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 Richard Sennett L’uomo artigiano Saper fare bene le cose per il proprio piacere: una regola di vita semplice e rigorosa che ha consentito lo sviluppo di tecniche raffinatissime e la nascita della conoscenza scientifica moderna. Fabbri, orafi, liutai univano conoscenza materiale e abilità manuale: mente e mano funzionavano rinforzandosi, l’una insegnava all’altra e viceversa. Ma non è il solo lavoro manuale a giovarsi della sinergia fra teoria e pratica. Perché chi sa governare se stesso e dosare autonomia e rispetto delle regole, sostiene Sennett, non solo saprà costruire un meraviglioso violino, un orologio dal meccanismo perfetto o un ponte capace di sfidare i millenni, ma sarà anche un cittadino giusto. L’uomo artigiano racconta di ingegneri romani e orafi rinascimentali, di tipografi parigini del Settecento e fabbriche della Londra industriale, un percorso storico attraverso cui Sennett ricostruisce le linee di faglia che separano tecnica ed espressione, arte e artigianato, creazione e applicazione. Il miglior esempio di “saper fare” moderno? Il gruppo che ha creato Linux, gli artigiani della moderna cattedrale informatica. L’uomo artigiano infatti non è un libro nostalgico, ma una ricerca intorno al significato più profondo di “lavoro fatto a regola d’arte”. Primo Levi L’altrui mestiere La mia casa, Ex chimico, Contro il dolore, Il salto della pulce, Notizie dal cielo, Il mondo invisibile, Il linguaggio degli odori, sono alcuni titoli degli scritti che Primo Levi ha pubblicato tra il 1964 e il 1984. Le scienze naturali, la zoologia, l'astronomia, la letteratura diventano punti di partenza per una serie di riuscite divagazioni, di «invasioni di campo, incursioni nei mestieri altrui, bracconaggi in distretti di caccia riservata», che arricchiscono in maniera sorprendente la fisionomia dello scrittore. Levi conosce a fondo le cose di cui parla, rivelandosi il piú estroso dei botanici, degli zoologi e dei linguisti. Inoltre racconta gli autori che gli sono cari, ci spiega perché scrive, evoca ricordi di giovinezza nostalgici e ironici, riflette sui legami tra il mondo della natura e quello della cultura. E finisce per offrirci una preziosa autobiografia, scritta con il suo stile inconfondibile: nitido, scarno, preciso. Aris Accornero Era il secolo del Lavoro Il mondo del lavoro che ci lasciamo alle spalle e quello che ci attende: una nuova edizione, riveduta e ampliata, di un libro molto fortunato In un confronto serrato tra Europa, Stati Uniti ed Estremo Oriente, il volume ricostruisce quel che i soggetti del lavoro hanno dato e avuto nel ‘900 grazie alla produzione e al consumo di una massa strabiliante di beni e servizi. Adesso quel modo di lavorare cambia lasciandosi alle spalle il taylor-­‐fordismo. Dal "Lavoro" si passa ai "lavori": meno vincoli e più responsabilità, meno fatica ma anche meno stabilità e tutela. Su questo scenario, dipinto con sapienza e passione, l'autore innesta, a quattro anni di distanza dalla prima edizione, alcuni approfondimenti sugli sviluppi in corso attingendo anche a sue successive ricerche. Ascanio Celestini Lotta di classe Questo è un libro in cui perdersi. Un saliscendi di storie, su e giú per le scale di un condominio di periferia. Sono torrenti di voci che corrono verso un burrascoso racconto corale, una miscela irripetibile di affabulazione, politica e poesia. Primo Levi La chiave a stella Faussone, detto Tino, il protagonista di questa «opera prima» di Primo Levi, ovvero del suo primo romanzo d'invenzione, è un operaio specializzato che si lascia alle spalle la dura esperienza della catena di montaggio alla Lancia e gira per il mondo a montare gru, ponti sospesi, strutture metalliche, impianti petroliferi. Il romanzo racconta la sua vita e il suo lavoro: una sorta di Odissea moderna con protagonista una specie di Ulisse che dall'India alla Russia, dall'Alaska all'Africa offre agli altri la sua voglia di fare e la sua tecnica e che Levi racconta con gusto e ironia, immedesimandosi nel personaggio e nelle sue avventure. Pino Ferraris Ieri e domani. Storia critica del movimento operaio e socialista ed emancipazione dal presente “Quando la maison institutionnelle minaccia di crollare e i saperi dell’ordinaria manutenzione non bastano più nasce l’esigenza di riportare alla luce i disegni e i progetti, i calcoli e i modelli dei costruttori […]. Ogni crisi di rifondazione chiama ed esige il recupero del punto di vista genetico. Oggi è la radicalità della crisi del sindacato e del sistema politico dell’Europa contemporanea che ci costringe a scavare