEL PAINE
4 gg di trek (la famigerata “W” che per me è stata una F rovesciata – del resto ho incontrato
chi ha fatto un V, una L sdraiata, 2 I…)nel parco di Torres del Paine, e che dire…splendido!
Incredibili i paesaggi e i cieli, tempo bellissimo (vento gelido a parte), scarpinata lunga (50 km
in 3 gg, con lo zaino) ma really worth it, e ottima compagnia – incredibili Yoav e Ofer, i 2
ragazzi israeliani!
Day #1: levataccia alle 6.30, buio pesto, e un lungo viaggio in pullman verso il parco, strada
sterrata, steppa patagonica e una splendida vista delle Torres dalla Laguna Amarga, e ai lati
della strada guanachi (che in effetti non assomigliano alle iguane ma ai lama, 1-0 per
Massimo!), pecore e nandù saltellanti. Ho passato il viaggio chiacchierando con un tipo che
lavora sul catamarano del parco e mi ha offerto un passaggio gratis, peccato avessi già il
biglietto! Un altro pullmino ci ha portati al rifugio number 1, Las Torres (il Chileno, più in alto,
era già chiuso) dove abbiamo rapidamente mollato gli zaini e ci siamo messi a scarpinare
verso le Torres del Paine, vento gelido e l’ultima ora ad arrampicarci sulle rocce ma in cima la
vista era veramente splendida: le Torres proprio davanti a noi, con davanti un lago turchese
che rendeva il tutto ancora più bello. Torniamo giù, in tutto 7 ore di camminata break
compresi, e in un rifugio abb affollato preparo spaghetti con salsa di pomodoro e parmigiano
per la truppa, che apprezza ma non solo, perché lava i piatti, prepara il caffè (con un fantastico
kit: barattolo di Nescafè con dentro cucchiaino e sacchettino con lo zucchero – 7 anni di
militare per Ofer a pilotare caccia, mentre Yoav ogni volta che gli dicevo di non fare il
mollaccione perché è stato nell’esercito ripeteva: “ma io ero in ufficio”) e nei gg successivi mi
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fa i massaggi, cerca di insegnarmi a giocare a scacchi, mi racconta la storia di Israele, la vita
nel kibbutz, e mi insegna le maniere israeliane ogni volta che chiedevo uno dei loro biscotti,
“please” (“stop asking these european questions”, i biscotti sono lì, se li vuoi prendili)…e ci
prova anche con una coppia di inglesi, Nichola e Matt, con lui che alla fine per prenderli in giro
guardava la tipa e le diceva “water”, “salt”, ecc. Ragazzi splendidi, divertenti, ma anche
discorsi seri, cantare lungo il percorso, e con una riserva infinita di cibarie (loro super-sani con
frutta e verdura, io con tonnellate di schifezze per cui mi sono meritata l’appellativo di cookiegirl). Day number 2, easy: sveglia con moooolta calma (del resto erano solo 4 h di cammino),
colazione nel mio caso con pane e dulce de leche, nel loro con l’accoppiata vincente latte e
coco pops - panini tonno e cipolla, e poi sempre con un bellissimo sole via verso il rifugio Los
Cuernos, che è spuntato all’improvviso dietro a una collina, dove passiamo il pom a
chiacchierare con gli inglesi, giocare a scacchi (loro, io ho provato con la dama e dopo essermi
sentita rispondere “non ci gioco dall’asilo” sono stata battuta in circa 3 minuti) prima di
esibirmi in un’ottima amatriciana accompagnata da vino cileno offerto da 3 americani, e da un
intruglio caffettoso-cioccolatoso molto buono chiamato obrigadero recuperato dagli israeliani in
Brasile.
Day number 3, la mazzata: tempo a dir poco perfetto, gran botta di fortuna visto che oggi la
scarpinata è stata di 10 ore (20 km), ovvero dall’alba al tramonto, visto che i gg qua si stanno
accorciando e c’è luce solo dalle 8 am alle 6 pm. In tutta qs scarpinata siamo andati prima al
campamento italiano (come mi ha fatto notare Massimo, qua è pieno di ricordi degli italiani che
ci sono passati, compresa una città che si chiama Ing. Jacobacci!), dove abbiamo mollato gli
zaini e siamo saliti su per la Valle Frances, fino al mirador dove la vista era stupenda a 360°,
uno dei panorami più belli che abbia mai visto: a sx i Cuernos del Paine, dietro cime assortite,
a dx un ghiacciaio dove continuavano a cadere valanghe, davanti una valle splendida con un
torrente turchese che serpeggia tra gli alberi rossi d’autunno, e in fondo un lago celeste con
isolette cicciotte che spuntano qua e là, e un cielo blu con le mie amate nuvolette
patagoniche…che spettacolo!
