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lunedì 18 aprile 2016
quotidiano di brand marketing, comunicazione,
media, web & digital, pubblicità, design
RICERCHE
PAG. 14
ITALIA
Cresce il mercato italiano dell’Internet of Things che
vale 2 miliardi di euro, trainato da auto e smart metering
INTELLIGENCE
Nei prossimi 3 anni 3 milioni di proprietari di casa potrebbero acquistare prodotti per la Smart
Home, dando vita a un mercato potenziale da 1 miliardo di euro (contro gli attuali 150 milioni)
In Italia circolano ormai oltre 5,3 milioni di
auto connesse - dotate di box per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida - e insieme ai contatori del
gas valgono la metà dei 2 miliardi di euro
del giro d’affari dell’Internet of Things nel
2015. Un settore che, secondo la ricerca
dell’Osservatorio Internet of Things della
School of Management del Politecnico di
Milano presentata venerdì scorso a Milano, è destinato a espandersi ulteriormente nel 2016 grazie anche alla
diffusione di soluzioni per Smart Home,
Smart City e Smart Agri-Food. Ci sono
però molte barriere da superare, dalla
durata delle batterie degli oggetti connessi, ancora troppo esigua, al passaggio culturale dal possesso all’uso delle
cose.
HOME SMART HOME. Il 79% degli italiani è disposto ad acquistare prodotti per
la Smart Home, il 33% in più rispetto all’anno precedente, da qui a 3 anni: oggi,
solo 1 su 5 dispone già di almeno un oggetto intelligente nella propria casa.
Comfort, sicurezza e risparmio energetico sono i settori cui si rivolge di più l’attenzione dei consumatori - tra
conservatori, fruitori e tecnofili, secondo i
3 cluster individuati dalla ricerca -, ma è
necessario superare il problema dell’interoperabilità perché nessuno è disposto
ad avere oggetti e servizi connessi che
non dialogano tra loro. Così come è necessaria la diffusione di conoscenza e familiarità di queste tecnologie: per
Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio IoT, una forte spinta verrà dai re-
tailer tradizionali - oggi il 90% degli oggetti connessi viene acquistato online insieme alle assicurazioni, già molto interessate e attive. Ma la filiera tradizionale
deve evitare gli errori commessi nei decenni passati con la domotica e i produttori dovranno mettersi in gioco di più in
prima persona, sottolinea Angela Tumino,
direttore dell'Osservatorio.
SMART CITY. Poche le città italiane davvero smart e difficile diffondere l’utilità
dell’IoT tra gli 8mila comuni, tanti molto
piccoli e senza risorse, anche se non
mancano le best practice estere cui ispirarsi, come quella di La Coruña dove
prima di avviare i servizi connessi la municipalità ha investito in comunicazione ai
cittadini per spiegare i lavori in corso e i
servizi che ne sarebbero derivati. Per ora,
in Italia, i progetti di Smart City si riducono a piccole sperimentazioni e raramente inserite in programmi strutturati
per migliorare vivibilità, sostenibilità ed
economia della città.
SMART CAR. Sono già 5,3 milioni le
auto connesse in Italia, un settimo del totale parco circolante: nella maggior parte
dei casi (88% dei veicoli) la connettività
è garantita da box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative,
poche invece le auto nativamente connesse anche se ormai 1 nuova auto su 5
immatricolata in Italia è dotata di connettività nativa a bordo, con la possibilità di
aggiungere altri servizi oltre alla chiamata di emergenza (obbligatoria dal
2018).