Presenza di una tracheomicosi causata da coltivata in Italia

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Presenza di una tracheomicosi causata da coltivata in Italia
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Presenza di una tracheomicosi causata da
Fusarium oxysporum su Crassula ovata
coltivata in Italia
Domenico Bertetti - Pietro Pensa - Anna Po li - Maria Lodovica Gullino - Angelo Garibaldi
Centro di Competenza per 1 'Innovazione in cameo agro- ambientale (AGROINNOVA),
University degli Studi di Torino - Grugliasco (TO)
della Liguria, dove, nella sola pianura di Albenga (SV),
Riassunto
Nel corso dell'estate 2010, numerose piante di Crassula la produzione annuale complessiva registrata negli ultimi
ovata appartenenti alle cv Mini e Magical Tree, allevate
in un'azienda floricola ligure, manifestavano sintomi
di avvizzimento, in seguito ai quali morivano. It fungo
agente delle alterazioni osservate veniva isolato dai
tessuti infetti di entrambe le cultivar e classificato
come Fusarium oxysporum, in base all'osservazione
delle caratteristiche morfologiche del micelio cresciuto
in vitro e con l'analisi della sequenza ITS (Internal
Transcribed Spacer). In questa nota vengono descritti i
sintomi osservati in campo e le osservazioni effettuate at
microscopio ottico. Questa e la prima segnalazione di E
oxysporum su C. ovata nel nostro Paese, cosi come nel
mondo.
Parole chiave: piante ornamentali; piante succulente;
Crassula argentea; C. portulacacea; tracheofusariosi
anni supera i 60 milioni di pezzi (Colla, 2005; C.C.I.A.A.
di Savona, 2009). In tale ambito, la produzione di piante
succulente, pur comportando oneri produttivi piuttosto
elevati, consente di commercializzare una grande
variety di specie e cultivar, in alcuni casi in contenitori
di grandi dimensioni e, dunque, pin remunerative
(Borsotto et al., 2008). Crassula ovata (sin.: C. argentea,
C. portulacacea), famiglia Crassulaceae, e una pianta
succulenta, perennante con foglie sempreverdi, a volte
bordate da lievi sfumature rosse e fiori piccoli bianchi. In
questa nota e descritta l'alterazione che nell'estate 2010
ha colpito numerose piante di C. ovata "Mini" e "Magical
Tree", entrambe le cultivar allevate in un'azienda floricola
localizzata a Bordighera (IM).
Sintomi osservati
C. ovata "Mini". Durante it mese di luglio, 10.000 piante
Summary
First report of a vascular wilt caused by Fusarium di circa 3 mesi di eta, moltiplicate per talea e quindi
oxysporum on jade plant (Crassula ovata) cultivated trapiantate in vasi di plastica (diametro 10 cm) contenenti
in Italy
During the summer 2010, symptoms of a vascular wilt
were observed on plants of Crassula ovata belonging to
the cultivars Mini and Magical Tree, cultivated in a farm
substrato di coltivazione torboso con scheletro (pH
di maggiore i ntere s se della produzione orto-florovivai stic a
di eta, acquistate dall'Olanda, venivano sistemate in
6,5; E.C.
500 [IS), erano allevate in ombraio (riduzione
della Luce del 30% circa) ed irrigate manualmente per
aspersione. La density colturale era di 100 piante per
located in Bordighera (Imperia province, Northern Italy). metro quadrato. I primi sintomi comparivano in luglio
The fungus causal agent of the disease was isolated from e consistevano in una lieve clorosi che accompagnava
infected tissues of both the cultivars and it was identified la prematura caduta delle foglie ancora turgide. Con
as Fusarium oxysporum with the morphological it progredire della malattia, i sintomi divenivano pin
characteristics of mycelium growing in vitro and with the appariscenti: le foglie ingiallivano e avvizzivano prima
ITS (Internal Transcribed Spacer) analysis. Symptoms della filloptosi, it fusto anche'esso avvizziva, si ripiegava
observed on infected plants and characteristics of the vistosamente, a tratti marciva e, in seguito, disseccava, con
pathogen on the microscope are reported. This is the first andamento acropeto (Fig. 1). In alcuni casi, it marciume
report of F. oxysporum on C. ovata reported in Italy, as passava dal fusto alla parte basale delle foglie; altre
volte, it fusto cedeva al peso della chioma e si spezzava.
well as in the world.
