echi di maerne - Parrocchia di Maerne

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echi di maerne - Parrocchia di Maerne
ECHI DI MAERNE
Dicembre 2010
1
Lettera del Parroco
Cari parrocchiani, eccomi a voi
con questa prima lettera in un
“Echi” con una veste grafica nuova.
Mentre scrivo questi pensieri,
manca ancora un po’ a Natale,
ma vorrei lo stesso tuffarmi nelle
prossime feste e, magari, aiutarvi nel viverle come il Vangelo ci
chiede.
Natale (oltre ai vari contorni
commerciali..), è prima di tutto
la festa di un povero bambino,
Gesù, che nasce in una povera
famiglia, in una povera grotta.
Da quel momento il mondo non
sarà più lo stesso. Per questo in
copertina non ci sono alberi innevati o renne che tirano slitte di
doni… babbi natale o angioletti.
Potrà sembrare meno “festoso”,
ma mi pareva più cristiano raffigurare una casa chiusa e la
Santa Famiglia seduta fuori.
Non vorrei scadere nelle solite
nelle polemiche “natalizie” degli
sperperi, dei nostri pranzi ricchi e
dei poveri che muoiono di fame..
La mia lettera vorrebbe volare
un po’ più in alto, mi auguro, e
anche “più in basso”, nel senso di
concreto. Mi spiego.
La foto di Casa Lucia (casa in via
Ca’ Rossa che la parrocchia ha
ereditato) con Maria e Giuseppe
seduti fuori vorrebbe essere un invito ad aprire proprio quella casa
a coloro che, oggi come duemila
anni fa, vestono i panni del povero
in cerca di ospitalità. Cosa significa aprire Casa Lucia al povero? Va
detto subito che questa, come anche
le altre strutture della parrocchia,
non è mai stata chiusa ai poveri.
Poveri sono gli uomini che cercano
Dio, ed ecco la chiesa; poveri sono
i ragazzi e i giovani che cercano un
senso e una luce nella propria vita
ed ecco l’oratorio; poveri sono i
genitori che chiedono un aiuto per
i propri bambini ed ecco il nido e
la scuola dell’infanzia. Poveri sono
anche gli anziani soli, chi non arriva a fine mese, chi non ha di che
coprirsi. Ecco, per questi ultimi,
Casa Lucia. Un tempo si diceva
che la chiesa viveva di due polmoni: la chiesa e l’oratorio. Vorrei rileggere questa immagine con
un’altra: la comunità cristiana
vive con un cuore, la chiesa, e due
polmoni: l’oratorio per la pastorale giovanile e “l’oratorio” per la
pastorale della carità.
Concretamente, il nostro desiderio è che un po’ delle energie della
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parrocchia e del territorio si riunissero attorno a Casa Lucia e
che molte delle iniziative che già
si compiono in forma privata o di
gruppi potessero lì “trovar casa”.
Rendere dunque, Casa Lucia:
Casa della Solidarietà o “Oratorio della Carità” significa dire che
nella comunità cristiana oltre alla
Catechesi e alla Liturgia c’è posto,
ed è visibile, anche per la Carità.
Tra le nostre prime attenzioni ci
saranno anzitutto gli anziani e chi
non ha di che vestirsi e nutrirsi.
Per fare bene il bene, ci si deve
preparare bene! Per questo accanto alla sistemazione fisica della
Casa (che non sarà un problema
da poco..), ci sarà da formare anche un gruppo di persone perché
questo servizio al fratello povero
possa essere svolto con attenzione
e rispetto.
Per ora le premesse sono buone:
diverse persone, gruppi parrocchiali e non solo, si sono resi disponibili: Caritas, Scout e altri; a
cui vanno aggiunte realtà del territorio quali l’IPLA. Anche i gruppi
delle parrocchie vicine stanno collaborando perché questo “sogno”
diventi presto realtà.
A te chiediamo di sostenerci, come
puoi. Anche solo una preghiera ci
aiuterà. Buon Natale.
don Paolo
Scuola Materna “A. Volpato”
Natale è una delle feste più attese, più sentite e più caratteristiche,
ma nello stesso tempo è anche una delle feste più svuotate dal significato religioso.
La nascita di Gesù nella storia degli uomini non è un avvenimento
qualunque, ma un gesto di supremo amore da parte di Dio verso
l’uomo.
La parola di Dio sì incarna in quel bambino nato nella povertà
di una stalla. E anche Dio, come tutti i bambini, per mezzo di
questo segno profondamente umano, ci esorta ad uscire dai
nostri egoismi, ci invita a fermarci davanti ai presepio per
contemplare il mistero di questa vita e per sollecitare il nostro cuore alla carità, al perdono, alla condivisione e alla
gioia.
Questo messaggio coinvolge anche i bambini che devono
avere l’opportunità di scoprirlo nei fatti più significativi
della loro giornata: a casa, a scuola e nell’ ambiente che
li circonda.
Proprio per questo il nostro intervento educativo si
propone di educare i bambini a scoprire il vero senso
della festa che è meraviglia, stupore, gioia, attesa di qualcuno: Gesù che sta alla porta e bussa.
Se noi apriamo la porta della nostra casa e lo facciamo entrare dandogli il posto che gli spetta, ci aiuta ad aprire il nostro cuore per
diventare capaci di amare, di donare, di perdonare, di accogliere
e vivere relazioni che scaldano il cuore.