Scendendo riincrociamo tutti: gli inglesi in salita, le canadesi distrutte (Yoav: “Why are you
always so miserable everytime we meet you?”) e alle prese con le 150 foto che dichiarano di
fare ogni gg con la memory card da 1Gb, gli americani che decidono di tornare indetro al primo
passaggio fangoso. Arriviamo al rifugio Pehoé (che rispetto agli altri è un po’ una porcheria ma
ha sempre lo stesso astronomico prezzo di 22 USD) appena in tempo per non camminare al
buio, in una cucina sperduta in mezzo al prato cuciniamo una cena abb purkeria (zuppa di
spinaci in busta, risotto istantaneo e un’orribile puré-purkeria causa mancanza di latte e/o
burro – Yoav con aria deliziata: “mmmh, this is awfulll!!”), ma anche qs fa parte del trekking, e
poi io distrutta e rinco per la camminata (mi sono pure messa a parlare in italiano a Yoav!)
collasso nel letto all’alba delle ore 21 – Friday night, in case it matters.
Day number 4, back to town: mi sveglio con la pioggia/diluvio e sorpresa, le montagne sono
coperte di neve, così come chi ha passato la notte in tenda al campamento italiano. Visto che
avevo lasciato il ghiacciaio Grey come opzione che dipendeva dal tempo, e il tempo faceva abb
ca**re, ho deciso di tornare alla base mentre Yoav e Ofer hanno deciso di proseguire, muniti
del mio riso istantaneo e ovviamente di un paio di tonnelate di cookies che ho elargito con
molto piacere.
E così la mia W è diventata una F sdraiata, e l’accoppiata nave + bus mi ha riportata a Puerto
Natales, dove leggendo la mail ho scoperto che Ivan verrà a trovarmi tra, gasp, 12 gg a
Santiago per ripartire il 13/05 da La Paz…che bello, non vedo l’ora! Ho passato un’oretta a
leggere mail, rimontato lo zaino e domani mattina vado a Punta Arenas dove spero che lunedì
mattina il cambio del biglietto sia rapido ed economico, non è esattamente il posto dove vorrei
restare bloccata per gg…l’alternativa? 60 USD per 30 h di bus fino a Puetro Montt!
18/04 PUNTA ARENAS
La giornata inizia in modo molto strano: prima il bigliettaio del bus sordomuto mi mette in
mano un biglietto col suo numero di telefono (e poi continua a sbattere le ciglia per tutto il
viaggio per Punta Arenas), poi un romano dall’aria molto Big Issue prima mi chiede da
accendere e poi mi offre un caffè – ovvero mi porta la tazza da cui stava bevendo, seduto sul
marciapiede…alright. Senza ulteriori sorprese 3 ore dopo arrivo a Punta Arenas (grazie a
Massimo per avermi regalato il suo biglietto che non gli serviva!), mi dirigo da Betty, in preda
ad hangover dai bagordi del sabato sera, che per il regalo mi regala dei campioncini di profumo
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e sapone stile Avon, di quelle cose che vende lei. Un paio di chiacchiere con i suoi amici, poi un
paio d’ore di Internet intensiva, spesa al supermercato e poi tornata in hostal incontro due
ragazze australiane molto simpatiche che domani partono per Torres del Paine, le riempio di
info varie sul trek e poi passiamo la serata a chiacchierare di viaggi e cose varie, veramente
molto simpatiche. E domani mi aspetta Lan Chile, fingers crossed che sia tutto rapido ed
economico!