Key words: ornamental plants; cacti; C. argentea; C. Sezionando i fusti colpiti in senso sia longitudinale, sia
trasversale, i vasi conduttori apparivano imbruniti (Fig.
portulacacea; fitsarium wilt
2a). Era colpito circa it 65% delle piante coltivate.
C. ovata "Magical Tree". Durante ii mese di luglio,
Introduzione
La coltivazione di piante in vaso costituisce uno dei settori 600 piante di C. ovata "Magical Tree" di circa 9 mesi
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serra, dove erano allevate in vasi di plastica (diametro
12 cm), contenenti lo stesso substrato di coltivazione
precedentemente citato. La density colturale era di 68
piante per metro quadrato e l'irrigazione era effettuata
2006).
La classificazione degli isolati ottenuti era confermata
con l'analisi della sequenza ITS. II DNA dei ceppi
isolati da entrambe le cultivar di C. ovata veniva
tramite bagnatura manuale. La prima comparsa dei
estratto utilizzando it Nucleospin Plant kit (Macherey
Nagel). Sul DNA estratto veniva condotta una reazione
di PCR, utilizzando i primer ITS1/ITS4 (White et al.,
da una pin intensa filloptosi anticipata (Fig. 2b). Era 1990) in grado di amplificare la regione intergenica tra
colpito circa i15% delle piante coltivate.
le sequenze codificanti per gli RNA ribosomali 28S
e 18S che comprende at suo in-term la sequenza del
Identificazione del patogeno
rRNA 5S (Internal Transcribed Spacer). Il prodotto
Alcuni campioni di entrambe le cultivar colpite, erano della amplificazione era sequenziato direttamente,
trasferiti in laboratorio dove venivano effettuati gli ottenendo rispettivamente una sequenza di 515 paia di
isolamenti. I fusti infetti erano disinfettati in una soluzione basi per C. ovata "Mini" (Gene Bank accession number
di ipoclorito di sodio (1%) e poi abbondantemente HQ682196) ed una sequenza di 509 paia di basi per C.
risciacquati in acqua sterile. Quindi, dal margine degli ovata "Magical Tree" (Gene Bank accession number
imbrunimenti dei vasi conduttori alterati, erano prelevati HQ682197). Le sequenze, analizzate con l'algoritmo
numerosi frammenti che venivano trasferiti in piastre BLASTn (Altschul et al., 1997) (E =0), identificavano
Petri contenenti terreno di coltura selettivo per Fusaria come Fusarium oxysporum it fungo isolato da entrambe
sintomi avveniva in agosto. I sintomi erano molto simili a
quelli prima descritti per C. ovata "Mini" e caratterizzati
(Komada, 1975). Per entrambe le cultivar, si sviluppavano
le colonie di un fungo che, allevato in purezza su PDA,
appariva costituito da micelio piuttosto soffice e copioso,
di colore viola pallido (Summerell et al., 2003), generante
pigmenti violacei nel substrato agarizzato e formante un
feltro superficiale nelle vecchie colture. Successivamente,
dagli stessi isolati erano ricavati ceppi monoconidici, poi
conservati a 7°C, in provette sterili contenenti substrato
SNA (KH,PO4 1g; KNO3 1g; MgSO4*7H20 0,5 g; KCI
0,5 g; Glucosio 0,2 g; Saccarosio 0,2g; Agar 20g; Acqua
distillata 1 L) (Nirenberg, 1976). I ceppi monoconidici
le cultivar colpite.