Questi ci permettono di costruire la nostra casa sulla roccia dei
valori che ci sostengono nella crescita.
I bambini anche se piccoli hanno forte il senso del mistero
di Dio, di ciò che è grande, e sono in continua ricerca. Per
accompagnarli in questa scoperta è necessaria e indispensabile la collaborazione scuola - famiglia.
Ogni settimana presenteremo un brano del vangelo
facendo ricerche e conversazioni per aiutare i bimbi a
riflettere e a tradurre in impegno di vita i messaggi che
leggiamo.
Suor Marcellina
FESTA DELL’ACCOGLIENZA
Domenica 24 ottobre alle ore 15 si è tenuta la festa dell’accoglienza. Un occasione
importante per costruire un “Ponte Scuola-Famiglia”, per incontrare nuovi amici in
un clima di festa, gioia, partecipazione.
Il programma educativo-didattico di quest’anno della nostra Scuola dell’infanzia e
del Nido integrato ha come tema: “Tante case per crescere e stare insieme”
che in questi due mesi ha avuto come prima tappa: “Aprendo la porta della
scuola” (soprattutto del nostro cuore) incontriamo nuovi amici”.
E’ proprio la festa che ci permette di fare incontri preziosi, di scoprire nuovi amici.
Nonostante la pioggia insistente ci siamo trovati numerosi nel salone del cinema
dell’Oratorio e il nuovo Parroco Don Paolo ha dato il benvenuto.
I nostri piccoli protagonisti invece hanno dato il saluto il benvenuto ai parenti con
canti, poesie e sorrisi.
Dopo lo spettacolo abbiamo potuto gustare le caldarroste, cotte dai nostri esperti
genitori dell’oratorio e le molte delizie preparate con cura dai genitori.
A NATALE che sarà, il 2° momento “Apriamo la porta a Gesù che bussa”. Se
noi lo facciamo entrare, ci aiuterà ad aprire il nostro cuore per diventare capaci di
amare, perdonare, donare e accogliere.
3
Azione Cattolica Ragazzi
In molti nel nostro paese quando si parla di Azione
Cattolica pensano all’ACR, e identificano con questa sigla
tutta l’associazione. Non è così! L’Azione Cattolica non
è solo ACR (ragazzi delle elementari e medie), ma anche
adolescenti, giovani e adulti. E tutti si ritrovano periodicamente in gruppo, confrontandosi con amicizia, cercando di
crescere come cristiani aiutati dagli educatori nell’ACR, e
dagli animatori nei Giovanissimi e come Adulti. Ogni anno
l’associazione organizza i suoi incontri nei gruppi attorno al
tema pensato dall’Azione Cattolica nazionale. Quest’anno il
tema è: “Voi Siete La Luce Del Mondo”.
Lo slogan per i ragazzi è “C’è di più”. Tutti, non solo i ragazzi, devono cercare una vita vissuta alla grande una vita
cristiana. Che rende grande la vita è l’incontro quotidiano
con Gesù, nel suo Vangelo, nel suo perdono. Si parte da Lui, per accorgerci che c’è di più nella gioia di condividere vita
con gli amici, c’è di più nella comunità cristiana dove ci sono giovani e adulti che si prendono carico dei ragazzi e degli
adolescenti e li aiutano a diventare grandi insieme. I gruppi dell’ACR, dei Giovanissimi e degli Adulti non esistono
per essere chiusi nelle loro attività, ma sono stimolati a diffondere speranza e gioia nella scuola, nel lavoro, nel tempo
libero e in famiglia. Qualcuno penserà che sono “obiettivi” lontani o troppo alti. Ma è lì che dobbiamo puntare: in alto.
Lo diceva anche il beato Piergiorgio Frassati durante le scalate alle sue amate montagne: “Verso l’alto ragazzi”.
4
E dopo l’ACR?
I giovanissimi!!
Passando per il centro dopo cena, capita a volte di notare un certo
fermento davanti all’oratorio: non è più gente per l’asilo e il catechismo: è l’ora dei Giovanissimi! E’ così che l’Azione Cattolica
chiama gli adolescenti. A Maerne siamo circa in 60 che partecipano ai gruppi serali, accompagnati da una squadra di 12 educatori pronti a mettersi in gioco per fare uscire l’entusiasmo spesso nascosto in questi ragazzi.
I gruppi dei Giovanissimi vogliono essere un momento in cui si condividono momenti divertenti e importanti,
i pensieri della vita con le sue paure e i problemi, per la scuola o gli amici: tutto questo per
poter essere bravi giovani cristiani anche a 15,
16, 17, 18 anni.
Il percorso tracciato passa per i temi dei nostri
legami, gli affetti, le amicizie vecchie e nuove
con cui ci confrontiamo ogni giorno,la libertà
e il suo significato, il senso della vita e della
vocazione, la responsabilità che crescendo ci è
chiesta e del servizio che posso fare per noi e
per gli altri. Il gruppo è il luogo giusto per far
uscire le domande che abbiamo dentro e cercare risposte, con l’aiuto dei coetaneo e degli
animatori; per accorgersi che non siamo soli,
ma stiamo cercando qualcosa e Qualcuno di
importante.
