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attività aic
o
Nomine delegati regionali
per i dilettanti
Comunichiamo l’elenco dei calciatori che sono stati nominati “delegati regionali” per la stagione sportiva 2007/2008.
costruzione di un pozzo, di una cisterna,
di un acquedotto, finanziano attività di
microcredito.
Tutto il mondo del calcio si è poi mobilitato per sostenere la campagna in occasione della 32ª giornata di campionato: il
5 e 6 aprile i giocatori di Serie A sono
scesi in campo con uno striscione e un
messaggio a favore del risparmio idrico.
Con la collaborazione del Settore Giovanile Scolastico della Figc, in 200 scuole
calcio si sono tenuti incontri sul valore
dell’acqua in Italia e in Africa; inoltre tutti i giovani calciatori sono stati invitati a
partecipare a un gioco online: collegandosi ai siti www.amref.it e www.figc.it,
hanno potuto scaricare materiali informativi sull’acqua, partecipare a diverse
iniziative interattive, ricevere in regalo
maglie e palloni ufficiali della Nazionale,
magliette e gadget di AMREF.
e il Segretario Grazioli.
27
gio
Il bastone del cittadino
Ha fatto tappa a Vicenza, nella sede dell’Associazione Italiana Calciatori, il lungo
viaggio del “bastone del cittadino”, un ramo di legno di acacia, simbolo di pellegrinaggio e pace, consegnato a Nazareth
a tre giovani della Comunità Villa San
Francesco di Pedavena (BL) per compiere un percorso di oltre 4 mila chilometri
a piedi per tutta Italia.
Il bastone ha iniziato il suo simbolico
viaggio la sera di Pasqua dalla cooperativa sociale “Arcobaleno’86” a Feltre e arriverà a Locri la sera di Natale 2008 per
“riposare” al Museo dei Sogni e della Memoria dopo aver portato il suo messaggio,
incontrando
varie
realtà
socio-religiose, e aver raccolto le riflessioni, le gioie, le tragedie e le aspettative
del nostro Paese.
ABRUZZO
SPARACIO ANTONINO
BASILICATA
MANFREDA MICHELE
CALABRIA
SPINGOLA FRANCESCO
CAMPANIA
CHISENA LEONARDO
EMILIA ROMAGNA
MARESI ALBERTO
FRIULI VENEZIA GIULIA
PAOLINI NICOLA
LAZIO
MADOCCI SIMONE
LIGURIA
DELUCIS ALESSANDRO
LOMBARDIA
COZZI PAOLO
MARCHE
ROSSINI LEONARDO
MOLISE
COLETTA MAURO
PIEMONTE E VALLE D’AOSTA
PANZANARO PIERO
PUGLIA
LOPORCHIO DARIO
SARDEGNA
GACCIONE ANGELO
SICILIA
COLLETTO SALVATORE
TOSCANA
SABATINI VINCENZO
TRENTINO
FILIZOLA ALESSANDRO
UMBRIA
CICCONE GIANFRANCO
VENETO
CARTA LUCA
(MORRO D’ORO A.S.)
(POL. ATELLA MONTICCHIO)
(ROSARNO)
(SAVOIA A.C.)
(RUSSI U.S.)
(S.P. TAMAI)
(A.S.D. CYNTHIA)
(VADO)
(S.S. TRITIUM)
(TOLENTINO)
(BOJANO)
(CASALE CALCIO)
(A.S.D. LIBERTY BARI)
(POL. BUDONI)
(CAMPOBELLO)
(U.S. ORBETELLO)
(TRENTO CALCIO)
(A.S. ORVIETANA CALCIO)
(A.S.D. CALCIO MONSELICE)
Il 28 aprile a Milano
Assemblea Generale Aic
E’ stata convocata per il giorno 28 Aprile 2008 alle ore 14.30 presso l’Hotel Michelangelo di Milano (Via
Scarlatti 33) l’Assemblea Generale Aic.
Tra i temi all’ordine del giorno la situazione del Fondo di Garanzia, l’ipotesi di riforma Legge 91, i rapporti AIC/Lega Serie C, la tutela della salute, il numero dei calciatori utilizzabili in Serie B e le problematiche inerenti il Regolamento Agenti. Alle ore 11.30 si riuniranno in pre-assemblea i delegati del
Settore Dilettanti per l’esame delle loro problematiche specifiche. A norma di Statuto (art.12) hanno
diritto di partecipazione e di voto in sede assembleare i rappresentanti delle squadre di Serie A, B, C1,
C2 e Settore Dilettanti che abbiano almeno 9 (nove) componenti regolarmente iscritti all’Aic. Ogni rappresentante di squadra potrà farsi rappresentare per delega scritta da un compagno di squadra o da
un altro associato.
Un simbolo di fratellanza, di responsabilità, di solidarietà che verrà sostenuto
idealmente anche dai calciatori tramite la
loro Associazione con l’incontro al quale
hanno preso parte gli alunni di 3 classi di
5ª superiore della città che hanno partecipato ad un dibattito con i promotori
dell’iniziativa (Aldo Bertelle, della Comunità di Villa San Francesco e Luigi Agnolin,
ex arbitro e dirigente sportivo), con il
Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Sergio Campana, con il Presidente provinciale del CONI Umberto
Niccolai e con il Dirigente Scolastico regionale Pasquale Palombo.
29
sab
A fianco della LILT
In occasione della settimana nazionale
per la prevenzione oncologica, anche il
mondo del calcio ha giocato la sua partita contro i tumori:le squadre di serie A e
serie B, sabato 29 e domenica 30 marzo,
sono entrati in campo con uno striscione a favore della Lega Italiana contro i Tumori, e la fascia al braccio dei capitani è
stata quella della prevenzione.
17
l’inchiesta
di Barnaba Ungaro
Analizzando le rose dei club
della Champions League
Crisi di identità
oppure specchio dei t
sia il Brasile (!!!). I 57 giocatori eleggibili
nella Selecao superano ampiamente i
complessivi 34 inglesi (4 squadre per l’Inghilterra), i 44 italiani (3 clubs per il nostro Paese), ed i 40 spagnoli (3 società
anche per la Spagna).
Fenerbache a parte, è curioso poi distinguere in quattro fasce le 15 società comunitarie. Per dare un’idea: il blocco
inglese, quello italiano, quello spagnolo ed
infine quello costituito dalle altre cinque
squadre della UE uniche rappresentanti
del proprio Paese. Ebbene, il contingente
inglese, che ha qualificato a quarti di finale tutte le sue quattro formazioni, è il
blocco che meno ricorre all’utilizzo dei
giocatori eleggibili per la Nazionale allenata da Fabio Capello: dei 114 giocatori
iscritti nelle liste UEFA, solo 32 (28,07%)
è potenzialmente convocabile dall’ex allenatore di Milan, Real Madrid, Roma e
Juventus. Poco più di un calciatore su
quattro, quindi. All’Inghilterra, in questa
ottica, spetta un altro primato: l’Arsenal è
la formazione con la percentuale in assoluto più bassa di giocatori convocabili
nella propria nazionale, con solo il 12%. I
risultati danno comunque ragione alle
formazioni inglesi, che evidentemente
Le Nazioni dei 452 giocatori iscritti nelle liste
degli ottavi della Champions League 2007-2008
UNIONE
EUROPEA
EUROPA
AFRICA
extra UE
ASIA
Nord e Centro
AMERICA
OCEANIA
Sud
AMERICA
Italia 44
Francia 41
Spagna 40
Inghilterra 34
Portogallo 20
Germania 17
Scozia 16
Grecia 13
Olanda 13
Polonia 7
Danimarca 5
Irlanda 4
Rep. Ceca 4
Romania 3
Svezia 2
Belgio 1
Cipro 1
Finlandia 1
Galles 1
Irlanda N. 1
Slovenia 1
Turchia 18
Serbia 9
Croazia 5
Georgia 3
Israele * 3
Montenegro 3
Svizzera 2
Ucraina 2
Bielorussia 1
Bosnia 1
Islanda 1
Norvegia 1
Russia 1
Costa d’Av. 8
Mali 4
Camerun 2
Ghana 2
Nigeria 2
Angola 1
Congo 1
Togo 1
Giappone 2
Cina 1
Corea del S. 1
Messico 2
Honduras 1
Australia 2
Nuova Zel. 2
Brasile 57
Argentina 30
Uruguay 7
Cile 3
Colombia 3
Perù 1
TOT.