Inoculazioni artificiali
Per entrambe
le
cultivar
considerate,
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piante
apparentemente sane di circa 5 mesi di eta, venivano
inoculate artificialmente tramite l'immersione delle
radici in una sospensione conidica degli isolati, ottenuta
in substrato liquido a base di idrolizzato di caseina
posto in agitazione (90 r.p.m.) per 10 giomi, alla
temperatura di 24°C ± 1, in altemanza di Luce e buio
(12/12h) e, successivamente, omogeneizzato e diluito.
venivano utilizzati per effettuate le osservazioni di La concentrazione finale impiegata era di 1 x 106 CFU/
seguito descritte, coltivandoli in cella climatica, alla ml per entrambe gli isolati saggiati. Appena inoculate,
temperatura di 25°C ± 1, in altemanza di luce e buio le piante erano trapiantate in vasi contenenti circa tre
(12/12h). L'isolato ottenuto da C. ovata "Mini", litri di terriccio costituito da torba di sfagno, pomice,
produceva macroconidi poco numerosi, lievemente corteccia di pino e argilla (50:20:20:10), precedentemente
falcati, quasi diritti, 3-settati (talvolta con 4 setti), dotati
di cellula basale a forma di piede e di cellula apicale
ottusa, aventi le dimensioni di 30-46 x 4-5 (media: 36
x 5) pm. Le colonie producevano corte monofialidi che
generavano microconidi unicellulari, di forma ovato-
ellittica (talvolta reniforme), aventi le dimensioni di
5-13 x 3-4 (media: 8 x 3) Km. Le clamidospore erano
disinfestato a vapore. Tre piante erano immerse in acqua
sterile ed utilizzate in quality di testimoni. Tutte le piante
venivano allevate in cella climatica, in alternanza di luce
e buio (12/12h), alla temperatura di 25°C ± 1. Circa 13
giomi dopo l'inoculazione, i primi sintomi apparivano
solamente sulle piante inoculate di entrambe le cultivar
saggiate. Successivamente, si ripetevano gli stessi sintomi
abbondanti, singole, terminali ed intercalari, costituite da
parete ruvida e misuravano 6-8 pm. L'isolato ottenuto da
C. ovata "Magical Tree", coltivato su SNA, produceva
macroconidi poco numerosi, quasi diritti, con una
cellula basale pin affusolata dei precedenti e una cellula
osservati in campo e dalle piante di C. ovata "Mini" e
"Magical Tree" era possibile reisolare to stesso fungo
apicale ottusa, dotati in media di 3 setti (talvolta 4, 5)
e aventi le dimensioni di 30-56 x 3-4 (media: 41 x 4)
p.m. I microconidi, anche in questo caso prodotti da
monofialidi, erano unicellulari, ovato-ellittici (talvolta
In bibliografia scientifica sono riportate pochissime
reniformi), e avevano le dimensioni di 5-13 x 2-4 (media:
9 x 3)p,m. Le clamidospore erano abbondanti, singole (a
volte riunite in coppie), terminali ed intercalari, costituite
da parete ruvida e misuravano 6-9 Km. Le caratteristiche
(Pape, 1930); negli Stati Uniti, venue attribuita a Fusarium
morfologiche descritte consentivano di identificare gli
isolati ottenuti da entrambe le cultivar di C. ovata come
appartenente al genere Fusarium (Leslie e Summerell,
inoculato, soddisfacendo i postulati di Koch (Fig. 3).
Conclusioni
segnalazioni di fusariosi su piante del genere Crassula.
In Germania, gli attacchi riscontrati su C. rubicunda,
vennero attribuiti a Fusarium herbarum var. graminum
sp. la presenza dei marciumi del fusto riscontrati su C.
argentea (sin.: C. ovata) (Alfieri et al., 1984; Farr et
al., 1989). Pertanto, riteniamo che questa sia la prima
segnalazione di F oxysporum su C. ovata nel nostro
Paese, cosi come nel resto del mondo.
