Standard, tabelle e rivoluzioni scientifiche

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Standard, tabelle e rivoluzioni scientifiche
Questo articolo non vi parlerà di PRO e CONTRO perché le
rivoluzioni sono un'altra cosa.
Interpretando il pensiero di Thomas Kuhn*:
Quando una comunità scientifica concorda su un insieme di orientamenti
teorici, denominato paradigma, si ha una fase di scienza normale
nella quale gli scienziati sono impegnati alla soluzione dei problemi che
possono essere formulati e risolti con i concetti e gli strumenti propri del
paradigma. Ma se nascono anomalie che non possono essere risolte
all'interno del paradigma, si apre un periodo di crisi (scienza
straordinaria o rivoluzionaria), caratterizzato dall'elaborazione di nuovi
concetti e dalla ricerca di nuove ipotesi sperimentali, che sfocia infine in
una rivoluzione scientifica: un mutamento complessivo, la
sostituzione del vecchio paradigma con uno nuovo.
Proviamo a riportare questa teoria in ambito tecnologico, stringiamo il campo
d'interesse al web e facciamo questa analogia: webdesigner e webmaster saranno
per noi la comunità scientifica, il web rappresenta il nostro mondo da studiare.
Possiamo ora affermare che questa fase attuale rientra chiaramente in un periodo di
"scienza normale". Il web pensiamo di conoscerlo, alcune sue tecnologie sono
assodate e indiscutibili, esiste un paradigma dominante basato sull'HTML. Tutte le
sue modifiche/variazioni/implementazioni, siano esse standard o proprietarie, non
sono che tentativi di risolvere problemi e nuove esigenze che sviluppatori e fruitori
hanno portato alla luce; insomma fa parte della prassi perfezionare il paradigma.
Faccio degli esempi. Il web doveva diventare più "accattivante"? Soluzione: sono
stati creati tag per formattare i caratteri, colorare sfondi, aggiungere musica e
multimedialità. I webdesigner volevano più controllo sui layout? Mettiamo tutto in
tabelle, e le tabelle nelle tabelle, usiamo i frames e le gif trasparenti da 1px. I CSS
vengono ben supportati? Ok, togliamo le tabelle. Queste e decine di altre idee
(buone o meno) sono state le risposte trovate per difendere e adattare il paradigma,
senza doverlo cambiare. E' come un puzzle, abbiamo una certa libertà con i tasselli,
possiamo tentare nuovi incastri, ma l'immagine finale è quella stabilita. Capita
spesso di non trovarsi d'accordo sull'uso di una tecnica o uno strumento, oppure di
scoprire che quel pezzo nato per uno scopo, funziona meglio per un altro. Può anche
capitare che tutti invece siano d'accordo e un tassello trovi la sua collocazione
definitiva, la sua perfezione. Accade spesso che le necessità dei mezzi attuali, degli
utenti e anche (soprattutto in certi ambiti) dei committenti ci spingono a scegliere
una o l'atra soluzione, ma sempre all'interno di questo paradigma. Nulla di sbagliato
in ciò.
Ad un punto però qualcuno si accorge che è proprio l'immagine finale quella che vuol
cambiare e non la disposizione dei pezzi. Poco serve invertirli, spostarli, usarli in
modo nuovo. Ciò che ha in mano non va più bene. La rottura è totale. Vede il
mondo (per noi il WEB) in modo diverso.
Dopo dieci anni possiamo dire che molte idee sono state sperimentate, alcune sono
sparite, altre si sono concretizzate ed affinate grazie a migliorie puramente tecniche
o a "decisioni" significative come l'adozione di standard. Questo paradigma sta
dando e continuerà a dare i suoi frutti. Ma ha dei limiti, insormontabili. E queste
sono le sue anomalie. Un nuovo tipo di web, basato sulla semantica, su dati
"leggibili" dalle macchine, non può essere raggiunto da nessuna seppur affinata
tecnica appartenente a questo paradigma. Non c'è soluzione, hack, variante che
tenga. Va abbandonato e questo costa fatica, soprattutto mentale. Come costa fatica
abbracciare il nuovo paradigma. Non illudetevi, una rivoluzione scientifica non porta
miglioramenti immediati, anzi, spesso è un passo indietro. La nuova teoria non
dispone di strumenti affinati come la vecchia, i pezzi del puzzle sono ancora tutti da
riordinare.
Si può iniziare a pensare al prossimo paradigma, a lavorare per il nuovo web (o per
il futuro web alternativo, se saranno più di uno). Intando rendere questo migliore
non è certo un male e potrebbe anche essere un modo per assicurarsi un passaggio
meno difficile a quello che verrà.
Note:
*Thomas Samuel Kuhn (1922-1996) storico e filosofo della scienza, è nato a Cincinnati (Ohio). Studiò fisica,
conseguendo il dottorato all'Università di Harvard e poi storia della scienza, pubblicando un'importante
monografia sulla nascita dell'astronomia ("La rivoluzione copernicana", 1957). Nel 1962 uscì l'opera che gli
diede notorietà in tutto il mondo filosofico e scientifico: "La struttura delle rivoluzioni scientifiche". Fu
professore di storia della scienza e in seguito di filosofia della scienza a Harvard, Berkeley, Princeton e presso
il MIT.
Christian Fusi | settembre 2002

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