T. 269
TOT.
T. 50
TOT.
T. 21
TOT.
T. 4
TOT.
T. 3
TOT.
T. 4
TOT.
T. 101
* Israele è considerato calcisticamente europeo perché affiliato alla UEFA
▼
Tra i 452 giocatori iscritti nelle liste UEFA dai sodalizi che hanno dato vita agli
ottavi della Champions League, solamente il 39,61% è eleggibile per la Nazionale
del Paese di appartenenza della società.
La massima manifestazione europea per
clubs, in sostanza, parla soprattutto straniero. Ma non è tutto: il 29,42% dei calciatori (per la precisione 133) non
proviene dal Vecchio Continente; ben più
di un giocatore su quattro, per intenderci. La sola rappresentanza sudamericana
è praticamente alla pari con il lotto di
professionisti comunitari che militano da
stranieri nelle quindici squadre della
Unione Europea approdate agli ottavi di
finale. L’unica extra-UE, la formazione
turca del Fenerbache, è il club che raggiunge la percentuale maggiore di giocatori eleggibili nella propria nazionale di
riferimento (61,54%), ma allo stesso tempo si mantiene in linea con la tendenza
delle quindici squadre comunitarie, annoverando 7 giocatori sudamericani ed
uno africano.
Suddividendo, poi, i 452 giocatori in lista
in base alla nazionalità, si scopre che il
Paese più rappresentato negli ottavi di finale della corrente Champions League
Qui sopra, l’attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic in
Inter-Liverpool e il montenegrino Mirko Vucinic in Real Madrid-Roma. Sotto, il brasiliano Kakà in MilanArsenal.
sanno scegliere bene i calciatori da importare.
Il rapporto tra Italia e Spagna, che nei
quarti hanno piazzato una rappresentante ciascuna rispettivamente con Roma e
Barcellona, è sostanzialmente alla pari: il
40,46% dei giocatori delle squadre italiane è convocabile in azzurro da Donadoni, mentre il 38,27% dei calciatori dei
clubs spagnoli è schierabile con le Furie
Rosse di Aragones. Nel confronto tra il
blocco inglese e quello italo-spagnolo,
emerge un altro dato interessante: tra le
quattro squadre inglesi, ben il 39,47% dei
giocatori proviene da Paesi comunitari
(Inghilterra esclusa, ovviamente), mentre
in Italia gli stranieri comunitari arrivano
solamente al 17,98%, ed in Spagna al
23,46%. Per converso, nessuno batte il
contingente italiano per quanto riguarda
lo schieramento dei giocatori sudamericani: 29 sugli 89 presentati complessivamente in lista da Inter, Milan e Roma,
equivalenti al 32,58%. In Spagna, i calciatori CONMEBOL costituiscono il
24,69%, mentre in Inghilterra solo il
12,28%. A questo punto sorge un dubbio:
visto l’en plain inglese, che sia più opportuno comprare in ambito UE?
l’inchiesta
Statistiche
complessive
TOTALE SQUADRE OTTAVI DI FINALE
CHAMPIONS LEAGUE 2007-2008
Numero Giocatori:
ei tempi?
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari stranieri:
Extracomunitari europei:
Africani:
Asiatici
Oceaniani
Nord e centroamericani
Sudamericani:
452
179 (39,61%)
106 (23,45%)
34 (7,52%)
21 (4,65%)
4 (0,88%)
4 (0,88%)
3 (0,66%)
101 (22,35%)
PARZIALI
TOTALE SQUADRE COMUNITARIE
Numero Giocatori:
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari stranieri:
Extracomunitari europei:
Africani:
Asiatici
Oceaniani
Nord e centroamericani
Sudamericani:
426
163 (38,26%)
105 (24,65%)
33 (7,75%)
20 (4,69%)
4 (0,94%)
4 (0,94%)
3 (0,70%)
94 (22,07%)
I QUATTRO BLOCCHI COMUNITARI
TOTALE SQUADRE INGLESI
Numero Giocatori:
In conclusione, un’occhiata al blocco eterogeneo delle squadre comunitarie uniche rappresentanti della propria
Nazione. A questo contingente vanno il
primato dei giocatori eleggibili nelle nazionali di riferimento con il 45,07% e
quello relativo il minor ricorso all’utilizzo
degli stranieri comunitari (17,61% contro
il 17,98% delle italiane); il tesseramento
dei calciatori sudamericani (21,83%) è vicino a quello della Spagna (24,69%). Questo blocco è una via di mezzo tra quello
italiano e quello spagnolo, e…guarda caso…ha piazzato anch’esso una sola squadra ai quarti, la tedesca Schalke 04.
Se si fa più ancor marcato il dubbio se sia
quindi più conveniente acquistare in ambito UE (!)…, al termine di questa analisi
emerge nel complesso un altro quesito: il
calcio europeo vive una crisi di identità
oppure riflette solamente lo specchio dei
tempi? A ciascuno, con il proprio pensiero, la risposta.
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari:
Extracomunitari europei:
Africani:
Asiatici
Oceaniani
Sudamericani:
114
32 (28,07%)
45 (39,47%)
12 (10,53%)
8 (7,02%)
2 (1,75%)
1 (0,88%)
14 (12,28%)
TOTALE SQUADRE SPAGNOLE
Numero Giocatori:
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari:
Extracomunitari europei:
Africani:
Nord e centroamericani:
Sudamericani:
81
31 (38,27%)
19 (23,46%)
3 (3,70%)
6 (7,41%)
2 (2,47%)
20 (24,69%)
TOTALE SQUADRE ITALIANE
Numero Giocatori:
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari:
Extracomunitari europei:
Africani:
Oceaniani:
Nord e centroamericani:
Sudamericani:
89
36 (40,46%)
16 (17,98%)
5 (5,62%)
1 (1,12%)
1 (1,12%)
1 (1,12%)
29 (32,58%)
TOTALE SQUADRE COMUNITARIE RAPPRESENTANTI
UNA SOLA NAZIONE
Numero Giocatori:
Eleggibili nella Nazionale del club:
Comunitari:
Extracomunitari europei:
Africani:
Asiatici
Oceaniani
Sudamericani:
142
64 (45,07%)
25 (17,61%)
13 (9,15%)
5 (3,52%)
2 (1,41%)
2 (1,41%)
31 (21,83%)
19
pianeta C
di Pino Lazzaro
Rappresentante Aic
del Prato
Damiano Moscardi,
il geometra del c
20
dato avanti normale sino alla seconda superiore, poi in terza sono stato bocciato,
impossibile tra tornei e altri impegni conciliare per me il pallone con i libri. I miei
hanno comunque sempre insistito e allora mi sono iscritto a una scuola privata e
sono arrivato al diploma di geometra. Pare una cosa da niente ma alla fin fine è
pur vero che questo “pezzo di carta” ti
serve e l’ho visto per esempio anche per
il corso per allenatore di base che ho
fatto da poco: te lo chiedono, poco da
fare”.
