La NEP (nuova politica economica) e la nascita dell`URSS - Il-Cubo

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La NEP (nuova politica economica) e la nascita dell`URSS - Il-Cubo
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La NEP (nuova politica economica) e la nascita dell’URSS
Terminata la guerra civile Lenin decretò la fine del comunismo di guerra e varò nel 1921 la NEP. In cosa consiste la NEP?
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Ricompare il mercato: viene consentito il libero commercio all’interno del Paese.
Viene riconosciuta la proprietà privata delle piccole imprese.
I contadini possono vendere le eccedenze dei loro prodotti, dopo aver consegnato una parte di essi allo Stato.
Cessano le requisizioni nelle campagne, sostituite con un’imposta in natura e più tardi in denaro.
Lo Stato, tuttavia, mantiene ancora il controllo delle principali attività economiche, dall’industria pesante al sistema
bancario.
La situazione migliorò nelle campagne ma non nelle città, dove gli operai erano sfruttati e avevano salari bassi
(capitalismo di stato).
Le potenze internazionali, interpretando la Nep come un ritorno al capitalismo, riconoscono ufficialmente il nuovo
governo e riprendono le relazioni commerciali e diplomatiche. Questa politica appariva un tradimento alla rivoluzione,
ma lo slogan di Lenin diceva: “Un passo indietro, due in avanti”.
Questa cura risollevò la Russia che nel dicembre 1922 prese il nome di Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
(Urss), con capitale Mosca. La Russia non era più un impero multinazionale, ma una federazione di repubbliche con
larga autonomia delle nazionalità. All'inizio erano: la Repubblica socialista russa, la Repubblica socialista ucraina, quella
transcaucasica e quella bielorussa. A questo nucleo iniziale con il tempo si aggiunsero Moldavia, Azerbaijan,
Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Tagikistan, Kirgikistan; con la seconda guerra mondiale anche Estonia, Lettonia,
Lituania.
L'edificazione del potere staliniano
21 gennaio 1924 muore Lenin1. Fu una disgrazia per la rivoluzione sovietica.
Alla sua morte si contesero la successione al vertice dell’Urss due importanti esponenti del partito: Trotckij (creatore
dell’Armata Rossa e artefice della vittoria della guerra civile) e Stalin (segretario del Partito Comunista dal 1922,
controllava le nomine dei dirigenti di partito e dunque era riuscito a crearsi un seguito di fedelissimi).
Essi avevano due linee di pensiero incompatibili.
Trotckij
Teorizza la rivoluzione permanente o internazionale.
Come diceva Marx voleva esportare la rivoluzione in tutto il mondo capitalistico, per dar forza alla
rivoluzione dell’Urss (per questo aveva fondato la Terza Internazionale o Komintern nel 1919).
Stalin
Teorizza il socialismo in un solo paese.
Lascia da parte il dogma marxista e propone di rafforzare la rivoluzione prima in Russia.
Dopo la prima guerra mondiale, dopo la guerra civile e dopo il fallito tentativo di esportare la
rivoluzione in Europa (il “biennio rosso” 1919-1921 scoppiato in Germania, Ungheria, Italia e in altri
paesi non ebbe esiti positivi), la Russia è troppo arretrata economicamente e deve colmare la distanza
con gli altri paesi, altrimenti sarà schiacciata. Stalin (il soprannome significa “l’uomo d’acciaio”)
impone pertanto l’industrializzazione forzata dell’Urss, a prezzi disumani in termini di vite e libertà.
Fu vincente la linea di Stalin, che istituì una violenta e spietata dittatura:
e anche dall’Urss, fu assassinato in Messico su ordine di Stalin nel 1940.
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lo stalinismo. Trotckij, espulso dal partito
Fanny Kaplan, una socialista rivoluzionaria ebrea, nata nel 1890) cercò di uccidere Lenin il 30 agosto 1918 mentre parlava agli operai
di una fabbrica. Gli sparò tre colpi di pistola e disse di avere agito da sola perché rimproverava a Lenin di aver firmato la pace con la
Germania e di aver tradito la rivoluzione. Fu giustiziata agli inizi di settembre. Lenin a seguito dell’incidente e per via
dell’arteriosclerosi, rimase paralizzato al braccio e alle gambe. Poco prima di morire, avvertì della pericolosità di Stalin: “ Stalin, divenuto
segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente
prudenza”.