Cadetti vs Dalmine

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Cadetti vs Dalmine
Domenica 21 Ottobre, Cadetti vs Dalmine Imparata la lezione All'esordio con il Cernusco abbiamo perso per una serie di intercetti, ieri abbiamo ribaltato la partita grazie... a un intercetto. La meta di Luciano prima del riposo, oltre a portarci dal 10-­‐0 al 10-­‐7, ha cambiato totalmente l'inerzia della partita. L'inizio è stato buono, soprattutto a livello organizzativo, siamo riusciti diligentemente a arrivare a 4-­‐5 fasi e la meta sembrava nell'aria. Poi, chissà perché, il black out. È bastata la prima segnatura dei padroni di casa per mandarci in confusione e prendere, senza colpo ferire, la seconda. Ci sono tra di noi diverse persone molto condizionate dal punteggio, o dall'errore, è bene che gli altri compagni li aiutino a non deprimersi. Per fortuna l'intuizione di big Luciano -­‐ a parte un errore in presa, ottima la sua prestazione -­‐ ha svegliato la truppa e le parole degli allenatori nella pausa hanno fatto il resto. Il secondo tempo, da fuori, è sembrato normale amministrazione: la squadra più forte ha giocato per vincere, andando in touche piuttosto che per i pali, segnando in 14 una meta, difendendo fino all'ultimo nonostante il risultato già acquisito. Questa mentalità ha aiutato anche i depressi e qualcuno che non ha ancora gli 80 minuti nelle gambe. Belle un po' tutte le mete, dalla tribuna si è apprezzato il movimento di Parma nell'intervallo e la sgroppata di Frabo, capace di schiacciare in bandierina dopo 50 metri di corsa. Infine è entrato anche Pardile: buono il gioco al piede ma, a futura memoria, per i piazzati serve allenamento. Merita una citazione Wuber, l'unico che non è entrato: in queste due settimane devi dimostrare che qualcuno si è sbagliato. Note negative Le touche. Abbiamo perso una marea di piattaforme di gioco, con altri avversari rischiamo di pagarlo a caro prezzo. In mischia, per buona parte della gara, abbiamo subito, siamo stati carrettati in un paio di occasioni. È vero, nel secondo tempo loro erano in apnea, ma anche noi non possiamo andare a intermittenza. I tre quarti devono giocare con più spazio, va bene stare a ridosso del vantaggio ma anche ieri in un paio di occasioni abbiamo temuto l'intercetto. Qualche metro di respiro, in attesa degli automatismi, non farebbe male.