“Posso dire, lo dico adesso, che la mia
fortuna quella volta è stata proprio andare via dalla Fiorentina. Ricordo che allora mi crollò il mondo addosso, avevamo
appena vinto il Viareggio, era un settore
giovanile tra i più importanti. Ma a ben
vedere, appena tre mesi dopo ero già titolare in C2 e dopo qualche anno ero in
B mentre parecchi dei compagni che avevo lasciato hanno continuato a fare la Primavera ancora per qualche stagione per
poi perdersi per strada senza la possibilità di venir fuori. Insomma, proprio venendo via da Firenze mi si è aperto un
palcoscenico importante per me così
giovane. Non che pensassi di giocare
chissà dove, io giusto giocavo e ci davo
dentro, vedendo che ci potevo stare. Subito col Prato siamo saliti dalla C2 alla
C1, poi ho fatto un primo anno in B col
Foggia; l’anno successivo sempre a Foggia è arrivato Caso, era stato il mio allenatore a Firenze, con lui avevamo vinto
il Viareggio. Pensavo insomma fosse un
qualcosa, come dire, a mio favore ma mi
accorsi che per lui ero il Damiano della
Primavera, quello che dove lo metti sta, a
destra, a sinistra, in mezzo. Ricordo che
avevo già programmato in quel periodo
di sposarmi, lei di Prato, cinquanta metri
da casa mia; tramite il mio procuratore
che era Franco Baldini mi arrivò la proposta di ripartire dalla C1 col Cosenza.
Decisi di andare, tanto alla moglie dissi
che ci saremmo sposati uguale e così facemmo. Mi sono rimesso in gioco e lì a
Cosenza, anche da capitano, vincemmo e
salimmo in B; penso sia stato lì che sono
proprio diventato un calciatore di categoria”.
“Se potevo fare anche di più? A vedere
come è cambiato il calcio in queste ultime stagioni direi che sì, avrei potuto anch’io giocare in serie A. Specie direi
proprio dopo il 2005, dal fallimento
dell’Ancona e dalle difficoltà di tante altre
squadre, anche importanti: dunque con
l’urgenza per i club di stare davvero attenti ai bilanci. Tanti e tanti giovani sono
stati così “spinti” e ne vedo parecchi
adesso che giocano in A e prima facevano fatica a starci anche in B. Io in A ci ero
arrivato ad Ancona dopo 7-8 anni di serie B, campionati dove ho giocato e corso tanto, non giusto dopo qualche
presenza come più spesso capita adesso.
Ho sempre messo parecchio in campo,
magari non proprio con doti tecniche eccelse e qui mi va di ricordare la definizione che il medico sociale del Vicenza,
Gianni Ragazzi, aveva inventato per me;
diceva che io ero e sono un po’ come
l’olio, è quando manca che ti accorgi di
lui”.
“Fin da giovane correvo e raspavo l’erba
e questa mia caratteristica penso m’abbia anche in un certo senso salvaguarda-
▼
“Penso sia stato mio nonno, lui non c’è
più da un paio d’anni, a darmi in qualche
modo “geneticamente” questo legame
con il calcio che ho sempre sentito. Lui
giocava in porta; ha fatto la C che allora
era unica anche col Prato, ha fatto poi la
B e la A, è stato pure nel Parma e nella
Lucchese. Insomma penso sia stato lui ad
avermi passato qualcosa soprattutto sul
piano della passione. Ho cominciato qui a
Coiano, appena fuori Prato, su un campetto parrocchiale, è stata fatta dopo la
società. Andavo con mio fratello, tre anni
più vecchio di me, ho cominciato mi pare che non avevo nemmeno cinque anni.
Lì per un bel po’ di tempo e poi sono cominciati i provini per squadre come Fiorentina, Inter, Torino; è stato quando
avevo 10 anni che tramite la Fiorentina
sono passato alla Sestese, una loro società collegata. Dopo un paio di anni, avevo 14 anni, arrivai da giovanissimo alla
Fiorentina con tutta la trafila sino alla Primavera con cui vinsi in quella mia stagione anche il Viareggio. Alla fine dell’annata
lì poi cambiarono molte cose, era morto
Mario Cecchi Gori, ci fu una sorta di rivoluzione, in tanti andarono via e tra
quelli c’ero anch’io. A Prato l’allenatore
della Primavera era Roberto Galbiati, mi
conosceva, disse al Prato di prendermi
subito. Dunque in ritiro con la Primavera:
ci rimasi cinque giorni e poi subito mi aggregarono alla prima squadra, facevano la
C2. Specie i primi anni con la Sestese diciamo che è quasi sempre stata la mia
mamma a fare la “tassista”, passava spesso il pomeriggio a leggere un libro in
macchina fin che mi aspettava. Eravamo
un gruppetto che veniva da Prato, s’andava con due macchine, facevano i turni
ma l’immagine di mia madre lì in macchina mi è sempre bene impressa. Ho cominciato poi da allievo a usare il treno;
partivo da casa la mattina già con la borsa del calcio, mangiavo un piatto di pasta
appena alzato, avevo poco tempo dopo,
giusto un panino. Con la scuola sono an-
pianeta C
el centrocampo
Dipende da come fanno, è chiaro che dipende insomma da loro a far sì che crescano, che salgano di categoria. Sono gli
stessi discorsi che facevano anche a me,
adesso li capisco più e meglio; li faccio così anche ai giovani che ho intorno: c’è chi
li recepisce e chi no, chi di testa è già impostato e chi non ci arriva”.
Sposato, due bambini di 9 e 4 anni, Damiano
Moscardi ha giocato in carriera con Prato (C2
e C1), Fidelis Andria (B), ancora Prato (C1),
Foggia (B), Cosenza (C1 e B), Genoa (B), Salernitana (B), Vicenza (B), Piacenza (B) e Pescara (B). E’ dell’aprile del ’74.
to in quel mio essere appunto giovane
nei confronti dei “vecchi” che capivano di
aver bisogno di uno che si dava tanto da
fare. Ero insomma utile, correvo e entravo. Adesso con i giovani è diverso, adesso li devi capire, intuire, far crescere
sapendoli prendere.
Per me comunque quello intelligente va
avanti uguale, certo che qualche scrollatina ogni tanto ci vuole, devi deciderti, o
carne o pesce. Stare in C2 al minimo federale può anche andar bene per provarci ma è chiaro che in prospettiva è
meglio pensare a trovarsi un lavoro, no?
“E’ la prima volta che faccio il rappresentante dell’Associazione. Negli ultimi anni
dovunque ho giocato prima di me spettava al capitano che c’era ma adesso toccava giusto a me: un po’ la fascia, un po’
l’età, quasi automatico.Poi nei due anni
che ho fatto a Vicenza lì dentro all’Aic ho
avuto modo di conoscervi un po’ tutti e
anche questo conta. Ho avuto bisogno
col fallimento dell’Ancona e la scorsa stagione pure per i problemi del Pescara, è
stato specialmente Umberto Calcagno il
mio riferimento.
E’ vero ne ho cambiate parecchie di società, massimo sono stato tre anni a Cosenza. Credo d’aver fatto una cosa giusta;
quando va bene riesci a giocare per dire
15 anni: sono tanti da una parte ma dall’altra nemmeno poi troppi e allora è meglio farli fruttare al meglio.
Quando c’era la possibilità di cambiare,
di andare in meglio e non parlo solo dell’ammontare del contratto, ho sempre
preferito andare. Cosenza, Genoa, Salernitana... tutte scelte fatte bene. C’è stata
la A con l’Ancona ma lì eravamo allo
sbando ed è a Vicenza, ecco, che mi sarei
anche fermato. Ma con l’arrivo di Gasparin in società sono subiti cominciati degli
attriti e ho preferito così ripartire.