5
SCOUT ? ? ?
Ma chi sono questi Scout?
E la Co.ca.? Il Reparto?
Il Branco? Il Clan? Il
Noviziato? Ma cos’è sta
roba?
Forse non tutti sanno che
a Maerne ci sono gli scout
ma probabilmente hanno
visto aggirasi per le vie del
paese degli omini vestiti
di blu con i pantaloni corti
anche quando ci sono 0
gradi...ecco quelli sono gli
scout.
Ma come ci sono arrivati a Maerne gli scout, si
chiederà qualcuno? Casa
Righel è l’inizio della nostra storia. Ancor prima che nascesse il gruppo scout a Maerne uno dei
nostri fondatori, Luigino Nalesso aveva partecipato come volontario agli aiuti alle popolazioni
colpite dal terremoto del Friuli, nel 1976. Ed è proprio da quelle zone che arriva Casa Rigel che
dal 1978 è la nostra sede, il cui nome è quello di una stella doppia nella costellazione d’Orione,
Rigel appunto.
Noi scout di Maerne facciamo parte dell’AGESCI, un’associazione che educa secondo i principi
e i metodi dello scoutismo cristiano e fa parte del movimento mondiale scout, una fraternità
cui partecipano oltre 24 milioni di ragazzi e ragazze in 120 paesi. I punti caratterizzanti delle
attività e delle esperienze, sono la vita all’aria aperta, la cura della salute e dello sviluppo fisico,
l’impegno nelle abilità manuali, il servizio al prossimo e la formazione spirituale.
Il nostro Gruppo AGESCI Maerne 1 è costituito da 3 unità scout per ragazzi e ragazze di tre
fasce distinte di età: il Branco “Branco del Popolo Libero” (3-5 elementare), il Reparto “Vento
del Nord” (1 media -2 superiore), la Comunità R/S “Maiella” (3 superiore -2 anno università).
Nel Branco i bambini sperimentano i valori Scout, attraverso il mondo della “Giungla”, sulle
tracce del “Libro della Giungla” ecco perchè si chiamano Lupetti:il loro motto è “del nostro
meglio”.
I ragazzi e le ragazze che fanno parte del Reparto si chiamano Esploratori e Guide. La strada
di crescita personale è segnata da 3 tappe scoperta, competenza e responsabilità: il motto è
“estote parati” (sempre pronti).
La Comunità Rovers-Scolte si divide a sua volta in Noviziato e Clan. Il Noviziato dura un anno,
è formato dai Novizi: ragazze e ragazzi che frequentano la terza superiore.
Il Clan è una comunità di giovani che vengono chiamati Rover e Scolte. Un documento scritto
dai Rover e dalle Scolte, la Carta di Clan, stabilisce gli obiettivi comuni e che tutti i membri del
Clan sottoscrivono. All’età di 20/21 anni circa, coloro che scelgono di vivere i valori cristiani
nello stile di vita dello Scoutismo possono richiedere la Partenza. La Partenza è il riconoscimento da parte dei Capi e della comunità del loro impegno a vivere in accordo con le loro scelte.
Il motto dei rover e delle scolte è “servire”.
Ogni unità scout è seguita dai Capi e da Assistenti Ecclesiastici che vivono insieme ai ragazzi il “grande gioco” che porta tutti
a crescere. Tutti i Capi e gli Assistenti di tutte le unità formano
la Comunità Capi (Co.ca), che ha
il compito di analizzare i bisogni
delle ragazze e dei ragazzi e le
caratteristiche dell’ambiente nel
quale essi vivono, per pianificare
le azioni educative e gli obiettivi da
raggiungere nel “Progetto Educativo di Gruppo”.
Ecco adesso sapete chi siamo, per
altri dubbi, cosa sono sestiglie,
squadriglie, giudoni, fiamma ecc
potete sempre venire, in oratorio
ci troverete!
Il gruppo Scout Maerne 1
6
Casa Alpina di Gallio
La mèta ambita da molti giovani della nostra parrocchia è la Casa Alpina di Gallio. La
sua collocazione in una posizione periferica rispetto ai centri abitati e la disponibilità
di ampi spazi adibiti a prato rendono la Casa una sede ideale per soggiorni formativi e come tale, alquanto richiesta anche da altre parrocchie. Questa struttura, nata
da un primordiale fabbricato preesistente, ha subito nel
tempo importanti mutazioni sotto il profilo volumetrico
ed architettonico fino a divenire l’attuale edificio. A tale
risultato è stato possibile giungere grazie alla generosità
di Lucia Povelato, principale benefattrice alla quale è dedicata la struttura e grazie all’opera instancabile di diversi
parrocchiani impegnati nel suo mantenimento. Tutto ciò
sotto la guida dei parroci don Giovanni Salvalagio e don
Giorgio Piva ai quali va riconosciuta lungimiranza nel voler dotarsi di una sede appropriata per lo svolgimento “a
distanza” delle attività parrocchiali. In questa sede hanno
luogo principalmente iniziative legate alla pastorale giovanile (e speriamo famigliare!!). Campi estivi e invernali
che vi si svolgono rappresentano appuntamenti forti
come conclusione, avvio o rilancio di attività di diversi
gruppi sotto la conduzione di animatori ed il supporto del personale di servizio. Ciò
che normalmente definiamo “Casa Alpina” non è semplicemente un’abitazione montana ma l’insieme di talenti, competenze e strutture che si offrono gratuitamente per
un’esperienza formativa di ragazzi e giovani. La Casa altro non è che uno strumento
di evangelizzazione a disposizione di una comunità per creare delle oasi per lo spirito,
degli appuntamenti in cui il prendere le distanze dal tran tran quotidiano puù aiutare
ad avvicinare ciascuno alla conoscenza di sé degli altri e di Gesù attraverso il silenzio,
la pace, la vita comune e la natura.
