"Antologia, Cronache e dispacci dalla Rivoluzione d` Ottobre

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"Antologia, Cronache e dispacci dalla Rivoluzione d` Ottobre
ISC - Istituto di Studi sul Capitalismo
"Antologia, Cronache e dispacci dalla Rivoluzione d' Ottobre, Edizioni Pantarei, 2007"
Nel 1977, commemorando il sessantesimo anniversario della Rivoluzione d'ottobre Arrigo Cervetto contrapponeva alla
sconfitta della rivoluzione proletaria internazionale la vittoria del. marxismo. «La Rivoluzione d'ottobre .- scriveva .- è la
grandiosa dimostrazione della validità della teoria politica comunista. Non era mai accaduto, nella storia del pensiero
politico, che i principi enunciati con tanta chiarezza in teoria trovassero una così puntuale applicazione nella pratica da
patte di una generazione rivoluzionaria che non era ancora nata quando i suoi maestri ne tracciarono i destini politici.
Il materiale raccolto in questo volume descrive questo processo attraverso gli occhi di osservatori che della teoria politica
comunista hanno poca dimestichezza, una conoscenza recente e spesso superficiale, una concezione talvolta distorta.
Del resto questi limiti, inevitabili data la formazione degli autori, sono marginali rispetto all'affresco vivo della rivoluzione
restituito da queste pagine! inedite sinora in italiano. Gli aspetti meno noti rivelati da queste cronache riguardano la
Russia profonda, si tratti della descrizione dell'Ottobre nelle città secondarie o del procedere della rivoluzione agraria nelle
sterminate campagne che le circondano. Nel complesso però, il merito maggiore di questi scritti rimane la testimonianza
della forza travolgente del processo rivoluzionario. I cronisti non sospettavano, sotto la passività che normalmente
maschera i contrasti insanabili della formazione economico-sociale resistenza di simili giacimenti di energia sociale. La
Rivoluzione di febbraio giunge inattesa, e sembra improvvisamente incredibile che lo zarismo sia apparso tanto a lungo
come una fortezza inespugnabile. Quando, nell'Ottobre, la combinazione di fattori prevista dalla strategia di Lenin giunge
ad innescare la nuova esplosione, ancora una volta gli autori sono combattuti tra timori, incredulità, ammirazione ed
entusiasmo per l'audacia con cui una ristretta minoranza di uomini scommette sulle energie latenti nel giovane
proletariato russo. Nel terzo millennio è ancora sulle certezze scientifiche del marxismo che i comunisti debbono
poggiare la fiducia nel proprio ideale, ma questo non esclude che possano trovare sprone nella storia della propria
classe. Lenin, che lo sapeva bene, dichiarò davanti ai delegati dell'lnternazionale comunista: «In caso di sconfitta avremo
tuttavia giovato alla causa della rivoluzione e la nostra esperienza andrà a vantaggio di altre rivoluzioni.» Cervetto
commentava: «Questo è il testamento dell'ottobre. Questa è l'eredità politica comunista che dobbiamo custodire col cuore
e col cervello.»
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