Peccato che ho fatto una scelta sbagliata,
quella di Pescara, con tutti i problemi che
ci sono poi stati e tra l’altro è proprio di
questi giorni finalmente la risoluzione
▼
Qui a fianco una formazione del Prato
2007/08: in piedi da sinistra, Silva, Reis,
Panizzolo, De Agostani, Ghiotti, Bianchi, Basilico, Piovezan. In basso, Ouchene, Moscardi, Fogaroli, Piantoni.
della vicenda: potevo farne qualcun altro
di anno di B altrimenti”.
“Sono tornato in C dopo parecchi anni e
tra le altre c’è una differenza che vedi subito. Ricordo che giocavo in C, avevo 18
anni, ce n’erano un altro paio che avevano sui 20 anni mentre tutti gli altri avevano sui 27-28 anni.
Adesso invece le cose si sono rovesciate:
due-tre anziani col contorno di tanti ragazzini. Normale che la qualità sia diminuita ma insomma è un po’ tutto il calcio
è cambiato. E lo si vede come le stesse
società adesso si pongono: dicono che
col minimo federale garantiscono comunque una vetrina importante e dunque la possibilità per chi ce la fa di farsi
strada. Gli obiettivi qui del Prato? Salvarsi e crescere i giovani: mica è la B il nostro traguardo”.
“Sì, sono stato uno “serio”, uno che per
darti un’idea ha dovuto stare attento anche a quanto olio mettevo sull’insalata,
non so se mi spiego. Insomma professionista dalla A alla Z perchè appena abbassavo la guardia scadevo e diventavo
mediocre. Sempre sul pezzo, sempre e
pur non avendo chissà che doti sono arrivato a fare centinaia di partite in serie B,
in ambienti che ti facevano sentire uno
vero. Ho fatto tutto con le mie forze e lo
dico spesso ai giovani di qui, che si diano
una svegliata, che se ce l’ho fatta io anche loro ce la possono fare. Al dopo ci
penso e non ci penso, intendo continuare a giocare anche se non so ancora per
quanto.
Comunque, dopo tutti questi anni passati qui dentro, spero di poter rimanerci in
questo ambiente. Allenatore dei ragazzini, allenatore in seconda, non so adesso;
qui col Prato c’è stima reciproca e spero
che magari nel tempo ci possa essere una
qualche possibilità, si vedrà. Di abbandonare questo mondo insomma non se ne
parla, no grazie”.
21
▼
calcio a 5
Rappresentante Aic
del Maran Spoleto
Marcio Zancanaro:
“Uniti si vince”
Si è svolta dal 6 all’8 marzo scorso a Porto San Giorgio la nona edizione della
Coppa Italia di Serie A2, la terza con la
formula della Final Eight. Al termine del
girone di andata le prima quattro classificate del girone A e del girone B della Serie A2 si danno battaglia in sede unica per
conquistare quello che è considerato il
più prestigioso trofeo di categoria. La
splendida cornice del Palasavelli ha ospitato per l’occasione la tre giorni di gare
che si è conclusa con la finale trasmessa
in differita-tv Rai Sport Sat. Quest’anno
giocata a Porto San Giorgio, in una splendida finale fra Cagliari e Maran Spoleto,
l’ha spuntata la squadra umbra sconfiggendo i sardi per 5 a 2.
Rappresentante Aic della Maran Spoleto,
neo laureatasi campione d’Italia è Marcio
Antonio Zancanaro, nato in Brasile ma
ormai da anni in Italia, alla sua prima stagione nella squadra umbra. Per lui non è
la prima Final Eight e nemmeno la prima
Coppa conquistata…
“E’ la terza Final Eight di fila che faccio,
con 3 squadre diverse; ho vinto due volte la Coppa e un’altra la ho persa in finale. E’ sempre bello giocare queste
manifestazioni, è una competizione molto diversa del campionato, non c’entra la
classifica dello stesso campionato, sono
partite secche che devi affrontare con la
mentalità giusta, altrimenti sei gia fuori
gioco”.
In campionato la squadra sta andando
bene…
“E’ la prima stagione a Spoleto, mi hanno
accolto molto bene, sia la società, che i
miei compagni ed allenatori e pure i nostri tifosi. La società ha allestito una squadra per fare un campionato di alta
classifica e credo che fino alla fine proveremo a dare il meglio per arrivare alla vittoria”.
Dal Brasile all’Italia via Spagna…
“Ho cominciato nella mia città, a Xavantina, un piccolo paese di Santa Catarina
nel sud del Brasile a soli 9 anni. Poi a 11
22
anni mi sono trasferito a Concordia dove la squadra era molto più forte e con
altre prospettive. In Italia sono arrivato
in prova nelle file dell’ Arzignano, sono
passato alla Jesina e successivamente a
Cesena. Ho giocato un paio di stagioni in
Spagna al Fiat Carnicer Torrejon e al Leis
Pontevedra, quindi sono tornato a Cesena, poi Marca Tv ed adesso a Maran Spoleto.
In Spagna il futsal ha caratteristiche diverse rispetto al nostro Calcio a 5…
“Le differenze più significative sono l’organizzazione ed il professionismo: qui in
Italia il Calcio a 5 è ancora “dilettante”,
ma credo e spero che pian piano, e an-
che con l’aiuto dell’Aic, molte cose possano cambiare. Certamente il fatto che
l’Associazione Calciatori abbia esteso la
propria tutela anche ai dilettanti è una
delle migliore cose per la crescita del
Calcio a 5, è molto importante avere chi
ci rappresenta, chi ci tutela, chi ci informa
e consiglia”.
Chiusura con un invito ai colleghi…
“Mi raccomando: ogni anno dobbiamo
essere sempre di più a fare parte di questa Associazione che ci difende e lotta
per il meglio di questo sport, dobbiamo
aiutarci per crescere insieme, magari un
giorno saremo una bella realtà dello
sport italiano, magari professionistico”.
Final Eight Coppa Italia
Tris servito
dell’Under 21 Terni
Dopo S. Martino di Lupari nel 2006 e Terni nel 2007,
il Thyssenkrupp Under 21 continua collezionare
coccarde tricolori: i ragazzi di Lamers, superando
per 6-3 l’Augusta nella finale del Palarigopiano di Pescara, hanno infatti vinto la terza Coppa Italia di categoria consecutiva, stabilendo un primato difficile
da migliorare. Onore comunque all’Augusta di Gomes Vaz arresosi, per il secondo anno di fila, all’ultimo atto di una Final Eight giocata in riva all’Adriatico
e al termine di una gara davvero eccezionale per intensità, giocate e goal di primissimo livello.
ha scritto per noi
di Alessandro Comi
Antonino D’Agostino,
centrocampista del Treviso
Tra i cadetti per…
l’operazione rilancio
gli in serie A ti castigano immediatamente.
Lo descrivono tutti come un tipo tranquillo, il classico “bravo ragazzo”: Antonino D’Agostino, detto Nino dagli amici, è
centrocampista di fascia dotato di una
buonissima tecnica abbinata a una potenza straripante nel dribbling, a volte
ubriacante, caratterizzata da repentini
cambi di marcia che sono un vero pericolo per i difensori avversari.
Nato a Torino l’8 ottobre 1978, è cresciuto nelle giovanili della grande scuola
granata, per poi arrivare nella mitica Pro
Vercelli dopo una parentesi nel Lascaris
(squadra Torinese). Con le “bianche casacche” ha giocato 4 anni, dal 1998 al
2002, iniziando la gavetta in serie C2;
quindi il grande salto col Treviso, due stagioni e un campionato di Serie B vinto, il
successivo passaggio all’Atalanta ancora
in B, ancora un campionato vinto e successivo passaggio al Cagliari in serie A.
Dopo 2 stagioni nella massima serie il ritorno a Treviso…
Due stagioni a Cagliari in Serie A ed ora gli ultimi sei mesi in B a Treviso: come mai
questa scelta?