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Schola Cantorum
La Schola Cantorum di Maerne
nasce nel 1924 per iniziativa di
alcuni parrocchiani ed un giovane cappellano amante della
musica e del canto sacro. Fin
dalla sua fondazione ha mantenuto fede al compito di rendere
più solenni le principali feste
liturgiche dell’anno, estendendo
i propri interessi alla musica
polifonica sacra, dal canto gregoriano ai giorni nostri con particolare attenzione al repertorio
ceciliano.
Partecipa, inoltre, a rassegne
corali e concerti nell’ambito regionale. In questi ultimi 3 anni
è
stata impegnar maggiormente nelle sante messe di tutte le prime domeniche di ogni mese e nelle grandi
solennità dell’ano liturgico, compreso il periodo quaresimale e dell’avvento. Non sono mancate le partecipazioni a momenti di gioia e di dolore come a matrimoni e a funerali.
La Schola Cantorum, diretta dal 1978 dal maestro Gianpietro Dal Bianco, si riunisce periodicamente 2 sere a
settimana (il martedì e il venerdì). Detta
partecipazione, indubbiamente, è frutto
dell’impegno e dell’entusiasmo dei suoi
componenti ed è da essi sentita, non solo
come un appuntamento di chi ha passione per il canto o la musica ma in essa
traduce il proprio amore per Gesù.
RASSEGNA CORALE
26 DICEMBRE 2010 ORE 20.45
CHIESA ARCIPRETALE DI MARTELLAGO
CORO
“O. DE VECCHI”
Direttore
Luciano Bertuzzo
8 GENNAIO 2011 ORE 20.45
CHIESA ARCIPRETALE DI MAERNE
CONCERTO
“INCANTEVOLE MUSICA D’INVERNO”
Ensemble vocale “Sweet Mind”
Direttore
Lucia Libralesso
INGRESSO LIBERO
9
Febbraio
Gennaio
sab 1
lun 3
mer 2
Maria Ss Madre di Dio
gio 3
Uscita invernale a Gallio animatori
GrEst
ven 4
mer 5
Riunione genitori battezzandi
gio 6
Epifania
Esercizi spirituali scout agesci
(proposta diocesana)
ven 7
Consiglio Parrocchiale di Azione
Cattolica
lun7
dom 9
Battesimo
Benedizione bambini
Premiazione Presepi
mar 8
lun 10
dom 6
dom 13
Ripresa catechismo
Adorazioni Eucaristica
mer 16
mart 11
Consiglio pastorale parrocchiale
Due sere AC per giovani a Treviso
Festa dicoesana famiglia
Giornata per la vita
Presentazione ragazzi 1° Comunione
Gruppo vocazionale
ragazzi 1°-2°media parrocchiale
Inizio colloqui con parroco cresimandi
¿QRDO
Adorazione Eucaristica Comunitaria
Due sere AC per giovani a Treviso
Gita sulla neve
Ritiro dei sacerdoti
Corso vicariale operatori pastorali
sab 19
mar 18
Presentazione del Signore al Tempio
“Candelara”
Uscita Comunità Capi Scout
Pellegrinaggio Azione Cattolica
dom 20 Giornata per le famiglie in parrocchia
dom 23
ven 28
Settimana di preghiera per l’unità dei
cristiani
mar 22
Cattedra di S. PietroPatrono della parrocchia
Vespri solenni e S.Messa
mer 23
Riunione genitori battezzandi
Confessione e consegna bollettino cresimandi genitori e padrini
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dom 30
2° Ritiro dei Cresimandi
Vespro con i genitori dei cresimandi
ven 25
lun 31
Formazione animatori GrEst
dom 27 Santa Cresima
10
Marzo
mar 1
Incontro genitori 2° elementari
Incontro animatori GrEst
gio 3
Consiglio Pastorale Parrocchiale
dom 6
Festa di carnevale
lun 7
Adorazione Eucaristica Comunitaria
Aprile
ven 1
Incotnro genitori 3° elementare
sab 2
Esperienza spirituale giovaniAC “Tabor” (18-20anni)
gio 7
Consiglio Pastorale Parrocchaile
dom 10
Consegna del Credo ai ragazzi 2°media
mer 9
Ceneri messe ore 8.30 - 15.00 - 20.30
ven 11
Incontro comunione di maturità (ragazzi ‘95)
ven 15
Confessioni giovani e adulti ed Adorazione Eucaristica
ogni
sabato
confessioni per tutti (15-19)
sab 16
Veglia Dicoesana giovani (treviso)
sab 12
Esperienza spirituale AC Emmaus/
Betania(1-2°-3-4°sup)
dom 17
dom 13
1° quaresima
Consegna Comandamenti ragazzi
4°elementare
Inizo Quaresimale
Domenica delle palme
INIZO SETTIMANA SANTA
pomeriggio inizio Quaranta ore
lun 14
Incontro genitori 5° elementare
mer 16
Ritiro sacerdoti
Lectio in seminario per giovani
gio 17
Incontro genitori 1° media
Esercizi spirituali per giovani
lun 18Adorazione Eucaristica delle Quaranta
mar 19 - ore. S.Messa ore 8.00, segue adomer 20 razione e 15.00, segue adorazione.
