Un medico palliativista ringrazia David Bowie

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Un medico palliativista ringrazia David Bowie
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Un medico palliativista ringrazia David Bowie
Traduzione di Vania Benetton
Oh no, non dire che è vero…mentre la tua morte si compiva in quei freddi grigi
giorni di gennaio molti di noi stavano lavorando. All’inizio di quella settimana ho
avuto un colloquio con una paziente ricoverata che stava affrontando la fine della
sua vita. Abbiamo parlato della tua morte e della tua musica e ci siamo addentrati in
argomenti piuttosto pesanti, per niente facili da sostenere con una persona che sta
morendo. A dire il vero la tua storia è diventata per noi un modo di comunicare in
modo davvero aperto circa la morte, cosa che molti medici e infermieri difficilmente
riescono a fare. Ma prima di addentrarmi in questo racconto ci sono alcune cose che
sento il bisogno di dirti e spero tu non le troverai tristemente noiose (saddening
bore è un’espressione usata in life on mars NdR).
Grazie per gli Anni Ottanta, quando il tuo Changes One Bowie ci ha donato ore di
piacevoli ascolti, in particolare in un viaggio tra Darmstadt a Colonia e ritorno. Io e i
miei amici probabilmente assoceremo per sempre Diamond Dogs., Rebel Rebel,
China Girl e Golden Years con quel momento speciale delle nostre vite. Non c’è
bisogno di dire che ci siamo divertiti molto a Colonia.
Grazie per Berlino, specialmente agli inizi, quando anche le tue canzoni hanno fatto
da sfondo a quello che stava succedendo tra le due Germanie. Ho ancora Helden in
vinile e l’ho ascoltata più e più volte quando ho saputo che eri morto (sarai felice di
sapere che Helden farà parte del nostro prossimo analogue Music club al Pub Pilot
in Penarth il prossimo mese). Qualcuno potrebbe associare David Hasselhoff (attore
protagonista di Supercar è anche molto famoso come cantante in Germania tanto
che tenne un concerto per la caduta del muro di Berlino davanti a mezzo milione di
spettatori cantando I’ve been looking for freedom NdR) ma molti tedeschi
probabilmente avrebbero voluto infilare una sigaretta in bocca a mr Hasselhoff
piuttosto che sentire infinite volte la sua canzone alla radio. Per me quel momento
della nostra storia è accompagnato da Heroes.
Grazie da parte del mio amico Ifan, che venne a uno dei tuoi concerti a Cardiff. Sua
sorella Haf era alla biglietteria quella notte e ho saputo che ha cercato di farti
entrare gratis (lui si scusa!).Dal palco hai fatto un cenno a lui e al suo amico perché
entrassero e questo se lo ricorderà per sempre.
Grazie per Lazarus e Blackstar. Sono un medico di cure palliative e quello che
hai fatto nel tempo che ti accompagnava alla morte ha avuto un’eco profonda in me
e in molte persone con cui lavoro. Il tuo album è costellato di riferimenti, indizi e
allusioni. Come al solito non li hai resi facili da interpretare, ma forse non è questo
il punto. Ho spesso sentito parlare di quanto fossi meticoloso nella tua vita. Pe me il
fatto che la tua buona morte a casa abbia coinciso con l’uscita del tuo album, col suo
messaggio di addio, non suona come una coincidenza. Tutto è stato pianificato con
cura, perché fosse un capolavoro di morte. Il video di Lazarus è molto intenso e
molte delle scene hanno diversi significati per noi tutti: per me vuol dire fare i conti
col passato quando si sta affrontando una morte inevitabile.
La tua morte a casa. Molti di quelli con cui parlo del mio lavoro pensano che la
morte avvenga soprattutto in ospedali, in contesti clinici, ma io immagino tu abbia
scelto casa tua e lo abbia pianificato nei dettagli. Questo è uno dei nostri obiettivi
nelle cure palliative e la tua capacità di realizzarlo può significare che altri
cominceranno a considerarla come possibilità. Si è detto che alcune foto di te
apparse qualche giorno dopo la tua morte risalivano alle ultime settimane della tua
vita. Io non so se questo è corretto, ma sono sicuro che molti di noi vorrebbero
sfoggiare un abito elegante allo stesso modo in cui tu ci sei riuscito in quelle foto.