L' elevato numero di C. ovata colpite, in particolare
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Figura 1 - Avvizzimento e necrosi causati da Fusarium
oxysporum su pianta di Crassula ovata "Mini" allevata in vaso.
Figure 1 - Wilt and necrosis caused by Fusarium oxysporum
on potted plant of Crassula ovata "Mini".
Figura 2
-
Imbrunimenti vascolari causati da Fusarium
oxysporum su fusti di Crassula ovata "Mini" (2a) e C. ovata
"Magical Tree" (2b).
Figure 2 - Vascular browning caused by Fusarium oxysporum
on stems of Crassula ovata "Mini" (2a) and C. ovata "Magical
Tree" (2b).
nella cv Mini, pone in evidenza i potenziali rischi che
F oxysporum costituisce per la coltivazione di questa
specie. Pertanto, e opportuno approfondire gli aspetti
epidemiologici di questo parassita, isolato per la prima
volta da Crassula e, dunque non ancora studiato, per
confermare it probabile effetto positivo determinato
sul microrganismo dalle temperature medio-elevate,
come fa supporre la comparsa della malattia avvenuta
nel periodo estivo. Ci6 implicherebbe maggiori
facility it passaggio del parassita da un contenitore
all'altro, tramite schizzi d' acqua provenienti da terriccio
contaminato. La coltivazione in vaso di Crassula spp.
offre la possibility di eradicare it parassita con maggior
facility, eliminando it substrato infetto e disinfettando
anche i teli pacciamanti su cui poggiano i vasi. Infine,
per quanto concerne it ricorso a mezzi chimici di lotta,
occorrera saggiare l'efficacia del tiram.
difficolta nell'osservare la comparsa dei sintomi in
aree di moltiplicazione soggette a climi piu freschi (ad
esempio, quelli olandesi da cui provenivano le piante
Ringraziamenti
di C. ovata "Magical Tree" su cui sono comparse le
alterazioni descritte), con it conseguente rischio di
diffondere rapidamente materiale infetto, come gia
accaduto proprio per alcune tracheofusariosi di specie
ornamentali (Garibaldi et al., 2000). Tramite saggi
in vivo e tecniche di biologia molecolare, occorrera
valutare l'appartenenza dei ceppi isolati da C. ovata a
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del
una nuova forma specialis di F oxysporum, in grado di
colpire solamente piante afferenti al genere Crassula
o ad esso vicine e di stabilire l'eventuale presenza di
ospiti secondari, in grado di incrementare it potenziale
di diffusione del parassita nelle locality di coltivazione.
Prove di suscettibilita, condotte saggiando le numerose
specie e cultivar di Crassula spp. diffuse sul mercato,
potranno fornire indicazioni utili per valutare
l'applicazione della resistenza genetica come mezzo di
lotta. Un altro aspetto da chiarire riguarda l'origine delle
infezioni e l'eventuale utilizzo di sementi o di materiale
propagativo infetti: a questo riguardo, e assolutamente
Lavori citati
da evitare la moltiplicazione tramite talee prelevate
da piante recanti sintomi che vanno invece eliminate
quanto prima. L' eliminazione tempestiva degli ospiti
infetti e tanto pia essenziale dove it sesto di impianto
adottato e molto fitto e, pertanto, consente con maggior
Lavoro
svolto con
it
contributo del Ministero
Mare, nell'ambito dell'accordo programmatico per la
promozione dell'agricoltura sostenibile.
Si ringrazia it Dott. Yari Rizzuto per la preziosa
collaborazione svolta in questa attivita di ricerca.
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Figura 3 - Avvizzimento di piante di Crassula ovata "Mini" artificialmente inoculate con Fusarium oxysporum.
Figura 3 - Wilting of potted plants of Crassula ovata "Mini" artificially inoculated with Fusarium oxysporum.
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