18.30 vespro
gio 21
S.Messa in Coena Domini(segue veglia ed adorazione)
Comunione di maturità (2° sup)
ven 22
Solenne Azione Liturgica della Passione del Signore
Processione con la Croce
ven 18
Via crucis dei giovani diocesana
mar 22
Via Crucis (tutti i venerdì di quaresima)
sab 23
Solenne Veglia Pasquale
mer 23
I serata di spiritualità per i giovani a
Martellago
dom 24
S.Pasqua
gio 24
2° serata di spiritualità per i giovani a
Martellago
mar 26
Ripresa Catechismo
Incontro gentiroi 1° elementare
sab 26
3° serata di spiritualità per i giovani a
Martellago
mer 27
Solennità di S.Liberale
Pellegrinaggio adulti Ac in cattedrale
11
Gruppo G.I.M.
Grazie alla tenacia dell’allora cappellano D. Gianluca Durante, sul finire del secolo scorso,1999, è sorto il Gruppo
Missionario Giovani, con la consegna dell’anello ci si impegnava ad essere presenza attiva e sensibile verso chi ha
bisogno, dedicando un po’ del nostro tempo alle necessità
della parrocchia, aiutati dalla preghiera,dal contatto con i
nostri Missionari e dalla partecipazione agli incontri missionari della nostra Diocesi. vogliamo ricordare l’arricchente
presenza dei seminaristi, oggi Don Mauro e Don Stefano e
la serena determinazione di Don Denis nel!’istituire la vendita dei prodotti del Mercato Equo solidale; ma anche le
sue corse per essere presente alle riunioni di un gruppo e
dell’altro. Li abbiamo conosciuti nella loro veste abituale per approfondire la nostra conoscenza ed aiutarci
nel cammino, ma anche alle prese con colla , martelli, seghetti ed altro per far si che potessimo essere puntuali alle scadenze dei nostri impegni. Molte persone che si sono avvicendate, nel Gruppo Missionario Giovani, oggi non ne fanno più parte perché si sono trasferite o sposate, altre hanno assunto altri impegni,ma
tutte hanno lasciato l’impronta del proprio passaggio. Fra tutti vogliamo ricordare la nostra Chiara Busato
che è stata presenza importante sin dall’inizio del gruppo e che ora è a Firenze per studiare e seguire la sua
vocazione. Con chi è rimasto, ma anche con chi vorrà
venire e con l’aiuto del Padre, proseguiamo il cammino
del gruppo, cercando di soddisfare le richieste della
Parrocchia. Rinunciando a qualcosa per noi, fiorisce la
carità, e si riceve in cambio quattro volte tanto.
Ogni bene dal Gruppo G.I.M
AVIS
12
Caritas
Alla fine di giugno, dopo l’incontro con il
responsabile della Caritas Diocesana, don
Davide Schiavon, è maturata l’idea di una
maggior attenzione a nuove forme di povertà, sempre più frequenti anche nel nostro
territorio in seguito alla crisi economica e
alla conseguente perdita di posti di lavoro.
Unitamente alle parrocchie di Martellago
e di Olmo, la Caritas di Maerne ha iniziato
una esperienza di collaborazione per intervenire insieme nelle situazioni di povertà e
di disagio individuale nel nostro Comune.
E’ un impegno non nuovo per il gruppo Caritas, ma un servizio che richiede il coinvolgimento di nuove forze e di giovani sensibili ai
problemi del prossimo.
La “Carità” non è un “optional”, ma “dovere”
di ogni cristiano.
Gruppo catechiste
Il gruppo supera le 50 persone, donne di buona volontà che cercano, preparandosi, di far risuonare la parola
di Dio attraverso la catechesi.Quest’anno cerchiamo di dare un’impronta nuova per rispondere più adeguatamente alle esigenze della trasmissione della fede in Gesù Cristo, proponendo un itinerario di sperimentazione, chiamato delle tre A: per Affascinare, Approfondire e Assimilare il messaggio di Gesù. Chi è dunque
la catechista? La catechista è una che si lascia trasformare dall’amore di Cristo, è una persona che cresce con
l’ascolto della Parola di Dio; che sente la responsabilità del servizio; che cerca di farsi attenta alle esigenze dei
ragazzi che le sono affidati, capace di esprimere in termini appropriati la bellezza della Parola senza tradirne
il messaggio, tenendo conto dell’età di chi sta ascoltando. Di questo siamo consapevoli: che lungo il cammino
della fede, nessuno è solo, Dio stesso accompagna, guida, corregge e, cosa molto importante, precede! É Lui
che ci apre il cuore, che ci aiuta a rendere la storia come Lui, a sperare ed amare come Lui! Affidando ogni
cosa a Dio, noi diamo il nostro contributo, modesto e umile, ma se sorretto dall’amroe sempre fecondo.