“Nonostante la positiva esperienza in Sardegna, la mia scelta di
finire la stagione a Treviso è dovuta al fatto che purtroppo in Serie A non trovavo molto spazio e
con tutti i cambi di allenatore non
era il massimo. Ora sono tornato
in un ambiente che già conoscevo
avendoci giocato in passato, ambiente ottimo per cercare di riscattarmi e rimettermi in gioco.
Delusioni o rimpianti calcistici?
“No, niente in particolare: non ho
rimpianti, mi accontento di quello che ho fatto e ricevuto, penso
che
tutto
si
compensi
nella vita, l’importante è stare bene con se stessi.
Come hai vissuto l'esperienza della
serie A?
“Sicuramente un’esperienza indimenticabile, penso sia il sogno di
tutti, sono riuscito a concretizzarlo e sono molto contento per questo.
Un’emozione immensa giocare in
certi stadi, con grandi platee e
grandi campioni… e poi devi correre e correre perchè appena sba-
E invece le soddisfazioni?
“Ricordo
con
molto piacere i 2
campionati vinti,
uno col Treviso e
uno con l’Atalanta. Ricordo che a
Bergamo il trasporto del pubblico nelle partite casalinghe
è stato a dir poco travolgente, un’emozione grandissima e indimenticabile!
Hai cambiato piazza, ma nel tuo
▼
24
Qui a fianco, Antonino D’Agostino con la maglia
del Treviso. Sopra, con la maglia del Cagliari.
futuro c'è sempre la Sardegna…
“Esatto. Uno dei miei sogni futuri sarebbe quello di vivere e comprare casa a Cagliari! Alla base della mia scelta oltre, che
per la splendida cittadina, c’è il fatto che
da quasi 2 anni sono fidanzato con Elisabetta, ragazza cagliaritana conosciuta durante il mio soggiorno calcistico in
Sardegna. Speriamo in bene, come si suol
dire “se son rose fioriranno…”.
amarcord
Mi ritorni
in mente…
Gianluca Berti (Novara)
“Quella che ricordo con più piacere è
stata la mia partita d’esordio in serie A. A
San Siro, contro il Milan, quello “vero” di
Gullit, Rijkaard e Van Basten. San Siro
esaurito e io l’anno prima avevo giocato
nell’Olbia in C2. Che avrei giocato me
l’aveva detto in settimana Bagnoli, era
Braglia l’altro portiere. Ricordo quando
siamo arrivati lì in pullman sul piazzale,
prima volta che lo vedevo, così grande e
come detto dentro era stracolmo di gente, mamma mia! Nello spogliatoio Bagnoli lì a dirci di fare un po’ come i pugili,
ogni tanto un cazzotto bisognava provare di darlo, solo magari facendo gol potevamo sperare di poter restare in
partita. Infatti, dopo poco che avevamo
cominciato, era una delle prime volte che
arrivavamo di là, fece gol Skuhravy e poi
cominciò l’assedio. Il primo tiro che mi
arrivò lo fece Gullit, una parata normale,
ma ricordo ancora che mi passò davanti
come un film fin che la palla mi arrivava.
Lì è scattato qualcosa, lì ho capito che sarebbe stata dura farmi gol e infatti feci
bene, solo all’ultimo, su un
contrasto tra Torrente e Rijkaard, era mezzo e mezzo,
l’arbitro diede rigore. Lo tirò Van Basten, indovinai an-
che l’angolo ma fece gol e finì 1 a 1; in
trincea sino alla fine col povero Signorini
che in area le prendeva tutte lui di testa.
Quella volta fui sorteggiato per il doping
e così nemmeno tornai con la squadra, lo
feci più tardi con un dirigente. Fu quella
poi per me una bella settimana con i tifosi che venivano a farmi i complimenti,
non mi conoscevano tanto, prima avevo
fatto soltanto amichevoli. Feci in tutto
sette presenze, le giocai bene e quell’anno giocai sia il mio primo derby della
Lanterna che in Coppa Uefa”.
Andrea Tarozzi (Sassuolo)
“Ne potrei dire magari di più importanti, che so, l’esordio col Bologna, la volta che abbiamo
battuto la Juventus e c’erano
quarantamila fiorentini in festa, la stessa vittoria della
Coppa Italia ma quella che
proprio non dimentico è la
partita in cui ho segnato il
mio primo e unico gol in serie
A. Fiorentina-Lecce e ce ne
sono tante di cose lì dentro per me.
C’era stata intanto da poche settimane la morte di mio cugino, giocatore di basket della Fortitudo,
Ravaglia; c’ero molto legato e me
l’ero ripromesso che alla prima occasione gli avrei dedicato qualcosa.
In panca per noi c’era Trapattoni,
giocavo un po’ più avanti di quel che
ho sempre giocato, in effetti qualche
mezza occasione l’avevo anche avuta e anche quel giorno col Lecce c’ero
arrivato abbastanza vicino. Tanto è vero
che 5’ prima che segnassi, era stato proprio il Trap ad esclamare lì in panca che
se avessi fatto gol avrebbe smesso di allenare e naturalmente me lo sono venuti subito a dire. Altro aneddoto è quello
legato a David Guetta, radiocronista delle partite della Fiorentina, è uno famoso
lì a Firenze; ebbene ben prima del mio gol
continuava a ripetere “mi sento che oggi
Tarozzi segna”, proprio io che non
ne avevo mai fatto uno. Quando
poi in effetti ho segnato, ha cominciato a fare tutta una serie di ululati incredibili, ce l’ho ancora a casa la
cassetta con la registrazione. Feci così il
primo gol, poi finì 3 a 0, come si dice
sbloccai la partita: calcio d’angolo di
Chiesa, io non che andassi spesso su, non
è che sia un gigante. Palla respinta che
torna lateralmente a Chiesa che la rimette in mezzo. Sono andato in anticipo,
anche su Batistuta che poi nello spogliatoio era sì contento per me (specie lui e
Rui Costa mi prendevano in giro per
quelli che sbagliavo) ma un po’ scherzando mi disse che sperava che non fosse
proprio quello che gli avevo portato via il
gol che gli poteva far vincere la classifica
cannonieri. Pensa le combinazioni: quell’anno invece lui arrivò proprio secondo,
staccato di un gol! Dentro l’area piccola
e l’ho girata sul palo più lontano. Ho alzato le braccia al cielo, ho subito pensato a mio cugino, gliel’ho dedicato, poi mi
sono arrivati addosso i compagni”.
25
internet
di Mario Dall’Angelo
I link utili
Nuovo sito
per la Lnd
Il sito della Lega Nazionale Dilettanti
(www.lnd.it) è stato completamente sottoposto a restyling da quando lo abbiamo trattato in precedenza ed è quindi
opportuna una nuova visita. Le novità sono parecchie e la prima che salta all’occhio è l’icona che compare sulla scheda
del browser. Da quando, circa un paio
d’anni, si è imposta la tecnologia del tabbed browsing, cioè della navigazione a
schede (più siti aperti come schede dentro alla stessa finestra), un sistema che
permette di spostarsi più rapidamente
tra un sito e l’altro cliccando sulle “linguette” delle schede (oppure, su pc con
Windows, grazie alla combinazione di tasti ctrl+tab, che fa apparire l'elenco di
tutti i siti già contattati), l’interfaccia dei
browser si è arricchita delle miniicone che consentono di orientarsi quando si hanno parecchie
schede nel navigatore. Il sito della
Lnd ha come segno di riconoscimento un pallone classico, bianco
e nero; laddove, ad esempio, il sito
della Figc ha lo scudetto con le
quattro stelle.