19/04 PUNTA ARENAS
Ce l’abbiamo fatta, evviva Lan Chile! Stamattina sono andata all’ufficio della compagnia aerea,
hanno mandato il biglietto via fax alla One World per farsi quotare la riemissione del biglietto,
oggi pom me l’hanno cambiato per 75 USD e domani matt sveglia alle 5.30 e poi si va a Puerto
Montt, e da lì vedrò che fare…Puerto Varas, Osorno, Bariloche…chi lo sa! Ci penserò sull’aereo,
e in base ai bus disponibili quando arrivo.. Ho praticamente una settimana di tempo, non è
moltissimo ma me la farò bastare…e fingers crossed per il tempo, poi da Santiago in su
dovrebbe essere tutto tranquillo. Il resto della giornata l’ho passato tra commissioni varie (ho
una nuova sveglia orribile, dopo quella delle Olimpiadi di Pechino ora ne ho una blu con i
palloni da calcio intorno, pagata 65 centesimi!), Internet, ai fornelli e a chiacchierare con Betty
e con un cileno che sta qua per lavoro, e domani…Lake District here I come!//
Beh, qs la devo proprio scrivere: per salutarmi Betty e la sua amica mi hanno regalato un
tanga! Jeans infangati, sandali & calzettoni e tanga di pizzo azzurro…la mochillera mas sexy de
l’America del Sur! Ma che carine, dove lo trovo un altro ostello dove quando torno mi regalano
i profumini, e quando me ne vado un tanga?!
L A K E
D I S T R I C T
20/04 BARILOCHE (ARGENTINA)
Beh, bello spostamento per una giornata…sveglia alle 5.30 anche se ero sveglia da un po’
causa poca fiducia nella mia nuova sveglia…colazione e shuttle bus per l’aeroporto dove ho
ribeccato…Susy e Naomi, le due ragazze inglesi del volo Auckland-Santiago e del bus CalafatePuerto Natales! Loro andavano a Buenos Aires, io sono scesa a Puerto Montt in mezzo alla
pioggia e ho deciso di andarmene verso altri lidi…arrivata alla bus station, c’era un bus per
Bariloche dopo 10 minuti, aggiudicato!
Bellissimo paesaggio dal bus, che differenza dalla Patagonia…verdissimo (sarà tutta la
pioggia?), sembra di stare di nuovo in NZ! Alberi, laghi, vulcani, rocce colorate, e casette di
legno carinissime…e all’alba delle 6 arriviamo a Bariloche, con un’americana e 2 inglesi del
pullman dividiamo un taxi e andiamo in un ostello veram bello, tutto fatto di legno e supercheap, 14 pesos! L’americana, Shana, prepara un tè alla combriccola e poi andiamo a scoprire
le specialità locali: gnocchi, vino e a seguire una delle famose cioccolaterie locali – che buffo
‘sto posto, sembra una località sciistica svizzera e l’ostello in legno con gli appendiabiti fatti
con le punte degli sci contribuisce abbastanza a dare questa impressione…e io che in Sud
America mi aspettavo case cadenti e strade polverose, è da 3 settimane che vado in giro con la
giaccavento!
21/04 BARILOCHE
Sveglia alle 11, molto apprezzata, e poi inizia il tour gastronomico di Bariloche…colazione a
base di fruitshake e alfajores, poi mi sono beccata con Shana, abbiamo camminato un po’
lungo il lago e in giro per la città e poi pranzo a base di pizza (ottima…miracolo!), commissioni
varie e mentre stavamo per tornare in ostello con il piano molto sano matè+frutta abbiamo
incontrato altri 3 ragazzi americani che conosceva lei, reduci da 75 gg di trekking e kayaking in
Patagonia con una specie di outdoor course, e con loro siamo finiti prima in gelateria e poi in
cioccolateria…dura la vita dei backpackers, mi sa che non me ne vado più da questo posto!
Dopo la famigerata frutta+matè in ostello (non più molto sana dopo tutte le porcherie divorate
nel frattempo) siamo andate nell’ostello degli altri ragazzi e poi in un Irish pub fino alle 2 di
notte…e il trek-by-bus di domani (unico scopo l’all-you-can-eat pastry buffet dell’hotel Llao
Llao) è già stato magicamente spostato nei nostri piani dal collectivo delle 8.15 a quello dopo:
13.40!
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22/04 BARILOCHE
Un’altra giornata all’insegna delle delizie culinarie locali, con quattro passi e un po’ di
paesaggio giusto per far sembrare la cosa un po’ più seria :)
Colazione con Shana a base di uova, bacon, toast e caffè, poi ci siamo ribeccati con Russ e
Vicky e abbiamo preso un pullman che facendo un giro abbastanza contorto ma very
panoramico (compresa una curiosa “Colonia Suiza”) ci ha portati a Bahia Lopez, da dove
abbiamo camminato per 7 km tra lago e bosco fino all’hotel Llao Llao (nome che mi ricorda
l’omonimo whisky del Laos con una L sola), hotel super-chic con location niente male e vista
non su uno ma su ben 2 laghi con le montagne sullo sfondo…very impressive, sarà vostro per
soli 90 USD a notte…each. Siccome siamo backpackers stilosi siamo andati nel ristorante
dell’albergo passando tra quadri tappeti & co, abbiamo eroicamente resistito all’all-you-can-eat
tea buffet a 22 pesos e abbiamo preso un tale calypso coffee molto buono accompagnato da
cioccolatini gentilmente offerti dall’hotel…e dopo un po’ di chiacchiere e viste spettacolari dalla
terrazza del ristorante abbiamo preso un altro pullman per tornare a Bariloche, dove prosegue
il tour gastronomico con bisteccona spaziale per cena, ottimo gelato (selva negra rocks!) e una
tazza di tè in ostello per concludere la giornata…e domani si parte per San Martin De Los
Andes.