dentro le origini.” I tre saggi del testo interrogano la storia del movimento operaio e socialista delle origini. Rappresentanza degli interessi e orientamento ai valori, ambiti di vita e di lavoro, autonomie confederate e centralizzazione amministrata, statalismo e “far da sé solidale”, azione sindacale e lotta politica: sono dilemmi di una storia complessa troppe volte semplificata e mistificata dentro schemi ideologici. Non rimozione o nostalgia del passato. Ma rifiuto dell’“ideologia del presente” collegando lo sguardo libero e critico sul passato all’invenzione del futuro. Maurizio Antonioli (a cura di) Per una storia del sindacato in Europa Scritto dai maggiori esperti italiani di storiografia sindacale e curato da uno studioso di riferimento in materia, il volume colma una lacuna editoriale, ripercorrendo per la prima volta la storia del sindacato in Europa dalla nascita fino all’attualità, in un’ottica comparativa e non limitata alla realtà nazionale. I contributi presentati offrono un’ampia ricostruzione delle fasi che hanno caratterizzato la vicenda del sindacato italiano, concentrandosi sulle sue origini e sulla sua evoluzione storica, e propongono attente comparazioni con i casi francese, tedesco, inglese e spagnolo. Un efficace strumento didattico per gli studenti universitari e un testo utile per la formazione dei quadri sindacali, oltre che una lettura consigliata a tutti coloro che si interessano di storia contemporanea e dei temi del lavoro. Francesco Renda Storia del Primo Maggio "Spezza il tuo bisogno e la tua paura di essere schiavo, il pane è libertà, la libertà è pane". Già Luciano Lama indicava nei versi di Albert R. Parsons, dirigente di primo piano del sindacalismo statunitense, "la definizione più pura e più universale del significato del Primo Maggio". In effetti, le parole proclamate da uno dei "martiri di Chicago", di fronte ad un tribunale che lo condannava all’impiccagione per essere stato a capo del movimento per le otto ore, racchiudono il senso che ancora oggi, a centoventitré anni di distanza da quel drammatico 1° maggio 1886, comunemente attribuiamo alla Festa internazionale del lavoro: una celebrazione che per oltre un secolo, da quando venne istituita nel 1889, ha ribadito i valori della pace, della fratellanza e della solidarietà internazionale, del progresso sociale ed economico, della lotta per l’emancipazione e contro lo sfruttamento dei lavoratori, che rappresentano il patrimonio culturale e civile del movimento operaio… «Dobbiamo ancora una volta essere grati a Francesco Renda per avere messo a disposizione di tutti noi la sua competenza scientifica e la sua sensibilità umana, con l’obiettivo di ricostruire in modo rigoroso e puntuale le vicende storiche sviluppatesi intorno alla Festa del lavoro, dalle origini ad oggi... il cammino è stato, è e sarà tortuoso, difficile, irto di ostacoli; le conquiste, una volta ottenute, vanno difese con la forza, con la lotta, con il diritto… «...occorre agire in modo ancora più deciso che in passato per rilanciare il 1° maggio quale simbolo del valore sociale del lavoro, di quel lavoro che oltre sessant’anni fa i costituenti vollero mettere a fondamento della Repubblica democratica"». Luigi Martini Il Lavoro ha valori manifesti. La grafica CGIL 1945-­‐2001 La riproduzione di tutte le tessere dal 1907 al 2001 e di 140 manifesti dal 1945 ad oggi (sul 1° Maggio, i congressi nazionali, le campagne di tesseramento), accompagnata da schede tecniche complete e da una prima bibliografia sull’iconografia della Cgil. Il libro-­‐
catalogo, che accompagna una documentatissima mostra, è arricchito da due autorevoli contributi specialistici, il primo di Albe Steiner, l’altro di Ennio Calabria, due fra i più originali creatori di manifesti per la diffusione delle idee di questo secondo dopoguerra. Una rilettura attraverso le immagini delle diverse tappe della storia del movimento sindacale dagli anni delle divisioni a quelli dell’unità; dal periodo della grafica realista a quello, di diverso linguaggio ma ugualmente impegnato, degli anni sessanta e settanta, per giungere agli apporti creativi degli ultimi decenni. Centottanta pagine per valutare, attraverso i manifesti, l’evoluzione della cultura estetica, espressiva e della comunicazione della più rappresentativa Confederazione sindacale italiana. Centosessantotto pagine di storia nel segno dei lavoratori. Per consultare i cataloghi della biblioteca della Fondazione Valore Lavoro onlus – CGIL Pistoia, visita il sito http://fvl.cgilpistoia.it/ -­‐ Per contattarci scrivi a archivio [email protected] o chiama 0573378525