Il sito si presenta con una classica
testata sotto la quale ci sono i collegamenti a tutte le sezioni principali: Istituzione, Comunicazioni,
Agonistica, Attività, Servizi , Annuario, Impianti, Agenzia Calcio. Quasi
tutti, al passaggio del mouse, aprono un menù a tendina che permette di accedere direttamente a delle
sottopagine.
Comunicazioni permette di reperire velocemente tutti i comunicati e le circolari della Lega, ma anche le delibere e le
ultime iniziative. La voce In Campo porta a una pagina con l’elenco di attività
delle rappresentative nazionali dei dilettanti, delle manifestazioni organizzate
dalla Lega e altre ancora realizzate dalle
società affiliate. L’aggiornamento di
questa sezione è ottimale e consente di
avere il quadro delle attività LND
26
pressoché in tempo reale.
Il collegamento Ambasciatore Azzurro
apre in un’altra finestra un vero e proprio sito a sè, dedicato al progetto della
Figc rivolto a chi vuole legare l’immagine
della Nazionale alla propria attività, oppure cogliere l’opportunità offerta dalla
LND, che «mette la sua imponente struttura operativa al servizio della Società
Civile per divulgare lo spirito e i valori
del calcio nel mondo delle imprese». I
link Progetto, Testimoni, Aderire e contatti portano alle pagine che forniscono
le informazioni essenziali per capire l’iniziativa.
Molto ricca e interessante anche la sezione Fotogallery, suddivisa tematicamente in:Assemblee, Nazionale under 18,
Beach soccer, Ali della vittoria, Torneo
delle regioni, Coppa Italia dilettanti. Non
segnalato, nella quarta sezione è presente anche un video in formato Windows
media.
La sezione Agonistica porta ai collegamenti alle varie branche di cui si compone la LND e le relative attività:
Interregionale, Calcio a 5, Calcio femminile, Beach soccer, Settore giovanile e
scolastico, Comitati. Le prime cinque
hanno ciascuna un sito autonomo di riferimento:
www.interregionale.com,
www.divisionecalcioa5.it, www.divisionecalciofemminile.it,
www.beachsoccerlnd.com, www.settoregiovanile.figc.it.
I comitati e le delegazioni provinciali hanno invece delle pagine sul sito LND, a cui
si accede rapidamente da un box posizionato sulla destra.
La sezione Servizi consente di accedere
all’offerta della Lega alle società e ai tesserati con i seguenti link: Assistenza, Medicina, Fisco, Militare, Carte Federali,
Modulistica, Svincolati, Tesseramenti. Di
particolare utilità pratica la sezione che
permette di scaricare due moduli: polizze assicurative e denuncia sinistro. Come
le carte federali, sono in formato pdf, che
richiede il programma Adobe Reader installato sul pc (www.adobe.com).
La pagina Svincolati non contiene
ancora informazioni al momento
in cui scriviamo.
Anche il rinnovato sito LND permette l’iscrizione a una Newsletter per ricevere comodamente
con la posta elettronica le ultime
novità. Mancano invece i Newsfeed, che consentono di ricevere
con un apposito programma i
link alle pagine nuove o aggiornate di un sito.
Una novità importante rispetto
alla precedente visita è Agenziacalcio, un sito a sè (www.agenziacalcio.it), di cui si legge nel
“Chi Siamo”: «portale del calcio
dilettantistico voluto per offrire ad appassionati, tesserati e volontari e rispettive famiglie un servizio trascurato da
molte testate sportive». Di particolare
interesse appare la possibilità data alle
società dilettantistiche di inserire organigrammi e altre informazioni - esattamente come avviene per le società pro altrimenti di difficile reperibilità, dal momento che poche hanno le risorse per
mantenere un proprio spazio web. Un sito molto interessante dunque, che meriterà una visita a sè.
internet
di Stefano Fontana
Calciatori
in rete
Galloppa e Pazienza:
potere a centrocampo
www.danielegalloppa.it
Sito ufficiale per Daniele Galloppa, centrocampista in forze al Siena nato il 15
Maggio 1985 a Roma. Daniele ha comin-
ciato la carriera calcistica a soli 5 anni, nella squadra del suo quartiere, il Tor dé
Cenci. Dopo alcuni provini è stato scelto
dalla Roma all’età di 9 anni, dove ha giocato nel settore giovanile per 10 anni seguendo tutta la trafila dagli esordienti alla
Primavera. La prima convocazione e panchina in prima squadra con Fabio Capello in Coppa Italia al Meazza (Milan-Roma).
La prima chiamata nella Nazionale Under
17 il 5 Maggio 2002 in occasione della
partita Italia-Turchia 1-0 a Santa Marinella. La Nazionale è diventata la sua seconda squadra, è stato sempre convocato e
ha giocato titolare in tutte le successive
nazionali Under 18, Under 19 e Under 20.
Ha disputato inoltre un Campionato Europeo Under 19, un Campionato Mondiale Under 20, ha giocato 5 partite nella
Nazionale Under 21 ed è stato aggregato
come riserva al Campionato Europeo
Under 21 disputato in Potogallo nel 2006.
Ha militato dal 2004 al 2006 nella Triestina, in Serie B. Nella stagione 2006-2007 in
Serie A, prima nell’Ascoli, esordendo il 17
settembre 2006 contro il Messina, e da
gennaio 2007 con il Siena, formazione dove milita attualmente.
Queste note sulla vita di Daniele sono
tratte dalla sezione biografica del sito, sintetica ma esauriente. L’homepage ha una
grafica fresca e gradevole, di semplice
consultazione. Il menu relativo alle news
ha un formato molto originale e
accattivante: le notizie sono riportate sotto forma di video,
con gli “highlights” delle ultime
partite del Siena. Il menu “profilo” contiene invece la canonica
scheda tecnica, con tutti i dati su
Galloppa e le statistiche.
Molto ricca e ben organizzata la
foto gallery.
Le immagini sono divise per argomento, secondo le varie squadre di Daniele senza omettere
qualche scatto “in borghese”. La
sezione download contiene diversi sfondi per il desktop pronti da scaricare, mentre il menu “contatti”
consente di lasciare un messaggio direttamente al giocatore.
In conclusione quello di Galloppa è un
buono spazio ufficiale, ben realizzato e
“user friendly”.
www.michelepazienza.com
“Il calcio è sempre stato la mia più grande passione; ho sudato molto più delle
proverbiali sette camicie, ho rinunciato a
tanti dei frutti che la giovinezza spensierata reca con sé, ho sofferto ma non ho
mai mollato, ed oggi colgo il piacere di es-
sere amato da una curva che ho nel cuore”.
Questa frase, una vera dichiarazione
d’amore nei confronti del calcio e del Napoli in particolare, apre il sito ufficiale di
Michele Pazienza. Centrocampista nato a
San Severo nei pressi di Foggia il 5 Agosto
1982, ha esordito nel 1999 con il Foggia,
per poi passare a Udinese e Fiorentina fino ad approdare nel Gennaio 2008 al Napoli.
Il sito ufficiale di Pazienza è molto vasto e
articolato, ricco di informazioni catalogate con criterio e facili da consultare.Dall’homepage possiamo accedere alle varie
pagine del sito: cominciamo da quella relativa alle news. Strutturata sottoforma di
blog, ovvero un lungo rullo di articoli con
tanto di fotografie, potrebbe reggersi in
piedi come sito a sé stante.Veramente un
ottimo lavoro. All’interno troviamo notizie ricorrenti come le pagelle del Napoli
relative alle ultime partite disputate, oltre
ad occasionali approfondimenti dedicati a
un giocatore o un allenatore in particolare. Il sito ospita anche un forum, molto
vivace e frequentato da tifosi e appassionati.