23/04 SAN MARTIN DE LOS ANDES
E a qs giornata diamo un bel wow, o come faccio sulla guida un paio di stelline!
Dopo la doverosa colazione con caffè e alfajores lascio l’ostello supercarino (La Bolsa Del
Deporte) stile casetta dei 7 nani (in legno & cum scivolo, anche se c’entra poco coi 7 nani…)
per andare alla stazione dei bus dove ho finalmente trovato il famoso bus che va da Bariloche
a San Martin de los Andes via 7 Lagos…che spet-ta-co-lo!! Un tempo splendido e un panorama
incredibile di paesini su laghi blu blu giganti, montagne innevate sullo sfondo con strisce di
nuvole a mezz’asta, cielo con le solite strane nuvolette di qs parti, e foreste assortite da pini ai
buffi monkey-puzzle trees (tipo pini ma coi rami a forma di candelabro a 7 braccia e foglie very
appuntite) ai bellissimi alberi con foglie giallognole e grappoli di bacche rosse che in spagnolo
(o castejjano come dicono qua) a quanto pare si chiamano sorbos. Beh, ero talmente presa dal
paesaggio, dalle montagne che si specchiano nei laghi e dai fiumi trasparenti che non ci ho
fatto neppure una foto, ma si merita il titolo di best bus ride in the world, e alle brutte quando
mi dimentico del paesaggio torno a darci un’altra occhiata!
Anyway, San Martin de los Andes mi spunta dietro a una curva nella strada lungo il lago:
anche qui, location location location – lago blu davanti e montagne tutt’intorno, ho scarpinato
fino al Mirador e la vista era incredibile, ci rimarrei e ci aprirei un ostello: lago, montagne,
scarpinate d’estate, snowboard d’inverno e ottimo cibo tutto l’anno – che vuoi di più? Nel
frattempo, domani vado a Pucon e ricominciamo con le levatacce causa pullman: quello per
Pucon parte alle 6!
E in ostello ho incontrato una ragazza irlandese muy muy gentile che mi ha riempita di info su
Bolivia e Perù…thanks :)
24/04 PUCON (CILE)
Dunque dunque, ecco come i buoni propositi vanno a farsi benedire…sveglia alle 5.20, bus per
Pucon dove mi sono prontamente abbioccata per risvegliarmi con una frontiera e un vulcano
innevato, e dopo una colazione a base di caffè e Ringo (o meglio Bingo) offerti dalla bus
company arrivo a Pucon. Giornata splendida dove non solo si riesce a vedere il vulcano che
l’altra gente che ho incontrato non ha visto, ma domani se il tempo è bello lo scalerò pure!
Dopo un giro tra i vari Mirador vado a vedere un ostello che mi aveva incuriosita nella guida e
ci trovo su una sdraio spalmato al sole Glen, l’inglese carino di El Calafate che sta nel mio
stesso ostello e la serata finisce con lui, Virginia (l’australiana dell’ostello di El Calafate) e
l’altra gente che hanno incontrato sulla Navimag in un pub dove invece di una serata sana presalita al vulcano ovviamente si finisce a drinks a volontà causa happy hour…e quindi dopo 2
pisco sour, 2 birre giganti e tacos per accompagnare mi chiedo se domani sarò in grado di fare
la salita…sono solo le 11, ma sono scassatissima…è stata una gran bella serata, se solo domani
non dovessi svegliarmi alle 7 per salire fino a 2800 metri!