13
BUONGIORNO GESU’
Che fatica alzarsi al mattino sapendo che il motivo è andare a scuola!
“Sbrigatevi, c’è la colazione!” “Forza, lavatevi il viso e i denti!” “Smettetela di litigare e mettetevi la merenda
in cartella!” “Presto, presto sono le 7:30! Non siete ancora vestiti e io arrivo in ritardo al lavoro se non vi
sbrigate!”.
Chissà se anche nelle altre case, tutte le mattine, risuonano le stesse frasi... E adesso il parroco lancia anche
un’idea per uscire di casa ancora prima...
Io e mio marito abbiamo dovuto fare il lavaggio del cervello ai nostri figli, per convincerli che la settimana
successiva ci si sarebbe dovuti alzare mezzora prima del solito per dare il buongiorno a Gesù. “Ma è proprio
necessario?” “Ma noi siamo stanchi il mattino...Bisogna proprio?”. Cerchiamo di convincerli: “Anche i vostri
amici si alzeranno prima, come voi, e vi troverete poi tutti insieme. Anch’io farò in tempo a venire con voi in
chiesa, prima di andare al lavoro”.
Il fatidico 25 ottobre arriva. Puntuale la
sveglia suona alle 6:40. “Uffa, abbiamo
sonno...” “Saremo gli unici...” “Andiamo
domani!”.
Con fatica alle 7.25 siamo in chiesa:
che bello non siamo i primi, anche se
non siamo molti. In pochi minuti però
la chiesa si popola. È fantastico vedere
questi ragazzi con le cartelle sulle spalle,
l’espressione sul viso di chi non sa bene
cosa aspettarsi, ma qualsiasi cosa sia,
dev’essere bella.
Siamo qui tutti insieme, don Paolo e don
Andrea ci accolgono con il sorriso sulle
labbra e si vede che parte dal cuore. Un
momento breve e semplice di preghiera,
vissuto insieme, allietato dalla chitarra.
“Hai visto? È il parroco che suona!” “Incredibile!”.
E poi via, a scuola, le espressioni del viso più rilassate e compiaciute. Che bello vederli uscire dalla chiesa
così in tanti, a quell’ora: chi avrebbe mai pensato di pregare Gesù alle 7:30 prima di andare a scuola con i
compagni?
Le mattine seguenti, come per magia, alzarsi dal letto diventa più semplice, la voglia di ritrovarsi in chiesa
con gli amici è tanta. E poi, la sera, tutti nel lettone per la buonanotte Gesù.
Sabato c’è anche un momento di festa con qualche dolce e biscotto. Si sono aggiunti anche alcuni papà che
non erano potuti venire gli altri giorni... “Mamma, com’è volata questa settimana!” “Che peccato che sia già
finita...”.
Una mamma
14
IL PRESEPIO VIVENTE di MAERNE
alla sua 26a edizione
La comunità di Maerne ha iscritto nella propria storia, fra le tante diverse iniziative, quella del Presepio
Vivente che, nata ventisei anni orsono, continua con immutato entusiasmo.
E’ un’associazione di volenterosi quella del Presepio, aperta alla collaborazione di tutti coloro che, riconosciuti i valori che la speranza cristiana ha portato con la Natività , vogliono creare momenti di aggregazione
nel periodo natalizio. Se il senso del Natale è la riscoperta della fraternità, gli operatori del Presepio vogliono con la loro impresa stimolare tutti a gesti di generosità per sostenere iniziative sociali del paese e per
mandare aiuti a i nostri cittadini che operano nelle missioni del’Africa e dell’America Latina .
E così Maerne si spalanca e si lega al mondo di cui non possiamo ignorarne le povertà. Vogliamo anche
sperare che Maerne sia orgogliosa di questi gesti di solidarietà tra i più bei messaggi del Natale.
Ne deriva, per tutti i nostri cittadini, un impegno a visitare le manifestazioni e segnalarle ad amici e conoscenti. Come noto l’ingresso alle manifestazioni è gratuito.
A chi sono devolute le offerte
Le offerte dei visitatori vengono devolute alla “Via di Natale” – hospice oncologico di Aviano (PN), a
missionari e volontari originari di Maerne ed operanti in Sud America ed in Africa; in particolare. Si è
in oltre contribuito alla costruzione di una Casa di Accoglienza per minori a Belo Horizonte (Brasile);
all’allestimento di due centri sanitari, l’uno a Lima in Perù e l’altro ad Abidjan (Costa d’Avorio) ed al
sostegno di scuole professionali in Ecuador attraverso l’organizzazione “Mato Grosso”, in Madagascar ed in
Thailandia ed al sostentamento di un orfanotrofio in Mozambico.
Alcune date
Inaugurazione e Benedizione del complesso 24 Dicembre 2010 ore 24.00;
25-26- Dicembre, il 1° e 2 Gennaio dalle 14.30 alle 18.30; Domenica 2 Gennaio alle 17.00;
Il 6 Gennaio 2011 alle ore 17.00 circa - corteo dei Re Magi e distribuzione della calza della Befana a tutti i
bambini presenti.
La Lucciolata” passeggiata di solidarietà dalla Chiesa di Olmo al Presepio di Maerne
Corsa Podistica a favore della “Via di Natale” di Aviano (PN) con percorsi di 21, 14 e 6 Km e con ritrovo alle
ore 8.30 in Piazza Giotto a Maerne.