La video gallery contiene vari filmati con
protagonista Michele nel corso di alcune
conferenze stampa. La sezione “dicono di
lui” è uno strumento comune a siti di
questo tipo, molto utile per conoscere
meglio la persona dietro il calciatore.
Non mancano inoltre aggiornamenti continui riguardo alla stagione in corso del
Napoli, una pagina di curiosità sui gusti di Pazienza e il
menu “Michele risponde”,
dove lasciare un messaggio
al giocatore sicuri nel giro di
qualche giorno di trovare
una cortese replica alla missiva inviata.
Questo sito, molto vasto, ha
ancora molto da offrire: lasciamo a voi il piacere di
esplorarlo in ogni sua parte.
27
sfogliando
di Nicola Bosio
frasi, mezze frasi, motti, credi proclamati
come parabole, spesso vere e proprie “poesie”
Alle volte il calcio parlato
diverte di più d
Non credo che ci sia sudditanza psicologica. Gli arbitri sbagliano perché fanno un
lavoro difficile. Hanno commesso errori
nei confronti di tutti. Carlo Ancelotti (Milan) Qui in Italia mi pare che stiano sbagliando un po’ troppo, gli arbitri. Cicinho
(Roma) Non esistono vantaggi precostituiti. Un arbitro può sbagliare come un
giocatore può sbagliare uno stop o un
gol. Smettiamola con la cultura del sospetto. Roberto Donadoni (C.T. Nazionale) Dopo Calciopoli abbiamo voluto
cambiare ed è normale che possano
commettere degli errori. E’ bello che comincino ad ammettere degli sbagli. Sarebbe meglio che parlassero sempre.
Christian Panucci (Roma) Arbitrare oggi
è un compito più difficile perché il gioco
è più veloce. Paolo Maldini (Milan) Che
un arbitro possa sbagliare è capitato e capiterà sempre. Roberto Mancini (Inter)
Nessuno dà una mano agli arbitri. A volte affidare la moviola al quarto uomo sarebbe utile. Valerio
Bertotto (Siena) Bisogna dare fiducia agli
arbitri che abbiamo
in casa. E’ come se ci
ritrovassimo con una nazionale che ha
cambiato tanti giocatori. Le polemiche
c’erano anche quando le partite erano
dirette da arbitri esperti. Questi sono
giovani e vanno lasciati crescere. Dejan
Stankovic (Inter) E poi senza gli errori arbitrali il calcio sarebbe noioso. Mauro Camoranesi (Juventus) Vivo il calcio come
divertimento ed intendo continuare così.
Alberto Gilardino (Milan) A nessuno piace stare in panchina. Solo che il calcio si
gioca in undici e c’è un allenatore che
sceglie.Vincenzo Iaquinta (Juventus) A
volte mi arrabbia quando non gioco, ma
poi mi metto nei panni dell’allenatore e
mi immagino quanto sia difficile scegliere
tra 30 persone.Alberto Gilardino (Milan)
Rispetto alle giovanili o alla Serie C, nel
calcio di vertice cambia tutto. Il gioco è
più veloce, i calciatori più tecnici, le squadre tatticamente impeccabili. Luca Cigarini (Parma) Qualche fischio non mi ha
fatto piacere, ma mi dicono che li prendeva anche Van Basten. San Siro è così: è
il suo bello e il suo brutto. Il suo bello è
che ti fa diventare uomo, giocatore. Alberto Gilardino (Milan) Fanno piacere i
complimenti, ma poi servono soprattutto i punti. Mario Beretta (Siena) Nel calcio se non ci fossero gli errori tutte le
partite finirebbero 0-0. Cicinho (Roma)
Nel campionato italiano c’è molto equilibrio. Mi pare che il fattore campo sia
saltato da un pezzo specialmente in sfide
delicate in cui basta
davvero un episodio
minimo per vincere.
Francesco Tavano
Roberto Donadoni
attaccante del Livorno
(C.T. Nazionale) In
Italia
è così: basta
“Pressioni terapeutiche”
che sbagli un paio di
Sento tanti discorsi sul nostro calcio,
partite e diventi un
ma credo sia sempre il più bello. In
vecchio rinco. GioSpagna, per esempio, ci sono meno
vanni Trapattoni (Sapressioni però penso che per sentirsi
lisburgo) In Italia si
veramente un calciatore le pressioni
vive di alibi. Gianluisiano terapeutiche.
gi Buffon (Juventus)
Non c’è solo la tattica, per insegnare
28
Marco
portiere
“Itali
nieri”
Nessun
tieri ital
rore e
panchina
ri è div
pression
za. E poi
parità di
niero co
italiano
gli schemi basterebbe mettersi alla lavagna ogni giorno per tre ore. Serse Cosmi
(Brescia) Non sono fissato sui moduli,
sono più convinto dell’importanza della
combattività e della voglia di arrivare primi sul pallone. Angelo Gregucci (Vicenza) Per vincere nel calcio serve sempre
la solita voglia ed il solito impegno. Ezio
Glerean (Bassano) In ogni partita i punti
in palio sono sempre tre, contro ogni avversaria. Claudio Ranieri (Juventus) Il
concetto è il seguente: per attaccare bisogna conquistare la palla mentre quando ce l’hanno gli altri, specie nelle
ripartente, ci si deve prodigare a difendersi. Renzo Ulivieri (Reggina) Quando
costruisci e poi esci dal campo senza nessun punto è giusto che ti interroghi. Silvio
Baldini (Catania) Siamo in Serie A e nel
calcio italiano quando affronti l’ultima in
classifica non la batti 5-0 ma rischi di perdere perché l’equilibrio è enorme. Francesco Guidolin (Palermo) Giocare in
sfogliando
ù del calcio giocato
Italia e in Europa è diverso.
Julio Cesar (Inter) Di solito
tra colleghi c’è
invidia, ma io
non ne provo:
auguro ogni bene al mio avversario anche se
Marco Amelia
può andare a
portiere del Livorno
mio discapito.
Molti pensano
“Italiani e strache fare un
nieri”
complimento
Nessuno aspetta i porpregiudichi il
tieri italiani. Basta un erproprio prestirore e ti cacciano in
gio, io no. Gianpanchina. Con gli stranieluigi
Buffon
ri è diverso: c’è meno
(Juventus) Le
pressione, c’è più pazienraccomandaza. E poi costano meno: a
zioni nel calcio
parità di valore uno straesistono, ma
niero costa 2 milioni, un
hanno le gambe
italiano 10.
corte, perché è
il campo che
decide. Christian
Panucci (Roma) I talenti ci sono se si è
bravi ad andarli a cercare, ma purtroppo
adesso danno spazio solo agli stranieri.
Francesco Totti (Roma) Il bello non è stato vincere il Mondiale, ma aver portato
in piazza gente che fino ad un’ora prima
litigava dalla mattina alla sera. Il meglio di
Christian Panucci
difensore della Roma
“Allenatori - educatori”
Sono cresciuto in settori giovanili con allenatori duri, che facevano anche scuola di vita attraverso le punizioni. Erano educatori.
Adesso fare certe cose non sembra più possibile: spesso è colpa dei genitori che sono la
rovina dei figli, ma qualche volta è perché
adesso i ragazzi hanno troppo.
una vittoria sono gli occhi di chi la festeggia. Gianluigi Buffon (Juventus) I privilegi a noi calciatori fanno comodo.
Christian Panucci (Roma) A volte i privilegi possono essere imbarazzanti. Mirko
Vucinic (Roma) La partita è lo specchio di
ciò che si fa in settimana. Pierluigi Casiraghi (C.T. Under 21) La mia regola d’oro
è che la classifica ha sempre ragione.
