“Credo” l` Azione Cattolica

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“Credo” l` Azione Cattolica
Azione Cattolica Chiesa Madre
Relazione finale
08 Giugno 2012
“Credo”
l’ Azione Cattolica
1. Potrebbe sembrare un’espressione ardita la frase con cui ho pensato di intitolare questa relazione di fine anno associativo dell’Azione Cattolica Parrocchiale della Chiesa Madre, ma vuole esprimere in maniera forte l’importanza che l’Azione Cattolica svolge nella formazione dei laici alla vita cristiana nazionale e parrocchiale. Il ministero laicale: “rendere visibile e credibile il Mistero di Dio” 2. Nel suo recente messaggio alla plenaria della Congregazione per i Laici, papa Benedetto XVI ha richiamato i laici cristiani alla necessità di una testimonianza trasparente e della rilevanza della questione di Dio in ogni campo del pensare e dell’agire, cioè in quelle realtà secolari alla cui animazione i laici sono mandati in virtù della loro specifica vocazione. Il Santo Padre ricorda che “questa testimonianza è l’unico mezzo per rendere non solo visibile ma anche credibile all’uomo contemporaneo, dalla mentalità scientifica che crede soltanto se vede e se tocca, quel Dio in cui noi affermiamo di crederne non solo l’esistenza ma anche l’efficacia salvifica del suo mistero, che invisibile e inaccessibile per natura, ha voluto rendersi visibile nell’umanità del Cristo”. Il messaggio del Papa ben si sposa perciò con le parole del Progetto Formativo dell’Azione Cattolica che al n. 4 “esprime la preoccupazione per l’errata convinzione di tanti cristiani convinti che gli impegni della vita cristiana si giochino nelle cose di Chiesa o per la riduzione della fede ad una risposta ai bisogni personali”. La missione affidata a tutta la Chiesa ma in maniera peculiare ai laici che, come recita il Concilio Vaticano II, nel decreto Apostolicam actuositatem, sono inviati per la loro specifica indole secolare ad animare in forza della loro vocazione i contesti mondani, richiede fedeli laici che siano non solo consapevoli dei contenuti della fede ma anche capaci di esprimerli con la necessaria competenza e con stile veramente evangelico nelle più svariate circostanze della vita, coscienti che, come affermava con ardore apostolico l’Apostolo Paolo, ogni occasione, opportuna o inopportuna, è propizia per annunziare Cristo. L’ Azione Cattolica: forma singolare ed esemplare di apostolato laicale 3. La frase non è mia ma la traggo dal Magistero della Chiesa. Pur riconoscendo che tutti i Movimenti che costellano la Chiesa cattolica sono spazi validi di formazione, è tuttavia impossibile non riconoscere all’Azione Cattolica Italiana non soltanto la paternità storica del movimento laicale contemporaneo nella Chiesa ma anche l’ esperienza che essa ha maturato nel corso di oltre un secolo di vita, che si è profondamente radicata nel tessuto della Chiesa italiana, che l’ha resa “capace di preparare l’attenzione con cui il Concilio Vaticano II ha affrontato per la prima volta nella storia la questione dell’apostolato attivo dei laici nella vita della Chiesa”. 4. E’ vero anche che l’Azione Cattolica non si improvvisa ma richiede un processo di semina e di coltivazione lento e faticoso: le difficoltà non devono scoraggiare e spingere a preferire soluzioni di rinuncia. Ma è necessario intraprendere un cammino di formazione personale e comunitario che si radica nei percorsi formativi dell’A.C. e nei documenti conciliari. Chi crede la Chiesa non può non “credere” l’ Azione Cattolica Il cammino dell’Azione Cattolica Parrocchiale di quest’anno è stato lungo, impegnativo ed esaltante, pieno di momenti di incontro tra soci e con la società civile: gli incontri associativi settimanali e quindicinali; le feste dell’ACR piene di gioia e di allegria; i ritiri di Avvento e della Quaresima momenti di intensa riflessione