NUOVA CASA
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Chierichetti ... che mito!!!
Volevamo presentarci anche noi... siamo il gruppo di circa 20 ragazzi, dalla terza elementare alla terza media e magari anche dopo, che vedete di più tutte le domeniche! Siamo i ragazzi “di punta” della parrocchia
nel vero senso della parola: i più vicini al sacerdote e a Gesù durante la Messa e le altre celebrazioni...
Abbiamo tutti questa passione in comune: vivere le domeniche e le volte che andiamo alla Messa, non
stando fermi sul banco ma mettendoci a servizio di Gesù aiutando il sacerdote e rendendo più belle e solenni la celebrazioni.
Alcune volte, quando siamo sull’altare, le nostre mamme e le catechiste faticano a riconoscerci perchè
siamo stranamente seri e impegnati... ma basta partecipare a qualche nostro incontro il sabato pomeriggio
o a qualche nostra gita, per vedere che vivacità e gioia non ci mancano per nulla. Stando particolarmente
vicini a Gesù scopriamo molti segreti di lui e della liturgia, tanto che siamo di solito i migliori nelle domande a catechismo, ma sopratutto cresciamo nell’amicizia con il Signore e nell’ascolto della sua Parola
che non è cosa da poco!
Per tutti i ragazzi che volessero unirsi a noi basta fare una parola con i don e provare... e quando si parte
poi non ci si ferma più!
I meiochierichetti
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Il don risponde ai ragazzi di III media
Cari amici, nel leggere le molte lettere che mi avete inviato, ho scoperto che vivete alla grande!! Tra le cose
che mi hanno colpito, a parte un po’ di paura per la scuola: gli esami all’orizzonte e la scelta delle superiori,
è che fate una varietà di sport e mostrate un campionario di hobby di tutto rispetto. A parte i classici calcio e
pallavolo, l’ascolto della musica a la play station; c’è chi fa danza, latino americano, pattinaggio, nuoto, tiro
con l’arco, ecc. ecc. Tutto questo mi fa pensare che siete proprio fortunati!! Fate cose che i vostri genitori
probabilmente nemmeno sognavano di fare, e che comunque molti ragazzi della vostra età, in giro per alcune
parti il mondo, non faranno mai.
Mi ha colpito molto che diversi di voi hanno scritto che della propria vita non vorrebbero cambiare niente.
Mi chiedo: “perché?”. Perché, fortunati voi, avete trovato il paradiso quaggiù: persone che vi vogliono bene,
che trovano il modo per rendevi felici, accontentarvi in ogni cosa?; oppure perché, sfortunati noi, noi “grandi”
abbiamo spento i desideri che alla vostra età fanno sognare in grande e volare alto? Dite di non chiedere
nulla alla vostra vita forse perché, noi adulti, abbiamo riempito quel “vuoto creaturale” che Dio ha messo in
ciascuno per lasciarci inquieti.. e farci nomadi cercatori? Perché non chiedete? Forse perché già a tredici anni
siete disillusi, perché a “un ottavo” di vita le avete (se non ancora provate) già viste tutte?
Come vorrei, con i vostri genitori e gli adulti a voi vicini, scuotervi forte; gridarvi: “non smettete di sognare,
di guardare all’orizzonte; di sentire che per voi Qualcuno ha un sogno grande; che qualcuno ha bisogno di
voi, che non possiamo essere felici da soli, che la sofferenza del mondo aspetta anche te per lenire il proprio
dolore. Non abbiate cari ragazzi paura della sofferenza. Soffrire nelle giuste dosi fa bene. Non bisogna sempre
prendere qualcosa quando si sta male. C’è un male, un malessere che è bene che ci sia. Nel nostro intimo vi
è un’inquietudine, un’angoscia, che accomuna tutti gli uomini e che, se anestetizziamo, ci renderà uomini
a metà, perché con una parte di cuore addormentata. Sapere che non tutti sono felici e non stare male per
questo; conoscere che in molti nel mondo non se la passano come noi e non provare un senso di dolore non
ci renderà più felici. Anzi. Negarci la sofferenza del vivere significa negare di essere figli di Adamo e di Eva, e
se qualcuno vi sta illudendo che il paradiso è qui o qui vicino, chiamatelo pure serpente.
Mi “consola” che diversi di voi, in varie forme, scrivete della paura della morte, della guerra, della fame del
mondo. Dico “mi consola” perché in quel terreno, c’è forse posto per il seme della solidarietà a patto che la
paura lasci il posto alla speranza anche perché solo la speranza muove i nostri passi. Per noi cristiani questa
Speranza si chiama Gesù. In molti, nelle nostre lettere, lo ricordate come uomo che ha dato speranza ai peccatori, a chi era condannato a morte, a chi era povero, affamato e solo. Non abbiate paura a mettere anche voi
tra questi. Anche se abbiamo tutto, senza di Lui non abbiamo nulla.
Don Paolo
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EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO
È l’educazione il tema prioritario che impegnerà la Chiesa italiana.
I vescovi hanno raccolto il messaggio che Benedetto XVI, per primo
dal 2006 ha cominciato a parlare di «emergenza educativa».
