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•XV-XVI Introduzione
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Introduzione
Sicuramente la valutazione di un individuo, bambino o adulto che sia, non
può essere limitata alla motricità, la complessità dell’essere umano è multiforme e lo diventa sempre più col progredire dell’evoluzione e delle conoscenze. Particolarmente complesse, per la pluralità di fattori che interagiscono, sono le manifestazioni patologiche sottese dalle problematiche motorie, cognitive, affettive e di relazione sociale.
Ciò non di meno non possiamo dimenticare che l’affettività, le conoscenze e la relazione prendono esistenza dal movimento. Il bambino costruisce i primi rapporti di comunicazione con l’ambiente tramite il pianto
per comunicare il suo malessere e sottolinea con la risposta al sorriso una situazione di benessere con la madre, impostando in tal modo le radici di più
complesse future relazioni affettive.
La prensione e le sue successive evoluzioni, gettano le basi della sperimentazione, la conquista autonoma dei risultati, le infinite possibilità di variabili, i rapporti di causa-effetto, la realizzazione di progetti. Le conoscenze
di base, conquistate tramite le azioni, diventano il trampolino di lancio verso nuove conquiste. I passaggi posturali e la deambulazione permettono il
controllo della globalità corporea e allargano lo spazio d’azione aprendo la
via verso nuovi orizzonti.
Due fattori sono indispensabili per il movimento: la conoscenza del proprio modello corporeo con le relative potenzialità d’azione, la capacità di
orientamento spaziale del proprio corpo o dei segmenti somatici. Di certo
non possiamo escludere nelle attività il livello e il tipo di emozionalità sperimentata nel desiderio, nelle motivazioni ad agire, nel raggiungimento del risultato, emozionalità tutte che contribuiscono, assieme all’intervento dei modelli di riferimento, a costituire il vissuto delle esperienze che, articolandosi
in un complesso gioco di interazioni, getteranno le basi della personalità.
L’obiettivo di questo libro è quello di affrontare in termini più approfonditi lo studio dell’organizzazione motoria, delle sue variabili e delle inevita-
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EVOLUZIONE E DISTURBI DEL MOVIMENTO
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bili correlazioni con i processi cognitivi e relative modalità di rapporto con
l’ambiente. Per questo scopo è necessario, oltre alla conoscenza della
organizzazione tipica delle diverse conquiste motorie, anche lo studio delle
sue variabili che possono esser influenzate da fattori dismaturativi e/o ambientali e gli effetti che producono nella spesa energetica, nella validità del
risultato, nel valore del sé, nel confronto con i coetanei e nella valutazione
da parte dei modelli parentali e sociali.
Ne consegue che l’affronto della ricerca sul movimento non è fine a sé
stessa, ma fondamento principe delle potenziali espressività umane. Il primo capitolo sviluppa questa tematica.
Ho ritenuto necessario un richiamo sull’organizzazione neurofisiologica
(capitolo secondo) al fine di non dimenticare o sottovalutare l’importanza
delle conoscenze strutturali e funzionali del sistema nervoso; non di certo
una pretesa di trattazione, ma un richiamo di schemi per facilitare il ricordo
di alcuni processi.
Il terzo capitolo riporta alcuni dati sull’evoluzione fetale del movimento, sui riflessi arcaici e sulla motricità spontanea non ancora finalizzata. Al
riguardo dei riflessi arcaici è importante sottolinearne la conoscenza, ma ciò
non significa l’uso indiscriminato che ne fu fatto a scopo diagnostico. Segue
la trattazione dei diversi significati biologici di attività motorie geneticamente programmate per rendere ottimale il funzionamento umano e il rapporto tra queste capacità e i modelli ambientali.
Nel quarto capitolo viene presentata l’evoluzione dell’atto motorio e sostenuta la progressione del medesimo percorso maturativo per ogni nuovo
schema motorio in apprendimento anche per l’individuo adulto.
Il quinto capitolo espone le progressioni degli schemi per alcune specifiche attività motorie, al fine di poterle giustamente riconoscerle e valutarne
la reale potenzialità dei risultati.
Segue nel sesto capitolo la presentazione dei diversi disturbi dell’atto
motorio e le correlazioni, dove possibile, con le strutture cerebrali.
Il settimo capitolo riporta una serie di test per la valutazione specifica di
alcune competenze. I test proposti sono stati tutti standardizzati in un vasto
campione di soggetti normali.
L’ottavo capitolo affronta le modalità di osservazione del movimento
l’evidenziazione dei dati significativi e la valutazione dell’organizzazione
del medesimo in rapporto alle condizioni in atto.
Conclude il libro un glossario di termini nella speranza che sempre più
si possa comunicare con i medesimi significati.
Al libro è allegato un video, condizione essenziale per esemplificare il
messaggio agli addetti del settore al fine di una migliore attenzione e studio
sulle caratteristiche del movimento.
Roberto Carlo Russo
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