personale e comunitaria; gli incontri con le famiglie dei Bambini dell’ACR; l’incontro con il Dott. Antonio Rotondo sulla profilassi della vaccinazione; l’incontro con il Prof.re Antonino Ristuccia sull’arte nei percorsi formativi di A.C.; la relazione di Raffaele Gurrieri, presidente diocesano di A.C e dell’assistente unitario di A.C. Mons. Caramagno Salvatore; l’incontro giovani delle due Parrocchie Chiesa Madre e Chiesa di sant’Anna a Borgo Rizza; la festa incontro dell’ACR a Francofonte; la festa incontro giovani ad Augusta; l’animazione della Via Crucis Vivente; la partecipazione alla sacra della fraternità del lunedì di Pasqua; la Corrida della solidarietà; l’incontro con il Sindaco Pippo Basso. Un grazie di vero cuore va a tutti i bambini, donne e uomini di questa associazione che hanno creduto nel progetto formativo che l’Azione Cattolica ha proposto loro nelle diverse articolazioni associative. Un grazie sentito e convito va a tutti gli educatori ACR, che hanno sottratto tempo allo studio, al lavoro, a stare con il fidanzato/a o con l’amico per dedicarsi alla “cura”, intesa in senso Heideggeriano – farsi carico di – dei più piccoli per farli crescere nella fede in Gesù. Grazie agli animatori dei giovani: Salvatore Catalano e Tiziana Morello. Grazie a Emanuela Favara per la capacità di declinare i percorsi formativi a misura dei bambini di questa associazione parrocchiale. Grazie anche agli animatori dei gruppi adulti: Sig. Enza Cicero, Stefania Breci, Annalisa Scammacca e Culò Nicolò. Li ringrazio per il tempo dedicato alla preparazione delle riunioni e alla loro capacità di mettere in comunione il loro vissuto con gli altri soci. Grazie al Parroco per la fiducia, la disponibilità e la generosità mostrata verso Associazione. Dice Monsignore Orazio Soricelli: per l’ esistenza dell’ AC il presbitero è la condizione “sine qua non”. Nell’Azione Cattolica il sacerdote è chiamato a svolgere semplicemente ma significativamente il delicato ruolo di presbitero Assistente, segno della cura del Vescovo per l’associazione. Grazie a tutti i componenti del Consiglio di A.C. per i saggi consigli ricevuti e per il bene che dimostrano verso all’associazione. Tuttavia, farei una lettura parziale del percorso formativo di quest’anno se non sottolineassi che si sono registrati momenti di “criticità associativa”, di incertezza, di incomprensione e richiesta di un “di più” da parte dei soci nei confronti di altri soci o nei confronti degli animatori o dello stesso Presidente. Ora se le incertezze e le incomprensioni possono succedere, ma vanno chiarite subito prima che “tramonti il sole”come recita l’apostolo Paolo nella lettera agli Efesini (4, 26), anche perché le inadempienze sono sempre in buona fede, la richiesta di un di più, esige una risposta più impegnativa. Innanzitutto credo che questa richiesta di un “di più” deve stimolare il Consiglio, gli educatori e gli animatori a leggere meglio i bisogni dei soci, per orientare l’azione formativa associativa in modo più proficuo e aderente alle istanze dei gruppi; è necessario curare di più l’aspetto relazionale in modo che ciascuno si senta cercato, accolto e arricchito. Dall’altra parte i soci devono prendere coscienza di avere, come recita il Concilio Vaticano II, un ruolo attivo nella vita associativa, ed essere più intraprendenti e solleciti nell’animare la vita associativa e parrocchiale. Il contributo di tutti e di ciascuno non solo è auspicabile ma è necessario e fondamentale per la crescita della nostra associazione. Infine, ritengo che se questa comunità riuscirà a vivere lo stare insieme come una scelta libera di concedere tempo agli altri, aprirsi all’ascolto e al dono, alla prossimità e alla comunione, questa comunità riuscirà sicuramente ad “umanizzare il tempo” e incontrare Dio. “Credo”
l’ Azione Cattolica
Alfio Castro
Presidente