7
PATAGONIA E LAKE DISTRICT
http://www.manux77.it
25/04 PUCON
Sveglia alle 7 con l’hangover più terribile della storia (stile la prima serata tamangante con i
Performerz), la prevista colazione con pane dulce de leche e orange juice viene decisamente
saltata e in stato comatoso e con un mal di testa incredibile mi trascino verso la tour agency
dove trovo Virginia, Joost (olandese) e Vanessa (tedesca), che erano ieri al pub, e veniamo
muniti di tutto ciò che occorre per salire al vulcano: pantaloni impermeabili, ghette, scarponi,
guanti, cappello da gaucho, occhiali, ramponi e piccozza. Mezz’oretta in pullmino sempre in
coma e nauseatissima, poi il tempo, la camminata e l’aria fresca mi fanno abb riprendere – ma
stasera di bere non se ne parla! Tempo perfetto, zero nuvole, salita easy e discesa
superdivertente! Abbiamo preso una seggiovia (senza sbarra di protezione!) e poi inizia la
camminata, prima sulle rocce e poi sulla neve con i ramponi – passo easy e parecchi break
mangerecci (per gli altri, per me no grazie…), dopo + o – 4 ore siamo arrivati in cima al
famigerato vulcano Villarica, coperto di neve (ancora 1 mesetto e sarei potuta scendere in
snowboard!), bello fumante e puzzolente di zolfo (ottimo per il mio hangover…bleah!) e con
una fantastica vista sulle Ande immerse nella foschia, Pucon con il lago, e un paio di altri
vulcani innevati. Discesa super-rapida scivolando col sedere sulla neve (figo!) e poi
camminando affondando nella roccia vulcanica – e alle 4 eravamo di nuovo qua, tempo di una
doccia e di riprendermi un attimo e appena Glen si risveglia dalla pennica (anche lui ad
hangover sta bene…) andiamo tutti quanti a fare cena – e ora, in effetti, ho fame!
//Ok, serata tranquilla, cena con Glen, Virginia, Joost, Vanessa e Lars, e poi al Mamas&Tapas
con Glen e Joost dove ho bevuto un tranquillo fruitshake prima di tornare in ostello a
leggere…brava Manu…
26/04 PUCON
Giornata svaccosa post-vulcano: mattina di commissioni varie (laundry, sempre un piacere!),
pranzo con Glen e Joost, poi Glen è andato a kazzeggiare sul lago (un uomo, una pennichella)
e io e Joost siamo prima andati a cavallo, 3 h in giro tra laghi e boschi, e poi a spalmarci alle
terme, 2 piscine all’aperto e 2 in una casetta di legno con mega vetrate, e dappertutto una
gran bella vista sulla vallata, con in mezzo un panino molto inedito per cena, ovvero formaggio
sul pane causa mancanza coltello. Dopo aver incrociato Caroline, la francese dell’ostello di El
Chalten, e un inglese che era nella mia stessa camerata a Ushuaia ma che io non ricordavo,
abbiamo recuperato Glen e siamo tornati al Mamas&Tapas per 1 e solo 1 birra (il solo nome
Pisco Sour continua a farmi venire i brividi) e un’altra dose del cd di Santana (sembrano avere
solo quello). Domani partiamo tutti e 3, ma sono sicura che ci ribeccheremo altre 3000 volte in
giro per il Sud America!
Ah, al ritorno dal pub volevo fermarmi al 24h shop per comprare la colazione ma era chiuso…e
‘ste 24 hours?? Solo in Sud America! E stamattina la radio nello stesso supermercato
trasmetteva una vera chicca: dammi 3 parole, sole cuore amore…in Spanish!
27/04 PUERTO VARAS
Altra sveglia presto e 6 h di bus per Puerto Varas passando molto intelligentemente per
Valdivia…vabbè, diciamo che ho visto il paesaggio anche se nel lato argentino era decisamente
meglio. Gli altri gringos sul pullman comprendevano Caroline (e adesso ci becchiamo sempre!)
che andava a Bariloche, una coppia di inglesi, Gill e Claudia, e un canadese, Eric, con cui
arrivati a Puerto Varas siamo andati in cerca di un ostello sotto la pioggia, approdando dopo
alcuni tentativi cari o poco ospitali all’hostal Don Raul, dove una signora molto simpatica ci ha
pure lavato i piatti della cena dicendo che laviamo noi i piatti quando siamo a casa nostra…non
c’è problema! Giretto in the rain, un po’ di planning di itinerari vari per me e Ivan nei gg a
venire, poi siamo andati a fare la spesa e mi sono messa ai fornelli, cena a base di rigatoni
zucchini e pancetta (800 g per 4!) e ben 3 bottiglie di vino, e dopo un po’ di chiacchiere con gli
altri 3 personaggi, molto simpatici, ora vado a nanna e domani spero di non svegliarmi presto
– ma abb presto per prendere il volo per Santiago!
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