Stavi benissimo, come al solito, e questo sembra in totale contraddizione con i
mostri spaventosi cui di solito si associano le ultime settimane di vita
Per il controllo dei tuoi sintomi probabilmente hai avuto una appropriata assistenza
per il dolore la nausea il vomito la dispnea e posso immaginare che ci siano riusciti
bene. Suppongo che abbiano anche parlato con te dell’angoscia che forse hai
provato.
Per le tue direttive anticipate ( cioè pianificare le decisioni di fine vita prima che le
cose si mettano male e non si sia più capaci di esprimerle) sono sicuro che hai avuto
molte idée, aspettative, decisioni preliminari e disposizioni. Queste dovrebbero
essere state scritte chiaramente, vicino al tuo letto a casa, così che chiunque potesse
sapere esattamente quello che volevi, a dispetto della tua capacità di comunicarle.
Non solo i professionisti delle cure palliative ma di fatto tutti i professionisti della
salute vogliono offrire e migliorare questo aspetto, affinchè si possa evitare che si
debbano affrontare situazioni complicate mentre l’ambulanza entra in pronto
soccorso. Specialmente quando chi sta male non è più in grado di parlare per sé.
E dubito che qualcuno abbia tentato di rianimarti nelle ultime ore/giorni della tua
vita o che abbia anche solo preso in considerazione di farlo. Purtroppo alcuni
pazienti che non hanno esplicitamente rifiutato questo trattamento lo ricevono
ugualmente, in automatico. Questo implica un serie di effetti negativi (che non
elenco ndr) efficaci solo per 1-2% dei pazienti il cui corpo sia già invaso dal tumore.
E’ molto probabile che tu abbia chiesto allo staff medico di non procedere con
questo trattamento. Posso solo immaginare cosa abbia potuto significare per te
parlare di questo, ma ancora una volta sei stato un eroe, un “Held” (eroe in tedesco)
anche nel momento più difficile della tua vita.
E i professionisti che ti hanno visitato devo avere avuto una buona conoscenza e una
buona competenza in ambito di cure palliative e di fine vita. Purtroppo questa parte
essenziale della formazione non è sempre offerta ai giovani professionisti della
salute, compresi medici e infermieri, ed è qualche volta sottovalutato da chi
pianifica la propria formazione. Io penso che se tu potessi tornare tra noi (come fece
Lazzaro) saresti un tenace promotore di una buona formazione in cure palliative per
tutti.
Quinti tornando al colloquio che ho avuto con la mia paziente che ha appena saputo
di avere un tumore in metastasi e non più di un anno di vita…. Mi ha parlato di te e
della tua musica che ama, ma per qualche ragione non è rimasta colpita dal tuo look
da ziggy stardust (non era sicura tu fossi un uomo o una donna). Anche lei aveva dei
ricordi di luoghi e eventi in cui la tua musica è stata colonna sonora.
E poi abbiamo parlato del morire bene, dei momenti della morte, di come
potrebbero presentarsi. E abbiamo parlato di cure palliative e di come queste
possono aiutarla. Mi ha raccontato della morte di sua madre e di suo padre e del suo
desiderio di stare a casa quando le cose peggioreranno, non in ospedale o al pronto
soccorso, ma anche che andrebbe volentieri nell’hospice locale se i suoi sintomi
fossero difficili da gestire a casa.
Ci siamo chiesti entrambi chi c’è stato accanto a te quando hai esalato l’ultimo
respiro e se qualcuno ti stesse tenendo la mano. Io credo che stesse parlando di un
aspetto della sua propria morte particolarmente importante per lei e tu lei hai dato
un modo di esprimere questa cosa di molto intimo a me, un perfetto estraneo.
Grazie