Educazione: «È un’arte delicata e sublime e oggi rappresenta una
sfida». Oltre che una sfida culturale essa è una dimensione permanente della missione di rendere Dio presente in questo mondo e di
far sì che ogni uomo possa incontrarlo.
Trasformazioni: Educare in un mondo che cambia, segnato da profonde trasformazioni chiede riferimenti affidabili: il circo mediatico
e la cultura contemporanea favoriscono il disorientamento, il ripiegamento su se stessi e così la formazione della persona è sempre
più difficile. La trasmissione dei grandi valori da una generazione
all’altra è sempre più difficile e a soffrirne è la famiglia.
Gesù, il Maestro: Cristo non un maestro ma il Maestro e la Chiesa
discepola, madre e maestra vuole interrogarsi sulla sua vocazione
educativa. Si educa solo in una rapporto di relazione e di fiducia.
È da chiedersi se come chiesa viviamo questo con Gesù e se poi lo
sappiamo vivere nel nostro interno come chiesa, e come apertura
fiduciosa al mondo
Cinque pani e due pesci:
consapevoli del dono e della responsabilità dell’educazione
L’immagine dei cinque pani e dei due pesci, scelta dal Vescovo come
icona biblica per il nuovo anno pastorale incentrato sull’educazione, è
molto stimolante ed evocativa per una prassi ecclesiale a volte tentata
dai risultati e dalla logica economica della domanda e offerta.
Di fronte alla folla affamata e un po’ smarrita che da giorni segue il
Maestro, i discepoli, pieni di buon senso pratico, non vedono altre
soluzioni che invitare ognuno a provvedere andandosi a comprar cibo
nei villaggi vicini. Gesù invece li stupisce e affronta la situazione con
appena cinque pani e due pesci. Troppo poco, quasi niente, per così
tanta gente. Non possiamo iniziare un anno pastorale sull’impegnativo
tema dell’educazione, senza aver sempre davanti il fatto dei pani.
Cinque pani e due pesci sono poca cosa per “la dilagante fame del
mondo”. La nostra opera educativa può sembrarci perdente, una goccia in un mare, di fronte alla potenza culturale e mediatica di cui dispone il mondo; possiamo sentirci quasi sconfitti ancor prima di partire
nell’impresa. Eppure, pur tra qualche momento di delusione e di affanno, il nostro impegno di sacerdoti, laici e religiosi dediti all’educazione
cristiana di tanta gente, non viene mai meno e non arretra perché ancora sappiamo confidare in Colui che ci dà la forza, che tutto può e che,
in ogni caso, che io dorma o vegli, fa germogliare il buon grano che mi
ha consegnato per la semina; in quel Dio che, proprio in ciò che appare
debole agli occhi del mondo - appunto cinque pani e due pesci - manifesta la sua straordinaria potenza.
La Lettera vorrebbe suscitare in noi una coscienza più viva e una maggiore attenzione su quanto
l’educazione sia importante per la vita e la crescita delle persone e delle comunità. In certo senso noi educhiamo, o diseduchiamo, senza neppure accorgercene: le idee, i messaggi, gli stili di vita, gli slogan, gli esempi,
avvolgono e pervadono la vita di tutti. Dobbiamo essere consapevoli che l’educazione non può semplicemente accadere, essere data da qualcuno e in qualche modo, ma deve farsi nostro compito preciso, responsabilità assunta con la consapevolezza della posta in gioco.
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SONO TORNATI ALLA CASA DEL PADRE
Danilo Rigo
N. 29/11/1936
M. 8/10/2010
Lodovico Scroccaro
N. 30/6/1952
M. 17/17/2010
Elisabetta Prenner
N. 9/11/1911
M. 2/11/2010
Giuseppe Di Nardo
N. 9/2/1943
M. 4/11/2010
Arturo Michieletto
N. 10/2/1927
M. 5/11/2010
Lina Munarin
N. 23/5/1922
M. 6/11/2010
Matilde Niero
N. 9/9/1915
M. 6/11/2010
Italo Bressan
N. 31/8/1936
M. 12/11/2010
Francesco De Rossi
N. 1/12/1937
M. 25/11/2010
Amedeo Munarin
N. 17/6/1933
M. 25/11/2010
Enrico Oliboni
N. 19/12/1945
M. 27/11/2010
Dima Maria Crepaldi
N. 2/2/1940
M. 27/11/2010
Roberta Casarotto
N. 6/7/1951
M. 18/11/2010
Giulia Todesco
N. 4/12/1916
M. 16/11/2010
BATTESIMI
Domenica 24 ottobre 2010:
Emma Minetto, Linda Manarin,Emma Munarin, Gemma Riato, Alice Sanvitale,
Samuel Manente
Domenica 28 novembre 2010:
Emma Ceccono, Federico Pagan, Noa Lisa Stecca
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Leonilde Fuson
N. 25/3/12
M. 15/11/2010
ECHI DI MAERNE
Don Paolo Magoga,
Don Andrea Caratozzolo,
Giorgio Scaramuzza,
Federico Nenzi,
Gabriele Marino
Hanno collaborato
ACR
ACG
Scout Maerne 1
Schola Cantorum
Gruppo Caritas
Catechiste
Gruppo GIM
Gruppo chierichetti
Scuola Materna parrocchiale “A. Volpato”
Gruppo famiglie
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