Claudio Ranieri (Juventus) Per me parlano il campo e i risultati. Serse Cosmi
(Brescia) Nel calcio, come nella vita, ci sono le parole ed i fatti. Angelo Gregucci
(Vicenza) Entrare dalla panchina ed inserirsi a freddo non è facile. Vincenzo Iaquinta (Juventus) Se giochi con il
contagocce non è facile dimostrare il
proprio valore. Hernan Crespo (Inter) E’
normale che quando uno gioca poco non
è contento. Dejan Stankovic (Inter) Concedo una chance a tutti ma chi scende in
campo deve essere capace di sfruttarla.
Francesco Guidolin (Palermo) Un giocatore vuole essere protagonista la domenica. Jonathan Zebina (Juventus) Quando
gioco scatta l’adrenalina. Giorgio Chiellini (Juventus) Se si vuole arrivare primi o
secondi certe partite bisogna vincerle.
Mauro Camoranesi (Juventus) Se dicessi
quello che cambierei nel calcio mi darebbero l’ergastolo. Francesco Totti (Roma) Per me il gol non è un problema.
Antonio Di Natale (Udinese) Il gol non è
poi così importante per un attaccante.
Antonio Cassano (Sampdoria) Vincere è
sempre difficile, ecco perché mi sono goduto ogni successo. Paolo Maldini (Milan)
Partite facili non esistono, i nomi contano fino ad un certo
punto. Claudio Ranieri
(Juventus)
Ognuno vede
la partita a
modo suo.
Wa l t e r
Mazzarri
(Sampdoria)
Il calcio è bello
perché è vario.
Gian Piero Gasperini
(Genoa) Lascio in eredità il rispetto assoluto
per lo sport e per gli avversari. Paolo Maldini
(Milan) A volte forse ba-
Marco Cassetti
centrocampista della Roma
“Lasciamoli sbagliare”
Io in campo vedo arbitri giovani: noi calciatori
cominciamo a giocare a 8 anni, loro ad arbitrare
a 16-17. E fanno sul serio soprattutto in A e B.
Questi giovani hanno bisogno di sbagliare, ma ci
sono telecamere dappertutto e forse beccarli è
davvero troppo facile.
sterebbe essere banale per risultare simpatico. Roberto Mancini (Inter) Parlare
di successo, vincere prima del tempo, non
porta bene nel calcio. Walter Mazzarri
(Sampdoria) Il mio segreto è la passione
per il calcio, quella che mi spinge ad allenarmi, a non mollare, a crederci sempre.
Poi le vittorie importanti alimentano l’entusiasmo. Alessandro Del Piero (Juventus) Quella a centrocampo è la mia vita:
gli avversari lì ti attaccano da tutte le parti. In difesa li vedi arrivare e ti regoli. Esteban Cambiasso (Inter)
29
tempo libero
musica
Libreria
Team Press Edizioni
Almanacco Calcio Marche 2008
di Carlo Alberto Bellagamba - € 15,00
Si rinnova l’appuntamento con l’Almanacco del calcio marchigiano. Unico nel suo genere, per la sua complessità, in
tutto il panorama editoriale regionale: numeri, dati, notizie,
curiosità, statistiche ed immagini. Tutto in modo ordinato e
graficamente gradevole e che consente al lettore di avere un
quadro più che esauriente del “pianeta” calcio della regione Marche.
L’Almanacco cerca di riassumere, quanto più possibile, la realtà regionale nella sua
globalità. Comprende le società militanti nei campionati professionistici e le squadre partecipanti al campionato Nazionale Dilettanti. A seguire, tutte le società dilettantistiche: dall’Eccellenza fino alla terza categoria, il Calcio a 5 ed il Calcio
Femminile.
Oltre 9000 tesserati passati ai raggi x attraverso i quadri dirigenziali e tecnici, gli organici e le rose di tutte le squadre. Le schede personali con le carriere degli allenatori, dei giocatori professionisti e dilettanti fino alla prima categoria. Senza
dimenticare la categoria arbitrale. Il volume si trova in tutte le edicole della regione e nelle migliori librerie. Lo si può ordinare anche on line tramite il sito www.calciomarche.it, oppure direttamente versando la somma sul c.c.postale 10843605
intestato a:Team Press - 60019 Senigallia (An) - Via Trieste, 69.Tel./Fax 071.7931206
E-mail: [email protected]
Edizioni e/o
Centro permanenza
temporanea vista stadio
di Daniele Scaglione – 156 pagine - € 12,50
Due iraniane dirette a Lione, la giovane Sharmin e sua madre, finiscono in un Centro di permanenza temporanea
(Cpt) nei pressi di Torino. Devono così fare i conti con il
bizzarro trattamento che l’Italia riserva ai “clandestini”. Ma
per Sharmin, fanatica di calcio come lo sono moltissime ragazze iraniane, questa situazione costituisce l’opportunità
per conoscere il paese dei Campioni del Mondo, delle superstelle come Totti, e la
storia del Toro. Si troverà così immersa in un’avventura in cui si mescolano passione
per il calcio, razzismo, crudeltà della burocrazia e solidarietà femminile.
SpS Edizioni
Benedette provinciali
di Stefano Pellei – 216 pagine - € 10,00
Il romanzo narra le vicende sportive di sedici società che
hanno saputo regalarsi stagioni invidiabili nel campionato
italiano di calcio insidiando persino, in talune circostanze, il
potere metropolitano nella massima divisione calcistica nazionale.
Il Cesena 1975-‘76 di Mario Frustalupi, il “Real Vicenza”
1977-‘78 di Gibì Fabbri e Paolo Rossi, il Perugia 1978-‘79 di
Ilario Castagner che riuscì a chiudere il campionato senza subire sconfitte, l’Udinese 1983-‘84 di Zico, e poi il Pescara di Leo Junior, il Foggia di Zeman, l’Atalanta
di Evair e Stromberg, sino al Brescia di Roberto Baggio ed al Chievoverona di Luigi Del Neri.
Uno dei sedici capitoli è dedicato all’Ascoli 1979-‘80 di Gibì Fabbri con Adelio Moro in cattedra e la scoperta del contropiede complesso.
30
Elio e le Storie Tese
Studentessi
Veri trionfatori del 58° Festival di Sanremo (il loro “Dopofestival” resterà nella
storia) Elio e le Storie Tese tornano con
un nuovo album,“Studentessi”, dopo quasi 5 anni durante i quali, in realtà, non sono mai usciti di scena ma hanno
continuato a produrre album live, singoli
e collaborazioni di vario genere.
In “Studentessi” (termine usato da Ilona
Staller e ripreso per il titolo) il gruppo
milanese dà sfoggio di tutte le proprie capacità artistiche, peraltro messe ben in
mostra a Sanremo: la definizione di
“gruppo demenziale” comincia a stare
stretta a Elio e soci che sono in realtà
(ma i loro fans certamente non lo scoprono adesso) bravissimi musicisti. Che
poi nei loro testi ci sia molta ironia e, qua
e là, qualche parolaccia, non cambia: Rocco Tanica (tastiera), Faso (basso), Cesareo (chitarra), Christian Mayer (batteria)
e Elio (voce e flauto) sono da anni una
delle migliori realtà della musica di casa
nostra ai quali, forse con colpevole ritardo, si riconoscono solo adesso i giusti
meriti.
Come nella tradizione, anche in questo
album spiccano le collaborazioni: Antonella Ruggero, Irene Grandi, Giorgia,
Claudio Baglioni, Demo Morselli, Paola
Cortellesi. Maurizio Crozza, Claudio Bisio, Guido Meda e un “cameo” di Carla
Fracci. In chiusura anche un brano cantato da Feiez, membro del gruppo scomparso qualche anno fa ma sempre
ricordato con molto affetto.
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del Pallone Ufficiale
della Lega Calcio
il grande concorso Top Team Panini
per vincere fantastici premi
le
Figurine del Calcio Spettacolo

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